Anno: 2012

  • Museo Sant’Agostino, ecco “Cena in Emmaus”, l’affresco restaurato

    Museo Sant’Agostino, ecco “Cena in Emmaus”, l’affresco restaurato

    Cena in EmmausÈ stato di recente esposto al pubblico un affresco – salvato dalle ingiurie del tempo e riportato a nuovo splendore – di Domenico Piola, celebre pittore genovese seicentesco (1627-1703). L’affresco in questione (191 x 125 cm), un monocromo raffigurante l’episodio descritto nel Vangelo di Luca, ha una storia piuttosto travagliata: in origine si trovava a decorare la chiesa di Santa Maria in Passione in Sarzano, gravemente mutilata dai bombardamenti della seconda guerra e successivamente colpita da crolli strutturali. Del patrimonio di affreschi di tale luogo il più andò quindi perso; la Cena in Emmaus fu salvata dalla soprintendenza del tempo, nel 1947.

    «L’affresco – dice Adelmo Taddei, conservatore del museo – venne strappato (purtroppo, poiché è una tecnica più distruttiva della superficie pittorica rispetto allo stacco) quando, a seguito di forti piogge, nel 1947, tutto il muro di destra della chiesa di Santa Maria in Passione crollò e questa monocroma subì un forte dilavamento. Dopodiché venne portata nella chiesa di Sant’Agostino. L’opera, intelaiata con una cornice e una struttura posteriore a croce, venne sommariamente pulita ed integrata, probabilmente nel 1959».

    L’affresco, di un originario color porpora, si presentava, prima del restauro, completamente ingrigito: ciò fa supporre che «dopo il 1959 l’opera non abbia più conosciuto restauro». Per quanto riguarda invece il particolare colore scelto per questo monocromo (solitamente i monocromi sono grigi) Taddei spiega: «E’ mia opinione che il porpora sia stato scelto in ragione della stessa titolazione della chiesa, dedicata alla Passione di Cristo. In particolare, ad esempio, la zona della chiesa nella quale si trovavano i quattro affreschi monocromi dei quali faceva parte questo in oggetto mostrava: nella volta, la Vergine addolorata, in controfacciata e nelle parete laterali le scene a monocroma con l’Apparizione del Cristo alla Madre, Le pie donne al Sepolcro e l’Ascensione, oltre alla Cena in Emmaus».

    Il restauro – affidato a una ditta privata – è stato sostenuto dall’associazione Amitié Gênes-Monaco e diretto dalla Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici, e ha permesso di risarcire i danni consistenti nei già citati dilavamento e ingrigimento del colore superficiale; l’opera così restaurata è ora visibile al secondo piano del museo, dove è stata inizialmente ordinata una piccola mostra didattica e le sono state affiancate due tele (sul medesimo soggetto) del contemporaneo Roberto Altmann. Al proposito dell’accostamento antico-moderno Taddei spiega: «Roberto Altmann presenterà nei prossimi mesi una propria mostra personale in Museo, probabilmente negli ampi spazi della ex chiesa di Sant’Agostino. Ci è parso che il suo tipo di fare artistico potesse presentare suggestioni reciproche e sul sentimento dell’opera antica – se ne veda la riproduzione fatta da Altmann – e sulla base comune di fattualità che ogni artista presenta. In questo ultimo senso è importante ricordare che Altmann si cimenta spesso con l’affresco. Inoltre, e più in generale, il Museo di Sant’Agostino ospita spessissimo lavori d’arte contemporanea, poiché ci pare che lo spazio moderno del Museo, ma basato sul sedime antico del chiostro triangolare e del chiostro quadrangolare presenti una vitale tensione irrisolta fra antico e moderno, amplificata dal percorso dedicato alle opere ‘classiche’. In questo spazio concettuale, in questo dialogo continuo si inseriscono sempre adeguatamente le opere degli artisti che vengono ospitati, ed abbiamo notato, oltre al gradimento del pubblico (il Museo ha aumentato di circa diecimila unità le visite negli ultimi cinque anni), che effettivamente il sommesso colloquio fra opere d’arte antica e opere ed installazioni contemporanee frutta una moltiplicazione delle possibilità di fruizione e comprensione per entrambe le parti».

    Il Museo di Sant’Agostino è aperto tutti i giorni tranne il lunedì, con orario 9-19 nei feriali e 10-19 sabato e domenica. Per info si può contattare il numero 010/2511263.

    Claudia Baghino

  • Genova Film Festival, si parte da Medianeras di Gustavo Tarretto

    Genova Film Festival, si parte da Medianeras di Gustavo Tarretto

    Due vite che scorrono in parallelo e che s’incrociano inconsapevolmente in una Buenos Aires caotica e frastornata da un’architettura soffocante; una metropoli per certi aspetti opprimente ma che nasconde emozioni e storie degne di essere raccontate. E’ iniziata così la quindicesima edizione del Genova Film Festival, nella sala 7 dello Space Cinema- Porto Antico.

    Medianeras, regia di Gustavo Tarretto (italiano solo di origine, argentino di nazionalità) è una storia d’amore in un mondo di paranoie e nevrosi che non sfocia mai nel melenso ma che resta fedele a uno stile lineare, semplice. Ricorda in alcuni momenti, mi si consenta di dire, come una fotografia sbiadita, un film di Inarritu mentre altrove ammicca al cinema francese più recente (penso soprattutto ad Amelie).  Non è esattamente l’apoteosi del cinema indipendente che rifugge il mainstream a tutti i costi: quel cinema americano che a molti fa storcere il naso ma che resta sempre la principale fonte di ispirazione per chi è nel settore. E francamente, questo è un punto a favore di Medianeras. Lo stesso produttore, Lluis Minarro, presente in sala e pronto a rispondere alle domande del pubblico con la mediazione di Cristiano Palozzi e Antonella Sica, i direttori artistici del Festival, sembra prendere le distanze dalla sua creatura. Usa in particolare l’espressione “troppo parlato” ma naturalmente non ne rinnega il valore. E perché mai dovrebbe farlo? Il film è piacevole e romantico e il romanticismo attira anche chi lo disprezza con ostentazione.

    In sala le poltrone sono quasi tutte occupate e il pubblico è variegato: ci sono più giovani che anziani e a dire il vero non è banale nella nostra amata Genova. Si applaude e per fortuna con decoro vale a dire a film concluso (anche questa è civilta!). Una serata gradevole che forse avrebbe attirato ancora più pubblico se si fosse affidata a una pubblicità più massiva. Ma sono gli stessi organizzatori a sottolineare quanto sia difficile realizzare un Festival del genere, garantire l’ingresso libero e trovare i soldi per un marketing degno di definirsi tale. Niente da dire, anzi. Le premesse sono incoraggianti e l’invito a non mancare alle prossime serate è assolutamente disinteressato. Se poi vi piace osservare le reazioni delle persone in un contesto di questo tipo vi toglierete delle soddisfazioni: il giovane intellettuale che trova il film non abbastanza pesante (chi ci ha inculcato l’equazione intrattenimento=male assoluto? Ah già, il pensiero marxista distorto a partire dalla morte di Marx) e l’uomo di mezza età (ma avrebbe potuto essere chiunque, io per primo) che all’uscita dalla sala non resiste alla tentazione di bucare il video e rilascia pareri pieni di foga sul perché e il per come del film appena visto. Chicche che ti allietano il lunedì sera!

