Anno: 2012

  • Maria & The Mirrors, Belo Horizonte Giua e Armando Corsi a La Claque

    Maria & The Mirrors, Belo Horizonte Giua e Armando Corsi a La Claque

    Giua CorsiGiovedì 19 gennaio – Ore 22.30

    Maria & The Mirrors in concerto

    Per la prima volta a Genova i tribalismi infuocati del trio londinese. In apertura il concerto di intense ritmiche elettroniche dei pugliesi Eels On Heels e il divertente showcase degli artisti del Wasabi Studio.

    Ingresso 7 euro

    Sabato 21 gennaio – Ore 22.30

    Belo Horizonte

    Uno spettacolo, filosofia di vita, slancio, utopia, shakeraggio di comicità, parole e musica, innesta innovazione e improvvisazione, vola alto con  incursioni nei diversi generi,  dal teatro di strada al circo contemporaneo, alla danza. Un varietà moderno con vocazione televisiva, sempre all’insegna dell’ottimismo e del divertimento. Il marchio di Belo Horizonte sprizza colore, energia, positività. Gli artisti arrivano da anni di palcoscenico, da trasmissioni  “di punta”, sono molti, sono noti, prettamente liguri e genovesi, danno vita ad uno spettacolo-contenitore  sempre originale, con la garanzia di inevitabili risate.  E pensa ai nuovi talenti, ai giovanti emergenti nel suo CAMPUS, aiutandoli  ad affermarsi con la produzione di spettacoli teatrali e televisivi di qualità.

    Lo spettacolo “rivoluzionario”, caratterizzato da moltissime novità, che Belo Horizonte proporrà a La Claque per la  stagione teatrale 2010-11 ha il titolo “Copernico”: prendendo spunto dalla teoria copernicana sull’eliocentrismo Genova si pone al centro dell’universo e lancia i suoi comici di scuola ligure nel cosmo comico e televisivo. Tra gli artisti che si alterneranno sul palcoscenico: Simonetta Guarino, Alessandro Bianchi, Michelangelo Pulci, Antonio Ornano, Fiona e Laura, Enzo Paci,  Andrea Bottesini, I Soggetti Smarriti, Stefano Lasagna, Stefano Chiodaroli, i Bermuda Acoustic Trio e molti, molti altri. La direzione artistica è di Marco Fojanini.

    Ingresso 15 euro

    Domenica 22 gennaio – Ore 21.00

    Tre- Concerto di Giua e Armando Corsi

    “Un disco e un concerto nati da un incontro e dalla voglia di condividere l’amore per la musica e le sue strade. Per noi 1 + 1 fa 3, per noi non c’è due senza TrE”. Giua + Corsi Giua e Armando Corsi sono le due anime di “TrE”, un nuovo progetto discografico che vede la partecipazione di ospiti del calibro di Jaques Morelenbaum, Fausto Mesolella, Mario Arcari, Riccardo Tesi, Marco Fadda e Claudio Taddei, e uscirà per l’etichetta EGEA il 23 gennaio 2012. “TrE” non è un semplice album: è l’incontro di due generazioni. Due vite che crescono insieme e si raccontano. Due viaggi musicali diversi ma vicini, che ad un certo punto hanno scelto di intrecciarsi. La veste in cui “TrE” si manifesterà in tutte le sue sfaccettature sarà quella live. È fin troppo evidente quanto i due artisti, mentre suonano insieme, si divertano un sacco e quanto non pensino un solo istante di tenere per loro questa allegria. Il pubblico, ciò che rende ogni concerto sempre unico e irripetibile, diventa infatti parte imprescindibile del loro concerto.

    Ingresso 10 euro

  • Inflazione, rapporto Istat: tasso medio annuo del 2011 pari al 2,8%

    Inflazione, rapporto Istat: tasso medio annuo del 2011 pari al 2,8%

    Il tasso di inflazione medio annuo per il 2011 si conferma pari al 2,8%, in sensibile accelerazione rispetto all’1,5% registrato per il 201°, secondo i dati resi noti oggi dall’Istat.

    Il dato più preoccupante e grave riguarda l’aumento dei prezzi dei prodotti di largo consumo, quelli appartenenti al cosiddetto “carrello della spesa”, i cui costi sono aumentati mediamente, secondo l’Istat, del 3,5% – si legge in un comunicato di Federconsumatori – Significa una ricaduta, solo nel settore alimentare, di circa +175 Euro rispetto alla spesa media annua indicata dall’Istat in questo comparto, se rapportato invece alla spesa complessiva si tratterebbe di una batosta di 1.032 Euro a famiglia. Da anni non si raggiungevano valori simili che, a dir la verità, appaiono addirittura sottostimati rispetto a quelli dell’O.N.Federconsumatori”.

