Categoria: Notizie

Notizie di cronaca e cultura da Genova e provincia, news da tutto il mondo di economia, curiosità e tecnologia

  • “Amore Sacro Amor Profano”: festival della canzone d’autore ad Arenzano

    “Amore Sacro Amor Profano”: festival della canzone d’autore ad Arenzano

    Max ManfrediL’associazione Coloriamo Musica organizza la quinta edizione di “Amore Sacro Amor Profano”, il festival della canzone d’autore che quest’anno si tiene nel Porto di Arenzano nelle giornate del 2, 4 e 6 agosto.

    Il nome del festival è anche l’ultima strofa della canzone Bocca di Rosa di Fabrizio De Andrè, ed è un simbolo perfetto per questo evento che vuole mettere l’accento sulla poesia come spinta originatrice, e sulla canzone come veicolo e figura del messaggio.

    Come nelle precedenti edizioni, il cartellone è ricco e ospita alcuni tra i cantautori e i gruppi più affermati e apprezzati del panorama genovese e nazionale:

    Giovedì 2 agosto – Federico Sirianni e i GnuQuartet. Un cantautore pluripremiato e un quartetto di flauti e archi che ha seminato collaborazioni con i maggiori artisti italiani (Subsonica, Afterhours, Pfm, Gino Paoli, Niccolò Fabi, Simone Cristicchi, Motel Connection, Baustelle e molti altri) si incontrano per dare vita a uno spettacolo originale, suggestivo, unico, dove la canzone d’autore, il rock e la musica da camera giocano a poker bevendosi un drink.

    Sabato 4 agosto – Max Manfredi. Vincitore della Targa Tenco e del Premio Recanati, è stato definito «il più bravo di tutti» da Fabrizio De André, e Roberto Vecchioni ha detto di lui: «È uno che non posso nemmeno limitare con il termine di cantautore». Le canzoni di Manfredi sono calibrate e vertiginose come una giostra di fine ottocento, i suoi racconti parlano di mare, di viaggi, città e metropoli, storie d’amore e di disincanto, schiaffi e carezze, evocazioni di scene meridiane o crepuscolari.

    Lunedì 6 agosto – Roberta Alloisio. Vincitrice del premio Viarengo 2009 e Tenco 2011, Roberta Alloisio deve il suo debutto a Giorgio Gaber. Ha affrontato con sempre maggior successo il repertorio tradizionale ligure, diventandone la voce più innovativa ed autorevole. Dopo “Lengua Serpentina”, segnalato dalla stampa come uno dei dischi più belli del 2007, Roberta racconta in “Janua” un viaggio nell’immaginario femminile popolare tra Genova e la Liguria: venditrici di vento, sirene, donne serpente e monache-sposa ritornano in vita in un concerto intenso e ricco di suggestioni.

     

    Inizio concerti ore 21.30, ingresso gratuito

  • Il Consiglio Comunale approva la privatizzazione di AMT

    Il Consiglio Comunale approva la privatizzazione di AMT

    AutobusUltima seduta per il Consiglio Comunale prima della pausa estiva. Si è svolta ieri pomeriggio all’interno di un’aula gremita da lavoratori diAMT che hanno assistito al dibattito sulla delibera che la Giunta ha presentato per sanare l’emergenza del trasporto pubblico urbano genovese.

    Come ha spiegato il Sindaco, le difficoltà economiche e finanziarie dell’AMT sono l’esito di una tendenza negativa che dura da molti anni. Nel 2011 il Comune aveva versato più di 30 milioni di euro nelle casse dell’azienda municipalizzata e negli anni precedenti dai 20 ai 30. Quest’anno sono stati già versati 22 milioni e anche l’attuale amministrazione, proprio poco dopo il suo insediamento, ha dovuto apportare altri 5,5 milioni di euro per evitare l’ormai imminente fallimento. L’andamento particolarmente negativo del rapporto tra costi e ricavi nel 2012 ha costretto l’AMT a ridurre il proprio capitale sociale quasi più di un terzo, limite oltre il quale è prevista la liquidazione dell’azienda.

    Questa situazione si è presentata anche in un contesto di forti tagli di spesa da parte del governo nazionale e di generale difficoltà dal punto di vista economico anche per il Comune, che, lo ha detto chiaramente il Sindaco Doria, oltre al contributo già concesso non può andare. Da qui nasce l’esigenza di pensare ad un piano più strutturale che permetta di rimettere in piedi il trasporto pubblico locale (tpl). A questo obiettivo dovrebbero portare le linee direttive presentate dalla Giunta. Innanzitutto si dovrà prevedere la cessione di quote pubbliche di AMT a privati, come sta succedendo in altre città italiane, in grado di apportare le risorse di capitali e di management necessari per consentire all’azienda di sopravvivere. A Firenze, per esempio, il Comune ha ceduto il 100% delle proprie quote ad un’impresa privata di trasporti.

    Durante tutto il proprio discorso il Sindaco è stato spesso interrotto dai lavoratori che in diverse occasioni hanno sovrastato la sua voce con grida di protesta. La loro richiesta era stata quella di impedire ad ogni costo una privatizzazione, ma la Giunta ha deciso di muoversi in una direzione diversa. Nella delibera presentata in Consiglio Comunale si parla chiaramente di un «superamento della proprietà pubblica di controllo». Sicuramente preoccupano i precedenti ingressi di soci privati, come il gruppo francese Transdev, che non hanno mai portato a dei miglioramenti né dei conti né del servizio pubblico. Ma, lo ripete spesso il sindaco, l’alternativa è la liquidazione. Anche alcuni consiglieri (Padovani della Lista Doria, Bruno della Fds) sollevano qualche dubbio sull’equazione privatizzazione uguale efficientazione, soprattutto perché le imprese private nell’ambito del tpl richiedono fondi pubblici a compensazione dei ricavi derivanti dal biglietto.

