Categoria: Notizie

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  • New Bulldog Pub, Serra Riccò: concorso per band emergenti

    New Bulldog Pub, Serra Riccò: concorso per band emergenti

    musica-live-3Sono aperte fino a martedì 2 aprile 2013 le iscrizioni al concorso musicale per emergenti “Spring in Music”, rivolto a singoli musicisti e band esordienti per contribuire all’affermazione della musica giovane e meno nota.

    Il contest nasce dalla collaborazione tra Eventi musicali New Bulldog Pub e l’etichetta discografica Riserva sonora di Arquata Scrivia (Al): possono partecipare artisti di età compresa tra i 16 e i 50 anni, che propongono musica inedita di qualsiasi genere, purché non abbiano già vincoli con un’etichetta discografica.

    Per iscriversi occorre inviare una demo con almeno 2 brani al New Bulldog Pub entro il 2 aprile: le audizioni per accedere al contest si terranno nella sede di Riserva sonora, dove una giuria selezionerà dodici band, dodici cantautori e dodici solisti che si affronteranno sul palco del New Bulldog Pub proponendo tre brani ciascuno.

    Le date saranno comunicate dopo le audizioni. Il primo classificato nella categoria “gruppo musicale” si aggiudicherà master e grafica prodotti da Riserva sonora e la partecipazione a Rock Targato Italia. I vincitori delle altre due categorie si aggiudicheranno invece iscrizione e audizione ad Area Sanremo 2014.

  • Bateau ivre: a Genova l’anteprima nazionale del film

    Bateau ivre: a Genova l’anteprima nazionale del film

    cinemaGiovedì 21 marzo 2013 (ore 18) l’Alliance Francaise di Genova in via Garibaldi ospita la proiezione in anteprima nazionale del film Bateau Ivre, dei registi Chafik Allal e Claudio Capanna.

    L’evento si svolge in occasione della Settimana Internazionale della Francofonia, l’iniziativa che rende omaggio alla lingua francese e ai paesi francofoni di tutto il mondo.

    Ingresso gratuito.

    Tema di Bateau ivre
    Il film narra la storia di un professore che porta la propria classe in gita su un battello lungo il canale Bruxelles – Charleroi, in Belgio. Agli allievi, per la maggior parte immigrati di origine africana, era stato assegnato il compito di leggere il romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad per poi discuterne quel giorno insieme; l’insegnante sceglie di concentrarsi, in particolar modo, sul tema del colonialismo e sulle sue implicazioni nel rapporto tra la popolazione africana e quella europea, talvolta provocando gli allievi in maniera piuttosto esplicita. Le reazioni che otterrà saranno totalmente inaspettate e condurranno a momenti di conflittualità e tensione.

    Il “battello ebbro” – omaggio all’omonima poesia di Arthur Rimbaud – è il simbolo della deriva morale della società, una deriva che il romanzo di Conrad aveva già iniziato a raccontare raccogliendo le contraddizioni della cultura occidentale all’epoca del colonialismo: la modernità del testo è confermata anche dalla reazione ostile del gruppo di immigrati, un gruppo che tenta l’integrazione nell’area urbana di Bruxelles ma che rifiuta fortemente l’idea che esista una schiavitù nella società attuale.

    A seguito della proiezione, è previsto un dibattito con Giorgio Musso, ricercatore di Storia dell’Africa all’Università di Genova, e con il critico cinematografico Massimo Lechi.

  • Mercato del Carmine, entro aprile via ai lavori per l’allestimento

    Mercato del Carmine, entro aprile via ai lavori per l’allestimento

    Mercato Comunale CarmineL’avvio dei lavori per l’allestimento del nuovo Mercato del Carmine, nonostante le ripetute difficoltà che dal 2011 hanno reso impossibile la messa a regime della struttura, diventa finalmente realtà.
    Nell’ottobre scorso il bando di gestione decennale era stato aggiudicato dal Consorzio del Carmine (composto da diversi soggetti, come Bcafè s.r.l., Cooperativa Pescatori di Liguria, Carni di Propata s.a.s. e tra questi spicca un nome noto dell’imprenditoria genovese, Bacci Costa) e, in linea con la tabella di marcia prevista, il prossimo autunno – si spera entro settembre – il mercato verrà aperto al quartiere e alla città.

    «Il progetto è stato ultimato e consegnato poche settimane fa, quindi ora dobbiamo solo attendere che l’iter burocratico faccia il suo corso e con tutta probabilità i lavori strutturali inizieranno entro il mese di aprile», spiegano gli architetti del Gruppo Informale affidatari dell’aspetto progettuale dell’interno della struttura.
    Si tratta di un laboratorio di giovani architetti che ha all’attivo già un ricco portfolio di progetti sulla città di Genova – come il Molo Torre del Lungomare di Pegli – e che si occupa principalmente di ricercare e sperimentare in ambito architettonico un utilizzo sostenibile delle risorse, sia materiali che umane. Infatti l’ardesia e il vimini di provenienza locale sono le materie prime su cui questi giovani architetti hanno maggiormente puntato per il rifacimento degli spazi interni; il tutto in stretta coerenza con ciò che i banchi del mercato dovranno ospitare: prodotti d’eccellenza ligure a filiera corta; il km zero e la sostenibilità ambientale riguarderanno perciò non solo il contenuto ma anche il contenitore.

    Nel frattempo, anche l’iniziale scetticismo degli abitanti del quartiere sembra in parte aver lasciato il posto alla fiducia nei confronti del Consorzio assegnatario: «Tutti accogliamo con speranza ed entusiasmo ogni possibile miglioria al quartiere in cui viviamo e lavoriamo, ma bisogna tener presente che il “Carmu” ha una forte identità di cui è orgoglioso e che va dunque preservata e rispettata», commenta un commerciante della zona. «Può forse sembrare una cosa di poco conto, ma teniamo molto che la piazzetta del Carmine rimanga uno spazio a disposizione dei bambini del quartiere, per incontrarsi e giocare, e a tutti piacerebbe che il mercato rimanesse almeno parzialmente a disposizione per attività legate alla comunità. Detto questo, speriamo che lo spazio venga finalmente valorizzato e gestito come merita, siamo in trepidante attesa

    Chiara Guatelli
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Museattivo Claudio Costa: arte e terapia nell’ex manicomio di Quarto

    Museattivo Claudio Costa: arte e terapia nell’ex manicomio di Quarto

    manicomio-quarto-D3Dopo mesi di rimandi, trattative e dubbi sulla sorte dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto, tema di cui ci siamo spesso occupati su Era Superba, lo spazio è diventato un polo per incontri pubblici ed eventi culturali, grazie all’impegno dell’associazione Quarto Pianeta.

