Autore: erasuperba

  • Sè-stanti: concorso letterario per racconti di viaggio

    Sè-stanti: concorso letterario per racconti di viaggio

    barattoLa casa editrice ligure Matisklo Edizioni ha bandito il concorso letterario Sè-stanti, dedicato alla narrativa di viaggio.

    Sottotitolo del bando è storie di viaggi, strade, sentieri, percorsi e traiettorie: i partecipanti sono invitati a scrivere una storia breve che copra questo tema, per condividere esperienze di viaggio e di vita.

    La partecipazione al premio è gratuita e senza limiti d’età. I racconti dovranno essere scritti in italiano e non sono previsti limiti di lunghezza.

    Gli elaborati vanno inviati tramite mail (come allegato in .rtf o .pdf) all’indirizzo premiosestanti@matiskloedizioni.com entro giovedì 31 ottobre 2013 unitamente alla scheda di iscrizione, scaricabile dal sito web dell’editore.

    Un comitato di lettura valuterà i racconti pervenuti e pubblicherà i migliori in un’antologia ebook, che sarà distribuita gratuitamente attraverso il sito di Matisklo Edizioni a partire dal mese di dicembre 2013.

  • Acquasola, l’udienza pubblica in Corte dei Conti e la visita al parco

    Acquasola, l’udienza pubblica in Corte dei Conti e la visita al parco

    Parco dell'AcquasolaQuella del park Acquasola è una vicenda ultra-ventennale che, dagli anni ’90, si protrae fino ad oggi. Tre i soggetti coinvolti: Comune di Genova, Regione Liguria e la ditta privata Sistema Parcheggi Srl, cui all’epoca era stato assegnato l’appalto per la costruzione di una auto-silos nello storico parco di Spianata Acquasola (468 posti auto di cui 147 pertinenziali concessi in diritto di superficie novantennale e 321 a rotazione per 60 anni). Qualche tempo fa, dopo la delibera da parte della ex Giunta comunale per bloccare la costruzione del park e la messa sotto sequestro del cantiere da parte di Tribunale e Cassazione, ne avevamo ricostruito la storia (leggi l’approfondimento). Ieri, infine, un giorno importante per la risoluzione delle vicende: si è svolta, infatti, l’udienza pubblica per l’indagine contabile presso la Corte dei Conti di Genova. In attesa di conoscere quale sarà la sentenza e aspettando l’apertura del procedimento penale da parte della Magistratura del 13 novembre, con #EraOnTheRoad siamo andati sul posto per fare il punto della situazione.

    Un tempo meta di Grand Tour e visitato da tutta Europa, oggi il parco è l’ombra di se stesso: devastato nella parte sotto sequestro a causa degli scempi perpetuati nel corso degli anni (inutilizzato, sono stati già tagliati molti alberi in previsione della costruzione del park interrato); poco attrattivo nella parte “libera”, seppur pulito e decoroso, non riesce ad attrarre visitatori né ad esprimere al meglio le sue potenzialità. Qui, i commercianti della zona lamentano la mala informazione che circola sui media e che finisce per boicottarli: «Dicono che l’Acquasola sia in condizioni degradate, ma basta guardarsi attorno per capire che, ad esclusione della zona sotto sequestro, non è così. Certo, non è molto frequentato, ma così facendo non si contribuisce alla costruzione della buona fama del parco. Per ripartire, abbiamo bisogno di coinvolgere la cittadinanza, altrimenti noi non vendiamo e il parco va in malora», dicono i gestori del chiosco all’interno del parco, che aggiungono: «Si parlava dell’iniziativa di cittadini spontanei per ripulire il parco. In realtà, si trattava di un mendicante che, di sua iniziativa, si era messo a togliere le foglie, chiedendo soldi. Ma non sono certo le foglie in terra il problema».

    L’udienza pubblica

    L’udienza di ieri ha visto protagonisti una decina di persone, tre ex assessori della Giunta Pericu, tre ex soprintendenti e due funzionari della Provincia, un dirigente del Comune di Genova e il legale rappresentante della società concessionaria Sistema Parcheggi Srl. A loro è stato chiesto un risarcimento di oltre 2 milioni (2,418 per la precisione) di euro da parte della Procura, che ha avanzato il procedimento con il sostegno di comitati e associazioni per la salvaguardia del parco come Italia Nostra, Legambiente e Associazione Comitato Acquasola. Questi ultimi hanno depositato un ricorso adesivo dipendente a quello del Procuratore Regionale della Corte dei Conti Ermete Bogetti e hanno chiesto il riconoscimento dell’esistenza di un danno erariale al patrimonio pubblico, causato dalla distruzione di una porzione di parco per costruire l’auto-silos. Il danno è stato arrecato a discapito del parco storico dell’Acquasola, in quanto bene ambientale e paesaggistico tutelato.

