Mese: Novembre 2013

  • Enrico Ingenito, la quiete apparente: incontro con l’artista genovese

    Enrico Ingenito, la quiete apparente: incontro con l’artista genovese

    enrico-ingenitoEnrico Ingenito, genovese classe 1978, è un artista che spazia attraverso tutte le arti visive, pittura, fotografia e video.

    Nel corso degli anni ha partecipato a un progetto di collaborazione tra le arti insieme all’associazione culturale Corpi in Danza, all’interno del quale ha portato a termine la realizzazione di due video, alla collettiva Urbanamente, a residenze d’artista ed esposizioni collettive e personali in Italia e all’estero.

    Fino al 23 novembre è possibile ammirare le sue opere presso Palazzo Lomellino di via Garibaldi, nell’ambito dell’esposizione Viraggio1.

    I suoi quadri nascono da un‘intuizione,  il tema più ricorrente  è quello del paesaggio urbano, rappresentato grazie a immagini in movimento o estratti da scatti fotografici in varie città; le immagini tendono all’astrazione e lasciano grande spazio al colore, che domina incontrastato la scena.

    Nel portfolio dell’artista non mancano comunque i ritratti e le vedute di interni. La tecnica utilizzata è quella dell’olio su tela.

    I paesaggi urbani rappresentati possono sembrare in apparenza statici, ma grazie alle sfumature di colore, alla luce particolare che il pittore riesce a imprimere alle immagini, la sensazione non è affatto quella dell’immobilismo. E’ una quiete che ‘crea movimento’, ed è proprio questo l’aspetto affascinante che si coglie osservando le sue opere.

    Enrico Ingenito prospettiva evoluzione Viraggio rossoCome svolgi la tua ricerca artistica e quale è stata la ‘molla’ che ti ha spinto verso la pittura?

    «Sopratutto guardo, cammino molto e fotografo, poi analizzo il materiale e spesso ripercorro gli stessi luoghi più volte cercando la luce necessaria. Guardo molto quello che fanno altri artisti in particolare i miei coetanei, cerco di analizzarli. Cerco di viaggiare. Sono costantemente alla ricerca di immagini. Da sempre mi sento “pittore” non credo ci sia mai stato un momento nella mia vita in cui non abbia pensato di esserlo, la ricerca per me è ogni giorno, intorno a me».

    Sei genovese e abiti a Genova: quali sono i luoghi di Genova che frequenti maggiormente e a cui ti ispiri? In qualità di artista come vivi il rapporto con la tua città?

    «La pittura ti insegna che una luce può cambiare un luogo, Genova è la mia città, la scopro giorno per giorno restandone sempre affascinato».

    Enrico Ingenito prospettiva bluRiesci a vivere d’arte o al giorno d’oggi è necessario essere artisti part time? Credi che questa formula sia una scelta obbligata per il futuro?

    «E’ difficile vivere solo di pittura, ci sono alti e bassi e certamente il periodo in cui viviamo non facilita una tale scelta, penso che per raggiungere un certo livello sia necessario molta concentrazione, tempo ed energie, nel momento in cui ho scelto di seguire la mia passione e tentare questa carriera ho messo la pittura al primo posto, dopo di che ci si arrangia in qualche modo».

    Cosa ti spaventa di più di questi tempi? E quando pensi al futuro a cosa ti aggrappi x pensarlo migliore? Questa condizione psicologica si ripercuote nelle tue opere?

    «La cosa che mi spaventa è l’immobilismo, se ti guardi intorno e come se tutti avessimo addosso un peso e non sappiamo poi neanche bene perché, manca una coscienza visionaria spesso anche in noi artisti.
    Penso che ogni artista debba essere uomo nel suo tempo, credo quindi sia inevitabile una ripercussione nelle mie opere.
    E difficile pensare al futuro, ma c’è sempre qualche cosa che ti attrae, un’intuizione, qualche cosa che ti spinge ha guardare e a metterti al lavoro».

     

    Manuela Stella

  • Festa del pane e dell’olio, una settimana di eventi a Sestri Levante

    Pane olioDal 23 novembre all’1 dicembre Sestri Levante ospita il tradizionale appuntamento con la festa del pane e dell’olio, tra degustazioni, convegni e riscoperta di piaceri antichi, corsi di cucina, cene a tema, mostra mercato e visite agli antichi frantoi.

    Ecco il programma dettagliato della manifestazione.

    Sabato 23 novembre

    Ore 11 –  Inaugurazione e rievocazione della storica Pesca alla Sciabica – Spiaggia del Leudo (in caso di pioggia evento posticipato a sabato 30 novembre)

    Ore 11.30 – Il Leudo e la sua storia. Miniconferenza curata dall’Associazione Amici del Leudo – Spiaggia del Leudo (Viale Rimembranza)

    Ore 12 – Inaugurazione nuova sede associazione Pescatori Balin. Segue rinfresco con degustazione prodotti del territorio a cura di mare in Italy, in collaborazione con la Scuola Alberghiera di Lavagna

    Ore 16 – Ok il pesce è giusto. Laboratorio di didattica e di pittura dedicato ai bambini con una biologa dell’Associazione Culturale Le Ziguele e la pittrice Monica Marcenaro. Imparare, giocando e disegnando, a conoscere i pesci ed educare i nostri bambini al consumo consapevole e al concetto di sostenibilità. Quota di partecipazione 5,00€ (max 12 partecipanti); info e prenotazioni 338/7063629 – infoliguria@mareinitaly.com. Presso Studio artistico Cantiere MAT, via Portobello 12 (Baia del Silenzio)

    Ore 16.30 – L’uso dei testelli e la tradizione dei ‘testaieu’ nelle valli del Tigullio. Conferenza/incontro con fabrizio Benente, direttore MuSeL e MuCast – Sala Bo, Palazzo Fascie, Corso Colombo 50 (sede MuSel)

    Ore 17 – Minicorso di degustazione dell’olio. A cura degli assaggiatori della Cooperativa Olivicoltori Sestresi – Sala Bo, Palazzo Fascie, Corso Colombo 50 (sede MuSel)

    Ore 18 Pane, Olio, pesce e vino. Primo appuntamento del laboratorio gratuito di degustazione con lo chef di Mare in Italy Alessandro Dentone e la partecipazione di un viticoltore – Sala Bo, Palazzo Fascie, Corso Colombo 50 (sede MuSel)

    Ore 20 Cena tematica I sapori dell’Olio. Alcuni chef sestrini prepareranno un menù di degustazione con cui saranno esaltate e sottolineate le caratteristiche dei diversi olii del Levante. In collaborazione con l’Accademia Italiana di cucina e la partecipazione dello chef Joel Cesari, di Dole, in occasione della ricorrenza dei trent’anni di gemellaggio con la città di Dole (Francia)
    Quota di partecipazione 35,00€ pp. Presso ristorante La Terrazza, Suite Hotel Nettuno
    Per info e prenotazioni 0185/481796

    Domenica 24 novembre

    Dalle ore 10 Festa del pane e dell’olio. Mostra – mercato di aziende agricole, frantoi ed agriturismi nel giorno della festa nazionale dell’olio con dimostrazione di spremitura dell’olio e degustazioni – Via Asilo Maria Teresa, Piazza Bo (in caso di pioggia evento rimandato a domenica 1 dicembre)

