Categoria: Notizie

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  • Genova per Mariangela Melato: programma di eventi al Teatro Stabile

    Genova per Mariangela Melato: programma di eventi al Teatro Stabile

    teatro-corte12-DiInizia oggi, lunedì 18 marzo 2013, una serie di appuntamenti nel foyer del Teatro della Corte per proiettare gli spettacoli prodotti dal Teatro Stabile con Mariangela Melato protagonista.

    Tutte le proiezioni sono a ingresso libero e introdotte da giornalisti, professori universitari e intellettuali che ben hanno conosciuto l’attrice nel corso dei vent’anni (1992-2012) della sua permanenza al Teatro Stabile di Genova.

    Inoltre, giovedì 21 marzo alle 17 sarà inaugurata – sempre nel foyer del Teatro della Corte – una mostra fotografica dedicata a Mariangela Melato, aperta fino al 10 maggio e nella quale saranno esposte le foto, le locandine e i manifesti dei quattordici spettacoli.

    Il programma delle proiezioni (tutte con inizio ore 16)

    Lunedì 18 marzo: L’affare Makropulos di Karel Capek

    Venerdì 22 marzo: Il dolore di Marguerite Duras

    Lunedì 25 marzo: Quel che sapeva Maisie di Henry James

    Martedì 26 marzo: La dame de chez Maxim di Jacques Feydeau

    Mercoledì 27 marzo: L’anima buona del Sezuan di Bertolt Brecht

    Venerdì 5 aprile: Fedra di Jean Racine

    Mercoledì 10 aprile: Nora alla prova da Henrik Ibsen

    Venerdì 12 aprile: Tre variazioni della vita di Jasmine Reza

    Lunedì 15 aprile: La centaura di Giovan Battista Andreini

    Mercoledì 17 aprile: Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht

    Venerdì 19 aprile: Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee

    [foto di Diego Arbore]

  • Biciclette pieghevoli: a Genova il primo raduno nazionale

    Biciclette pieghevoli: a Genova il primo raduno nazionale

    biciclette-posteggi-DIDomenica 17 marzo 2013 si svolge a Genova il primo raduno italiano di bici pieghevoli.

    Grazie alle sue ridotte dimensioni può essere trasportata su treni e, in molte città, anche sugli autobus: la bicicletta pieghevole è sempre di più la scelta di molte persone, come ci hanno raccontato i gestori del blog Anemmu in bici a Zena.

    Quale migliore città se non una dotata di impianti di risalita (funicolari e ascensori) per dimostrare le potenzialità di questo tipo di bici? Chiamata anche bici intermodale, la bici pieghevole si combina bene con gli altri mezzi di trasporto e consente di trasformare le salite in discese.

    Tutti possono partecipare al raduno a prescindere dal tipo di bici, ma l’accesso alla funicolare è riservato alle pieghevoli, pertanto, per tutti gli altri l’appuntamento è alla stazione a monte della funicolare alle ore 10.20. Nella pedalata si consiglia poi chi ha la bici tradizionale di lasciare andare avanti le pieghevoli “scortandole” chiudendo il gruppo.

    Programma della giornata

    Ore 8.45: appuntamento alla stazione funicolare della Zecca

    Ore 9.30: raduno e accoglienza ospiti non genovesi alla stazione di Genova Principe

    Ore 10: ultimo imbarco dei partecipanti sulla funicolare Zecca-Righi

    Ore 10.30: coffee break offerto da Bici Shop Genova

    Ore 11: escursione da quota mt 313 al livello del mare, 11 km di quasi sola discesa

    Ore 13: bici al pesto, rifornimento a base di cucina etnica

    Ore 14.30: Genova per Voi, pedalata non convenzionale nel centro storico

    Ore 16.30: cerimonia di chiusura.

    La partecipazione è libera e gratuita. Info info@adbgenova.it.

    [foto di Diego Arbore]

  • Abiti antichi, arazzi e fiori di carta: una mostra a Sant’Agostino

    Abiti antichi, arazzi e fiori di carta: una mostra a Sant’Agostino

    Chiesa S.AgostinoDa sabato 16 marzo a domenica 14 aprile 2013 il Museo di Sant’Agostino in piazza Sarzano  ospita la mostra Atelier. L’effimero della materia, abiti e opere di Virginia Cafiero realizzati in carta fatta a mano e impastata con elementi vegetali.

    L’artista abita letteralmente le sale del Museo di Sant’Agostino: varcatane silenziosamente la soglia, vi dispone, in omaggio e nel rispetto delle presenze museali, gli abiti tridimensionali, gli arazzi e le opere bidimensionali cartacee ideate e realizzate per l’occasione espositiva.

    La ricerca artistica prende avvio da una riflessione sull’uso specifico di piante, erbe, fiori e da conoscenze scientifiche del regno vegetale.

    Curatrice della mostra è Viana Conti.

    La mostra è visitabile fino a domenica 14 aprile 2013 negli orari di apertura del Museo: da martedì a venerdì ore 9-19, sabato e domenica ore 10-19. Lunedì chiuso.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Io Ricreo: impatto zero e riciclo creativo spiegati in un libro

    Io Ricreo: impatto zero e riciclo creativo spiegati in un libro

    RifiutiNe avevamo parlato su Era Superba già lo scorso anno, descrivendo brevemente l’attività di Io Ricreo: nel 2007 due studenti universitari di Genova hanno fondato un’associazione con lo scopo di valorizzare il riciclo creativo.

