Anno: 2012

  • “Gli ospedali di Emergency in Africa”, incontro con Raul Pantaleo

    “Gli ospedali di Emergency in Africa”, incontro con Raul Pantaleo

    SalamMercoledì 15 marzo alle ore 18 l’Ordine degli Architetti di piazza san Matteo ospita l’incontro con l’architetto Raul Pantaleo, che racconta l’esperienza degli  ospedali di Emergency in Africa

    L’architetto milanese svolge ormai da anni  la sua attività professionale e di ricerca nell’ambito della progettazione partecipata bioecologica e della comunicazione sociale, collaborando con organizzazioni del terzo settore.

    Fortemente impegnato nei progetti di Emergency, ha progettato e realizzato diversi centri sanitari in vari paesi africani, tra cui il Centro Salam di Karthoum che rappresenta l’Italia alla Biennale di architettura 2010.

    Partecipano all’incontro l’architetto Enrico Pinna e Paola Monticelli, responsabile del gruppo Emergency di Genova.

    L’ingresso è libero.

    Nyala Ospedale Emergency

     

  • Incontro con Dario Vergassola a la Feltrinelli

    Incontro con Dario Vergassola a la Feltrinelli

    Dario VergassolaMartedì 20 marzo La Feltrinelli di via Ceccardi ospita Dario Vergassola: il dissacrante comico spezzino presenta al pubblico il suo ultimo lavoro Panta Rai.

    Il libro parte dalla convinzione che è sempre più difficile distinguere il paese reale da quello parallelo, perché i due piani tendono a confondersi, costruendo scenari ogni giorno più inquietanti.

    Dario Vergassola attraversa così la soglia dello schermo e trascina il lettore in una giostra impazzita,una vertigine di scandali e inciuci di palazzo in cui si avvicendano personaggi grotteschi e inverosimili e assurdi giochi di potere.

    Ospite dell’evento, Don Andrea Gallo

  • Cittadini d’Europa attivatevi e partecipate: nasce European Citizens’Initiative

    Cittadini d’Europa attivatevi e partecipate: nasce European Citizens’Initiative

    Cittadini EuropeiUn innovativo strumento transnazionale, promosso dall’Unione Europea, pronto ai nastri di partenza dal 1 Aprile 2012, che permetterà di compiere un importante passo avanti nei processi di partecipazione democratica.

    Parliamo di European Citizens’ Initiative un meccanismo senza precedenti che mira a coinvolgere tutti i cittadini degli Stati membri nell’attività politica dell’Unione Europea. Per gli abitanti del Vecchio Continente sarà possibile sottoporre all’attenzione diretta della Commissione Europea una particolare problematica e richiedere un intervento in merito, da parte delle autorità competenti.

    In pratica il diritto d’iniziativa consente ad un milione di cittadini europeila cifra di dichiarazioni di sostegno firmate da raggiungereappartenenti ad almeno 7 paesi dell’UE, di invitare la Commissione europea a proporre un testo legislativo su questioni di competenza dell’Unione Europea. Si tratta di un diritto sancito dai trattati comunitari. Le norme e le procedure che disciplinano questo nuovo strumento figurano in un regolamento dell’UE adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea nel febbraio 2011.

    Ma in cosa consiste un’iniziativa dei cittadini europei?
    Un’iniziativa dei cittadini costituisce un invito rivolto alla Commissione europea affinché proponga un atto legislativo in settori nei quali ha la competenza per farlo, come ad esempio Ambiente, Agricoltura, Trasporti, Sanità pubblica, ecc.
    Tutti cittadini dell’UE (cittadini di uno Stato membro) che hanno raggiunto l’età alla quale si acquisisce il diritto di voto per le elezioni del Parlamento europeo (18 anni in ogni paese, salvo l’Austria, dove ne bastano 16) possono organizzare un’iniziativa. Prima è necessario costituire un comitato – composto da almeno sette cittadini residenti in almeno sette diversi Stati membri dell’UE – che sarà responsabile della gestione dell’intera procedura. Le iniziative dei cittadini non possono essere gestite da organizzazioni, le quali possono tuttavia promuoverle o sostenerle, purché lo facciano in piena trasparenza.

    Gli organizzatori innanzitutto devono chiedere la registrazione dell’iniziativa proposta sul sito web gestito dalla Commissione Europea, http://ec.europa.eu/citizens-initiative. Una volta ultimata la registrazione, gli organizzatori possono cominciare a raccogliere le dichiarazioni di sostegno (online e/o su carta) da parte dei cittadini. Hanno a disposizione 12 mesi per raccogliere il numero richiesto di dichiarazioni: 1 milione in tutto; raggiungendo il numero minimo di firmatari, indicato nel dettaglio sul sito, in almeno 7 paesi.

