Anno: 2012

  • Roberto Calderoli colpisce ancora: “Che scandalo il cotechino!”

    Roberto Calderoli colpisce ancora: “Che scandalo il cotechino!”

    Roberto CalderoliAAA, cercasi sede opportuna per cotechino fraudolento. Non certo provvisto del rigido aplomb inglese ma sfoderando la gioia godereccia della cucina emiliana, questo improvvido ospite ha osato presentarsi, sull’austera tavola di Palazzo Chigi, per dare vita ad un “party” di Capodanno, il cui “riguardevole” costo rischia di minare il bilancio dello stato. E’ questo l’urlo di Munch… oh pardon.. dell’ex ministro Calderoli che, venuto a conoscenza del misfatto, ha immediatamente presentato istanza in Parlamento, evocando scenari apocalittici, non ultimo quello delle immediate dimissioni del neo leader Monti.

    La vicenda Kafkiana, per il paradosso, fantozziana per il grottesco, nasce dalla notizia “clandestina” che il nostro austero Primo Ministro avrebbe usufruito, indebitamente, dell’apparato dello stato per approntare una cena luculliana i cui partecipanti, possibili carbonari eversori dell’ordine costituito, andavano sollecitamente individuati e ai quali andavano estorte confessioni inequivocabili sul tenore degli argomenti trattati, nel corso del diabolico convegno.

    Vorrei avere la linguaccia della Litizzetto o l’ironia pungente di Crozza per commentare il fattaccio o, meglio ancora, avrei voluto avere la telecamera nascosta dell’indimenticabile Nanni Loi per immortalare l’espressione del nostro flemmatico capo di gabinetto: la traccia di un sorriso un po’ sbieco, un sopracciglio lievemente inarcato, una pausa ad effetto, uno sguardo panoramico sulla comitiva “godereccia” e poi un ….esterrefatto ohibò! E in questo semplice afflato, la sintesi del suo giudizio sulla somma “intellighenzia” del conclave politico.

    Giusto per la cronaca, non sono molto distanti i giorni in cui le “menti fanciulle” di una nutrita schiera di parlamentari sono riuscite a credere alla nuova versione della favola orientale di Ali babà (e dei ladroni, molti più di 40) con tanto di principessa egizia, Ruby, protagonista di una storia da libro Cuore, così come sono riusciti a scusare un “paseo”, degno di quella via Veneto di felliniana memoria, con la giustificazione che la sede non era istituzionale, dimentichi che le “sedicenti” dame venivano accompagnate al castello su “carrozze blu” trainate da potenti cavalli a benzina e “lacchè” in divisa, rigorosamente finanziati dallo stato.

    Con lo stesso candore, direi poco ecologico, non hanno puntato il dito contro l’ecatombe vegetale perpetrata sotto forma di erotici pali per lap dance, perché un po’ di sano movimento è quello che ci vuole per una “mens sana in corpore sano”. In questa idilliaca atmosfera scoprire, con orrore, che sotto le parvenze di un equilibrato dr Jekyll si nasconde la natura perversa di mr Hyde è stata veramente dura. Meriterebbero un aumento di stipendio!

    Il laconico messaggio giustificativo, subito apparso per placare l’intrepido disdegno dei seguaci del Senatur, si può riassumere in poche righe: la cena è avvenuta in quella parte del palazzo adibita a residenza privata del Premier; le persone del complotto erano 12: Monti e signora, 2 figli con i rispettivi coniugi , la sorella con marito e 4 nipotini; il pranzo preparato e servito dalla padrona di casa, senza l’intervento di personale di servizio esterno, era sufficientemente frugale e in linea col rigore della manovra anticrisi (non ci è dato di sapere se ci fossero anche lacrime e sangue); i costi per i generi alimenti sono stati accreditati sul suo conto personale, non tra le spese rimborsabili, e l’acquisto è stato “perpetrato” nei negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).

    Ci si rammarica, nel comunicato, di quel plus-consumo, effettivamente ingiustificabile, di acqua, gas ed elettricità (la festa si è conclusa alle 00,15 del 1 gennaio) che, a mio parere, con un atto di clemenza, andrebbe condonato a fronte dell’esborso gratuito per le lenticchie che, come recita il tradizionale gesto scaramantico, dovrebbero assicurare la ricchezza necessaria a scongiurare un’altra manovra.

    Adriana Morando

  • Dio e i giovani: intervista a Andrea Gallo, Prospero Bonzani, Alberto Reimondini

    Dio e i giovani: intervista a Andrea Gallo, Prospero Bonzani, Alberto Reimondini

    Don GalloQuando un credente e uno scettico si confrontano sul tema della fede, le risposte sono vaghe e, spesso, poco convincenti, da ambo i lati. Abbiamo pensato di rivolgere alcune domande sulla religione a tre preti “di confine”, Prospero Bonzani (parroco del Lagaccio, già più volte agli onori della cronaca la sua posizione favorevole in merito alla costruzione della moschea), Alberto Reimondini (responsabile della comunità S.Marcellino e dei Gesuiti di Genova) e Andrea Gallo, (sacerdote genovese conosciuto in tutta Italia, responsabile della comunità di San Benedetto), sperando che ci potessero spiegare quali risposte un ragazzo, oggi, possa trovare nella fede. Ve le proponiamo.

    In questo momento storicamente complesso di rivalutazione dei valori quale può essere il  senso di una proposta della fede ai giovani? Cosa può trovare in Dio un giovane oggi?

