Autore: erasuperba

  • Corso oss a Genova: aperto il bando per operatori socio sanitari

    Corso oss a Genova: aperto il bando per operatori socio sanitari

    ospedaliSono aperte nella Provincia di Genova le iscrizioni per il corso Oss (Operatore Socio Sanitario, rivolto a disoccupati, inoccupati e inattivi, lavoratori con contratti atipici, a tempo parziale, a tempo determinato e stagionali che abbiano compiuto 17 anni alla data di iscrizione.

    Il corso durerà 1.200 ore divise in: 400 di teoria, 50 di attività complementare, 550 di tirocinio, 200 di moduli di formazione teorico-pratica integrativa. È prevista una riduzione di ore per chi è già in possesso di qualifiche minori.

    La partecipazione ai corsi è gratuita. Per accedere è necessario fare domanda entro mercoledì 24 aprile 2013 in uno solo dei tre enti formativi della Provincia, ai seguenti recapiti:
    – Isforcoop / Ial Liguria: via Peschiera 9 – tel. 010 8373022 – mail info@isforcoop-ge.it;
    – Sogea / Iscot Liguria / Endofap Liguria: via Ravasco 10 – tel 010 5767831 – mail sogea@sogeanet.it;
    – Villaggio del Ragazzo: corso IV Novembre 115, San Salvatore di Cogorno – tel 0185 375230 – villaggio@villaggio.org.

    La data entro quale presentare domanda di partecipazione è il 24 aprile 2013.

  • Pegli, Villa Pallavicini: restauro completo del parco entro il 2014

    Pegli, Villa Pallavicini: restauro completo del parco entro il 2014

    villa-pallavicini-pegli-d6IL PRECEDENTE

    Maggio 2010: il Parco di Villa Pallavicini è tra i dieci finalisti del concorso “Il parco più bello”, patrocinato annualmente da vari enti pubblici fra cui il Ministero per i Beni Culturali.

    Dicembre 2011: la Giunta del Comune di Genova dà il via libera alla gestione privata dei parchi del Ponente, fra cui Villa Pallavicini. In seduta vengono pubblicate le linee guida, che porteranno a bandi di gara indetti entro febbraio 2012: un primo passo che intende portare alla concessione ai privati di tutti i parchi della città. In particolare, per Villa Pallavicini sarà fornito un contributo economico di 100.000 € nei primi tre anni, per sostenere l’avvio dei progetti. La concessione avrà durata di 5 anni, rinnovabile per altri 5.

    Aprile 2012: il centro culturale La Maona organizza un incontro pubblico con la Sindaco uscente Marta Vincenzi e il presidente del Municipio Ponente Mauro Avvenente. Tema dell’evento è la costituzione di un comitato promotore per il giardino botanico, allo scopo di riqualificare e dare prestigio internazionale a quello che è uno dei fiori all’occhiello del parco, tuttavia inutilizzato. Il comitato potrebbe anche sostenere la riqualificazione di spazi analoghi in città, fra cui l’orto botanico dell’Albergo dei Poveri.

    Maggio 2012: il Comune di Genova – Direzione Città Sicura aderisce al progetto Peripheria, un’iniziativa europea che ha l’obiettivo di promuovere una migliore vivibilità e accessibilità degli spazi pubblici all’aperto attraverso le nuove tecnologie. Si tratta di un progetto legato a Smart City, che vede come “aree-pilota” Villa Pallavicini e il Forte Santa Tecla.

    Agosto 2012: Era Superba visita il Parco di Villa Pallavicini per fare il punto sui lavori di restauro e manutenzione dello spazio. Le problematiche in campo sono diverse, dal presidio contro atti di vandalismo a una maggiore cura degli spazi verdi.

    Dicembre 2012: in Consiglio Comunale si discute circa i compiti della Consulta del Verde – un organismo che si occupi di tutti i problemi legati alla cura dei parchi, delle aiuole e degli alberi – e di una figura specifica denominata Curatore dei parchi, i cui incarichi vertano sulla ricerca di fondi e contributi per il rilancio e la manutenzione delle aree verdi. Queste due istituzioni sono nate nell’ultimo periodo della Giunta Vincenzi, come parte di un più ampio progetto chiamato Piano del Verde.

    IL PRESENTE

    Qual è il futuro di Villa Pallavicini? Ne parliamo con Silvana Ghigino, l’architetto che sta seguendo i lavori di riqualificazione su incarico del Comune di Genova (proprietario della Villa) attraverso Aster.

    Il progetto di restauro – il cui titolo preciso è “Revisione e integrazione del progetto di manutenzione straordinaria e di recupero ambientale del parco Pallavicini a Pegli” – è stato affidato allo studio Ghigino grazie a un’estensione dei finanziamenti “residui” delle opere Colombiane del 1992. «Il progetto è diviso in tre lotti: il primo interessa il restauro del Tempio di Flora, della Serra e dei giardini relativi; il secondo interessa il restauro del Castello e del mausoleo del Capitano; il terzo è relativo al parco nel suo insieme, ovvero l’assetto compositivo- scenografico, le aree vegetate (sottobosco, fascia arbustiva e fascia arborea), i percorsi, muri di contenimento e sostegno, sistema di regimentazione delle acque piovane, impianto idrico e impianto elettrico, videosorveglianza. I lavori dovrebbero essere realizzati entro i primi mesi del 2014, con un finanziamento di 3.594.500 € suddivisi nei tre lotti di cui sopra».

    I tempi sono lunghi, così come sono complesse le attività di riqualificazione. A questo punto sorge spontanea una domanda: sarà possibile mantenere aperto al pubblico il Parco? «Il parco è stato mantenuto aperto durante l’esecuzione dei primi due lotti e si intende mantenerlo parzialmente aperto anche durante l’esecuzione dell’ultimo, nonostante si prevedano interventi sulla vegetazione e sui percorsi diffusi in tutto il parco. Durante l’esecuzione dei lavori dei primi due lotti sono state organizzate anche alcune visite guidate ai cantieri in corso: la stessa possibilità sarà concessa durante gli interventi sulla vegetazione la cui dimostrazione, si ritiene, possa facilitare la comprensione di alcune scelte progettuali e la diffusione di una consapevolezza maggiore circa il significato della conservazione di un sistema antropico quale è questo parco storico».

    Infine, una volta terminati i lavori, quali interventi di pulizia e manutenzione saranno necessari per presevare il parco e la villa nel lungo periodo? «Il progetto è corredato, come da richieste di legge, da un piano che individua azioni e tempistiche della manutenzione futura. Questo strumento sarà essenziale per il futuro gestore del parco. Io sono convinta che viste le valenze artistiche, la complessità scenografica e compositiva e le particolari caratteristiche della vegetazione, sia necessario affidare la gestione ad una struttura mirata, articolata dal punto di vista delle competenze e guidata da un esperto. Non nascondo di aver presentato al Comune un progetto di gestione che prevede la costituzione di una Fondazione che potrà nel tempo conservare e valorizzare il bene, occuparsi della sua divulgazione sul territorio nazionale ed europeo e quindi del suo sviluppo turistico. Questo parco rappresenta uno degli episodi di giardino romantico più significativo d’Europa: la sua gestione deve essere fruttuosa anche dal punto di vista economico affinché si generino nel tempo gli introiti necessari a completare i restauri delle architetture e la conservazione di quelli che si stanno eseguendo».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Checco Zalone: provini a Genova per il prossimo film

    Checco Zalone: provini a Genova per il prossimo film

    checco-zaloneSi svolgono tra Genova e Santa Margherita Ligure tre giorni di provini per il nuovo film di Checco Zalone, che si intitolerà Sole a catinelle.