    L’iniziativa può essere firmata da qualunque cittadino dell’Unione Europea che abbia raggiunto l’età alla quale si acquisisce il diritto di voto.
    Tutte le iniziative avviate all’interno dell’UE sono registrate nel sito sopracitato, http://ec.europa.eu/citizens-initiative.

     

    Matteo Quadrone

  • Internet wifi gratis negli ospedali: la proposta della Regione Liguria

    Internet wifi gratis negli ospedali: la proposta della Regione Liguria

    Il digital divide è un problema che su vari fronti colpisce la Liguria: ci sono ancora Comuni dove le famiglie non hanno la possibilità di una connessione a banda larga, mentre la possibilità di aree wifi in cui navigare gratis sono limitate e gestite in maniera autonoma dalle singole Istituzioni o aziende private.

    Esistono però ambiti dove garantire l’accesso alla rete può fungere anche da aiuto sociale: un esempio sono gli ospedali, dove si potrebbe consentire ai degenti e ai loro familiari la navigazione wifi gratuita per tutta la durata del ricovero. Un servizio già presente in alcuni ospedali della Liguria, come il Gaslini e il polo di Albenga.

    La proposta di legge ufficiale è arrivata da Matteo Rosso, capogruppo Pdl in Regione Liguria, che ha così dichiarato: “Vorrei che, come altre regioni, anche la Liguria fornisse questa possibilità ai pazienti. Bisogna garantire più calore e più umanità nella nostra sanità“.

    Un’iniziativa che secondo i suoi promotori è possibile nonostante i numerosi tagli subiti dagli enti pubblici, come illustra anche l’avvocato Silvio Boccalatte: “Si tratta di una riforma a costo zero. Non è necessario, per fare delle buone leggi, ricorrere di nuovo ad un aumento di spesa pubblica. Con questa legge possiamo dare un aiuto concreto senza spendere un solo euro“. Questo perché all’interno degli ospedali è già presente una rete wifi gratuita, utilizzata dal personale. Sarebbe sufficiente estendere l’accesso a questa rete anche ai pazienti per rendere concreta questa iniziativa.

    Marta Traverso

  • Cimitero di Staglieno: patrimonio dell’umanità Unesco?

    Cimitero di Staglieno: patrimonio dell’umanità Unesco?

    cimitero staglienoIL PRECEDENTE

    8 marzo 2011: presso il Cimitero Monumentale di Staglieno si tiene una cerimonia che celebra il restauro di alcune tombe risorgimentali, fra cui quella di Giuseppe Mazzini e di molti garibaldini. In occasione di questo evento arriva la richiesta congiunta da parte di Comune di Genova, Università e Soprintendenza ai beni culturali: il Cimitero di Staglieno Patrimonio dell’Umanità Unesco.

    Un’iniziativa che mira a celebrare l’importanza storica del cimitero e dei personaggi che vi sono sepolti, ma anche l’esigenza di un finanziamento che contribuisca alla conservazione della parte storica, soprattutto perché le istituzioni hanno confermato ancora una volta la scelta di non far pagare alcun biglietto d’ingresso. Questa la spiegazione dell’assessore comunale Veardo: «Ci sono oltre un milione di lapidi il cui mantenimento dovrebbe essere a carico delle famiglie dei defunti. Quando non è possibile risalire ai parenti il Comune si attiva, ma le risorse sono limitate».

    IL PRESENTE

    Giuseppe Mazzini, Nino Bixio, Constance Lloyd (moglie di Oscar Wilde), Gilberto Govi, Fabrizio De Andrè, Fernanda Pivano. I nomi dei personaggi illustri sepolti al Cimitero Monumentale di Staglieno sono molti e prestigiosi: ricoprono momenti importanti della storia d’Italia e omaggiano ogni ambito culturale, dalla letteratura al teatro alla musica e così via.

    La richiesta fatta un anno fa appare dunque più che legittima, dato che Genova ospita uno dei cimiteri monumentali più grandi e importanti d’Europa. La nostra città ospita già un ricco patrimonio culturale e artistico tutelato dall’Unesco, ovvero il complesso che riunisce le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli.

    Come può un bene diventare Patrimonio dell’Umanità? A partire dal 2005 sono stati fissati in modo definitivo dieci criteri: per essere inclusi nella lista è necessario che il bene ne soddisfi almeno uno.