     Il Genova Film Festival si pone in un’ideale linea di continuità con altri eventi cittadini così come dichiarato in apertura dai due direttori artistici. Primo fra tutti anche per prossimità temporale il Suq Festival che ha tra l’altro una collaborazione in uno dei cortometraggi presentati in questi giorni, La straniera di Marco Turco. Sono previsti numerosi workshop e il Concorso Nazionale di cortometraggi e documentari mentre Lluis Minarro sarà presente in più occasioni per parlare del suo lavoro (oggi, per esempio, alle 16.00 spiegherà come si produce un film indipendente).

    Non c’è motivo per disertare una manifestazione come questa: alimenta il dibattito e il confronto, apre la mente e va incontro alla ligustica virtù del risparmio. Prima di tutto, però, sfruttiamo questa e altre occasioni per divertirci, senza troppe sovrastrutture se possibile. Come ha detto la mia amica a cui ho chiesto che cosa ne pensasse del film appena visto (mentre nella mia testa rimbombavano ancora recensioni altisonanti e di difficile comprensione): “Molto bello!” “E nient’altro?” “ No, nient’altro”.

    Michele Archinà

  • Terzo Valico di Genova, una contesa senza fine

    Terzo Valico di Genova, una contesa senza fine

    IL PRECEDENTE

    3 luglio 2011: a Genova si svolge una grande manifestazione di piazza che vede uniti imprenditori e pubblica amministrazione a sostegno del progetto di Terzo Valico. Nonostante il giorno precedente il comitato pendolari Genova – Milano abbia definito “opera fantasma” il progetto, difendendo ancora una volta l’idea che migliorare le linee già esistenti renderebbe superflua la costruzione di un nuovo valico, la Sindaco di Genova Marta Vincenzi è di parere opposto. “Senza il Terzo Valico Genova e il suo porto non saranno collegati a Milano, al Nordovest e all’Europa“, è l’opinione del primo cittadino.

    Il corteo è partito dalla sede della Regione in piazza De Ferrari (presente anche il governatore Claudio Burlando) ed è arrivato fino a Largo Lanfranco, dove i manifestanti – praticamente tutti i principali esponenti dell’economia genovese – hanno consegnato al prefetto una richiesta formale perché il Governo si impegni a sostenere l’avanzamento dell’opera.

    IL PRESENTE

    Riportare indietro di un solo anno la nostra macchina del tempo è decisamente poco per spiegare la portata della situazione: il Terzo Valico è una delle tante questioni spinose su cui pubblica amministrazione, imprese e cittadinanza dibattono da anni alla ricerca di una soluzione che metta d’accordo tutti ma che di fatto non arriva mai.

    Proviamo a fare il punto, ripercorrendo quanto è accaduto e sta accadendo negli ultimi mesi: l’anno appena trascorso era terminato con la quasi-certezza che i cantieri sarebbero partiti a gennaio, dato che nel passaggio dal governo Berlusconi al Governo Monti erano stati stanziati complessivamente un miliardo e 800 milioni di euro per il progetto.

    Di fatto è ancora tutto bloccato anche se sono stati mossi i primi passi per aprire i cantieri: la Valpolcevera è un cantiere a cielo aperto, che fra Terzo Valico, Gronda e inceneritore ha davanti a sé un futuro incerto e soprattutto la contrarietà degli abitanti a un progetto che mette a rischio la sicurezza e la vivibilità del quartiere, soprattutto nella zona di Trasta.

    Se  favorevoli e contrari difendono le loro posizioni senza muoversi di un millimetro, è allarmante la disinformazione generale sui contenuti e l’impatto del progetto, in un’analisi dei pro e dei contro che esca fuori da ogni logica di contestazione.
    Intanto, in questa inchiesta, trovate una spiegazione approfondita su cos’è il nodo ferroviario di Genova, quali sono le tempistiche dei lavori e quali prospettive future.

    Marta Traverso

  • Veicoli elettrici: progetto del Comune per l’installazione delle colonnine di ricarica

    Veicoli elettrici: progetto del Comune per l’installazione delle colonnine di ricarica

    Un progetto, nato dalla collaborazione fra Ecomission – azienda leader assoluta, in Italia, per quanto riguarda il mercato della mobilità elettrica su due ruote – e la Direzione Mobilità del Comune di Genova, mira ad incentivare la diffusione dei veicoli elettrici nella nostra città. Grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale, Ecomission posizionerà gratuitamente delle colonnina elettriche per la ricarica dei veicoli presso tutte le scuole medie superiori che aderiranno al progetto, presentando richiesta per l’installazione.

    «Riteniamo che i giovani potrebbero essere il motore trainante di questo mercato che in tutto il mondo sta registrando enormi consensi, un vero e proprio boom – spiega Walter Pilloni, presidente di Ecomission, ramo aziendale di Teknit con sede a Sestri Ponente – Questo è ancora più significativo se si pensa che i mezzi elettrici risolvono diversi problemi ambientali ed economici».

    Ecomission è ufficialmente entrata nella graduatoria di un bando dell’Unione Europea, patrocinato dalla Regione Liguria (Progetto Operativo Regionale FESR 2007-2013), che prevede il finanziamento del 30%, con fondi europei, di un progetto industriale sostenibile.

    «Grazie al contributo sull’investimento messo a disposizione dalla FILSE stiamo realizzando un certo numero di colonnine per ricaricare scooter elettrici – spiega Pilloni – Al termine del progetto siamo disposti a regalare, a soggetti pubblici o privati che ne faranno richiesta, il frutto del nostro lavoro». Questa sarà l’occasione per sensibilizzare gli amministratori locali sul grande tema dello sviluppo delle infrastrutture di ricarica, indispensabili per rendere effettivamente fruibili a tutti i cittadini i veicoli elettrici.

    A Genova il problema della mobilità è uno dei tanti nodi critici che affliggono la città: 250.000 persone hanno deciso di usare le due ruote «Se così non fosse, la viabilità urbana sarebbe paralizzata per gran parte della giornata – sottolinea Pilloni – Chi utilizza lo scooter o la moto va premiato attraverso l’implementazione delle infrastrutture e attraverso benefit nel caso di sostituzione del vecchio mezzo endotermico con un mezzo elettrico».

    Il progetto di Ecomission e Comune prevede l’installazione delle colonnine presso una ventina di scuole medie superiori genovesi che potranno candidarsi autonomamente per ottenere gratuitamente le infrastrutture di ricarica e collocarle negli spazi esterni adiacenti agli edifici scolastici.

    «Gli uffici competenti del Comune incoraggeranno il progetto semplificando le pratiche burocratiche legate al posizionamento della colonnina sul suolo aperto al pubblico – conclude Pilloni – La direzione di Ecomission invierà una lettera a tutti i licei genovesi sottoponendo loro il progetto. Siamo sicuri che le candidature non tarderanno ad arrivare. L’iniziativa potrebbe prendere il via a settembre, coincidendo simbolicamente con la Settimana europea della mobilità sostenibile».

