Autore: erasuperba

  • Sampierdarena, area ex Enel: tramonta il progetto di riqualificazione

    Sampierdarena, area ex Enel: tramonta il progetto di riqualificazione

    sampierdarena-pacinotti-ex-enelA febbraio 2012 era stata approvata dalla giunta Vincenzi la proposta di riqualificazione dell’area ex Enel di Sampierdarena. Da anni in disuso, l’area (un “vuoto urbano” di 13 mila 500 mq) si trova a ridosso del complesso della Fiumara (non a caso il progetto prendeva il nome di “Fiumara bis”), tra Via Dondero, Via Pacinotti e Via Salucci. Stando al progetto, in 3 anni l’area inutilizzata sarebbe dovuta essere trasformata in un complesso con uffici, abitazioni, attività commerciali, una nuova scuola per 100 bambini, piazza pubblica e trasferimento del mercato di Via Salucci nei nuovi locali. Si trattava di un’operazione privata: proprietaria, la multinazionale italiana Duferco Sviluppo srl, che aveva acquisito l’area nel 2009 e successivamente avanzato il progetto, con inizio lavori previsto per metà 2012.

    Un progetto ampiamente pubblicizzato dall’allora Amministrazione: 850 mila euro di investimento, creazione di 350 nuovi posti di lavoro, la formazione di un’asse coi quartieri limitrofi e la coesione all’interno della stesso quartiere di Sampierdarena. Oggi però, a quasi due anni dall’approvazione del progetto, tutto è fermo: l’area è inaccessibile, presidiata da controlli; del cantiere, non c’è traccia. Siamo andati sul posto durante la tappa a Sampierdarena di #EraOnTheRoad. Cerchiamo di fare luce sulla questione.

    Il progetto

    ex enel Sampierdarena
    Il progetto (93 mila metri cubi in totale, con superficie scoperta di 25.850 mq e coperta 32.650 mq) prevede edifici realizzati con materiali e finiture a isolamento termico, e impianti ad alta efficienza: pompe di calore a scambio geotermico, pannelli fotovoltaici, copertura a “tetti verdi” assorbenti per recupero di acqua piovana, isola ecologica per la raccolta differenziata. Il complesso doveva estendersi in altezza fino a 42 metri (la metà delle torri Fiumara antistanti). Era inizialmente prevista anche una torre di 13 piani, per uffici. Sei le strutture totali, con scuola e autorimessa.

    Il progetto, annunciato il 29 gennaio 2012, come proposta inserita nel nuovo Puc, voleva colmare quello che dalle amministrazioni veniva definito un “vuoto urbano”, in una zona “degradata”, e portare a compimento il processo di trasformazione iniziato con la realizzazione del complesso Fiumara. Come detto, si tratta di una superficie privata, acquisita dalla genovese Duferco Sviluppo, gruppo che si occupa dell’erogazione di servizi immobiliari (oltre a “Sviluppo”, anche “Duferco Engineering”, per opere di impiantistica, e “Duferco Energia”, per la commercializzazione di energia elettrica e la realizzazione di impianti fotovoltaici e idroelettrici). Tra le caratteristiche del progetto: edilizia eco-sostenibile e impiego di materiali innovativi; parcheggi interrati; portici e nuova illuminazione; risparmio energetico e pannelli solari; alberi, percorsi pedonali, giardini pensili sui tetti degli edifici e verde pubblico (per cui erano previsti oneri di urbanizzazione) gestito direttamente dalla Duferco; superfici stradali permeabili; tante vetrate, a creare un collegamento sul piano urbano con Fiumara. L’intenzione era quella di “costruire sul costruito”, mantenendo la volumetria originaria: era prevista la realizzazione di 5 edifici di nuova costruzione e la ristrutturazione di uno preesistente, ad uso residenziale, direzionale e commerciale. Architetto progettista, Maurizio Varratta, di Pacinotti Complex Genova.

    La situazione attuale

    Oggi non è più Duferco Sviluppo a seguire le vicende del sito: il timone è passato nelle mani dell’altra branca del gruppo, Engineering. «Il progetto iniziale è stato bloccato e al momento non ci sono programmi specifici sull’area. È tutto fermo e non sappiamo se e quando la situazione cambierà -dicono da Duferco-. Il motivo di questo stallo? Le titubanze nei confronti di un investimento tanto ingente», di cui gli investitori non sembrano sicuri. Un importante passo indietro: si pensi che nel 2012 si parlava di un progetto in anticipo di 10-15 anni sui tempi. Tuttavia, avvisaglie di incertezza erano già nell’aria, tanto che da Duferco dicevano: «Oggi il mercato è difficile però siamo fiduciosi e i nostri dati ci confortano».

    Della stessa opinione anche l’Assessore ai Lavori Pubblici Stefano Bernini, che commenta:  «I rallentamenti sono di natura contingente, dovuti all’attuale situazione economica: con la bolla del mercato immobiliare non si vende, e gli investitori ci pensano due volte, ma questo non va a minare la natura innovativa del progetto. Questa non è l’unica situazione ferma, ce ne sono altre analoghe, che resteranno ferme fino al nuovo incremento della domanda».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Crisi dell’Euro e della politica, come uscirne? Incontro al Ducale

    Crisi dell’Euro e della politica, come uscirne? Incontro al Ducale

    EuroMartedì 24 settembre 2013 (ore 17.45) nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale si svolge uno dei primi eventi della stagione autunnale: la conferenza di Claus Offe sul tema della crisi economica e politica dell’Europa.

    L’Europa in trappola? La UE ha la capacità politica di superare la crisi attuale? sono i temi che si affrontano oggi da parte del sociologo tedesco, che dopo le elezioni in Germania si interroga sulla capacità politica dell’Unione Europea d’interrompere il lento declino dell’Europa.

