Mese: Gennaio 2013

  • Foce, restyling piazza Palermo: pronto un nuovo piano di interventi

    Foce, restyling piazza Palermo: pronto un nuovo piano di interventi

    posteggi-linee-blu-area-piazza-palermoConclusi da qualche mese i lavori di riqualificazione di piazza Palermo, cuore pulsante del quartiere della Foce, già si parla di apportare altre migliorie. Dopo il restyling e l’inaugurazione dello scorso 20 novembre 2012, per piazza Palermo – luogo frequentato dai genovesi soprattutto per il mercato allestito il lunedì e il giovedì mattina-  è già pronto un altro piano di interventi. A raccontarcelo, Gianluca Manetta, assessore all’assetto del territorio, viabilità su base locale, interventi manutentivi e vice presidente del Municipio VIII.

    Dopo i primi interventi eseguiti da Aster (dalla manutenzione del verde, alla realizzazione di spazi gioco pensati soprattutto ad uso dei bambini delle scuole affacciate sulla piazza, come l’elementare Barrili) e deliberati nello scorso mandato, anche la nuova amministrazione prosegue sulla stessa linea. L’obiettivo, fare della piazza un luogo fondamentale di aggregazione per l’intero quartiere. Il vice presidente Manetta parla di «miglioramento della fruizione della piazza mediante manutenzione permanente e completamento dell’opera di razionalizzazione». Il progetto vuole coinvolgere negozi, mercato, plesso scolastico comprendente l’istituto nautico e l’elementare Barrili, e i locali dello Spazio Magico. La finalità di queste migliorie è, tra le altre cose, anche strettamente urbanistica: si cerca di aumentare la visibilità della piazza, ridefinendone la prospettiva, migliorandone la parte centrale di ritrovo e di svago, e avvicinandola alle esigenze del pedone.

    Le proposte di Manetta si articolano in quattro punti fondamentali, alcuni dei quali tra loro alternativi. Quali di questi verranno effettivamente realizzati è ancora da decidersi.

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    Ecco in dettaglio:

    Pedonalizzazione della corsia riservata alle automobili sul lato della piazza su cui si affaccia il plesso scolastico, in modo da creare un continuum tra scuola e parco, rendendo più immediata la fruizione da parte dei bambini e riducendo il rischio relativo all’attraversamento pedonale all’uscita da scuola;

    Modifica del senso di marcia dei due bracci stradali attorno ai giardini centrali, con l’inversione del senso della carreggiata sul lato delle scuole in modo da uniformare la direzione di marcia in entrambe le corsie. Inoltre, è prevista la realizzazione di parcheggi per favorire i residenti e alleggerire il traffico e la soste legate alle scuole;

    – Creazione di un attraversamento pedonale rialzato sul lato delle scuole, collegato all’area verde al centro della piazza (misura per la quale sono stati posti vincoli legislativi che fanno presagire l’impossibilità di continuare l’iter per la realizzazione);

    – Asfaltatura del marciapiede di piazza Palermo, sul lato opposto agli edifici scolastici, in cui sono presenti esercizi commerciali e negozi. Lo stesso è da realizzarsi anche nella vicina via Montesuello. Inoltre, sempre su questo lato, si è pensato a un allargamento del marciapiede, in modo da agevolare il passaggio e favorire il commercio dei vari esercizi;

    – Coinvolgimento dei bambini della scuola Barrili nel progetto Unicef di colorazione dei marciapiedi: mediante l’uso di appositi colori, i bambini sono chiamati a ridipingere con creatività i marciapiedi della loro città. La realizzazione del progetto, particolarmente caldeggiato da Manetta, si ispira a quanto già realizzato nella centralissima via Fiasella, traversa di via XX Settembre. Qui, nel novembre 2011 era stata promossa l’iniziativa “Il Labirinto del Colore”, compresa nel più generale programma promosso da Unicef “I colori dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”: si trattava di una realizzazione ludico-didattica in cui gli alunni delle scuole genovesi –tra cui quelli del liceo artistico Klee Barabino– si sono fatte promotrici della realizzazione della “Via Amica dei Bambini”. All’epoca, l’iniziativa era stata pensata anche per dare un segnale di incoraggiamento e ripresa, dopo l’evento tragico dell’alluvione. «Oggi -racconta l’assessore Manetta- si tratta soprattutto di sviluppare senso critico e civico nei bambini, coinvolgendoli nel modello di “città partecipata” già sperimentato in altre città italiane».

    Per quanto riguarda il mercato, invece, è ormai stata definitivamente accantonata l’idea dell’apertura domenicale, fortemente voluta dagli ambulanti. La sperimentazione, che era stata avviata nell’aprile 2011 e che prevedeva l’allestimento del mercato per tutta la giornata di domenica dalle 9 alle 18.30, era venuta poi meno a causa dei dissapori tra associazione ambulanti e residenti, che ponevano problematiche relative a parcheggi e mobilità nel quartiere. Dopo l’insediamento, la nuova amministrazione ha deciso di interpellare ancora una volta i cittadini, per sondarne gli umori e proporre sedi alternative per l’allestimento domenicale. L’indagine ha rivelato il persistere di un’incertezza di base tra i residenti e la mancanza di unanimità, fattori che impediscono ancora oggi di trovare un accordo.

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Trasporto pubblico locale: prima degli aumenti tariffari, migliorare il servizio

    Trasporto pubblico locale: prima degli aumenti tariffari, migliorare il servizio

    Corso Europa«Se si può essere lieti che la tariffa integrata sembri correre meno rischi di alcune settimane fa – spiegano in un comunicato congiunto WWF e Legambiente – è evidente che Regione Liguria e Comune di Genova siano ben lontani dall’avviare una politica virtuosa per il trasporto pubblico».

