Anno: 2012

  • Ciocofantasy: a Cornigliano va in scena la manifestazione dedicata al cioccolato

    Ciocofantasy: a Cornigliano va in scena la manifestazione dedicata al cioccolato

    Cioccolato fondenteLa Pro Loco di Cornigliano nel weekend del 20 e 21 ottobre la terza edizione di Ciocofantasy a Villa Bombrini, la manifestazione dedicata al cioccolato con degustazioni, incontri, laboratori e spettacoli, che quest’anno  ha come tema centrale il Brasile e la foresta amazzonica.

    Il programma prevede sabato 20 ottobre l’apertura degli stands nel salone delle feste alle ore 10 con degustazione e vendita prodotti in cioccolato di alta qualità e il bar ristoro fino alle ore 23.

    Dalle 14 alle 19 nella sala Solimena va in scena in più riprese la fiaba ambientalista per bambini “Lo smog mostro”,  a cura della Compagnia Teatrale Ladridarte, nel parco invece sono in programma  letture di fiabe, racconti ecologici per bambini e truccabimbi.

    Dalle ore 15 inizia il laboratorio interattivo con abili maestri cioccolatieri che eseguono per il pubblico sculture in tema Brasil, dalle 21.30 c’è lo spettacolo serale di folklore brasiliano.

    Domenica 21 ottobre gli stand aprono alle 10, dalle 14 alle 18 c’è lo spettacolo “Lo smog mostro” e dalle ore 15 proseguono i laboratori interattivo dei maestri cioccolatieri che terminano alle ore 19 con premiazione e sorteggio tra i presenti delle sculture eseguite.

    Per tutta la durata della manifestazione si esibiscono le ballerine a ritmo di Samba e a ogni visitatore che effettuerà un acquisto verrà consegnato un biglietto gratuito che concorrerà all’estrazione di una lotteria con premi e sculture di cioccolata.

    Orari: dalle 10 alle 23 ingresso libero e posteggio gratuito.

  • Emergenza Festival 2013: concorso per band esordienti a Genova

    Emergenza Festival 2013: concorso per band esordienti a Genova

    Ingresso la ClaqueEmergenza Festival è il più grande festival al mondo per band emergenti, di qualunque età e genere musicale, nato nel 1991 e che si svolge attraverso fasi eliminatorie in 37 Paesi e 184 città del mondo, dove ogni band ha a disposizione un palco per suonare 25 minuti e avere l’opportunità di accedere alle fasi successive attraverso le votazioni del pubblico presente in sala.

    Per la prima volta Emergenza Festival fa tappa anche a Genova, in due serate che si svolgeranno a La Claque il 21 e 22 dicembre 2012.

    I gruppi selezionati parteciperanno alle finali regionali e nazionali, dove una giuria professionista selezionerà le band vincitrici, mentre la finale si svolgerà in Germania a Rothenburg ad agosto 2013, in un evento di tre giorni dove le band divideranno il palco con artisti famosi e suoneranno di fronte a 30.000 persone. Tutti i gruppi partecipanti ottengono la distribuzione gratuita dei propri brani su iTunes e altri store di musica online.

    La band vincitrice in assoluto avrà in premio una produzione professionale, un tour sponsorizzato attraverso l’Europa, strumenti musicali e materiale tecnico.

    Per iscriversi è necessario contattare il proprio referente regionale, che nel caso di Genova è Francesco Frilli francesco@emergenza.net.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Giardini Luzzati: un’opportunità per il futuro del centro storico

    Giardini Luzzati: un’opportunità per il futuro del centro storico

    Uno spazio pieno di potenzialità nel cuore del centro storico, alle spalle di piazza delle Erbe, sta vivendo una seconda giovinezza, dopo esser stato per lungo tempo abbandonato a se stesso in situazione di degrado, poco frequentato dagli abitanti anche a causa di alcuni episodi di microcriminalità. Stiamo parlando dei Giardini Luzzati e della piazza antistante, al centro di un progetto di riqualificazione e rivitalizzazione promosso dall’Associazione il Ce.Sto – realtà che da trent’anni opera nel centro storico proponendosi quale “contenitore” per sviluppare una reale integrazione fra le persone di differenti etnie e classi sociali, con una particolare attenzione verso i minori – e Giardini Luzzati Nuova Associazione (fondata dallo stesso Ce.Sto insieme ad un gruppo di volontari, operatori sociali ed artisti).

    Da gennaio 2012 – su richiesta dell’associazione Ipa che in precedenza, con molta fatica, gestiva l’area – il Ce.Sto ha preso in sub-gestione i Giardini e l’attiguo circolo-bar-ristorante, con l’obiettivo di creare un luogo di aggregazione positiva in una zona, quella che ruota intorno a Piazza delle Erbe, che offre molto in termini di vita notturna, con numerosi locali che attirano nei vicoli una marea di giovani, ma in cui si sente una forte esigenza di spazi alternativi alla “movida” (che tra l’altro genera inevitabili disagi ai residenti), dedicati all’intera popolazione del quartiere: famiglie, bambini, ragazzi, anziani, comunità straniere, dove favorire l’incontro e lo scambio di esperienze ed offrire occasioni conviviali anche durante le ore diurne, tramite l’organizzazione di svariate attività ricreative, educative, ludiche e culturali.

    In soli 10 mesi grazie ad un fitto calendario di eventi – laboratori teatrali e musicali, mercatini, concerti, spettacoli teatrali, feste tradizionali delle comunità straniere, presentazioni di libri, mostre, proiezioni – i Giardini hanno cambiato volto, diventando un punto di riferimento per il centro storico. Inoltre volontari ed operatori sociali si sono occupati della quotidiana pulizia dell’area, con una particolare cura per la manutenzione degli spazi verdi, preservando e valorizzando gli alberi di ulivo e di melograno già presenti in loco.
    «Con grande impegno ma con altrettanta soddisfazione siamo riusciti a far rivivere la piazza – spiega il Segretario del Ce.Sto, Mimmo De Simone – Adesso vogliamo lanciare proposte sempre più accattivanti, allargando la platea di persone, dai bambini agli anziani, che ci auguriamo si affezionino sempre di più ad uno spazio così importante per questo territorio».

