Categoria: Notizie

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  • Italia Nostra, Genova: cercasi volontari per la difesa della città

    Italia Nostra, Genova: cercasi volontari per la difesa della città

    genova-castelletto-veduta-DISabato pomeriggio si è tenuta nel centro storico la riunione annuale della sezione genovese di Italia Nostra. Un’occasione per fare il bilancio delle attività portate a termine dell’associazione nel 2012 – osservazioni al PUC, monitoraggio del litorale, difesa delle aree verdi urbane e dei parchi storici -, ma anche per fare il punto sulle tante questioni ancora aperte in tema di salvaguardia di beni culturali e naturali sul territorio genovese.

     

    Le attività di controllo e la “chiamata alle armi”…

    Per quanto riguarda il litorale, per esempio, il gruppo di lavoro dedicato ha monitorato e censito l’intera porzione di costa antistante Corso Italia, segnalando la realizzazione di nuovi volumi lungo la spiaggia. Adesso però sarebbe necessario effettuare dei controlli presso gli uffici comunali per capire se sono state ottenute le necessarie concessioni a costruire, ma mancano le forze all’interno dell’associazione per svolgere questo compito.

    Il problema dei controlli e della mancanza di risorse per effettuarli viene ribadito anche da Gabriella Pedemonte, responsabile del gruppo del verde, che sottolinea: «Il Regolamento del Verde è di difficile applicazione. Ci vorrebbe la sorveglianza di un nucleo specifico dei vigili urbani, ma non c’è». Il regolamento adottato dal Comune nel 2012, infatti, prevede dettagliatamente norme, divieti e sanzioni per difendere il verde urbano, ma sarebbe necessario accertare con maggiore rigore che esso venga rispettato.

    Per questa ragione prosegue l’iniziativa “100 sentinelle sul territorio”, che ha l’obiettivo di creare un gruppo di cittadini sensibili alle tematiche dell’ambiente e dei beni culturali – soci e non soci di Italia Nostra – che siano in grado di riconoscere e segnalare le problematiche presenti sul territorio. Per questa ragione è stata creata una Guida Pratica di Intervento in cui vengono spiegate alcune nozioni e procedure per verificare che non vi siano abusi o violazioni di legge a danno dell’ambiente e del patrimonio naturale e artistico della nostra città. La guida spiega, per esempio, quali informazioni devono essere presenti su un cartello di cantiere, quali edifici possono essere considerati storici e quindi sottoposti a vincoli, quali uffici pubblici contattare per chiedere chiarimenti.

    Il progetto, per il momento, riguarda il Comune di Genova, ma, ha detto Andrea Bignone, responsabile del gruppo urbanistica, «intendiamo farlo diventare un progetto di tutta la regione».

     

    I risultati di Italia Nostra

    Negli ultimi due anni la sezione genovese di Italia Nostra ha lavorato a lungo sul Piano Urbanistico Comunale (PUC) proponendo diverse modifiche. Gli aspetti su cui si è concentrata l’attenzione del gruppo urbanistica sono stati le grandi opere (Gronda e Terzo Valico) e la salvaguardia dell’identità dei quartieri, in particolare del centro storico. Con l’insediamento della nuova giunta Doria, che intende rivedere il PUC, si sono ottenuti i primi risultati. Infatti, benché non siano state accolte le osservazioni su Gronda e Terzo Valico, vi è stato un incontro con l’assessore Bernini che si è detto disponibile ad un confronto sugli altri punti.

    «Nei centri storici – ha detto il responsabile Andrea Bignone – non è la singola casa da conservare, ma i quartieri nella loro identità, poiché costituiscono una delle caratteristiche fondamentali della nostra città». Inoltre gli edifici da salvaguardare non sorgono soltanto nel centro storico. Bignone racconta che «nell’ultimo tratto del quartiere Coscia a Sampierdarena c’è una torre saracena. Eppure nell’area in cui sorge non viene impedita la demolizione e la ricostruzione». Ciò significa che la torre potrebbe scomparire in caso si decidesse di creare nuovi edifici.

    Italia Nostra si è mossa anche sul fronte del verde pubblico, delle ville e dei parchi storici, seguendo le problematiche del restauro dei Parchi di Nervi e riuscendo ad impedire che Valletta Carbonara a San Nicola venisse lottizzata e venduta ai privati. Ancora una volta è stata denunciata la mancanza di un Piano del Verde a Genova, che invece esiste in altri grandi centri urbani come Torino e Firenze. «La città – ha detto la responsabile del gruppo del verde Gabriella Pedemonte – ha solo un piano cementizio, ma non ha un piano del verde». Questa mancanza mette in grave pericolo i pochi spazi ancora esistenti di verde pubblico come il Bosco dei Frati e Parco Serra in via Galata, aree appetibili per la costruzione di nuovi parcheggi. «Non potendosi estendere oltre una certa linea della città – ha detto Pedemonte – molti progetti si riversano al suo interno».

    Di fronte a questa brama di spazi in cui realizzare nuovi edifici e parcheggi Italia Nostra rappresenta un baluardo per garantire la difesa del territorio, ma il suo compito sta diventando particolarmente gravoso, soprattutto per la mancanza di strumenti e risorse efficaci.

     

    Federico Viotti
    [foto di Diego Arbore]

  • Pulizia dei torrenti: i detriti alzano il livello del Polcevera

    Pulizia dei torrenti: i detriti alzano il livello del Polcevera

    campi-valpolcevera-ikeaIl letto del Polcevera è salito di un metro e mezzo negli ultimi dieci anni. La notizia giunge dopo i rilievi effettuati dai tecnici della Provincia di Genova, i materiali solidi trasportati durante le piene del Polcevera e dei suoi affluenti, soprattutto nel 2002, 2010 e 2011, si sono accumulati presso la foce.

    «È necessario un piano complessivo e condiviso delle manutenzioni programmate e costanti per l’alveo del Polcevera
    – spiega il commissario provinciale Piero Fossati – che coinvolga la stessa Provincia, l’Autorità Portuale, il Comune di Genova, frontisti, concessionari e gli altri Comuni del bacino, nel cui territorio si trovano affluenti come il Riccò, il Secca, il Sardorella o il Verde e versanti da cui scendono molti materiali alluvionali che si depositano e causano l’innalzamento dell’alveo».

    Intanto un primo passo è stato fatto, alla Regione è stata richiesta l’elaborazione di uno studio del trasporto solido del Polcevera dal quale partire per stabilire le quantità di materiali da rimuovere dall’alveo ogni anno.
    La Provincia ha investito della questione anche la conferenza dei servizi per la nuova strada a mare in costruzione tra lungomare Canepa e Cornigliano. Il progetto Anas è stato aggiornato con un innalzamento degli argini previsti per la nuova viabilità.

