Anno: 2012

  • Don Gallo e gli angeli del fango, i genovesi dell’anno 2011

    Don Gallo e gli angeli del fango, i genovesi dell’anno 2011

    Don GalloIl sondaggio di Repubblica.it. ha eletto genovese dell’anno Don Andrea Gallo, ma il prete di strada ha deciso di passare il testimone ai secondi in classifica, quegli angeli del fango protagonisti nel giorni dopo l’alluvione che ha martoriato Genova.

    Per questo lunedì 16 gennaio alle ore 17 si tiene a Palazzo Ducale una proiezione di immagini scattate dai fotografi di Repubblica nei giorni dell’alluvione che mostrerà il lavoro svolto da tutti i volonatri. A cura di Fondazione per la Cultura, Comunità di San Benedetto al porto, Art Commission.

    L’ingresso è libero

  • “Il risveglio della dignità araba”, incontro a Palazzo Ducale

    “Il risveglio della dignità araba”, incontro a Palazzo Ducale

    Ben jellounSabato 14 gennaio a Palazzo Ducale si tiene l’incontro “Il risveglio della dignità araba”, a cura di Tahar Ben Jelloun.

    Il centro del mondo si è spostato in Nord Africa. Tahar Ben Jelloun, scrittore e giornalista marocchino di nazionalità francese, Premio Goncourt ’87, torna a riflettere – per il ciclo Mediterranea. Voci tra le sponde – sull’attualità con tesi per nulla tenere con l’Occidente e che fanno molto discutere. Il suo ultimo libro è La rivoluzione dei gelsomini (2011) edito da Bompiani.

  • La Costa Concordia e la storia della gente comune

    La Costa Concordia e la storia della gente comune

    Naufragio Costa ConcordiaUn gigante del mare  mostra il fianco, lacerato da una ferita di 80 m, a pochi passi dall’isola del Giglio: in uno scenario evocatore di vacanze, di natura incontaminata, di pace e relax si è scatenato un inferno dantesco che i protagonisti porteranno scolpito nei loro occhi per l’intera vita.

    La cruda cronaca ci parla del naufragio della Costa Concordia con una molteplicità di immagini che ben documentano la tragedia, così come ci aggiornano, in tempo reale, sulle cause o sulle responsabilità di un fatto che ha pochi precedenti se non ritornando, molto indietro nel tempo, al Titanic, all’Andrea Doria o al Moby Prince.

    Io vorrei, però, focalizzare l’attenzione su quei piccoli o grandi gesti eroici che passano sotto silenzio o sulla solidarietà che la gente comune sa far propria in caso di ingenti calamità.

    Si potrebbe incominciare da un anonimo Claudio che una superstite ha pubblicamente ringraziato per l’aiuto portato, ai più fragili, nei momenti drammatici dell’evacuazione o di quel volto apparso per pochi minuti in Tv di un certo Omar Brolli, studente di Misano Adriatico,  che, a rischio della sua incolumità, ha  contribuito alla salvezza di persone “intrappolate” in sedie a rotelle da una diversa abilità motoria.

    Vorrei parlare di quel popolo instancabile di soccorritori, appartenenti alle più disparate categorie, che continuano, con il loro ininterrotto lavoro, a compiere miracoli insperabili come il ritrovamento e la liberazione, dopo due giorni, di passeggeri bloccati nelle loro cabine, compiendo quel prodigio che, tanto invocato, i malcapitati prigionieri disperavano si potesse realizzare.

    Soprattutto vorrei  soffermarmi su quella stirpe italiana di “navigatori ed eroi” che non ha esitato un solo attimo a mettere in mare ogni tipo di “risorsa” galleggiante per recuperare coloro che, per disavventura o per panico, era finito nelle gelide acque del mare.

    Che dire, poi, degli abitanti del Giglio che hanno aperto le loro dimore, umili o signorili, a una folla di più di 4000 persone per rifocillarle, scaldarle, vestirle ma, principalmente, per  rincuorarle e sostenerle in un momento tanto terribile.