    “È inconcepibile che, a fronte della fortissima caduta dei consumi che si registra da anni, i prezzi continuino a crescere in questo modo. È evidente che le volontà speculative hanno superano ormai ogni limite – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Il Governo deve fare qualcosa per bloccare immediatamente questi comportamenti anche disponendo un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe. Se non si interviene al più presto in tal senso nel 2012 andrà decisamente peggio. L’aumento di prezzi e tariffe si prospetta già di oltre 2.103 Euro a famiglia. Il tasso di inflazione rischia di situarsi tra il 4 e il 5%”.

    La perdita del potere di acquisto delle famiglie sarà enorme, e questo non potrà che determinare conseguenze negative sull’intera economia, a partire dal versante della produzione – si legge ancora nel comunicato di Federconsumatori – Per questo chiediamo al Governo di avviare controlli a tappeto su tutto il territorio per contrastare le intollerabili speculazioni che vanno avanti da tempo, concentrandosi soprattutto sui beni di largo consumo e sui carburanti ed accelerare i processi di liberalizzazione.”

  • Plus Model Magazine, una rivista di moda contro l’anoressia

    Plus Model Magazine, una rivista di moda contro l’anoressia

    plus model magazineModa e magrezza dovrebbero avere in comune solo il fatto di iniziare con la lettera m. Sono tantissime le ragazze che in nome del successo da passerella si privano del cibo fino a sconfinare nella malattia.

    Perché sì, mangiare poco o non mangiare affatto è una malattia. L’anoressia è una malattia. Per questa ragione esiste una branchia della moda che dà ampio spazio alle taglie dalla 44 in su, messe in risalto sia sulle passerelle sia in riviste come Plus Model Magazine, la cui linea editoriale vieta di riservare anche solo un angolino dell’ultima pagina a chi porta la 42 o inferiori.

    L’ultima provocazione è arrivata dalla modella Katya Zharkova, che nell’ultimo numero della rivista ha scelto di posare nuda per dimostrare che si può essere belle anche con qualche chilo in più e soprattutto denunciare il fatto che la maggior parte delle modelle ha un indice di massa corporea pari a quello delle donne anoressiche.

    Questa una delle frasi che accompagnano il servizio fotografico: “20 anni fa le modelle pesavano l’8% in meno delle donne comuni. Oggi il 23% in meno“. Una rivelazione choc che non ha bisogno di ulteriori commenti.

    Marta Traverso

  • Curiosità: la storia del Carnevale o meglio “carne levamen”

    Curiosità: la storia del Carnevale o meglio “carne levamen”

    Saturnali e CarnevaleIl 26 febbraio sarà la prima domenica di Quaresima, quel periodo in cui, in segno di penitenza, la Chiesa ordinava un “carne levamen” (allontanamento dalla carne, per analogia da ”vale” = dire addio) od anche carnem laxare (ridurre) da cui Carnasciale. Deriverebbe da questo monito latino, dunque, l’etimologia del nostro Carnevale riferito al luculliano banchetto che si teneva la sera, precedente il mercoledì delle Ceneri, dal quale iniziava il forzoso digiuno.

    Esiste un’altra versione, più accreditata tra le popolazioni nordiche, che il nome trarrebbe origine da “Carrus Navalis”, propiziatoria imbarcazione inghirlandata che i pescatori approntavano, all’inizio della primavera, per un immaginario percorso alla volta degli dei. Feste e riti portatori di fertilità, dedicati alla dea Iside ed assimilabili al nostro Carnevale, erano già presenti 4000 anni fa presso gli Egizi, così come le analoghe greche “Grandi Dionisiache” di Atene, crapule viziose celebrate nel mese di Elafebolione e dedicate a Bacco, dio del vino.

    Non ne erano scevri, neppure, i Romani: i lupercali erano cerimonie di purificazione che i sacerdoti “luperci”, seguaci del dio Fauno, ufficiavano il 15 febbraio in una grotta sul monte Palatino mentre i “Saturnali” in onore del dio dell’oro, (Saturno), iniziavano il 17 dicembre e si prolungavano per un intervallo di tempo sovrapponibile alle nostre feste natalizie (inizialmente duravano solo 3 giorni, poi portati a 7).

    Caratterizzavano la festa carri festosi tirati da animali bizzarramente bardati, grandi tavolate in cui sedevano insieme schiavi e padroni per la sospensione, temporanea, delle leggi che regolavano i rapporti tra le classi sociali, nonché balli e lazzi che degeneravano, talora, in manifestazioni di lascività e dissolutezza incontrollata.