    Prospero Bonzani: Io credo che oggi sia, oggettivamente, molto difficile e quasi respingente cercare il senso della vita in una religione istituzionale così come essa viene presentata; soltanto l’incontro personale con realtà alternative potrebbe suggerire ad un giovane di cercare risposte anche in una fede. Vedo più facili le fedi orientali, anche se, a mio avviso, meno ricche, perché più che religioni sono filosofie, per quanto anche la filosofia si pone di cercare il senso della vita. D’impatto, vedrei repellente l’incontro di un giovane con “l’istituzione Chiesa”. Un giovane un po’ sveglio però! Perché se un giovane vive solo di pallone, può vivere tranquillamente di pallone e di fede mescolati insieme. Un giovane un po’ intelligente si troverebbe di fronte a delle difficoltà.

    Alberto Reimondini: Sicuramente questo è un tempo di grande trasformazione, non so se di altrettanta riflessione. La paura del nostro tempo, come in tutti i tempi, è la paura della morte. Tendiamo ad esorcizzare ed allontanare la diversità, la sofferenza, le persone che ci ricordano che ci sono interrogativi nella storia dell’uomo e del mondo. Per questo ci costruiamo un sistema di idoli indotto, nel quale speriamo di trovare la risposta alle nostre domande di fondo. Tutto fuori. Il punto chiave è avere il coraggio e la voglia di guardare dentro di sé, all’interno anziché all’esterno. Il rischio è che la quantità di proposte che ci spingono all’esterno, che di per sé rappresentano una ricchezza, ci faccia perdere il senso profondo che è dentro di noi. Qualunque senso che possiamo dare, lo possiamo dare partendo dal nostro interno. Guardare dentro significa andare in controtendenza, e questo ci spaventa.

    Andrea Gallo: La grande Madre Natura concede, dona a tutti gli esseri umani questa energia, il dono dell’intelligenza, della creatività e della spiritualità. Partirei di qui prima di parlare di fede; la spiritualità in partenza non ha nessun riferimento alla religione, che viene dopo. Questa ci richiama ad entrare nelle nostre profondità dell’anima. Sono le religioni poi che non rispettano la spiritualità di ciascuno. Cosa può proporre oggi la Chiesa cattolica, che amo e di cui mi sento parte, se non rispetta questa spiritualità personale? Una religione soprattutto, fedele all’ispirazione della  propria fede, quindi per quanto riguarda la Chiesa cattolica la fede in Gesù (come incontro, come dono, come persona), dovrebbe riuscire a proporre ma sempre senza arroganza né intolleranza. Le religioni devono riconoscere che chiunque incontrano ha già un’etica personale, credente o non credente.

    Qual è il passaggio dalla spiritualità alla fede in Dio?

    Prospero Bonzani: Prima c’è il passo di un dio, cioè un essere trascendente ed eterno rispetto al temporaneo di tutto ciò che esiste e che noi vediamo; vuol dire credere che c’è qualcuno che ha dato un senso al cosmo, dal Big Bang all’atomo. Credere in un dio coincide con il credere in un senso della vita dato da un altro che non è la vita stessa. Se io penso che qualcuno abbia creato, penso che abbia creato per un fine positivo, definitivo attraverso tanti capitoli della storia dell’umanità. Penso che la fede in Dio non sia necessaria, ma sia equivalente a chi crede che la vita abbia un senso e non sia un casino completo. E questo per me è già moltissimo; sarebbe già moltissimo che un giovane credesse in questo, perché io ho l’impressione che la maggior parte dei giovani creda che l’importante sia mangiare, bere, dormire e scopare, in generale, poi trovare un lavoro, per qualcuno trovare una casa, un po’ meno trovare un partner fisso, e divertirsi finché si può, poi mettere un po’ la testa a posto e tirare avanti; direi che è un po’ questa la media. Non ci rimane altro che scommettere! Se scommettessi per il “sì”…il mondo ha un senso e potrebbe anche esserci una vita dopo la morte. Se scommettessi per il “no”…cerchi di vivere come puoi. Se alla fine della mia vita, dopo aver scommesso per il “sì”, scoprissi che sto sprofondando nell’abisso del nulla, in un attimo penserei: “Cara vita, ti sputo in faccia perché sono contento di poter dire che ho pensato che tu fossi meglio di quello che eri, e mi vanto di me che mi sono illuso di te.”

    Alberto Reimondini: Guardare all’interno è la chiave: la fede poi è vicina. Siamo stati pensati per essere felici, parlando in termini evangelici. Scoprire quindi la bellezza che c’è in noi, la profondità, la delicatezza. Domandarsi, o percepire, se sono dati di fatto o se qualcuno le ha pensate per noi. Questa è la traccia della fede, dare un valore aggiunto a qualcosa che ha già valore di per sé. Niente di più.

    Andrea Gallo: E’ chiaro che il passaggio è il Vangelo. Come immagine ti proporrei quella di un Gesù che cammina su un manto di neve, lasciando delle impronte. La fede è proprio mettere il piede dove Gesù ha lasciato l’impronta; con una propria originalità, quindi ciascuno a modo suo. Gesù infatti non crea una religione, una cultura, un’organizzazione, ma parla all’uomo amando l’uomo.

    Don Andrea Gallo, di Luca Marcenaro

    Manca una proposta valida per un cammino di fede o i giovani non la colgono?

