Mese: Novembre 2013

  • Tv stories, corso per autori web/televisivi a cura di Era Superba

    Tv stories, corso per autori web/televisivi a cura di Era Superba

    lavoro-tecnologia-internet-computer-ufficio-impiegato-DINel 2014 riprendono i corsi per aspiranti autori web/televisivi a cura di Era Superba e di Marcello Cantoni. Obiettivo finale del corso, quello formare sceneggiatori capaci di lavorare in una nuova realtà professionale come quella odierna, dove stili, linguaggi e competenze si fondono e si arricchiscono in una continua contaminazione creativa.

    Nello specifico, il corso si propone di far acquisire gli strumenti dello sceneggiare (raccontare per immagini) e saperli applicare a linguaggi e contesti diversi (web, televisione, cinema); imparare le regole che portano dall’ideazione alla realizzazione di un format; comprendere le differenze tra la scrittura per immagini e la scrittura narrativa; riconoscere l’idea giusta, saperla schematizzare rendendola pratica e realizzabile; trovare il giusto accordo tra informazione, poeticità e ironia; fornire ad ogni partecipante gli strumenti pratici per realizzare un format televisivo, incoraggiando la ricerca della propria creatività e della personale scrittura, discostandosi il più possibile da stereotipi e imitazioni; scrivere un proprio format televisivo (idea, soggetto, bibbia, scaletta, sceneggiatura).

    Al termine del laboratorio Marcello Cantoni e Gabriele Serpe (direttore di Era Superba) si preservano la possibilità di offrire agli studenti ritenuti più pronti un percorso di collaborazione con la nascente Factory di sceneggiatura e con la futura WebTv di Era Superba.

    Metodologia

    Lezioni frontali ed esercitazioni pratiche (individuali e collettive). Nelle prime fasi del lavoro si affronteranno i diversi tipi di scrittura (narrativa, televisiva, documentarista, fiction) cercando di portare ogni partecipante alla realizzazione di una propria idea creativa. Successivamente, si analizzeranno diversi esempi di format televisivo, al fine di condurre ogni alunno all’individuazione del linguaggio creativo più vicino alle proprie caratteristiche. Ogni lezione avrà una parte teorica ed una pratica. Il lavoro che i partecipanti saranno invitati a compiere sarà individuale e collettivo, in modo da far emergere le singole creatività insegnando loro a collaborare in una squadra, con i tempi, la suddivisione delle mansioni, la fiducia e il rispetto che il lavoro di equipe comporta.

    Fasi di lavoro e argomenti

    I: La scrittura. Costruire un’atmosfera attraverso le parole. II: Scrivere per immagini. Differenze tra i linguaggi narrativi III: L’idea. Individuazione personale e capacità di giudizio IV: L’idea. Brain Storming collettivo. V: L’idea, lo sviluppo, la presentazione di un progetto. VI: Lo stile. Un mondo narrativo riconoscibile. VII: Linguaggi televisivi. La scelta del proprio linguaggio espressivo. VIII: La Bibbia di un format IX: Il Soggetto X: La Scaletta e il Trattamento XI: La Sceneggiatura. Creare immagini attraverso le parole. XII: Il Dialogo. Il non detto, il verosimile, le frasi giuste e i silenzi necessari XII: Presentazione di un format. Analisi individuale e collettiva. XIII: Sostenibilità di un format. Scrivere da produttori è giusto? XIV: I grandi sceneggiatori del cinema e della tv. Rubare (imparando)dai maestri

    Destinatari

    Il laboratorio è rivolto a chiunque abbia una predisposizione e un interesse ai temi trattati. Non sono richieste precedenti esperienze lavorative. Unico requisito fondamentale è possedere un computer portatile.

    Sede didattica

    Genova Quarto

    Durata

    7 mesi, da gennaio a luglio. 210 ore totali di lezione – 30 ore mensili –

    Le lezioni si terranno in orari preserali in giorni infrasettimanali in modo da permettere di poter meglio conciliare gli impegni lavorativi con l’andamento della didattica. Si posso prevedere lezioni in alcuni week end previa decisione collettiva della classe.

    Clicca qui per tutte le informazioni su Le strade delle storie, laboratorio di tecniche di narrazione

  • Fiera internazionale del disco, vinili, cd e dvd al Porto Antico

    Fiera internazionale del disco, vinili, cd e dvd al Porto Antico

    ViniliAppuntamento imperdibile per tutti gli amanti della musica e per i nostalgici del vinile: domenica 1 dicembre infatti, i Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova ospitano per l’intera giornata la quinta edizione della Fiera internazionale del disco organizzata da Ernyaldisko e Banano Tsunami.

    Oltre cinquanta  espositori provenienti da tuttaItalia e Europa, propongono ai visitatori i migliori vinili da collezione, vinili in offerta, memorabilia musicali, poster, dvd e cd.

    Il tutto soddisfando ogni genere e gusto musicale, dal punk al jazz passando per il funky, il metal, la musica classica, il movimento progressivo e la musica italiana.

    Non mancheranno offerte speciali e rarità da collezione. Tra gli espositori, Luca Gracci da Pisa specializzato in progressive rock italiano e inglese; Francois Bakhouche dalla Francia specializzato in musica jazz; Italo Gnocchi da Milano specializzato in 45 giri beat italiani e non; Luca Barigazzi da Bologna specializzato in punk e hardcore; Peter Pulz dalla Germania specializzato in cd metal.

    Marco Massari, collezionista, espositore ed organizzatore esporrà alcuni dei pezzi più prestigiosi della sua collezione privata in esclusiva per questa edizione, tra cui un vinile di Fabrizio De Andrè autografato; un vinile dei Doors autografato da Jim Morrison; un vinile dei Queen autografato da tutta la band compreso Freddy Mercury; un vinile di Miles Davis autografato; un disco di platino dei Pearl Jam (unica copia al mondo), la locandina originale dei Pink Floyd del 1973 e quella originale dei Jefferson Airplaine del Fillmore psichedelica del 1968, un 45 giri di Vasco Rossi autografato, una litografia creata ed autografata da Franco Battiato, un vinile dei Genesis autografato da tutta la band nella prima formazione con Peter Gabriel, il primo disco di David Bowie stampa italiana edito dalla Philips vera rarità, il vinile dei Velvet Underground con la copertina originale di Andy Warhol con la banana sbucciabile vista la scomparsa recente di Lou Reed.

    Ore 10/19, ingresso libero. Per informazioni  www.ernyaldisko.it oppure 347/7655538 – 334/9263648

     

  • Giornata mondiale contro l’Aids: Olympiadi del preservativo a De Ferrari

    Giornata mondiale contro l’Aids: Olympiadi del preservativo a De Ferrari

    Piazza de ferrari Palazzo della BorsaIl primo dicembre è la giornata mondiale contro l’Aids:  anche Genova partecipa e sostiene questo importante appuntamento con le Olympiadi del preservativo, in programma in piazza De Ferrari il 30 novembre dalle ore 15 alle 19.

    L’evento, cura di Approdo Arcigay Genova con il Segretariato Italiano Studenti di Medicina (S.I.S.M.) e la P.A. Croce Bianca Genovese, si pone come obiettivo quello di ricordare a tutti quanto l’informazione e la prevenzione siano importanti nella lotta contro le infezione da malattie a trasmissione sessuale.

