Autore: erasuperba

  • Ospedale Villa Scassi: chiuso il bar interno, 5 dipendenti senza lavoro

     

    Altre cinque  persone, in un periodo nero segnato da una terribile crisi economica, perdono il loro posto di lavoro. Nessuna protesta, nessun clamore, silenzio assordante sui media, la disoccupazione continua a mietere vittime nell’indifferenza generale.

    Accade all’ospedale Villa Scassi, dove da meno di un mese è stato chiuso definitivamente il bar-spaccio interno al nosocomio, un servizio  utile e frequentato quotidianamente dai dipendenti.

    Una società privata aveva in gestione il locale da quasi 10 anni, una forma di esternalizzazione del servizio che permetteva all’azienda ospedaliera, se non di produrre utili, almeno di risparmiare risorse finanziarie. Il contratto è però scaduto nell’agosto di quest’anno e l’Asl 3 ha ritenuto di non bandire un’altra gara per l’affidamento del bar. Oggi l’alternativa per i lavoratori del Villa Scassi è rappresentata dalla presenza capillare di una serie di distributori automatici di generi alimentari.

    Quindi le macchine, per l’ennesima volta, hanno sostituito gli uomini, in quella che è indubbiamente una piccola storia ma esemplificativa di una tendenza che va per la maggiore.

    La motivazione ufficiale dell’Asl 3 in merito a questa decisione è la necessità di recuperare gli spazi per un loro nuovo utilizzo. L’azienda assicura infatti che i locali liberati saranno destinati a fini sanitari, in particolare si ipotizza per il servizio di sterilizzazione.Vedremo nelle prossime settimane se davvero saranno rispettati gli impegni.

    Indubbiamente non rientra tra le prerogative dell’azienda sanitaria, quella di preoccuparsi della conservazione dei posti di lavoro di un soggetto privato, ma quando ci troviamo di fronte ad una gestione pubblico-privata come nel caso in questione, ci aspetteremmo magari maggiore attenzione e la giusta cautela, prima di assumersi la responsabilità di decisioni drastiche che, direttamente o meno, bruciano sulla pelle di cinque lavoratori.

     

     

    Matteo Quadrone

     

  • Trasporto pubblico, Vesco: “I tagli porteranno a una vera catastrofe”

    Trasporto pubblico, Vesco: “I tagli porteranno a una vera catastrofe”

     

    Pesanti tagli per il trasporto pubblico locale nella nostra regione a partire da gennaio 2012, ma la vera mannaia si potrebbe abbattere sulla testa di cittadini e pendolari con l’arrivo di aprile. E’ questo il senso della manovra regionale annunciata stamattina dall’Assessore regionale ai trasporti, Enrico Vesco.

    La legge di stabilità appena approvata ha confermato infatti lo stanziamento di soli 400 milioni per il 2012 per il Tpl. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario la Liguria ha a disposizione solo 22 milioni. Erano ben 97 nel 2010 e 75 nel 2011, questo per comprendere la  gravità della situazione.
    “Siamo sotto di almeno 30 milioni e dubito che arrivino queste risorse”, ha dichiarato Vesco,  di conseguenza la giunta regionale, nel bilancio di previsione, ha stanziato ulteriori fondi per arrivare a quota 55 milioni.

    La manovra prevista si articolerà in due fasi.
    I primi provvedimenti scatteranno a gennaio 2012 e comporteranno un aumento tariffario pari al 10% del biglietto di corsa semplice e al 5% per gli abbonamenti. Inoltre ci sarà una riduzione del servizio ferroviario esclusivamente nei giorni di sabato, domenica e festivi.
    “Toglieremo i treni con meno affluenza senza toccare le esigenze dei pendolari”, spiega l’Assessore. In pratica la riduzione si misurerà in qualche decina di treni in meno al giorno e permetterà di recuperare circa 3 milioni. Mentre dagli aumenti tariffari la regione conta di recuperare altri 5 milioni per un totale di 8 milioni di euro.

    “La giunta regionale ha deciso di evitare tagli drastici almeno fino alla fine di febbraio nell’attesa di un provvedimento del nuovo governo – aggiunge Vesco – l’impegno della Regione Liguria insieme alle altre regioni italiane è quello di aprire un confronto con il nuovo governo per ottenere le risorse aggiuntive che erano state promesse, ma non inserite nella legge di stabilità”.

    In caso contrario, se non dovessero arrivare i fondi, scatterà la fase due della manovra, quella che in sostanza, rischia di cancellare il trasporto pubblico nella regione Liguria, “Una vera catastrofe” la definisce Vesco.
    Parliamo di una manovra pesantissima che partirebbe ad aprile e porterebbe alla riduzione del 40% dei treni, vale a dire ben 260 treni in meno al giorno.