    Prospero Bonzani: I giovani non peccano di superficialità ma sono vittime della pressione mediatica, attraverso la quale passa il messaggio della facile felicità; a questo si aggiunge la difficoltà creata dall’immagine che la Chiesa ufficiale vuole veramente dare di sé.

    Alberto Reimondini: Sì, manca una proposta in grado di intervenire nel mondo di oggi, che è più complesso, ad esempio, di quello di cinquant’anni fa. Ma è anche vero che i giovani sono sovraoccupati, e fanno fatica a trovare mezz’ora libera durante la settimana; questo è un dato che va tenuto in considerazione.

    Andrea Gallo: A chi vuole proporre una fede io dico questo: non è vero che i giovani non hanno valori, ma il punto è che i giovani di oggi hanno una forte esigenza di autenticità. Chi vuole diffondere la buona novella deve mettere l’altro in condizione di accettare questo dono di fede. Quando la religione è una scelta imposta diventa un totalitarismo religioso; invece, per annunciare la fede, la prima cosa è rispettare la libertà di tutti, poi ascoltare, accogliere e non giudicare, usare quindi un linguaggio mai discriminatorio né dispregiativo. La grande domanda dei giovani davanti a chi annuncia loro la fede è “sei un testimone autentico?”. E’ responsabilità degli adulti, ormai da parecchi anni i giovani hanno una percezione di assenza di futuro. Proprio perché ricercano ed esigono autenticità percepiscono che i testimoni, gli annunciatori, gli educatori non sono credibili. Tant’è vero che si accorgono di essere in un mare dal quale emerge – altro che la fede! – la proposta delle tre A: Avere, Apparire, Appropriarsi.

    Ma in concreto, come viene percepita la presenza di un dio nella vita?

    Alberto Reimondini: Ognuno ha il suo personale rapporto, cioè la possibilità di confronto ma non di insegnamento, si può insegnare la religione ma certo non la fede. E’ un’esperienza interiore, un abito su misura che ciascuno deve indossare. Sant’Ignazio ci ha lasciato lo strumento degli esercizi spirituali; non delineiamo un obiettivo a priori a coloro che ci chiedono di accompagnarli in questa ricerca, ma lo scopo è guidarli verso una decisione autonoma e matura. Spesso non ci si arriva, spesso non ci si prova neanche; quante vite vissute ma mai sentite proprie? Certo l’esperienza forte di altri aiuta. Questo è il senso della comunità. La comunità cristiana nasce dalla comunicazione della fede e della non fede, senza imporre proprie idee o sicurezze.

    Andrea Gallo: Qui arriviamo, e bisogna ammetterlo con sincerità, arriviamo di fronte agli enigmi. Non è un enigma la morte? Enigma vuol dire che non si capirà mai fino in fondo.

     

    Servizio a cura di Marco Topini e Sara Ottolenghi

    Prospero Bonzani, parroco chiesa Ns. Signora della Provvidenza; ha preso una forte posizione a favore della costruzione della moschea nella zona del Lagaccio.

    Alberto Reimondini, responsabile della comunità dei Gesuiti di Genova – è responsabile della comunità “S. Marcellino”, a servizio dei senza fissa dimora.

    Andrea Gallo, della parrocchia di s. Benedetto al Porto – responsabile della comunità di s. Benedetto.

  • La Claque, la musica live in programma dal 12 al 15 gennaio

    La Claque, la musica live in programma dal 12 al 15 gennaio

    Bob CornGiovedì 12 gennaio

    Ore 22.30 – Bob Corn in concerto

    Con la sua inseparabile chitarra acustica e i suoi testi sull’amore e sulle persone, Bob inizia ad esibirsi in giro per l’Italia nei primi anni del 2000 dividendo il palco con gruppi quotati come One Dimensional Man e Xiu Xiu.

    Nel 2003 l’artista incide su disco quello che lui stesso definisce ‘sad punk’ anche se di punk ha davvero poco. Nasce così “Sad Punk And Pasta For Breakfast”, un album genuino e puro in cui voce e chitarra emozionano in modo spontaneo e diretto, con echi non troppo lontani di Will Oldham ma anche di Damien Jurado e Devendra Banhart.

    Dopo molti concerti, anche all’estero, Bob Corn torna in studio di registrazione per “Songs From The Spiders House” (2006), che riprende il discorso introdotto dal primo disco e lo sviluppa con pezzi folk bucolici e brani country, parole semplici che si muovono su una chitarra pizzicata con maestria. Con l’album “We Don’t Need The Outside”, uscito nel 2007.

    Biglietto: intero 7 €

    Venerdì 13 gennaio

    Scarlet DivaOre 22.30 – Scarlet Diva in concerto

    Gruppo genovese nato nel 2006 gli Scarlet Diva suonano  una commistione di generi e di suoni per tutti i gusti.

    Scarlet Diva è una band nata nel 2006 a Genova con quattro elementi provenienti da diverse regioni d’Italia (Luca Passerotti: voce, basso, chitarre; Matteo Maltecca: pianoforte, synth; Enrico Chiesa: chitarre; Gianluca Benvenuti: batteria, mac, armonica). Dopo un primo EP (Geometrie) e diverse partecipazioni a contest per emergenti (ItaliaLoveWave, NordKapp Indiependentour, NokiaTrendLab, GarageBand) pubblicano il loro primo album, Nel Sole, distribuito in digitale da Pirames International.