    L’evento si svolge in collaborazione con il Goethe Institut-Genua.

  • Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    musica-concerti-chitarra-elettricaDa due anni l’associazione culturale Less is more si occupa di organizzare eventi sul territorio genovese, con particolare attenzione alla musica. Ora il gruppo si è cimentato con un nuovo progetto: lo scorso 21 settembre ha inaugurato in vico Indoratori Garage 1517, nato dalla volontà dei due fondatori – Lisa e Davide, 31 anni – di «Trovare una collocazione nel panorama del “non lavoro”, situazione che caratterizza una grossa fetta di nostri coetanei».

    In questi anni Less is more ha collaborato con numerose realtà cittadine, fino al più recente festival Cre.Sta organizzato dal Comune. Lo spazio di recente inaugurazione costituisce la nuova sede dell’associazione, allo scopo di convogliare in un punto di incontro persone con interessi comuni, che vanno dalla passione per la musica a tutta una serie di realtà correlate: «abbiamo pensato di rimboccarci le maniche e di creare la “casa” in cui noi avremmo voluto vivere il nostro tempo libero – ci spiega Lisa. Garage 1517 è un second-hand shop che funziona con doppia formula (conto vendita e conto proprio) con un mini-market a piano terra e la sede dell’associazione culturale Less Is More al secondo piano. Le due realtà coesistono e funzionano l’una a supporto dell’altra».

    Cosa si può trovare nel Garage1517? Molti prodotti nuovi e usati, dall’alimentare biologico a vestiti, dischi, libri fino ai complementi d’arredo. Uno spazio che trae i propri valori dai concetti di riciclo e riuso, per donare nuova vita a oggetti e materiali.

    Less is More organizzerà in Garage1517 concerti, mostre, presentazioni di libri ed eventi culturali di vario genere, con particolare attenzione agli artisti emergenti, affinché le “due anime” del progetto possano continuare a coesistere e ad arricchirsi a vicenda.

  • Startup weekend Genova: vince il progetto ‘Light Up Your Social’

    Startup weekend Genova: vince il progetto ‘Light Up Your Social’

    appÈ Giovanni Landi, con il progetto Light Up Your Social, il vincitore della prima Startup Weekend Genova che si è svolta da venerdì 20 a domenica 22 settembre presso il coworking Talent Garden agli Erzelli.

    Di cosa si tratta? Light Up Your Social è un’applicazione installata su un dispositivo indossabile (orologio, ciondolo, spilla etc), che comunica con smartphone e tablet ed emette segnali luminosi che esprimono le emozioni del suo possessore. Il team che ha seguito Giovanni Landi nel progetto è composto da Umberto Port, Matteo Mattia, Francesco Lato, Andrea Caridi, Nicolò Benzi e Luca Masio.

    Il vincitore ha ottenuto in premio tre mesi di permanenza gratuita presso il coworking Talent Garden, dieci ore di consulenza gratuita nell’ambito della tutela della proprietà intellettuale e della registrazione del marchio, un soggiorno gratuito di una settimana presso la Silicon Valley e pacchetti promozionali con realtà importanti nell’ambito della comunicazione come l’agenzia Meloria e il portale Mentelocale.

    Secondo e terzo classificato sono rispettivamente Senza confine (app geolocalizzata per disabili, ideata da Laura Pozzo) e All ways to town (informazioni sui collegamenti aeroportuali, ideata da Martina Modenesi).

  • Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    lagaccioUn centro polifunzionale dove gli stimoli positivi di un quartiere da sempre considerato periferico hanno l’opportunità di crescere e svilupparsi, coinvolgendo residenti e non in svariate attività, dallo sport alla meditazione orientale, dai corsi di canto, teatro e danza al sostegno psicologico e legale per le vittime del precariato. Parliamo del “Centro Polivalente Lagaccio” (C.P.L.), nato inizialmente con l’intento di ospitare dei servizi istituzionali di zona, a partire dal 2012, grazie all’accordo tra il Municipio I Centro-Est ed un comitato gestore composto da associazioni e soggetti del privato sociale – associazione Lingua Madre come ente capofila, Centro Servizi e Famiglie Centro Est, Cooperativa Sociale Lanza del Vasto, A.S.D. Cliantha ed associazione Genova Hockey 1980 – si è trasformato in un luogo di incontro e di confronto, in cui varie realtà associative usufruiscono degli spazi a titolo gratuito per restituire alla cittadinanza dei servizi alla persona (bambini, adulti, ragazzi e anziani) – di carattere ludico, sportivo, sociale, ricreativo e culturale – a costo zero.

     

    «Nel 2012 siamo diventati ente capofila del progetto “Centro Polivalente Lagaccio” che gestiamo insieme ad altre associazioni – racconta Vincenzo Palomba, presidente di Lingua Madre e consigliere del Municipio Centro Est (Idv) – Il Polivalente era stato pensato come centro dedicato a servizi istituzionali (distretto sociale e Laboratori educativi territoriali del Centro Est, distretto socio sanitario Centro dell’Asl 3). Ma il progetto stentava a decollare. La svolta è arrivata quando il Comune ha compreso che per farlo funzionare al meglio era necessario affidarsi alle associazioni di quartiere». E così dall’anno scorso il Polivalente sta riscuotendo successo con circa una dozzina di realtà aderenti legate da un protocollo di intesa che garantisce appunto il carattere polifunzionale degli spazi. «Con grande impegno stiamo riuscendo a far conoscere il Centro che oggi è frequentato da residenti del Lagaccio e non – continua Palomba – Le attività che si svolgono sono: hockey, meditazione orientale, centro sociale per bambini di elementari e medie, corsi di canto, danze folkloristiche, teatro, ecc.». L’accordo tra il comitato di gestione e le singole associazioni è semplice e chiaro: il Polivalente è aperto a tutti quelli che operano con attività gratuite – o comunque a costi irrisori – per il benessere degli abitanti. «Da sottolineare il prossimo ingresso dell’associazione lavoratori vittime del precariato (Alvip) che, a partire da ottobre, offrirà sostegno legale e psicologico alle vittime del precariato e del mobbing, attraverso consulenze con psicologi e avvocati – aggiunge Palomba – Al giorno d’oggi è un’iniziativa di vitale importanza che diventerà il nostro fiore all’occhiello».

