Autore: erasuperba

  • Ecofeste: eventi e impatto ambientale, il risultato del progetto

    Ecofeste: eventi e impatto ambientale, il risultato del progetto

    Rifiuti raccolta differenziataIL PRECEDENTE

    Settembre 2011: la Provincia di Genova, in collaborazione con Muvita, aderisce a un progetto pilota – attivo su tutto il territorio nazionale – per attribuire ad alcuni eventi il marchio Ecofeste, ossia un riconoscimento del basso impatto ambientale. È stato monitorato l’utilizzo della raccolta differenziata sulle sagre e gli eventi che si sono svolti nel fine settimana 10/11 settembre, verificando che l’83% di esse applicano un corretto smaltimento dei rifiuti.

    Per questa ragione, la Regione Liguria ha deciso di estendere nel 2012 il progetto a tutte e quattro le Province, con un finanziamento di 100.000 € a Provincia da destinare in parte per acquisti di materiali e in parte per organizzare iniziative didattiche e di educazione ambientale.

    Febbraio 2012: la Giunta della Regione Liguria ufficializza l’impegno ad attivare il progetto Ecofeste nel 2012. Il primo atto concreto sarà inviare una comunicazione a tutti gli enti locali, per sensibilizzarli al rispetto dei requisiti del marchio nei loro eventi (raccolta differenziata, cibo a km zero, utilizzo di materiali ecocompatibili etc): la Regione concederà il proprio logo, supporto nella comunicazione e promozione e un contributo economico a chi manifesterà il proprio interesse ad aderire a Ecofeste.

    Giugno 2012: stabilito un primo calendario delle Ecofeste in Liguria. Tra queste, numerose sagre ma anche eventi di rilievo quali il Festival Suq, il Junifest a Ronco Scrivia e la Green Night a Santa Margherita Ligure.

    IL PRESENTE

    La Regione Liguria fa il punto sulle Ecofeste, presentando il bilancio degli eventi più a impatto zero dell’estate 2012. Al primo posto la festa organizzata a Sori a favore dell’associazione Gigi Ghirotti, che ha prodotto il 96,96% di raccolta differenziata. A seguire, sul “podio” del riciclo, il memorial Giam Massarino a Busalla e la già citata Green Night (95,33%). Qualche dato numerico sull’impatto ambientale degli eventi: sono stati prodotti in totale 25.376 kg di scarti biodegradabili, 8.962 kg di carta riciclata, 6.344 kg. di vetro e 3.435 di olio esausto.

    Un totale di 69 eventi che porteranno – nonostante le difficoltà economiche degli enti locali – a riconfermare il progetto anche per quest’anno. Nel corso dell’estate si scoprirà dunque quali sono gli eventi che risponderanno ai criteri del marchio, il cui calendario sarà consultabile sul sito di Ecofeste.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Arte, libri ed editoria: workshop gratuito al Museo Villa Croce

    Arte, libri ed editoria: workshop gratuito al Museo Villa Croce

    villa-croce-parchi-DISono aperte fino a sabato 4 maggio 2013 le iscrizioni per il workshop gratuito The Book Society, un progetto a cura di Peep Hole dedicato alle forme più sperimentali di produzione in ambito editoriale.

    Scopo dell’iniziativa è creare una reading room presso il Museo di Villa Croce, dove presentare nel corso del 2013 alcune delle realtà editoriali più interessanti in Europa: Book Works (Londra), Paraguay Press (Parigi), Archive Books (Berlino).

    Il primo appuntamento sarà giovedì 9 maggio (ore 12-17) e dedicato a Book Works: saranno presentati una selezione di libri d’artista, un cortometraggio sulla storia della casa editrice, una serie di poster di Jonathan Monk insieme ad altri materiali relativi al recente progetto itinerante Again, A Time Machine. Il workshop è a numero chiuso, in lingua inglese, condotto da Jane Rolo e Paul Sammut di Book Works e aperto ad artisti, grafici, curatori, editori e studenti.

    Il seminario intende esaminare le possibilità di produzione creativa nell’ideazione e pubblicazione di libri d’artista, e la sovrapposizione dei ruoli di editore, curatore, artista. Come organizzare e presentare il materiale in forma di libro, che tipo di redazione è necessario intraprendere e quali opportunità offrono la pubblicazione e la distribuzione di libri di questo tipo. Ogni partecipante dovrà preparare una breve introduzione sulla sua pratica e sui suoi interessi da condividere con il gruppo (3-5 minuti, max) e porterà una piccola collezione di oggetti in relazione con il suo lavoro e che possano essere usati come materiali per la creazione di un libro. I materiali possono essere: immagini (fotografie, disegni, still da film, immagini raccolte o trovate da libri, riviste, ecc); testi (scritti di ogni tipo, dalla poesia alla prosa, blog, manifesti, testi esistenti, ecc.); oggetti (opere, oggetti quotidiani che abbiano un significato o un valore particolare, ecc).

    A seguire, alle 18, talk a ingresso libero: Jane Rolo e Paul Sammut discuteranno insieme a Francesco Pedraglio della sovrapposizione dei ruoli di artista, curatore e editore.

    Alle 19 performance / reading di Francesco Pedraglio a ingresso libero.

    Per informazioni e iscrizioni scrivere a Anna Daneri anna@peep-hole.org. La selezione per partecipare al seminario avverrà sulla base di cv/portfolio.

    [foto di Diego Arbore]

  • Giulio Cesare: l’opera di Haendel, proiezione al Teatro Verdi

    Giulio Cesare: l’opera di Haendel, proiezione al Teatro Verdi

    piazza-oriani-sestri-ponente-teatro-verdi-DIMartedì 30 aprile 2013 (ore 20) il Teatro Verdi di Genova Sestri Ponente ospita la proiezione del Giulio Cesare, opera di Georg Friederich Haendel andata in scena al Metropolitan di New York.