    Questo l’elenco:
    1. rappresentare un capolavoro del genio creativo umano;
    2. testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico;
    3. apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà;
    4. offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana;
    5. essere un esempio eminente dell’interazione umana con l’ambiente;
    6. essere direttamente associato a avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti);
    7. rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale;
    8. essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici;
    9. essere uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell’evoluzione dell’ecosistema;
    10. contenere gli habitat naturali più rappresentativi e più importanti per la conservazione delle biodiversità, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione.

    Marta Traverso

  • “Malavitaeterna. King e altre storie tossiche” in scena al teatro Duse

    “Malavitaeterna. King e altre storie tossiche” in scena al teatro Duse

    MalavitaeternaIl Teatro Duse di via Bacigalupo ospita da mercoledì 14 a domenica 18 marzo Malavitaeterna. “King” e altre storie tossiche, uno spettacolo scritto e diretto da Gian Piero Alloisio e interpretatato dallo stesso Alloisio con la sorella Roberta e Federico Sirianni.

    Malavitaeterna, definita dal suo autore “operina musicale teatrale sulla marginalità”, si apre nel giorno in cui uno degli ospiti di una comunità di recupero per tossicodipendenti sta per uscire da quella che è stata per molto tempo la “sua casa”; si prosegue poi con il racconto di una specie di riunione collettiva di auto-coscienza in cui gli spettatori, in un gioco drammaturgico coinvolgente, non solo ascoltano le esperienze esistenziali dei tre personaggi protagonisti, ma sono condotti a diventare parte della comunità stessa, facendosi in qualche modo anche loro emarginati, deviati, malati, diversi.

    Nello spettacolo si alternano e intersecano alla perfezione il canto e il recitato su musica e le tre voci dei protagonisti sviluppano tutte le possibilità espressive rappresentando comici o disperati assoli, duetti, cori potenti o sussurri.

    La musica (a partire dalla canzone King con cui si apre lo spettacolo) viene eseguita integralmente dal vivo, con gli strumenti semplici che si possono trovare in una festa tra amici: chitarre, percussioni, armoniche, kazoo… ma anche bottiglie, sedie, bicchieri, tubi, campane. Alla fine della serata chi è guarito troverà la forza di tornare nel mondo dei “normali”… Con dentro il sospetto che tutta la società in qualche modo si stia drogando. Senza saperlo, senza volerlo, senza sentirsi in colpa.

    La scena è firmata da Giuliano Galletta; luci e fonica di Claudio Andolfi.

    Malavitaeterna – Teatro Duse, via Bacigalupo da mercoledì 14 a domenica 18 marzo

    Info:  010/5342300  teatrostabilegenova.it  info@teatrostabilegenova.it

    orari: feriali ore 2030 – domenica ore 16

    prezzi: 25,00 euro (1° settore), 17,00 euro (2° settore)

  • Concorso esterno in associazione mafiosa: il caso Dell’Utri

    Concorso esterno in associazione mafiosa: il caso Dell’Utri

    Dell'UtriVenerdì poteva andare in scena l’atto finale del processo Dell’Utri. Dopo una prima condanna a 9 anni, e una seconda in appello a 7, il senatore del PDL, fondatore di Forza Italia e braccio destro storico del Cavalier Silvio Berlusconi al terzo e ultimo grado di giudizio rischiava davvero di finire in carcere per lungo tempo. Per sua fortuna così non è stato. La Corte di Cassazione ha annullato il processo d’appello (le motivazioni si sapranno più avanti), che dovrà quindi essere ripetuto; sempre che a chiudere definitivamente il sipario non intervenga prima il termine di prescrizione del reato, che scade nel 2014. Il rischio di un ennesimo processo sfumato nel nulla è concreto. Pertanto si può ben dire che Dell’Utri si è conquistato buone chances di scamparla.

    E a confortarlo ha contribuito anche il mutato clima generale, che in poche ore si è fatto particolarmente favorevole alla sua causa. Il sostituto procuratore Iacoviello, infatti, proprio nella requisitoria finale, dove era chiamato a esprimere il suo parere circa l’accoglimento o il rigetto dei ricorsi, ha proposto di respingere il ricorso dell’accusa e di accogliere quello della difesa; ed è poi andato ben al di là, sostenendo addirittura che «al concorso esterno ormai non crede più nessuno» e spiazzando così persino gli avvocati di Dell’Utri, che non si sarebbero potuti augurare di meglio. L’opinione pubblica e la politica si sono subito accodate, con dichiarazioni contro il concorso esterno provenienti in modo trasversale sia da ambienti di destra che da ambienti di sinistra.

