Mese: Gennaio 2013

  • Piccole e medie imprese: 28 gennaio giornata di mobilitazione

    Piccole e medie imprese: 28 gennaio giornata di mobilitazione

    «Nel 2012 in Italia, circa ogni minuto, un’impresa ha chiuso i battenti: un anno difficilissimo culminato con una pressione fiscale record ed un altrettanto grave crollo dei consumi e del reddito reale disponibile, tornato ai livelli di 27 anni fa». È questo l’allarme lanciato da “Rete Imprese Italia”, in occasione della presentazione della giornata di mobilitazione prevista per lunedì 28 gennaio nelle maggiori città italiane: a Genova l’appuntamento è alle 10,30 alla Sala delle Grida del Palazzo della Borsa, in via XX Settembre.

    «In questo paese manca da troppo tempo una politica industriale coordinata e con obiettivi chiari e precisi – spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti Liguria – Per questo abbiamo appoggiato convintamente anche sul nostro territorio la proposta di Rete Imprese Italia promossa a livello nazionale».

    «La prossima legislatura rappresenterà l’ultimo appello per rimettere in moto l’economia e il paese intero – continua De Luise è evidente che, se non tagliamo anzitutto la spesa, non ci sarà mai la possibilità di diminuire la pressione fiscale. Ed è altrettanto palese che, se non verranno previste misure concrete per lo sviluppo tali da ridare ossigeno anche alle migliaia d’imprese di Genova e della Liguria non riusciremo mai a ripartire e a bloccare disoccupazione, aumento della povertà, crollo del pil e impennata del debito pubblico».

    “La politica non metta in liquidazione le imprese. Rete Italia non farà sconti”, è lo slogan.

    Questo, invece, il programma della manifestazione genovese:

    introduzione ai lavori del presidente di turno di “Rete Imprese Italia” Carlo Sangalli, in collegamento da Roma;
    intervento dei presidenti provinciali di Confesercenti e delle altre associazioni di categoria aderenti a “Rete Imprese Italia” (Ascom, Confartigianto e Cna);
    spazio libero per gli imprenditori presenti all’iniziativa per rappresentare le difficoltà che quotidianamente incontrano nei rapporti con fisco, banche, burocrazia.

    Obiettivo dell’iniziativa è quello di focalizzare l’attenzione dei futuri membri di Governo e Parlamento, nonché gli enti locali, sulla vera e propria emergenza nazionale attraversata dal mondo delle piccole e medie imprese, così come emerge dai dati presentati da “Rete Imprese Italia”: pressione fiscale di oltre il 56% per i contribuenti in regola, burocrazia che richiede ad ogni impresa 120 adempimenti fiscali e amministrativi all’anno, sistema del credito che nell’ultimo anno ha ridotto di 32 miliardi l’erogazione di finanziamenti alle aziende, chiusura di un impresa al minuto nel 2012.

     

    [Foto di Diego Arbore]

  • Abbazia di San Giuliano, dal restauro all’edilizia privata: luci e ombre

    Abbazia di San Giuliano, dal restauro all’edilizia privata: luci e ombre

    È una storia infinita quella del risanamento e dell’auspicabile valorizzazione dell’Abbazia di San Giuliano – splendido edificio religioso risalente al X secolo, affacciato direttamente sul mare – tra contenziosi legali che hanno coinvolto le ditte impegnate nell’opera, conflitti di competenze e soldi che mancano. I primi restauri risalgono addirittura agli anni ’70. Nel 1992, in occasione delle “Colombiadi”, viene rifatta la facciata. Nel 1999 con i fondi del gioco del Lotto si finanzia un nuovo intervento. E nel 2000, pure un secondo. I lavori procedono a singhiozzo fino al 2006 quando, sotto la direzione dell’architetto Guido Rosato (Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria), entrano nel vivo. Purtroppo le risorse economiche non sono sufficienti e tutto si blocca nuovamente, con il rischio che l’incuria ed il trascorrere del tempo, vanifichino i risultati raggiunti.

    A questo punto è necessaria una premessa «L’abbazia, la chiesa vera e propria per intenderci, e alcuni locali annessi, non sono di proprietà del Demanio dello Stato, bensì sono tuttora proprietà privata dei Monaci Benedettini di Montecassino – spiega il Direttore della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, l’arch. Maurizio Galletti – Per questo motivo non dipende esclusivamente da noi il recupero integrale del bene, nonostante il valore che tale patrimonio culturale riveste per l’intera città».
    Il resto del complesso monumentale, invece, è di proprietà del Demanio il quale, tra il 2000 ed il 2002, l’ha consegnato in custodia al Ministero dei Beni Culturali. Subito dopo partono i lavori. «L’amministrazione ha trovato parecchie difficoltà – sottolinea Galletti – Ci siamo confrontati anche con alcune occupazioni abusive. Inoltre, gli interventi presentavano un notevole grado di difficoltà. Abbiamo dovuto realizzare un adeguamento impiantistico funzionale alle future esigenze».

    «Sappiamo che i Benedettini sono intenzionati ad alienare la parte di loro proprietà – continua Galletti – Il Ministero è stato contattato ma non dispone del denaro sufficiente per acquisire la parte privata».
    Il Direttore Regionale aggiunge «Ci stiamo muovendo alla ricerca di un accordo con la Regione Liguria affinché sia possibile utilizzare i fondi comunitari. Anche non acquisendo la chiesa, potremmo comunque trovare il modo per valorizzarla».
    In altri tempi, economicamente più floridi, si poteva sperare in un investimento privato «Oggi, invece, attraversiamo una fase negativa – continua Galletti – e nessuno è disposto ad investire».

    «L’abbazia di San Giuliano va difesa in quanto significativa testimonianza storica, sopravvissuta all’edificazione selvaggia di Corso Italia – spiega la professoressa Franca Guelfi, ex presidente della sezione genovese di Italia Nostra – L’acquisizione da parte del Ministero dei Beni Culturali, anche grazie all’impegno della nostra associazione, è indubbiamente un fatto positivo. Ma è grave che non si sia proceduto celermente nell’esecuzione dei lavori di ristrutturazione».
    Adesso potrebbe essere giunta l’ora della svolta, almeno per quanto riguarda la parte che si affaccia su Corso Italia, quello che un tempo era il convento dei Benedettini «Siamo arrivati al dunque – racconta l’arch. Galletti – stiamo completando la riqualificazione della facciata, della pavimentazione, ecc. Alcuni locali diventeranno degli uffici. L’obiettivo è trasferire qui il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Genova, attualmente ospitato nel complesso monumentale di S. Ignazio, accanto all’Archivio di Stato. Hanno necessità di maggiore spazio, quindi abbiamo pensato al trasferimento a San Giuliano. Inoltre, qui sarà insediato anche l’Ufficio Esportazione, ovvero il reparto adibito a valutare una serie di oggetti di proprietà privata che possono o meno, a seconda dell’interesse culturale dei beni, essere liberamente esportati all’estero oppure devono sottostare a precise regole per un esportazione esclusivamente finalizzata al loro specifico interesse culturale (mostre, esposizioni, ecc.)».
    In questo modo la Direzione Regionale raggiunge anche un secondo obiettivo: il risparmio di risorse in ottica “spending review”, grazie allo spostamento di alcuni uffici della Soprintendenza Archivistica della Liguria, oggi in locazione passiva, presso la sede di S. Ignazio.

