Autore: erasuperba

  • A Genova in bicicletta: tutti gli eventi della Mobility Week

    A Genova in bicicletta: tutti gli eventi della Mobility Week

    teatri-duse-biciLunedì 16 settembre al via la Mobility Week 2013, una settimana di eventi in tutto il mondo dedicati alla mobilità sostenibile e al trasporto in bibicletta. Gli eventi di Genova hanno come cuore l’installazione di 30 nuove biciclette per il bike sharing nel centro città e di 800 nuove rastrelliere distribuite su tutto il territorio comunale.

    Passiamo ora al programma degli eventi. In piazza De Ferrari (Palazzo della Regione Liguria) da martedì 17 a venerdì 20 (e sabato 21 e domenica 22 a Palazzo Reale) è allestito il centro informativo Atelier della Mobilità, dove sarà anche possibile sottoscrivere l’abbonamento per bike sharing e/o car sharing e avere informazioni sui veicoli elettrici e i punti di ricarica in città.

    A Palazzo Ducale, presso il bar m.cafè, è allestita da lunedì 16 a sabato 21 la mostra Attraversamenti sul tema di pedonalità e ciclismo urbano a cura dell’associazione culturale Percorsi Magici.

    Martedì 17 settembre (ore 18) in Feltrinelli la presentazione del libro La bicicletta di bambù di Matteo Sametti, 8400 km percorsi tra deserti e montagne dell’Africa.

    Giovedì 19 settembre (ore 17) presso l’Atelier della Mobilità presentazione del progetto “La metropolitana a Genova per una mobilità sostenibile. La storia e le prospettive future”, a cura dell’Associazione Metrogenova, a cui seguirà un dibattito alla presenza dell’assessore alla Mobilità del Comune di Genova Anna Dagnino.

    Venerdì 20 settembre (ore 10.30), presso l’Atelier della Mobilità, la Regione Liguria presenta il progetto “Sviluppo di reti ciclabili locali: i casi della bassa Val di Magra e della Valle Argentina”. Nella stessa giornata, tra le 8 e le 19, la Federazione Amici della Bicicletta propone il consueto appuntamento con Chi sceglie la bici merita un premio nel punto informativo di piazza Matteotti.

    Infine sabato 21 settembre Car free Day, con la chiusura al traffico di via Balbi (ore 14 – 24) e numerosi eventi promossi dai CIV. Tra le 15 e le 17 il “bici tour” del centro storico con biciclette di bike sharing, prova di scooter elettrici a cura de La Cruna e l’evento mobilitiAMACIV alla Maddalena.

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    [foto di Diego Arbore]

  • Ballare in sedia a rotelle: spettacolo di danza al Porto Antico

    Ballare in sedia a rotelle: spettacolo di danza al Porto Antico

    deos-danza-carlo-feliceDomenica 15 settembre 2013 il Porto Antico di Genova ospita presso la palestra Mandraccio una dimostrazione di danza in carrozzina, iniziativa a cura del Comitato Paralimpico della Liguria in collaborazione con Inail e la Federazione Italiana Danza (sezione ligure).

    A partire dalle 15 inizia la manifestazione sportiva, a ingresso libero, con la presenza dei campioni italiani di danza nelle discipline standard e latino-americane. Scopo dell’evento è promuovere la disciplina della danza sportiva, molto utile soprattutto nel recupero di persone disabili, e sensibilizzare contro ogni forma di discriminazione.

    In programma anche attività didattiche finalizzate a qualificare istruttori di danza sportiva.

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  • Fine degli anni 70: festival, musica negli stadi e istituzionalizzazione

    Fine degli anni 70: festival, musica negli stadi e istituzionalizzazione

    Paul Mccartney in concertoConsiderando a distanza i movimenti storici, culturali, artistici si pone in evidenza un tratto comune: il massimo livello di carica espressiva viene raggiunto nel periodo in cui già si fanno sentire le prime avvisaglie di “crisi”. Anche il periodo da noi affrontato in questa lunga serie di scritti non sfugge a questa “regola”, infatti l’impatto sociale massimo si ebbe nella seconda metà degli anni ’70, quando già si riconoscevano i primi segni del riflusso. L’energia creativa liberata tenne, tuttavia, banco ancora per diversi anni, da un lato recepita a posteriori dalle istituzioni; dall’altro tenuta in vita, artificialmente, dall’industria culturale unicamente per scopi commerciali, in scenari socio-economici globalizzati e ormai radicalmente modificati, dove la creatività continuerà a vivere come “ricerca individuale” impossibilitata a divenire – nell’orizzonte di oggi – comportamento diffuso e condivisibile.

    Se l’espressione artistica, nelle sue punte più avanzate, spesso “anticipa la storia” (intendendo con questo la capacità visionaria di prefigurare nuovi mondi possibili, indicare faticosi sentieri per un cambiamento praticabile, segnare direttamente la linea di rottura con linguaggi/schemi sociali/concezioni del mondo/abitudini e costumi radicati e tradizionali…), parallelamente libera energie creative che nel loro impatto con la società, continueranno a dare frutti (…”cattivo esempio”?…) per un periodo più o meno lungo, anche quando il magma rivoluzionario avrà ormai attenuato la propria incandescenza e le spinte più spontanee e anarcoidi saranno rifluite o addomesticate. Segno di questa “bolla di energia” potrebbero essere considerate da un lato la linea di continuità creativa e produttiva di musicisti, gruppi, etichette etc…che rimarranno in attività, con tutte le difficoltà esterne, dovute ad un paesaggio sociale ormai radicalmente mutato, ed interne, “psicologiche”, dovute ad un senso di isolamento, straniamento, crisi di identità (sentimento che, bruciante, toccò soprattutto i compositori di ari colta). Questo da un lato, dall’altro una risposta “istituzionale” – di necessità in ritardo sulla storia viva – che comunque recepì i desideri di cambiamento.

