Autore: erasuperba

  • Affitti in nero, se l’inquilino denuncia il canone si riduce

    Affitti in nero, se l’inquilino denuncia il canone si riduce

     

    E’ il secondo caso in Italia dopo il primo, registrato a Roma nel mese di giugno.

    A Palermo un inquilino denuncia alla Agenzia delle entrate l’evasione fiscale del proprietario di casa e come risarcimento si trova a pagare un canone di locazione simbolico ricavato dalla rendita catastale.

    Pagavo 450 euro al mese – racconta il protagonista, Salvo, a La Repubblica – ed ero convinto di essere in regola. Ho scoperto per caso che la proprietaria aveva registrato un contratto di locazione da 2700 euro, cioè 225 euro al mese, esattamente la metà”.

    Oggi Salvo paga 84 euro al mese invece di 450 per un appartamento di tre vani nel centro di Palermo.

    Tutto ciò grazie al decreto legge numero 23 del marzo 2011.

    Il famoso decreto legislativo sulla “cedolare secca” prevedeva  all’articolo 3, comma 8, delle agevolazioni fiscali per i proprietari che fossero “usciti allo scoperto”.

    Si ipotizzava che una sostanziosa riduzione dell’Irpef dal 30 al 21% per chi affitta 4 anni più 4 e fino al 19% per chi mette la propria casa in affitto con contratti a canone concordato, avrebbe spinto i proprietari a “autodenunciarsi”.

    I proprietari irregolari avevano tempo fino al 6 giugno per sanare la loro posizione.

    A partire da quella data l’inquilino può denunciare un contratto non registrato o fittizio.

    La legge li tutela e li premia. Infatti immediatamente dopo la denuncia all’inquilino verrà riconosciuto un contratto 4 più 4.

    Inoltre a titolo di sanzione nei confronti del proprietario, l’inquilino avrà diritto a pagare per tutta la durata del contratto un affitto pari al triplo della rendita catastale annuale dell’appartamento. Praticamente uno sconto fino all’80% sul canone d’affitto.

     

     

     

  • Dannato silenzio: un video contro la violenza sulle donne

    Dannato silenzio: un video contro la violenza sulle donne

    video dannato silenzio Trentadue donne genovesi, di età e professioni diverse, tutte accomunate da uno sfondo bianco, la scritta Dannato silenzio e una striscia nera a coprire la bocca. Su quella striscia, le statistiche che purtroppo tutti conosciamo sulle cause di violenza e morte per molte donne italiane.

    Tutto questo è Dannato silenzio, un video voluto e realizzato dalla Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale – in collaborazione con il Campus Città Digitale del Comune di Genova – per la ricorrenza di oggi, la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

    Un evento che si associa a un’altra iniziativa per sensibilizzare su questo tema così delicato: proprio in questi giorni l’attrice Marina Massironi è in scena al Teatro Modena di Sampierdarena con uno spettacolo che tratta questo tema delicato, La donna che sbatteva nelle porte.

    Marta Traverso

  • LibrInnovando: a Milano si parla di ebook e futuro dell’editoria

    LibrInnovando: a Milano si parla di ebook e futuro dell’editoria

    LibrInnovando 2011Ebook o carta? Cosa vuol dire ePub? Perché l’opinione dei blogger è così importante? Leggere un fumetto su eReader è davvero la stessa cosa? Il Print On Demand (ossia chi non aspetta di essere pubblicato da un editore ma decide di stamparsi il libro a proprie spese) è davvero la soluzione giusta? Ma soprattutto… cosa riserva il futuro alle case editrici italiane?

    Di tutto questo e molto altro si discute oggi a LibrInnovando,una giornata per parlare del futuro dell’editoria alla presenza di numerosi addetti ai lavori ed esperti di questo settore. L’evento si tiene a Milano presso lo IED (Istituto Europeo di Design), è alla sua terza edizione ed è organizzato dalla casa editrice Ledizioni con il patrocinio del Comune di Milano.