    Il programma è ricco, e prevede una serie di giochi e intrattenimenti organizzati da S.I.S.M., prove di abilità e di conoscenza riguardanti l’uso del preservativo e la prevenzione delle malattie in cui saranno coinvolti i passanti.
    I volontari di Arcigay Genova saranno disponibili per informazioni sull’evento e sulle malattie a trasmissione sessuale e l”associazione Rubik Teatro parteciperà con uno spettacolo di improvvisazione teatrale dalle ore 15.30 in poi.

    L’evento proseguirà con la serata organizzata al Lucrezia bar in vico dei Caprettari, con attività sul tema della contraccezione e le malattie sessualmente trasmissibili, musica dal vivo, dj set e tanto altro ancora.

    Inoltre, la Lega italiana lotta contro l’Aids propone altri eventi in vista dell’1 dicembre.

    -Prevenzione e Sensibilizzazione
    dal 28 novembre al 4 dicembre 2013, Centro di Educazione Matrimoniale e Prematrimoniale di via della Libertà 6/3
    Esposizione fotografica di Gianni Ansaldi “YES We Condom!”e distribuzione di materiale informativo e profilattici. In collaborazione con CEMP Genova

    -Prevenzione e Sensibilizzazione
    1 dicembre 2013, Bar degli Archi
    Distribuzione materiale informativo e profilattici all’interno del locale

    Prevenzione e Sensibilizzazione
    1 dicembre 2013, piazzale antistante la Stazione Ferroviaria di Genova Brignole.
    Presenza dell’Unità mobile dell’Associazione AFET con volontari per fornire informazioni e distribuire materiale informativo e profilattici.

     

  • San Teodoro: da oltre due anni senza presidio sanitario

    San Teodoro: da oltre due anni senza presidio sanitario

    san-teodoro-di-negroDuemila metri quadrati di locali desolatamente vuoti dal 2008, un quartiere – San Teodoro (Municipio Centro Ovest) – senza presidio sanitario da oltre due anni, altri limitrofi – come Lagaccio e Oregina (Municipio Centro Est) – che scontano la carenza di servizi sanitari sul territorio o la loro possibile scomparsa (vedi il recente caso Consultorio del Lagaccio). Questa, in sintesi, la situazione venutasi a creare a causa di scelte, perlomeno contestabili, compiute da Regione e Asl 3, spesso con l’avvallo del Comune. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti. Oggi gli abitanti delle zone collinari del centro città, pure per una semplice analisi, sono costretti a recarsi al Palazzetto della Salute a Fiumara, non proprio due passi per anziani e persone con difficoltà di deambulazione.
    Ma partiamo dal principio e vediamo i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna.

    L’ex poliambulatorio di via Minetti

    san teodoro. via minetti. poliambulatorio002

    San Teodoro, fino al 2008, poteva contare sul poliambulatorio di via Don Minetti (in precedenza sede dell’INAM, istituto nazionale per l’assicurazione contro le malattie). La struttura ai civici 6 A (piano terra e primo piano) e 8 (secondo piano) – per complessivi oltre 50 vani – ospitava l’assistenza ambulatoriale con diversi ambulatori medici, centro prelievi, Cup, servizi domiciliari, ecc., fornendo prestazioni a circa 65 mila utenti residenti nei Municipi Centro Est e Centro Ovest.

    Nel 2007-2008, con la famosa “cartolarizzazione” di parte del patrimonio immobiliare di aziende sanitarie e ospedaliere (compresi i beni dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto) per coprire il deficit della Sanità del 2005, la Regione ha deciso di valorizzare – tramite ARTE (azienda regionale territoriale per l’edilizia) – e successivamente vendere all’acquirente Fintecna Immobiliare (società del Ministero del Tesoro), anche l’edificio di via Don Minetti.

    Il trasferimento del servizio, in convenzione con la CRI, nei locali di via Bari

    san teodoro. via minetti. poliambulatorio.004

    Dopo la dismissione dell’ex poliambulatorio, unico presidio sanitario di zona, le istituzioni hanno pensato di ricavare degli spazi per i servizi sanitari territoriali nei locali comunali di via Bari al civico 41. All’epoca, all’interno di essi operava, con degli ambulatori per stranieri, la Croce Rossa Italiana.
    Il 7 dicembre 2007 una delibera dell’Asl 3 sanciva la convenzione con il comitato locale della CRI «per la realizzazione del progetto di gestione del’unità di assistenza di base nella zona di San Teodoro». I costi derivanti dal provvedimento concordati tra le parti «ammontano a 10,21630 euro per l’anno 2007; 122,59560 euro/anno per gli anni 2008, 2009, 2010». Il conto è piuttosto salato. Per tutta la durata convenzionale, infatti, la spesa a carico dell’azienda sanitaria locale genovese è stata di complessivi 378,00310 euro.

    «L’Asl 3 ha siglato un accordo particolarmente oneroso con la CRI – racconta Aurora Mangano, portavoce di un comitato di residenti – ma questa scelta scellerata fu avvallata anche da Comune e Municipio Centro Ovest. Il presidio sanitario era di dimensioni ridottissime, in pratica consisteva in 2 stanze da 12 mq ciascuna». Eppure il contratto prevedeva di garantire «le prestazioni assistenziali di base fornite dalla precedente struttura».
    In realtà l’Asl 3 si è assunta un impegno assai costoso «Ricevendo ben poco in cambio – sottolinea Mangano – i circa 122 mila euro all’anno a carico dell’azienda sanitaria comprendevano affitto dei locali e prestazioni. Ad esempio, la CRI avrebbe dovuto fornire un infermiere per le visite a domicilio, ma tale servizio non è mai stato effettuato».
    Tuttavia, data la sua posizione strategica, il presidio sanitario ha continuato a svolgere un ruolo fondamentale per i cittadini di San Teodoro, Oregina e Lagaccio, erogando circa 650 prelievi mensili e 1400 prenotazioni CUP.

    Il 31 dicembre 2010, però, è scaduta la convenzione Asl 3-CRI. Nel gennaio 2011, alcuni organi di informazione riportano la notizia che l’ambulatorio di via Bari non chiuderà i battenti. A dire il vero è soltanto un fuoco di paglia che dura pochi mesi poi, tra giugno e luglio 2011, il presidio viene definitivamente dismesso.
    «Disapproviamo la chiusura improvvisa e immotivata senza alcuna comunicazione alle istituzioni del territorio e soprattutto agli utenti – scrive il presidente del Municipio Centro Ovest, Franco Marenco, in una nota del luglio 2011 – Gli impegni assunti all’inizio dell’anno erano il mantenimento del presidio stesso tramite adeguamento normativo dell’attuale sede o individuando un sito alternativo baricentrico ai Municipi Centro Ovest e Centro Est».

    Dall’estate 2011 ad oggi nulla si è mosso e così i cittadini di San Teodoro, ma anche di Lagaccio e Oregina, ancora aspettano una soluzione alternativa.

    L’ipotesi via Bologna e le proposte dei residenti; il silenzio totale delle istituzioni

    Il mercato di via Bologna, tra Sampierdarena e San Teodoro, versa da anni in stato di abbandono, come documentato da Era Superba. Una delle sue ventilate destinazioni future, poteva essere proprio quella di nuovi spazi ambulatoriali. Magari con l’aiuto di soggetti privati, visto che il recupero della struttura comporta una spesa ingente. «Abbiamo contattato il Baluardo – dichiarava al “Secolo XIX” il presidente Marenco all’inizio del 2012 – Hanno effettuato un sopralluogo e contano di poter recuperare il mercato come centro prelievi ed ambulatorio. Sono un’azienda privata ma ci sarebbe una convenzione con il sistema sanitario pubblico».