    Attraverso il proprio sito web ed eventi sul territorio (per esempio Ri-party, festa a impatto zero) Io Ricreo si pone l’obiettivo di realizzare laboratori di riciclo e riuso per adulti e bambini, nelle scuole, durante eventi e fiere. Come spiega uno dei fondatori, Francesco Di Biaso, «l‘attività di IoRicreo è in costante aumento, abbiamo sempre molte richieste e contatti con gruppi interessati a tematiche come sostenibilità, riciclo e riuso. Il direttivo dell’associazione è formato da cinque persone, che operano con il contributo dei soci. Spesso è difficile perché ci si sente da soli, abbandonati da uno stato che non aiuta i giovani, ma i risultati sono soddisfacenti e ci fanno andare avanti sempre a testa alta. Siamo sempre alla ricerca di persone nuove, che abbiano voglia di mettersi in gioco per il proprio futuro e che siano stufe di questa continua precarietà: il futuro lo si ri-crea assieme giorno dopo giorno. Siamo anche alla ricerca di uno spazio fisico concreto per aprirci ancora di più alla cittadinanza, avere un luogo dove incontrarci oltre al nostro sito web».

    Oggi l’attività di Io Ricreo si concretizza anche in un prodotto editoriale, un libro-manuale che uscirà il 21 marzo con la casa editrice Terre di Mezzo, scritto da Francesco Di Biaso con disegni di Maddalena Gerli, illustratrice che ha già ricevuto diversi riconoscimenti internazionali. «Il libro è improntato sul fare: vuole stimolare la creatività e cercare di dimostrare che vi è una manualità dormiente in ognuno di noi, che senza dover comprare cose costose, ma recuperando il superfluo, ci permette di creare oggetti belli, utili e di design. Mi piacerebbe molto riuscire a illuminare le persone, dimostrando loro che spesso hanno già ciò di cui hanno bisogno. Questo nuovo pensiero, chiamato riciclo creativo, oltre a diminuire l’impatto ambientare di una persona, e quindi a giovare concretamente all’ambiente, può essere d’aiuto anche al portafoglio, tematica da non trascurare in un momento di forte crisi come questo».

    La prima presentazione del manuale Io Ricreo avverrà domenica 17 marzo a Milano, durante la fiera Fà la cosa giusta, ma l’associazione mantiene un legame costante anzitutto con la nostra città: «A marzo si pianta il basilico, noi abbiamo piantato i semi per una cittadinanza più attiva e partecipata, aspettiamo di vederne nascere le foglioline. Finora abbiamo lavorato molto fuori Genova, ma ora stiamo puntando molto sulla nostra città, perché crediamo abbia moltissimo potenziale mal sfruttato e ci farebbe piacere vederla più a misura d’uomo: più viva e più ecologica. Qualcosa si sta muovendo grazie anche a gruppi come Arbusti, che hanno lo scopo di mappare le realtà indipendenti e gli eventi a essi associati».

    Quali sono gli altri progetti dell’associazione? «Stiamo portando avanti un ciclo di laboratorio all’interno delle scuole con la collaborazione del Centro Latte Rapallo, dove con dimostrazioni pratiche insegniamo agli studenti come vi sia un forte legame tra “riciclo creativo” e “sana e corretta alimentazione”. Organizziamo anche una serie di laboratori per adulti: dal cucito creativo, dove insegniamo alla persone a riusare vecchi vestiti trasformandoli in nuovi capi di moda, alla creazione di complementi d’arredo interamente da materiale di scarto».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sala Dogana Hands-On Transformation: concorso per installazioni

    Sala Dogana Hands-On Transformation: concorso per installazioni

    sala-dogana-ducale-DISono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del concorso artistico internazionale Sala Dogana Hands-On Transformation, rivolto a progetti e installazioni site-specific per reinventare lo spazio di Sala Dogana a Palazzo Ducale.

    Possono partecipare, individualmente o in gruppo, artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, con un progetto inedito e mai rappresentato in precedenza.

    L’installazione deve sviluppare percorsi fisici capaci di stimolare la partecipazione e l’interazione tra spettatore e opera. L’opera potrà essere realizzata in piena libertà concettuale, tecnica e di materiali (purché non deperibili e non dannosi delle persone), avvalendosi anche di nuove tecnologie, suoni e/o luci.

    Gli artisti interessati dovranno inviare il materiale (curriculum, elaborato grafico e scheda tecnica del progetto, modulo di iscrizione) a mano o tramite raccomandata all’indirizzo Comune di Genova – Direzione Cultura e Turismo – Ufficio Cultura e Città / presso Archivio Generale – Piazza Dante 10, I° piano / 16123 Genova entro il 29 aprile 2013.

    Una commissione selezionerà l’opera vincitrice tenendo conto dei criteri di originalità, qualità artistica e fattibilità. Al vincitore sarà corrisposto un importo di € 1.875 per la realizzazione e l’allestimento dell’installazione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Fantasy & Hobby 2013: fiera dell’arte e creatività al Porto Antico

    Fantasy & Hobby 2013: fiera dell’arte e creatività al Porto Antico

    fantasy-hobby-porto-anticoDa venerdì 15 a domenica 17 marzo 2013 si svolge al Porto Antico di Genova la settima edizione di Fantasy & Hobby, appuntamento dedicato alla fantasia, all’hobbistica e alla creatività manuale.

    Nell’ultima edizione, svoltasi lo scorso autunno, nei tre giorni di fiera oltre 15.000 persone hanno visitato gli 80 spazi espositivi occupati da produttori e rivenditori di materie prime e prodotti finiti delle varie tecniche dell’hobbistica femminile. Molto apprezzati e frequentati sono i corsi e le dimostrazioni, svolti al primo piano della struttura in un’apposita area dedicata.