    «Un solo soggetto non può sostenere tutto l’impegno delle manutenzioni – continua Fossati – si deve agire congiuntamente, per unire sforzi e le ridotte risorse disponibili a favore del bene comune. La Provincia, che sul Polcevera ha le competenze del vecchio consorzio idraulico di III categoria, l’Autorità Portuale, i frontisti come il Comune di Genova e Anas, l’azienda ferroviaria Rfi che è concessionaria sul torrennte e i numerosi oleodotti (Erg, Sigemi, Sipad, Snam tra i
    principali) che lo utilizzano devono ripartire quote e oneri degli interventi in un piano integrato, sulla base degli studi regionali sul trasporto solido del Polcevera e delle quantità di materiali da rimuovere
    ».
    Un esempio per tutti: l’Autorità Portuale ha ripulito, nelle operazioni di dragaggio, anche la cosiddetta ‘vasca della loppa’ alla foce, «ma non può accollarsi da sola la manutenzione del vascone dove si deposita materiale alluvione da tutto il bacino del Polcevera…», conclude Fossati.

  • Roberta Lanzino, ragazza: un fumetto contro la violenza alle donne

    Roberta Lanzino, ragazza: un fumetto contro la violenza alle donne

    lanzino-ragazzaUPDATE! Evento rinviato a giovedì 14 febbraio, ore 19

    Lunedì 11 febbraio (ore 18) presso la Libreria Finisterre di piazza truogoli di Santa Brigida ha luogo la presentazione di Roberta Lanzino ragazza, graphic novel di Celeste Costantino e Marina Comandini, Round Robin edizioni, con la prefazione dello scrittore Carlo Lucarelli (che si occupò del caso nella sua trasmissione Blu Notte su Raitre) e la postfazione di Francesco Forgione, ex presidente della commissione Antimafia

    Sinossi
    Roberta Lanzino ha 19 anni, vive con la sua famiglia a Rende (provincia di Cosenza), è una studentessa universitaria al primo anno, studia Scienze economiche, è bella e ha un Sì della Piaggio di colore blu.

    È il 26 luglio del 1988 e Roberta, proprio con il suo motorino, va verso la casa al mare. Indossa dei jeans blu, una maglietta rosa salmone e gli occhiali da sole. Per questioni di sicurezza, Roberta imbocca una strada secondaria. Purtroppo perde l’orientamento, si smarrisce. Due uomini con una Fiat 131 le stanno alle calcagna e al momento giusto le tagliano la strada, la violentano, la colpiscono senza pietà al collo e alla testa con un coltello, conficcandole poi in gola una spallina per strozzare le urla. Muore soffocata, Roberta.

    Il suo corpo viene ritrovato alle 6.30 del mattino dopo. Le indagini partono subito ma la verità arriverà soltanto nel 2007. Questa è una storia di violenza, di morte, di ’ndrangheta.

    Dialogano l’autrice Celeste Costantino (candidata per Sinistra ecologia e libertà alle elezioni politiche del 24/ 25 febbraio 2013) e Silvio Ferrari.

    Ingresso libero.

  • Cinema a Genova: film gratis a Voltri, la programmazione

    Cinema a Genova: film gratis a Voltri, la programmazione

    cinemaL’associazione Ponente che Balla organizza a partire da questa sera, domenica 10 febbraio 2013, l’iniziativa Cineperiferico, una rassegna di film gratis al Mare di Note di Genova Voltri.

    L’evento è organizzato in collaborazione con Mare Di Note e Comitato Provinciale Arcigay Genova L’Approdo.

    Questo il calendario completo dei film.

    Domenica 10 febbraio 2013
    Diaz – Don’t clean up this blood di Daniele Vicari
    Alcuni personaggi – tra cui un giornalista della Gazzetta di Bologna, un’anarchica tedesca, un manager francese, un anziano militante della CGIL – si trovano la notte del 21 luglio all’interno della scuola Diaz, dove la polizia scatenerà l’inferno.

    Domenica 17 febbraio 2013
    Casinò di Martin Scorsese
    Il giocatore d’azzardo Sam “Asso” Rothstein è scelto da una potente famiglia mafiosa di Kansas City come direttore di una casa da gioco di Las Vegas, ma la sua ambizione di diventare un ricco e rispettabile manager è rovinata dalla moglie, avida e infedele, e da un amico gangster.

    Domenica 24 febbraio 2013
    Tommy di Ken Russell
    Il film ripercorre la vita di Tommy, diventato cieco e sordomuto a sei anni dopo aver visto il patrigno che uccideva il padre. Versione cinematografica della prima “rock-opera” della storia della musica, composta da Pete Townsend e gli Who.

    Domenica 10 marzo 2013
    StoneWall di Nigel Finch
    Matt Dean, un ragazzo gay, viene a vivere a Manhattan nel 1969 e si confronta con due realtà: quella allegra e trasgressiva dei travestiti che frequentano il locale e quella della militanza politica degli omosessuali che lottano pacificamente in giacca e cravatta per i loro diritti civili e per l’accettazione da parte della società.

    Domenica 17 marzo 2013
    Milk di Gus Van Sant
    Harvey Milk è omosessuale e insieme al suo compagno Scott apre un negozio di fotografia a San Francisco, che diventa il punto di ritrovo di molti attivisti omosessuali della città. Harvey si candida alla carica di consigliere comunale per una, due e tre volte, finalmente vincendo. Promotore della storica ordinanza sui diritti dei gay e trionfatore sulla Proposition 6, che voleva bandire gli omosessuali dall’insegnamento nelle scuole pubbliche della California, Milk verrà assassinato.

    Domenica 24 marzo 2013
    Come non detto di Ivan Silvestrini
    Mattia è gay e vive questa identità di nascosto dalla sua famiglia. Ha un biglietto per Madrid per raggiungere lì il suo fidanzato, con cui cominciare una nuova vita lontano dall’Italia. Alla vigilia della partenza però Mattia sarà costretto a fare i conti con se stesso e la propria identità. Intorno al tavolo troverà le parole per dirlo e per dirsi.

  • Carnevale 2013: festa di quartiere a Genova Sampierdarena

    Carnevale 2013: festa di quartiere a Genova Sampierdarena

    Via CantoreSabato 9 febbraio festa di Carnevale a Sampierdarena e San Teodoro nell’ambito delle iniziative recentemente organizzate nei due quartieri di Genova, allo scopo di contrastare il degrado e portare alla luce tutte le energie positive che questo territorio è
    capace di esprimere.

