Mese: Agosto 2013

  • Parchi di Liguria: un’app per raccontare itinerari, mappa ed eventi

    Parchi di Liguria: un’app per raccontare itinerari, mappa ed eventi

    NerviUn’app che permette di conoscere itinerari, curiosità e info utili sui parchi della Liguria: le aree naturali della nostra Regione, di cui si è parlato molto negli ultimi mesi in relazione ai dubbi sulla futura gestione, sono protagoniste di questo innovativo strumento commissionato dalla Regione Liguria e sviluppato da ETT Srl.

    iParchi Liguria è disponibile per tutti i dispositivi Apple (scaricabile dunque nella versione per iPhone e per iPad) e consente di scoprire numerose informazioni sui parchi Aveto, Beigua, Antola, Portofino e Montemarcello Magra, che coprono 60mila ettari del territorio regionale. Itinerari, informazioni su come arrivare e curiosità storico – paesaggistiche sono al centro dell’applicazione, per dare la possibilità a genovesi, liguri e turisti di contribuire nella valorizzazione del patrimonio naturale della nostra regione.

    L’applicazione prevede una mappa che consente al visitatore di sapere in ogni momento dove si trova (grazie alla presenza di un segnale Gps) e di pianificare il proprio percorso individuando i maggiori punti di interesse e le previsioni meteo aggiornate in tempo reale. Gli eventi che si svolgono nei parchi potranno essere segnalati dagli stessi gestori attraverso il canale Twitter.

    L’app si aggiunge a strumenti analoghi, realizzati per valorizzare il territorio ligure sul web, quali l’applicazione su Area Marina Protetta Portofino (sviluppata sempre da ETT).

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Palco sul Mare Festival: spettacolo di cabaret con Giovanni Vernia a Rapallo

    Palco sul Mare Festival: spettacolo di cabaret con Giovanni Vernia a Rapallo

    Giovanni VerniaLunedì 5 agosto prosegue a Rapallo la 18esima edizione di Palco sul Mare Festival: ospite della serata, il comico Giovanni Vernia.

    Artista poliedrico, attore, regista e dj producer,  ha conquistato il grande pubblico grazie al perdonaggio di  Jonny Groove, che fornisce una sorprendente, innovativa e divertentissima visione del mondo della notte. Molto apprezzate anche le parodie di Fabrizio Corona e Marco Mengoni.

    A giugno del 2008 entra a far parte del cast delle trasmissioni di Zelig Off e si consacra negli come comico rivelazione dell’anno. Ad ottobre 2008 esce il suo singolo dance Essiamonoi, a cui segue Move It.

    Debutta con il suo primo spettacolo teatrale Essiamonoi che gioca sul dualismo fra il personaggio di Jonny Groove e il fratello gemello “normale”, appunto Giovanni Vernia. Lo spettacolo, che tocca tutti i maggiori teatri d’Italia, registra il tutto esaurito.

    Nel 2011 ritorna a Zelig in prima serata su Canale 5 e parte il suo nuovo tour teatrale Essiamonoi Revolution con uno spettacolo tutto nuovo che ha l’impianto di uno show. Questa volta il personaggio Jonny Groove ricopre un ruolo molto marginale, il resto sono oltre due ore di spettacolo dove Giovanni Vernia mostra le sue doti di ballerino, imitatore, intrattenitore fino a quel punto sconosciute al pubblico. Nel giugno 2011 iniziano le riprese del suo primo film intitolato Ti stimo fratello.

    Nel 2013 è nel cast del film “Mai Stati Uniti” e di nuovo a Zelig con la riuscitissima imitazione/parodia del personaggio più “paparazzato”: Fabrizio Corona. Nell’ultima puntata di Zelig duetta con Marco Mengoni con la parodia della canzone L’essenziale.

    La serata è inserita nella rassegna di cabaret Onda di Risate, curata dall’associazione Gratia Artis, l’ingresso è libero. Inizio spettacolo ore 21.30

     

  • Ceppions League: bambini di culture diverse uniti dal calcio

    Ceppions League: bambini di culture diverse uniti dal calcio

    sorriso-francescano-campo-calcioAl via oggi (lunedì 5 agosto 2013) la tredicesima edizione della Ceppions League, un torneo di calcio a 5 che vedrà scendere in campo 108 bambini di 8 diverse nazionalità: Italia, Romania, Marocco, Kenya, Tunisia, Egitto, Ecuador e Sri Lanka.

    Ogni giorno fino a mercoledì 14 agosto le squadre si affronteranno nel torneo: serate di festa che coinvolgono sia le famiglie – i genitori avranno il ruolo di arbitri e cucineranno per i momenti gastronomici – sia le associazioni di quartiere a partire da Consorzio Pianacci e Gruppo Sportivo Cep, che hanno organizzato il torneo con il contributo economico della Rete Let (Laboratori Educativi Territoriali) di Ponente.

    Ogni squadra sarà composta da bambini / ragazzi nati fra il 1995 e il 2005, divisi per fasce di età: le squadre dei più piccoli avranno per nome le vie del quartiere dedicate alla Resistenza (es. via della Benedicta, via Martiri del Turchino, etc); quelle dei più grandi hanno scelto per nome soci e volontari del Pianacci.

    Le iscrizioni al torneo sono gratuite e le partite si svolgeranno tra le 19 e le 22.

  • Stella Maris: a Camogli la tradizionale processione di barche

    Stella Maris: a Camogli la tradizionale processione di barche

    CamogliDomenica 4 agosto a Camogli si rinnova l’appuntamento con la tradizione grazie alla festa della Stella Maris, evento che risale al 1400 e  che i pescatori dedicano alla Madonna.

    In mattinata, partenza della processione di barche ornate a festa dal porticciolo di Camogli fino a Punta Chiappa dove si trova l’altare della Madonna Stella di Mare.

    Chiunque può partecipare alla processione con qualsiasi mezzo purché galleggiante, chi invece fosse sprovvisto di imbarcazioni, può seguire la processione con i battelli che in questa occasione non costano nulla.

    Una volta raggiunto lo scoglio di Punta Chiappa, viena celebrata la Santa Messa.

    In serata, la maggior parte delle abitazioni camogline affacciate sul mare vengono addobbate con numerosi lumini e in spiaggia gli stessi lumini vengono messi in mare, fino a illuminare suggestivamente  l’intero Golfo.

     

    Foto Daniele Orlandi

  • Sagra della focaccia con la salvia a Lavagna

    Sagra della focaccia con la salvia a Lavagna

    Focaccia alla salvia
    Focaccia alla salvia

    Sabato 3 e domenica 4 agosto a Lavagna, in località Santa Giulia di Centaura, torna il tradizionale appuntamento estivo con la sagra della focaccia con la salvia insignita quest’anno del marchio “Ecofesta”, con il quale la Provincia di Genova certifica le feste più ecosostenibili sul territorio.