    Tra gli edifici ospitati nella struttura c’è anche il Museattivo Claudio Costa, un istituto dedicato allo studio delle “materie e forme inconsapevoli” e intitolato al pittore genovese morto nel 1995, che ha ampiamente contribuito all’allestimento del museo e all’attivazione di laboratori e iniziative di arte-terapia per i pazienti dell’ospedale psichiatrico.

    Come spiega Margherita Levo Rosenberg, «il Museattivo rappresenta un supporto importante per le attività del Centro Basaglia della ASL 3 Liguria: la sua è una funzione attiva di connessione, di costruzione di reti sociali e culturali. Permette al mondo dell’arte di frequentare i nostri spazi, a noi e ai nostri “artisti” di entrare a farne parte come semplici addetti ai lavori; una possibilità di non poco conto. Con la definizione “Materie e Forme Inconsapevoli” si indica che l’arte si racconta attraverso la forma che diventa visibile e si costruisce facendo ricorso alla materia, dalla materia immateriale del virtuale alla pittura».

    Per approfondire questi temi l’ex ospedale psichiatrico ospiterà venerdì 22 marzo un incontro pubblico sul tema Intrecci di sogni: confronto di esperienze tra arte e terapia e l’inaugurazione della mostra Tapis roulant.

    Cosa avverrà in dettaglio? «Nella biblioteca storica dell’ospedale psichiatrico di Quarto sarà presentato un libro, Tracce di sogno – L’irregolare nell’arte, a cura di Giorgi Bedoni, che tratta di un’esperienza “artistica” con gli operatori dell’ospedale Psichiatrico di Melegnano. Sarà inoltre inaugurata la mostra Tapis Roulant di Marco De Barbieri – a cura dell’Atelier di Arte Terapia del Centro Basaglia, del quale mi occupo personalmente da più di vent’anni – e proiettati tre filmati, I Corti di Prato Zanino, prodotti nelle Strutture Residenziali del Distretto 8 del Dipartimento di Psichiatria, in collaborazione con “Il giardino del mago”. Sarà un’occasione per mettere in comune le esperienze e per confrontarsi, non tanto sul piano dell’arte quanto sul piano della dimensione psicologica, relazionale e sociale delle attività espressive e dell’arte».

    Un evento che, insieme agli altri organizzati in questo spazio, vuole porsi come l’occasione per invitare i genovesi a visitare la struttura e alle istituzioni per valorizzarne le attività: «Ci attendiamo che il patrimonio di esperienze e di cultura sedimentato negli anni, a partire dal Centro Culturale del Levante prima, e attraverso Lo Spazio Agorà, l’Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli, il Centro Socioriabilitativo Franco Basaglia e il Museattivo Claudio Costa poi, non vada disperso ma sia valorizzato come merita. L’iniziativa, la creatività e lo sforzo di tanti professionisti, volontari e appassionati non dovrebbero essere cancellati dalle inevitabili trasformazioni che segnano il trascorrere del tempo ma essere valorizzati insieme con le opere della collezione permanente del nostro museo».

    La mostra Tapis roulant sarà aperta al pubblico fino al 31 maggio, tutti  i giorni con orario 8-20. Come scritto nel testo di presentazione «L’artista Marco De Barbieri, che espone da alcuni anni in personali e collettive, ha scelto per questa occasione una dozzina di tele dalla pittura materica e densa, dai colori impastati e compressi a formare, volutamente, campiture dalle tinte indefinite e indefinibili. La materia pittorica, stesa e pressata come l’asfalto, lascia intendere un andamento verticale di strie cromatiche nelle quali si fanno strada venature metallizzate che aggiungono altra durezza ad un gesto pittorico che, da solo, non concede nulla alla seduzione».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Suoni reali: concorso musicale al Circolo Arci Belleville

    Suoni reali: concorso musicale al Circolo Arci Belleville

    musica-live-cantanti-microfonoIl Circolo Arci Belleville di vico Calvi è uno dei locali che aderiscono alla seconda edizione del concorso musicale Suoni reali, organizzato da Arci ReAL (la Rete Arci per la musica dal vivo) e rivolto a giovani emergenti under 30.

    La selezione dei partecipanti avverrà in due fasi: anzitutto avrà luogo un ascolto dei brani indicati dai concorrenti su piattaforma web (YouTube, SoundCloud, Facebook, MySpace, etc) dal 31 marzo al 10 aprile 2013. Per partecipare è necessario inviare una mail a suonirealiliguria@gmail.com entro il 31 marzo 2013.

    A seguire, verranno scelti 18 semifinalisti che si esibiranno in 8 appuntamenti dal vivo – articolati fra semifinali e finali – che si terranno in otto regioni italiane nei circoli Arci aderenti.

    Verranno infine decretati i quattro vincitori, che potranno usufruire dell’organizzazione di vere e proprie tournèe nei circoli Arci che in tutta Italia aderiscono al circuito, aprendo, nel corso della stagione 2013/2014, anche i concerti di artisti più affermati. Un quinto vincitore riceverà inoltre  il Premio Speciale MEI, con la possibilità di esibirsi al Supersound di Faenza a settembre 2013.

    Due dei progetti selezionati avranno inoltre l’opportunità di esibirsi in un evento off di Mediterranea 2013, la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (Ancona – 6 giugno/7 luglio 2013), mentre tutti i cinque i vincitori parteciperanno al festival nazionale Collisioni 2013. Infine verrà realizzata una compilation contenente i brani dei 18 semifinalisti.