    Nell’ambito dell’udienza, sono state ascoltate le parti in causa. Dalla loro, gli avvocati della difesa hanno fatto richiesta in via preliminare di revoca dell’adesione di Italia Nostra e Associazione Comitato Acquasola al procedimento, facendo leva sullo scarso preavviso con cui è giunta la richiesta e sostenendo che le accuse da loro mosse non potessero essere prese in considerazione. Contrarie all’invalidamento, dal canto loro le associazioni si sono opposte, ma a nulla è valso: la Corte riunita ha deliberato che le associazioni non sono titolate per aderire al ricorso ma possono partecipare comunque al processo nelle vesti di uditorio.

    Così commenta l’Ingegner Giuseppe Fornari di Italia Nostra: «Avevamo deciso di aderire al procedimento in atto a supporto del Procuratore, previo consultazione con la nostra sede centrale di Roma, che ci ha accordato il suo benestare: insieme, abbiamo valutato l’opportunità di prendere parte alle vicende perché vi abbiamo intravisto la possibilità di aprire la strada ad altre situazioni analoghe e creare così un precedente in tema di rimborsi erariali per danni ambientali. Dopo le disposizioni della Corte, però, ritireremo la nostra adesione, ma resta il processo penale». Quest’ultimo, previsto per il 13 novembre, è istruito dalla Magistratura che indagherà su 5 soggetti, di cui 3 della Soprintendenza, un architetto del Comune di Genova e il legale rappresentante di Sistema Parcheggi.

    Inoltre, la Procura ha chiamato in causa due nuovi soggetti, oltre a quelli già individuati e ha chiesto di sottoporre a giudizio l’Arch. Pier Paolo Tomiolo, all’epoca direttore dell’Ufficio Urbanistica della Provincia e oggi in Regione, e l’Ingegner Paolo Tizzoni, all’epoca vice-presidente provinciale con delega al Territorio poi direttore generale del Comune con delega all’Urbanistica. Ora, con il ritiro della Corte, si attende di sapere se deciderà di accogliere l’ipotesi della Procura e fare un’altra udienza, oppure respingerla o ancora accettarla e andare a sentenza.

    La strada verso la sentenza potrebbe essere lunga: all’accusa il compito di presentare ulteriore documentazione a sostegno dell’incompatibilità di un parcheggio interrato con un parco storico. Inferociti, cittadini e associazioni, denunciano decenni di cattiva amministrazione: «È la giustizia, bellezza! -esordisce Andrea Agostini di Legambiente, facendo eco ad Humprey Bogart nel film “L’Ultima Minaccia”- In ogni caso, qualsiasi sia la pronuncia della Corte, andremo avanti. Anche se il progetto per il silos è stato fermato, ai genovesi è stata tolta Spianata Acquasola: un danno irreparabile, che la cifra chiesta come risarcimento contribuirà in parte a compensare, mediante il ripristino delle condizioni ottimali e la riapertura del verde».

     

    Elettra Antognetti

     

  • Gruppolimpido: nuova edizione del corso di teatro a Genova

    Gruppolimpido: nuova edizione del corso di teatro a Genova

    tilt-teatroCon una presentazione al pubblico svoltasi ieri sera, mercoledì 25 settembre 2013, il GruppoLimpido ha illustrato il programma del suo nuovo corso di teatro.

    Appuntamento da mercoledì 2 ottobre per la prima lezione (gratuita e senza impegno per chi non è ancora iscritto), gli incontri si terranno fino a giugno, ogni settimana dalle 19.30 alle 22.30 presso la sede di via dei Giustiniani 17/5.

    Cerchiamo di capire qualcosa in più su questa realtà teatrale. Gruppolimpido nasce nel 1996 da un’idea dell’attrice e regista Raffaella Russo con l’intento di creare un laboratorio di ricerca permanente: non tanto una “scuola di teatro”, quanto un luogo aperto a chiunque voglia condividere con chi lo dirige un percorso di ricerca e approfondimento sul “fare teatro”.

    Nel laboratorio si lavora alla costruzione totale dell’atto scenico attraverso un “viaggio” di tre anni atto a scoprire, approfondire, mettere in luce le dinamiche espressive di ciascun partecipante. Dal quarto anno si entra in Officinalimpida, un gruppo che lavora alla realizzazione di spettacoli o semplicemente all’approfondimento di una particolare tematica dell’attore e che periodicamente organizza prove aperte e incontri con il pubblico.