    Martedì 26 novembre

    Ore 18 Corso di cucina serale a cura di Mare in Italy in collaborazione con l’Accademia dei Sapori. 25 euro a persona, max 12 partecipanti – Villa Spinola a Lavagna. Info e prenotazioni 3405326318

    Giovedì 28 novembre

    Visita didattica al Museo della Cooperativa degli Olivicoltori Sestresi delle scuole

    Sabato 30 novembre

    Dalle ore 10 alle ore 19.30 Mostra mercato di prodotti tipici del territorio, artigianato. Esposizione “Ulivo, espressione di artisti”
    Fondazione Mediaterraneo, via Portobello 14 (Baia del Silenzio)

    Ore 10 Oggi cucina tu. Gara amatoriale di cucina: una sfida tra appassionati di cucina. Fondazione Mediaterraneo, via Portobello 14 (Baia del Silenzio) Info e iscrizioni: 340/5326318

    Ore 16 Laboratorio “Pesco, imparo e … dipingo”, dedicato ai bambini, con la pittrice Monica Marcenaro ed il pescatore e naturalista Luigi Sartor, per conoscere i mestieri del mere e il rispetto dell’ambiente marino, giocando e dipingendo. Quota di partecipazione 5,00€ (max 12 partecipanti); info e prenotazioni 338/7063629 – infoliguria@mareinitaly.com. Presso Studio artistico Cantiere MAT, via Portobello 12 (Baia del Silenzio)

    Ore 17 Pane, Olio, pesce e vino. Secondo appuntamento del laboratorio gratuito di degustazione con lo chef di Mare in Italy Alessandro Dentone e Show Cooking dei ristoranti partecipanti al concorso “Vota il Piatto”

    Ore 18 Premio Leivi: premiazione del concorso per il miglior oliveto
    Fondazione Mediaterraneo, via Portobello 14 (Baia del Silenzio).

     

    Programma domenica 1 dicembre

    Presso la Fondazione Mediaterraneo, via Portobello 14 – Baia del Silenzio

    Dalle ore 10 alle ore19.30 Mostra mercato di prodotti tipici del territorio, artigianato. Esposizione “Ulivo, espressione di artisti”
    Sala Agave

    Ore 11 Concorso “Oggi cucina tu”. Premiazione vincitori

    Ore 11.30 Show Cooking dei ristoranti partecipanti al concorso “Vota il Piatto”

    Ore 16 – 18 Show Cooking dei ristoranti partecipanti al concorso “Vota il Piatto”

    Ore 18 Concorso “Vota il piatto”, premiazione dei ristoranti vincitori
    Premiazione dei vincitori concorso fotografico.

    Per tutta la durata della manifestazione,  è prevista la possibilità di visitare l’Antico Frantoio Bo, la Sede della Cooperativa Olivicoltori Sestresi, su prenotazione ai numeri 0185/481605 (Frantoio Bo) e 0185/44341 (Cooperativa Olivicoltori Sestresi).

    Inoltre, fino al 29 novembre, è possibile visitare la mostra Pane e Olio in esposizione presso  Palazzo Comunale, Piazza Matteotti 3 (Orario di apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 12. Lunedì e mercoledì dalle 15 alle 17. Domenica dalle 16 alle 18)

     

     

     

  • Nervi, scarichi fognari abusivi inquinano il mare: urgono analisi

    Nervi, scarichi fognari abusivi inquinano il mare: urgono analisi

    NerviSono passati diversi mesi dall’ultima volta che si è discusso del problema che riguarda gli scarichi fognari in mare davanti alla scogliera nerviese, nei pressi della passeggiata A. Garibaldi e del litorale sottostante. Ai tempi scattò il divieto di balneazione nel tratto compreso tra la stazione e la Torre Gropallo e la segnalazione “in rosso” nel sito di Arpal del luogo interessato. All’epoca Arpal aveva appunto segnalato la presenza in quantità eccedenti ai limiti fissati di “escherichia coli”, prova dell’inquinamento di origine fognaria. Il motivo era l’esistenza di scarichi abusivi delle abitazioni, sia quelle più a mare che quelle in collina, a Sant’Ilario, con i conseguenti liquami di abitazioni private, condomini, alberghi e bar che giungevano fino al litorale. Inoltre, sempre nello stesso periodo, la presenza di coliformi fecali era stata riscontrata anche lungo la spiaggia di Priaruggia, dove i ritrovamenti erano dovuti in questo caso non a problemi di sistema fognario, bensì all’azione del limitrofo Rio Castagna. All’epoca le vicende erano state risolte grazie alla sinergia tra Arpal, autore di analisi delle acque e dei terreni, Aster, addetto alla manutenzione dei siti in questione, e del Comune, con l’allora Assessore all’Ambiente Senesi.

    Com’è oggi la situazione? «Non ci sono sostanziali novità – risponde l’assessore all’Ambiente del Comune Valeria Garotta – sono stati fatti controlli su alcuni scarichi privati, i dati rilevati hanno confermato la situazione, ma ad oggi è tutto fermo alle vicende del 2011-2012». Nel corso di #EraOnTheRoad a Nervi abbiamo preso visione della situazione e abbiamo parlato con i rappresentanti di Legambiente.

    L’anomala situazione nerviese era venuta alla luce in concomitanza con lo svolgimento dei lavori di costruzione di un park interrato in corrispondenza di Via delle Palme: qui, nel corso dei lavori, erano emerse vicende “poco chiare” ed erano venuti alla luce anche i fatti relativi allo scarico nelle reti bianche di fango e terreni di lavoro. Ma si trattava solo della punta dell’iceberg: quello degli scarichi è un problema generale che riguarda l’intero territorio nerviese, «da Sant’Ilario alla Passeggiata», come confermano i rappresentanti di Legambiente. Il fatto è che molte case nella zona di Nervi non sono dotate di attacco di fognatura ma di fossa biologica, e ciò crea il rischio di ritrovamento di liquami nei corsi d’acqua a valle. È quasi una certezza, commentano da Legambiente, ma finora prove non sono state fornite. Servirebbero analisi, che però hanno un costo elevato e per questo non sono ancora state svolte.

    Così commenta Andrea Agostini di Legambiente: «Bisogna partire dal fatto che noi sappiamo ma non possiamo provare. Una soluzione potrebbe essere accedere ai dati dei controlli dell’Arpal nei vari punti di analisi a Nervi e confrontarli. Se ci fossero valori più alti costanti, si potrebbe fare un prelievo dopo una bella pioggia e farli analizzare – a pagamento, purtroppo – e infine si potrebbe procedere a far analizzare – sempre pagando – alcuni scarichi a mare anche dal punto di vista chimico. Da li potremmo avere dati e non querele: viceversa, c’è il rischio di incorrere in beghe legali (cosa che non è assolutamente nelle nostre intenzioni)».

    Problema analogo a quello nerviese, anche a Bogliasco, dove tempo fa – sempre nel 2011, dopo una serie di analisi condotte sul territorio – erano stati rilevati dati inequivocabili dai quali era emerso che i liquami venivano scaricati direttamente in mare invece che nella rete fognaria. All’epoca c’era stata grande mobilitazione ed era intervenuta l’Amministrazione Civica, che aveva collaborato nell’individuazione dei “reprobi”, colpevoli di questi atti dannosi nonché contrari alla normativa. A Nervi, invece, non ci sono certezze, solo forti sospetti: servono analisi per risalire ai responsabili.