    In questi giorni, oltre agli spazi espositivi già presenti, si è deciso di dedicare un intero piano al cake design con un salone denominato Fantasy Cake, con particolare attenzione all’esposizione di strumenti, materiali e utensileria e a spazi dedicati all’aggiornamento sulle ultime tendenze e tecniche, con la possibilità di incontrare i professionisti del settore grazie alla aree dimostrative, workshop e laboratori. Punto per punto è invece il nuovo settore dedicato al ricamo e ai merletti con esposizione di materiale utile per queste due tecniche, corsi e consulenze gratuite. Infine un’intera area dedicata al cioccolato di qualità e artigianale denominata Choco Moments, con esposizione e vendita, laboratori e dimostrazioni.

    L’elenco completo dei corsi e delle dimostrazioni è consultabile sul sito web di Fantasy & Hobby. L’orario di apertura è dalle 9.30 alle 19.30; 7 € il biglietto intero e 5 € il ridotto; 9 € il biglietto valido per tutti e tre i giorni di manifestazione.

  • Terzo Valico, mobilitazione No Tav: gestione degli espropri poco trasparente

    Terzo Valico, mobilitazione No Tav: gestione degli espropri poco trasparente

    notav2Nuovo presidio dei cittadini della Val Verde contrari all’alta velocità ferroviaria. Ieri in centinaia hanno manifestato in località Campora (tra Campomorone e Isoverde) al fine di impedire la notifica degli espropri dei terreni interessati dalla cantierizzazione. La mobilitazione segue quella del 27 febbraio a Cravasco (frazione di Campomorone) dove è prevista la realizzazione di una delle finestre di servizio del tunnel principale. In entrambi i casi la massiccia presenza di abitanti e No Tav ha spento sul nascere le intenzioni dei fautori della grande opera che, per l’ennesima volta, neppure si sono presentati all’appuntamento, nonostante un dispiegamento imponente di forze dell’ordine. Al loro posto, però, è comparso un camion con a bordo una trivella per l’esecuzione dei sondaggi. I manifestanti non si sono fatti cogliere impreparati e hanno bloccato il passaggio del mezzo pesante, rispedendolo al mittente.

    Ma è l’intera gestione delle operazioni – guidate dal Cociv, il consorzio di imprese incaricato della costruzione del Terzo Valico – a destare perplessità. «Alcuni espropri sono stati notificati convocando i cittadini presso il Comune – spiega Davide Ghiglione, militante No Tav e consigliere comunale (Fds) a Campomorone – è successo a Fraconalto (in Provincia di Alessandria) ma anche a Campomorone». Proprietari chiamati a firmare un foglio che, in pratica, equivale alla cessione dei loro terreni al Cociv.
    «A norma di legge, invece, l’esproprio dovrebbe essere eseguito sulla proprietà privata – sottolinea Ghiglione – e la firma del verbale deve avvenire in loco, non in Comune».

    Per evitare contestazioni – visto che la partecipazione popolare contro la Tav non ha perso vigore – il Cociv ha pensato a questo escamotage.
    «I nostri avvocati sostengono che tale modo di agire non sia del tutto legale – continua il consigliere – perché non è stata rispettata la consueta procedura».

    No Tav presidio Campora (Campomorone)Inoltre, all’inizio del mese di marzo, alcuni residenti di via Rapallo a Campomorone, hanno ricevuto delle lettere, tecnicamente chiamate “decreti di immissione in proprietà”, riguardanti terreni già adibiti a parcheggi «In quanto Cociv ha inserito nel progetto definitivo, prendendo spunto dal vecchio piano regolatore, opere che il Comune ha già realizzato – stigmatizza la Giunta comunale di Campomorone nella delibera n. 28 del 5 marzo  – Ribadiamo con tutta la forza necessaria che gli elenchi relativi agli espropri devono essere concordati preventivamente con questa amministrazione e che non è accettabile un inopportuno e improduttivo comportamento unilaterale da parte di Cociv».

    «Per le seguenti zone il Comune ha deciso lo stralcio di alcuni interventi, già realizzati o da realizzare, inseriti nel progetto definitivo del Terzo Valico – continua la delibera – A Campomorone: parcheggi Via Cavallieri (già eseguito); Via Circonvallazione-Via Spinola (già eseguito); Via Circonvallazione (già eseguito); Via Rapallo alta; Via Torino (già eseguito); Via De Gasperi (già eseguito). A Isoverde: parcheggi Rio Rizzolo alto; Pavian Cravasco. Inoltre, è da stralciare qualsiasi opera prevista a margine della Strada Provinciale n. 6 lato torrente Verde in località Maglietto e Campora (allargamenti, marciapiedi, nuovi spiazzi di parcheggio o manovra) che modifichi lo stato dei luoghi e comprometta la tutela delle alberature ad alto fusto presenti (Filari di Tigli, Gelsi e Platani, dal ponte Patrone Battagli al ponte per Santo Stefano S.P. n. 50)».

    L’atteggiamento del Comune di Campomorone, però, pare quanto meno ambiguo «L’amministrazione da una parte condanna l’atteggiamento del Cociv – sottolinea Ghiglione – dall’altra lo asseconda convocando gli espropriati».

    Poca trasparenza ed errori grossolani da dilettanti allo sbaraglio contraddistinguono anche altre iniziative in atto sul territorio genovese, in particolare in Val Polcevera.
    «In zona San Biagio hanno posizionato una trivella all’interno di un terreno comunale – racconta Ghiglione  – alcuni abitanti hanno chiamato i vigili urbani che hanno constatato la mancanza dei permessi necessari. Così i lavori sono stati fermati in attesa del rilascio delle autorizzazioni».

    A San Quirico, dietro il Mercato dei Fiori, dove dovrebbe sorgere un’altra finestra di servizio, il Cociv è riuscito a fare di peggio.
    «Gli operai sono entrati in un terreno privato ed hanno delimitato con dei paletti di legno la presunta area di cantiere – continua Ghiglione, consigliere anche presso il Municipio Valpolcevera – Il proprietario si è lamentato dell’inaspettata presenza e così è emerso che il terreno non è stato ancora espropriato. Anzi, il Cociv si è basato su carte datate, in cui addirittura non risulta l’attuale proprietario!».

