Categoria: Notizie

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  • Opere d’arte in affitto: il progetto di Art Commission

    Opere d’arte in affitto: il progetto di Art Commission

    mostra-museo-arte-macba-museum-C«Mostre ed eventi sono importanti per far conoscere gli artisti e metterli in relazione con il territorio, ma scopo ultimo di ogni artista è vendere le proprie opere. Tuttavia, complice anche il periodo di crisi, sono sempre meno le persone che possono permettersi di acquistare un’opera d’arte. Per questo motivo Art Commission lancerà prossimamente un progetto di arte in affitto: si potrà avere un’opera per un periodo da uno a tre mesi, a un prezzo accessibile, e solo al termine decidere se acquistarla o meno. In questo modo si fa entrare l’arte nelle case, si ritrova il contatto fra l’opera e il suo pubblico».

    Questo interessante progetto è solo uno dei tanti che Art Commission da tempo organizza sul territorio: oltre 36 eventi nel 2012, che spaziano dalle mostre collettive a performance che abbinano all’arte visiva il teatro, la poesia o altre forme creative.

    Tra i più recenti, Segrete, Made in Italy e ContemplArt: «Uno dei tratti distintivi di Art Commission è valorizzare il patrimonio culturale e architettonico di Genova attraverso l’arte contemporanea. Per questo organizziamo mostre in luoghi istituzionali ma poco visitati, come i chiostri del centro storico in occasione di ContemplArt, per attirare un pubblico che non conosce i beni della propria città. Al tempo stesso chiediamo agli artisti di non essere “invasivi”, ossia di concepire opere che si adattino a spazi non nati per ospitare mostre d’arte contemporanea: in questo modo il pubblico è invitato a riflettere, a porsi domande quali “Perché questa installazione si trova qui?”».

    Art Commission è una realtà molto attiva a Genova, curata dall’artista Virginia Monteverde, che ha in sé una doppia anima: da un lato l’organizzazione di eventi, dall’altro associazione culturale con oltre 100 iscritti. Con una quota di iscrizione di 20 € è possibile partecipare agli incontri dell’associazione e conoscere le attività in programma (info artcommission.genova@gmail.com).

    L’associazione mette in rete artisti di Genova, ma non solo: uno degli scopi di Art Commission è far conoscere gli artisti di Genova fuori città – di recente hanno partecipato a eventi a Bergamo, Milano e Varese – e portare a Genova artisti foresti, provenienti anche da fuori Italia. A questo scopo ci sono due iniziative in programma: un premio di pittura internazionale, che culminerà in una mostra al Museo di Sant’Agostino a fine 2013; una mostra collettiva al Munizioniere di Palazzo Ducale (28 giugno – 28 luglio 2013) con 35 artisti italiani e 35 artisti finlandesi, intitolata Le latitudini dell’arte e che auspica di essere la prima di una serie di esposizioni per valorizzare gli scambi culturali fra artisti di diversi Paesi, senza vincoli di età o di tematica.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Commenda di Prè: concorso artistico per la riqualificazione

    Commenda di Prè: concorso artistico per la riqualificazione

    commenda-preSono aperte le iscrizioni per il bando di concorso artistico Commenda Creativity Contest, rivolto a giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni che vogliono raccontare il modo inedito e creativo lo spazio della Commenda di Prè.

    Il tema del concorso è Commenda e Colore: colore come multiculturalità, molteplicità dei punti di vista e delle tecniche artistiche e come esaltazione dei valori che questo luogo comunica.

    Ogni artista può partecipare al concorso con una sola opera, realizzata con qualunque tecnica artistica (arte visiva, fotografia, video, installazioni, etc). La scadenza per l’invio dei materiali e del modulo di partecipazione è il 24 marzo 2013 all’indirizzo mail iscrizione@commendacreativitycontest.it.

    Le opere che meglio rappresenteranno lo spirito del luogo saranno visibili in una mostra collettiva dal 4 al 9 aprile 2013, al secondo piano della Commenda: l’elenco delle opere sarà comunicato entro il 29 marzo. La cerimonia di premiazione si terrà il 6 aprile. Una giuria e i visitatori della mostra selezioneranno l’opera vincitrice, il cui autore riceverà l’attestato di vincitore del premio della critica e avrà la possibilità di esporre le sue opere in una mostra personale.

  • Palazzo Ducale: Fosco Maraini, mostra di fotografia “Il Miramondo”

    Palazzo Ducale: Fosco Maraini, mostra di fotografia “Il Miramondo”

    Palazzo Ducale entrataVenerdì 22 febbraio 2013 inaugura a Palazzo Ducale (Loggia degli Abati) la mostra fotografica “Miramondo. Fosco Maraini. Sessanta anni di fotografia.

    Una nuova esposizione arricchisce l’offerta del Ducale, che in questi mesi ospita anche le mostre dedicate a Joan Mirò e a un altro celebre fotografo, Steve McCurry.

