Autore: erasuperba

  • Write the title you want: mostra interattiva in Sala Dogana

    Write the title you want: mostra interattiva in Sala Dogana

    Giovedì 28 giugno alle 18 inaugura in Sala Dogana di Palazzo Ducale una nuova mostra sul tema Write the title you want, che resterà aperta dal 29 giugno all’8 luglio con orario dal martedì alla domenica ore 15.00 – 20.00.

    Questo l’obiettivo della mostra.

    Cos’è un’opera d’arte? Un corpo singolo o una rete di relazioni e contaminazioni che la alimentano e la trasforma continuamente? Concentrando l’indagine nel momento di fruizione e interpretazione di un lavoro artistico, il corpo dell’opera si estende fino a diventare un processo creativo infinito, che inizia attraverso un solo individuo, l’artista, e si ricrea attraverso l’interpretazione di ogni fruitore, assumendo infinite forme e molteplici significati. “Write the title you want” è la rappresentazione visiva di un’opera come un intero processo creativo. Ogni fruitore può intervenire attivamente nel processo creativo modificando l’immagine dell’opera, interpretandola e decidendo infine il titolo del nuovo lavoro.

    [foto di Diego Arbore]

  • Cosa accadde a Genova il 30 giugno 1960?

    Cosa accadde a Genova il 30 giugno 1960?

    IL PRECEDENTE

    Quanti ricordano cosa accadde a Genova il 30 giugno 1960? Una pagina di storia forse marginale rispetto a tante altre, che i nati negli ultimi decenni a malapena conoscono, ma che può essere interessante riportare alla mente per scoprire una pagina in più della città in cui viviamo.

    Genova è rossa per tradizione. Le amministrazioni politiche che si sono succedute hanno sempre avuto bandiere di sinistra – che fosse più o meno rivolta al centro, rispettando le attuali definizioni di partito – e la sinistra in Italia del dopoguerra è anzitutto sinonimo di antifascismo.

    Il 30 giugno 1960 è avvenuta una delle più grandi manifestazioni di piazza che il capoluogo ligure ricordi, proprio allo scopo di contrastare ciò che rimaneva del Fascismo in Italia. In quei giorni sono anche avvenuti scontri tra la polizia e i manifestanti che hanno portato numerosi feriti, alcuni processi e un’emergenza nazionale di “ordine pubblico” che ricorda da vicino quanto accadde quarant’anni dopo nel corso del G8.

    A Genova si doveva infatti tenere il VI Congresso Nazionale del Movimento Sociale Italiano, una decisione che tutta l’opposizione di sinistra (all’epoca alla guida della città c’era infatti la Dc) ha contrastato partecipando a un corteo organizzato da ANPI e dalla Camera del Lavoro nelle giornate del 24 e 25 giugno. La contrarietà al congresso era soprattutto dovuta al fatto che Genova è una città decorata di medaglia d’oro della Resistenza e proprio da qui è partita l’insurrezione del 25 aprile 1945.

    Il corteo, che ha riguardato l’intera area del centro cittadino, si è concluso con scontri tra i manifestanti e la polizia. Il 28 giugno si è tenuta una nuova manifestazione con circa 30.000 partecipanti e il 29 giugno è stato indetto uno sciopero generale per il giorno seguente.

    Infine il 30 giugno si è tenuta l’ultima manifestazione, con una numerosissima presenza di persone e che ha però visto scatenarsi gli scontri più accesi tra polizia e manifestanti, anche dovuti alla scelta del governo centrale di scegliere la “linea dura” contro i manifestanti, con un bilancio conclusivo di 162 feriti tra gli agenti e circa 40 tra i manifestanti. Per ragioni di ordine pubblico il congresso fu annullato e il capo del governo Fernando Tambroni si dimise subito dopo.

    IL PRESENTE

    Al di là delle scaramucce pre e post elettorali, Genova ha ancora un’anima molto forte che afferma la propria ideologia politica in un’ottica quasi nostalgica, se pensiamo a quale significato ha oggi assunto il termine politica, troppo spesso identificata con questioni di partito e dove le idee vengono poste in secondo piano.

    Allo stesso modo i cortei e le grandi manifestazioni di piazza vengono quasi sempre ricordate per gli scontri più o meno gravi che puntualmente si verificano contro le forze dell’ordine, alla ricerca del chi ha cominciato e mettendo da parte le idee (quelle, mai violente) che hanno fatto nascere quegli eventi.

    Per questo ogni anno in città si celebra in qualche modo il ricordo di quei giorni. Quest’anno è stata scelta una serata di musica nel cuore del centro storico: venerdì 29 giugno 2012 a Santa Maria di Castello si terrà un concerto antifascista a partire dalle 18, con i gruppi Loto, Palconudo, Tony Roul e Trio Borges, proiezioni e interventi, animazioni per bambini e una mostra fotografica che ritrae quanto avvenne il 30 giugno 1960.