    Il consigliere del Municipio Medio-Levante, Bianca Vergati (Sel-Lista Doria), ha scritto una lettera alla direzione regionale per chiedere lumi sulla tempistica dei lavori «Ci auguriamo che a breve, almeno sulla passeggiata sia concluso il cantiere, in modo da restituire alla città la parte che dà su Corso Italia. Per il prossimo futuro – annuncia Vergati – vorremo chiedere l’assegnazione di uno spazio da destinare alla cittadinanza».
    «Oggi stiamo portando avanti gli interventi per rendere funzionali gli uffici – spiega ancora Galletti – E stiamo programmando dei fondi economici aggiuntivi. Inoltre, abbiamo ricevuto un’erogazione liberale da parte di un privato destinata specificatamente al restauro di San Giuliano». Se tutto va bene, considerando le risorse che dovrebbero arrivare nel 2013 «Auspichiamo di concludere l’opera nel 2014», aggiunge il Direttore Regionale.

    Nell’1983-’84 l’associazione Italia Nostra, insieme agli esponenti della Soprintendenza ed alla Facoltà di Architettura, inserisce l’abbazia di San Giuliano nella proposta dei lavori da eseguire in vista delle “Colombiadi” del ’92. «Ci siamo attivati già 8-9 anni prima dell’appuntamento – ricorda Guelfi – nella proposta rientravano: il complesso di S. Ignazio, il chiostro di S. Gerolamo (dietro all’ospedale Gaslini) e l’abbazia di San Giuliano».
    In seguito, la Soprintendenza avvia una serie di restauri: «I lavori, come sappiamo, sono proseguiti tra mille problemi ma, finalmente, si è arrivati alla rifinitura dell’edificio ed è stata individuata anche la sua futura destinazione – sottolinea Guelfi – Il “cantiere infinito” riguarda l’antico convento dei Benedettini».
    La chiesa sul lato sud fronte mare necessita soprattutto di adeguata manutenzione. «La chiesa è in buone condizioni – continua Guelfi – Non è sconsacrata ed è ancora utilizzata in determinate occasioni. Sono il disuso e l’abbandono che generano il degrado, non viceversa. In tutta l’area circostante, infatti, regna il disordine».

    LUNGOMARE LOMBARDO E LE OMBRE SULLE UNITA’ ABITATIVE DELLA ZONA

    Lungomare Lombardo è il percorso pedonale che circumnaviga l’abbazia di San Giuliano collegandola a ponente e levante con Corso Italia. Il complesso monumentale e la passeggiata rappresentano un insieme dall’alto valore paesaggistico.
    «Italia Nostra più volte si è occupata di San Giuliano sottolineando l’importanza di preservare tutta l’area circostante – spiega Guelfi – È un nucleo storico sopravvissuto dopo la costruzione di Corso Italia nel ‘900: un intervento per certi aspetti molto pesante che, ad esempio, ha comportato la demolizione della chiesetta di S. Nazario a Punta Vagno».
    La zona di Lungomare Lombardo, secondo l’ex presidente di Italia Nostra, deve recuperare il rapporto primario con il mare. «Questa è la prima cosa da salvaguardare. Ora c’è un accesso libero stretto tra due stabilimenti balneari, manufatti che chiudono l’ingresso al mare. La zona a mare, invece, dovrebbe essere liberata».
    Ma non è tutto. Nella parte a monte dell’abbazia un tempo c’erano degli orti, oggi trasformati in spazi delimitati da rudimentali cancelli e trasformati in una sorta di magazzini, forse utilizzati dagli adiacenti stabilimenti.
    «Non si capisce se sono di proprietà pubblica o privata – continua Guelfi – Durante la ristrutturazione ci avevano assicurato il massimo impegno per liberare tali spazi. Ma a distanza di anni la situazione non è cambiata».

    Il tratto di Lungomare Lombardo lato levante appare in buone condizioni dopo un’attenta riqualificazione. Il lato ponente, invece, è stato al centro di una mozione presentata dal consigliere Bianca Vergati presso il Municipio Medio-Levante.
    «Ho proposto il completamento della riqualificazione di Lungomare Lombardo – spiega Vergati – Un’iniziativa che potrebbe essere compresa nell’ambito della “riqualificazione di Corso Italia”, richiesta formulata dal Municipio riguardo il Piano Triennale Lavori Pubblici del Comune di Genova».
    Il problema, però, è nel conflitto di competenze «Non si comprende quale sia la responsabilità sul tratto di Lungomare Lombardo lato ponente: Demanio, Soprintendenza, ecc.», si domanda il consigliere.

     

     

     

     

     

     

     

    Vergati chiede chiarimenti anche per quanto riguarda la concessione del parcheggio ai residenti delle due unità abitative contrassegnate dai civici n. 16 e 18 di Lungomare Lombardo, due edifici privati ubicati proprio a ridosso dell’abbazia. «Si tratta di una vecchia concessione che andrebbe eliminata – spiega Vergati – La Polizia Municipale ha constatato il rilascio di tale permesso da parte della Soprintendenza, non riuscendo ad impedire il posteggio in “zona pedonale”, come si evidenzia nei cartelli posti da entrambi gli accessi».
    Infine, il consigliere del Medio Levante riporta una voce preoccupante «Pare che i residenti di Lungomare Lombardo (civici n. 16-18) abbiano chiesto la sopraelevazione della loro proprietà».

    «In Lungomare Lombardo ci sono dei contenziosi aperti che si trascinano da decenni – risponde l’arch. Maurizio Galletti – Si tratta di rivendicazioni d’uso da parte di terzi in zona demaniale».
    Le due unità abitative (i civici n. 16-18) sono il risultato di occupazioni avvenute anni addietro. E, secondo il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, la loro rivendicazione d’uso non sarebbe ancora stata accolta dal Demanio.
    Se davvero i proprietari di questi edifici intendono presentare un progetto di ampliamento tramite sopraelevazione «Non credo che un simile intervento otterrebbe il via libera – conclude Galletti – comunque sia, noi siamo pronti ad opporci con fermezza».