    Per quanto riguarda gli espropri delle abitazioni, invece, procedono le trattative economiche private, impostate con ogni singolo proprietario. Facendo leva sull’offerta è più facile ottenere il consenso degli interessati ma, inevitabilmente, il percorso si rallenta.
    «E questo per noi è un fatto positivo», sottolinea Ghiglione. Anche perché ad agosto 2013 scadrà la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Ciò significa che il Cociv – se entro quella data non riuscirà a concludere tutti gli espropri – sarà costretto a rifare tutta la procedura. Sempre che il nuovo Governo confermi la medesima dichiarazione. «Quindi i tempi si allungheranno – conclude il consigliere – complicando i piani di questi signori».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto tratte dal sito web www.notavterzovalico.info]

  • Ricette vegan e alimentazione corretta: il blog di Nicole Provenzali

    Ricette vegan e alimentazione corretta: il blog di Nicole Provenzali

    cucina vegDa sabato 16 a domenica 24 marzo 2013 torna la Settimana per la Prevenzione Oncologica: una settimana alla riscoperta della sana alimentazione, che è ritenuta uno dei fattori principali di prevenzione di malattie come il cancro.

    Gli eventi a Genova si svolgeranno sabato 23 e domenica 24 marzo a Palazzo Ducale e nel palazzo della Regione Liguria (qui il programma) e una degli ospiti principali, come già avvenuto lo scorso anno, è Nicole Provenzali, che nel 2008 ha aperto il suo blog ricetteveg e nel 2012 cucina consapevole, che gestisce insieme a Marilisa Bombonato.

    Cosa dobbiamo aspettarci dal programma di eventi genovese? «Anche quest’anno, grazie all’impegno di LILT, la prevenzione e la sana alimentazione saranno il cardine delle attività e delle manifestazioni in programma. Ci troveremo nuovamente insieme per lavorare e promuovere una scelta consapevole dei nostri consumi e dei nostri stili di vita. Tanti i soggetti coinvolti, ognuno con un bagaglio di esperienze diverso».

    All’evento è stato anche abbinato un concorso fotografico, che invitava i partecipanti a immortalare la propria dispensa. «Come l’anno scorso, abbiamo deciso di rendere questa settimana speciale con un concorso che premiasse l’attenzione consapevole ai propri consumi in materia di alimentazione. Anche questa volta la risposta del pubblico ci ha regalato grande soddisfazione: sono davvero tante le persone che si fermano a riflettere sulle proprie abitudini e che cercano di migliorarsi. Per noi, la vittoria più grande».

    Non si può definire Nicole una foodblogger (anche se il termine non le dispiace), quanto piuttosto una «ricercatrice del gusto consapevole». Su Era Superba abbiamo dedicato altre volte spazio all’esperienza di blogger specializzati in ricette: ciò che caratterizza Nicole è l’attenzione a uno stile di vita sano. «La soddisfazione più grande, da quando ho aperto il blog, è aver conosciuto meglio me stessa e tante persone che, come me, vogliono migliorare. La seconda è aver imparato tantissimo grazie a questi incontri. Infine, non posso negarlo, un’altra soddisfazione enorme è veder riconosciuto il proprio impegno: molte persone ci scrivono per complimentarsi, molte per avere consigli, moltissime ci seguono con affetto e molte altre hanno deciso di cambiare stile di vita anche grazie al nostro piccolo aiuto. Genova è una città difficile, non è semplice riuscire ad accattivarsi la curiosità della persone qui. Non di primo acchito, perlomeno. Poi, però, l’idea di un nuovo modo di prendersi cura di se e delle persone a cui vogliamo bene, cominciando dalla tavola, vince. Oggi nella nostra città ci sono tante iniziative, tante avventure come la mia, tante persone che stanno puntando al buon consumo: grazie alle forze di tutti, la sana alimentazione naturale e il consumo critico stanno diventando un importante tema attuale anche per i genovesi».

    Infine, Nicole propone per Era Superba un decalogo della corretta alimentazione, in parte rivolto anche a chi non sceglie la dieta vegetariana o vegana.

    01. Impegniamoci a ridurre e differenziare i nostri rifiuti.

    02.Impegniamoci a ridurre le filiere produttive: affidiamoci a GAS, mercati e produttori locali.

    03. Impegniamoci a consumare solo prodotti di stagione.

    04.Impegniamoci a evitare il cibo confezionato e a leggere le etichette, non acquistando i prodotti che contengono ingredienti “non identificabili”: ridurremo imballaggi e ne guadagneremo in salute.

    05. Impegniamoci a evitare l’utilizzo di carta da cucina: fazzoletti e strofinacci di stoffa sono perfetti.

    06. Impegniamoci a evitare l’acquisto di acqua in bottiglia: l’acqua appartiene a tutti e “ci costa la Terra, dappertutto”. [cit. Dawn to Earth]

    07. Impegniamoci a evitare il consumo di carne e di derivati animali: per un 1 kg di carne di manzo servono mediamente 7kg di cereali e 15.000 lt di acqua, abbiamo in mano la fame degli altri.

    08. Impegniamoci a ridurre al massimo lo scarto del nostro cibo: ricicliamo, riutilizziamo e reinventiamo le nostre ricette.

    09. Impegniamoci ad autoprodurre e scambiare quello che ci serve, magari in compagnia: ne guadagneremo in qualità, risparmio, ecologia e convivialità.

    10.Impegniamoci a sperimentare un piccolo orto, anche sul nostro balcone o sul davanzale: avremo uno spazio colorato, bellissimo e… gustoso!