    Ora, che il braccio destro di Berlusconi si salvi o vada in carcere, è un fatto certamente rilevante per la vita politica italiana. Eppure, in fin dei conti, il comune cittadino potrebbe anche disinteressarsi tranquillamente della vicenda e vivere tranquillo. Invece sarebbe molto grave ed inquietante, se questo processo diventasse l’occasione per mettere in discussione il concorso esterno in associazione mafiosa. Si tratterebbe un campanello d’allarme di degenerazione contro cui la società civile dovrebbe reagire compatta. Di questo reato è stato detto di tutto e di più: che è vago e ambiguo, che non esiste nel codice penale, che siamo l’unico paese del mondo ad averlo, e via dicendo.

    Non mi interessa qui entrare nel merito di queste accuse, che sono state già smontate ripetutamente da persone ben più preparate di me. Basti dire che il concorso esterno in associazione mafiosa ha già portato in carcere molte persone e che è stato definito per la prima volta nel processo maxi-ter a Cosa Nostra da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: due che forse di reati di mafia ne sapevano di più del PG Iacoviello, che lavora a Ravenna. Ma soprattutto è stato bene specificato e circoscritto dalla Cassazione.

    Molto semplicemente è il reato commesso da chi aiuta e favorisce un’organizzazione criminale di stampo mafioso pur non facendone parte. Quando l’aiuto è episodico, il pubblico ministero contesta il reato di “favoreggiamento”; quando è continuativo si contesta il “concorso esterno”. E’ quindi facilissimo capire per quali categorie sia stato disegnato questo reato: i colletti bianchi.

    Tutti i magistrati, da Castelli ad Ingroia, che si sono occupati di combattere le associazioni criminali sanno benissimo che senza un’arma giudiziaria per punire chi si mette “a disposizione”, le possibilità di estirpare il fenomeno mafioso sono prossime allo zero. Catturato un boss, se ne fa un altro: ma Falcone e Borsellino hanno insegnato che la mafia non può sopravvivere senza imprenditori insospettabili che ne riciclino il denaro sporco, senza medici che ne curino i feriti, senza avvocati che li difendano, senza funzionari pubblici che olino la macchina burocratica e senza politici che garantiscano gli appalti. Il fine della mafia non è uccidere. Uccidere è il mezzo che la mafia usa, di tanto in tanto, per il vero scopo della sua esistenza: accumulare denaro e potere. Senza chi aiuta la mafia dall’esterno, questo fine non è raggiungibile. Per questo Falcone era diventato il simbolo da colpire.

    Giusto la settimana scorsa la procura di Caltanissetta ha messo nero su bianco che anche Borsellino fece la fine del suo migliore amico perché aveva scoperto che lo Stato stava trattando con i Corleonesi e si era opposto. Ieri la procura di Firenze, nelle motivazioni della sentenza di condanna del boss Tagliavia, ha scritto che nel ’92-’93 una trattativa tra mafia e istituzioni «indubbiamente ci fu».

    Per questo proprio oggi il fatto che quasi tutta la politica trasversalmente metta in discussione il concorso esterno deve suonarci come una minaccia. Una grossa parte della crisi economica che viviamo si deve anche alle mafie, che nel loro complesso, secondo le stime raccolte da Nunzia Penelope, pesano per il 10% del PIL nazionale. Perché mai dovremmo sbarazzarci di un reato che serve proprio a colpire il cuore dell’economia illegale mafiosa?

    E’ vero che la politica è un’arte difficile, perché non basta fare la cosa giusta, ma comporta trovare accordi su interessi spesso divergenti. E in democrazia è normale e legittimo che ci siano interessi opposti. Ma diciamo le cose come stanno: quali possono essere gli interessi di chi non vuole il concorso esterno in associazione mafiosa? Un sostituto PG può anche prendersi la libertà di fare fini disquisizioni di diritto: in fin dei conti la giurisprudenza è il suo mestiere. Ma a noi, e ai politici che ci rappresentano, dovrebbe interessare solo che si colpisca la mafia duramente.

    L’unico motivo accettabile per modificare o abolire il concorso esterno sarebbe quello di sostituirlo con una fattispecie di reato ancora più dura e penalizzante degli interessi mafiosi. E invece le dichiarazioni che ha rilasciato, ad esempio, un ex-presidente della Commissione Antimafia come Violante (PD) sembrano andare nella direzione di un ammorbidimento. Che senso può avere questo tipo di propaganda politica? Se a pensare male spesso ci si azzecca, l’unica spiegazione è che i nostri attuali politici sappiano benissimo che nei loro partiti ci sono colleghi e amministratori che fanno accordi con le mafie; e piuttosto che fare i conti con questa verità, che rivolterebbe il paese, preferiscono azzoppare gli strumenti di indagine della magistratura per impedirle di indagare nella zona grigia dei rapporti tra mafia, società civile e Stato.