    Programma della festa di Carnevale

    L’evento è promosso dal Municipio Centro-Ovest e dal Teatro dell’Archivolto, in collaborazione con Comune di Genova – Assessorato Legalità e Diritti, i CIV Via Cantore e Dintorni, Rolandone e Sampierdarena, l’Associazione Commercianti San Pier D’Arena e tutte le altre associazioni della zona.

    Via Rolando
    Bancarelle della Fiera di Carnevale e Carnevalando 2013 da Sampedenna alle Ande, animazione multiculturale che coniuga la tradizione genovese con quella sudamericana.

    piazza Modena
    Grande parata in maschera, allietata dalle esibizioni musicali della Banda di Sampierdarena e della Bandaneo. Partenza alle 15.30 per dirigersi in Via Rela, Via Cantore, Via Rolando e chiudersi in Piazza Masnata (in caso di pioggia la parata sarà spostata a sabato 16 febbraio).

    Teatro Modena
    Mostra fotografica Com’era il Carnevale a Sampierdarena;
    ore 17, Il cuore di Chisciotte, spettacolo per bambini con Gek Tessaro, che attraverso l’uso di inchiostri, acquarelli, sabbia e una lavagna luminosa, crea una sorta di teatro “disegnato” dal vivo di grande suggestione visiva;
    ore 18, incontro-aperitivo con Bebo Storti e Fabrizio Coniglio, che alle 21 mettono in scena lo spettacolo Banche: un ladro in casa.

    Centro Civico Buranello
    Festa interculturale.

    Circolo Arci 30 giugno
    Creazione di maschere artigianali e ballo in maschera.

    [foto di Diego Arbore]

  • Cuoca Gio: blog di cucina, ricette dolci e cake design

    Cuoca Gio: blog di cucina, ricette dolci e cake design

    seitanNegli ultimi tempi non si parla d’altro: dalle top ten in libreria ai programmi tv più seguiti fino ai siti web più cliccati, cucina e ricette sono il trend del momento. Probabilmente una delle “facce buone della crisi”, perché l’impossibilità di riempire i carrelli della spesa come un tempo spinge ad avere una maggiore attenzione rispetto a ciò che si mangia, ai valori nutrizionali e alla provenienza, a come preparare un piatto e così via.

    Allo stesso tempo sono sempre più le persone che scelgono di aprire un blog e renderlo un mezzo per comunicare la propria passione. A Genova abbiamo diversi esempi che vanno in questa direzione, rivolti soprattutto alla diffusione della cucina vegana.

    Un blog più onnivoro è invece quello della genovese Giorgia Bertagna, che nel 2010 ha aperto il suo CuocaGio – Aiuti in cucina e si sta specializzando nella produzione di dolci e nel cake design: «Ho visto amici e amiche che dopo essere andati a vivere da soli non erano in grado di cucinare al massimo un uovo fritto, ho pensato che sarebbe stato utile condividere la mia passione. Il blog mi impegna circa dieci ore la settimana, tra la scelta delle
    ricette, la selezione delle fotografie e la ricerca di piatti semplici, ma diversificati
    ».

    Il suo sogno nel cassetto è aprire un negozio, ma nel frattempo il blog sta trovando una certa notorietà, tanto che qualche giorno fa Giorgia è stata ospite in un programma tv di Sky (Casa Alice, sul canale Alice Tv): «Ho risposto su Facebook all’appello della presentatrice Franca Rizzi, che cercava food blogger. Mai e poi mai, mi sarei aspettata una chiamata, che invece è arrivata! Sono arrivata negli studi e sono stata accolta da una truccatrice e dall’executive producer: ho seguito la registrazione della puntata precedente tramite monitor e poi è toccato a me. Ho eseguito la mia ricetta e mentre mi venivano poste molte domande sul mio blog, sulla mia vita e sulla cucina ligure. Dopo poco, ho dimenticato di essere “in tv” e mi sembrava di essere a casa mia».

    Come si giudica dunque il “fenomeno” della cucina così imperante sui media? «Il fenomeno ha spopolato in quanto ci si può identificare nel protagonista e sapere che si può riprodurre in casa propria la stessa identica cosa, con lo stesso risultato. Sicuramente la crisi ha influito parecchio sul fenomeno, infatti spesso si parla di riciclo di alimenti o di pasti a poco prezzo. Idee utili per risparmiare e l’incitamento ad usare prodotti di stagione e a km zero possono aiutare in un momento così delicato».

    Giorgia dà poi alcuni consigli a chi vuole aprire un blog di cucina: parlare in maniera semplice e chiara, avere almeno una foto del prodotto finale o degli ingredienti, cercare di spiegare dettagliatamente e con ordine, proponendo anche varianti e alternative rispetto alle ricette “classiche”, scegliere piatti secondo la stagionalità e cercare di non prendersi troppo sul serio («di Carlo Cracco ce n’è uno solo!»).

    Infine, una veloce ricetta per un dolce da insegnare a un neofita assoluto della cucina. «Sciogliete il cioccolato tagliato in pezzetti abbastanza piccoli. Fatelo raffreddare continuando a mescolare. Aggiungete la panna a filo e mescolate, poi unite il rum e amalgamate il tutto. Infine, mettete gli amaretti sbriciolati finemente e fate riposare in frigo per circa 15 minuti. Una volta trascorsi, mettete in un piatto un paio di cucchiai di cacao amaro e in un altro lo stesso quantitativo di zucchero a velo. Formate delle palline e rotolatene metà nel cacao e metà nello zucchero a velo. Mettete in frigo per una mezz’oretta e servite».

    Marta Traverso

  • Pegli, centro civico in vendita: a rischio le attività associative

    Pegli, centro civico in vendita: a rischio le attività associative

    Nel quartiere di piazza-pegli-DIPegli, ai civici 32 e 34 del Lungomare, sorge uno spazio gestito dal Municipio Ponente in collaborazione con le associazioni del quartiere; un vero e proprio “centro civico” che ospita in pianta stabile i corsi e i laboratori del Centro Universitario del Ponente (CUP), ma anche le attività di varie associazioni come ad esempio l’Associazione Donne Insieme, la Proloco e l’A.N.PI. di Pegli, il Comitato per la Salvaguardia del territorio e il Centro Culturale La Saletta dei Pittori.
    Mostre, incontri, laboratori, corsi… Insomma, uno spazio attivo tutti i giorni a disposizione della comunità. Uno spazio di proprietà della Regione, ma attualmente affidato ad Arte che ha il compito di individuare acquirenti disposti ad acquistarlo.