    Le conferenze trattano i temi più svariati. Ne elenchiamo alcuni: marketing editoriale, diritto d’autore e pirateria, ebook e didattica, ebook e biblioteche, uso dei social network da parte delle case editrici, come cambia il ruolo del lettore nel passaggio da cartaceo a digitale.

    Se vi interessa conoscere un po’ più da vicino questi argomenti, ci sono due modi per seguire la giornata: (1) tutte le conferenze saranno visibili in diretta streaming sul sito ufficiale, mentre (2) su Twitter le impressioni a caldo dei presenti sono e saranno raccolte intorno all’hashtag #Librinnovando.

    Marta Traverso

  • Equitalia: dopo lo sciopero della fame c’è una prima vittoria

    Equitalia: dopo lo sciopero della fame c’è una prima vittoria

     

    Dalla Sardegna arriva una storia che potrebbe cambiare il destino di migliaia di contribuenti alle prese con l’aggressivo sistema di riscossione affidato dallo Stato alla famigerata Equitalia spa.

    Praticamente un mostro giuridico pubblico- privato con un’ambivalenza di fondo difficilmente sopportabile in un vero Stato di Diritto.
    Una società per azioni (ex Riscossione spa) ma a partecipazione pubblica (vedi i due soci Agenzia delle Entrate e Inps), gestita con soldi pubblici ma anche attraverso soggetti privati (persone fisiche e persone giuridiche in sistema di subappalto).

    Una struttura pubblica quando gli è permesso di pignorare, vendere, bloccare i pagamenti e i crediti, ritenere le somme da pagare, imporre interessi usurari presentandosi come la legge per interposta persona.
    Privata perché dispone di tutte le libertà di una società per azioni e, come autorizza formalmente il suo statuto, libera di operare su fondi, utili, contratti, incarichi ed operazioni finanziarie di ogni genere senza dover sottostare a nessun vincoli istituzionale.

    Equitalia ha il potere di riscuotere soldi presuntivamente appartenenti al pubblico (tasse, multe, bolli e altri) ma anche, come dimostrano numerosi episodi avvenuti in ogni angolo d’Italia, soldi chiesti solo per errore e prelevati con pratiche al limite della violenza senza ricorrere a nessun giudice.

    Il 7 novembre un gruppo di donne sarde ha iniziato uno sciopero della fame in difesa delle loro case e delle aziende dei mariti minacciate dai pignoramenti. Una protesta terminata un paio di giorni fa dopo che è riuscita nell’intento di far emergere le drammatiche difficoltà economiche con cui convivono migliaia di contribuenti completamente indifesi e senza le necessarie tutele dinanzi alla prepotenza di Equitalia spa.

    Ed è grazie alla coraggiosa azione di queste donne che la Sardegna ha conseguito la prima vittoria contro Equitalia spa.
    La Giunta regionale sarda infatti ha varato lo scorso 16 novembre una proposta di Disegno di Legge Costituzionale con la quale è stata avanzata richiesta ufficiale sia di sganciamento del sistema contributivo sardo da Equitalia spa, sia di riorganizzazione regionale attraverso un’apposita Agenzia delle entrate a carattere pubblico.
    La Sardegna ha inaugurato una strada che potrebbe dare il via libera ad altre forme di allontanamento dall’ attuale sistema statuale di riscossione affidata ai privati.

     

    Matteo Quadrone

  • Rivarolo: nell’area dell’ex Comune torna il parcheggio privato

    Rivarolo: nell’area dell’ex Comune torna il parcheggio privato

    RivaroloIn via Pisoni, l’antico palazzo dell’ex Comune di Rivarolo, proprietà del marchese Cattaneo Adorno, giace da anni in condizioni che definire decadenti sarebbe un eufemismo. Un buco nero situato proprio al centro della delegazione con gli abitanti che si domandano se un bel giorno sarà mai sanato.

