Anno: 2012

  • L’altra metà del libro: vuoi intervistare uno scrittore famoso?

    L’altra metà del libro: vuoi intervistare uno scrittore famoso?

    A metà novembre si terrà a Palazzo Ducale l’evento L’altra metà del libro, che porterà a Genova molti autori noti in tutto il mondo fra cui Daniel Pennac, Ian Mc Ewan e Clara Sanchez.

    Gli organizzatori del Festival danno al pubblico l’opportunità di inviare le domande che vorrebbero porre agli scrittori ospiti, grazie all’iniziativa “Caro scrittore ti scrivo“.

    Si potrà inviare la proposta entro la mezzanotte di domenica 11 novembre 2012 attraverso l’apposito form presente sul sito del Festival.

    Le domande pervenute saranno materia per le interviste agli scrittori. Le due domande ritenute più interessanti saranno poste direttamente dai lettori alla fine di ciascun appuntamento.

  • Ciclo dei rifiuti: niente gassificatore a Genova, almeno per ora

    Ciclo dei rifiuti: niente gassificatore a Genova, almeno per ora

    Rifiuti raccolta differenziataLa Giunta Doria conferma di non avere, tra gli obiettivi del suo mandato, quello di realizzare un impianto per il trattamento finale dei rifiuti. Niente “gassificatore“, quindi, lo ha detto ieri in consiglio comunale l’assessore all’ambiente, Valeria Garrotta, rispondendo alla mozione presentata dal centro-destra per chiedere alla Giunta di riferire «Sui tempi tecnici previsti per la realizzazione dell’impianto di smaltimento finale dei rifiuti e sulle sue caratteristiche tecniche».

    «La priorità dell’amministrazione comunale è quella di estendere la raccolta differenziata da un volume attuale del 32%, al 50% entro la fine del proprio mandato», ha spiegato Garotta.

    «Le affermazioni dell’assessore all’Ambiente sono un passo avanti importante – sottolinea il consigliere della Lista Doria ed esponente dell’associazione “Amici del Chiaravagna”, Enrico Pignone – è questa la direzione da seguire, speriamo che alle parole seguano i fatti».

    «L’amministrazione dovrà definire una localizzazione per il nuovo impianto di compostaggio (quello della Val Varenna, infatti, è inutilizzabile ormai da un paio d’anni, ndr) –  ha continuato Garotta – abbiamo dato mandato ad Amiu di fare le valutazioni tecniche necessarie per individuare un’area adeguata»

    Eppure, appena una quindicina di giorni fa, l’a.d. di Amiu di fronte alla Commissione Sviluppo economico ha affermato che la raccolta della frazione organica dei rifuti sarà l’ultimo aspetto da affrontare. Un’evidente contraddizione rispetto alla volontà espressa ieri dal consiglio comunale.

    «Inoltre cercheremo di rendere sempre più efficiente la divisione tra secco e umido», ha aggiunto l’assessore. Attraverso la realizzazione degli impianti di trattamento a freddo (separazione e biodigestione). Dell’eventuale “gassificatore” – scelto dall’ex Giunta Vincenzi quale soluzione per la chiusura del ciclo dei rifiuti – se ne riparlerà, eventualmente, nel prossimo ciclo amministrativo.

    La ragione principale dello stop al progetto, comunque, sembra essere l’attuale insufficienza di risorse economiche. «Per salvaguardare l’equilibrio di bilancio di Amiu e coerentemente con le priorità politiche di quest’amministrazione, prevediamo che l’impianto a caldo debba essere realizzato in una fase successiva, avviando un’indagine sulle tecnologie più evolute contro le emissioni, ad esempio la gassificazione al plasma», ha sottolineato Garotta.

    L’ordine del giorno della maggioranza di centro-sinistra, approvato dal Consiglio comunale, segue la linea tracciata dall’assessore, tra le priorità da realizzare, infatti, sono menzionati: il nuovo impianto di compostaggio, gli impianti di separazione e biodigestione del polo impiantistico di Scarpino, il completamento della viabilità di accesso allo stesso sito.

    Inoltre l’o.d.g impegna Sindaco e Giunta «A sostenere, di concerto con i comuni compresi nell’area metropolitana, l’elaborazione di una nuova normativa regionale di riferimento sulla gestione del ciclo dei rifiuti che preveda: una responsabilizzazione dei cittadini tramite la sperimentazione di tariffazione puntuale sull’effettiva produzione di rifuto non differenziato; l’estensione del sistema delle isole ecologiche anche attraverso un sistema di incentivi e disincentivi.

    «Bisogna seguire dei criteri di priorità nella gestione dei rifiuti – ha ricordato il consigliere Pignone – prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo, smaltimento. Così si possono raggiungere gli obiettivi prefissati. Concentriamo l’attenzione a sostenere ed incentivare quell’imprenditoria che potrebbe investire nelle attività di trasformazione dei materiali post consumo provenienti dalla raccolta differenziata finalizzata al riciclo».

    Il Consiglio comunale ha approvato anche un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che individua una sorta di “prontuario” con l’indicazione di una serie di buone pratiche finalizzate a ridurre la quantità di rifiuti prodotti alla fonte, in direzione dell’obiettivo “rifiuti zero”.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Save the story a Villa Bombrini: tre reading a Cornigliano

    Save the story a Villa Bombrini: tre reading a Cornigliano

    Villa BombriniInizia domenica 28 ottobre 2012 la rassegna di tre incontri Save The Story a Villa Bombrini, nata dalla collaborazione tra Società Per Cornigliano, Teatro dell’Archivolto e Scuola Holden. Tre reading che si rivolgono al pubblico delle famiglie, prendendo le mosse da progetto editoriale ideato da Alessandro Baricco Save The Story: grandi classici riscritti da grandi nomi della letteratura internazionale così come potrebbero raccontarli ai figli o ai nipoti, una sera, nel loro salotto.

