Autore: erasuperba

  • Libero Cinema in Libera Terra: il festival itinerante approda anche a Genova

    Libero Cinema in Libera Terra: il festival itinerante approda anche a Genova

    Una carovana itinerante che porta il cinema e la sua magia sui beni confiscati alle mafie e restituiti alla legalità, toccando 11 regioni in 21 tappe: Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo.

    Parliamo di “Libero Cinema in Libera Terra”, Festival di cinema nato nel 2006 e giunto alla VII edizione, quest’anno supererà i confini nazionali realizzando un’anteprima europea a Parigi (23-24 giugno). I promotori dell’iniziativa sono Cinemovel Foundation con la presidenza onoraria di Ettore Scola e Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, fondata da don Luigi Ciotti.

    Il progetto, a cui aderiscono Enti, Istituzioni e Associazioni, è realizzato in collaborazione con le cooperative di giovani che lavorano i beni confiscati alle mafie e coinvolge i tantissimi ragazzi che partecipano ai campi di volontariato di Estate Liberi.

    «Esperienze come quelle delle cooperative di Libera Terra contribuiscono all’allargamento degli spazi democratici e, anche il cinema, in questo senso, può dare il suo contributo – spiegano gli organizzatori – Soprattutto quel cinema “invisibile” che, per vari motivi, non arriva più sugli schermi delle sale. La carovana di cinema itinerante può arrivare oltre e superare le barriere, portando i film direttamente alle persone, con gli autori che discutono col pubblico, là dove spesso manca anche la sala, facendo quello che né la televisione, né i telefonini possono fare, e cioè “aggregare la piazza” e rendere le persone partecipi di un evento da condividere con altri».

    «Occupare simbolicamente anche per un solo giorno luoghi e paesi come Corleone, Cinisi, Portella della Ginestra, Polistena e Castel Volturno acquista un valore particolare –concludono i promotoriL’obiettivo principale di Libero Cinema in Libera Terra è quello di creare, attorno al cinema, “piazze universali” di confronto e aprire spazi di discussione per sostenere quelle realtà produttive che, col loro lavoro quotidiano, costituiscono una risposta concreta e una alternativa alla criminalità organizzata».

    Si parte con l’anteprima europea a Parigi, il 23 e 24 giugno, a sottolineare il fatto che il tema della legalità e del rischio di infiltrazione mafiosa non riguarda solo il nostro Paese, bensì è un problema che investe tutta l’Europa, come del resto il Parlamento europeo ha già evidenziato in diverse occasioni, attraverso prese di posizione ed iniziative di varia natura, e da ultimo con la recente istituzione della commissione CRIM.

    23 e 24 giugno, proiezioni film: Scola, 43/97 (corto inedito) + Una giornata particolareScimeca, Placido Rizzotto. A seguire Tavola Rotonda “Cinema e impegno sociale”, in tale occasione Ettore Scola, Presidente Onorario di Cinemovel Foundation, rifletterà assieme a Robert Guédiguian e a Pasquale Scimeca sul ruolo del cinema d’impegno sociale, a livello italiano ed europeo.

    Dalla Francia poi la carovana si sposta in Italia dal 2 al 24 luglio e attraverserà tutta la penisola, confermando l’impegno contro le mafie anche nel Nord Italia e con l’aggiunta di nuove tappe significative, tra cui Milano e Genova.

    I titoli in programma, alcuni in anteprima per l’Italia e prossimamente in streaming su mymovies, saranno presentati nelle piazze dagli autori o da personalità del mondo della cultura e della lotta alla criminalità e sono stati selezionati con la collaborazione di Fabrizio Grosoli.

    Sarà possibile seguire il diario di bordo su www.cinemovel. tv/diario
    Aggiornamenti quotidiani saranno online per raccontare il percorso della carovana e la storie di persone, cooperative, piazze incontrate lungo il cammino.

    Questo il calendario completo:

    2 luglio – Lombardia – Milano

    3 luglio – Lombardia – Galbiate (LC)

    4 luglio – Liguria – Genova

    5 luglio – Emilia-Romagna – Castelfranco Emilia (MO)

    6 luglio – Veneto – Campolongo Maggiore (VE)

    8 luglio – Puglia – Bari/Cerignola

    9 luglio – Puglia – Mesagne (BR)

    10 luglio – Basilicata – Matera

    11 luglio – Calabria – Polistena (RC)

    12 luglio – Calabria – Cirò Marina (KR)

    13 luglio – Calabria – Isola Capo Rizzuto (KR)

    14 luglio – Sicilia – Belpasso (CT)

    15 luglio – Sicilia – Agrigento

    16 luglio – Sicilia – Corleone (PA)

    17 luglio – Sicilia – Erice (TP)

    19 luglio – Calabria – Carlopoli (CZ)

    20 luglio – Campania – Pollica (SA)

    21 luglio – Campania – San Cipriano D’Aversa (CE)

    22 luglio – Lazio – Borgo Sabotino (RM)

    23 luglio – Abruzzo – Scurcola Marsicana (AQ)

    24 luglio – Lombardia – San Giorgio di Mantova (MN)

  • Maddalena: aperto a tutti il laboratorio di Vico del Papa

    Maddalena: aperto a tutti il laboratorio di Vico del Papa

    Con una mostra a cura degli alunni della scuola Daneo vengono restituiti ufficialmente dopo vent’anni alla cittadinanza i locali di vico del Papa, nel quartiere della Maddalena, di proprietà del Comune e in cui si sta lentamente progettando un laboratorio sociale permanente aperto a tutti, dove poter organizzare iniziative culturali e sociali di vario genere e dare in questo modo continuità all’esperienza dei laboratori sociali attivati dal Patto per lo sviluppo della Maddalena.

    I locali si possono utilizzare da subito: per richiederli è sufficiente contattare il Municipio o l’incubatore del Centro storico, rispettivamente ai numeri 010 5574540 – 010 2543433.

    Marta Traverso

     

  • Mi chiamo Aram e sono italiano: una storia sugli immigrati di seconda generazione

    Mi chiamo Aram e sono italiano: una storia sugli immigrati di seconda generazione

    Uno spettacolo teatrale che racconta la storia dei cosiddetti immigrati di seconda generazione, ragazzi nati e cresciuti in Italia quindi di fatto italiani, che ancora si trovano a dover fare i conti con pregiudizi infondati, ripetute diffidenze e atteggiamenti razzisti, un’esistenza in bilico fra diverse identità culturali che spesso si contrappongono ma che in realtà sono un’enorme fonte di arricchimento.