    Il risanamento dell’AMT passa, ovviamente anche attraverso soluzioni che permettano di incrementare questi ricavi di tariffazione. Le linee d’indirizzo presentata dalla Giunta si concentrano in particolare sull’accordo con Trenitalia e sulla lotta all’evasione tariffaria. La consigliera Musso (Lista Musso) e il consigliere Baleari (Pdl) propongono di introdurre biglietti e abbonamenti con tariffe diversificate che consentano diverse soluzioni di viaggio, per esempio di percorrere solo brevi tratti ad un costo inferiore. E poi c’è l’annoso problema dei controlli sui non paganti. Molti interventi hanno evidenziato, tra le altre cose, che la metropolitana di Genova è una delle poche in Italia (e forse nel mondo) a non avere i tornelli all’ingresso. Un sistema di questo tipo garantirebbe una riduzione dei viaggiatori senza biglietto.

    Ancora una soluzione prevista dalla delibera riguarda il potenziamento delle corsie dedicate al trasporto pubblico – cosiddette strisce gialle -, che, tuttavia, non possono ritenersi risolutive a fronte della gravità dei problemi di cui soffre AMT.

    Il voto finale sulla proposta della Giunta ha rispecchiato le divisioni già emerse durante la discussione in aula. Il documento è stato approvato con 23 voti a favore e 15 contrari, facendo scoppiare la rabbia dei lavoratori che avevano aspettato fino alla fine per sapere l’esito della votazione. In particolare hanno votato no Lista Musso, Pdl, Lega, ma anche Idv, Fds e Movimento 5 Stelle.

    L’Idv, che già in altre occasioni importanti aveva fatto mancare il suo appoggio al Sindaco Doria, come nel caso dell’approvazione del bilancio, ha criticato soprattutto il fatto che la scelta della privatizzazione andasse contro l’impegno assunto dal sindaco nel programma elettorale a mantenere il trasporto pubblico. In realtà anche nel programma si parlava di «partner industriale con caratteristiche tali da garantire un valore aggiunto sia economico sia organizzativo».

    La Fds, il cui unico membro nel Consiglio è Antonio Bruno, ha motivato il proprio voto contrario evidenziando che i problemi economici che emergono costantemente nella gestione della macchina comunale dipendono soprattutto da una serie di tagli imposti dal governo nazionale e che fino a quando non si faranno iniziative forti, anche con l’appoggio di altre amministrazioni locali, qualsiasi soluzione sarà solo temporanea.

    Dopo molte astensioni dal Movimento 5 Stelle è giunto un no chiaro alle linee di indirizzo della Giunta. Ciò che chiedeva il Movimento era la possibilità di strutturare un piano industriale completo sul quale successivamente esprimere un giudizio più consapevole. Una proposta che però il Sindaco ha respinto sostenendo che si sarebbe trattato di una delibera del tutto nuova rispetto a quella presentata in aula.

    La nuova amministrazione comunale aveva iniziato i suoi lavori affrontando fin dalle prime settimane questioni complesse e spinose, come l’approvazione del bilancio, e l’ultimo appuntamento non è stato certamente più semplice. Ciò che preoccupa è soprattutto la percezione di una chiara tensione sociale, evidente negli animi dei lavoratori dell’AMT, ma anche, prima di loro, in quelli dell’AMIU Bonifiche o della Centrale del Latte di Fegino. L’elenco è destinato ad allungarsi viste le vertenze che riguardano grandi aziende come Ansaldo e Ilva. Si prospetta quindi un autunno caldo per il Consiglio Comunale.

    Federico Viotti

  • Scorribanda gastronomica, a Recco venerdì 3 agosto

    Scorribanda gastronomica, a Recco venerdì 3 agosto

    Focaccia al formaggio di ReccoVenerdì 3 agosto dalle 20 alle 23.30 ritorna a Recco la Scorribanda gastronomica, appuntamento ormai cult dell’estate della cittadina del levante genovese: ogni ristorante aderente al progetto propone agli avventori una sola portata con un calice di vino abbinato ad un prezzo predeterminato (da 8 a 10 euro omnicomprensivi) e il cliente può decidere di comporre il menù della serata in base al ristorante e al piatto proposto che più lo attira, assaporando così in un’unica sera più piatti in più ristoranti,.

    Il copupon office per tute le informazioni e per acquistare i coupon per le portate dei ristoranti è posizionato in piazza Nicoloso dalle 19 alle 23.30.

    Il menù della serata è ricco: si parte con un aperitivo da 2 euro per poi proseguire con il Trenino della Scorribanda per diverse tappe:

    -Fermata 1 Ristorante ALFREDO via San Giovan Battista 33 FRIVOLEZZE DI MARE E DI MONTE

    Aperitivo a tavola. Barchetta ai frutti di mare, Fiore di pane nero con mousse al salmone. Piadina con spada affumicato e squacquerone, Aspic brezza marina. Mini cocktail di gamberi, Acciuga ripiena.. Vol-au-vent alla crema di funghi, girella al prosciutto e rucola, cuculli alle erbette, crostino con crema al basilico, tartufini ai 2 colori, pizzetta di melanzana. con calice di bollicine, vino o aperitivo analcoolico in abbinamento- 1 Coupon Scorribanda da 8 Euro

    -Fermata 2 Ristorante DA LINO via Roma 70/72  OUVERTURE DI MARE

    Julienne di seppie con concassè di pomodorini e fior di cappero, salmone marinato ai sali bilanciati, cozze marinate, carpaccio di polpo al pesto nero,acciughe ripiene, la capasanta grigliata, cima di calamaro ripiena di verdure estive con calice di vino in abbinamento. 1 Coupon Scorribanda da 10 Euro

    Fermata 3 Ristorante DA Ö VITTORIO via Roma 160  RAVIOLI DI MAGRO AI PORCINI “SENZA MARCIAPIEDE”

    I raviolini del ristorante Da ö Vittorio, senza bordo, con scaglie di grana nel bosco dei porcini accompagnati da testa di porcino alla griglia lardellato su patata alla cenere con calice di vino in abbinamento. 1 Coupon Scorribanda da 10 Euro

