Categoria: Notizie

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  • Io pretendo dignità: concorso fotografico di Amnesty International

    Io pretendo dignità: concorso fotografico di Amnesty International

    Il gruppo genovese 235 di Amnesty International ha indetto il concorso fotografico Io pretendo dignità, che ha come punto di origine il preambolo della Dichiarazione universale dei diritti umani: “Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo“.

    Il concorso è aperto a tutte le persone di qualsiasi età e nazionalità con residenza in Italia.

    Si possono inviare fino a 3 foto e il modulo scaricabile dal sito www.amnesty.it/concorsofotogenova entro il 27 ottobre 2012 all’attenzione di Gruppo 235 di Amnesty International c/o “Il Pennino”, Viale Capriolo 9r, 16144 Genova.

    La premiazione del concorso si terrà il 2 dicembre 2012 alle ore 17 presso i locali della Regione Liguria (Spazio Incontri) in Piazza De Ferrari, Genova.

    Questi i premi in palio:
    1° Premio targa + pubblicazione della foto vincitrice sul quotidiano genovese “Il Secolo XIX” e sul notiziario di Amnesty International.
    2° e 3° Premio: targa.
    Premio del pubblico: targa.

    Le foto vincitrici avranno inoltre maggiore visibilità su Flickr (locale e nazionale) sul sito nazionale di Amnesty e sui social network.

    Per informazioni: gr235@amnesty.it.

    [foto di Diego Arbore]

  • L’Università dice no agli Erzelli: le riflessioni sul futuro del progetto

    L’Università dice no agli Erzelli: le riflessioni sul futuro del progetto

    «Non bastano i finanziamenti pubblici e le cessioni del patrimonio immobiliare, servirebbero altri 42 milioni e non li abbiamo», il Rettore Giacomo Deferrari è stato chiaro durante la conferenza stampa che ha confermato il no del Cda dell’Università al trasferimento della Facoltà di Ingegneria al Parco Tecnologico degli Erzelli.

    E mentre la Facoltà torna alla ricerca di una nuova collocazione, a margine della seduta del Consiglio comunale il sindaco Marco Doria (che ha partecipato alla riunione del massimo organo di governo dell’Università di Genova insieme al presidente della Regione Burlando) ha mantenuto un certo ottimismo, ribadendo la propria convinzione sull’importanza della costruzione del Polo degli Erzelli definendo il progetto un’operazione fondamentale per la creazione della “Genova del Futuro” e ha aggiunto che in tale contesto l’Università dovrà essere presente.

    «Il documento votato dal Cda ribadisce l’importanza strategica della presenza di Ingegneria agli Erzelli, però allega anche una serie di rilevazioni sul bilancio dell’Ateneo – dice il sindaco – Allo stato attuale l’Università non dispone delle risorse necessarie per potersi trasferire a meno di non indebitarsi». Sarebbe quindi necessario un ulteriore finanziamento pubblico o un intervento di un investitore privato, ipotesi oggi quantomeno difficili da immaginare. Il sindaco tuttavia osserva che non sarebbero risorse sprecate anche perché «si consegnerebbe alla Facoltà di Ingegneria una sede moderna che arricchirebbe il valore patrimoniale dell’Università stessa».

    Dunque, nonostante l’esito negativo della riunione, Doria è convinto che il discorso non sia chiuso e afferma anzi che il suo principale obiettivo sarà quello di creare le condizioni per favorire la buona riuscita del progetto. Infine, pur riconoscendo che l’indebitamento sarebbe oggettivamente un grosso problema per l’Università e che spesso quest’ultima è stata oggetto di critiche ingenerose, Doria ha rimproverato all’Ateneo un atteggiamento non sempre attivo nella ricerca di possibili soluzioni.

    D’altronde che l’Università non fosse accanita sostenitrice del progetto lo si era intuito già da diverso tempo, lo stesso Rettore in occasione della conferenza stampa citata in apertura di articolo non lo ha nascosto: «Riconosco che si tratta di un progetto positivo, ma non sono un fanatico degli Erzelli, per me non è Lourdes… Stiamo riducendo le spese in ogni settore, abbiamo ridotto da oltre 1700 a circa 1300 il numero dei docenti. Il rischio è di avere agli Erzelli palazzi belli e nuovi, però vuoti… il che non servirebbe a nessuno».

    E se da un lato c’è la ritrosia di una parte non minoritaria della città al progetto, dall’altra c’è da registrare, allo stato attuale, l’incapacità/impossibilità delle istituzioni di mettere in campo una strategia sufficientemente valida per portare Università e privati sulle alture di Sestri.

    Ora probabilmente si potrebbe anche storcere il naso davanti ai cospicui finanziamenti pubblici concessi a Siemens ed Ericsson per il trasferimento… anche se è facile farlo adesso. Eppure, se si aggiunge lo schiaffo di neanche 15 giorni fa, quando Ericsson ha dichiarato 94 esuberi fra i dipendenti della sede genovese, più che facile diventa quasi automatico. Perché probabilmente qualche errore di valutazione nella strategia “Polo degli Erzelli” è stato commesso, visto che ancora oggi non è così chiaro quanto le due società abbiano effettivamente intenzione di puntare su Genova come sede strategica per il futuro.

    Per fortuna è ancora presto per trarre conclusioni definitive, la partita non è definitivamente chiusa. Una cosa è certa, il no dell’Università non porta entusiasmo sul futuro degli Erzelli.

     

    [foto di Andrea Vagni]

  • Io sto con i lavoratori della Centrale del Latte di Genova

    Io sto con i lavoratori della Centrale del Latte di Genova

    Poco più di un mese fa la Parmalat, proprietaria dello storico marchio “Latte Oro”, ha deciso di dismettere la Centrale del Latte di Genova.

    “Io sto con i lavoratori della Centrale del Latte di Genova” è il nome della pagina facebook che i dipendenti hanno aperto in questi giorni e sulla quale si possono trovare le foto  e i messaggi di personaggi noti e meno noti che testimoniano la loro solidarietà.

    Lo scopo dell’iniziativa è quello di creare intorno alla Centrale del Latte di Genova una rete a sostegno della lotta dei lavoratori che coinvolga il maggior numero di genovesi e di quanti hanno a cuore i prodotti di qualità e il lavoro nel nostro Paese.