    Tema dello spettacolo
    Giulio Cesare in Egitto (normalmente indicata anche semplicemente come Giulio Cesare) è un’opera lirica in tre atti composta da Georg Friedrich Händel su libretto in lingua italiana di Nicola Francesco Haym, derivato da un libretto omonimo di Giacomo Francesco Bussani presentato nel 1677 a Venezia con musiche di Antonio Sartorio, e da una successiva versione dello stesso andata in scena a Milano nel 1685.

    Alessandria d’Egitto. Giulio Cesare, sconfitto il nemico Pompeo nella battaglia di Farsalo, lo insegue fino alle sponde del fiume Nilo. Al centro dell’opera due gruppi contraddistinti: da una parte Giulio Cesare, Cornelia e Sesto, rispettivamente figlio e moglie dello sconfitto Pompeo; dall’altra Cleopatra, Tolomeo e il suo generale Achilla. Sesto riuscirà a portare a compimento la sua vendetta e ad uccidere Tolomeo, mentre Cleopatra verrà incoronata regina d’Egitto per volere del condottiero romano.

    Prezzo del biglietto: 12 €.

    [foto di Diego Arbore]

  • Marc Luyckx Ghisi: la società della conoscenza, l’Europa del futuro

    Marc Luyckx Ghisi: la società della conoscenza, l’Europa del futuro

    marc-luyckx-ghisiStiamo vivendo uno dei cambiamenti più significativi della storia: la trasformazione delle strutture di credenze della società occidentale. Nessun potere politico, economico o militare può competere con la potenza di un cambiamento della mente. Modificando la loro immagine della realtà, gli uomini stanno cambiando il mondo.” 

    Inizia così, citando il pensatore americano Willis Harman, la prima parte del libro elettronico “La società della conoscenza”, scritto da Marc Luyckx Ghisi, autore belga ed ex-membro della Cellule de Prospective della Commissione Europea, l’équipe di intellettuali creata oltre vent’anni fa con lo scopo di immaginare il futuro dell’Europa. Nel suo libro, Luyckx Ghisi analizza in modo chiaro e accessibile la fase di transizione attraversata dalla nostra società, stretta tra due epoche caratterizzate da valori e modelli molto diversi tra loro.

    Il 7 maggio alle 20:30 l’autore sarà a Genova ospite nell’Aula San Salvatore in piazza Sarzano, 9 per la conferenza dal titolo: “La società della conoscenza: sostenibilità e nuovi posti di lavoro”, organizzata su iniziativa spontanea di tre giovani genovesi. Interamente in italiano, con un leggero accento belga che ne renderà ancora più piacevole l’ascolto, alla conferenza interverrà anche il Professor Francesco Villano, giornalista pubblicista e curatore della traduzione italiana del libro “La società della conoscenza”.

    Prof. Luyckx Ghisi, lei afferma che siamo nel mezzo di un cambiamento epocale. Potrebbe spiegare qual è l’epoca che ci stiamo lasciando alle spalle?

    «Inizierò raccontando una storia. Circa 30 anni fa lavoravo alla Cellule per Jacques Delors (Presidente della Commissione Europea nel periodo 1985-95, ndr), il quale ci chiese uno studio sulle prospettive dell’economia europea fino al 2030. Giungemmo al risultato che la società industriale era al capolinea. Per capirne le ragioni fu sufficiente porsi la seguente domanda: quando sarà costruita una nuova fabbrica, si assumeranno diecimila operai oppure si propenderà per una squadra ristretta di ingegneri che controllino un gruppo di robot progettati per la produzione? La risposta era chiara, così come era evidente già allora che in Europa, nel giro di pochi anni, si sarebbero persi circa venti milioni di posti di lavoro nel settore industriale».

    Il che ci porta dritti verso una nuova epoca …

    «Esattamente. L’unica via percorribile è quella di entrare nella società della conoscenza, post-capitalista e post-industriale. Nella società della conoscenza, lo strumento di produzione non è più rappresentato dalla macchina, ma dalla mente umana, la quale condivide in rete il proprio sapere, creando, appunto, conoscenza secondo una logica win-win, nella quale tutti traggono un beneficio scambiandosi esperienze condivise. Con il termine “rete” non mi riferisco soltanto alla Rete – Internet – che pure ha una sua rilevanza in questo passaggio, ma intendo affermare che il lavoro non sarà più organizzato secondo le rigide strutture piramidali tipiche della società industriale. In questo modo le aziende saranno molto più human-centred, ossia metteranno al centro la persona e le sue competenze.
    Nella società della conoscenza, un manager intelligente dovrà avere come prima preoccupazione che il suo “capitale umano” sia abbastanza soddisfatto da tornare a lavorare nella sua azienda il giorno dopo».

    Mi sembra di intuire che il passaggio alla società della conoscenza implicherà una trasformazione che andrà ben aldilà del semplice cambiamento degli strumenti di produzione.

    «Si tratta senza dubbio di un mutamento molto più profondo. In generale, stiamo cambiando paradigma, ovvero il modo in cui ci relazioniamo con la realtà circostante.
    Veniamo da un sistema di valori della civiltà moderna industriale di tipo patriarcale, basato sulle tre “C” di Conquista, Comando e Controllo e fondato sulla sofferenza, sulla morte violenta, sulla disparità tra i sessi e sullo sfruttamento del pianeta. La civiltà industriale ci ha condotti a spolpare le risorse della Terra ed è evidente che non può funzionare, in quanto mette a repentaglio il futuro delle prossime generazioni. Al contrario, l’unica via di salvezza consiste nell’andare incontro al valore della Vita, mettendone al centro la sacralità e concretizzando un nuovo paradigma sociale ed economico. E’ un ragionamento pratico, ne va della nostra stessa sopravvivenza!»

    A tale riguardo, può dirci se già esistono nel mondo delle donne e degli uomini che stanno portando avanti questo cambiamento di valori?

