Categoria: Notizie

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  • Giardini e parchi di Genova: riqualificazione, i progetti Arci

    Giardini e parchi di Genova: riqualificazione, i progetti Arci

    Valletta Carbonara San NicolaSabato 9 marzo 2013 (ore 20) il Circolo Arci Belleville ospita una cena con i cittadini – giardinieri che da alcuni mesi si stanno occupando della riqualificazione di Valletta San Nicola, lo spazio verde di 20.000 metri quadrati sito alle spalle dell’ex Albergo dei Poveri, un tempo destinata alle serre del Comune e oggi in stato di abbandono. Un progetto creato da un gruppo di cittadini costituito in associazione.

    Questo il programma della serata: cena alle 20 con pizzoccheri e torta di nocciole (costo 8 €, per i bambini 6 €); alle 21 il racconto del progetto e dibattito.

    «Tra i valori fondanti del Circolo Belleville ci sono la promozione di consumo critico e sviluppo sostenibile: molti soci non conoscono tutte le iniziative attuate in città su questi temi, oppure le conoscono ma non sanno come mettersi in contatto o dare il proprio contributo. Eventi come quello di sabato permettono al Circolo di essere amplificatorie di storie e buone pratiche, che vengono presentate in contesti di convivialità», spiega Silvia Melloni, che ha organizzato la serata.

    L’incontro si inserisce nei progetti che Arci sta da tempo effettuando a Genova: molti circoli si adoperano per riqualificare le aree verdi circostanti, che all’occorrenza possono essere trasformate in orti urbani, giardini o spazi gioco per i bambini. Uno degli esempi più virtuosi è Erba Voglio, progetto curato a San Teodoro da Agostino Barletta. «La cittadinanza attiva si esprime anche nel valorizzare la bellezza del territorio»: a questo scopo Arci fa anche rete con realtà simili sul territorio, che operano anche in altri quartieri (per esempio Terra Onlus a Cornigliano e Vesima, Legambiente, Rete If e altre).

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Pechakucha Night: una sera per conoscere i creativi di Genova

    Pechakucha Night: una sera per conoscere i creativi di Genova

    La ClaqueSono aperte le iscrizioni per la quinta edizione di Pechakucha Night, evento che si svolgerà venerdì 19 aprile 2013 a La Claque in Agorà.

    Come per ogni altra edizione, il bando è aperto ad artisti, creativi e professionisti della comunicazione: designer, architetti, grafici, fotografi, ma anche artisti, stilisti, scrittori, fumettisti, musicisti, videomaker, chiunque abbia un’idea, una passione o un progetto creativo e voglia condividerlo e farlo conoscere.

    La partecipazione è gratuita: per iscriversi è necessario inviare 7 slide di presentazione del progetto (secondo il formato scaricabile dal sito di Pechakucha Night), la scheda di partecipazione in italiano e in inglese all’indirizzo mail pkn.genova@gmail.com entro venerdì 29 marzo 2013.

    Entro venerdì 5 aprile sarà inviata una mail ai creativi selezionati dallo staff PKNGenova, che dovranno inviare la presentazione completa (20 slide) entro lunedì 15 aprile.

    I selezionati presenteranno il loro progetto Venerdì 19 aprile presso La Claque.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Corso Sardegna, ex mercato: decisioni rimandate al prossimo autunno

    Corso Sardegna, ex mercato: decisioni rimandate al prossimo autunno

    mercato-corso-sardegna-2008-d1Si è concluso ieri (6 marzo 2013 ndr), nel tardo pomeriggio, l’incontro tra i rappresentanti delle amministrazioni per decidere sul futuro dell’ex mercato ortofrutticolo di Corso Sardegna. All’incontro erano presenti, per la Regione, l’Assessore all’Ambiente e sviluppo sostenibile Renata Briano; Massimo Ferrante, presidente del Municipio III Bassa Val Bisagno; per la Provincia, il dottor Massimo Ramella; per il Comune, gli assessori Valeria Garotta e Giovanni Crivello, rispettivamente per l’Ambiente e Lavori Pubblici e Manutenzione.

    L’incontro è stato chiesto dai soggetti coinvolti per stabilire i settori di competenza e trovare una linea comune per il futuro dell’area.
    In primis sono state valutate le nuove disposizioni dell’autorità di bacino ed è stato esaminato il piano di bacino del Bisagno, con i dati aggiornati in base ai cambiamenti avvenuti dopo l’alluvione 2011. Le nuove disposizioni identificano l’area in questione come zona A con inedificabilità, mentre prima si trattava sempre di zona A, ma con possibilità di deroga per la costruzione. Con questa nuova pronuncia dell’autorità di bacino, in particolare, viene impedito qualsiasi tipo di edificazione sotterranea e il progetto attuale della Rizzani De Eccher – che prevede la realizzazione, tra le altre cose, di un silos interrato – risulta bloccato.

    La Provincia procede ora alla predisposizione di un bando di gara per la selezione di una commissione di tecnici che svolgano approfondimenti idraulici sul piano di bacino del Bisagno. È previsto un finanziamento di 90 mila euro.
    Il team di tecnici dovrà valutare se le soluzioni in essere (già attuate) e quelle possibili (da attuarsi) predisposte dalle amministrazioni sul Bisagno e sul Fereggiano sono tanto efficaci da consentire la declassificazione dell’area da zona A a zona B, con edificabilità su osservanza di precise prescrizioni emesse dagli enti di competenza. Solo con un’eventuale declassificazione, infatti, sarà possibile procedere con i lavori.