  • Comune di Genova, società partecipate: slitta l’ok al regolamento

    Comune di Genova, società partecipate: slitta l’ok al regolamento

    palazzo-tursi-vassallo-giovanni-Pd-DGiungerà in Consiglio Comunale il prossimo martedì il “Regolamento per il controllo delle società partecipate”, l’unico punto all’ordine del giorno della seduta di ieri. Proprio la mancanza di un testo definitivo su cui discutere in aula è stata la ragione che ha spinto a non convocare il Consiglio e di rinviarlo alla prossima settimana.

    La decisione ha riacceso la polemica per la scarsa produttività della Giunta alimentata non solo dai consiglieri dell’opposizione, ma anche dal consigliere Vassallo del Pd, uno dei veterani del principale partito di maggioranza. Alcuni  giornali hanno letto in questo rinvio “forzato”, come una presa di posizione del Partito Democratico contro il Sindaco Doria, reo di aver tentato di procedere ad un’approvazione lampo del regolamento. Che l’obiettivo di questo rinvio fosse approfondire il contenuto della bozza di documento presentato dall’assessore al Bilancio del Comune di Genova Miceli è effettivamente vero, ma che vi siano state delle tensioni tra la Giunta e il Pd è meno certo.

    Una delle ragioni principali del rinvio è dovuta principalmente alla volontà, espressa da diverse forze politiche, di convocare per la terza volta una Commissione congiunta Sviluppo Economico e Affari Istituzionali per approfondire l’analisi del documento e per audire l’Autorità Servizi Pubblici Locali (ASPL), un organo tecnico che si occupa proprio di controllo dei servizi erogati ai cittadini.

    Il regolamento, infatti, nasce per rispondere ad un obbligo di legge che prevedeva come limite ultimo per la sua approvazione da parte della Giunta il 9 marzo, dopo di che venivano concessi 60 giorni per ottenere anche l’approvazione del Consiglio Comunale. La necessità, quindi, di realizzare uno strumento per il controllo delle partecipate del Comune aveva portato alla definizione di un documento su cui, tuttavia, la norma stessa prevede la possibilità di un profondo intervento da parte dei consiglieri comunali. Nulla di strano quindi sul fatto che la Commissione abbia previsto una serie di riunioni per riconsiderare e modificare il testo emanato dalla Giunta.

    Durante la prima seduta, svoltasi giovedì 14 marzo, proprio il consigliere Vassallo aveva avanzato diverse proposte di modifica, formalizzate poi in un successivo documento in cui venivano previsti diversi cambiamenti per rendere più organico il testo e in cui si richiedeva di indicare con chiarezza l’organo a cui sarebbe spettata la definizione degli obiettivi delle partecipate e la verifica del loro raggiungimento.

    La bozza di regolamento presentata ieri ha accolto la maggioranza delle richieste del consigliere Vassallo, che si è detto soddisfatto del lavoro della Giunta, ma ha comunque voluto sottolineare la necessità di inserire un limite alla retribuzione variabile degli amministratori delle partecipate del comune – quella parte di stipendio dipendente dal raggiungimento degli obiettivi – e di stabilire un tetto anche per la retribuzione dei dirigenti.

    Su questo tema ha presentato nuovi emendamenti anche il M5S, che ha proposto di commisurare il massimo stipendio di un amministratore a 6 volte quello minimo di un dipendente della stessa società partecipata o, in alternativa, al 60% della retribuzione del Sindaco. Queste richieste di modifica potranno essere inserite dalla Giunta all’interno della versione definitiva del Regolamento di cui si discuterà in aula al prossimo Consiglio Comunale, in caso contrario potranno essere nuovamente presentate dal Movimento in fase di discussione in aula.

    Qualche ulteriore spunto per la riflessione, è giunto dal capogruppo del Pd Farello, il quale ha fatto notare come l’insieme delle norme esistenti sul tema a livello nazionale e locale abbiano fatto sì che l’amministratore, qualora non ottenga la parte di retribuzione variabile legata al raggiungimento degli obiettivi, essendo anche dirigente della società partecipata, potrebbe comunque ottenere gli incentivi che spettano a questa seconda figura. In secondo luogo il consigliere Farello ha messo in evidenza come il trasferimento della competenza per i controlli sulle aziende in capo al Consiglio Comunale renda di fatto inutili le authority.

    Fa parte di questi organismi anche la ASPL, la cui convocazione è stata annullata poiché formalmente non è richiesto un suo parere su una delibera del Comune.

    La prossima approvazione del regolamento apre la strada ad una serie di riflessioni sul sistema delle società partecipate del Comune di Genova, un tema sul quale la Giunta vorrebbe realizzare una profonda revisione, con l’obiettivo principale di riportarne il controllo nelle mani del Consiglio Comunale, riducendo la discrezionalità del Sindaco e il potere degli organismi esterni come le authority. Nelle prossime settimane l’argomento si riproporrà con sedute dedicate alle difficoltà economiche di AMT e AMIU.

     

     Federico Viotti

  • Amici dell’Acquario: Mercoledì Scienza, un ciclo di conferenze

    Amici dell’Acquario: Mercoledì Scienza, un ciclo di conferenze

    acquarioProsegue l’appuntamento con Mercoledì Scienza, la rassegna di conferenze che si svolge ogni settimana presso l’Auditorium dell’Acquario di Genova e curata dall’associazione Amici dell’Acquario in collaborazione con l’Acquario stesso, con il Centro Studi Sotterranei di Genova e con la sponsorizzazione della Fondazione CARIGE.

    Le conferenze si svolgono ogni mercoledì pomeriggio a partire dalle 17.50, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

    Il tema che viene affrontato oggi (mercoledì 20 marzo 2013) è “Dai templi sotterranei alle Chiese rupestri medievali“. Templi, tombe e chiese realizzati nelle varie epoche e da varie culture, condurranno i partecipanti in un viaggio virtuale dal centro del Mediterraneo al Medio Oriente ed in particolare in Turchia.