    Nel sole è un album diviso a metà tra canzoni pop orecchiabili e altre electro rock più modaiole. Tra le prime, Blu e Cosa Hai Pensato, sono di gran lunga le migliori di tutto l’album, due song di largo respiro e potenziali singoli. Tra gli esperimenti electro rock più riusciti Perso nella disco si distingue per il richiamo alle sonorità synth, colorate da cristalline ritmiche funk di chitarra, anni ’80. Da segnalare anche Io vivo con le scimmie, un electro rock dal mood lugubre e surreale.

    Biglietto: intero 7 €

    Sabato 14 gennaio

    Edgar  cafèOre 22.30 Edgar Cafè in concerto

    Il gruppo presenta al pubblico un concerto che vuole esprimere il carattere trasversale e poliedrico della sua produzione musicale. Reduce dal Su la testa contest, che ha riconosciuto la band come quella che più ha osato in termini di ricerca e orizzonti musicali, e dalla XXII edizione di Musicultura , dove il gruppo è stata scelto e inserito nella rosa dei 16 finalisti. L’Edgar cafè suonerà  dal vivo nuovi inediti insieme a brani contenuti nel disco, prodotto con Piero Milesi , “Alcuni fattori marginali”.

    L’ Edgar Cafè viene fondato a Genova nel 1996 a partire da un laboratorio di improvvisazione; da qui sorgono, in seguito, la sfida  e il desiderio di raccontare il proprio viaggio. Il risultato mal si lega ad una definizione precisa e questo si fonde puntualmente con l’anima del gruppo: al di là delle spiegazioni si riconosce la sua identità .

    Vincitori del concorso “I migliori che abbiamo”  l’Edgar Café, nel 2001, partecipa  alla rassegna  “Via del Canto” tenutasi al teatro Carlo Felice di Genova al fianco di Vinicio Capossela, Enzo Iannacci, Cristiano De Andrè, Antonella Ruggero, Sergio Cammariere, ed altri.

    Nel 2003 partecipano e vincono  Arezzo Wave. Il disco d’esordio “Alcuni fattori marginali” viene pubblicato nel 2008. Il gruppo  ha lavorato alle musiche ed agli arrangiamenti con la partecipazione creativa del musicista Piero Milesi .

    L’Edgar Cafè è tra i 16 finalisti della XXII edizione di  Musicultura 2011 con il brano “L’orchestra nel giardino”.

    Biglietto: intero 7 €

    Domenica 15 gennaio  

    Alessio MenconiOre 19.30 – Alessio Menconi in  Domeniche Jazz

    Iniziano una serie di appuntamenti dedicati al Jazz. Una domenica al mese il palco de La Claque sarà invaso dal suono della chitarre jazz di Alessio Menconi e altri musicisti.

    Tutte le serate saranno precedute da un aperitivo alle ore 19.30. Si parte questa sera con “Simone Amodeo trio” (Simone Amodeo – chitarra, Giovanni Stimamiglio batteria e Federico Fugassa basso),  a seguire: Alessio Menconi con Aldo Zunino – contrabbasso Folco Fedele – batteria.

    Le serate proseguono il  19 febbraio con “Matteo Prefumo quartet”, che apriranno il live di Alessio Menconi con Aldo Zunino – contrabbasso Folco Fedele – batteria; il 18 marzo con “Simone Tassara trio”a seguire: Alessio Menconi  con Alessandro Minetto – batteria e  Alberto Gurrisi – hammond e infine il 15 aprile in apertura  “Alessandro Melizzi quartet” e a seguire: Alessio Menconi con Aldo Zunino – contrabbasso Folco Fedele – batteria

    Biglietti Intero: 15 €

  • Storia di Genova, i forti: San Giuliano, San Martino, Santa Tecla, Belvedere e Tenaglia

    Storia di Genova, i forti: San Giuliano, San Martino, Santa Tecla, Belvedere e Tenaglia

    Forte di Santa Tecla

    La Storia di Genova, fortificazioni e cinte murarie – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Alcuni tra i numerosi forti di Genova, con la crescita della città, si sono venuti a trovare in prossimità del centro abitato fino ad esservi completamente conglobati. E’ il caso del forte di S. Giuliano (1819-1836) che, anticamente a picco sul mare, occupa un‘area in pieno tessuto urbano ed è la sede del Comando Provinciale dei Carabinieri. Nato sulla preesistente “Batteria Sopranis” (1745), vi si accede dal lato nord, in via Gobetti, con tanto di ponte levatoio, tuttora funzionante. Originariamente costituito da due caserme e da due gallerie, “di scarpa” e “di controscarpa”, che la leggenda vuole si prolungassero, segretamente, fino a Brignole, ha subito radicali rimaneggiamenti in occasione della costruzione di Corso Italia e per accogliere batterie antiaeree (poi demolite) che ne hanno alterato profondamente il prospetto sud.

    Poco distante in linea d’aria è il forte di S. Martino. Sorto sulla collina di Papigliano, (1820-1832), ad opera del governo sabaudo, è ricordato per una storica fucilazione, durante il regime fascista. Adibito ad abitazione per i senzatetto, nel dopoguerra, adesso è di proprietà privata e versa in uno stato di completo degrado. Edificato sul Bastione delle Forche, il forte di S. Tecla è posto alle spalle dell’Ospedale di S. Martino. Il nome ricorda l’antica chiesa del XI secolo dedicata alla santa, annessa al forte e poi distrutta, nell’ottocento, per lavori di ampliamento. La struttura militare è datata 1747 ma, di fatto, è stata terminata solo nel 1833. Triste luogo di prigionia nell’ultima guerra, poi abitazione civica, dal 2001 è stata affidata all’Associvile che ne cura il mantenimento.