    Fasciato lateralmente da una serie di vistose impalcature ormai arrugginite, in attesa della necessaria ristrutturazione, nel frattempo negli ultimi anni si è trasformato in un rifugio per disperati.
    Persone senza fissa dimora sono infatti accampate al piano terra praticamente sotto il grande scalone in marmo. Un pericolo per la loro stessa incolumità visto che probabilmente i solai del palazzo non sono mai stati controllati adeguatamente e messi in sicurezza. E una fonte di disagio per la contemporanea presenza, nell’edificio accanto all’ex palazzo comunale, della sede di un asilo frequentato quotidianamente da mamme e bambini.

    E pensare che l’intero complesso, comprendente anche i due edifici laterali, quello dove tuttora c’è l’asilo e uno sul lato strada dove una volta c’erano negozi e abitazioni e oggi appare desolatamente vuoto, è vincolato dalla Soprintendenza.
    La società “Saia”, che gestisce il patrimonio immobiliare della famiglia Cattaneo Adorno, spiega che per quanto riguarda il palazzo dell’ex Comune non ci sono ancora novità e le decisioni in merito al suo futuro dovranno essere prese congiuntamente da proprietario e Soprintendenza.

    La notizia è che da qualche giorno gli operai sono al lavoro per pulire e bonificare l’area che sta di fronte al palazzo principale con l’obiettivo di ripristinare il parcheggio privato. Negli ultimi tempi infatti la zona era diventata liberamente accessibile.
    I 70 posti auto saranno custoditi e gli accessi regolamentati da un cancello elettronico.

    “Saia” sottolinea di aver agito per eliminare i disagi dovuti alla presenza degli abusivi. Ovviamente la società difende i suoi interessi e non poteva più tollerare la situazione di degrado che si stava delineando.
    Vedremo nel prossimo futuro se davvero tutto ciò servirà alla riqualificazione della zona oppure se sarà stata solo un’operazione dettata dai legittimi interessi economici del proprietario.

    Matteo Quadrone

  • Alluvione Liguria e Toscana: concorso per giovani designer

    Alluvione Liguria e Toscana: concorso per giovani designer

    ideaPassata l’allerta alluvione, è tempo di ricostruire. Non solo a Genova, ma anche nei comuni dello Spezzino che sono stati duramente colpiti dalle piogge.

    Per questa ragione tre giovani designer della provincia di La Spezia – Alessandra Ferragina (graphic designer), Martina Ferrari e Michele Garibotti (industrial designers) –
    hanno lanciato il progetto Ricreiamo: un blog e due concorsi di idee rivolti a giovani creativi per mettere insieme proposte concrete di ricostruzione delle zone colpite dal nubifragio, con il patrocinio dei Comuni di Borghetto Vara, Pignone e Brugnato.

    Due le possibilità di partecipare: il primo bando mira a raccogliere idee grafiche sul tema della ricostruzione, con un messaggio positivo e ottimista per il futuro, che saranno applicate su materiale promozionale (t-shirt, poster, borse, gadget ecc) che sarà messo in vendita per destinare il ricavato a un fondo per le vittime dell’alluvione.

    Il secondo bando è destinato a idee progettuali a basso costo per ricostruire o rinnovare gli spazi pubblici e le attività commerciali danneggiate dall’alluvione.

    Entrambi i concorsi sono rivolti a studenti e laureati in materie creative quali architettura, grafica, arte e design: non ci sono limiti di età e la partecipazione è gratuita. Scadenza 1 febbraio 2012.

    Per tutte le informazioni si può contattare l’indirizzo mail info.ricreiamo@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Politiche sui Rom, bocciato il Piano Maroni

    Politiche sui Rom, bocciato il Piano Maroni

     

    Con la sentenza 6050, del 16 novembre scorso il Consiglio di Stato ha sancito l’illegittimità del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 maggio 2008 rigettando il ricorso in appello presentato dalla Presidenza del consiglio dei ministri, del Ministero dell’Interno, del dipartimento della Protezione civile e delle Prefetture di Roma, Milano e Napoli contro la sentenza dell’1 luglio 2009 del Tar di Roma che aveva gia’ dato ragione all’European Roma rights centre foundation.
    Inoltre, nella sentenza il Consiglio di Stato ha accolto il controricorso presentato dalla European Roma rights centre foundation e da due abitanti del campo nomadi Casilino 900.

