Categoria: Notizie

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  • Libertà di stampa: Giornata della memoria dei giornalisti uccisi

    Libertà di stampa: Giornata della memoria dei giornalisti uccisi

    Oggi, giovedì 3 maggio, a Palermo ci sarà la quinta Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, organizzata dal gruppo siciliano dell’Unci-Unione Nazionale Cronisti Italiani in collaborazione con l’Ordine regionale dei Giornalisti e l’Assostampa Sicilia. Alla giornata parteciperà una delegazione della commissione Antimafia.

    La cerimonia si svolge in occasione della Giornata Mondiale sulla Libertà di Stampa celebrata ogni anno il 3 maggio, dal 1991 in poi, per iniziativa dell’UNESCO allo scopo di diffondere i principi fondamentali della libertà di stampa, difendere l’indipendenza dei media e rendere omaggio ai giornalisti che sono morti nell’esercizio della loro professione. Il tema proposto quest’anno è “Voci Nuove: la libertà dei media aiuta a trasformare le società“.

    Secondo i dati dell’International Press Institute di Vienna i giornalisti uccisi nel 2012 nel mondo sono stati 43, nel 2011 erano stati 102 e nel 2010 altri 101.

    L’UNESCO fornisce cifre inferiori, poiché conteggia solo gli omicidi di giornalisti per cui ha espresso una formale condanna: sono stati 65 nel nel 2010 e 62 nel 2011. L’UNESCO sottolinea che nella maggior parte dei casi, si tratta di giornalisti che seguivano per i loro giornali scontri locali (local conflicts), casi di corruzione o altre attività illecite quali gli affari della criminalità organizzata e che dietro queste tragedie ci sono moltissimi giornalisti minacciati o intimiditi a causa del loro lavoro e perciò annuncia iniziative per rendere più sicura la loro attività.

    Un richiamo importante che fa riflettere sul lavoro da fare anche in Italia per ridurre i rischi che i giornalisti corrono per svolgere il lavoro di testimoni della realtà, non solo in aree di guerra ma anche nei Paesi che in guerra non sono.

    Nel 2012 in base al contatore dell’Internation Press Institute sono stati uccisi in tutto il mondo 43 giornalisti, dei quali 12 in Siria. Gli ultimi della lista sono: Décio Sá, ucciso a San Luis, in Brasile il 24 aprile, e Noel Alexander Valladares ucciso il 23 aprile a Tegucicalpa, in Honduras.

    Questi i dati anno per anno:

    43 giornalisti uccisi nel mondo nel 2012
    102 giornalisti uccisi nel mondo nel 2011
    102 giornalisti uccisi nel mondo nel 2010
    110 giornalisti uccisi nel mondo nel 2009
    66 giornalisti uccisi nel mondo nel 2008
    94 giornalisti uccisi nel mondo nel 2007
    100 giornalisti uccisi nel mondo nel 2006
    65 giornalisti uccisi nel mondo nel 2005
    78 giornalisti uccisi nel mondo nel 2004
    64 giornalisti uccisi nel mondo nel 2003
    54 giornalisti uccisi nel mondo nel 2002
    55 giornalisti uccisi nel mondo nel 2001
    56 giornalisti uccisi nel mondo nel 2000
    86 giornalisti uccisi nel mondo nel 1999
    50 giornalisti uccisi nel mondo nel 1998
    28 giornalisti uccisi nel mondo nel 1997

    In Italia dal 1960 al 1993 sono stati uccisi per mano delle mafie e del terrorismo 11 i giornalisti (8 dei quali in Sicilia), altri sono morti all’estero impegnati nel racconto dei fatti che accadevano nei Paesi in cui si trovavano, spesso luoghi di conflitto.

    A Palermo ci saranno alcuni familiari dei giornalisti italiani che hanno perso la vita, le istituzioni, i rappresentanti dell’ordine dei giornalisti, del sindacato e dell’unione cronisti.

    «Rinnoveremo il ricordo di quei cronisti ed operatori dell’informazione che hanno sacrificato la propria vita per la stampa libera e l’informazione coraggiosa – ha dichiarato Leone Zingales, presidente regionale dell’Unci – L’Unione Cronisti ha dato il via 5 anni fa al ricordo complessivo delle vittime cadute per mano mafiosa o terroristica, nella speranza di salvaguardare la memoria dei colleghi che hanno lasciato una traccia indelebile nel nostro Paese».

  • Apprendistato, le nuove regole sono in vigore dal 26 aprile

    Apprendistato, le nuove regole sono in vigore dal 26 aprile

    È entrato in vigore il 26 aprile il nuovo accordo per il riordino complessivo sulla disciplina dell’apprendistato tra Confesercenti e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. L’accordo segue la linea del nuovo Testo unico sull’apprendistato che prevede, per specifiche figure professionali analoghe a quelle artigiane, durate diversificate.

    La nuova disciplina ha riformato l’apprendistato quale “contratto a tempo indeterminato finalizzato a favorire occupazione e formazione dei giovani”. E’ stata estesa la copertura assicurativa (contro infortuni sul lavoro e malattie professionali) all’attività di insegnamento che sia in azienda o fuori di essa. Le ore di insegnamento teorico complementare sono infatti considerate a tutti gli effetti ore lavorative. 

