Categoria: Notizie

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  • Teatro alla carta: attori e spettacoli a tavola in via Fiasella

    Teatro alla carta: attori e spettacoli a tavola in via Fiasella

    teatro palcoscenicoMartedì 19 febbraio (ore 20) presso il ristorante la Locanda in Centro di via Fiasella debutta l’iniziativa Teatro alla Carta: monologhi e dialoghi su ordinazione, da degustare durante la cena e interpretati dagli attori Federica Ruggero e Davide Mancini direttamente ai tavoli.

    La serata prevede, insieme al menù alla carta proposto dal ristorante, un menù parallelo con gli spettacoli del giorno, fra i quali è possibile scegliere. Oggi in programma monologhi e dialoghi d’amore tratti da celebri film dagli anni ’60 fino ai giorni nostri.

    Il progetto è ispirato al Theater am Tisch (teatro ai tavoli) in voga a Berlino, ed è messo in scena per la prima volta in Liguria in collaborazione con la scuola di recitazione LiguriAttori di Federica Ruggero.

    Dopo la prima tappa alla Locanda in Centro, il progetto (adatto anche a grandi spazi all’aperto) diventerà itinerante e i temi varieranno periodicamente. Ogni spettacolo ha un costo unitario che va da 1 a 3 € a coperto, per consentire al pubblico di scegliere la quantità, il soggetto, il tempo e il denaro da dedicare alla rappresentazione teatrale.

  • Lagaccio: cittadini in Comune per la gestione degli spazi inutilizzati

    Lagaccio: cittadini in Comune per la gestione degli spazi inutilizzati

    Panoramica di Lagaccio e OreginaOggi, martedì 19 febbraio 2013, presso la sala consiliare di palazzo Tursi due commissioni comunali – una addetta al bilancio, l’altra al territorio – incontrano una delegazione di quartiere, composta dai rappresentanti di “Voglio la Gavoglio”, per far fronte alla situazione del quartiere Lagaccio. I temi all’ordine del giorno toccano il problema delle sorti della caserma Gavoglio, della viabilità, dell’ex autorimessa Sati. Dopo il primo incontro di quest’oggi alle ore 14.30, se ne svolgerà un secondo in data 27 febbraio.

    L’incontro è di particolare rilevanza, dal momento che cittadini e amministrazioni hanno modo di incontrarsi direttamente per decidere delle sorti del quartiere e affrontare i “temi caldi” che infiammano il Lagaccio da decenni. Tra i cittadini presenti in consiglio persiste una sostanziale unanimità nel modo di affrontare le questioni citate: si chiede la varianza dell’attuale PUC (il piano urbanistico comunale) e la messa a disposizione degli spazi della Gavoglio, da adibire a area verde; la modifica della viabilità; la cessione degli spazi e del deposito ex AMT da parte dell’amministrazione comunale ai cittadini residenti del Lagaccio, già costituiti in cooperativa.

    Oltre all’annosa diatriba sulle sorti della Gavoglio, per la quale i cittadini chiedono la modifica dell’attuale PUC con una riduzione della volumetria del costruito e un’equa tripartizione della superficie della caserma tra spazi verdi, edilizia urbana e costruzioni per il sociale (ad oggi, l’attuale PUC prevedrebbe un aumento della cementificazione del 130 per cento), anche quello della viabilità è diventato ultimamente un problema non di poco conto. Dal 4 febbraio 2013 la strada principale che attraversa il quartiere, via del Lagaccio, è stata chiusa al traffico con un blocco compreso tra la caserma Gavoglio e il superstore Pam. La chiusura è prevista fino all’ottobre 2013. Il motivo è il crollo di una parte del muro di cinta della caserma Gavoglio nel settembre del 2010, che aveva provocato anche un parziale cedimento del muro di sostegno della sede stradale.

    ex sati (1)
    Le vicende dell’ex deposito Sati sono state negli anni travagliate: l’edificio -venduto da AMT al comune, per essere prima venduto a un società esterna e poi ripreso- è completamente sgombro. Fino al ’95 era ancora occupato dai mezzi AMT, poi rimossi, e fino al ’97 ancora restavano all’interno della palazzina alcuni uffici amministrativi. Da quell’anno, tuttavia, è totalmente vuoto. Varie sono state in questi anni le proposte avanzate: prima la richiesta dei cittadini di creare parcheggi con un costo “politico” per gli abitanti del Lagaccio; poi la proposta di acquisto da parte di Genova Parcheggi di realizzare box, venduti a prezzi poco “popolari” per il quartiere; e ancora la proposta da parte delle associazioni di quartiere e dei cittadini privati di occupare i piani inferiori della palazzina (ai piani superiori, invece, 4 appartamenti sono già stati venduti).

    Al centro dell’incontro anche il deposito AMT del quartiere: attualmente adibita a posteggi privati, la sua struttura, articolata su più livelli, è stata deposito della ditta Sati fino alla metà degli anni ’70, per poi diventare di proprietà Amt, dopo che rilevò l’azienda e continuò a erogare (con i mezzi ex SATI rimasti a disposizione) servizi già precedentemente forniti dalla ditta, soprattutto sulle linee Recco – Uscio – Monleone. Tuttavia, ben presto il deposito venne chiuso e lasciato in stato di abbandono. A tale proposito, ben presto si fecero sentire le prime avvisaglie di protesta da parte dei cittadini, anche se le espressioni più forti di disagio e malcontento sono relativamente recenti e risalgono a quattro, cinque anni fa. Ciò che la cittadinanza chiedeva all’epoca -e chiede tuttora- è che i due piani inferiori ancora inutilizzati della palazzina ex AMT vengano messi a disposizione degli abitanti del Lagaccio e che siano destinati a scopi sociali, ad esempio attraverso la realizzazione di strutture pensate per i giovani o per gli anziani. Si tratta in questo caso (a differenza della questione Gavoglio) di spazi di proprietà del comune, che non coinvolgono soggetti terzi, e proprio al comune gli abitanti chiedono di poter gestire gli spazi.