     

    Matteo Quadrone
    [Foto dell’autore]

  • VintaGe, shopping e cultura: associazione, fiere ed eventi a Genova

    VintaGe, shopping e cultura: associazione, fiere ed eventi a Genova

    vintage«Dal 28 al 30 giugno 2013 si terrà nella Piazza delle Feste la quarta edizione di Vintage in Porto, che quest’anno celebra i 50 anni di “Please please me”, primo album dei Beatles». Con queste parole le fondatrici di VintaGe anticipano a Era Superba il contenuto della prossima edizione dell’evento, che da due anni si svolge con successo al Porto Antico (oltre 10.000 presenze nelle prime tre edizioni) e che le ha portate a creare un’associazione che fonde nel nome la parola “vintage” e la sigla della città di Genova.

    È Elena Tortora, presidente dell’associazione nata un anno fa e che conta circa un centinaio di soci, a spiegare i dettagli del progetto: «Vintage in Porto è stato il primo grande evento a Genova che veicola la cultura vintage: il termine è un attributo riferito a ogni oggetto, icona o personaggio prodotto oltre il ventennio precedente a quello in cui siamo, attraverso i quali possiamo riflettere sulla nostra storia. Ogni edizione è stata dedicata a un tema specifico: siamo partite dagli anni ’20/’30 (giugno 2011), poi gli anni ’40/’50 (ottobre 2011), infine un evento dedicato ai jeans (giugno 2012). Sono presenti espositori di Genova e provenienti da altre città, in vari settori: abbigliamento, design e musica, fino a raduni di chi ancora possiede auto e moto d’epoca. Si tengono inoltre concerti, laboratori per adulti e bambini e molto altro».

    Incontro Elena, Micol e Carolina ai Giardini Luzzati, dove è in preparazione il primo evento realizzato in collaborazione tra VintaGe, SwapStore e l’associazione Il Ce.Sto: giovedì 31 gennaio 2013 si svolgerà Fifty’s Party Vintage, serata a ingresso gratuito dedicata agli anni ’50 che prevede un baratto di abiti e oggetti vintage (per partecipare prenotarsi entro oggi, venerdì 25 gennaio, al 392 6839302) e il concerto dei Roll Drive, tribute band del rock ‘n roll anni ’50. La serata sarà inoltre l’occasione per illustrare i progetti 2013 di VintaGe.

    Un secondo evento ai Luzzati si terrà ad aprile 2013: «faremo un mercatino vintage, negli stessi giorni in cui in piazza Matteotti si svolge il mercato dell’antiquariato. La giornata conterrà inoltre un’anteprima della prossima edizione di Vintage in Porto, sarà infatti dedicato ampio spazio ai Beatles. La collaborazione con i Giardini Luzzati è nata perché c’è una comune condivisione di valori, vogliamo aiutarli nel progetto di riqualificazione del centro storico. Il legame con la filosofia swap deriva invece dal fatto che anche il vintage promuove la cultura del recupero e del riuso: gli oggetti “di una volta” erano di maggiore qualità e durevoli nel tempo, mentre oggi la tendenza dominante è “usa e getta”».

    Infine Vintage in Porto 2013, che per la prima volta durerà tre giorni anziché due. Il tributo ai Beatles si svolgerà in collaborazione con l’Associazione Beatlesiani Italia (che ha sede a Brescia), con il primo fan club genovese dei Beatles con le tribute band genovesi, a partire dai Reunion. Durante Vintage in Porto 2013 si terrà inoltre il raduno nazionale del Fiat Club 500 (domenica 30 giugno) e il raduno regionale del Lambretta Club Liguria.

    VintaGe vuole diventare nel tempo una piattaforma per chiunque a Genova ama e si occupa di vintage: non solo attività commerciale che vendono prodotti di questo genere, ma anche artisti e semplici appassionati. Chiunque può iscriversi all’associazione e proporre idee e progetti. Per contatti si può inviare una mail a info@vintageinporto.it.

    Marta Traverso

  • Giulia Gragnani: è di Genova la campionessa del mondo di tip tap

    Giulia Gragnani: è di Genova la campionessa del mondo di tip tap

    Tip-tapUna notizia curiosa, forse un po’ di nicchia, ma interessante per chi almeno una volta ha guardato i film con Fred Astaire e Ginger Rogers e ha pensato che quel tipo di danza fosse morto con loro.

    Il tip tap (anzi, la denominazione ufficiale è tap dance) esiste ancora ed è praticato da molti bambini e ragazzi, anche nella nostra città. Non solo: in questo settore Genova vanta un’eccellenza, perché proprio da qui proviene la vincitrice del campionato del mondo di tap dance, che si è svolto a Riesa (Germania) lo scorso dicembre, con 14 Nazionali e più di 1.000 atleti partecipanti.

    Si chiama Giulia Gragnani e ha ottenuto il primo premio con la sua squadra di 24 membri nella categoria “Formations Adult 1”, con la coreografia Avengers. Solo uno dei tanti premi ottenuti dalla Nazionale italiana nelle diverse categorie del campionato, che hanno visto sfidarsi bambini, ragazzi e adulti. «Tra i più di mille atleti di 14 Paesi, è stata grande la soddisfazione di rappresentare anche la mia città natale: Genova. Spesso mi sento fuori luogo ad affermare che sono campionessa in un’arte di cui la maggior parte dei genovesi non conosce l’esistenza: spero che i nostri successi possano essere da stimolo per chi vuole ancora dedicare se stesso all’arte, sapendo che dedizione e sacrificio sono il vero talento di chi vuole eccellere».

    Proprio Giulia – che studia danza dall’età di 5 anni e ha scoperto il tip tap guardando il film Mary Poppins – ci racconta la storia della tap dance: «Il tip tap si è creato combinando elementi stilistici della clog dance – la danza degli zoccoli dei contadini irlandesi – con ritmi e percussioni africane. Verso la metà del XIX secolo, durante il flusso migratorio dall’Europa all’America, gli emigrati irlandesi non rinunciarono al loro ballo natale che venne contaminato dalle percussioni degli schiavi africani, dando così origine alla Tap Dance. Il periodo di massima fioritura è stato tra il 1900 ed il 1955, quando molte orchestre – soprattutto jazz – includevano tra i propri elementi dei ballerini di tap. Inoltre molti artisti sono diventati famosi grazie al cinema e alla televisione: Fred e Ginger, Gene Kelly, Shirley Temple e così via».

    Quali sono le sue caratteristiche? «L’originalità di questa danza consiste nel fatto che il Tap Dancer è contemporaneamente ballerino e musicista: il danzatore indossa lo strumento musicale a percussione, le scarpe con inserti sulla punta e sul tacco della scarpa, chiamati claquettes, che servono a rendere il suono più marcato e udibile e si possono acquistare nei negozi di abbigliamento da danza. La tendenza di oggi è la contaminazione tra le danze, perciò nel tip tap sono stati introdotti movimenti del moderno, dell’hip hop, della danza contemporanea: ciò che resta e rimane caratteristico, solo del tap è la varietà ritmica che si riesce a creare con i suoni delle scarpe».