    Nel 2009 nasce all’interno dell’associazione la compagnia teatrale professionale BANDA KURENAI la quale lavora esclusivamente con attori formati all’interno del laboratorio. Nel 2010 nasce l’evento LimpidoFestival, con l’intento di aprire il proprio lavoro alla città e raccogliere fondi per l’attività dell’associazione la quale sopravvive grazie alla costante partecipazione di soci e pubblico.

    Per info e iscrizioni gruppolimpido@libero.it – 349 6184568.

  • Hello, Goodbye: come salutare in inglese, tutte le forme

    Hello, Goodbye: come salutare in inglese, tutte le forme

    Beatles“You say Goodbye and I say Hello. Hello, hello. I don’t know why you say Goodbye and I say Hello.” Se siete appassionati di musica e dei Beatles in particolare avrete immediatamente riconosciuto che si tratta di lyrics – parola inglese che indica il testo di una canzone – dei quattro ragazzi di Liverpool.

    Hello, Goodbye è per l’appunto il titolo di un brano composto dai Fab Four e pubblicato nel novembre del 1967 ed è proprio con Hello, Goodbye e altre forme di saluto che si picchiano da anni gli studenti italiani alle prese con lo studio della lingua inglese. Già, perché se nella nostra lingua è molto facile salutare in modo informale usando un bel “Ciao” sia per iniziare sia per terminare una conversazione, in inglese occorre invece fare attenzione, in quanto esistono determinati saluti di apertura e altri, diversi, di chiusura.

    Se appena incontrate un vostro conoscente gli dite Goodbye, il poverino non capirà che cosa vi ha fatto di così male da essere liquidato con la forma equivalente al nostro “Arrivederci” o “Addio” già all’inizio della conversazione, così come un “Hello” in fase di commiato rischierà di far tornare indietro il vostro interlocutore, spaesato da un saluto che si usa invece all’inizio di una conversazione…

    Se Hello e Goodbye sono i saluti più conosciuti, non possiamo di certo ignorare che ne esistono molti altri. Se Good morning, good afternoon, good evening (magari seguiti da Sir/Madam, oppure Mr/Mrs So and So) e Goodbye o Bye sono quelli più formali al momento dell’incontro prima e della separazione poi, più la conversazione è amichevole, colloquiale e informale, più è possibile sbizzarrirsi con espressioni talvolta variopinte.

    Oltre al frequente Hi usato a inizio conversazione, possiamo elencare: Hey / Right then /  Yo! così come al momento del commiato è possibile sentire, oltre a See you (later), espressioni colorite quali Catch you later (Letteralmente “Ci prendiamo dopo”) o addirittura Smell you later (“Ti odoro dopo”, ma non preoccupatevi è solo un modo di dire e non c’è nulla di anti-igienico o di particolarmente ambiguo).

    Peraltro, al saluto iniziale seguono molto spesso frasi ed espressioni come: How’re you / How’s things / How’s it going che significano tutte più o meno: “Come va?”

    Che modo gentile di prendersi cura dell’altra persona, penserete voi, se in italiano siamo abituati soltanto al massimo a un “Ciao” detto di corsa e magari con il musone perché siamo impegnati a riflettere su quanto “In Italia la situazione sia tragica”.

    In realtà, passato il momento in cui avete avuto modo di stupirvi piacevolmente per la cortesia e la premura anglosassoni, farete in tempo a vedere che la persona che vi ha chiesto come state è già sparita alla velocità della luce, perché il saluto: Hello. How’re you?” altro non è se non una mera questione di abitudine. Se volete, e se la persona non è già troppo distante – si sa, nei paesi anglosassoni capitalisti il tempo è denaro – potete provare a mettere a rischio le corde vocali e rispondere, urlando, che va tutto bene con: “I’m fine, thanks. And you?” sperando che l’utente abbia un udito talmente fino da sentirvi anche a distanza …

    See you!

     

    Daniele Canepa

  • Niccolò Fabi in concerto a Music for Peace

    Niccolò Fabi in concerto a Music for Peace

    intervista-nicolo-fabiGiovedì 26 settembre 2013 (ore 21) nella sede dell’associazione Music For Peace a Genova Sampierdarena Niccolò Fabi tiene un concerto benefico in occassione dell’Arthur Guinness Day 2013, giornata dedicata all’omonima birra irlandese organizzata dal locale Molly Malone’s di Pegli.

    Il cantautore propone i brani del suo album di inediti Ecco, pubblicato nel 2012. Ad aprire il concerto i genovesi Edgar Cafè

    Ingresso gratuito con contributo in generi alimentari di prima necessità.