    Gli eventi si terranno a Villa Bombrini (inizio ore 17) e sono a ingresso libero.

    Questo il programma.

    Domenica 28 ottobre 2012
    La storia di Gulliver riscritta da Jonathan Coe, con le illustrazioni di Sara Oddi
    reading di Simone Cristicchi
    con musiche live degli Gnu Quartet
    regia Roberto Tarasco

    Domenica 25 novembre 2012
    La storia de I promessi sposi riscritta da Umberto Eco, illustrazioni di Marco Lorenzetti
    reading con Licia Maglietta su musiche popolari dell’arco alpino
    regia Roberto Tarasco

    Domenica 27 gennaio 2013
    La storia di Antigone riscritta da Ali Smith, illustrazioni di Laura Paoletti
    con Anita Caprioli
    accompagnamento live del vocalist Didie Caria
    regia Roberto Tarasco

  • Teatro della Tosse: in scena “Il processo da Franz Kafka”

    Teatro della Tosse: in scena “Il processo da Franz Kafka”

    Ingresso Teatro della TosseQuesto il programma per la serata di mercoledì 24 ottobre 2012 al Teatro della Tosse.

    Ore 18.30, foyer della sala Aldo Trionfo: inaugurazione della mostra di Leonardo Denoda Elohim_l’occhio del gorgo, ispirata allo spettacolo Il Conte di Lautréamont in scena alla Tosse dall’8 all’11 novembre 2012. La mostra resterà aperta con ingresso libero fino a domenica 11 novembre, in orario di apertura del teatro;

    Ore 19.30: i docenti dei corsi di teatro de La Falegnameria saranno a disposizione del pubblico per illustrare la nuova stagione;

    Ore 20.30, sala Trionfo: Il processo da Franz Kafka, laboratorio-spettacolo con la regia di Enrico Campanati, interpretato dagli allievi del corso avanzato di recitazione.

    Ingresso 5 €, l’incasso sarà devoluto all’Operazione Robin Hood, che permette di fornire biglietti gratuiti per assistere agli spettacoli teatrali a bambini con famiglie in difficoltà economiche.

  • Consiglio Comunale, interruzioni e confusione: qualcosa dovrà cambiare

    Consiglio Comunale, interruzioni e confusione: qualcosa dovrà cambiare

    Consiglio Comunale a Palazzo Tursi aula RossaAnche la seduta consiliare di ieri (23 ottobre 2012, ndr) è stata caratterizzata da una lunga interruzione di circa due ore per dare udienza ai rappresentanti di tre realtà locali che – insieme a molte altre – stanno subendo i colpi della crisi economica: le società appaltate dell’Iren, l’Ospedale San Carlo di Voltri e l’Amiu. Una crisi in cui si intrecciano le difficoltà dei privati e i tagli della spesa pubblica, avendo come effetto finale una probabile perdita di altri posti di lavoro.

     

    Non è di certo la prima volta dall’insediamento della nuova giunta che i lavoratori di aziende pubbliche o private fanno giungere il proprio grido d’allarme fino all’interno della sala consiliare. Era successo già a luglio, quando alcuni dipendenti dell’Amiu Bonifiche avevano fatto irruzione a Palazzo Tursi, raggiungendo persino i banchi dei consiglieri per protestare contro i licenziamenti di alcuni lavoratori stagionali. Era successo in modo plateale anche con la protesta dell’azienda dei trasporti AMT per l’ipotesi di privatizzazione avanzata dal Comune per evitarne fallimento. Infine, l’episodio più eclatante si è avuto poco più di due settimane fa quando – come testimoniano anche i nostri live tweet – i lavoratori della Polizia Municipale erano stati in grado di bloccare i lavori del Consiglio in due occasioni facendo terminare le attività consiliari solo a tarda notte.

    Leggi la diretta twitter del Consiglio Comunale

     

    In realtà nonostante l’importanza degli argomenti trattati ieri pomeriggio a Palazzo Tursi (l’inchiesta sui fatti dell’alluvione del 2011, la possibile vendita dell’Ansaldo e il trattamento finale dei rifiuti a Genova) la vera notizia è un’altra. Qualcosa non sta funzionando nello svolgimento regolare dei lavori del Consiglio Comunale. E non è tanto perché anche ieri – come in altre occasioni – dopo sei ore di seduta non si fosse ancora conclusa la discussione del primo punto all’ordine del giorno, ma perché molto spesso questi ritardi e interruzioni stanno impedendo di affrontare tutti gli argomenti previsti dallo stesso ordine del giorno. E allora qual è il valore di questa programmazione dei lavori se poi non viene rispettata? I temi che vengono rimandati ad una successiva riunione sono sempre rinviabili o ne possono derivare degli effetti negativi per i cittadini?

    La posizione del Sindaco Marco Doria su questo tipo di “emergenze” è nota, poiché in più occasioni ha ribadito che l’amministrazione comunale ha intenzione di dialogare con tutti e di aprire le proprie porte al disagio dei cittadini per evitare che la tensione, già elevata, aumenti ulteriormente. Al tempo stesso il primo cittadino ha anche spesso criticato quei comportamenti che hanno costretto ad interrompere il normale svolgimento dei lavori del Consiglio. Ieri, per la verità, nessuno ha fatto irruzione in aula e in nessun modo è stato impedito ai consiglieri e alla Giunta di proseguire nella discussione. Tuttavia, il tempo dedicato dai capigruppo ad incontrare i vari rappresentanti dei lavoratori ha obbligato a chiedere una sospensione dei lavori. Inoltre, come si è già verificato anche nelle occasioni precedenti, questi incontri non hanno prodotto risultati significativi, poiché, comprensibilmente, l’amministrazione non ha la possibilità di prendere decisioni o risolvere problemi seduta stante per rispondere alle ansie dei lavoratori. I problemi sono ben più complessi e, come sostiene spesso il Sindaco, vanno approfonditi. Spesso quindi le commissioni dei capigruppo che ricevono i lavoratori non possono fare molto di più di accogliere le motivazioni della protesta e promettere loro di analizzare nel dettaglio la situazione per trovare delle soluzioni. Ciò è dimostrato anche dal fatto che spesso le vertenze si ripetono nel tempo e che nella seduta di ieri i capigruppo non abbiano nemmeno relazionato in aula i temi toccati con i lavoratori né in che modo la politica comunale intenda affrontare le vertenze emerse.