    Qualche giorno fa il presidente del Municipio Ponente Mauro Avvenente ha sottolineato ancora una volta la ferma intenzione di difendere i locali e di impedire la vendita da parte di Arte che significherebbe chiusura alla cittadinanza di quello che negli anni è ormai diventato a tutti gli effetti il centro civico del quartiere di Pegli. «Speriamo di riuscire a tenerlo – dichiara Marco Di Sabatino del direttivo del CUP, Centro Universitario del Ponente – ci proveremo in tutti i modi. Noi lavoriamo lì tutte le mattine dal lunedì al giovedì durante l’anno accademico da novembre a giugno. Ci siamo sempre occupati anche della manutenzione dei locali, abbiamo cambiato il cancello e svolto lavori di muratura, adesso dover lasciare sarebbe una beffa…»

    I locali, rimasti di proprietà dell’Azienda Autonoma di Cura (poi diventata di Soggiorno) di Pegli fino agli anni sessanta, sono poi passati alla Regione Liguria che un anno fa, nell’ambito delle varie operazioni di cartolarizzazione, li ha “girati” ad Arte per la vendita e la valorizzazione. In tutto questo le chiavi rimangono al Municipio e le attività del “centro-civico” proseguono ordinariamente.

    «A giugno chiuderemo l’anno – continua Di Sabatino – e ad oggi non sappiamo se a novembre 2013 potremo riprendere le nostre attività. Non è facile programmare in queste condizioni: organizziamo 170 corsi per il quartiere condotti da 60 docenti alcuni in pensione altri in attività, e il tutto come volontariato, senza scopo di lucro».

    Quale soluzione si può adottare per fermare la vendita e garantire gli spazi al quartiere? Esisterebbe una trattativa fra Comune di Genova e Regione Liguria per una permuta immobiliare tra i due enti, una soluzione per la quale il Municipio spinge e che potrebbe risolvere la situazione una volta per tutte. Entrando in possesso dei locali, infatti, il Comune garantirebbe gli spazi al Municipio e quindi il proseguimento delle attività associative.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Concorso illustrazione 2013: aperto il bando Disegni al Sole

    Concorso illustrazione 2013: aperto il bando Disegni al Sole

    pennelli-pittura-mostre-arte-d3Sono aperte le selezioni per partecipare a Disegni al Sole, bando di concorso per disegni e illustrazioni in vista della piccola fiera dell’editoria indipendente “Libri al sole”, che si terrà a Celle Ligure dal 5 al 7 luglio 2013.

    Il concorso, giunto alla settima edizione, ha l’obiettivo di valorizzare la capacità dell’illustrazione di affrontare temi di interesse sociale, in particolare ciò che concerne l’incontro con la diversità.

    Tema del bando è appunto Le parole dell’incontro e la scadenza per l’invio delle opere è il 4 maggio 2013.

    Ulteriori info a valecolori@alice.it o al numero 3396780650.

  • Carnevale 2013 a Genova: festa ai Giardini Luzzati

    Carnevale 2013 a Genova: festa ai Giardini Luzzati

    giardini luzzati 1Venerdì 8 e sabato 9 febbraio 2013 il centro storico di Genova si anima per due serate di festa ai Giardini Luzzati: in programma musica live, gastronomia e laboratori di riciclo per festeggiare il Carnevale 2013.

    Una nuova iniziativa per valorizzare lo spazio, che si sta sempre più ponendo come luogo di aggregazione sociale per i cittadini genovesi e non solo, grazie all’impegno di Giardini Luzzati Nuova Associazione e Il Ce.Sto e le altre realtà che lavorano per riqualificazione e promozione del territorio.

    Questo il programma della Festa di Carnevale ai Luzzati, a ingresso libero.

    Venerdì 8 febbraio

    Musica dal vivo in tutte le vie del Sestiere del Molo, in collaborazione con il CIV di Sarzano e Sant’Agostino: Dj-set di MA NU! From Riviera Gang, con Groovy e Black Music fino a tardi.

    Sabato 9 febbraio

    Ore 15-19: laboratorio di riciclarte a cura di Valentino Menghi, famoso artista del riciclo, che nei suoi incontri mira a sensibilizzare i bambini al riciclo dei materiali vecchi al fine di donare loro una nuova vita.

    Il laboratorio è rivolto ad adulti e bambini, per tutti coloro che vogliono apprendere l’educazione al recupero dei materiali “da buttare”, rivisitati in chiave artistica.

    Al termine, pentolaccia in piazza e merenda per tutti.

    Durante il pomeriggio no stop di FONDI AL FONDO VOL. 3, concerto del Laboratorio Ri-Percussioni Sociali, un evento di autofinanziamento per la ristrutturazione dei fondi di un palazzo popolare al Lagaccio, per trasformarlo in uno spazio musicale pubblico.

    Ore 18-20: Ritmiciclando, performance e jam session di body percussion, canti polifonici e strumenti autocostruiti.

    Ore 20: cena sociale con i piatti dello Chef dei Giardini Luzzati.

    Ore 21.30: Nick Drake Tribute, una rivisitazione in chiave poetico-musicale repertorio del cantautore.

    Dalle ore 22.30: festa in maschera.

    Ore 23: Pasticcio Meticcio, musica popolare.

  • Iit, Istituto Italiano di Tecnologia: una giornata con i ricercatori

    Iit, Istituto Italiano di Tecnologia: una giornata con i ricercatori

    Istituto Italiano di Tecnologia, Genova
    foto di MassimoBrega-TheLighthouse

    L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), fondazione di diritto privato istituita congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, è uno dei centri di ricerca scientifica più attivi in Italia e rinomato a livello internazionale. Ma cosa sanno i genovesi del centro di Via Morego 30?
    L’istituto – fucina di nuove scoperte, crogiolo di intelligenze nostrane e internazionali- spesso non riceve dalla città l’attenzione che meriterebbe in quanto avamposto di eccellenza nella ricerca scientifica, di cui la nostra nazione è –ahimè- così carente. L’IIT, infatti, salta agli onori delle cronache locali in occasione delle visite da parte di ministri o altre personalità (come di recente i ministri Profumo e Passera, Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, e Fabrizio Barca, ministro per la coesione territoriale, in visita lo scorso 29 gennaio 2013). Viceversa, è spesso citato sulle pagine dei giornali nazionali (da Sette, magazine del Corriere, al Sole 24 Ore, ecc.), che ne lodano le brillanti scoperte.