    Entro il 30 aprile 2013 sarà ufficialmente formata la squadra dei tecnici, la quale avrà tempo 180 giorni dalla consegna dell’appalto per concludere i lavori. Il risultato delle valutazioni sarà presentato prima in Provincia, per poi essere girato alla Regione. Solo in seguito, in base agli esiti, si saprà come procedere.

    Il presidente del Municipio Bassa Val Bisagno Massimo Ferrante, subito dopo l’incontro, si dice contento per l’esito delle consultazioni e precisa: «In quanto rappresentante del Municipio, ho portato la “voce del territorio” e fatto presenti le richieste della cittadinanza: c’è bisogno di stabilire una tempistica. La situazione nel quartiere è insostenibile e, fatte le valutazioni necessarie, bisogna prendere una decisione: andare avanti col progetto, o fare un passo indietro e intraprendere un’altra strada. L’importante è avere delle risposte certe».

     

    Elettra Antognetti

  • Argentina, un libro su crisi economica e imprese “recuperate”

    Argentina, un libro su crisi economica e imprese “recuperate”

    aut autGiovedì 7 marzo 2013 (ore 18.30) si svolge un incontro all’AutAut 357 di via delle Fontane sul tema della crisi economica in Argentina.

    Si inizia con la presentazione del libro Lavorare senza padroni della giornalista Elvira Corona, che racconta una panoramica delle “Empresas recuperadas por sus trabajadores”, un fenomeno che ha contribuito a un cambiamento di prospettive nella società argentina. Si tratta delle aziende “recuperate dai propri lavoratori” che le hanno occupate, rimesse in funzione e gestite in cooperativa dopo la crisi del 2001 e il fallimento del modello economico vigente.

    Dieci storie prese in esame, molto diverse fra loro sia per posizione geografica (dalla Renacer, una fabbrica di elettrodomestici di Ushuaia, la città più a sud del pianeta a Grissinopoli, una fabbrica di grissini fondata da una famiglia italiana nei primi anni ’60 a Buenos Aires), sia per settore produttivo (dall’informazione con la cooperativa di giornalisti di La Vaca, al turismo con quella dei gestori del Bauen, hotel in pieno centro di Buenos Aires, all’alta moda dell’ex Brukman).

    A seguire, apericena e proiezione del documentario del 2004 The Take di Avi Lewis & Naomi Klein (quest’ultima autrice di No logo), sull’occupazione di alcune fabbriche argentine da parte dei lavoratori.

  • Cantiere Campana alla Tosse: il bilancio al termine della prima stagione

    Cantiere Campana alla Tosse: il bilancio al termine della prima stagione

    Ingresso Teatro della TosseCon lo spettacolo Post-it (in scena da oggi sino a sabato 9 marzo, a cura di Teatro Sotterraneo, giovane compagnia teatrale fiorentina) il Cantiere Campana del Teatro della Tosse chiude la sua prima stagione. Dieci spettacoli tutti diversi fra loro e caratterizzati da un unico comune denominatore: compagnie giovani, ricerca e sperimentazione. Non spettacoli di cartello che richiamano facilmente pubblico ai botteghini, ma un’offerta culturale che mette al centro il testo e la compagnia.

    Abbiamo fatto il punto con il responsabile del progetto, Yuri D’Agostino: «Devo dire che mi ritengo soddisfatto di questa prima stagione del Cantiere Campana. Ovviamente è difficile che spettacoli così differenti possano avere sempre incontrato il gusto di tutti, ma abbiamo voluto portare il più ampio ventaglio possibile di offerta agli spettatori, soprattutto per far conoscere il fortissimo fermento culturale che c’è in Italia se si va a grattare sotto le patinature e le rappresentazioni che sanno più di archeologia teatrale che di cultura».

    «Vorrei anche far notare il coraggio che ha avuto il Teatro della Tosse. In un periodo in cui, economicamente parlando, sarebbe più “utile” portare in scena solo testi di sicuro impatto e con attori conosciuti, la Tosse ha scelto di investire una sala e metà della sua stagione in un progetto di “semina” invece che di “raccolta”».

    Ma il progetto Cantiere Campana non è solo spettacolo. E’ anche comunità, con l’iniziativa “Sostenitori” si è cercato di coinvolgere gli spettatori anche prima e dopo la rappresentazione teatrale: «Sapevamo che in una città come la nostra sarebbe stato complicato… ma volevamo dare al pubblico diversi gradi di partecipazione: al Cantiere Campana si può arrivare 2 minuti prima dell’inizio dello spettacolo e andarsene subito dopo gli applausi, oppure si può arrivare anche un’ora prima e prendersi insieme un aperitivo con buffet al Cafè Ubu, il bar del teatro. Oppure ci si può fermare al termine dello spettacolo per un incontro con gli artisti. O ancora non andarsene mai del tutto, partecipando sul sito, su Facebook, andando insieme ai laboratori o a visitare mostre o altri eventi».

    Cantiere Campana, Yuri D'AgostinoQuale è stata la risposta della città? Sia per quanto riguarda le presenze in sala che la partecipazione al progetto nella sua interezza… «Bisogna dire che Genova ha risposto bene, in questi mesi ho avuto modo di conoscere persone meravigliose che altrimenti sarebbero rimaste degli sconosciuti. Anche in serate in cui in città c’era una offerta culturale di tutto rispetto abbiamo sempre mantenuto uno zoccolo duro di spettatori che sceglieva di passare la serata con noi. Tra l’altro, in linea con la tradizione del teatro, il biglietto è sempre stato decisamente “popolare”; venire a teatro da noi costa meno che andare al cinema e per gli under 28 le convenzioni si estendono anche alla sala Trionfo».