     

    Elettra Antognetti

     

  • Regole condominiali: cosa fare in caso di infiltrazioni o perdite d’acqua

    Regole condominiali: cosa fare in caso di infiltrazioni o perdite d’acqua

    Palazzi skyline, cielo, cittàQuesta settimana dobbiamo necessariamente tornare all’argomento spinoso del condominio.

    Mi sono capitati diversi casi di questo tipo e francamente gatta ci cova.

    Mario Rossi, condomino di turno, si ritrova la casa allagata per via di una perdita che viene dal piano di sopra. Mario chiama subito l’amministratore per allertarlo; quest’ultimo viene a verificare lo stato dell’appartamento e manda un idraulico, solitamente quello del condominio.

    Come al solito, bisogna capire se la perdita deriva dalla rottura di un tubo del palazzo o di un tubo “orizzontale” ed interno all’appartamento del piano di sopra.

    Si viene così a scoprire che l’allagamento è dovuto, per esempio, a cattiva manutenzione da parte dell’inquilino soprastante oppure ad un danno causato da una ditta che aveva effettuato dei lavori – appunto – al piano di sopra.

    Regola numero uno: sarebbe bene che tutti ci si assicurasse la casa con la cosiddetta polizza del capofamiglia (RC Terzi); anzi, sarebbe bene renderla obbligatoria come quella dell’RC Auto.

    Orbene, dal momento che poche persone ancora si sono preoccupate di avere quel tipo di copertura assicurativa, capita facilmente che “quello” del piano di sopra non sia assicurato. Oppure, peggio ancora, capita che la ditta che ha eseguito i lavori per conto di “quello del piano di sopra” abbia lavorato in nero oppure sia in ritardo con i pagamenti del premio assicurativo.

    Che fare allora?

    Innanzitutto, per non sapere né leggere né scrivere, scrivete! Un paio di raccomandate di richiesta danni, con tanto di ricevuta di ritorno, una al condominio, una a “quello di sopra”, come ormai state definendo da tempo quel vicino di casa che già non vi stava simpatico prima, figuriamoci adesso!

    Voi penserete: con due raccomandate qualcosa succederà! E invece succede che l’amministratore, amico di “quello di sopra”, trova il modo di farlo passare come danno condominiale.

    Certo, a voi arriva un minimo di risarcimento e ne siete ben felici, però questa si chiama truffa ai danni dell’assicurazione, col rischio di ricevere pure voi un avviso di garanzia.

    E gli altri condomini, che nulla c’entrano in tutto questo, pagano per voi.

    Regola numero due: siate onesti sempre, perché è giusto così e non ne vale la pena; in questo modo potrete sempre mettere in cattiva luce l’amministratore, quando se lo merita.

    Alberto Burrometo

     

    [Foto Alberto Marubbi]

  • L’inglese e le discriminazioni sessuali in ambito linguistico

    L’inglese e le discriminazioni sessuali in ambito linguistico

    Women manSi chiamano gender studies, o studi di genere, e si occupano di analizzare da un punto di vista multidisciplinare i significati e le implicazioni sociali e culturali dell’appartenenza a un genere sessuale.

    In particolare, le campagne femministe degli anni Sessanta e Settanta si sono concentrate sulle discriminazioni in ambito linguistico: parlando dell’inglese, per esempio, come mai spinster, “zitella”, ha una connotazione (fortemente) negativa e bachelor, “scapolo”, no?

    Altro oggetto dell’attenzione dei gender studies relativamente alla lingua inglese sono gli aggettivi e i pronomi personali e possessivi di genere maschile e femminile (o meglio femminile e maschile, prima che venga tacciato di sexism anche l’autore di questo articolo). Fino a qualche decennio fa, per esempio, sarebbe stato normale scrivere una frase di questo tipo:

    Every worker wants his work to be appreciated.

    His è un aggettivo possessivo che indica un possessore di genere maschile. Visto che worker può riferirsi in inglese sia a una lavoratrice sia a un lavoratore, negli anni Sessanta ci si è chiesti perché si debba usare l’aggettivo maschile e discriminare a priori il femminile her.
    In questo caso, la diatriba è stata più o meno risolta utilizzando il plurale, their, che può essere maschile, femminile o neutro allo stesso tempo, per cui la frase precedente diventerebbe:

    Every worker wants their work to be appreciated.

    Il problema, però, rimane intatto con quei sostantivi che hanno di per sé una forte connotazione di genere. Se, infatti, non si pone con worker o student, si presenta invece con spokesman (“portavoce”), chairman (“presidente”), fireman (“pompiere”), ecc. Come comportarsi in questi casi?

    Il Congresso degli Stati Uniti, nel quale sono presenti congressmen e congresswomen, per superare l’ostacolo senza che nessuno si senta discriminato ha deciso di optare per member of Congress, termine neutro.

    In altre situazioni, la diatriba legata al gender viene ovviata tramite la creazione di un nuovo sostantivo, come chairperson usato al posto di chairman e chairwoman, dato che quest’ultimo in particolare potrebbe suonare forzato.

    La discriminazione in ambito linguistico tocca ovviamente anche la nostra terra. Poche settimane fa Laura Boldrini ha affermato a chiare lettere di voler essere chiamata: “La presidente” e non “Il presidente”. Perché non “La Presidentessa”, mi domando? Probabilmente mi sono perso per strada qualche pezzo, ma il vero guaio è che non so più come devo chiamarla!

    La mia conclusione è che, per quanto generate in origine da istanze più che legittime, le acrobazie linguistiche appena citate stiano diventando alquanto ridicole e, più ci si sforza di trovare modi sempre più arzigogolati di essere politically correct nella forma, più si mette in evidenza che il problema della parità e dell’uguaglianza dei diritti e delle opportunità è ben lungi dall’essere risolto nella sostanza.

    Eppure, l’articolo 3 della nostra Costituzione, uno dei cardini attorno ai quali dovremmo basare la nostra convivenza civile, afferma: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

    Attiviamoci, ognuno di noi, per rendere vita quotidiana queste parole e la soluzione a problemi quali chairman/chairwoman e “La” o “Il” presidente verrà da sé e apparirà per quello che è.

    Addirittura, se nella sostanza e non nei formalismi si metterà in pratica l’ideale di una società egualitaria, si arriverà anche ad accettare che Neil Armstrong, posando il piede sul suolo lunare, abbia affermato in tempi di maschilismo ancora dominante: “That’s one small step for man” (e non woman o person)… Ma mi raccomando, non dite niente di tutto questo alla Boldrini, che se no s’arrabbia.

    See you!

     

    Daniele Canepa

  • Teatro della Tosse, Laura Morante in scena con The Country

    Teatro della Tosse, Laura Morante in scena con The Country

    Laura MoranteDal 22 al 24 novembre il teatro della Tosse ospita la messa in scena dello spettacolo The Country, interpretato da Laura Morante e Gigio Alberti per la regia di Roberto Andò.

    The Country di Martin Crimp è un testo durissimo che racconta i peccati di una famiglia della middle class occidentale senza lasciare uno spiraglio di salvataggio; è un testo ironico, caustico e impietoso, come solo la scrittura inglese contemporanea sa architettare, un costante contrappunto di detti non detti, silenzi e pause che tra ferocia e mistero dipingono un prezioso affresco di menzogne e verità nascoste, attrazioni e sottomissioni.

