Categoria: Notizie

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  • Registro coppie di fatto a Genova: passi avanti verso l’approvazione

    Registro coppie di fatto a Genova: passi avanti verso l’approvazione

    unioni-civili-gay-prideIl 1 ottobre 2002 si è costituita a Genova la sezione locale di Arcigay, che raccoglie l’esperienza di realtà attive sul territorio a partire dagli anni Settanta e che si pone l’obiettivo di promuovere i diritti lgbt attraverso servizi di assistenza, momenti di aggregazione e attività culturali. Un’associazione che in questi anni ha organizzato numerose iniziative, soprattutto in ambito culturale (spettacoli teatrali, conferenze, visite guidate, mostre etc), allo scopo di promuovere la visibilità e favorire l’aggregazione di persone lgbt, sia fra loro sia con la cittadinanza.

    Uno degli impegni più forti è la costituzione di un registro delle coppie di fatto: un obiettivo annunciato già da Marta Vincenzi in occasione del Gay Pride (giugno 2009) e dichiarato esplicitamente nel programma elettorale di Marco Doria.

    Abbiamo incontrato Ostilia Mulas e Federico Caprini Acquarone, rispettivamente presidente e consigliere di Arcigay, per sapere come sta procedendo la questione: «Fin dalla costituzione di Arcigay abbiamo aperto un dialogo con le istituzioni locali, che nel tempo hanno iniziato a considerarci come loro interlocutori, tanto da poter dire che siamo conosciuti più dalle istituzioni che dai cittadini. Attualmente siamo in ottimi rapporti con l’Assessore Elena Fiorini, che ci ha assicurato che il percorso è già avviato e si sta provvedendo a tutti i passaggi necessari per approvarlo. Sono due le nostre richieste: l’attestato anagrafico, regolato da un Decreto del Presidente della Repubblica Cossiga nel 1989 e che certifica la “convivenza affettiva”, ovvero quella non necessariamente di coppia (può essere tra parenti, amici etc); il registro unioni civili, che certifica simbolicamente lo stato di coppia ma pone un riconoscimento ufficiale delle famiglie e dà un segnale forte allo Stato, perché si acceleri l’iter per l’approvazione di una legge su questi temi. Inoltre, l’Assessore si è dichiarata favorevole a un’eventuale adesione del Comune di Genova alla Rete Re.A.Dy, nata nel 2006 e che raduna le amministrazioni locali che ne condividono la carta d’intenti».

    Sono inoltre in programma molte iniziative sul territorio: in questo periodo ogni domenica si svolge un cineforum al Mare di Note a Voltri, mentre nei prossimi mesi si prevedono altre attività in collaborazione con i Municipi e una mostra di arte contemporanea nella Giornata della Memoria 2014.

    Nel raccontare il percorso di questi undici anni, è evidente che il 2009 sia stato “l’anno dello spartiacque” di Arcigay Approdo, per tre ragioni. Anzitutto il 27 giugno di quell’anno Genova ha ospitato il Gay Pride, un evento che ha segnato una grande partecipazione della cittadinanza: «Ho partecipato a numerosi Pride in diverse città italiane, ma mai come a Genova ho visto una così grande presenza della folla ai lati della strada, che assisteva e partecipava al corteo. Quella giornata è stata un vero e proprio regalo alla città», racconta Ostilia Mulas.

    Il 2009 è stato anche l’anno della nuova sede di Arcigay, che da corso Torino si è spostata negli attuali locali di vico Mezzagalera: qui è stato potenziato il servizio del telefono amico (aperto ogni giovedì dalle 21 alle 23) e attivato lo sportello legale, curato da Damiano Fiorato e Daniele Ferrari (aperto ogni primo giovedì del mese dalle 14.30 alle 16.30) e che si occupa di consulenza gratuita su ogni forma di discriminazione, in famiglia, sul lavoro e con una particolare attenzione agli immigrati che vengono a vivere a Genova. «Sono servizi che portiamo avanti grazie al contributo dei nostri soci, che hanno frequentato un corso per abilitarsi a svolgere i servizi di assistenza, ma abbiamo bisogno di un numero sempre maggiore di volontari. In particolare vorremmo dei referenti per informare le persone sui diversi gruppi attivi sul territorio: oltre ad Arcigay Approdo esistono Arcilesbica, Pangender, Agedo e Famiglie Arcobaleno. Il nostro obiettivo è formare un solido coordinamento sul territorio fra tutte queste realtà, per promuovere insieme i valori che ci accomunano».

    Infine, ma non meno importante, è stata approvata in quell’anno la legge Regionale contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, nell’ambito di un più ampio progetto di Rete Regionale anti-discriminazione (che comprende anche la tutela di  immigrati, disabili, persone di altre religioni etc): un organismo che metta in rete le diverse realtà che agiscono sul territorio ligure e ne monitori le attività.

    Marta Traverso

  • Corso gratis di pittura ad acquerello alla Galleria d’arte Studio 44

    Corso gratis di pittura ad acquerello alla Galleria d’arte Studio 44

    pennelli-pittura-mostre-arte-d3L’associazione culturale Galleria Studio 44 propone per il secondo anno consecutivo un corso di acquerello nel suo spazio di vico Colalanza 12r, nel centro storico di Genova.

    Il corso inizierà martedì 5 marzo 2013 ed è articolato in 8 lezioni (ogni martedì dalle 21 alle 23) che termineranno il 30 aprile. La partecipazione è gratuita per i soci dell’associazione culturale (l’iscrizione a Galleria Studio 44 ha invece un costo di 25 €).