    «Esistono e hanno anche un nome. In inglese si chiamano cultural creatives, che in italiano si traduce come “creatori di cultura” o “creativi culturali”. Su queste figure sono stati condotti diversi studi, uno in particolare a opera del Prof. Cheli dell’Università di Siena. Si tratta di persone che nella loro quotidianità, senza ricoprire ruoli altisonanti nella società, hanno già fatto propri i valori della Vita. Per entrare nella società della conoscenza non c’è bisogno di avere chissà quali titoli: è sufficiente creare attraverso le proprie intuizioni, ma anche con il proprio corpo e la propria anima, un po’ come fanno gli artisti. Alcuni dati riguardo ai cultural creatives sono abbastanza stupefacenti. Prima di tutto, si tratta di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo: solo in Cina ce ne sono probabilmente circa 200 milioni.
    Il secondo aspetto è che per la maggior parte sono le donne a portare avanti un cambiamento di paradigma che mette al centro la vita. Per esempio, il fatto che l’India è il paese più all’avanguardia nella società della conoscenza è anche una conseguenza della reazione all’odioso fenomeno (anche italiano, ndr) del femminicidio, tipico della società patriarcale. Infine, un altro elemento sorprendente è che i cultural creatives sono così numerosi eppure nessuno o quasi ne parla, i media in primo luogo. Ma forse non c’è troppo da stupirsi: i mezzi d’informazione sono in mano a poche persone, le quali hanno tutto l’interesse a far passare sotto silenzio il cambiamento per mantenere lo status quo».

    I creatori di cultura sono anche in Italia? E a proposito del nostro paese, che rapporto ha lei con la nostra penisola?

    «Eccome se ce ne sono in Italia! Stiamo parlando di milioni di persone, il che è in linea con una mia teoria. Per quanto possa sembrare strano, vista la situazione politica, io sono infatti dell’idea che in Europa l’Italia è sempre annunciatrice e anticipatrice di grandi cambiamenti. Gli italiani, con la loro cultura e le loro conoscenze implicite, hanno le qualità per creare una marea di nuovi posti di lavoro nella società della conoscenza.
    Riguardo al mio rapporto con l’Italia, io non ho solo origini belghe, ma anche greche e italiane, come si intuisce dal nome di mia nonna, Anastasia Ghisi. Forse anche per questo ogni volta che vengo in Italia sento un legame davvero molto forte con questo paese».

    Daniele Canepa

    Per informazioni sulla conferenza: creatoricultura@gmail.com oppure la pagina facebook Marc Luyckx Ghisi Conferenza

  • Mobilità nuova: una legge a favore di pedoni, bici e mezzi pubblici

    Mobilità nuova: una legge a favore di pedoni, bici e mezzi pubblici

    Biciletta a GenovaNuove reti autostradali, alta velocità ferroviaria. Fra Gronda, Tav e Terzo Valico a Genova conosciamo bene questi temi, ma anche in altre città e Regioni i finanziamenti statali alle cosiddette Grandi Opere costituiscono un’emergenza. A fronte di un massiccio spostamento dei pendolari con i mezzi pubblici o in bicicletta (e in alcuni casi, perché no, anche a piedi) sono davvero esigui i fondi destinati a percorsi pedonali, piste ciclabili o alla manutenzione di treni e autobus.

    Per questo motivo si sta organizzando una manifestazione nazionale sabato 4 maggio a Milano, che partirà alle 14.30 dalla Stazione Centrale: alla Rete Mobilità Nuova aderiscono oltre 160 associazioni – tra cui Slow Food, Libera, Legambiente, Uisp, Cicloriparo, Un tram per la Valbisagno, Fiab, Ecobike Courier, #salvaiciclisti (nazionale e sezioni locali, tra cui quella di Genova) – per partecipare a un grande raduno nel corso del quale partirà una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare, che porti il Parlamento a ripensare radicalmente il sistema dei trasporti in Italia.

    Tutti i pendolari genovesi che vogliono aderire possono contattare gli amministratori di Anemmu in bici a Zena, che lo scorso 23 aprile hanno organizzato un flash mob di presentazione del progetto e che raccolgono adesioni per chi vuole raggiungere Milano in corriera (partenza ore 10.30 in piazzale Resasco, davanti al Cimitero di Staglieno, maggiori info sull’evento Facebook). Chi vuole raggiungere Milano autonomamente in treno avrà uno sconto del 40% sul biglietto, grazie a un accordo tra Fiab e Trenitalia (maggiori info sul sito Mobilità Nuova).

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Scrivere un’email in inglese: forme contratte e forme estese

    Scrivere un’email in inglese: forme contratte e forme estese

    lavoro-tecnologia-internet-computer-ufficio-impiegato-DILa scorsa settimana abbiamo accennato ad alcune formule di apertura e di chiusura dei messaggi di posta elettronica. Proseguiamo oggi approfondendo questo argomento, con particolare attenzione al livello di formalità o informalità di un’email.

    Oltre ai saluti iniziali e finali, i quali come abbiamo visto denotano il grado di confidenza con una persona (dai più rispettosi Dear Sirs / Sir / Madam e Best regards / Sincerely yours / Yours sincerely ai più diretti Hi / Hello / See you / Bye), un altro indicatore di formalità è espresso dall’uso delle forme contratte o estese (in inglese short/contracted forms o long forms).

    Esempi di forme contratte sono I’m, it’s, you haven’t, I won’t ecc., contrapposte alle corrispettive forme estese I am, it is, you have not, I will not.

    Gli studenti spesso mi chiedono e si chiedono quando usare le short e quando usare le long forms: esistono tra esse delle particolari differenze? E’ bene tenere a mente che in contesti ufficiali e formali, le forme contratte non sono accettate e non vengono considerate corrette. Su un contratto e su un documento che abbiano validità legale non troverete mai le short forms, ma vi imbatterete sempre nelle forme estese.