    Se volete conoscere da vicino questa disciplina, potrete vedere Giulia Gragnani e Romina Uguzzoni (l’altra genovese vincitrice dei Mondiali) sul palco del Teatro di Cicagna domani sera (sabato 26 gennaio, ndr) con lo spettacolo I got Rhythm, la Storia del Jazz.

    Marta Traverso

  • L’acero, il tiglio e l’ippocastano: le foglie ed i colori dell’autunno

    L’acero, il tiglio e l’ippocastano: le foglie ed i colori dell’autunno

    Questa settimana ci soffermeremo su alcune varietà di alberi che presentano colorazioni vivaci e suggestive nel periodo autunnale. Il loro impiego permette di raggiungere risultati esteticamente molto interessanti, valorizzando l’impianto del giardino e sottolineando, a mezzo dei colori di piante di grandi dimensioni, le scelte architettoniche del progettista.

    tigilo

    Il tiglio: elegante albero di grandi dimensioni. Viene piantato, sin dai tempi dell’antica Roma, per il dolce profumo dei suoi fiori bianco-verdastri. Viali di tigli abbellivano i giardini di Luigi XIV in Francia e di Carlo II in Inghilterra, venne poi ampiamente utilizzato nei viali cittadini ottocenteschi. Analogamente all’ippocastano, ben si presta all’inserimento in contesti classici ed “architettonici”. Questa svettante pianta si tinge infatti, durante la stagione autunnale, di un caldo colore dorato, con sfumature brunite e giallo-verde intenso. L’effetto estetico, garantito dalla pianta e dato dalla ripetizione degli alberi nei viali e dei gruppi nei parchi, è particolarmente suggestivo e, grazie alla naturale eleganza dell’albero, di notevole impatto, specie nel periodo autunnale.

    ippocastano

    L’ippocastano: grande e maestoso albero dalla corteccia scura. Sin dal XVII secolo viene piantato nei parchi e lungo i viali cittadini. Produce frutti, simili alle castagne, marroni scuro e lucide, contenute in ricci verde-giallastro. Le foglie si tingono, in autunno di un colore ocra brunastro, venato e striato. In primavera produce delle infiorescenze di grandi dimensioni, su più livelli e di colore bianco acceso con un centro purpureo. Il suo utilizzo nei viali di molte città europee permette, in tutte le stagioni, di godere di un impatto estetico molto diversificato e spesso di esaltare, grazie ai caldi colori autunnali, le rigorose e talvolta austere facciate dei palazzi cittadini.

    L’acero: Questo albero presenta, in natura, molteplici varietà, alcune delle quali sono molto interessanti per le colorazioni del fogliame.

    acer conspicum

    Acer Conspicuum “Silver Cardinal: è una varietà di acero dalle foglie variegate. Queste ultime sono striate di bianco e rosa pallido, su fondo verde. L’albero raggiunge l’altezza di circa quattro metri. L’impatto del suo impiego nel giardino è quindi notevole, grazie alla particolare colorazione dell’insieme, specie sotto la calda luce del sole autunnale.

    acer sunset

    Acer Rubrum “Red Sunset: l’acero canadese è assai impiegato da parte dei paesaggisti per il suo notevole impatto visivo nel giardino ed è particolarmente noto per la colorazione rosso intenso delle foglie durante il periodo autunnale. La sua incidenza sul panorama è notevole se si pensa che esso può raggiungere i dieci, quindici metri di altezza e quindi assurgere a vero e proprio punto di riferimento visivo di un giardino di medie dimensioni.

    acero

    Acer Tschonoskii Butterfly Maple: è una rara varietà di acero che vale la pena procurarsi per i suoi getti che sono rosso acceso e diventano verdi durante l’estateLfoglie autunnali sono arancioni e, durante l’inverno, la corteccia si tinge parzialmente di bianco. Dalla descrizione appare quindi estremamente chiara la notevole valenza cromatica e l’apporto estetico, fornito da questa particolare ed inusuale varietà di acero.

    Acer Shirasawanum full moon

    Acer Schirasawanum Aureum “Full Moon Maple: questo acero proviene dal Giappone e, come suggerisce il nome, presenta foglie largheleggere egiallo intenso. Nella sua varietà, ancora più rara ed affascinante, Autumn Moon, presenta invece foglie gialle che si tingono di un colore acceso arancio/rosa. Queste varietà vanno piantate in mezza ombra per evitare che le foglie “brucino” a causa del sole. L’impatto complessivo della pianta può richiamare nella mente dell’osservatore l’Oriente e quindi necessita di essere scelto con attenzione e contestualizzato al giardino in cui viene inserito.

    Acer Shirasawanum

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Legalità in Val Polcevera: il Municipio chiede un incontro pubblico

    Legalità in Val Polcevera: il Municipio chiede un incontro pubblico

    Una mozione su legalità e sicurezza in Val Polcevera – proposta da tutti i gruppi consiliari del Municipio Valpolcevera ed approvata all’unanimità impegna la Giunta ad organizzare un incontro pubblico con le autorità competenti (Procuratori della Repubblica, Questore, Sindaco, Assessore a Legalità e Diritti, forze dell’ordine, polizia municipale), aperto alla partecipazione delle realtà associative operanti sul territorio, per confrontarsi sulle criticità connesse a questi temi e provare ad affrontarle tramite un percorso condiviso.

    Un appuntamento già previsto nell’autunno 2012 ma purtroppo posticipato, causa problemi organizzativi.

    «Lo stato di povertà, già presente in forma più accentuata tra i migranti, è in aumento anche tra i cittadini italiani – sottolinea la mozione del Municipio Valpolcevera – E l’esasperazione, spesso legata a tale disagio, può essere fonte di crimini che vengono commessi da soggetti non dediti abitualmente a svolgere attività criminose».

    «Il solo presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine può non essere sufficiente e rischia di creare uno stato di sicurezza “esasperato e blindato” – continua la mozione – In ogni caso, la scarsità di risorse umane assegnate alle forze dell’ordine, spesso dichiarata attraverso i mass-media, non consentirebbe un presidio totale del territorio».

    Per queste ragioni i guppi consiliari sottoscrittori del documento, impegnano Presidente del Municipio e Giunta: «Ad organizzare un incontro specifico sui temi di legalità e sicurezza con le autorità competenti e le associazioni che si occupano a vario titolo di disagio sociale – conclude la mozioneal fine di reperire i dati statistici e le informazioni necessarie a comprendere l’effettiva portata del fenomeno criminale in Val Polcevera; a richiedere un maggior presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine; ad intervenire, dove possibile e con le misure di propria competenza, per ridurre le cause del disagio sociale che spesso sono la causa della devianza, soprattutto quella minorile e giovanile in generale e quella legata a situazioni di povertà ed esclusione sociale; a programmare sull’argomento un incontro pubblico aperto alla cittadinanza».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Juan Mirò a Palazzo Ducale: una performance di poesia

    Juan Mirò a Palazzo Ducale: una performance di poesia

    Venerdì 25 gennaio 2013 si svolge a Palazzo Ducale il primo di una serie di tre eventi, organizzati dall’associazione Circolo dei Viaggiatori nel Tempo per omaggiare Joan Mirò, in mostra a Palazzo Ducale.