    Marta Traverso

  • Emergenza sfratti per morosità: Genova è al sesto posto

    Emergenza sfratti per morosità: Genova è al sesto posto

    Gli sfratti sono in aumento del 64% rispetto a 5 anni fa e quasi 56 mila famiglie italiane nel 2011 sono state raggiunte da un provvedimento di sfratto per morosità. Questi i dati agghiaccianti, ancora incompleti, forniti dal Ministero dell’Interno, numeri che confermano il perdurare della crisi economica e la difficoltà, per numerosi cittadini, di arrivare alla fine del mese.

    Nella classifica stilata dal Ministero, Genova si piazza al sesto posto per quanto riguarda il numero di ingiunzioni (797), preceduta solo da Roma (4678), Torino (2523), Napoli (1557), Milano (1115) e Palermo (941).

    Un problema, quello di non riuscire a pagare l’affitto, che riguarda l’87% dei casi di sfratto nel 2011complessivamente quasi 64 mila. Sono, invece, solo 832 i provvedimenti di sfratto emessi per necessità del locatore; 7471 per finita locazione. Le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale giudiziario sono state oltre 123 mila, mentre gli sfratti eseguiti circa 28 mila.

    «I dati del Ministero dell’Interno sugli sfratti del 2011, ancora incompleti, disegnano una condizione di sofferenza sociale acuta – spiega il Sunia, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari – quasi 64 mila nuove sentenze emesse di cui quasi 56 mila per morosità e 124 mila richieste di esecuzione forzata. Il dato degli sfratti è ancora in aumento su tutto il territorio nazionale e crescono di oltre l’11% le richieste di esecuzione forzosa degli sfratti con l’ufficiale giudiziario».

    «Nel 2011 gli sfratti per morosità sfiorano il 90% del totale contro l’85% dello scorso anno – continua il Sunia – a questi dati vanno aggiunte le conseguenze inevitabili derivanti dai tagli sociale effettuati dal Governo con l’azzeramento del fondo sociale per gli affitti che riguardava circa 300 mila famiglie con redditi bassi».

    In pratica, in assenza di adeguate iniziative di contrasto, Sunia calcola – per i prossimi 3 anni – circa 250 mila nuovi sfratti, di cui 225 mila per morosità incolpevole.

    «La situazione purtroppo non è nuova, anzi ormai la definirei endemica – denuncia Stefano Salvetti, segretario genovese di Sicet, Sindacato Inquilini Casa e Territorio – Noi, da tempo, chiediamo un cambiamento per quanto riguarda le normative di tutela. Oggi sono tutelati esclusivamente i soggetti con reddito annuo al di sotto dei 27 mila euro e figli minori a carico. E parliamo di una protezione per contrastare i provvedimenti di sfratto per finita locazione. Le persone sfrattate per morosità, invece, non dispongono di nessuna tutela».

    «Questi dati sono il risultato del disastro delle politiche abitative nel nostro Paese – continua Salvetti-  Dal 2009, quando la bolla speculativa del mattone ha innescato il rialzo, i canoni di mercato non sono più in linea con il reddito delle famiglie. Siamo stufi di sentir dire da autorevoli esponenti che è necessaria una politica di social housing. Questa non è una risposta alle esigenze delle fasce più deboli. Il social housing, infatti, altro non è che un canone medio, leggermente inferiore, dai 400 euro in su. In Italia, invece, occorre investire nell’edilizia residenziale pubblica, nelle vere e proprie case popolari con canoni dai 30-40 euro in su».

    «La cedolare secca non ha prodotto l’emergere del “nero” e neppure è stata utile per calmierare il mercato – sottolinea Salvetti – L’unica soluzione è incentivare i canoni concordati e defiscalizzarli al massimo. Sono 700 mila gli alloggi invenduti che potrebbero essere messi sul mercato a queste condizioni, fornendo un po’ di respiro alle famiglie italiane».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

     

     

  • Funerale dell’articolo 18: manifestazione in difesa dei diritti dei lavoratori

    Funerale dell’articolo 18: manifestazione in difesa dei diritti dei lavoratori

    Martedì la Camera con il voto di fiducia abolirà l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, ultima norma che offriva una tutela efficace contro i licenziamenti illegittimi.

    «Si tratta di un giorno di lutto per i lavoratori e le lavoratrici italiane scrivono gli organizzatori della manifestazione che si svolgerà oggi pomeriggio in Piazza De Ferrari a partire dalle 17.30Questa riforma non ha nulla a che vedere con il rilancio dell’economia ma si limita a cancellare il reintegro nel posto di lavoro nel caso di licenziamento illegittimo. D’ora in poi i lavoratori saranno ricattabili, potranno essere licenziati con qualsiasi pretesto, e possono solo sperare di ottenere un risarcimento ridicolo dopo una causa che durerà anni».