    Dal Quattrocento inizia un’azione moratoria della chiesa per porre un freno agli eccessi ma il Carnevale continuò ad impazzare arricchendosi di nuove tradizioni: duelli di bastoni (da cui l’uso dei manganelli) tra ceti o congreghe rivali, guerriglie virtuali, come quella delle arance ad Ivrea, tra i rioni delle città e roghi di simulacri a ricordo delle celebrazioni proprie delle antiche comunità agresti in cui il fuoco simboleggiava il passaggio dalla morte alla vita.

    Ma l’emblema assoluto della festa è stato, da sempre, l’uso diffuso della maschera. Il suo significato intrinseco è da ricercarsi nel sentimento liberatorio con cui l’identità celata si affranca dalla banalità del quotidiano, lasciando l’individuo arbitro di eccedere in comportamenti inusuali sia per ruolo che per dissolutezza. Nella Grecia antica, ad esempio, nascondersi dietro un’effigie serviva a personificare entità inesistenti quali gli dei, parimenti al servo che, nei festeggiamenti carnevaleschi, poteva illudersi per poche ore di essere un vero nobile.

    Il volto nascosto, inoltre, impediva l’identificazione di persone protagoniste di “scappatelle” sessuali o veri baccanali, che nulla avevano da invidiare agli atavici rituali pagani celtici in cui gli amplessi, consumati sul nudo suolo, erano vissuti come un omaggio alla Madre Terra, dea della fertilità. Il tutto condito da un po’ di “sana” superstizione perché, secondo la credenza, una maschera ridente aveva il potere straordinario di allontanare le brame maligne di spiriti mal intenzionati.

    Adriana Morando

  • Arte contemporanea: Napoli e Palermo perdono i loro musei

    Arte contemporanea: Napoli e Palermo perdono i loro musei

    pittoreE poi c’è chi dice che con la cultura e l’arte non si mangia. A Napoli e a Palermo molte famiglie si sfamavano, pagavano affitto e bollette, vivevano grazie all’arte contemporanea: sono i dipendenti (rispettivamente) del Museo Madre e di Palazzo Riso, due poli culturali interamente dedicati all’arte contemporanea.

    In pochi giorni si è annunciata la chiusura di entrambi. Prima è toccato a Palazzo Riso, chiuso al pubblico da ormai una settimana: il museo si trova in una delle vie centrali del capoluogo siciliano, e nonostante l’alto numero di visitatori (circa 100.000 nel solo 2009), l’apertura a molti artisti emergenti e il prestigio sul piano internazionale, potrebbe chiudere i battenti a causa di presunte manovre politiche sulla nomina del nuovo direttore.

    Nei giorni scorsi si è invece annunciata la possibile chiusura del Madre, aperto sei anni fa e con trenta dipendenti, che per la mancanza di fondi rischia di veder tramontare le sue attività.

    Anche a Genova c’è un museo dell’arte contemporanea in una situazione difficile: Villa Croce è da un anno senza curatore, figura indispensabile per coordinare tutte le attività. Nonostante questo, nel 2011 sono state allestite sette mostre con un elevato numero di visitatori.

    Marta Traverso

  • “Il cervello artistico”, dove nasce la creatività? Incontro a Palazzo Ducale

    “Il cervello artistico”, dove nasce la creatività? Incontro a Palazzo Ducale

    francesco-marco-vedoaGiovedì 19 gennaio alle 1745 nell’ambito della rassegna “L’uomo e il suo cervello” di Palazzo Ducale, si tiene la conferenza del docente di fisiologia all’università di Parma Vittorio GalleseIl cervello artistico”, per cercare di capire quali soni i processi neurali che permettono l’esperienza estetica e la creatività.

    La rassegna vuole spiegare con teorie fisiche e neuroscientifiche i tratti più intimi della mente umana mettendo in discussione le tradizionali barriere tra uomo e natura, tra naturale e artificiale, tra etica e scienza.

    L’ingresso è gratuito

  • Corso di musica a Genova: lezioni di batteria con Maurizio di Tollo

    Corso di musica a Genova: lezioni di batteria con Maurizio di Tollo

    corso batteriaAspiranti musicisti cercasi. Con l’anno nuovo sono state riaperte a Genova le iscrizioni al corso di batteria dal titolo “Ok, ma… sai tenere il tempo?“, un ciclo di lezioni individuali e personalizzate a cura di Maurizio di Tollo, batterista che ha collaborato con alcune importanti band del panorama rock progressivo italiano (Maschera di Cera – Finisterre – Hostsonaten – Rohmer – Moongarden – The Watch ), con esponenti della canzone d’autore (Francesco Baccini – Enrico Nascimbeni – Chiara Jeri) e con agenzie come D&D Comunicazione di Franz Di Cioccio e Iaia De Capitani e la Target di Angelo Carrara.

