Categoria: Notizie

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  • Non tutto è risolto, Franca Valeri al teatro della Corte

    Non tutto è risolto, Franca Valeri al teatro della Corte

    Non è tutto risoltoIl teatro della Corte ospita dal 10 al 15 aprile lo spettacolo “Non è tutto risolto”, in cui Franca Valeri gioca in assoluta libertà con la propria avventura esistenziale e artistica, ma evita accuratamente di cadere nell’autobiografismo e nelle note malinconiche.

    Ne deriva così una commedia arguta, ironica, elegante, che ospita alcuni dei suoi personaggi più ironici,  come la Contessa, alle prese con il passare degli anni e con una situazione finanziaria alquanto sgangherata.

    L’azione si svolge oggi, ma all’interno di una casa del Seicento. C’è una segretaria che ha con la Contessa un rapporto insieme di odio e di rispecchiamento. Ci sono l’incontro con un figlio mai voluto e mai riconosciuto e la presenza di una pantalonaia, promossa cameriera personale, destinata forse ad accompagnare gli ultimi anni della vecchia signora. Ma, soprattutto, c’è lei, la Contessa, che oscilla tra amore dei propri ricordi e tentazione di abbandonarli nel passato, tra ironia distaccata e consapevolezza che tutti quei frammenti di una lunga esistenza sono comunque degni di essere rivisitati. La vita potrà ancora divertirla? Dopo tutto, dice la signora, «non era nelle intenzioni del Creatore farci divertire».

    Non è tutto risolto – Franca Valeri
    10 Aprile 2012 / 15 Aprile 2012 – Teatro della Corte

    Orario spettacoli: feriali ore 20.30 – domenica ore 16

    Biglietti: da 17 a 25 euro

     

  • Un infuso un racconto: concorso letterario per racconti brevissimi

    Un infuso un racconto: concorso letterario per racconti brevissimi

    Selezioni aperte fino al 30 luglio 2012 per Un infuso un racconto, concorso letterario per racconti brevissimi inediti, in lingua italiana e a tema libero, di lunghezza massima di 2000 battute spazi inclusi.

    Gli elaborati e i dati identificativi dell’autore (nome, cognome, età, indirizzo, numero telefonico) devono essere inviati tramite mail a uninfusounracconto@gmail.com.

    Non è prevista alcuna quota di iscrizione.

    Tutti i racconti saranno pubblicati sul sito www.infusidisardegna.it. Una giuria selezionerà nove vincitori, che verrano premiati con una confezione dell’intera gamma dei prodotti di Infusi di Sardegna del valore di 100 euro e la pubblicazione del proprio racconto nella collana I Racconti della tisana.

  • Pista ciclabile in via Venti Settembre: ecco l’ordinanza comunale

    Pista ciclabile in via Venti Settembre: ecco l’ordinanza comunale

    IL PRECEDENTE

    11 aprile 2009: dal Comune di Genova arriva l’annuncio di un’ordinanza per creare una pista ciclabile in Via Venti Settembre. Non un’annuncio campato in aria, ma viene testualmente usata la parola “pronta”, come a dire che il più è fatto ed è solo questione di far partire il cantiere. Secondo le fonti interne al Comune, al via ufficiale mancano solo la firma del funzionario che darà autorizzazione al provvedimento e il sopralluogo di Aster per segnalare l’area interessata e delimitarla con i cordoni di sicurezza. Il tutto sarà fatto «nel giro di un mese», dicono.

    Sfrattare il traffico automobilistico nel tratto che va dal Ponte Monumentale a Piazza de Ferrari, per far circolare in libertà le biciclette nello snodo centrale della città: i veicoli privati dovranno obbligatoriamente seguire l´itinerario via Dante – piazza Dante – Galleria Colombo – via Macaggi. Lasciando inalterato, ovviamente, lo spazio riservato al transito di autobus e taxi.

    IL PRESENTE

    Aprile 2012: via Venti è ancora dominata dal traffico delle auto. Di quell’ordinanza pronta tre anni fa sono sparite le tracce, e il solo esperimento messo in atto per abbattere gli ingorghi del centro città è stata una rambla che attorno a sé ha saputo muovere solo polemiche. Senza dubbio la pista ciclabile sarà uno dei progetti al centro del concorso di idee che Comune e Università hanno lanciato lo scorso autunno in merito alle sorti della strada, ma del cui esito ancora non si sa nulla.