    La signora Mangano ricorda «Con un gruppo di comitati e associazioni di quartiere auspicavamo di poter supportare un intervento finalizzato alla realizzazione di un presidio, anche in convenzione con un privato come il Baluardo. Il costo della ristrutturazione del mercato si aggira sui 150-200 mila euro. Ma il Baluardo poteva essere disponibile ad investire tali risorse». Invece, l’operazione non è stata portata a termine e adesso, sui locali di via Bologna, pare abbia puntato gli occhi la Confraternita di Misericordia (la prima esistente in Liguria) che recentemente ha ottenuto una sede nella medesima via, al civico 21.

    «Quello che trovo profondamente sbagliato – sottolinea Mangano – è il fatto che, da oltre due anni a questa parte, nessuno si sia preoccupato di dare spiegazioni e risposte ai cittadini».
    L’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo, da noi contattato telefonicamente, afferma «Allo stato attuale, per quanto riguarda il presidio sanitario di San Teodoro, non ci sono sostanziali novità. Comunque, se ne sta occupando soprattutto l’Asl 3». Detto ciò, il responsabile delle politiche sanitarie della Regione, definisce la situazione «particolarmente complessa». La direzione dell’Asl 3, almeno per il momento, ha preferito non rilasciare dichiarazioni sull’argomento ma contiamo al più presto di sentire la voce del direttore generale, Corrado Bedogni.

    «Noi cittadini, all’epoca, avevamo proposto di utilizzare al meglio la struttura di via Minetti, anziché metterla in vendita – racconta Mangano – In quell’edificio sarebbe stato possibile potenziare i servizi sanitari territoriali e realizzare in spazi adeguati anche un nuovo consultorio, visto in quali vecchi locali è attualmente ubicato al Lagaccio».
    Soprattutto considerando che oggi l’ex poliambulatorio di via Minetti (2000 mq di superficie considerando solo il civico 6 A) acquistato da Fintecna Immobiliare – tramite la sua controllata Valcompè rimasto un contenitore vuoto.
    Sulla porta d’ingresso e sulle finestre del primo piano fa bella mostra di sé un cartello con su scritto “vendesi”. «È difficile trovare un acquirente – conferma Mangano – Anche perché, nell’ottica di una sua trasformazione in residenze, bisogna tenere presente che in tutta la zona sono carenti parcheggi e posti auto».
    Con il senno di poi, aggiunge Mangano «Invece di spendere oltre 378 mila euro per i locali di via Bari, Regione e Asl 3 avrebbero potuto intervenire sull’ex poliambulatorio di via Minetti. Ad esempio, scorporando dal lotto delle vendite il piano terreno del civico 6 A». Insomma, salvando degli spazi da dedicare a servizi per i cittadini.

    Purtroppo sappiamo che è andata diversamente e adesso diventa sempre più urgente trovare una valida alternativa. «In via Lugo esistono dei locali di proprietà comunale dove fino a poco tempo fa erano ospitati i volontari della Pubblica Assistenza – continua Mangano – Oggi la P.A. di via Lugo è stata chiusa. Quindi i locali sono disponibili. E si trovano in posizione favorevole anche per i cittadini di Lagaccio e Oregina. La nostra proposta è: realizziamo qui un ambulatorio. Oppure le istituzioni si impegnino seriamente nella ricerca di altri spazi vuoti di proprietà comunale, presenti in zona».

    «Abbiamo scritto al Municipio Centro Ovest – conclude Mangano – è l’ente più vicino ai cittadini e politicamente può fare delle pressioni affinché si sblocchi la situazione. Ma finora non abbiamo ricevuto risposta. C’è un silenzio totale in merito a questo problema. Siamo amareggiati perché ci sentiamo soli in questa battaglia».

    Matteo Quadrone

  • Come trasformare tetti e pareti di cemento in giardini rigogliosi

    Come trasformare tetti e pareti di cemento in giardini rigogliosi

    1Questa settimana parleremo di una delle ultime “mode” nel Landscape design: i tetti ed i muri verdi. In questo caso si parla soprattutto di interventi sul costruito e particolarmente sul tessuto urbano cementificato. Negli ultimi anni si è, infatti, diffuso un ritrovato interesse per il mondo vegetale e, specie nei contesti fortemente cementificati ed urbanizzati, si è colta una crescente esigenza di introdurre la presenza del verde, in tutte le sue diverse forme. In quest’ottica si è assistito alla proliferazione, da Tokio, a Londra, da Bali o Singapore ad Istanbul, di tetti e pareti verdi.

    La tecnica è, tutto sommato, piuttosto semplice. Per sommi capi, la metodologia di realizzazione di queste innovative pareti verdi deriva da una collaudata tecnica agricola chiamata coltivazione idroponica, che significa “senza utilizzo di suolo”. Lo strato sintetico delle pareti o dei tetti verdi è, una volta 2collocato, non suscettibile di essere attaccato da batteri e fermentazioni e costituisce il substrato in cui le piante radicano. La struttura principale consiste spesso in una membrana autoportante, inodore, antimuffa, ed ignifuga.

    Tra il muro o la parete da rivestire e la membrana vegetale restano, di regola, soli due centimetri di spazio, atti a consentire la circolazione dell’aria ed ad evitare il dannoso ristagno di umidità.
    Il sistema di irrigazione e fertilizzazione viene poi studiato e realizzato in funzione dell’orientazione e del clima di ogni sito.

    Le pareti verdi sono generalmente dotate di un impianto di manutenzione completamente automatico che ne facilita la gestione. In mancanza di illuminazione naturale, un sistema artificiale può essere eventualmente studiato per implementare i processi naturali di fotosintesi delle piante e per3 stimolarne

    la crescita e la fioritura.
    Il più famoso paesaggista ad essersi cimentato, già alcuni anni fa, in questa tecnica è senza dubbio Patrick Blanc. Egli è infatti ben noto proprio per essere l’ideatore della tecnica del giardino verticale o muro vegetale. Ha studiato all’Università di Parigi, dove si è laureato nel 1989.

    Nel 1972 ha intrapreso per la prima volta un lungo viaggio in Thailandia e Malesia, volto all’osservazione dell’accrescimento delle piante sulle rocce o nel sottobosco. È ricercatore presso il Centre National de la Recherche Scientifique e, dal 1982, responsabile del Laboratorio di biologia vegetale tropicale all’Université Paris VI. 5Patrick Blanc è, senza alcun dubbio, un personaggio caratteristico, dall’abbigliamento, a soggetto botanico, spesso stravagante ed anticonformista; il progettista porta, per esternare la sua passione per la natura, spesso i capelli tinti di verde intenso.

    La sua stessa casa parigina (alcune foto sono presenti sul suo sito) galleggia sull’acqua e le piante e ha pareti letteralmente coperte di vegetali.
    Vi consiglio quindi di fare una visita al suo sito internet; se non conoscete ancora la tecnica delle pareti e dei tetti verdi resterete senza dubbio stupefatti dall’effetto estetico. Le superfici più incredibili, con le pendenze più variabili vengono coperte, con apparente estrema facilità, da una strabiliante varietà di essenze vegetali: felci, piante tropicali, orchidacee, tutte molte variegate per fogge, colori, crescita e produzione di fiori variopinti…

    6Sono stato personalmente a vedere l’effetto di alcune di queste realizzazioni ed il risultato è davvero inaspettato ed eclatante. Un impensato prato verde cresce infatti tra acciaio, cemento e cristallo. Verzure, ciuffi di foglie spuntano, in un insieme studiatissimo e perfettamente autosufficiente, dalle pareti.