    Per quanto riguarda invece il trasporto su gomma, altro nodo dolente, nel 2012 la Liguria ha a disposizione 100 milioni, 20 in meno del 2011. Ma ricordiamo che nel 2010 la somma a disposizione raggiungeva quota 135 milioni.

    Qui l’obiettivo, come ha spiegato l’Assessore, è quello di accelerare il percorso di una nuova legge che porti all’aggregazione delle diverse aziende di trasporto liguri. Insomma la creazione di un azienda unica per il trasporto regionale potrebbe concretizzarsi entro la fine del 2012.

    “Abbiamo costituito un tavolo tecnico – dichiara Vesco- c’è condivisione a livello politico (Comune e 4 Province interessate) e a livello sindacale, mentre per quanto riguarda le aziende si stanno lentamente convincendo a intraprendere questa direzione”.

    Per il momento il trasporto su gomma non  prevede aumenti tariffari perchè, dice ancora l’Assessore “Abbiamo chiesto alle aziende di trasporto di non prendere decisioni immediate”, in pratica anch’esse sono state invitate ad aspettare la scadenza di fine febbraio 2012, in modo da constatare se arriveranno davvero le necessarie risorse aggiuntive. Se così non fosse, anche in questo settore è altamente probabile un aumento del costo di biglietti e abbonamenti.

     

    Matteo Quadrone

  • Paolo Putti, incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle

    Paolo Putti, incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle

    Paolo PuttiIn occasione della 25° edizione della Festa della Zucca di Murta, abbiamo incontrato Paolo Putti, portavoce del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative.

    Educatore, attivista nel movimento No gronda, visti i tuoi numerosi impegni la prima domanda che sorge spontanea è come mai hai deciso di intraprendere questa avventura?

    Ho condiviso per tre anni un percorso di relazione con la gente di Genova e del territorio della Valpolcevera. Tutte queste persone e altre ancora del Movimento 5 stelle mi hanno chiesto di dedicare alcuni anni per provare a rilanciare la città e così dopo averci riflettuto con la mia famiglia ho deciso di provare.

    Una “piccola” candidatura come la tua, quella di un uomo che proviene dalla società civile, come affronterà il confronto serrato con politici più navigati? 

    Vorrei riuscire a far sì che la gente comune possa credere di avere la possibilità di riprendere a partecipare alla vita politica. Se ognuno di noi, anche chi magari si considera poco competente, invece di delegare a quelli che sono stati finora i partiti politici, decidesse di mettersi in gioco in prima persona, con i propri strumenti, in questo modo chiunque potrebbe dare un contributo positivo alla società. Anche perché i risultati ottenuti finora dalla politica tradizionale sono stati assolutamente deflagranti per la società civile. Occorre voltare pagina e i saperi dei singoli cittadini possono risultare fondamentali.

    E come farai ad evidenziare la tua diversità?

    Innanzitutto dal punto di vista pratico farò un solo mandato, una scelta precisa per non correre il rischio di voler conservare un privilegio acquisito. Dedicare cinque anni alla propria città è un’esperienza entusiasmante e faticosa, proprio per questo va provata una volta sola. Il secondo accorgimento è firmare le dimissioni in bianco. In questo modo, nel caso dovessi compiere degli errori, gruppi di cittadini potranno chiedere le mie dimissioni. Ma soprattutto il mio obiettivo è formare una squadra di tecnici, persone provviste di competenze specifiche in grado di trasmettere le informazioni idonee ai cittadini perché poi possano essere loro a restituire delle ipotesi di soluzione su cui io e i tecnici dovremo lavorare per trovare delle risposte o perlomeno per intraprendere dei percorsi di risposta.

    Partiamo dalla tua esperienza di educatore, in quale situazione ci troviamo oggi con i tagli al cosiddetto comparto sociale?

    La più grande difficoltà è stata quella di non essere riusciti a comunicare ai cittadini i dati e i numeri per poter valutare appieno l’importanza di questo servizio. Se i sevizi sociali verranno tagliati del 50%, come prospetta il Comune e come da anni sta facendo il governo, questo comporterà un’enorme ricaduta, anche economica, sulla società. Per non parlare della ricaduta sulle persone. Pensate a centinaia di anziani abbandonati in casa senza assistenza domiciliare oppure all’impossibilità di accompagnare i disabili nei loro spostamenti. La società dovrebbe prendersi in carico queste persone per il piacere di farlo invece, oltre a fargli pesare il servizio, rischiamo di privarli anche di questa opportunità.

    Il tema della Sanità è importante in una città come Genova abitata da numerosi anziani. Come fare a ottimizzare il sistema garantendo comunque il principio per cui tutti i cittadini hanno diritto di accesso alle cure?