    Tornando al discorso relativo alle email, quanto ho appena illustrato implica che se al vostro testo vorrete dare un carattere di maggiore “ufficialità” dovrete scrivere you are, it is, I don’t ecc. mentre se il vostro intento è di avere un tono più colloquiale andranno benissimo you’re, it’s e I do not. Non è raro trovare dei testi di email scritti in modo piuttosto informale, mentre il file contenuto in allegato, per esempio un CV (Curriculum Vitae), è stato redatto usando un registro linguistico più alto e facendo ricorso esclusivamente alle forme estese.

    Questa che vi ho descritto è la situazione allo stato attuale. Tuttavia, siccome la lingua è in continua evoluzione e si trasforma seguendo il principio che permea l’universo secondo il quale “tutto è in perenne mutamento”, non è da escludere che in futuro le cose cambino e che anche le short forms vengano gradualmente accettate nello standard scritto.

    E’ opportuno ricordare sempre che la velocità delle comunicazioni, favorita dalle nuove – mica tanto ormai – tecnologie, accelera notevolmente anche i cambiamenti linguistici, sebbene le evoluzioni grammaticali e sintattiche siano assimilate e standardizzate più lentamente rispetto per esempio all’ingresso nella lingua di nuovi vocaboli.

    Rispetto al carattere più formale della lettera prima e dell’email poi, maggiore immediatezza e minore rigidità sono invece assunte da altri canali di comunicazione, quali per esempio i social network. Pensate al numero limitato di caratteri di un messaggio su Twitter: il cinguettio – tweet in inglese – impone al fringuello, pardon, all’utente, di contrarre ogni parola all’inverosimile, come per esempio in c u, che sta per … see you!

     

    Daniele Canepa

    [foto di Diego Arbore]

  • Censimento del cemento: attesa per i dati del monitoraggio sul costruito

    Censimento del cemento: attesa per i dati del monitoraggio sul costruito

    valbisagno-marassi-speculazione-ediliziaSei mesi sono trascorsi ma ancora da Palazzo Tursi non si hanno notizie in merito al Censimento del cemento. Questi erano i tempi previsti dalla mozione approvata con ampio consenso dal consiglio comunale nell’ottobre scorso, proposta dal consigliere Fds Antonio Bruno e sottoscritta da alcuni consiglieri di maggioranza (Sel, Pd, Lista Doria) e di opposizione (Movimento 5 Stelle).
    Il documento, che riprende la campagna nazionale “Salviamo il paesaggio e difendiamo i territori” avviata dal “Forum Italiano per la terra e per il paesaggio” con l’obiettivo di ridurre il consumo di territorio attraverso una gestione più attenta dello stesso, prevede la realizzazione di un censimento del costruito a Genova – in pratica una fotografia aggiornata della superficie cementificata con le relative destinazioni d’uso in modo da avere dati certi (ad esempio sulle case sfitte e quelle abitate) sui quali basare la programmazione urbanistica – e la presentazione dei risultati dell’indagine entro sei mesi.

    Genova panorama LevanteNel frattempo Genova continua a sbriciolarsi – è notizia di sabato il nuovo crollo in via Dassori ad Albaro, ultimo di una lunga serie – sotto il peso dell’edificazione selvaggia e della scarsa, per non dire inesistente, manutenzione.
    Domenica 21 aprile, in occasione della Giornata della Terra, il coordinamento genovese di “Salviamo il paesaggio” ha organizzato una marcia contro il consumo di suolo a cui hanno partecipato diverse centinaia di persone che hanno sfilato dal parco dell’Acquasola a Valletta Carbonara (luoghi simbolici interessati da controversi progetti di edificazione), facendo tappa anche davanti a Palazzo Tursi per sollecitare l’amministrazione comunale a fornire risposte sul Censimento del cemento.
    I dati di tale indagine, infatti, sono fondamentali per le future scelte in campo urbanistico. La riapertura del dibattito sul nuovo Piano Urbanistico Comunale potrebbe essere l’occasione per approfondire il tema dell’eccessivo consumo di territorio in una città particolarmente fragile, anche perché la tanto sbandierata filosofia del P.U.C. dovrebbe essere proprio quella di “costruire sul costruito”.

     

    Matteo Quadrone

  • Carovana antimafie a Genova: incontro pubblico alla Maddalena

    Carovana antimafie a Genova: incontro pubblico alla Maddalena

    LiberaLunedì 29 aprile 2013 fa tappa a Genova la XVI Carovana Antimafie, quest’anno partita simbolicamente da Tunisi – dove è iniziato il percorso delle primavere arabe – l’ultimo giorno del World Social Forum 2013.

    Una giornata per sottolineare l’esistenza della mafia a Genova, soprattuto nei quartieri del centro storico.

    La giornata inizia alle 16.30 a Palazzo Tursi: un incontro sulla campagna Riparte il futuro – i 100 giorni con Maddalena Antognoli (referente per Libera della campagna), Luca Pastorino (Parlamentare ligure, firmatario della legge per l’anagrafe degli eletti) e Matteo Lupi (Referente ligure di Libera e Arci area Legalità Democratica). La campagna ha superato le 179.000 firme e – degli oltre 600 candidati che hanno aderito – 287 sono stati eletti in Parlamento.

    Si prosegue alle 17.30 in piazza del Ferro, in cui verrà presentato il Dossier di Sos Impresa sull’usura e il racket, alla presenza di Lino Busà (Presidente Naz.le di SOS Impresa) e Andrea Dameri (direttore Confesercenti Genova).

    L’evento è promosso dalle associazioni Arci, Libera e Avviso Pubblico.