    Nel giro di poco tempo, lo spazio urbano cambia così completamente foggia e si trasforma, grazie alla caleidoscopica abilità progettuale, in un surreale (a volte tropicale!) giardino, che sembra, abbarbicato come è alle superfici, fuori dallo spazio e dal tempo.

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Quarto, ex Manicomio: arriva la firma per l’accordo di programma

    Quarto, ex Manicomio: arriva la firma per l’accordo di programma

    Manicomio di QuartoAdesso l’accordo di programma per la riqualificazione urbana dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto è ufficiale. Oggi alle 14,30 Regione Liguria, Comune di Genova, Asl 3 e Arte lo firmeranno a favore di stampa nell’auditorium della Regione in piazza De Ferrari.
    Avevamo anticipato la notizia mesi fa e nell’occasione eravamo già entrati nei dettagli dell’accordo (qui l’approfondimento di Era Superba), vedremo se nella versione definitiva il documento riserverà sorprese dell’ultima ora.

    Quel che è certo che si tratta di un punto di svolta significativo soprattutto per quanto riguarda la piastra sanitaria del Levante (dove verranno trasferite le funzioni dell’attuale via Bainsizza) che consentirà di mantenere nella sede dell’ex manicomio le funzioni di pubblica sanità. Nell’accordo, infatti, rientrano anche i beni immobiliari coinvolti nella famosa cartolarizzazione del 2011 che aveva sancito la vendita da Asl3 ad Arte di quella parte dei padiglioni storici ospitante i servizi sanitari per pazienti psichiatrici, disabili e anziani.

    Ai futuri acquirenti privati andrà circa 1/3 dei padiglioni storici, oltre alla palazzina C detta “ex amministrazione”, allo stabile del Servizio Strade della Provincia e numerosi mq di terreni limitrofi edificabili. Le funzioni caratterizzanti saranno residenza e alberghi.

     

     

  • Dal blog al vlog: in Inghilterra spopolano i vlogger, che cosa significa?

    Dal blog al vlog: in Inghilterra spopolano i vlogger, che cosa significa?

    Bus di LondraNe avevo già parlato a sufficienza qualche mese fa delle gaffe (o forse è meglio definirla semplicemente come pura ignoranza) di diversi politici italiani alle prese con l’inglese, per cui, nonostante l’europarlamentare PD Gianni Pittella mi abbia recentemente fornito un altro ghiotto assist (ecco il video, due minuti di spasso e inglese alla Totò), preferisco passare ad altro e parlare di vlogger e vlog, due neologismi provenienti dalla lingua di Her Majesty Elizabeth II e  destinati nel giro di poco tempo a entrare anche nella nostra lingua.

    A dire il vero, non credo che l’attuale Regina, quasi novantenne, sia a conoscenza nemmeno dell’esistenza, oltre che del significato, dei due termini. La distanza tra la velocità alla quale si muovono la maggior parte degli uomini e delle donne al potere e quella a cui viaggia il resto del pianeta è siderale non solo nella nostra Italia. Così va il mondo, al giorno d’oggi.

    Chi è dunque un vlogger e che cos’è un vlog? La pagina inglese di Wikipedia definisce un vlog (o video log) come una forma di blog che usa come mezzo il video. Scusandomi per la spiegazione a scatole cinesi, è opportuno a questo punto chiarire il significato di blog: derivante dalla fusione di web e log, il termine indica una pagina della Rete sulla quale vengono pubblicati con una certa periodicità contenuti di carattere informativo.

    Se in Italia vanno per ora di moda i blogger, tanto che anche il sito del Fatto Quotidiano ormai da tempo lascia loro uno spazio considerevole in home page, in Inghilterra sono i vlogger a spopolare specialmente tra i giovani, anche perché i vlogger di maggiore successo sono poco più che ventenni. È il caso per esempio del ventiduenne Dan Howell, ex-studente di giurisprudenza diventato famoso al punto di avere due milioni di iscritti al suo canale YouTube danisnotonfire. Un’altra celebrità del mondo del vlogging è Phil Lester, laureato in Linguistica, che con il suo canale YouTube ha raggiunto quattro mesi fa i due milioni di subscribers.

    Non è quindi una coincidenza se i due, che sono anche grandi amici, sono stati messi sotto contratto da BBC Radio1 e conducono la trasmissione della domenica sera.

    C’è, si diceva all’inizio, un mondo fatto in gran parte di giovani che viaggia a una certa velocità ed è sintonizzato – è proprio il caso di dirlo! – su determinate frequenze. Ai Pittella o al/alla monarca di turno si richiederebbe quantomeno di interessarsene e di guardare a esso con curiosità, se non, addirittura, di provare a sviluppare nei suoi confronti un minimo grado di empatia… See you!

     

    Daniele Canepa

    [foto di Diego Arbore]

  • Berlusconi esce dal Parlamento: la lunga agonia del governo senza idee

    Berlusconi esce dal Parlamento: la lunga agonia del governo senza idee

    silvio-berlusconi-2Forza Italia è fuori dal governo. Berlusconi decade. E la maggioranza si assottiglia sempre più: il voto di fiducia sulla legge di stabilità passa al senato con soli 171 voti, rispetto ai 154 che rappresentano la soglia sotto la quale il banco salta. Insomma, niente di nuovo. E’ solo la lunga agonia di un governo destinato fatalmente a cadere senza aver concluso nulla, e che proprio per questo non aveva senso sin dal principio.

    Se si esclude qualche colpo di scena, infatti, stiamo semplicemente assistendo ad una trama già scritta, abbozzata il giorno delle elezioni e poi completata il giorno della riconferma di Napolitano. Solo chi non vuole vedere in faccia la realtà può illudersi che le larghe intese siano qualcosa di più di un respiratore per tenere in vita una classe politica morente. Chi invece non si accontenta dell’informazione mainstream e dei suoi slogan banali e incoerenti è perfettamente in grado, con un minimo di obiettività, di capire cosa sta succedendo.

    C’è una crisi economica che avrebbe bisogno di una banale verità economica: il cambio flessibile è «il peggior regime di cambio, esclusi tutti gli altri» (la citazione, ricalcata sul noto aforisma di Winston Churchill, è di James Meade, premio nobel per l’economia nel 1977). Di contro il cambio fisso serve solo a scaricare il peso degli aggiustamenti sui salari (lo ammettono placidamente anche Fassina e Cuperlo). Presunti effetti positivi: non pervenuti. E non serve essere grandi esperti per capirlo: basta registrare le dichiarazioni del capo economista al Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard, che ha recentemente riconosciuto l’utilità del cambio flessibile e rigettato i tradizionali argomenti contrari perché «molto meno rilevanti di quanto non lo siano stati nelle crisi precedenti». C’è poco da fare: le prove in questo senso sono – come direbbe Paul Krugman – “overwhelming”, ossia schiaccianti.

    Nel mondo politico, tuttavia, ancora nessuna forza di peso è disponibile a prendere atto di questa situazione: non è disponibile il PD che ha sempre rivendicato l’entrata nell’euro come un successo personale; non lo è il PDL (o quello che ne è avanzato) per il quale la precedenza spetta ai problemi giudiziari del capo; e, nonostante le apparenze, non lo è nemmeno il M5S che (a differenza del Front National in Francia) ha paura ad assumersi la responsabilità politica delle critiche che rivolge all’Europa.