    E’ la stessa folla dai connotati indistinti che si è mossa verso l’Aquila sepolta dalle macerie del terremoto, quella che ha scavato nel fango della recente alluvione  ligure, quella che interviene, senza essere evocata, quando è necessaria la solidarietà.

    In questa società che ci brutalizza, quotidianamente, con fatti di cronaca agghiaccianti che non risparmiano neppure i bambini, in una società abbruttita dal potere economico ed in balia dei giochi di “palazzo”, sapere che esistono ancora sentimenti di totale altruismo è un buon viatico per l’umanità.

    Per dare l’idea dello sforzo titanico compiuto dagli abitanti dell’isola basti pensare che i residenti ufficiali sono 1500 ma, in periodi di bassa stagione, la popolazione effettiva risulta di 700 anime: 700 piccoli “David” capeggiati da un esausto sindaco, Sergio Ortelli, e dal parroco  don Lorenzo Pasquotti che, ancor prima dell’intervento della protezione civile, si sono “armati” contro l’agonizzante Golia, evitando che la tragedia si trasformasse in un’ecatombe di vite umane.

    Un grazie, dunque, unica ricompensa che possiamo offrire, accanto a un dubbio angosciante: questa catastrofe poteva essere evitata?

    Adriana Morando

  • SIAE, ripartizione passaggi radio: rubo ai poveri per dare ai ricchi

    SIAE, ripartizione passaggi radio: rubo ai poveri per dare ai ricchi

    Niente di più facile, mi spettano di diritto. Nessuno mi può privare dei miei diritti, meno che mai qualcuno che pago perché li difenda. E invece no. Basta rivolgersi alla SIAE per capire che questa realtà inopinabile sia invece così poco scontata.

    Accompagno un amico all’ufficio SIAE di Genova, necessita di un’informazione circa dei passaggi radio di una sua canzone. Il mio amico è bravo, ha talento, e si sta sbattendo come un matto per cercare di farlo notare a qualcun altro a parte me. Il mio amico ottiene circa duemila passaggi radio; possiamo capire che questa è una cifra che farebbe sorridere Ligabue o Vasco Rossi, ma per un autore emergente è un ottimo risultato.

    Ma arriviamo al punto. Il nostro emergente inizia ad insospettirsi quando viene informato da uno degli operatori radio che passa il suo singolo che non è obbligato a compilare il borderò (modulo in cui si certifica l’esecuzione di un determinato brano, specificando l’autore; una volta consegnato alla SIAE, il borderò consente l’attribuzione dei diritti d’autore). Domanda: come può la SIAE pagare un autore se nulla attesta che il suo brano è stato eseguito? Risposta, semplice e disarmente: non può. Come sarebbe non può? E dei suoi duemila passaggi radio che se ne fa il nostro? Semplice, niente.

    Proviamo a metterci in contatto con un ufficio di Roma (a Genova non sanno), e una signorina ci spiega molto serenamente che i passaggi radio “locali” non hanno una ripartizione analitica; per i 2/3 vengono distribuiti sulla base del reddito prodotto dalla vendita dei propri dischi, e per il restante terzo sulla base del numero dei bollini SIAE acquistati dall’autore.

    Tradotto dal burocratese: i soldi non ti arrivano, puoi farne anche un milione di passaggi radio su emittenti locali, non conta nulla. Più guadagni (o meglio, nel caso dei bollini, più soldi versi nelle casse della Siae) e più ti pago. Un Robin Hood moderno, che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Divertente no? Concludo con questo breve aneddoto. Una volta Moni Ovadia mi disse: “Piuttosto che far finire soldi nel calderone, mi attribuirei l’Amleto di Shakespeare!” Auguri amico!

    Marco Topini

  • La mostra Via Vai di Cristina Corti alla Feltrinelli

    La mostra Via Vai di Cristina Corti alla Feltrinelli

    Via VaiAlla libreria Feltrinelli di via Cceccardi è in esposizione fino al 3 febbraio la mostra di Cristina Corti “Via Vai”.