    I casting si svolgono giovedì 18 aprile a Villa Durazzo (Santa Margherita Ligure, ore 9-18) e venerdì 19 / sabato 20 aprile a Villa Bombrini (Cornigliano, ore 9-18 il venerdì e 9-15 il sabato).

    Non ci sono requisiti per la selezione, a parte l’essere residenti in zona.

    Sole a catinelle è prodotto dalla TaoDue – che ha finanziato anche i precedenti film di Zalone – mentre i casting genovesi sono a cura della Genova Liguria Film Commission.

    Info 338 7209668.

  • Rete Natura 2000, Liguria: individuati oltre 100 siti naturali da tutelare

    Rete Natura 2000, Liguria: individuati oltre 100 siti naturali da tutelare

    BoccadasseRete Natura 2000 è programma supportato dall’Unione Europea e che coinvolge Regioni e Province, volto alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia di aree naturali e di habitat di interesse comunitario a rischio di estinzione. Le aree designate a far parte del progetto sono individuate come SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale): scopo del progetto è che entrambe entrino a far parte di un sistema di tutela su scala europea, in cui norme nazionali e regionali recepiscono le direttive europee e collaborano insieme per proteggere i siti della Rete.

    Per quanto riguarda la nostra penisola, un vasto numero di siti è stato individuato in tutta Italia. La Liguria, da parte sua, svolge un ruolo molto importante in questa iniziativa, contribuendo alla Rete con varie aree di interesse, sia terrestri che marine. Vediamo di cosa si tratta.

    RETE NATURA 2000

    Come suggerisce il nome stesso del programma, si opera attraverso la creazione di una “Rete” formata al suo interno da “nodi”, ovvero porzioni di territorio che comprendono un habitat e una specie a rischio di estinzione. I nodi vengono collegati l’uno all’altro, in modo da creare coesione ed evitare l’isolamento, fonte principale dell’estinzione e minaccia alla biodiversità. Queste aree sono denominate SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale): le prime, una volta indicate da Regione e Provincia, sono sottoposte alla verifica da parte di una Commissione Europa, che ne vaglia le caratteristiche e ne decide la trasformazione in ZSC (Zone Speciali di Conservazione); le seconde, istituite per la protezione specifica di uccelli e volatili in genere, una volta scelte dalla Giunta regionale entrano direttamente nella Rete Natura 2000, senza bisogno di preventiva approvazione.

    Il tutto, naturalmente, si svolge a livello europeo ed è normato attraverso due direttive della Commissione Europea, “Habitat” 43/1992/CEE e “Uccelli” 2009/147/CEE, volte a proteggere la biodiversità sul territorio europeo, non solo attraverso la protezione e il mantenimento delle singole specie ma anche – questo l’elemento innovativo introdotto dalla direttiva Habitat – degli ambienti nei quali le stesse specie vivono.

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    Come agisce concretamente la Rete Natura 2000? Essa ha per prima cosa suddiviso il territorio europeo in 9 regioni biogeografiche (boreale, atlantica, continentale, alpina, mediterranea, macaronesica, steppica, pannonica e del Mar Nero): ambienti uniformi per condizioni ecologiche, questi habitat permettono a una data specie di svilupparsi e ampliarsi. Alcuni di loro, presentando un particolare grado di vulnerabilità, sono definiti “prioritari” e nei loro confronti l’Europa si deve assumere una particolare responsabilità, dedicando alla loro conservazione un’attenzione specifica, attuando progetti di riqualifica, sensibilizzando la cittadinanza verso la minaccia di estinzione e danneggiamento del patrimonio ambientale. Delle 9 regioni, sono 3 quelle che interessano il territorio italiano, ovvero quella mediterranea, quella continentale e quella alpina.

    GENOVA E LA LIGURIA

    La nostra regione, grazie alla sua favorevole posizione geografica tra le Alpi, gli Appennini e il mare, sembra essere particolarmente feconda di specie e habitat da tutelare, spesso sottovalutati e tornati sotto i riflettori grazie a Rete Natura 2000. Proprio in Liguria è stato individuato un alto numero di habitat e specie: la Regione ha individuato sul proprio territorio, grazie al supporto di esperti dell’Università di Genova e di Milano, ben 125 (99 terrestri e 26 marini) SIC, il 41% dei quali “prioritari”. Le ZPS sono, invece, notevolmente inferiori: 7 finora quelle segnalate. Il risultato: circa 140.000 ettari di rete terrestre, cui vanno aggiunti i circa 7.000 ettari dei 26 siti marini, per un totale di 147.000 ettari.

    Anche per quanto riguarda le specie, la Liguria emerge per la particolare ricchezza: 46 sono le specie (dal lupo, ritornato già da alcuni anni a popolare l’entroterra della nostra regione, alla campanula di Savona, esclusiva del Levante, da Bergeggi al confine francese) segnalate nel merito della Direttiva Habitat e 88 le specie ornitiche della Direttiva Uccelli (aquila reale, gufo reale, biancone, picchio nero, fagiano di monte e gracchio corallino), senza contare le oltre 100 specie endemiche, forme di vita animale o vegetale che si ritrovano esclusivamente o in buona parte in Liguria. Per quanto riguarda il territorio di Genova, ad esempio, i fondali delle aree comprese tra Boccadasse, Sturla, Quarto dei Mille, Quinto e Nervi sono stati indicati come SIC in quanto in queste aree si riscontra la presenza di un particolare habitat popolato da praterie di posidonia oceanica e formazioni coralline. Altri fondali interessati dalla Rete, quelli di Sori, Rapallo, Moneglia, Sestri Levante. Non solo SIC marini, ma soprattutto terrestri: siti individuati anche sul Monte Gazzo, Monte Fasce, Torre Quezzi, Parco dell’Aveto, e molti altri.

    Nervi-passeggiata-mare-levante-D3La Regione Liguria ha avviato diverse iniziative per la promozione di Rete Natura 2000 e la diffusione di una maggiore consapevolezza e sensibilità circa i valori naturalistici e ambientali. Tra le altre, la costituzione dell’Osservatorio regionale per la Biodiversità, che si occupa della raccolta e dell’archiviazione dei dati su habitat e specie all’interno dei siti Natura 2000, e l’iniziativa dell’associazione Praugrande (nell’area omonima del Ponente Ligure, tra i comuni di Pompeiana, Pietrabruna, Castellaro), che ha istituito il corso “Conoscere la Rete Natura 2000”, con la possibilità di escursioni in loco presso i SIC della zona, allo scopo di accrescere conoscenze e sensibilizzare i cittadini e le istituzioni. Inoltre, anche molti progetti in corso, con un crescendo di finanziamenti: dai 100 mila euro regionali del 2003-2004, al 2005, con stanziamenti pari a 200 mila euro per la prevenzione e la tutela dei valori naturalistici e per il finanziamento dei 6 progetti di Parco del Beigua, Provincia di Imperia, Comunità Montana Val Petronio, Comunità Montana della Riviera Spezzina, Parco Montemarcello Magra, Provincia di Savona. Nel 2007, invece, stanziamenti regionali pari a 300 mila euro, mentre ancora da ultimo nel 2008 la Regione ha stanziato 450 mila euro per finanziare 8 diversi interventi di riqualificazione ambientale in siti degradati. Tra i progetti avviati, ad esempio a Genova quello per la valorizzazione della valle del rio Sorba.