    TRAMA Nella casa in campagna in cui ha convocato i tre personaggi della sua commedia, Corinne, Richard e Rebecca, Crimp muove il mistero a partire da un incidente che fa da antefatto all’azione: il me dico Richard, che si è appena trasferito dalla città insieme alla famiglia, ha trovato una giovane donna americana ai margini della strada, in stato confusionale, e l’ha portata in casa.
    La moglie, Corinne, ha il dubbio che lui la conoscesse già. Da qui, passo dopo passo, lo spettatore viene informato che la coppia è da tempo ostaggio di un altro ospite inquietante…

    Orario: repliche ore 20.30; domenica 24 novembre ore 18.30
    Biglietti: 25 euro è prevendita

  • Amt, gara regionale nel 2014. Ora la delibera sulle partecipate

    Amt, gara regionale nel 2014. Ora la delibera sulle partecipate

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    Amt resterà pubblica fino alla fine del 2014. La notizia che tutta la città aspettava è iniziata a circolare nel pomeriggio ed è stata confermata in serata dallo stesso sindaco di Genova, Marco Doria. L’amministrazione, però, chiede ai lavoratori di rinnovare per tutto il prossimo anno i sacrifici già sottoscritti con l’accordo del 7 maggio scorso. Dopodiché, anzi nel frattempo, la palla passerà al nuovo bando per l’assegnazione del trasporto pubblico regionale, che il presidente Burlando ha confermato verrà lanciato nei tempi opportuni per garantire l’avvio del nuovo servizio a partire dal 1° gennaio 2015. Una questione vitale per Amt, dal momento che il contratto di servizio attualmente in essere scadrà il 31/12/2014 e non potrà più essere rinnovato. Condizione indispensabile, però, è che l’azienda arrivi in salute fino alla fine del prossimo anno. «In questo percorso di 13 mesi – sottolinea Doria – Amt, che è un’azienda del Comune e lo sarà anche per i prossimi 13 mesi, deve restare nelle condizioni di vivere, non fallire e continuare a svolgere il servizio pubblico nel bacino genovese. Per fare ciò è necessario che i conti siano sani». Quella, dunque, che era una delle più grosse incognite della giornata di ieri, sembra essere stata risolta, quantomeno verbalmente, in tempi piuttosto rapidi. Tuttavia, i dipendenti di Amt non sono ancora soddisfatti delle proposte dell’amministrazione e hanno confermato il terzo giorno consecutivo di blocco al servizio. Anche i lavoratori di Aster si uniranno alla protesta astenendosi dal servizio per 4 ore.

    Nessuna alienazione di proprietà, dunque. Ma a questo punto diventa fondamentale trovare l’accordo con i sindacati. Secondo la Giunta, infatti, la prosecuzione dei contratti di solidarietà e il rinnovo della riduzione degli stipendi potrebbero consentire ad Amt di arrivare in equilibrio fino alla fine del 2014. Anche perché l’alternativa sarebbe l’intaccamento del capitale sociale, con la conseguente consegna dei libri contabili in Tribunale.
    Resterebbe sul tavolo ancora la richiesta di ripatrimonializzazione che i sindacati stanno portando avanti a gran voce. Su questo tema, però, Doria ha confermato la posizione di ieri: «Esiste un problema di conti economici. Non è possibile chiederci di investire risorse immobiliari andando contro le norme vigenti che legano un’eventuale ripatrimonializzazione a un bilancio aziendale in equilibrio. Per raggiungerlo è necessario che tutti facciano la propria parte». A proposito di bilancio. È ben noto che alla voce Amt, per il 2013 il Comune abbia stanziato poco più di 30 milioni, cifra di poco superiore a quanto fatto nel 2012. A queste cifre, però, vanno aggiunti i 36 milioni di interesse che ogni anno Tursi deve pagare ai creditori per i mutui che le Amministrazioni passate hanno contratto proprio per ripianare i conti dell’azienda.

    Una volta raggiunto l’accordo tra Comune e lavoratori, la sopravvivenza di Amt si potrebbe aprire a prospettive di più ampio respiro. «Oggi – spiega il sindaco – abbiamo ricevuto una lettera formale in cui la Regione ci chiede di partecipare alla costituzione dell’authority che dovrà studiare il nuovo bando per il trasporto pubblico regionale, nell’ottica di un unico bacino ligure con l’integrazione ferro-gomma». Insomma, l’azienda non deve fallire ma gli equilibri economici sono fragilissimi. È su questo tema che la posizione del sindaco muta rispetto alle dichiarazioni giunte al termine della tesissima giornata di ieri: «Nel 2013 – ha detto oggi Doria – un equilibrio di conti alla fine di novembre possiamo dire che è sostanzialmente raggiunto, anche se non ne abbiamo la certezza piena. Esistono le condizioni – e qui arriva la novità – perché la situazione si verifichi anche nel 2014. Non è una missione impossibile. Ma ci vuole la disponibilità da parte di tutti». Ecco, dunque, chiamare in causa nuovamente i lavoratori.

    Ma gli elementi in gioco sono anche altri. Ad esempio, l’accordo tra Amt e Trenitalia per il biglietto integrato, che scade a fine anno e potrà essere ricontrattato sulla base dello studio dei flussi che sta portando a termine l’Università di Genova. Oltre ai risparmi, ci sono poi le entrate previste nel 2014. Se la Regione ha già confermato i 65 milioni elargiti anche nel 2013, più complicata la situazione per quanto riguarda le casse comunali: «Ad ogni modo – assicura il sindaco – non potremo tagliare il contributo in maniera clamorosa rispetto al 2013, quali che siano le entrate previste nel nuovo anno. Il 2014, infatti, sarà cruciale per l’azienda che poi potrà beneficiare dell’inserimento in un contesto diverso».

    Intanto, domani mattina la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale deciderà sulla possibile riapertura dei lavori in Sala Rossa nel pomeriggio. Ma il futuro di Amt, come d’altronde quello di Aster e Amiu, è ormai abbastanza chiaro che corra su binari diversi, quantomeno paralleli, rispetto a quelli della delibera della discordia.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile, gli eventi a Genova

    Settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile, gli eventi a Genova

    porto-notte-DILa settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile è un appuntamento ormai fisso, giunto all’ottava edizione, nato con lo scopo di condividere competenze, sensibilità, conoscenze e capacità utili a salvaguardare il patrimonio culturale e naturale italiano.

    Nel corso della settimana, si moltiplicano gli eventi in tutta Italia a cura di istituzioni, scuole, associazioni, imprese, fondazioni, università, sui temi centrale del paesaggio, della bellezza e della creatività.

    Genova non è da meno e grazie a Muvita Science Centre e Genoa Port Center partecipa all’iniziativa con delle visite guidate e laboratori dedicati ai bambini e alle famiglie alla scoperta della biodiversità e della ricchezza del Porto di Genova.

    Il programma prevede venerdì 22 novembre dalle 14 alle 17 un laboratorio didattico per bambini presso il Muvita Science Centre, dedicato all’importanza della biodiversità e del mantenimento degli ecosistemi naturali, una sorta di ‘gioco dell’oca ecologica’, rielaborato in chiave educativa, un modo divertente per informarsi e apprendere quei comportamenti sostenibili per salvaguardare nel modo migliore il nostro pianeta.