    Il corso sarà attivato al raggiungimento di dieci iscritti.

    Per info e iscrizioni si deve contattare Monica Gori all’indirizzo mail monica.gori.parmiggiani@gmail.com o al numero di cellulare 320 4550561.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Cortometraggi animati: serata di proiezioni allo Zenzero

    Cortometraggi animati: serata di proiezioni allo Zenzero

    cinema-registi-cortometraggi-filmMercoledì 27 febbraio 2013 (ore 21) Attilio Valenti presenta al Circolo Arci Zenzero di via Torti una proiezione di cortometraggi di animazione.

    Questi gli spettacoli in programma.

    Oto di Fusako Yusaki: opera inedita realizzata con le tecniche più avanzate unite alla manipolazione della plastilina;

    P.O.P. di Attilio Valenti e Roberto Davide Papini

    Illusion? di Frederic Bac

    La demoiselle et le violoncellist di Jean Francois Laduioine

    A chairy tale e Blinkity Blanc di Norman McLaren.

    Note su Attilio Valenti
    Negli Anni ’80 e ’90 è direttore di Incontri Internazionali con gli Autori di Cinema d’Animazione, festival competitivo a Genova. Collabora inoltre con Festival e manifestazioni in Italia e all’estero. Nel 2004 è co-direttore, co-sceneggiatore e responsabile del percorso didattico del laboratorio a Roma dove nasce POP che ottiene un premio al Festival del Cinema di Venezia nella sezione “Cinema e Cultura del Dialogo”.

    Dal 1984 al 2004 è Vice Presidente di ASIFA, l’Associazione Italiana degli Autori di Cinema d’Animazione.

    Attualmente collabora con Coop Liguria e Festival della Scienza, oltre che con alcune scuole liguri.

  • Rivarolo, Albatros: rischio chiusura per il teatro del quartiere

    Rivarolo, Albatros: rischio chiusura per il teatro del quartiere

    teatro albatrosIl Teatro Albatros di Rivarolo, storico punto di riferimento culturale per l’intera Val Polcevera, attraversa una nuova fase di difficoltà economica e si paventa l’ennesimo rischio chiusura.
    La storia dell’Albatros inizia oltre cinquant’anni orsono quando aprì i battenti come Dopolavoro per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Proprio per questo fu battezzato “Il Ferroviario”, mentre in seguito assunse il nome di “Teatro Albatros”.
    Dopo esser divenuta una sala teatrale di quartiere, al principio degli anni ’90 i locali di via Roggerone, grazie alla gestione di Totò Miggiano, si trasformarono in un tempio della musica rock alternativa: dal palco dell’Albatros, infatti, transitarono alcuni ottimi gruppi musicali italiani e stranieri.
    Nel 2000, però, il teatro venne chiuso per un anno. E già all’epoca si scatenò una mobilitazione unitaria di abitanti, negozianti e comitati. Grazie ad un fondo stanziato dalla Provincia di Genova, l’Albatros fu riportato in vita e la gestione passò per 10 anni al gruppo “Carrogê” che diede molto spazio al teatro dialettale. Infine, a partire dal 2011, un gruppo di volontari gestisce gratuitamente l’Albatros che, dopo un intervento di messa in sicurezza, è stato convertito in cinema.
    Ma nonostante tutti gli sforzi, per compiere un decisivo passo in avanti in grado di consentire la sopravvivenza dell’ultimo avamposto culturale di Rivarolo, sarebbe necessario l’aiuto delle istituzioni pubbliche, oppure il supporto di sponsor privati convinti ad investire nel suo rilancio.

    Viste le nuove preoccupanti voci che circolano in merito al destino dell’Albatros, i consiglieri di Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e Federazione della Sinistra del Municipio Valpolcevera, presentano un’interpellanza in merito.
    «Nel corso degli anni si è assistito ad un progressivo impoverimento dei locali adibiti a cinema e teatri a Rivarolo e non solo, con la conseguente perdita di un patrimonio culturale importante per il tessuto sociale – spiega il documento sottoscritto dai consiglieri – l’Albatros è rimasto l’unico Cinema-Teatro presente sul territorio e, pur essendo di proprietà di soggetti privati (Ferrovie dello Stato), riveste un ruolo di rilievo quale ultima struttura dotata di apparecchiature per la proiezione di film a Rivarolo».
    L’Albatros rappresenta «Uno dei pochi presidi artistici e culturali dei quartieri di Certosa e Rivarolo e dell’intera collettività della Val Polcevera ed è importante tentare di coadiuvare la programmazione e la funzionalità in generale della struttura», sottolinea l’interpellanza.

    Per tutti questi motivi, i consiglieri interpellano Presidente e Giunta del Municipio Valpolcevera «Sulla possibilità di una verifica dell’effettiva volontà dei soggetti titolari della proprietà di chiudere il teatro Albatros; sulle eventuali iniziative già intraprese o da intraprendere per sostenere l’attività dell’Albatros».

     

    Matteo Quadrone

  • Culturability: bando per startup cooperative create da giovani

    Culturability: bando per startup cooperative create da giovani

    Soldi e Monete“Culturability, fare insieme in cooperativa” è il bando aperto dalla Fondazione Unipolis (la fondazione d’impresa del Gruppo Unipol) e rivolto a startup create da giovani nell’ambito della cultura e della creatività.