    L’IIT di Genova occupa 1141 persone e può vantare una struttura articolata al suo interno in dieci dipartimenti principali (dalla nanofisica alla robotica avanzata), i quali si occupano di discipline diverse, a coprire la maggior parte dei settori scientifici fondamentali delle scienze tecniche (ingegneria, informatica, ecc.) e della vita (medicina, neuroscienze, biologia). Inoltre, accanto al laboratorio centrale di Genova, si contato altri dieci centri della rete IIT, dislocati su tutto il territorio italiano, dal Trentino alla Puglia. I centri si trovano presso realtà accademiche e scientifiche di eccellenza e sono dotati di personale di ricerca proprio e strumentazione all’avanguardia. Lo staff IIT presenta un’età globale inferiore ai 34 anni, con una presenza forte di profili giovani di ricercatori, e anche i ruoli apicali sono ricoperti da personale con un’età media inferiore ai 50. Dato ancora più rilevante, i ricercatori dell’IIT provengono da circa 50 nazioni diverse.

    Forte l’internazionalità, dunque, ma non solo: infatti, la quota dei ricercatori provenienti dall’estero raggiunge il 42%, di cui il 24% è costituito da stranieri veri e propri e il restante 18% da italiani occupati all’estero e rientranti nel loro paese d’origine. Un dato significativo, in un contesto in cui si parla sempre più spesso di “fuga dei cervelli”.
    Grazie ai successi riscontrati, già nel dicembre 2011 il fund raising per IIT ammontava a ben 40 milioni di euro per i progetti previsti a partire dal 2012, ricavati da finanziamenti pubblici (100 milioni all’anno provenienti dalle casse statali, secondo quanto stabilito dalla Legge 326) e privati. IIT, attivo da fine 2005, è stato creato sul modello tedesco del Max Plank Institut. Ad aggiudicarsi i natali dell’Istituto, proprio Genova, che ha sbaragliato all’epoca la concorrenza di Pisa grazie alla presenza di Ansaldo, Siemens e altre importanti realtà industriali, che l’hanno resa preferibile alla città toscana.

    Abbiamo varcato le soglie dell’IIT e siamo andati a vedere cosa succede dentro i cancelli di Via Morego. Prendendo parte direttamente ad un esperimento

     

    Monica Gori, Istituto Italiano di Tecnologia
    Monica Gori, Istituto Italiano di Tecnologia

    L’ESPERIMENTO

    Dieci persone in totale; l’impegno previsto, di un’ora e trenta minuti: a ogni soggetto viene richiesto di valutare la posizione di suoni (principalmente, ma poi anche di stimolazioni tattili nel braccio) nello spazio e di identificarne la provenienza. Si tratta di un esperimento svolto dalla sezione Robotics, Brain and Cognitive Sciences (RBCS) dell’IIT, nel laboratorio di percezione visivo-tattile (Visuo-Haptic Perception Lab). Ad accoglierci, Monica Gori, ricercatrice post-doc del dipartimento di RBCS, in IIT da ormai 8 anni, cioè praticamente dalla nascita del centro: psicologa tra ingegneri, Monica, dopo il dottorato nel 2004, dal 2006 è entrata a far parte del primo nucleo dello staff IIT. Il suo lavoro si concentra sullo studio delle disabilità nei bambini molto piccoli, in età compresa tra uno e otto anni: all’inizio, racconta la ricercatrice, la sua ricerca si è concentrata principalmente sullo studio del sistema cerebrale del bambino affetto da disabilità di tipo sensoriale (visiva e uditiva) e della percezione che questo soggetto ha del mondo circostante. Adesso il suo lavoro, coordinato dal professor Giulio Sandini, direttore del dipartimento, e svolto assieme a un team di altri professionisti, si concentra sullo sviluppo di sistemi per aiutare il bambino a ridurre il grado di disabilità e recuperare un margine –variabile- di utilizzo del senso danneggiato.

    Ci spiega Monica: «Il nostro progetto consiste nell’approfondire la conoscenza di come diverse modalità sensoriali interagiscono nel bambino e nell’adulto. Al contrario di quanto creduto fino a qualche anno fa, il nostro gruppo di ricerca ha scoperto che fino all’età di 8 anni i bambini non sono in grado di integrare differenti tipi di informazioni sensoriali, ma usano solo una modalità sensoriale alla volta. Ciò permette predizioni sullo sviluppo di bambini con disabilità sensoriali e motorie. L’assenza di comunicazione tra modalità sensoriali nei primi anni di vita, infatti, sembra compromettere lo sviluppo di specifici aspetti percettivi non solo relativamente al canale sensoriale sede della disabilità, ma anche relativamente ad altri canali, a cui viene a mancare il senso ”insegnante”. I primi 3 anni di vita sono gli anni più importanti per lo sviluppo percettivo derivante dal processo di comunicazione tra le modalità sensoriali. Il progetto che stiamo sviluppando in IIT  ha evidenziato finora la necessità di un intervento precoce per ristabilire una comunicazione tra modalità sensoriali. Dopo queste prime scoperte, adesso stiamo valutando la possibilità di sviluppare veri e propri dispositivi in grado di ristabilire il ruolo del senso mancante. Ciò che ci rende orgogliosi -continua Monica- è che noi dell’RBCS siamo stati i primi (contemporaneamente a un solo altro gruppo di ricercatori inglesi) a occuparci di questa tematica».

     

    L’IIT E LA CITTÀ

    Caratteristica del lavoro in IIT, infatti, è quella di non fermarsi alla ricerca (pur indispensabile nella fase iniziali), ma di creare veri e propri macchinari in grado di migliorare la nostra vita. In questo caso, la vita dei pazienti-bambini. Lo stesso lavoro viene svolto dai colleghi del reparto di robotica, sempre all’interno di RBCS, i quali hanno creato macchinari per favorire la riabilitazione di soggetti disabili. Alcuni robot sono già usciti dai cancelli dell’IIT per varcare le soglie di ospedali all’avanguardia, primo tra tutti il Gaslini di Genova.
    Inoltre, sempre a testimonianza di come il lavoro in IIT cerchi un contatto con il mondo civile, va detto che i ricercatori del laboratorio di percezione visivo-tattile collaborano da anni con l’istituto David Chiossone di Genova. Focalizzando le loro ricerche in particolare sulle disabilità sensoriali di tipo visivo, i ricercatori dell’IIT hanno intavolato questa collaborazione con uno dei centri più attivi per la prevenzione, riabilitazione e assistenza di persone affette da handicap visivo. Monica ci spiega come l’istituto Chiossone le abbia aperto le sue porte e le abbia permesso di interagire direttamente con ciechi e ipovedenti in diverse fasce d’età, scoprendone abitudini, difficoltà, abilità: la cosa che sorprende di più è sentire che, al contrario di quanto si crede comunemente, non è vero che le persone con handicap sensoriali visivo-uditivi abbiano sviluppato maggiormente gli altri sensi, ma si tratta solo di una diversa modalità di compensazione personale. Rivelazione, questa, che scardina radicate credenze e luoghi comuni.

