Anno: 2012

  • Menù della Befana al ristorante A due passi dal mare

    Menù della Befana al ristorante A due passi dal mare

    A due passi dal marePer il giorno della Befana, il ristorante A Due passi dal mare di via Casaregis propone un menù di degustazione, sia a pranzo che a cena.

    Ecco il menù:

    Aperitivo di benvenuto con i frisceau

    Risotto mantecato con Provolone di Vico Equense e carciofi

    Spiedino di calamari e mazzancolle su purea di patate schiacciate

    Torta caprese di cioccolato con gelato alla vaniglia

    35.00 euro a persona comprensivo di abbinamento vini

    Per prenotazioni,  010588543

  • Il 2012 è l’anno Pascoliano, 100 anni dalla morte del poeta

    Il 2012 è l’anno Pascoliano, 100 anni dalla morte del poeta

    Giovanni PascoliSi è aperto ufficialmente l’Anno Pascoliano, iniziativa che prevede eventi e manifestazioni evocative dedicate al  poeta  nel centenario della sua morte.

    Barga, paese di ottocento abitanti in provincia di Lucca, a cui Giovanni Pascoli ha dedicato l’omonima poesia, ha inaugurato le manifestazioni  con il concerto di Capodanno, tenutosi presso l’auditorium de ”Il Ciocco”.

    Nella stessa serata è stata rappresentata, dall’insieme degli artisti del Maggio Musicale Fiorentino, l’opera “Il sogno di Rosetta”, l’unico libretto melodrammatico dello scrittore, musicato dal compositore spezzino Carlo Alfredo Mussinelli.  Eseguita per la prima volta il 14 agosto nel 1901 in questa stessa città, fu presto dimenticata per il disastroso fiasco a cui andò in contro sul palcoscenico di Milano. Riproposta al pubblico dopo 111 anni, una tale scelta ha avuto lo scopo di  coniugare la tematica portante dell’opera pascoliana, la “musica dei versi”, alla tecnologia e alla beneficenza.

    Alla beneficenza perché il ricavato della serata è stato devoluto  all’associazione Amatafrica che da anni sostiene iniziative solidali in Ruanda; alla tecnologica perché è possibile ascoltare le poesie più famose di questo autore, appoggiando uno smartphone su mattonelle, posizionate in punti nevralgici del paese, su cui sono stati incisi particolari “QR Code”; alla musica perché le sue liriche sono un susseguirsi di assonanze, onomatopee, analogie, sinestesie, metonimie, ossimori, simbolismi, talora parole dialettali che vengono usate in funzione del suono e dell’armonia.

    La musicalità stessa della vita, delle cose semplici  vengono colti dagli occhi di un poeta-fanciullino che guarda alla realtà  con meraviglia, stupore, ingenuità ed incanto come si esplicita nei bambini che “fanno ooh”.

    Un programma di eventi che vedranno il clou il 6 aprile, data della morte, per riscoprire un poeta che ha tenuto compagnia agli scolari “datati” mentre è stato meno amato, in questi anni, per le sue rime giudicate, a torto, facili e un po’ melense.

    Viene spesso, solo, associato alla “Cavallina storna”, in cui ripercorre la morte del padre con accenti che, ad un’analisi superficiale, si potrebbero catalogare da libro “Cuore”.

    In realtà i versi di questa come di altre poesie sono vere opere” pittoriche” assimilabili ai quadri di Monet o di Segantini, artisti che volevano fissare l’immagine nell’attimo in cui si “impressionavano” sulla retina, Nello stesso modo, Il Pascoli cura le scelte espressive per rendere le immagini più vive e sintetiche, gettando il suo sguardo sul mondo del “quotidiano” sia esso lo scatenarsi di un acquazzone o la fatica di un’umile ma operosa “granata” (scopa), sia esso il profumo di un gelsomino notturno o il vestito nuovo di “Valentino” che non è certo il celebre e noto stilista.

    La tragica realtà della vita si svela attraverso  un lampo che illumina la notte, il tormento esistenziale dell’uomo di estrinseca nel “chiù” di un uccello notturno, la morte, tema angosciante e ricorrente, si fissa in una rondine agonizzante: a tutto questo Pascoli cerca rifugio  nella poesia come  “nido” che protegge dal mondo, che preserva da quell’uomo “sociale” ottocentesco che aveva creduto nelle capacità della scienza-tecnica-industrializzazione per superare il dolore, la sofferenza, le contraddizioni della specie umana e che, invece,  era servita solo a togliere le illusioni della religione e a costringere  la mente  a prendere coscienza del suo destino misterioso.

    Un decadente? Così è stato etichettato: forse, in quest’anno a lui dedicato, è il caso di riscoprire qualche “desueto” tomo dimenticato in un polveroso scaffale.