    Alla mobilitazione aderiscono ALBA Genova, Associazione Giuristi Democratici Genova, Attac-Genova, Centro Ligure di documentazione per la Pace, Circoli PRC Bianchini e Geymonat, CSP comunisti popolari, Comitato No Debito di Genova, Cobas Scuola Genova, Federazione dei Comunisti Anarchici Sez. N. Malara Genova, Pacifisti e pacifiste dell’ora in silenzio per la pace, Partito Comunista dei Lavoratori, PDCI Fed. di Genova, Rete Contro G8 per la globalizzazione dei diritti, Sinistra critica.

    Il corteo si muoverà da Piazza De Ferrari in direzione della sede del Partito Democratico, in Piazza della Vittoria «Comunicheremo loro la nostra rabbia ed il nostro lutto anche usando le armi dell’ironia e della creatività, cercando di fare in modo che nessuno più si lasci ingannare dal loro definirsi “di sinistra” e ” dalla parte dei lavoratori”» , sottolineano i promotori.

    «Questa riforma liberalizza i contratti a tempo determinato fino ad un anno, abolendo il principio (vigente dal 1962) che stabilisce che il contratto a tempo indeterminato è la regola. Solo una delle 47 forme di contratto precario attualmente esistenti verrà eliminata».

    Un salto indietro di 50 anni che si pone in aperto contrasto con l’art. 1 della Costituzione. Una riforma «Approvata con il sostegno convinto del Partito Democratico che anzi ha proposto ed ottenuto di aumentare da sei mesi (proposta Fornero), ad un anno la possibilità di stipula di contratti a termine senza causaleconcludono gli organizzatori – Il Partito Democratico ha ormai scavato un solco incolmabile con le classi lavoratrici, tradendo le proprie radici che affondano nel più grande partito comunista europeo e tradendo il proprio elettorato che continua a credere che sia ancora un partito di sinistra».

  • Rural Indie Theatre IV: bando di concorso per opere teatrali

    Rural Indie Theatre IV: bando di concorso per opere teatrali

    Arte di Strada teatro attoriRural Indie Theatre è il festival teatrale associato a Rural Indie Camp, rassegna di musica indipendente che  da nove anni si svolge in Valle Scrivia nella prima metà di settembre. Ogni anno in occasione dell’evento viene bandito un concorso di teatro contemporaneo aperto a compagnie di recente formazione, provenienti da Genova e da tutta Italia.

    L’edizione 2012 ospiterà quattro performance site-specific di max 20 minuti l’una. Per partecipare alla selezione è necessario inviare una scheda di iscrizione e un breve video di presentazione entro il 15 luglio 2012 via mail all’indirizzo gruppoteatrocampestre@gmail.com. Gli autori delle quattro opere scelte riceveranno un rimborso spese di 300,00 euro + vitto e alloggio per la loro esibizione. Sarà poi scelta una giuria che valuterà gli spettacolo e decreterà il migliore.

    Il concorso è aperto a tutti i gruppi teatrali e i singoli di età inferiore ai 35 anni. Il progetto proposto non deve necessariamente essere inedito, ma deve corrispondere ai seguenti requisiti:
    -deve poter essere proposto in uno spazio alternativo e dunque riportare delle scelte tecnico-registiche consone al luogo della rappresentazione;
    -la compagnia deve provvedere autonomamente alle attrezzature necessarie per l’allestimento e fornire un breve progetto di messa in scena;
    -la performance proposta in fase finale non dovrà superare i 20 minuti;
    -l’orario della performance, in base alle condizioni di luce, verrà deciso dalla compagnia insieme all’organizzazione;
    -in caso di pioggia la performance verrà messa in scena in una location al coperto scelta dall’organizzazione e mostrata alla compagnia al momento del suo arrivo.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Fegino, Centrale del latte: Comune e Municipio a fianco dei lavoratori

    Fegino, Centrale del latte: Comune e Municipio a fianco dei lavoratori

    La scorsa settimana, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è svolto un incontro con Parmalat, alla presenza di tutte le organizzazioni sindacali, in merito alla discussione sul piano industriale del Gruppo. Purtroppo in questa occasione è stata annunciata l’intenzione di razionalizzare i siti produttivi nazionali attraverso la chiusura degli stabilimenti di Como, Genova e Pavia.

    Le Segreterie FAI, FLAI, UILA e RSU dello stabilimento Parmalat di Genova hanno dichiarato a gran voce la loro ferma contrarietà alla posizione espressa dall’azienda e hanno convocato per la mattina di lunedì 25 giugno un’assemblea del personale dipendente Parmalat presso lo stabilimento di Fegino, in via De Calboli, per informare i lavoratori sul piano presentato da Parmalat e concordare le iniziative conseguenti, al fine di scongiurare il rischio chiusura.
    «Questo problema aggrava la situazione del settore industriale zootecnico genovese e ligure sottolineano i sindacati – reso già molto pesante da anni di disimpegno di Parmalat sul nostro territorio che oltre a mettere in discussione molti posti di lavoro e una realtà storica produttiva genovese, mette in difficoltà le aziende locali dell’intera filiera lattiero casearia della Liguria».

