Mese: Agosto 2013

  • Palco sul Mare Festival: Outside the Wall in concerto a Rapallo

    Palco sul Mare Festival: Outside the Wall in concerto a Rapallo

    Outside the Wall tributo Pink FloydLunedì 12 agosto proseguono gli appuntameni con la 18esima edizione di Palco sul Mare Festival.

    A partire dalle 21.30, nel lungomare Vittorio Veneto di Rapallo, si esibiscono gli Outside the Wall: non una semplice tribute-band, ma un gruppo legato dalla stessa passione e da un’accurata ricerca nella riproduzione delle sonorità dei Pink Floyd.

    La band nasce nel 2006 dalle ceneri della storica formazione dei No Name (oltre 600 i concerti all’attivo), e per i primi anni di attività  si esibisce in pubblico esclusivamente suonando brani dei Pink Floyd, Deep Purple, Police, U2 e Simple Mind.

    Oltre a nuove scenografie, proiezioni video, effetti sonori e nuovi pezzi, la band si avvale anche della splendida voce della corista Daniela Laperchia e dell’ospite d’onore al sax Martin Grice.

    La scaletta prevede brani dei Pink Floyd degli anni ’70: Shine on, Have a cigar, Dark Side, Comfortably Numb, Run like hell, Wish you were here, Echoes, One of these days, Sheep, Astronomy Domine sono solo alcuni dei brani eseguiti durante i concerti.

    L’ingresso è gratuito.

  • Sagra dei pansoti a Gaiazza di Ceranesi

    Sagra dei pansoti a Gaiazza di Ceranesi

    pansotiAppuntamento gastronomico da non perdere quello in programma domenica 11 agosto a Gaiazza di Ceranesi: dopo il grande successo della scorsa edizione, la Parrocchia S. Maria Assunta ripropone la  sagra dei pansoti.

    A partire dalle ore 19 si può gustare la pasta della tradizione genovese condita con sugo di noci o ancora con salsa di nocciole, burro e salvia, pesto alla genovese o pesto di pistacchi.

    A seguire, a partire dalle 21.30,  concerto del gruppo parrocchiale di canterini I giovani canterini della Gaiazza.

  • Di foglio in foglia: letture rampanti a Sussisa di Sori

    Di foglio in foglia: letture rampanti a Sussisa di Sori

    boscoSabato 10 agosto Sussisa, frazione sulle alture di Sori, ospita un evento a cura degli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi.

    Di foglio in foglia, questo il nome dell’iniziativa, è una lettura collettiva nata con l’intento di riportare le persone ad incontrarsi, discutere, partecipare, condividere, esporsi ed esporre il proprio pensiero, facendole fruire di quella bellezza che, come diceva il principe Miškin di Dostoevskij, salverà il mondo. Il tutto a stretto contatto con la natura, nella suggestiva notte delle stelle cadenti.

    Nella serata vengono letti brani tratti da Il Barone Rampante di Italo Calvino, romanzo dal quale deriva anche il nome Gian dei Brughi (brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri).

    Le letture sono accompagnate da interventi musicali eseguiti dal flautista Gianluca Nicolini.

    A fine spettacolo esibizioni delle Perseidi, lontano dall’inquinamento luminoso della città si potrà ammirare il cielo e le sue stelle cadenti.

    L’appuntamento è per le ore 21 nella piazza centrale di Sussisa.

     

  • Palco Sul Mare Festival: Andrea Celeste in concerto a Moneglia

    Palco Sul Mare Festival: Andrea Celeste in concerto a Moneglia

    Andrea CelesteProseguono gli appuntamenti con la rassegna estiva di musica e cabaret Palco sul Mare Festival: venerdì 9 agosto è in programma il live a Moneglia di Andrea Celeste, giovane cantante e compositrice dalla vocalità sofisticata e inconfondibile.

    La cantante propone al pubblico un un inedito omaggio alla scuola genovese, grandi classici senza tempo di Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Ivano Fossati, Gino Paoli, Umberto Bindi e Bruno Lauzi reinterpretati in chiave moderna da una grande vocalist.

    A completare il live, i brani inediti in italiano e in inglese della stessa Andrea Celeste,  un sound in perfetto equilibrio tra pop e soul music.

    In apertura, esibizione del cantautore genovese Giorgio Rè, che presenta le canzoni del suo album di debutto Donne da Favola in elettro acustica. Racconti di storie vere e profonde rapiscono il pubblico lungo il percorso di una vita, quella del cantautore, raccontata con un linguaggio semplice, diretto e senza fronzoli.

    I due artisti sono accompagnati da una band di eccezionale valore composta da Max Vigilante (pianoforte), Andrea Maddalone (chitarra), Pietro Martinelli (contabbasso – basso elettrico), Paolo Tixi (batteria).

    L’ingresso è libero, appuntamento alle ore 21.30 nella piazza centrale di Moneglia.

     

     

     

  • Via Buozzi, deposito Metro e parcheggi: il punto sui lavori

    Via Buozzi, deposito Metro e parcheggi: il punto sui lavori

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    Asfalto nuovo in superficie e lavori che sembrano molto vicini alla chiusura. Ma, purtroppo, non è così. L’infinito cantiere di via Buozzi, è ancora lontano dal togliere definitivamente le transenne, nonostante una sbirciata dall’alto lasci intravedere qualche motivo di speranza.

    Una speranza che, ormai, hanno definitivamente perso abitanti e commercianti del quartiere, come testimonia lo scarabocchio realizzato sul cartello di informativa lavori: sulla data che segna la conclusione prevista dell’opera, al posto dell’ormai trapassato fine marzo 2013, compare un ironico e disperato marzo 3013. Uno scherzo di un buontempone, certo, ma sintomatico di quanto tempo si sia perso per realizzare il nuovo deposito della Metropolitana, con annesso parcheggio di interscambio in superficie. E, la conclusione, purtroppo, sembra ancora parecchio lontana.

    È lo stesso assessore alla Mobilità e Traffico del Comune di Genova, Anna Maria Dagnino, ad ammetterlo: «Entro la fine 2013 si dovrebbe giungere al completamento delle opere civili, mentre nei primi mesi del 2014 partiranno gli allestimenti tecnologici all’interno del deposito sotterraneo. Ma, in questo caso, i lavori non dovrebbero più coinvolgere la superficie».
    Che tradotto significa: niente parcheggio almeno fino all’inizio del nuovo anno.

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    I disagi non finiscono qui. Per tutta la durata dei cantieri, infatti, è stata soppressa la fermata degli autobus di via Buozzi/Di Negro in direzione centro. Dato il buono stato dei lavori in superficie, il consigliere comunale Andrea Boccaccio (M5S) si è fatto portavoce di un’istanza avanzata da abitanti e commercianti della zona: ripristinare la fermata, anche provvisoriamente, in attesa del completamento delle opere. Secondo Boccaccio, infatti, «la soppressione del marciapiede e della fermata del bus ha diminuito drasticamente il passaggio dei pedoni a San Teodoro, con ricadute fortemente negative per gli esercizi commerciali situati esattamente difronte al cantiere».