    Scopo del bando è offrire alle imprese selezionate (fino a un massimo di dieci) un contributo complessivo di 200.000 € e il supporto a un percorso di accompagnamento allo sviluppo delle loro idee, in particolare consulenza e assistenza specialistiche nel campo creditizio, legale, giuslavoristico e fiscale. Per ottenere il contributo i gruppi partecipanti dovranno costituirsi in impresa cooperativa.

    Requisiti per accedere al bando sono: età compresa fra i 18 i 35 anni compiuti; essere cittadini italiani (anche residenti all’estero) o stranieri (purché residenti in Italia); essere un gruppo composto da almeno 3 persone. I progetti ammessi possono essere completamente nuovi, oppure essere spin off di università, associazioni e organizzazioni non-profit o cooperative con sede in Italia, riconosciute e/o iscritte agli albi competenti.

    Le idee imprenditoriali presentate devono riguardare attività e progetti culturali e creativi, così declinati: arti visive, arti performative, patrimonio storico-artistico-architettonico, editoria (comprese le sue declinazioni multimediali,) industria musicale, radio-televisione, cinema e videogiochi, architettura, pubblicità e branding, design.

    Ogni progetto deve inoltre essere connotato dalle seguenti caratteristiche:
    1) promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani;
    2) avere un impatto sociale positivo, promuovere la coesione e favorire l’accesso alla cultura al maggior numero di persone possibile;
    3) costruire reti (territoriali e online) per attivare e incrementare l’interazione con soggetti terzi;
    4) ricercare forme innovative di progettazione, produzione, distribuzione e fruizione della cultura;
    5) essere economicamente sostenibili nel tempo, affinché l’impresa cooperativa si mantenga attiva ed efficiente nel lungo periodo.

    I partecipanti dovranno inviare il progetto entro il 30 aprile 2013 compilando il modulo di iscrizione e iscrivendosi alla piattaforma CivicLink, su cui dovranno essere caricati curricula dei proponenti e contenuto del progetto, corredato da immagini o video di presentazione.

    Una Commissione valuterà i progetti e selezionerà una prima rosa di progetti, i cui autori riceveranno una comunicazione entro il 31 maggio 2013. Nel corso del mese di giugno verranno effettuati incontri di informazione e formazione sui territori, ed entro il 31 ottobre ogni soggetto vincitore dovrà presentare un business plan definitivo della nuova cooperativa e inviarlo alla mail culturability@fondazioneunipolis.org: da qui verranno decretati i vincitori (da uno a dieci progetti) che saranno ufficializzati entro il 10 dicembre 2013.

     

  • Balla coi cinghiali 2013: concorso artistico “Provincia cronica”

    Balla coi cinghiali 2013: concorso artistico “Provincia cronica”

    poesia-poeti-scritturaAperte le iscrizioni per una nuova edizione del bando Provincia cronica, organizzato dalle associazioni AsapFanzine e Balla coi cinghiali.

    Il concorso è diviso in tre sezioni, aperte a tutti senza limiti di età e nazionalità:
    1) racconti inediti in lingua italiana, della lunghezza massima di 12.000 caratteri (spazi inclusi);
    2) poesie inedite in lingua italiana, senza limiti di lunghezza;
    3) fotografie a colori, da tre a cinque.

    Le opere dovranno vertere su uno dei seguenti temi: Temporali e rivoluzioni; Accadde a un concerto…; Le radici; Ticino; I denti; La mano.

    Gli elaborati vaanno spediti (insieme ai dati personali e a copia del bonifico di 10 €, quota di iscrizione) via posta a Redazione AsapFanzine (c.a. Roberto Conti) via D’Enricis, 17 – 28100 Novara oppure via mail a contirobe@hotmail.com entro il 15 maggio 2013.

    La premiazione si svolgerà durante il festival musicale Balla coi cinghiali, a Bardineto (Savona), sabato 24 agosto alle ore 16.30.

    I singoli premi (opere d’arte, strumenti tecnologici e prodotti tipici del territorio) saranno comunicati alla scadenza del bando: è previsto un premio per i primi tre classificati di ciascuna sezione, oltre a menzioni o premi speciali che saranno assegnati dalla giuria.

  • Ex mercato di Corso Sardegna: il 6 marzo la decisione definitiva

    Ex mercato di Corso Sardegna: il 6 marzo la decisione definitiva

    Ex Mercato di Corso SardegnaTrasferito il mercato ortofrutticolo a Bolzaneto il 26 ottobre 2009, la struttura coperta di Corso Sardegna rimane inutilizzata da quella data e in una situazione di degrado che si aggrava con il passare dei mesi. Tra le polemiche dei residenti, dei commercianti e della cittadinanza tutta, siamo andati a vedere cosa succede nel quartiere, per fare luce su una situazione sulla quale in questi anni è stato detto tutto e il contrario di tutto.

     

    UN PASSO INDIETRO: IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE
    Era il 2009, quando è stato presentato e approvato il progetto per la riqualifica della struttura mercatale di Corso Sardegna. Già esecutivo da tempo, si attende ancora la concessione per l’inizio dei lavori che, a detta dell’allora amministrazione, sarebbe dovuta arrivare già dai primi mesi 2010.
    Ecco quanto prevedeva il progetto iniziale: circa 250 posti auto in un parcheggio sotterraneo a rotazione interrato di due piani; due asili nido; una piazza sanitaria e distretti Asl; un edificio ad ospitare, tra le altre cose, una casa per studenti e una residenza con oltre 200 posti dislocati su 30 appartamenti, un 30% dei quali a regime agevolato; un teatro e dei giardini pensili per favorire l’aggregazione all’interno del quartiere e sfruttare al meglio gli spazi (25 mila metri quadri) della struttura, anche in base a quanto predisposto dal Piano Urbanistico Comunale del 2000. All’esterno sarebbero dovuti essere conservati i due grandi padiglioni annessi alla struttura mercatale centrale. Esborso previsto: 100 milioni di euro. I tempi di realizzazione? Tre anni dalla prima picconata, raccontava nel 2009 in un’intervista Marco De Eccher (della Rizzani-De Eccher, ditta che si è aggiudicata l’appalto), con la conclusione prevista nel 2012.