    Il Testo Unico (per leggere il Testo integrale e ottenere maggiori informazioni si fa riferimento al sito del Ministero del Lavoro) ha anche esteso la possibilità di attivare percorsi di apprendistato a nuovi soggetti tra cui i dipendenti pubblici, i lavoratori in mobilità, lavoratori dipendenti di agenzie di somministrazione e praticanti presso studi professionali.

    Nell’intesa siglata tra Confesercenti e i sindacati vengono regolate le tre tipologie di apprendistato (ovvero Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale – Apprendistato professionalizzante o contratti di mestiere – Apprendistato di alta formazione e di ricerca). Il tentativo è quello di valorizzare in particolare l’apprendistato professionalizzante e l’attività formativa professionalizzante che consente sia all’azienda che all’apprendista l’ottenimento di competenze più adeguate alle mansioni che al termine del percorso formativo si conseguiranno.

    Viene rivisto anche l’apprendistato di alta formazione con possibilità di promuovere, anche a livello territoriale, intese con l’Università.

    Per ottenere precise indicazioni sull’accordo è possibile rivolgersi agli uffici di Confesercenti Liguria in via Cairoli 11 a Genova.

     

     

  • Donare il sangue è facile, è bello: appuntamento venerdì 4 maggio

    Donare il sangue è facile, è bello: appuntamento venerdì 4 maggio

    donare sangue“Non lasciare al caso, vieni a donare” è il nome della campagna messa in atto dall’Advps onlus – Associazione donatori e volontari personale della Polizia di Stato – per sensibilizzare la popolazione in merito alla donazione di sangue.

    La campagna prevede cinque tappe in altrettante città italiane, di cui la prima è Genova (le altre sono Roma, Fiumicino, Pomezia e Napoli): venerdì 4 maggio la Questura di via Diaz è aperta per chiunque vorrà venire a donare il sangue.

    I requisiti per donare sono età compresa tra i 18 e i 65 anni per gli uomini e tra i 18 e i 60 per le donne, essere a digiuno di latte, derivati e alimenti solidi. Sono consentiti invece un tè, un caffè o un succo di frutta.

  • Lavoro: i giovani italiani tornano a fare i pastori

    Lavoro: i giovani italiani tornano a fare i pastori

    In Italia circa tremila giovani hanno scelto di mettersi alla guida di un gregge come precisa scelta di vita “per non arrendersi alla crisi provocata dalle delusioni dell’economia di carta”.

    La stima è della Coldiretti che, in occasione delle rilevazioni Istat sull’occupazione, sottolinea «Si tratta in gran parte di giovani che intendono dare continuità all’attività dei genitori ma ci sono anche ingressi ex novo spinti da una scelta di vita alternativa a contatto con gli animali e la natura. Quando a guidare il gregge sono i più giovani si assiste ad un impulso nell’attività, con il 78 per cento dei giovani che, nonostante la crisi, investe sul miglioramento dei prodotti aziendali. La diffusa capacità di innovazione si concentra sulla qualità e sulla sicurezza del prodotto ma anche nella capacità di presidiare il mercato attraverso nuove formule commerciali come la vendita diretta del proprio prodotto».

    «Non mancano quanti rivolgono la loro attenzione a consumatori emergenti come gli immigrati musulmani che per motivi religiosi apprezzano particolarmente la carne di pecora – continua la Coldiretti – e chi riesce a valorizzare la lana italiana considerata spesso un sottoprodotto con costi aggiuntivi per lo smaltimento».

    «La presenza dei giovani e’ una garanzia per il futuro della pastorizia in Italia dove si producono oltre 60 milioni di chili di formaggi pecorini dei quali oltre la meta’ a denominazione di origine (Dop) –  spiega la Coldiretti – All’esportazione va oltre il 25 per cento della produzione. Nella produzione Made in Italy a denominazione di origine a fare la parte del leone è il Pecorino romano Dop che copre l’80 per cento, ma hanno ottenuto la protezione comunitaria come denominazioni di origine anche il pecorino Sardo, il Siciliano e il Toscano e quello di Filiano oltre al Fiore sardo ed al Canestrato pugliese».

    La pastorizia oltre ad essere un mestiere ricco di tradizione ha anche un elevato valore ambientale e dalla sua sopravvivenza dipende la salvaguardia di razze in via di estinzione a vantaggio della biodiversità del territorio.

    Tra i fattori che mettono a rischio il futuro della pastorizia la Coldiretti evidenzia i seguenti: «Più della la metà della carne di agnello in vendita è importata, soprattutto dai paesi dell’est, all’insaputa dei consumatori e spacciata come Made in Italy perchè non è stato ancora introdotto l’obbligo di indicare l’origine in etichetta previsto dalla legge nazionale sostenuta dalla Coldiretti ed approvata all’unanimità dal Parlamento. E non va meglio per il latte. Dalla mungitura quotidiana di una pecora si ottiene in media solo un litro di latte che viene pagato attorno ai 70 centesimi al litro ben al di sotto dei costi di allevamento che si avvicinano all’euro. Qui a pesare è la concorrenza sui mercati internazionali dei pecorini low cost prodotti soprattutto nell’est Europa e spacciati come Made in Italy».