    In difesa dello storico stabilimento della Val Polcevera, si è schierato, fin da subito, il Municipio «Quando penso alla Centrale del latte il mio ricordo va alla visita fatta in quarta elementare con la mia classespiega Iole Murruni, Presidente Municipio Val Polcevera – Erano gli anni ’60 e la produzione era appena passata dalle bottiglie ad i moderni tetrapak fatti a triangolo a strisce bianche e blu. Penso che questo ricordo abbia accompagnato generazioni di bambini che, come le mie figlie, hanno potuto fare questa esperienza. Nel tempo la nostra gloriosa centrale ha passato varie traversie contraddistinte negli ultimi anni da un progressivo declino per cui la realtà di oggi, purtroppo, non è più quella del mio ricordo di bambina. Ma da domani questa gita scolastica non si potrà più fare perché l’Azienda proprietaria, il gruppo Parmalat, ha deciso di chiudere la fabbrica».

    Il Municipio Val Polcevera, dunque, manifesta grande preoccupazione e contrarietà verso l’intenzione manifestata dalla Parmalat «Desidero esprimere massima solidarietà alle iniziative e alle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori di questo storico e importante insediamento produttivo della vallata –  continua Murruni – Questa paventata chiusura si va ad inserire nel progressivo depauperamento della realtà produttiva polceverasca e cittadina ed aggrava la situazione del settore industriale zootecnico reso già molto pesante da anni di disimpegno di Parmalat sul nostro territorio. La chiusura del sito di Fegino mette in discussione posti di lavoro e provoca situazioni drammatiche per altrettante famiglie soprattutto se si considera la situazione di grave crisi economica che stiamo attraversando ed inoltre mette in seria difficoltà le aziende locali di tutta la filiera lattiero casearia».

    La centrale del latte di Genova è un patrimonio della Valpolcevera e di tutta la città, ribadisce il Municipio «Un patrimonio di noi tutti,  lavoratori, produttori ed anche consumatori – conclude Murruni – per questo è necessario opporsi con forza alla scelta prefigurata dal piano industriale del gruppo Parmalat che vuole chiudere, dopo 77 anni di vita, questa storica realtà produttiva genovese».

    Sulla stessa lunghezza d’onda si è schierata l’amministrazione comunale, per voce dell’assessore allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro, Francesco Oddone «L’annuncio di Parmalat è fonte di grande preoccupazione ed anche di indignazione – ha dichiarato Oddone – In questo modo verrebbe confermata l’ipotesi di trasformazione della Centrale del latte da sito produttivo a sito logistico. Di conseguenza si determinerebbero pesanti ricadute, a livello occupazionale, sul territorio genovese: stiamo parlando di 60 persone oltre ad un ulteriore ed importante quota di indotto».

    «La civica amministrazione si schiera senza se e senza ma a fianco dei lavoratori – conclude Oddone – e affronterà la questione insieme alla Regione Liguria per mettere in campo tutte le iniziative utili a salvaguardare l’occupazione, le professionalità e l’attività produttiva nel suo complesso. Per favorire la ricerca di soluzioni alternative su scala “locale” viste le ricadute di questo tipo di gestione “globale” da parte di Parmalat».

     

    Matteo Quadrone

  • Ideas on the move: bando di concorso per nuove idee imprenditoriali

    Ideas on the move: bando di concorso per nuove idee imprenditoriali

    startup ideaC’è tempo fino al 30 settembre 2012 per partecipare al concorso internazionale Ideas on the move a cura dell’associazione Giovani senza frontiere, bando per idee imprenditoriali innovative rivolto a giovani dai 18 ai 35 anni allo scopo di dimostrare che il lavoro si può creare e inventare partendo da un’idea innovativa.

    Per partecipare è necessario presentare un progetto in uno dei seguenti ambiti: innovazione d’impresa (diviso in ICT; Green Economy; Economia dei saperi); turismo (promozione e tutela del patrimonio ambientale, storico e artistico); utilità sociale e impegno civile. Il materiale dovrà essere caricato sul sito ideasonthemove.eu.

    Al termine del concorso una giuria esaminerà tutte le proposte e verranno selezionate 10 idee progettuali per ogni Paese partecipante: inoltre gli autori avranno l’opportunità di incontrare potenziali investitori, istituzionali e privati.

  • Quarto, ex ospedale: cercasi idee per organizzare un evento

    Quarto, ex ospedale: cercasi idee per organizzare un evento

    La cultura come viatico per sensibilizzare al recupero di luoghi dimenticati della nostra città, come l’ex ospedale psichiatrico di Quarto.