     

    LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI

    Già nel 2009 le associazioni di quartiere (ben 25, per la precisione, tra cui: Quartiere in Piazza, GAL – Gruppo Amici Lagaccio, Amici di via Napoli, Centro Sociale Terra di Nessuno, Fratellanza Artigiana, Gruppo Giovani di Oregina, e altri) avevano riunito le loro forze e avevano costituito una vera e propria “rete”, denominata “Arcipelago Lagaccio”, andando poi a confluire nel gruppo “Voglio la Gavoglio”. Le associazioni, rappresentanti appunto i quartieri di Lagaccio, Oregina e San Teodoro, esasperate della situazione “difficile” in cui versano i quartieri in questione e demoralizzati dalla mancanza di attenzione ricevuta dalle varie amministrazioni, avevano deciso di redigere all’epoca un documento, stampato in proprio e datato 20 maggio 2009, per lamentare alcuni problemi da sottoporre all’attenzione generale. All’epoca, l’occasione per far sentire la propria voce era stata fornita dall’annoso problema della costruzione della moschea. La proposta di insediamento del luogo di culto nel quartiere del Lagaccio aveva acceso i riflettori –a detta dei cittadini stessi- sui limiti del quartiere e sul suo stato di abbandono, urbanistico e culturale. A distanza di quattro anni, poco è cambiato.

    Per quanto riguarda l’ “Arcipelago Lagaccio” e la funzione svolta dalle associazioni nel quartiere, la rete che si è costituita negli anni vuole dare una risposta “dal basso” ai bisogni del territorio, sia sul piano sociale che urbanistico. Attorno alle associazioni, tutte rigorosamente volontarie, orbitano un gran numero di persone motivate a cambiare le cose: le loro attività sono vaste e coprono diversi settori, da quello sportivo e ludico, a quello solidaristico e culturale. In particolare, nel caso di GAL – Gruppo Amici Lagaccio, si tratta di un circolo per anziani (legato al vicino centro sociale Antea) che nasce come risposta all’isolamento cui queste persone sono spesso costrette e che ad oggi vede la partecipazione di oltre 250 “nonni” del quartiere –e non solo-, cui offre possibilità di aggregazione e risoluzione delle problematiche legate all’assistenza primaria. A parlarci di queste realtà, Salvatore Fraccavento, attivo sostenitore di GAL e “Voglio la Gavoglio”, ex consigliere comunale e cittadino impegnato per il suo quartiere (che infatti presenzierà agli incontri comunali del 19 e 27 febbraio):

    «Vogliamo impegnarci per il riscatto del Lagaccio, il nostro quartiere, che amiamo moltissimo. Tutti noi ci stiamo dando molto da fare, creando aggregazione nel quartiere, offrendo servizi agli anziani e radunando anche molti giovani. Solo qualche giorno fa abbiamo organizzato una festa e abbiamo raggiunto 300 persone: c’erano 4 generazioni, dai nonni ai pronipoti. È una bella soddisfazione, e noi facciamo del nostro meglio, solo che ci mancano le strutture: siamo stati costretti a organizzare la festa all’aperto perché non abbiamo spazi adatti ad ospitare più di 30 persone alla volta. Organizziamo spesso eventi, alla presenza di personaggi anche di rilievo, come Luca Borzani (presidente Fondazione per la cultura Palazzo Ducale, ndr.), ma siamo molto limitati. Al Lagaccio non c’è niente, ci sono solo gli spazi della rimessa AMT e della Gavoglio, e noi li rivendichiamo e chiediamo al comune che ce li lasci gestire, che ci dia qualcosa! Svolgiamo da anni, 365 giorni all’anno, una funzione importante per il Lagaccio, ma non chiediamo niente, non vogliamo soldi, vogliamo solo rendere vivibile il nostro quartiere e darci una possibilità di riscatto. Oggi in consiglio comunale chiederemo questo: la concessione di questi spazi inutilizzati, per ridare dignità a un quartiere a cui mai è stato dato nulla».

     

    Elettra Antognetti

  • Teo e Bea: da libro di fiabe a progetto educativo per bambini

    Teo e Bea: da libro di fiabe a progetto educativo per bambini

    LibroNel 2010 l’architetto genovese Francesca Podestà pubblica il suo primo libro di fiabe con la casa editrice Dps: il testo racconta la storia di Teo e Bea, rispettivamente un cucciolo di lupo e una bambina.

    Questi personaggi – protagonisti in seguito anche di nuove pubblicazioni – sono diventati il fulcro di un progetto educativo per bambini e ragazzi, che Francesca porta avanti nella sua sede di corso Torino e in sinergia con numerose associazioni, Municipi e scuole della città (a partire dall’Associazione Creando, di cui è vicepresidente).

    Di cosa si tratta? Teo e Bea nasce con lo scopo di «abbinare la fiaba tradizionale a un progetto educativo, rivolto sia ai bambini sia alle famiglie, il cui fine è il benessere dell’invididuo, che impara anzitutto ad ascoltare – concetto nuovo, rispetto a un’educazione improntata sul “bombardamento” di immagini – e poi a esprimere se stessi, a stare in gruppo. L’ascolto deve trasformarsi in uno strumento di crescita personale, capace di stimolare l’immaginazione, di sviluppare l’intelletto e di chiarire le emozioni».