  • Aprile va via col vento, registrate raffiche record in Liguria

    Aprile va via col vento, registrate raffiche record in Liguria

    Quarto dei mille, PriaruggiaNel mese di aprile il protagonista degli eventi meteorologici che si sono verificati in Liguria è stato il vento. Mercoledì 11, alle ore 9.37 a Spezia, le centraline di Arpal hanno misurato la velocità record di 35,1 m/s, pari a 126,36 km/h. Erano 18 anni che lungo la costa non si raggiungevano valori analoghi; per trovarne uno simile bisogna infatti risalire al 20 settembre 1994, quando a Genova si toccarono i 31,6 m/s (113,76 km/h); questo mese invece a Genova ci si è fermati a “soli” 17,2 m/s, poco più di 60 km/h, raggiunti nella giornata di martedì 24 aprile.

    Direttamente collegato al vento ecco il fenomeno delle mareggiate, che hanno colpito tre volte le coste liguri: la prima, un’intensa libecciata nella giornata di sabato 7, ha interessato il Levante, con un’altezza significativa di 4 m e un’onda massima di circa 6,5 m; la seconda domenica 21 aprile e la terza martedì 24, nuovamente libeccio con 4,5 m di altezza significativa e oltre 7 m di massima.

    È piovuto invece in 17 occasioni: la cumulata massima nelle 24 ore è stata misurata a Cabanne (GE) martedì 24 con 109 mm. A Genova la cumulata mensile è stata di 115 mm, con una anomalia climatologica di +30 mm.

    Pur in presenza di questi eventi, la temperatura è stata di 0,9°C sopra la media climatologica del mese, attestandosi a Genova sul valore medio di +14,9°C, (massima sabato 28 +26,3°C, minima mercoledì 11 +6,8°C).

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Freeday Summer Festival: dj set di Boosta dei Subsonica al Porto Antico

    Freeday Summer Festival: dj set di Boosta dei Subsonica al Porto Antico

    Venerdì 4 maggio prende il via il Freeday Summer Festival, il nuovo grande evento che per tutta l’estate anima la Piazza delle Feste del Porto Antico di Genova con la miglior musica elettronica proposta da una serie di importanti artisti internazionali e nazionali.

    La serata di inaugurazione ospita DJ Boosta, tastierista dei Subsonica: ad aprire le danze alle ore 22 sono gli Above the Tree, con un emozionante live strumentale folk, electro, rock suonato dal vivo dai due eccentrici musicisti mascherati.

    A seguire l’opening dj set alle ore 23 di Lorenzo Villa degli Hi Hat ad introdurre il guest della serata, un artista che non ha bisogno di presentazioni, musicista, scrittore e tastierista dei Subsonica, dj Boosta.

    Dalle 2 in poi è il turno di Giovanni Verrina, il dj ligure più amato, reduce dai grandi successi  in Europa con le sue produzioni su All Inn Records. In chiusura di serata, l’after show si tiene al Milk Club.

    I prossimi appuntamenti con la rassegna sono fissati per  l’1 Giugno con la talentuosa DJ ukraina Nastia che sta girando tutto il mondo in tour, mentre il 29 Giugno tocca a Mathias Kaden, dj tedesco tra i più amati e conosciuti artisti internazionali nell’ambito dell’house music. Con loro si alternano i concerti live di prestigio come quello del duo Above the Tree.

    L’ingresso costa 15 euro con consumazione.

    Foto Diego Arbore

  • Limitazioni alla vendita di bevande alcoliche: l’ordinanza del Comune

    Limitazioni alla vendita di bevande alcoliche: l’ordinanza del Comune

    Vicoli, Centro Storico di GenovaDal primo gennaio 2012 i titolari di bar, negozi e ristoranti di tutta Italia hanno il potere di scegliere autonomamente quando alzare e abbassare le saracinesche. Fu uno dei primi dictat del decreto Monti promosso con il nomignolo “Salva – Italia”. In quell’occasione Marta Vincenzi dichiarò: «…l’iniziativa deve essere commisurata alle esigenze dei territori, per evitare che certi provvedimenti facciano degenerare situazioni a rischio». Spetta al Sindaco, infatti, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale e nell’ambito dei criteri  indicati dalla Regione, il potere di coordinare e riorganizzare gli orari degli esercizi commerciali dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici.

    La Legge, infatti, ha prescritto agli enti locali l’adeguamento delle proprie disposizioni alla liberalizzazione degli orari concedendo però l’eventuale applicazione di vincoli ritenuti necessari per evitare danno alla sicurezza e garantire la protezione della salute umana.