    Così, dai responsabili di Rete Natura 2000 della Provincia di Genova: «Rete Natura 2000 è un maxi-contenitore, che rientra all’interno di una Rete Ecologica europea e che proprio dall’Europa recepisce le direttive da attuare sui siti prescelti sul territorio ligure. Qui, sono state individuate emergenze specifiche che, all’interno del la Rete Ecologica Regionale (un sistema di aree su cui effettuare azioni di conservazione, promozione e valorizzazione, con riscontri socio-economici a livello locale, n.d.r.), vengono affrontate e risolte in modo diverso a seconda del caso specifico. Regione e Provincia si avvalgono dell’aiuto di Arpal per il monitoraggio dei siti e l’esecuzione della valutazione di incidenza, per scongiurare eventuali ricadute negative nei siti a rischio, in conseguenza all’attuazione dei progetti proposti».

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi e Andrea Vagni]

  • Giardini Luzzati: una settimana di festa per il primo compleanno

    Giardini Luzzati: una settimana di festa per il primo compleanno

    giardini luzzati 1Martedì 16 aprile 2013 inizia una settimana di festa per il primo compleanno dei Giardini Luzzati, lo spazio del centro storico riportato in vita grazie all’impegno dell’associazione Il Ce.Sto.

    Programma

    Martedì 16 aprile
    ore 19: aperitivo e incontro con i volontari dell’associazione che sono stati al World Social Forum 2013 a Tunisi

    Mercoledì 17 aprile
    ore 20: cena popolare di autofinanziamento (info e prenotazioni SMS al 328 1898249 o mail ad associazione@assilcesto.it)
    ore 21: Mongy Dj-Set

    Giovedì 18 aprile
    ore 20: cena di pesce (info e prenotazioni SMS al 345 6203952 o mail ad associazione@assilcesto.it)

    Venerdì 19 aprile
    ore 21: concerto live Parto delle Nuvole Pesanti

    Sabato 20 aprile
    ore 15: Giardini in fiera, mercatino dell’artigianato e animazioni per bambini con gonfiabili, spettacolo acrobatico e laboratorio di giochi per terra. 25 artigiani provenienti da tutte le parti della Liguria e dal basso Piemonte proporranno articoli di ogni tipo, rigorosamente handmade.
    ore 21: Lopex Experience, concerto
    ore 22: SenzaDread, concerto

    Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

  • Valbisagno, Prato e Struppa: orti urbani e recupero aree verdi

    Valbisagno, Prato e Struppa: orti urbani e recupero aree verdi

    valbisagno-verdeMolassana è un quartiere in movimento verso un futuro più roseo: lo dimostrano in primis le tante proposte del Progetto Integrato per Molassana, ora in via di realizzazione, che fanno ben sperare anche per le sorti dell’ex area Boero: il tutto, nell’ottica della riqualifica generale di un quartiere che aspira a trasformarsi in punto di snodo viario e commerciale, e in centro di aggregazione cittadino.

    Proprio in questa stessa direzione si inseriscono le due recenti iniziative dell’amministrazione della Media Valbisagno: si tratta del recupero delle aree verdi nelle zone di Prato e Struppa, situate rispettivamente in Via Prato Verde, all’altezza dell’asilo Coccinella di Via Benedetto da Porto, e nei pressi della residenza “Villa Invrea”, all’altezza del capolinea dei bus delle linee 13 e 14. Nel primo caso l’assegnazione di 14 lotti a privati, da adibire a orti urbani, e nel secondo l’inaugurazione di un giardino condominiale, da oltre un anno chiuso e ora restituito alla cittadinanza.

    PRATO E STRUPPA: I PROGETTI NEL DETTAGLIO

    Nel caso di Prato, è stato indetto dal Municipio IV Media Valbisagno un bando per l’assegnazione di 14 lotti di terra ad uso ortivo in Via Prato Verde (situati proprio in fondo alla Via, nei pressi dell’asilo Coccinella), in locazione per quattro anni. Si tratta di appezzamenti di terreno pianeggiante siti nei pressi di alcuni condomini collocati alla fine della strada: in base agli oneri di urbanizzazione conseguenti alla costruzione dei caseggiati, era stato predisposto dall’amministrazione che questi terreni fossero adibiti a coltivazione. Di dimensioni comprese tra i 180 e i 300 metri quadri, per la loro gestione è stato richiesto –come si legge nel bando- un canone annuale di locazione corrispondente a 63,69 euro per i terreni più piccoli, fino a 103,73 euro per i terreni di dimensioni più importanti.

    orto-urbanoL’iniziativa, che risale al gennaio 2013, ha riscosso grande successo nel quartiere, superando le aspettative degli stessi amministratori municipali: alla scadenza del bando, nel febbraio scorso, le richieste avanzate dai cittadini ammontavano a ben 71, quasi sette volte di più dell’effettiva disponibilità territoriale.

    Lo scorso 15 marzo, a poco più di un mese dalla chiusura del bando, è stata resa pubblica la graduatoria stilata dal Municipio e a breve gli appezzamenti verranno ufficialmente assegnati. Tra i criteri utilizzati per la valutazione dei candidati, l’essere residenti nei territori della Media Valbisagno, l’essere pensionati o non svolgere attività lavorative retribuite e avere più di 50 anni d’età sono stati preferenziali in sede decisionale. Inoltre, favoriti anche i portatori di handicap o i conviventi con persone disabili. Il tutto, nel rispetto del “Regolamento comunale per l’assegnazione e la gestione degli orti urbani” e delle relative norme di attuazione, in base ai quali gli assegnatari sono tenuti a non installare alcuna struttura senza autorizzazione da parte della competente Area Tecnica del Municipio e non utilizzare la superficie assegnata per scopi diversi dall’attività agricola (ovvero, non a fini commerciali). Inoltre, importante anche il divieto di non scaricare materiali inquinanti, nel rispetto delle norme ambientali e delle norme di pulizia e manutenzione della porzione di terreno e del vano attrezzi, posto all’interno dell’edificio comune.

    Altro importante obiettivo raggiunto per il quartiere, l’apertura –dopo un anno dalla chiusura definitiva- del giardinetto condominiale di Via Struppa, all’altezza della residenza “Villa Invrea” e del capolinea dei bus 13 e 14: da tempo i giardinetti di quartiere restavano chiusi per problemi di gestione e di attribuzione tra pubblico e privato. Di proprietà condominiale, il giardino –in base agli oneri di urbanizzazione- doveva essere aperto alla cittadinanza, ad uso pubblico. Sui condomini, però, come da accordi amministrativi, pesava l’onere di mantenimento del verde, di cui dovevano garantire la fruizione pubblica. Tuttavia, da tempo la situazione restava in fase di stallo: restaurati e collaudati, i giardini erano chiusi e l’accesso precluso ai cittadini. Da poco la situazione si è sbloccata e oggi i giardini restaurati sono accessibili.