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    via-buozzi-cantiere-2Negativa la risposta dell’assessore, in base alle informazioni fornite dalla ditta appaltatrice, Ansaldo Sts: «Purtroppo, sia Ansaldo che le ditte che si occupano dei lavori edili mi hanno confermato che, dal punto di vista tecnico, non è possibile liberare un’area per la fermata Amt. In questo momento, le opere strutturali sono ancora in corso di realizzazione nel sottosuolo ed è, pertanto, impossibile spostare le barriere che delimitano il cantiere. In autunno faremo una nuova valutazione dello stato dei lavori e la fermata degli autobus sarà sicuramente la prima cosa che verrà sistemata nell’ambito del nuovo parcheggio di interscambio che sorgerà in via Buozzi».

    I lavori di realizzazione del nuovo deposito della metropolitana e del parcheggio di interscambio in superficie, che dovrebbe rappresentare un’importante innovazione per alleggerire il traffico del nodo di San Benigno, sono iniziati nel marzo 2010 e si sarebbero dovuti concludere dopo un paio di anni. Con addirittura una passerella pedonale (di cui attualmente sembra siano in corso di realizzazione i pilastri) che in due tratti dovrebbe consentire di giungere dal parcheggio al marciapiede zona monte di via Buozzi, in una direzione, e, nell’altra, sorvolando la zona ferroviaria, alla nuova Passeggiata imperiale lungo il porto, per arrivare alla Stazione Marittima.

    via-buozzi-pista-ciclabile-vertIl parcheggio, invece, con 144 posti per le auto e 57 per le moto, vedrà due varchi per l’ingresso e altrettanti per l’uscita, oltre a una rampa di collegamento con il sottostante livello ferroviario.
    Ma i convogli di nuova generazione della Metro sono ancora fermi nelle fabbriche perché, nella rimessa attuale, non avrebbero gli spazi sufficienti per completare le manovre necessarie.

    «In generale – conclude Dagnino – si tratta di un progetto molto importante per il futuro della viabilità cittadina. E non solo per quanto riguarda il trasporto su ferro perché il parcheggio di interscambio che sorgerà in superficie sarà un valore aggiunto per il quartiere di San Teodoro e per tutta la città».

    Si tratta “solo” di capire quando vedrà finalmente la luce, senza dimenticare che la stessa via Buozzi rappresenta un nodo cruciale anche per la mobilità sostenibile e le piste ciclabili genovesi (a tal proposito leggi l’approfondimento di Era Superba).

     

    Simone D’Ambrosio

  • Lavoro e formazione nella green economy: un bando in Liguria

    Lavoro e formazione nella green economy: un bando in Liguria

    Green-economyLa Regione Liguria ha aperto un bando per valorizzare la blue e green economy, offrendo opportunità di formazione e lavoro per giovani dai 17 ai 34 anni.

    I fondi stanziati dal bando sono destinati ad aziende, pubblica amministrazione, scuole / università ed enti di ricerca che vorranno organizzare un progetto di formazione professionale in uno dei seguenti ambiti: cantieristica, nautica da diporto, porti e logistica, pesca, turismo crocieristico, energie rinnovabili, produzioni biologiche, agricoltura di qualità, zone boschive.

    Il finanziamento complessivo, proveniente dal Fondo Sociale Europeo, è di 8 milioni di euro: ciascun progetto approvato potrà beneficiare di un fondo compreso fra 150 e 800 mila euro.

    Entro ottobre 2013 le aziende / enti interessate dovranno presentare i progetti formativi, che saranno rivolti a giovani di età compresa fra 17 e 34 anni, in possesso di una qualifica triennale o un diploma di scuola superiore o una laurea, e disoccupati / inoccupati / in cassa integrazione.

  • La Pozzanghera, la compagnia teatrale genovese compie venticinque anni

    La Pozzanghera, la compagnia teatrale genovese compie venticinque anni

    La Pozzanghera GenovaLa Compagnia teatrale genovese La Pozzanghera viene costituita formalmente nel 1988 da un gruppo di amici con l’iniziale “folle idea” di fare teatro ma anche di abbinare sport e spettacolo. Da anni ormai attivi nel panorama genovese e nazionale (la Pozzanghera porta in giro i propri spettacoli tra Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e molti altri posti), da poco reduci dai festeggiamenti per il loro venticinquesimo compleanno, siamo andati a fare quattro chiacchiere con il presidente della Compagnia, Domenico Baldini, che ci ha raccontato la storia del gruppo, e con la regista Lidia Giannuzzi, che ci ha dato interessanti anticipazioni sul calendario per la stagione 2013-2014, che si aprirà a settembre. Abbiamo curiosato tra i preparativi dei prossimi spettacoli e abbiamo scoperto che…

    Domenico, raccontaci come e perché nasce l’idea della Pozzanghera…
    «Siamo nati ormai parecchi anni fa e il compleanno che abbiamo festeggiato quest’anno ci inorgoglisce e ci fa gioire dei risultati ottenuti. Quando abbiamo iniziato, nel 1988, non ci aspettavamo nemmeno noi, forse, di essere ancora qui a raccontare dei nostri successi 25 anni dopo. Siamo partiti come un’associazione che riuniva le due discipline di sport e teatro: il felice connubio, durati qualche anno, è stato poi sciolto tempo dopo per lasciare spazio esclusivamente all’attività teatrale. Inizialmente avevamo previsto delle sezioni dedicate allo sport, con una scuola di calcio, pallavolo e ginnastica, ma poi questa attività si è un po’ “persa” e la parte teatrale è diventata predominante: sotto questo profilo c’è stata una crescita dal punto di vista dell’allargamento dell’offerta e dell’aumento della qualità. Abbiamo iniziato a collaborare con vari esponenti illustri del teatro sia ligure che -fuori dai confini regionali- nazionale, per aumentare la nostra personalità e creare un “prodotto” professionale. Vogliamo che chi viene a vederci, a prescindere dal giudizio sullo spettacolo (che può piacere o meno), riconosca il valore oggettivo e la professionalità del nostro lavoro. Inoltre, abbiamo dato avvio a vari corsi e stage, come ad esempio il Corso sul corpo, tenuto da Yves Lebreton (FI), Corsi di regia tenuti da Erika Bilder e da Maria Stefanache (MI), Corsi di recitazione e dizione tenuti dall’attore genovese Pino Petruzzelli e quello sul teatro del racconto tenuto da Laura Curino, anche lei genovese. Ma oltre a questi ce ne sono stati molti altri nel corso degli anni…»