     

    Matteo Quadrone

  • Cornigliano in rock, due giorni di concerti a Villa Bombrini

    Cornigliano in rock, due giorni di concerti a Villa Bombrini

    EldritchLunedì 2 e martedì 3 luglio a Villa Bombrini si tiene la terza edizione del Cornigliano in Rock, festival nato da un progetto educativo sul quartiere popolare del ponente e organizzato dall’associazione culturale Metallo Doc. Due giorni di musica per gli amanti del genere rock a partire dalle ore 19 il cui ricavato verrà devoluto a sostegno delle attività della Onlus Gaslini Band Band che da anni sostiene le famiglie dei bambini ricoverati presso l’ospedale pediatrico Gaslini.

    Lunedì salgono sul palco i Desecrate,  band death metal melodico attiva dal 1995 con due dischi all’attivo venduti in tutta Europa, i genovesi Tenebrae, che presentano i brani tratti dal nuovo concept album il Fuoco Segreto e gli Eldritch, da più di 20 anni in giro su tutti i palchi del mondo in compagnia spesso di mostri sacri del heavy metal mondiale; hanno partecipato a più edizioni del Gods of Metal, il più grande festival metal italiano e uno dei maggiori in Europa e nel 2011 sono stati invitati a suonare al famoso Prog Power U.S.A. ad Atlanta.

    Il giorno successivo, martedì, è il turno di Lucid Dream, gruppo con una ottima tecnica ed un sound incentrato su una chitarra molto tecnica. hanno sul mercato un bellissimo disco “vision of cosmos 11” che ha ottenuto recensioni ottime) gli Shadows of steel, band genovese prog-power metal capitanata dal poliedrico Wild stee,l uno dei personaggi più famosi del metal ligure. In chiusura i Vanexa

    Chiudono l’ultima serata e il festival intero i Vanexa, band savonese nata nel 1978, con un sound tipicamente anglo-sassone che ebbe un buon successo anche all’estero; si sono da poco riuniti con l’aggiunta alla di voce Roberto Tiranti, cantante dei Labyrinth, Segio Pagnacco fondatore della band e ora bassista anche dei Labyrinth, Silvano Bottari batterista e cofondatore del gruppo ed i chitarristi Alex Graziano e Artan Selishta.

    L’ingresso è libero

  • Bruxelles, 28 e 29 giugno 2012: scongiurata una seconda crisi del ’29?

    Bruxelles, 28 e 29 giugno 2012: scongiurata una seconda crisi del ’29?

    Il premier Mario Monti torna da una due giorni a Bruxelles con una serie di ipotesi di soluzione della crisi che se verranno realmente poste in essere confermeranno la sua autorevolezza e competenza, spesso ultimamente messa in discussione da  parlamentari e commentatori vari.

    Gli accordi di Bruxelles tra i 27 membri sono stati i seguenti :

    a) Unione bancaria, che comporterebbe una sorveglianza unica su tutti gli Istituti di credito da parte della BCE

    b) Scudo anti spread, i fondi salva stati EFSL e ESM potranno acquistare titoli di stato dei Paesi virtuosi, cioè quelli che avranno dimostrato di fare i compiti a casa

    c) Patto per la crescita, un pacchetto di aiuti da meglio definire il prossimo 9 Luglio nella prevista riunione dell’Eurogruppo per stimolare la crescita economica nell’area euro da 120 miliardi

    d) Tobin Tax, tassa sulle transazioni finanziarie, da attuarsi entro fine anno ma condizionata alla cooperazione rafforzata di almeno 9 Paesi

    e) Aiuto diretto alle banche spagnole in crisi di liquidità a causa della loro forte esposizione verso il settore immobiliare in grave crisi

    f)  Impegno per varare a breve una Road Map per arrivare all’Unione monetaria ed economica

    Le misure più rilevanti sono senza dubbio dovute all’opera progettuale del Prof. Monti a cui hanno aderito la Spagna , la Francia e alla fine anche la cancelliera Angela Merkel.

    L’effetto annuncio delle suddette misure è stato molto rilevante e le borse europee dopo un lungo periodo negativo hanno preso un grande sprint. Un buon summit e un grande successo personale del nostro premier, che ha dimostrato una volta di più come il prestigio e la competenza personale specifica valgano tanto nel mondo vero e reale e confermato che il precedente capo del governo, patrocinando solo una visione onirica e autoreferenziale della realtà, abbia fatto danni gravissimi alla credibilità internazionale di questo Paese.

    Ma il passato, anche se non va dimenticato, oggi non serve per spiegare il presente e ipotizzare il futuro, che sono strettamente legati alle soluzioni discusse e imbastite nel vertice appena concluso.

    Tutto bene? Possiamo metterci in macchina e farci qualche centinaio di km per andare a crogiolarci su qualche spiaggia assolata in santa pace? Il peggio è passato e il futuro sarà roseo come quello dipinto per oltre vent’anni dal Cavaliere?

    Non è facile dirlo oggi , ma dobbiamo imparare dal passato pesantemente condizionato dalla propaganda dell’ottimismo oltre ogni logica, che non basta dire, come Mary Poppins, supercalifragilistichespiralidoso  e la pillola andrà giù; bisogna avere cognizione che è già importante avere una buona idea ma poi occorre  saperla condividere e mettere in pratica nei tempi giusti.

    Per ora siamo solo alla prima fase, il parto della buona idea, ma a breve il compito dei grandi leader europei sarà quello di dare corpo e sostanza al pensiero e programmare tutti i passi necessari per attuarlo.

     

    I RISCHI DELLA MANCATA ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA

    Senza voler peccare di pessimismo, ritengo utile in questa fase evidenziare che la reazione positiva dei mercati all’annuncio delle ipotesi di lavoro potrebbe diventare un boomerang ancora più negativo della situazione precedente qualora i premier europei non riuscissero in tempi brevi a dare sostanza al pensiero e porre in essere le azioni conseguenti.

    In questo caso infatti il fallimento suonerebbe come un vero de profundis per tutta l’Eurozona, proprio perché  dopo l’illusione della soluzione la constatazione dell’impossibilità di realizzarla proprio da parte di persone di qualità e competenza specifica come l’attuale premier avrebbe un effetto sui mercati non più controllabile.

    E’ paradossale ma del tutto logico da un punto di vista psicologico:  il fallimento di un mediocre sarebbe ancora gestibile, ma quello di una persona di grande autorevolezza  a questo punto della crisi causerebbe  un effetto domino di proporzioni non ipotizzabili, inclusa la già demonizzata uscita incontrollata dall’euro.

     

    I NEMICI DELLA MANOVRA PER RISOLVERE LA CRISI

    Ognuna delle misure ipotizzate nel summit  ha piccoli e grandi nemici, che potrebbero ostacolare o ritardare la loro attuazione. Vediamo di farne una veloce lista, partendo da quelli più definiti.

    a) Scudo anti spread, l’idea sembra  un po’ il fratello minore dei tanto discussi Eurobond.

    E’ un modo diverso di attuare il progetto di ridurre il divario dei tassi all’interno dell’Eurozona tra i Paesi buoni e quelli indisciplinati. A prima vista mi fa venire in mente  il mitico scudo spaziale di Reagan, che diede inizio all’escalation di spese militari che condusse la Russia comunista, unitamente ad altre concause, alla resa.

    L’idea è senza dubbio molto intelligente e soprattutto sottile ed offre alla cancelliera Merkel una resa onorevole, consentendole di non sconfessare la sua sbandierata avversione agli Eurobond di fronte al suo elettorato; chapeau al Prof. Monti e al suo ingegno italico.