    Nel nostro paese l’epopea dei grandi festival iniziò verso la fine degli anni ’70, quando già si iniziavano ad intravedere i primi effetti del “riflusso”. Nuovi amministratori negli enti locali – conseguenza diretta di un diverso assetto politico-istituzionale – permisero e/o attuarono (grosso modo fino alla seconda metà degli anni ’90) una programmazione, a volte coraggiosamente aperta alle correnti espressive più recenti. Molti compositori contemporanei e “sperimentali” (pur in piena crisi di identità, come si è appena ricordato) ricevettero concrete proposte di lavoro e le loro opere vennero messe in cartellone, insieme ai classici. Anche il jazz e il blues uscirono dalla dimensione “underground” per raggiungere, grazie a importanti rassegne come Umbria Jazz, Siena Jazz, Pistoia Blues etc…un più vasto pubblico di appassionati. La riuscita di questi appuntamenti di grande risonanza si dovette anche ad un impegno istituzionale impensabile fino a qualche anno prima.

    Per la canzone d’autore – che , come si è visto iniziò in sordina e accompagnò in crescendo tutta l’evoluzione della vita politica italiana – ora, mentre il movimento stava rapidamente spegnendosi, arrivò l’epoca dei grandi concerti negli stadi: la tournèe di “Banana Republic”, di F. De Gregori e L. Dalla, i concerti di Vasco e, un po’ dopo, Ligabue. I nuovi equilibri politico-partitici portarono ad una riforma del servizio pubblico radio-televisivo (…possiamo pure leggere “lottizzazione”…): nacque “Rai tre”, più sensibile alle tematiche socio culturali care alla sinistra. Il fenomeno di una maggiore considerazione istituzionale riguardò, con precipue caratteristiche, anche le arti visive, la poesia, il teatro (ad esempio Dario Fo e Giorgio Gaber, figure molto vicine al movimento approdarono in Tv). Ma se nei primi anni ’60 tutto avveniva magmaticamente, nel “fuoco degli eventi” (…non solo in senso figurato…), dove c’era chi si improvvisava organizzatore, impresario, discografico, conduttore radiofonico, cantautore (molti che oggi sono affermati iniziarono così), ora – negli anni ’80 – tutto diventerà “attività professionale” con i ricordi dell’entusiasmo movimentista ormai alle spalle. Ecco, a questo punto il mercato – che di solito è colto di sorpresa dai sommovimenti sociali realmente innovatori – iniziò a dare consistenza ai tentativi di recuperare terreno, cavalcando l’onda della grande diffusione delle “nuove idee”.

     

    Gianni Martini

  • Genova contro la violenza sulle donne: una giornata di eventi

    Genova contro la violenza sulle donne: una giornata di eventi

    violenza sulle donneSabato 14 settembre 2013 una giornata dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e il femminicidio. Segnaliamo in particolare due eventi, che si svolgono a Palazzo Ducale e nel quartiere di Certosa.

    A partire dalle 15 il porticato del Ducale ospita una non stop di parole, musica e teatro, con l’inaugurazione di una mostra dedicata all’Unione femminile nazionale (la più antica associazione femminile del nostro Paese) e una riproposizione di One billion rising. L’evento è organizzato da Archinaute, dal gruppo teatrale L’Atelier e dalle redattrici del trimestrale Marea.

    A Certosa (piazza Brin, ore 14) un’iniziativa organizzata dal Comitato Liberi Cittadini alla presenza di alcuni esperti: il commissario Marta Sabino della polizia di Stato, la dottoressa Enrica Calabresi, medico del pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, insegnanti, artisti, maestri di arti marziali che tengono corsi di autodifesa. Parte del ricavato dell’iniziativa sarà devoluto alla Cooperativa Sociale che sostiene gli sportelli Pandora di Mignanego e Bolzaneto.

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  • Progetto Recycle: recupero di ferrovie dismesse e spazi in abbandono

    Progetto Recycle: recupero di ferrovie dismesse e spazi in abbandono

    san-fruttuoso-terralba-treni-ferroviaQualche giorno fa su erasuperba.it vi abbiamo presentato il concorso fotografico Forgo(at), che si pone l’obiettivo di documentare gli spazi abbandonati e dismessi di Genova. Un bando la cui scadenza è stata prorogata al 7 ottobre 2013 e che culminerà in una mostra fotografica, che sarà allestita dal 10 al 25 ottobre.