    La compagnia teatrale: com’è costituita?
    «Negli anni ci sono state fasi alterne e anche il numero dei collaboratori si è spesso alternato, passando da grandi numeri iniziali, a circa una ventina di persona, fino a un minimo di 4. Oggi siamo in 12, fissi, con altri collaboratori e artisti che intervengono in alcuni spettacoli: siamo un gruppo ben affiatato e consolidato, e -nonostante le alterne vicende del passato- oggi abbiamo creato un nucleo forte che ci permette di stare uniti e lavorare nel massimo dell’affiatamento. Insieme riusciamo a preparare un gran numero di spettacoli e di iniziative -anche innovative e “fuori dagli schemi”- che proponiamo al nostro pubblico: finora, la risposta è stata più che buona e siamo molto soddisfatti del nostro lavoro»

    Lidia, dacci qualche anticipazione su quello che ci aspetta…
    «La nostra attività riparte presto, e a settembre siamo già nel pieno. A metà settembre saremo alla Lanterna con uno spettacolo itinerante, per conoscere meglio i mestieri legati al Porto tramite le interviste a 8 lavoratori, personaggi colti mentre lavorano che ci spiegano di cosa si occupano. Leggero e ironico, lo spettacolo indaga in profondità le figure di lavoratori che, così vicini, spesso non conosciamo, e fa luce su un mondo, quello del Porto, spesso dato per scontato e non veramente conosciuto. Dopo la tragedia della Torre dei Piloti e il brutto incidente in Porto, abbiamo voluto pensare la Lanterna come faro che illumini non solo in lontananza, ma che faccia anche luce su quel che succede sotto ai nostri occhi. È un viaggio alla scoperta di quel che ci sta attorno.

    Si prosegue a metà novembre con la presentazione di “Rumori fuori scena”, al teatro Govi. Ben noto al pubblico genovese, lo spettacolo che porteremo in scena sarà costruito in modo meno cinematografico e più fedele al testo teatrale che non alla ricostruzione filmica. Ancora, saremo al Teatro dell’Ortica a fine gennaio, e poi a febbraio al Verdi per presentare in anteprima il nostro nuovo spettacolo per ragazzi, che debutta in questa occasione. Al Teatro dell’Ortica, poi, a febbraio riproponiamo “Giorgio perdonaci!”, spettacolo dedicato a Giorgio Gaber. Infine, il 5 e 6 aprile saremo al Garage per presentare in anteprima il nostro nuovo spettacolo, tratto dal testo di Fausto Paradivino, “Natura morta in un fosso”: solo due attori in scena, in uno spettacolo dai toni drammatici e intimistici. Vale davvero la pena vederlo. Di solito ci chiedono di cimentarci prevalentemente in produzioni di stampo comico, più “leggere”, ma dal nostro punto di vista è importante garantire un buon grado di varietà e alternanza tra spettacoli comici e drammatici, sia per noi che per il nostro pubblico. In questo modo possiamo garantire un buon equilibrio e una varietà, che di certo viene premiata. Adesso è ancora tutto in fase “work in progress”: sto lavorando or ora alla scrittura dei testi e sto pensando alle date, alle scene, a tutto. C’è molto fermento, molte idee, già molte certezze, ma ancora dubbi sulle date precise e sui nomi definitivi con cui presenteremo gli spettacoli al pubblico».

     

    Elettra Antognetti

  • Rien ne va blues festival, due serate di musica a Zoagli

    Rien ne va blues festival, due serate di musica a Zoagli

    JazzVenerdì 9 e sabato 10 agosto Zoagli ospita la terza edizione di Rien ne va blues festival, organizzato dalla Pro Loco di Zoagli.

    Nell prima serata si alternano sul palco i Raw Groove, Pulin and The Little Mice, Stefano Ronchi Duo, Louasso Blues Band e DownTown Blues Band.

    La serata successiva, aperta da Doctor Wood,  ospita le esibizioni di Juke Joint Experience, Overoots, Piero De Luca & Big Fat Mama e chiuderà l’evento Kid Blues Combo.

    L’ingresso a tutti i concerti è libero, la location è la suggestiva piazza centrale di Zoagli, i live partono dalle ore 20 in poi. Durante le due serate parte del ricavato della vendita del merchandising sarà devoluto a titolo di beneficienza a L’appartamento– Residenza flessibile per l’Autismo di Zoagli e ad Anffas.

    Ecco un breve profilo delle band partecipanti.

    RAW GROOVE
    Andrea De Leo, Andrea Fortunato ed Emanuele Ferrara propongono un repertorio fatto di texas blues, rock, groove, per un concerto carico di energia.

    PULIN AND THE LITTLE MICE
    La band propone una musica sempre alla ricerca delle proprie radici, piena zeppa di personaggi leggendari e sconosciuti, legata indissolubilmente alla gente ed alle sue storie.
    All’attivo numerosi concerti in tutta Italia e le partecipazioni a importanti festival come Rootsway Roots’n’Blues Festival, Ferrara Buskers Festival. Sono inoltre stati la backing band per il tour italiano di Mark Nomad, chitarrista blues, cantante e bandleader americano.

    STEFANO RONCHI
    E’ uno dei più noti chitarristi e cantanti blues genovesi. Ha aperto concerti per grandi artisti come Brian Auger e The Blues Brothers Band e da alcuni anni si muove regolarmente verso Chicago dove suona con artisti del calibro di Billy Branch, Lurrie Bell, James Wheeler, Mary Lane e molti altri. Nell’ottobre 2012 esce il suo primo disco solista dal titolo “I’m ready”: la raffinatezza di questo chitarrista e la bellezza degli arrangiamenti fanno di questa opera prima un tassello importante della discografia blues nostrana.

    LOUASSO BLUES BAND
    Lo spirito con il quale è cominciata l’esperienza musicale dei Louasso BB era, ed è tuttora, suonare per divertirsi e comunicare. La band propone un repertorio formato da alcune cover (Caldonia,Baby Please Don’t Go…) e da alcuni pezzi di blues corallino, classici del blues con lo stile un pò rockeggiante e con testi rigorosamente loro e rigorosamente in italiano. Con i loro testi cercano di affrontare in maniera un pò ironica i problemi della vita quotidiana.

    DOWNTOWN BLUES BAND
    La band propone un viaggio a 360 gradi nella “musica del diavolo”, una miscela esplosiva di energia pura, passione e sentimento, capace di trasmettere ogni genere di emozione e soprattutto divertire chi ha voglia di divertirsi, di ascoltare e di “ascoltarsi”: un groove pieno di emozioni, in quell’atmosfera coinvolgente che solo il blues sa dare.