    Un tema molto importante del progetto Teo e Bea è l’educazione al rispetto dell’ambiente attraverso percorsi didattici specifici, come il riciclo di tutti i materiali rinnovabili, l’opportuno consumo delle risorse naturali, il risparmio energetico, il giusto comportamento verso il mondo animale e la natura.

    A Genova esistono molte altre iniziative orientate verso i bambini, a partire da quelle organizzate da importanti istituzioni cittadine quali Palazzo Ducale e il Museo Luzzati: «La differenza è che questi ultimi si concentrano sulle singole attività – che non è necessariamente sbagliato, ma solo differente – mentre io do priorità alla costruzione “a monte” di un progetto educativo di ampio respiro. Per esempio vanno benissimo laboratori sul Carnevale, traendo un esempio dal periodo in cui ci troviamo, ma non devono essere fini a se stessi ma devono avere uno scopo che vada oltre l’attività specifica».

    Gli incontri si svolgono tre volte a settimana, con il supporto di una psicomotricista e una pedagogista clinica. Fondamentale il rapporto con le famiglie, perché «spesso le famiglie iscrivono i bambini ad attività extrascolastiche come “riempitivo”, mentre è compito di noi educatori far capire loro che devono contribuire attivamente a proseguire a casa gli stimoli forniti nei laboratori».  Obiettivo di Francesca è estendere in futuro queste attività a supporto di chi lavora nel sociale, in particolare bambini in difficoltà e che vivono in contesti di affido familiare ed educativo.

    Marta Traverso

  • Sicurezza sul lavoro: controlli nei cantieri, manca il personale

    Sicurezza sul lavoro: controlli nei cantieri, manca il personale

    sicurezza-lavoro-edilizia-operai-DIMercoledì scorso (13 febbraio, ndr) i lavoratori dello PSAL (Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) – servizio dell’Asl 3 che vigila sulla regolare applicazione nei cantieri (e non solo) delle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro  hanno organizzato un presidio di fronte alla Prefettura per denunciare la carenza di personale che colpisce il reparto e che mette a rischio il prosieguo dell’attività di controllo.

    Una situazione già conclamata da tempo, che ha raggiunto il suo apice a causa del blocco del turnover. Le ultime assunzioni sono state effettuate tra il 2009 e il 2010, ma non sono state sufficienti a rimpiazzare coloro che sono andati in pensione. «Oggi si è sotto i livelli del 2008» ha confermato il direttore della struttura, Dott. Attilio Businelli. Inoltre nei prossimi anni si prevede l’apertura di nuovi cantieri di grandi dimensioni per le Grandi Opere: «Arriveranno a Genova circa 500 lavoratori trasfertisti. – precisa Flavio Bellati della CGIL – Se i tecnici dell’ASL dovessero seguire questi cantieri non riuscirebbero più ad effettuare i controlli ordinari». Cantieri complessi per i quali, tra l’altro, sono richieste competenze tecniche molto elevate.

    L’Asl, da parte sua, ha già chiesto alla Regione delle deroghe per poter assumere nuovi tecnici, «ma – dice Businelli – si tratta di numeri piccoli e inoltre la Regione può dare deroghe per tutta la Sanità, non per uno specifico ruolo. Per cui la scelta è o tecnici professionali o infermieri».

    La richiesta dei sindacati è che vengano stanziati 350.000 euro per rafforzare il personale della struttura inserendo 7 nuove risorse. «Questi cantieri – sostiene Bellati – riguardano tutta l’Italia, se non l’Europa. Per cui l’Europa pagherà per questi lavori». È vero infatti che opere come il Terzo Valico sono state concepite come infrastrutture di collegamento tra l’intero paese e il resto dell’Europa e che esse comportano costi non indifferenti su tutta la collettività, compresi i lavoratori. «Inoltre – sostiene Bellati – la presenza di controlli può anche servire da deterrente contro la presenza della mafia e della corruzione all’interno dei cantieri».

     

    Telecamera su GenovaIL SERVIZIO DI PREVENZIONE E SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO

    Qualche numero può servire ad avere un quadro più chiaro della situazione. Il Dott. Businelli, ci ha spiegato che i tecnici, ovvero coloro che effettuano i controlli, sono in questo momento 31 e riescono a coprire circa il 10% dei cantieri presenti annualmente sul territorio (circa 4000). Nella struttura vi sono poi 6 dirigenti e 3 medici.

    I livelli essenziali di assistenza (LEA), determinati da una normativa successiva al disastro della Thyssenkrupp del 2007, che teneva conto del già scarso numero di addetti alla sicurezza, richiedono un controllo su almeno il 5% dei cantieri “soggetti all’obbligo”. Infatti, spiega ancora Businelli, non tutti i cantieri vengono monitorati, ma «solo quelli in cui è presente un elevato numero di lavoratori o in cui agiscono più imprese». E infine aggiunge «i LEA sono rispettati, ma spereremmo di fare un po’ di più».