    Coordinatrici del bando sono Beatrice Amoretti e Alessia Ronco Milanaccio, che stanno lavorando a questo progetto nell’ambito della loro tesi di laurea magistrale in Design del prodotto e dell’evento. Abbiamo chiesto loro qualche dettaglio su questa iniziativa: «Il concetto di Recycle è l’applicazione del riciclo e recupero di materiali all’architettura e agli spazi urbani: si tratta di un progetto di dottorato di ricerca che coinvolge 11 Facoltà italiane, ciascuna su un particolare filone. Obiettivo della ricerca è mappare le aree di interesse e comprendere come “riciclarle”, sotto quale forma renderle nuovamente fruibili alla cittadinanza. Genova, nello specifico, si occupa di aree ferroviarie dismesse e una parte della ricerca si concentra sull’asse di Terralba. Abbiamo collaborato a questo progetto, che ci piacerebbe sviluppare anche dopo la laurea magistrale, per far iniziare a prendere coscienza dei numerosi luoghi dimenticati di Genova (da qui il nome del concorso che rimanda al verbo inglese “to forget”, dimenticare, ndr), restituirli alla città e dare loro un nuovo valore, individuando nuove destinazioni d’uso e proposte di riqualificazione. Gli spazi abbandonati non devono essere percepiti come un onere, ma come una potenzialità».

    Nel corso della mostra saranno presentati un libro e i risultati della ricerca: gli aggiornamenti sono consultabili tramite la pagina Facebook “Recycle Genova”.

    Marta Traverso

  • Teatro della Tosse, stagione 2013/2014: gli spettacoli in programma

    Teatro della Tosse, stagione 2013/2014: gli spettacoli in programma

    Ingresso Teatro della TossePresentata questa mattina la nuova stagione del Teatro della Tosse. Confermato il binomio Sala Trionfo e Cantiere Campana. Per il quarto anno la direzione artistica è affidata a Emanuele Conte, affiancato dal curatore Fabrizio Arcuri. Il 4 ottobre 2013 alle ore 20.30 verrà presentata al pubblico la nuova stagione in una serata a ingresso libero.

    Ecco il cartellone completo della stagione 2013 / 2014. Per informazioni più dettagliate potrete visitare la nostra agenda eventi nei giorni che precedono lo spettacolo.

    Programmazione In Trionfo:

    – Antigone (prima nazionale): dal 23 ottobre al 3 novembre 2013
    – Circus Klezmer: dal 6 al 10 novembre (internazionale, di Adriàn Schvarzstein e Irma Borges)
    – Sogno in una notte d’estate: dal 14 al 16 novembre
    – The country: dal 22 al 24 novembre (di Roberto Andò, con Laura Morante e Gigio Alberti)
    – Il vangelo secondo Alloisio (prima nazionale): dal 20 al 22 dicembre
    – Bane (prima nazionale): dal 3 al 5 gennaio 2014 (internazionale – diretto da Joe Bon in collaborazione con Circumnavigando Festival)
    – Fratto_ X: dal 31 gennaio al 2 febbraio (di Antonio Rezza e Flavia Mastrella)
    – The wedding singers (prima nazionale): dal 13 al 15 febbraio
    – Il servitore di due padroni: dal 28 febbraio al 2 marzo (Carlo Goldoni, rivisitazione a cura di Ken Ponzio)
    – Quintorigo experience: 22 marzo (Quintorigo in concerto)
    – Adagio (prima nazionale): dal 25 marzo al 6 aprile
    – Bastard!: dal 17 al 19 aprile (internazionale, di Duda Paiva, liberamente ispirato al romanzo L’arrache-coeur di Boris Vian)

     

    Programmazione Cantiere Campana:

    1. Io sono il proiettile (prima nazionale): dal 16 al 20 ottobre 2013
    2. Zombitudine (prima nazionale): dal 28 novembre all’8 dicembre
    3. Psychosis 4.48: dal 12 al 14 dicembre
    4. Personaggi in cerca d’attori (prima nazionale): dall’8 al 12 gennaio 2014
    5. Not here not now: dal 6 all’8 febbraio
    6. Non e’ quel che sembra: dal 20 al 22 febbraio
    7. La solitudine dell’ape: 8 marzo
    8. I, Shakespeare: dal 12 al 16 marzo
    9. Lucido: dal 10 al 12 aprile
    10. Premio Scenario: maggio 2014

  • Demanio e patrimonio immobiliare pubblico: concorso fotografico

    Demanio e patrimonio immobiliare pubblico: concorso fotografico

    Spiaggia della Foce, GenovaL’Agenzia del Demanio ha indetto il concorso fotografico ‘Obiettivo patrimonio pubblico – Uno scatto per raccontarlo’ per raccogliere immagini degli immobili di proprietà dello Stato presenti nelle varie regioni d’Italia.

    Il concorso è gratuito e pone come solo requisito di partecipazione avere un’età maggiore di 18 anni. Sono ammessi fotografi professionisti o appassionati.

    Ciascun partecipante dovrà inviare entro il 30 ottobre 2013 il modulo di partecipazione e da due a cinque immagini che rappresentino immobili selezionati all’interno dell’elenco di beni di proprietà dello Stato (palazzi storici e monumentali, castelli, ex caserme, fari e isole).

    Una giuria valuterà le opere: i premi in palio sono 3.000 € al 1° classificato, 2.000 € al 2° classificato e 1.000 € al 3° classificato. Inoltre gli scatti migliori comporranno il primo ebook fotografico degli immobili pubblici, che sarà scaricabile gratuitamente dal sito dell’Agenzia del Demanio.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Via Donne della Resistenza: a Genova inaugura una nuova strada

    Via Donne della Resistenza: a Genova inaugura una nuova strada

    Val Bisagno, SciorbaVenerdì 13 settembre 2013 (ore 17) nel Municipio Media Val Bisagno di Genova sarà intitolata una strada alle donne che hanno combattuto la Resistenza. La cerimonia si svolge presso nell’area parcheggio del supermercato Lidl in via Emilia, e la nuova via Donne della Resistenza è compresa tra via Emilia e via Piacenza.