    A Genova, infatti, nonostante già ora siano in vigore le tariffe più care d’Italia «Comune e Regione sono intenzionati a procedere ad un ulteriore aumento delle tariffe del trasporto pubblicosottolineano Legambiente e WWF – E così si passerebbe dai già molti 43 euro per un abbonamento mensile a 45 e dai 380 di un annuale a 395».

    Aumenti in cambio di che cosa? Si domandano le due associazioni ambientaliste che ricordano «In questi anni non si è fatto altro che tagliare il servizio, sia bus che treni, con l’effetto di veder calare il numero di passeggeri che utilizzano i mezzi pubblici e aumentare l’evasione del pagamento del biglietto». Tutto ciò a fronte di continui e massicci aumenti delle tariffe «In 10 anni si è passati 25,82 euro per un mensile a 43 sottolineano WWF e Legambiente – se passeranno questi nuovi aumenti a 45, mentre in realtà ben più fornite di servizio, come Milano, è da 10 anni che non vi sono aumenti degli abbonamenti, e si pagano 30 euro per un mensile e 300 per un annuale, con aumento del numero degli abbonati del 30%!».

    Per le associazioni l’aumento delle tariffe legato alla motivazione dell’inflazione, così come presentato da Regione e Comune non appare credibile «Aumento legato all’inflazione? L’inflazione esiste solo a Genova? (e a livelli dell’Argentina?)».

    La posizione di Legambiente e WWf è netta «Prima di qualsiasi aumento tariffario si devono vedere concrete azioni per rendere più efficiente e migliore il servizio. Questo significa che Deve essere messo in campo un efficiente sistema di integrazione modale e oraria in modo che il trasporto pubblico sia un vero servizio utile e usufruibile da tutti, agevole e veloce».

    Laddove questi processi sono stati avviati, ovvero nella maggior parte delle città europee e in una parte di città e regioni italiane (Milano e Lombardia, Campania, Lazio, Torino, ad esempio) «Hanno portato all’aumento degli introiti da parte delle aziende di trasporto e un aumento consistente del numero di passeggeri».

    All’interno di un processo di miglioramento del trasporto pubblico, secondo le associazioni, devono esserci «L’estensione delle corsie gialle protette e con semaforizzazione preferenziale, che garantisce un aumento della velocità commerciale degli autobus e quindi risparmi economici netti; una valutazione dei lavori pubblici, per evitare spese inutili e recuperare risorse per il tpl (vedi guard rail di C.so Europa); lo spostamento di risorse sui capitoli della Regione Liguria e del Comune di Genova, assolutamente sbilanciati in questi anni a favore delle infrastrutture stradali piuttosto che sul trasporto collettivo; la rivisitazione del Contratto di Servizio tra Regione Liguria e Trenitalia, che premia l’azienda in termini monetari a fronte di treni lumaca ed evidenti disservizi; politiche di marketing per acquisizione e fidelizzazione dell’utenza».

  • Elezioni politiche 2013: Primarie della cultura, i risultati

    Elezioni politiche 2013: Primarie della cultura, i risultati

    arte-scultura-RMQualche settimana fa il Fai (Fondo Ambiente Italiano) ha lanciato le Primarie della cultura, una votazione online per raccogliere proposte concrete da sottoporre ai candidati alle elezioni politiche 2013, che si terranno fra poco meno di un mese.

    Un progetto nato con l’obiettivo di sensibilizzare il prossimo governo sulla tutela dei beni culturali, dell’ambiente e dell’iniziativa di imprese e associazioni che vogliono sostenere il patrimonio artistico italiano.

    Le votazioni si sono chiuse alcuni giorni fa (lunedì 28 gennaio) raccogliendo oltre 100.000 adesioni che hanno portato alla “vittoria” di 5 proposte sul totale delle 15 presentate dal Fai:
    1) Non 1 di meno: quota minima 1% dei soldi pubblici per la cultura (17,5% dei voti)
    2) Chi tocca il suolo muore: stop al consumo del paesaggio (14,9% dei voti)
    3) Io non dissesto : piani certi per la sicurezza del territorio (9,5% dei voti)
    4) Agri-cultura: più lavoro e benessere a km zero (8,8% dei voti)
    5) Diritto allo studio, dovere di finanziarlo (7,8% dei voti).

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Lingua inglese: consigli pratici per migliorare la comprensione orale

    Lingua inglese: consigli pratici per migliorare la comprensione orale

    Bus di LondraNella scorsa puntata abbiamo parlato dell’importanza di abbinare uno o diversi interessi personali allo studio delle lingue. Grazie a Internet la possibilità di guardare video in lingua originale riguardanti gli argomenti più disparati è davvero alla portata di tutti, o quasi, visto che in Italia, ahinoi, solo la metà dei nostri concittadini utilizza la Rete. A proposito, perché anziché pensare a bucare delle montagne e versare colate di cemento – il nostro secondo sport nazionale – non ci si concentra su un’assoluta priorità per l’economia e lo sviluppo del nostro paese, ovvero che l’intero territorio nazionale venga dotato di una connessione veloce a Internet?  Eppure alcuni nostri attuali governanti parlano continuamente – o forse astrattamente – di “crescita”, ma allora perché non si vogliono adottare misure concrete per favorirla? Ah, la coerenza, questa illustre sconosciuta…

    Torniamo però all’inglese, cercando di dare alcuni consigli partici per uno studio efficace. Per esempio, se siete appassionati di cinema, perché non provate a guardare un film in lingua originale? E’ vero, in alcuni casi si riesce a capire davvero poco e la frustrazione può essere tale che dopo cinque minuti venga già voglia di spegnere lo schermo.