    Fermata 4 Ristorante MANUELINA via Roma 294  IL SAPORE DEL NOSTRO MARE

    Bianco di morone al sale taggiasco con alghe finte con calice di vino in abbinamento. 1 Coupon Scorribanda da 10 Euro

    Fermata 5 FOCACCERIA Manuelina via Roma 294  GOLOSISSIMA FOCACCIA

    Focaccia di Recco col formaggio e Focaccia Pizzata con calice di birra artigianale La Superba. 1 Coupon Scorribanda da 8 Euro

    Fermata 6 Ristorante VITTURIN 1860 via Giustiniani 48  TRIS DI MADIA VEGETARIANO

    Le lasagnette alla Portofino con il pesto gentile, la crespella con i funghi i gnocchetti alle piccole verdure con calice di vino in abbinamento.  1 Coupon Scorribanda da 10 Euro

    Fermata 7 Ristorante LA VILLETTA via Montefiorito 2  LE DOLCI BONTA’

    Gran piatto con degustazione dei dolci di nostra produzione col tiramisù della Villetta, la crostata di Antonio e… con calice di Moscato o passito. 1 Coupon Scorribanda da 8 Euro

    “ZONA SCORRIBANDA GASTRONOMICA” presso la Baracchetta di Biagio, via Marinai d’Italia

     

     

  • Liguria, cannabis terapeutica: la proposta di legge arriva in consiglio regionale

    Liguria, cannabis terapeutica: la proposta di legge arriva in consiglio regionale

    Oggi in consiglio regionale sarà discussa la proposta di legge n. 125 “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche”, presentata dai consiglieri Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà), Alessandro Benzi e Giacomo Conti (Federazione della Sinistra), già approvata in Commissione Sanità lo scorso 23 luglio.
    Parliamo della legge regionale sulla cannabis terapeutica, tassello fondamentale in via di approvazione in altre regioni italiane affinché l’uso medico dei farmaci cannabinoidi possa finalmente diventare una pratica consueta anche in Italia.
    Come abbiamo scritto la scorsa settimana l’attuale proposta di legge presenta degli evidenti limiti sottolineati dalle associazioni dei pazienti che si battono per il diritto alla cura, per altro non adeguatamente coinvolte nel processo che ha portato alla stesura finale del documento.

    La discussione di oggi è l’ultima occasione per fare chiarezza ed approvare una legge all’avanguardia, capace davvero di imprimere una svolta in merito ad una modalità di cura, consentita dalla legge ma nella realtà dei fatti quasi inaccessibile per i malati.
    Sel e Fds, dopo le pressioni delle associazioni dei pazienti, presenteranno un emendamento che, se sarà approvato, migliorerà l’impianto della legge.
    «Ci auguriamo che i nostri suggerimenti  vengano accolti dal consiglio regionale – spiega il presidente di Pazienti Impazienti Cannabis, Alessandra Viazzi – In caso contrario chiediamo a Sel e Fds di votare contro perché la legge da loro proposta, nonostante i buoni propositi, rischia di essere un passo indietro».

    Il principale nodo critico presente nella prima versione del documento approvato dalla Commissione Sanità è l’articolo 2 in cui si stabilisce che i derivati della Cannabis, sotto forma di specialità medicinali o di preparati galenici magistrali, possono essere prescritti dai medici di medicina generale previa prescrizione di specialisti in anestesia e rianimazione, oncologia, neurologia e medici in attività di centri e servizi di cure palliative, restando a carico del servizio sanitario regionale.

    In realtà già da alcuni anni i farmaci cannabinoidi possono essere prescritti dal medico di base, senza dover passare preliminarmente dalla prescrizione di uno specialista, ma in questo caso sono a carico del paziente. L’unico accesso gratuito ai farmaci avviene se prescritti in ambito ospedaliero, non solo ospedalizzati ma anche pazienti soggetti a day-hospital, ad un percorso ambulatoriale o in regime di assistenza domiciliare integrata.
    L’emendamento migliorativo prevede che «I farmaci a base di cannabis sono a carico del servizio sanitario anche quando sono prescritti dai medici di medicina generale, previa indicazione terapeutica formulata dai medici specialisti ospedalieri».

    «In questo modo creiamo una continuità tra struttura ospedaliera e medico di base, garantendo gratuitamente l’accesso alla cura per tutto il percorso terapeutico – spiega Viazzi –  Inoltre, cancellando l’indicazione dei medici specialisti a cui è consentito prescrivere i farmaci cannabinoidi, eliminiamo una forte limitazione che impedisce ad una moltitudine di malati il diritto a curarsi con la cannabis».

    La discussione della legge arriva nel bel mezzo delle polemiche suscitate dalle nuove “raccomandazioni” del Dipartimento Politiche Antidroga (Dpa), guidato dal dott. Giovanni Serpelloni, pubblicate in forma di “Statement” ufficiale il 16 luglio e intitolato “Cannabis e suoi derivati: alcuni elementi di chiarezza su danni alla salute, l’uso medico dei farmaci a base di THC, la coltivazione domestica e l’uso voluttuario”.
    «Attendiamo che il Capo del Dipartimento Politiche Antidroga risponda con chiarezza alle legittime richieste di trasparenza dei malati, citando con completezza le fonti legislative alla base delle sue affermazioni – scrive l’associazione Pazienti Impazienti Cannabis in un contro documento http://www.pazienticannabis.org/richiesta-al-dott.-Serpelloni-di-chiarimenti-sullo-Statement-Cannabis.htm – Ci auguriamo che non saremo i soli ad esigerlo. In caso contrario, se non lo facesse, si esporrà alla inevitabile accusa di diffusione, tramite documento ufficiale con intestazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di notizie falsificate riguardo più aspetti della prescrivibilità dei farmaci cannabinoidi, punto di particolare importanza per l’indebito danno causato con continuità in questi anni ai malati ed ai loro medici, non trattandosi di un episodio isolato».

    Ma vediamo quali indicazioni fornisce il Dipartimento Politiche Antidroga per quanto concerne l’uso terapeutico della cannabis e le contro osservazioni di Pazienti Impazienti Cannabis.

