Anno: 2012

  • Fegino, Centrale del latte: istituzioni e sindacati uniti contro la chiusura

    Fegino, Centrale del latte: istituzioni e sindacati uniti contro la chiusura

    Piena convergenza tra Regione Liguria, Comune di Genova ed organizzazioni sindacali nel dire No a qualsiasi ipotesi di chiusura o ridimensionamento della Centrale del Latte di Genova. È stata espressa questa mattina nel corso della riunione svoltasi in Regione alla presenza degli assessori allo sviluppo economico del Comune di Genova, Francesco Oddone, al lavoro e all’agricoltura della Regione Liguria, rispettivamente Enrico Vesco e Giovanni Barbagallo, della presidente del Municio 5 Valpocevera, Iole Murruni e delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria.

    Un faccia a faccia che è servito per fare il punto della situazione dopo l’incontro dei sindacati con l’azienda a Collecchio e l’invio della lettera alla proprietà da parte delle Istituzioni locali per chiedere un incontro immediato e da cui è emersa la necessità di proseguire con una mobilitazione congiunta. Parola d’ordine il mantenimento del sito produttivo sul territorio genovese, dopo la volontà espressa da Parmalat Lactalis di razionalizzare le attività e cioè di chiudere gli stabilimenti di Genova, Como e Pavia e di ridimensionare lo staff di Parma. .

    «Nell’incontro che si è svolto a Collecchio e che ci è stato riferito dai sindacati – hanno affermato gli assessori Oddone, Vesco e Barbagallo – l’azienda ha solo illustrato il piano industriale che comunque è apparso confuso, frettoloso e privo di qualsiasi garanzia. Soprattutto preoccupa il fatto che non sia stato consegnato, a dimostrazione di una volontà della proprietà di procedere con la chiusura dello stabilimento».

    Una possibilità che è stata respinta in modo fermo e unanime da tutte le organizzazioni sindacali e dalle istituzioni locali che – dopo le lettere inviate due giorni fa dal presidente della Regione Liguria, Burlando e dal sindaco del Comune di Genova, Doria – hanno ribadito la richiesta di un incontro il più velocemente possibile. A questo si aggiunge l’impegno che si è assunta la Regione Liguria, attraverso l’assessore al lavoro, Enrico Vesco di contattare la Regione Lombardia per fare fronte unico, anche con i Comuni di Como e Pavia, dove risiedono gli altri stabilimenti che l’azienda è intenzionata a chiudere.

  • Difesa: cresce l’adesione all’appello contro il DDL che aumenta le spese militari

    Difesa: cresce l’adesione all’appello contro il DDL che aumenta le spese militari

    In questi giorni il Parlamento è impegnato nella discussione in merito al disegno di legge del ministro Giampaolo Di Paola sulla riorganizzazione della Difesa e delle Forze armate che dovrebbe prevedere anche un taglio delle spese militari. Ma, come diverse associazioni hanno denunciato più volte, i conti sembrano non tornare.
    La domanda cruciale è quanto spende l’Italia nella Difesa? 14 miliardi di euro all’anno come dice il Ministro Di Paola, oppure 23 o 30, come sostengono fonti indipendenti?

    In seguito alla parata del 2 giugno scorso, che aveva suscitato numerose polemiche per il conseguente sperpero di risorse economiche, lo stesso Ministro della difesa ha affermato «Le Forze armate hanno bisogno di avere delle capacità operative importanti. Siamo un grande Paese e per poter lavorare con altri grandi Paesi c’è bisogno di investire. Vorrei sottolineare, però, che la difesa italiana è una tra quelle meno finanziate nel mondo ed in Europa. La Francia ha un bilancio per la difesa di 36 miliardi di euro, l’Italia ne ha uno di 14 miliardi. Meno della metà. La Germania è a trenta, la Gran Bretagna è a quaranta. Nell’ambito di queste risorse, che mi pare siano ridotte, noi spendiamo saggiamente sulle capacità fondamentali. Sono soldi ben investiti».
    E l’ammiraglio Di Paola ribadisce l’importanza del suo programma di riforma «Abbiamo presentato un disegno di legge di ristrutturazione profonda delle forze armate e dello strumento militare che prevede una riduzione di 40mila persone in 10 anni: devo ancora trovare un’altra amministrazione che abbia fatto una proposta così incisiva. Mi sembra che la Difesa, prima ancora che la definizione “spending review” nascesse, la sua “spending review” l’ha veramente impostata e la vuole portare avanti».

    Il Ministro ha ragione quando sostiene che l’Italia spende di meno di altri paesi del mondo ma, secondo il Libro bianco sulle spese militari “Economia mano armata” (curato da Sbilanciamoci!; scaricabile in formato pdf sul sito www.sbilanciamoci.org), il bilancio della Difesa arriva a 23 miliardi, il 60% in più della cifra indicata da Di Paola.
    Resta comunque difficilissimo riuscire a districarsi nel bilancio della Difesa, come spiega il presidente dell’Associazione Obiettori non violenti, Massimo Paolicelli «Le spese militari sono spese scomode, per questo si tende a nasconderle, in tutti i Paesi».

    Nel frattempo la mobilitazione delle associazioni pacifiste continua ed il 27 giugno scorso è stato lanciato un appello a Camera e Senato affinché il provvedimento venga respinto o completamente modificato.
    Questo il testo dell’appello:

    Il Parlamento sta discutendo il disegno di legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che:

    1. aumenta la spesa pubblica;

    2. aumenta la spesa per gli armamenti;

    3. impegna non meno di 230 miliardi per i prossimi 12 anni a sostegno di un enorme apparato militare;

    4. autorizza il Ministero della Difesa a vendere armi italiane nel mondo;

    5. taglia il personale e vende le caserme per comperare nuove armi;

    6. stabilisce che in caso di calamità naturali gli interventi di soccorso dell’esercito dovranno essere pagati da chi li richiede;

    7. trasforma le FFAA in uno strumento da guerre ad alta intensità.

    Mentre s’impongono agli italiani tanti sacrifici, mentre si taglia la spesa pubblica e la spesa sociale, noi sottoscritti chiediamo al Parlamento di non approvare questa legge delega e di avviare una seria riforma dello strumento militare rendendolo compatibile con le possibilità economiche del Paese e coerente con una nuova idea di sicurezza e una nuova visione del ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo.

    Per adesioni e informazioni:
    Tavola della Pace, via della viola 1 (06122) Perugia – Tel. 335.6590356 – 075/5736890 – fax 075/5739337 mail: segreteria@perlapace.it – sito web: www.perlapace.it
    Per firmare l’appello invia una mail a segreteria@perlapace.it

    «Grazie alla nostra mobilitazione abbiamo ottenuto un primo risultato contro il DDL delega di revisione dello strumento militare spingendo un gruppo di parlamentari ad intervenire nel corso del dibattito che si sta svolgendo in Commissione Difesa del Senato – spiega Flavio Lotti, coordinatore nazionale Tavola della Pace – Ora siamo entrati in una fase nuova perché il ministro Di Paola ha chiesto di approvare la legge al Senato entro il mese di luglio, senza troppe discussioni».
    «Per questo motivo – sottolinea Lotti – è necessario accrescere subito la pressione sui senatori, a cominciare da quelli della Commissione Difesa che questa settimana devono presentare gli emendamenti al DDL».