    Detto ciò, seguendo anche le indicazioni delle Associazioni di Categoria, con un’ordinanza il Sindaco ha ufficializzato i vincoli contro l’abuso di bevande alcoliche a Genova, partendo proprio da quel sopracitato paragrafo della Legge in tema di tutela della sicurezza e della salute. Una decisione che, inevitabilmente, ha provocato dissenso fra i commercianti del Centro Storico e non solo

    Così recita il testo dell’ordinanza: “I titolari e i gestori degli esercizi muniti della licenza prevista dai commi primo e secondo dell’articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, ivi compresi gli esercizi ove si svolgono, con qualsiasi modalità, spettacoli o altre forme di intrattenimento e svago, musicali o danzanti, nonché chiunque somministra bevande alcoliche o superalcoliche in spazi o aree pubblici ovvero nei circoli gestiti da persone fisiche, da enti o da associazioni, devono interrompere la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche alle ore 3 e non possono riprenderla nelle tre ore successive, salvo che sia diversamente disposto dal questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza”.

    E ancora: “I titolari e i gestori degli esercizi di vicinato (attività commerciali con una superficie di vendita non superiore a 250 mq n.d.r.) devono interrompere la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 24 alle ore 6, salvo che sia diversamente disposto dal questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza.  Ritenuto opportuno prevedere che negli orari di interdizione della vendita e somministrazione di alcolici previsti dalla norma sopra richiamata gli esercenti debbano altresì inibire l’accesso del pubblico alle bevande alcoliche predisponendo idonei sistemi di occultamento delle stesse.”

    Viene invece rinviata a successivo Provvedimento la disciplina oraria dei pubblici esercizi diversi dalla somministrazione e di ogni altra tipologia esclusa dall’intervento legislativo di liberalizzazione.

    Foto di Diego Arbore

     

  • Servizi socio sanitari: stato di agitazione dei lavoratori a Genova e Arenzano

    Servizi socio sanitari: stato di agitazione dei lavoratori a Genova e Arenzano

    Le lavoratrici ed i lavoratori del Cepim – centro italiano down onlus – insieme alle organizzazioni sindacali Fp Cgil e Cisl Fp, hanno dichiarato lo stato di agitazione per manifestare la loro totale contrarietà all’ipotesi di cessione del ramo d’azienda (riabilitazione disabili) ad una costituenda cooperativa sociale.

    «Non è assolutamente possibile che, ancora una volta, i tagli delle risorse economiche al settore socio-sanitario colpiscano sempre e solo le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi alle persone – scrivono i sindacati – Stiamo parlando infatti del personale del Cepim che, da anni e con grande professionalità, garantisce un importante servizio di terapia riabilitativa ai bambini e ai ragazzi disabili, riconosciuto come un’eccellenza sul nostro territorio».

    Ora questi operatori rischiano di essere ceduti ad una cooperativa sociale, definita dalla stessa direzione del Cepim “costituenda”.

    Le organizzazioni sindacali, insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori, ritengono che, poichè questa operazione serve solo a ridurre i costi gestionali e del lavoro, ci saranno inevitabili ricadute anche sull’organizzazione e la qualità dei servizi offerti ai disabili ed alle loro famiglie.

    Per questi motivi domani si svolgerà un presidio di protesta davanti alla sede del Cepim in via Alessandro Volta 19 (davanti all’ospedale Galliera) con concentramento a partire dalle ore 9.30.

    Ma in Provincia di Genova non sarà l’unica iniziativa di protesta.

    I lavoratori della Cooperativa Sociale Nemo – che gestiscono i servizi socio-sanitari e di riabilitazione in sub-appalto per conto della Fondazione Serena Onlus Centro Clinico Nemo di Milano – presso il reparto SLA istituito all’interno dei locali del presidio Ospedaliero La Colletta di Genova Arenzano, insieme alla Funzione Pubblica Cgil, dichiarano lo stato di agitazione per manifestare la loro totale contrarietà alla volontà espressa dal Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Sociale di procedere unilateralmente ad una pesante riduzione degli orari di lavoro del personale attualmente occupato in qualità di soci lavoratori subordinati, privilegiando di fatto il mantenimento di rapporti di lavoro atipici, al solo fine strumentale di risparmiare massicciamente sul costo del lavoro del personale.

    «Stiamo parlando di personale altamente qualificato, infermieri, fisioterapisti, operatori socio sanitari che con professionalità ed impegno da circa 2 anni prestano servizio riconosciuto come un’eccellenza sul territorio regionale e nazionale, a favore di persone affette da SLA – scrive la Cgil – Riteniamo non sia assolutamente accettabile che la razionalizzazione delle risorse economiche nel settore socio-sanitario, le contraddizioni derivanti dalla sottoscrizione di appalti pubblici e la gestione dei servizi erogati attraverso sub-appalto, vadano a colpire prioritariamente le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi alle persone affette da questa patologia clinica».

    «L’accordo stipulato tra la Regione Liguria e l’Ente aggiudicatario ”Fondazione Serena Onlus Centro Clinico Nemo“ di Milano prevedeva una scadenza naturale alla data del 30 novembre 2013 – continua il sindacato – le lavoratrici e i lavoratori occupati, hanno appreso con grande sconcerto dai mezzi di stampa locali che la Fondazione ha deciso di risolvere anticipatamente con la ASL 3 competente per territorio, il contratto relativo all’assistenza ai malati affetti da SLA a far data del 1° agosto 2012».