    «Naturalmente di cose da migliorare ce ne sono – continua D’Agostino – più che altro si tratta di errori in cui può esser facile incappare quando si porta avanti con entusiasmo un progetto totalmente nuovo. Creare una comunità di persone unite da una passione ma diverse in tutto il resto è tanto stimolante quanto complicato. Di sicuro la prossima stagione lavoreremo affinché aumenti la percentuale di pubblico che vuole dire la sua e sia interessato a condividere altre attività con i Sostenitori. Abbiamo cercato di rendere il sito e la pagina Facebook non una vetrina dove il teatro si mette in mostra, ma una piazza dove tutti possono partecipare; ci siamo riusciti solo in parte e la prossima stagione saremo impegnati a migliorare questo risultato».

    Il Cantiere Campana non termina sabato con l’ultima replica di Post-it. Verrà ospitata la terza edizione del Bando Pre-visioni dedicato alle compagnie del territorio genovese e ligure. Poi si inizierà a lavorare per la prossima stagione.

  • Teatro Akropolis, Sestri Ponente: spettacoli, workshop e seminari

    Teatro Akropolis, Sestri Ponente: spettacoli, workshop e seminari

    teatro akropolis«I teatri non possono e non devono essere serbatoi da riempire di spettacoli, ma luoghi dove mettere in atto qualcosa di produttivo e concreto: in questo periodo di crisi, che coinvolge non solo il teatro ma l’intero sistema culturale, è fondamentale una riflessione propositiva su temi che stanno a monte degli spettacoli e delle produzioni teatrali».

    Con queste parole i direttori artistici Clemente Tafuri e David Beronio hanno presentato questa mattina la stagione del Teatro Akropolis di Sestri Ponente: uno spazio aperto da tre anni nel quartiere di Ponente e che ha all’attivo un ricco calendario di spettacoli, seminari e workshop il cui fil rouge è il lavoro sul corpo e le sue possibilità di espressione.

    Uno spazio che dimostra ancora una volta alla città che il decentramento delle attività culturali non è necessariamente un fattore negativo: la stagione 2013 di Testimonianze, ricerca, azioni parte con l’aprire gli spazi del teatro a compagnie da tutta Italia, anche mai venute prima a Genova, a partire dalla Nari-Frangioni / Ubidanza che effettuerà proprio qui una residenza artistica dall’8 al 24 marzo e che mercoledì 13 metterà in scena lo spettacolo Principesse a progetto: I atto.

    Il programma di questo primo mese (che parte mercoledì 13 marzo e trovate nella nostra agenda eventi) è stato pensato per dare meno spazio agli spettacoli a vantaggio di momenti di incontro e riflessione sullo stato del teatro. Un esempio è il workshop gratuito per critici teatrali, i cui partecipanti avranno l’opportunità di formare una vera e propria redazione, per monitorare le attività di teatri e compagnie liguri: «Critica teatrale e recensione sono due cose diverse, una riflessione sul ruolo del critico non può prescindere da un’adeguata formazione, che faremo attraverso un percorso a cura di Teatro e Critica».

    Il Teatro sarà inoltre capofila del primo convegno ligure di Cre.Sco, che si terrà mercoledì 20 marzo a Villa Bombrini (ospitati dalla Società per Cornigliano) e sarà preceduto da un seminario sull’uso dei social network per promuovere attività culturali. «Portare Cre.Sco in Liguria è fondamentale per iniziare a concepire nuovi modi di lavorare, di condividere, di percepire e far percepire l’arte nel suo complesso».

    Marta Traverso

  • Coop for words 2013: concorso letterario per scrittori under 36

    Coop for words 2013: concorso letterario per scrittori under 36

    scrivere-scrittura-2Aperte le iscrizioni per il concorso letterario Coop for words per autori e fumettisti under 36, indetto ogni anno e che in questa edizione è rivolto per la prima volta anche ad autori residenti in Liguria.

    Il concorso si articola in cinque sezioni: poesia, fumetto, racconti dello scontrino (ossia testi ambientati in un centro commerciale), cinema e canzone d’autore.

    La partecipazione è gratuita: gli elaborati, inediti e in lingua italiana, dovranno essere inviati entro il 12 maggio 2013 sul sito di Coop for Words, seguendo la procedura guidata; sul sito si trovano anche tutte le informazioni e il bando del premio

    Una giuria sceglierà 50 opere – 10 per ciascuna sezione – che confluiranno in un’antologia, in distribuzione in tutti i negozi delle Coop coinvolte e nelle librerie .coop di tutta Italia. I primi classificati di ogni sezione potranno frequentare gratis uno dei corsi della scuola di sceneggiatura e narrazione “La bottega delle finzioni” di Carlo Lucarelli.

    Il primo tra gli autori per canzoni vedrà il proprio testo musicato da Cristiano Godano dei Marlene Kuntz. I primi 5 classificati delle sezioni letterarie, inoltre, daranno voce ai propri testi a ottobre, durante la giornata bolognese della manifestazione per la cultura solidale “Ad alta voce”. I primi 5 fumettisti potranno invece esporre le proprie tavole a “BilBOlBul” 2014.

  • Consiglio Comunale, Sampierdarena: immigrazione, sicurezza e polemiche

    Consiglio Comunale, Sampierdarena: immigrazione, sicurezza e polemiche

    palazzo-tursi-aula-angolo-alto-destro-D5Sampierdarena, quartiere di gang, di lotte tra gruppi criminali, di risse talvolta mortali. Tutti argomenti che riempiono intere pagine dei nostri quotidiani locali, affamati della cronaca più nera possibile. Benché talvolta i mass media presentino questi fenomeni enfatizzandone la componente più truce e spettacolare, è purtroppo una realtà che in certe zone della nostra città la sicurezza rappresenti un problema molto delicato; perché il passaggio dalla paura per la propria incolumità alla discriminazione può risultare più facile del previsto.