    «I farmaci a base di THC sono disponibili anche nel nostro Paese e il loro impiego è disciplinato da specifiche leggi che ne regolamentano giustamente il campo di applicazione clinica, la prescrizione e l’uso esclusivamente per finalità mediche», si legge nello Statement del 16 luglio.
    «Se “sono disponibili” significasse la possibilità del malato di andare presso un ospedale e trovare il farmaco disponibile sarebbe corretto, ma in quasi tutte le Asl il tempo eventualmente richiesto sono mesi, e quasi sempre sono non disponibili a priori, nonostante la legge ne preveda la reperibilità – contesta Pazienti Impazienti Cannabis –  Sulla prescrizione ed uso medico dei farmaci siamo tutti d’accordo, ma potrebbe cortesemente indicarci quali sono queste “specifiche leggi che ne regolamentano il campo di applicazione”, dott. Serpelloni?»

    «Va sottolineato che questi farmaci trovano corretta applicazione solo sulla base di una precisa diagnosi e prescrizione medica specialistica», afferma il dott. Serpelloni.
    «In altre parole, secondo il Dpa un medico generico non è in grado di diagnosticare la nausea da chemioterapia e la sindrome debilitante di un malato di AIDS, o lo stato di sofferenza di un malato di glaucoma o epilessia o di Sclerosi multipla: tutte patologie per cui vi è evidenza di efficacia per i farmaci a base di cannabinoidi», sottolinea l’associazione dei pazienti.

    Inoltre «Non vi è alcuna disposizione normativa riguardo la necessità che siano esclusivamente medici specialisti ad effettuare le prescrizioni – continuano i pazienti – Al contrario, già anni addietro, un’interrogazione parlamentare in proposito aveva ottenuto dal Ministero della Sanità la risposta “bastano i medici generici” a smentita di tale voce senza fondamento, che purtroppo circola ancora, diffusa anche da chi si trova a rivestire ruoli di primo piano e teoricamente dovrebbe contribuire a chiarire questi aspetti normativi».

    «Tutti i pazienti che potrebbero beneficiare di questi farmaci su giudizio del medico specialista e per le patologie previste ed autorizzate, dovrebbero poterne avere accesso e, sulla base delle singole programmazioni e decisioni regionali (competenti della spesa sanitaria) e della sostenibilità finanziaria, poterne disporre gratuitamente al pari di altri farmaci analoghi», spiega il Dpa.
    Ma secondo Pazienti Impazienti Cannabis, il Dipartimento Politiche Antidroga deve chiarire «Quale legge o decreto nazionale stabilisca le patologie “previste e autorizzate”. Se mai avvenisse una simile interferenza, al medico verrebbe concesso di curare i suoi pazienti sulla base di “autorizzazioni” dei politici».

    Il dott. Serpelloni aggiunge «I farmaci a base di cannabinoidi sono per lo più farmaci di seconda scelta, di solito proposti come terapia complementare a quella fondata su farmaci di efficacia comprovata in studi clinici controllati e il cui profilo di tollerabilità è ampiamente definito nell’uso corrente».
    «Non esistono farmaci bollati come di seconda scelta “in linea di principio”, al di là ovviamente di ogni pregiudizio politico religioso o ideologico che, secondo la Carta di Vienna, è da tenere rigorosamente fuori dalla porta in quanto estraneo ai principi della ricerca – precisa l’associazione dei pazienti – La seconda affermazione farebbe nuovamente dedurre che gli studi clinici effettuati per i farmaci a base di cannabinoidi non siano adeguatamente suffragati da trial clinici, accusa non di poco conto di cui il Capo del Dpa si assume in prima persona tutte la responsabilità».

    Infine il Dipartimento Politiche Antidroga si rivolge a organizzazioni sanitarie e medici, raccomandando loro «Estrema prudenza ed attenzione nell’utilizzo di questi farmaci anche relativamente al non creare false aspettative di cura o false credenze su analoghi effetti benefici ottenibili anche dall’uso delle “droghe di strada” a base di THC».

    «Tradotto significa che se tuttora non si utilizzano questi farmaci (benché ciò sia possibile fin dal 1997!) è stato per assecondare le campagne contro la cannabis “di strada”? – conclude Pazienti Impazienti Cannabis – Abbiamo capito bene? Possiamo solo far notare che, anche a causa di tale chiusura, la maggior parte dei pazienti hanno scoperto l’efficacia terapeutica dei cannabinoidi proprio partendo dalla cannabis “di strada” ed autocoltivata».

    «Se in Liguria fosse approvata la proposta di legge senza le nostre correzioni, in pratica passerebbe la linea del dott. Serpelloni – conclude Alessandra Viazzi – Il Dipartimento Politiche Antidroga non è contrario alla cannabis terapeutica ma a determinate condizioni. Il dott. Serpelloni pretende che siano i medici specialisti a prescrivere i farmaci cannabinoidi. Queste indicazioni però, a livello legislativo, non sono presenti da nessuna parte».
    L’associazione Pazienti Impazienti Cannabis si augura che questa volta i consiglieri regionali comprendano l’importanza delle modifiche da apportare alla proposta di legge, in caso contrario il rischio è quello di approvare una norma che non sarà in grado di garantire il diritto alla cura  di migliaia di persone sofferenti.

     

    Aggiornamento 01/08/2012

    Come volevasi dimostrare, ieri il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge senza apportare le modifiche richieste dalle associazioni dei pazienti. Resta l’indicazione dei medici specialisti (in anestesia e rianimazione, oncologia e neurologia, medici operanti nei centri di cure palliative pubblici e convenzionati ) a cui è consentito prescrivere i farmaci cannabinoidi. L’unica novità è l’inserimento di un’ulteriore disciplina specialistica, l’oculistica, probabilmente perchè il consiglio regionale si è accorto che, in caso contrario, i malati di glaucoma – una delle malattie per cui è conclamata l’utilità della cannabis terapeutica – sarebbero stati esclusi dall’accesso alla cura.