    Questa sera (lunedì 25 giugno, ndr) alle 17 si terrà proprio lì un incontro organizzato dal Circolo Oltre il Giardino, che invita tutti gli interessati – singoli cittadini, enti, cooperative e associazioni – a scambiarsi idee e proposte per organizzare tre giorni di incontri, teatro, poesia, cinema e ogni altra iniziativa culturale dentro l’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto.

    Per ulteriori informazioni o per inviare la propria adesione all’iniziativa si può scrivere all’indirizzo mail oltreilgiardino.ge@yahoo.it.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Istituto Brignole: la gara per la ricerca dei privati è stata un fallimento

    Istituto Brignole: la gara per la ricerca dei privati è stata un fallimento

    Albergo dei PoveriLa situazione dell’istituto per anziani Emanuele Brignole di Genova – dopo che la gara bandita per costituire una società mista, con la cessione del 49% delle quote a un socio privato, è andata deserta – diventa complicata e sul futuro dell’antico Albergo dei poveri pesano diverse incognite.

    I lavoratori, terminata un’occupazione durata alcuni mesi, continuano lo stato di agitazione perchè la gestione scellerata dell’azienda di servizi alla persona ha procurato inevitabili disagi, oltre ai dipendenti, anche a 400 anziani e 700 famiglie che «Sono al nostro fianco e condividono le ragioni della protesta», spiega Donatella Rizzo, segreteria Cgil Funzione pubblica. L’Istituto Brignole, come è noto, si trova in una pesante crisi finanziaria con un debito stratosferico di circa 45 milioni di euro.

    Tutte le sigle sindacali in questi mesi si sono battute per contrastare le politiche della Regione Liguria in materia di assistenza sanitaria e socio-assistenziale, in particolare contro la decisione, presa unilateralmente, di non mantenere il contratto attualmente in essere per i lavoratori, e privatizzare, attraverso gara, il 49% dell’azienda, di fatto svendendola.

    «Evidentemente, l’aver voluto tutelare molto l’azienda, la parte pubblica, nella stesura del bando, ha ridotto l’appeal dei privati, in un momento di grave crisi economica», ha detto l’assessore al Welfare della Regione Liguria Lorena Rambaudi. Per l’assessore, inoltre, il fatto di avere i dipendenti in agitazione a causa del mancato accordo sindacale, non ha facilitato lo sbocco della gara.

    Non è dello stesso avviso la Cgil «Regione Liguria e Comune di Genova hanno sostenuto che tecnicamente era impossibile inserire nei capitolati di gara una pregiudiziale che consentisse di garantire gli attuali contratti dei dipendenti – spiega Rizzo – Invece, secondo i nostri legali, non è così e ci sono diverse sentenze in questo senso. A questo punto noi pensiamo ci fosse una precisa volontà politica nel voler privatizzare l’azienda grazie all’abbassamento del costo del lavoro. Il tentativo però è fallito e si tratta di un’evidente sconfitta della politica».

    D’altra parte, ricordano i sindacati, ben 5 piani aziendali non sono stati in grado di invertire la rotta  perchè è arduo ripianare un simile deficit «Se non vengono sfiorate minimamente le responsabilità principali del disastro finanziario – spiega Rizzo – dirigenti che si sono dimostrati incompetenti generando un buco milionario». E proprio in merito allo sperpero di denaro pubblico i sindacati annunciano che a breve presenteranno un esposto alla Procura.

    Inoltre, precisa Rizzo «In un contesto difficile come quello del Brignole era immaginabile che dei seri imprenditori non avrebbero partecipato alla gara. Manca, infatti, un altrettanto serio interlocutore, che si assuma le proprie responsabilità, ma finora le istituzioni pubbliche hanno preferito nascondere la testa sotto terra invece di impegnarsi a fondo per risolvere i problemi».

    Ma dunque qual è il futuro dell’istituto Brignole, dei suoi 300 dipendenti e dei numerosi ospiti?

    I possibili scenari sono due. Un nuovo bando di gara più articolato e con parametri più flessibili, soluzione improponibile per la Cgil «Perchè si dovrebbero diminuire ulteriormente i costi del lavoro e a pagare sarebbero sempre i dipendenti». Oppure non è da esludere la soluzione più drastica, ovvero la chiusura definitiva dell’esperienza Brignole.

    La situazione per i lavoratori resta molto tesa «Vogliamo capire ora cosa succederà – conclude Rizzo – Abbiamo chiesto di aprire un tavolo con Comune e Regione. Speriamo nella nuova giunta di Marco Doria e soprattutto il nostro auspicio è che la Regione abbandoni le sue posizioni ideologiche e sia disponibile a confrontarsi con i lavoratori».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Cartellino rosso al razzismo: torneo di calcio antirazzista

    Cartellino rosso al razzismo: torneo di calcio antirazzista

    Sabato 23 e domenica 24 giugno si svolgerà la sesta edizione di Cartellino rosso al razzismo!, il torneo genovese di calcio antirazzista organizzato dal Comitato Uisp di Genova e da Macaia Associazione per i diritti di cittadinanza. La manifestazione, inserita nel calendario nazionale delle iniziative “Aspettando i Mondiali Antirazzisti”, si svolgerà presso il Campo sportivo Negrotto di Serra Riccò, in località Mainetto.