    La Centrale del Latte è un’azienda con i conti in ordine e rappresenta l’unica possibilità per gli allevatori genovesi di collocare il proprio latte: tutti motivi validi per fare il possibile e l’impossibile per salvarla.

    All’appello stanno rispondendo in molti: da nomi noti della cultura, dello spettacolo e dello sport a tanta gente comune.

  • Oktoberfest 2012 a Genova: concorso per disegnare il logo

    Oktoberfest 2012 a Genova: concorso per disegnare il logo

    Hb birraDal 20 al 30 settembre 2012 in piazza della Vittoria si terrà una nuova edizione di Oktoberfest Genova, a cura della birreria HB. Per questa edizione è stato indetto il concorso per la creazione del logo ufficiale dell’evento.

    Soggetti obbligatori da contenere nella proposta sono un boccale da litro di birra, un Brezel, la scritta stilizzata HB e la didascalia “Oktoberfest Genova 20-30 Settembre 2012 in Piazza della Vittoria”.

    L’ambientazione potrà essere una tra queste:
    – Arco di Piazza della Vittoria,
    – le Caravelle di Piazza della Vittoria,
    – la Cattedrale di San Lorenzo
    – il Palazzo della Borsa di Piazza De Ferrari.

    Gli interessati potranno spedire le proposte all’indirizzo mail info@oktoberfestgenova.com entro il 5 agosto 2012 indicando nome, cognome e recapito telefonico.  Non è prevista alcuna quota di iscrizione.

    Le immagini dovranno essere in formato .jpg o .tif o .psd e di dimensioni 1200 pixel di larghezza x 1450 pixel di altezza.

    Una giuria selezionerà il primo classificato che vincerà un fusto di birra HB da trenta litri consegnato dal Console Onorario di Germania , Dott. Alberto Marsano.

  • Liguria, cannabis terapeutica: quando la disinformazione la fa da padrona

    Liguria, cannabis terapeutica: quando la disinformazione la fa da padrona

    Oggi su tutti gli organi di informazione di qualsiasi natura essi siano (carta stampata, media online, tv e quant’altro) sono usciti roboanti articoli in merito all’approvazione in Commissione Sanità della proposta di legge regionale (che peraltro giaceva dimenticata da un anno e mezzo in qualche cassetto) sulla cannabis terapeutica “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche”, presentata dai consiglieri di Sel e Fds.
    Ebbene, trattandosi di una materia assai spinosa che chiama in causa leggi nazionali e relative leggi regionali (chi vuole approfondire è invitato a leggere l’approfondimento di Era Superba), in via di approvazione in tutta Italia grazie alla spinta decisiva delle associazione di pazienti che da anni si battono per il diritto alla cura con la cannabis, la confusione regna sovrana. A questo punto è necessario fare un po’ di chiarezza perché non è possibile giocare irresponsabilmente sulla pelle dei malati.

    Innanzitutto la proposta di legge è stata approvata all’unanimità in III Commissione ma dovrà essere discussa, nel mese di agosto (salvo probabili slittamenti perché sappiamo bene quanto i nostri politici tengano alle ferie,ndr), in Consiglio regionale. Inoltre ieri, contestualmente alla proposta di legge, è stato approvato anche un relativo emendamento che, secondo i consiglieri, migliora l’impianto complessivo della legge.
    Premesso che finché non sarà possibile leggere integralmente l’emendamento è difficile farsi un’idea sufficientemente chiara delle presunte novità introdotte, alcune incongruenze saltano immediatamente agli occhi.
    «La proposta di legge prevede di inserire i farmaci a base di cannabonidi all’interno del servizio regionale sanitario e renderli così, accessibili economicamente a tutti i pazienti che ne necessitano», scrive Sel in un comunicato stampa diffuso ieri. «Con questa legge si daranno importanti risposte sia dal punto di vista della salute dei malati perché la cura è all’avanguardia, sia dal punto di vista economico perché riduciamo le spese ai pazienti», aggiunge il consigliere di Sel, Matteo Rossi.
    «L’emendamento migliorativo prevede che i farmaci a base di cannabis possano essere prescritti da medici di medicina generale previa prescrizione di specialisti in oncologia, anestesia, rianimazione, neurologia e medici in attività di centri e servizi di cure palliative, restando a carico delle servizio sanitario regionale», spiega il comunicato.