    Un aspetto interessante della vicenda è che non sono stati solo i pensionamenti a ridurre il numero di tecnici, ma anche alcuni trasferimenti di coloro che avevano vinto il concorso per l’ASL genovese e successivamente hanno chiesto di essere spostati in altre città o regioni. Se consideriamo che i concorsi sono stati fatti tra il 2009 e il 2010 e che è necessario almeno un anno di lavoro sul campo per imparare a conoscere le specificità del territorio e diventare perfettamente operativi, ci rendiamo conto che alcuni nuovi assunti hanno potuto contribuire in modo molto limitato alla garanzia della sicurezza del lavoro nella nostra città.

    Di fronte a questo dato lo stesso sindacato ha ipotizzato della possibilità di creare contratti che vincolino i nuovi tecnici a lavorare sul territorio genovese per almeno 5 anni.

     

    erzelli-progetti-edilizia-lavoro-sicurezza-cantiere-d7I COSTI DEL PERSONALE TECNICO

    I tecnici dallo PSAL sono assunti dall’ASL, ma di fatto sono pagati dalla Regione con i propri trasferimenti. Il sindacato, come si è detto, ha chiesto che vengano stanziati 350.000 euro l’anno per aggiungere 7 risorse alla struttura, con un costo di 50.000 euro per ogni nuovo tecnico.
    In realtà secondo i dati che ci sono stati forniti dall’Ufficio Stipendi dell’Asl 3, lo stipendio base di un neo assunto si aggira sui 1600 euro al mese, che equivale a 42.000 euro lordi all’anno. Sempre considerando la busta paga tipo di un tecnico, scopriamo anche che lo straordinario influisce molto sullo stipendio finale, fino a 350 euro in più al mese. Questo a ulteriore conferma del fatto che la mancanza di personale obbliga a richiedere interventi di questi lavoratori oltre l’orario definito dal contratto, con costi/ora più elevati per l’Asl stessa.

    Colpisce che nell’infinito dibattito tra sostenitori e detrattori delle Grandi Opere, all’interno delle istituzioni e tra partiti politici, questo aspetto non sia mai emerso. Nonostante le polemiche e gli scandali che puntualmente accompagnano gli incidenti sul lavoro, la protesta dei tecnici dello PSAL evidenzia come le condizioni in cui sono costretti ad operare siano ancora tutt’altro che ottimali, a danno, ovviamente, della sicurezza. Tutto questo mentre è ormai imminente l’apertura di nuovi grandi cantieri a Genova.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi e Diego Arbore]

  • Cinema Teatro Ipotesi: partire dalla Foce per raccontare il mondo

    Cinema Teatro Ipotesi: partire dalla Foce per raccontare il mondo

    pino-petruzzelliA Genova, nel quartiere della Foce, ha sede un gruppo di artisti di fama nazionale che opera da più di vent’anni nel campo del teatro. Il progetto cui hanno dato vita negli ormai lontani anni ’80 (primo spettacolo prodotto, “La Poltrona” di Natalia Ginzburg nel 1989) prende il nome di Cinema Teatro Ipotesirappresenta un’eccellenza nel panorama teatrale nazionale, coordinando attori e sceneggiatori del calibro di Mauro Pirovano, Laura Marinoni, Predrag Metvejevic’ e molti altri.

    «Si tratta di un progetto teatrale -racconta Pino Petruzzelli, fondatore del CTI formato da un gruppo variegato di figure: sceneggiatori e scrittori di testi, attori, musicisti, tecnici di luci e suono, registi. Ad oggi il nocciolo duro è costituito da me e da Paola Piacentini, direttrice artistica. Durante il nostro percorso abbiamo avuto la fortuna di incontrare molti altri valenti compagni di viaggio e oggi tutti noi collaboriamo per portare in giro spettacoli di prosa sia scritti da altri (soprattutto nei primi anni, con testi di autori come Harold Pinter, Igor Stravinsky, Peter Shaffer, e altri), sia soprattutto scritti da noi. Siamo andati in scena nei teatri più importanti d’Italia, soprattutto al nord e centro. Al sud la cosa si fa un po’ più problematica… problemi logistici, legati al viaggio e agli spostamenti, non ci permettono di essere presenti come vorremmo nelle regioni meridionali.  Naturalmente tra le nostre mete rientra anche Genova, collaboriamo con il Teatro Stabile. È imprescindibile per noi esibirci qui, anche se –data l’importanza sociale dei messaggi che vogliamo veicolare con i nostri spettacoli- siamo spesso fuori e cerchiamo di rivolgerci ad un pubblico più ampio di quello circoscritto alla realtà cittadina. Questa situazione, mi rendo conto, potrebbe essere un po’ fuorviante e rappresentare un deterrente per il nostro approccio con il pubblico: la nostra sede ufficiale e “legale”, diciamo, si trova in via Rimassa, ma chi volesse cercarci lì non ci troverebbe, dal momento che non abbiamo una vera e propria sede fissa ma giriamo in continuo».

    Pino ci racconta della sua vita all’insegna dell’avventura, del viaggio, della curiosità. Scrittore e attore, dopo gli studi presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, decide di fondare il Centro Teatro Ipotesi con l’obiettivo di mettere la cultura al servizio del sociale e vede nel suo teatro il mezzo con cui potersi occupare di temi come quelli del rispetto e della conoscenza delle culture. Dalle riserve degli Indiani Pueblo in Nuovo Messico sino ai popoli del Mediterraneo: per anni Pino ha girato il mondo, vivendo come e con le persone che ha incontrato. Conosce artisti e intellettuali, ma anche –soprattutto- la gente comune; vive in case palestinesi e in case israeliane, toccando con mano il conflitto che lacera quelle zone; dorme nel deserto, lottando per la sopravvivenza.

    pino-petruzzelli-verticaleDa queste esperienze nascono i suo primi spettacoli, “Piccolo viaggio lungo il Mediterraneo”, “Marocco”, “Albania” e “Il G8 di Genova”, scritti con Massimo Calandri, giornalista di Repubblica. A questa, seguono altre importanti collaborazioni con una serie di artisti che iniziano ad orbitare attorno a CTI: Predrag Matvejevic’, voce di spicco nel panorama mitteleuropeo e intellettuale di primo piano, e lo scrittore Mario Rigoni Stern, con cui nel 2009 realizza lo spettacolo “Ritorno al Lager”.