    Pdl bacchettato da destra e sinistra per aver attribuito ai cittadini ecuadoriani le ragioni del disagio a Sampierdarena

    Su questo punto si è particolarmente animata la discussione di ieri in Consiglio Comunale, dopo la presentazione di una mozione del Pdl in cui veniva indicata la  difficile integrazione degli immigrati dell’Ecuador come la causa principale dell’emergenza criminalità a Sampierdarena. Il passaggio incriminato evidenziava che le problematiche di questo quartiere sono dovute «alla forte presenza di immigrati, soprattutto ecuadoriani, con problemi di integrazione attraverso la trasposizione di usanze e metodi di vita inconciliabili con la nostra cultura basata sul rispetto delle regole e di una civile convivenza».

    Immediato l’intervento del consigliere Musso, il quale, presentando le sue proposte di modifica a questa mozione, ha chiesto che venisse eliminata dal dispositivo tale frase. L’ex senatore non voluto negare che i problemi di integrazione possano essere la radice di molti problemi per i cittadini, ma ha aggiunto anche «se io per ventura fossi di nazionalità ecuadoriana e leggessi che il Consiglio Comunale del Comune in cui abito ha approvato un documento del genere mi riterrei profondamente offeso».

    Durissimo il giudizio del sindaco Doria sulla mozione pdl: è razzista

    Via Buranello SampierdarenaNon è bastato che la consigliera Lauro, capogruppo del Pdl, accettasse di cancellare questa parte della mozione, per evitare un intervento particolarmente duro del Sindaco Doria che ha parlato senza mezzi termini di «mozione politicamente irricevibile e razzista per il giudizio che da nei confronti di quelli che l’amministrazione considera a tutti gli effetti cittadini genovesi», facendo riferimento agli stranieri di seconda o terza generazione, nati e cresciuti a Genova.

    Lilli Lauro ha risposto alle critiche dicendo che esse derivano da una scarsa conoscenza del territorio «evidentemente il Sindaco non è mai stato al Campasso e non ha visto tutto il sangue che c’è per terra quasi tutte le sere».

    Nonostante la discussione abbia avuto toni molto accesi la mozione non è stata nemmeno posta al voto, poiché i punti che affrontava sono stati superati da successive decisioni della Giunta stessa. In particolare il documento chiedeva di selezionare le associazioni che avrebbero svolto attività per la diffusione della cultura della legalità nei quartieri, e a cui sarebbero spettati i 190 mila euro messi a disposizione da Comune e Regione, sulla base di un bando pubblico, ma il soggetto attuatore è già stato definito con una delibera del dicembre 2012. La scelta, guidata dalla presenza di particolari professionalità, disponibilità di strumenti e risorse idonee e presenza sul territorio è ricaduta sul Job Centre.

    Tuttavia, come ha sottolineato anche il M5S, le attività individuate dalla Giunta saranno soprattutto di carattere civico culturale, mentre hanno ricevuto minore attenzione le necessità che riguardano dell’educazione scolare e il lavoro per questi cittadini stranieri. Il capogruppo del  movimento Paolo Putti ha infatti proposto di integrare le azioni stabilite dall’amministrazione con misure per contrastare l’abbandono scolare e la creazione di borse lavoro per dare ai ragazzi del quartiere «un’alternativa di percorso di vita». In assenza di questi interventi può esservi il rischio che i destinatari di questo progetto non sappiano coglierne il valore poiché non sono in grado di concepire un’esistenza alternativa a quella che già conducono ai margini della delinquenza.

     

    SI AGGRAVA LA SITUAZIONE DI AMT

    autobus-amt-3Intanto mentre in aula giunge la notizia della decisione dei lavoratori di AMT di proseguire lo sciopero oltre il termine previsto delle 17:30.

    Il tema era stato affrontato ad inizio seduta in seguito alla richiesta di chiarimento all’assessore alla Mobilità Dagnino sull’eliminazione del biglietto integrato. Nonostante i 35 milioni trasferiti dal Comune nelle casse dell’azienda e le molte rassicurazioni sul mantenimento di questo tipo di tariffazione, proprio in questi giorni è giunta la notizia del mancato accordo tra AMT e Trenitalia. L’assessore Dagnino aveva già avuto modo di spiegare che l’amministrazione considerava eccessiva la richiesta di 8 milioni di euro da parte di Trenitalia anche perché attualmente non è possibile verificare l’effettivo volume di utenti ce utilizzano effettivamente il trasporto integrato bus e treno.

    Anche il Sindaco Doria è intervenuto sull’argomento affermando che l’amministrazione è convinta che si stia pagando troppo per il servizio offerto da Trenitalia e che per il 2013 «AMT non è in grado di dare un euro di più» dei 7 milioni e mezzo da tempo stabiliti e a cui la Regione avrebbe dovuto aggiungere un altro milione che, invece, non arriverà.

    La speranza della Giunta è di poter giungere ad un accordo temporaneo con Trenitalia per il 2013 che consenta di mantenere il trasporto pubblico integrato gomma – ferro, per poi avviare un’analisi più precisa che permetta di rispondere a due precise domande: quanto costa il servizio integrato e chi lo paga. Fino ad oggi il biglietto integrato era l’unico esistente e ciò ha implicato che anche coloro che non usufruiscono del treno sono costretti a pagarlo (e viceversa). È quindi possibile, come ha anticipato l’assessore Dagnino, che dal 2014 si torni a distinguere tre titoli di viaggio: solo bus, solo treno, integrato.