    Stand gastronomici aperti dalle ore 19.3o,  musica dal vivo, degustazioni di prodotti locali, focaccia alla salvia,  il tutto con un occhio all’ambiente.

    Ecco il programma dei due giorni.

    Sabato 3: ore 19.30 apertura stand gastronomici, ore 21  serata danzante con i Baraonda.

    Domenica 4: ore 12.30 raviolata, ore 19.30 apertura stand gastronomici, ore 21 inizio serata danzante con Giorgy DJ.

    L’intero ricavato sarà devoluto per i bambini dell‘Asilo Parrocchiale.

  • Tutti i segreti del bilancio previsionale 2013 del Comune di Genova

    Tutti i segreti del bilancio previsionale 2013 del Comune di Genova

    palazzo-tursi-aula-angolo-alto-destro-D5Con una sospensiva adottata all’unanimità (33 i consiglieri presenti) nel primo pomeriggio di oggi, confermando le voci che circolavano sempre più frequenti a partire dalla giornata di ieri, il Consiglio comunale ha rimandato a dopo la pausa estiva la delicata discussione sul futuro delle società partecipate del Comune di Genova, che in questi giorni ha messo a dura prova la tenuta della maggioranza a Palazzo Tursi. Le ostilità ricominceranno alla riapertura dei lavori, martedì 10 settembre, con la convocazione di una seduta monotematica ad hoc del Consiglio comunale. Nel frattempo sarà possibile presentare nuovi ordini del giorno ed emendamenti alla delibera modificata, depositata oggi stesso dalla Giunta. Ma se ne riparlerà appunto a settembre, con tempi di discussione che saranno contingentati.

    E mentre i consiglieri si preparano a partire per le vacanze, come promesso nei giorni scorsi, Era Superba ha deciso di mantenere alta l’attenzione sul bilancio previsionale approvato ieri e da cui dipenderà buona parte del futuro della nostra città.

    Abbiamo, dunque, chiesto al professor Luca Gandullia – docente di Scienza delle finanze e Finanza regionale e degli enti locali a quella che un tempo si chiamava Facoltà di Scienze Politiche, nonché presidente del Master in “Innovazione nella Pubblica Amministrazione”, e già addentro alla realtà della civica amministrazione genovese con la presidenza di Sportingenova – di aiutarci a capire qualcosa in più su questo documento per molti troppo astruso.

     

    Professor Gandullia, data la sua passata esperienza con SportinGenova non possiamo che partire dal tema più “fresco”, ovvero dalla delicatissima questione delle società partecipate, che ha messo in seria crisi la maggioranza di Palazzo Tursi.

    «Quello delle società partecipate resta un nodo irrisolto a Genova, come in tante altre città. Il superamento del “capitalismo municipale” stenta a compiersi per resistenze ideologiche e sindacali. Correttamente, alcune forze politiche a Genova hanno posto il tema della riforma delle società partecipate come precondizione all’approvazione del bilancio 2013. Al di là di come, poi, sono andate le cose, vi è la necessità di compiere scelte ineludibili, che vanno dalla liquidazione di società non in grado si stare sul mercato (come si è fatto per SportinGenova nel 2010), alla dismissione di società la cui proprietà pubblica non ha alcuna motivazione economica o a società dove l’ingresso di soci privati, anche di minoranza, potrebbe portare benefici di efficienza e capacità manageriali».

     

    Sempre sul tema delle partecipate, un lettore di Era Superba pone un quesito piuttosto interessante: “Non trovate che la trasparenza nei bilanci delle partecipate sia carente? Sul bilancio del Comune possiamo vedere solo a quanto ammontano i trasferimenti dell’ente nella casse delle partecipate, ma se poi andiamo sul web a cercare i loro bilanci o non ci sono o sono di difficile consultazione. Addirittura leggendo quello di aster, da profano, sembrerebbe persino un’azienda in piena salute…” 

    «L’osservazione corrisponde al vero. I rapporti tra Comune e società partecipate sono opachi. Da diversi anni si lamenta la perdita di controllo del Comune sulle proprie società partecipate. Per aumentare la trasparenza dei bilanci delle società partecipate la Giunta Vincenzi aveva previsto un’apposita Agenzia/Autority comunale che tuttavia a distanza di quattro anni dalla sua costituzione non ha prodotto i risultati attesi».

     

    Ed ecco l’aggancio per passare all’altro grande tema di queste convulse giornate pre-vacanziere: il bilancio. Il Consiglio comunale ha dato il via libera al documento preventivo per il 2013 presentato dalla giunta, nonostante un dibattito molto acceso soprattutto nelle prime giornate di discussione.

    «La grave situazione finanziaria del Comune di Genova non sorprende. Per Genova, come per le altre maggiori città italiane, si riflettono gli effetti delle pesanti manovre finanziarie attuate, all’insegna dell’austerità, dai governi centrali negli ultimi tre anni, manovre che hanno gravato in misura preponderante sulle autonomie locali. L’intero comparto della finanza comunale nel nostro Paese soffre le conseguenze di una crescita eccessiva degli apparati burocratici avvenuta nel corso degli anni ’90, rivelatasi poi insostenibile già prima dell’aggravarsi della crisi economica. Il sovradimensionamento delle strutture comunali è ancora più marcato nelle città, come Genova, che registrano un calo progressivo della popolazione residente».

     

    Ci aiuti a fare un po’ di ordine tra i tanti numeri di questo bilancio previsionale.

    «Nelle stime della giunta le risorse mancanti nel 2013 rispetto all’anno precedente ammontano a 80 milioni di euro, circa il 10% della spesa comunale complessiva; la metà è costituita da minori trasferimenti statali. Per farvi fronte sono state previste riduzioni di spesa per circa 50 milioni di euro, di cui 13 relativi alla spesa per il personale e 1,7 milioni come risparmi delle spese generali (spending review). 14 milioni derivano, invece, da non meglio precisati risparmi relativi al servizio del debito comunale, probabilmente in parte frutto della ricontrattazione di alcuni mutui.
    Le risorse ancora mancanti (circa 30 milioni) sono reperite attraverso l’aumento dell’IMU sulla prima casa (21,6 milioni) e l’aumento dell’IMU sulle abitazioni in locazione a canone concordato (1,5 milioni circa).
    Nel complesso, escludendo aggiustamenti contabili (quali i minori accantonamenti al fondo svalutazione crediti), la manovra finanziaria del Comune si compone per oltre la metà sull’aumento della pressione fiscale (IMU) e in misura minore su riduzioni di spesa (in primis quella sul personale)».

     

    A proposito di spesa per il personale. Facendo nostro uno spunto lanciato dagli attenti lettori di Era Superba, quanto è giusto aumentare la pressione fiscale sui cittadini, quando, benché in costante diminuzione, la voce più pesante nelle uscite di parte corrente è di gran lunga rappresentata dagli oltre 230 milioni di euro per il personale (quasi un quarto del totale)? 