    I relatori sono Roberto Bixio, presidente del Centro Studi Sotterranei di Genova, e Andrea De Pascale, conservatore del Museo Archeologico del Finale.

  • Università all’estero e mobilità dei giovani: i progetti di Aegee

    Università all’estero e mobilità dei giovani: i progetti di Aegee

    rapporti-studi-dati-statisticheAcronimo di Association des Etats Généraux Des Etudiants de l’Europe, AEGEE è una delle associazioni studentesche più grandi d’Europa, che promuove l’integrazione europea e la mobilità giovanile attraverso scambi culturali internazionali. Tra i suoi progetti, organizza ogni anno le Summer University: un’esperienza all’estero rivolta ai giovani che vogliono conoscere la cultura, la lingua e le opportunità di studio di un Paese diverso dal proprio.

    Il progetto comprende diversi tipi di esperienze: corsi di lingua straniera base o intensivo (dalle due alle quattro settimane), corsi estivi su temi specifici che vanno oltre l’apprendimento della lingua (da 12 giorni a quattro settimane), giro turistico del Paese ospitante (con almeno 4 luoghi diversi di pernottamento).

    L’associazione illustrerà i progetti 2013 in incontri informativi che si terranno presso le facoltà universitarie di Genova. Questo il programma:
    – mercoledì 20 marzo (ore 17) Facoltà di Architettura
    – mercoledì 10 aprile (ore 17) Facoltà di Medicina
    – mercoledì 17 aprile (ore 17) Facoltà di Lettere.

    Per maggiori informazioni aegee.genova@gmail.com o 349 1252472 – 380 4106037.

  • Genova Smart City: progetti, finanziamenti e un concorso di idee

    Genova Smart City: progetti, finanziamenti e un concorso di idee

    tecnologia-energia-DIL PRECEDENTE

    Novembre 2010: si costituisce a Genova l’associazione Genova Smart City, composta da realtà pubbliche e private del territorio con l’obiettivo di aderire ai progetti europei di riqualificazione energetica e ambientale, sviluppo economico e innovazione. Genova è la prima città italiana a partecipare attivamente all’iniziativa europea per creare una rete di “città intelligenti”.

    Febbraio 2012: Genova riceve un finanziamento europeo di 6 milioni di Euro per la realizzazione di tre progetti legati a Genova Smart City. Sono tre le proposte inviate dal Comune, che hanno ricevuto la piena approvazione dei promotori del bando “Smart cities and Communities 2011″:
    – per l’ambito “pianificazione strategica sostenibile delle città”, Genova riceverà 674.000 € per la creazione di linee guida comuni alle diverse realtà che compongono il tessuto urbano, per favorire la trasformazione complessiva da città “semplice” a Smart City.
    – per l’ambito “riscaldamento e raffreddamento”, Genova otterrà 2.425.000 € per un progetto di rete energetica locale alle Gavette, zona Staglieno.
    – infine, per l’ambito “efficientamento energetico degli edifici”, Genova avrà 2.486.000 € per la riqualificazione energetica degli edifici presso la diga di Begato.

    Marzo 2012: il Comune di Genova sigla un protocollo d’intesa con Siemens – una delle aziende aderenti all’associazione Genova Smart City – per favorire lo sviluppo di ulteriori progetti, rispetto a quelli oggetto del bando europeo. I temi messi in campo sono utilizzo di energie rinnovabili negli edifici, sviluppo green di porti e aeroporti, mobilità sostenibile.

    Giugno 2012: Gloria Piaggio, coordinatrice del progetto Genova Smart City, spiega in un’intervista a Era Superba il dettaglio dei tre progetti e i tempi di realizzazione. «I progetti europei solitamente hanno una durata temporale di 3-4 anni. Il loro scopo principale è sfruttare l’occasione della disponibilità di un budget finanziario per sperimentare soluzioni alternative ed innovative che poi dovranno essere replicate nelle singole realtà, con le proprie forze». Scendendo in dettaglio, i tre progetti sopra citati verranno portati a compimento entro il triennio 2013/2016, in sinergia con le altre città europee vincitrici del bando, per diventare poi un modello per altri luoghi che volessero seguirne l’esempio.

    Ottobre 2012: il Ministero dell’Istruzione apre un nuovo bando per progetti legati a Smart City. Il finanziamento complessivo per i progetti che verranno sottoposti è di 655,5 milioni di euro.

    Gennaio 2013: il Comune di Genova apre un bando per 20 stage di sei mesi rivolti a giovani e laureati, che verranno inseriti nei diversi uffici comunali che operano nel progetto Genova Smart City. Un’opportunità per arricchire il proprio curriculum ed entrare a contatto con le realtà della pubblica amministrazione che si occupano di questo settore.

    IL PRESENTE

    Febbraio 2013: nuovi finanziamenti per Genova Smart City. Il capoluogo ligure riceve infatti 160 milioni di Euro per il bando aperto dal Miistero dell’Istruzione la scorsa estate. La cifra verrà così suddivisa: 84 milioni di euro per finanziare cinque progetti di ricerca e sviluppo legati alla città, 75 milioni di euro per quattro progetti che permetteranno ad altrettante imprese genovesi di sviluppare attività di ricerca in altre regioni italiane.

    Marzo 2013: il Comune di Genova lancia il concorso di idee Smart R-evolution. Entro il 16 maggio è possibile consegnare un’opera grafica che rappresenti l’idea di Smart City del suo autore: ai vincitori delle rispettive categorie (suddivise per fasce d’età) verranno assegnati in premio 4 tablet. Scopo del bando è sensibilizzare i cittadini sui temi chiave del progetto Smart City.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Rolandofest: cantautori e band al primo festival di Sampierdarena

    Rolandofest: cantautori e band al primo festival di Sampierdarena

    musica-live-cantanti-microfonoSono aperte fino a lunedì 25 marzo 2013 le iscrizioni per la prima edizione di Rolandofest, grande evento musicale che si svolgerà a Sampierdarena sabato 20 aprile ed è organizzato dall’associazione culturale Green Greed, in collaborazione con il Municipio di Sampierdarena.