    Arrivare a un livello di comprensione tale da poter guardare un film in lingua originale è tuttavia un esercizio che richiede tempo, e la pazienza è una virtù fondamentale di chi voglia apprendere e migliorare. Di conseguenza, il mio consiglio è quello di non scoraggiarsi e di procedere per gradi. Se guardate un film su DVD, nulla vi vieta di guardarlo una prima volta in italiano inserendo l’opzione dei sottotitoli in inglese. In questo modo riuscirete a seguire senza problemi il film e ve lo potrete godere appieno, familiarizzando allo stesso tempo con diverse parole ed espressioni che appariranno in sovraimpressione. La seconda volta potete rivedere il film questa volta in lingua originale, mantenendo sempre i sottotitoli in inglese: conoscerete già gli eventi e il contesto e quindi riuscirete a seguire senza perdervi nessuna parola. A questo punto siete pronti a vedere il film una terza volta in lingua originale senza sottotitoli.

    Può essere una buona idea fermare di tanto in tanto il film per segnare vocaboli e frasi sconosciute e provare a ripeterle più di una volta al fine di memorizzarle. Il cinema tra l’altro riproduce spesso situazioni della vita quotidiana, per cui troverete delle espressioni utilizzabili in contesti comunicativi molto comuni. Prendere appunti e scrivere facilita il lavoro della memoria, per cui credo che valga davvero la pena di compiere lo sforzo di armarsi di carta e penna se si vuole migliorare il proprio livello di inglese.

    Oltre ai film, siti quali YouTube e Vimeo permettono di accedere a una vastissima gamma di video in lingua inglese. Tra questi ce ne saranno sicuramente molti di vostro interesse, che vi consiglio di guardare sempre secondo la logica che, se si è interessati al contenuto a prescindere dall’aspetto linguistico, si impara più velocemente anche la lingua in cui esso è veicolato. Tra i siti contenenti dei video di particolare interesse, mi sembra opportuno consigliare una visita sul sito di TED – acronimo di Technology, Entertainment and  Designwww.ted.com. Su TED si possono trovare videoconferenze delle più rilevanti personalità a livello mondiale in diversi campi della conoscenza. La maggior parte dei filmati caricati sulla piattaforma, poi, presenta l’opzione “sottotitoli in italiano”. La quantità di video caricati è ormai nell’ordine delle migliaia, ma se proprio siete indecisi vi consiglio di partire con questo intervento del grande educatore britannico Ken Robinson, dal titolo “Bring on the Learning Revolution”, che si può tradurre come: “Avanti, con la rivoluzione dell’istruzione!” Il video è già stato visualizzato da più di tre milioni di persone, per cui non vi mancherà di certo la compagnia … See you!

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Subway Letteratura: bando di concorso 2013 per racconti e poesie

    Subway Letteratura: bando di concorso 2013 per racconti e poesie

    libri-leggereSono aperte le iscrizioni per Subway Letteratura 2013, bando di concorso per racconti e poesie inedite. Nato a Milano, ha coinvolto fino a oggi le città di Bologna, Brescia, Napoli, Roma, Palermo, Treviso e Venezia con la pubblicazione di antologie gratuite distribuite nelle stazioni della metropolitana.

    L’edizione 2013 presenta una novità, lanciando la prima free press elettronica mediante QrCode: i volumi di Subway 2013 saranno pubblicati in formato ebook, ciascuno con una propria copertina e un QrCode di riferimento, da cui i lettori potranno scaricare gratuitamente sui loro smartphone o tablet, in pochi secondi, i libretti digitali.

    I QrBox saranno posizionati in luoghi pubblici, stazioni e mezzi di trasporto in tutta Italia, e quindi non più solo nel circuito delle tradizionali 8 città, garantendo una diffusione ancora più vasta e capillare delle opere in catalogo.

    Possono partecipare al concorso tutti gli autori under 35, cioè nati dopo il 1° gennaio 1978. L’invio delle opere avviene esclusivamente attraverso il sito di Subway Letteratura seguendo la procedura guidata entro il 7 aprile 2013.

    Ogni partecipante può inviare:
    uno o più racconti inediti in lingua italiana lunghi complessivamente fino a 18.000 battute inclusi gli spazi, specificando nello stesso file nome e cognome, titolo, genere del racconto e numero di fermate della metropolitana necessarie per completarne la lettura.

    La Giuria è composta da Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino, curatori della manifestazione, e da: Erica Berla, Massimo Cacciapuoti, Pepa Cerutti, Chiara De Fernex, Roberto Deidier, Luca Doninelli, Davide Federici, Paola Friggè, Giulia Ichino, Pino Imperatore, Francesco Lucioli, Raul Montanari, Andrea G. Pinketts, Gaia Rayneri, Rita Romano, Stefano Salis, Alberto Samonà, Francesco Paolo Ursi, Maria Novella Viganò, Susanna Wong e Alessandro Zaccuri.

    tre poesie inedite in lingua italiana, specificando nello stesso file nome e cognome, titolo, genere del racconto e numero di fermate della metropolitana necessarie per completarne la lettura.

    La Giuria è composta da Milo de Angelis, Lucrezia Lerro, Paola Loreto e Davide Rondoni.

    Oltre ai racconti e/o alle poesie i partecipanti dovranno inviare, in un file di testo a parte, n’autopresentazione di massimo 2.000 battute spazi inclusi.

    Non è prevista alcuna quota di iscrizione.

  • Vintage Swap Party: vestiti, musica e baratto ai Giardini Luzzati

    Vintage Swap Party: vestiti, musica e baratto ai Giardini Luzzati

    barattoGiovedì 31 gennaio 2013 dalle 19 ai Giardini Luzzati si svolge una serata dedicata agli anni Cinquanta.

    Fifty’s Party Vintage, evento a cura dell’associazione Culturale VintaGe, si propone come un appuntamento dedicato al baratto e alla musica, nel corso del quale l’associazione presenterà i progetti per il 2013 (di cui trovate alcune anticipazioni su Era Superba).

    Questo il programma della serata

    Ore 19 – Call for Entry (registrazione swappers)

    Ore 19.30/21 – Swap Party: possono partecipare solo coloro che si sono iscritti entro lo scorso 25 gennaio. Si può scambiare di tutto, indumenti, oggetti e accessori, purchè siano Vintage. Per barattare è richiesto ad ogni espositore un contributo di 2 €.