    DOCTOR WOOD
    Stefano Sarchi alla chitarra elettrica, Silvia Preda al basso e Massimo Compiani alla batteria propongono un blues contemporaneo, con contaminazioni di funk, soul, jazz e rock.  Nel 2011 colllaborano con il soul singer americano Ronnie Jones che i tre, insieme al pianista Gianni Imbrogno, accompagnano in una decina di emozionanti esibizioni nel nord Italia. A doggi lavorano alla produzione di un disco e stanno iniziando una collaborazione con la talentuosa cantante afro americana Sherrita Duran.

    JUKE JOINT EXPERIENCE
    Raffaele Cozzati e Marco Poggio propongono un suono ruvido, scarno ed essenziale, tra ritmi percussivi africani, arcaici sentori blues e dirompenti vampate punk.

    OVEROOTS!
    Propongono una musica che partendo dalla radice blues è arricchita di atmosfere soul, funky e R ’n B, senza voler essere una cover band “fedele al disco”: tutti gli arrangiamenti dei brani  hanno un che di originale che scaturisce dalla diversa provenienza di genere dei sette componenti (da questo il nome, da “Over Roots”, oltre le radici del blues)

    PIERO DE LUCA & BIG FAT MAMA
    Nella sua esperienza più che trentennale il gruppo ha registrato otto tra LP e CD e ha suonato in tutta Europa e in tutti i principali festival italiani e stranieri, condividendo il palco con leggende quali Screamin’ Jay Hawkins, Jimmy Rogers, B. B. King e Blues Brothers Band, Albert Collins, James Cotton, Magic Slim, Sherman Robertson e Little Willie Littlefield,

    KID BLUES COMBO
    La band è a “geometria variabile”: al duo base, chitarra e armonica della versione acustica, si aggiungono basso e batteria per dare vita ad una band elettrica di notevole impatto. A seconda della tipologia dello spettacolo richiesto abbiamo la possibilità di inserire anche un piano/hammond. Il repertorio spazia dagli standard Blues più classici al Rock’n’Roll e al Rockblues cercando di divertire il pubblico con sferzate di simpatia.La band ha fatto della solidarietà una delle proprie bandiere collaborando dal 2010 con Medici senza Frontiere in occasione dei disastri di Haiti e de L’Aquila, e con le Amministrazioni Locali e le Associazioni di volontariato per l’alluvione di Genova e di quella tra Liguria e Toscana e a giugno del 2012, si è esibita anche nella tendopoli di Finale Emilia per un concerto pro terremotati

     

  • Legambiente: Goletta Verde, la barca sostenibile fa tappa in Liguria

    Legambiente: Goletta Verde, la barca sostenibile fa tappa in Liguria

    GolettaVerde_1Da giovedì 8 a sabato 10 agosto 2013 torna in Liguria Goletta Verde, l’imbarcazione ecosostenibile che attraversa ogni estate le coste italiane per monitorare lo stato delle acque e dei litorali e che ospita in ogni sua tappa iniziative sulla tutela del mare e sul turismo ambientale.

    La Liguria è la penultima regione toccata nel tragitto di quest’anno (ultima tappa la Toscana, domenica 18 agosto), dopo circa 30 tappe che hanno visto un team di biologi ed esperti impegnato nel raccogliere segnalazioni di abusivismo edilizio, inquinamento, mancata depurazione delle acque e scarsa tutela del paesaggio, ma anche e soprattutto eccellenze e progetti positivi nell’ambito della sostenibilità ambientale.

    Il progetto a cura di Legambiente prevede una tre giorni di eventi fra Chiavari (dove rimane ormeggiata la barca, presso il porticciolo turistico) e Genova. Nell’ambito di questo evento sarà presentato il progetto RiciclaEstate – la differenziata ti segue in vacanza, che sensibilizza abitanti e turisti dei Comuni della riviera ligure sul tema della raccolta differenziata (vedi in merito l’esempio virtuoso di Bogliasco, Sori e Pieve Ligure).

    Leggi il programma completo degli eventi, realizzati in collaborazione con Marina di Chiavari Srl.

  • Quarto, ex Fischer: ecco il nuovo progetto, si decide a settembre

    Quarto, ex Fischer: ecco il nuovo progetto, si decide a settembre

    Fabbrica ex Fischer in via Romana della Castagna a QuartoCi eravamo lasciati nel marzo 2012: all’epoca avevamo seguito le vicende della ex fabbrica di materiale plastico Georg Fischer spa al civico 20A di Via Romana della Castagna, area di 2 mila 700 metri quadrati abbandonata nel bel mezzo del quartiere di Quarto dei Mille, a ridosso di Corso Europa. Fabbrica svizzera specializzata nella produzione di componenti industriali, la Fischer dal 1947 ha una sede anche in Italia ed è attiva ancora oggi negli stabilimenti di Sondrio, e in tutto il mondo: Germania, USA, mercati orientali.

    A Genova dal 1967, la fabbrica ha acquisito nel 1972 la T.I.L., vedendosi poi costretta a chiudere anni dopo. Degli impianti ex Fischer, però, non è stato fatto nulla: per decenni restano nelle stesse condizioni, inutilizzati e non riqualificati.
    Quest’area (definita, in base al PUC, zona residenziale di conservazione) è oggi di proprietà del gruppo SEI Immobiliare, agenzia fiorentina che nel 2010 aveva presentato il progetto di costruzione di un edificio residenziale su 5 piani, con silos interrato. Poi, i problemi: proprio a ridosso del rio Castagna, l’edificio andrebbe a sorgere su un territorio che -seppur a “lieve” rischio idrogeologico- non manca di presentare alcune criticità e che necessiterebbe di un’opera preventiva di messa in sicurezza.

    Inoltre, la questione degli oneri di urbanizzazione: negata dal Municipio la possibilità di monetizzare gli oneri, la ditta esecutrice si sarebbe dovuta accollare il rifacimento della pavimentazione di quel tratto dell’antica via Romana e dell’illuminazione pubblica.
    Di recente (23 luglio 2013), la questione della riqualificazione degli stabilimenti di Via Romana della Castagna sarebbe dovuta essere affrontata anche in Consiglio Comunale, ma è stato deciso di rimandare ulteriormente le decisioni in sospeso già da tempo.
    A tale proposito, abbiamo parlato con l’architetto Ferdinando De Fornari, dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Genova, e gli abbiamo chiesto cosa ne sarà dell’edificio.

    «Per quanto riguarda l’iter istruttorio -dice De Fornari- siamo a buon punto: da parte nostra, il lavoro è stato fatto e il progetto definitivo, già pronto e ultimato, sarebbe dovuto essere presentato già qualche settimana fa alla Commissione Consigliare del Comune di Genova. La delibera sarebbe dovuta essere presa in esame già a fine luglio, ma la sua trattazione è stata rimandata a settembre perché in questa fase la Commissione è stata chiamata a decidere su altri temi più “caldi” e, vista la concomitanza con altri provvedimenti, si è deciso di rimandare quello che è stato reputato un tema meno prioritario».