    Adriana Morando

  • MateFitness, la palestra della matematica riapre al pubblico

    MateFitness, la palestra della matematica riapre al pubblico

    MatefitnessRiprendono, dopo la pausa natalizia, le attività di MateFitness a Palazzo Ducale per ragazzi e famiglie.

    Sabato 7 gennaio,  dalle 15 alle 19 si svolge “Allena la mente!”, l’appuntamento con rompicapi, puzzle, attività di logica, indovinelli e giochi assortiti per rinfrescare i neuroni divertendosi. Con un rapido check-up, un simpatico animatore scientifico indovina le attività più adatte al pubblico e mette a punto un programma su misura per ciascun partecipante, come un vero personal trainer della mente! Età consigliata: per tutti.

    Domenica 8 gennaio, l’attività in programma, dalle 15.30, è “La bisca clandestina”. Dadi, carte, scatole misteriose, tris di assi e scale reali: in questo laboratorio, come nei veri tavoli da gioco, la volontà di vincere si scontra con la fortuna e con l’astuzia degli altri giocatori. Le scelte sono difficili e tante domande si affollano nella nostra testa: conviene cambiare scatola? Su che numero è meglio puntare? Lascio o rilancio? Alle risposte si arriva tutti insieme e tra scommesse, rischi e calcoli al volo, la parola d’ordine è probabilità. Età consigliata: 8+

    Biglietto studenti: 3 €;biglietto adulti: 5 €.

    Per ulteriori informazioni consultare il sito di matefitness,  scrivere a info@matefitness.it oppure chiamare il numero 010 592671.

  • James Taylor in concerto al Teatro Carlo Felice

    James Taylor in concerto al Teatro Carlo Felice

    Il Teatro Carlo Felice ospita giovedì 29 marzo James Taylor, il leggendario cantautore americano  che torna in Italia con 13 date perchè “L’Italia è il paese più eccitante in cui suonare”.

    Cantautore country, folk e rock dotato di una straordinaria sensibilità musicale, una strepitosa tecnica di chitarrista e una vocalità impeccabile, Taylor non ha bisogno di grandi presentazioni: nel corso della sua lunga carriera  ha vinto 5 grammy awards, 40 dischi d’oro oltre a molteplici dischi di platino, nel 1998 ha vinto il Century award il massimo riconoscimento della rivista americana Billboard, nel 2000 è stato insignito nella Rock’n’Roll Hall of Fame e nella prestigiosa Songwriter’s Hall of Fame.

    Nel 2011 la rivista Rolling Stone lo ha inserito nei 100 migliori Artisti ( musicali) di tutti i tempi ”100 greatest singers of time ” e l’11 settembre è stato uno degli artisti invitati, dal presidente Obama, ad esibirsi durante la cerimonia a Ground Zero per i 10 anni dall’attentato alle Torri Gemelle commovendo tutti con una performance acustica di You Can Close Your eyes, composta nel 1971.

    Prezzi

    PLATEA 1° SETT./Poltronissima intero: € 80,50 – PLATEA 2° SETT./Platea intero: € 69,00 – 1° GALLERIA intero: € 57,50 – 2° GALLERIA intero: € 51,75

  • Vuoi diventare attore? Parte il corso di recitazione dello Stabile

    Vuoi diventare attore? Parte il corso di recitazione dello Stabile

    attori teatroUn’opportunità molto interessante per tutti coloro che vogliono debuttare nel mondo della recitazione e del teatro: sono aperte le selezioni alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova.

    Il prossimo corso avrà 12 allievi e sarà strutturato in 1.600 ore, di cui 1.200 di lezione e 400 di pratica (impegno di circa 25 ore settimanali con obbligo di frequenza).

    I requisiti per partecipare sono l’età superiore ai 18 anni, avere assolto l’obbligo scolastico, essere disoccupati o avere un lavoro il cui orario garantisca la possibilità di frequentare le lezioni.

    Si può presentare domanda entro il 17 gennaio 2012, a mano presso la sede del Teatro Stabile (piazza Borgo Pila 42, Genova) o via mail all’indirizzo scuola.recitazione@teatrostabilegenova.it.

    I candidati saranno poi contattati per un’audizione, allo scopo di valutare una minima predisposizione alla materia insegnata nella scuola.

    Marta Traverso

  • Musica live nel weekend al Count Basie jazz

    Musica live nel weekend al Count Basie jazz

    Johannes FaberGiovedì 05 Gennaio 2012 – ore 21.30
    Happy Jazz – Jam Session Jazz  con Daniele Gorgone – Pianoforte, Massimiliano Rolff – Contrabbasso, Daviano Rotella – Batteria

    Ogni giovedì il Count Basie Jazz Club offre agli appassionati di jazz l’atmosfera delle “amicizie musicali” delle jam session: le performance di improvvisazione che furono leggendarie negli anni quaranta a New York City e che significano proprio “insieme in concerto”.