    Il forte Richelieu (1747), ubicato sul contrafforte orientale del Ratti, deve il suo nome al maresciallo francese Louis du Plessis, Duca di Richelieu. A pianta rettangolare, con una cinta a “coda di rondine”, ospita sul fronte di ingresso due imponenti bastioni su cui erano, anticamente, collocate le artiglierie. Completato nel 1827, con la realizzazione della caserma, è stato rinforzato con l’aggiunta di due batterie, chiamate “nord” e “sud,” rivolte verso il monte Fasce ed armate con cannoni da 14 GRC/Ret (Ghisa Rigata Cerchiata/a Retrocarica.). Oggi, è sede di un ripetitore RAI.

    Sito sull’omonimo monte, forte Ratti, aggetta sui quartieri di Sturla, Albaro, S. Martino. Si raggiunge salendo da via Terpi, fino a S.Eusebio, preparandosi, poi, ad una lunga passeggiata o dai Camandoli con un cammino più breve ma più impervio. Risalente ai primi del ‘700 ma modificato dai francesi e dai genieri del Regno Sardo, il forte si sviluppa quasi tutto in lunghezza (250 m) ed è sostanzialmente una gigantesca caserma. L’edificio primitivo includeva una preesistente torre, demolita, nell’ultima guerra, perché impediva la visuale alle batterie antiaeree. Si devono alla generosità della famiglia Durazzo le due ali, quella di ponente adibita a celle di prigionia e quella di levante, destinata ai magazzini. Una leggenda racconta che vi sia nascosta una camera segreta contenente armi e scheletri ma nessuno sa dove.

    Spostandoci verso ovest, incontriamo il forte Quezzi, dominante il Bisagno, poco sopra il Biscione, ridotto a ricovero per greggi e, ancora più a ponente, forte Casale Erselli, forte di Monte Croce e forte di Monte Guano, compagini rocciose mimetizzate nel profilo della collina che, abbandonate dal demanio, si limitano a pochi ruderi.

    A ridosso di Sampierdarena, arrancando per salita Millelire, troviamo forte Belvedere, teatro di uno scontro tra guelfi e ghibellini (1507) e sede, nel periodo napoleonico, di un’imponente torre, tutto ormai completamente snaturato dalla realizzazione del campo di calcio Morgavi. Nei dintorni, forte Crocetta prende il nome da un piccolo convento agostiniano. Ultimata, nel 1830, dal genio militare Sardo, l’impianto presentava un terrapieno superiore ed uno inferiore dove erano posizionati i pezzi di artiglieria e un ponte levatoio tuttora visibile. Circondata da una folta vegetazione che la rende particolarmente suggestiva, la sua cura è affidata solo alla buona volontà degli abitanti della zona.

    Eretto sulle macerie di un’antica bastia cinquecentesca, Forte Tenaglia (1816-1830) deve il nome al profilo ad “L” del fabbricato e si trova su un crinale prospicente la Valpolcevera, vicino al cimitero della Castagna. Nei suoi segreti meandri sarebbero nascosti “il tesoro di Napoleone” o quello che, si narra, sarebbe venuto a cercare un vecchio soldato tedesco, inutilmente, per il divieto d’accesso opposto dal Ministero della Difesa. Il reale tesoro è la Casa Famiglia realizzata, oggi, nella struttura, dall’associazione ONLUS “la Piuma”.

  • 2984, al Teatro della Tosse dal 13 al 21 gennaio

    2984, al Teatro della Tosse dal 13 al 21 gennaio

    2984 TosseDal 13 al 21 gennaio tutte le sere alle ore 21.00 al Teatro della Tosse ritorna, 2984 lo spettacolo coprodotto dal Teatro della Tosse e dal Festival della Scienza di Genova, che nelle due ultime stagioni ha raccolto un grande successo.

    Lo spettacolo di Enrico Remmert e Luca Ragagnin con la regia di Emanuele Conte è tratto da 1984 il capolavoro di George Orwell.

    Per questa nuova edizione la Londra orwelliana sarà ricostruita sul palco della sala Trionfo e il pubblico dovrà passare attraverso un tunnel, per entrare in questo mondo dominato dal Grande Fratello. Agli spettatori saranno poi fornite delle tute, indumenti obbligatori e uniformanti per diventare cittadini di questa Londra del futuro e verranno accompagnati sul palco dove non esisterà più una distinzione netta tra attori e pubblico. Qui ad aspettarli ci sarà una città controllata dall’invadenza della tecnologia, che lascia poco spazio alla libertà e ai sentimenti dell’individuo.

    Televisioni, monitor e videocamere controllano e rimandano senza soluzione di continuità i cittadini/spettatori, che diventano protagonisti e testimoni della storia sperimentando la sensazione di vivere sotto un regime totalitario votato al controllo assoluto.

    Per permettere a tutti la miglior visione possibile, il numero degli spettatori per ogni replica sarà limitato.

    2984 scenaProtagonista di questa storia è Winston Smith, interpretato da Aldo Ottobrino, che vive in un mondo dominato dai ministeri dell’Amore, dell’Abbondanza, della Verità e della Pace. Per le strade di questa città da incubo risuonano gli slogan La Guerra è Pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza. In questa messa in scena tutto ricorda sinistramente il nostro tempo e il continuo ricorso alla Paura e alla Propaganda per limitare sempre più la libertà di scelta è estremamente reale e attuale.