    Per iscriversi è possibile contattare il numero 331 3334047 o inviare una mail all’indirizzo mauditol@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Bayerischer Wald National Park, il parco naturale in Germania

    Bayerischer Wald National Park, il parco naturale in Germania

    Bayerische Wald National ParcIl Bayerischer Wald, fondato nel 1970, è uno dei più grandi parchi naturali d’Europa . Con un’estensione di circa 6000 ettari, il parco comprende parte della foresta bavarese e della foresta di Sumava in Repubblica Ceca.  All’interno del parco si snoda un sentiero, il Tier Freigelande, di circa 7 km, lungo cui è possibile osservare la fauna tipica delle foreste euroasiatiche: orsi, lupi, linci, bisonti, alci, gatti selvatici, rapaci e altri ancora.

    Il percorso è costellato di punti di osservazione sopraelevati per i visitatori. Gli animali si trovano in stato di cattività all’interno di recinti che -per quanto ampi- purtroppo rendono talvolta l’idea della gabbia, quando si vedono esemplari splendidi di lince o lupo procedere rasente la rete per l’intera lunghezza del recinto, annusando l’aria attraverso le griglie. Nonostante questo, la vista di questi animali è incredibilmente suggestiva, e soprattutto nel periodo invernale vederli emergere tra gli alberi e la nebbia avanzando silenziosi nella neve candida è uno spettacolo di rara bellezza.

    Bayerische Wald National ParcA onor del vero va detto che la maggior parte dei recinti è grande abbastanza, come nel caso dei lupi, da richiedere a volte ore di attesa in un clima non esattamente gentile prima che si riesca ad osservarli da vicino. Anche in questo caso però l’attesa sotto un’abbondante nevicata può essere ricompensata con apparizioni a pochi metri dal punto di osservazione, e incrociare lo sguardo di un lupo è un’emozione che vale tutta l’attesa.

    Il parco è perfettamente organizzato: contenitori per i rifiuti e servizi igienici sono dislocati lungo i sentieri, ma adeguatamente integrati con l’ambiente circostante perché tutte le strutture sono in legno e non alterano minimamente il luogo. Lo stesso dicasi per i numerosi cartelli esplicativi con le indicazioni per i recinti e per quelli che riportano esaustivamente, con tanto di disegni incisi nel legno, i cicli vitali di flora e fauna. Unica nota negativa, la lingua: né i detti cartelli né il personale del parco vi verranno in aiuto con l’inglese. Tutto rigorosamente in tedesco.

    COME ARRIVARE: dall’Italia seguire le indicazioni per Monaco, esistono tre possibili percorsi autostradali, passando per Austria o Svizzera è importante ricordarsi di acquistare il bollino autostradale per non incorrere in sanzioni: salvo nel confine Italia-Svizzera non ci sono altre dogane o caselli quindi è facile non rendersi conto di essere entrati in Austria e dimenticarsi di pagare (ma non vale come scusante per le forze dell’ordine locali). Le autostrade in Germania invece sono gratuite. Una volta raggiunta Monaco ci sono ancora un paio d’ore di strada per arrivare a Neuschonau, il paese più vicino al parco.

    Bayerische Wald National ParcDOVE ALLOGGIARE: essendo anche località sciistica non è difficile trovare alloggio in uno dei tanti hotel o B&B a buon prezzo anche in alta stagione. Come già detto per il parco, purtroppo -personale degli hotel a parte- pochissimi parlano inglese diversamente da quanto ci si può aspettare ed ogni cartello o menù è esclusivamente in tedesco.

    Detto questo, se sopportate bene il freddo e non vi fate intimorire dalla possibilità di dover comunicare a gesti, un giorno al Bayerscher Wald significa un’immersione nell’incanto della foresta bavarese innevata, con lupi e linci, in un silenzio interrotto solo dal vento tra gli abeti o dal canto di piccoli paffuti pettirossi sui rami bianchi di neve.

    di Daniele Orlandi e Claudia Baghino

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Via San Bernardo, “Quic”: cittadini uniti per la riqualificazione

    Via San Bernardo, “Quic”: cittadini uniti per la riqualificazione

    Panoramica dei vicoliUn incontro fra tanti desideri, così lo chiama Carola, residente in via San Bernardo, per provare ad invertire la tendenza, Per fare qualcosa per il quartiere che amiamo, troppo spesso messo in risalto solo per i suoi aspetti negativi.