    Bisogna vedere se nella fase attuativa sarà possibile per il suo mentore far digerire ai  tedeschi, in primis,  il meccanismo automatico di applicazione senza il preventivo intervento della Troika ( FMI, UE e BCE) e  dotare lo strumento di un plafond di risorse sufficienti a contenere le pressioni speculative che inevitabilmente lo metteranno alla prova.

    Sul fronte interno il premier avrà sicuramente un maggior potere per far attuare le riforme strutturali che permetteranno di stare nel novero dei Paesi virtuosi e poter, se del caso, attivare lo scudo.

    b) L’Unione bancaria

    La misura e’ senza dubbio suggerita dal secondo Supermario dell’Italia, ossia da Mario Draghi che dopo aver molto opportunamente fatto fare alla Banca d’Italia un deciso, ancorché  discreto, passo in avanti rispetto all’ Era Fazio nella vigilanza sugli intermediari finanziari nel nostro paese (soprattutto sul fronte della compliance e dell’antiriciclaggio), ha ben chiaro che il rilancio dell’Europa passa da un controllo molto più  ferreo e uniforme dell’operatività degli intermediari finanziari, soprattutto in quei Paesi che hanno molta economia illegale o che sono stati il refugio peccatorum  degli operatori fuorilegge.

    L’illegalità e l’evasione fiscale hanno bisogno di complici nel sistema finanziario per poter prosperare e senza il supporto di intermediari, dolosamente o colposamente collusi, si troveranno con le polveri bagnate.

    La lotta ai paradisi fiscali attuata negli ultimi anni e la riforma degli intermediari finanziari in corso in Italia sono due capisaldi essenziali, ma devono essere resi ancora più efficaci per far fronte ad una massa di economia illegale che in Italia fattura ogni anno 150 mld di euro; il punto essenziale diventa l’attuazione di  un cordone sanitario formato dalle altre istituzioni finanziarie dell’UE.

    I premier saranno d’accordo, ma senza dubbio l’Unione Bancaria darà alla BCE un potere molto importante e costringerà tutti gli intermediari finanziari all’adozione di procedure molto strette per evitare la revoca della licenza bancaria.

    In un Paese come il nostro, tradizionalmente afflitto da alta evasione fiscale, forte presenza di economia direttamente o indirettamente illegale e alta propensione alla corruzione, il ruolo degli intermediari finanziari è cruciale per realizzare il riciclaggio di proventi illeciti, per cui rafforzare la vigilanza su questo specifico punto e in generale sull’operatività delle banche alzando il livello e la competenza dei controllori e soprattutto coordinando le azioni a livello europeo , e’ un passo importante ma a livello politico sarà fortemente avversata su base locale dalle lobby che vivono e prosperano su un sistema finanziario opaco e permissivo e che già in passato sono riusciti a convincere i partiti al governo a far innalzare le soglie per il pagamento in contanti o a ritardare misure rigide sul riciclaggio.

    c) Patto per la crescita

    In questo caso è difficile dire quali siano gli avversari perché si tratta poco più di un titolo e non ha ancora alcuna coniugazione pratica. Dall’esame dei suoi contenuti si potrà valutare sia la sua fattibilità che i suoi effetti nel tempo; è chiaro che l’avversario in questo frangente è sempre il tempo, stante l’evidente deterioramento del tessuto economico di questi  mesi.

    Speriamo solo che non sia come  lo stimulus plan di Obama, che è rimasto in gran parte, come del resto la legge Dodd-Franck sulla riforma del sistema finanziario, un bel libro dei sogni, con poche ricadute reali.

    d) Tobin Tax

    E’ strettamente collegata al progetto dell’Unione Bancaria, che ne è in qualche misura anche un presupposto e ha un solo reale nemico e si chiama U.K., che vive di economia finanziaria e quindi ritiene molto pericolosa una tassa sulla principale attività svolta dalle sue imprese. Senza dubbio anche i cugini americani non sono molto propensi e quindi l’iter sarà lungo e complesso; del resto se ne parla da decenni.

    e) Aiuto diretto alle banche spagnole

    E’ una misura dettata dall’emergenza ed è probabilmente lo zuccherino concesso a Rajoy per il suo placet senza riserve al progetto più ampio del Prof. Monti, appoggiato anche da Hollande e quindi destinato a fronteggiare la Germania.

    f) Impegno per l’Unione monetaria ed economica

    E’ la logica conclusione di questo processo e porterà necessariamente ad una parziale perdita di sovranità dei singoli paesi a favore delle istituzioni europee.

    Adenauer,  Schuman e De Gasperi dall’alto del cielo stanno applaudendo il Prof. Monti, per noi italiani è l’unica speranza di un futuro diverso dal caos politico-economico-istituzionale, da cui si salva solo il Presidente della Repubblica,  in cui ci hanno sprofondato questi politici di serie C,  a cui abbiamo delegato per decenni il destino del  nostro Paese e delle nostre vite… proprio per questo penso che loro non molleranno  l’osso tanto facilmente e che il prof. Monti avrà da sudare per riportare la nostra nazione nel posto che le compete.

    Non siamo una mera espressione geografica ed è venuto il momento di dimostrarlo con i fatti. Viva l’Italia, ma solo se capirà di essere uno dei cardini dell’Europa.

    Maurizio Astuni
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    wifi gratisLa rivoluzione digitale a Genova passa dalle farmacie: è stato presentato alcuni giorni fa il progetto della sede locale di Federfarma, in collaborazione con Vallicom Srl, che da settembre 2012 garantirà la copertura wifi gratuita a tutti i quartieri della città grazie ai ripetitori che verranno progressivamente installati nelle farmacie della provincia di Genova.

    Un’iniziativa che ha avuto come capofila la farmacia Serra di Voltri – il cui titolare Edoardo Schenardi è il segretario di Federfarma Genova – che da alcuni mesi ha attivato nella propria sede un hot spot wifi. La prima fase del progetto, che partirà appunto da settembre, riguarderà 78 farmacie: la copertura wireless sarà garantita fino a 50 utenti in contemporanea sia all’interno sia all’esterno per un raggio di 300 metri.

    Si potrà accedere al servizio gratuitamente e senza scaricare alcun software: basta registrare il proprio numero di cellulare e si riceverà immediatamente la password di accesso via sms, valida per tutti gli hotspot coperti dal servizio. Si potrà navigare gratis, senza limiti di tempo e nel più totale rispetto della privacy.

    Dopo mesi di battaglie tra pubblica amministrazione e aziende private per la gestione del wifi cittadino, a mettere in piedi un progetto concreto arriva un concorrente terzo piacevolmente inaspettato: il settore sanitario diventa servizio pubblico anche nell’accesso alla rete, proprio nei giorni in cui dalla Regione arriva anche la proposta di realizzare una copertura wifi gratuita anche all’interno degli ospedali.

    La connessione tra questi ambiti in apparenza così lontani è evidente: ormai molte persone cercano in Rete notizie sulla salute e sui farmaci da acquistare, e per questa ragione farmacisti e operatori sanitari possono fornire un valido supporto nell’orientare a un uso corretto di questo strumento, tema che è stato affrontato in un recente convegno a Palazzo Ducale organizzato proprio da Federfarma.