    Dal 2007 percorre l’Italia di chi vive lavorando la terra e dagli appunti di quel viaggio nasce lo spettacolo –poi anche libro- “Di uomini e di vini”, che racconta la vita e alla fatica dei vignaioli, e nel 2009 crea in collaborazione con Regione Liguria e Comunità di Sant’Egidio il “Primo Corso di Formazione Professionale per Operatori dello Spettacolo”, indirizzato a rom e sinti. Pochi anni dopo, nel 2011, è la volta del libro “Gli ultimi”, con prefazione di don Andrea Gallo, e di “Io sono il mio lavoro”, prodotto da Mittelfest, che vanno ad inserirsi sempre all’interno di questo nuovo percorso intrapreso da CTI.

    «Lo scopo? Distruggere i pregiudizi che impediscono la conoscenza sana fra le diverse culture del mondo. Per fare ciò è necessario andare a recuperare le nostre stesse radici culturali, la nostra storia. È questo il caso del nostro ultimo lavoro, “Chilometro 0”, debuttato nel novembre 2012 allo Stabile di Genova e anticipato in estate da alcune anteprime. È la storia di un “uomo artigiano” che, più volte sconfitto dalla vita, ripetutamente rimasto senza occupazione, sceglie di ripartire attraverso un diverso modo di intendere il lavoro e la vita. Così, dal Cep di Genova Prà, arriva nel suo ristorante a 2.000 metri di altitudine, tra monti, pini, larici, neve e valanghe, e propone solo ricette a chilometro zero… Io penso che la grandezza della vita non sta nel numero di vittorie ottenute, ma nel numero di volte in cui si è avuta la forza di rialzarsi e ripartire».

    La spinta alla sopravvivenza è ciò di cui parla l’autore, la capacità, in casi estremi di crisi, di trovare la forza di reinventarsi, attraverso espedienti imprevisti ed escamotages impensati. «D’altra parte, se ce l’hanno fatta i nostri nonni nel dopoguerra, perché non dovremmo farcela noi, con i nostri frigoriferi pieni, gli appartamenti caldi, le televisioni? Loro non avevano proprio nulla, e hanno saputo ricostruire tutto. Noi, almeno, partiamo in vantaggio rispetto a loro… quindi è ora di darsi da fare!».

     

    Elettra Antognetti

  • Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De AndrèLunedì 18 febbraio (ore 14-19) presso l’emporio-museo Viadelcampo29rosso apertura straordinaria in occasione del compleanno di Fabrizio De Andrè.

    Questo il programma della giornata.

    Mostra fotografica con opere provenienti dall’archivio di Lorenza Bozzano, amica di gioventù di Fabrizio De Andrè. Alcuni esempi: gli scatti realizzati a Sarissola nella villa di famiglia (1964) e nella sua abitazione genovese e che ritraggono lei, Fabrizio, alcuni amici tra i quali Paolo Villaggio e personaggi del mondo del cinema e del teatro come Anna Magnani e Ave Ninchi.

    Sarà inoltre ufficializzato il gemellaggio tra l´emporio-museo viadelcampo29rosso e il Club Fabrizio De Andrè Valle Scrivia”.

    Sarà infine data a tutti la possibilità di farsi fotografare accanto alla celebre chitarra “Esteve”, custodita nel museo, che accompagnò Fabrizio nel corso del suo ultimo tour.

  • Teatro della Tosse, bando di concorso per scrittura di monologhi

    Teatro della Tosse, bando di concorso per scrittura di monologhi

    Ingresso Teatro della TosseL’associazione culturale Per voce sola e la Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse indicono la sesta edizione del bando Per voce sola 2013, un concorso per autori di monologhi istituito da Federico Faloppa e Pier Mario Giovannone che per la prima volta viene ospitato a Genova (le edizioni precedenti si sono svolte a Cuneo nella cornice del festival letterario Scrittorincittà).

    L’iscrizione è gratuita e aperta a tutti, senza limiti di età. Ogni autore potrà partecipare con un solo monologo scritto in lingua italiana e inedito, a tema libero e di lunghezza non superiore a quindici cartelle (ossia trentamila battute spazi inclusi). Una sezione a parte – dal titolo Migranti – è riservata a persone non italiane che vivono nel nostro Paese e hanno scelto l’italiano come lingua d’espressione letteraria. La scadenza per l’invio del materiale (10 copie cartacee e una su CD) è il 31 maggio 2013 presso il Teatro della Tosse.

    Una giuria selezionerà un vincitore, un secondo e terzo classificato, oltre a una rosa di segnalati. È inoltre prevista una menzione speciale attribuita al miglior monologo della sezione Migranti). Nell’autunno 2013 a Genova si svolgerà la cerimonia di premiazione: i testi dei primi tre classificati saranno messi in scena da un gruppo di noti attori e musicisti.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Arte Genova 2013: mostra mercato alla Fiera del Mare

    Arte Genova 2013: mostra mercato alla Fiera del Mare

    fiera-genova-kennedy-DIProsegue fino a lunedì 18 febbraio 2013 alla Fiera di Genova la IX edizione di ArteGenova, mostra-mercato dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea.