    Dalle ore 14 di sabato, e sino alle 20 di domenica, saranno ben ventiquattro le squadre, formate all’interno di reti del terzo settore, comunità associazioni di tifosi, rappresentative dei centri sociali genovesi, che si incontreranno in gare di calcio a 7 autoarbitrate, sul modello dei Mondiali Antirazzisti, per aggiudicarsi l’ambito trofeo del torneo genovese contro tutte le discriminazioni e il razzismo, contro l’esclusione e per i diritti di cittadinanza per tutti e tutte. In un momento in cui il calcio professionistico sembra irrimediabilmente compromesso e sta infliggendo a tifosi ed appassionati molte delusioni – si pensi alle vicende del calcio scommesse – solo ripartendo “dal basso” e dalla passione, si può restituire al calcio la dignità di uno sport popolare, che deve tornare ad essere solo un gioco, di tutti e per tutti.

    La manifestazione è organizzata grazie alla partecipazione attiva delle associazioni e dei gruppi Lokomotiv Zapata, Aut aut 357, Skro, Black Power, Spartaco Uds, Fratelli nel mondo, Sporting Baracca, La Salle Ghebì, Chico Mendes Sampierdarena, Nueva Vida, Parterre, Freak Brothers, Olympic Maghreb, GAV, Laboratorio Sociale Occupato Autogestito Buridda, Maghreb Sampdoria, Master of the Streets, La Resistente, 26 luglio traslochi, Centro West, Leoni du Senegal e Polisportiva Uppercut Alessandria.

    Un percorso iniziato nel 2005 con la prima edizione e che ha visto nel corso di questi anni la capacità di essere espressione di una rete di persone ed iniziative territoriali che, attraverso decine di iniziative di confronto, dibattito, “calcio di strada” e musica, hanno inteso lo sport ed il calcio come un’irrinunciabile occasione comunitaria di festa, incontro, agonismo sportivo, antifascismo ed antirazzismo. Il progetto alla base del torneo, infatti, è quello di diffondere le buone pratiche dello sport per tutti e dello sport di cittadinanza, di mettere in rete realtà che operano sul territorio, contro ogni forma di razzismo, per parlare a tutti e con tutti il linguaggio della solidarietà e del mutuo soccorso da opporre ad una società sempre più fondata su individualismo, paura ed esclusione.

    Cartellino rosso al razzismo! 2012 rappresenta, dopo la kermesse “Tutti i colori del calcio” andata in scena A Sampierdarena dal 12 al 14 giugno, l’ultimo degli appuntamenti di quella che è stata la ricca primavera uispina genovese dedicata all’avvicinamento ai Mondiali Antirazzisti, la grande festa internazionale contro ogni discriminazione organizzata dall’Uisp dal 4 all’8 luglio a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, presso il Parco di Bosco Albergati. Per il sedicesimo anno, sport, musica, cinema, cultura, divertimento, storia, gastronomia, impegno civico e lotta al razzismo saranno gli ingredienti base di una grande festa che mantiene anche quest’anno una prerogativa non secondaria: la partecipazione è completamente gratuita.

    200 squadre di calcio a 7 provenienti da oltre 25 paesi diversi e in rappresentanza di 50 nazionalità si confronteranno nel torneo meno competitivo del mondo. Chi vincerà il torneo Cartellino rosso al razzismo” parteciperà ai Mondiali insieme a giocatori e volontari del Lokomotiv Zapata. Squadra fresca vincitrice, tra l’altro, del Campionato provinciale Amatori a sette 2011-2012 della Lega calcio Uisp Genova. Oltre al calcio ci saranno poi tornei di pallacanestro, pallavolo, rugby e cricket. Quest’anno, poi, partecipare ai Mondiali rappresenterà anche un modo concreto per aiutare le popolazioni emiliane colpite dal terremoto. Info e iscrizioni sul sito www.mondialiantirazzisti.org

  • Cucinare con gli avanzi: bando di concorso di ricette

    Cucinare con gli avanzi: bando di concorso di ricette

    La Provincia di Savona ha bandito il concorso di ricette Una ricetta al giorno toglie i rifiuti di torno, per sensibilizzare il cucinare senza sprechi riutilizzando gli avanzi.

    Una sfida per tutti coloro che amano la buona cucina e al tempo stesso vogliono sostenere l’ambiente: chiunque conosca ricette che contribuiscono a riutilizzare gli avanzi dei pasti potranno inviarla alla Provincia di Savona entro l’11 settembre 2012.