    Secondo il Consiglio di Stato, nel decreto con il quale si è dichiarato lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti nomadi nel territorio delle Regioni Lombardia, Lazio e Campania, non sono stati individuati in modo preciso e puntuale gli specifici presupposti di fatto tali da indicare la particolare “intensità” ed “estensione” della situazione riferita a detti insediamenti e tali da giustificare il ricorso a mezzi e poteri straordinari.

    Alla base della decisione c’e’ il fatto che la possibile emergenza sociale causata dalla popolazione nomade “piu’ che gia’ esistente ed acclarata, sia soprattutto paventata pro futuro quale conseguenza dell’espandersi e dello stabilizzarsi delle comunità nomadi”.

    Inoltre il Consiglio di stato ritiene che il riferimento nel decreto relativo a gravi episodi che mettono in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblicanon risulta supportato da una seria e puntuale analisi dell’incidenza sui territori del fenomeno considerato (quale sarebbe ad esempio uno studio che documentasse l’oggettivo incremento di determinate tipologie di reati nelle zone interessate dagli insediamenti nomadi), ma soltanto dal richiamo di specifici e isolati episodi di criminalità che hanno avuto estesa risonanza mediatica”.

    Il Consiglio di Stato sottolinea che non può essere invocato il ricorso a mezzi e poteri straordinari solo in ragione della mera incapacità delle istituzioni di affrontare un problema sociale o, peggio, della loro scarsa volontà politica di affrontarlo con gli strumenti ordinari per un evidente timore di perdere favori elettorali.

    Con la sentenza decadono, per illegittimità derivata, non soltanto le ordinanze presidenziali del 30 maggio 2008 di nomina dei Commissari delegati per l’emergenza, ma anche di tutti i successivi atti commissariali che, a questo punto, risulterebbero “adottati in carenza di potere”.

    Il presidente di Arcisolidarietà commenta così la sentenza “E’ giunto il momento di fare autocritica e tornare a governare la situazione senza parlare alla pancia delle persone”.

    Mentre Paolo Bonetti, professore di diritto costituzionale e membro dell’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) aggiunge “Per i Rom serve una legge specifica, promozionale e di pari opportunità“.

     

    Matteo Quadrone

  • Fake out!: una web serie tv made in Genova

    Fake out!: una web serie tv made in Genova

    fake outDa quando è arrivato YouTube tutti gli artisti hanno scoperto un terreno più che fertile per farsi conoscere: cantanti, performer, attori e così via possono caricare gratuitamente filmati per mostrare all’etere il loro talento.

    Non solo: spuntano come funghi anche registi e sceneggiatori che creano intere opere da diffondere via YouTube. Con il contemporeaneo sviluppo delle web tv, nascono veri e propri format televisivi realizzati a costo zero.

    La Liguria in questo senso ha all’attivo diversi progetti, a partire dalla sitcom Fessbuc che prendeva in giro il popolare social network. Da qualche settimana quattro ragazzi di Andora – Alessio Vandini, Manuele Ascheri, Luca Zerbone e Dario Guardone – hanno realizzato le prime puntate di Fake Out!, web serie tv distribuita via YouTube in pillole da dieci minuti l’una.

    Il quartetto si occupa di tutto: sceneggiatura, riprese, montaggio, e recitano pure. La prima puntata è già online, mentre prossimamente sono in arrivo i video del backstage e dei prossimi episodi.

    In bocca al lupo!

    Marta Traverso

  • Cicagna, il Teatro riapre i battenti: 40 spettacoli fino a giugno

    Cicagna, il Teatro riapre i battenti: 40 spettacoli fino a giugno

    Teatro CicagnaFa sempre piacere vedere come realtà in apparenza piccole riescano a realizzare qualcosa di bello. È il caso di Monleone, frazione del comune di Cicagna in Valfontanabuona, che il prossimo sabato 3 dicembre vede riaprire dopo dieci anni il suo Teatro.