    Sabato 20 ottobre si svolgerà la prima edizione di “Giardini in Fiera” – un appuntamento che diventerà a cadenza fissa – una giornata con mercatini dell’artigianato, prodotti biologici e usato, animazione per bambini (con mangiafuoco, giochi gonfiabili, ecc.) e concerti (Orchestra Bailam e The Marciellos).

    Il bilancio dei primi 10 mesi di gestione è senza alcun dubbio positivo, mentre sul breve, ma soprattutto sul lungo periodo, sono moltissime le opportunità offerte da un simile spazio.
    Sfruttando una logistica particolarmente felice, infatti, i Giardini potrebbero diventare un luogo di ritrovo all’aria aperta per le famiglie e i bambini del quartiere. Sabato all’interno del circolo sarà inaugurato lo spazio nursery dedicato all’accoglienza di mamme e bambini nella fascia da 0 a 6 anni, un punto di appoggio con fasciatoio, bagno di servizio, area morbida e piccola biblioteca. «Nel più breve tempo possibile l’intenzione è quella di installare dei giochi per i più piccoli (altalene, scivoli, ecc.) – raccontano gli operatori del Ce.Sto e della Nuova Associazione Giardini Luzzati – siamo alla ricerca di fondi, oppure di qualcuno disponibile a sponsorizzarci».

    Un altro aspetto attualmente in via di sviluppo è quello legato alla promozione di stili di vita eco-sostenibili, con una particolare attenzione alla cultura del “mangiare sano”. Il circolo-bar-ristorante propone colazioni, pranzi, merende, aperitivi con degustazioni, cene sociali e corsi di cucina, offrendo un menù biologico a km zero. «A pranzo offriamo la pasta con pesto biologico e altri prodotti locali e naturali – spiegano gli operatori – Ci riforniamo dal Gas (gruppo di acquisto solidale, ndr) della Formica che ci consegna frutta e verdura ogni settimana». Nel prossimo futuro l’obiettivo è ospitare stabilmente un mercato biologico ed un mercato dell’artigianato, studiando un’organizzazione della piazza improntata verso il riciclo e la riduzione dei consumi energetici. Oggi è attiva un’officina per la riparazione delle biciclette, mentre è già stata firmata una convenzione per l’affitto di bici elettriche.

    Occorre sottolineare che questa innovativa esperienza gestionale ha preso il via senza alcun investimento economico iniziale e si è avvalsa soprattutto del forte attivismo delle associazioni impegnate in prima linea nel progetto. «Ci siamo presi in carico un’area dalle enormi potenzialità ma che richiede un impegno immane, senza chiedere niente a nessuno – sottolinea Marco Montoli, presidente del Ce.Sto – Attraverso le attività commerciali (bar e ristorante) siamo riusciti gettare le basi di una possibile fattibilità economica. Per statuto la Nuova Associazione Giardini Luzzati non prevede la produzione di profitto, infatti, ogni guadagno viene investito in miglioramenti strutturali dell’area e per incrementare le iniziative culturali e sociali».

    Ma l’idea “forte” è rappresentata dalla possibile trasformazione della piazza in luogo di turismo “alternativo e compatibile” in cui storia, cultura ed arte si intrecciano con la vita reale del territorio. «Ben pochi ne sono a conoscenza, ma adiacente ai Giardini esiste un sito archeologico facilmente accessibile spiega il presidente del Ce.Sto – si tratta di reperti che testimoniano i primi insediamenti della città di Genova, in epoca romana. All’interno della suggestiva ambientazione del centro storico questa potrebbe diventare una piacevole tappa, dove trovare un’occasione di ristoro ed altre attrattive connesse».
    Senza dimenticare che la piazza è dedicata ad uno degli artisti contemporanei genovesi più conosciuti all’estero. «L’inserimento di alcune opere di Emanuele Luzzati all’interno dei Giardini sarebbe un valore aggiunto – continua Marco Montoli – Inoltre la location è congeniale per dare una risposta alla fame di spazi per le espressioni artistiche cittadine».

    Ovviamente per raggiungere questi obiettivi sono necessari alcuni interventi, realizzabili solo grazie ad importanti investimenti che potrebbero essere reperiti grazie a una ricerca comune tra le associazioni coinvolte e l’amministrazione pubblica. «Stiamo portando avanti un dialogo con le istituzioni, in particolare con il Municipio di riferimento – conclude il presidente del Ce.Sto – La speranza è quella di passare dalle parole ai fatti, anche se sappiamo che le risorse economiche sono ridotte al lumicino».
    L’assessore del Municipio Centro-Est, Maria Carla Italia, conferma «Siamo disponibili ad ascoltare proposte e progetti, la nostra mission è quella di farsi portavoce delle istanze del territorio. Assicuro il massimo impegno del Municipio affinché si possa proseguire questo percorso, affiancando le realtà associative impegnate nella gestione dei Giardini Luzzati».

     

     

    Matteo Quadrone

  • #TTT7 Twitter tips & Tricks: le startup si raccontano a Genova

    #TTT7 Twitter tips & Tricks: le startup si raccontano a Genova

    startup ideaSabato 20 ottobre 2012 dalle 18.30 alle 21 l’Hotel Savoia (via Arsenale di terra 5, zona stazione Principe) ospita la settima edizione dell’evento in contemporanea nazionale #TTT (Twitter tips & Tricks), appuntamento con cadenza bimestrale che si svolge contemporaneamente in sette città d’Italia (Milano, Roma, Lecce, Genova, Torino, Bologna, Messina) per promuovere la cultura digitale.

    Tema della serata saranno le startup legate al web e all’innovazione, con la presentazione di tre realtà genovesi: Alberto D’Ottavi di Blomming, Filippo Ronco di Vinix, Paolo Ratto ed Emanuela Genovesi di ZenFeed.

    L’evento è aperto a tutti, in particolare agli appassionati e curiosi del mondo digitale e delle startup.

    Per iscriversi è necessario compilare il modulo su http://twittertt.com/partecipa (aperitivo con buffet, posti limitati, costo 14 €). È anche possibile seguire il dibattito online su twitter, attraverso l’hashtag #TTT07/GE e in diretta streaming sul sito www.twittertt.com.