    Un’operazione di project financing, ovvero un progetto fondato su capitali privati ma con un ritorno pubblico, in una sorta di libero mercato controllato. La filosofia alla base della proposta era quella di realizzare servizi pubblici di rilevanza urbana, tra cui –oltre i già elencati- anche una sede dei vigili urbani, un centro sportivo, attività commerciali, insieme ad un’ampia dotazione di spazi liberi. Il tutto, in previsione di creare un centro polifunzionale, elemento di attrazione e di riferimento per l’intero quartiere.

     

    PIANO DI BACINO DEL BISAGNO, STOP ALL’ITER PROGETTUALE
    Niente di tutto ciò, però, ha ancora visto la luce. Gli stop sono stati tanti: prima, problemi di gestione tra Regione, Comune, privato (la Rizzani-De Eccher), come il mancato accordo economico tra società e Comune; poi le polemiche del Movimento 5 Stelle, che contestava la riduzione -da 17 mila a soli 5 mila- dei metri quadrati da adibire a verde pubblico. Nel settembre 2011 c’era stata la fuoriuscita di Asl dal progetto e il conseguente venire meno del suo contributo economico. L’allora sindaco Marta Vincenzi e l’assessore Margini avevano organizzato un incontro con la cittadinanza per rincuorare gli animi: il progetto si farà, dicevano all’epoca, ed entro la fine del mese di settembre si sarebbe dovuto procedere a chiudere la struttura per partire con i lavori veri e propri entro la fine del 2011. Poi, a novembre, l’alluvione, che ha dato lo stop definitivo ad un già burrascoso iter: nonostante la deroga arrivata dalla Provincia, che dava il “permesso oltre la normativa” di utilizzo dei due piani interrati, dalla Regione era arrivata la variante di salvaguardia che imponeva il rifiuto delle deroghe e lo stop dei lavori per la costruzione dell’autosilo interrato. L’intervento non era stato giudicato a norma con il piano di bacino del Bisagno, visto il rischio di esondazione del torrente poco distante, e la Regione aveva richiesto all’autorità di bacino uno studio di valutazione della compatibilità del progetto con le norme post-alluvione. Allora, inoltre, era stato avviato dal Comune il lavoro di pulizia, bonifica e derattizzazione (oggi al di fuori della struttura mercatale si possono ancora ravvisare cartelli che segnalano la derattizzazione in corso), affidato ad Amiu. Non sono mancate nemmeno le proteste dei commercianti, i soggetti che più si sentono danneggiati dal persistere dello stato di degrado e dalla creazione, dal 2010, di aree blu di parcheggio.

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    I PRIMI PASSI AVANTI
    Il 5 febbraio 2013, su iniziativa dei consiglieri Pier Paolo Brasesco, Guido Grillo e Matteo Campora la questione è stata riproposta in Consiglio Comunale per ottenere l’approvazione del programma urbanistico operativo, condizionato dal preventivo ottenimento dell’autorizzazione idraulica, in conformità ai nuovi parametri post-alluvione. In attesa dell’approvazione, la Rizzani-De Eccher, esasperata da un’attesa lunga quattro anni, minaccia di ricorrere alle vie legali, in una recente missiva indirizzata all’amministrazione genovese.
    Il presidente del Municipio III Bassa Val Bisagno, Massimo Ferrante, racconta ad Era Superba: «Proprio in questi giorni l’autorità di bacino si è espressa sulla situazione di Corso Sardegna. Per parlare di queste novità è previsto un incontro tra vari soggetti (oltre a me, gli assessori regionali e comunali Briano, Bernini, Crivello, Fossati), per decidere il da farsi. Le opzioni che si prospettano a questo punto sono tre: ripartire con il progetto, in caso di via libera dell’autorità di bacino; cambiarne alcune parti, in ottemperanza alle nuove disposizioni; annullare tutto e ripartire da zero. Ci riuniremo il prossimo 6 marzo 2013 e in quella data prenderemo una decisione definitiva sulle sorti dell’ex mercato».

     

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    LE VOCI DEI CITTADINI
    Il C.I.V. di Corso Sardegna, guidato dal presidente Umberto Solferino, sta facendo pressioni. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione su un problema che rischia di passare in secondo piano, finendo per danneggiare i commerci: «Di recente abbiamo presenziato ad un incontro che si è svolto al Matitone, alla presenza degli assessori della nuova giunta, Bernini, Oddone, Crivello e dell’ingegnere responsabile dei lavori e abbiamo chiesto risposte concrete. Da anni il mercato, un tempo volano per l’economia di quartiere e di tutta la città, è abbandonato e nessuno tra coloro che ci rappresentano si prende la responsabilità di firmare per dare l’avvio ai lavori. Oggi è la sicurezza, ieri era l’amianto, o la non conformità al PUC, ma il risultato non cambia: il degrado avanza e noi, commercianti e residenti, stiamo subendo un grave danno per la vita non solo economica ma anche sociale. A quanto ci risulta, non ci sono problemi tecnici veri e propri che impediscono l’avvio del progetto. Nemmeno la questione del silos interrato è una scusante: si pensi ai parcheggi sotterranei di Piazza della Vittoria, anch’essa zona ad alto rischio. Proprio in questi giorni con Gabriella Minervini, direttore del dipartimento ambiente della Regione Liguria, abbiamo stabilito alcuni incontri per discutere la questione: c’è fermento, e noi siamo determinati a smuovere questa situazione, a non tollerare oltre».