    Una sala da 350 posti con un palco grande 10×12 metri donata al Comune nel 1956 da un cittadino benestante e amante della cultura, restaurata nel 1998 e che nel 2011 riparte con una stagione teatrale di 40 spettacoli grazie al contributo dell’associazione culturale Mediaquality.

    Gli spettacoli saranno così strutturati: cabaret o concerti al venerdì, prosa al sabato e teatro dialettale la domenica, così da accontentare il pubblico di tutti i gusti. Sono previsti anche laboratori con le scuole, mentre il regista Carlo Mondadori aspira a fondare una compagnia teatrale stabile a Cicagna.

    L’inaugurazione è sabato 3 dicembre (ore 21) con uno spettacolo gratuito sui 150 anni dell’Unità d’Italia. Gli spettacoli si terranno tre giorni la settimana, ossia venerdì e sabato (ore 21) e domenica (ore 15.30). Per informazioni sulla stagione si può contattare il numero 0185 1908295.

    Marta Traverso

  • Pegli, il progetto per il nuovo porticciolo

    Pegli, il progetto per il nuovo porticciolo

    Un altro colpo è stato inferto al progetto del nuovo porticciolo che dovrebbe sorgere davanti al Lido di Pegli. Anche se la questione rimane intricata e ancora non si vede all’orizzonte il profilarsi di una soluzione definitiva per una vicenda che va avanti da molti anni.

    Dopo la sentenza del Tar che nel marzo di quest’anno ha bloccato il progetto della società Porto Pegli srl, annullando tutti gli atti e le delibere con cui Comune, Regione e Autorità Portuale l’avevano autorizzato, oggi in Commissione Consiliare Urbanistica a Palazzo Tursi, seppure in via informale, è emerso un sostanziale no alla realizzazione del porticciolo turistico da 630 posti barca e più di 800 parcheggi.
    L’orientamento di massima della Commissione prevede la realizzazione di un progetto meno impattante dal punto di vista ambientale, che escluda la piastra da 800 posti auto e la conseguente cementificazione.
    Presso la Conferenza dei servizi, ancora in fase deliberante, il Comune porterà questa istanza che ovviamente sarà inclusa anche nel nuovo PUC.

    Quindi, il Comune fa marcia indietro, ma non è il solo.

    La Regione Liguria, impegnata nella revisione del Piano di costa, pare anch’essa orientata in direzione di un progetto con meno riempimenti e coperture a mare.
    E quest’ipotesi troverebbe d’accordo pure il terzo soggetto interessato, l’Autorità Portuale.

    A questo punto la vicenda si complica e probabilmente darà il via ad un susseguirsi di ricorsi.

    Per i cittadini e i comitati del Ponente questa è comunque una buona notizia.
    Da sempre favorevoli a una riqualificazione del porticciolo hanno manifestato una decisa contrarietà al progetto Porto Pegli srl a causa dell’eccessiva cementificazione. Per gli abitanti la priorità è il prolungamento della passeggiata a mare fino alla fascia di rispetto di Pra.

    E soprattutto un porticciolo “leggero” compatibile con la preservazione del litorale e che non preveda la costruzione di parcheggi sopra il mare.

    Matteo Quadrone

  • Gruppi di acquisto solare: il fotovoltaico arriva a Genova

    Gruppi di acquisto solare: il fotovoltaico arriva a Genova

    pannelli solariTrasmettere alle persone la cultura del risparmio energetico significa anche mettere a disposizione le risorse per permettersi questo stile di vita. Che in parole povere significa: installare pannelli fotovoltaici costa molto. Una spesa che non tutti possono sostenere, soprattutto in tempi difficili come questi.

    È sulla base di questa premessa che Legambiente Liguria, in collaborazione con il Comune di Genova e la società AzzeroCO2 lancia i primi gruppi di acquisto solare: più persone che si mettono insieme per comprare collettivamente il sole, e installare nelle proprie case pannelli fotovoltaici che assorbono energia pulita.

    Il progetto verrà presentato nel corso di due incontri pubblici a Pegli e Nervi: il primo mercoledì 23 novembre alle 20.30 presso gli uffici di Pegli del Municipio VII Ponente (via Pallavicini 5), il secondo giovedì 24 novembre alle 20.30 presso il Municipio IX Levante (Villa Garibaldi, Via Pinasco 7).