    Il fatto che si stiano creando dei problemi di efficienza ed efficacia nella macchina Comunale – con ricadute negative su tutti i cittadini – appare ormai chiaro anche all’interno dello stesso Consiglio. E non si tratta solo di una critica mossa dall’opposizione verso la Giunta e la maggioranza, visto che lo stesso Presidente Guerello (Pd) ha ammesso la necessità di individuare un giorno alternativo a quello in cui si svolge il Consiglio Comunale per accogliere eventuali delegazioni di lavoratori.

    Se è condivisibile che la politica cerchi di essere il più possibile vicina alle esigenze e alle preoccupazioni dei cittadini, dobbiamo pensare però che difficilmente tutte le categorie potranno essere rappresentate presso gli organi istituzionali in modo equo. Per esempio i giovani precari, che non dispongono di alcuno strumento di persuasione nei confronti della politica cittadina – e nazionale -, difficilmente potranno svolgere un’azione come quella portata avanti da lavoratori pubblici o privati di medie e grandi aziende, dotati di una forte capacità di mobilitazione. Anche per questo è giusto che la politica sappia definire in modo più autonomo le proprie linee di intervento, dedicandosi alle emergenze, ma senza perdere di vista la globalità della propria azione.

    Ordine del Giorno (odg): nel diritto italiano l’ordine del giorno è un documento in cui vengono elencati gli argomenti che verranno trattati durante un’assemblea e viene definito anche il loro ordine di discussione. Secondo l’articolo 17 del Regolamento del Consiglio Comunale di Genova, questo documento viene predisposto dal Presidente, ma può essere modificato su proposta motivata dei consiglieri, della Conferenza Capigruppo e dal Sindaco. Il termine ordine del giorno viene utilizzato anche per indicare le proposte che, durante la discussione di una delibera, vengono avanzate dai consiglieri per impegnare la Giunta a svolgere una specifica azione collegata all’argomento della delibera in oggetto.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Concorso di poesia in italiano e dialetto: il premio Giovanna De Martini

    Concorso di poesia in italiano e dialetto: il premio Giovanna De Martini

    Aperte le iscrizioni per una nuova edizione del Premio Letterario Giovanna De Martini, intitolato alla memoria dell’operatrice A.V.O. scomparsa a Genova nel giugno del 2005, per poesie in lingua italiana e in uno dei dialetti liguri.

    Il bando è organizzato dall’associazione Accademia Vittorio Alfieri in collaborazione con l’istituto per ciechi e ipovedenti David Chiossone.

    Entro il 31 gennaio 2013 bisogna far pervenire una o più poesie al seguente indirizzo:
    Premio Letterario Giovanna De Martini
    c/o Istituto David Chiossone, all’attenzione della Dr.ssa Anna Brugnara
    corso Armellini, 11 – 16122 Genova.

    Ogni poesia dovrà essere lunga fino a 35 versi e presentata in 6 copie, di cui solo una delle quali dovrà riportare le generalità dell’autore (nome, indirizzo, telefono).

    Ogni poesia dovrà essere accompagnata dalla quota di iscrizione di 5 € versata sul c.c. postale n° 20797502 intestato a: Accademia Vittorio Alfieri, Casella Postale 108 – Succursale 36 – 50135 Firenze.

    Una giuria selezionerà le poesie e proclamerà i vincitori.

    Le prime 3 poesie in lingua italiana saranno premiate con grandi coppe e poi pubblicate nel libretto Alfieri della Poesia 2013 che l’Accademia Alfieri stamperà nel mese di giugno (a ogni autore saranno spedite 3 copie omaggio).

    Sono inoltre previsti “Premi Speciali” alla migliore poesia dialettale, alla migliore poesia di autore “giovane” (di età inferiore a 24 anni) e di autore “giovanissimo” (di età inferiore a 15 anni) e di autore non vedente.

    La cerimonia di premiazione si terrà presso l’Istituto David Chiossone domenica 12 maggio 2013 (ore 15.30). Tutti i concorrenti presenti, anche se non tra i vincitori, potranno leggere la loro poesia e riceveranno un premio di partecipazione.

  • Infiniti istanti: mostra fotografica solidale

    Infiniti istanti: mostra fotografica solidale

    È aperta al pubblico fino a venerdì 26 ottobre – tutti i giorni dalle 17 alle 19- la mostra fotografica collettiva Infiniti istanti, allestita presso l’Associazione TIANSHU Asd (salita San Matteo 19/16).

    La fotografia come luogo d’incontro tra gli infiniti istanti e l’uomo: è la prima di una serie di mostre fotografiche solidali, condivisione di idee e risorse.

    Gli artisti in mostra: Donatella Chiesa, Walter Gastaldi, Luca Lippi, Andrea Martini, Luca Mori, Francesca orlandini Nolasco, Daniele Pintore, Angela Ravaioli, Millo Salgado, Stefania Usai.

    Il ricavato della vendita delle foto sarà interamente devoluto all’Associazione Gigi Ghirotti e all’Associazione Maregge Officina del crescere.