    Lo strumento scelto è il Mailbombing, letteralmente “bombardamento postale”, in pratica una forma di “attacco informatico” in cui grandi quantitativi di e-mail vengono inviate ad un unico destinatario, allo scopo di provocare un vero e proprio “intasamento” della casella di posta.

    «E’ molto facile ed efficace – conclude Lotti – Ciascuno deve inviare una mail ai senatori della Commissione Difesa e ai Capigruppo del Senato. Non servono più di 10 minuti. Questo è il momento più importante. Quello in cui la nostra pressione può e deve avere più effetto. Fallo ora, prima che sia troppo tardi! E invita tutti i tuoi amici a fare altrettanto! Fallo per tutti quelli che stanno pagando il prezzo più alto della crisi e delle decisioni sbagliate di chi ci governa. Questa è una delle peggiori!».

    Sul sito web www.perlapace.it è possibile trovare la lettera tipo e gli indirizzi a cui inviare le mail.

     

    Matteo Quadrone

  • Libri al sole: a Celle Ligure fiera dell’editoria indipendente

    Libri al sole: a Celle Ligure fiera dell’editoria indipendente

    Da venerdì 6 a domenica 8 luglio Celle Ligure ospita la settima edizione della rassegna letteraria estiva Librialsole, una fiera dell’editoria indipendente per far conoscere al pubblico autori ed editori emergenti, di nicchia o poco noti.

    L’evento si tiene dal 2005 in collaborazione con la casa editrice Tagete di Pontedera. In particolare questa edizione vedrà presenti molti autori e illustratori di libri per bambini, tra i quali Fuad Aziz, Anselmo Roveda, Sandra Dema, Ivano Baldassarre, Valentina Biletta, Michela Sammarco, Fiammetta Capitelli, Clirim Muca.

    Questo il programma completo della fiera.

    Venerdì 6 luglio
    Ore 18: inaugurazione della fiera
    Ore 18.15: presentazione di Mi nutro di vita di Ilaria Caprioglio e Stefania Acquaro, Liberodiscrivere ed.
    Ore 18.45: presentazione delle raccolte poetiche Abitare l’attesa di Francesco Macciò, La Vita Felice ed. e Ritorno alla spiaggia di Lucetta Frisa, La Vita Felice ed.
    Ore 19.15: presentazione di L’anno della cometa di Eros Gulli, Liberodiscrivere ed
    Ore 21: presentazione di Parla Pantani di Piero Fischi, Liberodiscrivere ed.
    Ore 21.30:: presentazione di L’eredità della zia Evelina di Maria Teresa Valle, F. Frilli ed.
    Ore 22: concerto del Duo Irish Rose Daniel Ponte tenor banjo Alex Raso chitarra e bouzouki.
    Ore 22.30: presentazione di Sole & Luna – Demanimae di Dylan Berro, Onirica ed.
    Ore 23: concerto e letture dei Limerick Anka, una ballerina di Danzica di Alberto Figliolia e Çlirim Muça, Albalibri ed.

    (Spazio bambini)
    Ore 18.30: presentazione di Chorbet – Un viaggio alle origini del gelato di Sandra Dema e Fuad Aziz, Albalibri ed.
    Ore 21:: presentazione di Patatai e la macchia di Ivano Baldassarre, Campanila ed.
    Ore 21.30: presentazione di Non tagliate quell’albero di Fuad Aziz, Lineadaria ed.

    Sabato 7 luglio
    Ore 17: premiazione del concorso di illustrazione Disegni al Sole con Fuad Aziz, illustratore e scultore.
    Ore 18: presentazione di i-Kitchen + 240 blog ricette tranquille per ragazze e ragazzi scatenati AA.VV curatrice Patrizia Bosso, Liberodiscrivere ed.
    Ore 18.30: presentazione di L’uomo di Citerna di Amos Cartabia, A.Car ed.
    Ore 19: aperitivo in giallo con Fratelli Frilli Editori
    Ore 21: presentazione di Come ti cucino in pareo di Roberta Capanni Bianchi. Romano ed.
    Ore 21.30: presentazione di Scarason di Fulvio Scotto, Versante sud ed.
    Ore 22: presentazione di Thomas Mac Greine – La notte oscura dell’anima di Roberto Di Chio, Onirica ed.
    Ore 22.30: presentazione di Due non è il doppio di uno di Elettra Groppo, Elmi’s World ed.

    (spazio bambini)
    Ore 18.30 : presentazione di Storie dei 5 elementi di Anna Marani ed Elena Torre. Romano ed.
    Ore 21: presentazione di Ocattaccati di Anselmo Roveda e Sandra Dema, Lineadaria ed.
    Ore 21.30: presentazione di Barban, bibòu e foé di Anselmo Roveda. Il Golfo – Feguagiskia’ Studios ed. e O ratto inta formaggia e o gatto di Martin Piaggio. Il Golfo – Feguagiskia’ Studios ed.

    Domenica 8 luglio
    Ore 17: Laboratorio di creatività con carta, cartone e plastica
    Ore 17.30: presentazione di La bambina che parlava ai fiori di Çlirim Muça, illustrazioni di Valentina Biletta, Albalibri ed.
    Ore 18: presentazione di Basta compiti di Maurizio Parodi, Sonda ed.
    Ore 18.30: La lettura senza ostacoli, intervento di Marisa Piombo, Associazione Italiana Dislessia, Savona
    Ore 19: presentazione di Il sindaco e l’albero di Jeanne Perego illustrato da Valentina Biletta, Lineadaria ed.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Peter’s dream for Africa: concerto solidale al Porto Antico

    Peter’s dream for Africa: concerto solidale al Porto Antico

    Domenica 8 luglio alle 20.45 Porto Antico si terrà il terzo concerto Peter’s Dream for Africa organizzato dall’associazione Pietro Santini, in memoria del ragazzo genovese morto per un melanoma nel 2008.

    Oggi l’associazione, diretta dalla madre del ragazzo (che era stato in Africa con le suore Francescane di Nostra signora Del Monte), contribuisce a sostenere una missione in Congo e una scuola in Rwanda gestita da una donna genovese e che è oggi composta da una materna e tre classi di scuola elementare.

    In questa edizione del concerto si esibirà la band genovese Solid Wave, i cui componenti erano amici di Pietro Santini, e la serata verrà aperta dai Quite Good Guys.

    Il concerto è a ingresso gratuito ma durante la serata ci sarà una raccolta fondi.