    ArteGenova 2013, evento organizzato da NEF (Nord Est Fair) e patrocinato dal Comune di Genova, propone ai visitatori una panoramica su più di 90 rinomate gallerie d’arte italiane, con un’ampia selezione di opere italiane e straniere che spaziano dall’Espressionismo al Surrealismo, dal Futurismo al Dadaismo, dal Cubismo all’Astrattismo fino a giungere allo Spazialismo, all’Arte Concettuale e alla Pop Art, non tralasciando l’Arte Povera, la Transavanguardia e tutte le manifestazioni più attuali dell’Arte Contemporanea.

    Orario: domenica ore 10-10, lunedì ore 10-13.

    Costo biglietto: 7 € intero – 3 € ridotto.

  • Aperitivo al buio: serata a 4 sensi nel centro storico di Genova

    Aperitivo al buio: serata a 4 sensi nel centro storico di Genova

    notte-luce-arti-visive-arte-RMOgni sabato la lista civica Fratelli e Fratellastri organizza la serata Appuntamento nel buio: aperitivo “a 4 sensi”, un’esperienza sensoriale per conoscere la realtà dei non vedenti.

    Il prossimo appuntamento è questa sera (sabato 16 febbraio) alle 19 presso il Laboratorio Sociale di vico Papa.

    La serata prevede degustazioni in collaborazione con Trattoria Da Franca e letture di poesie braille. Il ricavato sarà devoluto a chi non ha la possibilità di scoprire e apprezzare la bellezza culturale di Genova attraverso visite guidate a giardini e musei.

    A cura di Andrea Bazzano, Shadia Lupetti, Sebastiano Gravina e Jessica Parodi.

    Per partecipare è necessario prenotare a Lidia Schichter (328 4222168) entro il giorno precedente all’evento.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Quarto: bookcrossing permanente nell’ex ospedale psichiatrico

    Quarto: bookcrossing permanente nell’ex ospedale psichiatrico

    LibreriaSabato 16 febbraio (ore 15) inaugura presso l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, nel bar Il Glicine del centro sociale, l’iniziativa Liberi Tutti.

    Un pomeriggio di bookcrossing aperto a tutti, che culmina con la partecipazione del coro “cantolibero” di Gianni Martini e un rinfresco finale.

    Questo il comunicato di Coordinamento X Quarto, che ha presentato l’iniziativa.

    Un libro è una ricchezza: può emozionarci, insegnare, aiutarci a passare il tempo o a trovare un significato, diversamente per ogni persona e per ogni momento della vita. In questi tempi di crisi leggere rischia di diventare un privilegio sempre più riservato a chi ha i mezzi economici.
    Ritenendo invece che sia una ricchezza da condividere, vorremmo costruire la possibilità di un luogo dove i libri non si comprino e non si vendano, dove siano a disposizione delle persone desiderose di leggere e dove possano essere scambiati. Un posto piacevole, dove poter stare insieme e trovare altro: proposte e suggerimenti, letture ad alta voce, giochi, gruppi di lettura comune.
    L’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto è un luogo pieno di storia e di storie e nel suo cuore c’è il bar del Centro Sociale con spazi che vogliamo, anche attraverso i libri e la lettura, riempire di persone, di socialità, di parole e di cultura. In questo spazio saranno messi a disposizione tutti i libri che abbiamo da condividere e sarà possibile tutti i giorni prenderne e portarne di nuovi, fermarsi a leggere, lasciare suggerimenti e proposte.

    Iniziativa proposta e realizzata da: Associazione Centro Sociale di Quarto – Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli – Gli utenti del Centro Diurno di Salute Mentale “I Girasoli” – Associazione Familiari contro i Disturbi Alimentari – Associazione Ligure Famiglie Pazienti Psichiatrici – Arci-Lavoratori Sturlesi “Arcipicchia”. In collaborazione con il CoordinamentoXQuarto.

    [foto di Diego Arbore]

  • Istituti professionali a Genova: al via il corso per geometri del mare

    Istituti professionali a Genova: al via il corso per geometri del mare

    nave-trasporti-mare-DIUn corso biennale presso l’Accademia Italiana della Marina Mercantile di “tecnico superiore esperto in costruzioni in ambito portuale, costiero, fluviale e lacustre per la mobilità sostenibile nei settori dei trasporti marittimi e della pesca”, ma anche percorsi d’istruzione che spaziano dall’ambito alberghiero a quello dell’industria e dell’artigianato, servizi commerciali, agricoltura e produzioni industriali.

    L’offerta degli degli Istituti Tecnici Superiori in Liguria cresce nel 2013, grazie all’approvazione avvenuta oggi in Regione di nuovi corsi professionali. Sono 12 gli Istituti genovesi che potranno realizzarli:  l’Istituto Bergese, L’Isituto Caboto, il Natta – De Ambrosis, l’Einaudi-Casaregis-Galilei, l’Istituto Gaslini – Meucci, l’Istituto Liceti, L’Istituto Marsano, il Montale e nuovo IPC, L’Istituto Odero, l’Istituto Marco Polo, l’Istituto Vittorio Emanuele-Ruffini, l’Istituto civico Galliera.