    Tutto questo nel silenzio tombale del governo Monti, che preferisce non addentrarsi in questi spinosissimi terreni. Eppure ci sono scarse alternative: se la terra è tonda, se le guardie sono i buoni e i ladri sono i cattivi, se non voteremo mai per chi vorrebbe abolire il reato di omicidio, perché penseremmo che difende gli assassini, per quale motivo qualcuno dovrebbe voler indebolire un reato che colpisce chi presta aiuto alla mafia? O è disinformato, oppure è compromesso.
    Andrea Giannini

  • La scuola delle mogli, in scena al teatro della Corte

    La scuola delle mogli, in scena al teatro della Corte

    Teatroi della CorteIl Teatro della Corte ospita dal 13 marzo al 5 aprile lo spettacolo “La scuola delle mogli”, una delle commedie più di successo di Moliere:  tutta la Parigi della seconda metà del 1600 accorse a vedere e ad applaudire questa rappresentazione, che suscitò scandalo e attirò ira e invidia sul suo autore, il quale fu accusato di essere volgare, osceno, immorale.

    La scuola delle mogli è un capolavoro di analisi psicologica e comportamentale, sotteso da una travolgente “vis comica” nella quale la società francese di allora (ma anche tutti gli spettatori dei tre secoli e mezzo seguenti) hanno avuto modo di rispecchiarsi con paura e con orrore.

    Da qui, quel clamoroso scandalo al quale Molière, forte della protezione del Re, rispose con le commedie Critica della scuola delle mogli e Improvvisazione a Versailles.
    Teatro della Corte – Corte Lambruschini

    Inizio spettacoli: da martedì a sabato ore 2030 – domenica ore 16, lunedì chiuso

    Prezzi da 17 a 25 euro

  • Un commercio più equo, presentazione del libro di  Monica di Sisto

    Un commercio più equo, presentazione del libro di Monica di Sisto

    Biblioteca Bruschi SartoriGiovedì 15 marzo la biblioteca Bruschi Sartori di Sestri Ponente ospita alle 1730 la presentazione del  libro “Un commercio più equo, un ‘piccolo potere da prendere sul serio’. La scommessa del fair trade italiano raccontata in prima persona plurale” , a cura di Monica di Sisto con Massimo Acanfora editore di altraeconomia e Vittorio Rinaldi antropologo.

    Un libro  che racconta l’avventura del commercio equo e solidale in Italia attraverso le voci dei protagonisti e la storia dei prodotti

    Monica Di Sisto, giornalista sociale ed esperta di commercio internazionale firma un’analisi avvincente completa di dati e informazioni, per capire come funziona davvero il commercio equo e solidale: la sua storia  e la sua cronologia essenziale, il funzionamento del “prezzo trasparente”, le certificazioni e la distribuzione, i protagonisti -centrali di importazione, botteghe- e tutti i numeri essenziali, dal fatturato ai volontari.


  • Punti d’ascolto: le segnalazioni dei cittadini, le risposte del Municipio Centro-Ovest

    Punti d’ascolto: le segnalazioni dei cittadini, le risposte del Municipio Centro-Ovest

    Scarsa visibilità degli attraversamenti pedonali, raccolta differenziata in affanno, carenza di illuminazione pubblica in alcune vie del quartiere. Queste sono le maggiori criticità che i cittadini e le realtà associative di Sampierdarena e San Teodoro hanno evidenziato presso i punti d’ascolto itineranti che il Municipio Centro-Ovest ha organizzato nei mesi di novembre e dicembre dello scorso anno, proprio allo scopo di ascoltare le segnalazioni di chi vive e lavora nella delegazione. Un’iniziativa unica, un’esperienza di democrazia diretta che ha permesso di instaurare la pratica del dialogo tra istituzioni e residenti. La speranza è che l’esperimento venga ripetuto – anche nel qual caso l’amministrazione municipale in scadenza non fosse riconfermata – e magari possa essere esteso anche ad altre parti della città.

    Il Municipio ha comunicato gli interventi già effettuati e quelli in procinto di partire, per provare a rispondere alle istanze di cittadini e associazioni. Innanzitutto, per quanto riguarda la segnaletica orizzontale «Abbiamo realizzato una mappatura di tutti gli attraversamenti pedonali – spiega Sara Trotta, consigliere Pd – e stiamo provvedendo al ripristino di quelli che versano in stato di degrado».