    Per gli adulti è invece prevista una visita guidata al Science Centre alla scoperta dei cambiamenti climatici e dei comportamenti attraverso cui ognuno di noi può contribuire a ridurre le emissioni a livello locale e globale.

    Sabato 23 e domenica 24 novembre alle 11 e alle 15.30 è invece in programma presso il Genoa Port Center l’attività Just like a docker, una visita virtuale del porto di Genova dedicata a bambini e adulti,  nel corso della quale sarà possibile ‘provare’ alcune delle professioni che caratterizzano l’area portuale: dall’ormeggiare una nave, condurre una motovedetta della Guardia Costiera, salire su una pilotina del porto, fissare i container sulla nave (rizzaggio) e simulare i controlli doganali.

     

    [Foto Diego Arbore]

  • Franco Battiato, omaggio alla poesia araba al teatro Carlo Felice

    Franco Battiato, omaggio alla poesia araba al teatro Carlo Felice

    Franco BattiatoDiwan, l’essenza del reale, è il nuovo progetto musicale di Franco Battiato in cui il cantautore catanese vuole ricordare una cultura dimenticata e una lingua che nella sua diversità appartiene al nostro patrimonio, quella araba.

    La poesia araba si diffuse intorno all’anno 1000 in Sicilia, lasciando in oltre tre secoli in Andalusia e nel Nord Africa una ricca produzione  artistica, fatta di intrecci di culture e suoni affascinanti.

    Battiato nella sua tournè teatrale, che fa tappa sabato 23 novembre al teatro Carlo Felice, ha ripreso queste preziose opere per riproporle in musica; in scaletta, i testi del poeta arabo-siciliano Ibn Hamdis, il più grande interprete della poesia araba di Sicilia tra l’XI e il XII secolo, oltre che nuove canzoni scritte appositamente per questi concerti, nuovi arrangiamenti di celebri suoi brani come La cura,  Haiku, Le Sacre Sinfonie del Tempo, Un Oceano di Silenzio e Stranizzi d’amuri, oltre a esecuzioni di capolavori della tradizione medievale arabo-andalusa come Fogh In Nakhal.

    Battiato si esibisce con una band composta da Etta Scollo e Nabil Salameh dei RadioDervish alla voce, H.E.R. al violino e voce, Carlo Guaitoli al pianoforte e tastiera, Gianluca Ruggeri alle percussioni, Jamal Ouassini al violino, gli Al Kamandjâti e Pino Pischetola ingegnere del suono.

     

    Orario: ore 21

    Prezzi:
    Poltronissima € 50
    Prima platea € 40
    Seconda platea € 35
    Prima galleria €30
    Seconda galleria e balconata € 20

     

  • Emergenza Amt, il punto della situazione dopo i disordini a Tursi

    Emergenza Amt, il punto della situazione dopo i disordini a Tursi

    Sindaco Marco DoriaFumata nera. Anzi nerissima. Si è concluso con un nulla di fatto il tavolo di confronto tra Amt, rappresentanze sindacali e sindaco Doria, convocato d’urgenza dal Prefetto vista la situazione critica che si stava verificando in Consiglio comunale. I sindacati, infatti, hanno abbandonato l’incontro e si sono nuovamente riuniti in assemblea a Palazzo Tursi, da cui con tutta probabilità scaturirà una prosecuzione del blocco del servizio a oltranza.

    La richiesta unitaria da parte dei lavoratori è quella di una ripatrimonializzazione dell’azienda, attraverso la cessione di alcuni immobili, in particolare il palazzo ex Nira: «Il sindaco non rispetta l’accordo e allora noi continuiamo con la protesta. Come stiamo facendo noi le notti per salvare il nostro futuro, chiediamo che le facciano anche loro per arrivare subito alla proposta di ricapitalizzazione», dicono all’unisono i sindacalisti.

    Una proposta ritenuta irricevibile dall’amministrazione, almeno nell’immediato. «Ci è stato chiesto – ha spiegato il sindaco Doriadi conferire dei beni immobiliari all’azienda senza che si potesse verificare la fattibilità dell’operazione dal punto di vista del rispetto delle leggi. Come se un sindaco potesse, senza aver effettuato opportuni approfondimenti normativi, conferire beni immobili a un’azienda che peraltro rischia di presentare un disavanzo di bilancio nel 2014».

    Un problema anzitutto legale, dunque. Ma lo stesso primo cittadino ha manifestato la disponibilità a lavorare su questa strada, anche attraverso un tavolo quotidiano di confronto in Prefettura: «C’è una piena disponibilità dell’amministrazione comunale a confrontarsi con le organizzazioni sindacali di Amt per verificare queste cose, senza pretendere però dal Comune impegni preventivi, che non potrebbero essere fatti nel rispetto della legge».

    Prima di arrivare alla ripatrimonializzazione è necessario che i conti dell’azienda siano assolutamente in regola, nel presente e nell’immediato futuro, in modo da non provocare il dissolvimento del capitale sociale dell’azienda. Come raggiungere questo equilibrio è ancora tutto da vedere. «Non abbiamo alcuna certezza su quelle che sono le risorse del bilancio comunale nel sul 2014 – ha ricordato il sindaco – ma neppure la sicurezza per quanto riguarda il 2013. Ciononostante l’azienda potrebbe mantenere un quasi equilibrio di conti nel 2013, risultato possibile grazie all’accordo sindacale e al versamento da parte del Comune di Genova nelle casse dell’azienda di 22 milioni di euro netti, ovvero 30 lordi, tanto quanto fatto nel 2012 nonostante la disponibilità economica fosse inferiore. L’obiettivo dell’amministrazione è avere un’azienda che sopravviva. Senza un equilibrio dei conti, ogni intervento sarebbe finalizzato soltanto a tamponare delle perdite. Cosa che purtroppo è avvenuta in passato e che non ritengo debba continuare a verificarsi. Il problema del Comune come azionista è quello di garantire un servizio ma anche che esistano le risorse per sostenere quel servizio».

    Per questo motivo, la delibera che oggi sarebbe dovuta passare al vaglio dei consiglieri, con qualche ritocco rispetto alla stesura originale, al capitolo Amt prevede che l’azienda predisponga un piano finanziario aggiornato che contenga le proiezione sul 2014 dei costi aziendali. Che dica, cioè, di quante risorse ha bisogno l’azienda per reggere anche il prossimo anno. A fronte di ciò, il Comune dovrà capire come coprire questi costi per la parte di sua competenza, sapendo che il finanziamento regionale è confermato di 65 milioni di euro.

    «Dopo essere stata discussa a lungo con le organizzazioni sindacali – ha detto il primo cittadino genovese – la delibera parla della tutela di servizi di un sistema di aziende del Comune. Si tratta di un documento che non cita la parola privatizzazione perché non è all’ordine del giorno ma si sforza di capire, caso per caso, come affrontare una riflessione sulle prospettive aziendali che garantiscono determinati servizi. Non avrebbe senso ritirarla perché il problema di tenere in equilibrio i conti di Amt e di evitarne il fallimento non cambierebbe di una virgola».