    Le ricette potranno essere inviate in uno dei seguenti modi:
    – via mail all’indirizzo ceap@provincia.savona.it indicando nell’oggetto “Concorso Riciclo-Ricette” e specificando nel testo nome e cognome, recapito telefonico del partecipante ed eventuale nickname;
    – via posta in busta chiusa a “Provincia di Savona – Settore Tutela del Territorio e dell’Ambiente – Via Amendola 10, 17100 Savona” indicando sulla busta “Concorso Riciclo-Ricette” e specificando oltre alla ricetta anche nome e cognome, recapito telefonico del partecipante ed eventuale nickname.

    Una giuria di esperti selezionerà le ricette e le tre giudicate migliori saranno riprese da un operatore video e pubblicate sul sito della Provincia, all’interno della rubrica dedicata agli eco-consigli.

  • Istat: la fiducia dei consumatori è sempre più bassa

    Istat: la fiducia dei consumatori è sempre più bassa

    A giugno l’indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce dall’ 86,5 di maggio all’85,3 odierno. Lo rileva l’Istat. Si tratta del livello più basso da gennaio 1996.
    I giudizi e le aspettative sulla situzione economica dell’Italia risultano in peggioramento: il saldo dei primi scende leggermente (da -140 a -141), mentre quello relativo alle aspettative registra un calo marcato (da -81 a -92). Aumenta il saldo relativo alle attese sulla disoccupazione (da 114 a 121).

    La fiducia dei consumatori circa la situazione economica del nostro Paese segna un nuovo minimo storico. Un dato agghiacciante, secondo Federconsumatori, che testimonia come il livello raggiunto dagli oneri che pesano sulle spalle delle famiglie, a partire dall’IMU, incidano in maniera negativa sulle condizioni e sulle aspettative di queste ultime.

    «Per noi che denunciamo questo andamento da ancora prima che la manovra depressiva del Governo entrasse in vigore, non è affatto una sorpresa – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, di Federconsumatori – L’aumento dell’IVA, l’aumento delle accise sui carburanti e la reintroduzione dell’IMU sono solo alcuni dei fattori che, addossando il carico della crisi unicamente sulle spalle dei cittadini, hanno condotto il Paese nella drammatica situazione in cui si trova oggi».

    «L’aumento della tassazione nel 2012 (pari a +1157 Euro a famiglia solo in termini diretti) equivale a ben 2,46 mesi di spesa alimentare di una famiglia media – continuano Trefiletti e Lannutti –  O, addirittura, tale importo è pari a quanto spende una famiglia media in cure per la salute in 5,8 mesi».

    «Basta guardare a questi esempi per comprendere gli enormi sacrifici che le famiglie sono costrette a sostenere in questo difficile momento – concludono gli esponenti di Federconsumatori – Per questo è indispensabile intervenire immediatamente per riequilibrare la situazione, con politiche di investimento per dare lavoro soprattutto ai giovani, aumentando così il potere di acquisto delle famiglie».

  • Sanità: una sentenza boccia l’accorpamento delle chirurgie

    Sanità: una sentenza boccia l’accorpamento delle chirurgie

    Ospedale Villa ScassiUna sentenza dei giudici del lavoro del Tribunale di Genova boccia l’accorpamento di 4 chirurgie stabilito dall’Azienda sanitaria locale genovese in ottemperanza alla delibera regionale che chiede di eliminare le strutture complesse “doppie”.
    L’Asl 3, infatti, in merito alla riorganizzazione delle chirurgie, prevede una sola struttura di chirurga generale in luogo delle 4 oggi esistenti.

    «L’intera area del Ponente rischia di essere ridotta a 34 posti letto – era stato l’allarme lanciato alcuni mesi fa dal sindacato autonomo FialsNulla o quasi per una popolazione di 300 mila abitanti che fa capo ormai solo al Villa Scassi. Ciò significa dire ai cittadini che abitano da Sampiardarena a Voltri, in Val Polcevera e Valle Scrivia, di rivolgersi tutti al Galliera o al San Martino».

    Antonino Longo è il primario che si è visto cancellare la sua struttura e non ha esitato a percorrere le vie legali. La magistratura ha accolto il suo ricorso. I giudici hanno stabilito che il professore Longo ha «diritto a permanere alla direzione della struttura complessa di chirurgia dell’ospedale Villa Scassi» e, contemporaneamente, ha condannato l’Asl 3 a «rifondere alle parti costituite le spese di questa fase cautelare».

    L’azienda sanitaria locale genovese ha affidato ad un bando interno, deliberato il 20 febbraio scorso, l’attribuzione del nuovo incarico dirigenziale. Ma, secondo il primario ricorrente, l’Asl 3 ha agito in assenza dell’autorizzazione regionale (ovvero una specifica delibera) per cui l’accorpamento andava letto come il preludio dell’anticipata risoluzione dell’incarico dirigenziale.