    Curata da Art Commission in collaborazione con Liberodiscrivere edizioni, prevede un incontro con l’autrice il 20 gennaio alle 18 con la partecipazione di Antonello Cassan e Maria Cristina Castellani.

    “Le fotografie di Cristina Corti nascondono un senso ulteriore e profondo della nostra umanità e una risposta alle ombre della nostra vita. Noi, passanti della storia, camminiamo su percorsi che possono sfiorarsi o incrociarsi. Chi ci passa vicino aggiunge un nuovo significato all’affrettarci sul sentiero che percorriamo. L’immagine ne ha colto l’attimo e ha, per un momento, abbracciato quel passante, nostro compagno di viaggio. Dietro quel gesto meccanico di chi cammina frettolosamente vi sono, infatti, un punto di partenza e uno di arrivo. E in mezzo pensieri e sentimenti. Da Milano a New York, da Genova a Istanbul, i Via Vai di Cristina ci ricordano chi siamo quando ci affrettiamo verso la prossima tappa della vita.”

     

     

  • Soccorso alpino: i nuovi tagli mettono a rischio la sicurezza in montagna

    Soccorso alpino: i nuovi tagli mettono a rischio la sicurezza in montagna

    La montagna italiana non sarà più sicura a causa dei pesanti tagli al Club Alpino Italiano“, è il grido d’allarme lanciato da Umberto Marini, Presidente generale del Cai.

    Nel bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (pubblicato nella G.U. del 5 gennaio 2012) spicca un nuovo pesante taglio pari a circa il 45% in favore della attività svolta dal Club Alpino Italiano, ente pubblico non economico che svolge attività di servizio generale, in particolare su temi della prevenzione e sicurezza in montagna. Basta citare la formazione, l’attività con le scuole, il mantenimento della rete sentieristica, i rifugi. Da quasi 150 anni il CAI, che oggi conta 319.426 Soci, opera su tutto il territorio nazionale grazie al lavoro volontario degli associati.

    Ancora più grave è il taglio del finanziamento alle attività di soccorso sanitario in montagna del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del CAI (CNSAS) che è stato ridotto di circa il 72%. L’attività di soccorso in montagna del CNSAS è un servizio universale, sussidiario e volontario, a favore della collettività, e insieme a tutte le attività del CAI concorre alla tutela e allo sviluppo turistico della montagna italiana.

    Senza il CAI e il CNSAS il soccorso sanitario agli abitanti, ai turisti e agli appassionati della montagna avrebbe costi molto elevati che graverebbero interamente sulla finanza pubblica. Va sottolineato che degli oltre 6000 interventi anno svolti dal CNSAS meno del 5% sono a favore di Soci CAI.

    “L’attività del Club Alpino Italiano – sottolinea il Presidente Umberto Martini – è una attività di pubblica utilità su cui gravano questi nuovi tagli: senza la manutenzione dei sentieri, senza la rete dei rifugi e senza soccorso la montagna italiana non sarà più sicura per nessuno, creando così anche un grave danno all’economia dei territori di montagna e del nostro paese tutto”.

  • Print this! MF Gallery apre alle stampe dei suoi migliori artisti

    Print this! MF Gallery apre alle stampe dei suoi migliori artisti

    print thisAperitivo artistico alla MF Gallery (vico dietro il Coro della Maddalena 26A, traversa di via Garibaldi), che sabato 14 gennaio a partire dalle 19 inaugura una collezione di stampe esclusive in edizione limitata realizzate dagli artisti della galleria.

    La mostra Print this! rimarrà allestita fino al 22 febbraio ospitando serigrafie, incisioni e disegni di tutti gli autori che negli anni sono passati dalla galleria: John John Jesse, Tara McPherson, Dennis McNett, Angie Mason, Jason D’Aquino, Mitch O’Connell, Sarah Antoinette Martin, Dave Brockie, Drew Maillard, Kirsten Flaherty, Jonathan Zeh, Shannon Daugherty, Joe Simko, Joanna Mulder, Dennis Dread, Brian Ewing, Vahge, Greg Maillard, Frank Russo, Martina Secondo Russo e altri.