    “Mi chiamo Aram e sono italiano” è il titolo della pièce che andrà in scena stasera, Giovedì 21 giugno alle ore 21:30 nella cornice del Festival Suq al Porto Antico. Una produzione del Teatro Regionale Alessandrino, scritta a quattro mani dal regista Gabriele Vacis e dal protagonista e principale ispiratore dell’opera, Aram Kian, 39 anni, nato a Roma da padre iraniano e madre italiana, cresciuto in una cittadina del profondo nord italiano, Busto Arsizio, si è diplomato alla “Civica scuola d’arte drammatica Paolo Grassi” nel 1996 .

    Tutto nasce da una chiacchierata tra Vacis ed Aram, nel 2005, poco dopo che Londra era stata colpita dagli attentati alla metropolitana, un massacro compiuto da immigrati di seconda generazione, apparentemente integrati nella società inglese ma che in realtà covavano un feroce rancore nei confronti della civiltà occidentale. “Come mai anche tu non vai in giro a piazzare bombe?”, questa la domanda che il regista rivolse, in tono scherzoso, all’attore. La risposta è stata raccontare l’esperienza dei figli degli immigrati, l’infanzia e la giovinezza di questi “nuovi italiani”, intrecciando il teatro di narrazione con la memoria dei nostri tempi.

    «Se uno alto, biondo venisse qui a dirti: ho lo zainetto pieno di bombe, tu ti metteresti a ridere, no? – spiega Aram Kian – Ma se te lo dico io? Un brivido ti viene, no? Solo perché sono basso e nero. Che poi non sono neanche tanto nero, al limite un po’ olivastro».
    Divertente e assolutamente autentico, Aram è in scena da solo ed interpreta vari personaggi, immigrati di seconda generazione ed italiani, con irresistibile comicità, sempre con lucida ironia, qualche volta con legittima rabbia.

    Ovviamente non mancano gli spunti autobiografi perché molte delle cose che accadono in scena sono state vissute in prima persona dal protagonista, come ad esempio gli immancabili e reiterati controlli di polizia «È tutta la vita che mi chiedono i documenti o mi fermano quando sono in macchina – spiega Aram Kian – Ti senti come se fossi colpevole di qualcosa, pur non avendo fatto nulla».
    A volte basta un nome considerato “stravagante”, oppure un colore della pelle leggermente più scuro, per complicare l’esistenza ad un onesto cittadino.

    L’obiettivo dello spettacolo – che alcuni mesi fa aveva già riscosso notevole successo al Teatro dell’Archivolto – è abbattere le barriere culturali ed evidenziare gli aspetti della positivi della diversità, proponendo al pubblico uno sguardo al futuro di una società che deve necessariamente imparare, giorno per giorno, a dare un significato concreto all’aggettivo “multietnica”.

     

    Matteo Quadrone

  • La Seconda Luna: bando di concorso che premia la tua passione

    La Seconda Luna: bando di concorso che premia la tua passione

    La Città di Laives ha indetto la seconda edizione del premio La Seconda Luna, dedicato a tutte le persone che hanno sviluppato e perseguito una passione materiale o immateriale con risultati meritevoli di attenzione.

    Il premio è aperto a singoli, gruppi informali e soggetti con personalità giuridica residenti nell’Unione Europea.  È possibile anche segnalare possibili candidati ritenuti di particolare interesse, anche senza partecipare direttamente al concorso.

    Per partecipare è necessario iscriversi sul sito www.lifelongpassionsaward.eu, scaricare il modulo di iscrizione e inviarlo insieme a copia di un documento di identità valido e al materiale inerente la propria passione entro il 31 ottobre 2012 all’indirizzo:
    Comitato Premio Città di Laives
    via Stazione 23/A, 39055 Laives (BZ) Italia

    Non  prevista alcuna quota di iscrizione.

    Questi i premi in palio:

    Premio La Seconda Luna: 8.000 € al primo classificato, 4.000 € al secondo, 2.000 € al terzo.
    Premio alla passione divenuta professione: 3.000 € al primo classificato, 2.000 € al secondo, 1.000 € al terzo.
    Premio alla passione per l’innovazione scientifica e tecnologica: 3.000 € al primo classificato, 2.000 € al secondo, 1.000 € al terzo.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Ponti e torri: vinci il concorso e incidi il tuo brano inedito

    Ponti e torri: vinci il concorso e incidi il tuo brano inedito

    Concerto musica livePonti e torri è un concorso indetto dai comuni di Fiumicino e Capalbio riservato ad artisti residenti nel territorio italiano e di età compresa tra i 16 e i 35 anni che operano nelle seguenti categorie, individualmente o in gruppo:
    a) videomakers;
    b) compositori di musica strumentale (acustica, elettrica, elettronica);
    c) gruppi musicali (rock, jazz, elettronica, folk, etc.);
    d) strumentisti solisti (qualsiasi strumento).

    Per le specifiche categorie, dovranno essere inviati i seguenti materiali:
    a) VIDEOMAKERS: 1 filmato originale di durata fra 3 e 15 minuti;
    b) COMPOSITORI DI MUSICA STRUMENTALE: 1 brano originale di durata fra 3 e 15 minuti;
    c) GRUPPI MUSICALI: 3 brani, originali o cover;
    d) STRUMENTISTI SOLISTI: 1 brano.

    Le domande di iscrizione e il materiale richiesto dovranno essere inviate entro il 15 ottobre 2012 tramite raccomandata a Musicalbox Eventi s.r.l. in via E. Orlando n°6, 06128 – Perugia (PG).

    Una giuria selezionerà i partecipanti e decreterà i vincitori così ripartiti: 10 videomaker, 10 compositori 6 gruppi musicali e 4 strumentisti. In palio borse di studio in denaro, mostre e concerti in pubblico, stage formativi.

    Per informazioni sul concorso info@pontietorri.it.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Commissioni consiliari: battaglia sulla riduzione del numero dei consiglieri

    Commissioni consiliari: battaglia sulla riduzione del numero dei consiglieri

    Seduta lampo quella del Consiglio Comunale di ieri (19 giugno 2012, n.d.r.). Appena un’ora e quattordici minuti sono stati sufficienti per affrontare alcune interrogazioni poste dai consiglieri agli assessori competenti e per la costituzione delle commissioni consiliari permanenti.

    Esattamente come accade in Parlamento durante il cosiddetto question time, anche nel Consiglio Comunale di Genova è previsto che all’inizio di alcune sedute i consiglieri possano rivolgersi direttamente agli assessori per chiedere chiarimenti su questioni specifiche (tecnicamente definiti articoli 54). In particolare nella riunione di ieri si sono affrontati quattro diversi argomenti: la costruzione del contestato parcheggio nell’area dove sorge il cinema Eden a Pegli; l’esito dell’esercitazione anti-alluvione in via Fereggiano; il problema dell’attraversamento pedonale di via Montaldo; il problema dei tagli alla scuola pubblica. Per dovere di cronaca – anche perché è stata la prima volta dall’insediamento della nuova giunta che è avvenuta questa procedura – approfondiamo i temi affrontati.