    Elettra Antognetti

     

    IL RIEPILOGO: CRONOLOGIA DI UNA STORIA SENZA FINE

    2001-2002 –nasce l’idea del progetto per la riqualifica dell’area mercatale in Corso Sardegna, votato dai cittadini

    12 marzo/3 aprile 2007 – presentazione del progetto, approvazione in giunta e approvazione in consiglio

    2008 – gara d’appalto indetta dal Comune per la ristrutturazione vinta dalla Rizzani-De Eccher, unica ditta in lizza

    18 giugno 2009 – presentazione del progetto definitivo nella seduta di giunta

    26 ottobre 2009 – trasferimento definitivo del mercato di Corso Sardegna a Bolzaneto

    26 gennaio 2010 – costituzione del comitato per il controllo e la verifica dei lavori di ristrutturazione dell’ex mercato, su iniziativa di un gruppo di cittadini, con il sostegno del Movimento 5 Stelle

    13 aprile 2010 – MeetUp del Movimento 5 Stelle di Genova di protesta contro il progetto, non rispondente alle richieste dei cittadini di destinare il 75% della superficie al piano strada a verde pubblico. Espressione di perplessità circa tempistica e modalità della bonifica della copertura in amianto e dei lavori nel loro complesso, salvaguardia delle falde acquifere sotterranee, scarsa previsione di aree verdi, eccessiva cementificazione dell’area

    14 settembre 2011 – dopo mesi di stallo e due anni di blocco, dopo l’approvazione del progetto e l’assegnazione dell’appalto alla De Eccher, ex-sindaco Vincenzi e assessore Margini incontrano i cittadini per rassicurare: i lavori partiranno entro la fine dell’anno; entro fine mese la chiusura dell’edificio per permettere di procedere all’apertura del cantiere

    4 novembre 2011 – alluvione a Genova: duramente colpita la zona di San Fruttuoso e limitrofe, tra cui Corso Sardegna

    Anno 2012 – cambiano i parametri di sicurezza e sono introdotte nuove normative. I lavori del mercato sono bloccati, in attesa di ottenere l’autorizzazione idraulica e di stabilire se il mercato è situato nella “zona rossa” di alto rischio idrogeologico. Nonostante la deroga stabilità dalla Provincia per proseguire i lavori di costruzione dell’autosilo interrato, sottostante al mercato, la Regione rifiuta di procede senza la perizia dell’autorità di bacino. Si attendono le nuove disposizioni, che tardano. I lavori sono totalmente bloccati e la Rizzani-De Eccher minaccia la rinuncia all’appalto, chiedendo a Regione e Comune di rimborsarla dei danni subiti.

    Gennaio-febbraio 2013 –  il C.I.V. di Corso Sardegna si attiva per arginare il degrado, cercando un dialogo con l’amministrazione comunale e regionale. Si prospettano tempi di fermento nel quartiere.

    5 febbraio 2013 – si affronta ancora in Consiglio Comunale la questione di Corso Sardegna: in corso l’istruttoria per l’approvazione del programma urbanistico operativo, previo ottenimento dell’autorizzazione idraulica. Le nuove normative post-alluvione non consentono l’immediata chiusura della pratica senza la verifica del persistere di condizioni adatte ad operare
    11 febbraio 2013: previsto un incontro tra Briano (assessore regionale alle Politiche Ambientali), Bernini (Pianificazione e Attuazione Urbanistica, Comune di Genova), Crivello (Lavori Pubblici e Manutenzione), Fossati (Viabilità), Ferrante (presidente Municipio III Bassa Val Bisagno), rimandato a causa dell’emergenza neve

    6 marzo 2013 – fissato un incontro alle ore 15 tra i rappresentati Briano, Crivello, Fossati, Ferrante in via Fieschi, negli uffici di Briano, per prendere una decisione in base alle recenti disposizione date dall’autorità di bacino. In base all’esame delle disposizioni, le opzioni saranno: ripartire con il progetto già vigente; apportare modifiche al progetto oggi esecutivo; annullare il lavoro fatto fino ad oggi e ripartire.

  • Storia dell’arte: come si legge un’opera? Il libro di Anna Orlando

    Storia dell’arte: come si legge un’opera? Il libro di Anna Orlando

    Mostra fotograficaMartedì 26 febbraio 2013 (ore 17.45) nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale viene presentato il libro ARTunderstanding. Guardare l’arte di ieri e di oggi di Anna Orlando (Il Canneto Editore, 2013).

    Un testo che propone un innovativo metodo di approccio alla storia dell’arte incentrato sul confronto tra le opere di tutti i tempi: con oltre cento immagini a colori, il libro stimola nuovi processi di apprendimento, aiutando il lettore a inquadrare l’opera d’arte nelle sue coordinate spazio-temporali.