    Alla festa di inaugurazione di sabato 14 sarà data a tutti presenti la possibilità di farsi serigrafare una maglietta, una felpa o un altro capo di abbigliamento con le Monsterfaces di Frank Russo.

    Marta Traverso

  • Vecchie cabine telefoniche: nuove funzioni per rinascere

    Vecchie cabine telefoniche: nuove funzioni per rinascere

    Sono ancora 130 mila in tutta Italia. E stanno per compiere 60 anni. La prima infatti è stata installata il 10 febbraio del 1952 in piazza San Babila a Milano. Date per morte forse troppo in fretta nel prossimo futuro potrebbero risorgere.

    Stiamo parlando delle cabine telefoniche che nonostante il boom dei telefoni cellulari sono sopravissute all’estinzione. La scorsa estate l’Authority per le comunicazioni ha autorizzato Telecom ad eliminarle al ritmo di 30 mila all’anno per giungere all’azzeramento totale nel 2016.

    Ma così non accadrà, molte rimarranno in funzione perché “Dopo anni di crisi stiamo constatando che la caduta degli introiti si è arrestata – spiega Daniela Conti, responsabile settore telefonia pubblica Telecom – Nel 2011 si è verificata una piccola inversione di tendenza. La gente sta tornando ad usare i telefoni pubblici”.

    Non solo, una buona parte di esse verrà riconvertita a nuove funzioni.
    Il primo prototipo sarà installato a breve a Torino “Qui verranno sperimentate per un anno – annuncia Daniela Conti – poi avranno un futuro in tutto il Paese”.

    La cabina del futuro è progettata dall’azienda torinese Ubi Connected. Funzionerà con monete e servirà ancora per telefonare. Si potrà navigare su internet ed usufruire dei servizi offerti dalla città. Inoltre sarà dotata di telecamere di videosorveglianza in modo tale da contribuire al controllo del territorio. La nuova cabina sarà autosufficiente dal punto di vista energetico grazie alla presenza di un pannello fotovoltaico installato sul tetto.
    Infine, ma su questo punto si attendono sviluppi, potrebbe essere dotata di impianti per ricaricare biciclette, scooter e auto elettriche.

    Un’idea simile, a dire il vero, era sorta anche a Genova, circa un anno fa. L’iniziativa, intitolata “Adottiamo una cabina telefonica“, prevedeva una riconversione intelligente per adattare il servizio delle vecchie cabine alle attuali esigenze dell’utente. In pratica una trasformazione da telefono pubblico a punto wifi.
    Il progetto lanciato dall’Associazione Cittadini Digitali, con il sostegno di Assoutenti, doveva essere discusso con Agcom e Telecom. Ad oggi purtroppo non si hanno notizie circa eventuali sviluppi di questa iniziativa.

     

    Matteo Quadrone

  • Aperitivo solidale per il centro Antiviolenza al circolo Zenzero

    Aperitivo solidale per il centro Antiviolenza al circolo Zenzero

    Salita MascheronaVenerdì 13 gennaio alle ore 17.30 al Circolo Zenzero Via G. Torti 35 si tiene un aperitivo solidale a sostegno del centro antiviolenza di Via Mascherona.

    L’iniziativa sarà animata da letture teatralizzate a cura di Antonella Sodini e Lorena Luccatini.

    In Italia, così come a Genova, la violenza domestica è in continuo aumento e le strutture qualificate a portare aiuto psicologico, legale e d’emergenza sono a rischio di  chiusura. I tagli economici effettuati dal Governo attraverso le diverse manovre hanno fatto sì che la Regione Liguria abbia notevolmente ridotto i finanziamenti, e reso quindi impossibile per Comune e Provincia di Genova, sopperire con i propri fondi all’esistenza del Centro provinciale antiviolenza di Via Mascherona, in modo da garantire il mantenimento dei servizi erogati. Ad oggi si prospettiva quindi la chiusura del Centro e dei Centri distaccati sul territorio. Per non disperdere completamente ciò che è stato fatto in questi tre anni d’interventi operativi, per dare risposte concrete alle donne e ai minori vittime di violenze, le Associazioni firmatarie di questa comunicazione organizzano questo evento, finalizzato alal raccolta di fondi per il suo mantenimento.