    L’artista catalano, nel corso della sua vita, ha avuto un forte legame con la poesia: quando viveva a Parigi è entrato in contatto con il nucleo dadaista attorno a Tristan Tzara e successivamente nel gruppo surrealista, strigendo amicizia con molti poeti delle due avanguardie. Mirò ha inoltre realizzato libri illustrati (su testi di Robert Desnos e Jacques Prevert) e ha scritto lui stesso opere poetiche.

    La rassegna percorre questi tre differenti aspetti della relazione con la parola che ha avuto Mirò: gli eventi consisteranno in letture poetiche e proiezioni di immagini, in riferimento al titolo della mostra Mirò poesia e luce.

    Gli spettacoli avranno inizio alle 18 presso il Munizioniere di Palazzo Ducale. L’ingresso è libero e gratuito.

    Questo il programma della rassegna.

    Venerdì 25 gennaio: Mirò tra Dada e Surrealismo
    Con testi di Bréton, Tzara, Eluard, Char.

    21 febbraio: Mirò, Prevert e Desnos
    Con testi tratti dai libri illustrati da Mirò: Les Pénalités de l’Enfer ou les Nouvelles Hébrides (illustrazione di testi di Robert Desnos) e Adonides (su testi di Jacques Prévert).

    12 marzo: Mirò au miroir
    Con testi dello stesso artista tratti dal volume “Le Lézard aux plumes d’or”.

  • Foce, mercato comunale di piazza Scio: interventi contro il degrado

    Foce, mercato comunale di piazza Scio: interventi contro il degrado

    Mercato Comunale piazza Scio, FoceIl mercato ortofrutticolo di piazza Scio, nel cuore della Foce a due passi da Piazza Palermo, torna a far parlare di sé. Solo pochi mesi fa (settembre 2012) residenti e commercianti della zona hanno fatto sentire le loro voci, protestando contro la sporcizia e il degrado che si accumula ogni giorno alla chiusura del mercato coperto: cassette vuote, resti di frutta e verdura abbandonati, cattivi odori,  insetti e topi hanno spinto all’esasperazione collettiva.

    A detta dei cittadini della Foce, i cassonetti sempre straripanti e il rumore del compattatore per lo smaltimento dei rifiuti rendono impossibile la convivenza tra gli operatori del mercato e il resto della cittadinanza. Questa “guerra civile” si è inasprita nei mesi: i residenti, stanchi, hanno cercato più volte l’intervento di vigili e carabinieri per riportare un po’ ordine nel quartiere, mentre gli operatori del mercato, dalla loro, sentendosi attaccati, hanno diffuso volantini in cui rivendicavano il monopolio dei cassonetti dell’area di piazza Scio, impedendone l’uso agli “esterni”. La situazione di tensione era stata denunciata a Palazzo Tursi, cui la cittadinanza aveva lanciato l’appello ad intervenire.

    Com’è la situazione oggi? Siamo andati in piazza Scio per testare gli umori, a distanza di pochi mesi dalle polemiche. Ancora ben palpabile il malcontento nella zona di via Trebisonda, cui fa da contraltare una sostanziale ignoranza del problema sul versante di piazza Palermo e via Pisacane, sul lato anteriore della struttura mercatale. Il discrimine è dato dal fatto che su via Trebisonda, appunto, si trovano l’ingresso principale del mercato ortofrutticolo (con annesso viavai di camion e furgoni degli ambulanti), il rumoroso compattatore per lo smaltimento e i cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Al contrario, nella più centrale piazza Palermo, da poco rimessa a nuovo, la percezione del problema è quasi del tutto assente: i commercianti, interpellati, negano addirittura di aver mai sentito parlare di proteste da parte dei colleghi di via Trebisonda e l’unico mercato di cui sembrano seguire le vicende è quello che il lunedì e il giovedì viene allestito in piazza Palermo… Particolarità, queste, tutte genovesi.

    Ma veniamo al dunque, qual è stata la risposta di Palazzo Tursi? Nel quartiere, ci raccontano che nel corso di questi mesi si sono fatti vedere delegati municipali, che hanno voluto essere presenti in loco per valutare la gravità della situazione. Il vicepresidente del Municipio VIII Gianluca Manetta, assessore all’assetto del territorio, viabilità e interventi manutentivi, assicura che importanti misure per la riqualifica di piazza Scio sono già state adottate, e spiega: «Dopo le segnalazioni dei cittadini, alcuni delegati comunali con una squadra di tecnici e specialisti si sono recati in piazza Scio, per una panoramica. Il problema, sostanzialmente, era che i rifiuti -organici e non- non venivano smaltiti in modo abbastanza tempestivo. Dopo il sopralluogo e l’incontro di coordinamento tra rappresentanti del Municipio VIII e responsabili Amiu., abbiamo deciso che era necessario incrementare l’azione di pulizia nella zona da parte di Ma.Ris., la coop sociale a partecipazione privata che si è aggiudicata l’appalto di gestione del servizio di pulizia e manutenzione del mercato della Foce, con intensificazione particolare durante i mesi estivi». Nello specifico, le nuove misure adottate dall’amministrazione sono le seguenti:

    – smaltimento dei rifiuti non-organici (cassette di legno, cartone, carta da imballaggi, ecc.) una volta a settimana e di quelli organici a giorni alterni;

    – lavaggio dei cassoni per la raccolta dei due diversi tipi di rifiuti una volta ogni dieci giorni nel periodo invernale e una volta a settimana durante l’estate;

    – aggiunta di enzimi di riduzione dei rifiuti all’interno dei cassoni di raccolta dei rifiuti organici, per l’eliminazione di eventuali residui e l’impedimento del proliferare di muffe, germi, batteri di varia natura;

    – lavaggio delle piattaforme su cui sono posizionati i cassoni di raccolta dei rifiuti una volta a settimana, al mercoledì;

    – pulizia della zona tramite impiego del servizio di autospurgo una volta al mese.

    «Il vero problema» continua Manetta, «è che abitanti e commercianti, che lamentano la situazione di degrado, continuano ad usufruire dei cassoni –in realtà riservati ai soli operatori del mercato- rifiutandosi di comprendere che essi non sono appannaggio pubblico e incrementando le difficoltà degli addetti alla pulizia». Staremo a vedere se gli interventi opera dell’amministrazione riusciranno a dare i risultati sperati, favorendo la convivenza nel quartiere in un clima di distensione generale.