    «A Prato e Struppa – racconta Gianpaolo Malatesta, consigliere comunale (Pd) – il successo è stato grande e la risposta per le iniziative più che positiva. Tutto ciò è sintomatico della voglia dei residenti di impegnarsi per la riqualifica di un quartiere. Si tratta di piccole iniziative ma dalla forte valenza simbolica che lasciano ben sperare e che è bene segnalare. Gli abitanti della Media Valbisagno spesso lamentano che non sempre vengano messe in luce le iniziative positive di questi territori, e penso sia giusto dare risalto non solo alle criticità, ma anche alle spinte verso lo sviluppo dell’area».

     

    Elettra Antognetti

  • Invasioni digitali: eventi tra cultura, musei e social network

    Invasioni digitali: eventi tra cultura, musei e social network

    Museo GalataL’Italia è il primo paese al mondo per turismo e cultura. Questa la premessa con cui parte il manifesto di Invasioni Digitali, una rete di eventi che si terranno su tutto il territorio nazionale tra sabato 20 e domenica 28 aprile 2013.

    Un progetto nato e sviluppato attraverso Internet, che si pone l’obiettivo di trasformare il rapporto tra i centri della cultura (musei in testa) e i loro visitatori: accade spesso che, quando andiamo a visitare una mostra, un palazzo antico o un altro luogo di interesse culturale, documentiamo l’evento con un tweet, una foto caricata su Instagram, il check-in su Foursquare e così via. Inoltre, se abbiamo un blog, scriviamo un dettagliato articolo sugli aspetti che più ci hanno colpito (un esempio su tutti a Genova, il blog di Miss Fletcher).

    Perché non istituzionalizzare questa pratica? L’atto di visitare un museo (e pagare il relativo biglietto per sostenerne l’attività) può essere affiancato da una valorizzazione dello spazio, delle opere in esso contenute, della cultura nel suo complesso, attraverso i social network: in questo modo si può far conoscere il patrimonio culturale della propria città, attirare nuovi visitatori e favorire l’economia locale attraverso il rilancio del turismo e della cultura.

    Le Invasioni digitali sono un primo passo verso questi obiettivi. Un team di blogger, operatori del turismo e della cultura e “semplici appassionati” – coordinati dall’ideatore del progetto Fabrizio Todisco – stanno mettendo a punto una mappa di luoghi da invadere, scelti tra i principali punti di riferimento culturali di ogni città. Sono tre le invasioni che si svolgeranno a Genova: il Galata Museo del Mare (20 aprile), il Museo del Risorgimento (24 aprile) e il Museo Villa Croce (26 aprile).

    Il perché della scelta lo spiega Rossana Borroni, accompagnatrice turistica e consulente di social media marketing genovese, che sta curando gli eventi al Galata e al museo di via Lomellini: «Ho scelto due punti fondamentali della storia di Genova, il mare e il risorgimento, il porto e Mazzini. Le linee guida degli eventi sono in via di definizione e accomuneranno tutte le invasioni nazionali, nel frattempo sto invitando a far parte dell’iniziativa blogger, fotografi, videomaker e guide turistiche genovesi, in modo da promuovere i musei genovesi con contenuti e immagini interessanti. Si potrano usare tutti i social network, dal check-in su Foursquare, al live tweet fino a Instagram. Chiunque voglia collaborare può farsi avanti!».

    Marta Traverso

  • Discarica via Piombelli: monitoraggio ambientale in attesa della bonifica

    Discarica via Piombelli: monitoraggio ambientale in attesa della bonifica

    ambiente-rifiuti-DLa discarica abusiva di rifiuti tossici di via Piombelli, a Rivarolo – vera e propria bomba ecologica in mezzo alle case – dopo anni di silenzi e omissioni, oggi è sotto stretto controllo degli enti competenti, tuttavia, i dati sul monitoraggio ambientale in via di esecuzione, ancora non sono in grado di confermare o smentire la necessità di una bonifica integrale del sito.
    Se ne è discusso venerdì 6 aprile durante la seduta consiliare del Municipio Val Polcevera, come racconta l’assessore con delega all’Ambiente, nonché abitante della zona, Patrizia Palermo «Abbiamo illustrato al Consiglio gli ultimi risultati delle rilevazioni sullo stato di inquinamento dell’area che continueranno durante il mese di aprile. Presidente e Giunta hanno anche svolto un sopralluogo in via Piombelli».

    I soggetti interpellati durante l’istruttoria sono stati: la Regione Liguria, il Comune di Genova, l’ARPAL, l’AMIU, l’ASL 3 e la Provincia di Genova. Le risposte fornite sono interlocutorie e hanno evidenziato una situazione di indagine non ancora conclusa. Sono tuttora in corso di svolgimento le attività di monitoraggio delle acque sotterranee, delle acque superficiali e non solo.
    Con nota del 19 marzo 2013, la Direzione Ambiente Igiene Energia del Comune di Genova ha evidenziato che, mediante i nuovi piezometri, sono state eseguite due campagne di campionamento e analisi (giugno e ottobre 2012). Gli esiti pervenuti sono sempre stati «conformi alle concentrazioni soglia di contaminazione». Un’ulteriore campagna verrà realizzata ad aprile 2013.
    Per quanto riguarda l’attività di monitoraggio dell’aria, i dati comunicati, emergenti dalle campionature quindicinali sul campo dal 17 luglio 2011 ed analisi di laboratorio, affermano che «l’attuale assetto normativo in materia di qualità dell’aria stabilisce per il parametro benzene (l’unico tra le sostanze rilevate, potenzialmente cancerogeno e con limiti normati) un limite massimo di concentrazione pari a 5 µg/mc (sempre ampiamente rispettato), tranne in un campionamento, tra fine aprile ed inizio maggio 2012 (valore pari a 5,34)». L’esame dei dati tecnici è ancora al vaglio di Arpal.
    In merito alla staticità del sito sono in via di completamento le indagini avviate per controllare le condizioni di stabilità dell’area, per mezzo di 2 sondaggi geognostici attrezzati ad inclinometro. Uno dei due inclinometri ha rilevato uno spostamento (lettura 8/8/2012 pari a circa 1,7 mm in direzione Nordovest; lettura 10/12/12 pari a circa 3,5 mm in direzione Nordovest).
    Nella nota della Direzione Ambiente, Ambiti Naturali e Trasporti della Provincia di Genova si evidenzia che «le azioni svolte fino a questo momento hanno avuto la finalità di indagare sulle condizioni dell’area per definire eventualmente un percorso che vada oltre la messa in sicurezza del sito, .non è escluso, infatti, che tale fase possa evolvere in un procedimento più complesso per la valutazione dell’eventuale rischio e la definizione degli interventi destinati ad eliminarlo»

    Il problema, se dovesse emergere la necessità di una bonifica integrale (i primi interventi sono stati eseguiti nel 2001 e nel 2005), è che «Non ci sarebbero le risorse economiche necessarie per eseguire un’operazione molto costosa», sottolinea l’assessore. I costi, infatti, graverebbero sulla collettività, visto che i proprietari dell’area, i marchesi Catteneo Adorno, con sentenza del Tribunale penale di Genova n. 3997/05, sono stati assolti – per non aver commesso il fatto – dall’imputazione di aver realizzato sul loro terreno una discarica di rifiuti. I contenziosi tra proprietari e Comune di Genova si sono conclusi nel 2010 con sentenza del Consiglio di Stato Sez. V, 16/07/2010, Decisione n. 4614, la quale ha stabilito che la rimozione dei rifiuti non costituisce onere reale a carico del proprietario non responsabile con conseguente obbligo per l’amministrazione competente di procedere in merito.
    Attualmente, la causa intentata dall’amministrazione comunale contro i marchesi Cattaneo Adorno, è ancora pendente in sede civile «Ma considerato l’esito negativo dei precedenti contenziosi penali ed amministrativi, sono scettica sul fatto che questa volta possa andare in maniera diversa», spiega Palermo.