    Marta Traverso

  • Me sem rom: campagna video per l’inclusione della popolazione rom

    Me sem rom: campagna video per l’inclusione della popolazione rom

    Una campagna video per favorire l’inclusione della popolazione rom. Questa l’iniziativa promossa dal Centro delle Culture di Genova che porterà il film – dal titolo emblematico “Me sem rom” (io sono rom) – al Consiglio d’Europa tramite il mediatore interculturale Sergio Cizmic.

    «Accedere a diritti basilari se si nasce rom è una corsa ad ostacoli – scrive il Centro delle Culture – diffidenza, disprezzo e discriminazioni sono all’ordine del giorno in tutti i campi. La popolazione rom in Italia è costretta a vivere in condizioni di profonda povertà, esclusione sociale, discriminazione e insufficiente accesso ai diritti fondamentali».

    «Cerchiamo persone (rom e non) che si facciano riprendere per pochi secondi mentre svolgono gesti quotidiani o azioni particolari che li caratterizzino – spiega il CDC – Ad un certo punto le persone riprese interrompono l’azione e dicono: “Me sem rom” (io sono rom)».

    Quando e come partecipare
    «Spargete la proposta tra le persone sensibili al tema – continua il CDC – L’appuntamento per le prime riprese è giovedì 5 luglio alle ore 19 in Piazza De Ferrari (dalla statua di Garibaldi). Il secondo appuntamento per chi non potesse essere presente il 5 è per martedì 10 luglio alle ore 19 davanti a palazzo san Giorgio. Chi necessita e/o preferisce altri luoghi/orari per il proprio “pezzo” non fa che contattarci (mesemrom@hotmail.it ) e accordiamo una ripresa all’ora e nel luogo preferito».

    «La strada che porta al rispetto del diritto alla casa, al lavoro, all’istruzione e alla regolarizzazione può essere percorsa con successo solamente se prima si abbattono i pregiudizi che contrappongono tra loro persone e identità culturali – conclude il CDC – Speriamo di rivedervi per questo piccolo contributo, se partecipate confermateci la vostra presenza mandandoci una mail».

    Contatti

    SEO CIZMIC e Pietro
    mesemrom@hotmail.it
    sergio 347 7330144
    pietro 347 2549299

    CdC Genova
    Via delle Vigne 8r, 16123 Genova
    http://centrodelleculturege.weebly.com/
    centrodelleculturegenova@gmail.com
    Tel- Stefano 338 7949332

  • Voltri, ex albergo Trezzano: dopo 14 anni sarà riqualificato

    Voltri, ex albergo Trezzano: dopo 14 anni sarà riqualificato

    Finalmente, dopo ben 14 anni, quello che era un buco nero divenuto simbolo di incuria e degrado, proprio nel bel mezzo del centro storico del quartiere di Voltri, sembra aver trovato una concreta possibilità di riqualificazione. Parliamo dell’ex Albergo Trezzano di via Sant’Ambrogio di Voltri, un edificio fatiscente dopo esser stato vittima, nel lontano 1998, di un devastante incendio.
    Da quel drammatico giorno «La facciata, unica parte rimasta in piedi dopo il rogo, è stata messa in sicurezza con ponteggi ed una tensostruttura che ha sostituito il tetto», spiega Matteo Frulio, consigliere Pd del Municipio Ponente. E per 14 lunghissimi anni il palazzo è rimasto abbandonato a se stesso, fasciato dalle impalcature.

    Un’estenuante diatriba ereditaria ha complicato la situazione ed inevitabilmente ha ritardato l’esecuzione dei necessari interventi di ristrutturazione. Successivamente la proprietà della struttura è passata ad Arte (Agenzia Regionale Territoriale per l’Edilizia). Il Municipio Ponente, nel corso del tempo, ha sollecitato più volte Arte affinché quest’ultima individuasse un soggetto in grado di risanare il palazzo, inserito nel contesto di un centro storico riqualificato grazie agli sforzi dell’amministrazione locale.
    «Innanzitutto occorre garantire il diritto alla sicurezza degli abitanti della zona – spiega il Presidente del Municipio, Mauro Avvenente – in particolare di quelle persone che abitano in alloggi del medesimo palazzo».

    Il Comune di Genova, fino a poco tempo fa, aveva deciso di mantenere sull’ex albergo Trezzano, una sorta di diritto di prelazione. Come spiega il presidente Avvenente «Alcuni abitanti delle alture di Voltri avevano presentato richiesta, qualora fossero sopraggiunti gli sgomberi per la realizzazione della Gronda di ponente, di essere ricollocati nell’ex albergo Trezzano, in maniera tale da non spezzare dei rapporti sociali ormai consolidati».
    A causa della mancata realizzazione della tanto discussa opera pubblica, i soggetti interessati hanno fatto scelte diverse ed oggi, questo diritto di prelazione, non esiste più.

    La notizia di questi giorni è che Arte ha realizzato un bando per l’affidamento della struttura a privati, che avrebbe già suscitato l’interesse di alcuni soggetti. Il bando verrà pubblicato da qui a breve, probabilmente nel mese di luglio «L’iniziativa privata, vista la deficitaria situazione delle casse pubbliche, è l’unica in grado di garantire un intervento in tempi rapidi ed il conseguente risanamento della zona», sottolinea Avvenente.

    Nell’edificio verranno realizzati alcuni appartamenti «Ma dovrà essere garantito il mantenimento della facciata e del prospetto storico seicentesco di Via Sant’Ambrogio – sottolinea il consigliere municipale Matteo Frulio – Speriamo che, dopo quasi vent’anni, si riesca a giungere ad una conclusione e alla riqualificazione della fascia palazzata storica dell’antico Borgo Gatega».

     

     

     

     

     

     

     

    Matteo Quadrone

  • Mi hanno rubato il prete: la festa al Carmine per Don Gallo

    Mi hanno rubato il prete: la festa al Carmine per Don Gallo

    Don GalloNel 1970 Don Andrea Gallo fu allontanato dalla sua parrocchia al Carmine, e a seguito di questo evento fondò la comunità di San Benedetto al Porto nella quale tuttora vive e opera: per ricordare questo evento, ogni anno il 2 luglio nel quartiere genovese si celebra la festa Mi hanno rubato il prete, ormai diventato un appuntamento consolidato nell’estate in città.

    Questo il programma dell’evento di stasera.

    Si comincia alle 17.45 con il saluto di Simone Leoncini, presidente del Municipio Centro Est.

    A seguire incontro con la blogger aquilana Anna Pacifica Colasacco, molto attiva nell’Assemblea cittadina dell’Aquila, che nel suo blog racconta quanto i media e le “versioni ufficiali” non hanno detto prima e dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

    Dalle 19.30 cena in piazza con Don Gallo a base di menù genovese. Non è necessaria la prenotazione e il ricavato (15 €) verrà interamente devoluto a sostegno della Comunità di San Benedetto al Porto.

    Alle 20.45 presentazione del nuovo cd degli Altera “Italia Sveglia! Note per destare un paese”, al cui interno è presente la canzone “Mi hanno rubato il prete” con Don Gallo ospite in voce e un cortometraggio omonimo come traccia video.

    Dalle 21.30 concerto del cantautore romano Valerio Billeri e a seguire Ostinati e contrari Zena, con ospite Sergio Alemanno.