    Sabato 28 settembre con l’evento “Spazio aperto al Polivalente”, il Centro Polivalente Lagaccio – sito in via Adamo Centurione 19 all’interno del comprensorio scolastico della “Duca degli Abruzzi” – a partire dalle ore 16, presenterà le attività dell’anno 2013/14 in una giornata di festa aperta a tutta la cittadinanza. Questo il programma: dalle ore 16 laboratori ludici, didattici e sportivi per bambini e ragazzi a cura di Centro sociale Capra Azzurra, Centro Servizi, Associazione Il sogno di Tommy, Associazione Eishshaok, Associazione Genova Hockey 1980, Progetto Sviluppo Liguria; dalle ore 18 “apericena” offerta a tutti i presenti con esibizioni di danza, teatro e musica fino alle ore 20 a cura di Associazione Casa del migrante dell’Ecuador, Associazione Lingua Madre, Associazione Azonzo.

    «Il progetto Lingua Madre nasce nel 2009 con l’ambizione di coniugare un intervento sociale con la promozione turistica della città – spiega Palomba, ideatore dell’associazione insieme alla moglie – Siamo partiti diffondendo dei messaggi promozionali in vari Paesi per invitare gli studenti stranieri a trascorrere un periodo di vacanza a Genova, garantendo il contatto con delle famiglie disponibili ad ospitarli e con l’opportunità di frequentare un corso di italiano». Così, con questa fonte di auto-finanziamento, Lingua Madre ha iniziato ad organizzare anche i primi corsi di italiano per stranieri residenti a Genova.
    «Il nostro obiettivo è quello di favorire l’integrazione – continua Palomba – Tutti gli anni siamo riusciti ad offrire almeno un corso gratuito di italiano per stranieri, oltre a quelli dedicati ai turisti. In seguito abbiamo aperto i corsi di altre lingue: arabo, spagnolo, francese, portoghese, russo e cinese. L’idea è quella di coinvolgere i cittadini italiani desiderosi di imparare una lingua e confrontarsi con visitatori stranieri ed immigrati residenti».

    Ma il Centro Polivalente è stata pure l’occasione per riscoprire uno sport storicamente presente al Lagaccio: l’hockey su prato. «Nel quartiere questa attività sportiva è stata praticata fin dagli anni ’70 – racconta Daniele Franza, presidente Genova Hockey 1980 – a ridosso degli anni 2000, però, le realtà che precedentemente l’avevano promossa nella zona si sono disimpegnate e per oltre un decennio l’hockey su prato è caduto nel dimenticatoio».
    Dall’anno scorso la Genova Hockey 1980 – associazione sportiva con diverse scuole hockey in varie zone della città – ha pensato di recuperare l’antica tradizione. «Il Lagaccio è sempre stata una fucina di promettenti giocatori di hockey – continua Franza – Tra l’altro qui si trova l’unico campo ufficiale disponibile in Liguria. Per noi che siamo nati nel quartiere riportare l’hockey al Lagaccio è un sogno che si avvera».
    E i risultati si son visti subito. «Siamo ripartiti dai più piccoli ed oggi abbiamo una ventina di giovanissimi hockeisti della scuola elementare Duca degli Abruzzi che due volte a settimana si allenano nel campetto vicino all’istituto – spiega Franza – bambini cinesi, sudamericani, africani, italiani, una squadra multietnica che riflette la composizione sociale del Lagaccio. Si è creato uno splendido rapporto con il Centro Polivalente e con la scuola elementare Duca degli Abruzzi. In una realtà come questa lo sport diventa un veicolo educativo fondamentale con il quale trasmettere i valori formativi del rispetto delle regole e degli avversari».

    Un altro progetto che ha trovato ospitalità nel Polivalente è “Famiglie al Centro” – finanziato dal Celivo e gestito da A.Ge. Associazione Genova Genitori e dall’associazione Il sogno di Tommypunto di incontro e gioco per famiglie con bambini piccoli. «L’A.Ge già da anni lavora a sostegno delle famiglie del Lagaccio – racconta Daniela Cattivelli, rappresentante dell’associazione – Famiglie al Centro è nato nel 2012 su sollecitazione del quartiere e del Consultorio di zona, l’unica realtà che, nonostante la carenza di risorse, si occupa di queste problematiche. Così abbiamo pensato di offrire un luogo aperto due volte alla settimana (martedì ore 10-12, giovedì ore 16-18) in cui le famiglie possano incontrarsi e conoscersi, interloquire con operatori esperti nel sostegno alla genitorialità, chiedere informazioni, consigli e orientamenti rispetto a situazioni di disagio. Nel frattempo i bambini hanno l’opportunità di giocare liberamente o partecipare a laboratori, sempre con la presenza di educatori e animatori preparati». Inoltre «Organizziamo anche cicli di incontri sui temi dell’educazione e della genitorialità – conclude Cattivelli – senza dimenticare eventi e feste aperti a tutti gli abitanti del quartiere».

     

    Matteo Quadrone

  • Enrico Macchiavello, Cartoonist: mostra al Castello di Rapallo

    Enrico Macchiavello, Cartoonist: mostra al Castello di Rapallo

    macchiavello-D1Inaugurata sabato 21 settembre e aperta al pubblico fino a domenica 6 ottobre, il Castello sul mare di Rapallo ospita la 41° Mostra Internazionale dei Cartoonists, a cura di Carlo Chendi e quest’anno dedicata all’artista genovese Enrico Macchiavello.