    Marta Traverso

  • Mostra mercato dell’olio di oliva, a Moneglia il lunedì di Pasquetta

    Mostra mercato dell’olio di oliva, a Moneglia il lunedì di Pasquetta

    Olio olivaIl lunedì di Pasquetta Moneglia ospita la trentunesima edizione della mostra mercato dell’olio di oliva, con molteplici attività tutte inerenti all’olio: stands gastronomici di prodotti tipici come la focaccia ligure con l’olio di oliva, il pane con la polpa di olive e tutti i prodotti derivanti dalla lavorazione dell’oliva; dalla frangitura: l’olio vergine ed extravergine, dalla lavorazione il patè, le olive in salamoia e sotto sale.

    Inoltre l’associazione turistica Pro Loco organizza per le vie del centro storico il mercatino dell’artigianato ligure dove si possono ammirare gli artigiani liguri che rievocano gli antiche mestieri come le ricamatrici.

    Prevista anche la possibilità di compiere un’escursione, a partecipazione gratuita della durata complessiva di circa 3 ore (circa 2 ore di cammino) fino a località San Lorenzo caratterizzata dalla Chiesa omonima che guarda la vallata di Ponente da più di mille anni per poi proseguire in località Facciù, dove è possibile visitare un frantoio che fino a poco tempo fa operava con il sistema tradizionale di molitura e frangitura, attualmente utilizzato come cantina da un gruppo di privati che ha messo a disposizione il locale per la visita guidata, e il frantoio moderno gestito dal Consorzio Olivicoltori “Du Facciù”.

    Sulla terrazza dei Bagni Monilia a partire dalle ore 10.30 si svolge una guida all’assaggio “Oliando” con la possibilità di far valutare la propria produzione al momento da sommelier qualificati a seguire premiazione dei vincitori del Premio “Miglior Uliveto 2011”.

    Inoltre è in esposizione un’affascinante mostra fotografica “Sul filo della Memoria” con protagonista la Moneglia di una volta al Circolo fotografico A Pria Stella.

  • Carcere: i bambini detenuti con le madri fino a 6 anni

    Carcere: i bambini detenuti con le madri fino a 6 anni

    Oggi, come comunicato dal Ministro della Giustizia, Paola Severino, i bambini presenti nelle prigioni italiane sono 54. A quasi un anno dal promulgamento della legge 62/11 sulle madri detenute con bambini non si è ancora messo mano al decreto attuativo che consentirebbe di applicare in modo corretto le intenzioni della legge e di non lasciare alla discrezionalità dei magistrati la responsabilità di dover interpretare una normativa che mostra lacune e ambiguità, ovvero evitare in via definitiva il carcere a tutti i bambini.

    Il convegno-workshop “Bambini in carcere: non luogo a procedere” organizzato presso l’Università Statale di Milano giovedì 29 marzo da Bambinisenzasbarre (Associazione onlus che si occupa dal 1997 della cura delle relazioni familiari durante la detenzione di uno o entrambi i genitori) e Terre des Hommes (da 50 anni in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento), ha fatto il punto della situazione assieme agli attori principali della riforma e agli operatori sul campo e, al contempo, ha inteso promuovere il promulgamento di un decreto attuativo della legge, che non lasci la questione solo all’interpretazione, pur attenta, dei magistrati, e permetta un’applicazione della normativa quanto più rispondente al diritto universale di protezione dei bambini.

    La sentenza 11714 della Corte di Cassazione di alcuni giorni fa mette in evidenza come l’unica ICAM – Istituto a custodia attenuata madri sezione staccata del carcere di San Vittore a Milano, sia una struttura non certificata per la mancanza di una disciplina omogenea, e che quindi non può essere presa a modello, anche se è certamente un evidente esempio di buone pratiche in questo campo.

    «Se entro il 1 gennaio 2014, data ultima in cui la Legge è in vigore in tutte le sue parti senza discrezionalità, non sarà promulgato il decreto attuativo – lanciano l’allarme le associazioni – tutti i bambini che condivideranno con la madre la detenzione rischieranno di dover vivere entro le mura del carcere fino a 6 anni».