    Un mix di soggetti, abitanti, commercianti, associazioni, venerdì scorso hanno organizzato la prima uscita pubblica, “Quel che non piace a me magari piace a te”, il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale. Tante persone, bambini, anziani, semplici curiosi hanno varcato la soglia di uno splendido palazzo dei Rolli, il civico 19 di via San Bernardo, si sono infilati nell’atrio e hanno potuto constatare di persona come il vento del cambiamento possa davvero ribaltare le cose.

    Secondo noi è necessario un intervento di urbanistica sociale in via San Bernardo – spiega Mauro Maspero, architetto, residente nella via – Vogliamo coinvolgere la vicina facoltà di Architettura nei progetti di riqualificazione del quartiere. Occorre pensare funzioni commerciali alternative al semplice bar, delle destinazioni d’uso dei locali che siano compatibili con la quotidianità della zona. Penso ad esempio alla presenza di diverse proprietà pubbliche che sarebbe utile sfruttare a dovere. L’obiettivo è riuscire a rendere vitale via San Bernardo durante tutto l’arco della giornata e non solo di notte”.
    Con l’Università avremo un incontro preliminare a fine gennaio – continua Mauro – gli proporremo di partecipare attivamente, ad esempio con bandi di gara che stimolino i progetti degli studenti”.

    In prima linea tra i promotori della costituzione dell’associazione di cittadini attivi di via San Bernardo, intitolata “Quic”, Quartiere in cantiere, troviamo l’associazione onlus Il Ce.Sto.
    Questa via è come dottor Jekyll e mister Hyde – spiega Domenico De Simone, segretario del Ce.Sto – Di giorno è desolatamente vuota, nonostante si trovi a poche decine di metri da via San Lorenzo frequentata quotidianamente dai turisti, mentre di notte si trasforma in periferia disagiata e senza regole”.

    Dopo la fortunata esperienza della casa di quartiere Ghettup in vico Croce Bianca capace di diventare un luogo protetto, uno spazio di aggregazione dedicato all’ascolto delle problematiche dei residenti, grazie all’impegno di numerosi soggetti sociali, oggi si tenta di replicare un simile percorso anche in via San Bernardo.
    Fondamentale il contributo di due mediatori impegnati proprio presso il Ghettup, e che ben volentieri, appena contattati dagli abitanti di via San Bernardo, hanno deciso di fornire il loro supporto.

    Danilo De Luise, della fondazione San Marcellino onlus, racconta “La mediazione comunitaria è un approccio culturale al conflitto che proviene dall’America Latina. Si tratta di favorire la creazione di spazi dove la comunità stabilisca un dialogo costruttivo per superare i problemi quotidiani. Abbiamo invitato a Genova degli esperti in questo campo per formare gli operatori locali. I nostri partner sono i servizi sociali del Comune di Genova, l’assessorato alle pari opportunità della Provincia, l’osservatorio sicurezza urbana e l’assessorato alle immigrazione della Regione Liguria. Nel 2011 i corsi sono stati proposti agli agenti della polizia municipale, alla Scuola Caffaro di Certosa e presso il Ghettup”.
    E a febbraio partirà un nuovo corso che coinvolgerà 75 persone fra residenti nel Ghetto, cittadini attivi di via San Bernardo ed agenti della polizia municipale.

    L’idea è quella di non escludere nessuno – aggiunge Mara Morelli, Università di Genova – Noi mettiamo a disposizione gli strumenti per far sì che le persone individuino i loro problemi e cerchino delle soluzioni. Il conflitto è un elemento inevitabile e sempre presente. Occorre superarlo in maniera pacifica e trasformarlo in energia positiva”.

    Tutto è cominciato alla fine di settembre dopo che la signora Carola passando vicino alla casa di quartiere Ghettup è rimasta favorevolmente impressionata e la prima cosa che ha pensato è stata “Sarebbe davvero bello trasferire quest’esperienza anche in via San Bernardo”. Detto fatto, il giorno dopo lei e la signora Laura, 80 anni ma non si direbbe, si sono recate alla casa di quartiere e hanno trovato subito le risposte che cercavano.

    In via San Bernardo siamo partiti dai desideri dei residenti – continua Mara Morelli – a differenza del Ghettup non abbiamo a disposizione un luogo fisico. Ma l’importante è riuscire a creare una rete di conoscenze e di solidarietà, in grado di rappresentare un presidio sul territorio”.