    L’associazione culturale Rapalloonia! ha voluto omaggiare quest’anno l’illustratore e disegnatore noto al grande pubblico soprattutto per gli spot televisivi della birra Ceres e per le figurine Skifidol. Storyboard, piccole sculture, peep show e altre opere saranno esposte nelle sale del Castello.

    Note sull’artista
    Enrico Macchiavello, classe 1974, cresce giocando con i colori e plasma in seguito la sua abilità artistica e professionale presso la casa editrice “Feguagiskia’ Studios” del poliedrico Gualtiero Schiaffino, alla Scuola del Fumetto di Chiavari e all’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Tra gli illustratori Italiani più conosciuti del momento, Macchiavello è dotato di un immaginario esplosivo e irriverente, che trova espressione nei dipinti, illustrazioni e pupazzi raffiguranti situazioni bizzarre e tragicomiche. La capacità di comunicare con immediatezza con grandi e piccini fa di lui, che non esita a definirsi come “una combinazione di Hyeronimus Bosch e Jacovitti, Caravaggio ed il Grande Puffo, mischiati in una nauseante ecstasi”, un artista universale.

    Ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Punto Emergenza Prè: il presidio per l’aiuto di mamme e bambini migranti

    Punto Emergenza Prè: il presidio per l’aiuto di mamme e bambini migranti

    punto-emergenza-preVia Prè, Via Gramsci, Via del Campo, fino a Via Balbi: crocevia di strade, cuore pulsante del centro storico genovese. Tutte, chi più chi meno, sono accomunate da varie problematiche, ben note ai cittadini della Superba: dall’alto tasso di criminalità, alla mancanza di decoro urbano. O almeno questa è l’opinione sedimentata in gran parte dell’opinione comune. Per conoscere meglio questi luoghi, con #EraOnTheRoad siamo andati a visitarli di persona e abbiamo scoperto la piccola realtà del Punto Emergenza Prè, presidio della Caritas Diocesana al 62r di Via Prè. Si tratta di un centro di accoglienza “sulla strada” che da aiuto ai migranti, in particolare alle madri straniere che vivono a Genova e ai loro bambini, accompagnando il percorso post-parto fino ai 18 mesi. Abbiamo conosciuto i volontari del centro e Bruna Doglio, la responsabile, ci ha raccontato la storia del presidio e il loro lavoro nel quartiere, precisando che: «Il servizio che offriamo è gratuito e vengono da tutta la città chiedendo il nostro aiuto, da Molassana a Voltri. È dura sopravvivere ma ci siamo guadagnati credibilità: la nostra serietà fa sì che le persone siano felici di aiutarci. Genova è una città solidale e a Prè (ma non solo) c’è bisogno di iniziative come questa».

     

    La storia del “Punto Emergenza” nel sestiere di Prè e le sue attività per il quartiere

    Il Punto Emergenza Prè è stato fondato più di 30 anni fa e, a quei tempi, collaborava con la scuola elementare Istituto Suore Filippine San Giovanni di Prè, la più antica di Genova, aperta circa 300 anni fa da San Filippo Neri. All’epoca, a Genova i flussi migratori non erano così alti come adesso e l’associazione riusciva a dare sostegno ai bambini che frequentavano la scuola e alle loro mamme, appena arrivate in città. Non più di 100 in tutto, queste famiglie (tutte povere) venivano aiutate ad inserirsi nella nuova realtà ed erano dotate perlopiù di viveri. La svolta importante c’è stata qualche tempo dopo, con la prima donazione ingente (500 mila lire in latte e viveri) stanziata dalla Società San Vincenzo De Paoli, riunita nella Conferenza di Genova. Grazie ai primi benefattori, il presidio ha acquisito popolarità ed ha presto coinvolto anche medici pediatri (oggi 2) volontari, che hanno permesso di offrire alle mamme e ai bambini che si rivolgevano al centro anche cure mediche.

    Inizialmente la sede della struttura era ospitata dalle suore filippine, ma si è poi trasferita in strada, in via Prè, 12 anni fa, dando vita a un proprio presidio autonomo. Qui, i volontari hanno continuato ad accogliere, come un tempo, mamme e bambini migranti fino a 18 mesi («Gli uomini qui non possono entrare!», ironizza una delle volontarie), accompagnando le donne durante il percorso pre-natale, dotandole di un corredo, di alimenti appositi per i neonati, di medicine e cure mediche, grazie alla continua collaborazione con medici pediatri.

    punto-emergenza-pre-2Nell’attuale sede i volontari hanno messo in piedi da soli spazi attrezzati e ospitali: un locale soppalcato, dipinto sui toni pastello e dotato di armadi, giochi e tutto quel che serve a mettere a proprio agio chi entra. Ci sono anche due camere, una per i maschi l’altra per le femmine, dove i piccoli possono giocare e riposare, e inoltre stanze per il deposito dei viveri e dei vestiti. I volontari, che oggi sono in tutto una decina, tengono aperto il centro ogni pomeriggio, a partire dalle 14.30 fino alla sera. Poco distante da qui, sempre sulla strada, il presidio pediatrico e deposito di farmaci, dove i medici possono visitare i piccoli pazienti. Tutto, rigorosamente gratuito. Tutto senza che i volontari ricevano alcuna sovvenzione da Amministrazione o altri soggetti istituzionali. Ci tiene a sottolinearlo Bruna Doglio, che racconta: «Genova è una città solidale: sfatiamo il mito dei genovesi poco disposti ad occuparsi dei bisogni altrui. Dapprima diffidenti, sono pronti a dare molto per i servizi seri come il nostro. Siamo l’esempio tangibile del livello di partecipazione e altruismo di questa città: altrimenti come faremmo ad essere ancora qui, dopo 30 anni? All’inizio non avevamo nulla, siamo partiti da zero».