    «Tra le ambiguità ed equivoci interpretativi primo fra tutti è il tema del ricovero e delle cure mediche del bambino – spiegano le associazioni – pur dando al direttore del carcere la libertà di autorizzare l’uscita della madre questo non garantisce la presenza della madre in tutte le circostanze in cui il minore ha bisogno di lei. Per superare il problema, nel caso della Lombardia, è ormai consolidata la buona prassi di ricoverare la madre nei casi in cui è necessaria l’ospedalizzazione del figlio. Questo escamotage pratico ha sempre consentito di superare le lungaggini burocratiche per ottenere un permesso, che – prima della nuova Legge – veniva concesso solo in situazioni di eccezionale rilevanza».                                                                                                                                                                                                                                «Ma urgente è anche una regolamentazione delle caratteristiche delle Case Protette introdotte assieme all’ICAM dalla nuova legge, strutture d’accoglienza equivalenti alla privata dimora, dove le mamme prive di domicilio possono scontare la pena con i bambini fino ai 10 anni – spiegano Bambinisenzasbarre e Terre des Hommes – La legge precisa che non è previsto nessun onere a carico dell’amministrazione penitenziaria per tali strutture, mentre per gli ICAM si prevede un piano investimenti di 11, 7 milioni di euro».

    «In un’ottica di mantenimento della relazione madre-bambino anche quando questa è detenuta, come stabilito dalla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, le Case Famiglia Protette sono certamente la soluzione migliore per tutelare l’interesse superiore del minore, ma è fondamentale che dispongano di fondi adeguati», sottolineano le associazioni.

    Le parole del Ministro della Giustizia Paola Severino, lette all’apertura dell’incontro milanese, fanno intravedere una volontà di arrivare ad una prossima soluzione «…in un Paese moderno è necessario offrire ai bambini, figli di detenute, un luogo dignitoso di crescita, che non ne faccia dei reclusi senza esserlo. Una struttura che sia diversa da quella tradizionalmente detentiva….Ritengo, quindi necessario, che l’Istituzione, nell’affrontare un così delicato argomento, abbia chiari tutti gli aspetti che lo sostanziano al fine di trovare soluzioni idonee che tutelino gli importantissimi valori in gioco».

    «Sono troppi gli interrogativi ancora aperti che lasciano un’ombra sull’efficacia di questa riforma – spiega Lia Sacerdote, Presidente di Bambinisenzasbarre – ad iniziare dal fatto che ancora oggi permangono in strutture detentive decine di bambini con le loro madri, quando in molti casi potrebbero essere accolti in Case Famiglie Protette, i cui requisiti ancora non sono stati specificati. Il tempo è prezioso, soprattutto quando un bambino lo trascorre in carcere».
    «La nuova legge, inoltre, non garantisce la presenza della madre accanto al figlio nel caso in cui venga ospedalizzato – afferma Federica Giannotta, Responsabile Diritti dei Minori di Terre des Hommes – non risolve il problema dell’accesso alle misure domiciliari speciali, non tutela in alcun modo le donne extracomunitarie, in quanto permane l’espulsione automatica a fine pena, senza alcuna considerazione per gli effetti e per le ripercussioni sulla crescita psicologica che questo ha sui loro bambini».

    L’auspicio di Bambinisenzasbarre e di Terre des Hommes è che «questo incontro possa sollecitare un’applicazione quanto più coerente e rispondente possibile alle esigenze di protezione, rispetto e riconoscimento della dignità delle donne detenute e, soprattutto, dei loro bambini».

     

    Matteo Quadrone

  • Common Deflection Problems e Megarissa Con Machete live al Checkmate

    Common Deflection Problems e Megarissa Con Machete live al Checkmate

    Common Deflection Problems

    Sabato 7 aprile il circolo Arci Checkmate rock club ospita i concerti di Megarissa Con Machete, la band genovese più discutibile del momento con le sonorità impro, stoner, hypno, space, sludge.

    A seguire, Common Deflection Problems, tre ragazzi italiani provenienti dalla scena underground napoletana, un mix di tecnica ed improvvisazione. 

    Il trio italiano giramondo che dopo avere messo radici a Londra le ha spostate in blocco a Barcellona, è influenzato dallo stone, zero fronzoli e tanta sostanza per un sound profondo e graffiante. A Genova sono già stati, prennunciano un live set tutto ‘burro e marmellata’, tra armonie delicate e rasoiate su tempi rotti.