  • Scuola di Robotica a Genova: formazione, divulgazione e roboetica

    Scuola di Robotica a Genova: formazione, divulgazione e roboetica

    scuola-roboticaFondata a Genova nel 2000 per iniziativa di un gruppo di robotici e studiosi di scienze umane, Scuola di Robotica è un’associazione no profit che svolge un’attività di istruzione, formazione e divulgazione. I promotori che hanno dato avvio al progetto ormai 13 anni fa sono Fiorella Operto, filosofa e presidente dell’associazione, e il presidente onorario Gianmarco Veruggio, ingegnere elettronico e ricercatore robotico del CNR-IEIIT di Genova che ha svolto ricerche in numerosi settori dell’informatica e dell’automatica: un’unione di tecnica e filosofia, indispensabile per la buona riuscita di un progetto che si fa promotore della ricerca nel campo della robotica a 360 gradi.

    Scopo principale dell’associazione è quello di diffondere la conoscenza di questa disciplina -ancora “nuova” e poco familiare ai più-, promuovere la cultura e diffondere la conoscenza delle arti e delle scienze ad essa interrelate: si vuole sdoganare la robotica dal rango di scienza lontana e ostica, rendendola un qualcosa di più vicino a noi, a portata di mano dei più piccoli ma anche dei grandi. Il tutto, attraverso un metodo di lavoro ludico e divertente, non solo istruttivo e dall’alto valore formativo, attraverso l’organizzazione di giochi, workshop, eventi nelle scuole e corsi di formazione per insegnanti e addetti ai lavori.

    La Scuola opera nel contesto genovese ormai da tempo. Fin dalla sua fondazione, si è imposta come punto di riferimento nazionale e internazionale nel campo della ricerca e degli studi applicati. In particolare, Scuola di Robotica segue diversi progetti, che vanno dalla formazione di docenti e professori di diverse tipologie di scuole, alla divulgazione, alla promozione etica degli studi di robotica, allo studio dell’applicazione di questa disciplina in ambito medico.

     

    scuola-robotica

    CHE COS’È LA ROBOTICA?

    Una scienza “nuova” per i più, che studia i comportamenti degli esseri intelligenti e cerca di sviluppare metodologie per permettere a una macchina (robot dotati di opportuni dispositivi per percepire l’ambiente e interagire con esso) di riprodurre dei compiti specifici. Si tratta di una disciplina che sta modificando il nostro modo di fare scienza: attraverso la creazione di queste macchine intelligenti viene a cambiare la percezione che abbiamo di noi stessi e del contesto in cui viviamo sotto il profilo etico, antropologico, conoscitivo, urbanistico.

    La robotica insegue in realtà uno dei sogni più antichi dell’uomo, che da sempre popolano fantasie, leggende popolari, immaginario comune di film e letteratura: il sogno di creare una riproduzione dell’essere umano, in tutta la sua complessità, così come si presenta in natura. Dall’antica Grecia, con gli automi meccanici a guardia del labirinto di Dedalo, primo ingegnere della storia, alle macchine della rivoluzione industriale dell’Ottocento e a quelle automatiche del ventesimo secolo, fino ad oggi: i progressi dell’informatica e gli studi nell’ambito delle comunicazioni hanno permesso di dare vita a macchine tanto perfezionate da riprodurre tutta la complessità dell’essere umano. Così è stato possibile creare robot per la protezione dell’ambiente e la bonifica di siti contaminati da scorie tossiche, o ancora per lo sminamento e la neutralizzazione di armamenti e per le esplorazioni spaziali, come nei migliori film fantascientifici di qualche decennio fa. Ma non solo sci-fi: anche e soprattutto l’impiego della robotica per le ricerche in campo medico, con lo sviluppo di protesi intelligenti e nuovi strumenti di diagnosi e chirurgia.

     

    darsena-scuola-robotica

    LA SCUOLA DI ROBOTICA A  GENOVA

    Ospitata nei locali di CNR-IEIIT (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di elettronica e di ingegneria dell’informazione e delle telecomunicazioni), la scuola è un’associazione no profit, uno spazio libero e aperto a tutti in cui è possibile imparare e divertirsi, con iniziative non convenzionali e rivolte tanto ai bambini quanto ai più grandi: per i primi, un approccio didattico alla scienza attraverso il gioco e l’aspetto ludico; per gli altri, invece, la possibilità di approcciare un tema “nuovo”, così interessante ma allo stesso tempo complesso come la robotica, senza sentirsi a disagio. Uno spazio per tutti, in cui ricercatori, studenti, insegnanti, divulgatori o semplici appassionati e curiosi possono acquisire conoscenze tecniche e dettagliate, in modo semplice e immediato. Qui sono organizzate svariate attività e iniziative, che seguono diversi filoni di ricerca.

    Si parte con la formazione: Scuola di Robotica è anche Ente Formatore per docenti e insegnanti delle varie tipologie di scuola, dalla primaria alla secondaria, all’Università. La formazione offerta ha lo scopo di trasmettere nozioni di robotica agli insegnanti e fare in modo che questa disciplina entri così anche nei programmi scolastici. Fino ad oggi l’insegnamento della robotica non è stato previsto all’interno delle nostre scuole ma scopo dell’associazione è fare in modo che questa venga introdotta come strumento didattico: grazie alla formazione dei docenti, gli alunni avranno la possibilità di programmare piccoli robot, con un metodo coinvolgente, divertente e diverso da quello tradizionale frontale. La Scuola promuove corsi di formazione sia in Italia che all’estero e organizza svariati eventi nell’ambito della didattica. Questo il caso, ad esempio, di Robot@Scuola, progetto partito nell’anno scolastico 2005-2006, di cui Scuola di Robotica è stata responsabile scientifico: finanziato dalla Direzione Generale Sistemi Informativi, mirava a creare una rete di scuole (23 aderenti) impegnate in attività di didattica della robotica. Tra i progetti più recenti, invece, Robgap e Tomorrow Becomes Today, per formare docenti e ragazzi di tutta Europa (sono state attivate collaborazioni con Turchia, Repubblica Ceca, Polonia, Spagna, e altri).