     

    Istituto Italiano di Tecnologia, robot
    foto di MassimoBrega-TheLighthouse

    COME OPERANO GLI SCIENZIATI DI IIT?

    Nel caso in questione, l’esperimento ha coinvolto, appunto, una decina di soggetti. Uno alla volta, siamo stati bendati, accompagnati all’interno di una stanza e fatti accomodare su uno sgabello, il braccio destro avvolto in una fascia dotata di sensori. Il tutto si è svolto rigorosamente al buio, per non influenzare la percezione delle “cavie” e per non alterare l’esito dell’esperimento. Proprio come dei non vedenti, siamo restati al buio per tutta la durata dell’esperimento. Il primo esercizio consisteva nell’udire tre suoni, uno di seguito all’altro, identificando il secondo come più “vicino” spazialmente al primo o al terzo. Il secondo esercizio, invece, consisteva nel concentrarsi sulla stimolazione tattile: le serie di suoni venivano accompagnate da altrettanti impulsi elettrici sul braccio, i quali avrebbero dovuto aiutare la percezione uditiva. Infine, l’ultima prova consisteva nel ripetere l’esercizio iniziale di riconoscimento della provenienza dei suoni. In quest’ultimo caso, terminato l’iter delle varie prove, la percezione uditiva doveva risultare più precisa, grazie alla precedente stimolazione sensoriale. Terminato il tutto, finalmente liberati dalle bende, abbiamo visto quello che ci circondava: un’angusta stanza e un tavolo con delle casse da cui provenivano i suoni, disposte a creare una sorta di “x”. A detta dei ricercatori che hanno condotto l’esperimento, sembrerebbe che i risultati siano stati quelli sperati: a una iniziale incertezza sulla determinazione della provenienza dei suoni ha fatto seguito una progressiva diminuzione del margine d’errore, a conferma della tesi dell’integrazione delle diverse modalità sensoriali tra loro e di ripristino del senso mancante.

     

    Elettra Antognetti

  • Liguria, Silicon Valley dei videogiochi: parola di Marco Vallarino

    Liguria, Silicon Valley dei videogiochi: parola di Marco Vallarino

    videogiocoQualche settimana fa la Facoltà di Ingegneria Elettronica ha ospitato Videogame Design Days, tre giorni dedicati a conoscere le aziende e i professionisti che in Liguria (e non solo) si occupano di progettare e sviluppare videogiochi.

    Un evento organizzato da Piermarco Rosa, docente molto interessato a espandere la realtà del videogame attraverso i suoi esponenti nel territorio.

    Non a caso Marco Vallarino, uno dei protagonisti dell’evento, ha definito Genova e la Liguria la Silicon Valley del videogioco: «A dispetto della sua fama di regione vecchia e arretrata, la Liguria si ritrova oggi a essere la patria di molti popolari game designer e operatori di spicco del settore. A Genova abbiamo etichette indipendenti come Urustar di Federico Fasce e UnaGames di Daniele Benegiamo che hanno firmato opere di un certo successo. A Chiavari, mi pare ci sia addirittura una software house che produce giochi per Facebook. Io e Leonardo Boselli, che come me è di Imperia, siamo impegnati nel creare giochi testuali».

    Marco Vallarino ha presentato a Videogame Design Days il suo nuovo progetto Darkiss! Il bacio del vampiro, a metà tra videogioco e testo, nella tradizione della interactive fiction che ha tra i suoi esempi più noti Infinite Jest di David Foster Wallace e i libro-game per bambini degli anni Ottanta.

    Un filone che Marco accompagna da sempre a quello della narrativa in prosa: «Sono passato dai (semplici) videogiochi testuali che mi divertivo a programmare da bambino col linguaggio Basic del Commodore 64 e dell’Amiga ai racconti di fantascienza e horror che ho iniziato a scrivere ai tempi dell’università. Qualcuno all’epoca – parliamo del 1996 – mi aveva consigliato di concentrare i miei sforzi su opere che potessero avere più mercato e quindi più riscontro. A quei tempi Internet non era ancora diffuso in Italia e gli stessi videogiochi erano un intrattenimento di nicchia, mentre il pubblico dei lettori, anche della cosiddetta narrativa di genere, appariva numeroso e appetibile. Col tempo, la tendenza pare essersi invertita. Oggi il mercato librario versa in una crisi profonda, mentre i videogiochi sono sempre più al centro del palcoscenico mediatico e dei gusti del pubblico, grazie anche alle potenzialità didattiche».

    C’è differenza nel lavoro creativo, tra scrivere un’opera in prosa e un videogioco? «Nel primo caso ci si deve concentrare sulla storia, che dev’essere originale, avvincente, imprevedibile, e tutt’al più sui personaggi; nel secondo va dedicata estrema cura alla creazione di un’ambientazione suggestiva e stimolante. Il “salto” dalla narrativa al videogioco non è semplicissimo, perché bisogna conoscere bene l’ambiente in cui ci si muove, a livello sia tecnico che artistico. Realizzare un videogioco è soprattutto un lavoro di programmazione, dunque bisogna conoscere i linguaggi che servono a scrivere il codice in cui poi si dovrà riversare l’aspetto creativo dell’opera».

    L’auspicio di Marco è che l’ottima esperienza di Videogame Design Days possa ripetersi e affiancarsi a iniziative analoghe, per diffondere la realtà del game design a Genova: Occasioni per incontrarsi dal vivo e lavorare insieme sono importanti, come nel caso dei Videogame Design Days: forse proprio l’università potrebbe creare spazi e occasioni seriali di condivisione, ma non è da sottovalutare la possibilità di organizzare incontri anche nei negozi di videogiochi (come si fa con gli scrittori nelle librerie) o nei centri commerciali che hanno delle aree dedicate all’intrattenimento elettronico».

    Infine, una proposta “lanciata” proprio a chi a Genova si occupa di scrittura: «Realizzare un gioco di esplorazione ambientato a Genova, magari un film interattivo, che sfrutti gli splendidi scenari e panorami della città, spaziando dal caotico groviglio dei carruggi del centro storico agli incantevoli scorci di Boccadasse e Nervi. Probabilmente anche autori blasonati come Annamaria Fassio e Bruno Morchio sarebbero entusiasti di lavorare a un progetto del genere, con le loro storie e personaggi».