  • Twitter e la musica: arriva a Genova l’evento Twittamidinotte

    Twitter e la musica: arriva a Genova l’evento Twittamidinotte

    Concerto musica liveChi usa Twitter avrà notato spesso nell’elenco dei Trending Topic (il box posto a sinistra della bacheca che aggiorna in tempo reale sui temi più “twittati”) l’hashtag #Twittamidinotte: si tratta di un evento che si tiene periodicamente e in contemporanea in varie città italiane, e che il prossimo venerdì 6 luglio (ore 18.30-21.30) si unirà a un altro appuntamento legato al popolare sito di microblogging, la sesta edizione di #TTT (Twitter Tips & Tricks), un mix tra aperitivo e corso per l’autoformazione avanzata e approfondimenti sull’uso di Twitter.

    Per la prima volta Genova è coinvolta in questo evento, il cui tema sarà Twitter e la Musica – Produrre, suonare e condividere: si parlerà di come Twitter sta cambiando il mercato della musica in Italia e nel mondo, si illustreranno i vantaggi che questo servizio di microblogging offre a tutti i professionisti del settore e a tutti gli ascoltatori e amanti della musica. Twitter si sta infatti dimostrando un ottimo strumento per la condivisione della musica e per la promozione di etichette discografiche, musicisti, e Dj, soprattutto emergenti e di nicchia, che hanno la possibilità di condividere la propria arte musicale con i propri follower.

    In questa edizione verrà fatta una puntata speciale di Twittamidinotte in diretta da The Hub Milano e sarà possibile interagire con i partecipanti attraverso Twitter.

    Il luogo in cui si terrà #TTT a Genova è ancora in via di definizione: chi vuole partecipare può contattare il referente genovese dell’evento, Paolo Ratto, attraverso il suo account Twitter @jul_x.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Fiera Mercato ArteGenova, al via le selezioni per il 2013

    Fiera Mercato ArteGenova, al via le selezioni per il 2013

    Sono aperte le selezioni per la prossima edizione della fiera mercato Artegenova dedicata all’arte contemporanea che  si svolgerà dal 22 al 25 febbraio 2013. Il bando (a breve online sul sito www.satura.it) scadrà il 30 luglio ed è rivolto ad artisti interessati a promuovere la propria immagine in una prospettiva di crescita professionale e di mercato.

    Lo staff di Satura è disponibile a dare informazioni agli artisti dal martedì al sabato dalle ore 15:00 alle ore 19:00 ai numeri di telefono 010.24.68.284 – 010.66.29.17.

    Nella scorsa edizione di ArteGenova sono state più di 90 le gallerie ospitate nel complesso fieristico, opere dei movimenti artistici del secolo scorso e contemporanei, dando ampio spazio agli artisti emergenti e alle manifestazioni innovative come l’arte digitale e la videoarte.

    Autori del calibro di Balla, Carrà, De Chirico, De Pisis, Sironi, Severini, Morandi, Schifano accanto ai più noti protagonisti della Storia dell’Arte Moderna come Picasso, Utrillo, Chagall, Dalì, Hartung, Warhol ma anche opere contemporanee come quelle della Transavanguardia Italiana, dell’arte concettuale di Agnetti, Castellani, Bonalumi, dell’Informale di Burri, Capogrossi e Vedova, dello Spazialismo di Lucio Fontana fino all’arte povera di Boetti, Calzolari, Pistoletto.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Il Castello dei sette peccati, il teatro della Tosse si sposta ai Parchi di Nervi

    Il Castello dei sette peccati, il teatro della Tosse si sposta ai Parchi di Nervi

    Il Castello dei sette Peccati.Come ogni anno, il Teatro della Tosse si sposta ai Parchi di Nervi per la stagione estiva: nella suggestiva location del levante genovese quest’anno si tiene dal 3 al 28 luglio lo spettacolo Il Castello dei sette Peccati, per la regia di Emanuele Conte e Amedeo Romeo da un’idea di Tonino Conte.

    Uno spettacolo che porterà alla riscoperta dei sette peccati capitali, Superbia, Avarizia, Ira, Lussuria, Gola, Accidia e Invidia, in cui il pubblico peccatore potrà ascoltare le ragioni di ogni vizio e confrontarsi con le proprie debolezze senza temere per la salvezza della propria anima.

    Alla fine del viaggio gli spettatori scopriranno quali sono i nuovi vizi del nostro tempo, prima di congedarsi con una grande abbuffata, tra le note liberatorie e allegre della canzone della gola.

    I sette peccati sono liberamente ispirati a grandi autori o personaggi emblematici che fanno ormai parte della storia e della nostra cultura.

    Domenica sono in programama anche degli spettacoli per i più piccoli con quattro appuntamenti a entrata libera con Alì Baba (1 luglio), Gulliver (8 luglio), La favola del flauto magico (15 luglio) e Il cappellaio matto (22 luglio).

    In più è organizzata anche una mostra Vizi D’Arte, Metti in mostra i tuoi peccati, in esposizione dal 5 al 26 luglio nella Sala Anita Garibaldi (passeggiata Anita Garibaldi 35, Nervi) dal martedì alla domenica ore 17.00/22.00 ingresso libero.

    In mostra i 7 peccati capitali nella reinterpretazione di Tonino Conte, Andrea Corbetta, Luigi Ferrando, Gregorio Giannotta, Andrea Morini, Paola Rando, Renza Tarantino e le opere d’arte selezionate dal concorso Metti in mostra i tuoi peccati, lanciato dallo stesso teatro nel mese di maggio.

    Lo spetatcolo teatrale si tiene alle ore 21, il lunedì è il giorno di riposo.

    Biglietti intero 15 euro

     

  • Walter Firpo, Videoscrittori: la “Teoria di un viaggiatore emotivo”

    Walter Firpo, Videoscrittori: la “Teoria di un viaggiatore emotivo”

    Incontriamo Walter ad Olcesi, piccolissima frazione in Val Trebbia, vicino al paese di Laccio nel Comune di Torriglia.

    «Ci sono tanti momenti nostalgici nella vita di campagna… Un sentimento a cui spesso viene data accezione negativa, io lo considero un momento molto pacifico in grado di rasserenare il corpo da tutte quelle emozioni che stressano la nostra mente e che nella maggior parte dei casi vengono considerati sentimenti “positivi”…»

    E non cambieresti mai questa vita con la vita di città?

    «Non odio la città, tutt’altro. Una piccola dose ogni tanto non mi dispiace affatto… A me piace incontrare la gente quando mi va, non per caso, non per forza…»

    Non trovi che Genova sia una città nostalgica?

    «Si, molto. Sicuramente per la sua storia, è una città in cui mi ritrovo molto, mi assomiglia. Quelle ore serali di inverno vestono Genova di nostalgia…»

    Il tuo essere scrittore si nutre della tua vita di campagna?

    «Certo si nutre e in parte ne è anche espressione vera e propria.»