    Marta Traverso

  • Concorso fotografico: i sud, le mafie, le donne si raccontano

    Concorso fotografico: i sud, le mafie, le donne si raccontano

    fotografia-concorso-DILa Casa internazionale delle donne di Roma e la Società italiana delle letterate bandiscono il concorso fotografico I sud, le mafie: le donne si raccontano.

    Possono partecipare donne di ogni età (purché maggiorenni) e di ogni provenienza geografica: scopo del bando è dare una testimonianza degli intrecci e rimandi negli sguardi e nei racconti tra donne del nord e del sud, e ragionare di “mafie” senza ricadere nello stereotipo del sud come criminalità.

    Le opere possono essere di soggetto libero ed eseguite con ogni tipo di macchina fotografica (analogica o digitale), sia in bianco e nero che a colori.

    L’iscrizione è aperta entro il 30 marzo 2013: si possono inviare fino a tre foto e la scheda di partecipazione a eventi@societadelleletterate.it e stampate in formato A4 alla Casa internazionale delle donne – (Concorso fotografico), via della Lungara 19 – 00165 Roma. E’ consigliabile conservare il negativo per eventuali esigenze di stampa in grandi formati.

    La quota di partecipazione è di 10 €.

    Una giuria selezionerà le immagini vincitrici, che saranno esposte nelle sale della Casa internazionale delle donne durante la manifestazione “I sud, le mafie: le donne si raccontano” (5-7 aprile 2013) e pubblicate sulle riviste Leggendaria e Mezzocielo.

    [foto di Diego Arbore]

  • Sophia dalla Notte: “Cose peggiori”, spettacolo teatrale

    Sophia dalla Notte: “Cose peggiori”, spettacolo teatrale

    Arte di Strada teatro attoriGiovedì 14 marzo 2013 (ore 19) l’Associazione Culturale Sophia Dalla Notte mette in scena al Nouvelle Vague il corto teatrale Cose Peggiori…, diretto da Nicola Camurri e ispirato al testo di Mona Mansour (traduzione italiana di Paola Vecchelli).

    Durata dello spettacolo: 20 minuti:

    Sul palco Paola Vacchelli e Barbara Cavagnaro, che interpretano una coppia di donne di fronte alla crisi del proprio rapporto, tra tenerezze e complicità mancate. Un testo che ci mostra come i rapporti d’amore siano tutti simili tra loro a prescindere dal fatto che le protagoniste siano due donne. La scena è semplice, un tavolo e due sedie; la colonna sonora pure: una melodia tratta da un grande classico, la canzone che ha segnato i momenti importanti della coppia.

    Un testo semplice e non retorico, frutto di un laboratorio didattico e perciò senza altra prestesa che non sia quella di coinvolgere il pubblico e con esso condividere un tema oggi all’ordine del giorno: l’inclusione delle donne e il nostro rapporto con i diritti delle coppie omosessuali. Un testo breve (20 minuti) che diventa più che altro una scusa per incontrarsi e stare insieme.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Riciclolio: punti di raccolta a Genova per il riciclo dell’olio esausto

    Riciclolio: punti di raccolta a Genova per il riciclo dell’olio esausto

    riciclolio-olio-esaustoAssieme al Comune di Savona e Albisola Superiore, anche il capoluogo ligure aderisce all’iniziativa Riciclolio, presentato ufficialmente a Palazzo Verde nei Magazzini dell’Abbondanza l’8 marzo 2012. Il progetto è partito nel gennaio 2011 e avrà una durata di tre anni, fino a 30 aprile 2014. Approvato e finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Life+ (con co-finanziamento UE pari a 453.469 euro, su un budget totale di 908.439 euro), sperimenta un metodo innovativo per la raccolta e il recupero di olio vegetale esausto di origine domestica. Si rivolge in particolare agli alunni delle scuole elementari medie con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i bambini, le loro famiglie e l’intera cittadinanza sull’importanza della raccolta differenziata di questa sostanza e la sua conversione in carburanti a basso impatto ambientale (biodiesel).  Tra i soggetti aderenti, il capofila Comune di Savona e vari partner privati (Sige Srl, DP Lubrificanti Srl, ATA Spa e la Fratelli Carli SpA) e pubblici (Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova). Facciamo un bilancio con l’aiuto della Prof.ssa Anna Maria Cardinale, della Facoltà di Chimica dell’Università di Genova.

     

    Il progetto

    Riciclolio è stato articolato in diverse fasi. Per prima cosa, la creazione di un sistema di raccolta innovativo dell’olio esausto attraverso l’installazione di punti di raccolta presso gli edifici scolastici del territorio coinvolto. Ogni scuola coinvolta è stata dotata di un apposito bidone e ad ogni alunno è stata consegnata una tanichetta, da utilizzare a casa con la famiglia, per dare continuità al progetto. È importante che raccolta e successivo recupero della sostanza siano gestiti da una stessa azienda privata, che cura anche l’effettiva trasformazione in biodiesel del materiale. A Genova, oltre che nei plessi scolastici, la raccolta avviene anche  nelle isole ecologiche Amiu e sugli Ecocar. Amiu, inoltre, sostiene la campagna di comunicazione e fornisce supporto tecnico. Lo stesso ruolo è stato svolto dal partner SIGE Srl, leader nel settore dell’ingegneria ambientale, responsabile della corretta organizzazione dei punti di raccolta dell’olio nelle scuole.