    Ore 21 – Presentazione delle attività 2013 dell’associazione VintaGe.

    Ore 21.30 – Concerto dei Roll Drive (rock ‘n roll anni ’50 con tutti i più grandi successi di Elvis Presley, Little Richard, Jerry Lee Lewis, Chuck Berry e i Beatles).

  • Valvarenna: ex cava trasformata in discarica, pericolo per il torrente

    Valvarenna: ex cava trasformata in discarica, pericolo per il torrente

    Valvarenna, progetto Gronda di Ponente

    Sulle alture di Genova Pegli, in Valvarenna, l’ex cava Pian di Carlo – ubicata all’altezza dei civici 57/59 di via Carpinara – da circa 6 anni è stata trasformata in discarica di materiali inerti, utilizzata a tale scopo dalla 3N Strade s.r.l. (società che produce conglomerati bituminosi).

    L’ex cava confina ad est con il Torrente Varenna, nel cui corso confluiscono le acque di Rio Gandolfi, Rio Vaccarezza, Rio Cantalupo, Rio del Grillo ed in caso di piogge persistenti, la portata del corso d’acqua principale diventa impetuosa.

    «Il piano di rinaturalizzazione della cava avrebbe dovuto rispettare gli argini naturali del torrente Varenna per consentirne il regolare deflusso, soprattutto in caso di piena – spiega il Comitato per la Valvarenna – in realtà, la costruzione delle opere spondali ha ristretto notevolmente il letto del torrente, determinando, di fatto, un’ ansa che in origine era un tratto rettilineo, consentendo alla società che gestisce la discarica di aumentare considerevolmente il volume di materiale abbancato».

    Secondo i cittadini che hanno presentato un documentato esposto alla Procura della Repubblica, accompagnato da centinaia di firme «Il materiale abbancato, considerata l’ansa artificiale, potrebbe franare nell’alveo, diventando temporaneamente una “diga” e, potrebbe, successivamente cedere di colpo, generando un’onda d’acqua che avrebbe conseguenze catastrofiche sia per la Val Varenna che per l’abitato di Pegli».

    In altri termini, l’attuale situazione comporta un altissimo rischio di occlusione dell’alveo in caso di piogge consistenti. Per altro la vallata ha trascorsi tragici quali, ad esempio, i drammatici eventi conseguenti all’alluvione del 1993, quando il torrente esondò in più punti della Val Varenna (anche nel centro di Pegli), provocando ingenti danni a cose e persone, nonché la morte di due coniugi, travolti dalla piena.

    Ma nella zona si registra un’altra pesante inadempienza degli obblighi posti in capo all’azienda titolare della ex cava «Alla società 3N Strade s.r.l. spetta l’onere di realizzazione del ponte di accesso alla stessa, in sostituzione del pericoloso guado utilizzato ormai da oltre un decennio – continua il comitato – nonostante tale obbligo venne a suo tempo posto come condizione per operare il risanamento della ex cava, ad oggi esso risulta del tutto inadempiuto, con la conseguenza di provare i residenti degli 8 civici di via Assarino, via Girbano e via Faone di un accesso veicolare alle proprie vie».

    A nulla sono valsi, negli anni passati, i richiami formali avanzati dalle Istituzioni a vario titolo, fra cui l’esplicita diffida emessa dalla Provincia di Genova con la nota n. 148488 del 29/11/2010.

    «Il progetto della Gronda autostradale di Ponente ne prevede l’attraversamento proprio in prossimità dell’ex cava Pian di Carlo rendendo ancor più importante l’esigenza di chiarezza relativamente a queste situazioni e la messa in sicurezza della zona», spiega il consigliere comunale Paolo Gozzi (Pd) che ha presentato una mozione in merito.

    «Rilevato che il locale Comitato per la Val Varenna ha recentemente presentato un esposto formale alla Procura della Repubblica, segnalando questa situazione con un articolato testo sottoscritto da centinaia di persone – sottolinea la mozione – Si impegnano il Sindaco e la Giunta ad intraprendere, unitamente alle competenti Autorità, le iniziative ritenute più opportune al fine di evitare calamità come quelle già verificatesi in passato ed in particolare a:verificare che la prosecuzione di attività all’interno dell’ex cava Pian di Carlo, ed in particolare la movimentazione di materiali in entrata ed in uscita, sia totalmente compatibile con il regime autorizzativo che regola il piano di rinaturalizzazione della cava, anche sotto il profilo della natura del materiale movimentato; pervenire ad una verifica di stabilità del piede del materiale abbancato, privo peraltro di opportuni scarichi idraulici; attivarsi affinchè siano rispettati gli obblighi posti in capo all’azienda titolare dell’ex Cava, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione del nuovo ponte».

     

    Matteo Quadrone

     

  • Fabio Giovinazzo e Sanguineti: il film d’esordio del regista genovese

    Fabio Giovinazzo e Sanguineti: il film d’esordio del regista genovese

    fabio-giovinnazzoDefinisce il suo lavoro come “un sogno o una fiaba” e usa l’immagine video per analizzare se stesso. “Non mi interessa far arrivare al pubblico un messaggio. Non mi interessa insegnare niente a nessuno. Sono un grande egoista in questo senso. Mi piace analizzare il mio pensiero, in uno stile complicato. Diciamo che attraverso le immagini cerco di curare il mio animo”. Il suo lavoro d’esordio, ispirato alla figura di Edoardo Sanguineti e alla città di Genova, e intitolato “Kinek ìrod ezt”, è stato sostenuto e prodotto dall’Università di Genova, finanziato nel montaggio dalla Cineteca Griffith e proiettato nella sua prima versione a Madrid, presso il Garaje Lumière. Il 19 febbraio verrà proiettato presso la Biblioteca Berio.

    Come è avvenuto il tuo avvicinamento al linguaggio filmico?