  • Storia di Genova: la chiesa di Sant’Ilario

    Storia di Genova: la chiesa di Sant’Ilario

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Lasciando la statale Aurelia e salendo verso il monte, (leggi anche la storia delle antiche creuze di Sant’Ilario) la strada si inerpica in salita tra il verde degli ulivi, tra antiche case che occhieggiano nascoste nel verde, tra vecchi muri a secco e piccole crœze che serpeggiano lungo le pendici del monte, erti sentieri che raccontano una storia remota. Lì dove la salita rifiata, appare la chiesa, che da il nome al borgo, dedicata a S. Ilario di Poitiers, grande padre della cristianità di cui si celebra il dies natalis il 13 gennaio.

    Edificio, probabilmente, risalente all’anno mille, lascia traccia certa di sé solo in un certificato notarile del 1198 ed in uno successivo del 1270 in cui il “Presbiter Iones Minister S.Ilarii” è citato quale testimone in un atto di compravendita. Dell’antica pieve (nel Medioevo si definiva “pieve” la chiesa principale di una circoscrizione ecclesiastica n.d.r.) rimane ben poco dopo il restauro operato, nel 1700, secondo il gusto barocco dell’epoca e l’ampiamento della navata (1712), contesto nel quale viene ingrandito, anche, il sagrato adiacente la chiesa. Sempre dello stesso periodo sono due altari, aggiunti ai sei già esistenti mentre, solo nel 1791, si procede al rifacimento di quello maggiore nel cui interno, sembra, sia stata racchiusa un’antica tavola liturgica in pietra.

    Da un inventario del 1325, si apprende che abbellivano la struttura due campanili, al posto dell’attuale alto 33 m, di cui non rimangono tracce così come non è più visibile la sobria facciata romanica, sostituita dall’attuale in stile neoclassico (1911). La chiesa, dal 1934 dichiarata monumento nazionale, conserva nel suo interno opere d’arte pregevoli come la “Madonna con bambino” dello scultore Leonardo Misano, l’affresco della volta del pittore Giovanni Carlon e un bel crocifisso ligneo del Maragliano (attribuzione incerta).

    La consacrazione a S. Ilario è ammantata di leggenda: secondo la tradizione popolare, il religioso, strenuo difensore dell’ortodossia, avrebbe trovato rifugio in questi luoghi, durante la sua fuga dalla Francia. Sulla sponda sinistra del torrente Nervi, subito all’imbocco della valletta Costalunga, vi è ancor oggi una piccola grotta, chiamata in dialetto genovese Tan-na du Santu (la tana del santo), dimora genovese dell’ecclesiastico, come testimonierebbero i documenti reperiti dal parroco Dagnino (1857). Esiste anche un’altra versione del racconto che vede il prelato solo di passaggio, su una nave, di fronte alla collina, passaggio miracoloso perché, nell’occasione avrebbe provveduto a liberare l’altura dalle terribili serpi che la infestavano.

    Qualche anziano riporta che fino al novecento fosse usanza, in ricorrenza della festa patronale, recarsi in chiesa con un ramoscello di mimosa che, rigogliosa, fiorisce lungo i pendii del monte e la cui fioritura precoce è favorita dal clima particolarmente mite di cui risente questo luogo. Tradizione ben più radicata è quella, invece, che si svolge a Parma che annovera il santo come patrono della città. Mantenuta come giornata festiva, il 13 gennaio contempla, accanto a manifestazioni religiose, la consuetudine di confezionare ed offrire gustosi biscotti fatti a scarpette in ricordo di quel lontano “die” in cui S. Ilario, transitando per la città a piedi nudi, si vide offrire un paio di calzari da un povero ciabattino, atto di bontà ricompensato con la comparsa, il giorno successivo, di un paio di calzature d’oro sul suo umile banco di calzolaio.