    E il progetto vero e proprio? Non è rimasto lo stesso presentato nel 2010, ci informa l’architetto, ma ci sono state delle modifiche: «Il progetto sarà presentato sul Piano Casa del 2009 (legge regionale num. 49 del 3 novembre 2009, che legifera in materia di “Misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio” e per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n.19 del 4 novembre 2009, n.d.r.) e, in particolare, sull’articolo 7, il quale introduce la possibilità di demolizione e ricostruzione di edifici produttivi giudicati incongrui e da sottoporre a una ricollocazione d’uso. Nel caso della ex fabbrica Fischer la ricollocazione sarà attuata in funzione residenziale e il progetto che è stato messo punto prevede la realizzazione di 4 livelli fuori scala con copertura a padiglione e falde ribassate. In tutto, 26 appartamenti ad uso residenziale, con silos interrato che ospiterà 30 box, da assegnarsi ai proprietari delle abitazioni. Il totale della superficie interessata equivale a 2487 metri quadrati. Oltre alla riduzione dell’altezza dell’edificio da 5 a 4 piani, il nuovo progetto prevede 10808 metri cubi contro i 11617 del precedente».

    fabbrica-ex-fischer-via-romana-castagna-quarto-D5Anche per quanto riguarda la questione del rischio idrogeologico, assicura l’architetto De Fornari, sono state fatte le valutazioni del caso, sono stati raccolti i pareri degli uffici competenti e sono stati interpellati geologi e tecnici. L’esito delle consultazioni è stato favorevole e si è ritenuto opportuno procedere con il progetto, valutandone positivamente la sua attuabilità. Tuttavia, i tecnici hanno posto varie condizioni da rispettare e misure cui adempiere, sia in fase esecutiva che a fine lavori. Gli oneri di urbanizzazione, invece, saranno infine corrisposti e le quote di standard urbanistici saranno monetizzate, così com’era stato deciso dalla Civica Amministrazione già nel 2010, cui si era opposto però all’epoca il parere del Municipio Levante. Ad oggi, dunque, è previsto -sempre ai sensi della legge numero 49 del 2009- che vengano stanziate a beneficio del Comune di Genova cifre di varia entità (complessivamente dell’ordine di 1 milione di euro, tra “quota opere” standard, ERP – Edilizia Residenziale Pubblica e ulteriori), che si accollerà l’onere di impiegarle per la realizzazione di ulteriori lavori e migliorie dell’area di varia entità. Finora, in ogni caso, non esiste ancora un programma specifico per l’utilizzo di questi fondi e i vari interventi da attuarsi non sono ancora stati determinati.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Teatro della Gioventù: ‘La strana coppia’ riparte in autunno

    Teatro della Gioventù: ‘La strana coppia’ riparte in autunno

    teatro della gioventuIl Teatro della Gioventù di via Cesarea, al secondo anno sotto la guida di Massimo Chiesa, ha confermato anche quest’anno la formula di far coincidere la stagione di spettacoli con l’anno solare. Le attività della Kitchen Company non si sono dunque fermate nel periodo estivo: il 4 agosto si è svolta l’ultima replica de La strana coppia, che ripartirà dal 14 settembre fino al 13 ottobre.

    Gli ultimi due spettacoli in cartellone per la stagione teatrale 2013 saranno poi Un piccolo gioco senza conseguenze (19 ottobre – 17 novembre), dal testo di di Jean Dell e Gérald Sibleyras già portato in scena dalla compagnia nel 2009 al Festival dei Due Mondi di Spoleto, e La Locandiera di Carlo Goldoni (23 novembre – 31 dicembre).

    Inoltre a settembre riprenderanno i corsi di Tkc Playing Comedy.

  • Cena marocchina e danza del ventre a Villa Imperiale

    Cena marocchina e danza del ventre a Villa Imperiale

    Tajine di polloMercoledì 7 agosto proseguono a Villa Imperiale di San Fruttuoso gli appuntamenti con le serate gastronomiche a tema: dopo il pesto, le storie di vino, lo stoccafisso e la paella, è la volta di una serata dai sapori orientali, con una cena marocchina e uno spettacolo di danza del ventre.

    Un evento per ricreare le atmosfere del deserto, dai colori, sapori, tradizioni e culture fino alla cucina, considerata la migliore delle tra quelle mediorientali grazie a legumi e frutti colorati, spezie rare e profumate, pesci delicati e carni saporite, dolci irresistibili.

    Il menù prevede cous cous con verdure, tajine di agnello con prugne e mandorle o tajine di pollo, dolce allo yogurt, thè alla menta marocchino, acqua e vino. Il tutto al costo di 22 euro.

    La danzatrice del ventre Mahaila allieta la serata con un’affascinante esibizione; questa danza mediorientale è considerata come una delle più antiche del mondo ed è eseguita soprattutto dalle donne nei Paesi del Maghreb, come Algeria, Tunisia, Turchia, Marocco.

    La serata inizia alle ore 20.30 e termina alle ore 23, ma già a partire dalle ore 19 è possibile gustare un aperitivo a base di spumante brut con gustose focacce, crocchette, salumi (7 euro).

    Per prenotare: 010 503307 o 010 870480 oppure un SMS ai numeri  393 3963345 o 3397202663

     

  • Liguria, cannabis terapeutica: nuova proposta di legge regionale

    Liguria, cannabis terapeutica: nuova proposta di legge regionale

    cannabis terapeutica marijuanaIl 3 agosto 2012 la Regione Liguria approvava la Legge n. 26 “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche” con il dichiarato intento di favorire l’erogazione ai pazienti di terapie all’avanguardia, da tempo riconosciute dalla scienza medica. Peccato che a distanza di un anno la normativa non sia mai entrata effettivamente in funzione perché la medesima è stata impugnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri innanzi la Corte Costituzionale la quale – con la sentenza n. 141 del 20 giugno 2013 – ha sancito la sua parziale illegittimità.

    Oggi i consiglieri regionali di Sel (Sinistra ecologia e libertà) e Fds (Federazione della sinistra), promotori della precedente iniziativa, ci riprovano presentando una nuova proposta di legge in materia “Disposizioni organizzative relative all’uso di farmaci e preparati magistrali a base di cannabinoidi”, riformulata a seguito della recente dichiarazione della Corte Costituzionale.

    In pratica si tratta di un riassunto riveduto e corretto della Legge 26/2012 che, tuttavia, suscita diverse perplessità nelle associazioni dei pazienti, neppure consultate in occasione della stesura. Ma, come rivela il consigliere di Sel (nonché medico anestesista) Stefano Quaini, la fase decisiva per la costruzione dell’impianto normativo si svolgerà prossimamente in Commissione Salute (di cui è presidente lo stesso Quaini) con l’obiettivo di portare il testo finale in consiglio regionale entro il mese di agosto. Perché di tempo se né è perso fin troppo. Almeno un anno in cui nulla si è mosso, mentre l’uso terapeutico della cannabis in Liguria (e nel resto del Paese) rimane un percorso ad ostacoli per migliaia di malati affetti da gravi patologie e costretti ad affrontare procedure burocratiche lunghe ed economicamente spesso insostenibili.