    Pertanto, in mancanza di una seria autocritica, l’idea di una coalizione tra la vecchia destra e la vecchia sinistra sotto il patrocinio del vecchio Presidente della Repubblica era intrinsecamente fallimentare. Si pretendeva di mettere insieme, infatti, forze che, dopo un anno e cinque mesi di convivenza dentro il governo tecnico, si ritrovavano senza una straccio di strategia contro la crisi, unite unicamente dal comune desiderio di preservare l’assetto esistente. Questa linea conservatrice conduce a predicare la stabilità come unico valore: e inevitabilmente costringe il governo a distinguersi soprattutto per le decisioni non prese e i duri compromessi digeriti pur di tenere in piedi la maggioranza.

    Ma nel frattempo il vero nodo della crisi continua ad essere ignorato. Così la ripresa non arriva e le tensioni dentro al governo aumentano: e mano a mano che appare chiaro che i partiti non stanno portando a casa risultati utili, ha sempre meno senso tenere a freno gli elettori delusi o soprassedere su questioni scottanti come la decadenza di Berlusconi. Presto o tardi, dunque, le contraddizioni esploderanno, segnando la fine del governo Letta.

     

    Andrea Giannini

  • Mercatino di San Nicola: artigianato e solidarietà in piazza Piccapietra

    Mercatino di San Nicola: artigianato e solidarietà in piazza Piccapietra

    Mercatino natalizioDall’1 al 23 dicembre torna a Genova il mercatino di San Nicola, appuntamento tradizionale del periodo natalizio che quest’anno spegne ben 25 candeline.

    Protagonisti assoluti dell’evento, gli artigiani in abiti medievali e i loro antichi mestieri, dal falegname al ceramista, dal mugnaio all’apicoltore passando per l’incisore, il cioccolataio e il gioielliere, il giocattolaio, il saponaro.

    Come sempre, la manifestazione è incentrata sulla solidarietà:  il ricavato del mercatino verrà infatti devoluto in favore di tre iniziative benefiche, quali il progetto “Rifugio degli Orsi 2”, curato dall’Associazione La Band degli Orsi per la realizzazione di una seconda casa accoglienza per le famiglie ospiti del Gaslini, il progetto “Pensiero” della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma che sostiene la ricerca scientifica sul neuroblastoma e i tumori cerebrali e il progetto “Centro per non subire violenza ONLUS”, proposto dal Centro Antiviolenza dell’Unione Donne Italiane, per contribuire alla creazione di un laboratorio ludicoricreativo che sensibilizzi i genitori sui gravi traumi subiti dai figli che assistono a violenze in famiglia.

    Oltre agli stand degli artigiani, non mancheranno quelli gastronomici, gli spettacoli e la lotteria benefica, che  vedrà in palio le maglie autografate di Alberto Gilardino per il Genoa, di Eder per la Sampdoria e di Volpe per la Virtus Entella.

    Il primo dicembre è in programma l’inaugurazione ufficiale del mercatino, preceduta da un corteo per le vie di Genova con i gruppi storici Balestrieri del Mandraccio, Sestrese, Spinola, Sextum, i Fieschi, Pegliese, i Gatteschi, Limes Vitae, gli Sbandieratori di Lavagna e la Compagnia dei Viandanti di Arenzano. La partenza è prevista per le 11 in piazza Matteotti, finoa d arrivare in piazza Piccapietra alle 12 per l’inaugurazione e l’apertura ufficiale.

    Il Mercatino di San Nicola (www.mercatinodisannicola.com) è organizzato dall’Associazione Volontari del Mercatino di San Nicola Onlus e patrocinato da Regione Liguria, Comune di Genova, Provincia di Genova e Camera di Commercio di Genova.

  • Teatro Altrove, il programma della settimana tra concerti e spettacoli

    Teatro Altrove, il programma della settimana tra concerti e spettacoli

    teatro-hops-altrove-d2Dal 28 novembre al 2 dicembre, è in programma una nuova settimana di eventi al teatro Altrove della Maddalena.

    Si inizia giovedì 28 novembre con il concerto dell’Orchestra of Spheres (ore 21.30)  da Wellington, Nuova Zelanda, che propone un repertori electro pop-vintage, funky e fresco, citando numi tutelari quali Kraftwerk e Fela Kuti.

    Venerdì 29 alle 21.15 proiezione del film presentato in concorso all’ultimo Festival di Venezia La prima neve e incontro col regista Andrea Segre.  La prima neve è quella che tutti in valle aspettano. Dentro questa attesa, fra le montagne del Trentino, un emigrato fuggito dal Togo e dalla Libia in fiamme e un bambino rimasto orfano da poco troveranno lo spazio per curare i loro vuoti.

    Dopo un lungo tour in Italia e in Europa, sabato 30 novembre alle 21 approda a Genova lo spettacolo pluripremiato Cronaca di una crisi annunciata di e con Tiziano Turci e con la partecipazione di Rossella Teramano, Francesco Saguto, Elia Moretti). Un live set per piano, voce e chitarra che prova a raccontare, con passione e con graffiante sarcasmo, l crisi economica, ripercorrendo la storia degli ultimi sessanta anni a ritmo di jazz. Tre musicisti e una cantante accompagneranno il pubblico in un viaggio divertente e avventuroso per scoprire come mai, mentre la nave affonda, tutti rimangono comodamente seduti a tavola.

    Domenica 1 dicembre proiezione del film Bellas mariposas (16.30), traordinaria storia di amicizia raccontata aderendo allo sguardo delle ragazze e l’incontro con il regista sardo Salvatore Mereu; su richiesta del regista, parte dell’incasso sarà devoluto a un’associazione impegnata nei soccorsi alla popolazione sarda colpita dal nubifragio che si è abbattuto sull’isola.

    Lunedì 2 dicembre Qui finisce l’Italia, film di Gilles Coton distribuito anche in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova.

    Biglietti e abbonamenti

    Orchestra Of Spheres: intero 8 € (9,50 € con prevendita).

    La prima neve: intero 6 €  (7,50 € con prevendita), ridotto 5 €.

    Cronaca di una crisi annunciata: intero 7 € (8,50 € con prevendita), ridotto 6 €.

    Biglietto Speciale “La prima neve + Cronaca di una crisi annunciata” 10€ (11,50 € con prevendita), ridotto 8 €

    Bellas mariposas”: intero 6 € (7,50 € con prevendita), ridotto 4 €. Parte dell’incasso e della proiezione sarà devoluto ad un’associazione impegnata nei soccorsi alla popolazione sarda.

    Biglietto “Qui finisce l’Italia”: 4 €.