    Nel corso dell’evento testimonianze e racconti di donne che hanno vissuto i momenti cruciali della fine della guerra, con accompagnamento musicale della Lele Ravera Band. Saranno presenti l’assessore ai Servizi Civici Elena Fiorini, il presidente del Municipio Media Val Bisagno Agostino Gianelli e il presidente provinciale dell’ ANPI di Genova Massimo Bisca.

    A seguire, nei locali della SMS Concordia di via Trensasco 1 sarà presentato il libro della giornalista Donatella Alfonso Ci chiamavano libertà – Partigiane e resistenti 1943 – 1945 (De Ferrari editore).

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  • Ex Fischer, le proposte del Comitato Pro Uliveto Murato di Quarto

    Ex Fischer, le proposte del Comitato Pro Uliveto Murato di Quarto

    fabbrica-ex-fischer-via-romana-castagna-quarto-D5Il progetto presentato non risolve l’incongruità della costruzione rispetto al contesto tradizionale ligure «Anzi l’aggrava, ripetendo la forma dell’ex fabbrica aderente al rio Castagna, con tutti i rischi connessi». Così il Comitato Pro Uliveto Murato di Quarto boccia l’ipotesi di nuova edificazione che prossimamente sarà discussa in consiglio comunale, dopo il sopralluogo nell’area ex Fischer che gli stessi consiglieri hanno svolto lunedì mattina. Inoltre «Il progetto non prevede un possibile collegamento stradale con Corso Europa – sottolinea il Comitato di cittadini – quindi il traffico connesso ai circa trenta appartamenti graviterebbe interamente sull’antica “creuza” di via Romana della Castagna, manifestamente inadeguata».

    Il Comitato ricorda di aver portato avanti un progetto di Ecomuseo sulla via Romana – già parzialmente finanziato dalla Regione – che ne contempla il restauro conservativo e la fruizione culturale. «Un’idea che rischia di essere pregiudicata dalla formazione di visuali incongrue dalla via e da un suo rifacimento inteso a trasformarla al servizio di una più grande quantità di traffico».
    Secondo i residenti «Le nuove residenze dovrebbero essere di aspetto tradizionale, articolate in più corpi di fabbrica, collocate a distanza di sicurezza dal rio Castagna e provviste di con un collegamento indipendente con la viabilità di Corso Europa».

    Al fine di ottenere visuali coerenti con il contesto dell’antica “creuza” e per non pregiudicare il progetto regionale di conservazione e fruizione del territorio, il Comitato propone che la nuova costruzione «Sia articolata in due o tre corpi di fabbrica di dimensione crescente, la minore verso la via Romana (per salvaguardare il cannocchiale visivo), con tetti spioventi aventi al colmo apertura angolare simile a quella dei tetti delle altre vecchie case di zona; che sia provvista di una via d’accesso diretto a Corso Europa per preservare l’integrità storica della “creuza”». Infine, i residenti chiedono «Che sia ripristinato, con autentico muro di pietra a secco, l’argine del rio Castagna lato ex Fischer e sia preservato lo storico antico ponte esistente presso i caratteristici lavatoi pubblici».

     

    Matteo Quadrone

  • Informato e connesso: una mostra dedicata ai giovani della Liguria

    Informato e connesso: una mostra dedicata ai giovani della Liguria

    ConcertoÈ aperta al pubblico ancora fino a domani – venerdì 13 settembre 2013 – la mostra Informato & connesso, risultato dell’omonimo progetto che negli ultimi due anni ha visto coinvolti circa 200 ragazzi/e provenienti da scuole medie e superiori di tutta la Liguria, con l’obiettivo di sensibilizzarli all’adozione di comportamenti consapevoli e responsabili.

    Scendendo più nel dettaglio, tra marzo e aprile 2013 si sono svolti alcuni workshop, in cui i ragazzi hanno discusso con psicologi, medici ed esperti su quattro temi chiave:
    alcol e guida sicura (uso consapevole dell’alcol e riduzione del rischio, campagna “guida sicura”);
    consumi consapevoli (consumo di prodotti di qualità e realizzati nel rispetto della produzione etica);
    cibo e disturbi dei comportamenti alimentari (corretta immagine di sé, adeguata alimentazione, prevenzione dei disturbi alimentari);
    sessualità sicura (informazione e sensibilizzazione sull’argomento, prevenzione delle malattie trasmissibili).

    Ciascuna tematica è stata affrontata in una località delle quattro province liguri – rispettivamente Portovenere, Vallecrosia, Albenga e Santa Margherita Ligure – in un workshop residenziale di tre giorni alla presenza di educatori, esperti di comunicazione / pubblicità ed esperti della tematica in oggetto.