    «La struttura amministrativa del Comune è fortemente sovradimensionata rispetto alle necessità, tanto più che la popolazione genovese è in costante diminuzione. Occorreranno anni prima che, tramite il blocco del turnover o la mobilità, il Comune possa tornare a dimensioni più efficienti. Nel frattempo ogni possibile riduzione di spesa andrebbe privilegiata rispetto all’aumento della pressione fiscale sui cittadini genovesi».

     

    Fin qui i freddi numeri. Ma che cosa ne pensa?

    «Emergono tre ordini di considerazioni: la prima è che la manovra genovese soffre di gravi incertezze, se si considera che l’IMU sulla prima casa a settembre potrebbe essere abolita o, comunque, fortemente ridimensionata dallo Stato, con l’effetto di privare il bilancio del Comune di quasi 22 milioni di euro, che dovrebbero essere reperiti in altro modo.
    Una seconda considerazione riguarda i risparmi di spesa, che appaiono significativi sul versante della spesa per il personale (anche grazie al blocco del turnover), mentre sembrano molto timidi sugli altri comparti. Dalla spending review, ad esempio, derivano solo 1,7 milioni di euro di risparmi.
    Infine, non si prevedono entrate nuove da dismissioni (immobiliari e societarie), che avrebbero potuto attenuare gli effetti dell’aumento della pressione fiscale e/o ridurre l’attuale stock di debito comunale, con conseguenti benefici sul servizio del debito».

     

    In proposito sindaco Doria e assessore Miceli hanno affermato di essere vincolati da una normativa nazionale.

    «E’ vero, però le dismissioni permettono di ridurre il debito del comune, il che significa minori interessi passivi nelle voci della spesa corrente».

     

    Ritorniamo a una delle questioni che stanno più a cuore ai cittadini: l’Imu. Che cosa potrebbe succedere al bilancio del Comune di Genova se il governo dovesse abolire l’Imu sulla prima casa? Da dove si prenderebbero i soldi mancanti per le casse di Tursi? Sarebbe necessario un bilancio bis che andrebbe a rivoluzionare quello in corso di discussione?

    «Innanzitutto, verrebbero a mancare i circa 22 milioni di euro previsti a bilancio. A meno di ulteriori riduzioni di spesa, difficilmente realizzabili a distanza di tre mesi dalla fine dell’anno, sarebbe inevitabile reperire le risorse facendo leva su altri strumenti tariffari e fiscali, in primis le tariffe sui servizi comunali e la Tares. E, data la natura regressiva di questi prelievi, gli effetti sarebbero fortemente iniqui».

     

    Certamente non si tratta di un problema solo genovese. Come ci si sta muovendo nel resto d’Italia?

    «La maggior parte degli altri Comuni – tra cui Milano – ha rimandato a settembre l’approvazione del bilancio 2013, in attesa di avere un quadro più certo circa il futuro dell’IMU e di altre componenti della fiscalità locale (es. Tares).  Ciò perché un bilancio approvato oggi che prevedesse modifiche all’IMU sulla prima casa potrebbe essere vanificato se successivamente lo Stato confermasse l’abolizione dell’imposta sulla prima casa. Un’alternativa avrebbe potuto essere, come ha fatto il Comune di Milano, di approvare un bilancio-ponte, provvisorio, destinato a garantire i servizi essenziali fino all’approvazione a settembre del bilancio definitivo».

     

    Un altro lettore ci scrive: “A leggere i dettagli ci sono troppe persone e famiglie che si autocertificano per esenzioni (mense, asili, scuole, libri, sanità, medicine) senza averne diritto”. Il suo ragionamento fa nascere naturalmente alcune domande. Non basterebbe automatizzare il tutto incrociando i dati con la dichiarazione dei redditi? É realistico pensare che si risparmierebbero i soldi per coprire alcuni buchi che oggi abbiamo coperto alzando la pressione fiscale? E, più in generale, un sistema del genere non potrebbe essere sfruttato per porre un freno efficace alle evasioni?

    «Sicuramente chi, evadendo le imposte, dichiara redditi bassi ha un vantaggio ulteriore, quello di poter fruire dei servizi pubblici gratuitamente o comunque a condizioni di favore. E’ per questa ragione che il contrasto all’evasione fiscale, a livello statale e locale, è una priorità. A questo fine non servono strategie o strumenti nuovi, basta connettere tra loro le diverse banche dati esistenti (Agenzia delle entrate, INPS, istituti di credito, etc.)».

      

    Apriamo gli orizzonti al futuro. Al di là del bilancio previsionale che in un certo qual modo doveva per forza di cose essere approvato per garantire la sopravvivenza della città, come vede il futuro delle casse di Tursi nei prossimi anni, considerato che i tagli proseguiranno e che il Comune non potrà più indebitarsi?

    «Occorrono azioni incisive per scongiurare situazioni di pre-dissesto. Va in primo luogo accelerata la costituzione della Città metropolitana affinché i costi dei beni e servizi pubblici siano sopportati non solo dai cittadini residenti nel Comune di Genova. In questa occasione andrebbe anche ridefinito il perimetro dell’intervento pubblico da parte del Comune, che dovrebbe concentrare la propria azione sui servizi istituzionali e su quelli fondamentali (quelli sociali in primis) e dovrebbe, laddove possibile, assumere un ruolo di regolatore, anziché di gestore diretto dei servizi pubblici.

    Andrebbe, inoltre, condotta internamente una seria ed approfondita azione di spending review che attraverso l’individuazione delle determinati della spesa comunale, consentisse di eliminarne le inefficienze; in questa direzione va anche adottata, su ampia scala, la metodologia dei costi standard, in linea con quanto è già stato elaborato dalla COPAFF (Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale) a Roma.

    Sul piano fiscale e tariffario, per evidenti ragioni di equità, andrebbe generalizzato l’utilizzo del nuovo ISEE per l’accesso ai servizi e alle prestazioni sociali, con la conseguente compartecipazione al costo dei servizi graduata in funzione della capacità economica dei cittadini».

    Ringraziamo il professor Gandullia per i preziosi contributi e tutti i lettori di Era Superba per l’attiva partecipazione all’intervista. 

     

    Simone D’Ambrosio

  • Silvio Berlusconi pregiudicato: il futuro del governo Letta

    Silvio Berlusconi pregiudicato: il futuro del governo Letta

    silvio-berlusconi-2Ora che Silvio Berlusconi è ufficialmente un pregiudicato, capitolando così dopo più di vent’anni di fuga dai numerosi processi pendenti, la domanda che tutti si fanno è: cosa succederà? Può il governo Letta sopravvivere alla condanna definitiva del principale leader alleato?