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Giacobs

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Giacobs

    Federico Giacobbe, classe ’83, in arte Giacobs (soprannome datogli dagli amici), è un cantautore genovese.
    Fin da ragazzino coltiva una forte passione per cantautori come De André, Rino Gaetano, Battiato, De Gregori, passione che lo spinge a studiare canto e chitarra e a comporre i suoi primi pezzi; comincia a esibirsi in piccoli locali e partecipa a manifestazioni musicali come l’Accademia della canzone di Sanremo, il festival di Castrocaro, il festival di Ariccia, nonché a concorsi di poesia. Dopo un lungo periodo di inattività viene in contatto con Rossano Villa (ex membro dei Meganoidi e produttore) e Michele Savino (cantautore) i quali, come lui stesso dice: «capiscono esattamente quella che è la mia dimensione». Grazie alla loro collaborazione viene prodotto il suo primo disco “La rivoluzione della domenica”, pubblicato a marzo 2013.
    Attualmente porta avanti il suo progetto con tre nuovi compagni di viaggio: Enrico e William rispettivamente alle percussioni e alla chitarra, e Giulia ai cori.

    giacobs-musica-la-rivoluzione-della-domenicaEnrico Bovone – percussioni
    William Tarantino – chitarre
    Giulia Capurro – cori

    Genere: cantautore

     

     

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: MalaMente

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: MalaMente

    Il gruppo ha raggiunto la sua formazione definitiva nel 2011, quando arrivano a far parte della band Martina alla voce e Sergio al basso: insieme a Stefano, Emanuele e Federico danno vita a un progetto in cui sonorità acustiche ed elettriche si fondono a sostegno del continuo gioco di rimandi che avviene tra le due voci, maschile e femminile, che si rincorrono e si intrecciano per l’intera durata dei pezzi: questa è la vera peculiarità del loro sound, un mix originale arricchito inoltre dall’attenzione che i ragazzi dedicano ai testi. Con caparbietà ma anche molta voglia di scherzare sottolineano, sia suonando sia parlando con noi, la loro natura fatta di contrasti: si definiscono ironicamente “perfetti schizofrenici” da cui il nome MalaMente, come loro stessi dicono, “provocatorio ma con brio!”. Il loro terzo demo si chiama “Battiti”.

    malamenteStefano Balbi – voce, chitarre acustiche;
    Martina Cangelosi – voce;
    Emanuele Lanata – batteria, pianoforte;
    Federico Mulattieri – chitarre elettriche;
    Sergio Rigoli – basso, chitarra.

    Genere: pop rock

     

     

     

     

  • Irene Lamponi e Beppe Casales: il teatro genovese vola in Cina

    Irene Lamponi e Beppe Casales: il teatro genovese vola in Cina

    Irene LamponiIrene Lamponi, attrice e regista, e Beppe Casales, attore e drammaturgo, vivono a Genova dove hanno già sperimentato in precedenza forme di collaborazione in ambito teatrale, condividendo progetti di “teatro politico”; quest’estate si sono imbarcati in un’avventura senza precedenti e dai vicoli della nostra schiva città sono volati verso gli spazi immensi della Cina, per portare sui palcoscenici cinesi “Il Grande Salto”, uno spettacolo interamente pensato da loro.

    Dai caruggi genovesi alla muraglia cinese: come è arrivata l’idea di fare teatro proprio in Cina?

    «Il progetto di cui abbiamo fatto parte è stato organizzato dal Festival della Scienza di Genova e dalla Sast (Shanghai association for science and technology). Siamo stati chiamati da uno dei partner italiani che conosceva i nostri lavori e che aveva visto alcuni nostri spettacoli a Genova. Ciò di cui avevano bisogno era uno spettacolo teatrale su un tema scientifico da presentare all’interno del corso di formazione per animatori scientifici che il Festival della Scienza avrebbe portato in Cina per 3 mesi. Inoltre avevano bisogno che gli stessi attori potessero gestire un pomeriggio di workshop teatrale all’interno del corso.
    Abbiamo dovuto presentare un progetto di spettacolo che ha passato l’approvazione di tutti i partner italiani e cinesi e così è iniziata la nostra avventura in Asia. La tournée ha toccato undici teatri diversi, ogni settimana eravamo in un luogo diverso. Siamo stati principalmente a Shanghai data la sua vastità, rappresentando lo spettacolo in diversi distretti. Ma abbiamo portato lo spettacolo anche in altre città come Nanchino, Ningbo».

    “Il Grande Salto”: che significa? Di cosa trattava lo spettacolo? C’erano dialoghi? Se sì, la distanza culturale-linguistica ha costituito un ostacolo al coinvolgimento del pubblico?