    Un Comune, un Sindaco, ma anche i singoli cittadini devono difendere il diritto alla salute. Indubbiamente il costo della sanità è alto e in questo momento appare impossibile sostenerlo. Ma se pensiamo agli enormi sprechi che ci sono in altri campi è demagogico pensare di tagliare per forza in questo ambito. Io penso che ci sarà da lottare. Come sindaco non è possibile intervenire sulle spese sanitarie ma si può fare una forte opposizione. Se io ho il mandato di curare il benessere dei miei concittadini ma non ho gli strumenti per ottenere l’obiettivo devo rinunciare al mandato e restituire le chiavi della città. E’ un mio dovere lottare al fianco dei cittadini perché un domani il prossimo sindaco possa avere maggiori possibilità di intervento.

    Sulle Grandi opere conosciamo la tua posizione fortemente critica. Partendo da questo presupposto quali sono invece le “piccole opere” necessarie per la città?

    Spesso cercano di vendere le grandi opere come soluzioni miracolose. In realtà i problemi vanno affrontati con opere, a volte anche onerose, però di altra portata e che soprattutto non hanno l’obiettivo di far girare parecchio denaro nelle tasche di pochi individui. Ad esempio la gronda dovrebbe rappresentare una risposta ai problemi legati alla mobilità. Una teoria smitizzata da tutti i tecnici intervenuti nel dibattito pubblico. Sarebbe decisamente più utile realizzare una vera metropolitana di superficie in grado di percorrere tutte le direttrici della città. Costruire parcheggi di interscambio nelle periferie in modo tale che le persone possano lasciare l’auto e muoversi con la metropolitana. Queste sono soluzioni concrete per garantire un’accessibilità veloce a tutti i luoghi. Per quanto riguarda il trasporto merci è un disegno folle incentivare il trasporto su gomma. Noi riteniamo sia importante puntare sul trasporto merci su rotaia. Per questo ci sono moltissime linee di valico sottoutilizzate e che dovrebbero essere rese fruibili.

    Da dove dobbiamo partire per far crescere l’economia della città?

    Ad esempio si potrebbe investire sul traffico merci su rotaia per creare nuovi posti di lavoro strettamente collegati all’attività del porto. E poi investire nella ricerca perché Genova grazie alla presenza di una buona Università e del nuovo polo tecnologico che sorgerà agli Erzelli, può davvero dire la sua in questo campo. Senza dimenticare la vocazione turistica della città che va sviluppata con opportuni investimenti.

    Oggi il territorio è sempre più abbandonato a se stesso. Anche per questo accadono eventi drammatici come l’alluvione del 4 novembre. Come fare per recuperare un corretto rapporto con la terra?

    E’ fondamentale concepire una città in grado di vivere al fianco della natura. L’uomo cerca invece ogni giorno di violarla e il risultato è che la natura ci restituisce la sua presenza sotto forma di tragici eventi. Dovremmo tutelarla, investire risorse nella riqualificazione, nella cura dei rivi e del terreno. Per centinaia di anni i nostri contadini hanno curato il territorio, non solo perché li sfamava, ma perché conoscevano bene le conseguenze di un suo abbandono.

    Un tema particolarmente sensibile al Movimento 5 stelle è quello delle Risorse energetiche: stiamo andando verso lo sfruttamento completo delle risorse disponibili, qual è l’alternativa? 

    Noi crediamo si debba puntare sulle energie rinnovabili. L’Italia e la Liguria in particolare sono avvantaggiate rispetto ad altri Paesi: penso al fotovoltaico, al solare termico, ma anche all’eolico. Magari il mini eolico, non le grandi pale che spaventano perché possono deturpare il paesaggio. Anche qui si torna all’importanza della ricerca: se investiamo nella ricerca i ragazzi di oggi potranno trovare delle soluzioni per il domani.

    Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti a Borzoli è prevista la realizzazione dell’inceneritore, cosa ne pensi è una soluzione che va nella giusta direzione? 

    L’escamotage è cambiare nome per cercare di vendere cose vecchie: termovalorizzatore vuol dire qualcosa che valorizza, quindi appare bello. In realtà si tratta di un inceneritore che brucia, rischia di produrre diossina, produce polveri sottili e produce rischio di morte come sottolineano anche i Medici per l’Ambiente. Il movimento 5 stelle rispetto alla gestione rifiuti ha da sempre un’idea precisa: bisogna recuperare il più possibile dai rifiuti. Si può fare, ci sono esperienze positive in tutta Italia. I dati parlano chiaro: con il sistema del porta a porta la raccolta differenziata raddoppia nel giro di poche settimane. Occorre investire in questa direzione perché le risorse ci sono. Un inceneritore costa quasi 300 milioni di euro. Investire anche solo una piccola parte di questi soldi nella raccolta porta a porta permetterebbe di ampliare notevolmente la differenziata e creare nuovi posti di lavoro.

    C’è una crescente richiesta di sicurezza che proviene soprattutto da alcuni quartieri. Qual è la ricetta per sconfiggere la paura?