    Il Gabinetto Vieusseux di Firenze, che conserva la Biblioteca Orientale (oltre 8.000 volumi), l’Archivio Fotografico (circa 100.000 foto) e l’Archivio personale di Maraini, è tra i promotori di questa mostra, la più vasta esposizione antologica della sua produzione fotografica.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino al 7 aprile 2013.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Mercato del Pesce, piazza Cavour: ipotesi trasferimento a Bolzaneto

    Mercato del Pesce, piazza Cavour: ipotesi trasferimento a Bolzaneto

    pesca-pesce-d3Il Mercato del Pesce di Piazza Cavour sarà trasferito a Bolzaneto? Si tratta di un progetto emerso da poche settimane e passato quasi inosservato, ma rappresenta un tassello importante di una vicenda iniziata alla fine del 2010, quando la ASL 3 chiuse per ragioni igienico sanitarie la struttura.

    Dopo la riapertura del mercato, avvenuta solo pochi giorni dopo, si avanzò l’ipotesi di un trasferimento all’interno dei macelli di Cà de Pitta in Val Bisagno, non incontrando però il favore degli operatori. Gli stessi lavoratori dei macelli si erano opposti a questa possibilità sostenendo che la struttura non avrebbe potuto ospitare entrambe le attività economiche.

    C’è voluto più di un anno perché fosse presentata una nuova soluzione. L’area in cui potrebbe sorgere il nuovo mercato del pesce è adiacente al mercato ortofrutticolo di Bolzaneto, la cosiddetta area ex Trony in cui si sono alternati due centri di elettronica (Unieuro e appunto Trony). La proposta è stata fatta all’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Oddone direttamente dalla società SGM che gestisce il mercato ortofrutticolo ed è subito parsa una soluzione interessante: «Soprattutto perché – ha affermato l’assessore – avendo interloquito con gli operatori, questi ultimi si erano detti non contrari come zona e come tipologia di collocazione». L’appoggio al progetto da parte degli operatori è fondamentale perché i canoni che verseranno per l’affitto dei loro banchi devono essere in grado di sostenere l’operazione. L’operazione, benché di dimensioni molto più piccole, riprende da questo punto di vista il modello adottato nel caso del mercato ortofrutticolo.

    Per questa ragione è stato chiesto alla società SGM di eseguire alcuni approfondimenti tecnici che verranno presentati all’amministrazione entro marzo. «Non si tratta ancora di un progetto – precisa Oddone – ma di dettagli tecnici più precisi».

    Dalla prima chiusura in avanti il Comune ha cercato di intervenire per adeguare l’edificio di Piazza Cavour alle norme igieniche, soprattutto per ciò che riguarda l’areazione, ma resta lo spauracchio di una possibile chiusura da parte della Asl. L’assessore non esclude questa possibilità, ma afferma: «sto facendo il possibile per mettere il mercato nelle condizioni migliori possibili ed evitare che chiuda».

    Ma il problema non è solo legato alle condizioni igieniche. «Il mercato è una struttura obsoleta – prosegue Oddone – anche per i traffici moderni». Un aspetto che va risolto, infatti, è anche quello dalla logistica. Il mercato attuale non è adatto ad accogliere il traffico dei mezzi che vi accedono e, per questa ragione, non permette agli operatori di lavorare nelle condizioni migliori possibili e limita lo sviluppo futuro.

    L’area individuata a Bolzaneto è leggermente più grande rispetto a quella di Piazza Cavour, ma l’aspetto positivo secondo Oddone è soprattutto il fatto che si tratti di «un’area disegnabile in base alle esigenze degli operatori».

    La Valpolcevera è una zona già caratterizzata da una massiccia presenza di attività commerciali e capannoni industriali di grandi dimensioni a cui si è aggiunto anche il mercato ortofrutticolo, che occupa una superficie di ben 82.000 mq. Tuttavia il rischio di andare a congestionare questa porzione di territorio è esclusa dallo stesso assessore che, riferendosi al “nuovo mercato del pesce” precisa «È incomparabilmente più piccolo del mercato ortofrutticolo. Stiamo parlando di un rapporto 1 a 10. Non si tratta di due mercati».

    Per adesso questo è il progetto in fase più avanzata, ma l’amministrazione sta valutando anche altre opzioni. Una di queste riguarda la zona dell’Aeroporto, ma si tratta solo di una prima segnalazione che non è stata ancora approfondita.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Bambini e alimentazione: cucina bio e vegana nelle mense scolastiche?

    Bambini e alimentazione: cucina bio e vegana nelle mense scolastiche?

    scuolaRicordate il fumetto di Mafalda, che si lamentava con la madre quando le imponeva di mangiare l’odiata minestra?

    La qualità di ciò che mangiano i bambini (per chi non ha figli, basta ricordare quanto e cosa si mangiava da piccoli) è ormai diventata un tema prioritario all’interno dei progetti educativi. Che si tratti di una moda o una conseguenza della crisi, negli ultimi tempi molte persone sono sempre più attente alla provenienza, alla qualità e ai benefici per la salute dei cibi che consumano.

    Anche le scuole della nostra città vogliono seguire l’esempio di altri Comuni virtuosi d’Italia, a partire da quelli dell’Emilia Romagna, che hanno istituito con Legge Regionale lo Sportello Mense Bio. Per questa ragione lunedì scorso (18 febbraio 2013, ndr) la Commissione Welfare del Comune di Genova si è riunita – insieme all’Assessore Pino Boero e ai rappresentanti dei Municipi – per discutere la qualità del servizio mensa nelle scuole cittadine, in particolare sull’utilizzo di prodotti km zero, biologici e con attenzione alla presenza di piatti vegetariani o vegani.