    Ingresso libero con tessera arci

    Venerdì 06 Gennaio 2012 – ore 21.30

    Enjoy The Blues con Fabio Taddei Trio + Jam Session Blues

    Fabio Taddei – Chitarra, Francesco “Trincia” Olivieri – Basso, Rocco Cirigliano – Batter

    Gli appassionati di blues si incontrano al Count Basie jazz club con le performance trascinanti della serata “Enjoy the blues”: ogni venerdì è più che mai “insieme in concerto”!

    Ingresso libero con tessera arci

    Sabato 07 Gennaio 2012 – ore 21.30

    L ‘ incudine e il martello con Fausto Ferraiuolo e Johannes Faber

    Joannes Faber alla Tromba, musicista tedesco intenso e interessante, dalla tecnica cristallina, Faber si distingue per la sua originalità in diversi ambiti musicali. Fausto Ferraiuolo al pianoforte

    Ingresso 10 euro con tessera arci

     

  • Dolomiti: stop allo sci con l’elicottero in Marmolada

    Dolomiti: stop allo sci con l’elicottero in Marmolada

    Una storica vittoria degli ambientalisti dopo decenni di battaglie in alta quota. Parliamo dello stop all’eliski in Marmolada. Finalmente infatti sulla “regina” delle Dolomiti sarà bandita la pratica che consentiva ai turisti più facoltosi di decollare da località poco distanti – in particolare da Passo Gardena e da Monte Cherz – atterrare a Punta Rocca e poi scendere a valle sugli sci.

    Il 27 dicembre l’associazione ambientalista internazionale “Mountain Wilderness” e la Società funiviaria Marmolada srl hanno stipulato un accordo che avvia un percorso di collaborazione e di condivisione sulle scelte dello sviluppo turistico nel gruppo della Marmolada.

    La notizia è clamorosa perché mette fine a 23 anni di conflitti aspri fra l’associazione e la società. Nel 1988 Mountain Wilderness dava avvio ai primi due campi di pulizia della montagna dai rifiuti, azione conclusa solo nel 2005 e che ha portato alla prima condanna penale della società. Nel dicembre del 1996 si teneva in Marmolada la prima azione contro l’eliski, azione che faceva maturare anche la prima legge sul tema in Parlamento (1998).

    Oggi gli elicotteri sono definitivamente banditi da Punta Rocca e la Marmolada si candida a diventare un laboratorio innovativo. Come conferma Mario Vascellari, presidente di Marmolada srl “Non daremo più l’assenso all’atterraggio degli elicotteri, ma il tavolo di lavoro che abbiamo aperto con MW è di più ampio respiro vuole rilanciare il turismo di qualità in Marmolada con soluzioni di sostenibilità che possano poi essere adottate in altre località delle Dolomiti e più in generale dell’arco alpino”.
    “Con Marmolada srl contiamo di riunirci al più presto – spiega Luigi Casanova, portavoce di Mountain Wilderness Italia – e di sottoscrivere nel giro di due/tre mesi un programma condiviso da sottoporre alla Provincia autonoma di Trento e dalla Regione Veneto”.

    L’ambientalista ribadisce l’importanza dello stop all’eliski “I danni più gravi li provoca alla fauna selvatica: camosci e galli forcelli, che svernano sui versanti soleggiati centellinando le loro energie, sono costretti a spostarsi in luoghi dove fanno molta più fatica ad alimentarsi. L’eliski in certe condizioni può provocare il distacco di valanghe. E poi quel rumore rompe il silenzio disturba chi vive la montagna nella sua dimensione più autentica”.
    “Il confronto che da oggi in poi porterà l’associazione a progettare un piano d’insieme della gestione della montagna sarà senza dubbio impegnativo – continua Casanova – ma ci auguriamo possa avere una ricaduta positiva su tutta la montagna italiana”.

    Ma nelle Dolomiti sul tema dell’eliturismo, c’è ancora da combattere.
    La Provincia di Bolzano infatti ha autorizzato una società locale a sorvolare le Dolomiti con partenze da Corvara, da Bressanone, Brunico, dalla Val Gardena – conclude Casanova – Il gioco delle clientele politiche ha praticamente vanificato i positivi contenuti della legge provinciale bolzanina. Per tutto l’inverno, causa queste scellerate scelte, le Dolomiti bellunesi e bolzanine saranno sconvolte da questo continuo flusso di elicotteri, dal rumore: un tassello che certamente influisce sulla caduta di credibilità delle Dolomiti quali patrimonio naturale dell’umanità”.