    [foto di Diego Arbore]

  • Rischio idrogeologico, pulizia dei rivi: il Comune accusa i privati

    Rischio idrogeologico, pulizia dei rivi: il Comune accusa i privati

    La pulizia dei rivi genovesi, argomento di particolare attualità nel periodo autunnale, torna a fare capolino in Sala Rossa a Palazzo Tursi, per merito di un’interrogazione a risposta immediata (art. 54) promossa da tre consiglieri comunali, Francesco De Benedictis (Idv), Guido Grillo e Stefano Balleari (Pdl), i quali hanno posto all’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello, alcuni quesiti in merito alla situazione del Rio Cantarena (Sestri Ponente) e del Rio Bagnara (Quinto).

    De Benedictis ha chiesto rassicurazioni sulla situazione attuale, sottolineando la preoccupazione di numerosi cittadini che osservano sotto i loro occhi la presenza di una folta vegetazione in numerosi torrenti «Non mi si dica che alberi, erba e quant’altro devono essere lasciati crescere negli alvei dei rivi perchè servono a contenere l’eventuale aumento della massa d’acqua – ha spiegato il consigliere Idv – Io non credo a queste ragioni e come me la pensano in tanti. Inoltre vorrei allargare il discorso alla pulizia dei tombini, molti sono intasati, al contrario occorre liberarli onde evitare ulteriori problematiche in caso di copiose precipitazioni».
    Infine De Benedictis ha evidenziato l’estrema pericolosità del Rio Baganara che scorre nella zona di Quinto (un rivo sottoposto all’assedio del cemento), dove ancora oggi nessun intervento è stato realizzato.

    Il consigliere Grillo, invece, ha esordito ricordando un’occasione importante per far sentire le ragioni del territorio, ovvero l’iniziativa pubblica “Tutela del territorio: sicurezza per i cittadini, sviluppo per l’economia, lavoro qualificato per i giovani”, organizzata dalla Cgil di Genova mercoledì 24 ottobre «Un’opportunità da sfruttare – ha detto l’esponente del Pdl – vista la presenza del Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, del Sindaco di Genova, Marco Doria e del Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, per stimolare il Governo a mettere in campo maggiori risorse contro il rischio idrogeologico che minaccia la nostra città».
    Grillo ha domandato all’assessore Crivello quali azioni sono state attuate per garantire un’adeguata pulizia dei rivi e «Per quale motivo, nonostante in quest’aula se ne parli da anni, ancora non si sia riusciti ad utilizzare la forza lavoro rappresentata dai detenuti del carcere di Marassi, per le attività di manutenzione».

    Il consigliere Stefano Balleari, infine, ha espresso preoccupazione per la situazione del Rio Cantarena a Sestri Ponente, dove «Alcuni interventi di messa in sicurezza sono iniziati, ma gli abitanti della zona non li ritengono assolutamente sufficienti».

    Ha risposto l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello «Il Comune parteciperà al convegno organizato dalla Cgil proprio per confrontarsi con un tema così importante, qual è la tutela del territorio. Sappiamo che per mettere in sicurezza la nostra regione servirebbero miliardi di euro. Solo per Genova si parla di milioni di euro». Quindi secondo l’assessore «Occorre sollecitare degli interventi di carattere nazionale. Per questo nel Piano delle città abbiamo ritenuto prioritario agire sulla zona della Valbisagno».
    Per quanto riguarda l’annosa questione della pulizia dei rivi «Non corrisponde al vero l’affermazione per cui è utile eliminare tutta la vegetazione presente negli alvei dei corsi d’acqua, anzi, in alcuni casi, tagliarla equivale a vederla ricrescere in maniera ancor più rigogliosa – ha sottolineato Crivello – il Comune, tramite Aster, effettua una regolare manutenzione al fine di eliminare i materiali depositati e rimuovere la vegetazione infestante. Laddove emergono delle problematiche si tratta di zone in cui il Comune è frontista. Vale a dire che stiamo parlando di rivi che confinano con strade o aree di proprietà privata, dove la responsabilità della pulizia ricade sui medesimi soggetti privati».
    Il problema, secondo Crivello, è individuare queste responsabilità di concerto con i municipi «Una collaborazione che stiamo portando avanti – sottolinea l’assessore – Inoltre abbiamo stanziato 500 mila euro per intervenire sulle caditoie che presentano delle criticità. A breve faremo un sopralluogo sul Rio Bagnara. Mentre sul Rio Cantarena abbiamo eseguito dei lavori, ma esistono diverse responsabilità private».
    Infine, in merito all’eventuale utilizzo dei detenuti per le attività di manutenzione, Crivello spiega «Come sappiamo si tratta di progetti che richiedono tempi lunghi per la loro approvazione. Comunque l’obiettivo è quello di individuare un protocollo d’intesa con la Casa Circondariale di Marassi».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

     

     

  • Mediazioni civili: non decolla il sistema di giustizia alternativa

    Mediazioni civili: non decolla il sistema di giustizia alternativa

    Abbiamo avuto modo più volte di parlare delle mediazioni civili obbligatorie, in particolar modo quelle relative al contenzioso in materia condominiale e quelle relative al contenzioso in materia di sinistri stradali. Ci si attendeva un enorme successo da questo nuovo meccanismo di giustizia alternativa; al contrario, siamo qui a parlare di un grande flop… Perché?

    Le ragioni risiedono in diversi aspetti, che ora, pur con la dovuta sintesi, andiamo ad esaminare.

    Primo punto: la mediazione non è gratuita; certo, i tempi (quattro mesi) per la decisione sono qualcosa di impensabile in qualunque Tribunale, ma i costi per iniziare una procedura di mediazione si avvicinano a quelli di una causa. In altre parole: se la mediazione non funziona perdo più soldi in un tempo uguale…

    Secondo punto: gli amministratori e gli avvocati doverebbero informare condomini e clienti di questa nuova opportunità e invece non lo fanno. Il perché è facile da immaginare: a loro conviene il vecchio “sistema”…

    Terzo punto: sembra davvero strano che i Giudici non sollevino l’eccezione del mancato tentativo di conciliazione laddove è obbligatorio. Anche qui la risposta appare banale: gli avvocati, ancorché “avversari” hanno interesse a fare una bella e lunga (e onerosa) causa piuttosto che fare una conciliazione.