     

    Marcello Cantoni

     

    “Teoria di un viaggiatore emotivo” di Walter Firpo

    walter-firpoReykjavik tuonava di odori, nitidi nell’aria secca. La notte era buia, priva delle luci artificiali delle insegne e dei lampioni, ed ancora inondata dalla luce del sole.
    Dopo la notte, che ci aveva lasciati confusi ed estasiati, io e mia sorella Morena ci riposammo un giorno intero alla Laguna Blu, in acque calde e deliziose. Ripartimmo alle prime luci della sera.
    Cercavamo un bus che ci portasse in un luogo, alla fine prendemmo un taxi che ci portò in un altro e ci sembrò avere un costo esagerato. Fermammo nei pressi di Songhellir e sentimmo Proserpina cantare, dai meandri della Terra.
    Afferrammo il primo autobus al volo. Fu un viaggio lungo e ci portò a Dalvik.
    Dalvik era una cittadina di cui non sapevo nulla. Un borgo di pescatori incastonato nella parte più interna di un fiordo sulla costa nord dell’Islanda. Conobbi che era di lì che partivano i traghetti per Grimsey e cominciai a pregustare l’idea di mettere il mio piede oltre il Circolo Polare Artico.
    ” Intanto ci dovremmo fermare comunque!”, dissi a mia sorella. Cercammo un albergo e un pub nel quale mangiare montone e bere birra. Sicuramente sarebbe piaciuto più a me che a mia sorella.
    Il mattino seguente salpammo alle nove e ci aspettavano tre ore erotte di navigazione nel Mar Glaciale Artico. Mi aspettavo di incontrare Moby Dick.
    Il cielo era chiaro, il mare plumbeo e l’aria imperscrutabile. La nebbia era fitta ed immobile.
    In mare aperto ebbi l’impressione di vedere una zattera che veleggiava verso Ovest. Che fosse San Brendano in cerca dell’albero della vita? Cominciai a temere anche le leggende dei grandi vortici marini dei mari del nord, di cui non ricordavo il nome; ma erano leggende norvegesi.
    Di Grimsey sapevo solo che avrei incontrato folletti e trolls.
    Passammo sull’isola la giornata e salpammo indietro nel tardo pomeriggio. Non ero riuscito a vedere i folletti, solo strani uccelli e uomini rudi.
    Nel viaggio di ritorno tutto intorno a noi si fece scuro, come il cielo durante la notte che non vedevo da giorni. I flutti ruttavano volgarmente e la nave sballottava. Nella confusione, che la calma dell’equipaggio sedava, mi affacciai al parapetto e intravidi tre creature divine su di uno scoglio, che sembrava che cantassero il mio nome; già scivolavo nelle acque ghiacciate, che un elegante marinaio mi trattenne e mi avvertì : ” Attento, quelle son Sirene!”.
    Ed io rimostrai: ” Ma quelle son le donne che ho amato e di ognuna conosco il nome!”.
    ” Di loro han soltanto le sembianze, per ingannarti ragazzo!”, mi spiegò il marinaio, prima di sparire. Capii allora di aver parlato col gentiluomo d’avventura di cui avevo letto tutti i fumetti. E vidi la sua goletta allontanarsi dalla nosta nave e accostarsi allo scoglio delle sirene.
    A Dalvik restammo ancora una notte. Ivi partimmo con l’autobus che ci riportò nella capitale.
    Dopo alcuni giorni di movida e bagni termali, riprendemmo l’aereo e la vita abituale.
    La verità… è che devo ancora partire; però il mondo è già tutto nelle mie tasche!

  • Londra: una capitale unica, speciale e romantica

    Londra: una capitale unica, speciale e romantica

    Quale bambino non ha sognato di volare intorno al Big Ben con Peter Pan o chi non ha immaginato di trovarsi nel mezzo di uno dei più spinosi casi di Sherlock Holmes nella Londra celata dalla nebbia e dal fumo grigio che fuoriesce dai camini? Londra è questo, è unica, speciale e romantica.

    Unica come un pomeriggio in barca a remi nel lago di Hyde Park, speciale come la Union Jack e romantica come una passeggiata di mezzanotte nei dintorni del Tamigi ad ammirare la luna che illumina Westminster.

    Siamo su un isola o semplicemente nel sesto continente? Questa domanda può sembrare esagerata ma l’aria che si respira a Londra è quella di una città che vive delle sue tradizioni pur convivendo con immigrazione e integrazione all’ordine del giorno, dove ogni persona è la benvenuta e dove la libertà di espressione viene esposta in ogni angolo della strada.

    La città è divisa in quartieri, ognuno diverso e ognuno con caratteristiche uniche. Si passa da Westminster dove troviamo le più classiche e regali  attrazioni londinesi, il Big Ben , Buckingam palace e Trafalgar square per poi arrivare a Soho, dove turisti e persone di ogni etnia e gusti sessuali si mischiano per le vie sempre vive del quartiere più giovanile della città, ricco di bar, pub e ristoranti da ogni parte del mondo.

    Adiacente a Soho troviamo Chinatown, uno degli insediamenti cinesi più grandi e ordinati d’Europa, costituito principalmente da ristoranti sempre colmi di persone amanti della loro cucina. Per vedere “l’inglese vero” invece bisogna recarsi nella City, dove uomini in giacca e cravatta con impermeabile e bombetta si aggirano a passo spedito nei dintorni di Liverpool street, tempio delle banche e degli istituti assicurativi più prestigiosi.

    Una delle peculiarità di Londra sono i suoi mercati famosi in tutto il mondo, nei quali è facile trovare merce di ogni genere, dagli oggetti più moderni a quelli più antichi, vestiti usati, dischi rari, giocattoli d’epoca e antiche cianfrusaglie recuperate in qualche scantinato di qualche casa in stile georgiano.
    Tra i più importanti e rinomati ci sono Portobello Road e Camden Market, il primo , situato a Notting Hill, un elegante quartiere nella zona ovest della città che durante i week-end si trasforma in una variopinta via lungo la quale si possono trovare banchi di antiquariato locale, oggetti storici di ogni parte del mondo, vecchie riviste, abbigliamento , attrezzatura di guerra, arredamento, quadri e stampe storiche inglesi.
    Portobello Market è uno dei mercati di antiquariato più belli e importanti al mondo, visitato da migliaia di turisti ogni anno e il suo nome è ormai conosciuto nella memoria di ogni persona come Portobello Road, la via nella quale vengono esposti i banchi.
    Meno famoso ma non per questo di minore interesse è Camden Lock Market, situato a nord della City nella zona di Camden Town, un luogo alternativo e giovanile costruito lungo il Regent’s Canal sede in estate di piacevoli gite in barca e passeggiate lungo i ponti storici sedi di epiche battaglie. Il mercato si divide in due parti, il versante alla luce del sole dove si trovano negozi di abbigliamento alternativo con negozi stile punk, metal e abbigliamento giovanile di ogni genere, banchetti alimentari da ogni parte del mondo, prevalentemente cibi asiatici, che colorano e profumano di curry e zafferano l’aria del Lock. Il mercato coperto invece è stato rimodernato a causa di un incendio divampato nel 2008 che ha distrutto i negozi storici presenti nell’area fin dal 1975, anno della costruzione del mercato. Il nuovo mercato costruito dopo l’incendio risulta essere più moderno e meno caratteristico del precedente ma nonostante questo resta uno dei più belli di Londra e forse del mondo. Al suo interno si trovano negozi di dischi e piccoli espositori di quadri e insegne di pub, abbigliamento usato ,moderno e vintage, forse quello che rappresenta meglio Londra, la varietà.