    «Il testo dello spettacolo prevalentemente è stato tratto da “Vita di Galileo” di Brecht. Abbiamo inserito anche il ventiseiesimo canto della Divina Commedia (quello di Ulisse) e degli scritti di Einstein. Tutti i testi ragionano sull’innata tendenza umana ad andare oltre i propri limiti per scoprire il mondo: questo è il “grande salto”. Abbiamo voluto portare in scena il coraggio degli scienziati – e non solo degli scienziati – di provare ad andare oltre il conosciuto. Lo spettacolo è in lingua italiana. Lì in Cina il pubblico aveva i sopratitoli, ma questo non è stato un problema perché in Cina convivono molte lingue differenti, quindi il pubblico cinese è molto abituato a leggere i sopratitoli».

    irene-lamponi-casalesIl teatro cinese ha origini molto antiche, ma oggi i cinesi amano il teatro, lo frequentano? Che tipologia di pubblico avete avuto? Quali le differenze tra il pubblico cinese e quello italiano o meglio ancora genovese?

    «È stata decisamente una scommessa portare un testo contemporaneo come quello di Brecht in un paese che non ha drammaturgia contemporanea. In Cina il teatro è quello tradizionale, come potrebbe essere la nostra lirica o la commedia dell’arte. Il pubblico cinese è abituato a un teatro molto più esteriore. La reazione al nostro spettacolo è stata comunque buona. Abbiamo avuto pubblici estremamente differenti, dai bambini agli adulti, da professori ed esperti di scienza a non addetti ai lavori. Tutte le volte la reazione è stata positiva: i cinesi sono curiosi di tutto, soprattutto di ciò che non conoscono».

    In cosa è consistito il laboratorio?

    «Abbiamo tenuto un workshop di comunicazione per animatori scientifici e insegnanti di scienza. L’obiettivo era di farli lavorare su tecniche teatrali per migliorare la comunicazione con il pubblico dei Science Center e degli studenti. È stata un’esperienza straordinaria perché abbiamo avuto la possibilità di lavorare direttamente con loro (ogni settimana una sessantina di persone)».

    Avete avuto la possibilità di interagire per un periodo abbastanza lungo con una cultura millenaria e così lontana dalla nostra, in un paese ricco di contraddizioni…..cosa avete capito, cosa ne avete tratto?

    «La Cina è un paese straordinario e la parola che racchiude tutta la nostra esperienza lì è “contraddizione”. Sono tanto più avanti rispetto all’Europa (per non parlare dell’Italia) in alcune cose, e molto più indietro in altre. In generale quello che ci ha più colpito è la praticità con cui affrontano le cose, la loro curiosità. Dall’altra parte hanno grandi problemi di gerarchia e burocrazia. È insomma una continua e bellissima contraddizione».

     

    Claudia Baghino

  • Progetti all’estero per giovani: Yeast cerca partecipanti

    Progetti all’estero per giovani: Yeast cerca partecipanti

    EuropaL’associazione genovese Yeast propone due progetti di scambio internazionale per i prossimi mesi ed è alla ricerca di partecipanti.

    Il primo si intitola Be Active e si svolge dal 28 ottobre al 5 novembre 2013 in Moldavia: lo scambio riguarderà 40 giovani da 8 Paesi – Ucraina, Italia, Armenia, Romania, Spagna, Azerbaijan, Turchia, Moldova – Si richiedono 4 partecipanti 15-25 anni + 1 group leader senza limite d’età.
    Massima spesa viaggio 300 € (70% rimborsato al ritorno, vitto e alloggio sono gratuiti), richiesto il passaporto.

    Il secondo progetto The Disabled Snowman si svolge dal 13 al 21 dicembre in Ucraina e avrà giovani da Italia, Polonia, Ucraina, Grecia, Turchia e Georgia.
    Yeast ricerca per questo progetto 6 partecipanti 18-25 anni e 1 group leader senza limite d’età.

    Per partecipare o avere maggiori informazioni scrivere a yeast.viaggi@gmail.com.

  • Municipio Centro Est: locali sfitti per associazioni, il bando

    Municipio Centro Est: locali sfitti per associazioni, il bando

    castello-centro-storico-vicoli-4Nuovi spazi alle associazioni nel centro storico di Genova: la giunta del Municipio Centro Est ha deliberato cinque bandi per altrettanti locali destinati ad uso associativo.

    I locali si trovano in Via di Mascherona (vedi bando), Vico San Cristoforo (vedi bando), Salita Superiore San Rocchino (vedi bando), Salita del Prione (vedi bando) e Vico Indoratori (vedi bando) e sono rivolti ad associazioni che svolgono attività a sostegno e/o promozione nei seguenti ambiti: Infanzia, Soggetti Deboli, Mondo Femminile.