    Coinvolta in quest’avventura è anche la signora Marina, rappresentante dell’associazione di genitori-insegnanti delle scuole Baliano, Garaventa e Sarzano “Abbiamo aderito subito al progetto perché anche il nostro obiettivo è quello di promuovere una maggiore conoscenza e socialità tra i genitori dei bambini delle scuole del centro storico. Organizziamo incontri gastronomici multiculturali ed iniziative di autofinanziamento come mercatini e lotterie allo scopo di garantire a tutti i bambini la possibilità di partecipare alle gite scolastiche”.

    E poi il Gruppo di donne di San Bernardo, che dal 1997 lotta per la dignità del quartiere “Ultimamente la situazione notturna si è aggravata soprattutto a livello di inciviltà – racconta la signora Gigliola – abbiamo cercato di instaurare rapporti con le istituzioni pubbliche ma purtroppo i risultati sono stati pari a zero. Oggi speriamo che grazie a questo progetto si possa finalmente superare la contrapposizione fra abitanti e giovani frequentatori della zona”.

    Infine anche i commercianti intendono giocare un ruolo di primo piano come spiega Valeria, titolare della paninoteca lo Sbrano “Noi vorremmo vedere le saracinesche dei negozi sempre aperte. Siamo felici di questa collaborazione perché se gli abitanti decidono di vivere il quartiere gli esercizi commerciali non saranno costretti a chiudere.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Donne del sud del mondo, la mostra a Castello D’Albertis

    Donne del sud del mondo, la mostra a Castello D’Albertis

    Donne del mondo a Castello D'Albertis“Donne del sud del mondo, cuore di imprese, integrazione ed economia solidale”, la mostra che per tre mesi accompagnerà genovesi e turisti alla scoperta di un mondo “al femminile” fatto di storie ed esperienze di integrazione, imprenditorialità e solidarietà inaugura mercoledì 18 gennaio alle 17, per poi rimanere in esposizione fino al 30 marzo.
    Sono oltre 10.000 le donne del commercio equosolidale protagoniste di questa mostra, la prima in Italia dedicata al fair trade ad essere ospitata in uno contesto museale così appropriato.

    Da Asia, Africa e America latina storie di donne che hanno rovesciato le regole del mercato. In parallelo, in Italia, donne emigrate che hanno superato la diffidenza e sono esempio di integrazione. Tante esperienze di commercio equo solidale e imprenditorialità raccontate attraverso i volti e le storie delle loro protagoniste.

    3 continenti – Africa, Asia e Sudamerica, 1 focus sull’Italia, un percorso guidato, suddiviso in 5 sezioni, attraverso oltre 40 fotografie, filmati, video interviste e oggetti tradizionali.
    Attività didattiche per la scuola e un fitto programma di eventi – laboratori per i giovani visitatori, corsi di cucina e una rassegna cinematografica – arricchiranno e completeranno questa esposizione.

    Donne del mondoEVENTI COLLATERALI

     Lezioni di cucina dal mondo

    – Sabato 28 Gennaio, ore 16-18 – I sapori forti della cucina africana

    – Sabato 18 Febbraio, ore 16-18 – Colore e tradizione nella cucina latinoamericana

    – Sabato 17 Marzo, ore 16-18 – Spezie e ayurveda nella cucina indiana

    Iniziative gratuite su prenotazione Tel. 010 265828

    A seguire aperitivo equosolidale aperto al pubblico

    Appuntamenti al cinema

    – Giovedì 9 Febbraio, ore 21 – Cinema America proiezione de “Il destino del nome” di Mira Nair, India USA 2006

    – Giovedì 16 Febbraio, ore 21 – Auditorium Museo D’Albertis proiezione di “Fair Tales” di Moruzzi – Pompili, Italia 2010

    Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo
    19 gennaio – 30 marzo 2012
    Inaugurazione: 18 gennaio, ore 17
    Orari:martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-17 (ultimo ingresso ore 16); sabato e domenica 10-18 (ultimo ingresso ore 17); lunedì chiuso Biglietti:  Intero 6 euro

  • Emma Dante, intervista esclusiva alla regista siciliana

    Emma Dante, intervista esclusiva alla regista siciliana

    Emma DanteIl Teatro dell’Archivolto ospita, venerdì 20 gennaio e sabato 21, uno spettacolo della regista e drammaturga Emma Dante. Palermitana, classe 1967, è tra i più affermati registi nel teatro di ricerca contemporaneo. Forte di un linguaggio personalissimo e intenso, ha collezionato negli anni diversi premi, come regista emergente e migliore novità italiana tra il 2001 e il 2003, come migliore regista e drammaturga con il Premio Gassman e il Premio della Critica nel 2004, fino al Premio Vittorini del 2009 per il suo romanzo “Via Castellana Bandiera”. I suoi spettacoli sono stati rappresentati anche all’estero in diversi paesi europei tra cui Francia e Spagna. All’Archivolto va in scena con “Gli alti e bassi di Biancaneve”.