    «La legge regionale approvata in Liguria ha senz’altro alcuni meriti specifici, rispetto a come sono andate le cose sino ad oggi – spiega in un comunicato l’associazione Pazienti Impazienti Cannabis –  il medico di base potrà, con l’avallo iniziale di un medico ospedaliero, far ottenere i farmaci a base di cannabinoidi senza spese al suo paziente, tramite la farmacia della Asl».

    La legge (D.M. 11-2-97), infatti, stabilisce che qualunque farmaco estero possa venir erogato a carico del servizio sanitario solo nel caso di “ambito ospedaliero” «I margini di manovra su questo punto sono dunque ristretti», sottolinea l’associazione.

    Nel documento approvato dal consiglio regionale però «Non si citano  le modalità ed il percorso per le preparazioni galeniche, per le quali non è richiesto alcun ambito specifico essendo già disponibili in Italia senza doverle importare e già prescrivibili sin da quando nel 2007 il Ministero si è espresso riguardo il THC ed il suo utilizzo come terapia inserendolo nella tabella II B – ricordano i pazienti – Questa sostanza, per la legge italiana da ben 5 anni può essere prescritta da un medico sul proprio ricettario semplice».

    «Del resto, neanche i rappresentanti di Solmag-Artha (del gruppo Fidia, distributori alle farmacie italiane delle infiorescenze olandesi titolate per le preparazioni galeniche) e della Sifap (Società Farmacisti Preparatori), da noi per tempo segnalati per la convocazione, erano stati ascoltati in fase di audizioni in commissione sanità, per un grosso problema di comunicazione che ha di fatto parimenti escluso le nostre 3 associazioni (Pazienti Impazienti Cannabis, Associazione Cannabis Terapeutica, Associazione Luca Coscioni) dalle fasi finali del dibattito in quella sede –  si legge nel comunicato  – I molteplici aspetti di queste terapie, anche e soprattutto quelli normativi, prescrittivi, e medico-legali, sono pressochè sconosciuti perfino agli addetti ed alla gran parte dei malati, motivo cui attribuiamo la carenza di risultati dopo le audizioni, ed anzi la modifica stessa in senso limitativo del testo originale».

    Per quanto riguarda invece i farmaci esteri «L’aspetto della legge che non condividiamo è quello relativo alla creazione di un “elenco” di medici specialisti che verrebbero “autorizzati” per via politica a prescrivere questi farmaci, escludendo tutti gli altri specialisti – sottolinea l’associazione – Sono valutazioni che andrebbero lasciate al medico sulla base di evidenze che vanno via via accumulandosi e della conoscenza clinica del proprio paziente, e non imposte loro per legge. Specie se il fine della L. 125 è quello di aiutare i malati ad avere accesso a quei farmaci su prescrizione del loro medico».

    La legge richiede solo che vengano prescritti da un medico ospedaliero e ciò solo per essere forniti senza spese, nient’altro.

    «Grazie alla mediazione dei firmatari della legge e del presidente della Commissione Sanità, abbiamo concordato la seguente opzione: chiedere di essere finalmente ascoltati dalla commissione, insieme a Solmag e Sifap, per esporre le nostre considerazioni e richieste di aggiustamenti – conclude l’associazione – Dopo di ciò, il Consiglio Regionale potrebbe essere chiamato a votare su di un emendamento che modifica il punto che ci sta particolarmente a cuore, indicato sopra, ed eventualmente altri. Ogni legge approvata in una Regione fungerà da modello per le successive, ecco perché in Liguria non possiamo tirarci indietro, neanche a legge approvata: è necessario per tutti i pazienti italiani».

     

    Matteo Quadrone

     

  • Viaggio alla scoperta di Genova e i suoi caruggi con le poesie in musica dei cantautori

    Viaggio alla scoperta di Genova e i suoi caruggi con le poesie in musica dei cantautori

    Via Del Campo De AndrèSabato 4 agosto presso l’Emporio-museo viadelcampo29rosso si tiene un itinerario alla scoperta di Genova grazie alle suggestioni evocate dai grandi cantautori e poeti genovesi.

    Genova è città di note e di cantautori, di suoni ed odori, di luci ed ombre, di percorsi innovativi e caruggi inesplorati: il museo dedicato a Fabrizio De Andrè e alla canzone d’autore propone a genovesi e turisti itinerari  “certificati “, che raccontano di luoghi, personaggi e fatti autentici, realmente accaduti e non romanzati, raccolti da testimonianze di parolieri e musicisti che in quei luoghi hanno vissuto davvero.

    Appuntamento nel Museo alle ore 17, durata de percorso 2 ore. E’ necessaria la prenotazione entro le ore 18 di giovedì 2 agosto. Per informazioni: 010 2474064

  • Alla Fiera dell’Est, un assaggio di Europa orientale al Porto Antico

    Alla Fiera dell’Est, un assaggio di Europa orientale al Porto Antico

    Venerdì tre agosto in Piazza delle Feste presso il Porto Antico di Genova avrà inizio la prima edizione di “Alla fiera dell’Est”, un evento tutto a base di cibo, cultura e intrattenimento direttamente dall’oltre cortina. L’intento è quello di far conoscere più a fondo al popolo genovese la cultura eterogenea e affascinante dell’Europa dell’Est.

    Ogni giorno, dal 3 al 12 agosto,  con apertura fissata alle ore 18.30, sarà possibile concedersi un assaggio di Polonia, Ucraina, Russia e Romania. Presenti stand gastronomici con piatti tipici, birre esclusive alla spina e in bottiglia nonché un piccolo mercatino dove poter acquistare non meglio precisati souvenir (che andremo a vagliare con solerzia maniacale…).
    Inoltre ogni sera saranno proposti concerti (rigorosamente con ritmi dall’est Europa), proiezioni di film e personali fotografiche.