    Genova ha ufficializzato l’adesione a due progetti europei: Bampé (acronimo di Bambini e Prodotti agricoli d’Eccellenza), per favorire il consumo di prodotti tipici del territorio e far capire ai bambini il concetto di filiera corta; Fruttometro, ossia dare ai bambini durante la ricreazione una merenda a base di frutta, nella razione normalmente consumata a pranzo.

    Come conciliare, tuttavia, l’educazione alimentare scolastica con quella che i bambini ricevono a casa? Denise Filippin, nutrizionista e mamma di due bambini, ha creato a questo scopo la pagina Facebook Genitori (e non solo) vegani a Genova: «La pagina è stata creata ai tempi in cui il Comune non voleva accettare la nostra richiesta di menù vegano, per trovare altri genitori solidali, ma alla fine ci siamo dovuti muovere da soli. Molte famiglie vorrebbero che i loro figli mangiassero diversamente, non per forza vegano ma più sano: alcuni genitori ci scrivono sulla pagina, ma spesso non sono di Genova. Abbiamo inoltre avuto ottima partecipazione alle cene e ai picnic che organizziamo per far socializzare i bambini vegani, che di solito si trovano ad essere gli unici a seguire questo tipo di alimentazione nella cerchia di amichetti».

    Denise ha agito in prima persona perché le sue figlie (4 e 7 anni) avessero un menu vegano nella mensa scolastica: «Le mie figlie frequentano scuole a Sestri Ponente: la piccina va a una scuola materna privata con mensa interna e devo dire che il cibo è molto curato, ma monotono. Anni fa c’erano alimenti più variegati, poi sono stati tolti dal menù. La grande va in una scuola elementare pubblica, servono ai bambini pasti veicolati da una ditta, come accade nella gran parte delle scuole genovesi, ovviamente essendo tutto precotto la qualità è inferiore. A mio parere il menù proposto è molto monotono, con pietanze che mangiano tutti i giorni, senza “osare” piatti più salutari che magari a casa non vengono preparati. Capisco che sia uno spreco se i bambini non mangiano, ma sarebbe di certo più educativo. La mia insistenza sulla monotonia deriva dal fatto che, avendo analizzato menù di altre città, sono rimasta stupita di quanti piatti proponessero alcuni Comuni, difficile che si ripetesse la stessa pietanza più di una volta per diverse settimane».

    Marta Traverso

  • Mondiali Antirazzisti: concorso musicale per realizzare l’inno

    Mondiali Antirazzisti: concorso musicale per realizzare l’inno

    musica-live-cantanti-microfonoI Mondiali Antirazzisti si svolgono dal 1997 e sono curati da UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), con lo scopo di contaminare, attraverso il linguaggio dello sport, realtà spesso considerate “distanti” come gruppi ultras, comunità di migranti, associazioni sportive e organizzazioni antirazziste. Negli anni si sono trasformati in un happening multiculturale che oltre ai tornei sportivi offre concerti, dibattiti, spazio di incontro per oltre 5.000 persone provenienti da ogni parte del mondo.

    In occasione dell’evento sono aperte le iscrizioni per il contest “Inno Indipendente dei Mondiali Antirazzisti”. Tutte le band, cantautori e artisti indipendenti ed emergenti di ogni genere e stile, con residenza in Italia, potranno presentare un brano musicale ispirato allo spirito dei Mondiali Antirazzisti: il brano deve rispecchiare promozione dei diritti e il rispetto per tutti, lotta contro ogni forma di discriminazione attraverso lo sport, la musica e la cultura.

    Il concorso scade domenica 31 marzo 2013: per iscriversi è necessario inviare all’indirizzo mail mei@materialimusicali.it una biografia, una foto, una scheda tecnica, il link ai propri siti e profili e il brano inedito (da inviare attraverso “WeTransfer” o attraverso altri modelli similari, compreso Mp3 leggero).

    Il miglior brano sarà scelto da una giuria coordinata da Giordano Sangiorgi (patron Mei) e da Carlo Balestri (organizzatore dei Mondiali Antirazzisti UISP), che valuterà se la proposta aderisce ai valori di base dei Mondiali Antirazzisti: promozione dei diritti e il rispetto per tutti, lotta contro ogni forma di discriminazione attraverso lo sport, la musica e la cultura.

    Il vincitore potrà esibirsi in apertura dei Mondiali Antirazzisti 2013, che si terranno a Bosco Albergati (Castelfranco Emilia – MO) dal 4 al 7 luglio. È previsto un rimborso spese di 500 € oltre a vitto e alloggio. Il brano sarà pubblicizzato attraverso il sito dei Mondiali Antirazzisti e di UISP e sarà diffuso continuamente durante i Mondiali stessi.