    Per rispondere a queste domande non bisogna guardare ad Arcore. Il Cavaliere dimezzato è in una posizione di oggettiva debolezza e ha tutto da perdere a dar retta all’istinto, allo spirito guerriero che gli suggerirebbe di rovesciare il tavolo e portare tutti a nuove elezioni. Non è riesumando Forza Italia che può sperare davvero – al di là dei proclami – di ottenere quella maggioranza politica necessaria per togliersi di impaccio in Parlamento. Per cui, se la vecchiaia e la stanchezza non gli giocano brutti scherzi, Berlusconi farà di tutto per tenere in vita l’attuale esecutivo, nella certezza che per ora non rischia di finire in carcere e nella consapevolezza che solo tenendosi buono il PD può sperare di raccattare una qualche amnistia o leggina ad personam che lo metta al riparo da guai persino peggiori (processo Ruby). E dunque, per sapere se il governo riuscirà ad andare avanti, bisogna guardare proprio in casa PD, cercando di capire se il partito di maggioranza relativa dimostrerà di avere lo stomaco sufficientemente forte per digerire un’alleanza con un pregiudicato per frode fiscale.

    A prima vista non parrebbero esserci problemi: il partito di Epifani si è messo da tempo alle spalle qualsiasi idealismo in nome della più bieca realpolitik. E non importa che nei fatti questa strategia si sia rivelata clamorosamente inconcludente. Il partito si è ormai legato mani e piedi all’obiettivo di garantire un governo all’Italia purchessia, senza discuterne la qualità o l’utilità. Ma in questo modo si è messo nella condizione di dover accettare di ingoiare rospi via via sempre sempre più grandi, per non dover ammettere che era stato un errore ingoiare quelli più piccoli; un po’ come la monaca di Monza descritta dal Manzoni ne I Promessi Sposi, che dapprima viene circuita dal padre, e poi in seguito è costretta a rinnovare voti sempre più saldi per non smentire sé stessa: «Dopo dodici mesi di noviziato, pieni di pentimenti e di ripentimenti, si trovò al momento della professione, al momento cioè in cui conveniva, o dire un no più strano, più inaspettato, più scandaloso che mai, o ripetere un si tante volte detto; lo ripeté, e fu monaca per sempre» (Capitolo 10).

    D’altronde sarebbe un sofismo sostenere che la condanna definitiva cambia qualcosa: perché i fatti erano già sufficientemente accertati. Quello che Berlusconi ha commesso lo sapevano già tutti quelli che volevano farsi un’idea in merito. E lui è sempre lo stesso: era così ieri; era così due, cinque, o anche vent’anni fa. Pertanto non sembrerebbe esserci motivo sostanziale per ipotizzare che il governo venga picconato a breve: tutti hanno interesse a che le larghe intese continuino. Non a caso, da Napolitano a Letta, è stato tutto un appello a “la responsabilità”, a “l’interesse del paese”. La condanna, dunque, sembrerebbe solo una questione formale, destinata a non incidere più di tanto.

    Eppure rimane un aspetto importante: ossia che la forma è sostanza. E nonostante tutto, per Berlusconi, per questo governo e per tutta questa classe politica, potrebbe essere cominciato davvero il conto alla rovescia. Se infatti i partiti hanno interesse a che nulla cambi, all’interno dell’opinione pubblica, invece, le cose cambiano eccome. Da ieri si può dire tranquillamente che Berlusconi è un delinquente senza tema di querela; si può dire, come ha detto Marco Travaglio, che l’antiberlusconismo ha avuto ragione, e non lo si può più contrapporre al berlusconismo come se si trattasse di un fenomeno equivalente; si può dire infine che è una contraddizione in termini quella di far riformare la giustizia, di far riscrivere la Costituzione e di affidare la lotta all’evasione fiscale a uno che si è beccato quattro anni per aver frodato il fisco.

    Ciò significa che anche la balla secondo la quale siamo un popolo di evasori e corrotti, ed è per questo che la speculazione ci attacca, non potrà più essere raccontata, a meno di non compromettere le relazioni con il Cavaliere pregiudicato: sarà quindi necessario trovare una nuova scusa, col rischio però di smentire le ragioni che giustificherebbero questo governo, oppure giocarsi l’alleanza con il PDL, facendo cioè saltare di fatto questo governo. Come se non bastasse questa sentenza da forza, fuori dal Parlamento, ai movimenti che si oppongono a Berlusconi e, dentro al Parlamento, a SEL e M5S, che da oggi hanno nuovi e solidissimi elementi per criticare l’inciucio e mettere in difficoltà il PD. Se a ciò si aggiunge che il mese prossimo ci sono le elezioni in Germania (che con ogni probabilità non toglieranno le castagne dal fuoco alla politica europea) e che la crisi economica non si allenta, ecco che diventa sempre più probabile che l’attuale esecutivo sia destinato a sfasciarsi a breve giro. Come, ancora non è chiaro: ma le premesse ci sono tutte. E anche se non è possibile fare previsioni precise, una cosa si può dire: c’è la seria possibilità che a settembre, quando questa rubrica riprenderà, le cose si avvieranno ad essere molto, molto diverse.

     

    Andrea Giannini

  • Valle Christi: da 11 anni teatro e musica in un ex monastero

    Valle Christi: da 11 anni teatro e musica in un ex monastero

    valle-christi-rapallo-tigullioSulle colline antistanti Rapallo, a circa 3 km dal lungomare, sorge il complesso monumentale Valle Christi: si tratta di un monastero fondato nel 1204 e abitato da diversi ordini di monache fino alla metà del Cinquecento, quando venne sconsacrato.

    Undici anni fa il sito è stato coinvolto in un progetto della Facoltà di Architettura, che si poneva l’obiettivo di riqualificare alcuni beni del patrimonio ligure. Tra le persone operanti in questo progetto Kiara Pipino, che proprio in quel periodo ha avuto l’idea di valorizzare lo spazio con un festival teatrale: «Lo spunto che ha portato alla nascita del Festival è arrivato proprio da questo spazio: all’epoca Valle Christi era già un “museo a cielo aperto”, fruibile al pubblico e con giorni / orari prestabiliti di apertura, ma era un luogo di fatto abbandonato e molto diverso da com’è ora. I primi anni io, mio padre e un gruppo di collaboratori ci armavamo di buona volontà per tenere pulito lo spazio in vista del Festival; oggi, grazie al contributo annuale del Comune e a quelli degli sponsor tecnici, possiamo svolgere le ordinarie attività di manutenzione. La legge sulla tutela dei beni culturali del 1939 impedisce interventi di rilievo, perché andrebbe interpellato il Consiglio delle belle arti, ma lo spazio attualmente non è in degrado e non ha necessità di urgenti interventi strutturali».

    Dal team della Facoltà di Architettura alla costituzione, alcuni anni dopo, di un’associazione culturale ad hoc che si occupa di organizzare il Festival su mandato del Comune di Rapallo. «Il Festival ha valore non solo per i turisti, ma anzitutto per il territorio: molti rapallesi non avevano mai visitato Valle Christi, nonostante sia vicinissimo al circuito urbano e al mare. La navetta che porta gratuitamente gli spettatori da Rapallo al monastero e ritorno, prima e dopo gli spettacoli, è proprio un mezzo per incentivare i cittadini a conoscere per primi questo spazio».