  • Crisi Euro: Meccanismo Europeo di Stabilità, una bolla da 650 miliardi

    Crisi Euro: Meccanismo Europeo di Stabilità, una bolla da 650 miliardi

    EuropaE la crisi? Prima dell’estate scrissi che l’autunno avrebbe potuto riaprirsi con una nuova lira al posto dell’euro nei portafogli: questa settimana invece stiamo brindando a uno spread da minimi storici. Allora, fortunatamente, mi ero sbagliato? Certo la ripresa sarà dura, ma possiamo dire finalmente di essere fuori dal pantano dei problemi finanziari europei? Purtroppo no.

    L’estate ci ha portato si il famoso “bazooka” dell’altro Mario, quel Draghi che sta alla guida della BCE, arrestando il rischio di crollo dell’euro e facendo calare lo spread; ma che ci sia poco da festeggiare lo sa benissimo chiunque tenga un orecchio teso agli indicatori economici e aquello che succede in Spagna e in Grecia. La realtà è che stiamo vivendo un’ennesima “bolla nella bolla”.

    Ai mercati, forse per ragioni speculative, piace credere che il peggio sia alle spalle, ma un osservatore con un minimo di responsabilità non può contentarsi di questa troppo confortante conclusione. La sospirata arma finale di Draghi, quella che ha dato il là all’ottimismo dei mercati (e del premier italiano), è il cosiddetto MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità: un super-fondo con una dotazione di 650 miliardi da utilizzarsi per prestiti (non gratuiti) ai paesi in difficoltà e per l’acquisto, teoricamente illimitato, di titoli di Stato sul mercato primario.

    Ora, lasciamo pure da parte le forti perplessità politiche legate al delicatissimo problema della sovranità nazionale. Parliamo di soldi. Il MES chi lo paga? Tutti i paesi del continente in quota proporzionale: quindi anche noi, che come terzo paese contribuiamo con un buon 17,9 %. Cioè 125 miliardi di euro.

    Per intenderci, la UIL stima che i costi di tutta la rappresentanza politica italiana siano pari a 18,3 miliardi l’anno: noccioline insomma. Quindi, per evitare una crisi di debito ci stimo indebitando di nuovo per un sacco di soldi. E per evitare di andare ad aumentare ulteriormente il debito pubblico, dobbiamo continuare a tagliare le spese, come ci viene chiesto già da molto tempo all’insegna dell’austerity.

    Risultato: l’economia crolla. Quest’anno si prevede un -2,4 % di calo del PIL. L’anno prossimo si spera in un -0,7 %, secondo molti analisti ripresi da Bankitalia: -0,2 % secondo il governo, che non esita a sottostimare la crisi per far tornare i conti e a chiamare “leggi di stabilità” le manovre correttive che servono a farli tornare.
    Intanto le industrie chiudono e la disoccupazione sale: sempre secondo Bankitalia siamo al 10,5 % complessivo (ma i cassintegrati non sono compresi) e al 33,9 % tra i giovani. I salari calano, si erode il potere di acquisto (-4,1% rispetto all’anno scorso, secondo l’Istat) e i consumi languono. Intanto Alitalia annuncia esuberi di personale, l’Inps pure, e persino le banche temono di dover licenziare dipendenti. Il mercato dell’auto registra il dodicesimo mese consecutivo con il segno meno (Fiat nel 2012 ha già perso il 17,3 %) e il FMI certifica una fuga di capitali esteri da giugno 2011 per un totale di 250 miliardi di euro (il 15% del PIL). L’unica cosa ad aumentare sempre sono le tasse, che infatti stroncano sul nascere qualsiasi timida velleità di ripresa. Nel frattempo il provvedimento anti-corruzione ancora non si vede, l’asta delle frequenze televisive si è persa per strada e (tanto per non farci mancare niente) i caccia F-35 a cui non abbiamo voluto rinunciare ci costeranno quasi 40 milioni l’uno più del previsto. Dulcis in fundo nel 2013 non raggiungeremo nemmeno uno dei sospirati totem a cui ci stiamo impiccando, cioè l’obiettivo contabile del pareggio del deficit (è sempre Bankitalia a dirlo).

    Forse, allora, le cose vanno meglio tra i nostri compagni di sventura… Ma non è così. In Grecia lo scenario è da terzo mondo: il PIL è stabile a -5%, la disoccupazione è sopra quota 25 % e, secondo l’Unicef, i bambini sottonutriti sarebbero 400.000. In Spagna non va molto meglio: le banche hanno sempre bisogno di esser ricapitalizzate, la disoccupazione è al 24,63 % totale e sopra il 53 % tra i giovani, che infatti hanno preso ad emigrare dal paese (132.000 registrati ai consolati solo nel primo trimestre di quest’anno) ; infine la Catalogna minaccia la secessione. E tutti i danni di questo desolante scenario bellico che è il sud dell’Europa non saranno riassorbiti certo in un paio d’anni. Quando ci si renderà conto che questa è la situazione, c’è da sperare che il MES non debba esser messo alla prova: il rischio è che si scopra, come temono diversi economisti, che la super-arma di Draghi è in realtà spuntata. Il fatto che i mercati non mostrino dubbi, purtroppo non può rassicurarci: per i mercati funzionava benissimo anche il sistema che c’era prima del 2007. Anzi, il fatto che continuino a vivere scollati dalla realtà dimostra che i problemi sono rimasti gli stessi.

     

    Andrea Giannini 

  • Belo Horizonte for Namibia: spettacolo al Politeama Genovese

    Belo Horizonte for Namibia: spettacolo al Politeama Genovese

    Belo HorizonteVenerdì 19 ottobre 2012 alle 21 il Politeama Genovese ospita per la prima volta uno spettacolo di cabaret della compagnia Belo Horizonte, il cui ricavato sarà completamente devoluto a una causa umanitaria.

    Belo Horizonte for Namibia ha infatti lo scopo di far acquistare di un macchinario di analisi che possa prevenire le malattie endemiche sia nei bambini, sia negli animali della Namibia, regione della costa africana sud occidentale.

    Sul palco si esibiranno i comici Alessandro Bianchi e Michelangelo Pulci, Simonetta Guarino, Andrea Bottesini, Fiona e Laura, Stefano lasagna, Daniele Raco, Soggetti Smarriti Marco Rinaldi e Andrea Possa.