    Grazie alla risposta dei genovesi, dunque, il Punto Emergenza continua a fare il suo lavoro, sempre di più: sono tantissime le madri che si rivolgono all’associazione, indirizzate a Prè dai centri d’ascolto dei 27 vicariati della provincia di Genova.

    «Quando abbiamo iniziato questa attività, l’immigrazione a Genova era inferiore rispetto ad oggi. Adesso, non sappiamo come fare per rispondere alle esigenze di tutti quelli che ci chiedono aiuto»,raccontano i volontari, e ci accorgiamo di quanto ciò sia vero già dopo 10 minuti che li guardiamo lavorare. Arrivano mamme di continuo, con bambini neonati e i loro fratelli più grandi, con altre problematiche (mancanza di libri e attrezzatura per la scuola, ad esempio) da risolvere. I volontari corrono dallo stock degli alimenti, all’”armadio” con i vestitini, alla farmacia più vicina per comprare le medicine: «I conti li pagano i nostri benefattori, che credono nel nostro lavoro di aiuto alle famiglie e di recupero di Prè». Lo constatiamo con i nostri occhi, osservando il via vai di persone con pacchi di cibo e vestiti, ma attenzione: le iniziative private e spontanee sono sconsigliate. «Si finirebbe per avere una serie di merce che non riusciremmo a piazzare. Le richieste sono specifiche: dal tipo di latte, ai medicinali. Ad esempio, somministriamo una dieta lattea ai neonati fino a 21 mesi», dice Bruna.

    E naturalmente non si può non notare come il lavoro del Punto Emergenza Prè, oltre a fornire un concreto aiuto alle singole famiglie, dia anche un servizio al quartiere intero: fuori dalla retorica facile, il centro aiuta la riqualificazione di una zona problematica come Prè. Della sola Via Prè si può dire molto: criminalità, abusivismo abitativo e commerciale, spaccio sono solo alcune delle piaghe che la affliggono. Tuttavia, non va dimenticato che questo luogo è famoso anche per la sua vitalità, il folklore, la solidarietà: il Punto Emergenza lavora proprio in un’ottica di tolleranza e di integrazione, che parte da qui e coinvolge tutta la città.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Restiamo a Levante: il terzo settore in mostra a Quarto

    Restiamo a Levante: il terzo settore in mostra a Quarto

    manicomio-quarto-D3Domenica 22 settembre 2013 inizia presso l’ex manicomio di Genova Quarto l’evento Restiamo a Levante, Expò delle associazioni di Terzo Settore che terminerà domenica 29 settembre.

    L’iniziativa è promossa dal Municipio Levante e vede la presenza di circa cinquanta realtà non profit che presentano la loro attività nel proprio stand e nei laboratori e dibattiti che scandiranno l’intera settimana. Parte del programma sarà curato dal Coordinamento per Quarto, con l’iniziativa Quarto Pianeta.

    Scopri il programma di Restiamo a Levante.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Istruzioni per il futuro: un evento su città e sviluppo sostenibile

    Istruzioni per il futuro: un evento su città e sviluppo sostenibile

    energia elettricaSabato 21 e domenica 22 settembre 2013 a Villa Bombrini – Genova Cornigliano si svolge una nuova edizione di IF – Istruzioni per il Futuro, l’evento – fiera con espositori e laboratori didattici sul tema dello sviluppo sostenibile e del consumo critico. Tema di questa edizione è La città che vogliamo.

    La fiera è aperta al pubblico dalle 10 alle 20.

    Programma dei laboratori

    SABATO 21 SETTEMBRE

    11.30 – 13
    Porto di Genova: non solo transito.
    Con Duccio Bianchi – Ambiente Italia, Enrico Fontana – Ambiente e Legalità, Legambiente, Libera. Proff. Massimo Quaini, docente di Geografia Università di Genova.

    11.30 – 13
    Piccolo orto urbano da asporto. A cura di IoRicreo

    15.30 – 17
    La città che vogliamo
    Con Alberto Magnaghi, docente di Progettazione territoriale, Università di Firenze, Carla Majorano – Mdf Napoli, Andrea Poggio – Legambiente

    15.30 – 17
    In cucina col sole a cura di Legambiente

    Sportello consumatori in piazza 15.30 -19.00
    La città ai cittadini
    Con i conciliatori di Alitalia. Edison, Enel. Poste Italiane, Telecom a cura di Movimento Difesa del Cittadino – Mdc

    17.30 – 19.
    Le nuove fabbriche: recuperate, ripensate, autogestite
    Con Luca Federici – Ri-Maflow, Maurizio Gritta – Presidente Iris, Davide Gomba – Officine Arduino

    17.30 – 19.00
    Il Gioco di MondoCibo a cura di Bottega Solidale

    17.30 – 19.30
    Prove pratiche d’intonaco in terra cruda a cura di Terra!onlus

    17.30 – 19.30
    Y.E.A.S.T.: come viaggiare in Europa a costo (quasi) Zero

    19 – 20
    L’Era del Ferro
    film-documentario di Diego Scarponi

    DOMENICA 22 SETTEMBRE

    15.30 – 17
    La Città ai Cittadini.
    Con Marco Bersani – Attac, Movimenti per l’Acqua, Campagna Nuova Finanza Pubblica, Bengasi Battisti – Sindaco di Corchiano VT, Mirko Tutino – Ass.re Ambiente Prov. Reggio Emilia

    15.30 – 17
    Impastare con la Pasta Madre a cura di Terra!onlus

    Sportello consumatori in piazza – 15.30-19.00
    La città ai cittadini.
    Con i conciliatori di ALITALIA, EDISON, ENEL, POSTE ITALIANE, TELECOM a cura di Movimento Difesa del Cittadino – MDC

    17.30 – 19
    Città in trasformazione: dopo lo sviluppo può esserci sviluppo?
    Con Marco Doria – Sindaco di Genova, Luigi de Magistris – Sindaco di Napoli

    17.30 – 19
    L’Alberto Inquilino di Hundertwasser a cura di Arci

    Laboratorio 17.30 – 19
    Piante che curano le piante a cura di Terra!onlus

    Laboratorio 17.30 – 19
    Tessuti Naturali: cardatura, filatura e tintura a mano a cura di Ass. Fili, Trame e Colori.