    [foto di Diego Arbore]

  • Inquinamento acustico e ambientale: le leggi esistono ma non sono applicate

    Inquinamento acustico e ambientale: le leggi esistono ma non sono applicate

    Oltre 19 anni per rendere operativo il controllo dei veicoli causa di inquinamento, 16 anni per mitigare le emissioni di fumo e rumore nel porto: questi sono i numeri delle omissioni perpetrate dai vari governi in materia di inquinamento acustico ed ambientale.

    «E ovviamente i comuni, compreso quello di Genova, non si sentono investiti del compito istituzionale di controllare queste fonti di inquinamento, in mancanza dei Decreti Attuativi». La denuncia arriva dal Movimento Difesa del Cittadino, non nuovo a iniziative simili, ricordiamo l’esposto presentato alla Procura della Repubblica, alcuni mesi fa.

    «In seguito alle numerose segnalazioni inviate dai cittadini, infastiditi dai rumori oltre che preoccupati per la loro salute, il MDC Genova ha inviato alcune lettere al Ministero dei Trasporti e al Ministero dell’Ambiente, sollecitando un rapido intervento e un’emanazione immediata dei decreti attuativi del VI comma dell’art. 80 del Codice della Strada, che prevede il controllo mirato dei veicoli sospettati di essere la causa dell’inquinamento atmosferico esistente e di quello relativo alle zone portuali (Lg. 447/95), per mitigare le emissioni di fumo e rumore prodotti dalle navi ormeggiate».

    Nel porto la situazione è particolarmente grave durante le ore notturne, a causa delle movimentazioni dei container delle navi merci. E gli abitanti di Prà, che da anni convivono con il Vte, lo sanno bene.

    «I due Ministeri hanno risposto positivamente riguardo al Codice della Strada, ma finora nessun passo utile è stato fatto in questa direzione», sottolinea il Movimento Difesa del Cittadino. Mentre in merito alle zone portuali non è ancora giunta alcuna risposta.

    «Questi ritardi e dimenticanze nel dare forza a leggi come queste comportano gravi danni alla salute dei cittadini, per non parlare del forte impatto ambientale – commenta l’associazione – Come MDC non possiamo che sostenere la lotta di Genova e di tutti gli altri comuni italiani con problemi affini».

    Nonostante la legge vigente imponga a tutti i Comuni l’aggiornamento dei regolamenti di Igiene e sanità o di Polizia Municipale in materia, i decreti non sono mai stati emanati concretamente, di conseguenza gli agenti della Polizia Stradale e gli agenti della Polizia Locale, non riescono ad adempiere al proprio compito istituzionale.

    «Quanto ancora bisognerà aspettare? – conclude il Movimento Difesa del Cittadino  – Invitiamo i Ministeri competenti a prendere posizione e non limitarsi a emanare belle leggi senza dare seguito e concretezza alla loro attuazione. Fortemente convinti che la salute dei cittadini sia di primaria importanza, attendiamo fiduciosi una svolta in questa triste vicenda».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

  • Commenda di Prè, Il Senegal si racconta: quando il riciclaggio diventa arte

    Commenda di Prè, Il Senegal si racconta: quando il riciclaggio diventa arte

    Commenda di PrèOggetti di recupero quali pezzi di metallo, vecchi computer, cavi elettrici, componenti di automobili, lamiere contorte, immondizia urbana, confezioni vuote ma anche teste di bambole, conchiglie, legno, sabbia e spago, si trasformano in opere d’arte. Così si racconta il Senegal, attraverso 40 quadri e manufatti di altrettanti artisti.

    La mostra, “Il Senegal si racconta” (a cura dell’Associazione per la Cultura e Arte Senegalese Circolo Mboolo, in collaborazione con il Consolato della Repubblica del Senegal a Genova, Mu.MA e Consorzio SOL.CO Liguria) sarà inaugurata oggi, mercoledì 5 luglio, alle ore 17:30 e sarà visitabile gratuitamente, presso il Museoteatro della Commenda di Prè fino al 14 luglio (da martedì a venerdì dalle 10 alle 17; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19).

    “Riciclaggio” nel contesto Africano è un termine che ha un’accezione molto ampia: appare nelle opere attraverso l’utilizzo di materiali di recupero, come rielaborazione di simboli e come riscoperta di un immaginario tradizionale.

    I materiali di seconda mano vengono utilizzati per il loro significato simbolico – anche per questo si parla di concettualismo nell’arte contemporanea africana – alludono al passato, alla povertà, alla guerra, all’immaginario tradizionale, alla natura, al sogno di modernità, alla contemporaneità.

    La mostra sarà un’occasione per scoprire la nuova arte del Senegal ed avvicinarsi alla cultura del Paese africano. Oggi i Senegalesi in Liguria sono diverse migliaia, una realtà sociale consolidata ed entrata da tempo a far parte della vita e del tessuto sociale e produttivo ligure ed in particolare genovese. Un processo di integrazione partito con l’arrivo dei primi considerevoli flussi di migranti ad inizio anni ’80. Attualmente i membri della comunità senegalese sono impiegati, oltre che nel settore del commercio stanziale ed ambulante, nell’artigianato, nel settore edile, nei servizi, nella piccola industria, nel settore artistico e nel mondo del volontariato.

     

    Inoltre, da segnalare l’iniziativa promossa dall’Unione Immigrati Senegalesi che organizza una CENA di AUTOFINANZIAMENTO all’aperto, in pieno centro storico, nei Giardini Emanuele Luzzati, sabato 7 luglio 2012 dalle ore 19.30 fino alle 22.30.

    «Abbiamo deciso di organizzare questa serata per poter autofinanziare una spedizione umanitaria a Kolda, nel sud del Senegal, in cui porteremo, tra le altre cose, un’ambulanza donataci dalla onlus Medici in Africa ed altro materiale di tipo medico-sanitario per aiutare la popolazione di quelle zonespiegano i promotori – Il contributo, per chi desidera sostenere il nostro progetto e partecipare alla nostra serata, è di 20 euro».

    Il programma dell’evento prevede un accompagnamento di piatti tipici senegalesi e di musica tradizionale senegalese.

  • Pegli: un weekend ricco di eventi tra fumetti, musica e gastronomia

    Pegli: un weekend ricco di eventi tra fumetti, musica e gastronomia

    Una giornata per far rivivere il quartiere genovese di Pegli, che dopo la chiusura del cinema Eden ha perso uno dei suoi più importanti poli culturali: proprio allo scopo di tenere viva questa zona del Ponente genovese domenica 8 luglio ci saranno due eventi in contemporanea dedicati alla scoperta della gastronomia del territorio, del mare e della cultura.

    L’Associazione Culturale Pegli Live organizza la prima edizione di Pegli Comics in concomitanza con la Festa del Mare 2012, uno degli eventi più importanti dell’estate pegliese che porterà nel quartiere diverse migliaia di persone nell’arco della giornata.

