Anno: 2012

  • Ospedale pediatrico Gaslini e Alitalia: tariffe agevolate per i pazienti dell’istituto

    Ospedale pediatrico Gaslini e Alitalia: tariffe agevolate per i pazienti dell’istituto

    Tariffe agevolate a favore dei pazienti dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova che si devono recare nel capoluogo ligure per esami, ricoveri, visite mediche o altre prestazioni ambulatoriali.

    Questo il risultato dell’accordo stipulato fra Alitalia, l’ospedale pediatrico Gaslini e la “Flying Angels Foundation Onlus” – che si occupa di organizzare viaggi per i bambini malati – prevede che i pazienti e i loro accompagnatori che voleranno a Genova con Alitalia potranno acquistare biglietti a tariffe scontate fino al 35%, compatibilmente con la disponibilità di posti al momento della prenotazione.

    L’agevolazione è valida per tutti i voli verso Genova, diretti o con scalo, in partenza dagli aeroporti nazionali serviti da Alitalia.

    I biglietti a queste tariffe agevolate non sono soggetti a limiti di permanenza e consentono di modificare la prenotazione in qualsiasi momento con il pagamento di una integrazione di soli 20 euro.

    Dopo aver prenotato una visita medica, un ricovero o un esame presso il Gaslini, il paziente e i suoi accompagnatori potranno prenotare i biglietti Alitalia a tariffe agevolate contattando la “Flying Angels Foundation Onlus” all’indirizzo email convenzionealitalia@flyingangelsonlus.org.

    Grazie a una partnership con l’Acquario di Genova, a tutti i piccoli pazienti che si recano all’Istituto Gaslini viene inoltre offerta la possibilità di accedere gratuitamente alla nota struttura genovese. I loro accompagnatori pagheranno un biglietto a tariffa agevolata.

  • Teatro Carlo Felice: bando per le audizioni al Coro Voci Bianche

    Teatro Carlo Felice: bando per le audizioni al Coro Voci Bianche

    Teatro Carlo FeliceLa Fondazione Teatro Carlo Felice ha indetto un bando di concorso per selezionare tramite audizione nuovi componenti del coro voci bianche. Le selezioni sono aperte a ragazze e ragazzi di età compresa approssimativamente fra gli 8 e i 13 anni (maschi) e tra gli 8 e i 18 anni (femmine).

    La domanda – scaricabile dal sito del Teatro Carlo Felice – dovrà essere inviata entro il 1 settembre 2012 via mail a corovocibianche@carlofelice.it oppure tramite raccomandata a
    Fondazione Teatro Carlo Felice
    Direzione Artistica
    Coro Voci Bianche
    Passo Eugenio Montale 4
    16121 Genova

    Le audizioni saranno condotte dal M° Gino Tanasini, responsabile del coro, nella seconda metà di settembre. I ragazzi e ragazze selezionati dovranno obbligatoriamente frequentare la Scuola di canto corale gratuita organizzata dal Teatro (pena l’esclusione dal coro) e che si terrà in uno spazio all’interno del Carlo Felice con la cadenza di tre prove ogni due settimane (ogni lunedì non festivo e il mercoledì ogni quindici giorni) con durata di due ore, dalle 17 alle 19.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Mafia: gli anni delle stragi raccontate nel docu-film “Uomini soli”

    Mafia: gli anni delle stragi raccontate nel docu-film “Uomini soli”

    La rassegna di cinema itinerante “Libero Cinema in Libera Terra”, promossa come ogni anno da Cinemovel Foundation in collaborazione con Libera, quest’anno arriva a Genova.

    Il Presidio “Francesca Morvillo” di Libera Genova invita i cittadini, mercoledì 4 luglio 2012, alle ore 21.30, presso i Giardini di Villa Bombrini di Genova Cornigliano, ad assistere alla proiezione gratuita del docu-film “Uomini Soli” di Paolo Santolini, che prende spunto dall’ultimo libro di Attilio Bolzoni, “Uomini Soli”.
    Alla serata parteciperà anche il Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, Dott.ssa Anna Canepa.

    Attilio Bolzoni, inviato del quotidiano La Repubblica, racconta gli anni delle stragi, trent’anni dopo. Torna a Palermo e ripercorre le strade dove furono ammazzati Pio La Torre, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

    Il viaggio del cronista parte dal quadrilatero dei cadaveri eccellenti. Da quelle strade dove, nei primi anni Ottanta, persero la vita Calogero Zucchetto, l’agente della mobile di Palermo che “cacciava” latitanti, il magistrato antimafia Rocco Chinnici, l’allora presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella.
    In quei giorni, i giornali titolavano ”Palermo come Beirut”, ma in realtà, spiega Bolzoni «Palermo era peggio di Beirut. La città mattatoio era questa». Soltanto nel 1982 ci furono 148 morti nel capoluogo siciliano.
    «Ricordo i luoghi, gli odori, le facce, sono cose che non ho mai dimenticato – continua Bolzoni – Palermo mi ha lasciato delle cicatrici. E non c’è anestesia che lenisca il dolore».