    Gli interventi di alcuni consiglieri (Rixi della Lega, Bruno della Fds, Putti del M5S e Grillo del Pdl) hanno stigmatizzato i problemi legati alla costruzione del nuovo parcheggio a Pegli, in particolare l’eliminazione dello storico cinema all’aperto e il taglio di alcuni alberi. Francesco Oddone, che ha risposto alle loro domande, ha assicurato che i lavori sono stati svolti fino ad ora ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie e che si è richiesto un ulteriore parere al Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni, dell’Ambiente e del Territorio (DICAT) sull’intero progetto.

    All’assessore ai Lavori Pubblici Crivello erano invece rivolte le due questioni riguardanti la prova di alluvione in via Fereggiano e l’attraversamento di via Montaldo. Nel primo caso i consiglieri De Benedictis (Idv), Musso Vittoria (Lista Musso) e Grillo (Pdl) hanno rilevato la scarsa partecipazione dei cittadini all’esercitazione, sottolineando che la principale preoccupazione della popolazione è rivolta soprattutto i tempi di risarcimento dei danni subiti e i disagi arrecati alla mobilità da alcuni lavori di ripristino delle strade (specialmente in via Donghi). L’assessore interpellato ha annunciato maggiori sforzi per informare e coinvolgere la cittadinanza. Tuttavia ha precisato che l’esercitazione doveva servire in primo luogo a verificare il corretto funzionamento della macchina dei soccorsi e per questo era rivolta soprattutto alle squadre d’intervento.

    Nel secondo caso si è affrontato il problema della pericolosità di alcuni attraversamenti pedonali in via Montaldo (relatori Gozzi del Pd e Campora del Pdl) e Crivelli ha nuovamente risposto evidenziando tutto ciò che fino ad ora è stato fatto a livello di segnaletica per migliorare la sicurezza.

    Infine, il consigliere Brasesco (Lista Doria) ha sollevato il tema dei tagli alla scuola pubblica e del modello di autogoverno degli istituti scolastici definito dalla legge Aprea. L’assessore Boero, pur condividendo nel merito le osservazioni del consigliere, ha fatto notare che trattandosi di leggi statali il Comune non può intervenire su di esse, ma può solo cercare di garantire la qualità negli istituti scolastici di sua competenza (scuole di infanzia da 0 a 6 anni).

    Si è successivamente passati all’esame del primo ed unico punto all’ordine del giorno, che riguardava la costituzione delle commissioni permanenti. Seguendo la linea dell’abbattimento dei costi della politica già dettata dal governo nazionale con la riduzione del 20% dei consiglieri comunali, si è decisa anche la riduzione del numero di commissioni consiliari da 9 a 7. Inoltre nella Conferenza dei Capigruppo di lunedì si era stabilito un criterio per cercare di ‘calmierare’ il numero di consiglieri all’interno delle commissioni stabilendo che «…tutti i consiglieri hanno diritto a fare parte fino ad un massimo di sei commissioni consiliari permanenti, i capigruppo possono essere componenti di sette commissioni consiliari permanenti».

    Ma evidentemente non sono bastate le negoziazioni e le riunioni dei giorni scorsi per mettere tutti d’accordo. Dopo il suono della campanella che richiama i consiglieri al voto è apparso infatti sul display un risultato inatteso: 32 favorevoli, 1 astenuto e 5 contrari. L’inaspettata opposizione del Movimento 5 Stelle è stata spiegata ai giornalisti dal capogruppo Putti sottolineando che, nonostante vi fossero degli accordi tra forze politiche per un’autolimitazione del numero di consiglieri nelle commissioni, la loro effettiva riduzione è stata molto modesta. Il Movimento aveva proposto un taglio dei consiglieri e, di conseguenza, dei gettoni di presenza pari al 50%, mentre, secondo Putti, questa percentuale si sarebbe attestata su livelli molto più bassi (10% circa). A sua volta Malatesta del Pd ha fatto notare come il suo partito, pur rappresentando la maggioranza nel Consiglio, abbia deciso di limitare il numero di presenze dei propri consiglieri nelle commissioni dalle 63 spettanti a 50, mentre altri partiti di minoranza non avrebbero fatto lo stesso sforzo.

    Stando ai documenti forniti dal Comune, se si confronta la composizione delle Commissioni della legislatura Vincenzi e quelle attuali si può constatare una riduzione del totale dei consiglieri del 38% (128 consiglieri). In particolare il Pd disponeva di 96 consiglieri distribuiti nelle 9 commissioni, mentre oggi è passato ad averne 50 per 7 commissioni (-48%). Anche il Pdl ha ridotto fortemente la propria presenza nelle commissioni (da 81 a 31 consiglieri), ma ciò è dovuto anche alla notevole contrazione del gruppo politico pidiellino all’interno del consiglio che è passato da 13 a 5 componenti. Il Movimento 5 Stelle ha richiesto 18 posti nelle commissioni, l’Idv e la Lista Musso 19, la Lista Doria 34, Sel e Udc 13 e infine la Federazione della Sinistra e la Lega sono presenti con il loro unico consigliere in tutte le commissioni.

    La verità, come spesso accade, sta quindi nel mezzo. Le proposta del M5S effettivamente non è stata accolta in modo completo dai partiti, ma una contrazione della spesa per i gettoni del 38% rappresenta comunque un traguardo importante e un segnale, ci auguriamo, per fare ancora di più nel futuro.

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genova da un altro punto di vista: la città nei fotoreportage dei diversamente abili

    Genova da un altro punto di vista: la città nei fotoreportage dei diversamente abili

    panorama del porto di genovaDa piazza Matteotti a San Lorenzo, da Sottoripa a Campetto, da via Luccoli a via Garibaldi, per osservare e fotografare – da lontano e da vicino, di lato, in prospettiva, da sotto in su – il centro storico di Genova, i suoi monumenti, la sua vita, i suoi vicoli, sviluppando le immagini digitali come la sequenza delle pagine di un racconto, un diario di viaggio, sempre da un punto di vista particolare: quello delle persone disabili che si spostano con carrozzine o scooter elettrici.

    E’ il progetto, che si concluderà dopo l’estate con una mostra dei lavori realizzati da tutti i partecipanti, lanciato da Terre di Mare, centro servizi per il turismo senza barriere della Provincia di Genova, in collaborazione con Artegioco – associazione I Munariani di Coca Frigerio e Alberto Cerchi che ne cura la realizzazione.
    «Ogni partecipante racconterà, insieme alle sue oggettive difficoltà di spostamento, anche tutto quello che lo colpirà e che troverà affascinante e interessante da fotografare con la propria macchina digitale –  spiegano gli organizzatori – portoni, facciate, squarci di luce, panni stesi, persone, tutte inquadrate da seduti».