     

    Federico Viotti

  • La parmigiana e la rivoluzione: Don Pasta a La Claque

    La parmigiana e la rivoluzione: Don Pasta a La Claque

    La ClaqueMercoledì 6 marzo 2013 (ore 21.30) a La Claque il Dj salentino Don Pasta presenta il suo libro La parmigiana e la rivoluzione – Elogio della frittura e altre pratiche militanti edito da Stampa Alternativa.

    Tema del libro
    Cucinare è un atto politico. Lo è la parmigiana di mia nonna, fatta solo in agosto, periodo delle melanzane di stagione. Può esserlo l’evitare di comprare creme fosforescenti spacciate per pappe per bambini.
    Questo è l’incipit della Parmigiana e la Rivoluzione.

    Dj e performer dalla buona forchetta e dalla festa assai facile, ha deciso di scrivere il suo Manifesto per una cucina militante dopo aver scoperto che l’Ilva, oltre ad aver ucciso gente, aveva avvelenato di diossina le cozze di Taranto, le migliori al mondo, che la massaia di fiducia non poteva più vendere le sue ricotte bollite in casa tra pecore e bimbi che corrono e che nelle scuole, per il compleanno dei propri figli, non si potevano più portare dolci fatti in casa.

    «Se hai un problema… aggiungi olio» è la massima, eredità della nonna, che lo accompagna da sempre. Donpasta non cucina mai piatti fuori stagione. Contrario al “fast food” è capace di impiegare dieci ore per fare un sugo come si deve e ne approfitta per raccontare storie, mentre zucchine, peperoni, melanzane fondono nell’olio. Una sorta di road movie in cui sfilano uliveti, strade di notte e mercati rionali, in un’unione di nostalgia, speranza, riflessione, dove la cucina è cultura, profondamente ancorata nella nostra civilizzazione mediterranea.

    Il biglietto d’ingresso costa 8 €.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genova e la Liguria in mostra alla Fiera del Turismo di Berlino

    Genova e la Liguria in mostra alla Fiera del Turismo di Berlino

    camogli-porticciolo-barche-d2E’ facile trovare delle offerte di volo per Genova

    La Regione Liguria punta sforte sul mercato del turismo tedesco: la regione in bilico tra terra e mare aumenta infatti la sua presenza all’importante fiera del turismo I.T.B. (Internationale Tourismus Börse), che apre i battendi domani 6 marzo presso la Messe Berlin per prosegure fino a domenica 10 marzo.

    Non va dimenticato che il turismo tedesco resta largamente in testa fra le provenienze straniere della nostra Regione (20,50% delle presenze straniere complessive e 32,50% fra le provenienze europee).

    Un turismo interessato in particolare alla zona UNESCO di Genova, Strada Nuova, via Balbi, via Cairoli, ma anche alla Riviera di Levante, a quella di Ponente e all’entroterra.

    All’interno dello stand coordinato dall’Agenzia Regionale In Liguria i visitatori potranno ammirare alcune immagini rappresentative della regione, tra cui una gigantografia della Baia del silenzio di Sestri Levante, un percorso di mountain bike sulle alture di Sanremo, e moltissimi scatti fotografici in stile Polaroid che decorano i banchi degli operatori aderenti al Club “All Season”.

    Le aziende liguri presenti saranno in totale 12 oltre ai desk istituzionali della Liguria, del Comune di Genova e della Camera di Commercio di Imperia.

    Fra gli eventi della giornata inaugurale, le rappresentanti dell’Agenzia Regionale  durante un open day allo stand incontreranno 20 tour operator interessati a commercializzare il prodotto “Liguria”.

  • Accademia di belle arti Genova: open week di corsi e programmi

    Accademia di belle arti Genova: open week di corsi e programmi

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiDa lunedì 11 a venerdì 15 marzo 2013 (ore 9-17) si svolge l’Open week all’Accademia Ligustica di Belle Arti: incontri aperti per conoscere i corsi di studio e i laboratori.

    Sono tre le sedi in cui si potranno incontrare docenti e studenti: la sede di largo Pertini 4 per gli indirizzi di pittura, decorazione, scenografia e grafica d’arte; la succursale di via Bertani 5 per l’indirizzo di progettazione artistica per l’impresa; infine nel Museo di S. Agostino per l’indirizzo di scultura.

    Gli orari delle materie sono consultabili sul sito dell’Accademia: chi vuole partecipare deve inviare il giorno e l’ora della partecipazione all’indirizzo mail info@accademialigustica.it.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Turismo in Liguria: una Wikipedia per raccontare borghi e paesaggi

    Turismo in Liguria: una Wikipedia per raccontare borghi e paesaggi

    GenovaIL PRECEDENTE

    Febbraio 2012: l’Agenzia Regionale di promozione turistica In Liguria lancia un portale web denominato Il turismo che vorrei, con lo scopo di valorizzare questo importante ambito della nostra economia attraverso la collaborazione con operatori del settore, cittadini e turisti. Il sito è presentato ufficialmente alla Borsa Internazionale del Turismo, che si tiene ogni anno a Milano.

    Chiunque può accedere al sito ed esprimere opinioni e idee, che verranno raccolte ed elaborate come base per il piano turistico triennale della Liguria, che per la prima volta verrà redatto non tanto sulla base di “riunioni fra pochi addetti”, ma tenendo conto delle proposte reali che verranno presentate sul sito.