    Eppure, come abbiamo avuto già modo di dire, la mediazione, a modo suo, è conveniente davvero. Sarà che la crisi fa abbattere qualunque forma di contenzioso, sarà che gli avvocati non possono aprire centri di mediazione nei loro studi per via del conflitto di interesse (ma nella sede del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Genova ce n’è uno…), sarà che una parte politica del governo precedente aveva un forte interesse nello spingere le mediazioni mentre il governo Monti pensa ad altro, sarà che le mediazioni non fanno fruttare soldi allo stato (non si comprano i bolli delle cause tribunalizie, tanto per intenderci…), sarà che l’informazione su questo argomento è sempre stata carente. Sarà per tutto questo che le infromazioni proviamo a darle noi…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • I soldi dei gettoni? il Municipio Centro-Est li destina al sociale

    I soldi dei gettoni? il Municipio Centro-Est li destina al sociale

    I palazzi del Centro Storico di GenovaIl Municipio Centro-Est si conferma un ente virtuoso, capace di mettere in pratica una concreta “spending review” che dovrebbe essere d’esempio per tutte le altre amministrazioni municipali. Dopo aver deciso il cambio di sede – scelta unanime del consiglio – che ha permesso di eliminare il fitto passivo, con un conseguente risparmio di circa 45.000 euro annui per il Comune, adesso il Municipio Centro- Est recupera altri 14.500 euro, grazie ad un uso estremamente oculato dei gettoni di presenza, frutto della sensibilità di tutti i consiglieri.

    Preziose risorse economiche che saranno destinate al sociale. La delibera approvata dalla Giunta municipale, infatti, prevede 15 borse lavoro, ovvero un rimborso economico temporaneo (€ 250 al mese per tre mesi, eventualmente rinnovabile per altri tre mesi), una misura di contrasto alla povertà per persone selezionate dall’ATS (ex distretto sociale). L’impegno volontario (15 ore settimanali massime) si configura come un’incentivazione all’attività di volontariato con importanti ricadute sul territorio, in particolare a favore delle scuole del Municipio che necessitano di interventi di manutenzione e delle persone anziane in difficoltà (ad esempio la consegna pasti a domicilio, ecc.).

    «Stiamo facendo l’impossibile per far fronte ai tagli  – spiega il presidente del Municipio, Simone Leoncini- E’ importante avere offerto questa opportunità a persone che vivono una situazione di difficoltà sociale e, contestualmente, fornire una risorsa per la scuola e il territorio».

    «Ci auguriamo, però, un cambiamento di rotta a breve – continua Leoncini – i tagli ai servizi e agli enti locali devono finire, altrimenti sarà impossibile far fronte ai crescenti bisogni dei cittadini. Giunta municipale e Consiglio stanno dimostrando un senso di responsabilità ammirevole, ma non possiamo certo fare i miracoli».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     


     

  • Corpo e fotografia: workshop gratuito alla Maddalena

    Martedì 30 ottobre e venerdì 2 novembre 2012 si terrà il nuovo workshop gratuito di fotografia a cura di Mass: due incontri (inizio ore 18) aperti a tutti, che si terranno nel Laboratorio Aperto di piazza Cernaia.

    Il ritratto sbagliato – Corpo e fotografia sarà tenuto da Luca Donnini. Questo il tema del workshop, raccontato da Salvatore Puglia.

    Come è possibile fotografare e allo stesso tempo essere compassionevoli? Lo scatto fotografico è per sua natura un atto di tortura o, quantomeno, una scrittura impietosa del corpo umano ridotto a mero soggetto. Ogni volta che vedo una mostra di fotografie, penso a una cella frigorifera di macellaio, ma i quarti appesi non sono di bue ma sono di immagine. Perchè fotografia e tortura (o dissezione che dir si voglia) sono cosi’ strettamente associate nella mia immaginazione? Eppure la fotografia non “fa male”.

    Come si puo’ essere compassionevoli e allo stesso tempo fotografare? Donnini lo dimostra in quest’ultimo lavoro. Che si tratti di immagini “messe in scena” o di incontri casuali in istrada, che siano appuntamenti fuggitivi o teatrini messi a punto secondo un ordine maniaco, Donnini riesce a essere allo stesso tempo crudele e partecipante, freddo ed empatico, formalmente perfetto e calorosamente prossimo al suo soggetto. In quest’ultima serie egli costruisce una memoria del corpo umano martoriato e trasfigurato, corpo scritto e riscritto ad libitum, senza forse arrivare a comporla in una melodia: la sua musica è punk, non è un gospel.

  • Videopoker e slot: cosa è stato fatto contro il gioco d’azzardo?

    Videopoker e slot: cosa è stato fatto contro il gioco d’azzardo?

    IL PRECEDENTE

    Ottobre 2011: la Camera di Commercio di Genova ha pubblicato un’indagine secondo la quale tra il 2005 e il 2010 i locali in cui si pratica gioco d’azzardo sono aumentati del 63%. L’ultimo in ordine di tempo inaugura a Certosa, proprio mentre il Monopolio di Stato fissa nuove regole per la presenza di slot machine, video poker e analoghe “macchinette” all’interno di negozi e locali: come vi avevamo raccontato allora su Era Superba, vige l’obbligo di riservare agli apparecchi di gioco un’estensione di 2 metri quadrati (da moltiplicare per il numero di postazioni, in caso di macchinette che permettono il gioco a più utenti in contemporanea).