    Ingresso 3 euro con tessera Arci

    Sabato 7 Aprile, qsqdr QSQDR, la microetichetta dei CRTVTR, a partire dalle 22 presenta:

    Megarissa Con Machete (Genova – ITA)

    La band più discutibile del momento. Impro/stoner/hypno/space/sludge.

    Common Deflection Problems (ES/ITA)

    Trio di italiani giramondo che dopo avere messo radici a Londra le ha spostate in blocco a Barcellona. A Genova sono già stati, prennunciano un live set tutto ‘burro e marmellata’, tra armonie delicate e rasoiate su tempi rotti.

     

     

    Ingresso 3 euro con tessera Arci

  • La Pasqua fra usanze e tradizioni antiche: l’uovo, l’agnello e la colomba

    La Pasqua fra usanze e tradizioni antiche: l’uovo, l’agnello e la colomba

    Le Uova di PasquaSiamo in pieno periodo primaverile quello, che in antiche comunità ancestrali, iniziava con grandi feste nelle quali si celebravano riti propiziatori e si consumavano roghi di simulacri, bene augurali per la fecondità della terra. La purificazione attraverso il fuoco era un gesto simbolico, di origine contadina, che incarnava idealmente il passaggio dalla vita alla morte e da quest’ultima ad una nuova rinascita,  seguendo il ciclo fisiologico della natura.

    L’ideologia cristiana ha assorbito queste usanze idolatre trasformandole in una solennità religiosa di resurrezione e di speranza per una nuova vita oltre la morte: la Pasqua.

    Sull’origine del nome che  deriva dall’ebraico Pesàh, dal latino Pascha e dal greco πἄσχα e che possiamo tradurre con il termine “transitare oltre”, “saltare”, vi sono molte versioni. Quella giudaica la collega allo scampato pericolo dalla morte dei primogeniti egiziani, quando l’angelo vendicatore  “transitò oltre” le case  degli ebrei “segnate” col sangue degli agnelli. In pratica, però, il suo ricordo storico è da identificarsi con la liberazione di questo popolo che iniziò precisamente  in quella notte e che viene fissata il 14 del primo mese (nisan) dell’anno, che nell’antico calendario lunare, cadeva nel primo plenilunio, dopo l’equinozio di marzo.

    La variante pagana la lega  alle consuetudini pastorali giudaiche  e alle feste che si celebravano, sempre nel plenilunio di primavera, nei giorni antecedenti la partenza per i pascoli estivi, in cui si sacrificavano i primi nati del gregge, col cui sangue si marcavano le abitazioni e gli animali al fine di preservarli dalle sventure. Per loro, il Pesàh , nel significato di “saltare”, era riferito ai balzi rituali delle danze che accompagnavano la festa.

    La prima documentazione certa della Pasqua cristiana si ha  intorno al II-III secolo d .C. Anch’essa si celebra la domenica dopo il plenilunio di primavera ma, in un calendario solare, è necessariamente mobile e cade in un intervallo che ha come estremi il 22marzo e il 25 aprile. Anche l’antica simbologia, seppur mutata di significato,  rimane. Un esempio ci è dato dal rito delle ceneri in cui vengono bruciati gli ulivi consacrati  dell’anno precedente  e la polvere “sacra” viene imposta sulla fronte dei fedeli a monito di quel “transito” finale che porterà alla resurrezione nella comunione degli spiriti. Questa tradizione non risulta molto dissimile dall’avita usanza di seppellire le braci dei falò pagani, quasi a ridare alla terra un concime di “passate energie”, per il rinnovarsi di nuovi frutti.  L’olocausto dell’antico agnello, poi, nell’immaginario religioso, è trasmutato nella figura del figlio di Dio, offerta sacrificale di salvezza ma, poiché, non siamo fatti solo di spirito, nel menù pasquale dei nostri giorni, non può mancare questo tenero “ovino”, variamente cucinato secondo le ricette culinarie tipiche di ogni regione.

     

    LE UOVA DI PASQUA

    A proposito di “ovini”, o meglio, di uova… come si inserisce in queste storie  la consuetudine di regalarle? La prima testimonianza, in Italia, pare  risalga al 1865, quando a distribuirle sarebbe stata, a Torino, la maschera carnevalesca di Gianduja. Ma perché proprio l’uovo? Dobbiamo scavare nella memoria storica: la primavera, col rifiorire della vegetazione  e le temperature più miti, risulta essere un periodo ideale per la fecondazione degli animali e in particolare degli uccelli.  Le “cocche” appena deposte rappresentavano per l’uomo “cacciatore” una provvida fonte di cibo dopo le ristrettezze invernali e il donarle, per estrapolazione, diventava un messaggio di speranza per una vita di serena prosperità.