    Il ruolo di Goldstein, capo del movimento contro il Grande Fratello è affidato a Enrico Ghezzi, che compare negli schermi che affollano la scena. Ghezzi uno dei più famosi critici cinematografici italiani è il padre di Blob, che da anni gioca con il linguaggio televisivo manipolando e trasformando le immagini della quotidianità in materiale originale, ironico e provocatorio. Un Goldstein contemporaneo, che trasforma la verità del tubo catodico in falsità e viceversa utilizzando il linguaggio e la tecnica dello strumento televisivo.

    Non mancano i temi cardine di 1984: il totalitarismo, il condizionamento dell’opinione pubblica, la manipolazione del pensiero di massa e il controllo totale sull’individuo.

    Il testo di Remmert e Ragagnin è fedele al libro di Orwell e la regia di Emanuele Conte restituisce la stessa coinvolgente potenza delle pagine del libro, mantenendo il clima claustrofobico e di smarrimento provati dai lettori di tutto il mondo.

    Biglietto intero 18 euro, ridotto 15.

  • Aumento retroattivo IRPEF: non è incostituzionale, ma si può contestare

    Aumento retroattivo IRPEF: non è incostituzionale, ma si può contestare

    Spese e debito pubblicoLe manovre economiche hanno ridotto i trasferimenti agli enti locali e hanno inasprito i limiti del patto di stabilità: per far fronte a questo grave problema, il Governo ha pensato di ridare fiato agli enti locali adottando diverse misure, fra cui la reintroduzione dell’ICI (Imu) sulla prima casa; la previsione di un nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi; l’introduzione di un aumento delle accise (anche sulla benzina) per finanziare i trasporti locali e, infine, l’aumento dell’addizionale regionale sull’IRPEF anticipandola sin dal 2011.

    Quest’ultima norma, la retroattività dell’aumento dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF), è stata oggetto di studi da parte degli avvocati di Confconsumatori che ora si apprestano a contestarne l’applicazione innanzi alla Corte Costituzionale.

    IL FATTO – La norma contenuta nel decreto “Salva Italia” consente l’aumento dell’addizionale Irpef regionale dallo 0,9% all’1,23% (ovvero un + 0,33%) con effetto immediato già dal 2011. Questo significa che, nelle Regioni che applicheranno l’aumento, lo 0,33% dovrà essere tolto anche dalle buste paga e dalle pensioni dell’intero 2011 e sarà recuperato durante il 2012 (per cui la decurtazione di stipendi e pensioni sarà raddoppiata (0,66%). I professionisti invece pagheranno in sede di dichiarazione Irpef 2011 questa inattesa nuova tassa.

    LA GIURISPRUDENZA – «La Corte Costituzionale – afferma l’avv. Antonio Pinto di Confconsumatori – fin dalla sentenza n. 43 del 1964 ad oggi, ha infatti costantemente affermato il principio che la prestazione di imposta deve essere sempre effettivamente collegata al presupposto proprio del tributo, e tale collegamento effettivo deve esistere anche sotto il profilo temporale, sicché non deve essere di regola spezzato nella tassazione retroattiva.

    In tema di tassazione retroattiva il ragionamento della Corte Costituzionale è il seguente: quando una legge modifica retroattivamente una disciplina tributaria esistente, il collegamento effettivo fra capacità contributiva e tassazione può risultare spezzato; il venir meno di tale collegamento deve essere verificato di volta in volta dalla Corte. Dunque la legge tributaria retroattiva di per sé non è incostituzionale, ma toccherà allo Stato provare la legittimità della modifica peggiorativa e la crisi non costituirà di certo giustificazione legittima, anzi rafforzerà le ragioni dei consumatori».

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Just Add Melody

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Just Add Melody

    Just add MelodyI Just Add Melody nascono, con la formazione attuale, a Genova nel settembre 2009. Le iniziali del nome del gruppo formano la parola “jam”, in senso lato una marmellata di caratteri e suoni, un miscuglio eterogeneo formato dai componenti della band: Silvia-voce; Massimiliano-chitarra; Gregory-chitarra; Ivano-basso; Daniele-batteria.

    In due anni di attività hanno collezionato già una cinquantina di esibizioni live, piazzandosi ai primi posti in diverse competizioni musicali tra cui l’Upload di Bolzano, contest per band emergenti con la direzione artistica di Cristiano Godano dei Marlene Kuntz.

    Le canzoni parlano di loro, della loro vita, sono le esperienze vissute nel quotidiano a ispirare melodie, testi e riff di chitarra da cui poi nascono i pezzi.

    L’elaborazione avviene in gruppo, ognuno contribuisce con le proprie idee, in un confronto –a volte serrato-che porta alla canzone finita: “ Non sapete che clima c’è in saletta quando scriviamo un nuovo pezzo, è un brainstorming, tutti mettono bocca su tutto, la chitarra sulla voce, la voce sulla batteria, e via dicendo. Basta con ‘sta storia che nei gruppi si va d’accordo –scherzano- il nostro è un rapporto burrascoso, come tutte le grandi storie d’amore!”

    Genere: Alternative Frog Rock

    Contatti:

    www.myspace.com/justaddmelody

     

  • “Roma e gli antichi”, lezioni di storia a Palazzo Ducale

    “Roma e gli antichi”, lezioni di storia a Palazzo Ducale

    Palazzo DucaleLunedì 9 gennaio alle ore 21, si tiene il quarto incontro della rassegna Lezioni di storia – Noi e gli antichi.