    Se da un lato si cerca dunque di limitare l’eccessivo assembramento all’interno di uno stesso locale, non ci sono provvedimenti per contenere il numero di attività commerciali che in uno stesso quartiere permettono il gioco d’azzardo.

    Marzo 2012: gli abitanti di Rivarolo avviano una raccolta firme contro l’apertura di nuove sale da gioco, che ottiene circa 1.800 adesioni e si trasforma in una petizione popolare che coinvolge tutta la città, da indirizzare alle Commissioni competenti in Parlamento.

    Aprile 2012: la Regione Liguria vara una legge contro il gioco d’azzardo, firmato dai consiglieri Lorenzo Basso (Pd) e Massimo Donzella (Noi per Claudio Burlando), volto a contrastare soprattutto la dipendenza dal gioco d’azzardo, una vera e propria sindrome chiamata ludopatia che secondo il Ministero della Sanità coinvolge circa un milione di persone solo in Italia. In particolare, la legge imporrà agli esercenti di stampare ed esporre avvertenze (labuso di gioco provoca dipendenza; il gioco eccessivo può ridurti in povertà, ecc) e di devolvere il 3% degli incassi delle macchinette a un Fondo contro la dipendenza da gioco, che dovrà essere istituito tramite un decreto ministeriale.

    L’iniziativa ligure arriva contestualmente all’annuncio del Ministro della Sanità Balduzzi, che intende assimilare ufficialmente la ludopatia alle dipendenze da droga e alcol e inserirne la cura nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza, ossia le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento del ticket).

    Settembre 2012: la legge regionale è inapplicata. Nonostante il provvedimento entrato in vigore in primavera, è prevista entro breve l’apertura di 16 nuove sale a Sampierdarena nella zona di via Molteni, via Avio e via Buranello. La principale critica mossa alla legge è il suo carattere generico, in quanto impone semplicemente la “lontananza delle sale da gioco da scuole o da altri luoghi frequentati da soggetti deboli“.

    IL PRESENTE

    Prosegue la lotta al gioco d’azzardo, che in questi mesi ha visto i cittadini impegnati nel contrasto all’apertura di nuove sale, in particolare nelle zone di Certosa e Sampierdarena. È stimato che a Genova ci sono circa 600 sale gioco, un numero che comprende solo i locali destinati esclusivamente al gioco d’azzardo e non i numerosi bar, tabaccherie e locali di altro genere che hanno al loro interno le macchinette pur svolgendo anche altre finalità commerciali.

    A fronte degli ostacoli nell’applicazione della legge regionale varata lo scorso aprile, un provvedimento del Municipio Centro Est ha da poche settimane creato un precedente che potrebbe cambiare notevolmente la situazione. Come ci ha spiegato l’Assessore Maria Carla Italia, il 9 ottobre è stata approvata una mozione secondo cui il Municipio non rinnoverà le concessioni ai locali che hanno al loro interno slot machine e altri dispositivi per il gioco d’azzardo.

    Anche il Municipio Medio Levante si è mosso in questo senso, ma con un provvedimento differente: è stata infatti preparata una vetrofania da esporre sulla porta degli esercizi commerciali che non hanno apparecchi per il gioco d’azzardo.

    Marta Traverso

  • Valbisagno: mobilitazione in difesa di Ponte Carrega

    Valbisagno: mobilitazione in difesa di Ponte Carrega

    Ponte Carrega, ValbisagnoDopo WWF e Legambiente, adesso è la volta degli “Amici di Ponte Carrega”, gruppo di cittadini della Val Bisagno che chiedono di salvare lo storico manufatto – costruito nel 1788, detto originariamente “ponte delle carrare” in quanto unico ponte carrabile della zona che consentiva il passaggio dei carri dalla sponda sinistra del Bisagno a quella destra – e contestano il progetto del Comune di Genova che prevede l’abbattimento di 4 ponti per realizzare l’allargamento della strada sulla sponda destra del Bisagno.
    Si allarga il fronte dei contrari ad un’operazione dai costi significativi e su cui gravano diversi dubbi in merito all’effettiva utilità, per la quale l’amministrazione comunale ha chiesto un cofinanziamento al Governo nell’ambito del Piano delle città (leggi l’inchiesta di Era Superba).

    «Piuttosto che di allargamento della strada noi preferiamo parlare di restringimento dell’alveo del Bisagno, perché è quello che accadrà – spiegano gli “Amici di Ponte Carrega” – Questo progetto, contrariamente a quanto sostengono tecnici e amministratori comunali, non servirà affatto a migliorare la sicurezza del Bisagno che, anzi, peggiorerà con il restringimento dell’alveo e la realizzazione di un muro d’argine alto 5 metri. Senza considerare il fatto che l’abbattimento di 4 ponti, solo 2 dei quali verranno ricostruiti, penalizzerà notevolmente i cittadini. Spendere diversi milioni di euro per buttare giù questi ponti è un’assurdità»

    Ponte CarregaGli “Amici di Ponte Carrega” sono molto attivi ed hanno creato una pagina Facebook in cui spiegano le ragioni della mobilitazione «Vogliamo informare la cittadinanza sulle assemblee e le iniziative pubbliche che hanno come soggetto il quartiere di Pontecarrega. Il nostro obiettivo è quello di preservare e proteggere il più antico ponte della Valbisagno, simbolo del nostro quartiere, dal rischio di un probabile abbattimento paventato dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova. Chiediamo di salvare Ponte Carrega perché si tratta di un bene storico e monumentale della città».

    «Abbiamo iniziato una raccolta firme in difesa del ponte e contro il progetto prospettato dal Comune», spiegano i promotori dell’iniziativa che nel frattempo hanno trovato nuovi alleati come il Fai, Italia Nostra, la parrocchia di Montesignano ed il centro sociale Pinelli. «Siamo stati contattati anche dalla Fondazione Genoa, visto che proprio in spianata Ponte Carrega il Genoa vinse il suo primo scudetto – concludono gli amici del ponte – Ci siamo rivolti alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, la quale ci ha assicurato che Ponte Carrega è un bene tutelato. Questo significa che non potrà esserci un parere favorevole alla sua demolizione».