    Mentre per risolvere l’annoso problema legato ai rifiuti e alla pulizia delle strade – che a onor del vero riguarda diverse zone della città e non solo il centro-ovest – risulta necessaria una stretta collaborazione fra istituzioni ed Amiu. «C’è stato un incontro con l’azienda in cui abbiamo espresso la richiesta di incrementare la presenza dei contenitori per la raccolta differenziata, indicando con precisione tutte le zone in cui il loro numero è insufficiente – continua Trotta – Amiu si è dimostrata disponibile a potenziare il servizio». Il primo esempio sono i due nuovi depositi chiusi e dotati di telecamera che, grazie all’intesa fra Amiu e ferrovie, verranno installati sotto i volti della ferrovia in via Buranello, come ha annunciato recentemente l’assessore municipale Roberta Mongiardino. E per incrementare il recupero ed il riciclo dei rifiuti, in particolare carta e cartone, è stato istituito un servizio dedicato, in accordo con i commercianti, per il ritiro di questi materiali.

    Un problema particolare riguarda invece gli Staccapanni per la raccolta degli indumenti usati destinati ai più poveri, presenti sul territorio e sottoposti a ripetuti tentativi di furto. La soluzione? Affidarsi alle associazioni di quartiere ricollocando gli Staccapanni in un luogo protetto, ovvero all’interno delle loro sedi.

    Numerose segnalazioni dei residenti hanno denunciato la scarsa illuminazione di via Rolando e di via Buozzi. «Per quanto riguarda la prima abbiamo potenziato le luci lungo tutta la strada – afferma Trotta – adesso sarà la volta di via Buozzi. Ma in futuro ogni progetto di riqualificazione dovrà prevedere anche un’adeguata illuminazione, visto che quest’ultima rappresenta uno strumento efficace per migliorare vivibilità e percezione di sicurezza dei cittadini».

    Il Municipio, recependo le preoccupazioni dei cittadini, ha individuato tra le sue priorità anche la manutenzione ordinaria e straordinaria di marciapiedi e scalinate, spesso fonte di pericolo, in particolare per gli anziani e le persone con problemi di deambulazione. «Stiamo seguendo un preciso programma –racconta Trotta – dopo aver individuato tutti i tratti dissestati, sia sulle vie principali che in quelle secondarie, li abbiamo segnalati agli uffici competenti e gli interventi di manutenzione sono partiti da quelli più insicuri e sottoposti ad un frequente passaggio».

    Infine, allo scopo di contrastare il profilare delle deiezioni canine «Abbiamo individuato alcune aree, ad esempio una porzione del parco di Villa Scassi ed una parte dei giardini Pavanello, da destinare alla sgambatura dei cani – conclude Trotta – La gestione degli spazi è affidata ai proprietari degli animali che si assumono l’incarico di garantirne il decoro e la pulizia».

     

    Matteo Quadrone

  • Valle Scrivia: i cittadini chiedono una struttura sanitaria adeguata

    Valle Scrivia: i cittadini chiedono una struttura sanitaria adeguata

    Savignone, Valle ScriviaEcco il testo integrale della lettera inviata dall’associazione culturale “Giovani Liberi” indirizzata alle istituzioni provinciali e regionali e a tutti i sindaci della Valle Scrivia. “Giovani Liberi” chiede a gran voce una struttura sanitaria adeguata alle esigenze del territorio.

    «Una drammatica storia quella della sanità in Valle Scrivia. Lasciati al nostro destino, nessuno ci considera se non per tagliare, eliminare o diminuire servizi. Sicuramente siete già a conoscenza dei numeri che rappresentano il nostro territorio: circa
    22.000 abitanti, in un area particolarmente difficile, numero che nei mesi estivi quasi raddoppia; una grande valle che sotto alcuni punti di vista può assomigliare ad una città. I mezzi di trasporto non mancano, le aziende ci sono così come i negozi e quant’altro. Quello che manca, purtroppo e da troppo tempo, è una struttura sanitaria adeguata alle esigenze del territorio.

    Siamo stati abbandonati a noi stessi. In quest’ultimo periodo non abbiamo avuto niente. Non solo: ci è stato portato via qualsiasi cosa avessimo faticosamente ottenuto nel corso degli anni. Non abbiamo anche noi diritto ad una struttura sanitaria adeguata? Questa è la domanda che tutti ci poniamo da sempre; la scusa migliore è ogni volta la stessa: mancano i soldi.

    Ma qualcuno pensa ad una soluzione? A quanto pare no: i nostri sindaci fanno fatica a mettersi d’accordo; questo disastro
    costituisce per loro un’ottima opportunità di litigio. I vari colori politici, le diversità di carattere o vecchi attriti? Non sappiamo quali siano le cause di questi eterni dibattiti. Fatto sta che non si riesce a trovare un’unica linea di pensiero per contrastare un male che,
    invece, riguarda indistintamente tutta la valle. Ciò è molto grave perché ci impedisce di far fronte comune e di avanzare proposte efficaci e richieste univoche alla Regione.