     

  • Coro della Maddalena: il nuovo progetto che coinvolge tutto il sestiere

    Coro della Maddalena: il nuovo progetto che coinvolge tutto il sestiere

    La Maddalena, Centro Storico di GenovaHa solo pochi mesi l’idea di dare vita a un Coro della Maddalena, che riunisca gli abitanti del Sestiere (prevalentemente, ma sarà aperto a tutti gli abitanti del centro storico e a tutti coloro che amano la Maddalena) di tutte le classi e appartenenze: un coro composto dalle persone che lavorano o vivono nella zona, dagli artigiani, commercianti, ristoratori, agli artisti, impiegati, disoccupati, professionisti, studenti, pensionati, immigrati. E prostitute: senza esclusione di nessuna “categoria”, per rappresentare il tessuto sociale della Maddalena nella sua interezza. Il progetto è nato a settembre dall’iniziativa della cantautrice genovese Giua, nota al pubblico ligure (e non solo) per le sue recenti collaborazioni con il chitarrista Armando Corsi, e Pier Mario Giovannone, anche lui autore, poeta e chitarrista di origine cuneese, naturalizzato genovese. In questi pochi mesi il progetto del coro ha preso sempre più piede e si è fatto conoscere nel Sestiere, già denso di movimento e iniziative sul piano sociale, acquisendo popolarità e raccogliendo manifestazioni di interesse tra gli abitanti. Ad oggi, le adesioni sono davvero tante e c’è entusiasmo per la partenza vera e propria dell’iniziativa.

    Proprio il prossimo mercoledì, 4 dicembre 2013, dalle ore 18.30 nei locali di Vico Papa 9, Giua e Pier Mario Giovannone, assieme agli amici e compagni di avventura Matteo Testino, regista teatrale che collabora con il Teatro Necessario, l’antropologa Valerie e Domenico Chionetti della Comunità di San Benedetto al Porto racconteranno a tutti gli interessati questo nuovo progetto, rigorosamente davanti a un bicchiere di vino e un piccolo rinfresco. L’atmosfera, dunque, sarà in linea con lo spirito “sociale”, conviviale e aperto dell’iniziativa, allo scopo di coinvolgere un numero crescente di persone, tra cantanti “improvvisati”, associazioni di quartiere e realtà già radicate nel sestiere.

    1467428_694998003852053_317633886_nL’idea è quella di collaborare tutti insieme, non sostituirsi alle iniziative già presenti, come ci spiega la stessa Giua: «L’idea nasce da me e Pier Mario, semplicemente perché viviamo alla Maddalena, nei pressi di Piazza della Lepre, e da sempre siamo affascinati da questo mondo ricco e contraddittorio. Quale idea migliore di un coro per avvicinare le persone, creare socialità e dar vita a una situazione di scambio reciproco, conoscenza e condivisione? Attraverso la musica e l’arte, è possibile entrare in contatto, accorciare le distanze, valorizzare le differenze e mettere in primo piano le peculiarità delle personalità della Maddalena, che rendono bello e particolare il quartiere. Per questo abbiamo pensato di coinvolgere anche -e soprattutto- 1476159_700439996641187_210100718_nmigranti e prostitute, che hanno finora dato risposta positiva: molte delle “graziose” che conosco personalmente, ad esempio, mi hanno già assicurato che saranno dei nostri».

    Dietro al progetto del coro, inoltre, la partecipazione al bando aperto qualche mese dal Comune di Genova all’interno del Patto per lo sviluppo della Maddalena, per lo svolgimento di attività artistico-culturali all’interno del Sestiere della Maddalena ed eventuali aree limitrofe. Chiuso ufficialmente il 30 settembre scorso, si attendono i risultati entro l’anno: circa 90 mila euro verranno stanziati e messi a disposizione dei vincitori (si parla di premiare all’incirca 8, 9 progetti con somme che si aggirano 1470217_699679770050543_92207153_nattorno ai 5-10 mila euro per ciascuno).

    «Abbiamo partecipato al bando – racconta Giua – per sostenere il progetto e dargli continuità. Inoltre, anche se finora non siamo sostenuti da alcun finanziamento, vorremmo arrivare a poter retribuire – con un compenso anche solo simbolico – le persone che entreranno a far parte del coro, per dare dignità a questo progetto artistico. Noi, che facciamo parte del mondo della musica, sappiamo che la cultura è un lavoro oltre che una passione, e ci piacerebbe dare il giusto valore all’impegno dei partecipanti. In più, vorremmo anche dar vita a un progetto artistico di qualità (poco importa se i membri del coro non sono professionisti: siamo certi, con la nostra guida, di dar vita a un prodotto di valore), trovare una sede nostra e dare continuità al progetto. Nel frattempo, aspettando i risultati del bando, andiamo avanti, e andremo avanti a prescindere: per attirare contribuenti è importante far vedere che il progetto esiste, è concreto, va avanti».

    Finora, il progetto è portato avanti da appassionati, che collaborano come volontari. Le iniziative non mancano: ad esempio, Testino e Weidinger daranno vita a un laboratorio sul corpo, per ridurre la distanza psiche-corpo e limitare il disagio sociale, che allontana le persone da quello che sentono, bloccandone l’espressione artistica. Recente anche la nascita di una pagina Facebook dedicata al Coro, da cui è possibile avere informazioni sulle date, sugli eventi e sui partecipanti: una bella iniziativa di promozione sui social è stata seguita dalle ragazze dello studio Yoge Design (volontarie anche loro) per la creazione di progetti etici, che hanno pensato a un logo con la forma dello stesso sestiere, al cui interno è inscritto il nome di “Coro della Maddalena”. Finora la campagna di promozione su internet sta andando bene: sui social, le foto delle persone aderenti al progetti, con apposito logo e con breve descrizione. Seguite l’hashtag #corodellamaddalena e restate aggiornati!

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Val Polcevera, C.r.e.a.: eccedenze alimentari al mercato di Bolzaneto

    Val Polcevera, C.r.e.a.: eccedenze alimentari al mercato di Bolzaneto

    mercato-frutta-verdura-sarzano Si chiama C.R.E.A.Centro Recupero Eccedenze Alimentari – ve ne avevamo parlato nel maggio 2012 (qui l’approfondimento di Era Superba), in occasione della presentazione del progetto risultato della collaborazione fra Municipio Val Polcevera, A.T.S. 41 (ambito territoriale sociale n. 41 del Comune di Genova) e Comunità di San Benedetto. Un’iniziativa che andava ad affiancarsi al già collaudato esperimento di Certosa, ovvero “Il Punto” di via Canepari (parrocchia del Borghetto a Certosa), basato sulla redistribuzione a favore delle persone in difficoltà economiche di prodotti che altrimenti non sarebbero venduti nei supermercati (causa prossimità della scadenza o piccoli difetti nel confezionamento) e quindi scartati, alimenti ancora perfettamente consumabili.

    Oggi il progetto C.R.E.A. può contare su un nuovo punto di distribuzione in Val Polcevera nel mercato comunale di Bolzaneto:  sarà inaugurato venerdì alla presenza del sindaco Marco Doria, si tratta di un banco vuoto che, grazie all’impegno del Civ e all’accoglienza degli altri operatori del mercato, sarà affidato ai volontari del progetto. Il punto coprirà il fabbisogno di 20 nuclei famigliari«prevalentemente anziani – racconta Simonetta Gadaleta coordinatrice A.T.S. 41 – ma contiamo a partire da gennaio di aprirci anche a nuclei famigliari più numerosi. La quantità di alimenti non manca, grazie alla encomiabile collaborazione del mercato ortofrutticolo di Bolzaneto, una disponibilità davvero oltre ogni aspettativa, senza proclami, con umiltà e sobrietà.»

    Se consideriamo anche “Il Punto” di Certosa – dove ogni tre mesi usufruiscono del servizio 80 persone –  si può parlare di un bacino di 100 nuclei famigliari della Val Polcevera interessati dal servizio dei volontari. Un primo importante risultato.