     

    L’INCOSTITUZIONALITA’ DELLA LEGGE N. 26/2012

    Palazzo della RegioneLa legge della Regione Liguria n. 26 del 3 agosto 2012 in materia di farmaci a basi di cannabinoidi ad uso terapeutico è parzialmente illegittima: lo ha sancito la Corte Costituzionale, accogliendo alcuni rilievi sollevati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, con la sentenza n.141 del 20 giugno 2013. La Consulta ha bocciato alcuni punti della legge impugnata, per violazione dell’articolo 117 della Costituzione, inerente le competenze di Stato e Regioni.

    In particolare – rilevano i giudici delle leggi – la norma in questione è illegittima perché «indicando i medici specialisti abilitati a prescrivere i farmaci cannabinoidi e definendo le relative indicazioni terapeutiche, interferisce con la competenza dello Stato a individuare, con norme di principio tese a garantire l’uniformità delle modalità di prescrizione dei medicinali nel territorio nazionale, gli specialisti abilitati alla prescrizione del farmaco o principio attivo, nonché i relativi impieghi terapeutici».

    Tale «interferenza determina in concreto un contrasto», sottolinea la Corte, tra la legge impugnata «e le indicazioni contenute nell’atto, la determinazione n. 387 del 9 aprile 2013, successiva alla proposizione del ricorso, con il quale l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha autorizzato l’immissione in commercio dell’unico medicinale cannabinoide presente nel mercato italiano».

    Mentre, in base all’art. 2 della legge regionale ligure, i sanitari abilitati alla prescrizione sono i medici specialisti delle discipline «anestesia e rianimazione, oncologia e neurologia» e gli stessi medici sono abilitati a stabilire «la durata del piano terapeutico e la sua ripetibilità», la richiamata determinazione dell’AIFA, invece, classifica il medicinale – stiamo parlando del Sativex, un estratto a base alcolica sotto forma di spray – ai fini della fornitura, come «medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta, vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti – neurologo» e ne definisce le indicazioni terapeutiche, stabilendo che il medicinale medesimo «è indicato come trattamento per alleviare i sintomi in pazienti adulti affetti da spasticità da moderata a grave dovuta alla sclerosi multipla (SM) che non hanno manifestato una risposta adeguata ad altri medicinali antispastici e che hanno mostrato un miglioramento clinicamente significativo dei sintomi associati alla spasticità nel corso di un periodo di prova iniziale della terapia».

    Inoltre, la legge della Regione Liguria viola il dettato costituzionale sulla suddivisione dei poteri tra Stato e Regioni, nella parte in cui consente l’attivazione di una convenzione con lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze o «con altro soggetto dotato delle medesime autorizzazioni alla produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici», poiché il predetto istituto di Firenze – rilevano i giudici costituzionali – non risulta avere acquisito le autorizzazioni che, in base alla legislazione statale, sono necessarie alla produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici, essendo l’istituto attualmente autorizzato, come sottolinea la difesa dello Stato, soltanto alla «produzione di alcune forme farmaceutiche e non di principi attivi», il riferimento alle «medesime» autorizzazioni, letteralmente inteso, induce ad ammettere che la Regione possa stipulare convenzioni per la produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici con istituti sprovvisti della specifica autorizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco prevista per legge. «La disposizione regionale si pone così in contrasto – conclude la Consulta – con la disciplina autorizzatoria statale, che rientra tra i principi fondamentali in materia di tutela della salute, essendo posta a garanzia di un diritto fondamentale della persona».

     

    IL PUNTO DI VISTA DEI PAZIENTI

    cannabis_terapeuticaA stupire sono i tempi.Il 20 giugno arriva la sentenza della Consulta (anche se a dire il vero già si pronosticava la probabile bocciatura) e una manciata di giorni dopo, il 26 giugno, il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà presenta la nuova proposta di legge in conferenza stampa.Adesso il consigliere Quaini ammette che forse è necessaria un’ulteriore fase di studio al fine di recuperare gli spunti positivi contenuti nella precedente proposta normativa.

    Pazienti Impazienti Cannabis (PIC), una delle associazioni in prima linea per promuovere il diritto di cura con la cannabis terapeutica, coinvolta almeno parzialmente nella realizzazione della legge n. 26/2012, questa volta non è stata neppure contattata. «Hanno impostato la nuova legge senza dire nulla ai pazienti – racconta il presidente nazionale di PIC, la genovese Alessandra ViazziDa una prima lettura emergono dei nuovi errori. L’anno scorso non ci avevano ascoltato, eppure segnalavamo proprio i punti che la Corte Costituzionale ha contestato. E abbiamo visto come è andata a finire (con la bocciatura della legge, ndr). Speriamo che ora si decidano ad accogliere i nostri suggerimenti onde evitare altri pasticci. In sede di Commissione Salute è ancora possibile intervenire per migliorare l’impianto anche attraverso degli emendamenti».

    Il presidente dell’associazione ricorda che in altre Regioni – dove sono state recepite le osservazioni dei pazienti – le norme non hanno subito contestazioni. Comunque sia, le criticità non riguardano soltanto la Liguria. «Noi associazioni dobbiamo seguire passo a passo tutte le iniziative regionali se vogliamo che davvero le leggi siano utili ai pazienti e non siano, invece, un mero strumento di propaganda politica – spiega Viazzi – Attualmente la norma migliore è quella della Regione Veneto. Ma pure lì stiamo lavorando per ottenere degli aggiustamenti. In Toscana abbiamo suggerito delle correzioni che i consiglieri hanno tramutato in delibere attuative. Insomma, la nostra esperienza di pazienti è fondamentale nell’affrontare un tema ancora sconosciuto ai più».

    Per quanto riguarda i rilievi costituzionali alla legge n. 26/2012, Viazzi sottolinea «La bocciatura si poteva evitare. Se solo ci avessero dato ascolto non avremmo perso un altro anno». Uno dei punti contestati è la prevista convenzione con l’istituto di Firenze. «In Liguria hanno scritto “La Regione attiva una convenzione…” mentre in Veneto hanno correttamente usato il condizionale “La Regione può attuare una convenzione…” – spiega Viazzi – sono sottigliezze che, però, risultano decisive. L’altro punto è quello dei medici specialisti con la puntuale elencazione dei medici specialisti a cui è consentito prescrivere i farmaci cannabinoidi. Ovviamente questa non è una potestà della Regione, come avevamo rimarcato a suo tempo».