    In questa lunga vicenda che si trascina ormai da un decennio, un aspetto positivo finalmente c’è: il sito è stato recintato e reso completamente inaccessibile. «Cittadini, Comitato di via Piombelli, associazioni (in particolare la Casa della Legalità) hanno lottato per lungo tempo affinché si intervenisse – continua l’assessore – l’amministrazione comunale, da parte sua, ci ha messo dei soldi per una parziale bonifica (2001 e 2005) ed in seguito, a partire dal 2009, ha cominciato a mettere in sicurezza l’area».

    rifiutiOggi, però, un altro rischio incombe dietro l’angolo. A fianco della discarica di rifiuti tossici, a causa del comportamento incivile di alcuni, sta nascendo una nuova discarica abusiva di rifiuti ingombranti. «Ci sono persone che scaricano materiali, anche pericolosi per l’ambiente come l’amianto, nelle vicine acque del Rio Maltempo – spiega Patrizia Palermo – La pericolosità di quest’ultimo è ben nota fin dagli anni ’70 quando, durante gli eventi alluvionali, il rivo creò enormi danni in zona. Stiamo ragionando sulla possibilità di sbarrare la strada di accesso, come chiedono gli abitanti, ma il tratto interessato risulta di proprietà privata. Le conseguenze della rimozione di tali rifiuti, però, ricadono sulle casse comunali. Dobbiamo verificare le intenzioni del soggetto proprietario e trovare un accordo».

     

    Matteo Quadrone

  • Genova Film Festival: due nuovi concorsi dedicati al porto

    Genova Film Festival: due nuovi concorsi dedicati al porto

    porto-imbarchi-DIAGGIORNAMENTO! Il bando “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali” è stato prorogato al 15 giugno 2013. Il bando “Porto, motore, azione” è stato prorogato al 15 luglio 2013.

    Il Genova Film Festival si allarga e guarda al porto. La sedicesima edizione della kermesse cinematografica nostrana propone due nuovi contest nazionali tematici per film maker e sceneggiatori, con la collaborazione dell’Autorità portuale.

    «L’idea – spiega Antonella Sica, cofondatrice dell’associazione Daunbailò e anima del Genova Film Festival – è nata da un incontro con l’Autorità portuale che sta per varare il nuovo Piano Regolatore e ha manifestato il desiderio di far conoscere meglio la realtà del porto, scegliendo il cinema come uno dei veicoli di questa promozione. L’obiettivo è puntare alla riscoperta e alla rivalutazione, non solo cinematografica, degli aspetti che meglio esprimono il carattere di apertura, ricchezza, incontro e scambio, propri di questa storica realtà genovese».

    Registi e sceneggiatori da tutta Italia sono, dunque, invitati a riflettere sul valore e sul ruolo del porto al giorno d’oggi, fondendo la vocazione locale, fortemente radicata nel territorio e serbatoio di antichi mestieri, con una dimensione globale, fatta di scambi umani e culturali nonché di flussi di merci, persone e informazioni.
    Per incentrare ancora di più l’attenzione su queste tematiche, nella settimana del Festival (dall’1 al 7 lulgio, ndr), i due concorsi saranno accompagnati da una rassegna dedicata all’ecosistema porto.

    Ma vediamo nel dettaglio a chi sono dedicate le due nuove iniziative che accrescono il già prezioso valore della kermesse nazionale.

    Alla prima sezione, il cui titolo “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali” è sintesi assai efficace della finalità delle nuove sezioni del festival, sono ammesse opere di ogni genere e stile ambientate in zone portuali, della durata massima di 30’ per la fiction e di 60’ per il documentario, girate non prima del 2009. Al di là dei dettagli tecnici, che tutti gli interessati possono trovare sul sito del Genova Film Festival, i film candidati dovranno pervenire all’organizzazione entro il 30 maggio prossimo, in formato DVD. I video selezionati saranno proiettati nelle giornate della rassegna e pubblicati sulle pagine web della manifestazione. Inoltre, una giuria di esperti selezionerà l’opera migliore, che si aggiudicherà un premio in denaro pari a 800 euro.

    Più originale la seconda novità, intitolata “Porto, motore, azione”. In questo caso, a concorrere saranno sceneggiature per cortometraggi ambientati e da realizzare all’interno del porto di Genova, della durata massima di 10’, che si traducono in altrettante pagine di copione. Al vincitore di questo contest andranno 600 euro; scadenza 15 luglio 2013. «Ma il vero premio per la sceneggiatura vincitrice – tiene a sottolineare Antonella Sica – sarà la copertura dei costi per realizzare effettivamente il film nel porto di Genova, grazie a un accordo con una casa produttrice».

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    CONCORSO NAZIONALE
    Le due sezioni si aggiungono al già ricco programma del concorso nazionale, per cui sono appena scaduti i termini per le candidature. Passata la prima selezione, le opere ritenute meritevoli concorreranno a tre diversi premi per la miglior fiction, il miglior documentario e la migliore colonna sonora, oltre ovviamente alle immancabili menzioni speciali a discrezione delle giurie e ai riconoscimenti speciali di critica, organizzazione e pubblico.

    OBIETTIVO LIGURIA
    Ancora un po’ di tempo, invece, per registi e videomaker di casa nostra, dato che le iscrizioni all’Obiettivo Liguria sono aperte fino al 1° maggio. In questo caso tutti i video, della durata massima di 45’, realizzati non successivamente all’inizio del 2011, concorreranno in un’unica categoria che accorpa fiction e documentari. Anche in questo caso, sabato 6 luglio verrà proclamata l’opera vincitrice e quella prediletta dal pubblico. Ma attenzione, se l’organizzazione ritenesse qualche lavoro particolarmente meritevole, ecco scattare automatica la “promozione” alla competizione nazionale.

    cinema-registi-cortometraggi-filmBenché la forza di volontà degli organizzatori tenda a nascondere le non poche difficoltà, è giusto sottolineare come il Genova Film Festival negli ultimi tre anni sia stato costretto a fare i conti con un budget sempre più risicato: «I tagli drastici – spiega Antonella Sica – ci hanno costretti a molti sacrifici perché è davvero difficoltoso fare le nozze con i fichi secchi. Quest’anno, ad esempio, è a forte rischio il consueto appuntamento con la retrospettiva dedicata a una cinematografia straniera. Ma l’importante è continuare a valorizzare i concorsi che ci caratterizzano come festival di qualità in Italia».

    Qualità che nei film presentati, anche da chi muove i primi passi nel mondo del cinema, è in costante crescita: «Molto è dovuto all’avvento della rivoluzione digitale, che consente una sorta di scolarizzazione diffusa, grazie a strumenti di ripresa e di montaggio davvero alla portata di tutti. Insomma, anche nel cinema si può sperimentare facilmente, così come se si impugnasse una penna e quasi allo stesso costo. Stiamo assistendo a una vera e propria rifioritura della produzione di documentari, come riscoperta del cinema d’autore: i film maker, più e meno esperti, si sentono molto più attratti dal racconto della realtà piuttosto che dalla fiction».