    Decorate, dipinte, rifasciate, scolpite o “nature”, di cioccolata, di legno, di ceramica, le uova hanno, da sempre, accompagnato il cammino dell’uomo, con mille tradizioni che, per brevità, trascriviamo solo le più curiose: venivano interrate nelle fondamenta degli edifici per tenere lontano il malocchio, erano “covate” in grembo dalle donne in stato interessante per riuscire ad indovinare il sesso del nascituro, le novelle spose le scavalcavano prima di entrare nella nuova dimora e, ancora oggi, in Val Badia, una delle valli più belle delle dolomiti, le ragazze sono solite regalarne due ai ragazzi che conoscono, quattro ai seccatori, sei al fidanzato, numero che sale a 12 se è quello che intendono sposare entro l’anno. Anche questo prodotto della natura vanta una casta nobile: le famose uova di Peter Carl Fabergè, valente orafo russo che, nel 1883, su commissione dello zar Alessandro, creò per la zarina Maria, un piccolo uovo dal guscio in  platino smaltato, con all’interno “un tuorlo” d’oro che nascondeva, a sua volta, un pulcino anch’esso d’oro.

     

    LA COLOMBA

    Altra tradizionale delizia del palato, immancabile sul desco pasquale, è la colomba. L’origine di consumare questo dolce pare abbia natali longobardi. Si narra che il re Alboino ne ricevette uno similare, durante l’assedio di Pavia, in segno di pace. Più suggestiva è la versione secondo la quale San Colombano, invitato ad un banchetto dai reali, si rifiutò di consumare la carne, perché in periodo quaresimale, ma, per non offendere la regina Teodolinda, affermò che se ne sarebbe nutrito solo dopo aver benedetto il cibo. Espletato il sacro gesto, miracolosamente, le pietanze si tramutarono in colombe di pane, bianco come le tuniche monacali.  Quale ne sia l’origine presupposta, la certezza ci viene dalla ditta Motta che, nel 1900, grazie ad un’idea di Dino Villani, direttore della pubblicità, diede il via alla sua produzione, ricetta poi ripresa da altre industrie dolciarie, prima fra tutte quella fondata da Angelo Vergani (1944) e che si arricchisce , oggi, di versioni variamente modificate con l’aggiunta di creme o coccolato.

    Per concludere con un po’ di magia e per coloro che ci credono, sappiate che l’acqua della notte di Pasqua sembra essere miracolosa contro l’insorgere di malanni per cui, quando si sciolgono le campane, in Sicilia, gli ammalati si immergono in mare mentre i contadini romagnoli si bagnano gli occhi. Più originali gli abitanti di Slesia e Sassonia: attribuendo all’acqua pasquale il potere di rendere belle le ragazze, si nascondono presso la riva del fiume o nei pressi di una fontana per aspergere le fanciulle al loro passaggio. Se qualcuno confida nei miracoli non rimane che provarci.

     

    Adriana Morando

  • Quarto, ex ospedale psichiatrico: pazienti all’asta

    Quarto, ex ospedale psichiatrico: pazienti all’asta

    Manicomio di QuartoHa suscitato un vespaio di polemiche, durante la seduta di Giunta regionale di ieri, la decisione della Asl 3 in merito al futuro di 80 pazienti ancora ospitati presso gli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto. Un’area, quella dell’ex manicomio, inserita nell’operazione di cartolarizzazione per risanare il bilancio dell’azienda sanitaria locale e ceduta ad Arte (Aziende regionali territoriali per l’edilizia).

    L’Asl 3 ha predisposto e pubblicato un bando per trovare sistemazione ai malati psichiatrici: a gruppi di venti, attraverso una gara al massimo ribasso, verranno affidati “al miglior offerente”.

    Un’operazione indubbiamente lecita ma che suscita più di una perplessità. Il Presidente della Regione, Claudio Burlando, ha chiesto un approfondimento della pratica mentre l’assessore alla Sanità, Claudio Montaldo, ha difeso la scelta considerando la necessità di contenere le spese a causa dei tagli del Governo.