    Il biglietto per la serata costa 13 €. Prenotazioni al 348 4594633.

  • Concorso letterario online su social network: Nei libri con Medeo

    Concorso letterario online su social network: Nei libri con Medeo

    Sono aperte le iscrizioni per la prima edizione del concorso letterario online a cura del social network Medeo.

    Il concorso è riservato a romanzi inediti in lingua italiana, distinti in due categorie: “Medeo Young”, dedicato agli autori under 26, e “Medeo Senior”, aperto agli autori over 26.

    La scadenza per partecipare è mercoledì 31 ottobre 2012: è necessario iscriversi a medeo.it e inviare via mail a concorso@medeo.it con la propria candidatura, corredata di biografia dell’autore (800/1000 battute max), sinossi dell’opera (800/1000 battute max), file in formato rtf e pdf delle prime 40 cartelle del romanzo.

    Non sono previste quote di iscrizione.

    Dal 15 novembre gli gli utenti del social network Medeo potranno leggere gli estratti di ogni opera e votare la migliore per categoria. Tutti i romanzi che avranno raccolto più di 250 voti entro il 31 gennaio 2013 avranno accesso alla seconda parte del concorso, in cui una giuria leggerà integralmente le opere e decreterà il vincitore per ciascuna categoria.

    Gli autori dei due romanzi vincitori vedranno le loro opere pubblicate entro il 2013 in ebook da Diamond Editrice.

  • Pontedecimo, ospedale Gallino: chiude la cardiologia

    Pontedecimo, ospedale Gallino: chiude la cardiologia

    A partire dal 25 ottobre, in attuazione al piano di riorganizzazione dell’area assistenziale ospedaliera e territoriale, il reparto di Cardiologia dell’ospedale Gallino di Pontedecimo sarà chiuso ed i posti letto (p.l.) verranno riconvertiti in p.l. di Medicina riabilitativa. A Sestri Ponente, invece, il pronto soccorso del nosocomio Padre Antero Micone verrà trasformato in Punto di Primo Intervento aperto 24 ore; inoltre i 19 posti letto di SPDC (servizio psichiatrico di diagnosi e cura) verranno trasformati in p.l. di riabilitazione psichiatrica. Così si legge in un comunicato diffuso dall’azienda sanitaria locale genovese. Non sono bastati i mesi di lotta dei comitati sorti in difesa dei due presidi sanitari di Val Polcevera e Ponente, affiancati dal sindacato autonomo Fials, le decisioni di Regione Liguria ed Asl 3 sono confermate.

    «L’ultima versione del “piano” partorito tra via Bertani (sede dell’Asl 3) e la sede Regionale conferma e perfino aggrava la situazione – denuncia Mario Iannuzzi,  – Al Gallino si vuole cancellare la Cardiologia riversando altrove migliaia di utenti». Un’ operazione che il sindacato ritiene incomprensibile, inutile e dannosa, il cui unico fine è «preparare prossime riduzioni dei servizi ospedalieri in Valpolcevera».

    Per quanto riguarda Sestri Ponente «si vuole declassare il pronto soccorso a un non meglio definito “punto di primo intervento su 24 ore”, con un solo infermiere per turno in servizio – sottolinea Iannuzzi – Questo significa prendere in giro cittadini e i lavoratori offrendo il “contentino” di un servizio finto e perfino pericoloso. Insieme al Pronto soccorso sparisce il reparto di neurologia e sparisce la Psichiatria d’urgenza trasformata in una non meglio definita “riabilitazione psichiatrica”».

    Il risultato, secondo Iannuzzi sarà quello di un’inevitabile intasamento dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena dove «si riverseranno migliaia di cittadini, aggravando la crisi di una struttura che subisce la scellerata scelta di scaricare l’insieme di queste misure sul Villa Scassi e sui suoi lavoratori esasperando tensioni, contraddizioni e carichi di lavoro che già oggi l’Ospedale di Sampierdarena non è in grado di assorbire».

    Tutte le proposte “alternative” sono state nei fatti respinte «La Regione e l’azienda dimostrano di non aver alcuna intenzione di ascoltare le Istituzioni e i Municipi locali che si oppongono a queste scelte e che chiedono altre soluzioni – conclude Iannuzzi – Noi continuiamo a pensare che occorre fermare i tagli. E per questo continueremo, con tutte le forze sociali e sindacali disponibili, le iniziative di protesta e di lotta per contrastare queste scellerate decisioni».

     

    Foto di Daniele Orlandi

     

     

  • Jardin Majorelle, l’utilizzo marcato dei colori nel giardino

    Jardin Majorelle, l’utilizzo marcato dei colori nel giardino

    Majorelle fontana 1Il primo elemento con cui l’osservatore viene in contatto, all’ingresso, è poi, volutamente ed in modo studiato, l’acqua. Oltre il portone, vi è infatti un primo cortile in cui è stata sapientemente collocata una bassa vasca in cui zampilla tale elemento, a fornire, da subito, un’idea di rottura rispetto all’esterno e di immediato refrigerio. Ciò che realmente caratterizza il giardino sono però i colori.

    majorelle fontana 2

    Essendo in Africa, essi sono generalmente molto intensi, bounganvillee rosse, viola, arancio e bianco puro, fioriture accese di gerani, bignonie, dature ed ibischi mentre molteplici verdi scuri caratterizzano la parte vegetale degli alberi. I colori inseriti e scelti dal progettista, ossia il rosso dei muri e della pavimentazione dei sentieri e dei cortili interni, il giallo, il blu e l’arancione dei vasi ed un particolare tono di azzurro acceso (per l’appunto detto Majorelle) delle fontane, sottolineano, invece, in modo volutamente marcato e talvolta estremo, tutti gli elementi architettonici.Majorelle fioritura

    Proprio questo uso intenso del colore mi ha lasciato, di primo acchito, un po’ spiazzato. Onestamente non mi ha da subito entusiasmato, poi lentamente la mia opinione è in gran parte cambiata. In questa zona dell’Africa molte cose sono infatti “estreme”: dalla luce, al calore, dagli agenti atmosferici allo stile di vita delle persone.
    Sotto un sole impietoso e verticale, in una luce abbagliante e tra toni di colore estremamente marcati (il marrone dei tronchi, il verde delle foglie ed il grigio delle cactacee sono, qui, puri), l’elemento costruito e vivacemente colorato esalta e sottolinea, nell’intenzione del progettista, tutto l’insieme. L’aspetto della realizzazione e le scelte cromatiche non possono quindi mai passare inosservate, come sarebbe invece successo con l’impiego di colori tenui.