    Ora il reintegro apre una nuova pagina, dagli sviluppi imprevedibili, per quanto riguarda la riorganizzazione sanitaria.
    L’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, non ha rilasciato nessuna dichiarazione e neppure l’Asl 3 ha voluto commentare la sentenza.

    Ad intervenire, invece, è stato il consigliere regionale Matteo Rosso (Pdl) che ha annunciato di aver presentato un’interrogazione urgente per chiedere spiegazioni in merito alla notizia della sentenza del Tribunale genovese che da ragione al direttore dell’unità di Chirurgia del Villa Scassi e che di fatto blocca l’accorpamento dei 4 reparti «Voglio sapere a questo punto cosa succederà – spiega il consigliere regionale del Pdl – la sentenza stoppa il processo di accorpamento dei reparti di Chirurgia tra gli ospedali Gallino e Villa Scassi, questo cosa comporterà?».

    «Oltre al fatto grave che il medico si sia dovuto fare giustizia da solo, l’aspetto sconvolgente di questa vicenda è che la stessa sentenza del Tribunale afferma, tra le altre cose, che la Asl sia andata oltre ai poteri decisionali che le erano stati attribuiti della Regione – continua Rosso – Ritengo che questo sia un fatto molto pesante, un errore che non solo ha creato problemi e disagi, oltreché disservizi, ad operatori sanitari e pazienti, ma ha penalizzato e colpito duramente il sistema sanitario genovese, comportando tutta una serie di conseguenze anche negative legate a questa riorganizzazione mancata, ma avrà comportato anche un dispendio di risorse economiche».

     

    Matteo Quadrone

  • Laboratori Papage: spettacolo teatrale al Castello di Nervi

    Laboratori Papage: spettacolo teatrale al Castello di Nervi

    NerviVenerdì 22 giugno 2012 a partire dalle ore 19 la sede dell’ANPI di Nervi, sulla passeggiata Anita Garibaldi presso il castello, ospita la rappresentazione degli elaborati finali degli allievi che hanno partecipato ai laboratori teatrali condotti da Officine Papage Compagnia Teatrale diretto da Marco Pasquinucci, al suo primo anno di collaborazione con ANPI G. Tasso, con lo spettacolo Le mie donne del gruppo adulti, formato da Raffaella Crovetto, Camilla Cicciarelli, Paola Beragnoli, Marina Marchiò, Bruna Martinelli, Teresa Gatto.

    A seguire, alle 19.45 nella sala grande al piano terra, il gruppo bambini, seguiti da Teresa
    Gatto ed Elisa Occhini, si esibirà in Volevo dirti che… una leggera serie di sketch, esercizi e
    improvvisazioni che fanno riflettere su quanto siano simili e (difficili!) le relazioni con gli altri, su e
    giù dal palcoscenico.

    Da settembre 2011 le due realtà concorrono alla realizzazione di una serie di laboratori di Teatro di Cittadinanza, che mira a far incontrare e conoscere il teatro alla gente comune. Da ottobre 2011 a maggio 2012, tre gruppi, laboratorio dei piccoli, laboratorio adulti e laboratorio over 65, si sono incontrati presso il Castello di Nervi, due ore la settimana, dedicandosi al lavoro sul “raccontare” e “raccontarsi”, al mettersi alla prova, allo stare insieme, al divertirsi faticando.

    Fra un’esibizione e l’altra il pubblico potrà gustare un aperitivo offerto dall’ANPI G. Tasso.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Bicicletta è: bando di concorso e mostra di fotografia

    Bicicletta è: bando di concorso e mostra di fotografia

    Bciciletta in cittàLa sede genovese di Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, ha indetto il concorso fotografico Bicicletta è… in collaborazione con la libreria Finisterre e la biblioteca Berio.

    Le foto dovranno rappresentare l’uso della bici attraverso la più ampia libertà tecnica-espressiva; non sono consentite elaborazioni digitali.

    La partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti i fotografi non professionisti. Si possono inviare fino a tre foto, a colori o in b/n, stampate su carta fotografica, della dim. 20×30 o formato A4. Ogni foto dovrà riportare sul retro il titolo, nome e cognome dell’autore, e deve essere inserita in
    busta chiusa con allegata la scheda di adesione firmata.

    Le fotografie dovranno essere portate a mano o spedite entro il 10 settembre 2012 alla libreria Finisterre (piazza Truogoli di Santa Brigida 25).

    La premiazione avverrà a settembre alla Sala Chierici della Biblioteca Berio. I tre vincitori riceveranno in premio dei buoni acquisto e la foto del primo classificato sarà utilizzata per la copertina del programma del Circolo ADB Genova del 2013.

    Le fotografie migliori saranno inoltre esposte il 19 settembre in una mostra collettiva presso la Biblioteca Berio.