    «Crediamo sia evidente che a seguito di questa intricata e gravissima vicenda le operatrici e gli operatori rischiano di perdere le loro postazioni lavorative, ma cosa assai più grave i pazienti e le loro famiglie, dovranno subire uno stop forzoso nel processo di riabilitazione a loro dedicato, in attesa che, in altra sede e con quale personale e gestione non ci è dato sapere venga riattivato il presidio riabilitativo – conclude la Cgil –  Noi riteneniamo che questa operazione servirà solo a ridurre sensibilmente i costi gestionali e del lavoro, causando inevitabili ricadute anche sull’organizzazione e la qualità dei servizi offerti ai pazienti ed alle loro famiglie, per questo dichiariamo lo stato di agitazione di tutto il personale preannunciando un percorso di mobilitazione attraverso gli strumenti di lotta previsti dalle normative vigenti, nessuno escluso al fine di garantire la doverosa continuità assistenziale e occupazionale del presidio in oggetto».

  • “Corrente in Movimento”, riparte da Genova il Giro d’Italia a zero emissioni

    “Corrente in Movimento”, riparte da Genova il Giro d’Italia a zero emissioni

    Questa mattina alle ore 10 presso l’auditorium del Galata Museo del Mare si è tenuto il primo seminario sulle Smart city (“Laboratorio Smart City”) e in contemporanea, presso la scuola primaria Thouar di Genova Prà, il laboratorio in collaborazione con il Festival della Scienza.

    Con questo appuntamento prende ufficialmente il via l’edizione 2012 di Corrente in Movimento, un insieme di iniziative promosse dell’omonima associazione di Perugia che l’anno scorso ha girato l’Italia in auto elettrica dimostrando che è già possibile viaggiare nel nostro Paese senza emettere un grammo di CO2 (il 22 maggio 2011 la carovana elettrica fece tappa anche a Genova). Quest’anno l’associazione Corrente in Movimento proporrà un progetto articolato in due fasi, quella più teorica che prevede principalmente convegni e una più “pratica” con una serie di laboratori nelle scuole, in collaborazione con il Festival della Scienza di Genova.

    La decisione della rinomata associazione di partire con la nuova edizione proprio da Genova, testimonia quanto la nostra città si stia dimostrando all’avanguardia per quanto riguarda la sostenibilità: «Genova città “smart”, efficiente e sostenibile – scrive l’associazione in una nota –  un punto di arrivo e, allo stesso tempo, un percorso di sperimentazione e progettazione. Un “laboratorio” che, fin dall’approvazione due anni fa del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (prima città in Europa), ha visto il capoluogo ligure all’opera per il raggiungimento del cosiddetto obiettivo “20-20-20”: entro il 2020 ridurre le emissioni a effetto serra del 20% e al tempo stesso di aumentare la quota di energie rinnovabili e l’efficienza energetica del 20%.»

    Le prossime iniziative di Corrente in Movimento:
    Dopo l’appuntamento genovese, Corrente in Movimento proseguirà a Napoli (11 maggio), Venezia (18 maggio) e Roma (25 maggio). Poi, a settembre, prenderà il via la seconda parte del progetto 2012, per portare nelle piazze italiane (sempre in collaborazione con il Festival della Scienza e con carpooling.it) il “villaggio dell’innovazione”, uno spazio in cui far confluire idee, progetti, prototipi e pratiche di sostenibilità ed efficienza energetica. Anche in questo caso si ripartirà da Genova, il 14 e 15 settembre, per poi proseguire a Milano (21-22 settembre), Roma (28-29 settembre), Napoli (5-6 ottobre) e concluderà a Siracusa, con un convegno il 12 ottobre. Il “villaggio dell’innovazione” sarà anche la vetrina ideale per i vincitori dei due concorsi lanciati da Corrente in Movimento in queste settimane (e che si chiuderanno il 15 luglio): “Rinnoviamo le città”, concorso di idee per trasformare i centri del Bel Paese e per renderli sempre più sostenibili, attraverso l’efficientamento energetico dei loro spazi ed edifici; e “Obiettivo zero”, per raccontare attraverso gli scatti di una macchinetta fotografica esempi di mobilità sostenibile, di utilizzo di fonti rinnovabili e di buone pratiche attive nelle nostre città (Per maggiori informazioni sul programma e sui concorsi www.correnteinmovimento.it).

    Foto di Diego Arbore

  • Materie: concorso per giovani artigiani del made in Italy

    Materie: concorso per giovani artigiani del made in Italy

    creativitàSono aperte le iscrizioni per la terza edizione del concorso Materie, rivolto a giovani creativi allo scopo di costruire un’alternativa a quel Made in Italy rivolto oggi quasi esclusivamente al mercato di massa.

    Scopo del concorso è la promozione dell’artigianato e della creatività partendo dalle materie con cui si realizza un’opera. Il concorso è suddiviso in tre categorie:
    1) Oggetti e oggetti di uso comune;
    2) mobili e complementi d’arredo;
    3) moda e accessorio moda.

    I materiali con cui è possibile realizzare il proprio elaborato sono i più svariati, da usare singolarmente o uniti ad altri: vetro, legno, ferro, ceramica, rame, marmo, ma anche stoffa, lana e cotone; e ancora cera e plastica ecc. Sono anche ammesse creazioni con materiali di riciclo e riuso.