    L’argomento di questa serata è dedicato alla Storia di Roma, a cura del professore Andrea Giardina, insegnante di storia romana presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze.

    La storia di Roma è stata inventata mille volte,  dagli antichi, nel Medioevo, in età moderna, in età contemporanea, fino ad arrivare ai nostri giorni.

    Il fascino di Roma è sempre rimasto intatto,  le sue idee e i suoi miti continuano anche ai giorni nostri a influenzare le coscienze dei popoli.

    Dalla Rivoluzione francese in poi, la storia di Roma è stata ‘attualizzata’ in vario modo. I giacobini cercarono in essa modelli di virtù repubblicana, martiri della libertà, cittadini che ponevano sopra ogni cosa la fraternità reciproca, anche a costo di sacrificare se stessi e gli affetti più cari. I patrioti del nostro Risorgimento videro in essa il simbolo della rinascita di un’Italia da troppo tempo smarrita. Chi voleva un’Italia grande come le potenze coloniali che dominavano il mondo sognava la rinascita dell’impero. Il fascismo volle permeare di Roma l’intera vita della nazione. Tutto questo ha creato una miriade di stereotipi che ritroviamo ancora oggi, attraverso i romanzi storici e i film, nella cultura diffusa. Veri o falsi, questi stereotipi sono anch’essi un capitolo della interminabile storia di Roma.

    L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.


  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Scarlet Diva

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Scarlet Diva

    Si conoscono tra loro e suonano da più di dieci anni, ma gli Scarlet Diva -nome ispirato all’omonimo film- si formano ufficialmente nel 2006, inizialmente come duo elettronico, con Matteo (pianoforte, synth, tastiere e voce) e Gianluca (batteria e voce), successivamente raggiunti da Enrico (chitarre e voce).
    Tra il 2006 e il 2008, una lunga gavetta, fatta di tante esibizioni live e partecipazioni a numerosi contest musicali come ItaliaLoveWave, NordKapp Indiependentour, NokiaTrendLab, GarageBand.

    Negli intenti della band, “creare musica facilmente accessibile ma mai banale, parlando con un linguaggio semplice e diretto” come loro stessi dicono.

    La fase di creazione è molto particolare, perché la canzone non scaturisce esclusivamente da pezzi strumentali, come normalmente ci si aspetta, ma viene spesso dal digitale, con la melodia scritta prima al computer e poi elaborata e arrangiata in sala.

    Nel 2011 è uscito il primo album, Nel Sole, registrato, mixato e masterizzato completamente nella loro sala, che è anche studio di registrazione. Nel 2012 saranno di nuovo in studio, impegnati nella registrazione del secondo disco.

    Scarlet DivaGenere: electro-rock
    Contatti www.scarletdiva.it
    www.myspace.com/soundivastudio

     

     

     

     

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Distorsione Mentale

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Distorsione Mentale

    I Distorsione Mentale nascono a Genova nel 2010, e il gruppo è attualmente costituito da cinque elementi. Con la voglia di fare qualcosa di bello mettendoci il maggior impegno possibile, creano insieme la musica dei loro pezzi, mentre i testi arrivano un po’ dopo, scritti da Davide unendo le sue idee con le ispirazioni date dalle melodie, e sono tutti in italiano, presentano riflessioni e contenuti e sono ciò che loro stessi indicano come cifra stilistica della loro musica.

    “Dovendo dare una definizione direi alternative rock – dice Lorenzo- anche se non ci piace etichettare la musica. La nostra musica è il risultato dell’unione di diverse esperienze e gusti musicali”, “cosa che rende la composizione un po’ più difficile e a volte lunga” aggiunge Simone.
    Il particolarissimo nome del gruppo racchiude in sé un concetto preciso: “La distorsione mentale è quel filtro che ognuno di noi possiede e attraverso cui approccia la realtà differentemente da chiunque altro- spiega Davide- e cerchiamo di rendere questa idea nelle canzoni prendendo ogni volta un punto di vista diverso, anche lontano dal nostro.Di qui titoli come L’equilibrista o Voglio dire no”.

    Progetti per il futuro: suonare, suonare, suonare, specialmente dal vivo e cercando di coinvolgere sempre più persone in un dialogo diretto tra il gruppo e chi lo va a sentire, dialogo che ritengono molto importante, soprattutto per una band emergente.

    Distorsione mentaleSimone e Matteo – chitarre
    Davide – voce
    Matteo – basso
    Lorenzo – batteria
    Contatti: www.distorsionementale.com

     

     

     

  • Befana anti-evasione: blitz al Porto Antico e alla Marina Aeroporto

    Befana anti-evasione: blitz al Porto Antico e alla Marina Aeroporto

    La Befana sbarca a Genova ma non è quella che ha cercato di fare sorridere i piccoli ospiti dell’Ospedale Gaslini, neppure quella che è comparsa sulla spiaggia di Sturla per premiare i bambini ”coraggiosi” che hanno partecipato al cimento invernale, è la stessa che a Cortina, invece di regali o dolciumi, ha portato controlli e multe per gli evasori fiscali.

    Quindici pattuglie e 30 agenti della Guardia di Finanza si sono spostati tra Portofino, Chiavari e Santa Margherita, non tralasciando il Porto Antico di Genova e la Marina dell’Aeroporto, effettuando più di 150 controlli sia su esercizi commerciali che su macchine e barche di lusso.