    Marta Traverso

  • Concorso di pittura e illustrazione: bando Sergio Fedriani 2013

    Concorso di pittura e illustrazione: bando Sergio Fedriani 2013

    sala-dogana-ducale6-DIL’Associazione Culturale Sergio Fedriani bandisce la settima edizione del concorso di arte figurativa in memoria del pittore, illustratore, incisore, scenografo e umorista genovese.

    Il bando è aperto ad artisti residenti in Italia nati
    dopo il 1 gennaio 1978
    , che possono concorrere individualmente o in gruppo e inviare fino a tre elaborati sul tema La vita è
    sogno
    .

    Le immagini potranno essere realizzate in qualunque tecnica grafica, in bianco e nero o a colori, in formato orizzontale o verticale, ma senza includere testi (fumetti o altre scritte) al proprio interno.

    Non è obbligatorio ma auspicabile l’uso di un titolo.

    Le opere dovranno essere spedite in riproduzione cartacea (stampa digitale) e formato .tiff o .jpg in alta risoluzione – insieme a un’etichetta compilata con nome cognome e recapiti dell’autore e al modulo di partecipazione compilatoentro il 29 marzo 2013 all’indirizzo Associazione Culturale Sergio Fedriani c/o Studio Grafico Andrea Musso, via San Lorenzo 23/16, 16123 Genova.

    Le opere non verranno restituite.

    Una giuria selezionerà alcune opere che verranno esposte in una mostra in Sala Dogana (dal 17 maggio al 2 giugno 2013), fra le quali tre opere vincitrici che avranno un premio in denaro:
    1° classificato: 1.500 €
    2° classificato: 1.000 €
    3° classificato: 500 €.

    [foto di Diego Arbore]

  • Consulta del Verde: una speranza per la difesa del verde pubblico

    Consulta del Verde: una speranza per la difesa del verde pubblico

    ambiente-green-alberi-verde-parchi-natura-DIInnanzitutto diciamo cosa non è. Sicuramente la Consulta non rappresenta una spesa per i cittadini, con buona pace di chi l’aveva definita un “carrozzone della politica”. Si tratta infatti di un organismo composto da tecnici esperti e rappresentanti del mondo delle associazioni che si occupano, a titolo assolutamente gratuito, di monitorare la corretta applicazione del Regolamento del Verde.

    La Consulta, istituita nel 2012 durante l’amministrazione Vincenzi, è uno strumento per la difesa dell’ambiente di questa città, la quale esprime pareri facoltativi e non vincolanti sugli interventi di manutenzione del verde pubblico, parchi storici e vegetazione. Uno strumento purtroppo privo di poteri, visto che si tratta di un organo puramente consultivo, come ammette Elisabetta Taglioretti, rappresentante di Legambiente nella Consulta, che afferma: «il Comune può fare uso o meno del suo parere».

    E ciò purtroppo è accaduto in più occasioni a cominciare dalla tanto discussa decisione di sostituire qualche mese fa gli alberi di via Spinola e via Gattorno con altri non adatti. La Consulta, come si può leggere in un documento pubblicato sul sito dell’Osservatorio Verde, aveva chiaramente espresso un parere negativo a questa sostituzione perché riteneva che i nuovi alberi non potessero sopravvivere a lungo in un ambiente particolarmente inquinato come quello delle due vie genovesi. Ciò significa che tra pochi anni sarà nuovamente necessario abbattere e sostituire le alberature. Allo stesso modo la Consulta si sta opponendo all’attuale progetto di restauro dei Parchi di Nervi, riuscendo, almeno per il momento, a bloccare il secondo lotto dei lavori.

    «Mi spaventano le critiche – confessa la rappresentante di Legambiente – perché la Consulta, in realtà è una conquista». Anzi, «dovrebbe avere più poteri – sostiene l’intervistata – perché la voce dei tecnici di Aster e del Comune risponde spesso a scelte dall’alto che non sono tecniche».

    Inoltre non è solo una questione di capacità di influire sulle decisioni dell’amministrazione, ma anche di diffusione della cultura ambientale nella nostra città e nel nostro paese. «Le leggi ci sono – dice Taglioretti –ma vuoi per alleggerire la burocrazia, per mancanza di competenza o per pigrizia non sempre si rispettano». Gli stessi cittadini non sono a conoscenza di molte regole che riguardano il rispetto del verde cittadino e che in altri paesi, come la Germania, o altre regioni d’Italia, come il Veneto vengono rispettate. Per esempio pochi sanno che esiste una fascia di rispetto entro la quale non si potrebbe parcheggiare in vicinanza di un albero. Parcheggiare sulle radici o colpendo gli alberi stessi di certo non giova alla loro salute.

    C’è poi anche un aspetto politico che riguarda il verde urbano. «Se pensiamo alla Giunta uscente che aveva sul programma 40 km di viali alberati – sottolinea il consigliere comunale del M5S Putti – e pensiamo alla situazione di Aster che non riesce nemmeno a gestire le potature, questo dall’idea di come si vada avanti per slogan». Per essere più concreti vi sarebbe bisogno di stanziare risorse, ad esempio, per il recupero e mantenimento delle ville storiche di Genova, di cui fino ad oggi non si è mai parlato in Consiglio Comunale.

     

    Federico Viotti
    [foto di Diego Arbore]

  • Alberto Terrile: fotografie in mostra al Cinema Sivori

    Alberto Terrile: fotografie in mostra al Cinema Sivori

    terrile-dGiovedì 7 febbraio 2013 (ore 18.30) inaugura presso il Centro Polivalente Sivori di salita Santa Caterina la mostra fotografica In-dimenticabili, il racconto dell’ultima parte della vita – la vecchiaia – stagione in cui, gli esseri umani per trasformazione divengono “il libro illustrato del ricordo”.

    La mostra è a cura di Alberto Terrile, Vania Piludu e Ilaria Caprifoglio.

    In-dimenticabili è un progetto realizzato nella R.S.A. di Genova Rivarolo, grazie a una partnership tra Università degli Studi di Genova, Università di Breslavia, Istituto Emanuele Brignole, Auser Liguria e alcune associazioni del territorio: il progetto ha previsto una serie di attività sperimentali, tra cui il laboratorio fotografico, volte a valorizzare il sapere acquisito dagli anziani durante la loro vita, la socializzazione e la convivenza con gli altri. Un percorso di arteterapia in cui, attraverso il ritratto, l’anziano ha la possibilità sia di rappresentare visivamente un suo vissuto emotivo, sia di suggellare attraverso l’utilizzo di oggetti la propria identità.

    “Dimenticabili” sono quelle persone che nel quotidiano la società occidentale, tende a dimenticare: non sono dimenticati, ma è un’azione presente e viva. Il progetto nasce dunque con lo scopo di restituire un’idea di vecchiaia attiva, in modo quindi da realizzarne le potenzialità, e per questo inserita con dignità all’interno del ciclo di vita di ogni individuo attraverso attività pratiche, espressive e relazionali: non-dimenticare.