    Alla prima fase seguirà una seconda fase «Più tecnica e insieme creativa – continuano gli organizzatori – quando le foto saranno stampate in bianco e nero per essere manipolate, con il ritaglio e il collage di carte e cartoncini, con le modalità ampiamente sviluppate in tutti i laboratori realizzati da Artegioco (dalle scuole a Palazzo Ducale al museo Luzzati) e ogni partecipante potrà costruire il suo percorso, trasformando le immagini scelte in un proprio libro, pezzo unico d’artista a tiratura limitatissima».

    Due le date da ricordare e altrettante le tappe della proposta: Giovedì 28 giugno alle 15 l’appuntamento a Terre di Mare (piazza Matteotti) per la presentazione del progetto, seguita dallo svolgimento del percorso e del reportage fotografico con la propria macchina digitale (fornita del cavo necessario per scaricare poi le foto); Giovedì 5 luglio dalle 15 alle 18 il laboratorio creativo, attraverso la manipolazione delle foto scattate la settimana precedente, con il ritaglio e il collage che trasformeranno le immagini scelte in un “pezzo unico d’artista”. Nel mese di settembre (ancora da stabilire data precisa e sede) sarà allestita una mostra in cui verranno esposti tutti i lavori realizzati.

    Il contributo richiesto a ogni persona disabile è di 40 euro, con partecipazione gratuita di un accompagnatore se svolge esclusivamente funzioni di supporto. Le adesione dovranno pervenire entro martedì 26 giugno 2012.

    Altre informazioni e prenotazioni ai recapiti: Terre di Mare centro servizi per il turismo senza barriere della Provincia di Genova
    tel. 010.542098 – cell. 339.1309249 –
    info@terredimare.it

  • Sampierdarena: cittadini e commercianti per rilanciare il quartiere

    Sampierdarena: cittadini e commercianti per rilanciare il quartiere

    A Sampierdarena, tra oggi e domani, due appuntamenti significativi attendono commercianti e cittadini, nella cornice di Piazza Settembrini.
    Gli abitanti e chi lavora tutto il giorno a contatto diretto con il quartiere – spesso citato dalle cronache per episodi di violenza e degrado – sono determinati nel confutare questa immagine e rilanciare una zona che un tempo era un’eccellenza economica della città.

    Mercoledì 20 giugno, alle ore 19 e 45, un centinaio di operatori commerciali si incontreranno per confrontarsi e lanciare proposte al fine di contrastare la crisi economica e provare a realizzare il sogno di un quartiere migliore, sicuro, ordinato ed attraente.
    «I mugugni sappiamo quali sono – scrivono sul volantino diffuso in questi giorni per Sampierdarena – portiamo competenze, soluzioni e voglia di collaborazione. Insieme ed uniti possiamo provare a risolvere i problemi della nostra delegazione. Perché Sampierdarena non deve morire».
    I progetti sono particolarmente ambiziosi e riguardano la gestione del verde, le opportunità offerte da una maggiore presenza di posteggi liberi, la necessità di organizzare iniziative culturali capaci di portare nel quartiere i residenti di altre parti della città.

    L’auspicio degli organizzatori è quello di richiamare più gente possibile, anche semplici cittadini e non solo commercianti. Ovviamente la presenza degli amministratori pubblici locali, sia del Comune che del Municipio Centro Ovest, sarebbe particolarmente gradita ed in prospettiva, un incontro con le istituzioni della delegazione, rimane imprescindibile.

    Giovedì 21 giugno alle ore 18, invece, il comitato “Officine Sampierdarenesi”, promosso dall’ex consigliere municipale, Gianfranco Angusti, si presenta ufficialmente alla cittadinanza di Sampierdarena.
    «È un gruppo di cittadini assolutamente trasversale rispetto agli schieramenti politici – sottolinea Angusti – Persone che vogliono mettersi a disposizione con proposte concrete ed iniziative, un laboratorio di idee aperto alla partecipazione di tutti».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Diego Arbore]

  • Busalla e Pontedecimo, il destino degli ospedali Frugone e Gallino

    Busalla e Pontedecimo, il destino degli ospedali Frugone e Gallino

    Ieri in consiglio regionale si è discusso della situazione di due importanti presidi sanitari di Valle Scrivia e Val Polcevera, rispettivamente l’ormai ex ospedale Frugone di Busalla ed il nosocomio Gallino di Pontedecimo.

    Il consigliere Edoardo Rixi (Lega Nord ) ha illustrato un’interrogazione per conoscere quale futuro ipotizza la Giunta per l’edificio dove aveva sede l’ospedale di Busalla.

    «Dopo la chiusura dell’ospedale di Busalla non è rimasto un solo presidio sanitario in Valle Scrivia, lasciando così senza assistenza un’utenza di circa 22mila persone. Inoltre, a seguito della chiusura l’edificio dell’ex-ospedale è stato adibito a centro d’accoglienza per immigrati extracomunitari, un utilizzo che poco a che fare ha con scopi sanitari. Si tratta di una struttura che resta di proprietà dell’ASL 3 e, quindi, della Regione Liguria e quest’ultima deve decidere la sua definitiva destinazione».

    L’assessore alla salute, Claudio Montaldo, ha risposto così  «Nel 2013, con la fine dell’impiego straordinario al quale è stata adibita in questo periodo, la struttura tornerà ad avere la sua destinazione sanitaria, ospitando un mix di specialità. Ricordo, tra le altre, anche la diagnostica per immagini, oltre alla residenzialità».

    Per quanto riguarda la Val Polcevera, il consigliere Aldo Siri (Lista Biasotti) ha presentato  un’interrogazione per chiedere alla Giunta e all’assessore alla salute di conoscere quali siano le azioni predisposte per l’Ospedale Gallino di Genova Pontedecimo nel Piano sanitario regionale.

    Il consigliere ha chiesto se la Giunta non ritenga opportuno rivedere le scelte sanitarie che interessano il nosocomio, in modo da evitare tagli alle prestazioni, scongiurare possibili fughe verso la Regione Piemonte, impedire un peggioramento della gestione dell’ospedale “Villa Scassi” di Genova Sampierdarena e, soprattutto, garantire ai circa 120 mila abitanti della Valpolcevera il diritto alla salute.
    «Nella riorganizzazione del servizio sanitario regionale sono previsti tagli pesanti alle risorse destinate alle aziende sanitarie e, tra le strutture interessate da questa operazione di ridimensionamento, rientra anche l’Ospedale Gallino, dove si teme vengano ridotti e, forse, chiusi gran parte dei servizi che offre da anni alla comunità – ha ricordato Siri – Sebbene fino ad oggi l’ASL 3 non abbia ancora presentato nessun piano, né comunicato nessuna misura, si teme che venga chiusa l’UTIC (Unità di terapia intensiva coronarica), che il reparto di cardiologia sia trasformato in struttura ambulatoriale, che sia chiuso e trasferito il reparto di chirurgia al Villa Scassi, modificato l’utilizzo delle sale operatorie, smantellato il laboratorio di analisi e, infine, che siano trasformate le cure intermedie da struttura del Dipartimento anziani in struttura Ospedaliera o Distrettuale». Il consigliere della Lista Biasotti, in pratica, ha espresso il timore che si vada verso la chiusura del nosocomio.