    Il giardino è stato infatti disegnato da una persona che aveva profonda conoscenza dei pigmenti, Jacques Majorelle, un pittore paesaggista ed è stato successivamente restaurato grazie all’iniziativa ed all’intuito del successivo proprietario, lo stilista Ives Saint Laurent, anch’egli molto sensibile al cromatismo.

    Majorelle vaso 1Majorelle vaso 2

                                                                                                                                                                   

    Il parco è stato inizialmente progettato nel classico stile islamico di cui ancora si nota l’originario impianto grazie all’articolato insieme di canali che corrono per lo più paralleli ai vari sentieri.

    Majorelle canale

    Senza questo sistema di irrigazione costante e la consistente presenza dell’elemento idrico, le piante, le fontane, i bambù, i papiri, i fiori di loto che galleggiano sulla superficie dell’acqua, producendo ricche e colorate fioriture, non potrebbero esistere o sopravvivere a lungo nel difficile clima africano.
    Dato il suo complesso ed articolato insieme, in un certo senso questo giardino rappresenta, come poi descriverò, al meglio, ed anzi riassume in sé, la città, lo spirito ed i forti contrasti di Marrakech e di tutto il Nord Africa.

     

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

     

     

  • Cinema e industria: incontro pubblico a Palazzo Ducale

    Cinema e industria: incontro pubblico a Palazzo Ducale

    Un saldatore a lavoro, di Roberto ManzoliVenerdì 19 ottobre alle 17 Palazzo Ducale ospita l’incontro a cura di Fondazione Ansaldo sul tema “Cinema e Industria. Salvaguardia e valorizzazione delle fonti cinematografiche del mondo dell’impresa e del lavoro“.

    Partecipano
    Gianni Minoli, direttore Rai
    Giuliano Montaldo, regista

    Intervengono
    Luca Borzani, Presidente Fondazione Ducale
    Antonio Gibelli, Università degli Studi di Genova
    Marco Salotti, Università degli Studi di Genova

    La cineteca della Fondazione Ansaldo ha raccolto un patrimonio documentario – costituito oggi da 5.299 pezzi, tra cui 3.805 pellicole e 1.457 videocassette originali – che illustra l’attività di diversi comparti produttivi italiani, legati in particolare alla vita economica e sociale di Genova a partire dai primi anni del Novecento. Nelle migliaia di pellicole, restaurate e rese accessibili grazie anche al sostegno della Regione Liguria e della Compagnia di San Paolo vi sono immagini del lavoro operaio nelle fabbriche, nei cantieri navali e nei porti; c’è la meccanica con i grandi apparati motore, le turbine e i treni, simboli dello sviluppo industriale; i lussuosi transatlantici degli anni Venti e Trenta, con il Rex celebrato nell’Amarcord di Fellini; le mastodontiche centrali per l’elettrificazione; la produzione bellica con aerei, cannoni e carri armati; l’epopea dell’acciaio e del suo contributo all’industrializzazione; le colonie o le gite sociali dei lavoratori degli anni Cinquanta; il boom economico con l’irruzione della pubblicità. Non mancano infine, documenti sulla trasformazione del territorio, sul turismo ed il tempo libero o su eventi, come l’emigrazione, la Resistenza, le manifestazioni politiche e sindacali, che hanno segnato la storia del nostro Paese.

    Nella giornata di venerdì, dalle 10 alle 17 presso la Sala Del Minor Consiglio vi sarà una proiezione no-stop di filmati della Cineteca.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Mattone sicuro: in Liguria il 78% delle aziende edili sono irregolari

    Mattone sicuro: in Liguria il 78% delle aziende edili sono irregolari

    I dati sono inquietanti e parlano da soli: il mattone è “nero” dunque non sicuro, in particolare in alcune regioni d’Italia, tra le quali al secondo posto troviamo la Liguria.

    Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noti i risultati dell’attività di vigilanza svolta sotto il coordinamento della Direzione generale per l’Attività Ispettiva dagli ispettori del lavoro delle Strutture territoriali e dai militari dell’Arma dei Carabinieri nell’ambito dell’Operazione “Mattone sicuro”, finalizzata a rafforzare nel settore edile il contrasto al lavoro sommerso e gli interventi di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

    In particolare, gli accessi ispettivi sono stati mirati al contrasto dell’impiego di lavoratori irregolari o “in nero”, del caporalato e degli appalti illeciti, nonché al contenimento del rilevante fenomeno infortunistico, attraverso l’attenta verifica delle condizioni di lavoro, anche sotto il profilo prevenzionistico.

    Nel corso delle attività, svolte nel periodo 21 maggio – 30 settembre 2012, aventi l’obiettivo di sottoporre a controllo almeno n. 15.000 aziende edili dislocate su tutto il territorio nazionale, sono state ispezionate 18.207 aziende di cui il 59%  in una situazione di irregolarità. Infatti, le ispezioni in cui sono stati contestati illeciti sono pari a 10.817.

    La percentuale di aziende irregolari più significativa è stata registrata in Molise (94%). Seguono Liguria (78%), Calabria (77%), Basilicata (76%), Sardegna 70%), Puglia (67%), Lombardia e Abruzzo (66%).

    7.563 i lavoratori irregolari, di cui 3.680 totalmente in nero (pari al 49%), con punte del 67% in Puglia, 66% in Basilicata e in Molise, del 65% in Campania, del 63% in Lazio, del 57% in Calabria.

    Sono stati adottati 1.138 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per l’utilizzo di personale in nero e disposti 44 sequestri. Infine, sono state contestate 12.887 violazioni prevenzionistiche e deferite 7.260 persone all’autorità giudiziaria.