    La domanda va inviata entro il 18 ottobre 2013 a Comune di Genova – Municipio I Genova Centro Est – Archivio Generale e Protocollo 16121 Piazza Dante 10, 1° piano.

    Per informazioni ed eventuale sopralluogo telefonare ai numeri 010 5572304 – 74572.

  • Amore di pancia: lettura creativa al B&B Il Ciottolo

    Amore di pancia: lettura creativa al B&B Il Ciottolo

    libri-lettura-letteratura-culturaMercoledì 25 settembre 2013 (ore 18) il B&B Il Ciottolo di Castelletto, in passo dell’Acquidotto, ospita un laboratorio di lettura creativa dal titolo Amore di pancia.

    Tenuto da Tiziana Marinosci, titolare della Libreria Sottosopra di via Assarotti, il laboratorio si inserisce nell’ambito del ciclo di eventi che il B&B organizza per donne che vogliono o stanno per diventare madri. Sottotitolo dell’evento è infatti La Comunicazione orale ed emotiva con il nascituro per una consapevolezza dell’essere madre.

    Si tratta, in dettaglio, di un laboratorio esperienziale e metodologico in cui saanno dati gli strumenti per leggere le favole.

    Per maggiori informazioni contattare il B&B al numero 339 4793645.

  • Multedo, svincolo autostradale: un problema per la sicurezza pubblica

    Multedo, svincolo autostradale: un problema per la sicurezza pubblica

    multedo_tirGli abitanti del quartiere ponentino di Multedo non devono fare i conti soltanto con le grandi servitù – i depositi Carmagnani e Superba, il Porto Petroli – ma pure con un’altra storica criticità che desta preoccupazione per la sicurezza pubblica. Si tratta dello svincolo autostradale – soluzione definita “provvisoria” da ormai 50 anni – dal quale transitano circa 15 mila veicoli al giorno (tra auto e mezzi pesanti) a pochi centimetri da case, scuole e impianti sportivi.
    «Abbiamo contattato tutte le istituzioni, anche il Prefetto di Genova, per cercare una soluzione al problema – racconta Enrico Opisso del Comitato per Multedo (pagina facebook Quelli per Multedo) – Nessuno, però, ci ha mai risposto e allora la scorsa settimana siamo scesi in strada per fare una “passeggiata” e rallentare il traffico all’uscita dello sbocco autostradale. Venerdì 27 settembre ripeteremo la manifestazione perché questo è l’unico modo per far sentire la nostra voce».

    I residenti chiedono semplicemente di poter uscire dalle loro abitazioni con maggiore tranquillità «Senza trovare i camion, parliamo di autoarticolati lunghi 13 metri, di traverso o addirittura contromano, costretti ad eseguire le manovre in spazi troppo stretti», sottolinea Opisso. L’uscita del casello, infatti, consiste in una stretta serpentina tra i palazzi, quotidianamente congestionata da un intenso flusso di traffico – in particolare gravante su via Reggio – che peggiora la qualità della vita nella zona.
    La soluzione definitiva sarebbe una sola: quella di eliminare l’attuale svincolo realizzando un collegamento diretto tra il casello autostradale e l’Aurelia. Ma la strada dovrebbe passare sopra al terreno dove oggi si trova la Carmagnani e dunque – fin quando la delocalizzazione dell’azienda non tornerà ad essere argomento di attualità – tale ipotesi rimane chiusa nel libro dei sogni.
    «Noi siamo disposti ad accogliere anche una soluzione parziale che, però, sia in grado di fornire una risposta concreta – spiega il portavoce del Comitato – Ad esempio pensiamo ad una riduzione del traffico di mezzi pesanti, magari attraverso una limitazione oraria». Il Comitato ricorda come nella via parallela a via Reggio sia ubicata una scuola elementare frequentata dai bambini del quartiere. Inoltre, anche per raggiungere la scuola media di Pegli, studenti e genitori devono per forza di cose attraversare un incrocio particolarmente pericoloso.