    «Il fermento era nato mesi fa da un’ipotesi dell’Asl relativa al superamento della cardiologia, che sarebbe bene fosse presente dove c’è l’emodinamica per garantire un servizio completo – ha spiegato l’assessore alla salute, Claudio Montaldo – Tuttavia ne abbiamo discusso e abbiamo assicurato ai cittadini che questo superamento non sarebbe avvenuto. A distanza di mesi, dunque, i cittadini continuano a rivolgersi al Gallino per la diagnostica per immagini, le prestazioni ambulatoriali, la medicina e la cardiologia. Inoltre il primo intervento funziona per 14 ore al giorno».

    «A volte si grida al lupo per sparare al lupo, che in questo caso, forse, è la Regione o la Asl – ha aggiunto Montaldo – Al Gallino, invece, tutto funziona come prima: c’è stata una riorganizzazione che riguarda l’impiego di risorse umane e alcune riduzioni, perché c’erano a volte dei paradossi con un impiego spropositato di personale. L’Asl ha il dovere di mettere mano a queste situazioni, tenuto conto che rischiamo una pesante riduzione dei trasferimenti statali per la sanità. Ma, lo ripeto, non si parla dello smantellamento del Gallino».

     

    Matteo Quadrone

  • Notte Bianca dei Centri Antiviolenza, manifestazioni in tutta Italia

    Notte Bianca dei Centri Antiviolenza, manifestazioni in tutta Italia

    violenza sulle donneAncora un’iniziativa per tutelare i centri antiviolenza a fronte del taglio dei fondi per la loro sopravvivenza. In tutta Italia venerdì 22 giugno si terrà la Notte Bianca dei Centri Antiviolenza, contemporaneamente in numerose città italiane in cui si trovano i centri che fanno riferimento alla Rete Nazionale Di. Re Donne in Rete contro la violenza.

    La tappa genovese si terrà dalle 18.30 in via Cairoli 6, presso la sede di Unione Donne Italiane, in collaborazione con l’Associazione Amici di Via Cairoli, con spettacoli a cura degli artisti Marco Arena, Simona Guarino, Boris Vecchio, Esmeralda Sciascia e i gruppi musicali Lina e Riky, Malacrianza, Karaba e Marco Fossati, The Rockadelics, The Hitch Hickers.

    UDI nel 2011 ha accolto 400 donne attivando:
    386 colloqui telefonici
    289 primi colloqui
    96 colloqui prese in carico

    Per informazioni
    U.D.I. Onlus Centro di accoglienza per non subire violenza
    Via Cairoli 14/7 Genova
    010/2461715-6

  • Provini a Genova per attori comici: Belo Horizonte cerca talenti

    Provini a Genova per attori comici: Belo Horizonte cerca talenti

    Belo HorizonteVenerdì 22 giugno alle 10.30 la compagnia di spettacoli Belo Horizonte organizza al Teatro Instabile di via Cecchi un casting per la prossima stagione televisiva di Copernico, attualmente in onda su Comedy Central (Sky). Si cercano artisti da preparare e formare, perfezionare e lanciare, giovani comici o specialisti nell’arte del “far ridere”, anche demenziale, che vogliano confrontarsi con un vero pubblico ed un vero palcoscenico.

    Per iscriversi bisogna chiamare il numero telefonico 335 5900238, per informazioni ufficiostampa@belohorizontecabaret.it.

  • Cinema Eden a Pegli: il Comune istituirà una commissione

    Cinema Eden a Pegli: il Comune istituirà una commissione

    «Ho già effettuato un sopralluogo insieme ai capigruppo e ai consiglieri interessati: gli uffici comunali stanno lavorando, a Pegli molti parcheggi realizzati sono ancora invenduti, è un fatto da approfondire».

    Con queste parole l’Assessore Francesco Oddone annuncia ufficialmente che verrà istituita una Commissione consiliare per accertare l’effettiva utilità e l’impatto ambientale del cantiere che porterà alla costruzione di 68 box auto al posto del cinema Eden di Pegli. Un progetto approvato un anno fa dalla precedente Amministrazione Comunale e che ha scatenato molte polemiche fra gli abitanti del quartiere, gli esercenti e lo stesso Municipio Ponente.

    Un gruppo di tecnici valuterà dunque tre punti critici del progetto: i rischi idrogeologici, il taglio degli alberi presenti nell’area (dodici platani sani) e i disagi connessi alla lunga durata del cantiere.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Quarto, ex ospedale psichiatrico: il punto sulla vendita del patrimonio immobiliare

    Quarto, ex ospedale psichiatrico: il punto sulla vendita del patrimonio immobiliare

    Era l’ottobre scorso, quando ci siamo occupati dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto, preannunciando la prossima “cartolarizzazione” degli ultimi immobili rimasti di proprietà dell’Asl 3. Ed in effetti non siamo stati smentiti visto che, con la delibera n. 1265 del 22 novembre 2011 – completando così l’operazione di dismissione del patrimonio immobiliare iniziata nel 2008 – l’azienda sanitaria locale, su impulso della Regione Liguria ansiosa di fare cassa, ha approvato l’elenco dei beni da dismettere e valorizzare tramite la vendita ad Arte Genova (Azienda Regionale Territoriale per l’Ediliza), conferendo alla Regione il mandato a farsi carico degli adempimenti incombenti.
    A distanza di alcuni mesi proviamo a fare luce sul possibile destino di un’area con pochi eguali in città, per comprendere se davvero la Regione Liguria riuscirà a ricavare dalla vendita, le risorse economiche necessarie per ripianare i disavanzi del comparto sanitario.
    I tempi, comunque, sono abbastanza lunghi visto che i piani aziendali, per quanto riguarda l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, prevedono come termine ultimo per il rilascio effettivo, fine 2014.