    Il sito è realizzato con il supporto dello Studio Giaccardi & Associati di Ravenna, che ha coordinato il progetto Liguria Turismo Bottom-up (dove l’espressione bottom-up significa alla lettera “dal basso verso l’alto”): in primo luogo è stata fatta un’analisi dei dati relativi al turismo in Liguria negli ultimi anni e a come le persone utilizzano Internet per avere informazioni sulle località turistiche, effettuare prenotazioni e così via.

    Si è in particolare analizzato quali sono le parole più cercate su Google dai turisti (al primo posto hotel, mentre mare è al 17° posto), confrontando queste parole con località turistiche della Liguria e delle regioni confinanti. Per esempio, se la parola più ricercata è hotel – seguita dalle varianti b&b, agriturismo, etc – un portale turistico deve dare ampia rilevanza anzitutto a questo aspetto e nel lungo periodo cercare suggerimenti su come migliorare l’offerta del settore hotelerie.

    Giugno 2012: il sito Il turismo che vorrei ha prodotto 115 articoli e 185 commenti, conta 257 iscritti fra istituzioni, operatori di settore e cittadini, ed è stato visitato complessivamente da 4.860 persone (per un totale di 34.370 pagine visualizzate). La durata media di una visita sul sito è 4′ 10”, segno che chi ha consultato Il turismo che vorrei ha dedicato molto tempo a leggere i diversi articoli ed esprimere la propria opinione.

    10 ottobre 2012: si svolge a Genova la Conferenza Regionale del Turismo, durante la quale viene redatto il Manifesto dei valori e delle finalità del turismo. Dodici punti per invitare le istituzioni centrali a valorizzare il turismo come parte integrante dell’economia nazionale ed europea (il Pil turistico europeo è il 10% del totale e genera il 12% dell’occupazione), come creazione di opportunità di lavoro, valorizzazione del patrimonio culturale e artistico. Nel corso della giornata viene dato ampio spazio all’analisi dei dati relativi al turismo in Liguria e alla presentazione del progetti online che riguardano la promozione turistica. In particolare, si cerca di rispondere alla domanda “Che cosa pensano, cercano e desiderano trovare i turisti che frequentano il web?“.

    27 novembre 2012: il Consiglio Regionale approva all’unanimità il Piano turistico 2013-2015, realizzato sulla base dei dati raccolti sul portale tra gennaio e giugno 2012.

    IL PRESENTE

    4 marzo 2013: la Regione presenta a Milano il piano turistico triennale, che ha come punto di partenza il proseguimento delle azioni di promozione del brand Liguria grazie a un budget di 5 milioni di euro.

    L’evoluzione de Il turismo che vorrei è una vera e propria Wikipedia del turismo: una piattaforma che prende a modello le caratteristiche del wiki, ovvero un documento web i cui contenuti sono scritti, sviluppati e modificabili da tutti coloro che vi hanno accesso. «”Il turismo che vorrei” si è rivelato un efficace canale di ascolto per dialogare con associazioni di categoria, operatori del turismo e cittadini, che hanno l’opportunità di dialogare fra loro e con la Regione, poiché l’Assessore Berlangieri e gli addetti del Dipartimento Turismo della Regione partecipano in prima persona al sito», spiega Francesca Montaldo di In Liguria.

    Potenziare il wifi gratuito per cittadini e visitatori, creare offerta turistica vincolata non solo alla stagione balneare (quello che in gergo tecnico si definisce turismo all-season), sostenere le aziende che lavorano nel settore e ridare valore al patrimonio culturale e paesaggistico della Liguria. Questi sono gli obiettivi principali del progetto, che vede impegnato in prima linea l’Assessore Angelo Berlangieri in collaborazione con l’Agenzia In Liguria e lo studio Giaccardi & Associati.

    «Per la prima volta un documento programmatico (il piano turistico triennale 2013/2015, ndr) è stato approvato all’unanimità dal Consiglio di una Regione – spiega Giuseppe Giaccardi – Si tratta di un segnale molto importante, perché questo progetto ha ricreato la frattura che si era generata nel tempo fra istituzioni e operatori del turismo: ognuno aveva la possibilità di scrivere liberamente sul sito le proprie idee e opinioni, da questo coinvolgimento sono emerse informazioni genuine che hanno permesso alla Regione di proporre un piano realmente aderente alle necessità delle persone».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Quartiere Molo, vico Palla: i progetti per gli antichi magazzini

    Quartiere Molo, vico Palla: i progetti per gli antichi magazzini

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    Foto di PRD Progetti e Costruzioni srl

    Non solo Magazzini del Cotone e Magazzini dell’Abbondanza: nascosti fra i tetti del quartiere del Molo, a pochi passi dal Porto Antico, si trova una concentrazione di edifici storici (per lo più risalenti al 1400-1500, alcuni ristrutturati nel 1800) dall’alto valore architettonico. Magazzini per le merci del vecchio porto di Genova, poi adibiti ad altri usi, alcuni di questi immobili sono stati trasformati in residenze condominiali o in locali pubblici, mentre ad altri è toccata sorte peggiore: dimenticati, abbandonati al degrado.
    È il caso dei magazzini di vico Palla, in particolare del grande edificio collocato al civico 9 rosso che rivela, impietoso, le ferite ancora aperte della Seconda Guerra Mondiale.

    vico-palla-9-magazzinoVICO PALLA, 9r
    Questo antico magazzino si trova oggi in condizioni pessime: costruito in pietra – la struttura è tipicamente medievale con le pareti inclinate a restringersi verso l’alto ad assumere la classica conformazione a trapezio – intorno al 1810 l’immobile venne trasformato e adibito presumibilmente a ricovero delle truppe francesi. Danneggiato dai bombardamenti durante l’ultimo conflitto mondiale, ha resistito al passare del tempo ma è inaccessibile da decenni, immerso nella sporcizia e nel degrado urbano. Gli stessi abitanti non si scandalizzano più ormai  per lo stato in cui versa l’antico edificio. Eppure, il 9 rosso di Vico Palla, è riconosciuto parte del patrimonio storico-artistico nazionale.