    Legambiente attiverà inoltre uno sportello per dare informazioni a chi vuole aderire all’iniziativa: per saperne di più è possibile contattare il numero 010 319168.

  • Università di Genova: tasse troppo alte?

    Università di Genova: tasse troppo alte?

    tasse universitàPremessa: nel 1997 è stato promulgato un Dpr (Decreto del Presidente della Repubblica) secondo cui le Università non possono far pagare ai propri studenti tasse superiori al 20% del Ffo (Fondo di Finanziamento Ordinario), ossia il contributo che ricevono ogni anno dallo Stato.

    Un’inchiesta pubblicata sul Sole 24 Ore ha mostrato come in Italia esistano ben 33 atenei fuori legge, che fanno dunque pagare tasse eccedenti alla percentuale di cui sopra. Fra queste c’è anche l’Università di Genova, che per la precisione si colloca al 28° posto.

    La media delle tasse pagate ogni anno dagli studenti genovesi è infatti 1.136 €, ossia il 21,1% in più rispetto ai 39,48 milioni di € che lo Stato ogni anno destina al nostro ateneo.

    Una faccenda a cui nessuno ha dato troppa importanza in questi anni, finché la scorsa settimana il Tar della Lombardia ha condannato l’Università di Pavia a risarcire gli studenti che avevano pagato tasse troppo alte. Che sia l’inizio di una serie di ricorsi a catena?

    Marta Traverso

     

     

  • Servizio civile: una petizione online contro i tagli

    Servizio civile: una petizione online contro i tagli

    Proprio in questi servizio civile nazionalegiorni si sono svolte a Genova le selezioni per i nuovi progetti di Servizio Civile Nazionale, a seguito dei bandi 2011 scaduti lo scorso 21 ottobre.

    Proprio in questi giorni una delle più interessanti opportunità formative, di lavoro e di servizio agli altri per i giovani italiani rischia di vedere seriamente ridimensionate le sue risorse: la recente Legge di Stabilità, ultimo provvedimento approvato in Parlamento prima delle dimissioni del governo Berlusconi, ha tagliato del 40% i fondi destinati al servizio civile nazionale.

    Sul sito petizionionline.it è stata promossa Non tagliare il futuro dell’Italia, una raccolta di firme per chiedere l’annullamento dei tagli, indetta e sostenuta dalle associazioni del Terzo Settore, dalla Cnesc (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile) e dalla Rappresentanza Nazionale dei Giovani in Servizio Civile.

    Firmare è gratuito e richiede meno di un minuto. È importante dare il proprio contributo perché molti giovani possano continuare a beneficiare di questa opportunità, e che enti e associazioni possano continuare quelle attività che solo grazie ai volontari di servizio civile diventano possibili.

    Marta Traverso

  • Droghe, la cocaina è la sostanza più consumata in Europa

    Droghe, la cocaina è la sostanza più consumata in Europa

    L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) di Lisbona, in occasione della presentazione della Relazione annuale 2011, avvenuta il 15 novembre, ha stabilito come la cocaina sia la sostanza stimolante illecita consumata più di frequente in Europa.

    Secondo l’Osservatorio, sono 14,5 milioni gli europei tra i 15-64 anni di eta’ che hanno provato almeno una volta la cocaina.

    Ma su questo fronte emerge anche un dato positivo. Secondo la Relazione infatti, arrivano segnali positivi di riduzione dei consumi da quattro dei cinque paesi con i piu’ alti livelli di consumo (Danimarca, Spagna, Italia e Regno Unito). Secondo il rapporto, in questi paesi si registra “un certo calo nel consumo di cocaina nell’ultimo anno tra i giovani adulti (15-34 anni), che rispecchia la tendenza osservata in Canada e negli Stati Uniti”.