    L’edizione 2013 di Valle Christi si avvale della co-direzione artistica del genovese Fabrizio Matteini: «Da alcuni anni vivo negli Stati Uniti e il lavoro qui assorbe gran parte del mio tempo, da sola e vivendo così distante sarebbe stato molto difficile organizzare il Festival – spiega Pipino – Il contributo di Fabrizio è stato fondamentale, grazie a lunghe telefonate su Skype mi ha dato un grande supporto e il merito per quanto si vedrà è in gran parte suo».

    Questa sera (venerdì 2 agosto 2013) appuntamento dunque a Valle Christi per il secondo spettacolo della rassegna, la prima nazionale di Giovanna D’Arco con Elisabetta Pozzi. Gli spettacoli proseguiranno fino alla fine di agosto: leggi il programma completo sulla nostra agenda eventi.

    Marta Traverso

  • Fabrizio De Andrè e Spoon River: Arenzano, una settimana di concerti

    Fabrizio De Andrè e Spoon River: Arenzano, una settimana di concerti

    ArenzanoDa venerdì 2 a giovedì 8 agosto 2013, ogni sera alle 21.30 Arezano ospita un concerto della rassegna Amore sacro amor profano. Giunto alla sesta edizione, l’evento dedicato alla canzone d’autore e organizzato dall’associazione Coloriamo@musica celebra quest’anno i 70 anni dalla traduzione – a cura di Fernanda Pivano – dell’Antologia di Spoon River di E.L. Masters cantata anche da Fabrizio De Andrè.

    Proprio al cantautore genovese, la cui Fondazione ha patrocinato questa edizione del festival, sono dedicati alcuni degli appuntamenti in calendario che si alternano fra piazza Rodocanachi e piazza Nastré (qui il programma completo dei concerti). Proprio ad Arenzano si è svolto, nel 1998, l’ultimo concerto in Liguria di Faber prima della sua morte.

    Il debutto di questa rassegna è avvenuto nell’estate 2006, e da allora sono giunti nella località rivierasca numerosi artisti di fama nazionale e internazionale: fra loro Gianmaria Testa, Mimmo Locasciulli, i Gnu Quartet e numerosi cantautori della scena genovese e ligure.

    Quest’anno saranno sul palco Ars populi, trio formato da Guido Bottaro (pianoforte), Giovanni La Grotteria (chitarra e voce), Pino Di Stadio (batteria); Banda musicale Città di Arenzano, attiva dal 1994 e Accademia Musicale Teresiana; il cantautore e flautista Giovanni Block, già vincitore di Premio Tenco e Musicultura; il cantautore ligure Zibba accompagnato da Stefano Cecchi al basso e Stefano Ronchi alla chitarra; la compagnia del Teatro Sipario Strappato di Arenzano, nata nel 1993 e diretta da Lazzaro Calcagno, e del Laboratorio Teatrale Roccolo nato nel 1998 e diretto dal regista Franco Fiozzi; Pier Michelatti, bassista di Fabrizio De André.

  • Consigli per l’estate: le piante più adatte per gli assolati mesi estivi

    Consigli per l’estate: le piante più adatte per gli assolati mesi estivi

    1Abbiamo deciso di dedicare questo ultimo articolo, prima della consueta pausa estiva, ad un tema particolare: la scelta delle varietà botaniche che garantiscono i migliori risultati nelle assolate e lunghe giornate estive. Le piante danno infatti, di solito, il loro meglio nei mesi primaverili quando le fioriture sono abbondanti e lo sviluppo vegetativo è all’apice. Anche a giugno e luglio gli arbusti e taluni rampicanti quali le Bignonie, le Bouganville, i Solanum e l’azzurro Plumbago garantiscono pareti colorate e rigogliose. Di regola verso fine luglio ed agosto vi è però una pausa ed una stasi. Le piante sembrano stanche, spossate 2nella calura e nel sole incessante. Solo a settembre vi saranno nuove, seconde fioriture, meno abbondanti delle precedenti. In particolare, alcune varietà di rose, talvolta la Wisteria, i caprifogli, alcuni tipi di geranio producono spesso nuovi fiori.
    Nei caldi mesi estivi, vi è poi anche un variare profondo nei toni e nelle colorazioni delle piante. Non vi sono di massima colori chiari e tenui ma le fioriture si fanno sgargianti ed accese. Abbiamo infatti i gialli intensi dei tageti, i rossi scarlatti di alcune varietà di Salvia Splendens (da non confondere con quella aromatica) ed i blu accesi delle Lobelie… Le chiome degli alberi si tingono ai margini, spossate nell’impietosa calura, di striature rossastre e brunastre.
    Proprio pensando a questo periodo dell’anno, consiglio assolutamente di utilizzare una particolare varietà di pianta, poco nota ma estremamente suggestiva: l’Anemone giapponese (Anemone hupehensis).3 Questa particolare tipologia di anemone differisce, infatti, dagli altri per il periodo della fioritura che è tardo estivo o autunnale e non primaverile. Questa erbacea perenne richiede pochissime cure, non presenta malattie particolari, è di un rosa tenue (o talvolta persino bianco) e dall’aria di rarefatta eleganza. Le foglie sono verdi, appena grigiastre, alte svettano sul suolo grazie a sottili gambi. Formano un grande cespuglio, da cui emergono racemi dai boccioli sferici ed argentei. Quando questi ultimi si schiudono, appaiono splendidi fiori semplici, rosa 4chiarissimo, con all’interno dei petali di un giallo paglierino, appena dorato. L’insieme della pianta è estremamente elegante e rende benissimo alla base di alti arbusti, dove forma cortine fiorite che hanno la caratteristica di spuntare velocemente, fiorire e sparire nuovamente con altrettanta rapidità. Le foglie non sono infatti molto longeve e, terminata la spettacolare e quasi inaspettata fioritura, le piante tornano velocemente a riposo.
    Completamente diversa e molto più rustica è invece la Buddleia davidii. Questa pianta forma un arbusto di grandi dimensioni, caratterizzato da foglie verdi scuro e grigie nella pagina inferiore, che produce un enorme numero di spighe5 fiorite, spesso di colore violetto. La pianta non presenta esigenze colturali particolari, cresce facilmente ed ovunque. Si sviluppa velocemente ma necessita di potature contenitive, volte a conferirle una forma più ordinata. Si consigliano soprattutto le varietà “Lochnich”, di colore azzurro, la viola quasi nero “Black Night” e quella bianco non troppo puro “White Profusion”. La pianta è anche detta “albero delle farfalle” perché attira queste ultime, che si posano spesso e numerose sulle abbondanti spighe floreali. Può essere utilizzata sia da sola, come grande punto focale, che nei bordi misti, date le sue dimensioni preferibilmente sul retro.
    6Come ben dimostrano le due piante sopra descritte, la varietà di tipologie vegetali è variegatissima ed infinita. Come sconfinati sono gli abbinamenti e le combinazioni di piante ed arbusti possibili. Per concludere, tutto dipenderà sempre dallo stile e dall’effetto che si vogliono ottenere. L’anemone giapponese conferirà, ad esempio al giardino di città, un’impronta elegante, rarefatta e stupirà l’osservatore per i suoi colori inusuali, orientaleggianti ed eterei. Al contrario, la Buddleia darà il suo meglio nei rustici giardini di campagna, dove la sua aria disordinata e la crescita spontanea valorizzeranno le balze di terreno. Le piante risalteranno poi al meglio, grazie alle loro spighe viola intenso, sui muri in pietra grigia.
    Anche la più torrida delle estati ed il più inospitale dei terreni non impediranno quindi la crescita delle infinite e variopinte varietà di erbacee, arbusti e piante annuali, che si alterneranno sempre, le une alle altre, incessantemente nel perenne mutare delle stagioni.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: 
    ema_v@msn.com