     

    Foto di Diego Arbore

  • Tutti insieme nelle piazze del Sestiere: pomeriggio alla Maddalena

    Tutti insieme nelle piazze del Sestiere: pomeriggio alla Maddalena

    Campanile delle Vigne, GenovaSabato 20 ottobre 2012 un pomeriggio di festa nel Centro Storico a cura del Civ Maddalena, di Terre di Mare (Centro servizi sul turismo senza barriere della Provincia di Genova) e del Comitato Italiano Paralimpico di Genova.

    L’evento Tutti insieme…nelle Piazze del Sestiere ha lo scopo di far conoscere lo sport paralimpico ai genovesi, soprattutto ai giovani, disabili e non. Dalle 16 alle 18 nelle principali piazze del quartiere Maddalena si svolgeranno dimostrazioni di danza per non vedenti, danza in carrozzina, tennis da tavolo per non vedenti, basket in carrozzina, arti marziali svolte da atleti disabili e atleti normodotati.

    In programma anche il laboratorio creativo “Ritratti in movimento” un percorso fotografico, aperto a tutti, organizzato da Terre di Mare in collaborazione con Artegioco, associazione di Coca Frigerio & Alberto Cerchi. Il laboratorio prevede due momenti: un reportage fotografico della giornata di festa, per ritrarre le persone in movimento tra via della Maddalena e zone limitrofe e una successiva rielaborazione nello stile di Artegioco, una sorta di “photoshop manuale” con forbici e colla.

    In caso di pioggia l’evento sarà annullato.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Corso di recitazione al Teatro della Tosse: aperte le iscrizioni

    Corso di recitazione al Teatro della Tosse: aperte le iscrizioni

    Ingresso Teatro della TosseSono aperte le iscrizioni per i corsi del Teatro della Tosse, che verranno presentati ufficialmente al pubblico mercoledì 24 ottobre dai docenti della Falegnameria Pietro Fabbri ed Enrico Campanati.

    Come ogni anno,  corsi di teatro della Falegnameria non riguardano solo la recitazione, ma vogliono far conoscere tutte le diverse professionalità legate al teatro e ai suoi linguaggi. Quest’anno i corsi affronteranno dunque la recitazione, la messinscena (costruzione di scene e costumi), la scrittura teatrale, la regia e la danza.

    Questo il dettaglio dei laboratori.

    Corso di recitazione: articolato su tre livelli (uno base e due avanzati), sarà condotto dall’attore e regista Enrico Campanati con la collaborazione di Amedeo Romeo, Pietro Fabbri, Elisa D’Andrea e Yuri D’Agostino. Il livello base affronterà monograficamente alcuni aspetti della recitazione: il primo modulo sarà sul corpo, il secondo sulla voce e il terzo amalgamerà i due moduli precedenti per concludersi in un breve evento finale aperto al pubblico. Nel primo livello avanzato, formato da allievi che abbiano seguito almeno un anno di corsi o che avranno superato un colloquio-provino con il docente, si lavorerà sul testo scritto dal nuovo corso di drammaturgia tenuto da Elisa D’Andrea e si concretizzerà in uno spettacolo finale nei musei di Strada Nuova durante la Notte dei musei. Il secondo livello avanzato, aperto a chi abbia frequentato almeno due anni dei corsi di recitazione, metterà in scena il Simorg, un antico testo persiano adattato per il teatro, con scene e costumi realizzati dal corso di messinscena curato da Paola Ratto e Bruno Cereseto.

    Corso di scrittura e messinscena: Alessandro Bergallo condurrà gli allievi dalla scrittura del testo alla messa in scena sul palco de La Claque.

    Corso di recitazione in lingua inglese: condotto da Nicholas Brandon, si concluderà con un breve spettacolo finale.

    Corso di danza: articolato su due livelli, uno a cura di Piera Pavanello che prevede un evento finale aperto al pubblico ispirato al tema del Simorg, e un secondo per over 50 curato da Nicoletta Bernardini e Claudia Monti.

    Corso per bambini e adolescenti: gli allievi si confronteranno con alcuni testi teatrali scritti appositamente per loro e sceglieranno quale mettere in scena.

    Seminari del fine settimana: Enrico Campanati ne condurrà uno sull’aggressività, Giampiero Rappa e Fausto Paravidino ne condurranno due sulla scrittura teatrale, il theatre director Mark Roberts approfondirà alcuni aspetti del lavoro dell’attore in due distinti seminari.

    Corso per soli professionisti: a cura di Valerio Binasco, è rivolto a registi e attori che insieme lavoreranno intensamente in un gruppo di studio su scene e monologhi scelti dagli allievi.

    I corsi sono a pagamento: per informazioni su costi e modalità rivolgersi a Pietro Fabbri (010 2487011, proposte.progetti@teatrodellatosse.it) o al Botteghino del teatro.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Voltri: una piazza multifunzionale riqualifica il quartiere

    Voltri: una piazza multifunzionale riqualifica il quartiere

    Dare vita ad uno spazio pubblico innovativo, dinamico e multifunzionale, partendo dal basso, dalle esigenze dei cittadini che frequentano una piazza dotata di tutte le carte in regola per diventare un luogo “aperto”, simbolo identificabile del quartiere di Voltri. Stiamo parlando del progetto di riqualificazione di Piazza Caduti Partigiani Voltresi – fortemente voluto dalle associazioni del territorio, apprezzato dalle istituzioni locali, dai costi contenuti e replicabile in altri contesti – eppure, per vedere finalmente la luce, ha dovuto affrontare un percorso ad ostacoli lungo 3 anni, oggi con probabile lieto fine.