    Ma c’è anche una terza questione messa sul banco dal sindaco, ossia la scadenza del contratto di servizio del trasporto pubblico tra Comune e Amt a fine 2014, dopo due anni di proroga. Secondo quanto spiegato da Doria, si tratta del termine ultimo di prorogabilità di servizio in rispetto della normativa europea. «La legge regionale approvata pochi giorni fa lascia aperta la questione, per cui oggi stesso abbiamo inoltrato alla Regione una richiesta di risposta precisa. Il contratto di servizio cesserà veramente o sarà comunque prorogato? Se cessa nel 2014 ci dovrà essere una gara nel 2014 affinché il nuovo contratto di servizio parta il 1° gennaio 2015. Quando verrà fatta e da chi? Quali saranno i criteri generali per potervi partecipare? Quale bacino di servizio riguarderà?».

    Il sindaco è tornato, infine, a commentare l’invasione del Consiglio comunale a cui si è assistito nel pomeriggio: «Quello che è accaduto oggi è un fatto gravissimo perché è stato impedito lo svolgimento di un’assemblea democratica dei cittadini. La discussione della delibera è legata alla disponibilità di una pienezza delle funzionalità democratiche in città e in Consiglio comunale, che le autorità di governo devono garantire. La Sala Rossa non può essere occupata ad oltranza né si può proseguire all’infinito con il blocco del servizio che non aiuta a risolvere i problemi e penalizza i cittadini».

    Simone D’Ambrosio

  • Consiglio Comunale: lavori fermi, nessun accordo sulle partecipate

    Consiglio Comunale: lavori fermi, nessun accordo sulle partecipate

    protesta-lavoratori-consiglio-comunalePrivatizzati ‘sto c….”, “Dimissioni”, “Tutti a casa” sono i cori più gettonati della protesta dei lavoratori di Amt, Amiu e Aster che questo pomeriggio hanno letteralmente invaso i lavori del Consiglio comunale di Genova dove si sarebbe dovuta discutere la delibera che apre all’ingresso di capitali privati nelle società partecipate. Lo sciopero selvaggio del trasporto pubblico deciso nella notte e che rischia di prolungarsi a oltranza, ha consentito a tutti i lavoratori di Amt di scendere in piazza e raggiungere Palazzo Tursi.

    Tribune gremite alle 14 quando iniziano i lavori con la presentazione degli articoli 54. Ma la seduta durerà ben poco. Sono da poco scoccate le 14.15 quando la prima irruzione interrompe il consigliere Pastorino che stava per interrogare il vicesindaco Bernini sul futuro della strada a mare a Cornigliano. Doria, Dagnino, Farello (non presente in aula) ma anche Guerello e Malatesta sono i principali destinatari delle urla dei lavoratori che manifestano con tutta la loro forza l’opposizione alla privatizzazione e la preoccupazione per il futuro. Passano 6 minuti e il presidente Guerello è costretto a sospendere la seduta. Nel frattempo la folla ha letteralmente invaso tutte le tribune della Sala Rossa (comprese quelle riservate alla stampa) e alcuni lavoratori di Aster irrompono tra i banchi di consiglieri e assessori.

    Sugli spalti è il festival degli slogan e degli striscioni. Ci sono i lavoratori di Amiu (“Amiu non si tocca”) e anche quelli dei Bagni comunali (“Ci siamo anche noi… 36 lavoratori precari da 30 anni”). Chi non si vede, invece, è il sindaco Marco Doria, come ha gioco facile a sottolineare il decano del Consiglio comunale, Guido Grillo (Pdl), pochi minuti dopo le 15: «Invito gli uffici e gli assessori presenti a richiamare il sindaco. Alle ore 15 doveva iniziare il consiglio. Il sindaco deve partecipare». Fanno da eco i cori del pubblico: «Marco Doria, dove sei?». E il primo cittadino arriverà solo alle 15.51.

    A quel punto ricomincerà la seduta, trasformata in vera e propria assemblea pubblica, con il sindaco che interrompe più volte il proprio discorso per ribattere alle parole dei manifestanti. Doria prova a ripercorrere le tappe della genesi della delibera e ricorda come nel 2013 siano arrivati ad Amt 65 milioni dalla Regione e 30 dal Comune. «A novembre non abbiamo ancora la sicurezza che tutte le entrate previste nel bilancio approvato a luglio arrivino nelle casse del Comune» ha sottolineato il sindaco. «Il governo deve dirci se rimborserà ai Comuni le quote Imu. Sul bilancio 2014 poi non c’è nessun Comune italiano che può sapere su quali risorse contare nel futuro».

    Ma i dipendenti di Amt vanno al sodo: «Vuole privatizzare l’azienda o la vuole tenere pubblica?». «La voglio tenere in piedi» risponde con insolito piglio Marco Doria. Ma la risposta è ancora una volta ambigua e i lavoratori tornano a protestare. Arrivando anche all’esagerazione come quando con spintoni e qualche lancio di oggetti provano a ostacolare l’uscita dalla Sala Rossa del sindaco, protetto dalle forze dell’ordine. Più tardi si saprà che nel corso della breve colluttazione che ne consegue, 5 vigili, compresa una vigilessa, si saranno recati all’ospedale per controlli.

    Sul fronte politico, difficile capire come si evolverà la situazione. Molti manifestanti hanno abbandonato l’aula ma i sindacati assicurano che un nucleo resterà a presidiare i lavori del Consiglio. Certo, finché resteranno seduti sugli scranni degli assessori sarà difficile riprendere la seduta (che ufficialmente è stata sospesa, in modo da poter essere ripresa in qualunque momento, ndr). I consiglieri sono divisi sul da farsi. Una parte spera davvero di poter iniziare a discutere la delibera, anche perché gli emendamenti e gli ordini del giorno in calendario sono davvero tantissimi e difficilmente la partita verrà portata a casa nel giro di poche ore. Altri, come Edoardo Rixi (Lega Nord) – che annuncia la raccolta di firme per la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco – si augurano che i lavori vengano sospesi definitivamente. Nel frattempo, alle 18, sindaco, azienda e rappresentanti sindacali sono stati convocati in Prefettura.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: DoremiFlo

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: DoremiFlo

    Floriana – in arte DoremiFlo – ha espresso subito la sua attrazione per il mondo della musica cominciando a cantare da bambina, e accompagnando presto a questa passione lo studio della chitarra classica prima ed elettrica poi. Scrive la prima canzone a sedici anni e alla stessa età mette insieme la prima band. L’esperienza prosegue negli anni successivi, e tra cambi di formazione e primi demo arriva ad oggi, con la pubblicazione dell’album d’esordio “Bene”, contenente 11 pezzi inediti – con la produzione artistica di Andrea Maddalone (New Trolls) che ha contribuito all’arrangiamento – uscito il 10 ottobre 2013 grazie anche al sostegno dei fan che hanno partecipato alla produzione del disco tramite una campagna di crowdfunding lanciata da Ebe, manager nonché bassista di DoremiFlo. Flo, che ama definirsi “la nota che manca” riferendosi a se stessa e al suo stile musicale, ha scelto come leit motiv del proprio progetto il colore fucsia, che è un inno alla positività, all’allegria e alla vita e che accompagna sempre le esibizioni live, durante le quali ciascun membro della band indossa un particolare di questo colore. E la dimensione live è del resto quella in cui la cantautrice ama muoversi, registrando al suo attivo numerosi concerti e partecipazioni ai più noti eventi liguri (Notte Bianca, Lilith Festival, Palco sul Mare, etc.).