     

    Matteo Quadrone

  • San Gimignano: concorso di idee per architetti e paesaggisti

    San Gimignano: concorso di idee per architetti e paesaggisti

    san gimignanoCome far risplendere l’area che circonda il lato ovest delle mura di uno dei borghi più suggestivi della Toscana? Il Comune di San Gimignano ha indetto un concorso di idee per architetti, paesaggisti, conservatori e ingegneri allo scopo di trovare nuove idee per riqualificare il territorio.

    Per facilitare il lavoro dei partecipanti, la zona di interesse è stata suddivisa in sette aree da riqualificare: le proposte possono riguardare la creazione di nuovi spazi pubblici, una destinazione a uso residenziale, un percorso per pedoni e ciclisti e così via.

    Per partecipare è necessario inviare il progetto entro il 2 aprile 2012 all’indirizzo
    “Concorso di idee – Fascia periurbana ad ovest delle mura. Non aprire”
    Ente banditore Comune di San Gimignano
    piazza Duomo, 2 – 53037 San Gimignano (Siena).

    I progetti saranno giudicati da una commissione tenendo conto di alcuni criteri: inserimento nel contesto urbano; qualità architettonica; accessibilità e fruibilità delle infrastrutture; qualità dei materiali utilizzati.

    Al lavoro giudicato migliore saranno assegnati 10.000 €, al secondo 5.000 € e al terzo 3.000 €.

    Marta Traverso

  • Pausa 1797-2011: installazione a Palazzo Ducale, intervista a NeAL

    Pausa 1797-2011: installazione a Palazzo Ducale, intervista a NeAL

    pausa nealAncora pochi giorni per vedere la terza e ultima installazione vincitrice del bando Basamenti: l’opera Pausa 1797-2011 sarà allestita presso l’entrata di Palazzo Ducale (lato piazza Matteotti) fino a lunedì 9 gennaio 2012.

    Di seguito l’intervista a NeAL (Neal Peruffo), giovane artista di Procida e autore dell’installazione.

    1) Pausa 1797 – 2011: come è nata l’idea per questa installazione?
    Da molto tempo volevo realizzare questa installazione, ma non sono mai riuscito a trovare il contesto adeguato nel quale collocarla.

    Generalmente uso gli elementi che compongono “Pausa 1979-2011” (parallelepipedi di plexiglas opalino illuminati all’interno) come dispositivi percettivi e d’interazione: ostacoli che impediscono la percezione d’informazioni sensoriali, così come le distrazioni sono ostacoli che impediscono di immagazzinare informazioni nella memoria (ciclo “Distrazioni e Pause”). Affiancando due parallelepipedi, questi assumono un ruolo simbolico, in quanto riprendono visivamente il ben noto segno dalla pausa, presente su numerosi congegni elettronici.

    Quando ho letto il bando di “Basamenti” mi sono reso conto che era il contesto perfetto per far dialogare l’opera “Pausa” con l’ambiente, poiché rimanda al periodo di inutilizzo, di pausa appunto, dal 1797 al 2011, delle basi che ospitavano le statue di Andrea e Gio-Andrea Doria e che furono abbattute dal popolo.

    Ho scelto di mettere le due “pause” in posizioni differenti per permettere la visione corretta di almeno una delle due in qualunque visuale. Per giocare sul senso di pausa e, indirettamente, anche del tempo, ho scelto un tipo d’illuminazione che cambia ogni quarto d’ora, ispirandomi agli orologi delle chiese.

    Per me realizzare questa installazione è stato un sogno che si è avverato: è la prima volta che riesco a rendere concreta una delle mie installazioni ambientali, che fino a “Basamenti” sono state realizzate solo virtualmente; alcune di queste opere virtuali partecipano all’opera-azione “A onE project”, di cui sono anche l’autore.

    2) Da non genovese, cosa hai percepito del modo in cui la nostra città vive l’arte?
    Purtroppo non ho avuto molto tempo per visitare la città, sono stato impegnato tutto il tempo a lavorare all’installazione e non mi sono allontanato troppo da Palazzo Ducale. Non sono riuscito neanche a fare il mio consueto giro per gallerie d’arte contemporanea.

    Devo dire, però, che stando a contatto con i responsabili di Sala Dogana ho percepito un forte entusiasmo, voglia di fare e di promuovere l’arte contemporanea, non ancora pienamente apprezzata dai cittadini.

    3) Ci racconti qualcosa del tuo progetto web Art on earth?
    “A onE project” è un opera-azione web multipiattaforma che sfrutta le enormi possibilità offerte da Google Earth: qui gli artisti hanno la possibilità di collocare nel “paesaggio” le proprie installazioni ambientali in realtà inesistenti.