    Ma andiamo con ordine. Tutto nasce nel novembre 2009, quando numerose realtà associative (“Ponente che Balla”, “La Spiaggia dei Bambini”, “Gli Amici del Mare”, solo per citarne alcune) ed un gruppo di genitori dei ragazzini che abitualmente giocano nel campetto asfaltato della piazza, si rivolgono al Laboratorio Zerozoone – collettivo di architetti che si definisce “un sistema aperto”, non il classico studio d’architettura bensì un “contenitore di esperienze progettuali” – per chiedere il loro aiuto al fine di elaborare una proposta in grado di riqualificare un’area di circa 1900 metri quadrati che versa in condizioni di degrado, esteticamente brutta e soprattutto pericolosa per l’incolumità dei più giovani.
    L’obiettivo è realizzare una cucitura tra la passeggiata a mare, molto frequentata e apprezzata dai residenti ed il tessuto urbano di Voltri. Anche perché «Tra lo spazio litoraneo e l’abitato del quartiere esiste una frattura che noi intendiamo superare – spiega Silvia Cama, Laboratorio Zerozoone – Questo è il primo tassello che potrebbe dare il via ad altre riqualificazioni». Intorno alla promenade, infatti, ci sono ancora i vuoti (spazi aperti) ed i pieni (volumetrie) che in qualche modo vanno armonizzati con essa. «Secondo noi questo spazio ha la predisposizione naturale ad essere una piazza “aperta”, un simbolo in cui le persone possano riconoscersi – racconta Augusto Audissoni, Laboratorio Zerozoone – Gli elementi architettonici che abbiamo studiato, da un lato mirano a disegnare un luogo fortemente caratterizzato dal punto di vista estetico; dall’altro l’obiettivo è riqualificarlo con più funzioni: campetto da calcio e piazza “aperta”». Ad esempio «Il campetto prevede una rete di recinzione mobile che può essere comodamente spostata nel caso di realizzazione di eventi, spettacoli, occasioni conviviali della cittadinanza».

    Nel giro di 6 mesi, attraverso un fruttuoso dialogo con associazioni e Municipio Ponente, il progetto – realizzato a titolo gratuito – è pronto. «L’abbiamo illustrato presso la Giunta municipale dopo aver raccolto le esigenze dei cittadini – ricorda Silvia– Se vogliamo, possiamo definirlo un processo di architettura partecipata». Nel giugno 2010 l’idea del Laboratorio viene ufficialmente presentata alla popolazione tramite una proiezione pubblica in Piazza Caduti Partigiani Voltresi, in occasione dell’evento estivo “TraVoltri dagli eventi”.
    E qui ha inizio il lunghissimo iter burocratico. Nonostante goda del convinto sostegno delle istituzioni locali, in primis del Municipio Ponente, il progetto ha dovuto sottostare ad una serie di passaggi che inevitabilmente hanno rallentato la sua genesi. Innanzitutto è stata necessaria l’approvazione di ben 11 enti diversi, come ricorda Augusto «Siamo partiti dalla Giunta municipale che ha dato il suo assenso e poi ha sottoposto il progetto a Comune di Genova ed Autorità portuale visto che il suolo, di proprietà demaniale, è affidato loro in concessione. A questo punto siamo approdati in Conferenza dei servizi dove tutti gli enti interessati (tra gli altri Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, Provincia di Genova, Regione Liguria, Capitaneria di Porto, ecc. ) sono chiamati a fornire il proprio parere. La Conferenza è stata avviata nel novembre 2011». Ma quello che dovrebbe essere uno strumento per accorciare i tempi, al contrario si rivela un meccanismo poco funzionale che allunga a dismisura il percorso. «Abbiamo illustrato singolarmente il progetto agli 11 enti, uno per uno, onde evitare brutte sorprese in Conferenza dei servizi», sottolinea Augusto.
    Una prassi tipicamente italiana perché, nonostante esistano norme chiare – quali i Piani urbanistici comunali ed i regolamenti edilizi – spesso nel nostro Paese si creano situazioni in cui vige un’eccessiva arbitrarietà. È il caso delle Conferenze dei servizi, dove una decisione di un singolo ente può compromettere un intero progetto o almeno rallentarne irrimediabilmente l’iter approvativo.
    «Il problema risiede anche nella correttezza e nell’etica professionale che muove i progettisti – precisano all’unisono Augusto e Silvia – Questi ultimi, infatti, a volte forzano soluzioni progettuali che vanno al di là del consentito». Se il progetto si attiene responsabilmente a tutte le regole, in teoria non dovrebbe incontrare difficoltà. Purtroppo però, anche a causa di alcuni comportamenti scorretti «Ti trovi a confrontarti con atteggiamenti arbitrari – spiega Silvia – Ci vuole un adeguato buon senso da entrambe le parti, architetti ed enti interessati. In caso contrario si dà luogo a meccanismi controproducenti».
    E arriviamo al maggio 2012, quando finalmente il progetto di riqualificazione viene approvato ufficialmente. Ora si può iniziare con gli appalti dei vari lotti, 4 in tutto, ma ciascuno di loro, come spiega Augusto «È “autosufficiente”, ovvero garantisce autonomamente che lo spazio sia fruibile per almeno una delle funzioni immaginate, impedendo l’effetto “non finito”. L’abbiamo studiato così proprio pensando alle probabili ristrettezze economiche ».
    Ed in effetti l’altra principale difficoltà è quella di trovare i soldi per realizzare l’intervento. Il progetto comporta un costo complessivo di circa 290 mila euro. «Il Municipio Ponente ha stanziato circa 87 mila euro – continua Augusto – grazie alla partecipazione ad un bando regionale per il finanziamento di opere pubbliche, la Regione Liguria ha destinato per il progetto circa 29 mila euro. Inoltre abbiamo provato a rivolgersi ad alcune banche, ma purtroppo non abbiamo ricevuto aiuto».
    I primo due lotti costano circa 170 mila euro. Parliamo dei due lotti fondanti, gli altri due sono di rifinitura e quindi potrebbero essere realizzati anche in tempi successivi. «Allo stato attuale disponiamo di circa 115 mila euro – precisa Augusto – Per realizzare il secondo lotto mancano all’appello circa 55 mila euro».