  • Direzione Ostinata e Contraria: concerto benefico al Porto Antico

    Direzione Ostinata e Contraria: concerto benefico al Porto Antico

    Direzione Ostinata e Contraria bandVenerdì 2 agosto la Piazza delle Feste del Porto Antico ospita un concerto solidale organizzato dall’Associazione Gigi Ghirotti di Genova: ospite della serata, il gruppo DOC … Direzione Ostinata e Contraria, sulla scena musicale dal 2008 e sempre impegnato sul fronte solidarietà.

    I sette componenti della band interpretano brani di famosi cantautori italiani e internazionali, tra cui Fabrizio De André, PFM, Bob Dylan, Edoardo Bennato, Francesco Guccini, i Nomadi.

    La musica e i testi sono accompagnati da immagini e dialoghi di solidarietà, per  raccontare situazioni vicine e lontane di gran disagio, spesso dimenticate e ignorate.

    Il ricavato della serata andrà a favore dell’Associazione Gigi Ghirotti di Genova, l’ingresso è a offerta libera.

    La bozza della scaletta della serata prevede

    Prima parte

    FABRIZIO DE ANDRE’ (Genova, 1940 – Milano 1999)

    Fiume Sand Creek, L’indiano, 1981
    Franziska, L’indiano, 1981
    La Città vecchia, Canzoni, 1974
    Dolcenera
    Creuza de má
    Il testamento di Tito, La Buona Novella,1970
    Andrea, Rimini, 1978

    PFM – PREMIATA FORNERIA MARCONI (Italia,1971)

    Impressioni di settembre, Storia Di Un Minuto,1971

    BOB DYLAN (USA, 1941)

    Knockin’on heaven’s door, Pat Garrett &Billy the Kid,1973
    Blowin’ in the wind, The Freewhwwlin,1971

    Seconda parte

    EDOARDO BENNATO (Napoli, 1946)

    Venderò, La Torre di Babele,1976
    L’isola che non c’è, Sono solo canzonette,1980

    PIERANGELO BERTOLI (Sassuolo,1942- Modena,2002)

    A muso duro, A muso duro,1979
    Eppure soffia, Roca Blues,197
    Spunta la luna dal monte, Italia d’Oro,1992
    Cent’anni di meno, Certi momenti,1980
    Rosso colore dell’Amore, Rosso Colore dell’Amore,1974
    Il centro del fiume, Il centro del fiume,1977

    FRANCESCO GUCCINI (Modena, 1940)

    Auschwitz, Folk beat n.1,1967
    Dio è morto, Album concerto, 1979

    NOMADI (Italia, 1963)
    Io voglio vivere
    Ti lascio una parola (Good Bye), Una storia da raccontare,1998
    Mix Nomadi
    Io vagabondo, Io vagabondo

     

  • Comune di Genova, approvato il bilancio previsionale per il 2013

    Comune di Genova, approvato il bilancio previsionale per il 2013

    palazzo-tursi-D4Amt e il cofinanziamento da 25 milioni per lo scolmatore del Fereggiano sono salvi. Genova ha il suo bilancio previsionale per l’anno 2013. E con un giorno di anticipo rispetto al previsto. Con 22 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti il Consiglio comunale ha approvato il documento (concessa immediata eseguibilità) presentato dalla giunta Doria quindici giorni fa, nonostante gli enormi polveroni sollevati nel corso della discussione.
    È durato solo due giorni e mezzo il duro ostruzionismo in Sala Rossa che aveva portato le opposizioni, con capofila il Movimento 5 Stelle, a presentare solo per le delibere su Imu e Tares circa 500 documenti tra ordini del giorno e, soprattutto, emendamenti.
    Sarà stato lo sfinimento delle due sedute fiume di martedì e mercoledì. Sarà stata la necessità di arrivare per forza all’approvazione del bilancio per garantire la sopravvivenza di Amt e il recepimento del cofinanziamento ministeriale per lo scolmatore sul Bisagno. Sarà stato l’incombere della pausa estiva. Fatto sta che nella notte tra mercoledì e giovedì ogni tassello del criptatissimo puzzle della Sala rossa sembra essere andato magicamente al suo posto.

    In un colpo solo sono svaniti i ricordi delle vibranti proteste fuori e dentro palazzo Tursi e l’elevata tensione delle logiche politiche che nei giorni scorsi ha fin troppo distolto l’attenzione dal cuore della discussione, ovvero quel bilancio da cui dipende il futuro della città. Con operazione degna del miglior Harry Potter, giunta e consiglieri hanno deciso di rinviare a dopo il bilancio la madre di tutti i problemi, ovvero la delibera di indirizzo sulle società partecipate che avrebbe rischiato di sciogliere come neve al sole una maggioranza fin troppo multisfaccettata. La discussione sulle ventilate, parziali, privatizzazioni di Amiu, Aster e altre società in house viene, dunque, rimandata a domani (venerdì 2 agosto). Con il rischio di chiudersi ben oltre la pausa estiva, contro la volontà del Pd. Ma, almeno, con il bilancio condotto in porto.