    «Non ho frequentato alcun corso tecnico di cinema, mi sono formato guardando un gran numero di film e seguendo il mio istinto.  Nel senso che una cultura cinematografica può essere sicuramente importante, ma quello che conta veramente è sentire qualcosa di eccitante scorrere nelle vene quando ci si trova sul set per girare un film.  La passione, l’istinto…  Quando giro sento qualcosa che mi trascina verso l’azione. Ho sempre avuto una gran fantasia e il cinema è un luogo dove posso esprimermi al meglio.  Scrivere e girare un film, per me significa viverlo.  Vorrei vivere per sempre e avere molte vite.  Fare cinema mi permette tutto questo.  Ogni film è una parte di me, è una vita che avrei voluto seguire.  In questo senso è stata una scelta obbligata.  Per non parlare dei pensieri che mi assillano, allora non faccio altro che imprigionarli nel linguaggio cinematografico per liberarmene.  Fino alla prossima volta, ovvio».

    Il tuo film sembra essere documentaristico ma sembra anche avere risvolti evocativi-allucinati…

    «Si tratta di un documentario tra il vero ed il falso.  Nel senso che ho sia rubato scene di vita quotidiana, sia ricostruito certe situazioni.  Ho giocato con le diverse inquadrature, alcune molto geometriche, e sfruttato i vari momenti narrativi per far emergere nello spettatore una qualsivoglia emozione.  Bella o brutta non mi interessa.  L’importante è far arrivare qualcosa di me, far vivere anche un singolo frammento del mio essere nelle altre persone».

    fabio-giovinazzo2Perché hai scelto la figura di Sanguineti per il tuo film? A quali esigenze rispondeva tale scelta?

    «Ho scelto Sanguineti perché aveva un modo di scrivere molto sperimentale, ludico direi.  Diciamo che rispecchia, in alcuni versi, il mio modo di fare regia.  Lui giocava con le parole, io gioco con le immagini».

    Scegliendo l’analisi di te stesso ma non volendo spiegare nulla, non temi che il risultato rischi di essere troppo criptico per essere apprezzato?

    «Il mio modo di fare regia è questo.  Ripeto: faccio cinema per me stesso, perché sento che devo farlo.  Quando accendo la telecamera, indago su quello che c’è dentro di me».

    Un’immagine del film che ti sembra racchiuderne l’essenza.

    «L’inquadratura simbolo del mio film è quando arriva un treno in stazione e si ferma per tutto il tempo che nella realtà è necessario mentre la televisione della stazione manda a ripetizione pubblicità soprattutto sulla carta igienica.  La trovo ironica e violenta al tempo stesso».

    Definisci le sequenze del film come “una serie apparentemente sconnessa di immagini”…

    «Le immagini sono sconnesse solo in apparenza, in realtà sono legate dal mio viaggio per Genova alla ricerca di Sanguineti.  Che non appare mai come fisico e voce, troppo banale, ma solo attraverso la quotidianità di certi momenti a lui riconducibili per natura».

    Qual è il significato del titolo “Kinek ìrod ezt” e perché hai scelto proprio queste parole?

    «Il titolo è in lingua ungherese.  Non ha una traduzione specifica.  Si tratta di una domanda che il poeta scrive alla fine di una sua poesia.  Per me è una simpatica presa in giro, simbolo del suo scrivere.  Perfetta per il mio film.  Subito lo spettatore si trova davanti a qualcosa di misterioso.  “Che cosa vedrò?” si domanda».

     

    Claudia Baghino

  • Vinix: da Genova un social network per informazioni e vendita di vino

    Vinix: da Genova un social network per informazioni e vendita di vino

    bicchiere vinoIl 9 maggio 2007, quando Facebook e Twitter erano ancora un miraggio e Internet era usato soprattutto per fare ricerche e scambiarsi mail, nei dintorni di Genova è nato un sito web dedicato ad appassionati e professionisti del vino, che hanno la possibilità di conoscersi, scambiarsi opinioni e stringere collaborazioni anche commerciali.

    Vinix è attivo da allora come uno strumento fondamentale di interazione fra le aziende vinicole e tutti i componenti della filiera, che hanno la possiibilità di iscriversi gratuitamente al sito selezionando la propria categoria di riferimento: produttore, ristorante, birrificio, distributore, giornalista, consumatore e così via. Ognuno può caricare foto, video, recensioni e proposte, per trasformare Vinix in un punto di riferimento sull’eccellenza enogastronomica italiana.

    Un progetto genovese che però non si esaurisce a Genova, come ci spiega il suo ideatore Filippo Ronco: «Vinix ha oltre 10.000 iscritti ben distribuiti su tutto il territorio italiano e con diversi utenti che vivono all’estero. I “picchi” provengono dalle principali città, come Milano, Roma e Napoli». Una rete molto fitta di contatti che va ben oltre il web: da circa 10 anni si svolge al Porto Antico Terroir Vino, due giornate di conferenze e degustazioni che si terranno domenica 16 e lunedì 17 giugno 2013.

    Non solo spazio di discussione e confronto. Vinix ha da poco lanciato un nuovo strumento, denominato Vinix Grassroots Market, che offre agli utenti la possibilità di creare gruppi d’acquisto e comprare direttamente da 12 a 480 bottiglie in punti vendita selezionati dallo staff di Vinix, con gli stessi criteri che ogni anno portano alla scelta degli espositori di Terroir Vino. «Attualmente è possibile acquistare le bottiglie in 30 punti vendita – 28 cantine, 1 birrificio e 1 oleificio – ma il numero aumenterà nel tempo e garantirà agli acquirenti il massimo dell’eccellenza di aziende e prodotti».

    Uno strumento innovativo di social commerce, che a differenza dei comuni canali di vendita online sposa la filosofia dei GAS alle logiche dei social network. Ogni utente di Vinix può acquistare da solo, creare un gruppo di acquisto o aggregarsi a un gruppo già esistente, e da qui lanciare una cordata di acquisto verso uno dei punti vendita: maggiore è il numero delle bottiglie ordinate, maggiore è la scontistica che verrà applicata sul prezzo finale.