    Senza dimenticare l’assenza di manutenzione ordinaria che inevitabilmente peggiora la situazione. «Non riusciamo ad ottenere neppure un’adeguata asfaltatura di via Reggio – continua Opisso – Dietro ci sarebbe una diatriba tra pubblico e privati sulle rispettive competenze. Questo tratto di strada non sarebbe di competenza di Autostrade per l’Italia ma neanche del Comune. Fatto sta che gli inquilini di diversi palazzi che si affacciano su via Reggio quando hanno realizzato l’allacciamento alle acque grigie hanno pagato la rottura di suolo pubblico. Quindi qualcuno dovrebbe spiegarci di chi è la responsabilità della manutenzione». Altro esempio è il recente rifacimento della segnaletica orizzontale, realizzato su una carreggiata piena di buchi e tagli orizzontali, che inesorabilmente ricompaiono subito dopo che si è proceduto a quelli che sono semplici rattoppi.
    Per non parlare dei giardini pubblici adiacenti alla curva di via Reggio. «In passato società Autostrade e Comune avevano avanzato la proposta di un allargamento della curva a discapito di una fetta dei giardini “John Lennon” – ricorda il rappresentante del Comitato – Noi cittadini abbiamo detto di no perché questo spazio verde rappresenta una conquista che non vogliamo perdere». Inoltre, la riprofilatura della curva «Non avrebbe risolto completamente il problema che comunque permarrebbe nel tratto finale di Reggio dove c’è l’immissione sull’Aurelia, un tratto impossibile da allargare vista la presenza di numerose abitazioni adiacenti».

    Altre proposte alternative non sono mai state prese in considerazione. Eppure, l’ex assessore alla viabilità della Giunta Vincenzi, Simone Farello, nel 2010 – durante un’assemblea pubblica svoltasi a Multedo – aveva promesso di promuovere uno studio del flusso dei mezzi pesanti per valutarne le ricadute e studiare una possibile interdizione del loro traffico nelle ore diurne più critiche. «Noi questo studio non l’abbiamo visto – conclude Opisso – probabilmente non è stato neanche realizzato». La conferma arriva dal consigliere comunale Paolo Gozzi (Pd) che nel luglio 2012 aveva posto la questione dello svincolo autostradale di Multedo all’attenzione del consiglio comunale. «Purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti e del famoso studio io non ho avuto più notizie. A distanza di un anno e mezzo dalla mia interrogazione mi spiace constatare che nulla si è mosso e gli abitanti del Multedo continuano a convivere con l’ennesima criticità del territorio».

     

    Matteo Quadrone

  • Bando Etica in Atto: Laura Sicignano premiata con Compleanno Afghano

    Bando Etica in Atto: Laura Sicignano premiata con Compleanno Afghano

    Laura SicignanoLa regista e drammaturga genovese Laura Sicignano, direttore artistico del Teatro Cargo di Genova Voltri, è tra i vincitori del bando di drammaturgia Etica in atto che ha recentemente nominato i premiati per le diverse categorie di concorso.

    Lo spettacolo vincitore della sezione Migranti è Compleanno afghano, scritto a quattro mani con Rahmatullah Safi, rifugiato afghano di 18 anni che in quest’opera ha raccontato la propria storia. Il premio è andato ex aequo con lo spettacolo Il poeta di Gjakova di Sara Culzoni.

    La premiazione del bando – organizzato dall’associazione Le Acque dell’Etica e che premia ogni anno opere di drammaturgia a contenuto etico – è avvenuta alcuni giorni fa presso il Ministero dei Beni Culturali.

  • Vanuart cambia sede e riparte con la mostra di Annamaria Morelli

    Vanuart cambia sede e riparte con la mostra di Annamaria Morelli

    Mostra fotograficaSta per compiere un anno Vanuart Project, associazione culturale fondata da Sabrina Losciale che si è posta l’ambizioso obiettivo di trasformare Genova in una galleria d’arte a cielo aperto. Dopo il ricco calendario di eventi della scorsa primavera, Vanuart inizia la stagione autunnale in una nuova sede presso la galleria Arte&Grafica in via di Canneto il Lungo 67r. «Stiamo ufficializzando la collaborazione con Arte&Grafica – racconta Sabrina – per la realizzazione di eventi che hanno l’obiettivo di creare il “triangolo dell’Arte” da Canneto il Lungo alla Galleria “Le Tracce” in via San Bernardo sino a “Incantetions” in Vico S.Giorgio».

    Il primo evento della nuova stagione è la mostra di Annamaria Morelli, scenografa e costumista partenopea, presso la galleria Le Tracce in via San Bernardo. L’esposizione delle sue opere – dal titolo Tramemotive – inaugura sabato 28 settembre e rimarrà visibile fino a giovedì 10 ottobre. L’artista, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha collaborato in numerose produzioni teatrali in Italia e all’estero. Le abbiamo chiesto come si concilia la “tecnica” del lavoro teatrale con la creatività personale: «Questa è una domanda complessa. L’”Abito” mi appartiene da sempre, fin da bambina non facevo altro che disegnare vestiti. Credo che esista un profondo legame tra il mio lavoro di scenografa e quello di pittrice, in fondo anche quando progetto una scena o un costume cerco di mettere tutte le emozioni che sento e che percepisco. La mostra è nata dall’incontro con il gallerista Roberto Abbona, il quale mi ha contattata a seguito di uno degli spettacoli che ho curato a Napoli. Le opere sono abiti di donna che raccontano “Tramemotive”, trame di tessuti, trame di vita, dove ognuna di esse darà molteplici chiavi di lettura per ogni singolo spettatore».