     

    bene-doremiflo-copertina-cdFlo – voce e autrice Ebe Rossi – basso e manager Antonio Bordino – chitarra Simone Agosto – tastiera Maurizio Coppola – batteria Francesca Gola – percussioni Michela Cambrea – violino Genere: pop rock

     

     

     

  • Sampierdarena, box via Armirotti: un cantiere infinito

    Sampierdarena, box via Armirotti: un cantiere infinito

    Sampierdarena. box via armirotti 013Esattamente un anno fa ci eravamo occupati del cantiere per la costruzione di un’autorimessa su due piani interrati (per 68 box complessivi) in via Armirotti – una traversa di via Carlo Rolando, nel quartiere di Sampierdarena – che insiste proprio sulla falda acquifera. Già allora i lavori erano fermi da alcuni mesi, oggi, a distanza di 365 giorni ben poco è stato fatto, mentre alcuni abitanti, rappresentati dal comitato spontaneo di Via Armirotti e via Currò (altra traversa di via Rolando) continuano a manifestare preoccupazione per i notevoli rischi idrogeologici conseguenti agli scavi.

    «La situazione sta diventando sempre più critica – racconta Angelo Olani, portavoce del comitato – gli operai appaiono in maniera fugace per poi scomparire subito dopo. Ogni tanto arriva qualcuno, apre il cancello e, con un piccolo camion, carica un po’ di terra che viene portata via».
    Nel frattempo, si sono avvicendate almeno un paio di ditte impegnate nei lavori o, per meglio dire, nei non lavori. «Gli unici interventi finora eseguiti sono stati la realizzazione di un muro di cinta, che scende in profondità per almeno 3-4 metri e di una sorta di canale perimetrale che circonda l’area centrale, dove vengono depositati i cumuli di terra – sottolinea Angelo Olani – Quando c’erano gli operai, almeno pompavano l’acqua quotidianamente, evitando che essa si accumulasse nel canale. Adesso che tutto è abbandonato, invece, l’acqua aumenta e, con le piogge di questi giorni, la situazione non può che peggiorare».

    Sampierdarena. box via armirotti 013.2jpgDopo vari incontri con le istituzioni (Municipio Centro Ovest e Comune) che non hanno voluto riconoscere il minimo rischio, l’unica strada per tentare di dimostrare la pericolosità di un simile intervento è attraverso la presentazione di una perizia tecnica di parte. Ma l’intento era – ed è tuttora – quello di coinvolgere nell’iniziativa tutti i palazzi che si affacciano sul cantiere. Il problema, però, è dovuto al fatto che gli amministratori condominiali – ad eccezione di un paio – non hanno dimostrato la disponibilità necessaria affinché la questione venisse discussa nelle competenti assemblee.
    «Alcuni amministratori non l’hanno neppure inserita negli ordini del giorno – spiega Olani – dimostrandosi sordi ai nostri richiami, nonostante siano mesi ormai che proviamo a far capire l’importanza di una perizia geologica in grado di tutelarci, in quanto residenti, da eventuali incidenti o pericoli per i palazzi, che potrebbero manifestarsi anche una volta conclusa la realizzazione dell’autorimessa».

    Una relazione che, se divisa tra tutti i condomini interessati, comporterebbe una spesa irrisoria di circa 5 euro ciascuno. «Ho anche scritto al presidente degli amministratori Anaci – continua Olani – per denunciare questo stallo». La risposta del dott. Pierluigi D’Angelo, non si è fatta attendere: “Gli amministratori possono, anzi devono, procedere senza convocazione dell’assemblea agli atti conservativi delle parti comuni dell’edificio, come da comma 4 art. 1130 del C.C.”.
    «Insomma, gli amministratori dovrebbero intervenire d’ufficio, come conferma il presidente Anaci, perché in ballo c’è la sicurezza dei palazzi», chiosa Olani.

    «Purtroppo siamo rimasti in pochi a lottare – conclude con amarezza il signor Angelo Olani – Ho parlato nuovamente con il presidente del Municipio Centro Ovest, Franco Marenco, che si è dimostrato pronto ad attivarsi, ma prima occorre una relazione ufficiale, come la perizia tecnica, per poter almeno auspicare di essere ascoltati dalle istituzioni».

     

    Matteo Quadrone

  • Genova in libertà, concorso fotografico dedicato ai ragazzi

    Genova in libertà, concorso fotografico dedicato ai ragazzi

    Robert Doisneau operaPalazzo Ducale lancia il concorso fotografico a premi  Genova in libertà, con l’obiettivo di raccogliere immagini identificative di attimi e avvenimenti che irrompono nella routine creando situazioni curiose e restituendo scorci inediti di Genova.

    Avendo come riferimento l’opera di Robert Doisneau (immagine a lato), i partecipanti potranno declinare il tema in modo creativo, cercando di cogliere eventi singolari della vita genovese.

    Saranno premiate le fotografie più rappresentative e maggiormente aderenti al tema, scattate nel Comune di Genova.

    E’ possibile inviare le fotografie dal 15 novembre 2013 fino al 12 gennaio; dal 13 al 18 gennaio la giuria deciderà l’assegnazione dei premi e selezionerà le opere che saranno esposte in mostra a partire da fine gennaio.

    Il concorso è gratuito e aperto ad autori di immagini fotografiche, analogiche o digitali, realizzate con qualsiasi strumento, di qualsiasi nazionalità ed è destinato a due fasce di età: Ragazzi (nati dal 1995 al 1999) e Under 25 (nati dal 1988 al 1994).

    Il primo premio categoria Ragazzi e per la categoria Under 25 è un corso di tecnica Reflex presso la sede di Topmarket

    Il primo premio Categoria Ragazzi e Under 25 della giuria popolare è la stampa della foto premiata montata su pannello 30×40 offerta da Topmarket

  • Prà, ex stazione e parco Dapelo: rimane soltanto il degrado

    Prà, ex stazione e parco Dapelo: rimane soltanto il degrado

    cantiere-stazione-praPrà è un quartiere sui generis e ancora in divenire. Dopo la creazione del porto commerciale a discapito delle spiagge che attiravano turisti da tutto il nord Italia soprattutto negli anni ’50 e ’60, la sua fisionomia è mutata radicalmente e ancora oggi i praini ne pagano lo scotto. I progetti del POR-Fesr Prà Marina di questi ultimi anni per il rilancio della zona si sono sviluppati con andamento variabile e incerto nel corso di tre amministrazioni fascia-rispetto-pradifferenti, dalla giunta Pericu all’attuale Doria, e oggi restano tante perplessità: la Fascia di Rispetto attualmente risponde alle iniziali aspettative di cittadini e amministrazione? La risposta è no.

    Nel corso di #EraOnTheRoad abbiamo visitato il quartiere e abbiamo parlato con cittadini, associazioni e rappresentanti politici. In questo articolo ci concentriamo in particolare su due aree della Fascia di Rispetto: Parco Dapelo ed ex stazione ferroviaria.