    Marta Traverso

  • Prà, via Torrazza e Villini Negrone: sopralluogo del Sindaco

    Prà, via Torrazza e Villini Negrone: sopralluogo del Sindaco

    Prà, panorama e VtePer la prima volta un Sindaco di Genova ha visto da vicino le criticità che affliggono quotidianamente gli abitanti delle zone collinari di Prà. Marco Doria, infatti, prosegue il suo tour nelle periferie della città e lunedì scorso, su richiesta di alcuni comitati di cittadini – i quali da lungo tempo denunciano la situazione senza ottenere risposte concreteè salito sulle alture del Ponente genovese per soffermarsi, in particolare, su via Villini Negrone e via della Torrazza.

    Parliamo di due strade strette e tortuose che presentano problemi abbastanza simili, come ha spiegato Doria «La prima (via Villini Negrone) è una strada comunale, mentre la seconda (via della Torrazza) è vicinale. Comunque sia, in entrambi i casi, sono necessari degli interventi per creare migliori condizioni di viabilità e sicurezza».

    Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, via della Torrazza è la maggiore indiziata «Alcuni tratti della strada sono estremamente pericolosi ha sottolineato il Sindaco – quindi occorre installare dei guard rail».

    Si tratta di interventi costosi, considerando la lunghezze dei percorsi, però, ha ricordato Doria «Queste zone hanno bisogno di attenzione da parte della pubblica amministrazione».

    Le difficoltà di circolazione, ovviamente, non riguardano solo le auto private. Anche i mezzi del trasporto pubblico non riescono a rispondere in maniera adeguata alle esigenze dei numerosi abitanti di questa porzione di territorio. Poche corse, autobus con scarsa capienza, insomma un servizio che lascia alquanto a desiderare.

    Infine, i comitati segnalano la costruzione di nuove case in via della Torrazza: l’ennesima cementificazione a danno delle colline ponentine.

     

    Matteo Quadrone

  • Pratiche di coltivazione e autoproduzione: i corsi di Terra Onlus

    Pratiche di coltivazione e autoproduzione: i corsi di Terra Onlus

    Spighe al tramontoL’associazione Terra Onlus, di cui abbiamo parlato poco tempo fa su Era Superba relativamente al progetto di orto sinergico di Valletta Rio San Pietro a Cornigliano, attiva a partire da febbraio 2013 una nuova edizione dei corsi di autosostentamento e autoproduzione, che lo scorso anno hanno coinvolto oltre 200 partecipanti.

    Filo conduttore di tutti gli incontri e laboratori è Food Forest, un progetto di coltivazione all’interno di un terreno o giardino, in cui trovano spazio alberi da legno e da frutto, erbe medicinali, ortaggi e altre forme di vegetazione. I corsi daranno inoltre l’opportunità di imparare pratiche semplici per diminuire la propria impronta ecologica e sfruttare gli spazi in cui già si vive per attivare coltivazioni, autoproduzione di beni d’uso comune e altre attività sostenibili.

    Questo il programma dettagliato dei corsi.

    Da venerdì 8 a domenica 10 febbraio 2013
    Food Forest
    Scopo degli incontri è aiutare i partecipanti a progettare e realizzare una propria Food Forest, tramite lezioni teoriche ed esercitazioni sul campo.
    Totale: 19 ore.

    Domenica 17 e domenica 24 febbraio 2013 / Domenica 10 e domenica 17 novembre 2013
    Come fare saponi e detersivi naturali
    Il laboratorio si rivolge a chi desidera imparare a realizzare saponi e detersivi naturali in modo economico, semplice e sostenibile.
    Totale: 6 ore.

    Da venerdì 22 a domenica 24 marzo 2013
    Pratica dell’orto sinergico
    Argomenti trattati: etica e principi dell’agricoltura sinergica, progettazione e realizzazione aiuole orto, teoria e pratica impianto d’irrigazione goccia a goccia, la concimazione verde, pacciamatura e tutori permanenti, prime semine e trapianti.
    Totale: 24 ore.

    Domenica 14 aprile 2013 / Domenica 23 giugno 2013 / Domenica 24 novembre 2013
    Visita agli orti sinergici in città – Genova Cornigliano

    Da giovedì 18 a domenica 21 aprile 2013 / da giovedì 2 a domenica 5 maggio 2013 / da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno 2013
    Agricoltura sinergica
    Produzione vegetale attraverso l’autofertilità del suolo. L’arte di coltivare lasciando fare alla terra.
    Totale: 32 ore.

    Sabato 20 aprile 2013
    Riconoscere e utilizzare le piante spontanee
    La giornata si svilupperà all’interno dell’Orto Botanico e prevede un primo inquadramento delle piante spontanee ed aromatiche con una presentazione che ne illustrerà i caratteri principali e le entità più notevoli con particolare riguardo per le piante che ancora oggi sono raccolte a scopo alimentare.
    Totale: 8 ore.

    Da venerdì 10 a domenica 12 maggio 2013
    Muretti a secco
    Il corso si rivolge a chi è interessato alla salvaguardia e riqualificazione del paesaggio agrario e desiderano sperimentare in campo le tecniche per la manutenzione dei terrazzamenti.
    Totale: 24 ore.

    Domenica 9 giugno 2013
    Antiche tradizioni: laboratorio di cesteria nel bosco
    Il laboratorio si rivolge a chi desidera avvicinarsi a questa tecnica che con pochi e semplici mezzi, il principale attrezzo sono le mani, consente di realizzare oggetti pratici, belli e robusti.
    Totale: 8 ore.