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Diego Arbore]

  • Festival nuovo cinema Europa: una settimana di film a Genova

    Festival nuovo cinema Europa: una settimana di film a Genova

    cinema-provini-castingDa lunedì 15 a venerdì 19 aprile 2013 il cinema Sivori di Genova ospita  la quarta edizione di Nuovo cinema Europa, il festival dedicato alle migliori produzioni del cinema europeo contemporaneo (opere prime e anteprime nazionali)

    In programma proiezioni a ingresso gratuito 10 film europei prodotti negli ultimi due anni da registi esordienti, tutti in lingua originale sottotitolati in italiano, con 7 Paesi Europei rappresentati – Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Repubblica Ceca e Slovacchia – 9 Istituti di Cultura Europei partecipanti.

    L’evento è a cura dell’associazione Profondità di Campo – con la direzione di Angela Ferrari – insieme a Circuito Cinema Genova e agli Istituti di Cultura Europei presenti in Italia. Tutti i film sono votati e premiati dal pubblico tramite apposite schede di votazione, mentre solo uno per ogni Istituto partecipante viene votato e premiato da una Giuria: durante l’ultima giornata di Festival vengono comunicati i vincitori del premio del pubblico e del premio della Giuria.

    Programma del festival

    Lunedì 15 aprile
    ore 18: Die brucke am ibar (Il ponte sull’Ibar, Germania 2012), opera prima di Michaela Kezele, scelto dal Goethe-Institut Genua
    e presentato al Festival in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria. I dialoghi del film sono in albanese e serbo.

    Die Brücke am Ibar si svolge durante la guerra del Kosovo nel 1999. Dunica, una giovane vedova serba, vive insieme ai suoi due figli in un piccolo paesino, separato dalla zona albanese da un ponte sul fiume Ibar. Un giorno Ramiz, soldato albanese dell’esercito per la liberazione del Kosovo, giunge ferito in casa di Dunica, che inizia a occuparsi di lui. Nonostante tutte le contrarietà e i conflitti tra le due etnie, Dunica e Ramiz si avvicinano sempre più, alimentando una storia d’amore costantemente minacciata dalle insidie della guerra. Ma un giorno anche il ponte viene chiuso…

    ore 20.30: Poupata (Boccioli di fiore, Repubblica Ceca 2011), opera prima di Zdeněk Jiráský, scelto dal Centro Ceco di Milano e presentato in anteprima italiana. Anche questo film concorre al Premio della Giuria.

    Il film racconta la storia di una famiglia alla deriva in una piccola cittadina ceca. I quattro personaggi, caratterizzati da personalità differenti, cercano di affrontare le difficoltà imposte dalla loro condizione in maniera diametralmente opposta, tendendo comunque tutti allo stesso obiettivo: riuscire a cambiare il proprio destino. Agata si augura di fuggire, consapevole del fatto che la felicità potrà essere trovata solo sottraendosi alle costrizioni della vita familiare sebbene ciò significhi tradire la famiglia stessa, Honza crede nella purezza dell’amore, Kamila spera nel futuro e non si piega alla miseria del presente. Solamente Jarda è consapevole dell’impossibilità di cambiare il proprio destino e dunque non le resta che arrendersi cercando di vivere alla giornata. Un inaspettato aiuto arriverà, ma quando ormai ogni speranza è perduta.

    Martedì 16 aprile
    ore 16: Comme des freres (Come fratelli, Francia 2011), opera prima di Hugo Gélin, scelto dall’Alliance Française Galliera de Gênes e presentato in anteprima italiana.

    Da quando Charlie non c’è più, la vita di Boris, Elie e Maxime è andata in frantumi. Questi tre uomini condividevano un grande amore per Charlie. Era per loro una sorella, una donna, un’amica. Ma Charlie è morta. Né Boris, uomo d’affari di successo, né Elie, sceneggiatore, né Maxime, ventenne mammone, sanno come affrontare questa perdita. Dando seguito a una sua richiesta fatta in vita, i tre decidono di fare un
    viaggio insieme, diretti in Corsica, nella casa che Charlie amava tanto. Ma 900 km chiusi insieme in macchina sono lunghi, quando si ha in comune soltanto l’affetto per la stessa donna.

    ore 18: Staub auf unseren herzen (Polvere sui nostri cuori, Germania 2012), opera prima di Hanna Doose, scelto dal Goethe-Instit Genua e presentato in anteprima italiana.

    Kathi, ragazza madre trentenne, cerca di affermarsi come attrice a Berlino, ma senza grande successo. S’inasprisce così il suo rapporto con la madre Chris, affermata psicologa, sempre pronta a rimarcare le debolezze e i fallimenti della figlia. Ma nella loro vita interviene una novità: il ritorno del padre di Kathi, dopo quindici anni di assenza, indurrà le due donne a confrontarsi con il loro passato e con il loro sempre più duro
    conflitto.

    ore 20.30: Quichote’s eiland (L’isola di Chisciotte, Belgio 2011), opera prima di Didier Volckaert, scelto dall’Academia Belgica e presentato in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    San vive sospeso tra sogno e realtà. Non ha amici e suo padre è completamente assorbito dal lavoro. Quando incontra l’affascinante Isabelle, per la prima volta si innamora follemente. Ma Isabelle non lo degna di uno sguardo. Incompreso, San cerca di fuggire da questa dura realtà. L’imprevedibile Chisciotte lo attende al varco. Ha un piano ingegnoso per aiutarlo a conquistare il cuore di Isabelle. Fino a quando San diventa
    testimone involontario del fallimento di un traffico di droga, dalle conseguenze irreversibili. Tutte le piste per trovare il colpevole portano a San, che però è sparito…

    Mercoledì 17 aprile
    ore 18: Spectres (Spettri, Belgio 2011) dell’artista visivo Sven Augustijnen (Belgio 2011), scelto dall’Academia Belgica.

    Cinquant’anni dopo il suo assassinio Patrice Lumumba, Primo Ministro del Congo indipendente, è tornato a tormentare il Belgio. Attraverso commemorazioni, incontri e il ritorno sui luoghi del passato, un funzionario civile belga di alto livello, che era in Elisabethville in quel giorno tragico del 17 Gennaio 1961, tenta di esorcizzare i fantasmi del passato. Con la Passione secondo Giovanni di J.S Bach come sottofondo, Spectres ci immerge in uno dei giorni più neri della decolonizzazione del Congo belga. Un esame del corpo biopolitico, questo lungometraggio di Sven Augustijnen espone la linea sottile che separa la legittimazione, la storiografia e la questione traumatica di responsabilità e debito.

    ore 20.30: Stilleben (Natura morta, Austria 2011), opera prima di Sebastian Meise, scelto dal Centro Culturale Italo-Austriaco con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    Un padre di famiglia paga delle prostitute per giochi di ruolo in cui si fingono sua figlia. La scoperta sconvolgente di un’ossessione nascosta per tutta la vita scuote la fragile struttura di una famiglia. Mentre il figlio prova disgusto e cerca di capire se il padre abbia mai oltrepassato il limite con la sorella, quest’ultima vuole stare da sola per fare ordine tra i suoi ricordi. In questo clima di dubbi e incertezze, la madre è convinta che per il marito sia arrivato il momento di affrontare la vergogna e il senso di colpa.