    L’intento di “A onE project” è di mantenere la fruizione di queste opere nell’ambito cui appartengono, quello virtuale appunto. Le immagini degli interventi potenziali di land art, che possono essere fotomontaggi o modelli 3D (SketchUp), sono caricate su Google Earth e posizionate nei luoghi per cui sono state pensate.

    Il titolo delle immagini, presenti sul globo virtuale, riporta il nome dell’operazione artistica, (A onE project), il sito di riferimento (www.aoneproject.com), il nome dell’artista e il titolo dell’opera raffigurata. Il sito, sul quale non sono presenti immagini, permetterà di recuperare informazioni riguardanti le opere inserite in Google Earth.

    Ciò che ritengo più interessante è la possibilità di “pescare” i propri fruitori dagli abituali utenti del programma, che vi si possono imbattere casualmente e decidere di iniziare quest’avventura artistica sparsa per il mondo.

    4) Pensi sia possibile trasformare il talento e la passione per l’arte in una professione?
    Assolutamente sì! Sono fortemente convinto di questo ma sono anche convinto che i percorsi convenzionali siano saturi. Bisogna essere creativi anche nel crearsi un lavoro.

    Certo, tutti vorremmo fare gli artisti, i curatori, i galleristi o i giornalisti ma molto spesso non è possibile, bisogna considerare anche altre strade. Io per esempio mi occupo anche di laboratori didattici per bambini, mentre una mia amica curatrice (Diana Gianquitto) si occupa di corsi d’avvicinamento all’arte contemporanea per i non addetti ai lavori. Questi sono solo alcuni esempi
    di come si possa inventare un lavoro con la propria passione per l’arte.

    5) A Genova l’Accademia di Belle Arti si trova in una situazione difficile, con il rischio addirittura di chiudere. Tu che sei diplomato in un istituto analogo, pensi sia importante per un artista avere una formazione accademica, o che ci si possa anche formare da autodidatti? Quali consigli ti senti di dare a chi vuole tentare questa strada?
    Non credo si possa diventare artisti, dei bravi artisti, se non ci si ciba d’arte. Un buon artista può essere tranquillamente autodidatta, ma al tempo stesso necessita di un ambiente adeguato: pieno di fermento, di scambi, confronti, contaminazioni, dove si sperimenta e si viene a contatto con personalità interessanti.

    L‘Accademia offre questo tipo d’ambiente che credo sia importante quanto, se non di più, delle nozioni tecniche o teoriche che lì vi si insegnano. Il problema delle Accademie è che spesso si fossilizzano e si chiudono in loro stesse, da queste escono artisti che non sono in grado di dialogare con il mondo che li circonda. Le Accademie devono fare rete con le altre istituzioni e le altre realtà del settore, mantenere una loro identità storica ma anche proiettarsi nel futuro, con corsi sperimentali come “nuove tecnologie
    dell’arte” e così via.

    Marta Traverso

  • Costi della chiesa: nuova campagna dell’Uaar

    Costi della chiesa: nuova campagna dell’Uaar

    Genova è ancora una volta l’apripista di un’iniziativa dell’Uaar, la sigla che rappresenta atei ed agnostici razionalisti. Dopo i manifesti affissi nel 2009 su alcuni autobus genovesi – lo slogan era “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno” – ed il convegno “In un mondo senza Dio”, realizzato a maggio, il 5 dicembre è partita dalla nostra città la campagna pubblicitaria contro i costi pubblici della chiesa, considerati troppo elevati. E dopo alcuni giorni sono comparsi i primi maxi cartelloni – 15 in tutto – per le vie del centro ma non solo (in Corso Saffi, lungo il Bisagno, in via Cantore, per citarne alcune). Genova e Venezia sono le città destinate ad ospitare una campagna che ovviamente susciterà curiosità e riflessioni, ma pure inevitabili polemiche.

    “Con 6 miliardi l’anno, l’Italia farebbe miracoli”. È lo slogan che campeggia su uno sfondo blu dal vago sapore celestiale. Perché il costo della Chiesa è alto ed è “un prezzo che pagano credenti e non credenti”, come sottolinea il manifesto. Quando invece le religioni dovrebbero essere sostenute soltanto da chi le professa, ribadisce l’Uaar.
    “Alcuni tagli proposti dal governo sono stati bloccati dalle resistenze delle caste – osserva Raffaele Carcano, segretario Uaar – ma qui siamo di fronte a una super-casta talmente intoccabile che nemmeno Monti ha il coraggio di sfiorare”.
    Negli ultimi tempi si è parlato molto di Ici, spesso al centro delle cronache, ma l’Uaar va oltre e conti alla mano, individua altri privilegi da abbattere “Vogliamo cominciare a parlare anche del miliardo e mezzo che costa l’ora di religione, del miliardo che costa l’Otto per Mille, degli oltre 700 milioni che finiscono a scuole e università cattoliche?”.
    E mentre il Parlamento discute la manovra, gli atei e gli agnostici rilanciano. “Siamo contribuenti discriminati, e vogliamo che tutti se ne rendano conto – prosegue Carcano – è incredibile che la Chiesa cattolica, la più importante proprietaria immobiliare del paese, non sia chiamata a compiere i sacrifici che la crisi economica richiede”.
    Con sei miliardi si potrebbe non solo ridurre il debito, ma anche investire in “ricerca, istruzione, risanamento del territorio”, come propone l’Uaar nel manifesto.