    Sabato 22 giugno 2013 / Sabato 23 novembre 2013
    Visita agli orti sinergici – Genova Vesima

    Da venerdì 5 a domenica 7 luglio 2013
    Autocostruzione di un forno in terra cruda
    Il laboratorio si rivolge a chi vuole sperimentare direttamente la costruzione di un forno di cottura a legna per esterno perché desidera autocostruirne uno nella propria casa per preparare e cuocere non solo pane e pizze ma essiccare anche mele, fichi ecc.
    Totale: 20 ore.

    Per informazioni sui singoli corsi e appuntamenti scrivere a autosostentamento@terraonlus.it.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genova, allerta fallimenti: nel 2012 sono 159 le imprese fallite

    Genova, allerta fallimenti: nel 2012 sono 159 le imprese fallite

    erzelli-progetti-edilizia-lavoro-sicurezza-cantiere-d7Continua la corsa dei fallimenti in provincia di Genova: dai dati appena forniti alla Camera di Commercio dai tribunali di Genova e Chiavari risultano in totale 159 sentenze di fallimento, il 6,7% in più rispetto al 2011 (149) e il doppio rispetto al 2008 (79).

    «Siamo al livello di guardia commenta il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone – e ci stiamo avvicinando pericolosamente al record del 2006». All’epoca, infatti «Ci fu un boom di sentenze di fallimento (167) essenzialmente tecnico, giustificato dall’accelerazione delle procedure da parte dei tribunali in vista dell’entrata in vigore della nuova legge fallimentare – continua Odone – Oggi, purtroppo, siamo di fronte a un dato reale: da quando è scoppiata la crisi le imprese che hanno portato i libri in tribunale in provincia di Genova sono raddoppiate».

    Fortissima la sofferenza per il commercio: il 39% dei fallimenti, di cui il 27% negozi e il resto alberghi e ristoranti.
    Il 34,6% riguarda invece industria/costruzioni>, di cui il 20,1% nella sola edilizia. Seguono le altre attività (17,6%) ed i trasporti (8,8%).

    Le società che falliscono di più sono le s.r.l. (il 69% del totale), mentre quelle con il maggior incremento dal 2008 sono le ditte individuali (+200%).

  • Matrimonio e legge: la comunione dei beni e i debiti dell’ex marito

    Matrimonio e legge: la comunione dei beni e i debiti dell’ex marito

    legge_giustiziaQuesta settimana voglio prendere spunto da una mail che mi giunge da una lettrice dell’Emilia Romagna. Ritengo sia importante parlarne, perché di casi come questo nel nostro paese ce ne sono moltissimi…
    «Buongiorno ho letto il vostro articolo relativo alla prescrizione delle notifiche relative alle cartelle esattoriali. Io purtroppo vivo una situazione spiacevole derivata da debiti che il mio ex marito mi ha regalato. Lui, truffatore di professione, vive lasciando debiti e usando prestanomi… io sono stata una delle sue facce pulite da esibire in pubblico.
    Ora mi trovo con enormi debiti con Equitalia risalenti ai primi anni duemila fine novecento.
    Ho chiesto ad Equitalia le iscrizioni a ruolo e si tratta di tributi vari, prevalentemente inps, agenzia delle entrate, tassa pubblicitaà, tasse comunali… Dal 2006 io non ho ricevuto più nulla. Sono da ritenersi tutti prescritti?
    Non ho denunciato il mio ex marito, sono andata da un avvocato il quale me lo ha sconsigliato vivamente perchè
    essendo nulla tenente, avrei solamente da rimetterci nuovamente.
    Ho appena concluso le pratiche di divorzio e anche in quella sede il mio avvocato (un altro rispetto a quello a cui avevo
    chiesto consulenza per la denuncia) mi ha consigliato di lasciar perdere e di procedere con il divorzio consensuale. Io ho firmato
    dichiarando che non avevo più nulla da pretendere.»

    Il mascalzone di turno sfrutta il regime di comunione dei beni e immischia il coniuge in situazioni che divengono irrecuperabili.
    Il problema nasce dal fatto che, con la comunione dei beni, i coniugi sono solidalmente responsabili verso i creditori, Stato compreso. Ciò vale a dire che il creditore prende da chi può: da un nullatenente, evidentemente, non potrà mai ottenere nulla…

    Altri casi assimilabili al di là del regime di comunione dei beni son quelli in cui un soggetto intesta ditte, società o quant’altro ad un altro soggetto che fa da prestanome: ciò porta ad una responsabilità personale diretta e niente solidarietà passiva.

    Ma andiamo con ordine: innanzitutto, in merito alla prescrizione dei tributi abbiamo già avuto modo di scrivere: ogni tributo ha un proprio termine prescrizionale, quindi la data del 2006 indicata dalla nostra lettrice può valere per alcuni tributi e non per altri.
    In secondo luogo, bisogna avere la certezza assoluta e matematica del fatto che Equitalia (in questo caso…) non abbia effettivamente inviato più nulla al presunto debitore; questo per potere avere la certezza di muoversi in una certa direzione, ossia quella di fare annullare le cartella per avvenuta prescrizione.

    Gli avvocati fanno presto a fare firmare tutto con la scusa che “tanto non si può fare niente”…
    Nel caso della nostra lettrice, i legali avrebbero potuto tutelarla meglio, consigliandole proprio di querelare il marito: questo avrebbe sicuramente ingolfato la pratica di divorzio, ma negli accordi potevano rientrare anche le situazioni sopra descritte.
    In parole semplici: con una querela, la signora avrebbe dichiarato di non avere più nulla da pretendere solo nel momento in cui questa clausola aveva davvero un senso s0ttoscriverla.

    Un’ultima considerazione: io sono un fautore ed estimatore del regime patrimoniale (matrimoniale…) della separazione dei beni.
    Credo non sia un caso!