    Titoloni di giornale annunciano che da oggi la cannabis terapeutica potrà essere prescritta anche dai medici di base, ma in realtà già da alcuni anni esiste questa opportunità, tra l’altro senza dover passare preliminarmente dalla prescrizione di uno specialista. Il problema semmai è trovare medici disponibili a prescrivere medicinali derivati dalla cannabis perché tutto dipende dall’esclusiva valutazione discrezionale del professionista in questione ed inoltre lo stesso Ordine dei medici non incentiva questa pratica.
    Attualmente simili prodotti non sono disponibili nelle farmacie del nostro Paese ed i medici che ritengono di dover sottoporre i propri pazienti a terapia farmacologica con derivati della cannabis devono richiederne l’importazione dall’estero all’Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della Salute. La normativa nazionale di riferimento è il Decreto Ministeriale dell’11 febbraio 1997, relativo all‘importazione di farmaci esteri direttamente dal produttore da parte delle Farmacie del servizio sanitario pubblico, per utilizzo in ambito ospedaliero ed extra-ospedaliero.
    Inoltre dal 2007 si è aperta anche una seconda opportunità per i pazienti. I medicinali a base di cannabinoidi possono infatti essere commercializzati come preparazioni galeniche magistrali. Qualunque medico può prescrivere su semplice ricetta bianca non ripetibile tali preparazioni e qualsiasi farmacia – dotata di un laboratorio galenico – può richiederli ad una ditta di Milano, la Solmag-Artha, che nel 2009 ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione per importare i derivati naturali, ovvero le cosiddette infiorescenze femminili, dall’Olanda.
    Oggi i farmaci a base di cannabis sono a carico del paziente se prescritti dal medico di base, a carico del servizio sanitario se prescritti in ambito ospedaliero, non solo ospedalizzati ma anche pazienti soggetti a day-hospital, ad un percorso ambulatoriale o in regime di assistenza domiciliare integrata.
    «Se la presunta novità consiste nella possibilità, dopo aver ottenuto la prescrizione di uno specialista, di poter continuare la terapia ottenendo i farmaci gratuitamente su prescrizione del medico di base, questo sarebbe un fatto positivo spiega Alessandra Viazzi, presidente dell’associazione Pazienti Impazienti Cannabis – al contrario, se l’accesso gratuito ai derivati della cannabis è consentito esclusivamente grazie alla prescrizione di un medico specialista, si tratta di un passo indietro. Inoltre l’aver limitato le specialità (oncologia, anestesia, rianimazione, neurologia e medici in attività in centri e servizi di cure palliative) è un errore perché in questo modo si limita l’accesso alla cura ad una moltitudine di malati».
    Il presidente della commissione Sanità, Stefano Quaini, prova a spiegare meglio le novità introdotte «Facendo riferimento alla legge n.38/2010, che disciplina le cure palliative e la cura del dolore in Italia, ho proposto alcuni emendamenti che sono stati recepiti e che danno la possibilità di prescrizione ai medici specialisti di anestesia e rianimazione, oncologia e neurologia, oltre ai medici operanti nei centri e servizi di cure palliative, tenendo fermo il principio secondo cui l’approvvigionamento del farmaco in questione debba effettuarsi presso lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, mentre ad oggi l’unica possibilità era quella di fare riferimento a livello sovranazionale».
    L’associazione Pazienti Impazienti Cannabis contesta con forza queste affermazioni «Il riferimento alla legge n. 38/2010 è negativo perché così passa un messaggio errato – spiega Viazzi – viene messa in evidenza l’utilità di questi farmaci esclusivamente per quanto concerne le cure palliative del dolore, ad esempio nei casi di malati di Aids o per malati sottoposto a cicli di chemioterapia. Ma questa è solo una delle indicazioni e non certamente la principale, come abbiamo sottolineato più volte. In questa maniera vengono esclusi numerosi pazienti affetti da patologie che nulla hanno a che vedere con le cure palliative. Inoltre lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze è solo l’ultimo tassello di un processo che prevede, prima l’indicazione di un ente produttore di cannabis a fini terapeutici e successivamente, tramite un bando della regione, l’individuazione di una struttura dove realizzare la preparazione dei farmaci. Oggi, infatti, è possibile rivolgersi alle farmacie dotate di un laboratorio galenico che però sono costrette ad importare il prodotto dall’Olanda, con i conseguenti notevoli costi per i pazienti».

    Ma l’aspetto più grave rimane l’aver escluso le associazioni dei pazienti – la cui esperienza è stata fondamentale nella fase di preparazione della proposta di legge – dalle recenti audizioni della Commissione Sanità, nonostante i consiglieri sbandierino ai quattro venti il loro coinvolgimento «E’ stato condotto un ciclo di audizioni esaustivo e molto utile che ha dato la possibilità ai commissari di essere edotti al meglio sulla materia, peraltro molto complessa e non priva di tecnicismi – afferma Quaini – La Liguria sarebbe la seconda regione italiana, dopo la Toscana, a dotarsi di una legge ad hoc su un tema così spinoso e spesso trattato in maniera superficiale e pregiudiziale, mentre i consiglieri della nostra Regione hanno dimostrato una notevole maturità e l’interesse fattivo nel voler offrire risposte concrete a malati sofferenti di patologie croniche molto insidiose».
    «Noi non siamo stati ascoltati dalla Commissione – conferma il presidente di Pazienti Impazienti Cannabis – Per quanto ne sappiamo i  consiglieri regionali hanno incontrato in audizione l’associazione Gigi Ghirotti, presieduta dal professor Franco Henriquet ed il primario di medicina d’urgenza del San Martino. Eppure senza il nostro contributo la proposta di legge non sarebbe mai stata realizzata».

    Pazienti Impazienti Cannabis, Associazione Luca Coscioni e Associazione per la Cannabis Terapeutica, infatti, erano stati convocati per l’11 giugno, poi l’incontro è stato rinviato al 18 giugno. «In vista di questo importante appuntamento abbiamo coinvolto anche la Società Italiana Farmacisti Preparatori, i rappresentanti della Solmag-Artha che si occupa dell’importazione dei derivati naturali dell’Olanda ed il medico che ormai da molti anni segue 4 pazienti genovesi e conosce molto bene le attuali procedure – conclude Viazzi – sarebbe stato utile ascoltare le nostre istanze invece l’audizione è slittata nuovamente, questa volta al 25 giugno. Noi abbiamo comunicato che quel giorno non saremmo riusciti ad essere presenti, causa altri impegni, ma nonostante le nostre richieste di fissare un nuovo appuntamento, non siamo più stati convocati. Con grande sorpresa ieri sera sono venuta a conoscenza dell’approvazione della proposta di legge. Prima di dare un giudizio definitivo sulla legge vogliamo studiarla approfonditamente con i relativi emendamenti».
    Certamente l’aver diffuso entusiastici comunicati stampa sull’approvazione di una proposta di legge che ancora deve essere discussa dal consiglio regionale e, senza ombra di dubbio, necessita di opportuni aggiustamenti, resta una leggerezza incomprensibile su una materia assai delicata che chiama in causa il diritto alla cura di migliaia di malati.