    Quella che sarebbe dovuta essere una zona di “respiro” tra città e porto, dotata di strutture per il divertimento, lo sport, il relax, è oggi perlopiù nel degrado. La parte a Levante è occupata abusivamente da quattro anni da una quindicina di famiglie (in totale 30 – 40 persone) che hanno insediato lì le loro baraccopoli. Il tutto, con ripercussioni anche sulla vivibilità nel quartiere. Ad ascoltare i racconti dei cittadini, gli occupanti si aggirerebbero nel centro cittadino, non senza causare disagi: «Li vediamo ancora fare i loro bisogni in strada, anche dopo che Piazza Sciesa è stata dotata di un vespasiano, e avvertiamo tensioni sociali». Non a caso, poche settimane fa CIV e Comitato per Prà hanno presentato alla procura oltre 500 esposti per lo sgombero, ma finora non sono arrivate risposte.

     

    Parco Dapelo

    parco-dapelo-praAnche la parte più a Ponente della Fascia di Rispetto, seppur in stato migliore, presenta non poche contraddizioni: se il polo sportivo (campo da calcio, piscina, centro remiero) funziona e attira ogni giorno sportivi e cittadini, la zona occupata dal Parco Dapelo, di proprietà comunale, è invece l’emblema di un’operazione di riqualificazione fallita: nato nel 2001, è stato pensato per essere il polmone verde del quartiere, sul modello nerviese (con palme provenienti dalla dotazione di Euroflora 2001), con spazio giochi e teatro all’aperto per coinvolgere la cittadinanza in manifestazioni e concerti. Oggi, le palme -secche- sono da sostituire e dei sei pioppi originari due sono crollati una settimana fa, mentre gli altri quattro dovrebbero essere abbattuti, con procedure lunghe e costose. La scarsa cura dei 30 mila mq, con le erbacce che superano in altezza le panchine e la poca illuminazione, lo rendono poco frequentato.

    La manutenzione del parco è stata affidata dal Comune all’associazione Prà Viva, gruppo sociale senza scopo di lucro che registra la partecipazione di oltre mille cittadini e riunisce in sé oltre 15 Associazioni differenti, e nel cui Consiglio Direttivo sono stati insediati soggetti (3, dei 7 totali) nominati direttamente dal Comune di Genova. La missione di Prà Viva è la gestione di tutti i servizi pubblici, impianti sportivi, parcheggi, aree e immobili, spazi verdi, attività commerciali esistenti e previste sulla Fascia di Rispetto. Dal 2004-2005, considerate soprattutto le difficoltà dell’associazione nel garantire da sola il decoro, Prà Viva ha sottoscritto un accordo con Aster, per cui i due soggetti collaborano nella gestione degli 80 mila mq totali, con Prà Viva che versa ad Aster circa 40 mila euro l’anno, impianti esclusi: spesa insostenibile per l’associazione, che è attualmente alla ricerca di soluzioni diverse. Racconta il presidente Ginetto Parodi: «Vorremmo optare per una formula in cui i costi sono gestiti dall’Amministrazione. Noi diventiamo “sponsor” di Aster e gestiamo le aree di pertinenza limitrofe al nostro circolo, mentre loro si occupano del restante. Per noi è un impegno troppo grande, sono aree pubbliche e non c’è ritorno economico».

    Continua Parodi: «Impensabile per noi pensare di farci carico di un onere di questa portata, il Comune delega a noi ma noi non abbiamo i mezzi per gestire la “cosa pubblica”. Chiediamo ai cittadini di Prà di collaborare: creare gruppi di aggregazione è sì indice di una città viva e che vuole cambiare, ma nel nostro quartiere ce ne sono tanti e spesso il rischio è quello di disperdere le forze. Meglio stare uniti».

    Il parco Dapelo e le restanti porzioni della Fascia di Rispetto dovrebbero essere il simbolo della rinascita del quartiere, sui progetti si è investito molto anche in termini di promozione, invece la realtà dei fatti sottolinea impietosa gli errori di valutazione commessi dalle amministrazioni, a partire dall’affidare la gestione di un’area così vasta e delicata ad un soggetto che non avrebbe mai potuto avere le spalle abbastanza grosse per sostenerne il peso.

     

    Ex stazione ferroviaria

    Ex stazione Ferroviaria Genova PràSempre davanti all’impianto sportivo, ecco il vecchio sedime ferroviario, ora smantellato ma mai rimosso, con tracce di amianto. Di questo, solo una parte è stata trasformata in parcheggio provvisorio, ad uso degli utenti degli impianti. La vecchia stazione, invece, fa parte degli interventi del POR 2007-2013: erano stati stanziati finanziamenti dall’Unione Europea per la creazione di un mercato a Km 0, per l’integrazione del centro abitato con la Fascia di Rispetto, ma finora nulla è stato fatto. Al posto di quest’ultimo, racconta Nicola Montese del Comitato per Prà, al sabato mattina ci sono due banchi di Coldiretti, ma non sono sufficienti a sostituire il progetto iniziale. Nuova, invece, l’altra stazione di Prà, quella più a mare: aperta dal 2006, lo stesso Montese avanza l’ipotesi che l’architettura così imponente sia stata voluta solo “per riempire” gli oltre 6 km di fascia di rispetto, troppo “vuoti”. E poi? Null’altro: si attende di vedere se verrà realizzata la modifica alla viabilità della Via Aurelia entro il 2015 (concessa una proroga di due anni), con i fondi stanziati per il POR, altrimenti ci sarà la revoca dei finanziamenti. Anche qui il Comitato mostra perplessità. Quello che doveva essere un percorso “partecipato”, che coinvolgeva Amministrazione e cittadini, per molti operatori (come ad esempio Comitato per Prà e Associazione Per il Ponente) si è rivelato un percorso “a senso unico” e partecipato solo nominalmente. Mentre i cittadini avrebbero preferito la trasformazione di Via Aurelia in una strada a due corsie a scorrimento lento (30 Km/h, con agevolazioni per il traffico ciclabile a limitazioni per quello automobilistico), con la creazione di una nuova strada a scorrimento veloce più lontana dal centro abitato (lungo l’ex sedime ferroviario), l’Amministrazione ha dato il via libera a una soluzione che prevede il raddoppiamento delle corsie sulla Via Aurelia, senza limitazioni di velocità. Cosa che, a detta dei comitati, non fa che allontanare la Fascia di Rispetto dal centro commerciale del quartiere (Via Fusinato) e non integrare le due realtà.

    Nicola Montese racconta: «Avevamo tutto, non abbiamo più niente: ci hanno portato via la nostra identità, promettendoci un risarcimento mai arrivato. Storicamente questa era una delle località turistiche più ambite della riviera ligure (la Nervi o la Camogli di Ponente come ricorda una vecchia canzone popolare “Sabbo a Camoggi e dumenega a Prà”, n.d.r.). Poi, la frattura: dagli anni ’70-’80, le spiagge – prima fonte di occupazione, di reddito e parte dell’identità locale – sono state smantellate per far posto all’insediamento del porto merci con la prospettiva di 5 mila posti di lavoro per i cittadini di Prà (i posti sono stati poi mille, di cui solo 26 sono praini). Per “risarcire” gli abitanti della perdita, prima è arrivata la Fascia di Rispetto e poi il progetto di creazione di una “grande Prà”, invece siamo nel degrado assoluto. Proviamo a interagire da tempo con un Municipio inesistente e un Comune che pensa di poter nascondere qui tutto il “marcio”. Abbiamo creato un Comitato senza bandiere politiche per rivendicare quel che ci spetta e dare voce a quelle persone che hanno così paura di vivere nel loro quartiere, che non denunciano nemmeno più i crimini: dopo l’arrivo delle baraccopoli, i furti risultavano diminuiti».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it