     

    LA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE

    cannabis farmaco flosL’impianto della proposta di legge del giugno 2013 – da un primo esame del testo attualmente disponibile che, come preannunciato dal consigliere Quaini, probabilmente subirà una sostanziale rivisitazione – appare ancora più “vuoto” rispetto alla legge approvata dalla Regione Liguria nell’agosto 2012. Ma la critica è estendibile anche alle altre leggi regionali «Sono tutte “vuote” – spiega Viazzi – perché hanno bisogno di delibere attuative che le rendano funzionali. In Italia purtroppo è questo il modus operandi: i politici presentano una legge, la approvano strombazzandolo ai quattro venti, poi, prima che essa sia realmente operativa, possono trascorrere anche degli anni». È questo il destino della legislazione sulla cannabis terapeutica, modalità di cura consentita dalle norme nazionali, ma inapplicata nella realtà di fatto.

    Vediamo nel dettaglio i punti controversi della nuova proposta di legge.

    Partiamo dall’art. 3 “Modalità di somministrazione e acquisto”, il quale prevede la possibilità di erogazione dei farmaci in ambito ospedaliero e in ambito domiciliare, rinviando alle disposizioni statali per quanto attiene ai farmaci importati dall’estero. Non vengono nominate – come del resto in tutto il documento ad eccezione del preambolo – le formule magistrali, ovvero le preparazioni realizzate dalle farmacie dotate di laboratorio galenico a cui è consentito reperire i derivati della cannabis tramite distribuotore-grossista autorizzato dal Ministero della Salute.

    Inoltre, non viene mai citata la possibilità di accedere al Sativex, l’unico farmaco cannabinoide di cui l’AIFA ha recentemente (aprile 2013) autorizzato l’immissione in commercio e che prossimamente dovrebbe essere disponibile nelle farmacie italiane.

    Ma soprattutto non convince la reiterata distinzione tra ambito ospedaliero e ambito domiciliare. L’art. 4 “Trattamento domiciliare”, comma 1, dispone «Nel caso di inizio del trattamento in ambito ospedaliero il paziente in condizioni di cronicità può proseguire il trattamento domiciliare senza spese presentando alla farmacia ospedaliera ogni mese, o ogni 3 mesi se utilizza farmaci importati, una nuova ricetta redatta dal medico ospedaliero che lo ha in cura».
    Viazzi sottolinea «La definizione “trattamento domiciliare” non ha alcun senso. La norma non cambia nulla rispetto ad oggi: se il farmaco è stato prescritto da un medico ospedaliero il paziente può continuare la terapia gratuitamente. Non si può parlare di trattamento domiciliare, bensì di continuità terapeutica». Al comma 2 la legge recita «Nel caso di trattamento avviato in ambito domiciliare la terapia inizia o continua presentando ogni 3 mesi la prescrizione redatta dal medico di medicina generale o dallo specialista alla farmacia della Azienda Sanitaria Locale». Però, in tal caso, i farmaci sono a carico del paziente. Il nodo ancora da sciogliere è proprio questo. «Chi inizia il trattamento in ambito ospedaliero (o ambulatoriale o day-hospital) può continuare ad usufruirne gratuitamente solo tramite la prescrizione del medico ospedaliero – Viazzi – Non rimuovendo alcun ostacolo al paziente che è costretto a ripetere ogni volta la trafila burocratica. Invece, la versione precedente della legge (quella approvata nell’agosto 2012) prevedeva per il medico di base, con l’avallo iniziale di un medico ospedaliero, la potestà di far ottenere gratis i medicinali cannabinoidi al paziente, tramite la farmacia della Asl. Questo era un elemento positivo che secondo noi oggi è necessario recuperare».

    cannabis terapeuticaIn definitiva, a distanza di un anno, il panorama è pressoché immutato. «Se la legge viene approvata così come abbiamo potuto leggerla, è una norma inutile – sottolinea Viazzi – Eppure sarebbe sufficiente correggere la vecchia proposta per ottenere un testo accettabile, in grado di evitare qualunque rilievo di natura costituzionale».

    Nel frattempo, i pazienti si confrontano quotidianamente con l’enorme difficoltà di accesso alle cure a causa di una scarsa conoscenza della materia, anche fra gli addetti ai lavori. «A Genova le persone che riescono ad accedere gratuitamente ai farmaci si contano sulle dita di una mano – Viazzi – Ultimamente ho ascoltato delle storie allucinanti: pazienti ai quali è stato calato il dosaggio mensile senza valutazione del singolo caso ma semplicemente per esigenze di uniformità del trattamento. Mentre chi acquista i farmaci a spese proprie riferisce di alcuni aumenti esorbitanti».

    Per quanto riguarda la normativa «In realtà le leggi regionali neppure servirebbero – Viazzi – Già le leggi nazionali parlano chiaro. Il vero problema è che i medici non se la sentono di prescrivere i farmaci cannabinoidi; non c’è ancora apertura verso tale modalità di cura nonostante tutte le evidenze scientifiche».

    L’unico scopo delle leggi regionali dovrebbe essere quello di facilitare l’accesso ai farmaci. «Le Regioni non devono entrare in campi che non sono di loro competenza, ossia specificare patologie (in Toscana) oppure specialità (in Liguria) – Viazzi – Le normative regionali sono utili se spiegano nel dettaglio come accedere gratuitamente alle modalità di cura con la cannabis previste dalle leggi nazionali, riducendo al minimo gli ostacoli reali per i pazienti».
    Ad esempio cercando di far sì che le operazioni avvengano in tempi più brevi «Senza dover aspettare mesi per ottenere i medicinali – Viazzi – Quindi disponendo di adeguate scorte nelle farmacie ospedaliere. E mettendo a disposizione dei pazienti diversi prodotti: quelli che rientrano nelle preparazioni galeniche magistrali, come estratti, tinture, creme, ecc. Sono tante le tipologie e le possibilità di utilizzo che dovrebbero essere liberamente accessibili».

    Infine «C’è la grande esigenza di diffondere una capillare informazione rivolta ai medici di base, specialisti, ospedalieri e non, magari gestita da figure competenti del Ministero della Salute Olandese e, per quanto riguarda le preparazioni magistrali, con il supporto della società dei farmacisti preparatori», sottolinea Viazzi. L’elemento dell’informazione viene citato, seppure in maniera troppo generica, nella nuova proposta di legge regionale della Liguria all’art. 5 “informazione sanitaria”. Tuttavia «Bisogna insistere di più in questo senso», ribadisce l’associazione dei pazienti.