    Ancora, la divulgazione e le tante mostre organizzate. Una delle ultime, “Copioni e Copiati. L’arte di imitare dal mimetismo animale alla robotica”, in cui sono stati presentati piccoli modelli di robot che, copiando la natura, sono in grado di interagire con il pubblico e orientarsi grazie alla luce e agli ultrasuoni. e poi vari laboratori, anche nell’ambito del Festival della Scienza di Genova.

    Altro ramo, quello della Roboetica: con l’apertura di nuovi scenari scientifici, si è presentata una serie di nuovi problemi di natura etico-sociale-comportamentale ancora da regolare. Viene da chiedersi, dove porterà questa invasione dei robot? Già da tempo ormai varie istituzioni a livello mondiale si stanno occupando di valutare le conseguenze legali e sociali dello sviluppo tecnologico, e anche la Scuola di Genova si fa promotrice di questi studi. Qui, grazie alla collaborazione tra i due fondatori, la filosofa Operto e l’ingegnere meccanico Veruggio, sono stati condotti studi di tipo etico-antropologico, per la tutela sociale e la prevenzione dai rischi derivanti dallo strapotere scientifico e dalla tecnocrazia. L’Associazione è stata anche promotrice di progetti europei e ha organizzato varie conferenze (ad esempio, presso l’Accademia dei Lincei), per sensibilizzare sul tema e creare generazioni di scienziati responsabili.

    Da ultimi, altri due temi emergenti e nuovi, in ambito medico-ingegneristico. Il primo riguarda lo sviluppo di nuovi modelli di robot in grado di interagire con utenze deboli, è curato da Emanuele Micheli – ingegnere meccanico specializzato in robotica che dal 2001 collabora con la Scuola –  in collaborazione con la Scuola Politecnica di Architettura e di Design dell’Università di Genova. Insieme agli studenti del corso di Design, Micheli ha come obiettivo la creazione di prototipi di robot dal design moderno e funzionale adatti all’interazione con soggetti con carenze cognitive e/o motorie.

    L’altro progetto, invece, riguarda lo studio dell’applicazione di metodologie meccaniche al processo di apprendimento di persone autistiche: in particolare, la Scuola collabora con l’accademia di counseling Philos di Genova e organizza una serie di laboratori per insegnare attraverso l’uso della robotica, per facilitare l’apprendimento e migliorare le relazioni attraverso un approccio efficacemente calibrato sulle differenti persone che apprendono.

    Una curiosità: il logo di Scuola di Robotica è stato disegnato da Emanuele Luzzati. Un’immagine nuova, lontana dai soliti cliché della fantascienza, allegra e informativa allo stesso tempo. Così sono nati i due robot, mimi e pagliacci, misteriosi ma non minacciosi e che da allora accolgono gli allievi e i visitatori della Scuola di Robotica. Come si legge sul sito dell’Associazione, “i robot sono macchine e soltanto l’arte sarà in grado di dar loro un’anima.

     

    Elettra Antognetti

  • Chococoncorso: lotteria del cioccolato con la Band degli Orsi

    Chococoncorso: lotteria del cioccolato con la Band degli Orsi

    Cioccolato fondenteDomenica 28 aprile 2013 (ore 15) si svolge nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale il Chococoncorso, evento organizzato ogni anno da La Band degli Orsi, associazione di volontariato che si occupa dell’accoglienza dei piccoli ospiti dell’ospedale pediatrico Giannina Gaslini.

    Una lotteria del cioccolato con oltre 30.000 biglietti distribuiti nelle scuole di Genova. È possibile partecipare anche aderendo all’evento su Facebook, a ognuno verrà assegnato un numero per l’estrazione dei premi (scelti in collaborazione con Basko, Buffa e Dolceamaro).

    Durante l’evento saranno presenti anche gli animatori scientifici di Matefitness.

  • Università online: lezioni gratuite sui siti e sui canali youtube

    Università online: lezioni gratuite sui siti e sui canali youtube

    harvardKhan Academy ha fatto diventare l’apprendimento online un fenomeno di massa. Come prevedibile questo ha fatto sì che si moltiplicassero siti e canali Youtube che offrono lezioni gratuite sugli argomenti più disparati. Quello che invece è sorprendente è il fatto che sempre più università stiano puntando sull’apprendimento online rendendo disponibili i propri corsi gratuitamente (i cosiddetti MOOC: massive open online course).

    Non stiamo parlando di piccole atenei di provincia, ma di università come Harvard, Yale, Stanford, MIT e di tutti i più prestigiosi college americani. In qualche modo è ora possibile fruire di ciò che, fino a pochi anni fa, era accessibile solo a chi poteva permettersi di pagare rette da decine di migliaia di dollari l’anno. Orientarsi in questo mondo non è però facile, così, per chi tra voi ha voglia di mettersi (o rimettersi) a studiare, questo è quanto di meglio possiate trovare in rete:

    • Udacity è un’organizzazione fondata da  Sebastian Thrun, fondatore del laboratorio Google X dove il colosso di Mountain View sviluppa i propri progetti futuristici. Questo progetto è l’evoluzione dell’idea di fornire gratuitamente le lezioni di alcuni corsi dell’università di Stanford. I corsi proposti riguardano esclusivamente materie scientifiche e alle lezioni vengono alternati esercizi che permettono di verificare il grado di preparazione raggiunto. Ogni corso può essere seguito al ritmo che si preferisce e, una volta concluso, viene rilasciato gratuitamente un certificato che attesta il livello raggiunto. Questo certificato non può essere utilizzato per ottenere crediti formativi che possono però essere acquisiti (solo per alcuni corsi) sostenendo un ulteriore esame a pagamento.
    • Coursera è una compagnia fondata da alcuni professori dell’università di Stanford che offre la possibilità ad altri atenei di condividere i propri corsi online. I corsi offerti riguardano gli ambiti più disparati e coinvolgono numerose università, tra cui l’università “La Sapienza” di Roma. A differenza di Udacity i corsi possono essere frequentati in determinati periodi dell’anno in quanto è prevista un’interazione tra gli studenti e l’insegnante e sono inoltre assegnati dei compiti settimanali. Anche in questo caso è prevista la possibilità di ottenere crediti sostenendo un esame a pagamento.
    • edX è una società senza scopo di lucro fondata dall’università di Harvard e dal Massachusetts Institute of Technology che offre corsi di alcune delle più prestigiose università americane. Sostanzialmente il servizio offerto è lo stesso di Coursera, anche se il numero di corsi offerti è molto più limitato.
    • MIT OpenCourseWare è un’iniziativa del Massachusetts Institute of Technology che ha avuto inizio nel 2002 e che permette di accedere a più di 2000 corsi che trattano praticamente tutto lo scibile umano. L’unica nota dolente è che non per tutti i corsi sono disponibili i video delle lezioni. Visto l’enorme quantità di materiale è necessario armarsi di pazienza per trovare il corso che fa per noi. La qualità del materiale didattico compensa pienamente lo sforzo profuso.

    Un tempo le università erano molto gelose dei propri contenuti e ritenevano che condividere i propri corsi sul web fosse inutile o addirittura, nel caso peggiore, avrebbe potuto compromettere l’immagine della scuola. Oggi invece aprire i propri corsi al web è un’opportunità per mostrare quanto la propria università sia avanzata e, di conseguenza, raccogliere più finanziamenti. Oltre a ciò organizzazioni come Udacity stanno pensando di offrire un servizio che permette di mettere in contatto le aziende con gli studenti più meritevoli che seguono i corsi online. Sicuramente si troveranno altri modi per rendere profittevole l’apprendimento online, quello che è certo è che l’effetto collaterale sarà quello di avere sempre più contenuti liberamente consultabili. Per una volta la concorrenza sta funzionando veramente per rendere migliore la vita di tutti noi.

     

    Giorgio Avanzino

  • Itinera, Genova insolita: ripartono i percorsi in centro storico

    Itinera, Genova insolita: ripartono i percorsi in centro storico

    Palazzo della MeridianaSabato 27 aprile 2013 (ore 16) riprendono le visite guidate nel centro storico di Genova a cura di Itinera, associazione nata nel 2004 che riparte con le sue attività dopo oltre un anno di stop.

    L’appuntamento è alle 16 presso Palazzo della Meridiana con il percorso tematico Genova Insolita, primo di una serie di eventi che si svolgeranno nel corso della primavera. Il format è lo stesso del passato: una visita guidata di circa 2 ore, chi vuole partecipare deve presentarsi direttamente al luogo dell’appuntamento (con almeno 15 minuti di anticipo sull’orario di inizio) e pagare in loco la quota di partecipazione, 15 € per gli adulti e 10 € per i bambini di età 6-12 anni.

    Gli altri appuntamenti in programma sono: Genova nascosta (domenica 12 maggio ore 16), I misteri di Genova (sabato 25 maggio ore 16), Cose mai viste (domenica 2 giugno ore 16) e Le case chiuse (sabato 15 giugno ore 21).

    Per info e prenotazioni 010 4073021 – info@itineraliguria.it.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Famiglie Arcobaleno Genova: un giorno di festa ai Parchi di Nervi

    Famiglie Arcobaleno Genova: un giorno di festa ai Parchi di Nervi

    Musei di NerviCome si può definire la parola famiglia? Perché non tutte le relazioni di coppia, né tutti i legami genitore/figlio sono legalmente riconosciuti come famiglia, con tutti i diritti che ne conseguono? Mentre in diversi Paesi del mondo si legalizza il matrimonio fra persone dello stesso sesso – ultima la Francia, giusto pochi giorni fa – in Italia ancora manca una legge a tutela di tutte le persone che vogliono formare una famiglia, a prescindere dall’identità e dall’orientamento sessuale.

    In alcune città, fra cui proprio Genova, si sta procedendo a istituire un registro delle unioni civili, ma oltre ai vincoli legislativi mancano occasioni di incontro per far sapere che (ad esempio) le famiglie omogenitoriali non sono un mero concetto teorico, ma una realtà che già esiste e andrebbe riconosciuta e tutelata. L’associazione Famiglie Arcobaleno si è costituita nel 2005, ha oggi 600 soci fra adulti e bambini e delegazioni territoriali in tutta Italia, fra cui il “giovanissimo” gruppo  ligure nato nel 2011 e che conta 26 soci, di cui 4 bambini. Fanno parte di Famiglie Arcobaleno sia uomini e donne omosessuali che hanno avuto figli in una relazione eterosessuale, sia coppie o singoli omosessuali che desiderano oppure hanno dei figli. Ogni delegazione lavora sul proprio territorio tramite il dialogo con le istituzioni, la collaborazione con altre associazioni l’organizzazione di eventi a livello locale e in alcuni casi in laboratori nelle scuole.

    Domenica 5 maggio 2013 si svolge in nove città italiane la Festa delle famiglie, un evento inserito nell’International Family Equality Day che si tiene in diverse città del mondo. A Genova la festa si svolgerà ai Parchi di Nervi, in collaborazione con diverse associazioni del territorio fra cui Legambiente, Arcigay, Agedo e Amnesty, e con il patrocinio di Regione Liguria e Comune di Genova.