    A seguito dei workshop, un bando di concorso per realizzare manifesti pubblicitari e spot audio / video di comunicazione sociale sulle quattro tematiche e che ha visto pervenire circa 70 elaborati. «Il bilancio è molto positivo e vogliamo riproporre il progetto anche il prossimo anno, cercando di coinvolgere un maggior numero di giovani e di approfondire tematiche differenti e altrettanto importanti – è il commento di Nicola Reineri, che ha curato il progetto nell’ambito dell’Assessorato Regionale alle Politiche Giovanili. – Lo scopo di questa prima edizione è stato creare una rete fra scuole, Asl, centri giovani e tutte le realtà dei territori coinvolte. Alcune di loro, singolarmente, hanno già affrontato con i ragazzi questi argomenti: con “Informato e connesso” abbiamo esteso l’operato a tutta la Regione. Uno dei risultati più importanti è stato l’aver introdotto la figura del Referente alle politiche giovanili nei 19 Distretti Socio Sanitari della Liguria».

    I passaggi futuri del progetto, dopo il convegno conclusivo del 19 settembre, consistono in altri cinque seminari su alcol e guida sicura, che saranno ultimati entro fine anno: «Il primo si è già svolto a Cairo Montenotte ed erano presenti oltre 100 ragazzi, che si sono dimostrati molto attivi e partecipi nel porre domande e fare interventi – prosegue Reineri. – La guida sicura è un tema molto importante soprattutto nelle località delle Riviere, dove vi sono molte discoteche e nella stagione estiva avvengono spesso eventi tragici legati al consumo di alcol da parte di minori o di giovani che poi si mettono alla guida. Questi incontri non si svolgono nel format canonico “relatore / uditori”: il loro scopo è far parlare i giovani su temi delicati che li riguardano direttamente e – nel caso del consumo di alcolici – trovare insieme a loro delle sfumature di grigio rispetto alla contrapposizione “tolleranza zero vs libertà assoluta”».

    La mostra è dunque visibile fino a domani negli spazi espositivi della Regione Liguria (piazza De Ferrari- ore 10-12.30 e 15-17.30) e nei prossimi mesi sarà allestita anche a Chiavari, Albenga, Rapallo, Santa Margherita, Sestri Levante, Imperia, Cairo Montenotte, Finale Ligure, La Spezia e Savona.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Fotografia: storia, teoria e pratica, iscrizioni aperte al corso

    Fotografia: storia, teoria e pratica, iscrizioni aperte al corso

    fotografia-concorso-DISono aperte le iscrizioni per La foto sulla schiena, corso di fotografia in 12 lezioni che partirà il 30 ottobre presso il ristorante Il Balcone di salita Pollaiuoli, nel centro storico di Genova.

    Il corso – tenuto dalla fotografa genovese Giusi Lorelli – verterà sulla storia della fotografia, con attenzione alle principali correnti dal ’900 ad oggi, e sugli aspetti tecnico – stilistici di questa arte. Ciascuna lezione sarà divisa in due parti, la prima riguardo i principi fondamentali della pratica (luce, esposizione, obiettivi, attrezzatura da studio ecc.) e la seconda sulla discussione di grandi opere del passato e contemporanee, commentandone insieme gli elementi strutturali, i punti di forza e il contesto in cui sono state prodotte.

    Le lezioni si svolgeranno fino al 29 gennaio 2014, ogni mercoledì dalle 18 alle 19.30. Il corso è 300 €, iscrizioni aperte sul sito web Fotocarascio.

    [foto di Diego Arbore]

  • Oktoberfest a Genova: riapre il tendone di piazza della Vittoria

    Oktoberfest a Genova: riapre il tendone di piazza della Vittoria

    Bicchieri di birraDa giovedì 12 a domenica 22 settembre 2013 torna Oktoberfset Genova, quinta edizione del primo e unico evento italiano ufficialmente riconosciuto dalle Autorità Tedesche (insieme agli Oktoberfest di Hong Kong in Cina, Blumenau in Brasile, General Belgrano in Argentina e a Kitchener-Waterloo in Canada).

    Come ogni anno la festa – organizzata dalla Birreria Hofbrauhaus di via Dante – si svolgerà in piazza della Vittoria e prevede degustazioni di prodotti tipici della cucina bavarese e della birra Hofbrau Oktoberfest, brassata dalla birreria monacese Hofbrau solo per questo evento.

    L’inaugurazione ufficiale avverrà questa sera, giovedì 12 settembre alle 18.30, con il rito Ozapft is (ovvero: “inizino le feste”) con l’apertura del primo fusto di birra alla presenza dei Consoli Onorari di Germania di Milano e Genova, del Presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Odone e di una rappresentanza del Governo del Land Bavarese e delle Autorità Locali Liguri.

    In programma, per tutta la durata della festa, spettacoli musicali, momenti di intrattenimento per i bambini e il mercatino bavarese dove saranno in vendita specialità gastronomiche e prodotti dell’artigianato locale.

    Inoltre per la prima volta si svolgerà il Fuori Tendone: oltre 300 eventi gratuiti che coinvolgeranno tutta la città, da una mostra fotografica sui Beatles alla presentazione di progetti editoriali, alle degustazioni dei prodotti tipici genovesi e non solo, a momenti di puro svago e di shopping.

    Oktoberfest è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 2 e sabato / domenica dalle 12 alle 2.