    La ricetta sarebbe bellissimo averla ma purtroppo non la conosciamo. Però c’è una direzione che possiamo intraprendere. Bisogna ascoltare le richieste che provengono da quei ragazzi con forti difficoltà, soggetti a rischio che possono subire una deriva verso l’illegalità che li porta anche ad aderire a gruppi per trovare un’identità. Fornirgli degli strumenti preventivi, sostenerli perché riescano a costruirsi un’identità possibile: lavorando, studiando, mettendo su famiglia. Dall’altro lato occorre tenere conto dei timori di alcune di persone,  ad esempio gli anziani, che hanno paura di uscire di casa. Va garantito loro il diritto a vivere con la giusta serenità questa fase dell’esistenza. Investendo sulla presenza di quei soggetti in grado di fornire un’efficace mediazione. Per evitare di costruire nuove carceri domani iniziamo a ragionare in modo tale che i ragazzi di oggi abbiano a disposizione maggiori opportunità e gli anziani allo stesso tempo riescano a non vederli più come un fattore di rischio: così riusciremo a realizzare un modello di convivenza che è in grado di generare risultati positivi.

    Matteo Quadrone

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco del partito La Destra Susy De Martini

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento

  • Fabrizio De André e musica classica: esce l’album “Sogno n.1”

    Fabrizio De André e musica classica: esce l’album “Sogno n.1”

    De AndrèLa voce è quella di Fabrizio De André, la musica è della London Symphony Orchestra (80 elementi), nel mezzo tanti duetti che sarebbe stato meraviglioso ascoltare davvero, con artisti del calibro di Franco Battiato e Vinicio Capossela. Il tutto registrato negli studi di Abbey Road.

    Tutto questo è Sogno n.1, un album che uscirà il prossimo 22 novembre e che vede Faber rivisitato in chiave sinfonica. Un progetto fortemente voluto da Dori Ghezzi, con la collaborazione del produttore inglese Geoff Westley, che insieme a Mogol scrisse la musica di Una donna per amico e Una giornata uggiosa di Lucio Battisti.

    Westley ha riascoltato tutti i brani di De André e ha scelto dieci canzoni per comporre la scaletta dell’album: magari non saranno le più famose, ma sono quelle che a lui sembravano più rappresentative della carriera di Faber. Eccole: Valzer per un amore (duetto con Vinicio Capossela), Anime salve (duetto con Franco Battiato), Rimini, Hotel Supramonte, Ho visto Nina volare, Preghiera in gennaio, Tre madri, Laudate Hominem, Le nuvole e Disamistade.

    Buon ascolto.

    Marta Traverso

  • Corso di fotografia nel centro storico di Genova

    Corso di fotografia nel centro storico di Genova

    fotografiaAspiranti fotografi cercasi: a Genova torna una nuova edizione del corso in due giornate a cura di Gianni Ansaldi, che si propone di condensare in un breve workshop le tecniche base della fotografia.

    Tema di questa edizione è il centro storico di Genova e il corso si terrà in un punto strategico da cui si dipanano i caruggi: la Locanda di Palazzo Cicala, a pochi passi dal Duomo di San Lorenzo. Il titolo dell’evento prende ancora una volta spunto da una frase di Fabrizio De Andrè, con cui il cantautore partiva a descrivere la sua immagine della città vecchia: Dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi.

    Il corso si terrà in due diversi momenti: si può scegliere se seguirlo mercoledì 23 e giovedì 24 novembre, oppure sabato 26 e domenica 27 novembre. In entrambi i casi le due giornate si svolgeranno dalle 10 alle 18 circa, e il costo complessivo del corso è 320 €, che comprende anche il pernottamento e la prima colazione nell’hotel. Il primo giorno del corso sarà una lezione teorica sulle tecniche fotografiche, mentre l’uscita nel centro storico avverrà il secondo giorno.

    Per tutte le informazioni si può contattare Gianni Ansaldi all’indirizzo gianniansaldifoto@yahoo.it.

    Marta Traverso

  • Matefitness: matematici cercasi a Palazzo Ducale

    Matefitness: matematici cercasi a Palazzo Ducale

    matefitness genova palazzo ducaleSapevate che a Genova c’è una palestra della matematica, attiva dalla primavera 2006 e che propone per tutto l’anno laboratori didattici, conferenze, eventi e spettacoli per tutti gli amanti delle materie scientifiche?

    Si chiama Matefitness ed è un progetto del Consiglio Nazionale delle Ricerche a cura di Manuela Arata (presidente dell’Associazione Festival della Scienza), Giuseppe Rosolini (docente presso l’Università di Genova) e Giovanni Filocamo (autore di libri che illustrano la scienza giocando, come Mai più paura della matematica). Un vero e proprio laboratorio in cui si sviluppano giochi e attività non solo per le scuole, ma per chiunque voglia riscoprire nuovi modi di imparare le matematica: se volete saperne di più su Matefitness e le sue attività, la loro sede è a Palazzo Ducale (cortile maggiore, ultima porta a sinistra).