  • Omofobia e violenza: Comune di Genova, bando per educatori

    Omofobia e violenza: Comune di Genova, bando per educatori

    sicurezza-protezione-violenzaIl Comune di Genova aderisce al progetto europeo triennale Jovenes contra a violencia de genero (Giovani contro la violenza di genere) per sensibilizzare contro la violenza e le discriminazioni attraverso il miglioramento delle conoscenze e competenze dei giovani.

    Il bando vuole selezionare dieci giovani con esperienza di volontariato e/o servizio civile per attività di peer education: attraverso un percorso formativo, acquisiranno conoscenze e competenze sui temi della mascolinità positiva, della lotta alla violenza contro le donne, del contrasto alle discriminazioni nei confronti delle persone LGBT e sulle caratteristiche dell’approccio educativo tra pari.

    Requisiti: giovani di età compresa tra i 20 e i 29 anni, in possesso di diploma, con buona conoscenza della lingua inglese, appartenenti ad associazioni giovanili del territorio genovese e/o che abbiano svolto il servizio civile volontario nell’arco degli ultimi 5 anni (2008 – 2013). Requisito preferenziale anche la conoscenza di portoghese, rumeno o spagnolo

    La candidatura (modulo di adesione e curriculum) dovrà essere presentata all’Archivio Protocollo del Comune di Genova – piazza Dante 10 – entro lunedì 7 ottobre 2013.

    Una commissione valuterà le candidature tramite screening dei curricula e colloquio. Verrà poi stilata una graduatoria definitiva, a validità triennale, con i 10 giovani ammessi al percorso formativo, che saranno scelti anche tenendo conto delle pari opportunità.

  • Diario digitale della Liguria: bando di concorso per video

    Diario digitale della Liguria: bando di concorso per video

    monti liguriL’Agenzia di promozione turistica In Liguria apre il bando di concorso Diario digitale della Liguria, che porterà alla realizzazione di cinque video racconti sulla nostra regione.

    Videomaker, esperti in new media e blogger possono cimentarsi in un filmato di circa 120 secondi in lingua inglese sulla base di uno storyboard fornito dall’Agenzia e che potrà riguardare uno dei molti aspetti caratteristici della regione: il paesaggio, i borghi, le persone, la gastronomia, la storia etc.

    Requisiti: età superiore ai 18 anni, possesso di una propria apparecchiatura per la produzione di filmati, esperienza pregressa in questo campo, ottima conoscenza della lingua inglese e dei social network ed essere in grado di assicurare la massima diffusione del video.

    La candidatura va inviata entro lunedì 30 settembre 2013 inviando il materiale presente sul sito web di In Liguria. I candidati selezionati avranno garantite le spese di viaggio, vitto e alloggio per la Liguria, nei giorni di permanenza necessari al progetto, oltre a un compenso di 2.500 € e un compenso aggiuntivo – sulla base delle visualizzazioni sul canale YouTube di In Liguria entro marzo 2014 – così ripartito: al primo classificato 4000 euro, al secondo classificato 3000 euro, al terzo classificato 2.000 euro.

  • Startup Weekend: nuove idee di impresa agli Erzelli

    Startup Weekend: nuove idee di impresa agli Erzelli

    erzelli-sestri-ponente-d9Venerdì 20 settembre 2013 parte per la prima volta a Genova lo Startup Weekend, un laboratorio di idee che dura tre giorni ed è finalizzato a scoprire nuove idee di business. Una formula diffusa in tutto il mondo che dà la possibilità ad aspiranti imprenditori di presentare un progetto, svilupparlo con altre persone e trovare eventuali finanziatori e supporto da parte di esperti.

    L’evento si terrà presso il coworking Talent Garden, di recente inaugurazione presso il Parco Scientifico Tecnologico degli Erzelli.

    Scopri il programma della Startup Weekend.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Amici Ponte Carrega, lettera a Renzo Piano contro la cementificazione

    Amici Ponte Carrega, lettera a Renzo Piano contro la cementificazione

    Ponte CarregaUna lettera aperta per segnalare il rammarico dei cittadini nei confronti delle amministrazioni locali ed invitare l’architetto genovese e neo senatore a vita, Renzo Piano, a prendere posizione contro scelte che rischiano di compromettere un territorio delicato come quello della Val Bisagno. L’iniziativa è degli “Amici di Ponte Carrega”, associazione nata spontaneamente circa un anno fa per difendere il ponte più antico della vallata, destinato all’abbattimento secondo un progetto che aveva già ottenuto alcune approvazioni, ma salvato in extremis grazie alla mobilitazione dei cittadini. Oggi Ponte Carrega è vincolato dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Liguria.

    «A due anni dalla drammatica alluvione del 4 novembre 2011 vorremo invitare il mondo della cultura, ed in particolare il nostro concittadino e neo senatore a vita Renzo Piano, a dare una risposta alle nostre domande – scrive l’associazione – Vorremo invitarvi a riflettere come da quei giorni la tendenza a una mitigazione del rischio idrologico non sia mai partita e anzi si sia aggravata con situazioni paradossali». Una tendenza all’aumento della cementificazione selvaggia e del consumo di suolo indiscriminato che, secondo l’associazione «Non ha precedenti recenti nella storia della nostra urbanizzazione. Uno strano modo di procedere nonostante si tratti di un territorio dichiarato a grande rischio idrogeologico e per questo, dopo i fatti del 4 novembre 2011, è stato proclamato lo stato di emergenza. Questi comportamenti sono spregiudicati e presto o tardi porteranno ad altre devastazioni e tragedie».