  • ContemporArt Genova: laboratorio artistico per pazienti psichiatrici

    ContemporArt Genova: laboratorio artistico per pazienti psichiatrici

    villa-piaggio-contemporartContemporArt, associazione culturale senza fini di lucro, è uno spazio, un “osservatorio critico” –come lo definiscono i suoi fondatori- in cui l’arte nelle sue molteplici sfaccettature si congiunge alle problematiche psichiche. L’associazione è nata a Genova otto anni fa su iniziativa di un gruppo di sei artisti, tra cui l’attore Gustavo Giacosa e il musicista jazz Fausto Ferraiuolo. Essa per prima ha dato avvio all’importante progetto sul piano sia artistico che sociale di offrire alle persone che vivono disagi l’opportunità di intraprendere un percorso artistico vero e proprio, con l‘obiettivo di promuovere eventi culturali nel campo delle arti e favorire incontri e scambi fra artisti.

    L’interesse di ContemporArt è trasversale: dalle arti visive, alla musica contemporanea, al teatro, senza trascurare laboratori artistici e conferenze. Nata nel 2005, dal 2011 è ospitata nei locali di Villa Piaggio al 24 di Corso Firenze, in cui è stato allestito un laboratorio artistico per pazienti psichiatrici (con il supporto di esperti e operatori sociali). Inizialmente il gruppo era solito riunirsi in via Prè, nella casa di Giacosa e Ferraiulo. Ben presto, tuttavia, lo spazio si è dimostrato inadeguato alle ambizioni degli artisti: il progetto ha iniziato a crescere e ad assumere dimensioni inaspettate anche per gli stessi fondatori. Come? Ce lo racconta uno di loro, Paolo Roberts, genovese, attivo nel panorama musicale, 30 anni trascorsi al Carlo Felice nel settore della comunicazione e della grafica. 

    «Tutto è partito dalla voglia di un piccolo gruppo di amici di aggregarsi e dare vita a un progetto di ampio respiro. Eravamo in sei: io e mia moglie (Anna Sini, musicista, ndr.), Fausto, Gustavo, Claudia Sanguineti e Ilario Rotella, anche loro musicisti. Oggi il gruppo non si è troppo infoltito e siamo sempre noi il centro propulsore del progetto. Alcuni amici, cioè Claudia e Ilario, ci hanno lasciati durante il percorso; altri –scenografi, responsabili audio e video- si sono aggiunti, ma si è trattato per lo più di collaborazioni temporanee. Oggi siamo in 8/10 persone a seguire il progetto di ContemporArt».

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    Il vero momento di svolta c’è stato nel 2008, anno della mostra “Due ma non due. Aperture ed incontri nell’arte degli anni post-Basaglia, alla Loggia della Mercanzia in piazza Banchi, con l’appoggio del Comune e della Provincia di Genova. «L’iniziativa, che voleva ricordare il trentennale dell’entrata in vigore della legge Basaglia, ha avuto un alto numero di visitatori, tra cui anche l’ex sindaco Marta Vincenzi e l’allora assessore alla cultura Ranieri, che hanno apprezzato molto il nostro lavoro e hanno iniziato a seguirci più da vicino.» Altro evento importante, la mostra del 2010 “Noi, quelli della parola che sempre cammina” alla Commenda di Prè. Una mostra sull’espressione dell’arte attraverso il linguaggio, in cui erano esposte opere del graffitismo outsider. Dai muri delle città degli esuli urbani, un anti-museo della scrittura ”brut”, filone in voga in Francia e Germania e poco conosciuto in Italia. Tra gli artisti esposti, nessuno era vivente, tranne una: Melina Riccio, nota a Genova per i suoi graffiti in rima, inni alla pace e all’amore per il prossimo. «Anche in questa occasione è stato un successo, tanto che è arrivata l’offerta dell’amministrazione di mettere a nostra disposizione uno spazio, quello di Villa Piaggio (dietro pagamento di un affitto), in cui proseguire e ampliare il nostro progetto di coniugare arte e follia. Abbiamo iniziato a collaborare con Comune e Asl di Genova: ogni mercoledì operatori sanitari accompagnavano a Villa Piaggio alcuni pazienti per farli partecipare al percorso artistico». Purtroppo oggi questo progetto ha subito una battuta d’arresto a causa dei problemi cui sono soggette le nostre Asl: i tagli al personale da un lato e l’aumento dei pazienti dall’altro non hanno permesso a ContemporArt di proseguire questa iniziativa con cadenza regolare.

    «Vogliamo rilanciare l’attività sotto vari profili. Certo, continuare il progetto arte-disagio psichico, ma per il prossimo 7 aprile stiamo organizzando un ciclo di 6 incontri, tre dei quali sono già stati fissati, mentre gli altri sono ancora in via di definizione. Il tema è ancora quello della follia, che si integra con un nuovo concetto di “cura” e del “fare arte insieme”. Inoltre, dal 2012 il nostro progetto è stato esportato anche all’estero: grazie alla mostra curata da Gustavo Giacosa, “Banditi dell’Arte”, il nome della nostra associazione è approdato a Parigi. La mostra è andata avanti per quasi un anno, dal marzo 2012 al gennaio 2013 e Gustavo e Fausto sono tuttora lì ad occuparsi della mostra, che ha avuto ottimo riscontro».

    C’è un legame tra il vostro progetto di “arte e follia” e il movimento sorto a Genova-Quarto alla fine degli anni ’70, alla chiusura dell’ex ospedale psichiatrico?