    In questo caso non crediamo sia il caso di porci la domanda se abbiamo eletto le persone giuste ma piuttosto, sicuri di aver fatto la scelta corretta riponendo in voi la nostra fiducia, Vi chiediamo di non guardare alle simpatie di partito, in particolar modo in questo
    momento delicato. Passate sopra agli inopportuni campanilismi, fate qualcosa per il bene del nostro territorio, qualcosa per cui sarete ricordati e di cui andrete fieri perché la salute e il benessere degli individui sono diritti fondamentali che riguardano tutti e che vanno
    ottenuti con l’impegno e la solidarietà.

    La Regione Liguria è tenuta ad aiutarci, ha l’obbligo morale di intervenire, non può e non deve lasciarci in questa situazione preistorica. Bisogna che chiarisca la sua posizione in merito e che si mostri propositiva nei nostri confronti: offra argomenti ed alternative validi e fattibili atti alla risoluzione della nostra piaga. Basta proclami politici senza una chiara ed
    efficace conclusione: vorremmo avere la possibilità di vederla impegnata in un progetto comprovante il fatto che si sta davvero facendo qualcosa!

    Riteniamo che attualmente il problema della sanità sia di primaria importanza per la nostra valle e che i cittadini debbano essere correttamente informati e sensibilizzati. Non abbiamo la soluzione pronta e impacchettata, ma siamo sicuri che con l’impegno comune, il dialogo ed il buon senso si possano raggiungere ottimi risultati. Non vogliamo le prime pagine dei giornali, non vogliamo assolutamente fare politica (soprattutto quella che va di moda in questo periodo). Desideriamo uscire dagli schemi, da inutili atteggiamenti faziosi e spronare chi ci amministra: ecco lo spirito che ci spinge a scrivere questa lettera.

    Esigiamo che le nostre amministrazioni comunali, dopo aver scelto una strategia comune, si incontrino con la Regione Liguria per poter finalmente presentare alla cittadinanza un progetto concreto che ci elevi ad un quantomeno sufficiente livello sanitario. Questa è la prima lettera che scriviamo, ne seguiranno altre fino a quando non otterremo risposte positive e concrete. A Voi cittadini chiediamo solo l’appoggio e la volontà di difendere qualcosa che ci appartiene.»

    Firmato:
    Un gruppo di “Giovani Liberi: liberi di sognare”

  • Erg chiude il 2011 con un passivo di 49 milioni

    Erg chiude il 2011 con un passivo di 49 milioni

    Una Raffineria di PetrolioErg, il colosso petrolifero genovese della famiglia Garrone, ha comunicato la chiusura dell’esercizio 2011 con un passivo di 49 milioni di euro, una perdita che aumenta rispetto ai 20 milioni del 2010, e con un valore di Borsa di poco inferiore a quanto registrato a inizio anno e in calo di circa il 15 per cento nel confronto anno su anno.

    Ma in casa Erg non si vuole sentir parlare di crisi, anzi. «Prevediamo per l’anno in corso risultati di gruppo in miglioramento – ha comunicato l’amministratore delegato Alessandro Garroneinoltre la struttura finanziaria del gruppo si rafforzerà ulteriormente grazie al corrispettivo della vendita del 20% della Isab, che ci attendiamo verrà finalizzata entro la fine del secondo trimestre.»

    Insomma, Erg si difende. Nonostante il periodo nero che sta attraversando l’industria della raffinazione, gli investitori credono nella ripresa del colosso genovese, il management del gruppo non ha perso nome e reputazione e c’è un moderato ottimismo anche in merito all’ingresso di Erg nel business delle energie rinnovabili insieme a Lukoil. Le due superpotenze del petrolio si sono unite in una joint-venture (Lukerg Renew) per investire nel business dell’eolico in Europa Orientale acquistando un parco eolico in Bulgaria.

    Erg non è certo l’unica compagnia a dare segni di difficoltà nell’ambito della raffinazione del petrolio, un business che, a livello generale, non paga più come nei decenni scorsi. La Saras di Massimo Moratti (unico competitor italiano di Erg nel comparto raffinazione), ad esempio,  a Piazza Affari ha ceduto in un anno oltre il 44%, addirittura il 15,5% solo nell’ultimo mese. Una situazione ben più delicata rispetto a quella della famiglia Garrone, che con maggiore lungimiranza è corsa ai ripari in anticipo stringendo una forte alleanza con la compagnia Lukoil (ora proprietaria all’80% dell’impianto di raffineria di Priolo in Sicilia). E anche a livello europeo il comparto raffinazione non se la passa tanto meglio, stretto fra le potenze americane e quelle asiatiche.