    Pensare che quello di piazza Scio è un fiore all’occhiello per il commercio genovese, recentemente distintosi (giugno 2012) per la convenienza dei prodotti che offre e il buon rapporto qualità-prezzo. In quel caso, in particolare, le rilevazioni di Federconsumatori avevano decretato che in piazza Scio gli acquisti costano di meno: il mercato ortofrutticolo coperto della Foce aveva sbaragliato i concorrenti (Mercato Orientale di via XX Settembre, mercato coperto di via Dondero a Sampierdarena e quello di piazza Romagnosi a Marassi) e, per undici prodotti su un totale di ventitré, si era aggiudicato il “miglior prezzo in città”.

     

    Elettra Antognetti

  • Ericsson trasferisce manager e dipendenti, interrogazione in Regione

    Ericsson trasferisce manager e dipendenti, interrogazione in Regione

    Alla Ericsson scatta l’ora dei trasferimenti: 41 persone – 26 dipendenti e 15 dirigenti – come ha spiegato l’azienda ai rappresentanti sindacali nell’incontro di martedì scorso, dovranno traslocare dalla sede genovese a quelle di Milano e Roma. Mentre a livello nazionale è prevista la chiusura di cinque siti per un totale di 276 lavoratori coinvolti, i quali saranno accorpati e trasferiti in giro per l’Italia presso le sedi più grandi della multinazionale.

    I sindacati, ovviamente, non ci stanno «L’azienda ci presenta solo esuberi e riorganizzazioni – spiegano – dovrebbe, invece, iniziare a raccontare che cosa prevede il suo piano industriale, se lo ha. Le riduzioni che sta attuando, a partire dalle procedure di licenziamento collettivo, che senso hanno all’interno del progetto industriale?».
    L’azienda ha giustificato questi interventi spiegando che essi sono necessari per mantenerla sul mercato «Ma non spiega quali azioni saranno intraprese per garantirne il futuro – sottolineano i sindacati – Per questo abbiamo chiesto ad Ericsson di scrivere qual è il progetto per la ricerca e lo sviluppo a Genova, in altri termini qual è il piano da qui fino al 2015».

    La vertenza Ericsson ritorna all’ordine del giorno anche in consiglio regionale, grazie ad un’interrogazione promossa dal consigliere Raffaella Della Bianca (Riformisti Italiani). «L’azienda non ha ancora presentato un chiaro piano industriale di sviluppo per i prossimi anni, non ha chiarito su quali strategie intende puntare e, soprattutto, quali sono le prospettive per la sede genovese agli Erzelli che prometteva un grande futuro ormai sempre più incerto – sottolinea Della Bianca – Inoltre, è di questi giorni la notizia che la cinese Huawei, stando alle anticipazioni sui bilanci del 2012, diventa il primo produttore al mondo di apparati per le telecomunicazioni battendo anche la stessa Ericsson». 

    Considerate tali premesse il consigliere Della Bianca interroga la Giunta e l’Assessore competente per sapere «Se Regione Liguria intende intervenire in merito alla decisione di Ericsson, (trasloco di 26 dipendenti e 15 manager da Genova a Milano e Roma), per tutelare non solo i lavoratori dell’azienda, ma per fornire spiegazioni chiare su quali prospettive esistano per la sede genovese agli Erzelli, considerando anche i cospicui finanziamenti pubblici ottenuti per trasferire la sede sulla collina».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Bollette: le truffe porta a porta, sconti e risparmi che non ci sono

    Bollette: le truffe porta a porta, sconti e risparmi che non ci sono

    Contatore del GasL’articolo di questa settimana ha per argomento le truffe alla porta di casa in materia di utenze domestiche. Mi scrive una lettrice:

    «Salve, Sono di Reggio Emilia le scrivo per avere un po’ di chiarezza.
    A dicembre si è presentata qui una ragazza dell’Iren mercato dicendo di essere qui per farci firmare un contratto per avere uno sconto dell’11% sul gas e sull’energia.
    Alla fine ho capito che ci hanno fatto passare a loro anche per quanto riguarda l’energia elettrica… definisco tutto ciò una truffa, nel senso che arrivano nei momenti meno opportuni mentono e approfittano della tua ignoranza nel campo. Ho firmato il contratto poi mi hanno richiamato per sapere se la ragazza era stata gentile e chiedendomi di mandare un fax con un documento di identità e una bolletta enel.
    Oggi si presentano altri 3 individui, abbastanza sgradevoli, alle 13,15 dicendo essere dell’Enel… non si capiva nulla di ciò che dicevano, alla fine cominciano a scrivere i miei dati con lo scopo di ricontattarmi per verificare se ero già passata a Iren o se potevano bloccare il tutto; io cadevo dalle nuvole, poi con mio figlio piccolo che piangeva… lasciamo perdere!
    Io gli ho detto che non avrei firmato proprio niente così hanno strappato il contratto e se ne sono andati.
    A questo punto io vorrei tornare ad essere servita dai gestori del mercato tutelato che se non ho capito male sarebbero enel per l’energia e iren per il gas, cosa devo fare?
    La ringrazio
    Cordiali saluti, Elisa»

    Purtroppo non è che l’ennesimo caso di questo genere, abbiamo già avuto modo di parlarne, ma vale la pena dare due suggerimenti utili. In primo luogo: mandare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la manifestazione del diritto di recesso entro dieci giorni, meglio se anticipata via fax entro le 48 ore.
    Nella maggioranza dei casi, nessuno vi risponderà, ma quella lettera da voi inviata ha assoluto valore legale:

    a) Innanzitutto potete rivolgervi all’AGICOM per pratica commerciale scorretta presentando quella lettera;
    b) In secondo luogo, potete fare denuncia all’Authority (AEEG, Autorità Garante per l’energia elettrica ed il gas), della cui operatività a favore del consumatore abbiamo però sempre espresso molte perplessità (l’esperienza sul campo insegna…)
    c) in terzo luogo, la cosa che ritengo più utile: esposto/querela alla Magistratura.

    Superata questa fase convulsa, vi arriverà senz’altro la bolletta del gestore “nuovo”, il quale opera nel cosiddetto “libero mercato”; la legge vi consente di rientrare nel mercato tutelato, che – come scritto correttamente da Elisa – in genere trattasi di Iren per il gas e di Enel per la luce. Ma attenzione, non sempre è così e all’uopo vi consiglio di verificare proprio sul sito dell’AEEG quali sono i distributori del mercato tutelato.