    Gli organizzatori del festival hanno scelto Facebook come mezzo di reclutamento delle band: chiunque voglia partecipare deve pubblicare sulla pagina-evento “Selezioni Rolandofest” un proprio brano, demo o videoclip, seguito dal nome e da un contatto (telefono, e-mail, Facebook, etc).

    Possono partecipare solo gruppi emergenti con pezzi inediti (no cover band).

  • Museo dei Cereali: un nuovo progetto per il quartiere del Molo

    Museo dei Cereali: un nuovo progetto per il quartiere del Molo

    porto-antico-sfera-giorno-magazzini-cotone-DIUn Museo dei Cereali –o meglio, della Birra, della Focaccia e della Città di Genova- all’interno dello storico magazzino di Vico Bottai 6r, nel quartiere del Molo. Un progetto ambizioso, con tanto di area ristoro e cortile esterno nell’adiacente piazzetta Paolo De Luca, che bene si integra sia al sistema museale del Porto Antico, sia al progetto di Renzo Piano per la creazione di un percorso litoraneo che unisca il Levante al Ponente genovese. È questa l’idea di Giuseppe Iose Varlese (proprietario del magazzino, nonché ex gestore del Teatro Hop Altrove e produttore della birra Bryton) che, con l’aiuto degli architetti dello studio OBR – Open Building Research – di Salita San Matteo, ha pensato a una proposta di ampio respiro per il rilancio dell’intero quartiere. Fino ad ora, il progetto è ancora “work in progress”: avviato nel settembre-ottobre 2012, il lavoro ha subito un primo arresto a causa della mancanza di investitori, anche se le trattative con diversi soggetti interessati (l’ultimo, di due settimane fa) non si sono mai fermate. Con l’aiuto del proprietario e dell’architetto Michele Renzini, Senior Associate di OBR, vediamo di cosa si tratta.

    magazzino-vico-bottai-iole-varleseIL PROGETTO

    Il progetto, come detto, consiste nella trasformazione del magazzino di Vico Bottai 6 r in museo interattivo e spazio ristoro. All’interno, un’articolazione su due piani, grazie all’inserimento di soppalchi: al piano inferiore, il museo vero e proprio; al piano superiore, uno spazio adibito a bookshop e vendita di gadget, e un bar. Il museo al piano terra strutturato in modo didattico e ludico insieme, e dotato di: uno spazio expo; macchinari per la lavorazione di grano, cereali e diverse farine; attrezzature per la cottura della focaccia e la produzione di birra artigianale, da fare assaggiare ai visitatori e da servire ai clienti dello spazio ristoro; tavoli e sedie che, oltre alla loro funzione d’uso, serviranno anche da elementi espositivi e come arredo museale. Al piano superiore, invece, l’area per lo shopping e il relax, con possibilità di ristoro in un bar-ristorante che si affaccia all’esterno su Piazza De Luca. A sua volta, nei giardini della piazza trovano spazio tavoli, panche e altri arredi, a riprendere il leitmotiv del progetto mediante l’inserimento di una vegetazione consona (grano, cereali) e panche in pietra a forma di parallelepipedo. La proposta gioca sull’alternanza di livelli e prevede due ingressi: uno da Vico Bottai, che consente l’accesso allo spazio expo del piano inferiore; uno dai giardini di Piazza De Luca, che affaccia direttamente sul piano superiore, nella zona bar e bookshop. Anche la ristrutturazione del magazzino –come quella dei giardini- vuole essere effettuata nel rispetto della struttura originaria, con l’utilizzo di mattoni, acciaio e legno. Ci spiega l’architetto: «Il museo si propone come uno spazio interattivo in cui, oltre alla consueta visita, si possano anche degustare i prodotti presentati: i visitatori potranno produrre e poi degustare birra e focaccia. Inoltre, accanto a questo museo ludico-didattico, un vero e proprio locale per la ristorazione, autonomo e svincolato dal resto della struttura».

    IL RILANCIO DEL QUARTIERE MOLO

    Di origine medievale (‘400-‘500), l’ampio magazzino di Vico Bottai è sito in una zona densa di costruzioni che risalgono alla stessa epoca (si pensi a quelli del limitrofo Vico Palla) e che nel corso degli anni sono stati utilizzati in funzione della vita portuale. Tutte le attività del quartiere giravano attorno al Molo Vecchio, rispondendo alle esigenze degli operai che vi lavoravano e risiedevano in quella zona: nel reticolato urbano tra Porta Siberia (o Cibaria, com’era chiamata in origine) e Corso Maurizio Quadrio, gli edifici, ampi e spaziosi, sono stati usati come depositi per le derrate alimentari (cereali, nel caso del magazzino di Vico Bottai, sale nel caso di Palazzo Verde, ecc.) che giungevano e dipartivano dal porto genovese. In un’ottica di ritorno alle antiche tradizioni e ripristino in chiave moderna delle funzioni originarie di questi magazzini, nasce il progetto del  Museo dei Cereali. Inizialmente pensato per essere inserito nel sistema museale del Porto Antico (che oggi già comprende: Galata – Museo del Mare, Museo Nazionale dell’Antartide,  ARMUS – Archivio Museo della Stampa, Porta Siberia – Museo Luzzati, Science Expo Center, Magazzini dell’Abbondanza), l’iniziativa ha assunto dimensioni sempre più importanti e si è ampliata oltre le iniziali previsioni. L’idea è quella di un recupero a 360 gradi del quartiere e, come ci spiega l’architetto Renzini, partendo dall’edificazione del Museo, ci sono i presupposti per creare un percorso insieme ad Acquario di Genova, Bigo e Biosfera, che richiami visitatori e permetta –con un unico biglietto cumulativo- di visitare i diversi poli museali della zona. Un progetto che, oltre la creazione del museo in sé, senza dubbio contribuirebbe notevolmente a rilanciare il turismo e l’economia del Porto Antico. Inoltre, anche un collegamento con il progetto di Renzo Piano, che prevede la creazione di tre grandi parchi –a Voltri, a Multedo e Sestri, al Molo- per la formazione di una cintura verde tra la città e il mare. In particolare, l’idea di Piano è quella di una riqualifica generale del litorale genovese che, seguendo il percorso delle antiche Mura di Malapaga, colleghi il Ponente al Levante e termini in pieno centro cittadino, nell’area  tra la Fiera del Mare e i Magazzini dell’Abbondanza. L’edificazione del Museo dei Cereali si inserirebbe perfettamente in questo contesto urbanistico, grazie alla sua collocazione a ridosso delle Mura. Proprio al di sotto delle storiche fortificazioni, infatti, si apre piazzetta De Luca che, nonostante sia stata da poco ristrutturata dall’amministrazione comunale e dotata di spazio verde, arredi urbani e area gioco, risulta degradata e inaccessibile. L’idea di inglobare al progetto del Museo anche i giardini della Piazza servirebbe a renderli di nuovo accessibili e fruibili dalla cittadinanza. «È mia intenzione -dice Varlese- creare una sinergia tra comitato di quartiere, Comune di Genova e altri enti coinvolti, in modo da rispettare le esigenze di tutte le parti interessate e offrire allo stesso tempo un servizio in grado di migliorare quest’area urbana».