    Ma facciamo un passo indietro. Il primo stralcio della cartolarizzazione, quella del 2008, comprendeva lo storico corpo centrale e la parte più recente dell’ex ospedale psichiatrico, ovvero alcune palazzine tra cui quelle che un tempo erano le sedi rispettivamente del corso per infermiere, del direttore e dell’economo, immobili acquistati negli ultimi anni da Valcomp due, società partecipata da Fintecna Immobiliare, a sua volta un’emanazione del colosso parastatale Fintecna.
    La cosiddetta ex “Casa delle infermiere”, completamente ristrutturata con una spesa di circa 5 milioni di euro decisa dalla Giunta Biasotti – che aveva intenzione di trasformarla nella sede dell’Istituto Italiano di Tecnologia prima che quest’ultimo venisse trasferito a Morego – oggi giace desolatamente abbandonata a se stessa.
    Anche le strade di accesso all’area sono divenute proprietà di Valcomp due. Alcune, a partire da dicembre scorso, sono state chiuse con blocchi di cemento. La conseguenza immediata è stata lo spostamento dell’ingresso principale che ora si trova in una posizione alquanto scomoda, praticamente a ridosso di una curva, sempre in via Giovanni Maggio.

    La seconda cartolarizzazione, invece, fa piazza pulita degli immobili superstiti, visto che in mano ad Arte è finita la parte antica dell’ex ospedale psichiatrico. Quest’ultima attualmente ospita diversi servizi sanitari e amministrativi, tra i quali alcune comunità psichiatriche, una comunità per minori disabili, strutture residenziali per anziani, per pazienti psichiatrici e disabili, servizi di medicina legale, diversi uffici amministrativi. Inoltre al suo interno sono presenti la Biblioteca del Dipartimento di Salute Mentale, il Museo delle forme inconsapevoli, l’Archivio storico delle cartelle cliniche dell’ex ospedale, il centro per la somministrazione dei pasti alle strutture sanitarie dell’Asl 3, alcune aule dedicate alla formazione del personale Asl, in cui si tiene, tra l’altro, il corso di Scienze infermieristiche dell’Università di Genova.
    L’unica eccezione è rappresentata da una piccola ala che rimarrà di proprietà dell’Asl 3 e sarà destinata ad ospitare i servizi territoriali sanitari per il Levante.

    Inizialmente era prevista la completa dismissione del complesso (vedi delibera del 22 novembre) – per un valore stimato in circa 32 milioni di euro – ma successivamente l’Asl 3, con la delibera n. 1429 del 28 dicembre 2011, è intervenuta per stoppare la vendita di questa porzione.
    «Considerato che il reperimento di immobili nei quali trasferire quota parte delle attività attualmente ubicate all’interno della suddetta area di Quarto, con adeguate caratteristiche e o ubicazioni spaziali, comporterebbe sia in caso di acquisto in proprietà sia in caso di acquisizione in locazione, l’assunzione di oneri diretti ed indiretti di fatto non bilanciati, in un’ottica di efficienza dell’azione amministrativa di sistema, dalle risorse ricavabili dalla relativa alienazione – si legge nel documento firmato dal Direttore generale Asl 3, Corrado Bedogni – Ritenuto pertanto che, a seguito della suddetta rivalutazione in termini di costi/benefici delle previste riallocazioni del ricavato della vendita preventivato in detta prima programmazione di dismissione della citata area di Quarto, risulta opportuno rimodulare in parte qua il relativo piano di dismissione delle aree e trasferimento di attività istituzionali, escludendo dalla vendita di cui trattasi una quota parte di immobile (di circa 4779 mq lordi coperti) sita in Genova Quarto via Giovanni Maggio 6, occupata dai padiglioni 7, 8 e 10».
    In pratica l’azienda sanitaria locale ha stimato i costi necessari per trasferire i servizi presenti a Quarto in altre sedi: in caso di acquisto di nuovi immobili l’esborso sarebbe di circa 13 milioni; mentre l’ipotesi di affitto di nuovi locali comporterebbe una spesa di oltre 2 milioni per le ristrutturazioni ed oltre 550 mila euro annui per le locazioni.
    Con l’esclusione di questi tre padiglioni la stima della vendita scende da 32 a circa 28 milioni di euro ed il ricavo economico preventivato dalla Regione, considerando anche le cifre sopracitate, potrebbe diminuire in maniera considerevole.

    Bisogna inoltre fare i conti con un altro fattore, decisamente non secondario. Alcuni immobili dell’area di Quarto, infatti, sono stati oggetto di finanziamenti per mezzo di mutui a carico dello Stato, concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Il patrimonio immobiliare dovrebbe rappresentare la garanzia per la Cassa Depositi e Prestiti ma l’operazione di vendita impone di estinguere tali mutui valutando attentamente gli oneri conseguenti.
    E ancora registriamo un ulteriore spreco di soldi pubblici che fa il paio con i 5 milioni di euro gettati al vento per l’inutile restyling dell’ex “Casa delle infermiere”. Parliamo dei lavori di ristrutturazione dell’ex residenza psichiatrica denominata Casa Michelini (ubicata all’interno della parte antica dell’ex ospedale) che hanno comportato una spesa da parte della Regione Liguria di oltre 2 milioni di euro. Nonostante ciò, l’immobile rimesso a nuovo e consegnato nel 2011 dopo anni di lavoro, è stato anch’esso venduto.

    Infine non vanno dimenticati i problemi logistici. Come detto precedentemente, l’Asl 3 conserverà solo una porzione dell’antico complesso dell’ex ospedale psichiatrico, isolata da tutto il resto e circondata da proprietà di Valcomp due e di Arte (in attesa di nuovi acquirenti, senza escludere l’ipotesi che ad acquisire i restanti immobili sia la stessa Valcomp due) e con un’unica stretta strada d’accesso ubicata sul lato nord, non adeguata per garantire un’agevole passaggio ad utenti e personale che dovranno recarsi presso la futura sede dei servizi sanitari del Levante.
    Per questo l’azienda sottolinea nella delibera del dicembre scorso «Considerato che l’accesso alla citata quota parte di area (padiglioni 7, 8 e 10 di proprietà asl 3, ndr) è possibile solo a seguito di acquisizione di diritto di passaggio sulla rimanente area di proprietà del futuro acquirente, per cui è indispensabile che nell’atto di vendita venga prevista la costituzione di servitù di passaggio a favore di questa azienda sanitaria per consentire il suddetto accesso». Inoltre l’Asl 3 chiede alla Regione di «Asservire un’adeguata quota parte dell’area di proprietà del futuro acquirente in zona limitrofa alle aree non trasferite ad uso posteggio per n. 20 auto scoperti, a favore di questa azienda sanitaria».