    Sul lungomare di Pegli – nello spazio compreso tra la piscina e l’Hotel Mediterraneè – dalle ore 16 fino alle 23 in programma:
    Pegli Comics: espositori con migliaia di fumetti rari, d’autore, manga, Bonelli, Disney e tanto altro, alla presenza di autori come Renzo Caligari e Andrea Cuneo della Scuola Chiavarese del Fumetto, e Alessandro Parodi e Fabrizio Longo, autori della storia a fumetti dedicata a Falcone e Borsellino.

    – Fiera del Gusto, organizzata dal CIV di Pegli e che vedrà circa 30 banchi da Liguria, Toscana, Piemonte con prodotti tipici e biologici.

    L’evento è organizzato con il patrocinio del Municipio 7 Ponente, in collaborazione con Smack! Fiera del Fumetto e dell’Illustrazione.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Villa Serra, AcustiSanto: festival acustico fra liutai, strumenti e musicisti

    Villa Serra, AcustiSanto: festival acustico fra liutai, strumenti e musicisti

    ChitarraIl 7 e l’8 luglio Villa Serra di Comago ospita, per il secondo anno consecutivo, AcustiSanto, festival dedicato interamente al mondo della musica acustica, con particolare attenzione alle varie fasi che scandiscono la vita dello strumento acustico, dal momento della creazione artigiana al suono vibrante sul palco: saranno infatti presenti liutai e musicisti professionisti che suoneranno sul palco gli strumenti nati dalle mani degli stessi liutai.

    Simone Barani, tra gli organizzatori del festival, spiega: «AcustiSanto nasce con l’idea di rendere per due giorni il parco di Villa Serra luogo di incontro tra pubblico e musicisti di estrazione acustica (o votati per l’occasione all’Acustico come Paolo Bonfanti quest’anno), avvicinando nel contempo il pubblico anche a generi diversi, sempre caratterizzati dall’uso di strumenti acustici. In questo senso nella scorsa edizione abbiamo ospitato musicisti classici e anche quest’anno avremo ospite il Circolo Mandolinistico il Risveglio. Naturale completamento di questo “avvicinamento” è la presenza dei liutai, appunto».
    AcustiSanto vive grazie al contributo di diverse realtà: il Consorzio Villa Serra, l’Associazione Amici di Villa Serra, da quest’anno Arci Liguria. Continua Simone: «Le menti e le braccia che hanno ideato l’evento e lo organizzano sono quelle di tre ragazzi di Sant’Olcese, organizzatori “freelance”, musicisti per passione che investono tale passione nel portare avanti tutta la macchina organizzativa e nello stressare gli amici per farsi dare un aiuto. Anche perché AcustiSanto vive di pochissime risorse economiche e tanto volontariato, e degli organizzatori, e dei tanti artisti, liutai e performer che ci vengono a trovare nel corso di questo lungo fine settimana».

    Per quanto riguarda il nome AcustiSanto, aggiunge, si tratta di una fusione tra la parola “acustico”, matrice culturale dell’evento, e Sant’Olcese, comune dove ha sede il parco di Villa Serra, «territorio che da decenni ormai è fucina di tanti giovani musicisti, anche noti a livello regionale se non nazionale e che, pur avendo preso magari strade musicali differenti, sono partiti dal medesimo fecondo sottobosco».

    Ma il vero punto di forza di quest’iniziativa è proprio la presenza dei liutai, il cui mondo è pochissimo conosciuto al di fuori del campo degli addetti ai lavori, e che invece per una volta è mostrato al pubblico nei suoi dettagli: «Una delle idee che animano AcustiSanto è fare in modo che con i liutai vengano in contatto non solo i classici appassionati o professionisti, come succede di solito negli eventi di genere, ma la maggior parte di persone possibile, in una prospettiva che vuole essere anche, nel suo piccolo, educativa. I liutai esporranno le proprie opere nella splendida cornice del parco, alcuni lavoreranno in diretta e saranno comunque a disposizione del pubblico anche per dare qualche spiegazione sulle tecniche di costruzione». Costituendo i liutai una parte imprescindibile del mondo della musica acustica, il loro coinvolgimento è pensato anche nell’ottica «di supportare un settore che è fatto di artigiani e professionisti che poi sfociano naturalmente nell’artista. Non mancano anche i semplici appassionati, che si dedicano alla liuteria nel tempo libero. Di sicuro il loro coinvolgimento è funzionale anche a permettere al meglio l’incontro tra chi produce e chi suona». AcustiSanto si configura così anche quale spazio di incontro tra domanda e offerta.

    Tra i presenti ci saranno i celebri liutai Federico Lowemberger e Bruno Traverso, nomi di riferimento per i musicisti genovesi: «Federico Lowemberger è già stato nostro ospite lo scorso anno – dice Simone – ed entusiasta della location e dello splendido clima che si è creato nella manifestazione, ha deciso di tornare anche quest’anno. Bruno Traverso è una vecchia conoscenza degli organizzatori di AcustiSanto ed è stato ben contento di accettare il nostro invito. Ci sarà inoltre lo Spazio Endorser: un palco sul quale alcuni musicisti di fiducia dei liutai suoneranno i loro strumenti. L’endorser, tecnicamente, è un musicista che si occupa di suonare in esclusiva gli strumenti di un particolare fornitore, utilizzandolo sul palco e realizzando magari prove per gli organi di stampa specializzata: il nostro Spazio è un po’ più rilassato ed è soprattutto un modo per permettere di far ascoltare – oltre che vedere – gli strumenti al pubblico. Si tratta comunque di un aspetto non secondario di AcustiSanto: i liutai ospiti ci regalano sempre qualche sorpresa, come la performance del 2011 (annuciata a noi organizzatori il giorno prima) di Giangi Sainato e Dado Sezzi che entusiasmò il pubblico (e gli organizzatori). Quest’ anno, un nome per tutti, Roberto Diana che presenterà il suo ultimo lavoro discografico».

    E per le edizioni future i ragazzi stanno già pensando ad arricchire il programma con workshop di liuteria o di esecuzione. Per adesso, ecco il programma completo di sabato e domenica, ingresso libero

     

    Sabato 7 luglio:
    • dalle ore 15.00, esposizione di liuteria con: Gianmaria Assandri, Davide Castellaro di The Utopia Custom Shop (AL), Danilo Gosti de La Liuteria, Marcello Norero di MN Guitars, Federico Olia, Galileo Pietro Paolo e Kujtim Kola.
    • ore 21.00 – Concerto: Pianoforti (concerto benefico sulle musiche di Franco Salaris) Paolo Bonfanti trio con David James e Alessandro Pelle Cake Walkin’Babies (New Orleans Jazz)

    Domenica 8 Luglio:
    • dalle ore 11.00, prosegue l’esposizione di liuteria con apertura contestuale dello Spazio Endorser con l’ulteriore presenza di Federico Lowemberger e Bruno Traverso.
    • ore 15.00, inizio passeggiata musicale negli scenari del parco con Circolo Mandolinistico Il Risveglio e Gruppo Canterini Valbisagno
    • Ore 18.00: aperitivo musicale con la soul band Sciaffolazzi         
    Durante la manifestazione saranno attivi bar e stand gastronomici.
    Per tutte le info: 328/6330718 e 328/3145208 oppure si può consultare la pagina Facebook dell’evento.