  • Darsena, dal Galata alla Casa dell’Arte: successi, propositi e delusioni

    Darsena, dal Galata alla Casa dell’Arte: successi, propositi e delusioni

    darsenaPromosso dalle Amministrazioni al fine di creare un unicuum con il complesso del Porto Antico e dare vita al progetto del waterfront genovese, il progetto di restyling della Darsena è stato messo a punto nei primi anni del 2000: dopo la ricostruzione del Porto (in previsione delle Colombiadi del ’92), c’è stato il recupero dei quattro magazzini della vecchia Darsena. Dapprima era stata la ristrutturazione dell’edificio Galata, con la creazione dell’omonimo Museo del Mare. Poi, il recupero di Caffa, Metellino e Tabarca: qui, la riqualificazione è partita subito dopo, ma è stata più lenta, tanto che ancora oggi deve essere ultimata. Sarà anche per questo che la zona della Darsena sembra ancora oggi un cantiere a cielo aperto: nel luglio 2013, con #EraOnTheRoad vi avevamo portato nel cantiere di Calata Vignoso, Hennebique e Ponte Parodi. Oggi, ci siamo occupati dei quattro magazzini di Via Boccanegra e, per fare luce, abbiamo interpellato il Geom. Massimo Razore, che ci ha illustrato a che punto sono i progetti per la ristrutturazione del quartiere.

    Il complesso della Darsena: Galata, Caffa, Metellino, Tabarca

    Si tratta di antiche strutture edificate a fine ‘800 e utilizzate fino a poco più di 20 anni fa da ditte all’ingrosso come deposito per lo smercio di prodotti gastronomici (formaggi, stoccafisso, ecc.). Di proprietà comunale, gli edifici in questione sono stati ceduti nel 2000 in concessione cinquantennale (fino al 31 dicembre 2050) alla Porto Antico S.p.A., la quale a sua volta lo ha affidato a una società consortile locale, l’associazione temporanea di imprese “Vecchia Darsena”, che opera come una cooperativa ed è formata al suo intero da più ditte edili. Come stabilito da concessione, infatti, per la Porto Antico S.p.A. vige l’obbligo di provvedere alla ristrutturazione dei beni e alla loro successiva gestione (con esclusione dell’edificio Galata, che viene gestito direttamente dall’Amministrazione Comunale), nonché l’impegno a realizzare negli edifici ristrutturati alcune destinazioni d’uso specifiche: attività culturali, museali e ludiche;  attività turistiche e di servizi (tempo libero, terziarie e commerciali); attività legate al mare e alla nautica da diporto. Queste mansioni sono state affidate alla “Vecchia Darsena”, che si è proposta in qualità di “promotore” e soggetto con incarico di attuazione di un progetto unitario di recupero. La proposta definitiva di restyling di Caffa, Tabarca, Metellino è stata approvata nel novembre 2001. I lavori di ristrutturazione hanno preso il via nel giugno del 2002 e gli edifici Galata, Caffa e Metellino (ancora parzialmente incompleto) sono stati ultimati nel 2004, mentre l’edificio Tabarca -per cui la fine dei lavori era datata 2005- è ancora in via di ultimazione: il cantiere è ancora aperto e i lavori sono ripresi da poco, a causa di problemi di natura burocratica.

    I progetti: dal successo Museo Galata alla delusione Casa dell’Arte

    In particolare, per quanto riguarda l’edificio Galata (inaugurato nel luglio 2004), si tratta dell’opera di recupero più importante: la vecchia struttura, per la quale esistevano degli oneri di urbanizzazione e il vincolo di destinazione ad uso museale, è stata recuperata secondo il progetto di trasformazione da magazzino portuale a sede del Museo del Mare e della Navigazione. Il progetto era quello dell’architetto spagnolo Guillermo Vazquez Consuegra, che prevedeva che gli interventi di ristrutturazione fossero svolti nel rispetto degli elementi architettonici preesistenti.

    magazzini-darsena-internomagazzini-darsena-verticale-3Sulla stessa scia del Galata sono stati poi svolti gli interventi di recupero anche nel Caffa e nel Metellino: venuti meno gli oneri di urbanizzazione, qui era in vigore il vincolo di destinazione d’uso ad area commerciale: gli spazi sono stati suddivisi tra esercizi commerciali (bar, ristoranti, ecc. al piano terra), loft e uffici (secondo e terzo piano). Anche qui, i lavori di riqualificazione sono stati svolti nel rispetto delle strutture pre-esistenti: dentro, restano l’antica muratura ottocentesca a vista, le finiture originali (ad esempio, gli antichi ganci in ferro usati per il traino delle merci) e la pavimentazione in lastre di granito sardo. Inoltre, anche il ponte che collega Caffa e Metellino, sia in testa che a metà degli edifici, è un elemento storico: tipico collegamento presente anche in altri magazzini dell’area portuale (come nel Millo, in cui non è stato mantenuto), è stato qui ristrutturato inserendo lastre in vetro.

    magazzini-darsena-verticale-2

    «A quasi dieci anni di distanza dalla fine dei lavori, oggi tutti gli spazi commerciali sono stati assegnati e gli edifici sono totalmente occupati», ci racconta il geometra Razore, della GEO.RA.MA. S.a.S., una delle imprese del gruppo “Vecchia Darsena”. Per quanto riguarda nello specifico il Metellino, qui c’è stato un restyling del quarto e quinto piano (nel Caffa occupati da negozi e loft): oggi sono occupati dalla Casa della Musica (terzo piano), ultimata nel 2006 e gestita da due cooperative, una per la scuola di musica e l’altra per lo studio di registrazione. Ad essa, inoltre, deve aggiungersi anche il progetto di Casa dell’Arte, che -previsto nel restyling generale dell’area- non è ancora stato attivato. Esso dovrebbe andare ad occupare il quarto e quinto piano del Metellino, ma finora i lavori sono fermi, gli ultimi due piani inaccessibili e non si procede con operazioni di riqualifica. Prosegue Razore: «Il ritardo è causato da fattori di natura economica: il progetto di creazione di una Casa dell’Arte è stato avanzato da un soggetto privato anni fa, ma non è stato ancora definito, e per chi avrebbe dovuto rilevare l’area sono subentrate nel tempo difficoltà economiche».