    Pio La Torre, segretario del partito comunista italiano della Sicilia, il generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, erano quattro italiani fuori posto. Personaggi veri per un’Italia fatta di trame, di egoismi e di convenienze. Quattro persone che facevano paura al potere. Uomini per bene diventati facili bersagli perchè lasciati da soli a combattere.

    «Ho appena sfiorato Pio La Torre e il generale Dalla Chiesa, da giovanissimo reporter al giornale L’Ora – racconta Bolzoni – Più profondo il legame con Falcone e Borsellino, da corrispondente di Repubblica in Sicilia per un quarto di secolo. “Uomini soli” sono La Torre, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino perché sono stati italiani troppo diversi e troppo soli per avere un’altra sorte».

    Il primo omicidio che fece tremare il Paese fu quello comminato a Pio La Torre, il 30 aprile 1982. «Ero lì quella mattina – continua Bolzoni – Pio La Torre era diventato un uomo pericoloso, si era messo in testa che diventare mafioso doveva essere reato. I missili della Nato a Comiso non li voleva. E di Palermo diceva: “questa è una città dove si fa politica con la pistola”».

    Il secondo “uomo solo” fu il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa «Dicevano che Dalla Chiesa non avesse capito niente di Palermo – sottolinea Bolzoni – Ma Carlo Alberto aveva capito tutto. Il suo testamento fu un’intervista che rilasciò a Giorgio Bocca: “La mafia è cauta, ti verifica da lontano. Si uccide il potente quando avviene questa combinazione fatale: è diventato troppo pericoloso ma si può uccidere perché è isolato“».

    La storia più terribile, pero, rimane quella di Giovanni Falcone. Un altro uomo solo, abbandonato dallo Stato. «Era un vero rivoluzionario, è vero che la rivoluzione chiede tempo e noi non glielo abbiamo dato», afferma Alessandra Camassa, magistrato che collaborava con il giudice Falcone.

    Infine il docu-film si conclude con la Strage di Via d’Amelio. Quando una 126 carica di tritolo, ubicata sotto casa della mamma di Paolo Borsellino, fece saltare in aria l’ultimo “uomo solo”, Paolo Borsellino, insieme agli agenti della sua scorta.

  • Luci sui Forti: alla Lanterna festival di teatro e danza

    Luci sui Forti: alla Lanterna festival di teatro e danza

    LanternaDa mercoledì 4 a domenica 15 luglio 2012 torna a Genova una nuova edizione del festival teatrale estivo Luci sui forti, che anche quest’anno si tiene alla Lanterna.

    Questo il programma.

    Da mercoledì 4 a domenica 8 luglio: L’ora che volge il disio ai naviganti e intenerisce il core, a cura della compagnia Gli amici di Jachy con la regia di Paolo Pignero e coreografie di Paola Grazzi. Lo spettacolo ha come protagonisti personaggi di fantasia che hanno a che fare con il mare, tra i quali Capitan Uncino, il Capitano Achab, Pinocchio e Nemo. Prezzo del biglietto 10 euro.

    Lunedì 9 giugno: Mugugno libero, a cura degli studenti dell’Istituto Majorana – Giorgi. Due studenti appartenenti al gruppo teatrale della scuola mettono in scena le due facce di Genova: una poetica e ottimista, l’altra riservata e pessimista. Regia di Gianni Masella, parte danzata a cura di Ilaria Rocchi. Biglietto di ingresso a offerta libera.

    Da mercoledì 11 a domenica 15 luglio: Peter Pan, con la compagnia La Pozzanghera e regia di Lidia Giannuzzi. Prezzo del biglietto 10 euro.

    Tutti gli spettacoli iniziano alle 21.

    [foto di Diego Arbore]

  • Serata inaugurale di Man in the mirror onlus association al Covo di Nord Est

    Serata inaugurale di Man in the mirror onlus association al Covo di Nord Est

    Covo di Nord EstMan in the Mirror è un’associazione onlus nata a Genova da un’idea di due giovani, Manuela Bado e Michael Hart; due ragazzi accomunati da una triste esperienza di vita, la morte dei rispettivi padri Darrell Hart e Massimo Bado a causa di una leucemia acuta, che però hanno saputo reagire trasformando questo dolore in un’iniziativa benefica a sostegno di tutti i malati di leucemia.

    L’obiettivo dell’associazione è quello di raccogliere fondi organizzando serate e eventi, occasioni in cui i presenti possano divertirsi e al contempo aiutare le persone colpite da leucemia.

    Sabato 7 luglio si tiene la serata inaugurale di Man in the mirror onlus association al Covo di Nord Est di Santa Margherita Ligure: in programma una cena nella suggestiva location della spiaggia del Covo, l’ingresso in discoteca e una consumazione al prezzo totale di 50 euro.

    Il ricavato della serata sarà devoluto direttamente per l’acquisto di alcuni materiali che migliorino la permanenza in ospedale dei pazienti di lunga degenza, in particolare i malati di leucemia, al fine di dare un vero aiuto alla vita quotidiana del malato.