    Proprio in questi giorni Matefitness sta cercando di ampliare la sua squadra di animatori scientifici. In particolare sta cercando dieci ragazzi/e di età superiore ai vent’anni, che studiano all’Università o sono laureati in materie scientifiche, interessati a lavorare a contatto con il pubblico e ad andare in giro per Genova e l’Italia in occasione di eventi scientifici e progetti con le scuole. E naturalmente – anche se forse non è il caso di ribadirlo – con una forte, fortissima passione per la matematica.

    Chi è interessato a questa opportunità può inviare il curriculum entro il 30 novembre 2011 a info@matefitness.it.

    Marta Traverso

  • Tesi di laurea su etica e tecnologia: bando per un premio in denaro

    Tesi di laurea su etica e tecnologia: bando per un premio in denaro

    computerUn concorso aperto a tutti i laureati che fra il 30 giugno 2010 e il 31 ottobre 2011 hanno discusso una tesi su Etica e Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione: il bando indetto da AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico) e Rotary International mette in palio quattro premi da 3.000 euro ciascuno, per un valore complessivo di 12.000 euro.

    Come partecipare? Il concorso è aperto a laureati di tutte le Università italiane (solo laurea specialistica, magistrale, a ciclo unico o dottorato) che hanno presentato una tesi inerente il tema di cui sopra e hanno conseguito un voto uguale o superiore a 106. Sono molti i possibili argomenti affini: legge sulla privacy, e-democracy, proprietà intellettuale, digital divide, informatica e sicurezza sul lavoro, cambiamenti indotti dalla tecnologia nei luoghi di lavoro, accessibilità alla rete e così via.

    La domanda dovrà contenere i dati personali, una copia del certificato di laurea, un sunto in 5 pagine della tesi e una lettera di presentazione del relatore, e dovrà essere inserita sul sito web di AICA entro il 30 novembre 2011.

    Una commissione valuterà i lavori inviati e procederà alla selezione dei quattro vincitori, che saranno premiati entro marzo 2012. Gli autori delle tesi selezionate riceveranno una comunicazione tramite raccomandata.

    Marta Traverso

  • Riduzione dei rifiuti: si parte dalla grande distribuzione

    Riduzione dei rifiuti: si parte dalla grande distribuzione


    Si avvicina la terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (19-27 novembre), la campagna di comunicazione ambientale che nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni, i consumatori e tutti i soggetti influenti circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea, che gli Stati membri devono perseguire, anche alla luce delle ultime disposizioni normative.

    La nuova direttiva in materia di gestione rifiuti (98/2008 CE) sottotitolata “Verso una società del riciclo” pone la prevenzione e il riuso ai primi 2 posti della gerarchia gestionale.

    E proprio in occasione dell’evento di novembre e del lancio delle iniziative Meno plastica per Tutti e Mettila in rete, finalizzate a tagliare il peso degli imballaggi e altri articoli usa e getta, Italia Nostra, Adiconsum e la campagna Porta la Sporta, scrivono una lettera aperta indirizzata alle insegne della Grande Distribuzione Organizzata per chiedere quanto sono disposte a fare per prevenire la produzione dei rifiuti con un taglio agli imballaggi evitabili e la messa in vendita di alternative di consumo a basso impatto ambientale.

    Risulta infatti necessario il contributo di aziende leader del settore alimentare come Lavazza, Barilla e altre di pari importanza, in grado di fare da traino affinchè, un giorno, si possano trovare sugli scaffali dei supermercati prodotti alimentari a basso impatto di packaging e totalmente riciclabile.

    Sono sette le azioni di riduzione dei rifiuti che Porta la Sporta, Italia Nostra e Adiconsum chiedono di realizzare in tempi brevi ai gruppi della GDO: ridurre drasticamente il consumo di sacchetti monouso nel reparto ortofrutta con l’affiancamento di una soluzione riutilizzabile come con la  specifica iniziativa Mettila in rete; inserire nell’offerta attuale di spazzolini almeno un modello con testine intercambiabili con ricariche in confezione a parte; ridurre l’overpackaging dei prodotti di gastronomia confezionati nei punti vendita; chiedere ai propri fornitori di eliminare al più presto i doppi imballaggi e gli imballaggi secondari; sostituire gli imballaggi non riciclabili con imballaggi in monomateriale riciclabili; mettere a disposizione in tutti i punti vendita un ampio assortimento di prodotti per la detergenza del corpo e della casa acquistabili alla spina o in formati concentrati; ultima azione, ma non meno importante, riguarda la necessità di fare una regolare comunicazione per valorizzare le politiche ambientali intraprese.