    Il bilancio e la riorganizzazione delle partecipate: il quadro politico

    È proprio la ventilata ipotesi di riorganizzazione delle partecipate che aveva scatenato, a inizio settimana, le proteste dei lavoratori che avevano invaso palazzo Tursi e via Garibaldi. Una delibera di per sé non direttamente collegata al bilancio, ma che era diventata imprescindibile in seguito alla volontà del Partito Democratico di vincolare il proprio assenso al provvedimento-madre proprio a una radicale revisione del sistema delle società partecipate dal Comune di Genova. Una decisione che aveva suscitato le ire degli altri partiti di maggioranza, Lista Doria, Sel e FdS. E che ancora oggi non ha fatto mancare clamorosi colpi di scena. Come la minaccio del capogruppo di Sel, Gian Piero Pastorino, di lasciare la maggioranza e unirsi al gruppo misto, di cui da oggi fanno ufficialmente parte i consiglieri ex Idv Stefano Anzalone e Salvatore Mazzei. Boutade o meno, a Pastorino sembra che non sia andato giù il tentativo del Pd di far passare la delibera sulle partecipate come allegato al documento principale del bilancio. Tentativo, comunque, sfumato e che non ha compromesso gli accordi sul bilancio, per la cui discussione sono state messe da parte le pratiche ostruzionistiche (nonostante 166 ordini del giorno e 44 emendamenti) che riprenderanno sulla delicata questione delle società in house. Che rischia di non arrivare neppure al momento della votazione considerando che alla mezzanotte in punto scatteranno le ferie e sono in calendario 219 ordini del giorno e 55 emendamenti.

    Il bilancio previsionale, ecco i numeri: 36,5 milioni alle Politiche Sociali, 30 milioni a Scuola, Sport e Politiche giovanili. Cultura e Turismo, Polizia Municipale e Sviluppo economico rimangono sotto i 5 milioni

    welfare-terzo-settorevigili-municipale-multe

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il bilancio previsionale del Comune di Genova per il 2013, nel suo complesso, ammonta a 841 milioni e 725 mila euro. Di questi, poco meno di 98,5 sono destinati alle varie direzioni amministrative: a goderne maggiormente saranno il settore delle Politiche sociali a cui andranno 36,5 milioni di euro e quello della Scuola, sport e politiche giovanili per cui sono previsti 30 milioni di stanziamenti. Il restante terzo sarà suddiviso tra tutte le altre direzioni, con particolare incidenza per Cultura e Turismo, Polizia Municipale e Sviluppo economico, tutti comunque al di sotto dei 5 milioni di euro.

    Spesa corrente: 121,7 milioni ad Amiu (la Tares), quasi 90 milioni ad Amt, 18, 3 ad Aster. Mentre i 6mila dipendenti del Comune costano 222 milioni

    autobus-amt-3Tra i capitoli di spesa corrente, i dati più significativi riguardano proprio le società partecipate, del cui futuro si discuterà domani, anche se con tutta probabilità provvedimenti definitivi verranno presi solo a settembre. Nel dettaglio: 121,7 milioni vanno ad Amiu (l’esatto ammontare della Tares); 89,6 milioni è il salvagente stanziato per il contratto di servizio di Amt; 18,3 milioni, invece, toccano ad Aster. Tuttavia, la spesa maggiore è ancora una volta il costo fisso del personale che ammonta a 222 milioni di euro per i poco meno di 6 mila dipendenti di Tursi. Spese diminuite di oltre 12 milioni rispetto all’ammontare totale previsto per lo scorso anno, ma aumentate al netto dei pensionamenti. Ovvero, se ci fosse lo stesso personale degli anni precedenti, si spenderebbe molto di più, a detta del consigliere Enrico Musso. Altre sostanziose voci di spesa sono, infine, i 49,5 milioni di accantonamento per il Fondo di svalutazione crediti, i 76 milioni di rimborso prestiti, i 37,7 di interessi e i quasi 54 per le spese generali.

    Dal lato delle entrate, invece, la voce principe è naturalmente rappresentata dai capitoli tributari che porteranno nelle casse di Tursi 588 milioni di euro. Nel dettaglio, i fondi maggiori arrivano da Imu (279 milioni), Tares (121,7 milioni) e Fondo di solidarietà comunale (107,6 milioni). Solo 101 milioni, invece, i trasferimenti che il Comune riceverà dallo Stato. Mentre poco meno di 146 milioni il gettito derivante da entrate extratributarie, tra cui i quasi 35 milioni preventivati dall’incasso di multe e i poco meno di 26 milioni derivanti dall’accesso a beni e servizi pubblici.

    Imu, Tares: gli aumenti

    Intanto, il bilancio di “lacrime e sangue”, prendendo in prestito una definizione già tanto cara alla precedente giunta Vincenzi, ha avuto il via libera. Lacrime e sangue che, come anticipato nelle scorse settimane, per i cittadini genovesi si traducono in aumento dell’Imu e della Tares. L’imposta sugli immobili comporterà dunque un aumento dello 0,8 per mille sulla prima casa, con la relativa aliquota che sale dal 5 al 5,8 per mille (su un massimo consentito dalla legge del 6 per mille). Rispetto a quanto annunciato, saranno invece più contenuti gli aumenti sui canoni concordati, la cui aliquota passa dal 7,6 all’8,5 per mille e non al 9,5 come precedentemente proposto. Una differenza di entrate per le casse comunali che sarà coperta grazie a maggiori utili incassati da Amiu.

    Il capitolo che riguarda la Tassa rifiuti e servizi, di cui è stato appena pagato l’acconto, comporterà un aumento complessivo per le tasche dei genovesi ci oltre 10 milioni di euro. Secondo le stime, poco più di 18 euro annui pro capite. Cambiano anche i criteri con cui il balzello verrà applicato: la normativa nazionale prevede infatti che il gettito proveniente dalla Tares debba coprire interamente i costi del contratto di servizio di Amiu. Per quanto riguarda le “bollette della spazzatura” i criteri di determinazione dei singoli ammontare, oltre alla dimensione dell’abitazione terranno presente i componenti del nucleo famigliare.
    Sia per Imu che per Tares, comunque, si attendono le decisioni del governo nazionale che, a inizio autunno, potrebbero rendere necessaria una corposa variazione di bilancio. Quella sorta di “secondo tempo” a cui l’assessore Miceli e il sindaco Doria hanno più volte fatto riferimento insieme con la riluttanza per la necessità dell’aumento dell’imposizione fiscale a causa delle manovre finanziarie nazionali che si sono fin qui cumulate.

     

    Simone D’Ambrosio

  • I segreti dei vicoli di Genova: il centro storico in un blog

    I segreti dei vicoli di Genova: il centro storico in un blog

    vigne-centro-storico-vicoli“…il diario di un curioso viaggiatore che si imbatte per caso in misteriose strade, in chiese od oratori che non esistono più e di cui rimangono solo un portale o una iscrizione, o nelle storie fantastiche di fantasmi che si aggirano nel centro storico di Genova“.

    Con queste parole il genovese Antonio Figari si presenta ai lettori del suo blog I segreti dei vicoli di Genova, creato nel dicembre 2011 per documentare luoghi più o meno noti, panorami e curiosità del centro storico genovese.