    Ma i programmi dell’associazione non si fermano qui: l’intento dei soci è infatti quello di organizzare almeno altri 5 eventi prima della prossima estate legati alla sensibilizzazione dei giovani sul tema delle donazioni, sia quelle di denaro che quelle altrettanto importanti di sangue e midollo.

    Per l’acquisto dei biglietti, prenotazioni, conferme o informazioni scrivere @Michael Hart, @Manuela Bado, @Carlotta Marasini oppure michael.hart@hart-sr.it oppure chiamare al 3355986755.

  • Mediatic: anche Genova nel progetto europeo sulle nuove tecnologie

    Mediatic: anche Genova nel progetto europeo sulle nuove tecnologie

    EuropaIl Comune di Genova – Ufficio Cultura e Città è una delle dieci istituzioni europee che partecipano al progetto Medi@tic, istituito a Siviglia lo scorso aprile e volto ad analizzare le opportunità di sviluppo economico del settore audiovisivo e dei mezzi di comunicazione in relazione alle nuove tecnologie.

    Il progetto riguarderà tre ambiti di interesse: l’animazione e gli effetti digitali, la produzione di contenuti digitali per le nuove device mobili e la cooperazione tra imprese del settore audiovisivo.

    La partecipazione a questo progetto rientra nella visione strategica della città di puntare sulle industrie creative come motore di sviluppo economico ed occupazionale, cominciata con la partecipazione al progetto europeo Creative Cities.

    Il progetto, che avrà durata triennale e terminerà nel Dicembre 2014 ha un budget complessivo di 1.747.721 di euro.

    Le altre città europee coinvolte sono Siviglia e San Sebastian (Spagna), Kristiansand (Norvegia), Derry (Regno Unito), Bielsko-Biala (Polonia), Cork (Irlanda), Balzan (Malta), Donegal (Irlanda) e la regione di Vidzeme (Lettonia).

    Per informazioni e contatti:
    Emilia Marieta Saglia – project manager: emiliamarieta@comune.genova.it
    Fabio Tenore – communication manager: ftenore@comune.genova.it

    A breve sarà attivo il sito www.mediaticproject.eu.

  • La forza della banalità: non dare al calcio quel che non è del calcio…

    La forza della banalità: non dare al calcio quel che non è del calcio…

    Questa rubrica non si è mai occupata di calcio. Eppure anche lo sport, quando è fenomeno di massa, ha una sua forte rilevanza sociale. In questi giorni, in particolare, la coincidenza tra il torneo europeo e il vertice politico dell’Unione ha reso evidente che il calcio può ispirare un paese, ma che più spesso rischia di trasformarsi in un polverone mediatico che inghiotte tutto e impedisce di distinguere le cose.

    Complice, ancora una volta, il quarto potere: i mass-media rappresentati da giornalisti che, per un verso o per l’altro, non sempre fanno una bella figura. La maggior parte di questi ha trasformato il meeting europeo in un clamoroso successo per la diplomazia italiana, mentre contemporaneamente, sul versante sportivo, affastellava considerazioni e analogie di ogni tipo sulla vittoria della nostra nazionale contro la Germania nella “partita dello spread”. Clamoroso il “commento tecnico” (le virgolette sono d’obbligo) degli inviati RAI: ditirambi patriottici di stampo dannunziano, peana sulle gesta degli indomiti guerrieri italici, un romanzo epico a tinte azzurre. E’ evidente che ormai è nata una scuola. Mentre nel 1982 Nando Martellini si era accontentato di un semplice «Campioni del mondo!», già nel 2006 Marco Civoli estrasse dal cilindro la celebre frase «Il cielo è azzurro sopra Berlino!», tanto spontanea quanto la folta chioma corvina del noto giornalista milanese.

    Tutto il resto della stampa si è allineata come un cinegiornale del ventennio fascista; ma anche politici, dirigenti e esponenti dell’economia non sono stati da meno. Memorabile rimarrà la dichiarazione del presidente del Coni, Sandro Petrucci, che al fischio finale sentenziava convinto: «lo spread lo dettano gli azzurri, le chiacchiere stanno a zero». Quali chiacchiere non si è capito, visto che di spread se n’è parlato solo in campo economico e politico, ed è sempre, la settimana scorsa come oggi, concretamente e pericolosamente alto.

    Come non citare, poi, la lettera di incoraggiamento di Napolitano a Prandelli, neanche partisse per la guerra di Etiopia! Altre chicche sono riepilogate da Marco Travaglio in un articolo di lunedì, e sono involontariamente ma irresistibilmente comiche. Eppure neanche Travaglio dimostra particolare acume nell’aver tifato contro l’Italia. Non perché così facendo abbia leso l’onore della patria, ma perché evidentemente si era convinto che il paese avesse più da guadagnarci, in termini di serietà e concentrazione interna sui suoi problemi, da una sconfitta anziché da una vittoria. E questa è una stupidaggine. In realtà, al di là del sano e normalissimo tifo sportivo, non c’era alcun bisogno di desiderare né che l’Italia vincesse, né che perdesse.