  • Adotta una parola: la società Dante Alighieri tutela l’italiano

    Adotta una parola: la società Dante Alighieri tutela l’italiano

    paroleZuzzurellone, desueto, procrastinare, pantagruelico e apotropaico: sono queste al momento le cinque parole più adottate nel corso della campagna lanciata dalla Società Dante Alighieri, che in poco più di un mese ha raccolto oltre ventimila adesioni.

    Adotta una parola si pone l’obiettivo di richiamare alla mente quei termini della lingua italiana sempre meno utilizzati nel linguaggio corrente, simbolicamente adottate dagli utenti del web per mantenerne vivo l’uso.

    Un progetto che prende la scia di analoghe iniziative messe in atto in Spagna e Gran Bretagna, lanciato lo scorso ottobre in collaborazione con quattro tra i dizionari più utilizzati per conoscere i termini della nostra lingua: Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli.

    Chi adotta la parola – previa registrazione sul sito della Società Dante Alighieri – riceve un certificato elettronico valido per un anno, nel corso del quale si impegna a utilizzare abitualmente questa parola e promuoverla tramite amici e conoscenti, monitorare la frequenza con cui viene pronunciata su vari canali (quotidiani, tv, Internet e così via) e segnalare eventuali usi impropri o definizioni errate del suo significato. Insomma, non è

    Voi che ne dite? Quali parole ormai cadute in disuso (o quasi…) vi piacerebbe adottare?

    Marta Traverso

  • Giovani in rete: il progetto dell’associazione Ecce Onlus

    Giovani in rete: il progetto dell’associazione Ecce Onlus

    GiovaniL’associazione Ecce Onlus è stata creata nel 2011 da un gruppo di ex volontari di Servizio Civile Nazionale del Comune di Genova, allo scopo di mantenere vivi i valori del servizio civile e al tempo stesso creare una rete di giovani attivi sul territorio .

    Dopo aver partecipato all’evento Genova si muove, i ragazzi dell’associazione hanno deciso di organizzare un incontro aperto a tutti i giovani, sia singoli che organizzati a loro volta in gruppi e associazioni. Obiettivo è portare avanti il progetto di una rete formata dalle associazioni giovanili di Genova e della Liguria, fino a creare una vera e propria federazione a livello nazionale.

    L’incontro si terrà giovedì 24 novembre (ore 17) presso la sala A del palazzo della Regione Liguria in via Fieschi 15, all’interno dei giardini Baltimora. Chiunque abbia proposte, idee o semplicemente voglia di ascoltare il progetto dell’associazione potrà partecipare all’evento.

    La presenza va confermata via mail entro martedì 22 novembre all’indirizzo –dew–@libero.it, che si può contattare anche per maggiori informazioni sulle finalità dell’associazione e sui contenuti dell’incontro.

    Marta Traverso

  • Tariffe raddoppiate sui traghetti per la Sardegna, arriva la class action

    Tariffe raddoppiate sui traghetti per la Sardegna, arriva la class action

     

    Quest’estate è salito agli onori della cronaca il caso dell’aumento anomalo dei prezzi per i traghetti diretti in Sardegna.

    Tariffe alle stelle, praticamente doppie rispetto al 2010.

    Ecco alcune storie raccolte da Altroconsumo: un pensionato nel 2011 ha pagato per viaggiare sulla tratta Genova-Olbia, nello stesso periodo, con la stessa compagnia, la Moby, il 100% in più del 2010, vale a dire 488 euro invece che 240 euro; sempre quest’anno una coppia convivente con due figli piccoli, da Genova a Porto Torres, ha speso 451 euro, il 100% in più dell’anno precedente; una famiglia con due bambini da Piombino a Olbia 730 euro, il 100% in più del 2010; una coppia 525 euro, oltre il 100% in più dei 255 euro spesi l’anno precedente sulla tratta Genova Olbia.

    Sono sette storie come queste i cardini su cui Altroconsumo e la Casa del Consumatore hanno impostato la class action contro quattro compagnie di navigazione, Moby, Grandi Navi Veloci, Snav, Forship (Sardinia Ferries), per violazione delle regole sulla concorrenza (in pratica l’esistenza di un cartello tra le 4 compagnie) e allineamento di tariffe verso l’alto.

    L’azione collettiva risarcitoria è stata depositata in queste ore presso il Tribunale civile di Genova e notificata alla compagnie.

    L’obiettivo è la restituzione del 50% di quanto pagato dai viaggiatori nel 2011 sulle tratte Genova-Porto Torres, Genova-Olbia, Livorno-Olbia oppure Golfo Aranci, Civitavecchia-Olbia-Golfo Aranci, Piombino-Olbia.
    Anche la Regione Lazio patrocina l’iniziativa.