    Una conferma in questo senso arriva anche dalla Casa della Musica: «Il progetto di una Casa dell’Arte era stato previsto dalla delibera comunale sulle destinazioni d’uso. Essa prevedeva, appunto, due poli culturali all’interno del Metellino, uno dedicato all’arte e l’altro alla musica, e la creazione di un centro polivalente. Dei tre, che dovevano essere collegati, solo la Casa della Musica ha visto la luce, mentre gli altri due sono andati pian piano a morire. In particolare, per la Casa dell’Arte c’era già un progetto in essere (cosa che non si è verificata per il centro polivalente) e un imprenditore, già in trattativa con “Vecchia Darsena”, si era mostrato inizialmente interessato all’acquisto. Il complesso era nato con il proposito di fare da traino alle attività culturali, ma – nonostante le promesse iniziali – siamo rimasti soli».

    Soli, tra bar e uffici: di certo non la situazione prospettata inizialmente. Le prospettive di decollo dell’area sono venute pian piano scemando e anche la riqualificazione della Darsena si è ridotta alla creazione di una vetrina per bar, negozi e uffici.

    La situazione del Tabarca

    Per quanto riguarda il Tabarca, invece, la situazione è ben diversa: siamo stati in cantiere, accompagnati dal geometra Razore, e abbiamo visto che qui i lavori sono appena ripresi: iniziati anch’essi nel 2002, sono stati poi sospesi per lungo tempo, tanto che è stato necessario richiedere una nuova autorizzazione e avanzare un nuovo provvedimento per la prosecuzione degli interventi previsti. Ulteriori ritardi di natura burocratica, dunque, che non hanno sicuramente giovato. Ancora incerto il futuro dell’ultimo magazzino: si vocifera della possibile nuova sede dell’Istituto Idrografico della Marina che, da Lagaccio-Oregina, è in attesa di trasferirsi in una zona più centrale; oppure ancora sembra che alcuni soggetti privati abbiano mostrato interesse per l’insediamento di altri esercizi commerciali, così come nelle altre due strutture. La fine dei lavori era datata a 3 anni dall’inizio, ma ormai si è decisamente oltre i limiti previsti. Ci dice il geometra: «Non abbiamo scadenze vere e proprie. I lavori sono ripresi, e procediamo il più celermente possibile, in modo da chiudere i cantieri e dare a questa zona il lustro che merita».


    «L’area ha grandi potenzialità -commenta ancora Massimo Razore-. Quelle che abbiamo riqualificato sono strutture che potrebbero essere ben più valorizzate, magari sul modello dei grandi padiglioni museali/centri culturali europei. Non abbiamo niente da invidiare alle grandi città straniere in termini di strutture, anzi siamo spesso più fortunati. Tuttavia, Genova non riesce ad avere lo slancio che le serve per assurgere a grande capitale culturale (o dei divertimenti) europea. Qui, ad esempio, al Metellino si è da poco trasferito un ristorante che prima era in zona Sarzano/Sant’Agostino. Ha preferito questa sede perché dotata di ampi spazi esterni e parcheggi in abbondanza, mentre nei vicoli è tutta zona Z.T.L. Qui è un posto tranquillo, oltre che molto bello: perché non si cerca di attrarre gente e rivalutare l’area? Non basta ristrutturare e riqualificare, se queste azioni non sono seguite da una politica di attrazione dei cittadini».

    Da un lato, negozi, appartamenti e esercizi commerciali in abbondanza, e tutti ultimati; dall’altro, un Museo del Mare, un progetto di museo/laboratorio artistico abbandonato da decenni, l’idea di un centro polivalente abortita sul nascere, e una Casa della Musica che, nel contesto commerciale, non può trovare lo spazio che auspicava. Genova resta la città delle grandi possibilità che rimangono potenziali e non riescono a trovare una realizzazione sensata.

     

    Elettra Antognetti

  • Free.Q: il festival del suono e dell’ascolto a Villa Croce

    Free.Q: il festival del suono e dell’ascolto a Villa Croce

    freeqVenerdì 13 settembre 2013 parte al Museo di Villa Croce di Genova la prima edizione di Free.Q, evento dedicato all’esplorazione delle molteplici forme del suono e che prevede workshop, concerti e tavole rotonde con interventi realizzati per l’occasione da numerosi artisti italiani e non. Abbiamo chiesto a due membri dello staff – Guia Del Favero e Francesco Cardarelli, che insieme formano il duo suite-case – di raccontarci qualcosa in più su questa iniziativa.

    Qual è il significato del nome “Free.Q”? Come si è formato il vostro team e quali obiettivi si pone?