    Anche se gli interessi sono tanti e gli intrecci con piani diversi, come quello economico, politico, psicologico e sociale, non si possono negare, non dobbiamo tuttavia dimenticare una piccola banalità: che il calcio è e resta un gioco. Un gioco la cui finalità dovrebbe essere il divertimento di chi lo pratica (nel caso dei dilettanti) e di chi lo guarda (nel caso del calcio professionistico). Insomma, una cosa che certo può appassionare o annoiare, ma che comunque andrebbe valutata per quello che è: uno sport. E quando si vince o si perde,  di solito contano i meriti o i demeriti sportivi (per lo meno al netto di “moggiopoli” e “scommessopoli” varie…).

    Che lezione possiamo trarre, ad esempio, dalla sconfitta contro la Spagna? Al massimo che gli Iberici sono molto più bravi di noi a giocare palla a terra (onore a Prandelli per averci staccato dal “catenaccio”, ma forse c’è stato anche un pizzico di presunzione di troppo), e probabilmente che i loro settori giovanili sono molto più organizzati dei nostri a sfornare talenti. Ma di certo non si può concludere che gli Spagnoli siano in ogni cosa più bravi di noi, più organizzati, più seri o più talentuosi. Così come non c’è ragione di affermare che noi siamo meglio dei Tedeschi. Forse converrebbe tornare a queste piccole ovvietà: che hanno la forza della banalità.

    Non dubito che sotto sotto, a causa del nervosismo derivato dalla crisi economica e dai “nein” poco simpatici con cui Angela Merkel ci aveva risposto fino al giorno prima, la vittoria contro la nazionale tedesca sia stata per molti una valvola di sfogo per frustrazioni a lungo sopite. Non dubito che la coincidenza temporale avesse creato un’aspettativa esasperata tanto nella missione di super-Mario (Monti) a Bruxelles, quanto in quella di super-Mario (Balotelli) a Kiev. E non dubito nemmeno che molti sperassero in una vittoria della nazionale per far passare in secondo piano grandi e piccole magagne nostrane: magari una nuova legge elettorale “porcellum-bis”, un’amnistia sullo scandalo del calcio scommesse o le torbide vicende della trattativa Stato-mafia.

    Ma forse basterebbe cominciare a dire che stiamo attribuendo al “mondo del calcio” valenze che non ha o che non dovrebbe avere. Oggi sembra quasi che il mestiere del “giornalista sportivo” sia soprattutto quello di trovare il modo di attaccare ad un fatto per sua natura agonistico e tecnico tutta una serie di significati che non gli appartengono; a vantaggio dello show-business – è chiaro –, ma a danno dello sport. E’ così che certi “cronisti” passano la loro giornata cercando di capire per quale curioso fenomeno della natura i calciatori non vengano allevati in qualche collegio inglese, tipo Eton, ma siano anzi inclini ad utilizzare un linguaggio poco ortodosso, a guidare belle macchine senza osservare scrupolosamente il codice stradale e a cambiare spesso partner per fugaci accoppiamenti amorosi. Ma forse basterebbe dire che un calciatore si giudica per come calcia un pallone: anziché elevarlo a modello di virtù positiva o negativa, lo si potrebbe lasciare a gestire fatti privi di interesse pubblico, le sbronze in discoteca, le fidanzate gelose o le multe della polizia stradale nell’ambito della sua vita privata. Forse varrebbe la pena ricordare che vincere un europeo non ci rende migliori o peggiori, non ci fa stare meglio o peggio. Forse dobbiamo imparare che non possiamo affidare il riscatto del paese a un pugno di uomini, sia esso un governo tecnico o una squadra di calcio.

    Forse gli spettacoli sportivi hanno di bello che regalano semplici gioie e sofferenze; ma forse la nostra felicità ce la dobbiamo sudare e costruire da un’altra parte.

    Andrea Giannini

  • Multedo: svincolo autostradale, una soluzione “provvisoria” che dura da 50 anni

    Multedo: svincolo autostradale, una soluzione “provvisoria” che dura da 50 anni

    Oggi in Sala Rossa a Palazzo Tursi, il consigliere comunale Paolo Gozzi (Pd) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata (art. 54) in merito al mai risolto problema dello svincolo autostradale di Multedo.

    «L’uscita del casello autostradale di Multedo consiste in una stretta serpentina fra le case, quotidianamente congestionata da un intenso flusso di traffico, reso esasperato da un continuo passaggio di mezzi pesanti –ricorda Gozzi – Gli abitanti convivono con pericolose manovre frequentemente messe in atto dagli autoarticolati che si trovano, spesso, in una difficile situazione di manovra».
    Parliamo di uno svincolo che si trova in questa situazione da cinquant’anni «Come tante altre cose in Italia, una soluzione provvisoria è diventata definitiva», ha sottolineato il consigliere Pd.
    «In ormai datati Puc la soluzione al problema veniva individuata in un raccordo che, transitando sul terreno occupato dall’Azienda Carmagnani, collegasse direttamente il casello all’Aurelia, eliminando la serpentina fra le case – spiega Gozzi – È nota l’annosa questione della mai risolta dislocazione di Carmagnani che, di fatto, ha portato all’accantonamento di un progetto complesso ma che rappresenta l’unica vera soluzione al problema».