     

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Teatro della Tosse: ecco il Cantiere Campana per le compagnie emergenti

    Teatro della Tosse: ecco il Cantiere Campana per le compagnie emergenti

    Cantiere Campana, Yuri D'AgostinoChe cos’è il Cantiere Campana? Un nuovo progetto, portato avanti dal Teatro della Tosse, per dare la possibilità di esprimersi a quelle voci – giovani registi, autori e compagnie – che difficilmente attraverso i canali convenzionali trovano spazio per le proprie rappresentazioni. Il Cantiere (già il nome suggerisce il fermento di una realtà in continuo divenire) presenta così una programmazione costituita interamente da spettacoli di nuova drammaturgia, e si pone in maniera del tutto peculiare rispetto al pubblico, incoraggiandone la partecipazione attraverso la sottoscrizione di una tessera che permette di diventare “sostenitori” del progetto, creando quindi una community attiva che durante l’anno dialogherà al suo interno e col teatro per mezzo di canali digitali e iniziative dal vivo, e che alla fine deciderà, insieme al teatro, il cartellone della stagione successiva. Abbiamo parlato di tutto ciò con Yuri D’Agostino, attore, regista e da quest’anno responsabile del Cantiere, i cui spettacoli verranno ospitati, appunto, nella Sala Dino Campana del teatro. 

    Cos’è il Cantiere Campana, quando e come è nato?
    «È un progetto del Teatro della Tosse con due obiettivi principali: il primo è portare avanti la nuova drammaturgia e le compagnie emergenti, il secondo è riuscire a creare sul territorio una comunità di spettatori – noi li chiamiamo sostenitori – che sia il più ampia possibile, con la quale dialogare e crescere  per tutta la stagione; è un progetto che nasce dalla domanda “come sarà il teatro di domani?” e soprattutto “ci sarà un teatro in Italia?”. Questo periodo di crisi sta facendo passare anche ai teatri un momento di grave difficoltà economica, e ciò porta spesso a scegliere spettacoli comodi, massimizzando il risultato con il minimo rischio se non quando con il minimo sforzo, attraverso l’uso di grandi nomi, grandi registi…certo questi spettacoli meritano di essere portati avanti, ma non possono essere gli unici. Ci deve essere una varietà dell’offerta culturale, con proposte che magari non pagano subito, ma che sono il seme del teatro di domani. Ecco a cosa guarda il nostro progetto. Non è un discorso nuovo al Teatro della Tosse, che ha sempre investito in simili spettacoli: quest’anno ci sarà la programmazione di Sala Trionfo, con titoli di grande richiamo, e a fianco, in Sala Campana, una stagione altrettanto bella ma formata da spettacoli di nuova drammaturgia italiana, compagnie emergenti validissime cui mancava solo un palco su cui poter mostrare il proprio lavoro. A fianco, la community di spettatori, vera e propria anima della stagione, cui si offrono non solo la visione ma diversi gradi di partecipazione a seconda di quanto vorranno interagire con noi: possono recensire lo spettacolo online, incontrare gli attori, venire a conferenze a tema, partecipare a viaggi in cui si va a vedere tutti insieme uno spettacolo fuori Genova… tutto questo è Cantiere Campana».

    Decisamente una fruizione attiva…
    «Assolutamente. Riteniamo che nell’ecosistema del teatro gli spettatori siano una parte non solo integrante, ma importantissima: dopo tutto si fa teatro per il pubblico! Quindi perché non cercare di sapere il più possibile opinioni, gusti e predisposizioni? Queste sono cose che si scoprono soprattutto attraverso il dialogo. Ha già funzionato l’anno scorso col “Castello dei Sette Peccati” in cui attraverso un concorso abbiamo chiesto al pubblico, quindi a persone che fanno altri mestieri, di partecipare portando il proprio contributo creativo: molti hanno tanto da dire e proporre ma semplicemente non hanno l’occasione di esprimersi perché il loro lavoro li ha portati a fare altro. Abbiamo avuto un riscontro notevole e sono uscite fuori cose davvero belle. Questo dimostra che i genovesi hanno voglia di partecipare, di comunicare, manca solo qualcuno che dia gli strumenti e l’ascolto: il Cantiere si pone come ascoltatore».

    Autori e compagnie giovani: significa mantenere il teatro un organismo vivo, con forte presa sulla realtà odierna…
    «Certamente! Tutti gli attori e i registi oggi famosi prima non lo erano, erano giovani con tanta voglia e talento, mancava qualcuno che desse loro fiducia. A loro è stata data e sono diventati le persone che noi conosciamo. In mezzo a coloro cui noi adesso decidiamo di dare fiducia, sappiamo che ci sono quelli che a cinque anni da adesso porteranno avanti il teatro. Abbiamo organizzato un ventaglio d’offerta molto ampio, con varie tipologie e compagnie da più parti d’Italia per far sì che a fine stagione il pubblico sappia dirci cosa ha gradito e cosa no, e avere uno strumento in più per costruire la stagione successiva. In particolare abbiamo sostenuto grandi idee non necessariamente portate avanti con grandi mezzi: è questo che ci ha permesso di offrire spettacoli a prezzi popolari».