    Altro step, l’avvio di una campagna di informazione per aumentare la consapevolezza dei cittadini sul potenziale di riciclo, sull’importanza dell’olio esausto nella produzione di carburante a basso impatto ambientale e sui vantaggi ambientali, economici e sociali derivanti da questo processo. Questa fase ha visto l’azione congiunta dei diversi soggetti aderenti, sia pubblici che privati. In particolare, agli studenti della Facoltà di Chimica dell’Università di Genova è stato affidato il ruolo di organizzare laboratori e iniziative dirette in particolare agli alunni delle scuole dei territori coinvolti. Finora, le attività sono state organizzate al Dipartimento di Chimica dell’ateneo genovese, alla Coop di via Merano, a Genova-Sestri Ponente, e al centro commerciale “Il Gabbiano” di Savona, ma ancora molte altre sono in programma da qui all’aprile 2014, e non è escluso che non si troveranno location diverse dalle precedenti.

    Infine, dopo aver creato questa rete capillare di raccolta su tutto il territorio ed averla avviata, deve essere formata una filiera sostenibile che consenta di proseguire col progetto. Proprio in coda al progetto, soggetti esterni all’iniziativa si occuperanno di analizzare il bilancio energetico e la sostenibilità ambientale di Riciclolio. Questi saranno scelti per mezzo dello stanziamento di un bando di gara ufficiale e avranno il compito di valutare il lavoro svolto in questi tre anni, cercando di capire se effettivamente il meccanismo messo in moto consente un risparmio in termini energetici e un guadagno dal punto di vista ambientale ed economico.

     

    I risultati

    Tra i soggetti pubblici che hanno seguito l’iniziativa fin dalla sua nascita, nel 2011, sono stati in particolare gli studenti del DCCI – Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’ateneo genovese. Dal ’96 ad oggi, il dipartimento ha svolto importanti progetti di ricerca, finanziati dal Comune di Genova, dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, e da altri soggetti nazionali e internazionali -sia pubblici che privati-, a dimostrazione del livello di eccellenza del centro. Il gruppo è coordinato dalla Prof.ssa Anna Maria Cardinale, docente di Chimica Generale ed Inorganica del  Corso di studi in Scienze Biologiche: grazie alla sua consolidata esperienza nel campo dei laboratori didattici e della divulgazione scientifica, la professoressa è stata nominata responsabile dell’attività laboratoriale scolastica di Riciclolio – Unità di Genova. Assieme al suo gruppo, la docente si è occupata di portare il progetto nelle scuole, per pubblicizzarlo e diffonderne gli obiettivi.

    Così la professoressa Cardinale: «Il nostro compito è stato quello di avvicinare i più giovani e tutti i cittadini alla ricerca scientifica. Questi tre anni dedicati all’iniziativa di Riciclolio sono serviti per far partire il progetto e mettere in moto una macchina che, alla scadenza prevista per l’aprile 2014, dovrà essere in grado di proseguire autonomamente. Finora ci siamo dedicati alla definizione di tutto il sistema, adesso attendiamo di conoscere i risultati del bilancio sulla sostenibilità, che saranno effettuati a breve. Se saranno positivi come crediamo, si continuerà a investire su questo processo di raccolta e conversione dell’olio vegetale esausto in biodisel. Siamo sulla strada giusta: prima erano stati fatti altri esperimenti, in cui il biocarburante era ottenuto in modo dispendioso da piantagioni di colza appositamente create. Ma qui è diverso: esiste una sostanza a costo zero come l’olio delle fritture o delle scatolette di tonno, presente in tutte le nostre case e che, se dispersa negli scarichi domestici, è altamente dannoso per l’ambiente. Raccogliendola e riciclandola, si fa un doppio favore all’ambiente: si argina la grave minaccia dell’inquinamento  e si produce carburante a basso impatto, che giova sotto molteplici aspetti all’ambiente circostante. Per farlo, è indispensabile una sinergia tra pubblico (enti di ricerca, come l’Università) e privato che, coniugando alto interesse e ricerca di profitto, vadano nella stessa direzione operativa».

     

    Elettra Antognetti

  • Teatro e social network: come si comunica un evento culturale?

    Teatro e social network: come si comunica un evento culturale?

    teatro_twitterFattiditeatro è un blog nato nel 2008 (inizialmente solo come pagina Facebook) per segnalare i migliori spettacoli delle principali città italiane, proporre recensioni e mettere in contatto operatori, spettatori e appassionati. Non solo. Il suo fondatore Simone Pacini negli ultimi mesi ha girato l’Italia proponendo il format #comunicateatro: un workshop per illustrare nuovi approcci di comunicazione delle attività culturali, che attraverso Internet e i social network possono essere a basso costo e diffuse ad ampio raggio (in gergo: virali).

    Simone Pacini, che da anni si occupa di comunicazione e organizzazione in ambito teatrale e culturale, terrà un incontro su questo tema a Villa Bombrini mercoledì 20 marzo 2013: un workshop mattutino (ore 10-14) che precede il primo convegno ligure di Cre.Sco cui partecipano realtà indipendenti quali Tilt e Teatro Akropolis. Un’anticipazione al workshop vero e proprio che si terrà a Genova il 4 e 5 maggio, a cura di Tilt.

    Come racconta Simone, «Conosco poco la realtà genovese e questi due appuntamenti saranno l’ideale per colmare questa lacuna. Tempo fa sono stato al Teatro della Gioventù e mi ha colpito – positivamente – vedere così tanta gente a teatro, soprattutto rispetto ad altre realtà locali che fanno i conti con la scarsità di spettatori. Non credo sia solo una questione di programmazione. Sono andato dopo l’edizione genovese delle Buone pratiche l’anno scorso: ho seguito gli interventi e ho notato una certa vitalità della scena indipendente ligure e una notevole voglia di fare rete. Purtroppo però quando mi affaccio ai siti web (ma questo è un problema che esiste in tutta la nazione) li vedo poco dinamici, poco comunicativi e poco user friendly. Anche sui social c’è ancora poca condivisione e discussione. Questo non aiuta, la rete reale ha bisogno della rete virtuale per esistere. Basti pensare al fenomeno dei meet up da cui è partito il Movimento 5 stelle».