    «In seguito ad alcuni incidenti, fra cui uno, fortunatamente non letale, che ha coinvolto una mamma con il passeggino, durante l’attraversamento della strada, Autostrade ha avanzato un progetto di allargamento del raggio della curva, a scapito dei giardini pubblici “John Lennon”», continua Gozzi.
    Un intervento duramente contestato dagli abitanti in occasione di un’affollatissima assemblea pubblica tenutasi lo scorso marzo. «I cittadini lo considerano un semplice palliativo incapace di risolvere una situazione divenuta intollerabile», ribadisce il consigliere Pd.
    Il progetto di Autostrade prevede una semplice riprofilatura della curva di via Reggio «Una non-soluzione, che non sgraverebbe Multedo da un flagello quotidiano, quello dei mezzi pesanti in manovra, a pochi centimetri da case, scuole ed impianti sportivi, con grande pericolo per i passanti – continua Gozzi – l’assemblea pubblica ha ribadito una cosa chiara: l’incompatibilità di Carmagnani e Superba con il tessuto abitativo circostante e non solo per questioni ambientali. L’unica soluzione davvero risolutiva per il quartiere, infatti, vedrebbe l’uscita del casello autostradale dirigersi dritta verso l’Aurelia, oltrepassando il terreno occupato dall’azienda».

    «Durante la citata assemblea pubblica l’allora Assessore alla Viabilità del Comune di Genova, Simone Farello, invitava Autostrade a bloccare il progetto – spiega il consigliere Pd – inoltre prometteva di promuovere uno studio del flusso dei mezzi pesanti per valutarne le ricadute e studiare una possibile interdizione del loro traffico, per quanto riguarda la “serpentina” di Multedo, nelle ore diurne più critiche, con l’intento di sgravare il quartiere da una pesante servitù, una delle tante che l’attanagliano e contestualmente rendere superfluo l’intervento».
    «Da marzo 2012, non si hanno più notizie né del progetto, né dello studio – conclude Gozzi – con l’interrogazione chiedo notizia circa lo stato del progetto di Autostrade e le intenzioni del Comune circa la promozione dello studio che ritengo tutt’oggi utile e dovuto».

    Anche il consigliere Antonio Bruno (Federazione della Sinistra) ha presentato un articolo 54 sulla medesima questione.
    «L’attuale Puc non prevede più l’alternativa del passaggio nell’area Carmagnani, considerata Distretto di Trasformazione – spiega Bruno – L’unica soluzione praticabile, oggi è stata cancellata. Probabilmente per consentire una maggiore valorizzazione economica dell’area interessata. L’esame delle osservazioni presentate al Puc deve essere l’occasione per rivalutare questa prospettiva. Anche perché l’ipotesi di ridurre lo spazio a servizio del quartiere è negativa».

    Ha risposto il vice sindaco nonché assessore con delega all’urbanistica, Stefano Bernini «L’intervento a cui si fa riferimento era frutto di un’intesa tra Regione, Autostrade e Ministero dei Trasporti, legato ad un progetto più ampio di riqualificazione/adeguamento delle uscite autostradali – spiega Bernini – Certo il casello di Multedo desta preoccupazione per i motivi sopracitati. Ma il Comune, già dal 2010, ha fornito delle indicazioni ad Autostrade, in merito alla necessità di garantire la sicurezza dei pedoni e dei cittadini che abitano in zona».

    «Nel luglio 2010 il progetto di Autostrade è stato approvato presso il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Lombardia e Liguria – ricorda l’assessore – Quindi la società ha tutte le autorizzazioni necessarie per realizzare intervento. Probabilmente le perplessità e le proteste degli abitanti hanno convinto Autostrade a fermarsi. E finora, in mano all’amministrazione comunale, non è pervenuto neppure lo studio sul flusso dei mezzi pesanti. Chiederemo che lo studio venga eseguito al più presto considerando che, nel prossimo futuro, il casello sarà gravato da un maggior traffico di camion diretti in Val Varenna, dove sarà conferito lo smarino proveniente dagli scavi per la realizzazione delle gallerie del Nodo ferroviario».

    Per quanto riguarda l’area Carmagnani, Bernini aggiunge «Il percorso di valutazione delle osservazioni al Puc è il luogo idoneo dove affrontare la questione. Inoltre occorrerà considerare l’adeguamento logistico dell’area ed in questa fase sarà possibile tornare a valutare attentamente tutte le alternative».

     

    Matteo Quadrone

  • Serge Van de Put, l’artista del “Rumentosauro” di piazza Cavour

    Serge Van de Put, l’artista del “Rumentosauro” di piazza Cavour

    Serge Van de Put è un artista belga, nato ad Anversa nel ’58. Grande viaggiatore, attualmente vive in Liguria e, dopo aver esposto alla Biennale di Venezia nel 2009, ha realizzato un’opera per Genova, una grande scultura alta 4 metri e lunga 8, visibile all’ingresso del Porto Antico in Piazza Cavour. Talento poliedrico, realizza quadri, disegni, oggetti, ma è noto soprattutto per le sue sculture di piccole, grandi e grandissime dimensioni, queste ultime pensate per essere esposte all’aperto. La peculiarità del suo lavoro sta tutta nel materiale utilizzato: la gomma di vecchi pneumatici dismessi. Materiale flessibile (relativamente!) ma duraturo, conferisce alle sue creazioni un aspetto particolarissimo. L’abbiamo incontrato e ci ha raccontato il suo lavoro.