    Giovedì 18 aprile
    ore 16: Kuma opera prima di Umut Dağ (Austria 2011), scelto dal Centro Culturale Italo-Austriaco con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura.

    Festa di matrimonio in piccolo villaggio dell’Anatolia. La sposa è una bella ragazza del posto di nome Ayse. Lo sposo, Hasan, un giovane turco che vive in Austria. Una volta giunta a Vienna Ayse trascorrerà la prima notte di nozze con il marito, scoprendo così che l’uomo che ha veramente sposato non è Hasan, ma il padre Mustafa, cui è stata destinata quale “kuma”, seconda moglie. Fatma, la prima moglie di Mustafa, ha infatti scoperto di essere malata di cancro e ha convinto il marito a prendere una seconda moglie, che possa occuparsi della famiglia. I figli rifiuteranno Ayse, più giovane di loro, mentre tra le due donne nascerà una particolarissima amicizia, che verrà però messa alla prova da uno scherzo del destino.

    ore 18: Az do mesta ad (Fino alla città di Aš, Slovacchia/Repubblica Ceca 2012), opera prima di Iveta Grófová, scelto dal Centro Ceco di Milano in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Slovacca e l’Istituto Slovacco a Roma. Il film concorre al Premio della Giuria.

    Dorota si è appena diplomata, ma il piccolo paese che la ospita non le offre alcuna possibilità di lavoro. Decide quindi, come molti suoi connazionali, di emigrare dalla Slovacchia orientale verso il punto più occidentale della Repubblica Ceca in cerca di fortuna. Risoluta e piena di idee, ingenue e adolescenziali, Dorota inizia a lavorare come sarta in una piccola azienda tessile sul confine ceco-tedesco, nella città di Aš. Qui si incontrano persone da entrambi i confini, tutte alla ricerca di qualcosa. Le ragazze che vengono a lavorare come sarte vogliono garantirsi una vita dignitosa e un relativo benessere, i tedeschi un divertimento a basso costo. Tutto si mescola in una Babilonia di lingue e di valori, dove le naturali difese umane vengono distrutte.

    ore 20.30: Dead man talking, opera prima di Patrick Ridremont (Francia/Belgio/Lussemburgo 2012), scelto dall’Alliance Française Galliera de Gênes e presentato in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    William Lamers è condannato alla pena di morte per omicidio. I preparativi per l’esecuzione procedono nell’indifferenza generale. Poiché la legge non precisa quale deve essere la durata dell’ultima dichiarazione di un condannato, Lamers approfitta di questo dettaglio giuridico per raccontare la sua vita con un lunghissimo monologo, per ritardare il più possibile il momento della morte. La sua esecuzione, da semplice formalità diventa così il più incredibile dei casi politici e mediatici.

    Venerdì 19 aprile
    ore 18.30: cinema e musica, Entr’acte di René Clair ed Erik Satie eseguito dal vivo dal pianista Dario Bonuccelli. Segue la premiazione dei film vincitori.

    Entr’acte è un film del 1924, del regista francese René Clair. È considerato il manifesto del cinema dadaista e una delle opere più significative delle avanguardie francesi nel cinema. Il titolo si traduce in italiano come Intervallo o Intermezzo. Il film era nato per essere proiettato durante l’intervallo, tra i due tempi del balletto istantaneista Relâche. Firma il soggetto il pittore Picabia e Satie è autore della musica.

  • Dipingere in giardino: una giornata a Villa Dufour

    Dipingere in giardino: una giornata a Villa Dufour

    recco villa dufourDomenica 14 aprile 2013, per l’intera giornata, si svolge a Villa Dufour – sull’Aurelia tra Recco e Mulinetti – En plein air, una giornata dedicata alla pittura ad acquerello.

    Ogni partecipante potrà dipingere in giardino con materiali propri: accesso libero per adulti e bambini alle ore 11, 12.30, 15.30, 17. Un’esperienza di pittura ad acquerello “en plein air” insieme al grafico e acquerellista Andrea Musso.

    L’interno della villa sarà visitabile dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.

  • Pink gang: un documentario sulla protesta delle donne in India

    Pink gang: un documentario sulla protesta delle donne in India

    India, SivakasiSabato 13 aprile 2013 (ore 17) presso La Passeggiata Librocaffè è proiettato il film di Enrico Bisi Pink gang. La missione della Gulabi Gang (Pink Gang), nata in India per difendere le donne vittime di soprusi e ingiustizie, attraverso la storia personale della sua fondatrice Sampat Pal. Il documentario è vincitore al One World/Nje Bote Film Festival in Kosovo e al Terra di Tutti Film Festival di Bologna.

    Trama del documentario
    In India, nell’Uttar Pradesh, un gruppo di donne si unisce per lottare contro la violazione dei diritti umani, sfilano per le strade sconnesse e polverose dei villaggi indiani tutte con un sari rosa. Guardano chiunque dritto negli occhi e, quando le parole non bastano, minacciano poliziotti e bramini con un bastone. Cercano di far capire alle altre donne che la sottomissione non è una condizione naturale dell’essere umano. E in più costruiscono scuole per i bambini e insegnano un mestiere alle ragazzine. Sembra esserci qualcosa di mitico, come spesso accade nei racconti indiani. Di fatto, però, c’è un’utopia che è già realtà, le Pink Gang.

    All’evento sarà presente l’autore. La proiezione è organizzata dalle associazioni Usciamo dal silenzio e Senza paura.

  • Bando Movin’up 2013: una fotografa genovese tra i vincitori

    Bando Movin’up 2013: una fotografa genovese tra i vincitori

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    Foto di Anna Positano

    Ogni anno il circuito GAI – Giovani Artisti Italiani organizza il bando Movin’up, rivolto ad artisti di età compresa fra i 18 e i 35 anni che hanno un contatto per realizzare un progetto all’estero e necessitano di supporto e finanziamenti.

    Sono stati da poco comunicati i vincitori dell’ultima edizione del bando, scaduto lo scorso 31 gennaio: tra questi c’è la fotografa genovese Anna Positano, che a maggio partirà alla volta dell’Istituto Italiano di Cultura di Addis Abeba per realizzare il suo Proprio qui | Right here. Anna ha 31 anni, si è laureata in Architettura all’Università di Genova e poi ha conseguito un Master in fotografia presso il London College of Communication. Attualmente lavora tra Genova e Londra, dove ha esposto in diverse mostre personali e collettive, sviluppando un personale progetto sul tema del paesaggio urbano e antropizzato (le sue foto si possono vedere sul blog Theredbird).

    Come leggiamo nella descrizione del progetto, si tratta di una residenza artistica di quattro settimane in Etiopia, durante la quale Anna cercherà di «conoscere porzioni di Addis Abeba coinvolgendo i suoi abitanti. Chiederò alle persone coinvolte di fare un percorso, durante il quale scatterò delle fotografie. Queste saranno mostrate all’accompagnatore, al quale domanderò di descriverle e spiegarle. La testimonianza sarà raccolta in un video. In contemporanea farò una ricerca di fotografie storiche della città presso la biblioteca di Addis Abeba e l’IIC. Lo scopo è far emergere gli aspetti quotidiani e meno conosciuti della città, includendo le architetture italiane e i progetti di sviluppo urbano. La conoscenza dei luoghi che ne deriva sarà parziale e identitaria, relativa all’esperienza di ciascun abitante».