    Come ci spiega Giovanni Fantoni di Famiglie Arcobaleno Genova «l’evento si svolgerà in tre parti: una prima serie di attività dalle 11 alle 13, poi un pic nic tutti insieme, infine le iniziative pomeridiane. Amnesty organizzerà letture e giochi educativi per bambini, per spiegare la discriminazione e i suoi effetti, mentre Legambiente preparerà due giochi: una caccia al tesoro legata alle specie arboree del parco e un laboratorio di (ri)costruzione di animali con materiali di recupero, con il supporto di un animatore che spiegherà gestiscono la gravidanza. Per esempio nei cavallucci marini è il maschio a covare le uova: saranno scelte specie animali che mostrano diverse sfaccettature delle “famiglie secondo natura”. Scopo del laboratorio è far capire ai bambini che in natura esistono vari tipi di famiglia, ma che tutte queste famiglie sono uguali».

    La giornata si terrà in contemporanea con la XX edizione di 100 strade per giocare, iniziativa che Legambiente organizza ogni anno per sensibilizzare sulla sicurezza nelle strade: strade e piazze di diverse città italiane vengono chiuse al traffico per un giorno, allo scopo di rendere questi spazi pubblici luoghi di aggregazione attraverso eventi artistici, spettacoli e laboratori.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Donazione sangue: concorso per video di comunicazione sociale

    Donazione sangue: concorso per video di comunicazione sociale

    ospedaliAvis ha organizzato, in collaborazione con la rivista Glamour, un concorso di video e design per sensibilizzare i giovani alla donazione del sangue.

    I partecipanti al concorso Spot of red, donatori e non donatori, di qualunque età e residenza, dovranno girare un video di durata compresa fra i 30 e i 60 secondi rivolto a una campagna di comunicazione sociale il cui target sono giovani tra i 18 e i 35 anni.

    I filmati andranno realizzati entro il 15 luglio 2013 e caricati sulla piattaforma Zooppa. Una giuria presieduta da Oliviero Toscani valuterà i filmati e selezionerà venti video che parteciperanno al 14° Circuito Off, evento che si terrà dal 28 al 31 agosto 2013 al Teatrino Palazzo Grassi a Venezia.

    Nel corso dell’evento saranno selezionati tre vincitori premiati con altrettanti prodotti video Manfrotto, sponsor dell’iniziativa.

    In parallelo si svolge il concorso Donare il sangue è glamour!, che invita a disegnare magliette che esprimano “la gioia di fare qualcosa per gli altri”. La stessa giuria del concorso video selezionerà la grafica più bella e significativa, che sarà utilizzata per realizzare le prossime magliette Avis.

  • Treetop Walkway: una “passeggiata” tra le chiome degli alberi

    Treetop Walkway: una “passeggiata” tra le chiome degli alberi

    Kew Garden 7Nei giardini di Kew, per valorizzare il rapporto uomo-natura, esiste un’avveniristica struttura sospesa tra gli alberi: la Rhizotron and Xstrata Treetop Walkway.

    Questa passeggiata tra le chiome verdi si trova sospesa a diciotto metri da terra, tra gli alberi e la parte apicale delle piante. L’esperienza di passeggiare a questa altezza vale da sola il viaggio a Kew, la vista spazia infatti a trecentosessanta gradi sul paesaggio circostante, permettendo di cogliere, da vicino ed una prospettiva del tutto inusuale, le differenti specie vegetali.

    Sembra proprio di essere un albero tra gli alberi e dall’alto si percepisce davvero in modo diverso come si sviluppino le piante, come siano disposti i rami, le foglie, le bacche e soprattutto si accede a dimensioni diverse dall’usuale.

    In particolare, mi hanno colpito due specifiche percezioni sensoriali, normalmente non riscontrabili da terra: il movimento ed il rumore delle piante. Gli alberi infatti si muovono quasi sempre, anche la più lieve brezza ne determina un moto, impercettibile dal suolo.

    Kew Garden 9Kew Garden 8

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Così facendo, essi producono anche suoni leggeri e molto peculiari. Dall’alto e stando tra loro, si capisce insomma cosa intendano i poeti con lo stormire delle fronde e si coglie una dimensione vitale dell’albero, ignota a chi sta a terra.

    Kew Garden 11Kew Garden 10

                                                                                                                                                                                                                                                                                            Circondati su tutti i lati da alberi secolari, ci si sente un po’ come uno di loro e l’articolata vita della natura, con i suoi segreti, sembra intellegibile e meno lontana. Nelle specifiche aree, dedicate alle piante tropicali, si potranno invece apprezzare le variopinte e diversissime fioriture di migliaia di orchidee.

    I colori lasciano esterrefatti, le piante sono poi così ben collocate da sembrare cresciute nel loro habitat naturale. I rami e le foglie pendono infatti dagli alberi, spuntano da suolo e dai cespugli in modo apparentemente spontaneo. Kew Garden 12Gli stagni di Kew racchiudono poi centinaia di altre varietà lacustri, tra cui la celebre Ninfea Victoria Amazonica, dalle enormi foglie capaci di reggere, sul pelo dell’acqua, anche il peso di un bambino!

    La diversità di specie vegetali è quindi immensa in questo luogo, che è al tempo stesso parco, giardino e centro di studio e di ricerca. Pur restando in Europa e nei pressi di una grande capitale si ha così l’occasione di ammirare migliaia di specie vegetali, molte delle quali in via di estinzione, provenienti da tutto il mondo. In un certo senso, i Royal Botanic Gardens di Kew sono la concreta dimostrazione di quanto sia importante, per gli inglesi, la botanica.

    Essa è qui un’arte nella articolata ed esteticamente curata disposizione delle specie vegetali ed è una scienza nei laboratori di ricerca, studio, catalogazione e conservazione dei semi delle varie essenze. La natura è infine elemento culturale nell’insieme complessivo del giardino, che offre attrattive di ogni genere in tutte le stagioni dell’anno. I Kew Gardens insegnano insomma come dovrebbe essere concepito e valorizzato, nel moderno mondo occidentale, il rapporto uomo-natura e come storia, progresso e civilizzazione possano felicemente convivere all’interno di un giardino, sito proprio a pochi chilometri da una delle più attive e popolate città del mondo.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano

    Per informazioni: ema_v@msn.com