    Può raccontare in breve il suo percorso artistico e come è arrivato a scegliere pneumatici per realizzare le sue opere? 
    Dieci anni fa mi trovavo in Marocco e lavoravo a Marrakech. Lì ho incontrato un ragazzo che lavorava la gomma: ho pensato subito che fosse un materiale molto interessante da usare per le mie sculture. Successivamente sono stato a Martinique e lì ho realizzato alcune sculture. Nel 2009 ho avuto l’opportunità, attraverso un contatto italiano, di esporre una mia opera di grandi dimensioni, L’Elefante, alla Biennale di Venezia. Dopodiché ho fatto diverse mostre in Italia, per esempio a Biella, Bergamo, Torino. Di recente ho comprato una casa a Savona e ho stabilito il mio studio ad Albissola Marina.
    Per quanto riguarda i materiali, io procedo realizzando prima una struttura in metallo che poi ricopro completamente con gomme di moto e biciclette. Adesso le gallerie richiedono specialmente le mie creazioni in gomma, ma ho fatto anche quadri, sono un artista interessato a diverse possibilità.

     

     

     

     

     

    Quali sono i suoi soggetti preferiti e perché?
    Ho realizzato opere raffiguranti persone, ma le mie sculture rappresentano per la maggior parte animali, che sono anche i più richiesti; il cane è un animale che amo molto rappresentare.

    Lei crea opere d’arte riciclando materiali molto inquinanti come le gomme usate. Spesso il suo lavoro viene interpretato come stimolo alla riflessione sul tema dei rifiuti e degli effetti catastrofici che questi hanno sull’ambiente. Lei ha sempre operato in questo senso, o è qualcosa che ha sviluppato col tempo?
    Sono molto contento che il mio lavoro abbia assunto questa valenza; non ho cominciato precisamente con questo scopo, ma la gente guardando le mie opere ha visto questo, e io ora sono felice di contribuire in qualche modo al tema del riciclo.

    Abita a Savona e ha lo studio ad Albissola. Ha esposto molte volte in Liguria, e per Genova ha realizzato di recente il “Rumentosauro Hugo”….come mai ha scelto la nostra riviera per la sua attività?
    Semplicemente è capitato. Ho avuto l’opportunità di prendere casa a Savona e lavorare vicino a Genova, e mi sono detto perché no?
    Venendo al mio dinosauro, nella sua pancia si vede un cumulo di metalli accartocciati: il loro peso corrisponde al peso medio dei rifiuti che ciascuno di noi produce in un anno. Ho fatto il Rumentosauro nell’estate 2011 e adesso è circa un anno che l’installazione si trova qui. Purtroppo non ha esattamente il contorno che avevo pensato: le transenne da lavori in corso tutto intorno e la mancanza di un’illuminazione serale sulla scultura la penalizzano un po’. È pensata in realtà per essere avvicinata, toccata e perfino scalata dalle persone; ho fatto la struttura solidissima proprio per questo.

    Una curiosità: la gomma da pneumatico è un materiale anomalo in scultura. È molto difficile da lavorare?
    Le gomme delle auto hanno un telaio in metallo che sarebbe troppo difficile da tagliare e lavorare nella forma che mi serve. Per questo io utilizzo esclusivamente gomme di moto e biciclette, che hanno al loro interno un telaio in nylon, molto più flessibile.

    A cosa sta lavorando attualmente?
    Ora ho appena finito di lavorare a una serie sui supereroi, con protagonisti cani vestiti come Batman, Zorro, ma anche Elvis Presley. La prossima mostra si terrà al Casinò di Venezia a metà giugno.

     

    Claudia Baghino
    [Foto e video Daniele Orlandi]

  • Genova città dei teatri: bando di concorso per videomaker

    Genova città dei teatri: bando di concorso per videomaker

    regiaIl portale del Comune di Genova www.genovateatro.it festeggia il suo primo anno di attività proponendo un bando di concorso rivolto a giovani aspiranti videomaker che vivono, lavorano o studiano in Liguria e di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

    Entro il 31 agosto si potrà partecipare alla campagna di comunicazione, realizzando un breve video promozionale della durata massima di 1 minuto e mezzo il cui tema è il patrimonio di “Genova città dei teatri” e in particolare il servizio di aggregatore offerto dal portale web.

    Si può partecipare individualmente o in gruppo purché il 50% dei componenti non superi l’età di 35 anni. Ogni autore/gruppo dovrà essere registrato alla banca dati Gai (Giovani Artisti Italiani) del portale www.genovacreativa.it. Il video dovrà essere pubblicato in rete su Youtube o Vimeo e linkato nel profilo personale all’interno della Banca Dati Gai.