    Proviamo ad analizzare con lui i punti salienti della giornata. Anzitutto, i social network possono coesistere con le tradizionali forme di promozione (ufficio stampa, pubblicità, etc) o finiranno per sostituirle? «Si tratta di un affiancamento inevitabile, ma auspico che nel futuro prossimo si invertano i ruoli: meno informazione e pubblicità, più potere al cittadino/utente/spettatore che con gusto e spirito critico diventa il miglior mezzo per comunicare e promuovere, grazie soprattutto alla rete di contatti sul web. Non a caso il concetto di societing sta facendo scomparire quello di marketing o almeno lo sta ridefinendo in un’ottica social. Ma è riduttivo collegare i social media 2.0 solo alla promozione. Tutte le novità tecnologiche ridefiniscono il rapporto fra uomo e territorio in un’ottica più partecipativa e ludica».

    Secondo Simone, i teatri dovrebbero imparare a gestire “internamente” la comunicazione, senza affidarsi ad agenzie o professionisti esterni ma formando persone che vivano giorno per giorno la realtà del teatro: «Credo che, per quanto riguarda il 90% delle realtà culturali, la gestione debba essere interna. Il nostro è un mondo in cui l’artigianalità fa ancora la differenza, non solo in scena. La passione si deve unire alla competenza. Credo che sia fondamentale inoltre metterci la faccia senza essere autoreferenziali. Bisogna imparare a fare economie, ottimizzando il tempo e le risorse, e a usare bene tutti gli strumenti “zero budget” che abbiamo a disposizione, impensabili prima dell’avvento del 2.0. Anzitutto va chiarito come dividersi i compiti sulla comunicazione, per ottimizzare le risorse e potenziare i risultati. Spesso questo non accade e i messaggi escono confusi, duplicati. E soprattutto si perde tempo prezioso».

    Un concetto che vale non solo per i teatri, ma anche per i singoli professionisti: «Personalmente sono d’accordo con un’artista che si promuove in prima persona. È un approccio molto anglosassone e “market oriented”. In Italia facciamo ancora fatica a considerare il teatro in un’ottica di mercato. Mi piacerebbe vedere i direttori artistici degli Stabili su Twitter, come fanno i politici e i direttori delle maggiori testate giornalistiche, invece sono sfuggenti e irraggiungibili».

    Infine, due parole su un progetto strettamente collegato a #comunicateatro, Urban Experience: «È un’associazione che a sede a Roma, ma che opera su tutto il territorio nazionale, con cui collaboro da circa un anno. Per spiegare bene il concetto di crossmedialità mi pare opportuno
    descrivere il progetto Teatri della Memoria, che ha avuto una prima parte in gennaio e si concluderà con una seconda parte dal 3 al 7 aprile. Abbiamo messo in relazione le diverse generazioni e i cittadini con il loro territorio attraverso la commistione di nuovi e vecchi media. Abbiamo intervistato gli anziani chiedendo loro i ricordi sulla vita in uno specifico quartiere (Municipio) di Roma 50 o 60 anni fa. Abbiamo messo le interviste su un geoblog (un blog che permette di “scrivere storie nelle geografie” ovvero geolocalizzare i post). In seguito abbiamo fatto delle passeggiate (Walk Show) nello stesso Municipio con bambini, adolescenti e adulti. Si è trattato di passeggiate peripatetiche dove le conversazioni camminanti venivano condivise al gruppo armato di radio cuffie, dentro le quali venivano trasmesse anche le interviste fatte agli anziani, per partecipare il territorio non solo con lo sguardo. Abbiamo usato Twitter per metterci in relazione tra di noi e verso l’esterno. I nuovi media sono l’ideale per congiungere i concetti di “Memoria, Reti e Territorio”, per un uso urbano della crossmedialità».

    Marta Traverso

    [foto realizzata da Fattiditeatro]

  • Consiglio Comunale Genova, mancano risorse per i servizi sociali

    Consiglio Comunale Genova, mancano risorse per i servizi sociali

    palazzo-tursi-sindaco-doria-marco-D2Al centro degli impegni della Giunta Doria vi è sempre stata la volontà di difendere il sociale anche di fronte alle chiare difficoltà economiche degli enti pubblici. Uno dei primi impegni dell’amministrazione era stato quello di portare a 42 milioni la quota di risorse a disposizione di questo settore nel bilancio 2012. Nonostante ciò in città si vive un fortissimo disagio sociale fotografato anche dai dati della Comunità di Sant’Egidio, presentati in aula dalla consigliera Lodi (Pd). Dal 2008 ad oggi i pasti forniti dalla Comunità sono più che quadruplicati passando da circa 12 mila a 55 mila all’anno. Allarma soprattutto l’aumento del numero di donne con bambini che chiedono aiuto alle associazioni di volontariato per sopravvivere e il fatto che più del 50% delle donne senzatetto della città sono italiane.

    In questo quadro un ulteriore elemento negativo deriva dal fatto che, per mancanza di risorse, il Comune ha progressivamente ridotto i contributi economici diretti ai cittadini e le sole associazioni di volontariato non sono in grado di reggere a lungo il peso della crisi. In risposta a questi dati l’assessore alle Politiche Socio Sanitarie Dameri ha precisato che la diminuzione di tali contributi ha spinto molti cittadini a non presentare domande di aiuto presso il Comune, rendendo ancora più difficile effettuare una efficace “rilevazione del bisogno”. Si stanno quindi definendo nuovi indicatori per individuare le fasce più deboli della popolazione genovese, ma in attesa che siano ben chiare le dimensioni del fenomeno, altre cattive notizie giungono in Consiglio.