    «Sicuramente. Ricordo bene gli anni del post-Basaglia, quando a Quarto era stato chiuso il famoso ospedale e i locali, lasciati liberi e aperti a tutti, venivano occupati da giovani artisti. C’era un grande movimento: lì hanno iniziato ad esibirsi molti musicisti, soprattutto jazzisti, che poi hanno fatto carriera. Anch’io e mia moglie frequentavamo questi ambienti, assieme ad altri che sono confluiti in ContemporArt. Quindi è innegabile dire che questa atmosfera ci abbia influenzati, ma siamo andati oltre: lì erano i giovani a fare arte nei locali che i malati avevano dovuto sgombrare; ora siamo noi artisti a offrire ai malati spazi in cui fare arte».

     

    Elettra Antognetti

  • Arbusti Genova: incontro e aperitivo per artisti indipendenti

    Arbusti Genova: incontro e aperitivo per artisti indipendenti

    pittore-pittura-disegno-arte-CGiovedì 21 febbraio 2013 (ore 18) la Galleria Studio 44 ospita due eventi per chi ama l’arte e la creatività.

    Lo spazio di vico Colalanza ospiterà il secondo incontro di Arbusti, collettivo nato per mettere in rete realtà culturali e artistiche indipendenti presenti sul territorio di Genova (leggi la nostra intervista a Maddalena Bartolini, fra i promotori del progetto).

    Scopo dell’incontro è conoscersi e confrontarsi, per figurare possibili scenari futuri e dare origine a una comunicazione circolare e orizzontale tra tutti i soggetti che a Genova quotidianamente producono e “progettano” percorsi culturali solidi e continuativi.

    Nel corso della serata sarà inaugurata la mostra A piedi, sulle mani e altre storie piccole, a cura degli artisti svizzeri in residenza a Genova Florian Luthi e Sadhyo Niederberger. La mostra sarà visibile solo fino a sabato 23 febbraio, a causa del il successivo rientro degli artisti in Svizzera.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Freedom of birth a Genova: un film per difendere la libertà nel parto

    Freedom of birth a Genova: un film per difendere la libertà nel parto

    cinema-registi-cortometraggi-filmAgnes Gereb è un’ostetrica ungherese, che negli ultimi trent’anni si è battuta perché nel suo Paese fossero consentite la presenza dei padri al momento del parto e la scelta di partorire in casa o in luoghi diversi dall’ospedale. Ha aiutato oltre 3.500 bambini a nascere, tuttavia nel 2007 le è stata revocata per tre anni l’abilitazione alla professione e nel 2010 è stata arrestata, ufficialmente con l’accusa di negligenza.

    Una delle sue pazienti, Anna Ternovsky, ha denunciato la sua libertà di scelta alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, che in una sentenza del 2010 ha stabilito che ogni donna ha il diritto legale di decidere dove e come partorire.

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    La storia di queste due donne è raccontata nel documentario Freedom of birth, che sarà proiettato a Genova (piazza Cernaia) sabato 23 febbraio alle 15.30, un evento organizzato dalla rete di ostetriche libere professioniste LiberaMente Mamma. Lanciato il 20 settembre 2012, Freedom of birth è un film di 58 minuti che è già stato proiettato più di 1.000 volte in oltre 50 Paesi del mondo.

    Le vicende di Agnes Gereb e Anna Ternovsky sono raccontate in una panoramica delle violazioni dei diritti delle partorienti che ancora oggi sono effettuate in molti Paesi: in particolare, l’essere costrette a partorire in ospedale e non in altri luoghi di loro scelta, oppure l’essere sottoposte a interventi chirurgici o tagli cesarei anche quando non vi è necessità.

    Questo video rappresenta una versione “ridotta” del documentario, con spezzoni di interviste ad Agnes Gereb e altre persone che lavorano nello stesso ambito.

    Marta Traverso

  • Municipio e genitori insieme per prevenire la dipendenza giovanile

    Municipio e genitori insieme per prevenire la dipendenza giovanile

    pina-colada-alcool-bevande-CNon solo sostanze nocive o illegali, ma anche computer e internet, videogiochi, TV e cellulare, solo per citare i più comuni. La dipendenza degli adolescenti da sostanze o attività è tradizionalmente un problema che preoccupa larga parte della popolazione adulta italiana.

    Alcune dipendenze oggi si configurano come comportamenti socialmente accettati – come la dipendenza dallo shopping, dal lavoro, addirittura dalle relazioni affettive – che, ripetuti ossessivamente o in modo continuamente vano e insensato, smettono di svolgere il loro ruolo sociale per spersonalizzare l’essere umano.

    Il Municipio Centro Est ha scelto di promuovere sul suo territorio un percorso rivolto ai genitori, in particolare a quelli dei bambini che frequentano la scuola primaria. Il progetto si chiama “Incomincio da 3”, in collaborazione con Cooperativa Minerva e Asl3, particolarmente adatto a formare nei genitori la fondamentale consapevolezza che sono proprio gli stili educativi familiari a costituire fattori di rischio per futuri comportamenti di dipendenza patologica. Il progetto parte infatti dal presupposto – avvallato dalla letteratura tecnico-scientifica – che il supporto alla famiglia nel suo ruolo educativo costituisca la principale strategia di prevenzione verso il rischio di comportamenti di dipendenza dei figli.