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Comune di Genova: impegno a ridurre il sovraffollamento delle carceri

    Comune di Genova: impegno a ridurre il sovraffollamento delle carceri

    palazzo-tursi-sindaco-doria-marco-D5Anche il Comune di Genova può dare il proprio contributo a ridurre il sovraffollamento delle carceri italiane. Come molti consiglieri hanno ricordato, la questione non è nuova in Consiglio Comunale, ed era stata dibattuta nella precedente amministrazione in una seduta dell’1 marzo 2011. Altrettanto  nota la gravità delle condizioni in cui sono costretti a vivere i detenuti delle carceri genovesi.  Il Consigliere Gioia, promotore di una delle due mozioni all’ordine del giorno, ha ricordato che nel Carcere di Marassi sono presenti 800 detenuti, abbondantemente sopra il limite previsto di 450.

    consiglio-comunale-twitter-29-gennaio-2013

     

     

    Ma cosa può fare realisticamente l’amministrazione comunale per alleviare il problema? La gestione degli istituti di detenzione è di competenza del Ministero della Giustizia, ma il Comune può essere decisivo nella definizione di programmi che prevedano il reinserimento del detenuto all’interno della comunità locale. In particolare l’articolo 47 dell’ordinamento penitenziario prevede la possibilità di assegnare delle Borse Lavoro che permettano ai detenuti a meno di due anni dalla conclusione della propria detenzione o a coloro che vengono inseriti in un programma specifico, di svolgere lavori socialmente utili al di fuori delle mura del carcere.

    Il consigliere Padovani (Lista Doria) è intervenuto nel dibattito della seduta di ieri sottolineando un punto fondamentale sia per ciò che riguarda la possibilità effettiva di praticare queste misure di detenzione alternativa, sia per ciò che riguarda il contributo che può essere offerto dal Comune. «Non ci si può limitare ad identificare una somma da dare al detenuto – ha detto Padovani – perché la borsa lavoro ha un effetto solo se inserita in un progetto». Perché le borse lavoro abbiano un effetto veramente riabilitante sul detenuto devono essere stabiliti progetti di reinserimento lavorativo molto precisi e deve anche essere messa a disposizione un’abitazione esterna. In particolare il consigliere della Lista Doria ha proposto che vengano utilizzati a questo scopo degli immobili di proprietà del Comune, da far ristrutturare agli stessi detenuti.

    Inoltre Padovani ha evidenziato come la sola pulizia dei cimiteri, una delle principali occupazioni dei detenuti , non sempre abbia generato soddisfazione in coloro che vi lavoravano. Devono quindi essere previste nuove  misure alternative alla detenzione.

    L’assessore alla Legalità e Diritti Forini ha sottolineato che il Comune di Genova collabora da molti anni con le carceri del territorio per la realizzazione di progetti basati sull’assegnazione di lavori utili ai detenuti  e ha preannunciato che dal prossimo mese (febbraio) verranno già attivate nuove borse del lavoro per permettere ai carcerati di svolgere i propri lavori di manutenzione non solo nel cimitero di Staglieno, ma anche in quello femminile di Ponte XX.

    Inoltre il Comune sta promuovendo anche il progetto “Mura amiche” per andare incontro all’esigenza di prevedere luoghi di detenzione alternativi alle carceri, grazie al quale è già stato individuato un alloggio disponibile per questo scopo. Come ha segnalato il Consigliere Putti (M5S) è infatti necessario che esistano delle strutture per rendere effettiva la possibilità per detenuti o detenute con figli di età inferiore ai tre anni di non scontare la propria pena all’interno del carcere, come previsto dalla legge.

    consiglio-comunale-twitter2-29-gennaio-2013

     

     

    Sugli impegni della Giunta sono tuttavia scettici gli esponenti dell’opposizione, Pdl in testa, che hanno evidenziato come dalle amministrazioni precedenti sia mancato un effettivo resoconto riscontro dei risultati ottenuti  con le misure messe in atto. Per questo motivo il consigliere Grillo ha proposto un ordine del giorno approvato dal Consiglio in cui si chiede che la Giunta «riferisca entro sei mesi in una apposita riunione consiliare i provvedimenti adottati e programmati».

    Ancora più drastico è l’intervento del Consigliere Campora (Pdl) , il quale ha voluto sottolineare come il problema delle condizioni delle carceri genovesi sia ricorrente ormai da molti anni  e necessiti probabilmente una soluzione più radicale. Il consigliere del Pdl ha proposto, infatti, di progettare un carcere più moderno di quello attuale, costruito nell’800, che garantisca ai detenuti una sistemazione migliore con spazi più ampi, senza per questo dover immaginare un aumento del numero di posti.

    Volendo andare ancora più alla radice del problema  bisognerebbe riflettere, come suggerito dal consigliere Bruno (Fds), su un altro dato: «Il sovraffollamento delle carceri dipende da uno squilibrio perché in carcere ci vanno i poveracci». Spesso, infatti, in carcere si trovano coloro che pur avendo commesso reati minori per i quali non sono previste prescrizioni o che non hanno la possibilità di “investire” ingenti somme di denaro nella propria difesa. Ma questo non è decisamente un tema di competenza del Consiglio Comunale di Genova.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Baustelle “Fantasma”, il nuovo album: showcase alla Feltrinelli

    Baustelle “Fantasma”, il nuovo album: showcase alla Feltrinelli

    BaustelleMercoledì 30 gennaio 2013 presso la libreria Feltrinelli di via Ceccardi si svolge uno showcase dei Baustelle, la band toscana formata da Claudio Brasini, Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi, che presentano il nuovo album Fantasma.

    Il nuovo disco esce a 3 anni da I Mistici dell’Occidente, album della definitiva consacrazione della band, che ha esordito nel 1996.

    Fantasma è stato registrato nella Fortezza Medicea a Montepulciano, e ospita collaborazioni importanti, come quelle con la Film-Harmony Orchestra di Wroclaw/ Breslavia (Polonia) e la Ensemble Simphony Orchestra di Massa Carrara.

    Quest’ultima accompagnerà Bianconi e compagni nelle quattro anteprime live in programma nel mese di febbraio a Bari, Roma, Firenze, Milano, che precedono il tour teatrale in partenza a marzo.