    «A differenza della zona colpita dal torrente Ferreggiano, il nostro quartiere il 4 novembre 2011 non ha avuto vittime, per questo forse non è salito alla ribalta della cronaca e all’attenzione dei media – spiegano gli Amici di Ponte Carrega – Nonostante ciò la devastazione è stata feroce e molte delle nostre case sono ancora oggi soggette a un’ordinanza di sgombro in caso di allerta meteo ti tipo I e II».
    Ma la stessa amministrazione che ha pianto i sei morti «Poco dopo ha promosso e continuato ulteriori interventi di trasformazione, titoli edilizi e progetti, che prevedono opere di cementificazione e sbancamenti nelle stesse colline a rischio idrogeologico – sottolinea l’associazione – Nemmeno l’attuale amministrazione ha fermato questi interventi concedendo, sei mesi dopo, il titolo edilizio per un enorme centro commerciale nella valletta del torrente Mermi».
    L’edificio in costruzione nella valletta del torrente Mermi «Sarà grande quanto due transatlantici come il RMS Titanic e il suo gemello Olympic, un edificio di enormi proporzioni, con una lunghezza di circa 300 m. per 60 m. e 40 m. di altezza, 49.000 mq. di superficie utile destinata a commerciale e artigianale».

    E non è tutto, perchè ci sono altre storie da raccontare, altri progetti di edificazione nella vallata. «In questi giorni il gruppo Talea, braccio immobiliare Coop Liguria, ha proposto un progetto di allargamento del suo centro commerciale nelle aree che si affacciano sul Bisagno – raccontano gli Amici di Ponte Carrega – Il progetto prevede di edificare un albergo alto 35 m. e una grande galleria commerciale con sopra un enorme parcheggio tra cui uno di interscambio, di cui abbiamo forte criticità sulla sua reale funzione, ma che dovremo pagare noi scorporandolo dagli oneri di urbanizzazione».
    Il progetto, pur essendo così impattante «Secondo i proponenti riduce i volumi edificabili rispetto alla destinazione d’uso originale che il Comune aveva concesso prima della vendita delle aree – continua l’associazione – Una considerazione apprezzabile ma in ogni caso ugualmente inquietante. Questa operazione devasterà ulteriormente il quartiere e quel poco che rimane della sua quiete e del suo storico paesaggio. L’edificio, infatti, incombe sotto la collina della Chiesa di S. Michele di Montesignano e del suo storico borgo».

    «Una domanda sorge spontanea al nostro senatore a vita Renzo Piano: come ha potuto tacere o non prendere una posizione netta nei confronti di questi devastanti interventi di trasformazione dopo i fatti del 4 novembre 2011?conclude l’associazione – Il tacere del grande architetto si configura ancora più grave se si considera che è stato uno dei maggiori consulenti dell’urbanistica della scorsa amministrazione».

     

    Matteo Quadrone

  • Teatro dell’Archivolto: gli spettacoli della stagione 2013 / 2014

    Teatro dell’Archivolto: gli spettacoli della stagione 2013 / 2014

    teatro-archivolto-2Riparte la stagione del Teatro dell’Archivolto di Genova Sampierdarena, che lo scorso anno ha beneficiato di un grande sostegno da parte della città in un momento di difficile situazione economica.

    Il debutto è con Poetastri, spettacolo con Claudio Bisio e Michele Serra dedicato alla memoria di Don Andrea Gallo (28 settembre).

    Questo il programma dei 27 spettacoli in cartellone.

    Archivolto Viva, cinque serate a sostegno del Teatro dell’Archivolto

    Sabato 28 settembre
    Poetastri
    CLAUDIO BISIO e MICHELE SERRA

    Domenica 6 ottobre
    Neri in Quartet
    NERI MARCORE’ / GNU QUARTET

    Martedì 22 ottobre
    Piano solo
    STEFANO BOLLANI

    Martedì 3 dicembre
    Bergonzoni per l’Archivolto
    ALESSANDRO BERGONZONI

    Giovedì 10 aprile
    Recital per due
    DAVID RIONDINO E DARIO VERGASSOLA

    Cartellone

    Sabato 2 domenica 3 novembre
    Discorsi alla nazione
    ASCANIO CELESTINI
    in collaborazione con Teatro Stabile di Genova

    Venerdì 15 e sabato 16 novembre
    Berlinguer. I pensieri lunghi
    di Giorgio Gallione
    produzione Teatro dell’Archivolto

    Venerdì 29 novembre
    LA NOTTE DEGLI SCRITTORI
    con Giancarlo De Cataldo, Carlo Bonini, Diego De Silva, Michela Murgia, Francesco Piccolo, Wu Ming
    un progetto Teatro dell’Archivolto / Einaudi Editore

    Venerdì 6 dicembre
    La manomissione delle parole
    GIANRICO CAROFIGLIO

    Sabato 14 dicembre
    Il poeta e Mary
    STEFANO BENNI

    Mercoledì 18 e giovedì 19 dicembre
    L’invenzione della solitudine (di Paul Auster)
    GIUSEPPE BATTISTON
    regia Giorgio Gallione
    produzione Teatro dell’Archivolto / Teatro Stabile di Genova

    Venerdì 17 e sabato 18 gennaio
    La misteriosa scomparsa di W (di Stefano Benni)
    AMBRA ANGIOLINI
    produzione Teatro dell’Archivolto, in collaborazione con Teatro Stabile di Genova