    Alla fine la morale qual è? Vi imbrogliano con le scuse più stupide, una fra tutte: il risparmio che non c’è…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    Concerti Genova: a Voltri 24 ore di musica live no stop

    «I cantanti e le band che propongono inediti sono spesso “ai margini”, in molti locali si preferisce ascoltare i gruppi che fanno cover: per questa ragione abbiamo pensato di realizzare un grande evento musicale, per dare a chi compone brani propri la possibilità di incontrare il pubblico». Questa la premessa che ha portato Andrea Di Marco e Paola Popa – insieme a Nico e Massi, i due gestori del Mare di Note di Voltri – a organizzare una maratona musicale di 24 ore nel locale del Ponente genovese.

    Questo fine settimana – dalle 19 di sabato 26 alle 19 di domenica 27 gennaio – si assisterà dunque a 23 concerti consecutivi, con la sola interruzione del cambio palco (e una pausa di un’ora la domenica mattina). Una vera e propria catena di montaggio della musica che (si spera) porterà nuova linfa al quartiere di Ponente – dove oltre al Mare di Note c’è un solo locale dove si suona musica dal vivo, la pizzeria Da Erasmo – e in contemporanea darà spazio ai gruppi musicali della città (ma anche della Liguria, Lombardia ed Emilia), che potranno esibirsi dal vivo e far conoscere i loro brani.

    Quali sono le aspettative per un evento così inedito per la città? Andrea di Marco sottolinea che «si tratta di un esperimento: ogni band ha il suo seguito di fan e speriamo che questo porti tante persone ad ascoltarle, oltre alla possibilità di scegliere a quali concerti assistere nell’arco delle 24 ore (di seguito la scaletta, ndr). L’evento ha anzitutto lo scopo di sostenere le band che propongono musica nuova e indipendente, e in secondo luogo ci auguriamo che valorizzi anche il locale e il quartiere».

    Com’è nato il progetto? «Il Mare di Note si presta molto per questo tipo di evento: c’è molto spazio, un ampio parcheggio, e trovandosi nella zona delle Fabbriche non ci sono problemi legati ai rumori e alla musica troppo alta. Mare di Note è anche un’associazione culturale che si occupa di musica da molto tempo, perciò non ci sono state troppe difficoltà nell’organizzare un evento di questa portata».

    Le band sono state individuate in pochi mesi, soprattutto grazie alla promozione dell’evento attraverso Facebook: sono quasi tutte di Genova e appartengono a a diversi generi musicali, dal rock al pop, passando per il punk, il blues e il prog. Ciascuna ha a disposizione 45 minuti e proporrà una scaletta composta in buona parte di pezzi propri, con poche incursioni nelle cover di musica internazionale. L’ordine delle esibizioni è stato deciso tramite sorteggio.

    Questo l’elenco completo delle band che parteciperanno alla maratona.

    Case di vetro: dalle 19 alle 19.45 (alternative rock/post rock – Genova)

    Melamara: 20 – 20.45 (alternative/garage/powerpop – Genova)

    Stefano Lombardo: 21 – 21.45 (pop/rock/blues – Savona)

    La Roxy: 22 – 22.45 (rock – Genova)

    Experior: 23 – 23.45 (metal/prog rock – Genova)

    Comma 22: 00 – 00.45 (punk rock – Genova)

    Il paradiso degli orchi: 01 – 01.45 (prog rock – Brescia)

    Ravensight: 02 – 02.45 (symphonic death metal – Genova)

    Lele delle scimmie: 03 – 03.45 (rock – Genova)

    Red lips: 04 – 04.45 (rock – Genova)

    Reason of it all: 05 – 05.45 (alternative rock – Genova)

    Ave: 06 – 06.45 (rock – Brescia)

    Admal: 07 – 07.45 (rock – Genova)

    Cheers: 08 – 08.45 (rock – Mirandola)

    Sgrigua: 10 – 10.45 (rock – Genova)

    Blue beat: 11 – 11.45 (blues – Genova)

    Walk: 12 – 12.45 (rock – Genova)

    Jef: 13 – 13.45 (reggae funky blues psyco – Genova)

    Promenade: 14 – 14.45 (prog rock – Genova)

    Chiara Atzeni: 15 –15.45 (cantautoriale – Genova)

    Panther & C.: 16 – 16.45 (prog rock – Genova)

    Doremiflo: 17 – 17.45 (pop rock cantautoriale – Genova)

    Cocks: 18 – 18.45 (punk rock – Genova)

    L’entrata al locale è libera, con possibilità di tesseramento.

    Come arrivare al Mare di Note
    Uscire al casello di Genova Voltri, proseguire in direzione Savona, fino al capolinea dell’autobus N°
    1. Da lì prendere via delle Fabbriche e dopo circa un Km, al quinto ponte che attraversa il
    torrente, seguite l’indicazione. Passato il ponte girare a destra, dopo circa 50 metri entrare nel piazzale e prendere la rampa che sale a sinistra, tenere la direzione fino alla fine della strada. Il locale è riconoscibile perché sul tetto è posta un’enorme chitarra luminosa.

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Combinare lo studio dell’inglese con i propri hobby e interessi

    Combinare lo studio dell’inglese con i propri hobby e interessi

    I will motivate you, Private Pyle.” “Riuscirò a motivarti, soldato Palla di Lardo.” Sono queste le parole pronunciate, o meglio urlate, dal Sergente Istruttore Hartmann nel film capolavoro Full Metal Jacket di Stanley Kubrick mentre cerca di spronare una giovane recluta impacciata e sovrappeso  – il soldato Palla di Lardo appunto – durante una fase del duro addestramento nel corpo dei Marines.

    Non è mia intenzione sconfinare nel suo fanatismo militare e guerrafondaio, ma Hartmann individua comunque un punto fondamentale: trovare le giuste motivazioni è la base di ogni percorso di apprendimento in qualsiasi campo.

    Nel caso dell’inglese e delle lingue straniere come si possono trovare le motivazioni per studiare e migliorare? La risposta più inflazionata oggigiorno è:  se possiedi un buon livello di inglese puoi avere maggiori opportunità lavorative. Non posso dire che questa affermazione sia scorretta, dato che l’apertura e l’internazionalizzazione del mercato del lavoro in questi anni favoriscono senza alcun dubbio coloro i quali abbinano la conoscenza di una o più lingue straniere alle loro competenze professionali. Alcuni nostri governanti, molto attenti al consenso popolare immediato più che alle soluzioni pratiche e lungimiranti di problemi reali, hanno addirittura fondato delle campagne elettorali su questo concetto “utilitaristico” della conoscenza dell’inglese, che si lega al mondo dell’impresa, che si lega a sua volta al guadagno di denaro, possibilmente in modo facile e senza fatica.

    Per quanto – ribadisco – sia vero che conoscere l’inglese può aprire porte, portoni e cancelli nel mondo del lavoro, credo però che un argomento così importante come quello delle giuste motivazioni per studiare l’inglese vada approfondito ulteriormente, se la nostra sincera intenzione è quella di incoraggiare qualcuno, o anche noi stessi – a studiare l’inglese.