    Non sono, naturalmente, mancate le polemiche che si concentrano non tanto sul “contenuto”, nessuno o quasi osa affermare che non sia giusto, ma sulle modalità di esecuzione. Questa spettacolarità, infatti, secondo alcuni esponenti politici, rischierebbe di turbare le vacanze dei turisti e li spingerebbe verso altre mete. Capisco il dramma: perdere i “finti poveri” è una catastrofe economica, in quanto, proprio per il latrocinio perpetrato ai danni della stato, sono i soli in grado di sostenere la “crescita” facendo “girare” il denaro senza parsimonia.

    Il paradosso è evidente ed è stato materia di satira pungente alla quale i politici continuano a contrapporre una drastica levata di scudi che la dice lunga sulla reale volontà di una seria lotta all’evasione perché, tra le maglie della finanza, potrebbero incappare anche alcuni di coloro che siedono “intoccabili “ sugli scranni del Parlamento.

    E’ evidente che il censimento di auto di lusso si possa fare comodamente con i dati del PRA, che il controllo dell’emissione degli scontrini fiscali dovrebbe essere una pratica normale e non solo a Natale o all’Epifania, che verificare la fedeltà retributiva di prestigiosi studi professionali o attività commerciali, siti nei posti più esclusivi, si possa fare attraverso un banale computer e, dunque, questi blitz, dal sapore di folcloristiche scenate napoletane, servano più che altro a dare l’idea di un’improvvisa, rigorosa efficienza in nome di un’equità e giustizia fino ad oggi dimenticate.

    Se così fosse, ben vengano con il preciso intento, però, di essere rese “di routine” aumentando i finanziamenti alle forze dell’ordine (si assiste all’esatto contrario) e, magari, indirizzate proprio verso quella “casta” politica che continua a dare indecorosi spettacoli di malcostume e di sprechi, nascondendosi dietro privilegi talora incomprensibili. Che dire, ad esempio, delle indennità erogate ai parlamentari per collaboratori mai assunti o pagati in nero? Per par condicio, posso assumere una domestica e non pagarle i contributi o chiedere lo sgravio del 55% per pannelli solari mai messi? Non sono reati? Perché mi si chiede di rendere conto di prelievi superiori ai mille euro quando a un politico si rimborsano le spese sulla mera “fiducia” cioè senza l’esibizione di fatture giustificative?

    La mia proposta è che, nell’ambito di una seria campagna nazionale antievasione, non si dimentichino questi “signori”, promulgatori di leggi che per primi infrangono perché, noi, questi provvedimenti li aspettiamo “da..m..pezzo”.

    Adriana Morando

  • David Rodigan e la dancehall reggae al Ghost Club

    David Rodigan e la dancehall reggae al Ghost Club

    David RodiganSabato 7 gennaio al Ghost Club un evento imperdibile per gli amanti del reggae: ospite della serata sarà David Rodigan, uno dei leggendari dj del sound jamaicano.

    Da oltre un quarto di secolo il britannico Rodigan è un personaggio chiave nella scena reggae mondiale: lavora per radio come BBC, Capital Radio e Kiss 100 in UK, JBC in Giamaica,ma è conosciuto soprattutto per i suoi dance hall.

    Nel 2006 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della Royal Academy Hall Of Fame, entrando così ufficialmente nella cerchia dei più grandi dj radio nella storia della musica e e nel 2009 ha ricevuto il Sony Radio Academ.

    La serata inizia alle 23 e costa 10 euro

    David Rodigan Ghost Club

  • Sapori al Ducale, il mercato eno-gastronomico in piazza Matteotti

    Sapori al Ducale, il mercato eno-gastronomico in piazza Matteotti

    Sapori al DucaleSabato 7 e domenica 8 gennaio a partire dalle ore 9 fino alle 19 in piazza Matteotti, davanti a Palazzo Ducale, si tiene il  mercatino enogastronomico Sapori al Ducale,  che espone le eccellenze eno-gastronomiche per la valorizzazione e la promozione dei prodotti genovesi, liguri e di altre regioni, con spazi di degustazioni ed eventi collaterali. 

    L’ingresso è libero.

  • Mercatino Bio a Trasta domenica 8 gennaio

    Mercatino Bio a Trasta domenica 8 gennaio

    Prodotti BiologiciDomenica 8 Gennaio dalle ore 930 si tiene al circolo Barabini di Trasta (Via Ca dei Trenta 3) il mercatino bio, nel quale sarà possibile acquistare miele, ortaggi ed altri prodotti del territorio, bigiotteria, oggettistica, ceramiche e abbigliamento e accessori realizzati a mano.

    Inoltre dalle 12 lo spettacolo di giocoleria per grandi e piccini e il pranzo disintossicante a chiusura delle festività.

  • Maurizio Crozza al 105 Stadium il 13 aprile

    Maurizio Crozza al 105 Stadium il 13 aprile

    Maurizio CrozzaIl nuovo spettacolo di Maurizio Crozza “Fenomeni” arriva al 105 stadium il 13 aprile 2012.

    Il nostro paese, i suoi protagonisti e le sue vittime. Monologhi, musiche, personaggi celebri e non. Un’irriverente satira di costume, sociale e politica, una galleria di caricature e imitazioni pungenti che raccontano il nostro tempo, i nostri ricordi e il futuro che ci aspetta.

    TRIBUNA NORD intero: € 38,50

    TRIBUNA SUD intero: € 38,50

    TRIBUNA EST 3° SETT intero: € 27,50

    TRIBUNA EST 2° SETT intero: € 33,00

    PARTERRE EST intero: € 38,50