    «La differenza fra “Il Punto” e l’attività di C.r.e.a.  – spiega Gadaleta – è sostanzialmente nei prodotti che vengono distribuiti: da una parte “Il Punto” che collabora con Ipercoop e redistribuisce prodotti non freschi, dall’altra C.r.e.a. che riferendosi al mercato ortofrutticolo lavora con frutta e verdura che per forza di cose deve essere distribuita nella stessa giornata di raccolta».  Un’altra differenza riguarda il criterio di scelta dei soggetti destinatari del servizio: per quanto riguarda “Il Punto” vengono selezionati dall’A.T.S. 41 che attribuisce loro un punteggio –  seguendo alcuni criteri quali la composizione del nucleo famigliare oppure la presenza o meno di bambini – in base al quale i beneficiari possono convertire i punti in beni di prima necessità, mentre la sperimentazione sul nuovo punto di Bolzaneto sarà basata inizialmente su semplici segnalazioni e punterà ad un’assegnazione di alimenti il più possibile uguale per tutti.

     

    Le tre fasi del progetto C.r.e.a e la sperimentazione al quartiere Diamante ancora in stand-by

    Una prima fase conoscitiva e di coordinamento terminata nel dicembre 2012, la sperimentazione nei centri della Comunità di San Benedetto (escluso quello principale della Lanterna) da gennaio 2013 a settembre e ora la terza fase con l’inaugurazione del punto di Bolzaneto. «L’obiettivo è quello di coinvolgere più soggetti per aumentare la varietà di prodotti da redistribuire – conclude Gadaleta – e alzare il numero di nuclei famigliari a cui destinare gli alimenti».

    Unico “neo” in questo primo anno e mezzo di attività, il congelamento dell’esperienza al quartiere Diamante che avrebbe dovuto trovare “casa” nei locali del Municipio Val Polcevera in via Pedrini: «I locali si sono poi rivelati non utilizzabili e il discorso è rimasto in stand – by, ma potrebbe anche sbloccarsi in futuro, staremo a vedere».

     

    Gabriele Serpe

  • Notte degli scrittori, sei autori si raccontano al teatro dell’Archivolto

    Notte degli scrittori, sei autori si raccontano al teatro dell’Archivolto

    teatro palcoscenicoVenerdì 29 novembre il teatro dell’Archivolto ospita la quarta edizione della notte degli scrittori, progetto nato dalla collaborazione tra il teatro di Sampierdarena e la casa editrice Giulio Einaudi Editore e curato dal regista Giorgio Gallione.

    La notte degli scrittori nel corso degli anni ha riscosso un successo crescente grazie alla formula ormai collaudata che vede protagonisti nomi di spicco della scena letteraria italiana, che si confrontano con il pubblico con interviste, letture teatrali e brani inediti scritti per l’occasione (quest’anno il tema scelto è il non compleanno). A dimostrazione di ciò, l’evento approderà nel 2014 per la prima volta anche a Torino (teatro Carignano, 9 gennaio) e a Firenze (teatro della Pergola, 10 marzo).

    Protagonisti della serata, sei autori diversi per stile, formazione e genere : Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, coautori del recente Suburra, l’inventore della saga dell’avvocato Malinconico Diego De Silva, la scrittrice sarda Michela Murgia, Premio Campiello 2010 per Accabadora, l’autore di Momenti di trascurabile felicità Francesco Piccolo e Wu Ming nella persona di Wu Ming 1, ovvero Roberto Bui.

    Gli autori racconteranno sè stessi intervistati da Danilo Di Termini, redattore della trasmissione Caterpillar di Radio 2, leggeranno alcuni loro testi, inediti e no, affiancati sul palco dagli attori dell’Archivolto Rosanna Naddeo e Giorgio Scaramuzzino.

    A metà serata è previsto un intervallo con una cena a buffet allestita nei vari spazi del Teatro.

    Biglietti a partire da 20 euro, inizio serata ore 19.

    Breve biografia dei protagonisti della serata

    Carlo Bonini (Roma 1967) ha lavorato per il Corriere della Sera e il Manifesto e attualmente è inviato di Repubblica). I suoi libri più noti sono la biografia di Renato Vallanzasca Il fiore del male, da cui è stato tratto il film di Michele Placido, e ACAB. All cops are bastard, trasposto sul grande schermo da Stefano Sollima. Con Giancarlo De Cataldo ha scritto Suburra.

    Giancarlo De Cataldo (Taranto 1956) vive a Roma, dove è Giudice di Corte d’Assise. Autore di numerosi noir, è conosciuto soprattutto per Romanzo Criminale (2002), da cui è stato tratto un film e una serie televisiva di successo. Tra i suoi libri più recenti Io sono il Libanese (2012), Cocaina, scritto insieme a Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio, e Suburra, scritto con Carlo Bonini.

    Diego De Silva (Napoli 1964), Premio Selezione Campiello per Certi bambini nel 2001, autore di apprezzati noir come La donna di scorta e Voglio guardare, ha conquistato il pubblico con le vicende dell’avvocato Vincenzo Malinconico, protagonista dei fortunati romanzi Non avevo capito niente (2007, Premio Napoli e finalista al premio Strega), Mia suocera beve (2010) e Sono contrario alle emozioni (2011), raccolti nella trilogia Arrangiati, Malinconico! (2013). Il suo romanzo più recente è Mancarsi (2013).

    Michela Murgia (Cabras 1972) ha esordito nel 2006 con Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro in un call center, che ha ispirato il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti. Premio Campiello 2010 per Accabadora, ha pubblicato Ave Mary, Presente (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e L’incontro.

    Francesco Piccolo (Caserta 1964) è scrittore e sceneggiatore. Al cinema ha collaborato con Silvio Soldini (Agata e la tempesta, Caos Calmo, Giorni e nuvole) e Nanni Moretti (Il Caimano e Habemus Papam). Tra i suoi libri più noti Storie di primogeniti e figli unici, La separazione del maschio, Momenti di trascurabile felicità. E’ appena uscita per Einaudi una nuova edizione del suo Allegro occidentale.

    Wu Ming è un collettivo attualmente formato da quattro scrittori. Tra i libri più noti della loro vasta produzione Q, 54 e Manituana. Più recentemente sono usciti per Stile Libero Big Altai e Anatra all’arancia meccanica. Per scoprire il loro mondo www.wumingfoundation.com.

  • Il mio amico Giorgio Gaber, spettacolo tributo al Signor G

    Il mio amico Giorgio Gaber, spettacolo tributo al Signor G

    Giorgio GaberA dieci anni dalla scomparsa di Giorgio GaberGian Piero Alloisio propone sabato 30 novembre (ore 21) presso il teatro Govi di Bolzaneto, un tributo all’indimenticato inventore del teatro-canzone,  con cui ha collaborato ben 14 anni.

    Sul palco, anche Gianni Martini, chitarrista storico della Band Gaber.

    Alloisio e Martini hanno avuto modo di conoscere Giorgio Gaber a fondo, sia come artista che come uomo; per questo, propongono un tributo sentito, pieno di aneddoti e di inediti pensieri “gaberiani” sulla politica, sulla religione, sull’amore e sull’arte.

    Due ore di commozione e  ilarità , con canzoni che appartengono a periodi e stili musicali molto diversi, da Torpedo blu a La parola io, da Barbera e champagne a Verso il terzo millennio, da Quello che perde i pezzi a Non insegnate ai bambini.

    Al termine dello spettacol, i due artisti interpreteranno alcune canzoni dell’Assemblea musicale teatrale.