     

    Elettra Antognetti

  • La Claque: un libro e uno spettacolo su donne, impegno e politica

    La Claque: un libro e uno spettacolo su donne, impegno e politica

    La ClaqueMartedì 19 marzo 2013 a La Claque due appuntamenti dedicati all’impegno civico e politico delle donne.

    Alle 20.30 la presentazione del libro “Non per odio ma per amore. Storie di donne internazionaliste” di Paola Staccioli e Haidi Giuliani (Derive Approdi, 2012).

    Scheda del libro
    Tamara Bunke, Elena Angeloni, Monika Ertl, Barbara Kistler, Andrea Wolf, Rachel Corrie. Sei vicende biografiche diverse per provenienza geografica, formazione culturale e politica. Sei esistenze accomunate dalla scelta di abbandonare la propria vita «privilegiata» di donne occidentali per andare a combattere una rivoluzione degli altri. Dalla decisione di mettere in gioco la propria vita in una militanza a sostegno delle lotte di liberazione di altri popoli.
    Donne comuniste, antimperialiste, pacifiste, alcune delle quali sono entrate nella clandestinità delle formazioni armate, hanno aderito alla guerriglia o hanno esercitato una resistenza attiva. Non per odio ma per amore è il racconto della loro vita, della «ragione» che le ha spinte a combattere e della «passione» che le ha animate fino al più tragico epilogo.

    Alle 21.30 lo spettacolo teatrale M O N I K A di Beppe Casales, diretto e interpretato da Irene Lamponi. Un progetto TEATRO OP//TeatrOniricoPolitico, con il sostegno di AltroQuando. Liberamente ispirato al libro “La ragazza che vendicò Che Guevara“, Nutrimenti 2011.

    Tema dello spettacolo
    Cosa ci spinge a rischiare la vita per volere cambiar le cose?
    Attraverso la vera storia di Monika Ertl, la ragazza che vendicò Che Guevara sparando all’ufficiale dei servizi segreti boliviani nel 1971, lo spettacolo parla anche del nostro presente, tracciando una linea d’unione tra la storia di Monika e le grida di protesta degli ultimi anni, dalla primavera araba ai movimenti globali degli indignati.

    Alle 19, aperitivo a buffet organizzato da Astranna Eventi. L’ingresso a entrambi gli eventi è 8 €, si può anche partecipare a uno solo dei due incontri. Info 010 2470793.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sarzano in Festival: due giorni di musica dal vivo nel quartiere

    Sarzano in Festival: due giorni di musica dal vivo nel quartiere

    Piazza Sarzano, GenovaVenerdì 22 e sabato 23 marzo 2013 il Civ di Sarzano si anima con due giorni di festival di musica dal vivo, con un ricco programma di concerti, animazioni e laboratori.

    Un’iniziativa che vede coinvolte due importanti location del centro storico: piazza Sarzano e i Giardini Luzzati. Per capire l’importanza di questo evento abbiamo contattato Massimo Cudillo del Civ di Sarzano: «Sarzano in Festival è l’inizio di un percorso per la riqualificazione del quartiere: in questa occasione si esibiranno numerosi artisti, dai giovani (ad esempio le Barche a Torsio, grupppo folk genovese) ai più esperti (come il gruppo Folcloristico “Città di Genova” che si esibirà in costumi del 700/800 con tutto il loro repertorio) ai più tradizionali (ad esempio i Trallallero con “i Canterini della Valbisagno”), tutto esclusivamente in lingua Zeneize. In tutte queste manifestazioni possiamo contare sull’aiuto di Confesercenti, della Camera di Commercio e del Municipio Centro Est, che ci aiutano a interagire con il Comune di Genova e a sviluppare le esigenze che solo la gente del luogo vede e sa come poter valorizzare, abitandoci quotidianamente».

    Cosa si vedrà dunque in Sarzano in Festival? L’evento si svolgerà venerdì 22 e sabato 23 marzo in diversi spazi tra piazza Sarzano e i Giardini Luzzati. Si parte il venerdì sera ai Luzzati con il concerto e laboratorio di Ri-Percussioni Sociali (ore 22) e in Porta Soprana con il Duo Kabu (ore 23).

    Il sabato ai Luzzati nel pomeriggio, dalle 15 con animazioni per bambini e un laboratorio musicale per bambini con materiali di riciclo. A seguire Schegge di Culture, incontro a cura di Rete Genova Plurale (ore 19) e concerto di rumba tradizionale afrocubana (ore 22). In piazza Sarzano si parte dalle 18 con un festival di musica d’autore de Zena: in programma i concerti di Gruppo Folclorico Città di Genova, i Trallallero con i Canterini della Valbisagno, Andrea Incandela (vincitore del microfono d’oro del festival musica Genovese), il duo Barche a Torsio e dj-set finale.