    L’iniziativa sarà presentata oggi alle ore 17.00 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi. Il percorso è totalmente gratuito e si articola in 4 incontri dedicati a 4 gruppi di genitori, che si svolgeranno a cadenza settimanale nei locali del Centro Civico Remigio Zena – in Salita del Prione 26. Al termine è previsto un incontro plenario tra tutti i genitori che avranno partecipato ai gruppi.

    L’assessore (coesione sociale e cittadinanza attiva) Maria Carla Italia, che ha voluto e organizzato l’iniziativa, commenta: «La persona è sempre al centro della nostra azione. Per questo siamo profondamente convinti che tra i compiti del Municipio – anche in ragione della sua vicinanza al territorio – ci sia quello di offrire gli strumenti per costruire una comunità di persone responsabili. In particolare, per quanto riguarda il tema delle dipendenze, l’attenzione nasce con riferimento alle ludopatie legate al gioco d’azzardo. I colloqui con le psicologhe ci hanno illustrato le opportunità di un approccio più generale al tema delle dipendenze, con un percorso che parta dalla prevenzione primaria, rivolta ai genitori dei bambini delle scuole elementari, per renderli consapevoli del loro ruolo educativo e delle loro modalità di interazione con i figli».

    [foto di Constanza Rojas]

  • Il lavoro del critico teatrale: corso gratuito al Teatro Akropolis

    Il lavoro del critico teatrale: corso gratuito al Teatro Akropolis

    teatro akropolisDal 13 al 17 marzo 2013 presso l’auditorium dell’ex Manifattura Tabacchi e il Teatro Akropolis di Sestri Ponente ospitano un laboratorio gratuito di critica teatrale.

    Il corso è rivolto a 15 giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, verte sul tema della critica giornalistica teatrale ed è condotto da Andrea Pocosgnich e Sergio Lo Gatto, della rivista teatrale on-line Teatro e Critica.

    Per iscriversi è necessario inviare una mail entro venerdì 22 febbraio 2013 a laboratori@teatroakropolis.com allegando curriculum vitae, elenco degli esami sostenuti con votazione (se studenti universitari) e una breve lettera motivazionale.

    L’iniziativa è svolta in collaborazione con Comune di Genova e con il patrocinio di DIRAAS – Università degli studi di Genova (una parte dei posti sarà riservata a studenti dell’Università di Genova, iscritti alla Scuola di Scienze Umanistiche).

    La partecipazione al laboratorio, pari a 75 ore di impegno da parte dei partecipanti, dà diritto all’acquisizione di 3 crediti formativi CFU per gli studenti dei seguenti corsi di studio: Lettere, DAMS, Produzione e traduzione audiovisiva per le arti e lo spettacolo (ProTAvAS), Letterature e civiltà moderne, Informazione ed Editoria.

  • Consiglio Comunale, elezioni: il voto nazionale e la politica locale

    Consiglio Comunale, elezioni: il voto nazionale e la politica locale

    palazzo-tursi-sindaco-doria-marco-discorso-DQuesto martedì non è stato convocato il Consiglio Comunale per una pausa pre-elettorale. In previsione delle prossime elezioni abbiamo cercato di capire se e in che modo i recenti cambiamenti politici abbiano avuto degli effetti sulla politica locale a Genova.

    A partire dal 6 dicembre 2012, quando il Pdl ha ritirato la propria fiducia al Governo Monti, la scena politica nazionale ha subito diverse mutazioni. Nuove forze politiche hanno fatto la loro comparsa, altre rischiano lo scioglimento.

    A Genova la destra, più precisamente il gruppo consiliare del Pdl, ha perso un proprio componente, che è confluito nel Gruppo misto. Il consigliere Baroni, che era stato uno dei fondatori di Forza Italia, ha dichiarato di non essere intenzionato a restare in un partito «ormai di proprietà privata del Cavalier Berlusconi». Baroni sosterrà la lista creata dal Presidente del Consiglio uscente Mario Monti “Con Monti per l’Italia”, ma non ha specificato se questo passaggio modificherà la sua posizione nei confronti della Giunta Doria.

    A sinistra i maggiori cambiamenti hanno riguardato l’Idv, che alle prossime elezioni non si presenterà con il proprio simbolo, ma farà parte del movimento guidato dall’ex magistrato Antonio Ingroia “Rivoluzione Civile”. Entrato in consiglio come partito di maggioranza, l’Idv è stato spesso critico verso le scelte della Giunta Doria. La scissione tra il leader nazionale Antonio di Pietro e il capogruppo alla Camera Massimo Donadi ha comportato una separazione anche all’interno del gruppo consiliare comunale. Anzalone e Mazzei sono rimasti all’interno del partito, mentre De Benedictis ha aderito alla nuova forza politica di Donadi (Diritti e Libertà), che sostiene Bersani come Presidente del Consiglio. Anche in questo caso è difficile prevedere grandi cambiamenti nel comportamento dei consiglieri eletti tra le fila dell’Idv, mentre è prevedibile un maggiore avvicinamento alle posizioni del Pd da parte del “fuoriuscito” De Benedictis.