    Nel corso della presentazione intervengono con l’autrice:
    Mina Gregori, Presidente Fondazione Roberto Longhi
    Carla Sibilla, Assessore alla Cultura Comune di Genova
    Luca Borzani, Presidente Fondazione Palazzo Ducale
    Modera Renato Tortarolo.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Scrutini elezioni politiche 2013, provincia di Genova: i risultati

    Scrutini elezioni politiche 2013, provincia di Genova: i risultati

    Genova, panorama

    A livello regionale boom del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati (alla Liguria spettano 16 seggi) con il 32%, subito sotto la coalizione di centrosinistra con il 31% e il centrodestra al 23%. Per quanto riguarda il Senato della Repubblica (alla Liguria spettano 8 seggi) centrosinistra al 33%, Movimento 5 Stelle 30% e centrodestra al 24%.

    Rimanendo invece sulla sola provincia di Genova, ecco i risultati definitivi lista per lista:

     

    SENATO DELLA REPUBBLICA (votanti 488.577, il 74,89% degli aventi diritto)

    – Coalizione centrosinistra, leader Pier Luigi Bersani: 35,2%

    Partito Democratico (Pd): 31,5%

    Sinistra Ecologia e Libertà (Sel):  3,3%

    Centro Democratico: 0,3%

    – Movimento 5 Stelle: 30,2%

    – Coalizione centrodestra, leader Silvio Berlusconi: 21,5%

    Popolo della Libertà (Pdl): 17,6%

    Lega Nord: 2,1%

    Fratelli d’Italia: 1,3%

    La Destra: 0,4%

    – Monti per l’Italia: 9,8%

    – Rivoluzione Civile: 1,5%

    – Fare, per fermare il declino: 0,9%

    – Partito Comunista dei Lavoratori: 0,6%

     

    CAMERA DEI DEPUTATI (votanti 522.773, il 75% degli aventi diritto):

    – Coalizione centrosinistra, leader Pier Luigi Bersani: 33,2%

    Partito Democratico (Pd): 29,5%

    Sinistra Ecologia e Libertà (Sel):  3,4%

    Centro Democratico: 0,2%

    – Movimento 5 Stelle: 32%

    – Coalizione centrodestra, leader Silvio Berlusconi: 20,5%

    Popolo della Libertà (Pdl): 16,6%

    Lega Nord: 2%

    Fratelli d’Italia: 1,3%

    La Destra: 0,4%

    – Monti per l’Italia: 10,3%

    Monti per l’Italia: 8,9%

    Unione di Centro: 1%

    Futuro e Libertà: 0,3%

    – Rivoluzione Civile: 2%

    – Fare, per fermare il declino: 1,1%

    – Partito Comunista dei Lavoratori: 0,6%

     

    dati Ministero dell’Interno

  • Comune di Genova: tagli ai consiglieri e riduzione delle spese

    Comune di Genova: tagli ai consiglieri e riduzione delle spese

    palazzo-tursi-D4Benché in questi mesi il tema dei costi della politica sia passato in secondo piano per far spazio alla campagna elettorale – di fatto non vi sono stati tagli al numero dei parlamentari e lo stesso vale per il numero dei consiglieri di molte regioni -, nelle amministrazioni locali qualcosa si sta già muovendo nella direzione della razionalizzazione.

    Il Comune di Genova ha messo in atto una serie di misure che hanno effettivamente contribuito e contribuiranno ad una riduzione delle spese non solo della “politica”, ma della stessa macchina comunale.

    Innanzitutto le normative in materia di contenimento della spesa avevano ridotto da 50 a 40 il numero dei consiglieri che con le elezioni comunali del 2012 hanno fatto il loro ingresso nell’Aula Rossa di Palazzo Tursi. A ciò si è aggiunta la decisione del Consiglio di ridurre da 7 a 9 il numero delle commissioni consiliari e di limitare a 6 il numero massimo di commissioni di cui può far parte un consigliere. Questo con l’obiettivo di risparmiare sui gettoni di presenza che i membri delle commissioni ricevono per ogni riunione.

    Il Consiglio Comunale, inoltre, è intervenuto per cercare di ridurre i costi dell’amministrazione, che, con i suoi 6500 dipendenti, rappresenta la più grande azienda della Liguria. Tra i primi atti approvati vi era stato un emendamento, presentato dall’IDV, in base al quale si era previsto un taglio di 1,8 milioni di euro per i premi ai dirigenti del Comune

     

    LA RIORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA

    A partire da quell’approvazione l’amministrazione ha avviato una complessa riorganizzazione dell’intera struttura comunale con l’obiettivo di razionalizzare ulteriormente i costi. Il primo passo ha riguardato proprio la ridefinizione degli incarichi dirigenziali, con una riduzione da 93 a 82 dirigenti del Comune. In particolare non sono stati rinnovati i contratti esterni, ad esempio per il Comandante dei Vigili urbani e il direttore del Personale.

    Questo processo ha portato con sé non solo una riduzione, ma anche una vera e propria redistribuzione dei più alti responsabili degli uffici comunali. La possibilità di contendere tutte le funzioni dirigenziali ha causato degli avvicendamenti non sempre trascurabili. Ogni direzione, infatti, differisce per fascia di appartenenza, la quale dipende soprattutto dalla complessità della struttura e dal numero di impiegati da gestire. Ciò significa che per alcuni dirigenti si è verificato uno spostamento in posizioni più importanti, mentre per altri in posizioni meno importanti. In passato questo meccanismo aveva anche provocato dei tentativi di “accaparramento” di dipendenti comunali per rafforzare il peso di una specifica direzione.