    I casi dei sette proponenti l’azione sono esemplificativi di come nel 2011 i viaggiatori non abbiano potuto scegliere tra offerte diverse, vedendosi obbligati a pagare maggiorazioni nell’ordine del 90% e del 110%.

    Ma in realtà parliamo di migliaia di utenti coinvolti: sono infatti già 4900 le preadesioni all’azione ricevute da Altroconsumo e Casa del Consumatore.

    L’ipotesi di cartello ha già interessato l’Antitrust che è intervenuta aprendo un procedimento a maggio di quest’anno, a seguito della denuncia di Altroconsumo.

    Le preadesioni all’azione collettiva risarcitoria possono essere fatte compilando il form su www.altroconsumo.it.

    Quando il giudice si pronuncerà sull’ammissibilità dell’azione sarà avviata la fase di raccolta formale delle adesioni.
    Altroconsumo invita i consumatori interessati a conservare biglietti e ricevute di pagamento.

  • Alcatel Lucent: chiude la sede di Genova, a rischio 60 posti di lavoro

    Alcatel Lucent: chiude la sede di Genova, a rischio 60 posti di lavoro

    Il  gruppo Alcatel Lucent, multinazionale franco-americana attiva nel settore della Information and Communication Technology, annuncia la chiusura della sede di Genova, uno dei centri d’eccellenza della ricerca nel campo della telecomunicazione.

    Il centro ricerche e sviluppo di Genova, originariamente appartenente alla Marconi, è stato acquisito da Alcatel Lucent e inaugurato nel 2005. Attualmente dà lavoro a 60 persone ed è impegnato in particolare nello sviluppo di soluzioni per reti a banda larga in ambito metropolitano destinate al mercato internazionale.

    Un’altra importante realtà industriale rischia di scomparire dalla nostra città.  Ma non solo, altre riduzioni di attività sono previste in tutta Italia.

    “Siamo in presenza di una progressiva riduzione degli investimenti e degli insediamenti del gruppo in Italia. Ciò è inaccettabile e ingiusto”. Così spiega in una nota Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil di Alcatel-Lucent, che poi aggiunge:

    “Le lavoratrici e i lavoratori stanno pagando le scelte sbagliate del management che, invece di investire in nuovi prodotti e nuove opportunità, si concentra sui tagli e sulle delocalizzazioni. L’effetto di queste scelte sta producendo progressive riduzioni delle fette di mercato precedentemente occupate, oltre a esportazioni di tecnologie verso paesi che poi utilizzeranno tali conoscenze per farci concorrenza. Più si procede con questa impostazione e più l’Azienda si impoverisce, scaricando poi i suoi problemi sulle lavoratrici e sui lavoratori. E’ quindi necessario riaprire la discussione, già avviata al ministero dello Sviluppo Economico, per affrontare le questioni connesse alle logiche industriali e agli investimenti di Alcatel-Lucent in Italia, oltre che all’insufficiente capacità del nostro Paese di attrarre investimenti in settori strategici e ad alta tecnologia. La Fiom non starà a guardare mentre un altro pezzo della nostra storia industriale e del nostro patrimonio di conoscenze tecnologiche viene smantellato insieme a decine di posti di lavoro”.

    “Dopo la cessione del sito Alcatel di Bari, l’annuncio di chiudere il sito di Genova e’ un avviso molto allarmate e che getta molte ombre sul futuro della permanenza del Gruppo Alcatel-Lucent in Italia – dichiara Giuseppe Ricci, coordinatore nazionale Fim Cisl per Alcatel Lucent – A suffragare questa preoccupazione sono i dati negativi su vendite ed export comunicati nel corso dell’incontro del 14 novembre che segnano per Alcatel-Lucent Italia perdite del 15% sulle vendite rispetto al settembre dello scorso anno”.

    Alla luce di questa situazione la Fim Cisl chiede alla nuova squadra di Governo in via di formazione, un intervento urgente:

    “E’ necessario un rilancio del settore tlc in Italia attraverso misure strutturali e di sostegno. In particolare chiediamo per i lavoratori Alcatel-Lucent l’immediata convocazione al ministero dello Sviluppo economico per affrontare la vertenza e ridare prospettiva e futuro agli oltre 2.000 lavoratori del gruppo”.

    E ieri anche il Consiglio della Regione Liguria ha approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Gino Garibaldi, Pdl) contro la possibilità che il gruppo Alcatel Lucent chiuda lo stabilimento di Genova entro il 2012. Il documento impegna la Giunta perché “Siano poste in essere tutte le azioni possibili per tutelare e difendere l’industria tecnologica ligure, anche con la convocazione di un tavolo, interpellando e coinvolgendo tutte le parti interessate, per giungere a definire un programma ed una strategia chiara e condivisa per scongiurare la chiusura del centro di ricerche genovese da parte di Alcatel-Lucent”.