    Ad una prima analisi non sembra quindi che il quadro politico nazionale abbia inciso profondamente sugli equilibri del Consiglio Comunale. Benché la minoranza di centro-destra abbia perso un suo componente, non ne derivano infatti particolari vantaggi per il centro-sinistra.

    Al tempo stesso la maggioranza non sembra nemmeno essersi indebolita per la fuoriuscita di De Benedectis dal proprio partito, il quale, anzi, è entrato a far parte di una nuova forza politica che a livello nazionale farà parte della coalizione di centro-sinistra.

    Ma se nell’immediato non vi sono state particolari trasformazioni è per il futuro che si presentano alcune incongite. Di fronte ad un quadro politico nazionale così incerto è difficile immaginare cosa accadrà ai rappresentanti locali di alcune forze politiche di cui non si conoscono ancora le sorti. A quale partito nazionale faranno riferimento i restanti consiglieri dell’Idv, se tale partito verrà sciolto per confluire all’interno del nuovo movimento di Ingroia? La lista civica di Monti si trasformerà in un partito con una propria struttura anche nelle regioni e nei comuni? A chi risponderanno delle proprie scelte i rappresentanti di queste forze politiche? Insomma quali saranno i collegamenti tra i loro rappresentanti locali (non solo a Genova) e quelli nazionali?

    Ogni risposta a questi interrogativi sarebbe un azzardo, anche per la forte incertezza sul risultato stesso delle prossime elezioni. Tuttavia questa situazione mette in evidenza come il sistema politico italiano stia attraversando una fase di grande trasformazione e, al tempo stesso, di debolezza che ancora non si è arrestato e che, in futuro, potrebbe avere forti ripercussioni anche sulla politica locale.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Donatella Alfonso, “Animali di periferia”: presentazione del libro

    Donatella Alfonso, “Animali di periferia”: presentazione del libro

    libri-lettura-letteratura-culturaMercoledì 20 febbraio 2013 (ore 18) la giornalista Donatella Alfonso presenta al Circolo Arci Zenzero di via Torti il suo libro Animali di periferia (Castelvecchi, 2012).

    Con l’autrice Luca Borzani, presidente della Fondazione Cultura Palazzo Ducale.

    Tema del libro
    La bomba di piazza Fontana, il timore di un colpo di Stato e dell’instaurazione di un regime neofascista spinge un piccolo gruppo di giovani sottoproletari, cresciuti in un quartiere della periferia operaia, e qualche ex partigiano che si riconosce nelle delusioni di una Resistenza tradita all’azione concreta.

    Trasmissioni radio, interferenze sul primo canale della Rai per spingere alla mobilitazione, incendi e sabotaggi ad aziende messe nel mirino, attività illegali per finanziarsi (dalle rapine al rapimento del figlio di una tra le famiglie più in vista della città) sono le strategie cui ricorrono. Alcuni di loro sono iscritti al Pci, altri lo sono stati, altri sentono solo di non essere rappresentati. Non hanno nome, ma si rifanno ai Gap, i Gruppi di azione partigiana, e alla strategia della guerriglia sudamericana.

    Pensano a una nuova Resistenza e a una rivoluzione di stampo cubano. Entrano in contatto con progetti e percorsi non del tutto chiari, incrociano altre vite, come quella di Giangiacomo Feltrinelli. Sono solo gli esordi di quella che passerà alla storia come banda XXII Ottobre.

    Un nome creato dalla stampa, che si riferisce alla data di un biglietto ferroviario trovato nelle tasche di Mario Rossi, il capo della banda. Rossi è l’uomo immortalato in una fotografia con la pistola in mano, puntata verso un inerme fattorino – Alessandro Floris – a seguito di una rapina finita nel sangue: una delle immagini – icona del «male» insito nella violenza politica degli anni Settanta.

    A turno questi uomini sono stati indicati come terroristi, criminali comuni, tupamaros di quartiere. Loro preferiscono definirsi solo «animali di periferia, meno addomesticabili e più selvatici». Ma la vicenda di queste persone s’intreccia a quella di chi, vent’anni dopo la Liberazione, pensava che la Resistenza dovesse avere una nuova fiammata: quella della svolta definitiva del Paese in senso rivoluzionario. La stessa su cui si addensano ancora le nuvole oscure della Strategia della Tensione.

  • Vesima: il Comune di Genova affida in gestione i bagni Janua

    Vesima: il Comune di Genova affida in gestione i bagni Janua

    MareggiataIl Comune di Genova ha aperto un avviso pubblico per manifestazioni di interesse per la subconcessione di attività presso i bagni Janua di Vesima, uno stabilimento balneare con annesso un servizio di bar e ristorante.

    Lo stabilimento si trova in via P.P. Rubens 32-33r ed è attualmente gestito da Bagni Marina Genovese S.p.A., che ne cura la spiaggia, le strutture e le attrezzature per il tempo libero, per elioterapia e balneazione, i locali e gli spazi destinati al servizio di ristorazione e bar. Il bando prevede una subconcessione per la gestione di alcuni di questi servizi nelle stagioni 2013/2014, al fine di fornire un servizio esterno di assistenza alla balneazione, alle attività di spiaggia, alla ristorazione e bar.