    I premi finali sono:
    – 1.000 euro
    – abbonamento per due persone per assistere a 12 spettacoli nella stagione 2012–2013
    – una giornata di utilizzo della sala di posa di Genova Liguria Film Commission
    – diritto alla pubblicazione sul sito www.genovateatro.it, sul sito www.genovacreativa.it e sulla pagina Facebook di Genovateatro.

  • Pesto d’autore: Don Gallo e i cantautori genovesi in piazza del Campo

    Pesto d’autore: Don Gallo e i cantautori genovesi in piazza del Campo

    Via del Campo, GenovaQuest’anno,  il percorso verso il quinto Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio, parte da una location d’eccezione: via del Campo, luogo simbolo del centro storico genovese.

    Grazie alla collaborazione tra l’Associazione Culturale dei Palatifini e l’emporio ViadelCampo 29rosso infatti, sabato 7 luglio alle ore 17 nella piazza si tiene la prima gara eliminatoria di pesto al mortaio valida per il prossimo Campionato.

    In gara, oltre agli abitanti residenti della zona, si sfidano a colpi di mortaio e pestello alcuni dei protagonisti della canzone genovese d’autore: Vittorio De Scalzi, Max Manfredi, Cristiano Angelini, Sergio Alemanno e Laura Olivari.

    La realizzazione del più famoso condimento genovese verrà poi valutata  da una giuria “d’eccezione” composta da Don Andrea Gallo, dal giornalista Roberto Zaino, dagli imprenditori Marco Briano e Alessandro Cavo, oltre a Roberto Panizza e Sergio Di Paolo, rispettivamente presidente e vice-presidente dell’Associazione Palatifini.

    A fine competizione Vittorio De Scalzi si esisce suonando la mitica Esteve di Fabrizio De André ed è inoltre possibile partecipare alle ore 15.30 alla visita guidata nei meandri del Centro Storico, alla scoperta dei tesori artistici urbani e alla ricerca dei luoghi, delle tradizioni e suggestioni evocate dai grandi cantautori e poeti genovesi.  Info e  prenotazioni al n. 010.247.40.64 entro le ore 18:00 di giovedì  ( visita a pagamento soggetta a conferma, minimo 8 partecipanti).

    “Pesto d’autore” rientra nell’ambito di una settimana di promozione della cultura genovese, delle sue eccellenza gastronomiche e musicali, in collaborazione con i CIV di via Lomellini e piazza Banchi.

    I negozi aderenti all’iniziativa espongono per tutta la settimana espongono nelle loro vetrine le tavole con le vignette “Palatifini Cartoons”, il concorso umoristico internazionale dedicato al pesto genovese. In via San Luca a via del Campo, molte vetrine sono allestite con i cartoons sul Pesto realizzati da vignettisti di tutto il mondo.

  • Porto: terminati i lavori per l’impianto fotovoltaico nel cantiere San Giorgio

    Porto: terminati i lavori per l’impianto fotovoltaico nel cantiere San Giorgio

    In questi giorni sono terminati i lavori per l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico presso il cantiere navale di San Giorgio del Porto.

    Un impianto fotovoltaico da 100 kW assicurerà una percentuale importante del fabbisogno elettrico di questa storica area portuale  – che si estende su una superfice di oltre 33 mila metri quadrati, di cui 5.800 coperti, con 1.150 metri lineari di ancoraggio debitamente equipaggiati – dedicata alle riparazioni navali.

    L’installazione – la prima nell’area delle riparazioni navali del porto di Genovagarantirà al cantiere, annualmente, un risparmio energetico pari a circa il 30% degli attuali consumi strutturali (officina, illuminazione banchine, uffici) ed un beneficio ambientale stimabile in circa 73,5 tonnellate in meno di anidride carbonica.

    I moduli fotovoltaici – 320 pannelli in silicio policristallino e 136 nastri in silicio amorfo, per una superficie complessiva di circa 1.500 m2 – sono stati posizionati in totale integrazione con la copertura del cantiere e assicurano una produzione annuale di energia di circa 110.000 kWh.

    La realizzazione del nuovo impianto, del valore complessivo di circa 500 mila euro, si inserisce nelle politiche ambientali di San Giorgio del Porto (il cantiere è certificato ISO 14001) e segue le linee guida promosse dall’Autorità portuale nell’ambito del Piano energetico ambientale del Porto di Genova.

  • Università di Genova: test di ingresso a Medicina unito a Torino

    Università di Genova: test di ingresso a Medicina unito a Torino

    Università, cambiano le regole: a partire dal prossimo anno accademico le 11 facoltà saranno accorpate in 5 Scuole, i dipartimenti diventeranno 22 rispetto ai 54 precedenti, snellimenti e accorpamenti toccheranno ogni ambito, dalle biblioteche ai laboratori.

    Non solo: da quest’anno ci sarà anche un accorpamento tra Atenei, con esami di ammissione validi per più città. Il primo passo in questo senso arriva dalle facoltà di Medicina: l’esame di ammissione, identico per tutta Italia e che si terrà il prossimo 4 settembre, prevederà 774 posti validi sia per Genova sia per Torino, precisamente ripartiti in 265 a Genova, 389 a Torino e 120 nell’ateneo San Luigi Gonzaga.