     

    IL DISEGNO DI LEGGE IN COMMISSIONE SALUTE

    Cannabis terapeuticaIl luogo idoneo in cui la proposta di legge assumerà la sua veste definitiva è la Commissione Salute. «Stiamo valutando cosa fare in tale sede – conferma Quaini Stefano, consigliere di Sel – A dire il vero noi ci attendevamo maggiori contestazioni da parte della Corte Costituzionale. Invece, i punti che configurano la parziale illegittimità sono sostanzialmente due: l’indicazione dei medici specialisti e l’attivazione della convenzione con l’istituto di Firenze. Considerando che la legge n. 26 del 3 agosto 2012 conteneva dei buoni spunti, stiamo ragionando con gli uffici tecnici la maniera adeguata per recuperarli. In parole semplici cercheremo di realizzare una sorta di fusione tra le due proposte di legge, conservando gli aspetti positivi di entrambe. Anche perché presentando una proposta completamente nuova potremmo rischiare di incappare in un’altra bocciatura della Corte Costituzionale».

    Quindi, dopo un repentino accantonamento della vecchia proposta di legge, i consiglieri tornano sui loro passi «Ragionandoci sopra – spiega Quaini che la settimana scorsa ha annunciato il suo ritiro dalla vita politica, a partire da settembre, per tornare al lavoro di medico  – Crediamo sia meglio riadattare parzialmente il disegno di legge originario. Secondo me ci sono tutte le condizioni per fare un buon lavoro con la certezza che questa volta la legge non subisca contestazioni».

    Il parere dell’associazione Pazienti Impazienti Cannabis troverà spazio nella discussione? «Il problema è che, se vogliamo arrivare con il testo in aula entro il mese di agosto, i tempi stringono e non possiamo fare molte audizioni in Commissione – risponde Quaini – Le associazioni le avevamo ascoltate all’epoca della presentazione della prima proposta. Adesso cercheremo di ascoltarle nuovamente». Il consigliere regionale aggiunge «L’ultima volta che ci siamo incontrati l’associazione ha presentato una marea di osservazioni. Il punto è che i pazienti hanno un approccio all’argomento fin troppo estensivo, come ho già spiegato loro. Se noi realizzassimo una legge con maggiori aperture essa correrebbe il rischio di non essere approvata in consiglio regionale».

    «Io personalmente ho una visione ampia – continua Quaini – Sono un medico e nella mia esperienza ho visto molte persone trarre beneficio dall’uso terapeutico della cannabis che io stesso ho prescritto in alcune occasioni ai miei pazienti. Da consigliere regionale, però, devo confrontarmi con un sistema legislativo che non è così aperto in questo campo. Bisogna prenderne atto. In Italia manca un’adeguata informazione sul tema cannabis terapeutica. Per sbloccare le cose, secondo me, è necessario un fronte trasversale a livello nazionale, con iniziative di carattere parlamentare. Come è stato fatto sul tema degli oppiacei».

    Le leggi regionali non dovrebbero servire a rendere funzionali le norme nazionali che già esistono? E a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono ai pazienti l’accesso ai farmaci?
    «Sì, ma ribadisco, bisogna intervenire a livello nazionale – conclude Quaini – Occorre una regia centrale perché il problema ha rilevanza nazionale. Comunque sia, se riusciremo a far passare la nuova normativa, questo sarà un discreto passo avanti per la Liguria».

     

    Matteo Quadrone

  • Festival della Scienza 2013: gli animatori a fare lezione in Cina

    Festival della Scienza 2013: gli animatori a fare lezione in Cina

    Festival della Scienza 2012Il programma del Festival della Scienza, uno degli eventi culturali più noti e prestigiosi di Genova e che quest’anno festeggia dieci anni, è in via di definizione: l’appuntamento è dal 23 ottobre al 3 novembre 2013 e il tema sarà bellezza.

    Come sempre è fondamentale l’apporto dei giovani animatori e animatori scientifici che contribuiscono a realizzare laboratori, incontri e conferenze: il bando 2013 ha visto la candidatura di oltre 800 ragazzi provenienti da tutta Italia, che entro fine agosto saranno valutati con un colloquio e selezionati per questa esperienza di lavoro.

    In attesa dell’edizione genovese del Festival, in questi giorni lo staff dell’Associazione Festival della Scienza si trova a Shangai (Cina) per tenere un corso di formazione presso la SAST – Shanghai Association for Science and Technology. Il gemellaggio tra i due istituti è stato siglato nel 2008, con l’allestimento presso la sede cinese della mostra Semplice e complesso, e fa parte del progetto EASE (European Academy for Scientific Explainers): una rete di Paesi europei e asiatici legati all’Associazione, allo scopo di tenere corsi di formazione per studenti, ricercatori e divulgatori scientifici sia a Genova sia nei Paesi ospiti.

    In questo caso, il corso in Cina prevede anche una serie di laboratori di degustazione ed esperimenti olfatto-gustativi sulla gastronomia italiana e genovese (caffè, focaccia, etc): questi eventi si terranno tra il 17 e il 22 agosto presso Istituti Italiani di Cultura in varie città della Cina.

  • Moneglia, ad agosto visite guidate nel centro storico

    Moneglia, ad agosto visite guidate nel centro storico

    Moneglia panorama, GenovaProseguono a Moneglia gli appuntamenti con le visite guidate nel centro storico organizzate dal Laboratorio Territoriale Tigullio (LabTer Tigullio) e dal Comune di Moneglia.

    La visita guidata prevede un itinerario a piedi lungo le vie del paese: si percorre il lungomare alla scoperta della storia delle gallerie che collegano Moneglia a Sestri Levante e Deiva Marina, si prosegue verso la chiesa di San Giorgio e il chiostro francescano di XV secolo, restituito al suo fascino dopo gli ultimi restauri.

    Seguono il percorso nel caruggio,  ammirando le facciate dipinte tipicamente liguri e curiosando tra toponimi e leggende monegliesi, per arrivare all’antica chiesa di Santa Croce e all’Oratorio dei Disciplinanti. Proprio quest’ultimo può essere considerato a buon diritto l’edificio più antico ad oggi conosciuto, ancora in piedi e visitabile, e di pregio per la presenza di diversi strati di affreschi, che permettono di approfondire gli aspetti storico-artistici.

    Nel mese di agosto, sono in programma quattro appuntamenti, nei giorni 6, 13, 20 e 27 . L’appuntamento è alle ore 21 davanti al Palazzo Comunale, in Corso Libero Lunghi.

    L’itinerario ha una durata complessiva di circa un’ora e mezza/due ore. Non è necessaria la prenotazione, in ogni caso per ulteriori informazioni e dettagli è possibile contattare l’ufficio della Pro Loco al n. 0185 490576 oppure il LabTer Tigullio al n. 0185 41023

    La partecipazione è gratuita, con eventuale offerta libera da destinare al restauro dell’Oratorio

    L’ultima visita guidata della stagione è in programma il 3 settembre.

     

    foto turismo.provincia.genova.it