     

    Matteo Quadrone

  • Quarto: aderisci al coordinamento in difesa dell’area dell’ex manicomio

    Quarto: aderisci al coordinamento in difesa dell’area dell’ex manicomio

    Da giugno si è costituito il “Coordinamento per Quarto” al quale hanno già aderito molte persone e associazioni. Chi vuole sottoscrivere il documento e schierarsi in difesa dell’area dell’ex manicomio di Genova Quarto può farlo inviando una mail a Dorina Monaco al seguente indirizzo: dorina50@hotmail.it

    Di seguito riportiamo il testo integrale del “Coordinamento per Quarto”:

    L’ex manicomio di Quarto è stato costruito nel 1894 sul luogo in cui sorgeva Villa Isola, di proprietà della Famiglia Spinola, e andava a sostituire il precedente ospedale per infermi di mente. Dopo la chiusura è stato destinato ad altri usi, fra cui uffici ed ambulatori della locale ASL.
    Un luogo storico, ricco di memoria, ma ricco di grandi potenzialità, teatro di rivoluzioni nel campo della Salute Mentale, che ancora oggi ospita 80 pazienti e diversi presidi socio-sanitari, inoltre accoglie una importante Biblioteca per la Salute Mentale, l’Istituto Museo delle Forme Inconsapevoli, il Centro Basaglia, il Centro Diurno Il Girasole, il Centro Diurno Disabili, la Scuola Elementare e Media Barrili, il Centro per l’Alzheimer, il Centro per i Disturbi alimentari e tante altre attività. Dal punto di vista architettonico-urbanistico è preziosa isola verde con enormi spazi ancora da utilizzare.
    Guardiamo questi palazzi sognando quello che potrebbero accogliere, un luogo dove portare la bellezza, unica vera cura possibile contro la sofferenza che ormai appartiene a noi tutti. Le potenzialità di questo posto sono enormi. Facciamolo rinascere! Potrebbe diventare una cittadella per la salute, la socialità, il lavoro, per l’arte e la cultura, essere luogo di ricerca, punto d’incontro e condivisione di realtà differenti che ora più che mai hanno bisogno di lavorare vicine e di avere un loro luogo per crescere.

    Sull’intero complesso incombe, invece, la vendita con la conseguente dismissione di tutte le attività, compreso l’allontanamento imposto alle ottanta persone che vivono ormai lì anche da più di trent’anni. Con tutta probabilità è prevista l’edificazione di residenze private o l’ennesimo centro commerciale. Spazi rivolti all’interesse remunerativo del singolo, non-luoghi che aumentano l’alienazione e la compulsione della collettività.
    Al contrario è importante che i pazienti continuino a vivere dove hanno ormai radicato i loro riferimenti; alcuni vivono a Quarto da più di trent’anni e spostarli attraverso una gara o un atto amministrativo vuole dire tradire queste persone nei loro diritti e rimettere in crisi la loro salute; diamo valore alla prospettiva riabilitativa della salute mentale, nella dimensione del bene comune, nella dimensione del servizio pubblico; la Biblioteca Psichiatrica e L’Istituto delle Forme Inconsapevoli con il Mueseoattivo, devono rimanere dove sono, a testimoniare e a rinnovare la memoria, il lavoro e la cultura relativa alla storia che ha permesso di trasformare la “collina dei matti”.

    La cessione del patrimonio pubblico dell’ex OP di Quarto cancellerebbe la memoria di questi luoghi. Per questo vorremmo conoscere le ragioni che rendono tale ipotesi economicamente vantaggiosa per la collettività. C’è bisogno di andare oltre alla sola prospettiva economica, dobbiamo imparare a progettare i beni comuni attraverso la loro complessità, attraverso la ricchezza che tale complessità comporta.

    Per questo proponiamo di guardare oltre le mura dell’OP di Quarto, alle altre proprietà pubbliche contenitori di servizi alla persona. E’ possibile immaginare il trasferimento all’interno del complesso di Quarto dei diversi presidi socio-sanitari, oggi collocati sul territorio del Levante, in contesti difficilmente accessibili? Pensiamo ad esempio a Via Bainsizza e a via Torricelli, che liberandosi potrebbero essere messe facilmente sul mercato. In questo modo Quarto potrebbe diventare un modello di gestione efficace delle risorse, e nel contempo sarebbero salvaguardate le effettive necessità di bilancio da destinare alla salute di tutti i Cittadini.
    Difendiamo questa realtà, punto di riferimento per il territorio del Levante e per l’intera città.

     

    Foto di Daniele Orlandi

  • Count Basie Jazz, musica e concerti anche nel periodo estivo

    Count Basie Jazz, musica e concerti anche nel periodo estivo

    Count Basie JazzLa programmazione musicale del Count Basie jazz non si ferma nemmeno d’estate: durante il mese di luglio infatti il locale propone serate musicali jazz e blues.

    Il giovedì come di consueto c’è la jam session jazz, una serata di improvvisazione musicale per rivivere le atmosfere anni 40 dei club di New York.

    Venerdì 27  appuntamento con la jam session blues mentre sabato 28 luglio appuntamento con il concerto di Giampaolo Passano.

    Tutti i concerti iniziano alle ore 21.30 e sono a ingresso libero con tessera arci

     

  • Musei fuori orario: eventi e percorsi alla scoperta dei Musei di Strada Nuova

    Musei fuori orario: eventi e percorsi alla scoperta dei Musei di Strada Nuova

    Via Garibaldi opening collettivo, le luci sui palazziIn questa estate 2012 ormai entrata nel vivo, alcuni musei genovesi hanno annunciato l’apertura straordinaria il venerdì sino alle 23. L’iniziativa si chiama “Musei fuori orario” e coinvolge i musei di Strada Nuova di via Garibaldi, la Galleria d’Arte Moderna di Nervi e il Castello D’Albertis.

    Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e il piano nobile di Palazzo Tursi sono aperti al pubblico fino al 19 ottobre con biglietto ridotto a 6 euro. Da martedì a giovedì dalle 9 alle 19, il venerdì dalle 9 alle 23, il sabato e domenica dalle 10 alle 19 (lunedì chiuso). Per l’occasione,  il venerdì sera sono organizzati eventi e percorsi tematici per scoprire le opere, le storie, il passato dei musei e della città. Il costo del biglietto (evento/percorso + ingresso al museo è di 13 euro – gratuito per bambini inferiori ai 10 anni). Ecco gli appuntamenti in via Garibaldi (ore 21, davanti al Bookshop):

    Gossip d’autore tra tele e pennelli (3 e 31 agosto, 28 settembre): un viaggio attraverso la vita di grandi pittori, fra misteriose iconografie e irriverenti pettegolezzi dell’epoca.

    – Vizi privati, pubbliche virtù (10 agosto e 7 settembre): un percorso guidato, in cui si svelano gli aspetti impensati e curiosi dei nobili che abitavano i palazzi… attraverso i quadri e gli arredi si rivive la quotidianità di quello che fu chiamato il secolo d’oro dei Genovesi.