    Può spiegare brevemente il significato del titolo e in che modo ha approcciato una fiaba tradizionale come questa? In sostanza, di cosa tratta lo spettacolo?

    È la riscrittura di Biancaneve dei fratelli Grimm. La ragazzina chiamata Biancaneve viene cacciata di casa per invidia della matrigna e trova rifugio nel bosco a casa dei sette nani. Biancaneve fa esperienza del mondo uscendo di casa e diventa grande attorniata da esseri imperfetti come i minatori bassi e la matrigna che grazie a un sortilegio si trasforma in una vecchia strega alta e secca.

    Nella sinossi si legge che i nani sono senza gambe, mutilati da un incidente in miniera, e la regina rappresenta, più che il male vero e proprio, il pericolo dell’esaltazione dell’io. Tema doloroso il primo, che rimanda agli incidenti sul lavoro, tema altrettanto di attualità il secondo, nel mondo iperindividualistico di oggi. Nel sottotitolo si legge inoltre “favola per bambini e adulti”: come ha reso accessibili ai bambini temi così complessi?

    Ho cercato di usare la fantasia per raccontare qualcosa di reale come un incidente in miniera o l’egocentrismo che dilaga sempre di più in una società individualistica. Lo spettacolo non vuole far denunce o lanciare messaggi sociopolitici, semplicemente cerca di mostrare al bambino un’altra versione dei fatti, partendo dal basso, dalle piccole cose come un cappello e un paio di ginocchiere o una mela e un paio di trampoli. Mi piacerebbe responsabilizzare il bambino che davanti a un certo tipo di esperienza diventa adulto e fare in modo che l’adulto, tornando bambino, possa lasciarsi andare a regole nuove.

    In una quotidianità dominata da una comunicazione-lampo, soprattutto visiva, in cui la fruizione è istantanea, usa e getta, come si può proporre, soprattutto ai più giovani, la comprensione del “tempo” del teatro, che è scandito in maniera totalmente diversa?

    È difficile effettivamente far spegnere in sala gli iphone, praticamente impossibile. Ma io tengo duro, insisto e secondo me a forza di insistere la gente si stanca di distrarsi continuamente e va a finire che casca nella mia trappola. La mia trappola è il teatro, come riflesso dell’umanità, lo specchio della regina viene interpellato anche da noi, è l’unico modo per non essere passivi.

    Com’è fare teatro in un momento di difficoltà come questo, in cui molti chiudono o rischiano la chiusura e altri, come il Teatro Valle a Roma, vengono occupati per protesta? Si può dire a questo punto che continuare a fare cultura è una forma di resistenza?

    Assolutamente sì. Diciamolo forte: fare cultura oggi è una forma di resistenza, una condizione straordinaria in un paese assuefatto e stanco.

    Scrivere e mettere in scena opere teatrali originali può ancora essere un lavoro e Lei ne è la dimostrazione; quale pensa possa essere la strada da seguire per i giovani autori? Mandare presentazione della propria opera a tutti i teatri possibili e immaginabili che nell’ipotesi di un sì chiedono comunque affitti di centinaia di euro, o esistono altri modi per perseguire l’ambizione di vivere di teatro?

    Fare il teatro nell’entroterra del proprio io, questo è il mio consiglio, gridare forte la propria voce dal basso, da uno scantinato, da un vicolo buio… farlo con tutta la forza di cui si è capaci.

    Claudia Baghino

  • New York, continua lo sciopero dei jazzisti

    New York, continua lo sciopero dei jazzisti

    Blue Note New YorkIn questo periodo di scioperi, riforme delle pensioni e profonda crisi del mercato del lavoro anche un settore che all’apparenza sembrerebbe escluso da questi avvenimenti sta facendo sentire la propria voce con forza: sono  i jazzisti newyorkesi, che protestano da più di un mese contro i proprietari dei famosi jazz club della grande mela, rei di non aver ancora attuato un adeguamento dei contributi versati nei fondi pensione e un salario minimo, così come spetta ad altre categorie di artisti.