    Come funziona quindi l’accesso al Cantiere per i giovani registi e le giovani compagnie?
    «Durante la stagione le compagnie propongono i loro spettacoli alla direzione che li sceglie, con un occhio di riguardo ovviamente per tutte le giovani nuove proposte che devono andare a occupare lo spazio dedicato. A ciò si aggiunge un bando, “Pre-visioni”, cui possono partecipare tutte le compagnie presentando sul palco il loro lavoro. Per esempio abbiamo uno spettacolo, presentato l’anno scorso al bando, che quest’anno è in cartellone al Cantiere. Dall’anno prossimo vogliamo che queste scelte siano compiute dal Teatro insieme ai sostenitori»

     Tu per esempio come sei arrivato?
    «La mia presenza qui dimostra l’apertura verso i giovani, mi hanno dato fiducia nonostante la mia relativamente giovane età. Nasco come attore ma dal 2006 mi sono appassionato sempre più alla regia, lavorando come assistente alla regia e regista. Poi mi sono avvicinato alla Tosse, visto che sono genovese e amo il mio territorio mi piace poter restituire qualcosa col mio lavoro; la collaborazione è andata avanti fino a trasformarsi in quello che è oggi, con questo progetto da sviluppare».

    Oggi il teatro ha ancora un senso? È ancora un mezzo adatto a parlare alle persone e se sì perché?
    «Certamente. Il teatro non è la versione povera del cinema, il teatro è un’emozione, ti porta non tanto ad avere delle risposte ma a farti delle domande, è un momento unico. Col teatro tu scegli di abbandonarti per un’ora e mezza, entri in sala e credi a qualcosa che non c’è, a persone in uno spazio nero di 30 metri quadri che non sono chi dicono di essere, con una scenografia che finge, ma tu ci credi: si gioca a credere a un qualcosa, e se il gioco è portato avanti bene allora riesci a vedere un messaggio».

    Abbandonarsi richiede predisposizione mentale e tempo. Come si richiama allora quel potenziale giovane pubblico abituato a un tempo di fruizione compulsiva profondamente diverso da quello del teatro?
    «È vero, è un tempo di fruizione passiva e compulsiva, dove tutto viene fatto nella maniera più breve possibile. Fortunatamente non tutte le persone vivono in questa dimensione. Noi cerchiamo di far capire agli spettatori di domani ma anche a quelli di oggi che esiste anche questo tempo che ti puoi prendere solo per te, e che è già presente nelle persone, altrimenti i teatri sarebbero vuoti, invece la gente viene ed è tanta; ma crediamo di poter raccogliere nuove fette di pubblico, e un modo è appunto la partecipazione attiva: le persone devono capire di non trovarsi davanti a un televisore, e che è necessario partecipare allo spettacolo col cervello e col cuore».

    Tralasciando il fatto che i reiterati tagli stanno uccidendo arte e cultura, secondo te una struttura teatrale che funziona deve/può reggersi da sola o è giusto che venga finanziata?
    «Questo è un teatro stabile privato, quindi riceve finanziamenti molto inferiori ai teatri pubblici. Detto questo, io sono un profondo sostenitore del finanziamento perché il teatro muove una macchina grossissima che va oltre la rappresentazione in scena e comprende scrittori, tecnici, registi, strutture, uffici, costumisti… tutto questo ha un costo professionale e muove l’economia in una decisa percentuale di Pil. Ma lo scopo finale del teatro non è produrre guadagno, è produrre cultura. Alzare la qualità della vita delle persone. Non deve necessariamente avere un bilancio positivo dal punto di vista strettamente economico, perché il bilancio positivo ci sarà più avanti nelle persone, a cui dai il senso critico, la capacità di discernere giusto e sbagliato secondo il proprio criterio, gli strumenti per decidere. Andando a vedere anche cose classiche come Edipo, Romeo e Giulietta, Amleto, una persona esce più ricca, con i mezzi per riconoscersi e in un futuro prendere le proprie decisioni. Questo è un investimento che lo Stato deve fare per i suoi cittadini, e che quindi è giusto che sia finanziato e che non sia totalmente a carico del singolo, il quale altrimenti non potrebbe permettersi di pagare un biglietto che renda i soldi necessari ad andare in pari. Il teatro non dovrebbe preoccuparsi di andare in attivo, così come non deve, ovviamente, sprecare soldi; ma quando uno spettacolo viene fatto bene, con passione, e gli spettatori escono diversi da come sono entrati, allora non importa che ci sia stato o meno l’attivo».

    Il nodo cruciale sta nell’attenzione, da parte del singolo ente, a non appiattire l’offerta culturale “perché tanto c’è il finanziamento”…
    «Certo. Non deve appiattire l’offerta ma non deve neanche, per paura della mancanza di finanziamenti, appiattirsi solo su quegli spettacoli che garantiscono di raccogliere fondi. Purtroppo, se si tratta il teatro da azienda, farà scelte da azienda. Se lo si tratta invece da risorsa e struttura importante della società, potrà comportarsi come tale, e a beneficiarne sarà soprattutto il cittadino».

    Claudia Baghino
    [Video di Daniele Orlandi]

  • Libri e scrittori: corso di lettura creativa con Giovanni De Feo

    Libri e scrittori: corso di lettura creativa con Giovanni De Feo

    Venerdì 26 ottobre alle 18.30 presso l’Alma Cafè (salita San Matteo 13r) si terrà un aperitivo narrativo con lo scrittore Giovanni De Feo, fondatore del Circolo delle Pulci.

    L’aperitivo costa 6 € (5 € l’analcolico).

    Nel corso della serata si svolgerà una lezione introduttiva al corso di lettura creativa che Giovanni De Feo inizierà lunedì 29 ottobre nella sede di Giochi Corsari (via San Luca 11/2), sedici incontri che si svolgeranno ogni lunedì dalle 19 alle 21. Il costo del corso è 60 € al mese.

    Alle lezioni del Circolo delle Pulci si legge e si scrive, insieme o individualmente: la lettura diventa dapprima una scoperta, poi un gioco di creatività, suggestione e condivisione. Il corso impiegherà elementi di storytelling (improvvisazione orale) portando per mano gli allievi alla scoperta di fantastici imprevisti e, forse, anche un po’ di se stessi.