    – Voci dal passato (17 agosto e 14 settembre): la storia della città ricostruita attraverso le voci di chi vi ha vissuto, dogi e streghe ci parlano attraverso i secoli, facendoci ridere, commuovere e sognare. Un itinerario che parte dai palazzi e prosegue nelle strade della città vecchia, per trovare altre storie, altri protagonisti, noti o dimenticati.

    Serenata genovese (27 luglio, 24 agosto e 21 settembre): dal violino di Paganini alla chitarra di De Andrè, la città viene raccontata attraverso storie e luoghi seguendo il filo conduttore della musica.

    Ecco l’orario estivo degli altri musei che aderiscono all’iniziativa:

    GAM di Nervi: mart 12-19; merc, giov, ven e dom 10-19; sab 10-21; lunedì chiuso
    Castello D’Albertis: mart, merc e ven 10-18; giov 13-22; sab e dom 10-19; lunedì chiuso

  • Lucrezia: concorso per band nel locale del centro storico

    Lucrezia: concorso per band nel locale del centro storico

    Concerto musica liveIl Lucrezia, locale del centro storico di Genova in vico dei Caprettari, ha indetto un contest per gruppi musicali under 33.

    In palio la registrazione di un concerto live per i primi due classificati e un ulteriore premio di 300 € per il primo classificato.

    Le iscrizioni si chiuderanno sabato 15 settembre 2012: per iscriversi è necessario mandare una mail all’indirizzo contestlucrezia@gmail.com specificando i seguenti dati:
    – nome della band;
    – nome, cognome ed età di tutti i componenti
    – almeno 2 numeri di telefono di referenti.

    A seguire ogni gruppo si esibirà in varie fasi eliminatorie, che si terranno il sabato pomeriggio fra settembre e novembre (le date precise verranno stabilite in base al numero effettivo di band iscritte). Ogni gruppo dovrà presentare fra 3 e 5 canzoni, proprie o cover, di qualunque genere musicale.

    Ogni eliminatoria si basa sul voto del pubblico presente: le prime due band classificate per numero di voti di ogni fase passeranno alla successiva.

  • Beer’Art’Rock Festival, quattro serate di musica a Rapallo

    Beer’Art’Rock Festival, quattro serate di musica a Rapallo

    BatteriaL’Associazione Culturale Nero Events organizza nelle giornate del 24 e 31 luglio, 7 e 12 agosto presso il Parco Canessa, a Rapallo (in corso Assereto, nel cuore del centro cittadino) Beer’Art’Rock: un festival che ospita le all’esibizioni di gruppi rock emergenti e tribute band, stand dedicati al panorama artistico, ma anche a quello della produzione artigianale e del mondo associazionistico e sportivo.

    Il programma delle esibizioni prevede:

    Martedì 24 luglio: Kill Your Idols (Guns N’ Roses Tribute), The Blizzard (Black Sabbath tribute), Dirty Olil Filter (cover rock anni ’70).
    Martedì 31 luglio: Riders on the Storm (The Doors tribute), Love Speakers (hard rock), Gypsy Heart (cover rock anni ’70).
    Domenica 7 agosto: The Marciellos (Skatalites tribute).
    Domenica 12 agosto: M.A.O.! (cover band anni ’80), Ultimo ricordo (rock), S Ilaspearls (rock).

    Per chiunque fosse interessato ad esporre le sue opere (da dipinti a fotografie) o manufatti artigianali, oppure a far conoscere l’attività della propria associazione, la Nero Events mette a disposizione gratuitamente gli spazi all’interno del parco.

    L’evento verrà trasmesso da Radio Mantra Sound, webradio di La Spezia.

  • Val Polcevera: il Municipio si schiera contro i tagli ai servizi sanitari

    Val Polcevera: il Municipio si schiera contro i tagli ai servizi sanitari

    Tre mozioni che ribadiscono alcuni punti fermi per il Municipio Val Polcevera sono state discusse ed approvate all’unanimità nella seduta del 18 luglio scorso. Parliamo di tre iniziative consiliari su temi attuali e particolarmente sentiti nella delegazione: in primis la situazione della sanità, poi il proliferare di sale giochi/scommesse ed infine la difesa della storica Centrale del Latte di Fegino.
    La mozione più significativa è quella relativa alle strutture sanitarie della vallata che, prendendo spunto dalla recente chiusura, per il periodo estivo, del punto Cup di via Canepari a Certosa, evidenzia efficacemente le carenze generate da una gestione deficitaria del comparto sanitario a livello locale.