    Ogni studente dovrà indicare la città di preferenza: chi otterrà un voto alto potrà scegliere, mentre per tutti gli altri la destinazione sarà decisa dal Ministero. Tra questi ultimi, chi rinuncerà alla sede scelta risulterà non ammesso.

    Marta Traverso

  • SorisummerJazz, quattro giorni di concerti jazz nel Teatro del Levante

    SorisummerJazz, quattro giorni di concerti jazz nel Teatro del Levante

    SassofonoTorna anche quest’estate  la rassegna di musica SorisummerJazz, quattro giorni di concerti nel Teatro del Levante, organizzati dal Comune di Sori con l’associazione culturale La Chascona.

    Il festival inizia giovedì 5 luglio con l’esibizione di Philippe Petrucciani Trio, con Philippe Petrucciani alla chitarra, Alessandro Collina al pianoforte e Giovanni Sanguineti al contrabbasso, che presenta al pubblico  in Remembering Michel, una performance per ricordare il grande pianista Michel Petrucciani scomparso nel 1999. Una serata di festa, un concerto per rendere omaggio al fratello ma anche una dimostrazione come alcuni strumentisti europei possano reggere il confronto con i quotati solisti di oltreoceano.

    La sera di venerdì 6 luglio è il turno del Dino Piana Quintet che propone  un tributo a Gianni Basso, il grande sassofonista nato nel 1931 e scomparso nel 2009, artista fondamentale nella storia del jazz conosciuto in tutto il mondo per il suo suono meraviglioso e il grande Swing.
    In questo tributo, sul palco del Teatro del Levante di Sori, il grande trombonista Dino Piana, uno dei più prestigiosi jazzisti italiani,  il sassofonista tenore Fulvio Albano, insieme al pianista Massimo Faraò, Paolo Benedettini al contrabbasso e il batterista australiano Adam Pache fanno rivivere la grande musica di Gianni Basso, che come sosteneva Dizzie Gillespie “era il musicista italiano più importante”.

    Sabato 7 luglio  si esibisce il Mike Melillo Trio con Mike Melillo al pianoforte, Elio Tatti al contrabbasso e Giampaolo Ascolese alla batteria.

    Mike Melillo, compositore ed arrangiatore è  considerato una vera e propria leggenda del pianoforte: ha collaborato da giovanissimo con i grandi del jazz americano, quali Coleman Hawkins, Ben Webster, Sonny Rollins e Jim Hall ed è un profondo conoscitore sia del linguaggio jazzistico sia di quello della musica contemporanea. Suoi partners in questa occazione sono due musicisti italiani che hanno alle spalle una lunghissima esperienza jazzistica e numerosissime collaborazioni con grandi nomi del jazz come Chet Baker, Lee Konitz, Barney Kessell, Don Cherry, sono Giampaolo Ascolese alla batteria ed Elio Tatti al contrabbasso.

    Per la chiusura del festival domenica 8 luglio c’è Back to Belleville con Renzo Luise e Christophe Kerleau alle chitarre e Giovanni Sanguineti contrabbasso, featuring Maurizio Geri alla chitarra che propongono un repertorio che attinge non solo alla tradizione Manouche, ma anche a quello del jazz tradizionale americano a cui i tre musicisti devono le loro prime esperienze musicali e professionali.

    Per tutti i quattro giorni nelle piazzette di Sori a partire dalle 18 concerti di musicisti emergenti e non e master class con Philippe Petrucciani e Mike Melillo aperte a tutti gli studenti strumentisti (e uditori) di ogni livello.
    Orario inizio spettacoli ore 22
    Biglietto intero  12 euro, ridotto 10 euro.
    Abbonamento a 4 concerti 35 euro

  • Fegino, Centrale del latte: manifestazione dei lavoratori

    Fegino, Centrale del latte: manifestazione dei lavoratori

    Stamattina alle ore 10 i lavoratori della Centrale del Latte di Genova si concentreranno in Largo Pertini per poi dirigersi in Prefettura dove è stato fissato un incontro con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La preoccupazione è fortissima in quanto il Gruppo Parmalat ha annunciato la chiusura dello stabilimento genovese che occupa attualmente 63 dipendenti diretti e circa 150 indiretti tra produttori, cooperative di raccolta latte ed appalti.

    La manifestazione, alla quale parteciperanno anche gli agricoltori con i loro mezzi meccanici, precede di un giorno la presentazione ufficiale a Parma da parte del Gruppo del piano industriale nel quale potrebbe essere ufficializzata la chiusura di Genova e di altri siti produttivi del Paese.

    Ieri pomeriggio, in azienda, si è svolta una partecipata assemblea sindacale alla quale hanno preso parte alcuni parlamentari liguri, consiglieri regionali, comunali e dove si è deciso di continuare la battaglia per difendere e rilanciare il prestigioso marchio genovese contro questo grave atto di dismissione industriale e speculazione finanziaria che darebbe il colpo di grazia alla nostra filiera agroalimentare.