    La fase due di questa riorganizzazione della macchina comunale riguarda anche le posizioni organizzative dei funzionari posti nell’organigramma della struttura ad un livello immediatamente inferiore rispetto ai dirigenti. Si tratta di dipendenti comunali il cui numero è decisamente più elevato rispetto a quello dei dirigenti e ai quali spetta una retribuzione aggiuntiva tra i 6 e 9 mila euro all’anno. In questo caso non vi è un impegno votato da parte del Consiglio Comunale per la riduzione dei costi. Tuttavia lo stesso Sindaco ha richiesto che con questa operazione venisse perseguito l’obiettivo di realizzare un certo risparmio economico.

    Già nella scorsa amministrazione vi era stato un taglio tra i 500 e i 1.000 euro per i premi a queste figure ed era stato anche introdotto un meccanismo per rendere contendibili queste posizioni sulla base di un concorso interno al Comune. In linea di principio tutti i dipendenti comunali possono candidarsi per ricoprire questi ruoli.

    Il Comune di Genova, come molti altri governi locali, ha aperto la strada ad una profonda revisione della spesa all’insegna di una razionalizzazione intelligente ben diversa da un taglio indiscriminato. Tuttavia, è noto che le spese di Stato e Regione sono esponenzialmente più elevate rispetto a quelle dei comuni, ma, fino ad oggi, ben poco è stato fatto per ridurle. Non deve essere una caccia indiscriminata alle streghe, ma di un giro di vite che possa portare ad una maggiore trasparenza nelle procedure, ad un maggiore grado di competitività negli incarichi (con conseguente miglioramento delle competenze) e una riduzione degli sprechi.

     

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Elezioni politiche 2013, Partito Preso: l’iniziativa genovese sul web

    Elezioni politiche 2013, Partito Preso: l’iniziativa genovese sul web

    elezioniMancano poche ore allo scadere della tornata elettorale: alle 15 di oggi chiudono i seggi e partirà lo spoglio che decreterà chi tra Pd, Pdl, Lista Monti, Movimento Cinque Stelle e le altre liste candidate sarà chiamata a guidare il nuovo Governo.

    Per gli indecisi dell’ultimo minuto, può venire in aiuto un sito web creato da tre studenti di Genova che cerca di mettere un po’ di ordine tra liste, candidati e programmi di queste elezioni politiche 2013.

    Partito Preso – creato da Guglielmo Cassinelli, Giacomo D’Alessandro, Gabriele Fusi – nasce con lo scopo di «avvicinare i giovani alla politica e incentivare un voto informato».

    In uno stile “minimal” sono presentati tutti i partiti attualmente in lizza: per ciascuno è possibile consultare il Manifesto programmatico e/o il programma elettorale completo, si possono leggere i nomi di tutti i candidati delle singole Regioni e si può inoltre sapere quali sono gli account social network ufficiali (Facebook, Twitter, YouTube) e quanti fan/follower/iscritti hanno.

    Un progetto che si associa a un’altra iniziativa di un gruppo di studenti di Genova, Politicometro, un sito web creato in occasione delle elezioni Comunali 2012 ma che sta seguendo anche le consultazioni nazionali.

    Dopo il voto, anche Partito Preso si occuperà di aggiornare i lettori sui risultati, con un focus sulle modalità di comunicazione di tutte le forze politiche, e in futuro vuole porsi come uno spazio pronto a svolgere lo stesso servizio in occasione di elezioni amministrative, referendum e altre campagne.

    Marta Traverso

  • Piazza Sarzano, mercato alimentare: slitta ancora l’inaugurazione

    Piazza Sarzano, mercato alimentare: slitta ancora l’inaugurazione

    mercato piazza sarzanoI lavori per la realizzazione del mercato alimentare di piazza Sarzano, adiacente al pozzo di Giano, la cui fine era stata prevista –dopo varie posticipazioni- per lo scorso 5 novembre 2012, sono ormai in fase di ultimazione. Tuttavia, il mercato non è ancora operativo e la situazione resta in una fase di stallo, tanto che perfino dal municipio centro-est non arrivano notizie certe riguardo l’apertura, data mesi fa già come imminente.

    Tra novembre 2012 e gennaio 2013, gli ultimi interventi nel cantiere (aperto dal 2010): era stata realizzata la piattaforma in cemento ed erano stati inseriti i banchi, acquistati tramite partecipazione ad apposito bando da alcuni commercianti già attivi all’interno del Mercato Orientale di via XX. La struttura finale, così come l’aveva pensata la progettista, arch. Susanna Bordoni, è stata realizzata in ferro e rame, su una superficie di 260 metri quadrati. Il progetto, realizzato dall’impresa edile artigiana Vino su commissione del consorzio “Il pozzo di Giano”, era stato approvato già nel lontano 2009. Ma ad oggi la situazione è ancora ferma.

    Così Antonella Davite,  presidente del C.I.V. di Sarzano: «Parlando a nome di tutti i residenti, non possiamo fare altro che esprimere rammarico per il ritardo sui lavori e dirci favorevoli all’idea di creare un mercato in questa zona. Infatti, la realtà del centro storico è piuttosto problematica: è un contesto difficile, con poco interscambio, scarsamente frequentato. La viabilità è mal funzionante, la metro c’è, ma purtroppo non basta, da anni noi chiediamo che venga messo a nostra disposizione un pulmino, soprattutto per rispondere alle esigenze dei residenti più anziani. Sappiamo tutti che il centro e i vicoli sono abitati anche –e per lo più- da persone anziane, con difficoltà a muoversi in strade strette e a spostarsi tra le salite e le discese del centro. Inoltre, da qualche tempo ci stiamo muovendo per la realizzazione nella zona antistante alla piazza di parcheggi a rotazione con tariffe agevolate per i residenti. Tutto ciò perché in questa fase di crisi generale, internazionale e nazionale, ci sembra che Genova –e soprattutto il centro storico- arranchi particolarmente. I vicoli attirano ben poche persone da fuori, e spesso gli stessi residenti –come si diceva prima- faticano a muoversi per le strade. Gli unici a frequentare abitualmente Sarzano e i suoi vari locali sono gli studenti: ben venga, però non rappresentano di certo la fascia di fruitori esclusiva né del mercato che aprirà, né degli altri esercizi. Dobbiamo puntare a richiamare sempre più persone da fuori e invogliare i residenti ad investire nel loro quartiere».