    «Premesso che sono ritenuti due punti irrinunciabili la prossima realizzazione del famoso ospedale di Ponente a Villa Bombrini e della Casa della Salute a Teglia nell’area ex Miralanza, prima che queste opere siano effettivamente presenti e funzionanti, occorre continuare a mantenere i presidi attualmente esistenti sul territorio – sottolinea il presidente del Municipio Val Polcevera, Iole Murruni – Sappiamo di trovarci nel quadro di pesanti quanto inevitabili tagli al comparto sanitario ma riteniamo che negli anni scorsi la vallata abbia già subito notevoli ridimensionamenti per quanto riguarda i servizi sanitari».
    Il punto Cup di Certosa è stato chiuso senza preavviso a partire dalla prima metà di giugno, spostando i servizi di prenotazione presso l’ex Ospedale Celesia di Rivarolo e lasciando così scoperta una zona alquanto popolosa. «Siamo riusciti ad impostare una trattativa con la Asl 3 e l’azienda ha dichiarato la propria disponibilità a tenere aperto il Cup di via Canepari per una volta a settimana, il mercoledì mattina – sottolinea Murruni – Decisione che apprezziamo ma che risulta comunque insufficiente a coprire le esigenze della popolazione. Inoltre abbiamo preso contatti con le farmacie di quartiere: una di queste ha mostrato il suo interessamento e a partire da settembre garantirà il servizio di prenotazione».
    I locali di via Canepari non sono di proprietà dell’Asl 3 che è costretta a pagare un ingente affitto e nei mesi scorsi, proprio a causa del costo eccessivo a carico dell’azienda, è stata paventata la possibilità di una chiusura definitiva del punto Cup. Per scongiurare questo rischio il Municipio Val Polcevera intende collaborare attivamente nell’individuazione di spazi idonei alternativi, al fine di mantenere l’erogazione del servizio sul territorio.
    Gli ambulatori di via Canepari – secondo il consiglio municipale – dovranno continuare a coesistere con la piastra attualmente presente presso l’ex ospedale Celesia vista l’entità numerica della popolazione presente sull’intero territorio di Rivarolo. Ma purtroppo l’orientamento dell’azienda sembra essere un altro. Il 3 luglio scorso si è svolto un incontro con l’assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo e la dirigenza dell’Asl 3 alla presenza della giunta municipale della Val Polcevera ma anche dei sindaci dei comuni limitrofi (Sant’Olcese, Ceranesi, Serra Riccò, Mignanego, Campomorone). In questa sede è stato comunicato che all’interno dell’ex ospedale Celesia (sottoposto in questi mesi ad importanti lavori di riqualificazione per la trasformazione del padiglione a valle in residenzialità, ndr) verranno trasferiti servizi non alla persona e non verranno ulteriormente integrati i servizi ambulatoriali a fronte della chiusura del Cup di Certosa; gli ambulatori di via Canepari verranno trasferiti presso la palazzina della salute di via Bonghi a Bolzaneto; la radiologia del Celesia, sottoutilizzata a causa della carenza di domanda dell’utenza, verrà dismessa e trasferita, insieme al personale medico e tecnico, presso l’ospedale Gallino di Pontedecimo per potenziarne i turni offrendo un servizio più ampio nell’arco delle 12 ore.
    «Le scelte finora adottate non tengono conto della particolarità territoriale della Val Polcevera – ribadisce la mozione – e rendono deficitari i servizi ambulatoriali e Cup nella zona di Rivarolo».
    Infine, per quanto riguarda l’ospedale Gallino di Pontedecimo «Siamo preoccupati perchè, considerando il taglio dei posti letti deciso dalla spending review del Governo Monti, questo potrebbe essere il primo presidio ad essere colpito – spiega Iole Murruni – L’assessore Montaldo si è impegnato a conservare la struttura di Pontedecimo. Noi monitoreremo la situazione affinché l’ospedale lavori al 100%».
    «L’orientamento è specializzare il Gallino su interventi di media bassa intensità – continua Murruni – però vogliamo che siano garantite tutte le specialità in modo tale che l’ospedale funzioni a pieno regime». Data la nuove vocazione «Il primo soccorso dovrà essere strategico nello sgravio della mole di accessi al pronto soccorso del Villa Scassi – si legge nella mozione – sia nelle operazioni preliminari di triage e diagnosi, sia nella cura, accompagnata da prestazioni ortopediche e chirurgiche di bassa complessità che, se organizzzate a dovere, l’ospedale può certamente svolgere efficacemente. In generale il Gallino dovrà essere un polo dove si svolgono attività multidisciplinari e dove tuttte le sale operatorie sono utilizzate pienamente per fornire un servizio efficace e di qualità».
    In conclusione «Secondo noi è necessaria un’attenta pianificazione del sistema saniario locale e delle risorse disponibili con il pieno coinvolgimento di tutte le istituzioni della Val Polcevera (municipio e comuni limitrofi) e della Valle Scrivia», conclude Murruni. Il documento impegna il Presidente e la Giunta affinché «Nel municipio di competenza e più in generale nella zona che accoglie il bacino di utenza, si vigili per far sì che il livello assistenziale numerico e qualitativo non sia solo mantenuto ma ottimizzato e ampliato per quello che le strutture attuali forniscono».

    Il secondo documento punta il dito contro l’eccessiva presenza di sale giochi/scommesse sul territorio cittadino. Secondo l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), a Genova, dal 2011 sono presenti oltre 2000 esercizi con new slot e 56 sale con video lottery.
    La mozione ricorda che «Il Municipio Val Polcevera è stato tra i primi ad attivarsi per contrastare il dilagare del fenomeno delle sale da gioco e della ludopatia organizzando un’assemblea pubblica sul tema alla presenza della sindaco Marta Vincenzi, ascoltando i consigli e i pareri della cittadinanza, oltre ai funzionari della Questura e del Comune incaricati del monitoraggio del fenomeno, denunciandone gli effetti dannosi diretti e indiretti e attivandosi quale portavoce delle esigenze e delle volontà del territorio della Val Polcevera in data 8 Marzo 2012 presso la Presidenza della Repubblica, la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Liguria». Inoltre sul territorio «Si sono attivate numerose iniziative di carattere popolare sotto forma di raccolta di firme che nell’ultimo periodo sono state fatte per denunciare la volontà dei cittadini di contrastare il sorgere ed il produrre di tali attività».
    Le istituzioni locali – per quanto possibile considerando le proprie competenze – hanno provato a fornire risposte su questo fronte: la delibera n° 00013/2012, approvata dal Consiglio comunale di Genova, istituisce e disciplina la Consulta permanente sul gioco con premi in denaro e pone in evidenza le linee di indirizzo per la prevenzione della ludopatia. Mentre la Legge Regionale n° 17 del 30 Aprile 2012 pone limiti all’esercizio delle attività delle sale da gioco, vieta la pubblicizzazione delle vincite, la pubblicizzazione dell’apertura o dell’esercizio di sale da gioco, e istituisce sanzioni amministrative per i trasgressori di quanto sancito negli articoli 1 e 2 della detta legge.
    La mozione approvata all’unanimità impegna Presidente e Giunta «A farsi portavoce presso il Comune di Genova affinché venga attivata la Consulta Permanente sui Giochi con premi in denaro, così come stabilisce la deliberazione consigliare del 28 Febbraio 2012; a farsi portavoce presso il Comune di Genova affinché, in detta Consulta, sia presente di diritto un delegato per ogni Consiglio Municipale di Genova; a continuare l’azione di sostegno del Municipio alla Fondazione Antiusura, alla Caritas, all’ARCI, alle ACLI, a Libera, e a tutte le associazioni che similmente si occupino di contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo, della ludopatia, e dell’usura; a sostenere ogni iniziativa lecita, quali ad esempio raccolte firme per petizioni o iniziative di legge, volta a modificare la legislazione nazionale in modo da contrastare il fenomeno in oggetto, sia in riferimento ai pericolosi effetti della ludopatia sia, soprattutto, in merito alla possibilità di limitare o impedire l’apertura di nuove sale gioco e di scommessa; a sollecitare gli enti preposti per una completa e piena applicazione della legge Regionale 17 del 30 Aprile 2012».
    Infine un focus particolare è posto sulla nuova attività, aperta da pochi mesi a meno di dieci metri in linea d’aria dal complesso scolastico di piazza Pallavicini a Rivarolo, per cui occorre «Verificare con gli enti preposti l’iter procedurale e giudiziario della diffida in essere a carico della sala slot di Via Vezzani 1».