    Quest’anno la ricorrenza celebrativa genovese è turbata dalla contesa che anima gli abitanti per una discussa strada che dovrebbe nascere in via del Pianello. La “querelle” vede contrapposti i Verdi e il Circolo Nuova ecologia di Legambiente da una parte, al comitato per la viabilità dall’altro. “Una raccolta di firme, gazebo e striscioni per dire no ad un’opera, spiega Andrea Agostini presidente del circolo, che deturperebbe la collina con una cementificazione che prevede la costruzione di parcheggi e box e che rovinerebbe una struttura storica e importante come la scuola di agraria”. In risposta, Daniela Vecchio, presidentessa del comitato, ribadisce la necessità di attuare un collegamento viario per le famiglie che vivono nelle zone interne oltre a fornire un passaggio agibile a mezzi di emergenza quali ambulanze e vigili del fuoco. Non rimane che sperare nell’ennesimo miracolo del santo per una ritrovata concordia e una condivisa risoluzione della contesa che sappia conciliare il mantenimento di un vero angolo di paradiso naturale alla necessità di alleviare i disagi oro-geografici del territorio.

    Adriana Morando

    Foto e video di Daniele Orlandi

  • Premio Andersen 2012: il bando del concorso letterario per ragazzi

    Premio Andersen 2012: il bando del concorso letterario per ragazzi

    premio andersenAnche per il 2012 torna il concorso letterario per fiabe inedite che fa da contorno al 45° Andersen Festival: quest’anno scrittori e artisti di strada animeranno la Baia del Silenzio di Sestri Levante non più a maggio, ma dal 7 al 10 giugno 2012.

    Tema di questa edizione sarà La fine del Mondo? – in relazione alla ben nota profezia dei Maya – e ospiti d’onore saranno il giornalista Paolo Rumiz e il nuovo presidente di giuria Roberto Piumini.

    Le fiabe dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2012 presso la Segreteria del premio e potranno essere scritte in una delle seguenti lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, arabo e cinese. Le categorie rimangono le stesse delle passate edizioni: Scuola Materna (3-5 anni, in gruppo), Bambini (6-10 anni), Ragazzi/e (11-16 anni) e Adulti (oltre i 16 anni).

    Tutti i vincitori riceveranno l’opera di Alfredo Gioventù “Sirefiaba Andersen”, aggiunta a un premio in denaro dai 1.000 ai 3.000 Eu. All’opera più significativa sarà inoltre assegnato il trofeo “Baia delle favole”, mentre l’autore della migliore fiaba in lingua straniera vincerà un soggiorno per due persone a Sestri Levante.

    Per maggiori informazioni si può contattare la Segreteria del Premio al numero 0185 458490.

    Marta Traverso

  • “Conseguenze del groove”, è uscito l’ album di Bobby Soul

    “Conseguenze del groove”, è uscito l’ album di Bobby Soul

    Bobby SoulDopo quattro anni di lavoro, sessioni di registrazione da Londra allo Zerodieci di Genova, è uscito il nuovo album solista di Bobby Soul dal titolo “Conseguenze del groove“.

    Il ragionier De Benedetti, in arte Bobby Soul, regala 18 tracce ai suoi fans frutto di collaborazioni musicali oltre che con i fidati compagni di viaggio “Les Gastones” anche con Aziz, The Knickers, Les Bonobos Boracheros, Zero Plastica, Hira Grossi… La sperimentazione musicale a cui ci ha sempre abituato il “funkettaro” di casa nostra in questo nuovo album è accompagnata da un’intenzione che si potrebbe definire da “rock band” con chitarre pronunciate e piglio “live”.

    Lo avevamo incontrato nella sua sala prove quando ancora l’album era in lavorazione…

  • Al Bonfim musica live con i BredaBusband e i Lomè

    Al Bonfim musica live con i BredaBusband e i Lomè

    LomèIl Senhor de Bonfim ospita venerdì 13 gennaio alle ore 23 il concerto di BredaBusband; il gruppo nasce nel 1998 dall’incontro di diverse personalità presenti da tempo nel panorama musicale genovese, con scelte musicali differenti che svariano dal cantautorato italiano ai gruppi rock-blues amatoriali, fino a studi musicali più definiti.