    A complicare una vicenda già di per sé intricata, va ricordato che la società proprietaria di buona parte dell’area, Valcomp due, è pure coinvolta nella realizzazione della nuova sede di via Degola che, nei piani della Regione, avrebbe dovuto accogliere gli uffici amministrativi dell’Asl 3 attualmente ospitati in via Bertani, via Maggio e all’ospedale Villa Scassi. Un progetto dal costo di circa 17 milioni di euro. Secondo il consigliere regionale della Lista Biasotti, Lorenzo Pellerano, impegnato da mesi sulla questione dell’ex ospedale psichiatrico, si tratta di una vera e propria ipotesi di scambio Regione-Fintecna immobiliare «La Regione doveva acquistare gli spazi di via Degola dalla società Quadrifoglio, riconducibile a Fintecna. Da un lato nel 2008 la Regione, tramite Arte, ha venduto gli immobili di Quarto ad una società Fintecna immobiliare (Valcomp due), dall’altro intendeva ricompensarla acquistando i locali di via Degola».

    «Fortunatamente l’operazione è stata bloccata – continua Pellerano – visto che, con colpevole ritardo, ci si è accorti che i locali non dispongono dello spazio sufficiente per ospitare tutti gli uffici amministrativi».

    Tornando al destino dell’ex ospedale psichiatrico il consigliere Pellerano sottolinea «Arte ha acquistato gli immobili a circa 1400 euro al metro quadro. Una cifra irrisoria se confrontata con i canoni di mercato della zona».
    Quindi il futuro dell’area è intrinsecamente legato alle opportunità offerte dal cambio di destinazione d’uso degli immobili ai fini di una loro una valorizzazione. Decisione che spetta al Comune di Genova ma se quest’ultimo non interverrà, la legge stabilisce che potrà farlo direttamente la Regione Liguria.
    In altri casi di dismissione del patrimonio immobiliare di aziende sanitarie liguri sono state previste alcune premialità a favore dell’acquirente, ad esempio l’aumento dei volumi «È ovvio che il prezzo al metro quadro scenderà ancora consentendo la possibilità di incrementare la residenzialità», precisa Pellerano.

    L’area dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto, nel nuovo Puc (Piano Urbanistico Comunale) approvato dalla giunta Vincenzi, è il Distretto di trasformazione urbana 2.09. Secondo le Norme di congruenza (Distretti) l’obiettivo della trasformazione è la «Riconversione del complesso dell’ex Ospedale di Quarto per la parte non più in utilizzo al SSN, per la costituzione di un insediamento residenziale integrato con un polo per attività direzionali e ad alto contenuto tecnologico del levante cittadino, associate a funzioni urbane compatibili e in connessione con il sistema della mobilità urbana».
    Il distretto è diviso in 3 settori: 1 e 2 comprendono l’area già di proprietà di Valcomp due; 3 l’area verde a nord.
    Nei primi due settori le Funzioni principali ammesse sono: Residenza, Industria, artigianato, Uffici, Strutture ricettive alberghiere, Servizi privati. Ma anche parcheggi privati e pubblici di livello urbano; le Funzioni Complementari ammesse sono: Connettivo urbano, Esercizi di vicinato.

    Nel terzo settore è previsto un «Progetto di opera pubblica per il completamento del parco pubblico».
    Le Norme di congruenza precisano «La trasformazione deve assicurare la conservazione dell’immagine paesaggistica complessiva, caratterizzata dalla diffusa e consistente qualificazione delle aree verdi ed alberate e del valore storico-monumentale dell’edificio dell’ex Ospedale Psichiatrico».

    L’area dove è ubicata la parte antica dell’ex ospedale, quella venduta ad Arte con l’ultima cartolarizzazione, non rientra nel distretto. Risulta, invece, in larga misura, un’area destinata a Servizi territoriali e di quartiere di valore storico paesaggistico. Mentre una porzione rientra nell’Ambito di conservazione dell’impianto urbanistico AC-IU.

    In quest’ambito le Funzioni principali ammesse sono: Residenza, strutture ricettive alberghiere, servizi privati, connettivo urbano escluso le sale da gioco polivalenti, le sale scommesse, bingo e simili, uffici, artigianato minuto, esercizi di vicinato e medie strutture di vendita nei limiti previsti dalla disciplina di settore. Le Funzioni complementari ammesse sono: attività produttive e artigianali. Ma anche Parcheggi privati: Parcheggi pertinenziali, parcheggi liberi da asservimento e parcheggi “fai da te”.
    La ristrutturazione edilizia è «Consentita, purché prevista da un progetto che ne dimostri la compatibilità sotto il profilo architettonico e funzionale, con la seguente limitazione: l’ampliamento volumetrico nel limite del 20% della S.A. esistente è consentito anche tramite la sopraelevazione di un solo piano». La nuova costruzione è «Consentita limitatamente a: parcheggi privati esclusivamente interrati per le quantità eccedenti le quote minime pertinenziali; nuovi edifici, mediante demolizione e ricostruzione di edifici esistenti nell’ambito del lotto, salvo che per gli edifici significativi sotto il profilo monumentale, architettonico, paesaggistico o documentario anche in relazione al contesto, con incremento della S.A. esistente nel limite del 30% esclusivamente per effetto di recupero di S.A. derivante da anticipati interventi di demolizione, fatta eccezione per gli edifici da destinare a strutture ricettive alberghiere da assoggettare a specifico vincolo di destinazione d’uso che possono incrementare la S.A. senza recupero della relativa S.A.».

    In definitiva «Quello che manca è un preciso disegno progettuale della Regione – conclude Pellerano – Vendere a tranche non è stata la scelta giusta e non ha permesso di ricavare le adeguate risorse economiche. Siamo di fronte ad una scellerata gestione del patrimonio immobiliare che non ha neppure tenuto conto delle esigenze del quartiere».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • BlaBlaBla: bando di concorso per illustratori

    BlaBlaBla: bando di concorso per illustratori

    Starbooks e VerbaVolant Edizioni presentano un concorso di illustrazioni dal titolo Immagini senza parole.

    Il concorso è aperto a illustratori italiani e non, senza limiti di età, che dovranno inviare fino a tre opere inedite e originali ispirate alle parole Bla bla bla. Le illustrazioni potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica e supporto, senza includere didascalie o testi al proprio interno.

    Si può partecipare fino al 30 settembre 2012. Le opere dovranno essere inviate via mail in formato jpeg all’indirizzo redazione@starbooks.it. A corredo si dovranno inviare i dati dell’autore e una liberatoria per consentire la pubblicazione gratuita online (scaricabile dal sito starbooks.it).

    Una giuria formata dallo staff dello Starbooks e da quello di VerbaVolant sceglierà il numero di illustrazioni che riterrà opportuno, a suo insindacabile giudizio. L’esito del concorso sarà comunicato tramite mail ai vincitori.

    A seguire verrà indetto un concorso letterario per racconti ispirati alla immagini scelte. Alla fine della seconda fase verranno selezionati i racconti e insieme alle immagini verrà prodotto un ebook gratuito.