    Giovedì 23 gennaio
    Occidente estremo
    FEDERICO RAMPINI

    Sabato 25 gennaio ore 16
    Il paese dei campanelli
    COMPAGNIA ITALIANA DI OPERETTE

    Venerdì 31 gennaio e sabato 1 febbraio
    Crime stories
    MASSIMO CARLOTTO
    regia Giorgio Gallione

    Giovedì 6 febbraio
    Pinocchio
    BABILONIA TEATRI

    Da sabato 1 a martedì 4 marzo
    Beatles Submarine
    NERI MARCORÈ / BANDA OSIRIS
    regia Giorgio Gallione
    nuova produzione Teatro dell’Archivolto

    Martedì 11 marzo
    Journal d’un corp
    DANIEL PENNAC
    produzione Les Bouffes du Nord

    Martedì 18 marzo
    Ponts Suspendus
    CIE SIC 12
    spettacolo di danza

    Da giovedì 20 a sabato 29 marzo
    Apocalisse
    UGO DIGHERO
    da Niccolò Ammaniti
    nuova produzione Teatro dell’Archivolto

    Venerdì 4 aprile
    Blind Date
    CESARE PICCO
    concerto al buio

    Da lunedì 5 a sabato 10 maggio
    DANZACONTEMPOLIGURE
    performance, laboratori, incontri, spettacoli

    Venerdì 16 maggio
    BANDA DI PIAZZA CARICAMENTO

    Sabato 17 maggio
    ANTONIO MARANGOLO
    In concerto con l’Orchestra Filarmonica di Sampierdarena

    Live indie rock
    In collaborazione con Habanero Edizioni

    Mercoledì 22 gennaio
    Giovanni Lindo Ferretti

    Sabato 15 marzo
    Brunori Sas

  • Premier League e sceicchi: gli interessi del mondo arabo in Inghilterra

    Premier League e sceicchi: gli interessi del mondo arabo in Inghilterra

    liverpool-you-ll-never-walk-alone“And you’ll never walk alone, you’ll never walk alone”. Se siete appassionati di football o se vi è capitato di visitare Liverpool, non potete non aver mai sentito queste parole. “Non camminerai mai solo” è la canzone che accompagna i giocatori del Liverpool FC all’inizio di ogni loro match casalingo.

    In effetti non è solo la gloriosa squadra dei Reds, ma tutto il calcio inglese in generale a non camminare più da solo ormai da più di dieci anni. La Premier League, il massimo campionato inglese, è diventata una vetrina mondiale e da ogni lato del globo businessmen e politici hanno iniziato a sentire l’odore di soldi e di impunità proveniente da Londra e dintorni.

    Lo hanno capito gli sceicchi di Dubai e Abu Dhabi, con l’acquisto del Manchester City da parte del principe Mansur e con il finanziamento di un importante stadio londinese non a caso battezzato con il nome di Emirates Stadium. D’altra parte, già Micheael Moore nel suo documentario Fahrenheit 9/11 sull’attacco (“presunto” secondo il regista) agli Stati Uniti  alle Twin Towers aveva fatto luce sugli interessi miliardari del mondo arabo, in particolare quello saudita, nei paesi anglosassoni.

    Prima dei fat cats – i ricconi – emirati aveva già intuito il potenziale del calcio inglese un altro tycoon asiatico, il tailandese Thaksin Shinawatra, ex Primo Ministro del suo Paese, che guarda caso da quasi dieci anni vive in esilio tra Londra e gli EAU per via di accuse di abuso di potere e corruzione.

    Un’altra celebre figurina nell’album dei magnati overseastermine che letteralmente significa “oltremare” ma in UK designa tutto ciò che è straniero – è quella di Roman Abramovich, amicone di Putin arricchitosi in maniera sospetta grazie a relazioni molto discutibili, tra cui quella con l’ex re degli oligarchi russi Boris Berezovskji, recentemente trovato morto in una sua casa in Inghilterra.

    A completare il quadro non potevano mancare gli americani, che quando possono combinare sport e business si muovono più velocemente di Usain Bolt e Carl Lewis messi insieme.

    Malcolm Glazer è il proprietario di una delle squadre più ricche e popolari del mondo, il Manchester United, mentre per collegarci all’inizio dell’articolo è proprio vero che i Reds non camminano soli visto che a possedere il Liverpool FC è John W. Henry, padrone anche dei Boston Red Sox, mitica franchigia di baseball, e del Boston Globe, principale quotidiano dell’omonima città.

    Ha proprio ragione il filosofo ed economista belga Marc Luyckx Ghisi: l’Italia è sempre anticipatrice di grandi cambiamenti. A usare la popolarità data dal calcio per interessi personali e a fare un bel minestrone di sport, editoria, affari e politica noi – e in particolare Lui – ci eravamo arrivati già diversi anni fa, alla fine dei favolosi anni Ottanta. Oltre comunque all’ovvio esempio berlusconiano, abbiamo in tempi più recenti quello di Luciano Zamparini, un friulano trapiantato a Palermo per diventare il presidente della squadra del capoluogo siciliano e – toh! – per aprire in Sicilia diversi centri commerciali, oppure di Urbano Cairo, editore e proprietario del Torino Calcio.

    Il sentimento davanti a questi giochi di soldi e potere che nulla hanno a che fare con la genuina passione sportiva può essere di sconforto e di impotenza. Tuttavia, si può anche agire: basta disdire l’abbonamento alle televisioni a pagamento; capisco che per alcuni sia doloroso, ma è molto semplice e sarebbe una mazzata efficace contro questo sistema.

    PS You’ll Never Walk Alone cantata dai tifosi del Liverpool è davvero uno spettacolo emozionante, tanto che gli stessi Pink Floyd la inserirono per chiudere Fearless, una delle loro canzoni più belle. See you!

     

    Daniele Canepa