    Non ci sono limiti di età né sono richieste competenze particolari o titoli di studio specifici. Scadenza 10 giugno 2012.

    Il materiale – modulo di presentazione scaricabile dal sito incontrieventi.it, breve presentazione dell’artista, 3 foto dell’opera – va inviato tramite mail all’indirizzo incontrieventi@gmail.com oppure via posta a Associazione Incontri ed Eventi Rif. Materie 2012 – Via del Commercio n. 12/c – 00154 Roma.

  • Sampierdarena: alla scoperta di Villa Serra Doria, nuovo polo culturale

    Sampierdarena: alla scoperta di Villa Serra Doria, nuovo polo culturale

    Sampierdarena riscopre un gioiello architettonico nascosto tra le case e lo restituisce alla città. Parliamo di Villa Serra Doria, in via Nicolò Daste, una splendida struttura che venerdì 4 maggio alle ore 16 verrà inaugurata quale polo culturale per eventi istituzionali e privati.

    La villa, secondo la planimetria del 1757, risulta appartenere al marchese Giuseppe Serra, famiglia presente con altre ville nella riviera di ponente, a Sampierdarena, ma ancor di più nel vicino sobborgo di Cornigliano; nell’Ottocento diventa di proprietà Doria, come documenta l’Alizeri che nel 1875 la indica come “antico edificio (dei Doria) che forma l’angolo e segna il confine alla via S. Antonio” e conferma il Dillon nel 1958, citandola come palazzo Monticelli già Doria. Dal pastificio Monticelli perviene negli anni ‘60 al Mobilificio Baselica, con destinazione d’uso ancora impropria.
    Non si conoscono la data di costruzione né l’autore dell’edificio che, nonostante l’attuale aspetto cinquecentesco, potrebbe essere riferito ad epoca anteriore. Gli attuali caratteri della villa quindi risalirebbero ad una fase successiva di ristrutturazione e forse di ampliamento, avvenuta nel Cinquecento, per adeguarlo al nuovo e più rappresentativo tipo di residenza suburbana.
    A partire da questa fase la villa è rimasta pressoché intatta tranne la sostituzione dell’originario scalone con altre scale. Nella prima metà del ‘900, tra la villa e la torre quadrangolare allineata alla struttura, viene costruito un grosso corpo di fabbrica industriale, anch’esso attestato sul fronte strada, sul sedime di quella parte della villa – forse un corpo rustico – che si vede nelle planimetrie del Vinzoni (1757 e 1775) e del Porro (1855-58).
    Situata sul lato a mare dell’antico asse di transito, con un lotto esteso a sud fino a quello sottostante del convento e della chiesa di S. Maria della Cella, la villa è disposta nella zona occidentale, in corrispondenza di un importante incrocio urbano, nell’angolo tra l’attuale via Daste e la Crosa della Cella, quest’ultima allineata con l’altro percorso, verso monte, della Strada del Belvedere.
    Il giardino, come tutti gli altri di questa fascia costiera, rimane intatto fino all’Ottocento, quando viene tagliato dalla ferrovia (1854) e dalla via Vittorio Emanuele (1852) e in seguito lottizzato, mentre il fabbricato industriale viene accorpato alla villa.

    Il 4 maggio dalle ore 16 alle 21 si potrà affrontare un appassionante viaggio all’interno dell’edificio alla scoperta di sale, soffitti affrescati, scaloni e il loggiato che fa da anticamera alla sala grande.
    Grazie alla presenza di strutture tecnologiche all’avanguardia Villa Serra Doria diventerà un luogo particolarmente funzionale per eventi espositivi, socioculturali, commerciali, di spettacolo e di comunicazione. Un vero e proprio polo culturale a disposizione dei cittadini che potranno così riappropriarsi di un patrimonio comune per lungo tempo colpevolmente dimenticato.

     

    Matteo Quadrone

  • Ex Melle 2012: ritorna il Festival degli artisti di strada

    Ex Melle 2012: ritorna il Festival degli artisti di strada

    arte di stradaEx Melle è una celebrazione per tutti, ed intende soddisfare diverse fasce di età e relative esigenze.
    Una festa per le famiglie, che nel pomeriggio potranno godere dei numerosi spettacoli degli artisti di strada.
    Una festa per i giovani, che alla sera saranno attenti protagonisti dei momenti musicali e dell’intrattenimento pensato soprattutto per loro.
    Ciò che muove una macchina organizzativa così importante, è il concetto della sincera accoglienza: per gli artisti, per il turista occasionale, per gli ospiti che provengono – in gran numero – da diverse regioni.

    Come si può leggere sul sito del Comune di Mele, queste sono le molle che spingono ogni anno molti artisti di strada ad animare il piccolo comune dell’entroterra genovese per uno dei festival più curiosi della Liguria.

    L’edizione 2012 di Ex Melle si terrà domenica 13 maggio dalle 15 alle 24. Sono in programma spettacoli di giocoleria, danza, musica e improvvisazione teatrale, giochi e laboratori per i bambini, incontri con le associazioni della zona.

    La partecipazione è gratuita, sono previsti stand gastronomici e un servizio navetta per accompagnare i visitatori nel paese.