    Gli Istituti Tecnici Superiori sono fondazioni di partecipazione che comprendono scuole, enti di formazione, imprese, università, centri di ricerca e enti locali. Un’offerta formativa che in Italia stenta ancora a farsi conoscere, ma che in Europa ha ormai ottenuto forte legittimazione. Offrono percorsi post-diploma per chi decide di non iscriversi all’Università, e l’obiettivo è la formazione di tecnici specializzati nelle aree tecnologiche strategiche per il territorio.

    «Il nostro obiettivo – ha spiegato l’assessore alla formazione e al bilancio, Pippo Rossetti – è consentire l’acquisizione di una qualifica professionale regionale, dopo aver superato il terzo anno dei percorsi avviati presso gli istituti statali. L’acquisizione della qualifica può comunque consentire, a chi lo voglia, di continuare il percorso quinquennale fino al raggiungimento del diploma». L’ambizione è poter quindi fornire nei prossimi anni ai settori portuale e costiero preziose risorse professionali in grado di realizzare interventi manutentivi e realizzativi.
    Al termine del percorso di studi, della durata di quattro semestri, gli studenti conseguiranno il diploma di “Tecnico Superiore esperto in costruzioni in ambito portuale, costiero, fluviale e lacustre”, riconosciuto in Europa come 5° livello d’istruzione (EQF).

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Drammaturgia, teatro contemporaneo: bando Etica in Atto

    Drammaturgia, teatro contemporaneo: bando Etica in Atto

    Teatro CanteroSono aperte le iscrizioni per partecipare alla quinta edizione del Premio Etica in Atto (già Premio Borrello), un bando di concorso per il teatro contemporaneo.

    Un concorso a cadenza biennale organizzato dall’associazione culturale-sociale “Le Acque dell’Etica” perché il teatro si faccia promotore di opere su temi di importante valore etico: diritti umani, ambiente, informazione, impegno civile, infanzia, libertà di pensiero e parola, guerra, coscienza sociale, minoranze, disabilità, violenza di genere.

    Soggetto, lingua e forma teatrale sono liberi, con la sola esclusione di testi di esplicita connotazione politica. Sono ammesse sia opere inedite sia già rappresentate, purché di creazione originale dell’autore (escluse traduzioni e riadattamenti di altri testi) e di durata non superiore ai 150 minuti.

    Il bando è ispirato alla memoria di Antonio Russo, giornalista ucciso a Tbilisi (Georgia) nel 2000.

    Per iscriversi è necessario inviare cinque copie rilegate del testo (più una in cd/dvd), i dati personali dell’autore e la quota di iscrizione di 28 € entro il 15 giugno 2013 all’indirizzo Associazione Le Acque dell’Etica c/o Doriana Vovola, via Naz. Adriatica 56/c, 66023 Francavilla al Mare (Ch).

    Ciascun autore può partecipare con una sola opera.

    Il primo premio, assegnato da una giuria, consiste in un assegno di 1.000 € e la pubblicazione in cartaceo ed ebook dell’opera nella collana Etica in Atto, edizioni Progetto Cultura. La Giuria ha facoltà di segnalare per la pubblicazione anche altre opere in concorso. La cerimonia di premiazione si terrà a Pescara presso l’Aurum il 7 Settembre 2013 (in caso di pioggia presso l’Auditorium Flaiano).

    Per informazioni contattare la Segreteria del premio al numero 333 3546421 o via mail a info@leacquedelletica.com, doriana.vovola@alice.it.

  • M’illumino di meno 2013: Riflettiamoci, giro notturno in bicicletta

    M’illumino di meno 2013: Riflettiamoci, giro notturno in bicicletta

    bici genovaVenerdì 15 febbraio 2013 nuova edizione di M’illumino di meno, iniziativa lanciata da Caterpillar (programma di Radio Due) che ogni anno porta a riflettere su quanta energia consumiamo e quanta ne potremmo risparmiare.
    Per l’occasione gli Amici della bicicletta propongono una pedalata notturna da piazza De Ferrari a corso Italia: appuntamento alle 21 presso la fontana con indosso i gilè riflettenti e i catarifrangenti sulle bici (chi non lo possiede lo potrà acquistare in loco al costo di 5 €, prenotandolo via mail a info@adbgenova.it).

    Al termine della serata si terrà un quiz a premi presso i bagni Sporting: in palio due lucette da bici – un gilè riflettente da bici – quattro catarifrangenti da bici – vari ingressi gratuiti ai bagni Sporting per la prossima estate. Segue rinfresco.

    Come ogni anno, la giornata si pone anzitutto l’invito a spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici dalle 18 alle 19.30. Tra le città che aderiscono vi sono Milano, Bologna, Firenze, Torino, Bari, Padova, Valle dei Templi ad Agrigento, Genova, Pisa, Matera e altre.

  • Turismo a Genova: calano gli italiani, crescono gli stranieri

    Turismo a Genova: calano gli italiani, crescono gli stranieri

    porto-antico-sfera-piano-acquario-DIInizia oggi a Milano il BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, che vede presente anche la Liguria per promuovere le nostre terre. Il settore in Italia è in forte crisi, come ha evidenziato anche la Banca d’Italia in un recente incontro a Genova, osservando che la crescita media del comparto negli anni duemila è stata -0,1%[1].

    Abbiamo cercato di verificare quale situazione si presenti a Genova con l’aiuto dell’assessore al turismo Carla Sibilla che ci ha presentato alcuni dati sulle presenze di turisti nel 2012 e ci ha parlato dei progetti per il futuro in questo settore.