    Una passione nata quando era bambino e girava i caruggi con il padre, ad esempio per visitare i sepolcri allestiti il giorno del Venerdì Santo in numerose chiese: «Abito nella zona di Sant’Anna, perciò ogni giorno guardo i vicoli dall’alto. Fin da piccolo ho imparato a conoscere chiese, oratori e palazzi del centro storico, anche i più remoti e meno conosciuti perfino ai genovesi. Conoscenze che ho cercato di trasferire sul blog, che arricchisco con materiale che trovo documentandomi sui libri o girando io stesso per i vicoli, nel tempo che riesco a ritagliarmi oltre il lavoro».

    Il blog si pone l’obiettivo di far conoscere a genovesi e turisti gli aspetti “meno battuti” del centro storico, talvolta ignorati dalle guide turistiche istituzionali: «Spesso mi scrivono turisti che visiteranno o hanno visitato la città, soprattutto americani, e da alcuni ho ricevuto ringraziamenti come questo: “Mi hanno detto che i vicoli di Genova sono tutti pericolosi e da evitare, grazie al tuo blog ho potuto invece conoscerli”. Tra gli abitanti dei vicoli, invece, capita ogni tanto che qualcuno mi chieda di andare nella sua casa per fotografare un affresco o una scala antica, ma vi sono anche persone che sul blog hanno scoperto bellezze che avevano sotto gli occhi da sempre ma non avevano mai notato. Un esempio è un signore che abita da molti anni in vico dei Cartai e non si era mai accorto della palla di cannone murata presso la chiesa di San Pietro in Banchi (la foto si trova nel blog alla sezione Pietre parlanti, ndr)».

    La passione di Antonio per i vicoli va oltre la scrittura: oltre alle sue visite individuali, che lo hanno portato a ritrarre panorami della città visti dai campanili (le foto sono visibili sulla sezione dedicata), ha partecipato anche ad alcune passeggiate di raccolta fondi per l’Accademia Ligustica. Tra maggio e giugno si sono svolte le prime due visite guidate in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Accademia, la prima dedicata a Magnasco e la seconda sul tema Lo straniero e Caffi. In autunno vi saranno probabilmente nuove passeggiate e visite guidate, il cui programma è però ancora da definire.

    Marta Traverso

  • Telethon: a Genova quattro progetti di ricerca su malattie genetiche

    Telethon: a Genova quattro progetti di ricerca su malattie genetiche

    Istituto Italiano di Tecnologia, robot
    foto di MassimoBrega-TheLighthouse

    Un tassello che si aggiunge alle eccellenze genovesi, in termini di ricerca scientifica e medica: Telethon – fondazione creata nel 1966 dal comico statunitense Jerry Lewis e nota in tutto il mondo soprattutto per le “maratone televisive” di raccolta fondi – ha destinato un finanziamento di 520.000 € a quattro laboratori di ricerca in Liguria.

    Sono tre gli enti coinvolti: l’Università di Genova, l’ospedale Gaslini e IIT. I fondi sono stati destinati dalla Commissione medico – scientifica, composta da 31 scienziati di fama internazionale (di cui 4 italiani) che annualmente valuta i progetti di ricerca pervenuti a Telethon e stabilisce collegialmente a chi assegnare i finanziamenti.

    In dettaglio, i curatori dei progetti finanziati sono:
    Fabio Benfenati, direttore sia del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Genova sia del Dipartimento di Neuroscienze dell’IIT: in questa fase è coordinatore di un progetto, in collaborazione con l’Istituto San Raffaele di Milano, che studierà il ruolo del gene PRRT2 in un gruppo di sindromi infantili caratterizzate da epilessia e disturbi del movimento. Una parte del finanziamento è stata assegnata, per il medesimo progetto, anche a Federico Zara, che opera presso l’Istituto Gaslini.

    Pasquale Striano, che opera sia al Dipartimento di Neuroscienze dell’Università sia presso l’Istituto Gaslini: il progetto, a cura della Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, riguarda il ruolo del gene FOXG1 e la sindrome di West. Si tratta di una rara forma di encefalopatia epilettica, che nei primi mesi di vita di un bambino si manifesta con la comparsa di spasmi epilettici e successiva regressione dello sviluppo psicomotorio.

    Laura Cancedda, che opera nel Dipartimento di Neuroscienze dell’IIT: un progetto coordinato dal Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Pisa sul ruolo del gene MECP2 nella sindrome di Rett, una malattia neurologica che colpisce le bambine e porta loro a  un grave deficit motorio, cognitivo e comportamentale.

    Su tutto il territorio nazionale, Telethon ha finanziato per il 2013 38 progetti di ricerca sulle malattie genetiche, che coinvolgono 69 laboratori e i cui fondi complessivi sono 10,5 milioni di euro.

  • I fillers nella lingua inglese: le parole che riempono il silenzio

    I fillers nella lingua inglese: le parole che riempono il silenzio

    londra-regent-street-DI“Don’t you hate that?” “Hate what?” “Uncomfortable silences.“ “Non odii tutto questo?” “Tutto questo cosa?” “I silenzi che mettono a disagio.” È questo, tra John Travolta e Uma Thurman nei panni di Vincent Vega e Mia Wallace, uno dei più famosi dialoghi del film cult Pulp Fiction diretto da Quentin Tarantino.

    La conversazione orale è immediata, ha normalmente bisogno di essere riempita, quindi sentiamo l’esigenza di colmare i silenzi usando delle frasi o delle espressioni che in realtà dal punto di vista del contenuto non aggiungono molto, ma la cui funzione è, appunto, riempire un silenzio.

    Non è così probabilmente in tutte le culture, come spiega l’esperto di comunicazioni interculturali Richard D. Lewis: in Oriente, al silenzio viene attribuito un grande valore, in quanto mostra il rispetto per quanto l’interlocutore ha precedentemente affermato. Tuttavia, è innegabile che nella nostra società così veloce e frenetica a una domanda debba far seguito una risposta in tempi brevi. Se però il concetto non è già ben delineato e pronto in testa ecco accorrere in aiuto i fillers, termine con cui in inglese si designano le parole aventi la funzione di colmare i vuoti. To fill peraltro dovrebbe essere un verbo piuttosto noto agli studenti di inglese, i quali più di una volta nella vita avranno dovuto svolgere un esercizio della tipologia Fill in the gaps (“completa riempiendo gli spazi vuoti”).

    You know, Erm, Well, I mean, So, Right sono alcuni dei fillers più comuni. Non pensiamo, tuttavia, che il fenomeno sia circoscritto alla lingua inglese: anche in italiano usiamo abbondantemente espressioni equivalenti quali: “Sai”, “Ehm”, “Bene”, “Voglio dire”, “Appunto”.

    Gli studenti arrampicati sugli specchi durante improbabili interrogazioni di storia, matematica o letteratura ricorrono a piene mani a “Cioè” come ultima ancora di salvezza a colmare imbarazzanti silenzi. Nonostante ciò, se le cose non sono cambiate da quando andavo a scuola, il rapporto: numero di “cioè” / voto finale è sempre irrimediabilmente inversamente proporzionale … See you!

     

    Daniele Canepa

    [foto di Diego Arbore]