  • Satura Art Gallery, le mostre del mese di maggio

    Satura Art Gallery, le mostre del mese di maggio

    Satura art GallerySabato 5 maggio Satura Art Gallery ospita l’inaugurazione di cinque eventi espositivi a cura di altrettanti artisti: l’appuntamento è per le ore 17 presso la sede dell’associazione di Palazzo Stella.

    “Tracce di soggetto” la mostra di Davide Battaglia a cura di Elena Colombo, racconta grazie alle sue opere iperrealiste il quotidiano post-moderno in cui tutti sono connessi ma isolati, vicini senza mai conoscersi.

    Tommaso Arscone con “Oliosupellesutela” è una vera rivelazione. Fermandosi di fronte ad un suo lavoro viene da chiedersi se si sta guardando un quadro o una fotografia. L’artista rappresenta una sensualità affascinante e schietta, mediata dal linguaggio pubblicitario, che in alcuni casi si mostra in distorsioni prospettiche ed emotive. Il ritratto e il particolare sono le forme preferite per questa indagine influenzata da riferimenti vintage che si esprime in grandi primi piani, istantanee di uno slancio dinamico o l’accostamento pop di volti simili.

    La mostra “Risveglio” è opera di Pietro Caridi, artista nato a Levanto, paese porta delle Cinque Terre, dove trascorre la sua infanzia immerso nei colori e nella particolare luce che caratterizzano questa zona della Riviera Ligure. E’ proprio da questo contatto diretto con le sfumature del mare, del cielo e dell’entroterra di questo piccolo paradiso che incomincia a formarsi la spiccata sensibilità per il colore

    Nella mostra “Donne del mondo” di Ana María García Ruiz le opere rappresentano un racconto di viaggio che sposta il punto d’osservazione e modifica le scene, mostrando donne di ogni parte del mondo. Ci sono geisha che sembrano assorbire la voce verde e calma del bosco, ragazze africane che, con i loro abiti bianchi richiamano la luce del sole e giovani polinesiane avvolte in  morbidi tessuti che riprendono la vivacità rigogliosa della vegetazione.

    “L’inafferrabile della bellezza” sono le sculture in mostra di Renzo Maggi,  artista che opera al di fuori di ogni corrente, in solitudine e con un’energia che ha del prodigioso. Con la sua scultura ripropone in maniera decisiva, perentoria e abbagliante, l’enigma della bellezza che ci giunge, come nelle sue Afroditi e nelle ultime opere le “Donne-Luna”, venata da una sottile melanconia, come ogni spettatore sensibile non manca di percepire.

    Le mostre “Tracce di soggetto”, “Oliosupellesutela”, “Donne del mondo” sono a cura di Elena Colombo. “Risveglio” a cura di Mario Napoli e “L’inafferrabile della bellezza” a cura di Roberto Valcamonici.

    Le opere sono visitabili fino al 19 maggio da martedì a sabato dalle ore 15.30 alle ore 19.

     

  • L’Atlante delle migrazioni, una lettura oggettiva dei fenomeni migratori internazionali

    L’Atlante delle migrazioni, una lettura oggettiva dei fenomeni migratori internazionali

    Occhi sul mondoE’ uscito il 26 aprile l’ “Atlante delle migrazioni“, un’opera completa di ricerca sulle migrazioni del nostro tempo, a cura di Cathreine Wihtol de Wenden, direttrice di ricerca al CNRS – Centre National de Recherche Scientifique di Francia –  ed una delle più grandi esperte mondiali sul tema. Una competenza così riconosciuta che le ha permesso di collaborare con le massime istituzioni internazionali, dalla Commissione Europea al OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa), passando per il Consiglio d’Europa e l’UNHCR (Agenzia delle Nazione Unite per i Rifugiati).

    Genova ha avuto il piacere di ospitare Mme de Wenden in occasione dell’ultima edizione de La Storia in Piazza dove la ricercatrice ha illustrato i risultati dei suoi anni di ricerca sul tema delle migrazioni, sfatando facili pregiudizi e convinzioni e offrendo agli uditori nuove chiavi di lettura sulle mobilità umane che si verificano ovunque sul pianeta.

    In primo luogo, Mme de Wenden ha sottolineato come, a livello puramente statistico, le migrazioni internazionali non possono essere considerate un fenomeno maggioritario: attualmente infatti sono circa 220 milioni gli esseri umani interessati da spostamenti interstatali o intercontinentali, circa il 3% della popolazione totale del pianeta.

    Molti di più sono invece i migranti interni, che si spostano all’interno della loro nazione di appartenenza: circa 740 milioni di persone. La Cina è senza dubbio uno dei paesi che negli ultimi decenni è stata caratterizzata da imponenti spostamenti, specialmente dalle campagne verso le città. Spesso i flussi migratori hanno subito un processo di regionalizzazione, interessando aree specifiche e creando sistemi quasi “binari”: è il caso delle migrazioni dall’America Latina verso Stati Uniti e Canada, dai paesi della sponda sud del Mediterraneo verso l’Europa e dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale verso la Federazione russa.