    Per fare qualche esempio, nelle varie serate si alterneranno il Tina Omerzo Trio, il Renzo Luise Quartet con il loro Gipsy Swing, la musica klezer degli Octavo Richter, il coro ucraino e gli Arancia balcanika (che dell’est non sono, a dire il vero, senza nulla togliere alla loro indiscussa bravura e alla loro attitudine ad aprirsi al fascino della cultura musicale di quei paesi). Verrà proiettato il film “Il coltello nell’acqua” di Roman Polanski e molte fotografie realizzate da artisti polacchi che purtroppo però non saranno presenti.

    Insomma, un viaggio nella gastronomia e nella musica di un mondo ancora poco noto alla maggior parte di noi e che pure incuriosisce forse anche per la cortina di mistero che sembra avvolgerlo. Che poi questo mistero derivi più da una nostra pigrizia e svogliatezza nel ricercare e conoscere piuttosto che in un’effettiva chiusura di quel mondo (il Muro di Berlino non è crollato l’altro ieri) forse importa poco se commercialmente ha la possibilità di rivelarsi un’idea vincente.

    O almeno questo è ciò che sperano gli organizzatori dell’evento, Pier Paolo Cozzolino e Agnieska Zareba, già impegnati nella gestione del ristorante Il Pasto di Varsavia, responsabile della parte gastronomica della fiera. Ad animarli è innanzitutto la passione per questa cultura e ci piace sottolineare che Agnieska nonostante il nome tipicamente italico, è ahinoi polacca. «Essendo una prima edizione – dice Pier Paolo – non possiamo contare su alcun contributo da parte del Comune. La nostra speranza è quella di iniziare un percorso che acquisisca credibilità nel tempo e conseguentemente si meriti anche un aiuto economico».

    Tra le altre attrattive non può mancare la wodkeria ma ci sarà posto anche per una gastronomia rumena. Val la pena di sottolineare la presenza di uno stand dell’associazione Annaviva, che  promuove la tutela dei diritti umani nell’Est Europa e il cui nome si ispira alla grande giornalista russa Anna Stepanovna Politkovskaja, assassinata a Mosca il 7 ottobre 2006.

    Di carne al fuoco ce n’è molta ma potrebbero esserci delle sorprese: il programma è ancora in divenire e non è detto che non subisca delle variazioni (anche se a onor del vero gli eventi che abbiamo citato sono dati per certi dagli stessi organizzatori). Noi abbiamo la fortuna di conoscere una bellissima ragazza polacca… perché non togliersi lo sfizio di fare qualche incursione con spirito critico e un tocco di sano sarcasmo? Sempre nel rispetto del lavoro altrui, ovviamente, noi lo faremo e vi terremo aggiornati…

    Michele Archinà

  • Satura cerca stagisti nel campo dell’arte e della letteratura

    Satura cerca stagisti nel campo dell’arte e della letteratura

    Riceviamo e riportiamo di seguito la segnalazione.

    Nell’ambito di un  progetto in continuo sviluppo, l’Associazione Culturale  Satura cerca candidati che desiderino avvicinarsi al mondo delle arti e della cultura. La ricerca è rivolta a giovani universitari e non che vogliono offrire un periodo di stage a fine formativo nel campo dell’arte, della letteratura e della comunicazione culturale.

    Lo stage potrà essere riconosciuto dalle principali università italiane e straniere al fine del conseguimento di crediti formativi, potrà essere previsto un contributo forfettario qualora le competenze siano attinenti alla figura professionale ricercata. La selezione prenderà in esame anche quanti, non più giovani, vogliono offrire un loro ruolo partecipativo all’interno dell’organizzazione.

    La ricerca ha carattere di urgenza, il candidato/a dovrà possedere buone doti di comunicazione, conoscere i principali pacchetti informatici, conoscenza dell’inglese parlato e scritto. Aver avuto modo di svolgere un’attività di ufficio stampa, critico e/o curatore avrà titolo preferenziale insieme alla capacità di dialogare con i più moderni sistemi di comunicazione.

    Tra le facoltà interessate: Accademia e Istituti d’Arte, Architettura, Beni e Conservazione Museale, Dams, Grafica, Economia e Manegement rivolto alla programmazione culturale,  Lettere Moderne e Scienza della Comunicazione.

    I candidati sono pregati di inviare un loro curriculum vitae corredato di fotografia indirizzato a: Mario Napoli presidente@satura.it

    [foto di Constanza Rojas]

  • Eco moneta: abolito il denaro a Cogoleto, ecco come si paga

    Eco moneta: abolito il denaro a Cogoleto, ecco come si paga

    Sapete che la Zecca di Stato ha coniato una moneta “verde” e l’ha messa a disposizione delle civiche amministrazioni per premiare i cittadini virtuosi che agiscono nel rispetto dell’ambiente?

    Si parla tanto delle possibili macro-ricette contro la crisi e delle macro-emergenze nel pianeta, da dimenticare che nel nostro piccolo anche noi possiamo dare un micro-contributo per aiutare l’economia e salvaguardare la Terra. Un esempio è Eco-moneta, una vera e propria valuta monetaria che funziona con un meccanismo molto simile a quello della banca del tempo.

    Cogoleto è il primo Comune della Liguria ad aderire al progetto, annunciato ufficialmente nel 2011 dall’ingegnere Bartolomeo Mongiardino.

    Come funziona? Ogni cittadino che mette in pratica un’azione o comportamento virtuoso, che contribuiscono in qualche modo al rispetto dell’ambiente, riceve una quantità di Eco-moneta del valore pari a ciò che ha fatto. In cambio, la civica amministrazione fornisce al cittadino beni o servizi che corrispondono a quel medesimo valore. Saranno valutati in Eco-moneta prodotti a km zero, libri, prodotti derivati da materiale riciclato, bici elettriche, biglietti dei mezzi pubblici. Un esempio: un cittadino che compie nel modo corretto la raccolta differenziata potrà beneficiare di uno sconto sulla tassa dei rifiuti urbani pari al valore dei suoi Eco accumulati.