    Genovese d’adozione, Annamaria Morelli ci esprime la sua opinione anche sullo stato dell’arte nella nostra città: «Sono stata molto felice di cogliere l’invito della Galleria “Le Tracce” di Genova, che si sta occupando dell’intera organizzazione con Vanuart Project. Vivo a Napoli ma frequento Genova da ormai dieci anni. È una città che amo moltissimo e dove vivo bene. Sento il fermento di una città artistica, dove c’è creatività, con spazi straordinari per la cultura e l’arte».

    La mostra è dunque il punto di inizio del nuovo corso di Vanuart Project, come ci spiega la fondatrice Sabrina Losciale: «Davide di Donna, uno degli artisti iscritti all’associazione, mi ha presentato Roberto Abbona della Galleria “Le Tracce”: da qui è nata una collaborazione in occasione di questo evento, per la creazione di valore. Sarà la prima di una serie di attività che vedranno coinvolti artisti e città in modo trasversale, con il supporto e patrocinio del Comune di Genova. I prossimi progetti vedranno arte di strada che farà da cornice per la città, si vuole realizzare un grande murales in piazza delle Lavandaie con la collaboraizone dei più bravi illustratori e con il contributo delle attività commerciali dell’area. Anche per la prossima stagione parleremo di poesia, musica, mostre diffuse e spettacoli a teatro con la meravigliosa curatrice Federica Barcellona».

     

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Manutenzione delle caldaie: in vigore le nuove norme

    Manutenzione delle caldaie: in vigore le nuove norme

    caldaia-calderinaL’inverno si avvicina ed il tema della sicurezza delle caldaie ritorna come ogni anno in voga. Con esso anche lo spigoloso e spinoso problema delle spese di manutenzione programmata; le aziende del settore avevano fino ad oggi usufruito di una legislazione poco chiara (tanto per cambiare, in Italia…) e facevano il bello ed il cattivo tempo nei confronti degli utenti.

    La domanda da diverso tempo rimaneva sempre la stessa: ogni quanto tempo bisogna fare controllare la caderina? Un anno? Due ? Ognuno diceva la sua.

    Oggi finalmente possiamo dire che esiste una normativa. Difatti, il 12 luglio 2013 è entrato in vigore un decreto del governo che rinnova la disciplina concernente i controlli di efficienza energetica degli impianti di climatizzazione invernale, comunemente noti come caldaie, ed estiva, anche noti come climatizzatori.
    Opportunamente si è mantenuto l’obbligo di far effettuare i controlli a ditte abilitate, mentre sono cambiati il campo di applicazione e la periodicità.
    Per la cadenza dei controlli, se non diversamente esplicitato come obbligatorio dal libretto fornito dall’installatore o, in mancanza di
    questo, dal libretto del fabbricante, si applicano i termini che possono essere così sintetizzati: i controlli per impianti di potenza compresa fra 10 e 100 kiloWatt, nei quali rientrano tutti quelli domestici, compresi quelli di piccoli condomini, devono essere effettuati ogni 2 anni se l’impianto è alimentato a combustibile liquido o solido e ogni 4 anni per se alimentato a gas, metano o GPL. Per gli impianti di potenza pari o superiore a 100 kW i tempi sono rispettivamente dimezzati.

    Novità importanti anche per quanto concerne le ispezioni, che nella Liguria sono affidate a enti o società di proprietà pubblica. Nel nuovo regolamento si stabilisce che “l’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o terzo responsabile è ritenuto sostitutivo dell’ispezione”.
    Pertanto le ispezioni sono destinate a cessare, tranne che per particolari situazioni, quali ad esempio:
    a) impianti per cui non sia pervenuto il rapporto di controllo di efficienza energetica o per i quali in fase di
    accertamento siano emersi elementi di criticità;
    b) impianti dotati di generatori o macchine frigorifere con anzianità superiore a 15 anni.

    Ricordiamo che, oltre all’effettuazione dei controlli, è obbligatorio pagare periodicamente il ticket, ossia la quota individuale che serve a finanziare le ispezioni. Normalmente il pagamento si esegue al tecnico che effettua il controllo. Solo per coloro hanno regolarmente adempiuto a tutti gli obblighi l’eventuale ispezione all’impianto avviene senza costi.

    Per concludere, possiamo dire che non è stato fatto un miracolo legislativo, ma un passo avanti. In questo caso, va detto, bisogna dare prima un occhio alla nostra sicurezza domestica che non a normative farraginose ed inutili.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.