    mercato-piazza-sarzano-2Inoltre, anticipa il presidente, sembra imminente l’inizio dei tanto attesi lavori in vico del Dragone, in cui da tempo si deve procedere alla rimozione dei residui bellici del bombardamento dell’allora casa chiusa.

    Abbiamo chiesto un quadro della situazioe anche al vice-presidente del Municipio centro-est Fabio Grubesich: «In questo momento -dice Grubesich- la situazione sta attraversando una fase di stallo. Tuttavia, si tratta di un momento transitorio: contiamo di dare al più presto alla cittadinanza le risposte che ci chiedono e di rendere operativa la struttura mercatale. È giusto ed è auspicabile -anche da parte nostra, oltre che da parte dei commercianti- che le strutture su cui investiamo vengano utilizziate e non restino improduttive. A Genova purtroppo abbiamo altre situazioni paragonabili a quella di Sarzano, come ad esempio il mercato del Carmine».

     

    Elettra Antognetti

  • Una cosa divertente che non rifarò mai più: mostra di Matteo Negri

    Una cosa divertente che non rifarò mai più: mostra di Matteo Negri

    via venti settembreDa qualche tempo nel centro di Genova (via Porta degli Archi, largo Lanfranco, piazza De Ferrari) sono visibili alcune installazioni colorate a forma di nodo: si tratta dell’opera di Matteo Negri, che fino al 19 aprile 2013 si possono vedere anche alla Galleria Abc-Arte di via XX Settembre nella mostra Una cosa divertente che non rifarò mai più.

    L’artista Matteo Negri (San Donato Milanese, 1982) è specializzato nella produzione di opere con mattoncini Lego, per combinare elementi pop con il territorio. La mostra, con opere site-specific, è introdotta da un parallelo percorso urbano genovese, en plein air, ed è estesa al tessuto metropolitano attraverso installazioni pubbliche, come già a Parigi, Londra e Honk Kong.

    Orari di apertura: da lunedì a venerdì 9.30-13.30 e 14.30-19.30, sabato e domenica su appuntamento.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genova antica, tra bordelli e case chiuse: tour guidato dei caruggi

    Genova antica, tra bordelli e case chiuse: tour guidato dei caruggi

    Pavimentazione nel Centro StoricoDomenica 24 febbraio (ore 15) l’associazione Genova Cultura organizza il tour guidato del centro storico Genova antica, tra bordelli e case chiuse.

    Un itinerario tra alcune di quelle che erano le zone “a luci rosse” della città, dal Medioevo fino all’abolizione che avvenne nel 1958.

    Alcuni esempi.
    Galleria Mazzini: nei paraggi c’era il “Suprema”, in assoluto la casa chiusa più chic della città. Via Garibaldi: prima di diventare la lussuosa “Strada Nuova” a metà del ‘500, era sede del bordello pubblico. Via Maddalena e Piazza Lepre: dove si trovava il famoso “Lepre”, molto in voga nel ventennio, perché frequentato dai gerarchi fascisti accolti dalla portinaia “Dolly” con il saluto romano, Vico Castagna: il “Castagna”, il più amato dagli studenti. Porta Soprana: il “Sommergibile”, uno dei più economici.

    Info e prenotazioni 010 3014333 – 392 1152682 – genovacultura@genovacultura.org.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Teatro Verdi, Sestri Ponente: “Adesso o mai più”, omaggio al musical

    Teatro Verdi, Sestri Ponente: “Adesso o mai più”, omaggio al musical

    musicalmenteSabato 23 e domenica 24 febbraio 2013 al Teatro Verdi di Genova Sestri Ponente va in scena Adesso o mai più – opera rock, uno spettacolo a cura della compagnia Musicalmente ispirato alla vita di Jonathan Larson e al suo musical di maggior successo, Rent.

    Trama dello spettacolo
    25 gennaio 1996. Jonathan finisce la prova generale di “Rent”, il musical in cui sente di aver racchiuso tutta la sua vita e i suoi significati migliori. La risposta del pubblico è molto convincente. Rent riprende la Bohème di Puccini, esattamente 100 anni dopo, sullo sfondo di una New York venata dal dilagare dell’Aids. La compagnia si dà appuntamento al giorno dopo per il debutto. Sul far dell’alba, Jonathan viene colto da un aneurisma e muore. Ha 35 anni. “Rent” diventa uno dei successi più acclamati del musical.

    315 ore di prove, 30 canzoni dal vivo, 2 ore di spettacolo, 18 ragazze e ragazzi in scena. La nuova produzione della Compagnia Musicalmente è un musical tutto cantato che invita a riflettere sul modo in cui scegliamo di vivere, sulla capacità di superare la sofferenza e i pregiudizi facendo spazio all’amore, sulla necessità di vivere ogni momento fino in fondo, all’altezza dei nostri sogni.

    Orari spettacolo: sabato ore 21, domenica ore 16.