  • Open Your Art: concorso di arte contemporanea alla galleria Satura

    Open Your Art: concorso di arte contemporanea alla galleria Satura

    Satura art GalleryLa galleria d’arte Satura di piazza Stella apre le selezioni per la mostra collettiva Open Your art, che apre leporte ai nuovi talenti dell’arte contemporanea che desiderano far conoscere il proprio talento.

    L’evento non sarà una semplice collettiva, quanto piuttosto un insieme di tante “micro personali” che danno spazio a ogni singolo artista.

    Le selezioni sono aperte ad artisti di ogni nazionalità e senza limiti di età e si potranno presentare fino a cinque opere di medio formato.

    Per accedere alle selezioni si chiede di recapitare alla galleria entro domenica 15 luglio i seguenti documenti:

    – 10 fotografie in formato j.peg (risoluzione 300 dpi) di opere di recente produzione
    – didascalie delle opere
    – una foto dell’artista in formato j.peg (risoluzione 300 dpi)
    – una breve nota biografica
    – curriculum delle mostre e bibliografia
    – autorizzazione alla pubblicazione e legge della privacy.

    La mostra avrà la durata di 15 giorni e sarà inaugurata in contemporanea con le attività della galleria.

  • L’inglese è la lingua del presente… e anche del futuro?

    L’inglese è la lingua del presente… e anche del futuro?

    Luca Rossi è un settantenne italiano del 2050. Guardandosi indietro, ricorda come negli anni Novanta i suoi genitori abbiano speso fior di quattrini per fargli imparare l’inglese. La stessa cosa ha poi fatto lui con i suoi figli, investendo soldi – tanti – ed energie.

    Nel 2050, però, all’ONU si parla il cinese, dato che la Cina è ormai la superpotenza mondiale. L’India è il top in campo tecnologico e l’hindi è diventato la lingua della ricerca e dell’hi-tech.  “Che spreco di tempo e di denaro per me e per i miei figli,” pensa il sig. Rossi: “Se solo avessi saputo che l’inglese sarebbe passato di moda…”

    L’inglese è la global lingua franca del 2012, ma lo sarà anche nel 2050? La domanda preoccupa chi intende investire tempo e risorse nello studio di una lingua che al momento attuale offre concrete opportunità di carriera e di esperienze di vita – ma nel futuro chissà. Ovviamente una risposta certa non è possibile. Tuttavia, possiamo formulare qualche educated guess, ovvero ipotesi plausibili.

    Se analizziamo ciò che è successo al latino, lingua franca dell’antichità e del Medioevo, lo scenario che si prospetta per l’inglese sembra essere quello di un inevitabile declino sooner or later, prima o poi. Un senatore di Roma non avrebbe mai pensato che il latino potesse recedere fino a sopravvivere soltanto nelle scuole e in alcune funzioni religiose.

    Ma il caso dell’inglese è così simile a quello del latino? Osservando bene, le differenze sono molte. Prima di tutto, per quanto molto diffuso per i parametri del passato, il latino non è mai stato una lingua globale: in Australia o nell’attuale Canada la sua stessa esistenza era totalmente sconosciuta. In Cina e in Giappone nessuno parlava il latino. L’inglese, invece, a partire dal XVI secolo ha gradualmente stabilito la sua presenza in tutti i continenti, dove oggi è presente in molti paesi come lingua ufficiale o come seconda lingua; nella peggiore delle ipotesi è percepito – vedi Italia o Russia – come lingua fondamentale per la comunicazione internazionale.

    Ma oltre alla diffusione geografica, la differenza principale è che sono cambiati tempi e mezzi, con una novità su tutte: Internet. L’email e i programmi di instant messaging permettono a dipendenti e manager di aziende di comunicare in tempo reale con clienti e colleghi di altri paesi: quasi sempre lo fanno in inglese. Gli aggiornamenti e le ricerche in campo scientifico e tecnologico sono pubblicati nella maggioranza dei casi in lingua inglese.

    E poi, quali sono i possibili concorrenti dell’inglese? Certamente lo spagnolo è molto diffuso e negli USA la comunità latina è forte, ma non sembra per ora in grado di impensierire l’inglese. In Occidente molti ragazzi iniziano a studiare il cinese, ma non dimentichiamo che in Cina è l’inglese stesso che è diventato una vera mania, con piazze traboccanti di giovani che si danno appuntamento  per lezioni di massa al grido di: “I want to learn English”.

    Come teacher, la domanda sul futuro dell’inglese mi ha sempre creato un’ansia da possibile futuro disoccupato… Per questo motivo, circa 5 anni fa, mentre lavoravo in una scuola in Inghilterra chiesi qualche career advice, tradotto colloquialmente “dritte per la mia carriera”,  al fondatore della scuola stessa, Mr. Richard D. Lewis.

    Il signor Lewis è uno che di lingue straniere qualcosa sa: ne parla perfettamente più di 10 e ha fondato un centro di formazione linguistica di eccellenza mondiale. Quando gli chiesi che cosa pensava del futuro dell’inglese e se magari dovessi mettermi a studiare cinese per assicurare il mio di futuro, mi rispose così: “Vedi, sono 40 anni che si dice che l’inglese verrà soppiantato. Prima si parlava del russo, poi del giapponese, ora del cinese. Eppure l’inglese è in una posizione ancora più forte rispetto al passato.  Detto questo, ovviamente più lingue conosci e meglio è.”

    Le sue parole mi tranquillizzarono e decisi di continuare con la mia professione sperando, nel 2050, di non avere gli stessi rimpianti del signor Luca Rossi…

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • “Made in Italy”: giovani artisti stranieri in mostra a Genova

    “Made in Italy”: giovani artisti stranieri in mostra a Genova

    Chiesa S.AgostinoDa venerdì 6 a sabato 21 luglio 2012 presso il Chiostro del Museo di Sant’Agostino è allestita una mostra pittorica di artisti di nazionalità straniera a cura di Art Commission.

    Made in Italy espone le opere di nove giovani arrivati in Italia per coronare un
    sogno: studiare l’arte e dimostrare come possa essere un elemento unificatore nella società contemporanea. Quattro di loro vengono dalla Bulgaria: Mihail Ivanov, Dzlatolin Donchev, Kristina Kostova e Svilen Genov; gli altri sono Resaldo Ajazi (Albania), Sami Ariaz (Perù) Brigitte Canepa (Germania) Erisam Darawshi (Palestina) e Shaghsyegh Kashiloo (Iran). Giovani uniti dal
    linguaggio universale dell’arte a testimonianza di come questa .