    Un progetto fotografico per conoscere il territorio della capitale Etiope – che nel 1936, al termine della Guerra d’Etiopia, fu eletta “capitale dell’Africa Orientale Italiana” – attraverso la partecipazione attiva di chi la abita, perché ciascuno possa mostrare all’artista il modo in cui vede personalmente la città: «i luoghi e le biografie dei suoi abitanti sono interrelate e interdipendenti: la forma del luogo è prodotta dalla comunità, ma la vita della comunità è condizionata dalla forma del luogo».

    Perché proprio Addis Abeba? «La capitale etiope si trova in una fase di forte sviluppo urbano. Nonostante la maggior parte della popolazione etiope oggi viva nelle aree rurali, secondo le stime dell’ONU il numero di abitanti di Addis Abeba dovrebbe crescere di 4 milioni nel 2025 (oggi la città conta 3.300.000 abitanti). Questa crescita avviene per lo più attraverso la trasformazione dell’esistente, quindi Addis Abeba è una città in costante fermento. Solitamente, in una città che cambia ciò che rimane costante è rappresentato dai principali punti di riferimento, i monumenti, gli edifici storici e simbolici; il cosiddetto ‘paesaggio debole’, invece, è quello che più di tutti viene trasformato. “Proprio qui | Right Here” vuole raccontare questi piccoli segni del paesaggio, i luoghi del quotidiano, ignorati o dimenticati perché vengono attraversati senza essere visti, ma in cui spesso risiede il genius loci».

    Esito della residenza saranno dunque un incontro pubblico presso l’Istituto Italiano di Cultura, in cui Anna mostrerà alla cittadinanza le interviste fatte agli abitanti di Addis Abeba e uno slideshow delle foto storiche in alternanza e quelle realizzate durante il percorso. Inoltre, percorsi e immagini saranno radunate in una mappa cartacea serigrafata – che sarà distribuita gratuitamente presso i maggiori punti di aggregazione della città e resa disponibile anche in un sito web – con didascalie in italiano, inglese e amarico (la lingua parlata in Etiopia).

    Marta Traverso

  • Bruco di Brignole, demolizione: slittano i tempi dopo il ricorso al Tar

    Bruco di Brignole, demolizione: slittano i tempi dopo il ricorso al Tar

    brigate-partigiane-bruco«Non mi pare proprio il caso di mantenere in piedi il Bruco», con queste trancianti parole l’11 dicembre scorso l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova, Gianni Crivello, annunciava l’imminente fine di uno dei più discussi ecomostri cittadini.

    Ma il sovrappasso pedonale è ancora lì: una trave nell’occhio di Brignole, uno dei nodi viari più trafficati della città. Una bruttura architettonica degradata e assolutamente non funzionale, a partire dalle scale mobili sempre fuori uso, tanto che i pedoni preferiscono decisamente sfruttare le sottostanti, classicissime zebre nonostante l’attesa imposta dal semaforo.

    Il Bruco verrà demolito, conferma l’assessore, il problema è capire quando. «La dilatazione dei tempi – spiega Crivello – è dovuta al ricorso al Tar sui lavori di copertura del Bisagno». Lo smantellamento del sovrappasso, infatti, rientra in un più complessivo quadro di riqualificazione dell’intera zona di Corte Lambruschini: «Per completare la copertura del Bisagno in zona Brignole – continua Crivello – sarebbe comunque stata necessaria la rimozione delle struttura e una sua eventuale reinstallazione a cantieri terminati». Il Comune aveva pensato di cogliere l’occasione al volo, come conferma l’assessore: «L’idea era quella di anticipare il più possibile la demolizione utilizzando parte dei fondi già previsti per la copertura del Bisagno. Ovviamente, la struttura sarebbe stata definitivamente eliminata e non certo ricollocata nella sua sede al termine dei lavori. Eravamo già d’accordo con il Municipio (VIII Medio Levante, ndr) e gli esercizi commerciali della zona per un intervento di riqualificazione più ampio, ma il ricorso al Tar ha bloccato tutto. Confermiamo la volontà di abbattere il Bruco, ormai inutile anche per la presenza dell’attraversamento pedonale sottostante: è solo una questione di slittamento di tempi».

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    Già nel 2001 l’avventura del Bruco sembrava essere giunta al capolinea, ma fu salvato in extremis per volontà dell’allora sindaco Pericu che annunciò un’operazione di restyling radicale. Nel 2009, invece, toccò all’assessore Corda promettere una bonifica complessiva. Operazioni che, tuttavia, non si sono mai tradotte in un sostanziale rilancio della struttura, sempre più fatiscente, come aveva ricordato la scorsa estate in consiglio comunale il leghista Rixi. In quei giorni, molto si dibatteva sul degrado dei vicini giardini di piazza Verdi ed era piuttosto facile ricomprendere nella discussione anche il Bruco. Oggi che la questione non è più sulle prime pagine dei quotidiani locali, anche l’abbattimento del passaggio pedonale sopraelevato sembra essere passato nel dimenticatoio.

    Il progetto del Bruco, in origine, era molto più ambizioso dell’abbandonato e degradato passaggio pedonale sopraelevato a cui, nelle realtà dei fatti, è stato ridotto.
    Nelle intenzioni del suo ideatore, l’architetto Piero Gambacciani (che ha messo il sigillo non solo nel complesso di Corte Lambruschini, ma in molti altri quartieri genovesi, da San Benigno alla “Diga” di Begato), il tunnel avrebbe dovuto collegare corso Buenos Aires al binario 1 della stazione Brignole. Attraverso un’elegante galleria di negozi, questo sinuoso cordone ombelicale in ferro, cemento e vetrine avrebbe anche dovuto prevedere un secondo ramo proveniente dal cuore dei giardini di piazza Verdi. Da qui, tramite un sistema di ascensori, un’altra galleria di negozi, questa volta sotterranei, avrebbe condotto fino all’arco di piazza della Vittoria.

    A giudicare dal successo del primo tratto di questa “bruttura” architettonica, probabilmente è stato un bene che il progetto si sia fermato alla realizzazione di un solo lotto.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Solo tu, musical con le canzoni dei Matia Bazar: provini a Genova

    Solo tu, musical con le canzoni dei Matia Bazar: provini a Genova

    musica-live-cantanti-microfonoVenerdì 19 e sabato 20 aprile 2013 a Palazzo Ducale (presso la sede di Mentelocale) si terranno le prime audizioni per il musical Solo tu, ispirato alle canzoni dei Matia Bazar. Il casting finale si terrà sabato 25 maggio nel salone del Palazzo della Borsa.

    Per inviare la propria candidatura, compilare il form contatti del sito del musical o inviare il curriculum artistico a info@solotumusical.it. Gli attori/cantanti/ballerini convocati saranno giudicati dal team di produzione e dagli autori, Marco Marini e Carlo Marrale.

    Il musical sarà diretto da Elena Dragonetti, con la direzione artistica di Marco Marini in collaborazione con la poetessa e scrittrice genovese Chiara Daino.