    Ma come mai Genova è la patria di elezione per le iniziative dell’Uaar?
    Genova è una città laica che ci permette di esprimerci liberamente – spiega il coordinatore del circolo Uaar genovese, Silvano Vergoli – cosa che in altre realtà purtroppo non accade”.
    Certo la scelta di Genova non appare casuale visto che è la sede del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana. Ma l’obiettivo è ottenere la più ampia visibilità possibile, anche perché “Quando la Chiesa parla può godere di una cassa di risonanza mondiale – continua Vergoli – mentre noi dobbiamo affidarci a modalità di comunicazione più modeste in grado però di stimolare un dibattito tra le persone”.
    E i riscontri positivi non mancano “In un giorno abbiamo registrato 23 mila accessi al nostro sito online e per tutto il mese di dicembre il traffico è stato elevato – conclude Vergoli – questo significa che l’iniziativa sta riscuotendo successo e si amplifica l’interesse nei confronti delle nostre proposte”.

     

    Matteo Quadrone

  • Mercati comunali coperti, quale futuro per le strutture in disuso?

    Mercati comunali coperti, quale futuro per le strutture in disuso?

    Strutture in disuso – alcune da parecchio tempo – che avevano perso completamente la loro funzione sociale e di aggregazione. Ma che nel prossimo futuro, almeno questo è l’augurio per il 2012 appena iniziato, potrebbero rinascere con una nuova destinazione d’uso capace di fornire una risposta concreta alle esigenze dei quartieri in cui sono ubicate.

    Parliamo di tre mercati comunali coperti chiusi nei mesi scorsi dall’amministrazione.

    Il mercato di via Bologna, tra Sampierdarena e San Teodoro, versa da anni in stato di abbandono ed “Era superba” si era già occupata della questione. Infatti inizialmente si ipotizzava potesse trasformarsi in sede per le realtà associative legate al territorio. Oggi invece apprendiamo dal Secolo XIX che qui potrebbe sorgere un nuovo ambulatorio. “Abbiamo contattato il Baluardo – dichiara il presidente del Municipio Centro Ovest Franco Marenco – Hanno effettuato un sopralluogo e contano di poter recuperare la struttura come centro prelievi ed ambulatorio. Sono un’azienda privata ma ci sarebbe una convenzione con il sistema sanitario pubblico”.
    Una soluzione che dovrebbe incontrare il gradimento dei residenti anche perché il quartiere ha perso l’ambulatorio di via Bari, chiuso alcuni mesi fa.

    Situazione di partenza diametralmente opposta è invece quella del mercato di Piazza Monteverdi a Cornigliano. Qui la struttura è in ottime condizioni dopo la recente riqualificazione. Il Municipio Medio Ponente “Sta valutando la proposta di alcune associazioni, sportive e culturali – spiega il consigliere dell’Idv, Caludio Caporale – gli spazi ci sono e potrebbero essere suddivisi fra gli interessati”. Quindi la prospettiva futura è quella di un uso a fini sociali e ricreativi.

    Infine il mercato di Piazza De Caroli a Teglia. Una struttura che fino a poco tempo fa si trovava in discrete condizioni ma successivamente, a causa di un incendio e dei conseguenti danni, ha smesso di funzionare. L’ex mercato è stato inserito nei beni del patrimonio comunale “Quelli considerati alienabili – precisa il presidente del municipio Valpolcevera, Gianni Crivello – Però noi vorremo utilizzarlo a favore di realtà del territorio e abbiamo già ricevuto alcune manifestazioni di interesse”.

    Insomma l’obiettivo comune è far rinascere sotto altre vesti quelle che erano vere e proprie risorse per i rispettivi quartieri.
    “Le soddisfazioni sono almeno due – commenta l’assessore al commercio Giovanni Vassallo – Innanzitutto la potestà decisionale che abbiamo affidato ai Municipi, per quanto riguarda il futuro di queste strutture, è un fattore estremamente positivo. In secondo luogo è fondamentale che questi poli di aggregazione ritornino ad assumere una funzione sociale e mi sembra che ci stiamo muovendo nella direzione giusta”.