    Vediamo nel dettaglio qual è la filosofia progettuale del Laboratorio Zerozoone e quali soluzioni architettoniche saranno messe in campo per riqualificare Piazza Caduti Partigiani Voltresi.
    Il collettivo di architetti negli ultimi anni ha partecipato a bandi e gare, ottenendo ottimi risultati. Ricordiamo tra gli altri: il concorso internazionale di architettura “Spazi pubblici sul mare” al Priamar di Savona (2° classificato, 2002); il concorso nazionale di idee per ospedale Santa Corona a Pietra Ligure (3° classificato, 2003); video di presentazione per aree dismesse del Comune di Novi Ligure (premio miglior rappresentazione audio/video alla Biennale di Venezia; 2005); Paesaggi italiani, opere per la mostra “Lezioni di paesaggio” a Savignone (pubblicata su Domus web, Abitare, Ottagono, D’Architettura, Archphoto; 2008); Città aperta, concorso di idee “Giovani per i giovani” Voltri-Pegli-Prà (progetto vincitore con l’associazione Ponente che Balla; 2011).
    «Il nostro è un tentativo di immettere in circolo idee nuove ed approcci innovativi – spiega Silvia – ma è difficile farsi comprendere da chi parla un altro linguaggio ed è ancora ancorato a una visione statica dell’architettura. Noi, al contrario abbiamo un’idea di architettura dinamica, mutevole, pronta a rispondere a diverse esigenze». Il Laboratorio Zerozoone «Cerca sempre di coniugare i progetti con la mutevolezza del tempo. Lavoriamo sviluppando architetture e paesaggi che siano in grado di trasformarsi a seconda delle necessità e delle esigenze che, con il trascorrere del tempo, dovessero emergere».

    In questo caso «Il fatto di relegare uno spazio pubblico ad un’unica funzione non ci sembrava utile – racconta Augusto – Secondo noi è precisa responsabilità dei progettisti fornire strumenti per creare spazi che possano accogliere una moltitudine di funzioni, a maggior ragione in tempo di crisi. Ma sempre tenendo in considerazione la componente temporale, ovvero le esigenze che possono mutare con il trascorrere del tempo». Le multi funzioni non sono un contenitore di funzioni disparate, per intenderci come il centro commerciale Fiumara, bensì come ulteriori opportunità. Ad esempio «Quando un giorno il campetto di calcio non servirà più, questa piazza rimarrà un valore per il quartiere senza la necessità di alcun stravolgimento architettonico», sottolinea Silvia. Senza dimenticare il valore sociale di un intervento che ha previsto il diretto coinvolgimento dei cittadini, generando automaticamente una maggiore attenzione al proprio territorio. Partire dal basso, dalle esigenze della gente è una prerogativa del collettivo. «Inoltre è importante studiare progetti replicabili, nel processo e nel metodo, anche in altri contesti», aggiunge Augusto.

    La copertura della piazza sarà realizzata con materiali differenti e naturali – terra, terra battuta, legno, ghiaia, trifoglio, disposte in 5 sezioni concentriche – per fornire diverse sensibilità al tatto. «Per entrare in empatia con il suolo che calpesto, dove gioco, parlo e incontro persone – spiega Silvia – Per noi questo è un elemento fondamentale. Vogliamo incrementare la sensibilità al materiale. Il suolo rimane allo stesso livello ma attraverso delle variazioni materiche creiamo movimento ed un idea di dinamicità».
    Molta della pavimentazione sarà permeabile (almeno il 30-40% della piazza) perché «Meno si soffoca la terra meglio è – sottolinea Silvia – La terra deve respirare ed essere pronta ad accogliere l’acqua».
    La piazza- campetto è studiata con 5 anelli concentrici, in uno di questi saranno presenti alcune “sedute” che potranno svolgere la funzione di panchine, ma non solo. Si tratta di un rialzo del suolo particolarmente duttile «Un linguaggio interpretabile nella dimensione tempo-spazio – continua Silvia – che offre diverse opportunità di utilizzo. Ad esempio i rialzi potrebbero diventare rampe per gli skateboard».

    Il campetto da calcio sarà delimitato da una rete morbida – in fibra elastica, anti taglio – e non metallica. Inoltre i pali non saranno a contatto con il recinto, evitando quindi incidenti di gioco abbastanza frequenti.
    La rete è retta da un tubolare ad un altezza di circa 2,5- 3 metri. «I pali sono studiati come delle braccia esteticamente rilevanti che caratterizzano lo spazio – spiega Augusto – La rete, in pratica, viene tirata su come una tenda. Si può togliere agevolmente, mentre le braccia e il tubolare possono trasformarsi in elementi scenografici oppure in supporto per alcuni giochi destinati ai più piccoli (altalene, corde, ecc.)».
    Per quanto riguarda l’illuminazione «Oggi si tende spesso a sovra illuminare e non si ha rispetto della sobrietà che dona la penombra – aggiunge Silvia – Di fianco alla piazza-campetto c’è un parcheggio illuminato da un grande faro. Quindi la nostra sarà un’illuminazione non invasiva e lungo il tubolare correrà una striscia al led».

    Oggi qualcosa sembra muoversi ed il progetto potrebbe diventare concreto «Venerdì scorso abbiamo avuto un incontro con il Municipio Ponente – concludono Silvia e Augusto – Ci hanno confermato di avere il finanziamento per il primo lotto. Finalmente possiamo partire».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Pink Floyd: concerto tributo al Teatro di Cicagna

    Pink Floyd: concerto tributo al Teatro di Cicagna

    nathanSabato 20 ottobre 2012 il Teatro di Cicagna ospita il concerto dei Nathan, cover band di uno dei gruppi più significativi nella storia della musica, i Pink FIoyd.

    La band propone una scaletta rigorosa che ripercorre gli album più famosi della band britannica, dalle tracce inserite in “The Dark Side of the Moon”, “Wish you Were Here” o “The Wall”, fino a pezzi come “Echoes”, “Another Brick in the Wall”, “Comfortably Numb” e “Run Like Hell”.

    I Nathan nascono a Savona nel 1997 come tribute band dei Genesis. Motori dell’iniziativa sono Flavio Esposito (tastiere), Bruno Lugaro (voce e basso) e Fabio Sanfilippo (batteria), che già nel 1977 avevano dato vita a un progetto analogo, poi fermatosi nel 1982. Quindici anni più tardi la “reunion” con il contributo fondamentale di Mauro Brunzu (chitarra e basso) di Monica Giovannini (cori) e, tre anni più tardi, del maestro Marco Milano (pianista e direttore d’orchestra).

    Prezzi biglietti intero € 12 – ridotto €  10. La biglietteria del Teatro di Cicagna è aperta il mercoledì e giovedì dalle 16.30 alle 18.30 (con diritto di prevendita) e 1 ora prima dell’inizio dello spettacolo.