    La mozione sulla Centrale del Latte di Fegino, invece, ribadisce la difesa di un sito produttivo attivo da 75 anni, oggi a rischio chiusura a causa delle scelte della proprietà. «Il Municipio si oppone con decisione alla scelta preannunciata da Parmalat-Lactalis di voler chiudere la Centrale del Latte, esprimendo forte solidarietà verso tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici di questa storica azienda polceverasca – sottolinea il documento approvato all’unanimità – il pericolo maggiore è quello di perdere dei posti di lavoro sia in maniera diretta con i dipendenti (75 lavoratori) sia di tutto l’indotto (circa 200 operatori tra allevatori, trasportatori e cooperative dell’alta Valpolcevera)».
    L’azienda ha comunicato che manterrà un magazzino di smistamento nel Mercato Ortofrutticolo di Genova-Bolzaneto, ma come precisa la mozione «Non si hanno alcune garanzie circa il numero degli occupati in questa nuova attività e sul tipo di contratto che sarà stipulato».
    Il piano industriale presentato attualmente da Lactalis «Si configura come un piano di dismissioni, rappresentando l’ennesimo schiaffo delle grandi multinazionali alle produzioni locali, anche se valide ed efficienti, oltre che una presa in giro per i consumatori genovesi che continueranno ad acquistare Latte Oro pensando che sia prodotto e provenga da Genova ed invece non sarà più così».
    Secondo il Municipio Val Polcevera «Il rilancio e lo sviluppo della Centrale del Latte di Genova potrebbe essere al centro di un polo agroalimentare ligure (eventualmente in un nuovo sito produttivo) a salvaguardia degli attuali livelli occupazionali».
    Il documento impegna il Presidente e la Giunta ad «Attivarsi presso il Comune di Genova e la Regione Liguria per la difesa delle prospettive produttive e dei livelli occupazionali della Centrale del Latte di Genova e del suo indotto, mettendo a disposizione le strutture del Municipio per facilitare incontri tra le parti; a verificare le ricadute della cessata produzione della Centrale di Fegino sulla lavorazione e confezionamento di prodotti caseari utilizzati anche per prodotti con marchio IGP (tipo “focaccia di Recco”); a verificare la compatibilità e le criticità che un magazzino di distribuzione di latticini può creare all’interno della struttura del Mercato Ortofrutticolo di Bolzaneto».

     

    Matteo Quadrone

  • Teatro Hop Altrove: incontro pubblico sul futuro della struttura

    Teatro Hop Altrove: incontro pubblico sul futuro della struttura

    Teatro Hop AltroveMercoledì 25 luglio alle 18 si terrà un incontro aperto al pubblico e destinato a comprendere le sorti future del piccolo teatro della Maddalena, sede di spettacoli e concerti e una delle più preziose risorse culturali del centro storico.

    Nel corso dell’evento L‘Hop Altrove, una risorsa per la Maddalena e per la Città interverranno:
    Carla Sibilla, Assessore alla Cultura del Comune di Genova
    Elena Fiorini, Assessore alla Legalità e Diritti del Comune di Genova
    Simone Leoncini, Presidente Municipio I – Centro Est
    Maria Carla Italia, Assessore alla Cultura Municipio I – Centro Est

  • Danzainporto: spettacoli di danza all’Arena del Mare

    Danzainporto: spettacoli di danza all’Arena del Mare

    Ariston Proballet Anche quest’estate torna all’Arena del Mare del Porto Antico di Genova un evento per gli amanti della danza: il teatro Garage organizza infatti la seconda edizione di Danzainporto, iniziativa nata con l’intento di riportare a Genova la danza di qualità ospitando compagnie di grande rilievo internazionale.

    In programma due appuntamenti interessanti: venerdì 27 luglio è in scena la Compagnia Ariston Proballet, che vanta diversi riconoscimenti internazionali e che porta in scena lo spettacolo “Opera Ballett Rock” ovvero la danza tra classicità ed espressioni moderne su musiche dei Pink Floyd, Deep Purple e altri gruppi rock degli scorsi decenni.

    La sera dopo, sabato 28 luglio si cambia genere insieme alla Daraa Dance company Senegal con “Ritmi e danze dal Senegal”, un susseguirsi pirotecnico di musica e danza e di interventi vocali che rimandano ai Griots, ossia i Cantastorie dell’Africa Nord Occidentale che custodiscono e trasmettono oralmente la ricca tradizione musicale e letteraria di cui sono detentori
    Le musiche sono eseguite quasi esclusivamente con strumenti tipici come le percussioni e l’arpa a 22 corde.

    Inizio spettacoli ore 21.30

    Ingresso 16 euro intero, 13 ridotto

  • Quarto, ex manicomio: il Municipio Levante chiede garanzie sul futuro dell’area

    Quarto, ex manicomio: il Municipio Levante chiede garanzie sul futuro dell’area

    Manicomio di QuartoMercoledì 19 luglio il consiglio del Municipio Levante ha approvato all’unanimità un documento, contenente alcune integrazioni proposte dai consiglieri di minoranza, in cui si chiedono garanzie sul futuro dei servizi e delle aree dell’ex ospedale psichiatrico di Quartoun complesso che la Regione Liguria ha messo in vendita, insieme ad altri cespiti immobiliari, per coprire il profondo rosso della sanità ligure  – nonché l’attivazione di un tavolo di confronto che veda la partecipazione del Distretto Socio-Sanitario, di Asl 3, Regione, Provincia, Comune, Municipio, Arte e del Coordinamento di Quarto.