    Nonostante l’importanza di questi due luoghi così famosi al mondo, non possiamo trascurare l’importanza di Petticoat Lane, meno conosciuto ma sicuramente molto più caratteristico a causa di un suo non riconoscimento specifico. Questo mercato non viene citato quasi mai nelle mete turistiche nonostante sia uno dei più antichi dell’intera Londra. Un tempo chi esponeva al di fuori del territorio di competenza era perseguitato dalla polizia che veniva a loro volta aggredita e cacciata dai venditori stessi. Di conseguenza il mercato è sempre stato mal visto dalle autorità fino al 1936 , anno in cui una legge lo dichiara mercato a tutti gli effetti, nonostante lo sia stato in maniera informale fin dal 1700. Nasce come mercato di tessuti per poi evolversi in abbigliamento e stoffe da ogni parte del pianeta. Si trova vicino a alla stazione di Liverpool street, facilmente raggiungibile con la fermata della metropolitana di Aldgate, è aperto dal Lunedì al Venerdì e durante il week end si estende anche nelle vie circostanti.

    Londra si estende lungo il Tamigi per decine e decine di km ma grazie al più antico sistema di metropolitane del mondo risulta facilmente raggiungibile in pochi minuti anche zone molto distanti tra loro.

    Per viaggiare all’interno della città , oltre alla rete metropolitana , troviamo i famosissimi bus rossi a due piani, i taxi e se ci si vuole spostare senza inquinare ci sono biciclette a noleggio in ogni angolo del centro dove si possono trovare anche affascinanti risciò.

    Prendendo la metropolitana marrone, la Bakerloo line e scendendo alla stazione di Baker Street, ci si trova dinnanzi a un enorme statua raffigurante il mitico Sherlock Holmes, che secondo i racconti di Sir.Arthur Conan Doyle risiedeva proprio a Baker Street, al 221b, dove adesso si può trovare la sua casa trasformata in museo. A fianco alla casa del più famoso investigatore del mondo troviamo un negozio molto particolare, il negozio dei Beatles. Questo piccola attività nasce dalla semplice passione del proprietario per i fab fours e proprio grazie alla sua passione che possiamo trovare gli articoli più particolari riguardanti i Beatles.

    Sempre alla fermata di Baker Street si trova il museo delle cere più famoso del mondo, il Madame Tussaut dove le statue dei più famosi personaggi si fanno fotografare assieme a migliaia di turisti ogni giorno.

    Fare shopping a Londra è facile, basta recarsi a Piccadilly circus e dirigersi in tutte le direzioni passeggiando lungo Regent street dove si possono trovare le marche più famose di abbigliamento e cosmetica, mentre per i più piccoli c’è Hamleys, uno dei negozi di giocattoli più grandi al mondo, cinque piani di giochi interattivi grazie ai ragazzi che lavorano al suo interno che fanno divertire i bambini con bolle di sapone giganti, piccoli aerei volante e magie degne dei migliori prestigiatori.

    Da Regent street ci si collega a Oxford circus e Oxford street, anch’esse ricche di grandi firme ma improntate sui giovani e per chi vuole fare acquisti low cost, quest’ultima è la naturale prosecuzione di Knitesbridge, dove ha sede Harrods, il grande magazzino celebre a livello internazionale.

    Lungo la Piccadilly, la strada che collega Green park a Piccadilly Circus, troviamo Fortnum & Mason, un grande magazzino famoso per essere il fornitore ufficiale di the della casa reale. Aperto nel 1707 nel centro di Londra, nel tempo ha mantenuto la stessa regale precisione nella cura e nell’allestimento delle vetrine e grazie alla sua varietà di prodotti è stata scelta dall’aristocrazia locale per servire le più grandi manifestazioni della storia Londinese. Al suo interno si possono trovare le migliori qualità di the da degustare comodamente nella prestigiosa sala allestita in perfetto stile British, accompagnando la bevanda con paste, biscotti e cioccolatini di loro produzione oppure importate dalle più prestigiose pasticcerie del mondo.

    Adiacente a Fortnum & Mason troviamo la piccola chiesa di St.James, nel cui cortile viene esposto un piccolo mercato di merce usata e di produzione artigianale, facile da visitare per la sua comodità, utile per staccare la vista dalle grandi firme del centro cittadino. Sempre tenendo come punto di riferimento Piccadilly circus e attraversando Leicester Square con i suoi cinema e ticket office e proseguendo verso ovest percorrendo New Row, non ci si può non imbattere in Covent Garden. Situato nel west end della città, costituisce il raccordo tra lo Strand e la zona centrale Charing Cross Road. Nato dalle ceneri di un antico orto di un convento di frati, dal quale prende il nome, si è trasformato nel tempo in mercato ortofrutticolo per poi diventare il luogo più turistico di Londra dopo Piccadilly Circus. Al suo interno si trovano negozi di abbigliamento e ristoranti dai quali è possibile assistere comodamente seduti agli spettacoli degli artisti di strada che si esibiscono da ogni parte del mondo.

    Tra i mille pregi di Londra troviamo anche la vena romantica che la contraddistingue. Per i viaggi in dolce compagnia si può passeggiare lungo il Tamigi intorno alla mezzanotte, attraversare il Millennium Bridge e con un po’ di fortuna si può ammirare la luna piena che illumina il Big Ben, il tutto accompagnato dalle musiche dei Betales suonate da improvvisati musicisti lungo le rive del fiume, oppure potete affittare una barca a remi nel lago di Hyde Park e navigare in mezzo ai Cigni poco prima del tramonto.

    La frenesia della città e le migliaia di persone che si incrociano ogni minuto vengono spezzati dal verde e dalla tranquillità dei parchi cittadini. Hyde park e Green park su tutti, dove troviamo volatili di ogni genere non preoccuparsi della presenza delle persone, mentre piccoli scoiattoli si avvicinano ai bambini in attesa di qualche briciola. St.James park invece, è il più antico dei parchi reali ed è situato a est di Buckingham Palace, al suo interno si trova un lago con due isole, la Duck Island e la West Island. Tra i parchi annoveriamo anche alcuni cimiteri, tra cui il West Brompton Cemetery, un enorme distesa di tombe di guerra sulle cui lapidi si trovano grossi Corvi neri molto caratteristici , non particolarmente allegro ma sicuramente interessante per gli storici e amanti della fotografia.

    Vicino a West Brompton si trova anche la casa di Freddy Mercury, ormai non più abitata dalla sua famiglia ma comunque sede di pellegrinaggio, consigliamo quindi di non suonare il campanello…

    Londra è diventata facilmente raggiungibile grazie ai voli Low Cost che permettono da tutta Italia dispendere poche centinaia di euro in ogni stagione. Gli alloggi sono facili da trovare, si va dall’albergo di lusso ai più economici, mentre per chi vuole dormire in una vera casa Inglese puà cercare un B&B dove troverà sicuramente accoglienza , pulizia, cortesia e l’odore del bacon con salsiccia che vi sveglia al mattino per la colazione.

    Londra è sicuramente la città meglio fornita al mondo per quanto riguarda il trasporto grazie, come detto, alla più antica rete metropolitana del mondo, consiglio però, se avete l’occasione di muovervi in bus, e di salire al piano superiore per godere tutta la città vista da angolazioni indubbiamente particolari.

    E forse Samuel Johnson aveva proprio ragione, “…chi è stanco di Londra è stanco della vita”.

     

    Diego Arbore