    In entrambe le serate, nel Chiostro di Sant’Andrea, house music a cura dell’associazione culturale Motel1989.

    Come si integra questo evento con le attività che da tempo si realizzano nel quartiere, come la Festa di Carnevale dello scorso febbraio? «Il CIV è stato fondato nel 2010 per offrire, con l’aiuto di tutti i commercianti e degli abitanti, una nuova vità sociale al quartiere e per far riscoprire le proprie bellezze artistiche. Ciò è possibile anzitutto, in quest’epoca multietnica, facendo riscoprire alla gente le proprie origini, con feste tradizionali che servono per rafforzare quello che in questi anni si è un po’ perso, ovvero lo spirito che ci lega alle nostre radici. Gli eventi realizzati di recente sono stati accolti con grande entusiasmo dagli abitanti della zona, oltre che dalla gente accorsa dai quartieri vicini per unirsi ai festeggiamenti».

    Infine, quali sono i progetti per il futuro? «Quest’anno sarà allestito un mercatino fisso vicino al chiostro del Museo di Sant’Agostino, stiamo inoltre lavorando per poter avere in piazza, una volta alla settimana, anche un mercatino di merci varie che riempia di vita e colori questo quartiere, che è ormai diventato un grosso parcheggio grigio senza alberi. Il prossimo progetto di riqualificazione verrà presentato durante la Notte Bianca negli spazi dei Giardini Baltimora (meglio conosciuti ai più come Giardini di Plastica) e avrà nome LiveLife: stiamo organizzando una pulizia e un abbellimento attraverso delle forme d’arte contemporanea o Street Art, già attive in grandi città europee come Berlino, Londra e Parigi, e che riconsegnerebbero alla città un’area verde in pieno centro per metterla a disposizione della comunità (per esempio come giardino per portare fuori i nostri animali domestici o dove creare delle zone per i più piccini con gonfiabili o altro)».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Prà, Fascia di Rispetto: futuro incerto, i cittadini si mobilitano

    Prà, Fascia di Rispetto: futuro incerto, i cittadini si mobilitano

    pra-fascia-rispetto«Oltre 150 persone si sono ritrovate venerdì sera a Prà per discutere della Fascia di Rispetto. In tempi di disaffezione dalla politica questo è un segnale in controtendenza che andava colto dalle istituzioni. Mentre, invece, non si è presentato nessuno». Così Nicola Montese, rappresentante del Comitato per Prà, racconta la sensazione di profondo abbandono che accomuna gran parte dei cittadini del quartiere. Nonostante il generale scoramento, però, la voglia di partecipazione è sempre alta. «L’assemblea presso la Sala Polivalente di San Rocco è stata l’occasione per confrontarsi con le realtà attive sul territorio, associazioni, comitati, singoli abitanti, allo scopo di studiare le prossime iniziative per far sentire la nostra voce».

    Al centro dell’incontro la gestione del progetto di riqualificazione della Fascia di Rispetto, il famoso “Progetto Integrato Prà Marina” (inserito nel P.O.R. Liguria 2007/2009) che ha seriamente rischiato di perdere il finanziamento di circa 15 milioni di euro, a causa di grossolani errori tecnici scoperti in extremis.
    «Non abbiamo più avuto notizie dai “non” rappresentanti istituzionali che ci governano – continua Montese – È da dicembre 2012 che attendiamo una comunicazione ufficiale».
    Per quanto riguarda il restyling dell’asse viario, sembra che l’amministrazione comunale intenda proseguire con la soluzione progettuale – rivista e corretta in fretta e furia, senza accogliere le istanze della popolazione – che prevede una nuova via Aurelia a 4 corsie (2+2). Il consiglio del Municipio Ponente, al termine dell’animata seduta pubblica del 12 dicembre scorso, ha approvato tale progetto.

    «I cittadini, invece, prediligono la vivibilità del quartiere, piuttosto che la viabilità – sottolinea Montese – il Comitato dei Genitori dell’Istituto Comprensivo di Prà, in una manciata di giorni, ha raccolto ben 1840 firme per supportare la proposta degli abitanti».
    In sintesi il progetto dei cittadini praesi contempla una viabilità simile a quella odierna (2 corsie) ma trasferita sull’ex sedime ferroviario – quindi allontanata dal centro abitato con la conseguente e positiva diminuzione del traffico veicolare vicino alle case – mentre al posto dell’attuale via Aurelia è prevista una “zona a 30 Km/h” per dare priorità al traffico ciclabile, nella quale le automobili possano circolare, ma con forti limitazioni di velocità.
    «Grazie all’aiuto dell’Arch. Daniele Siviero, i comitati hanno studiato una soluzione di maggior dettaglio, più aderente allo spirito con il quale furono richiesti i finanziamenti europei – spiega il Comitato per Prà – inoltre, nel progetto c’è anche l’ipotesi di un’area polisportiva che, unitamente a campo di calcio e piscina, possa completare l’offerta dedicata all’utenza».

    La Fascia di Rispetto, nel frattempo, si sta trasformando in un vero e proprio allarme sociale. Oggi, nell’area in cui fino a qualche mese fa si trovavano i famosi 800 mq di terra contenente amianto, fortunatamente rimossi, c’è un accampamento di persone senza dimora che vivono in condizioni disumane.
    «Ormai c’è uno scollamento totale tra il territorio e le istituzioni – conclude Nicola Montese del Comitato per Prà – Quest’ultime hanno completamente perso il controllo della situazione. Mi chiedo a cosa servano i Municipi se al loro interno siedono partiti che non hanno più contatti con gli abitanti dei quartieri. Sarebbe più utile poter contare sul contributo di cittadini attivi, comitati e associazioni, forse così i problemi potrebbero essere affrontati con maggiore cognizione di causa».