    I consiglieri Baroni e De Benedictis (Gruppo Misto) e Grillo (Pdl) hanno infatti chiesto spiegazioni all’assessore Dameri sulla presunta chiusura del Consultorio Familiare del Lagaccio; un’ulteriore ferita in un quartiere già in sofferenza. Paola Dameri non ha saputo però chiarire la situazione affermando di non aver ottenuto risposte dall’assessore regionale Montaldo. Questa affermazione dell’assessore ha ovviamente suscitato le critiche dell’opposizione, che ha puntato il dito contro l’incomunicabilità tra due Giunte, quella Comunale e quella Regionale, le quali, pur avendo orientamenti politici simili, sembrano essere incapaci di risolvere i problemi della città.

    Al di là delle strumentalizzazioni è ben noto che la costante riduzione dei trasferimenti statali e le conseguenze dalla crisi sul tenore di vita delle persone sta mettendo in serio pericolo la tenuta del sistema socio sanitario non solo a Genova, ma in tutta la regione. L’argomento rappresenterà un nodo cruciale in previsione dell’imminente approvazione del Bilancio Comunale provvisorio del 2013, che partirà già con un’ulteriore taglio ai trasferimenti statali.

    Un altro tema che accompagnerà la discussione politica nell’Aula Rossa di Palazzo Tursi per il prossimo anno sarà anche la revisione del PUC. Come si è detto più volte in Consiglio, la Giunta Doria sta procedendo ad una profonda revisione del piano urbanistico definito dalla precedente amministrazione. La notizia di ieri, annunciata dal vicesindaco Bernini in qualità di assessore all’urbanistica, riguarda la disponibilità dell’amministrazione a prendere in considerazione non solo le 800 osservazioni presentate entro i limiti previsti dalla legge regionale 36 del 1997 – ovvero 90 giorni dopo il deposito del piano  -, ma anche quelle pervenute oltre il tempo massimo. Il vicesindaco intende infatti procedere alla riapertura di un processo partecipativo che coinvolgerà i Municipi e le varie associazioni interessate all’argomento (in particolare ambientaliste o di specialisti come architetti) per ridiscutere insieme il PUC. Sulle osservazioni presentate verranno effettuate delle controdeduzioni che rappresenteranno la base per una nuova proposta della Giunta da discutere soprattutto con i Municipi.

    La versione finale del documento, adottato dalla Giunta stessa, sarà poi ripresentata in Consiglio, presumibilmente verso dicembre di quest’anno, per il dibattito e la votazione finale. I tempi massimi per l’approvazione del PUC sono 4 anni a partire dal suo deposito, ma i consiglieri hanno chiesto a Bernini che i tempi siano molto più brevi, poiché le modifiche del piano urbanistico rappresentano uno snodo importante nelle scelte strategiche di molte aziende genovesi. Il vicesindaco ha promesso di portare in aula nelle prossime settimane un cronoprogramma che definirà in modo preciso le tempistiche per giungere all’approvazione finale, che dovrebbe avvenire entro un anno.

     

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Riciclo creativo: non gettare via i rifiuti, trasformali in arte

    Riciclo creativo: non gettare via i rifiuti, trasformali in arte

    rifiuti-cassonettiL’associazione Le Club di Genova Sampierdarena organizza per sabato 6 aprile 2013 il secondo appuntamento con il mercatino dell’usato e del baratto presso la sede di vico Di Bozzolo (zona Fiumara).

    In questa occasione ha indetto un concorso di riciclo creativo (in inglese upcycling) per chiunque abbia realizzato un progetto in questo ambito e voglia presentarlo. Nel presentare il bando su Facebook, le due fondatrici di The Club Adriana Salvini e Alessandra Cecchini lo definiscono «Spargiamo insieme il seme del baratto: siamo convinte che esso, insieme a un nuovo concetto del riciclo, possa essere un bel ciottolo per poter riassestare una strada che ci riporti a una dimensione più umana e solidale della vita».

    Il riciclo creativo – ossia il processo attraverso il quale un nuovo oggetto prende vita attraverso l’assemblaggio di avanzi, scarti o rifiuti – può essere realizzato con qualunque materiale o tecnica. Chi vuole partecipare può scrivere privatamente su Facebook ad Adriana o Alessandra entro lunedì 1 aprile 2013.

    I progetti dovranno essere portati alla sede di The Club entro le 12 del 6 aprile (pagando la quota di iscrizione di 2 €): a partire dalle 15, tutti i partecipanti al mercatino valuteranno i progetti. I primi tre classificati saranno premiati, il contenuto dei premi sarà comunicato il giorno stesso del mercatino.

    Per maggiori informazioni leclub.genova@libero.it.

  • La violenza sulle donne vista dagli uomini: un incontro a Trasta

    La violenza sulle donne vista dagli uomini: un incontro a Trasta

    violenza sulle donneMercoledì 13 marzo 2013 (ore 20.30) al Circolo Arci Barabini di Trasta la delegazione genovese di Se non ora quando? ospita una serata con l’associazione Maschile Plurale, sul tema della violenza contro le donne.

    Maschile Plurale è un’associazione nata nel 2007, che attualmente conta diverse sezioni in tutta Italia e il cui primo atto pubblico è stato la pubblicazione di un Appello nazionale contro la violenza sulle donne, firmato solo da uomini. Scopo dell’associazione è riflettere sull’identità del genere maschile e avviare una relazione positiva con i movimenti delle donne.

    Il programma di Uomini e donne si incontrano prevede la proiezione del video “Da uomo a uomo” di Michele Citoni, realizzato e proiettato nel 2009 a Roma durante una manifestazione nella Giornata Nazionale contro la Violenza sulle Donne.

    Segue dibattito alla presenza di Stefano Ciccone (socio fondatore di Maschile Plurale) e Monica Callegher (operatrice del Centro Anti Violenza Mascherona e membro di Se non ora quando? Genova).

    Ingresso libero con tessera Arci.