    Sono circa 8000 i musicisti iscritti al sindacato Local 802 AFM (American Federation of Musician),  una categoria che ha fatto la storia di New York contribuendo in maniera importante a aumentare il fascino della cosidetta “città del mondo”, che però, secondo il New York Times, è la meno tutelata.

    La protesta è iniziata a metà dicembre, con una manifestazione davanti allo storico club Blue Note, nel Greenwich Village, al grido di “giustizia per i musicisti jazz”, anche se il malcontento degli artisti ha radici molto più profonde.

    Nel 2005 gli imprenditori e i proprietari dei locali chiesero allo Stato di New York di ridurre le imposte sui biglietti di ingresso dei jazz club. Le associazioni dei lavoratori appoggiarono la proposta, chiedendo che però i soldi risparmiati fossero utilizzati per pagare i fondi pensionistici e sanitari per i jazzisti.

    L’agevolazione fiscale è stata approvata nel 2006, ma ad oggi nessuno dei club ha ancora firmato un accordo di contrattazione collettiva e rimangono divisi sui diritti dei musicisti, anche perché ritengono che a risparmiare siano i clienti e non chi possiede un locale notturno. Alcuni proprietari sono favorevoli all’idea di una pensione per i jazzisti ma lamentano guadagni in costante riduzione a fronte di costi di mantenimento del club in perenne ascesa. Altri definiscono la richiesta dei musicisti un vero e proprio “incubo” per le casse dei club, altri ancora sostengono che la maggior parte degli artisti preferirebbe ricevere una somma extra per la prestazione, invece che un adeguamento della pensione.

    I leader della rivolta si sono posti come obiettivo quello di ottenere un accordo con i sei maggiori club di New York,  il Blue Note, il Village Vanguard, il Birdland, il Jazz Standard, l’Iridium, e il Dizzy’s Club Coca-Cola, per poi estendere successivamente simili accordi con altri locali nelle grandi città degli Stati Uniti.

    Manuela Stella

  • Acqua bene comune, appello “giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

    Acqua bene comune, appello “giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

    Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

    Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

    Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

    A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

    Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

    Noi non ci stiamo.

    L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

    I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

    Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

    Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

    Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

    Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

    Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

     

     

    Si firma su www.acquabenecomune.org

  • Diario della  rivoluzione, incontro a Palazzo Ducale

    Diario della rivoluzione, incontro a Palazzo Ducale

    Mohammed Sgaier Awlad AhmadIl Mediterraneo al centro della crisi globale: la sponda nord è segnata dalla crisi dell’euro e dal rischio “default”, la sponda sud dal difficile e non scontato percorso verso la democrazia. Entrambi i processi sono destinati a cambiare il mondo così come lo conosciamo. Per approfondire meglio quello che sta accadendo nelle terre del Mare Nostrum, Palazzo Ducale ha organizzato la rassegna Mediterranea.

    Martedì 17 gennaio alle ore 1745 si discuterà della rivoluzione del nord Africa  con Mohammed Sgaier Awlad Ahmad e il suo “Diario della rivoluzione”.
    Direttore della Maison de la Poèsie, è considerato il poeta della rivoluzione tunisina. È stato anche la voce della “rivolta del pane” del 1984. A lungo censurato è oggi membro dell’Istanza Suprema, l’organo che ha avuto il compito di di inserire i valori della rivoluzione nella nuova costituzione.
    Introduce Costanza Ferrini in collaborazione con l’Associazione all’ombra del Mediterraneo.

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Delirio Da Luci Compresse

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Delirio Da Luci Compresse

    Delirio da luci compresseIl progetto dei D.L.C. (Delirio Da Luci Compresse), comincia dall’idea di Gigi e Lorenzo di riformare il gruppo, con una nuova formazione, dopo lo scioglimento del precedente gruppo nel novembre 2010.

    Si decide di riprendere in mano il progetto, portando avanti la musica con nuove influenze e un nuovo sound, mischiate alla poesia e a testi duri e grezzi.

    Con l’arrivo di Matteo alla voce il gruppo ritrova l’impronta giusta e una nuova aggiunta di influenze.

    Il sound si arricchisce, con un mix di rock alternativo, ambient, grunge, indie e rock classico.

    Il sound della band viene paragonato a quello dei gruppi della scena indipendente italiana, come Teatro degli Orrori, Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz,

    La band è attualmente composta da  Gigi Tasso (Chitarra,Piano,Violino,Backing Vocals), Matteo Scrocca Bonanno (Lead Vocals, Chitarra), Umberto Leone (Basso), Francesco Milanolo (Batteria)

    Genere: Rock/Alternative Rock/Indie/Grunge