    Il nome Free.Q è stato dato per gioco da Guido Affini, che ha contribuito al Festival con un testo visibile al museo e che interverrà al free talk di sabato pomeriggio. Abbiamo sempre pensato che rimandi a un’idea di libere frequenze. Alla base dell’organizzazione del Festival non vi è un vero e proprio collettivo, ma un gruppo di persone che suite-case ha contattato proponendo di realizzare assieme questo progetto. suite-case lavora così dalla sua nascita, nel 2005, collaborando di volta in volta in situazioni differenti con diverse persone, ma non si pone mai obiettivi specifici futuri, siamo sempre aperti alle nuove possibilità che incontriamo.

    Con quali criteri sono stati selezionati gli artisti partecipanti? Alcune anticipazioni sul programma?

    suite-case ha seguito l’intuito nella scelta degli interventi e ha accolto le proposte che man mano sono arrivate, sia dai componenti di Free.Q che dall’esterno. Tra le opere presenti vi saranno proiezioni sonore nella sala solitamente utilizzata per le conferenze di Villa Croce, allestita come un vero e proprio cinema al buio, una performance basata sull’ascolto ispirata alle opere astratte della collezione permanente Cernuschi Ghiringhelli di Villa Croce a cui il pubblico potrà partecipare, live set e ideato per il festival un workshop gratuito per il quale sono già esauriti i 20 posti a disposizione.

    Nell’epoca che stiamo vivendo, in cui web 2.0 e social network offrono una comunicazione prevalentemente visiva e testuale, come si collocano il valore dell’ascolto e della comunicazione verbale?

    Non esiste un collocazione, tutte le cose coesistono e sono preziose. Il punto di partenza di Free.Q e delle sua programmazione non è quello di porre l’ascolto come antitesi della vista e del testo, piuttosto vivere i momenti della programmazione in una dimensione collettiva d’ascolto. Abbiamo infatti definito la radio, medium scelto come simbolo di questo approccio, come “innesco dell’immaginazione”. Il suo valore è l’essere in grado di veicolare input riuscendo al tempo stesso a suggerirne molti altri.

    Com’è nata e come si è sviluppata la collaborazione con Villa Croce? Perché la scelta di questa location?

    Da molto tempo come duo artistico realizziamo progetti in diversi luoghi. Per la prima volta, in un momento di grande cambiamento per la gestione rinnovata del Museo di Villa Croce, abbiamo deciso di rapportarci ad un istituzione pubblica, proponendo ad Ilaria Bonacossa il progetto che lo ha accolto e sostento insieme a Francesca Serrati.

    free.Q Attraverso ProduzioniDalBasso avete ottenuto un finanziamento di 1.500 €. Sulla base della vostra esperienza, ritenete che il crowdfunding sia uno strumento che contribuirà sempre più a sostenere l’impresa culturale?

    Il valore di queste piattaforme, ce ne sono moltissime, è evidente: permettere a molte persone attraverso l’acquisto di una quota (10 euro) di divenire produttori del progetto stesso. Le persone hanno la possibilità di visionare l’idea di ciò che deve ancora nascere che ognuno può proporre e scegliere di far crescere, in questo caso il loro stesso museo. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i produttori dal basso che hanno reso possibile Free.Q, così come le istituzioni che ci hanno sostenuto: il Museo di Villa Croce, la Fondazione cultura Palazzo Ducale e alcuni privati come Mobilia Stockhouse e ZI.EL service.

    Si sente ancora dire che la nostra città offre poco per chi vuole mettere in campo idee innovative che producano valore e lavoro. Qual è la vostra opinione in merito? Secondo voi si può fare cultura a Genova?

    Fare cultura? Gli esseri umani sono cultura.

    A evento concluso, quali sono i progetti futuri del gruppo?

    Un insieme di persone è come un organismo e come tale si sviluppa: è difficile prevederne gli esiti a lungo termine. Sicuramente – dato l’interesse suscitato dal progetto – c’è l’intenzione di renderlo un appuntamento fisso, anche perché la riflessione sul suono e sull’ascolto è un argomento talmente ricco e in continuo sviluppo che gli spunti per nuove edizioni non mancheranno.

    Marta Traverso

  • Il lavoro fisico dell’attore: workshop gratuiti al Teatro Akropolis

    Il lavoro fisico dell’attore: workshop gratuiti al Teatro Akropolis

    Workshop AkropolisRiprendono da ottobre 2013 le attività del Teatro Akropolis di Genova Sestri Ponente, che propone ad attori principianti e professionisti un ciclo di workshop gratuti sul tema Il lavoro fisico dell’attore.

    Un fine settimana al mese per cinque mesi, in cui Clemente Tafuri, David Beronio e gli attori della Compagnia Teatro Akropolis supporteranno i partecipanti nell’approfondimento di esercizi sulle diverse problematiche del lavoro fisico dell’attore, ossia il lavoro sul proprio corpo e la relazione con gli altri attori e gli elementi del palcoscenico.

    Il workshop si terrà nelle seguenti date: 4-5-6 ottobre 2013; 8-9-10 novembre 2013; 6-7-8 dicembre 2013; 17-18-19 gennaio 2014; 28 febbraio/ 1-2 marzo 2014. Ogni sessione si svolgerà il venerdì dalle 18 alle 22 e sabato / domenica dalle 14 alle 20, presso il Teatro a Sestri Ponente.

    I workshop sono grauiti, a eccezione del pagamento di 35 € per copertura assicurativa. Per iscriversi inviare il modulo di partecipazione alla mail laboratori@teatroakropolis.com.