    Il primo classificato nella sezione illustrazioni e il primo classificato nella sezione racconti riceverà in premio un libro di VerbaVolant edizioni.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Mai Più Respinti: Giornata Mondiale del Rifugiato, anche Genova è in prima fila

    Mai Più Respinti: Giornata Mondiale del Rifugiato, anche Genova è in prima fila

    Due documentari per aprire gli occhi, dibattiti e dialogo con il pubblico per focalizzare l’attenzione su un tema che chiama in causa i diritti fondamentali della persona, spesso calpestati impunemente a causa di spregiudicati accordi politici e per presunte ragioni di sicurezza.
    Il 20 giugno 2012, in occasione della Giornata internazionale dei rifugiati – inizialmente celebrata in alcuni paesi Africani, diviene mondiale con la Risoluzione 55/76 adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 4 Dicembre 2000 – anche Genova sarà protagonista dell’iniziativa “Mai Più Respinti” !

    «La Giornata Mondiale del Rifugiato 2012 vuole farci riflettere sulle difficili scelte che un rifugiato è spesso costretto a fare nel corso della propria vita alla ricerca di protezione – sottolinea l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Italia (UNHCR) – Rimanere e rischiare la vita in una zona di guerra? Fuggire e lasciare le persone che ami? Rimanere ed essere costretti a combattere? Rischiare la morte durante la fuga? Rimanere e rischiare la vita sotto le bombe? Fuggire e rischiare torture, violenze o qualcosa di peggio? Tu cosa faresti?».
    Questi sono solo alcuni esempi di scelte difficili e laceranti che nessuno dovrebbe mai trovarsi a dover affrontare. Perché nessuno sceglie di diventare rifugiato. Sono i conflitti e le violenze che separano milioni di rifugiati dai propri cari.

    Uno sforzo collettivo che nasce in seno alla società civile – promosso a livello locale dalle associazioni “Centro delle Culture Genova”, “Music for peace”, “Senza Paura” , “3Febbraio”, “Usciamo da Silenzio”, “Ya Basta! Genova” – avrà luogo in più di 80 città italiane, per porre fine alla barbara politica dei respingimenti imposta dai nostri politici ai danni di chi, in fuga da guerre e persecuzioni, dovrebbe essere invece accolto e tutelato.

    Come detto, nella nostra città saranno organizzate proiezioni speciali di due documentari.
    “Mare Chiuso”, realizzato da Andrea Segre e Stefano Liberti, presso il “Club Amici del Cinema” (via Carlo Rolando 15, Sampierdarena) alle ore 19:30. Il film – patrocinato da Amnesty International – racconta le vicende accadute tra il 2009 e il 2010 quando, in seguito al trattato di amicizia Italia-Libia del 2008 ed in applicazione degli accordi tecnici del 2007, centinaia di migranti in fuga dalle coste del Nord Africa sono stati respinti senza essere identificati né avere accesso alla procedura di asilo. Molti di essi erano richiedenti asilo, fuggiti da persecuzioni e guerre. Persone rispedite in Libia, dove sono state imprigionate, torturate e deportate dalla polizia di Gheddafi.
    Il 23 febbraio 2012 l’Italia è stata condannata per aver eseguito queste operazioni, ma ad oggi il Governo Italiano non si è ancora ufficialmente impegnato a non eseguire mai più respingimenti e troppa parte dell’opinione pubblica è ancora convinta della necessità o addirittura del successo di quelle pratiche.
    «L’Italia, di fatto, non ha mai rifiutato questi accordi – spiega Stefano Martini, Centro delle culture – L’obiettivo delle iniziative del 20 giugno è proprio quello di chiedere a gran voce che il nostro Paese rifiuti l’odiosa pratica dei respingimenti, sia in mare che in terra».

    E ieri, proprio in merito alle politiche di contrasto all’immigrazione, il quotidiano La Stampa, riportava stralci dell’accordo segreto siglato lo scorso 3 aprile tra Italia e Libia, con le firme del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri e del suo omologo libico, Fawzi Altaher Abdulati. Il processo verbale della riunione tra le due delegazioni sembra andare in direzione contraria rispetto alle aspettative degli organizzatori della giornata del Rifugiato, riconfermando, in sostanza, tutte le vecchie intese siglate da Roma con il dittatore Gheddafi. Così si legge nel documento «Nel quadro del consolidamento dei rapporti di amicizia tra la Libia e la Repubblica italiana dei trattati e degli accordi bilaterali finalizzati al rafforzamento di relazioni privilegiate in materia di contrasto all’imigrazione clandestina… l’Italia si impegna ad avviare immediatamente il programma delle forniture relativo a mezzi tecnici e attrezzature». Inoltre l’accordo stabilisce l’inizio della costruzione di «un centro sanitario a Kufra (sud della Libia al confine con Egitto, Sudan e Ciad, ndr) per garantire i servizi sanitari di primo soccorso a favore dell’immigrazione illegale». Ma in Libia, Paese che non ha sottoscritto la Convenzione di Ginevra del 1951 sul rispetto dei diritti umani, quello dei centri di accoglienza è un tema assai delicato. Durissima la reazione di Amnesty International che parla di «Un accordo che rischia di comportare gravi rischi per i diritti umani». Il punto più critico, come spiega il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury è «La mancanza di garanzie per i richiedenti asilo. Sembra che anche per il governo italiano pensi che in Libia non ci siano persone bisognose di protezione internazionale». Per quanto riguarda le presunte iniziative umanitarie il giudizio è tranchant «Kufra non è mai stato un centro sanitario nè tantomeno di accoglienza ma un centro di detenzione durissimo e disumano – conclude Noury – I cosiddetti centri di accoglienza di cui si sollecita il ripristino hanno a loro volta funzionato come centri di detenzione, veri e propri luoghi di tortura».

     

    Tornando al 20 giugno, sempre a Sampierdarena, presso la sede di Music for Peace (Via Balleydier 60,Sampierdarena), alle ore 21:00, seguirà la proiezione di “Io sono. Storie di Schiavitù” documentario di Barbara Cupisti. Un film che racconta le vicissitudini di rifugiati ma non solo, perché a subire soprusi e atteggiamenti discriminatori sono anche i migranti che in un modo o nell’altro riescono a fermarsi in Italia. Quindi storie di uomini sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli e donne costrette a vendere il proprio corpo sugli squallidi marciapiedi delle periferie italiane.

    «Chi fugge dal proprio Paese a causa di persecuzioni per motivi  di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche ha diritto ad ottenere la protezione internazionale – concludono gli organizzatori – Speriamo che questa giornata sia un’occasione di dibattito, confronto, denuncia e partecipazione».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]