    Chi vuole partecipare al progetto o saperne di più inviare una mail a uno dei seguenti indirizzi: omer@split.it e comitatocittadinicogoleto@gmail.com.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Cornigliano, Ilva: giovedì 2 agosto sciopero dei lavoratori

    Cornigliano, Ilva: giovedì 2 agosto sciopero dei lavoratori

    Ilva CorniglianoGiovedì 2 agosto si svolgerà l’assemblea dei lavoratori dell’Ilva di Cornigliano mentre è confermato lo sciopero di 24 ore in attesa di nuovi sviluppi in merito alla videnda giudiziaria che coinvolge lo stabilimento di Taranto.

    Venerdì, infatti, è atteso il verdetto di riesame, da parte del tribunale pugliese, dopo il ricorso presentato dall’azienda contro il sequestro di una parte della fabbrica.

    Il consiglio del municipio Medio Ponente ha convocato per martedì 31 luglio una riunione straordinaria presso il salone del Centro Civico di Cornigliano per esaminare la situazione delle acciaierie Ilva e le ricadute occupazionali sul territorio genovese.

  • Liguria: i pendolari denunciano nuovi aumenti per gli abbonamenti

    Liguria: i pendolari denunciano nuovi aumenti per gli abbonamenti

    I pendolari liguri denunciano nuovi aumenti per gli abbonamenti sovraregionali che, in aggiunta ai frequenti disservizi, completano il quadro di un trasporto pubblico su rotaia sempre più deficitario.

    «A febbraio gli abbonamenti sovraregionali erano aumentati del 23%, ora del 12,5% – spiegano i pendolari nel blog http://genovamilano.blogspot.it – Il totale ponderato è pari al 38,46%».

    «A gennaio un mensile sovraregionale costava 106,60, dal primo agosto costerà 147,60 euro – sottolineano i pendolari – Inoltre va fatta notare un’altra cosa: la Carta Tuttotreno Liguria da calmiere è diventata inutile, anzi dannosa! Con carta tuttotreno: 147,60 + 1/12 di 180,00 = 162,60 euro al mese. Abbonamento IC: 158,00 euro al mese».

    «E’ chiaro che dal 1° agosto la Regione Liguria dovrà rimborsare agli abbonati tutte le mensilità di Carta tutto treno non più utilizzabili perché dannose – concludono i pendolari – Chiediamo alla Regione Liguria di bloccare immediatamente questi aumenti insostenibili per molti lavoratori che si alzano alle 5.30 del mattino e tornano a casa alle 21.00, magari per guadagnare a Milano appena 900,00 euro al mese».

  • Villa Raggio: un esposto al Ministro dei Beni Culturali per salvarla

    Villa Raggio: un esposto al Ministro dei Beni Culturali per salvarla

    Villa Raggio, AlbaroPer difendere dall’imminente cementificazione Villa Raggio, il complesso monumentale con annesso parco di via Pisa, nel quartiere di Albaro, le associazioni ambientaliste giocano l’ultima carta, quella di un esposto al Ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, chiedendogli di intervenire per salvare la storica dimora gentilizia, sottoposta ad opere di ristrutturazione per la realizzazione di residenze di lusso con piscina e parcheggi.

    Questa l’iniziativa messa in atto nei giorni scorsi dalla sezione genovese di Italia Nostra e dalla sezione ligure dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, con l’obiettivo di stoppare un intervento autorizzato – a dire il vero in maniera poco limpida – dal Comune e dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Liguria.
    «La nostra speranza è che il Ministro blocchi i lavori per evitare che un bene di così grande valore venga manomesso definitivamente – spiega Italia Nostra – il nostro auspicio è quello di non rivivere un’altra vicenda come quella dell’Acquasola».
    Occorre sottolineare che Villa Raggio è sottoposta a vincolo di cui al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, articolo 136 “Immobili ed aree di notevole interesse pubblico”, lettera a) “le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica”; e b) “le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza”.

    Le associazioni ricordano che il 7 dicembre 2011 la società immobiliare titolare, la Bagliani srl, ha ottenuto da Palazzo Tursi il permesso a costruire che consentirà di realizzare 20 appartamenti con l’inevitabile stravolgimento della struttura edificata e dello splendido parco che la circonda.
    «Il progetto comporterà l’aumento della superficie abitabile della villa da 2388 a 3184 metri quadrati – spiega l’esposto – oltre alla realizzazione di una superficie accessoria di mq 482, di un volume seminterrato sul fronte principale dell’edificio per ospitare 6 appartamenti, un’area di parcheggio a raso per un totale di 48 posti auto coperti da pergolati e recinzioni». Infine la ciliegina sulla torta, ovvero «La realizzazione di una piscina con annesso volume interrato ed il “riordino” del giardino con abbattimento e spostamento di alberi onde consentire le opere di cui sopra».

    L’autorizzazione con prescrizioni, rilasciata dalla Soprintendenza il 28 novembre 2011 «Non tutela i beni oggetto dei predetti vincoli, in quanto il progetto autorizzato stravolgerà l’impianto unitario del complesso Villa Raggio – sottolinea l’esposto – Gli scavi a ridosso della villa con relativo abbassamento della quota dell’antistante parco e la realizzazione dei 6 appartamenti seminterrati, alterano le proporzioni accuratamente studiate e l’armonia della facciata storica della villa». Inoltre «L’aumento volumetrico e il frazionamento della villa ne compromettono l’impianto architettonico stravolgendone il disegno originario – continuano le associazioni – La dependance oggetto di intervento in aumento costituisce superfetazione e la realizzazione dei parcheggi a raso, della piscina e dei volumi di servizio, riduce l’estensione del parco e ne modifica, compromettendolo, sia il disegno complessivo sia la fruibilità».
    Per tutti questi motivi Italia Nostra e Associazione Dimore Storiche Italiane ritengono necessario un intervento urgente del Ministro dei Beni Culturali.

     

    Matteo Quadrone

  • La mappa della nera: un progetto web per una città più sicura

    La mappa della nera: un progetto web per una città più sicura

    “Lo facciamo anche a Genova?” Così ci ha scritto Giulia Mietta su Twitter un paio di giorni fa, segnalando un’iniziativa molto interessante che vale la pena far conoscere.