    A dissuadere dal consumo, specifica la relazione, anche “l’onere finanziario associato al consumo regolare” che la rende “meno attraente nei paesi in cui l’austerita’ e’ all’ordine del giorno”, con un prezzo medio al dettaglio che nella maggior parte dei paesi dell’Ue “oscilla tra 50 e 80 euro al grammo”. Sul versante delle dipendenze, invece, circa il 17% dei tossicodipendenti che iniziano un trattamento riferiscono la cocaina quale principale droga problematica, mentre vengono segnalati circa 1.000 decessi all’anno correlati alla cocaina.

    Consumo spesso associato al forte consumo episodico di alcol (“binge drinking”). “Studi recenti – spiega la relazione – hanno riscontrato che piu’ della meta’ dei cocainomani in terapia erano anche dipendenti dall’alcol”.

     

  • Sicurezza aerea: l’Europa vieta i body scanner a raggi x

    Sicurezza aerea: l’Europa vieta i body scanner a raggi x

     

    La sicurezza degli aeroporti è diventata un tema particolarmente sensibile per gli stati membri dell’Unione Europea, soprattutto negli ultimi 10 anni a causa della minaccia del terrorismo internazionale. A partire dall”11 settembre 2001 sono incrementati i servizi di sicurezza a tutela di queste infrastrutture che vedono il transito quotidiano di milioni di viaggiatori.

    In particolare gli scali europei dopo il tentato attacco terroristico del 25 dicembre 2009, quando un terrorista provò a far esplodere un aereo diretto da Amsterdam a Detroit con esplosivi plastici nascosti nella biancheria intima, hanno collaudato i body scanner a raggi x o li hanno impiegati in via sperimentale. Finora questi dispositivi di sicurezza sono stati utilizzati in misura limitata sulla base di una serie di norme e di procedure operative nazionali diverse.

    La Commissione europea, a metà novembre, ha adottato  una proposta di quadro normativo dell’Unione europea relativa ai body scanner. Tale normativa consente agli aeroporti e agli Stati membri che lo desiderino di utilizzare i body scanner per il controllo dei passeggeri in condizioni operative e tecniche rigorose.

    Il nuovo quadro normativo, comune a tutta l’UE, garantisce inoltre che le norme di sicurezza siano applicate in modo uniforme da tutti gli aeroporti e prevede misure di salvaguardia obbligatorie e rigorose, intese ad assicurare il rispetto dei diritti fondamentali e la tutela della salute.

    Un comunicato stampa diffuso dalla Commissione europea sottolinea che “Per non compromettere la salute e la sicurezza dei cittadini, nell’elenco dei metodi autorizzati per il controllo dei passeggeri negli aeroporti dell’UE sono inseriti esclusivamente gli scanner di sicurezza che non utilizzano tecnologia a raggi X. Sono ammesse tutte le altre tecnologie, come quelle utilizzate per i cellulari e altre, purché conformi alle norme di sicurezza dell’UE”.

    Quindi da oggi non sarà più possibile utilizzare i body scanner a raggi x perchè sussistono dubbi sulla loro pericolosità per la salute dei passeggeri. I pericoli derivano dall’esposizione continuata alle radiazioni che in un certo senso, spiegano gli esperti, potrebbero “accumularsi” nel corpo umano, provocando problemi.

    Ma le nuove norme hanno come obiettivo, oltre alla tutela della salute dei viaggiatori, anche la protezione della privacy.

    Infatti in base alla nuova normativa l’impiego dei body scanner è unicamente autorizzato se si rispettano le condizioni minime, quali, ad esempio, quelle di seguito elencate: gli scanner di sicurezza non memorizzano, né conservano, copiano, stampano o recuperano le immagini; sono vietati, e devono essere impediti, l’accesso alle immagini e il loro uso non autorizzato; l’addetto che analizza l’immagine deve trovarsi in un luogo separato e l’immagine non dev’essere collegata alla persona sottoposta al controllo, né ad altre; i passeggeri devono essere informati in merito alle condizioni di esecuzione dei controlli mediante body scanner; hanno peraltro il diritto di non accettare il controllo mediante body scanner e di sottoporsi ad un metodo di controllo alternativo.

     

    Matteo Quadrone