In attesa di conoscere le sorti delle centinaia di ragazzi che hanno vinto l’ultimo bando di servizio civile nazionale, da Milano è arrivata una sentenza destinata a cambiare radicalmente i progetti negli anni a venire.
Premessa: il bando di servizio civile nazionale è aperto solo a cittadini italiani, maggiorenni e senza precedenti penali.
Fatto: uno studente pachistano di 26 anni, Shahzad Sayed, residente in Italia da 15 anni ma ancora privo della cittadinanza, ha fatto ricorso per discriminazione lo scorso ottobre, sostenendo che i valori fondanti del servizio civile – “difesa della Patria quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale” – possono essere accolti anche da chi non è cittadino a tutti gli effetti ma vive stabilmente in Italia da molto tempo.
Proprio questa è la motivazione che ha portato il giudice del lavoro Carla Bianchini ad accogliere il ricorso: una sentenza che potrebbe di fatto annullare l’ultimo bando di servizio civile. La sentenza ordina infatti “alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Ufficio Nazionale per il Servizio Civile – di sospendere le procedure di selezione, di modificare il bando (…), consentendo l’accesso anche agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia e di fissare un nuovo termine per le domande“.
Marta Traverso

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