    L’assessore ai Servizi sociali, Lorena Rambaudi, ha ribadito invece che «servono procedure più rispettose della salute dei pazienti». Poi ha aggiunto «Dovrebbe prevalere l’interesse della persona prima di quello dell’ente gestore. I pazienti, nel corso degli anni, hanno instaurato relazioni, non possono essere divisi in modo così schematico. Le gare al ribasso rischiano di avere effetti negativi sui malati ma anche sui lavoratori».

    «Il trasferimento di questi pazienti si è reso necessario per la vendita delle strutture in cui sono ospitati – spiega Corrado Bedogni, direttore Asl 3 – con l’obiettivo di mantenere una coabitazione fra il maggior numero di persone abbiamo fatto una gara come questa che, seppure al ribasso, richiede come condizione i requisiti per l’accreditamento».

    «La gestione del comparto psichiatrico in Liguria è un’indecenza – denuncia senza mezzi termini, Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti – A Pratozanino ci sono pazienti che da cinque anni vivono nei container e ora gli ospiti di Quarto vengono messi all’asta come oggetti. Per loro non c’è più rispetto».

    «È da un anno che ho sollevato questo problema, l’approfondimento si poteva e si doveva fare molto tempo fa – continua Pellerano – La giunta Burlando si è ridotta, come al solito, all’ultimo minuto per fare ulteriori valutazioni. Ma su cosa si andrà a risparmiare nella gara al ribasso? Sul cibo, sui pannoloni, sul contratto dei lavoratori. Intanto l’assistenza psichiatrica in Liguria va sempre più alla deriva: se da una parte i pazienti sono spesso considerati alla stregua di numeri o di oggetti, dall’altra si continuano a sommare sprechi su sprechi».

    «Oggi si pensa alla gara al massimo ribasso, ma negli ultimi anni su questo tema la Regione ha sprecato quasi 7 milioni di euro – sottolinea Pellerano – 4,3 milioni di euro vengono spesi per ristrutturare due padiglioni all’interno del complesso di Pratozanino, l’ex manicomio di Cogoleto, immobili che non sono più di proprietà della Regione perché nel 2007 sono stati venduti a Valcomp Due. Nel frattempo i pazienti di Pratozanino sono stati trasferiti “provvisoriamente” (e dopo cinque anni sono ancora lì) in strutture prefabbricate per le quali fino a dicembre 2011 sono stati spesi 670 mila euro di affitto. A questi si aggiungono 2 milioni di euro spesi per la Casa Michelini: la residenza per pazienti psichiatrici di Quarto è stata consegnata alla Regione meno di un anno fa e venduta dopo pochi mesi per fare cassa».

    «Per questa gestione dissennata qualcuno dovrebbe pagare, non solo i pazienti e le loro famiglie – conclude Pellerano – Questi milioni di euro potevano essere utilizzati per migliorare l’assistenza, realizzando strutture pubbliche e migliorando l’integrazione con le realtà convenzionate, altro che gare al ribasso. E ora, dopo la gara decisa dalla Regione, dove verranno trasferiti i pazienti che vivono a Quarto, forse in strutture fuori Provincia, lontane dalle proprie famiglie e dai luoghi di residenza ? Sarebbe stato preferibile lasciare ai pazienti ed alle famiglie la possibilità di scegliere del proprio futuro. Inoltre la soluzione adottata dalla Asl di mettere a gara gruppi di 20 pazienti contraddice l’accordo sottoscritto, lo scorso 20 febbraio, dalla stessa Regione con le strutture convenzionate: secondo l’intesa firmata, dovevano essere coperti i posti liberi nelle strutture convenzionate della provincia di Genova».

     

  • Graffiti on the road: l’arte di strada per abbellire le città

    Graffiti on the road: l’arte di strada per abbellire le città

    Utilizzare gli artisti di strada per rendere più vive e “colorate” le nostre città, riqualificare le aree depresse anzitutto dal punto di vista estetico, sostenere il talento di giovani artisti che operano attraverso i murales e non rendere più “abusivo” il loro lavoro.

    Il progetto Graffiti on the road prenderà piede nelle prossime settimane a Savona, con il supporto dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, e può trasformarsi in un progetto pilota da replicare in molte altre zone della Liguria e oltre, dalle città ai piccoli paesi.