    Nel mare magnum delle startup 2.0, grandi e piccole, sono in molti gli avventurieri che sperano di fare la stessa fortuna di Mark Zuckerberg (il “padre” di Facebook, ndr) e simili creando un progetto che sfrutti le potenzialità dei nuovi strumenti del web e al tempo stesso utile per la collettività.

    Una delle opportunità più forti in questo senso è data dalle mappe: ne abbiamo parlato di recente in tema di allerta metereologica, dove chiunque attraverso Crowdmap può segnalare zone a rischio nella propria città, ma anche in temi di vivibilità del territorio tramite AidYourCity.

    La mappa della nera, che si sta inaugurando in questi giorni a Milano sotto la guida di Daniele Belleri, parte dallo stesso presupposto: il progetto a cura dell’associazione Green Geek è ispirato ad analoghe iniziative avviate negli Stati Uniti. Per esempio la città di Oakland, dove le forze dell’ordine segnalano attraverso una mappa, creata online e nella quale chiunque può inserire e modificare dati, le zone in cui avvengono crimini e reati.

    La prima tappa italiana del progetto ha preso ispirazione da Oakland per realizzare qualcosa di leggermente diverso: un progetto giornalistico di mappatura dei fatti di cronaca nera avvenuti nel territorio del Comune di Milano nel corso del 2010 e del 2011 e segnalati dai media. Come tuttavia sappiamo, (1) non tutti i crimini che avvengono sono denunciati alle forze dell’ordine e (2) non tutti i crimini denunciati alle forze dell’ordine sono considerati notiziabili dai mezzi di informazione: il progetto non aspira dunque a essere un’indagine statistica completa sulla criminalità a Milano, ma piuttosto un’analisi del territorio sulla base di quanto i mezzi di informazione trasmettono.

    Questo dunque lo scopo del progetto: se la percezione della sicurezza da parte dei cittadini è “filtrata” dalle notizie che ricevono dai media, una mappatura sul modello di Oakland – dove sono segnalati senza alcun filtro i reati effettivamente commessi – potrebbe garantire ai cittadini una maggiore chiarezza e trasparenza nel comprendere quali sono le aree più sicure della città in cui vivono.

    Perciò, aspiranti imprenditori del web, giriamo a voi la proposta: Lo facciamo anche a Genova?

    Marta Traverso

  • Val Polcevera: mobilitazione contro gli espropri per il Terzo Valico

    Val Polcevera: mobilitazione contro gli espropri per il Terzo Valico

    In Val Polcevera si preannunciano giornate particolarmente calde sul fronte della mobilitazione contro la realizzazione del Terzo Valico.

    Da stamane, infatti, sono previsti presidi permanenti nella zona di Trasta per impedire ai tecnici incaricati dal Cociv (il general contractor che si occuperà dell’esecuzione della nuova tratta di alta velocità-capacità ferroviaria Genova-Milano) di notificare gli espropri dei terreni interessati dalla cantierizzazione.

    Ma i militanti No Terzo Valico – in risposta alle lettere che nei giorni scorsi sono arrivate a decine di proprietari di terreni nella vallata – hanno preparato un fitto calendario di iniziative. Come detto il 30 e 31 luglio sarà la volta di Trasta (via Trasta); il 2 agosto invece toccherà a Pontedecimo (via Coni Zugna, via Ricreatorio, via Pieve di Cadore, via Lungotorrente Verde); il 6 e 7 agosto Fegino (via dei Molinussi, Salita Cà dei Trenta, via Inferiore Rocca dei Corvi);  sempre il 7 agosto a Ceranesi (via Bartolomeo Parodi); l’8 agosto a Isoverde (via Rebora).

     

    Matteo Quadrone

  • “Ascoltale”: concerto al Porto Antico con Max Manfredi, Cristiano Angelini e tanti altri

    “Ascoltale”: concerto al Porto Antico con Max Manfredi, Cristiano Angelini e tanti altri

    Max ManfrediLunedì 30 luglio il Porto Antico di Genova ospita l’ultima serata di Mediterrarte, il primo Festival di Arti Integrate in Italia dedicato in questa edizione “all’immagine femminile analizzata nei suoi archetipi, cantata, recitata, danzata e sognata”.

    La serata, intitolata “Ascoltale”…è un omaggio dei cantautori della città alla figura femminile.Ospiti della serata, tra gli altri, Max Manfredi, Cristiano Angelini, Claudio Roncone,  Antonella Serà, Elisa Montaldo de “Il Tempio delle Clessidre”, che interpretano canzoni e brani d’autore in una carrellata poetica di visioni dell’universo femminile, da ascoltare, cantare, guardare e vivere, per la prima volta coreografati e danzati tutti insieme dal vivo.

    La compagnia di danzatori contemporanei “Diabasis Ballet”  e la “GDS Company” dialogano con le voci della musica cantautorale e con le suggestioni dal vivo dei musicisti Patrizia Merciari, Matteo Nahum, Marco Spiccio, Dado Sezzi. Ospite d’eccezione l’attore Marco Arena.

    Appuntamento alle ore 21.30 all’Arena del Mare: i biglietti costano 5 euro.

  • L’angolo di Gianni Martini, un viaggio alla ricerca della “novità musicale”

    L’angolo di Gianni Martini, un viaggio alla ricerca della “novità musicale”

    A partire da domani, fa il suo esordio online la “storica” rubrica di Era Superba curata dal chitarrista genovese Gianni Martini. Un viaggio nella storia recente del nostro Paese, indagando sul concetto di “nuovo” applicato alla musica e al nostro tempo.

    Partendo dal dopoguerra e dall’ondata di “musica nuova” proveniente dall’America, il rock’n roll, si passa attraverso l’esigenza di cambiamento degli anni 60/70 dettata dalle nuove generazioni, “i giovani” come identità sociale e non solo per età anagrafica. In quegli anni la musica divenne diretta espressione di quel clima, testimone del tempo, situazione che determinò la spinta verso il “nuovo”.

    Dal sonno, al sogno, sino al brusco risveglio… Un cammino che riguarda un po’ tutti noi.