    L’inaugurazione è prevista per venerdì 6 luglio alle 17.30 e la mostra sarà aperta tutti i giorni tranne il lunedì dalle 9.00 alle 19.00- Ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Scozia: indipendenza dalla Gran Bretagna? Ma, forse meglio di no…

    Scozia: indipendenza dalla Gran Bretagna? Ma, forse meglio di no…

    Nel 1314 il trionfo scozzese nella battaglia di Bannockburn fu totale e la Scozia poté finalmente proclamare la sua indipendenza dal Regno Inglese dei Plantageneti. Settecento anni dopo gli scenari sono certamente meno cruenti e al posto delle spade si combatte a suon di schede elettorali ma la posta in palio è esattamente la stessa: la sovranità dell’estremo nord della Gran Bretagna, il trionfo di uno spirito nazionalista che va al di là di laghi, castelli e cornamuse.

    Il 2014 potrebbe infatti essere una nuova data storica per la Scozia, l’anno del referendum per il distacco della regione, ora semi autonoma, dal Regno di Sua Maestà Elisabetta II. Tentativi di referendum non sono mancati nel corso degli ultimi decenni, specialmente da quando il Partito Nazionalista Scozzese (SNP) è diventato il primo partito di maggioranza relativa del Parlamento di Edimburgo, l’Holyrood. Ma come si è arrivati fin qui?

    La Scozia rimane un paese sovrano dal XIV secolo sino all’inizio del XVIII secolo. La dinastia Tudor, la famosa e allargata famiglia di Enrico VIII (e le sue sei mogli!) termina con Elisabetta I, la Regina Vergine, si mormorava all’epoca, dato che non ebbe eredi durante il suo lungo regno. Il trono d’Inghilterra passò allora sotto la corona di Giacomo VI di Scozia, lontano parente di Elisabetta da parte di nonna; Giacomo I d’Inghilterra fu dunque il primo sovrano che unificò le Isole Britanniche sotto un unico casato, senza tuttavia rinunciare alla sovranità scozzese che rimase un paese indipendente. Una testa, due corone, in sostanza. Solo un secolo dopo, nel 1707, la Scozia fu formalmente annessa al Regno Unito tramite gli Atti di Unione: il Parlamento scozzese e il Parlamento inglese si riunirono in un’unica assemblea con sede a Westminster e si creò un nuovo stato, la Gran Bretagna. Una mera questione economica fu alla base di questa scelta: l’infruttuosa spedizione della Company of Scotland con lo scopo di colonizzare l’istmo di Panama aveva prosciugato le casse dello Stato. Londra acconsentì a ripianare il debito di Edimburgo in cambio dell’assenso scozzese all’Unione.

    Da allora nessun nuovo Parlamento scozzese si è riunito fino al 12 maggio 1999: in seguito ad un referendum sul decentramento dei poteri nel 1997, vinto a maggioranza, è stata ripristinata un’assemblea monocamerale che può esprimersi sulle materie devolute e non esclusive detenute da Westminster. Edimburgo legifera su sanità, istruzione, tasse locali, trasporti, ambiente, agricoltura e carceri; Londra mantiene per sé le prerogative della politica estera e della difesa, oltre a decidere la politica economica e fiscale nazionale.

    Questa è storia. Le cronache recenti hanno riportato la possibile indipendenza scozzese alla ribalta, dopo che, a gennaio di quest’anno, il premier scozzese Alex Salmond ha presentato una proposta legislativa di referendum costituzionale per il 2014. A maggio è partita la campagna per dire Yes alla consultazione e una raccolta firme che vorrebbe raggiungere quota 1 milione di sostenitori. La scorsa settimana invece si sono fatti sentire i sostenitori del No all’indipendenza, primo fra tutti l’ex Cancelliere dello Scacchiere (Ministro delle finanze) laburista del governo Brown, Alistair Darling. La campagna Better Together riunisce in un sol colpo i principali partiti del Regno, i Tory di Cameron, i Lib-Dem di Clegg e i Labour di Milliband: «Questa non è una questione vitale per l’Unione in sé, c’è in gioco il miglior futuro possibile per le generazioni di Scozzesi che ci seguiranno. Siamo in un momento complicato e difficile della storia mondiale e l’indipendenza è una risposta inadeguata alle sfide globali. La scelta che faremo sarà irrevocabile: se decidiamo di abbandonare il Regno Unito, non si potrà tornare indietro. E noi non daremo ai nostri figli un biglietto di sola andata per un futuro profondamente incerto…» ha affermato Mr Darling. Un quadro fosco, quello tratteggiato da Darling, come ancora oscuro è il contenuto del referendum voluto dal SNP.

    Il Premier Salmond sarebbe infatti orientato a proporre un multi-option referendum con più quesiti: chiedere cioè agli scozzesi di esprimersi a favore o contro la netta separazione della regione dal Regno Unito e se siano favorevoli ad un’estensione dei poteri del Parlamento di Edimburgo, nel caso si optasse per il mantenimento dell’integrità territoriale. In sostanza Mr Salmond, anche alla luce dei sondaggi che circolano nei media nazionali, intende riabilitare una “soft indipendence”, la cosiddetta devo max o decentramento totale, la completa autonomia fiscale della Scozia da Londra e la possibilità di legiferare in qualsiasi materia tranne la politica estera e la difesa.

    La maggioranza degli scozzesi non sembra infatti appoggiare l’idea di una separazione totale e sono più propensi ad una maggiore autonomia: i vari sondaggi diffusi in queste settimane mostrano che i peones dell’indipendenza oscillano tra il 25 % e il 35%, troppo pochi per far dormire sonni tranquilli a Mr. Salmond. Tanto che vorrebbe abbassare l’età minima del diritto al voto a 16 anni. Cameron si è detto assolutamente contrario a queste proposte e preme per un referendum a risposta secca, che quasi sicuramente sarebbe rigettato: questo scenario avrebbe effetti politici destabilizzanti sul SNP e Cameron lo sa.

    Insomma i prossimi due anni potremmo vedere risorgere un moderno William Wallace (quello di Braveheart, per intenderci) o archiviare per altri tre secoli la questione scozzese. Ultimamente anche l’ex agente di Sua Maestà, Sean Connery, da sempre ardente sostenitore della causa nazionalista, non si è più fatto vedere alle manifestazione del SNP. Con buona pace di Elisabetta, la vera Lady di Ferro d’Oltremanica. God save the Queen, and the Kingdom too.  

     

    Antonino Ferrara 

  • Palazzo Tursi: la crisi irrompe in Consiglio Comunale

    Palazzo Tursi: la crisi irrompe in Consiglio Comunale

    Seduta molto movimentata a Palazzo Tursi. Tutto è ricominciato esattamente da dove ci eravamo fermati la settimana scorsa, in particolare dall’emendamento approvato in extremis al termine della precedente riunione del Consiglio Comunale, che aveva stabilito il taglio dei premi ai dirigenti.