    Purtroppo appare invece a tinte fosche il futuro dei mercati comunali ancora attivi in città.
    È infatti notizia di questi giorni il quasi totale fallimento dei bandi lanciati dal Comune per riempire gli spazi rimasti vuoti. Per il mercato di Bolzaneto e quello di Certosa nessuno ha presentato domanda.
    Ma anche per gli altri i risultati sono stati insoddisfacenti. A Statuto (Prè) su due posti è arrivata una sola domanda, a Parenzo (Molassana) otto banchi restano vuoti e a Treponti (Sampierdarena)sono arrivate solo 8 domande per 23 posti disponibili. Anche a Terralba, il secondo mercato più ricco dopo l’Orientale, è arrivata una domanda su 4 spazi a disposizione.
    “Per Bolzaneto e Certosa, visto che i bandi sono andati deserti, stiamo pensando di allungare i tempi per la presentazione delle domande – spiega Vassallo – Questa situazione è riconducibile all’impossibilità di fare qualunque tipo di investimento. Siamo di fronte ad un altro evidente sintomo della crisi economica in atto”.

     

    Matteo Quadrone

  • Trenitalia razzista? Scandalo sul web per lo spot del Frecciarossa

    Trenitalia razzista? Scandalo sul web per lo spot del Frecciarossa

    trenitalia immigratiIn un’atmosfera che ricorda le classi del Titanic più che quelle di un treno, lo spot del Frecciarossa targato Trenitalia ha fatto inferocire non poco gli utenti del web, che in pochi giorni hanno diffuso su blog e social network la loro indignazione e fatto rimuovere da Trenitalia la foto incriminata.

    Ecco i fatti. Lo spot che promuove il rivoluzionario treno ha illustrato la divisione in quattro classi introdotta lo scorso 25 novembre, così rappresentate:

    1) Executive. Descrizione: «Otto poltrone singole in pelle, bevande, pasti gourmet di prodotti freschi». Rappresentata nello spot con tre manager che discutono un progetto di lavoro davanti a un enorme monitor HD.

    2) Business. Descrizione: «Welcome drink e quotidiani nazionali al mattino». Nello spot l’immagine di un vagone con sedili super spaziosi.

    3) Premium. Descrizione: «Servizio di benvenuto con snack e bevande». Raffigurata con una hostess che serve uno spuntino a due ragazzi.

    4) Standard. Chi viaggia in questa classe non può accedere al vagone bar né ad alcuna carrozza delle classi superiori. Nello spot è raffigurata con una sorridente famiglia di immigrati, papà mamma e una bambina.

    Come dire: i ricchi che possono permettersi le classi superiori non vogliono rimescolamenti di razze. O almeno questo è ciò che molti hanno inteso nel vedere lo spot.

    Eccesso di indignazione in un clima già pieno di crisi e proteste? Sarà. Ma Trenitalia per precauzione ha rimosso l’immagine dal sito, sostituendola con una foto di sedili vuoti. In effetti una banalissima coppia di studenti in clima da Interrail poteva essere più indicata.

    Marta Traverso

  • Lettera aperta a Antonio Mazzocchi dopo l’intervista su Radio24

    Lettera aperta a Antonio Mazzocchi dopo l’intervista su Radio24

    Antonio MazzocchiScusi Onorevole …non si vergogna? Ho ascoltato il suo “amaro” sfogo diffuso sulla rete internet e …sono trasecolata. Spero si renda conto, risentendosi, dell’enormità delle sue dichiarazioni. La mia non vuole essere, come è stata definita dal suo collega, l’onorevole Cicchitto, a proposito degli stipendi dei parlamentari, una campagna denigratoria, anzi, non vorrei toccare l’argomento, limitandomi a commentare quello che mi rimanda la sua viva voce.

    Dunque, Lei asserisce che un povero “eletto”, stante l’attuale normativa, se dura in carica solo una legislazione si vede erogare una pensione di 800 euro mensili, da considerarsi miserabile ed indecorosa. Sono d’accordo perché è vergognoso che questa sia la somma, se non inferiore, con sui sono costretti a vivere oltre la metà degli italiani e chi la percepisce, come pensione, ha lavorato per 40 anni ed oltre. La sua strenua difesa è argomentata dal fatto che, terminato il compito parlamentare, non è facile riproporsi nel circuito lavorativo e si rischia di rimanere per lunghi anni senza un sostentamento, fino a paventare una vita da “barboni” . Non vorrei sembrare polemica ma mi sorge spontanea una domanda: ma in che Italia vive?

    Ascolta un breve estratto dell’intervista andata in onda su Radio24

    Non partecipa a social network, non legge giornali, non segue le notizie o, semplicemente, nessuno si è premurato di informarLa che questo problema è vissuto, quotidianamente, da 30-40enni che non riescono a trovare un’occupazione e, se sono stati fortunati, vivono con contratti precari e con stipendi molto al di sotto della cifra di cui Lei argomenta con tanto spregio?