    Il documento impegna inoltre la Giunta ad attivarsi presso il Ministero dello Sviluppo economico affinché venga fatta chiarezza sulle prospettive del gruppo.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Civ e Anpi Quezzi: raccolta fondi per i negozi di via Fereggiano

     

    In seguito ai gravissimi eventi alluvionali che hanno colpito in particolar modo il quartiere di Marassi molte attività commerciali di via Fereggiano vertono in situazioni drammatiche a causa dei danni e dei disagi subiti.

    Il Centro Integrato di via “Su e giù per Quezzi”, i negozianti e l’A.N.P.I. di Quezzi esprimono in modo tangibile la vicinanza agli esercizi danneggiati lanciando una raccolta fondi, che si protarrà fino a sabato 17 dicembre, con l’obiettivo di aiutare le persone che hanno la propria attività in via Fereggiano.

    I cittadini potranno effettuare donazione in due modi:

    attraverso alcune urne poste nei negozi di Largo Merlo;

    tramite versamento o bonifico su c/c n° 314141 Banca Passadore

    Int.  “Fondo negozi via Fereggiano”  IBAN IT85G0333201403000000314141

    I fondi raccolti verranno consegnati direttamente alle persone colpite mercoledì 21 dicembre alle ore 21 presso la sede ACLI di Largo Merlo.

    Per maggiori informazioni: Aldo Balboni, Presidente Civ “Su e giù per Quezzi”   email:  aldo.balboni@hotmail.it    cell:  3477725646

  • Cornigliano: il rio Roncallo finalmente verrà messo in sicurezza

    Cornigliano: il rio Roncallo finalmente verrà messo in sicurezza

     

    A proposito di cura dei rivi che percorrono in lungo e in largo, ma soprattutto sotto, la nostra città, una buona notizia per gli abitanti di Cornigliano arriva dal Consiglio Comunale, svoltosi oggi pomeriggio.
    Il Rio Roncallo, completamente tombinato circa sessant’anni anni fa, parte da Coronata e attraversa diverse strade del quartiere fra cui l’area delle ex acciaierie e, dopo la confluenza con il Rio S.Pietro, sfocia praticamente nei pressi di Piazza Metastasio.

    Proprio nel sottosuolo della piazza si trovano le vasche di decantazione che da lungo tempo, come denunciano i cittadini, non vengono sottoposte ad una pulizia accurata. Questo comporta un accumularsi di detriti e materie solide che impediscono un efficiente decantazione delle acque. Il rischio che si corre con la carenza di una manutenzione costante è quello del ripetersi degli allagamenti nella zona, alcuni particolarmente gravi come quello dell’ottobre 2010 in occasione dell’alluvione che colpì soprattutto il ponente genovese.
    Il Consigliere Salvatore Lecce (PD) ha presentato una mozione sulla questione, richiedendo un intervento urgente per svuotare e pulire a dovere le vasche.
    La notizia è che l’Assessore competente Carlo Senesi ha dichiarato di aver già svolto un sopralluogo con Aster e di aver trovato le vasche con un valore occupato pari al 30% del totale . Ma non solo, Senesi ha anche annunciato pubblicamente che la prossima settimana finalmente verrà eseguito un intervento congiunto di Aster e Mediterranea delle Acque. Inoltre  grazie ai lavori per la futura realizzazione della nuova strada a mare di Cornigliano l’intero percorso sotterraneo del Rio Roncallo verrà sottoposto ai necessari controlli.

     

    Matteo Quadrone

  • Missing Film Festival 2011 al Club Amici del Cinema

    Missing Film Festival 2011 al Club Amici del Cinema

    Club amici del cinema GenovaTorna al Club Amici del Cinema una nuova edizione del Missing Film Festival – Lo schermo perduto, che quest’anno si divide in varie sedi della città per proiettare film d’autore indipendenti che a discapito della qualità spesso non raggiungono gli onori del botteghino.

    La serata inaugurale si terrà oggi (martedì 15 novembre, ndr) con la proiezione di Capitan Salgari e in anteprima assoluta del documentario Inti Illimani dove cantano le nuvole. La rassegna dura ufficialmente fino al 24 novembre, ma le proiezioni continueranno di fatto fino a dicembre inoltrato

    Il programma di Missing Film Festival 2011 si divide tra la sala cinematografica di Sampierdarena e il Cinema Eden di Pegli, dove fra documentari e cortometraggi saranno proiettate anche recenti pellicole del cinema italiano come Il primo incarico con Isabella Ragonese (mercoledì 16 e giovedì 17, ore 21) e Corpo celeste di Alice Rohrwacher (30 novembre e 1 dicembre, ore 21), oltre a una retrospettiva su David Cronenberg e un omaggio ai registi Ettore Scola (con la proiezione di Ballando ballando, lunedì 21 novembre ore 17) e Mario Monicelli (con Speriamo che sia femmina, sabato 19 novembre ore 15.30).