    L’assessore afferma che «Il trend dell’anno della città registra un calo dell’8% dei turisti italiani, mentre vi è un leggero aumento di quelli stranieri +1%. Il calo degli italiani non viene ancora compensato dagli stranieri». Risulta necessario quindi puntare in particolare sui visitatori provenienti dagli altri paesi per rilanciare il turismo a Genova: «Proprio per questo abbiamo fatto una missione a Istanbul – a costo zero perché completamente sponsorizzata – per sostenere il turismo nel nostro comune. Abbiamo organizzato una mostra fotografica su Genova a Beyoglu anche con l’obiettivo di rafforzare i rapporti tra Genova e Istanbul. Per esempio il volo che unisce queste due città diventerà giornaliero. Istanbul non è a caso, poiché si tratta di un hub che smista turisti da tutto il mondo».

    Ma qual è attualmente la condizione degli albergatori? «Gli albergatori faticano – ammette Sibilla – Inoltre al calo delle presenze corrisponde un calo maggiore del fatturato. Il web, infatti, è uno strumento molto utilizzato dagli albergatori, ma comporta anche un aumento notevole della competizione a discapito dei prezzi. Si devono fare moltissimi sconti. C’è stato soprattutto un calo del turismo legato al business. Quello che lamentano gli albergatori genovesi è che sono venute a mancare le presenze per viaggi di lavoro».

    Il quadro presenta quindi una tendenziale sofferenza del settore e delle strutture ricettive e solo il dato sui turisti stranieri lascia intravvedere qualche possibilità di recupero per il futuro. L’assessore spiega che «da una parte l’azione di Genova andrà a rafforzare l’impegno che sta portando avanti la Regione nel sud della Francia, gli Stati Uniti e la Russia, dall’altra si punterà sul prodotto Genova. Nella prima parte dell’anno vi saranno diversi eventi: l’ampliamento dell’Acquario, l’inaugurazione di WOW! l’expo della scienza organizzato dalla Fondazione Garrone e altre manifestazioni. Ci saranno iniziative molto forti per la città».

    Ma che tipo di turismo è quello straniero? «Qualitativamente buona parte del turismo estero è culturale e in particolare è interessato alla zona UNESCO: Strada Nuova, via Balbi, via Cairoli, mentre il turismo italiano è più legato alla zona del waterfront».

    Turismo nostrano a cui, però, sembriamo continuare a rivolgere maggior parte dell’attenzione, soprattutto se si considerano le attività appena elencate dall’assessore, tutte concentrate nella zona del waterfront. Inoltre, un problema spesso sottovalutato che riduce le visite di turisti stranieri, è quello legato allo shopping (il made in Italy è un sempreverde…): è noto, infatti, che molti tour operator organizzano gite all’outlet di Serravalle e non fanno visitare la città.

    L’assessore conferma: «È vero. Vengono organizzati molti pullman per Serravalle perché c’è una richiesta di marchi italiani da parte degli stessi turisti stranieri. Stiamo però cercando di rispondere a questa domanda con i negozi del centro di Genova, di via Roma e via XX Settembre che tengono questi marchi. In passato nessuno ci aveva pensato».

    Di certo non si può cambiare la mentalità del turista e non gli si può impedire di preferire un abito italiano scontato – che rappresenta pur sempre una nostra eccellenza – alla visita del centro storico di Genova, ma resta una missione di questa città quella di valorizzare le proprie bellezze artistiche e paesaggistiche. Molte città industriali italiane lo stanno facendo, ad esempio Torino, con un trend in continua crescita[2] e a questo obiettivo deve puntare anche la nostra città..

     


    [1] Alivernini, Galli, Mattevi, Quintiliani, “Il turismo internazionale in Italia: dati e analisi” Banca d’Italia – Sede di Genova, 6 febbraio 2013.

    [2] Rapporto dell’Osservatorio Turistico Regionale del Piemonte

     

    Federico Viotti
    [foto di Diego Arbore]

  • Girare un film con l’aiuto dei bambini: il progetto Zuccherarte

    Girare un film con l’aiuto dei bambini: il progetto Zuccherarte

    cinema-registi-cortometraggi-filmZuccherarte è un’associazione che opera a Genova con l’obiettivo di trasmettere le peculiarità del linguaggio cinematografico, a partire dai bambini: a questo scopo, la scorsa estate si è tenuto presso il Castello di Zena (in provincia di Piacenza, poco distante dal confine con la Liguria) un laboratorio denominato Botteguccia della fantasia, che ha portato alla realizzazione di due cortometraggi girati con l’aiuto dei piccoli allievi.

    Un progetto del regista genovese Marco Di Gerlando, che in collaborazione con Ludovica Gibelli ha realizzato due brevi film – Il castello dei fantasmi e Gargabullo e le follette Mangiafrutta – supportato da bambini in età scolare: «Il coinvolgimento e il divertimento stanno alla base di tutto, realizzare un film è per loro come fare un grande gioco. È molto importante trasmettere loro le competenze tecniche sul come costruire un audiovisivo, anche perchè nella quotidianità sono continuamente “bombardati” da immagini e suoni. Le sceneggiature sono state preparate dai coordinatori del laboratorio, e successivamente lette, commentate e modificate insieme ai bambini».

    Oltre ai due corti è partita la realizzazione di una miniserie di fantascienza scritta e interpretata dagli allievi, dal titolo Mondi paralleli. Questi prodotti saranno portati in gara ai festival di cortometraggi ragazzi e scuole e saranno organizzate proiezioni pubbliche a Genova. Sono infine in previsione nuovi laboratori per il 2013, tutte le informazioni si possono trovare scrivendo a info@labottegucciadellafantasia.it.