    Prezzi biglietti: posto unico intero € 15,00 – Ridotto € 12,00

  • Strada a mare di Cornigliano, il quadro generale dei lavori

    Strada a mare di Cornigliano, il quadro generale dei lavori

    Ponte di CorniglianoNei giorni scorsi sono circolate notizie di un possibile blocco ai lavori della Strada a mare di Cornigliano, a causa di possibile rifiuto di Anas di coprire 4 milioni di costi non preventivati, dovuti alle sopraggiunte bonifiche belliche che hanno anche rallentato i tempi di consegna dell’appalto assegnato nel 2010 inizialmente per 67 milioni di euro.

    Inevitabile che la questione arrivasse in Sala Rossa, dove i consiglieri Bruno, Pastorino e Grillo hanno presentato un articolo 54 rivolto al vicesindaco Bernini. Di per sé, l’interrogazione a Cantiere fiume polceverarisposta immediata era in calendario già per la scorsa seduta di Consiglio comunale, ma le ben note vicende di Amt hanno portato a stravolgere l’ordine dei lavori. Sul tavolo non solo la questione economica ma anche lo smistamento del terreno e dei materiali asportati e i potenziali intralci alla linea ferroviaria che conduce al porto di Sampierdarena.

    «Si tratta di una grande opera stradale che non viene contestata da nessuno – ha detto il capogruppo di FdS, Antonio Bruno – neppure dai No Gronda. Anzi, viene considerata un contributo fondamentale per la mobilità nel Ponente cittadino, soprattutto se nel frattempo si allestiscono le strade interne con le corsie protette per gli autobus. È importante capire come stanno veramente le cose».

    «Insomma – gli fa da eco il collega Grillo (Pdl) – è vero che Anas non ha concesso l’ulteriore finanziamento e, anzi, ha richiesto i documenti della trattativa di base prima di valutare l’opportunità di sborsare nuove risorse?».

    La risposta è affidata al vicesindaco Bernini, che aveva seguito la questione fin da principio in qualità di presidente del Municipio – VI Medio Ponente, direttamente interessato dalla nuova infrastruttura: «Come si sa, gli incrementi di costo hanno riguardato soprattutto le necessarie bonifiche nell’area di cantiere di Sampierdarena per il rinvenimento di ordigni bellici inesplosi. Imprevisto che ha anche generato un rallentamento dei lavori. La trattativa per la compensazione finanziaria che ne è conseguita ha portato all’individuazione di un maggiore esborso da parte del finanziatore, che entrambe le parti hanno concordato sarebbe stato anche l’unico aumento previsto rispetto alle spese indicate nel bando. I problemi nascono proprio sulle modalità con cui questo ammontare dovrebbe essere conferito. Noi abbiamo concordato un trasferimento ex ante per velocizzare le operazioni, ma Anas solitamente segue percorsi differenti, evitando le transazioni in itinere e aspettando una valutazione di un soggetto terzo alla consegna dei lavori. Ad ogni modo, Anas e Società per Cornigliano stanno lavorando su un ricalcolo congiunto del surplus necessario e nel giro di poco tempo dovrebbe arrivare l’assenso definitivo. A voler essere precisi, non si tratta neppure di un pagamento diretto, dal momento che finora i soldi sono tutti stati anticipati da Società per Cornigliano, anche quelli che riguardano le tranche concordate dall’appalto».

    Il vicesindaco è intervenuto anche sulla questione dello smaltimento del materiale rimosso che, tuttavia, non è stato trasferito ma resta depositato dietro alla stazione di Cornigliano perché sarà riutilizzato per costruire le massicciate sotto alle rampe della strada a mare.

    Il ponte di CorniglianoPiù complessa la situazione che riguarda il ventilato intralcio della linea ferroviaria portuale di Sampierdarena. «La strada a mare ha avuto un lungo iter di progettazione – ha ricordato Bernini – passato attraverso la Conferenza dei servizi Stato-Regione e ha avuto il parere positivo espresso da tutti gli enti interessati, compresa l’Autorità portuale che ha espresso la propria posizione tramite il Comitato portuale, dove siedono anche i terminalisti che oggi lamentano queste difficoltà». Il vicesindaco, dunque, conferma che, nel punto in cui si sovrappone ad alcuni binari in uscita dal porto di Sampierdarena, il ponte della strada a scorrimento veloce non ha altezze elevate. La costruzione della nuova infrastruttura, però, non poteva essere spostata per una questione di pendenze previste dalle normative di viabilità stradale.
    «È stato dunque necessario intervenire sulla linea ferroviaria» ha proseguito Bernini. «O si allungava leggermente il percorso, dovendo però procedere all’eliminazione di un capannone nel terminal di Sampierdarena, o si aumentava la pendenza dei binari. Per le Ferrovie la questione era indifferente, i portuali hanno preferito la seconda opzione. Gli stessi, ora, lamentano che, con i vecchi locomotori in funzione nel porto, ci sarebbe un maggiore consumo di carburante. Un problema che, comunque, potrebbe essere ovviato dal momento che nella progettazione si è intervenuti affinché fosse garantito il transito di treni elettrificati, portando la linea elettrica fino all’interno del porto. Naturalmente il locomotore nuovo costa leggermente di più, ma anche meno inquinante e più potente».

     

    Collegamento con l’Aeroporto

    marina-aeroporto-barche-d1Infine, il capogruppo di Sel, Gian Piero Pastorino, ha posto l’accento anche su un’altra problematica legata alla futura strada a scorrimento veloce, ovvero quella del collegamento con il casello autostradale di Genova Aeroporto. Si tratta del famoso “lotto 10”, di cui ci aveva già parlato proprio Bernini a giugno (qui). I problemi dipendono dal fatto che i lavori non sono stati inseriti nel bando principale, gestito dal precedente ciclo amministrativo e chiuso a marzo 2009. La speranza del vicesindaco era di poter allargare l’appalto esistente assegnando anche questo lotto alla Società per Cornigliano, come adeguamento imprevedibile dell’opera già appaltata, allo stesso ribasso d’asta, per accorciare notevolmente i tempi di realizzazione. Ma quest’ipotesi sembra ormai essere definitivamente tramontata, anche se la decisione ufficiale verrà presa solo nei prossimi giorni, dopo i necessari confronti con la Regione. «Abbiamo avuto pareri discordanti dal punto di vista legale – ha spiegato Bernini – e alla fine, per ragioni di massima trasparenza, abbiamo scelto di andare a nuova gara con il progetto comunque già pronto».

    Ciò comporterà un ulteriore ritardo nei tempi di consegna che, a questo punto, avverrà separatamente rispetto al tratto principale della strada a mare. «Avremo una continuità di cantiere – ha aggiunto il vicesindaco con delega all’urbanistica – ma non finiremo i lavori insieme. In ogni caso, cercheremo di stringere al massimo i tempi della nuova gara anche perché in quel periodo dovrebbero iniziare anche i lavori di riqualificazione di via Cornigliano e vorremmo limitare il più possibile i disagi per i residenti e i commercianti della zona».

    «Mi auguro vivamente che si faccia di tutto per completare i lavori nel più rapido tempo possibile – ha chiosato Pastorino – perché il rischio è che all’altezza di piazza Savio, dove le tre corsie della viabilità a mare si intersecheranno con quelle ordinarie, si venga a creare un grosso ingorgo di difficile smaltimento».

     

    Simone D’Ambrosio