    La mostra sarà visibile al pubblico fino a giovedì 7 marzo 2013, gli scatti sono disponibili anche online sul sito dell’associazione culturale Percorsi magici di Alberto Terrile.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Teatro a Genova, istruzioni per l’uso: le proposte di Tilt

    Teatro a Genova, istruzioni per l’uso: le proposte di Tilt

    Teatro GarageÈ necessario cambiare lo status quo: quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole, nell’ambito delle più disparate situazioni, e le abbiamo viste volare al vento senza alcun riscontro concreto?

    Qualcosa però, almeno nel contesto culturale genovese, sembra muoversi nella direzione opposta. Tilt Teatro, associazione costituita nel 2011 come trait d’union di venti compagnie teatrali indipendenti della Liguria, si è fatta promotore di dIstruzioni per l’uso, assemblea pubblica che si terrà mercoledì 13 febbraio 2013 (ore 10.30) alla Sala Chiamata del Porto.

    Un evento a cui politici, rappresentanti della cultura e cittadini sono invitati per discutere e redigere proposte concrete di intervento su teatro e spettacolo del vivo in Liguria

    Ho incontrato Anna Russo e Danilo Spadoni, rappresentanti di Tilt, per capire meglio le ragioni di questa iniziativa: «L’assemblea nasce dalla constatazione di una mancanza di progettualità sulla cultura in Liguria. Enti e associazioni sopravvivono grazie a una “politica assistenzialista dei bandi”, che attraverso finanziamenti annuali tampona i bilanci in deficit ma di fatto non mette in campo un investimento sulla cultura come fonte di benessere per la società. Le istituzioni hanno attualmente una visione “strumentale” della cultura: il documento programmatico che presenteremo mercoledì ha come scopo la creazione di una nuova impresa culturale, che parte dal mettere insieme risorse e competenze già presenti sul territorio per portare benessere alla città e nuove opportunità di lavoro». 

    L’assemblea culminerà pertanto con la firma “simbolica” di una carta d’intenti da parte degli Assessori alla Cultura di Comune e Regione, Carla Sibilla e Angelo Berlangieri. Tra i punti fondamentali del documento: ripensare la gestione di bandi e finanziamenti nell’ottica di una maggiore trasparenza; destinare spazi e locali inutilizzati di proprietà degli enti pubblici all’utilizzo per eventi e spettacoli, residenze artistiche e altre iniziative; istituire una commissione super partes per la verifica di qualità e impatto sociale delle iniziative culturali; creazione di una vera e propria impresa culturale locale, che metta insieme sinergie e competenze dei singoli operatori del teatro e dello spettacolo, a partire dal concedere maggiore spazio alle realtà che attualmente non riescono a lavorare.

    La principale difficoltà per chi opera nella cultura è anzitutto accedere alla rete dei finanziamenti: le istituzioni annualmente assegnano un contributo tramite bando o extra bando,  e lo stesso Tilt ha beneficiato di 5.000 € del Comune di Genova (finanziamenti ai progetti culturali 2012) e 4.000 € della Regione senza bando, per finanziare l’evento Vetrina Tilt.

    Esistono però dei requisiti di accesso che rendono difficile la possibilità di fare domanda. «Il nostro documento programmatico nasce dal Piano triennale per lo spettacolo della Regione Liguria, approvato nel 2012 e in vigore fino al 2014. In sintesi, ciò che stiamo facendo non è altro che chiederne la piena applicazione secondo criteri “oggettivi e misurabili”: com’è possibile che il Piano ponga tra i suoi obiettivi la promozione dei nuovi soggetti, se per beneficiare dei nuovi finanziamenti bisogna dimostrare “comprovata attività professionale” o se fra i requisiti c’è l’aver già beneficiato dei finanziamenti in passato? Nel caso invece di bandi che riguardano progetti già attuati, con quale spirito un soggetto emergente può organizzare un evento sperando che a posteriori arrivino i fondi necessari a sostenerlo?».

    Una politica resa ancora più difficile dal fatto che non esiste una cadenza regolare nei bandi – «da un anno all’altro non sappiamo mai se i bandi usciranno, in quale periodo dell’anno e quale sarà la cifra stanziata: questo rende difficile fare a priori progetti di ampio respiro» – e neppure nei finanziamenti extra bando, tanto che (pur trattandosi di soldi pubblici, per i quali è imposta per legge la massima trasparenza sulle spese) non è possibile sapere quanti soldi vengono stanziati e a chi.

    Un secondo punto in questione è la qualità e l’impatto sociale degli eventi culturali: «Quando vengono assegnati i fondi, il beneficiario è tenuto solo a documentare come ha utilizzato il denaro. Le aziende hanno l’obbligo dell’ISO 9000, perché la cultura no? Non esiste una verifica sull’esito che il progetto ha avuto sul territorio: se io ottengo fondi per organizzare un festival, ma a questo festival non viene nessuno e/o riceve critiche molto negative, ma ho utilizzato correttamente i soldi che mi sono stati dati, ha senso che il prossimo anno mi vengano nuovamente dati i fondi?». La richiesta di Tilt è istituire una commissione super partes formata da rappresentanti nominati dai teatri e dagli altri enti culturali, che verifichi secondo criteri oggettivi la qualità dei progetti, il riscontro del pubblico e il loro impatto sul territorio.

    Se la presenza delle istituzioni è confermata, i direttori degli altri teatri genovesi saranno presenti all’assemblea? «Proprio in questi giorni stiamo lavorando per contattarli e invitarli a partecipare alla stesura del documento programmatico. La loro presenza è fondamentale per avviare un percorso in rete: ognuno di loro avrebbe la possibilità di eleggere un proprio rappresentante nella commissione super partes, sarebbe un valido punto di partenza per fare rete e lavorare insieme».

    Il concetto di “rete” è sempre più importante per chi opera nella cultura: Tilt è anche una delle tre realtà della Liguria ad aver aderito a Cresco (acronimo di Coordinamento delle Scene della Realtà Contemporanea), insieme al Teatro Akropolis di Sestri Ponente e a Kronoteatro di Albenga. «A marzo 2013 ospiteremo il primo convegno di Cresco in Liguria: auspichiamo che questo evento sia un secondo passo avanti dopo l’assemblea, e sarà l’occasione per ragionare su una maggiore valorizzazione dei lavoratori dello spettacolo, che attualmente sono una figura professionale atipica e senza tutele specifiche».

    Marta Traverso