    Possono partecipare al bando imprenditori, aziende, cooperative e consorzi che abbiano già svolto attività analoghe presso stabilimenti balneari.

    A seguito del ricevimento delle manifestazioni di interesse (scadenza 28 febbraio 2013, invio domanda all’Archivio Generale Protocollo del Comune di Genova) si provvederà a espletare una gara informale mediante invio di lettera di invito, nella quale verranno illustrati in dettaglio i criteri di aggiudicazione.

     

    Foto Daniele Orlandi

  • Metropolitana Genova: il percorso futuro dopo la fermata di Brignole

    Metropolitana Genova: il percorso futuro dopo la fermata di Brignole

    metropolitanaIL PRECEDENTE

    8 febbraio 2012: Gente Comune, movimento che vede il suo leader Giuseppe Viscardi candidato Sindaco alle elezioni comunali del prossimo maggio, festeggia (con polemica) i 30 anni della metropolitana di Genova.

    «I lavori sarebbero dovuti terminare in 540 giorni. Invece quella di Genova è la metropolitana più lenta, più rinviata, più litigiosa e più bugiarda d’Italia, oltre che la più costosa in proporzione a tempi, chilometri e scavi effettivamente eseguiti», è il commento di Viscardi all’iniziativa.

    Dal Comune arrivano notizie relative alla stazione di Genova Brignole, secondo cui i cantieri termineranno a marzo e l’inaugurazione effettiva avverrà a luglio.

    Marzo 2012: il Consigliere Regionale Lorenzo Pellerano annuncia che il Ministero delle Infrastrutture ha approvato il progetto per la fermata di piazza Corvetto, che sarà realizzata a mezza via tra De Ferrari e Brignole e la cui realizzazione avrà un costo complessivo di 26 milioni di euro.

    Luglio 2012: Ansaldo STS propone al Comune di Genova la prosecuzione del tragitto fino allo stadio Ferraris. Il nuovo percorso, da attuare una volta aperta la fermata di Brignole, sarebbe costituito dal tratto piazza Martinez – corso Sardegna – corso De Stefanis.

    20 novembre 2012: in Consiglio Comunale proteste per i ritardi nei lavori a Brignole. La giunta Doria promette che entro Natale la fermata diventerà operativa.

    21 dicembre 2012: inaugura la fermata Brignole della metropolitana.

    IL PRESENTE

    A poco più di un mese dall’apertura della nuova fermata, quando e come si amplierà il progetto della metropolitana? Non ci sono ancora comunicazioni ufficiali sulle tratte future, ma sono da tempo avviati studi di fattibilità per capire quali sono le destinazioni più utili alla città e a chi si sposta quotidianamente per esigenze personali e di lavoro.

    Anzitutto, quali cause hanno portato il ritardo nell’inaugurazione di Brignole, rispetto agli annunci ufficiali di un anno fa? Come ci spiega Paolo Carbone di Associazione MetroGenova «A causa della spending review oggi esiste una sola commissione di collaudo per tutte le reti metropolitane d’Italia, che deve occuparsi di valutare gli impianti, la sicurezza e ogni aspetto tecnico, un lavoro che richiede alcuni mesi. Questo fatto, sommato al dilungarsi delle trattative contrattuali fra Comune di Genova, Amt e Ansaldo STS, ha portato questo ritardo nell’apertura di Brignole».

    MetroGenova è nata nel 2007 per fare chiarezza sul progetto di trasporto pubblico a Genova, ponendosi l’obiettivo di fare una sintesi di progetti, costi e aspetti tecnici per dare una corretta informazione ai cittadini. L’associazione, attraverso il suo forum interno e la pagina Facebook, ha inoltre chiesto ai cittadini quali sono i percorsi più graditi per le future tratte: «Le principali sollecitazioni indicano una prosecuzione della metropolitana verso San Martino o la Val Bisagno, in seconda battuta Sampierdarena e Val Polcevera. Secondo noi del Consiglio Direttivo, San Martino – con una stazione al termine di via Torti, collegabile con l’ospedale attraverso tapis roulant o altre soluzioni – è l’ipotesi più praticabile per varie ragioni: sfrutterebbe l’area ferroviaria, con una prosecuzione dell’attuale linea per circa 2 chilometri; inoltre servirebbe San Fruttuoso, un quartiere molto popolato, e fornirebbe un servizio all’area ospedaliera. Il tratto verso la Val Bisagno pone invece diverse incognite: andrà eventualmente verificata la compatibilità con il piano di bacino e con il progetto di tram di cui si parla da alcuni anni e che è attualmente in sospeso».

    Appare invece meno praticabile l’opzione Corvetto: «Nel tragitto De Ferrari – Brignole chiunque può vedere lo “scheletro” della stazione Corvetto, ma non sono ancora stati realizzati gli impianti e le infrastrutture tecniche necessarie. Il progetto è attualmente fermo a causa della non disponibilità dei finanziamenti, in quanto la priorità di assegnazione dei fondi ministeriali è andata ai nuovi convogli e al deposito».

    Marta Traverso