     

  • Lunedì Feg, conversazione con Alessandro Bergonzoni

    Lunedì Feg, conversazione con Alessandro Bergonzoni

    Alessandro BergonzoniContinuano gli appuntamenti  al teatro dell’Archivolto con Lunedì Feg, la rassegna di musica e parole organizzata dalla Fondazione Garrone.

    Dopo l’incontro con Alba Parietti della scorsa settimana, Giovanna Zucconi intervista lunedì 12 marzo alle ore 21 Alessandro Bergonzoni, che racconta di sè stesso e delle proprie passioni letterarie, musicali, culturali.

    Comico, attore, scrittore e artista, Bergonzoni è un personaggio controverso che stimola le menti di chi lo ascolta con un linguaggio provocatorio, retorico, dissacrante.

    Un grande maestro della lingua, che esprime idee di vita e pensieri grazie a un ritmo travolgente di parole che quasi stordiscono lo spettatore, ma che lo costringono sempre e comunque a una riflessione, anche inconscia.

    Il prossimo incontro con Lunedì Feg è lunedì 19 marzo nel teato in piazza Modena con Giorgio Faletti.

    L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

  • Fare volontariato a Genova: partono i corsi gratuiti di Celivo

    Fare volontariato a Genova: partono i corsi gratuiti di Celivo

    celivoCelivo – il centro genovese che si occupa di coordinare tutte le associazioni di volontariato del capoluogo e provincia – organizza due volte l’anno una serie di corsi gratuiti di introduzione al volontariato: nel corso di tre incontri vengono illustrati il panorama delle organizzazioni di volontariato presenti sul territorio, i settori in cui operano, l’impegno e le attività richieste ai volontari.

    Il prossimo ciclo di incontri si terrà il 22, 27 e 29 marzo 2012 (con orario 17:30 – 19:30) presso la sede di Celivo in piazza Borgo Pila. Il corso è riservato ai maggiorenni e sarà attivato per un minimo di 10 partecipanti e un massimo di 25.

    Questo nel dettaglio il contenuto di ciascuna lezione:
    1° incontro: aspettative dei partecipanti, approfondimento sulla figura del volontario (motivazioni, valori, gratuità prestazioni, tipologia servizio, etc);
    2° incontro: “mappa” del volontariato genovese (n° organizzazioni di volontariato della provincia di Genova, dislocazione sul territorio, settori di intervento, n° volontari, attività, destinatari, etc.);
    3° incontro: proiezione video sul volontariato, illustrazione e consegna degli strumenti (Bacheca del Volontariato, Banca Dati, Colloqui di Orientamento individuali, etc.).

    Per maggiori informazioni si può contattare Celivo al numero 010 5956815.

    Marta Traverso

  • Un fondo per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare la bolletta dell’acqua

    Un fondo per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare la bolletta dell’acqua

    Oltre seicentomila euro (616.456) per le bollette dell’’acqua. Li ha stanziati l’’Ato (Ambito Territoriale Ottimale), su impulso della Conferenza dei Comuni, con provvedimento adottato dalla Provincia che coordina l’’Ambito, attraverso il Fondo sociale idrico per il 2011. Un aiuto per tutte le famiglie che in provincia di Genova hanno difficoltà a saldare le bollette per il pagamento del servizio di fornitura idrica.

    Il fondo assistenziale è aumentato, oltre il 40% in più rispetto allo scorso anno, uno stanziamento che viene ripartito fra i Comuni a favore dei cittadini con le maggiori difficoltà economiche, sulla base delle indicazioni dei servizi sociali e dei regolamenti di ogni ente locale.”

    Le risorse stanno per essere distribuite da Iren, gestore del servizio idrico per conto dell’’Ato, ai Comuni capofila di ogni ambito sociale del territorio e successivamente verranno suddivise tra i Comuni appartenenti ai rispettivi ambiti.

    Ecco la tabella dei Comuni capofila e delle risorse stanziate:

    Genova 334.347
    Arenzano 8.973
    Busalla 21.183
    Campomorone 15.723
    Cogoleto 11.087
    Davagna 10.530
    Masone 13.126
    Savignone 9.386
    Serra Riccò 14.889
    Comunità Montana Alta Valtrebbia 11.824
    Bogliasco 8.994
    Borzonasca 10.064
    Chiavari 32.612
    Cicagna 12.338
    Lavagna 18.615
    Rapallo 26.509
    Recco 19.877
    Santa Margherita Ligure 10.090
    Sestri Levante 26.286