    Di proprietà statale, l’edificio rientra nel progetto Valore Paese promosso dall’Agenzia del Demanio, più precisamente nel sottobrand Valore Paese – Dimore, pensato per il recupero di immobili inseriti in ambiti di particolare pregio storico, artistico e paesaggistico, competitivi per i settori del turismo e della cultura rispetto al contesto territoriale di riferimento. Il progetto coinvolge immobili spesso non utilizzati o sottoutilizzati e ha l’obiettivo di incrementarne il valore economico attraverso progetti di riqualificazione ad uso collettivo.

    Con questo scopo, aderendo al Protocollo d’intesa tra comuni e Agenzia del Demanio per una collaborazione tecnico-operativa costante nella realizzazione di specifici progetti di valorizzazione del patrimonio immobiliare, il Comune di Genova ha avviato la richiesta per il trasferimento gratuito della proprietà del magazzino avvalendosi dell’articolo 5 comma 5 del decreto legislativo 28 maggio n. 85 sul federalismo demaniale. Si tratta di un articolo che non ha mai avuto piena attuazione, ma che è considerato applicabile nel suo quinto comma, sul trasferimento di beni demaniali di interesse storico-artistico agli enti locali, previa presentazione di un piano per la riqualifica del bene stesso.
    I soggetti che intendono avvalersi di questo articolo devono presentare un’istanza che, se accettata, dà avvio a una serie di “tavoli tecnici” per vagliare i piani di riqualificazione e le ipotesi di valorizzazione per l’immobile in questione che, una volta approvati, devono sottostare a vincoli precisi (per esempio, limite temporale di realizzazione del progetto). Solitamente gli immobili vengono trasferiti alle amministrazioni locali se queste ultime presentano un progetto considerato adatto e di alto valore per l’intera cittadinanza, anche con il coinvolgimento di soggetti privati, disposti a fornire sostegno economico. Ad oggi il Comune è in attesa di ottenere a tutti gli effetti il passaggio di proprietà, tuttavia rimane difficile, per il momento, immaginare un futuro per l’antico magazzino.

     

    render-vico-palla-4VICO PALLA, 4
    Un altro tipo di discorso quello che interessa, invece, il civico 4 di Vico Palla. Stessa datazione storica (sempre risalente al periodo tra fine ‘400 e inizio ‘500), stesse modalità di costruzione e impiego di materiali. Anche l’uso era lo stesso: stando alla documentazione storica, al 4 di Vico Palla si trovava un antichissimo magazzino, prima deposito di sale, poi di tè, poi in tempi più recenti adibito a officina meccanica, per poi restare in disuso per decenni.
    A differenza del 9rosso, questo antico deposito in passato è stato ristrutturato nella parte esterna: l’originaria costruzione in pietra è stata coperta e la facciata rifatta completamente, lasciando solo in alcune parti visibili resti della costruzione originale, con la pietra riportata “al vivo”. E poi, altra differenza importante rispetto al dirimpettaio, il civico 4 appartiene a privati (la società di costruzione P.R.D., Progetti e Costruzioni s.r.l.). In questo caso esiste già un progetto di recupero dello stabile che prevede la trasformazione in ristorante-sala espositiva.
    L’ipotesi è stata avanzata dagli ingegneri della P.R.D.: «Il locale all’interno –ci racconta l’ingegnere Alessandro Romelli dello Studio PRD- ha un’altezza di 12 metri, per questo nel nostro progetto abbiamo avanzato l’ipotesi di sfruttare al meglio le altezze, creando un’articolazione con soppalchi sfalsati, per non ostruire la visione in nessun punto e non perdere la prospettiva d’insieme. La nostra ipotesi prevede la creazione di un ristorante o sala espositiva: teniamo aperte entrambe le possibilità, in attesa di trovare acquirenti. Abbiamo già avuto l’ok della Soprintendenza ai Beni Architettonici e siamo in attesa di trovare soggetti interessati a finanziare il progetto». A breve partiranno i primi interventi di ripristino del varco d’accesso –una struttura di 2 metri di altezza per 6 di larghezza- su Vico Malatti.

     

    Elettra Antognetti

  • Inconscio femminile: mostra di fotografia alla Feltrinelli

    Inconscio femminile: mostra di fotografia alla Feltrinelli

    fotografia-concorso-DIDa lunedì 4 marzo a lunedì 1 aprile 2013 la libreria Feltrinelli di Genova (via Ceccardi) ospita una mostra fotografica dal titolo Inconscio femminile, a cura del Circolo Fotografico Arci Il Forte.

    Questi i fotografi in mostra: Antonella Guiducci, Antonietta Preziuso, Donato Aquaro, Enrico Maniscalco, Gian Luigi Suman, Laurence Chellali, Maria Grazia Franzosi, Matteo Facchineri, Maurizio Logiacco, Paola Betti, Sandra Argurio, Sebastiano Calabrò, Sibilla Fanciulli, Silvana Mazzi, Stefano Pedemonte.

    Ingresso libero negli orari di apertura della libreria.