    L’assessore Miceli, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere Gioia, ha evidenziato che i revisori contabili del Comune hanno dato un parere negativo sulla decisione di spostare la somma prevista per i premi ai dirigenti al settore sociale. Nonostante ciò la Giunta è decisa a dare attuazione alla richiesta del Consiglio, anche perché il parere dei revisori non sarebbe vincolante. L’assessore ha anche precisato che la somma di 1.800.000 euro inserita nel bilancio 2012 si riferiva, in realtà, all’anno 2011 ed era già stata liquidata a marzo. Tale spesa è dunque ormai incomprimibile. Tuttavia, vi è l’impegno della Giunta a rispettare la modifica stabilita dall’emendamento per il triennio 2012 – 2014.

    Un altro tema portato all’attenzione degli assessori è stato quello riguardante la proliferazione delle sale da gioco a Genova, di cui ha parlato il consigliere Anzalone dell’Idv. Sul tema l’assessore Oddone ha risposto sottolineando che, su proposta del Consigliere Malatesta del Pd, è stata creata una consulta comunale permanente sul gioco che effettuerà uno studio approfondito del fenomeno. Al tempo stesso è stata confermata la volontà dell’amministrazione di eseguire controlli più accurati sulle licenze, sull’utilizzo di pubblicità ingannevoli e sul rispetto delle norme che impongono distanze minime delle sale da gioco dalle scuole.

    Si è parlato anche dello svincolo autostradale di Multedo, argomento a cui Era Superba ha dedicato ieri un approfondimento. Gli altri temi sollevati dai consiglieri hanno riguardato alcune misure urgenti per la prevenzione degli incendi boschivi (Lauro del Pdl) e i tagli al corpo della polizia municipale (Rixi della Lega).

    Proprio quando la seduta stava entrando nel vivo e proprio mentre si stava affrontando il punto uno dell’ordine del giorno riguardante la situazione economica della città, la crisi economica ha fatto il suo ingresso nell’aula consiliare.

    Ma questa volta non sono stati i consiglieri o gli assessori a sollevare il problema, bensì un gruppo di lavoratori dell’AMIU Bonifiche, azienda a cui AMIU subappalta da anni la pulizia dei torrenti e il diserbo della città. Una quindicina di persone sono entrate direttamente in Sala Rossa mostrando un lungo striscione e urlando con decisione: «Non ce ne andiamo finché non ci date un lavoro!» La protesta nasce dal mancato rinnovo del contratto a sette lavoratori che da anni venivano impiegati stagionalmente da AMIU Bonifiche.

    L’azienda controllata dal Comune avrebbe mantenuto circa una ventina dei contratti a tempo determinato già esistenti, sostituendo i rimanenti sette con altri dipendenti interni a tempo indeterminato. I lavoratori, che nelle settimane scorse avevano già incontrato in diverse occasioni l’assessore Oddone, hanno chiesto fatti concreti alla nuova amministrazione. Alcuni di loro si sono riuniti con i capigruppo e dall’incontro è trapelato che proprio i sette non confermati avrebbero chiesto ad AMIU di essere stabilizzati, visto che da anni venivano chiamati regolarmente ad effettuare operazioni di diserbo. Solo dopo la conferma della convocazione lunedì mattina della Commissione Sviluppo Economico con i vertici dell’AMIU e i sindacati, gli occupanti hanno lasciato progressivamente l’aula.

    Alla ripresa dei lavori diversi consiglieri hanno evidenziato la necessità di fare chiarezza sulle ragioni dei licenziamenti, ma al tempo stesso hanno espresso il proprio disappunto per le modalità della protesta, sottolineando la gravità dell’episodio. «Il problema è che noi abbiamo ascoltato questi lavoratori non perché le loro ragioni fossero fondate, anche se sembrano tutt’altro che infondate, ma semplicemente perché hanno interrotto la seduta» ha osservato Enrico Musso. Sul punto è intervenuto lo stesso sindaco sottolineando che «non è giustificabile la messa in ostaggio del Consiglio Comunale», ma la forte tensione sociale richiede di anteporre il dialogo a qualsiasi altro tipo di reazione. Però Doria ha voluto anche ribadire che non servono le irruzioni perché la Giunta ha ascoltato sia i lavoratori sia l’azienda: «tutto è da verificare, ma nel momento in cui approviamo un bilancio in cui si parla di valorizzazione delle aziende controllate dal Comune e controllo dei costi, non possiamo dire ad un’azienda che tenta di far svolgere il proprio lavoro a dei lavoratori interni che ha sbagliato».

    Che la situazione economica della città sia grave diventa ancora più chiaro quando l’assessore Oddone riprende la relazione che aveva dovuto interromprere per l’ingresso inatteso dei lavoratori dell’AMIU. I nodi da sciogliere sono moltissimi: la chiusura della centrale del latte di Genova, il rinnovo degli appalti di Iren per le manutenzioni delle condutture, la possibile cessione di Ansaldo Energia e Ansaldo STS da parte di Finmeccanica.

    Minimo comune denominatore di tutte queste crisi aziendali è il rischio di perdere ulteriori posti di lavoro. Per questo l’amministrazione comunale sta cercando di trovare soluzioni che permettano di salvaguardare i dipendenti diretti delle aziende e dell’indotto. In particolare l’assessore Oddone ha spiegato che il Comune tenterà di convincere la multinazionale Lactalis ad evitare la chiusura della centrale del latte, ma valuterà anche soluzioni alternative con l’intervento di imprenditori locali.

    Per la questione Iren si è firmato un protocollo d’intesa che prolunga l’appalto per la manutenzione fino a dicembre, ma si tratta di una soluzione provvisoria. Più complessa la questione Finmeccanica, sulla quale la decisione spetta soprattutto al governo nazionale, in particolare al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che controlla le aziende pubbliche statali. In realtà, dall’incontro che il Presidente della Regione Burlando e il Sindaco Doria hanno avuto il 19 giugno con il Ministro dello Sviluppo Passera non sono emerse risposte chiare, soprattutto perché la società è quotata in borsa e le scelte dirigenziali dipendono da più azionisti. Il Consiglio ha anche approvato un documento sottoscritto da tutti i capigruppo, ad eccezione del M5S, sulla situazione di Finmeccanica, in cui si esprime preoccupazione per la volontà del consiglio di amministrazione e del Governo di cedere le aziende del settore civile per concentrarsi sul settore militare. Ciò che manca, si legge nel documento, è «una chiara strategia industriale, specialmente sullo sviluppo di nuovi prodotti». La volontà degli enti locali (Regione, Comune e Provincia) è quella di proteggere i gioielli industriali di Genova, ma il destino di queste aziende è ancora molto incerto.

    Infine si è discusso del progetto Erzelli. Benché il sindaco e l’assessore allo Sviluppo ritengano positiva la decisione di Siemens di spostare i propri uffici presso il nuovo polo insieme a Ericsson, diversi aspetti preoccupano i consiglieri. Musso in particolare si chiede come mai Siemens non abbia accettato un finanziamento pubblico di 25 milioni di euro per il proprio spostamento e sottolinea anche la ritrosia dell’Università al trasferimento della Facoltà di Ingegneria sulla collina in cui sorgerà il nuovo polo tecnologico. Vicende che creano diverse ombre sulla buona riuscita del progetto. Anche Enrico Pignone, capogruppo della Lista Doria, non reputa positivo che tutte le aziende stiano decidendo di affittare i locali agli Erzelli invece di comprarli. «Se io credessi nel progetto, forse, investirei comprando quelle aree» ha sostenuto il consigliere.