    Lo stesso dicasi per quelli che hanno superato gli ”anta” e vengono “espulsi” dal mondo del lavoro e che si ritrovano con una cassa integrazione destinata, prima o poi, a cessare. Non crede di avere migliori chance?

    La perplessità non è solo la mia, è la stessa incredulità che traspare nella domanda posta dal suo interlocutore il quale non riesce a capacitarsi come, una persona erudita al pari suo, non sia in grado, fuori dal Parlamento, di trovarsi un altro impiego. Provo a darmi una risposta che necessariamente suonerà provocatoria: o Lei è un totale incapace, cosa che non credo, ma se così fosse mi chiedo come può svolgere un compito istituzionale così delicato, o Lei appartiene a quella “casta” di intoccabili che, come re, dittatori ed imperatori, si sente di aver ricevuto una sacra ed intoccabile investitura “a divinis” su cui nessuno si può permettere di sindacare.

    Con un candore che mi fa quasi sorridere, non nasconde che se si riesce a “sopravvivere” per 3 legislature, l’ammontare della pensione sale vertiginosamente fino a 4000 euro. Beh, facciamo due conti: 3 legislazioni sono pari a 15 anni di “duro e onesto” lavoro come a dire l’equivalente di una baby pensione di “Rumor-iana” memoria (abolita nel 1992) , saldata con un “premio” che per l’italiano medio rimane una chimera. Vede. Onorevole, non si tratta di una caccia alle streghe ma di mero buon senso che dovrebbe scaturire spontaneo davanti ad un difficile momento storico che richiede sacrifici a tutti, anche, a chi ne fa già tanti. Le ingiustizie, però, quando sono lapalissiane, sono indifendibili e, quindi, a noi non rimane che sperare in una nuova legge elettorale che ci permetta di scegliere chi crediamo più meritevole, almeno, se sbagliamo, sapremo chi incolpare.

    Adriana Morando

  • 2012 Project Berlin: concorso per artisti alla Factory-Art Gallery

    2012 Project Berlin: concorso per artisti alla Factory-Art Gallery

    berlin-freccia-vignettaUna chiamata alle armi per artisti affermati e/o alle prime armi specializzati nei più disparati ambiti delle arti visive: la Factory Art Gallery di Berlino sta per organizzare una mostra di dodici artisti provenienti da tutto il mondo, senza limiti di età e selezionati sulla base del concorso 2012 Project Berlin.

    Possono partecipare artisti che operano nei seguenti settori: pittura, disegno, incisione, scultura, fotografia, arte digitale, video arte e mixed media.

    La scadenza per inviare le proprie opere (tramite registrazione al sito di Factory-Art) è venerdì 13 gennaio 2012, e la mostra verrà allestita presso la galleria dal 16 febbraio al 16 marzo 2012.

    Gli artisti selezionati potranno esporre fino a due opere, e otterranno un rimborso parziale delle spese di viaggio e soggiorno pari a 200 €, una recensione su una rivista specializzata di arte e la presenza sul catalogo ufficiale della mostra.

    Marta Traverso

  • Wikipedia: l’antologia di racconti in ebook Wiki in Wonderland

    Wikipedia: l’antologia di racconti in ebook Wiki in Wonderland

    wikipediaDa qualche tempo il fondatore di Wikipedia ha lanciato una campagna di donazioni a sostegno dell’enciclopedia libera più nota del web. Chiunque voglia dare un contributo per garantire al sito di continuare a esistere può farlo, e allo stesso modo in molti si sono mobilitati per creare iniziative che uniscono la cultura a quello che oggi viene ormai chiamato fundraising (un modo carino e molto americano per definire il battere cassa).

    Un esempio sta nel blog Sotto i fiori di lillà curato da Carolina Venturini, che ha realizzato con l’aiuto dei suoi lettori un’antologia di venti racconti pubblicata in formato cartaceo ed ebook. Il titolo è In a Wiki Wonderland – Insieme, in aiuto a Wikipedia ed è composto da opere raccolte nel corso dello scorso dicembre, come tante piccole decorazioni volte ad allestire un immaginario albero di Natale letterario.

    Nessuno dei venti autori di questa antologia è uno scrittore di professione: si tratta di blogger o appassionati di scrittura creativa, che hanno scelto di collaborare a questa iniziativa per sostenere uno dei pioneri dei progetti collaborativi via web (Wikipedia è nata nel gennaio 2001, è pubblicata in 282 lingue ed è il quinto sito al mondo per numero di visite).

    L’antologia si può acquistare tramite il portale eBook Vanilla e il ricavato sarà interamente devoluto a Wikipedia.

    Marta Traverso