     

    Matteo Quadrone

  • Teatro dell’Ortica, Molassana: ipotesi trasferimento all’Istituto Doria

    Teatro dell’Ortica, Molassana: ipotesi trasferimento all’Istituto Doria

    centro-polivalente-auditorium-majorana-teatro-orticaPrima era stata l’ingiunzione di sfratto, inaspettata, a breve distanza dal rinnovo del contratto triennale a canone agevolato. Poi la proposta di una sede alternativa, ma inadeguata, e il paventato scorporo del centro: queste le vicende che hanno interessato nei giorni scorsi il Teatro dell’Ortica, e con esso, tutte le altre associazioni radunate all’interno del Centro Polivalente “Auditorium” di Via Allende 48, a Molassana.

    Dopo l’ultimo incontro si aprono nuovi scenari: tra le diverse proposte di enti privati che si sono dichiarati disponibili ad affittare i propri locali al Centro “Auditorium”, la più accreditata è quella dell’ASP Brignole, che ha messo a disposizione gli spazi dell’Istituto Doria, di Via Struppa 50. Qui, verrebbero accolte tutte le associazioni di Via Allende 48, evitando l’ipotesi di separazione, che già si andava profilando.

    majorana
    Fondato nel 1996, il Centro Polivalente “Auditorium” svolge un ruolo fondamentale per Molassana. C.I.E.P. è il soggetto principale all’interno del Centro, coordina e supervisiona le attività di tutte le altre associazioni affrontando problematiche legate al disagio psichico-relazionale e alle dipendenze.
    Proseguendo il lavoro di C.I.E.P., il Teatro dell’Ortica porta avanti il progetto di “teatro sociale”, mettendo l’espressione artistica al servizio del disagio psichico e dell’emarginazione.
    Lo Spazio Famiglia Val Bisagno, invece, offre accoglienza alle famiglie e a mamme con bambini portatori di handicap, crea percorsi di mutualità nella cura e l’educazione dei figli, mette a disposizione consulenti per la risoluzione di problemi giudiziari e segue il percorso di affidamento genitoriale.
    Sempre gestito da Nuovo C.I.E.P e in collaborazione con il Consorzio Sociale Agorà, in via Allende opera anche l’Asilo Nido “Gnomi e Folletti”, asilo part-time per bambini dai 16 ai 36 mesi. Nato nel ’99 come area-gioco nell’ambito di Spazio Famiglie Val Bisagno, ha poi assunto vita autonoma ed è oggi gestito dal Comune.

    Con l’aiuto del consigliere comunale Gianpaolo Malatesta facciamo luce sugli ultimi sviluppi della vicenda: «Dall’ASP Brignole è stata avanzata proposta di mettere a disposizione i locali dell’Istituto Doria, in Via Struppa, a pochi km dalla sede attuale del Centro, e attualmente è in corso un dialogo tra i soggetti interessati. Dall’azienda è stata data la disponibilità a visionare i locali in questione e attualmente funzionari municipali e delegati di “Auditorium” stanno procedendo al vaglio degli spazi. Se saranno giudicati idonei, si dovrà attendere il successivo e definitivo via libera dalla Provincia, cui spetta l’ultima parola sulla ricollocazione».

    La struttura del Doria attualmente è adibita a ricovero temporaneo per riabilitazione e residenza permanente per anziani. All’ interno – in collaborazione con medici professionisti e coordinatori- operano associazioni di volontariato convenzionate (Associazione Volontari Ospedalieri e Sant’Egidio), che offrono supporto agli ospiti e collaborano alla gestione del centro, svolgendo attività di animazione per la stimolazione cognitiva, laboratori e attività ludiche volte alla socializzazione degli ospiti. In linea con le finalità perseguite dal Centro Polivalente “Auditorium”, l’attività dell’Istituto Doria coniuga problematiche psico-fisiche e di recupero sociale a espressione artistica, attività manuali e motorie, svolte in collaborazione con fisioterapisti e assistenti sociali.

     

    IL COMPLESSO SCOLASTICO SEDE DEL CENTRO POLIVALENTE “AUDITORIUM”

    Il Centro è inserito nel complesso scolastico sede della succursale del Liceo Scientifico “Da Vinci” e dell’Istituto Tecnico “Ettore Majorana”: all’epoca in cui è stato costruito (tra gli anni ’80-’90), il complesso si presentava come centro scolastico innovativo e all’avanguardia, dotato al suo interno di un’ampia palestra, un auditorium, vari laboratori, una biblioteca, sala tv, saletta prove, e all’esterno di campo da basket e stadio coperto. Il progetto iniziale prevedeva anche l’inserimento di una mensa, la cui realizzazione è stato ultimata solo di recente. Inoltre, solo qualche anno fa gli spazi prima funzionanti come ingresso e segreteria sono stati riconvertiti e adibiti a bar. Un progetto in grande stile e pionieristico, che voleva fare da apripista per altri affini. Dal ’96 gli spazi ancora liberi e usati –appunto- come auditorium, sono stati assegnati dall’amministrazione al Centro Polivalente.

    IL PERCHÉ DEL TRASFERIMENTO: EMERGENZA SPAZI PER L’ISTITUTO MARSANO

    A partire dal prossimo settembre tutte le associazioni dovranno abbandonare l’attuale sede per lasciare spazio alle classi dell’Istituto Tecnico Agrario “Marsano” che ha visto un recente aumento delle iscrizioni (per una quinta classe in uscita, sono state create 3 nuove prime) e gli spazi di Via De Vincenzi si sono mostrati inadeguati: inizialmente alcune classi sono state trasferite nei locali del Municipio IV Media Val Bisagno, poi nei locali di Via Allende 48, in cui attualmente (dallo scorso anno scolastico) sono già ospitate due classi del “Marsano”, in alcuni locali assegnati al “Majorana” ma momentaneamente inutilizzati. Per il prossimo anno scolastico, tuttavia, l’amministrazione ha previsto il definitivo trasferimento delle classi nel complesso di Via Allende: per prima cosa, verrà messo a disposizione del “Marsano” un intero piano, ora assegnato al “Da Vinci” ma non in uso. Ma un solo piano non sarà sufficiente a rispondere alle esigenze dell’Istituto Agrario: pertanto l’unica soluzione per l’amministrazione è quella di sgomberare i locali assegnati al Centro “Auditorium”.

     

    Elettra Antognetti