    «Si tratta di un’iniziativa importante che tutti i gruppi all’opposizione hanno voluto fortemente sostenere – spiega Walter Vassallo, presidente della I Commissione, competente in materia di pari opportunità – Un esempio tangibile, dove il buon senso è stato trasversale a qualsiasi posizione individualistica. Siamo tutti in perfetta sintonia con il testo, approvato all’unanimità dal consiglio, che include le integrazioni portate avanti da tutti i gruppi della minoranza. Alcune di queste integrazioni sono frutto delle osservazioni fornite dall’Associazione famiglie pazienti psichiatrici Alfapp, che ringrazio, e hanno l’obiettivo di scongiurare scenari di emarginazione per i pazienti e garantire che non si presentino casi di disorientamento per paventati trasferimenti verso altre strutture».

    Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che da mesi si sta occupando della questione riguardante la cessione degli immobili dell’Asl 3, ha assistito ai lavori del consiglio municipale e sostiene la richiesta del Municipio Levante «Ritengo molto significativa la presa di posizione unitaria del Municipio: si chiede a Regione, Arte (agenzia regionale territoriale per l’edilizia, oggi proprietaria degli immobili compresi nell’ultima cartolarizzazione del 2011, ndr) e ad Asl di discutere insieme il futuro delle aree di Quarto, dei pazienti e dell’offerta sanitaria nel Levante cittadino. Mi auguro che questa richiesta, assolutamente ragionevole, venga accolta al più presto. C’è poco tempo per risolvere un grande pasticcio, ma il quartiere e i pazienti hanno diritto di dire la loro su un’operazione che porterà molti milioni di euro nelle casse pubbliche».

    La mozione del consiglio municipale sottolinea quanto sia necessario – considerando che il Levante  è stato progressivamente depauperato di servizi sanitari – disporre di una piastra socio-sanitaria a conforto dei residenti. Inoltre il mantenimento o il cambio di destinazione d’uso delle aree già vendute a Valcomp due e delle aree recentemente vendute ad Arte, potrebbero costituire un fattore determinante per la salvaguardia dell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico – un patrimonio del Levante genovese e di tutta la città – nelle sue valenze architettoniche, storiche, sociali, sanitarie, ambientali.

    Regione e Comune, infatti, dovranno concordare il cambio di destinazione d’uso per le aree dell’ex manicomio di Quarto, in modo tale da consentire ad Arte la valorizzazione degli immobili acquisiti. «Non vorrei che questo momento arrivasse proprio nel periodo estivo, quando l’attenzione di tutti è più scarsa – sottolinea Pellerano – Il Comune avrà un breve margine temporale per poter presentare la sua proposta di cambio di destinazione d’uso. Nel qual caso non si esprimesse la Regione può sostituirlo. Secondo me è opportuno, prima di fare qualsiasi scelta, prendersi il tempo necessario per ragionare. E confrontarsi con le esigenze del quartiere».

    I principali obiettivi da raggiungere in sede di tavolo di confronto sono: la sospensione dei trasferimenti dei pazienti, un accordo per continuare a garantire i servizi sanitari alla struttura del Levante genovese cercando di costituire una Casa della salute ed il mantenimento, almeno parziale, della funzione pubblica delle aree di Quarto.

     

    Matteo Quadrone
    [foto e video di Daniele Orlandi]

  • Veryschool, il progetto europeo per la gestione dell’energia nelle scuole

    Veryschool, il progetto europeo per la gestione dell’energia nelle scuole

    Energia del SoleVeryschool è una delle vie percorribili per il miglioramento della scuola. Che è, prima di tutto, un edificio. Veryschool è il progetto europeo che ha lo scopo ambizioso e nobile di realizzare un sistema di gestione efficiente dell’energia all’interno degli edifici scolastici. Tale progetto rientra nell’ambito del Programma per la Competitività e l’Innovazione che s’inscrive a sua volta nel processo più ampio di Smart City. E’ coordinato dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena e prevede il coinvolgimento di dodici partner in rappresentanza di otto paesi dell’Unione Europea.

    Genova è riuscita ad aggiudicarsi il finanziamento per il Veryschool e ospiterà uno dei quattro esperimenti pilota nei locali dell’Asilo Nido Nuvola, appartenente al Complesso Scolastico di Via Calamandrei a Voltri. L’intervento vedrà la luce il prossimo autunno.

    Le altre sperimentazioni saranno attuate nella città italiana di Lesa (NO), nella città di Plovdiv in Bulgaria, e a Lisbona. Questa fase pilota servirà a verificare l’efficacia del c.d. Energy Action Navigator, la piattaforma articolata che integra luci LED, simulazioni di energia e software di gestione dell’energia. Parafrasando, si tratta di uno strumento informatico che gestisce e controlla gli impianti di climatizzazione e illuminazione e la gestione energetica secondo lo standard internazionale ISO 50001. L’aspetto innovativo consiste nella capacità di suggerire azioni mirate per migliorare l’efficienza energetica di breve, medio e lungo periodo e di guidare gli utenti nella selezione dei prodotti ICT disponibili sul mercato e sui relativi costi.

    Il vantaggio è duplice: in primo luogo il risparmio energetico per gli edifici scolastici, che è previsto nell’ordine del 33% per quanto riguarda la termica e il 20% per quanto riguarda l’elettrica. In secondo luogo, come un effetto a cascata, il beneficio per la collettività e la possibilità, per esempio, di destinare le risorse risparmiate al miglioramento delle iniziative educative e delle infrastrutture a esse dedicate.

    Da notare che, nel caso dei progetti pilota, gli utilizzatori finali saranno gli unici proprietari della piattaforma: questo vuol dire che il mantenimento durante la vita del progetto viene affidato ai partner tecnologici (veri e propri fornitori in questa fase) mentre a esperimento concluso ogni responsabilità ricadrà sull’utilizzatore che nel nostro caso, trattandosi di scuola pubblica, sarà probabilmente il Comune.

    E allora bisogna porsi due propositi per il futuro prossimo: andare a toccare con mano la validità e l’efficacia di questo progetto, prima, e dopo “vegliare” sul buon utilizzo dell’innovazione introdotta. Il tutto, si spera, senza dover “scomodare” Striscia la Notizia.

     

    ​​​​​​​​​​Michele Archinà
    [foto di Daniele Orlandi]