    Parliamo di esempi concreti. Alcuni di voi sono genitori, giustamente preoccupati del futuro dei vostri figli. Probabilmente pensate che, come affermato qui sopra, per trovare lavoro i vostri ragazzi debbano diventare dei perfetti English speakers, meglio di Queen Elizabeth II o Lawrence Olivier. Il problema è che un bambino o un ragazzino di dieci, dodici, quindici anni alle future opportunità di carriera magari non ci pensa, per cui è opportuno usare degli espedienti per avvicinarlo all’inglese, stando attenti a non farglielo odiare…

    Può essere quindi opportuno usare altri espedienti, quali giochi, videogiochi, canzoni, film – cartoni animati nel caso dei bambini – in lingua originale per incuriosire un ragazzo e fargli capire che l’inglese – o qualsiasi lingua – non gli sarà utile tra quindici anni, che vede come un futuro a distanza siderale, ma gli può servire già adesso. Conoscete bene i vostri figli, per cui non vi sarà difficile trovare argomenti che stimolino davvero il loro apprendimento.
    Qualche giorno fa, per esempio, mi è capitato di far svolgere un esame di inglese  a un ragazzo che mi raccontava che la sua grande passione è montare e smontare motori, un’attività manuale, e che quindi trova molte difficoltà a concentrarsi sullo studio, in particolare della lingua inglese, perché lo percepisce come “astratto”. Gli ho consigliato allora di andare su YouTube e guardarsi un paio di video tutorial in inglese riguardanti motori, parti meccaniche, ecc. La cosa lo ha colpito come se gli avessi appena svelato la scoperta di un nuovo mondo… In realtà grazie a Internet è così facile oggi abbinare in modo intelligente le nostre passioni allo studio delle lingue!

    Tra l’altro, il mio percorso stesso di apprendimento dell’inglese è iniziato ben prima di studiarlo a scuola, nonostante un insegnante alle superiori mi abbia dato un incoraggiamento rivelatosi poi fondamentale. A tredici anni comprai infatti un libro con i testi della mia band preferita ai tempi, i Queen, e scaricai sul computer un paio di videogiochi contenenti delle istruzioni 100% English. Paradossalmente, senza rendermi conto che stavo studiando inglese, mi formai una base di almeno mille vocaboli, semplicemente per il fatto che volevo capire che cosa cantasse Freddie Mercury in We Are the Champions. Fosse anche stato scritto in Urdu, mi sarei sforzato di capire e alla fine probabilmente ci sarei riuscito… O magari in Urdu sarebbe stato un po’ troppo difficile, ma credo che il concetto che volevo esprimere sia chiaro… See you!

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • San Valentino 2013: bando di concorso fotografico a Camogli

    San Valentino 2013: bando di concorso fotografico a Camogli

    In occasione di San Valentino 2013 sono aperte le iscrizioni per il concorso fotografico San Valentino in un click, indetto dall’Associazione Commercianti di Camogli, con il patrocinio del Comune e la collaborazione della fotografa Alessandra Tommei.

    La partecipazione è gratuita e aperta a fotografi di età superiore ai 18 anni. Tema del bando è rosso, il colore dell’amore. Si dovranno inviare fino a tre fotografie inedite, realizzate con qualsiasi tecnica, in formato jpeg all’indirizzo mail info@alessandratommei.it (con dati e recapiti dell’autore) entro e non oltre il 31 gennaio 2013.

    Le fotografie inviate potranno essere utilizzate per pubblicazioni sui siti internet ed eventuali depliants pubblicitari legati al concorso, riportando il nome dell’autore.

    Gli organizzatori selezioneranno fino a 100 fotografie per una mostra pubblica nel Comune di Camogli.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Come scrivere un libro o una storia? Risponde Sergio Badino

    Come scrivere un libro o una storia? Risponde Sergio Badino

    Sergio BadinoGiovedì 24 gennaio 2013 (ore 17) Sergio Badino terrà un incontro sul tema Non fare storie, scrivile presso il centro Informagiovani del Comune di Genova (Palazzo Ducale, Piazza Matteotti 24R).

    Tema dell’evento saranno storytelling, sceneggiatura, scrittura, ovvero tutte le declinazioni dello scrivere per mestiere al tempo della crisi.

    Sergio Badino è autore del libro Professione sceneggiatore, titolo anche del corso tenuto per alcuni anni presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti, e da settembre 2012 ha fondato la propria scuola di scrittura e storytelling Studio Storie.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Centro storico, Castello e Maddalena: le proposte dei cittadini

    Centro storico, Castello e Maddalena: le proposte dei cittadini

    Due momenti dedicati all’incontro, al confronto e allo scambio di idee sul futuro di due quartieri vitali per il centro storico genovese, si svolgeranno questo fine settimana, promossi da cittadini attivi intenzionati, in prima persona, a dare una svolta per invertire la tendenza, riappropriandosi dei luoghi di aggregazione positiva e rilanciando preziosi spazi pubblici che potrebbero trasformarsi in volano per il turismo.

    Domenica 27 Gennaio 2013, a partire dalle ore 16, “ASSEMBLEA DI QUARTIERE aree verdi e luoghi d’incontro“, presso gli spazi dello Studentato III Chiostro, via Santa Maria di Castello 29, piazza Santa Maria in Passione.

    «Si apre oggi la possibilità di restituire al quartiere spazi rimasti chiusi e trascurati negli ultimi decenni– spiegano i promotori dell’iniziativa – Durante l’incontro verrà discussa la prima bozza di progetto per l’apertura dei percorsi e la gestione delle aree verdi che collegano Santa Maria in Passione a Sant’Agostino. Tutti i residenti, le associazioni ed i gruppi sono invitati».

    Per informazioni scrivere all’indirizzo mail: spaziolibero@inventati.org

    Domenica 27 gennaio 2013, dalle 15.00 alle 19.30, presso il Laboratorio sociale di Vico del Papa 1R, Laboratorio organizzato dall’Associazione A.Ma – Abitanti Maddalena, realtà associativa che si pone quali obiettivi la conoscenza tra chi vive e lavora alla Maddalena, la partecipazione responsabile e la condivisione di idee positive ed azioni concrete per migliorare insieme la qualità della vita nel quartiere.

    «Ogni singolo abitante, commerciante, fruitore o simpatizzante della Maddalena potrà presentare una propria idea per migliorare il quartiere, confrontarla con quelle di altri e provare a realizzarlaraccontano gli organizzatori – Si può fare un passo avanti, un passo solo ma importante! Ognuno potrà impegnarsi per migliorare il mondo in cui vive insieme a tutti noi».

    Per informazioni scrivere all’indirizzo mail: a.ma.abitantimaddalena@gmail.com

     

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]