    Oltre ai dubbi sulla capacità di mantenere a Genova la forza produttiva esistente, sono grandi anche le incertezze per lo sviluppo futuro della città. È proprio il caso di dirlo: Genova Era Superba, un tempo, e ora cosa diventerà?

    Federico Viotti 

  • Nervi, piscina del porticciolo: oltre mille firme per dire no alla chiusura

    Nervi, piscina del porticciolo: oltre mille firme per dire no alla chiusura

    NerviLa piscina Mario Massa di Nervi – storico impianto intrinsecamente legato al quartiere levantino – dove a partire dagli anni ’60 si svolgono attività sportive capaci di coinvolgere numerosi residenti e non solo, è stata chiusa il 15 maggio scorso a causa degli insostenibili costi di gestione che hanno costretto la Sportiva Nervi, società che gestiva la struttura, a gettare la spugna.

    A partire da quella data i cittadini si sono mobilitati per protestare vivacemente contro questa decisione. Così è nata una pagina facebook “Salviamo la piscina Massa di Nervi” che ha raccolto l’adesione di diversi iscritti nel giro di pochi giorni e contemporaneamente è partita una raccolta firme.
    Per quanto riguarda le istituzioni locali, il giovane consigliere Udc, Federico Bogliolo ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere che «Questo nuovo ciclo amministrativo affronti la questione assumendosi le debite responsabilità».

    La chiusura è stata determinata da un aggravarsi delle condizioni tecniche dell’impianto, come ricorda Bogliolo «Le criticità legate all’impianto sportivo della piscina Mario Massa di Nervi, sono purtroppo note da parecchi mesi e la chiusura avvenuta il 15 maggio segna una profonda ferita nonché una delusione per chi in questo periodo ha cercato di evitare questo episodio davvero infelice. Ma sono altrettanto convinto che vada immediatamente cercata una soluzione che consenta e garantisca un nuovo programma di interventi mirati».
    Da un lato i minori contributi, dall’altra l’usura dovuta al trascorrere del tempo, hanno deteriorato il complesso sportivo che oggi necessita di interventi onerosi. «La piscina attualmente presenta diverse fenditure con conseguenti esose perdite d’acqua – spiega il consigliere del Municipio Levante – nel 2006 si spendeva per l’acqua intorno ai 10.251 euro, nel 2007 siamo passati a 23.154 euro e nel 2010 addirittura a 74.481 euro, questo anche perché, ad oggi, la piscina è priva di uno scolmatore per il riciclo e la depurazione delle acque».

    La raccolta firme si è rivelata un successo superando quota mille: i cittadini dicono No alla chiusura e richiedono un intervento del Comune di Genova. La petizione è stata consegnata al consigliere Bogliolo che a sua volta la girerà all’amministrazione comunale.
    «Le oltre 1000 firme, ottenute in un breve arco di tempo ed in maniera totalmente spontanea, testimoniano quanto la piscina Mario Massa sia nei cuori dei nostri cittadini – commenta Federico Bogliolo – Giustamente i cittadini fanno appello per salvare la piscina. Su questo punto è opportuno non solo intervenire attraverso operazioni di facciata ma mediante un intervento indirizzato al restauro completo dell’intero impianto. Sono troppe le criticità emerse, dovute sia all’usura, sia al non sempre effettivo interessamento delle precedenti amministrazioni locali che hanno preferito il “bagno delle parole” piuttosto che atti concreti».

    Dopo il disimpegno della Sportiva Nervi, la struttura è passata nelle mani del Comune che ora dovrà decidere quale sarà il suo destino.

    La notizia è che la piscina potrebbe riaprire, esclusivamente per la stagione estiva, grazie alla disponibilità dei dipendenti di Bagni Marina Genovese (società partecipata al 100% da Palazzo Tursi, si occupa della gestione degli impianti balneari comunali) che quest’anno non gestisce direttamente lo stabilimento di Vesima. Ma in fin dei conti si tratterebbe di una sorta di palliativo e non certo della soluzione definitiva.

    In pratica il Comune di Genova ha tre opzioni davanti a sè: investire una considerevole quantità di risorse economiche per riqualificare completamente l’impianto, chiuderlo definitivamente dando uno schiaffo alla delegazione di Nervi; oppure sperare in eventuali proposte da parte di soggetti privati interessati alla gestione della storica piscina.

    «Basta con la politica dei “tapulli”, non possiamo rimandare a un futuro non definito quello che avrebbe già dovuto esser fatto – conclude Bogliolo – Adesso è arrivato il momento che il Comune dica che cosa intende fare: chiudere la piscina oppure provare a salvarla. Ma non per l’estate, per sempre».

     

    Matteo Quadrone

  • Eco Festa sociale, a Sciarborasca una settimana di eventi

    Eco Festa sociale, a Sciarborasca una settimana di eventi

    Bicchieri birraTorna come ogni anno a Sciarborasca, sulle alture di Cogoleto,  l’Eco Festa Sociale organizzata dalla Croce d’Oro, in programma dal 6 al 14 luglio.

    La grande novità di questa edizione è che la manifestazione sarà un’unica festa, con i primi sei giorni di EcoFesta Sociale e gli ultimi tre di EcoFesta della Birra.

    Tutte le sere dalle ore 19 apertura stands gastronomici con specialità di carne e di pesce, dalle ore 20 apertura giochi a premi, dalle ore 21 musica dal vivo con le migliori orchestre e, nelle ultime tre serate, cover band e rock band.

    Venerdì 6 luglio alle ore 21 serata danzante con l’orchestra spettacolo Andrea Spillo, sabato 7 luglio alle ore 21 serata danzante con l’orchestra spettacolo Paolo Tarantino.
    Domenica 8 luglio a partire dalle ore 10 c’è il torneo di calcio balilla, secondo Memorial Biondo Bruno (aperto a tutti) e alle ore 21 grande serata di spettacolo con il concerto degli Isterika (ingresso libero).

    Lunedì 9 luglio alle ore 21 serata danzante con l’orchestra Caravel il giorno dopo  ore 21 serata danzante con l’orchestra Simpatia e direttamente da Zelig Maurizio Lastrico e mercoledì 11 luglio alle ore 21 concerto dei Buio Pesto.

    Da giovedì 12 a sabato 14 luglio c’è invece la festa della birra con i concerti di  Campovolo Tributo a Ligabue e alle ore 23 Malamonroe Cover Band Italiana (giovedì 12), Run Like Hell, tributo ai Pink Floyd e alle ore 23 Beggar’s Farm, tributo a Jetrho Tull (venerdì 13) e Kissology tributo ai Kiss e alle ore 23 “&0-/0 Rock Band tributo ai Deep Purple (sabato 14).