    La band interpreta un genere di forte impatto, che svaria dal vecchio blues americano al più recente rhythm and Blues, fino al moderno soul , con frequenti incursioni nel rock ‘n’ roll che proprio dalle radici black ha tratto linfa e successo, proponendolo con sonorità raffinate ed arrangiamenti trascinati e ben strutturati.

    Sabato 14 gennaio alle 2330 è la volta dei Lomè da Biella, a seguire dj Marco Valenti.

    I Lomé (Lost Memories) sono un gruppo alternative pop/contemporary jazz formatosi nel 2001. Nel 2005 la band si aggiudica il primo posto al concorso “premio Bindi” a Santa Margherita Ligure; seguono concerti in tutta Italia. Nell’autunno arriva la chiamata a partecipare alla rassegna 2006 del Premio Tenco, occasione che permette al gruppo di ricevere ottime recensioni e nuovo entusiasmo. Tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008 i Lomé partecipano ad alcuni importanti Festival Italiani quali “Su la testa” ad Albenga, “Mantova musica festival”, “Bordighera jazz & Blues” (premio come miglior interpretazione) e aprono il concerto di “Stefano Bollani ed Enrico Rava”. Nell’estate 2009 ospitano durante un loro concerto al Cinemountain Festival la cantante Irene Grandi, eseguendo insieme alcuni brani del repertorio dell’artista fiorentina.
    Tra novembre 2009 e febbraio 2010 il nuovo disco “la ragione:non ce l’ha nessuno” è stato recensito su XL, Rockstar, il mucchio, Blow up, Isola che non c’era, Music boom, kataweb/repubblica.it, sentire ascoltare, rockerilla, lastampa.it, rockit, sky.
    Nel mese di Febbraio 2010 i Lomé sono ospiti della manifestazione “Bindi winter”, sessione invernale del festival “Premio Bindi” e del “Premio Buscaglione”.

  • Servizio civile aperto agli stranieri: escluderli è discriminazione

    Servizio civile aperto agli stranieri: escluderli è discriminazione

    Il Servizio Civile in LiguriaIn attesa di conoscere le sorti delle centinaia di ragazzi che hanno vinto l’ultimo bando di servizio civile nazionale, da Milano è arrivata una sentenza destinata a cambiare radicalmente i progetti negli anni a venire.

    Premessa: il bando di servizio civile nazionale è aperto solo a cittadini italiani, maggiorenni e senza precedenti penali.

    Fatto: uno studente pachistano di 26 anni, Shahzad Sayed, residente in Italia da 15 anni ma ancora privo della cittadinanza, ha fatto ricorso per discriminazione lo scorso ottobre, sostenendo che i valori fondanti del servizio civile – “difesa della Patria quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale” – possono essere accolti anche da chi non è cittadino a tutti gli effetti ma vive stabilmente in Italia da molto tempo.

    Proprio questa è la motivazione che ha portato il giudice del lavoro Carla Bianchini ad accogliere il ricorso: una sentenza che potrebbe di fatto annullare l’ultimo bando di servizio civile. La sentenza ordina infatti “alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Ufficio Nazionale per il Servizio Civile – di sospendere le procedure di selezione, di modificare il bando (…), consentendo l’accesso anche agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia e di fissare un nuovo termine per le domande“.

    Marta Traverso

  • Via San Bernardo, festa per il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale

    Via San Bernardo, festa per il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale

    Oggi alle ore 18:00 in via San Bernardo 19, un gruppo di cittadini attivi che provano ad invertire la tendenza al degrado e all’abbandono della zona, promuovono una festa di quartiere aperta a tutti: “Quel che non piace a me magari piace a te”, per il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale.
    Un’occasione di incontro per gli abitanti ma non solo, con l’obiettivo di aggregare le forze positive attorno ad un progetto sociale più ampio, in grado di rivitalizzare il quartiere.