    [foto di Diego Arbore]

  • Val Bisagno: Teatro dell’Ortica, la Provincia dà l’avviso di sfratto

    Val Bisagno: Teatro dell’Ortica, la Provincia dà l’avviso di sfratto

    Val Bisagno, SciorbaLa Cultura è sempre l’ultima ruota del carro: con questa frase inizia l’appello che da alcuni giorni circola sulla pagina Facebook del Teatro dell’Ortica, per far conoscere alla cittadinanza la difficile situazione dello spazio.

    Lo scorso 13 febbraio il Presidente Mirco Bonomi è stato convocato dal Municipio IV Media Val Bisagno, ed è stato informato che la Provincia intende dare un avviso di sfratto entro l’inizio del prossimo anno scolastico (ossia settembre 2013) per trasferire in quei locali l’Istituto Marsano. Questo nonostante un mese prima fosse stato firmato con la Provincia il rinnovo del contratto (concessione con affitto a canone agevolato) per altri tre anni, ovvero fino al 14 gennaio 2015.

    «Attualmente non abbiamo ricevuto alcuna richiesta ufficiale di sfratto – ci spiega Bonomi – Riteniamo che la situazione sia ingiusta per due ragioni: la questione della sede dell’Istituto Marsano è aperta da molto tempo, non capiamo come si sia potuti arrivare a questa decisione un mese dopo il rinnovo del nostro contratto; inoltre la Provincia non è più formalmente un ente pubblico, ma nonostante il vuoto politico rimangono operative le mansioni di funzionari e dirigenti. Accettiamo di andare via solo se viene trovata per noi una soluzione – anche perché il contratto ci lega alla Provincia per altri tre anni – e non delegare al Comune o ad altri enti il compito di individuare una nuova sede e finanziare i lavori di ristrutturazione che inevitabilmente saranno necessari».

    Il Municipio Media Val Bisagno ha offerto al Teatro un altro spazio dove svolgere le proprie attività. Un sopralluogo ha tuttavia mostrato che si tratta di locali inadeguati alle esigenze dell’associazione e dei servizi che offre, per tre ragioni: la complessiva metratura di 200 mq (mentre la metratura dei locali attuali è di oltre 250 mq); un’altezza di m 2,70 che rende difficile l’agibilità, visto che un teatro necessita di soffitti alti per installare gli impianti di luci e audio; infine una colonna in mezzo alla sala che impedirebbe ogni visuale al pubblico.

    «Abbiamo visto anche altri spazi, ma non sono di proprietà del Comune e questo porterebbe un allungamento dei tempi burocratici, non rendendo possibile riprendere le attività a partire da settembre 2013 – prosegue Bonomi – Un’ipotesi può essere lo scorporo delle due attività, Spazio Famiglia e Teatro/laboratori attraverso “locali-tampone” in attesa di trovare uno spazio definitivo: il primo potrebbe trovare spazio presso la Casetta degli Orsacchiotti di via Bobbio, mentre per il secondo si dovrebbe individuare un locale adeguato alle esigenze. Abbiamo per esempio un contatto con l’Area ex Boero, dove si progetta la creazione di uno spazio polivalente ma i lavori sono fermi da tempo (se ne parlerà mercoledì 6 marzo in un incontro pubblico Municipio Media Val Bisagno, ndr) e con Coop Liguria, per inserirci eventualmente nel progetto di centro commerciale presso le ex Officine Guglielmetti. In entrambi i casi i tempi sono più lunghi perché si dovrà attendere l’esito del piano di bacino».

    Attivo dal 1996 in alcuni locali di via Allende (Molassana) di proprietà della Provincia di Genova, l’Ortica è l’unica grande realtà professionale della Val Bisagno: nell’auditorium svolge da anni una stagione teatrale con spettacoli nel solo fine settimana – sabato sera e domenica pomeriggio – che ha all’attivo un calendario di 30 rappresentazioni per la stagione in corso (l’ultimo andato in scena è My name della Compagnia Banda Kurenai). Inoltre il teatro ospita diversi laboratori di teatro e recitazione, dai corsi per bambini e ragazzi fino al corso di formazione biennale per Operatore Pedagogico Teatrale in convenzione con l’Università degli Studi di Genova, che ha attualmente 70 iscritti. Infine, ultimo ma non meno importante, il teatro è sede del laboratorio Stranità, che vede coinvolte circa 50 persone fra attori, cittadini volontari, operatori e pazienti psichiatrici, i quali sperimentano attraverso il “fare teatrale” percorsi di inclusione sociale e di integrazione.

    Un altro spazio del teatro, gestito sempre da Nuovo CIEP in collaborazione con il Consorzio Sociale Agorà, ospita dal 1999 un asilo nido per bambini/e dai 16 ai 36 mesi e uno spazio per incontri protetti per bambini affidati dal Tribunale dei Minori: l’associazione è infatti promotore dello “Spazio famiglia Valbisagno”, progetto nato in convenzione con il Comune di Genova e finanziato grazie ai fondi della Legge 285/97 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza).

    «Come possiamo mobilitarci?» hanno domandato diverse persone su Facebook,  nel commentare e condividere il post in cui si segnala la difficoltà del teatro. «La prima mobilitazione possibile è far conoscere quello che sta avvenendo, perché le persone siano informate e perché atti come questo non si debbano più ripetere». Per il momento si dovrà aspettare venerdì 8 marzo, quando il Consiglio Comunale ospiterà una riunione congiunta delle Commissioni Cultura e servizi Educativi del Comune di Genova, che ha come ordine del giorno proprio la situazione del Teatro dell’Ortica e a cui lo staff e i referenti della Provincia prenderanno parte.

    Marta Traverso