    Negli ultimi decenni si è inoltre assistito alla nascita di una nuova categoria di migranti, i cosiddetti “rifugiati ambientali”: circa 40 milioni di persone in fuga da eventi climatici catastrofici sempre più frequenti. Non si possono non ricordare le terribili siccità che colpiscono ormai ciclicamente  il Corno d’Africa (il caso della Somalia, molto recente, ha causato  135.000 nuovi sfollati) e la nuova crisi, ancora non del tutto esplosa nella sua gravità, del Sahel (Mauritania, Mali, Ciad, Niger e Burkina Faso sono i paesi maggiormente a rischio, con un numero tra 8 e 14 milioni di persone potenzialmente vittime della carestia). Ma anche la potenza statunitense ha contato i suoi sfollati climatici in occasione dell’uragano Katrina che ha colpito nel 2005 la città di New Orleans e gli stati meridionali, causando una diaspora e una redistribuzione di circa un milione di persone. La natura non fa sconti geografici anche se, e la tragedia americana l’ha sottolineato nella sua crudeltà, i poveri ne fanno le spese molto più facilmente.

    Nonostante questi numeri importanti, la legittimità della tematica della migrazione nei grandi centri decisionali mondiali è ancora debole e a livello di politiche internazionali concertate vige una situazione da “far west”. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, all’articolo 13 comma 2, sancisce il diritto di uscita ma non quello di entrata: “Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese”. Una mancanza consapevole del legislatore internazionale?

    La Convenzione ONU sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti, tra cui gli irregolari, del 1990 è stata ratificata soltanto da 44 paesi, per lo più del Sud del mondo, a sottolineare la perpetua ipocrisia di nazioni che si ergono a faro dell’umanesimo globale (ad oggi nessuno dei 27 stati dell’Unione ha ratificato la Convenzione). L’Europa sprofonda invece in una serie di accordi bilaterali frutto di una teatralizzazione del fenomeno migratorio, volta a garantirsi il consenso popolare, da parte dei governi nazionali.

    In quest’ottica Mme de Wenden ha concluso il suo intervento sottolineando come il diritto alla mobilità sia un fattore essenziale di sviluppo umano, in primo luogo a livello economico: il flusso monetario delle rimesse annuali ammonta a 350 miliardi di dollari, una cifra tre volte superiore agli aiuti allo sviluppo. La mobilità inoltre incentiva e promuove l’educazione a livello planetario, soprattutto quando ragazzi e studenti si spostano per accrescere le proprie competenze da reinvestire poi nelle nazioni d’origine.

    La migrazione dovrebbe essere dunque riconosciuta come un bene pubblico mondiale da cui traggono giovamento non solo i soggetti migranti ma molto spesso anche le società d’arrivo. Le quali continuano a rinnovarsi, crescere e cambiare anche grazie alla continua ibridazione che si verifica grazie all’apporto degli immigrati. Non si tratta solo di scambi monetari o di capitale umano ma di incontri, e scontri anche, tra umanità che hanno sempre caratterizzato la storia dell’uomo. E mai come oggi ci sono strumenti potenzialmente ottimali per affrontare questi processi.

    Questo e molto, molto altro è spiegato nell’Atlante delle Migrazioni: uno strumento importante per non lasciarsi trasportare dalle facili dicerie che tanto male hanno fatto, e continuano a fare, alle nostre società.

    Antonino Ferrara

     

  • Acqua Bene Comune: una carta di impegni per i candidati sindaco

    Acqua Bene Comune: una carta di impegni per i candidati sindaco

    Il Comitato Acqua Bene Comune ha redatto una “carta di impegni per l’acqua”, sottoposta ai candidati delle amministrative, contenente 6 punti sui quali i sottoscrittori si impegnano ad agire, in quanto sindaci o consiglieri comunali e municipali:

    – no a ulteriori fusioni societarie per creare la megautility del Nord
    – togliere immediatamente dalla tariffe la remunerazione del capitale
    – attivarsi per rientrare in possesso delle dighe vendute a Iren
    – aprire un tavolo tecnico aperto alla cittadinanza per arrivare alla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato
    – prevedere forme di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul servizio idrico
    – assicurare la massima trasparenza e accesso a documenti e dati

    La carta è stata accolta con entusiasmo e sottoscritta ad oggi da un gran numero di candidati:

    da 3 candidati sindaco (Putti – Movimento 5 stelle, Viscardi – Gente Comune, Delogu – Comunisti), 35 candidati al consiglio comunale (Movimento 5 Stelle, Federazione della sinistra, SEL, Gente Comune, Partito comunista, Lista Marco Doria, IDV, MIL), 28 candidati ai municipi (Movimento 5 Stelle, Federazione della sinistra, SEL,IDV).

    Il comitato indice una conferenza per presentare alla stampa la carta di impegni, insieme ai candidati che l’hanno sottoscritta. L’incontro si terrà Mercoledì 2 maggio alle ore 10.00 davanti alla fontana di piazza Campetto. (in caso di pioggia l’evento si terrà presso la sede del Comitato Acqua Bene Comune in salita S.Leonardo 25 R).
    Si invitano i media e i candidati a partecipare, per fare conoscere meglio alla cittadinanza i volti e i nomi di chi si impegna a farsi garante del rispetto dell’esito referendario.