    Questo ciò che accadrà nella città ligure nelle prossime settimane: il primo intervento avrà luogo a fine aprile in corso Ricci, sotto il cavalcavia ferroviario, vicino a quella che sarà la tappa savonese del Giro d’Italia 2012. Il secondo sarà in via Repusseno, nel quartiere di Lavagnola, dove saranno predisposte due pareti che rimarranno a disposizione di tutti i writers, oltre a uno spazio dedicato ai soli writers minorenni che potranno così allenarsi ad usare gli spray.

    Inoltre a Savona, con il contributo dell’Associazione Duevventi, sono allestite nella Palestra di via delle Trincee e nel campo sportivo della Fontanassa le cosiddette Hall of Fame, spazi legali destinati ai writers.

    Marta Traverso

  • “La carta più alta”, presentazione del libro di Marco Malvaldi

    “La carta più alta”, presentazione del libro di Marco Malvaldi

    Marco MalvaldiSabato 7 aprile, l’Associazione Culturale Sestante in  collaborazione con il Municipio VI Medio Ponente incontro all’Auditorium dell’ex Manifattura Tabacchi di Sestri Ponente  lo scrittore Marco Malvaldi, chepresenta il suo ultimo libro “La carta più alta” edito da Sellerio.  Il testo, uscito il 12 gennaio,  racconta l’ultima fatica investigativa di Massimo il “barrista” e dei suoi odiati clienti fissi: Nonno Ampelio, il Rimediotti, il Del Tacca del Comune e Aldo il ristoratore. Calunnie gratuite, battute maliziose e ripetute violazioni della privacy sono gli strumenti del mestiere per i vecchietti di Pineta, tipica località balneare toscana.

    La trama. A causa di un incendio doloso, Aldo ha perso il suo ristorante e ha trovato una nuova location per la sua attività: Villa del Chiostro. Il fabbricato appartiene a Riccardo Foresti, personaggio di dubbia moralità, almeno secondo i vecchietti del BarLume che, un po’ per aiutare il loro amico Aldo, un po’ per noia estiva, decidono di scomodare il Comune di Pineta per ottenere gli atti di vendita della villa. Tra le vane proteste di Massimo che non vuole farsi coinvolgere nella folle inchiesta, scoprono che la proprietà apparteneva a Ranieri Carratori, morto improvvisamente dopo circa un mese dalla stipula del contratto di vendita. Utilizzando il loro metodo preferito, quello del pettegolezzo, riescono a far riaprire il caso dal Commissario Fusco, questa volta deciso a dar credito ai quattro “renitenti alla tomba”. Il “barrista” Massimo, invece, costretto a letto da una frattura al tendine, darà il contributo decisivo all’indagine, grazie alla sua logica, alle letture colte, alle cure di Tiziana e ad un nuovo amico.

    L’Autore. Marco Malvaldi, ex-ricercatore al Dipartimento di chimica organica dell’Università di Pisa, ha esordito nel 2007 con il giallo “La briscola in cinque”, il primo dei quattro racconti del BarLume. La serie prosegue nei romanzi “Il gioco delle tre carte” del 2008, “Il re dei giochi” del 2010 e l’ultimo “La carta più alta” (2012), tutti editi da Sellerio. Malvaldi nel 2011 ha pubblicato “Odore di chiuso” (Sellerio), giallo di ambientazione ottocentesca con protagonista Pellegrino Artusi, e “Scacco alla Torre” (Felici Editore), guida alternativa della città di Pisa.

  • La Coscienza di Zeno live al Senhor do Bonfim

    La Coscienza di Zeno live al Senhor do Bonfim

    La Coscienza di ZenoContinuano gli  appuntamenti al Senhor do Bonfim con la rassegna prog, genere che ha visto come grandi protagonisti i Genesis, gli Yes, i Jethro Tull, i Pink Floyd e tanti altri gruppi degli anni ’70 e che nasce con l’intento di presentare al pubblico alcune tra le migliori realtà del panorama prog genovese.

    Venerdì 6 aprile si esibisce il gruppo la Coscienza di Zeno, formazione di stampo progressive che nasce nell’ottobre del 2007 a Genova.
    La CDZ si prefissa, oltre all’usare uno stile musicale lontano dai clichè del rock moderno, l’obbiettivo di curare particolarmente i testi, portando la formazione (soprattutto Stefano, lo scrittore dei testi) alla ricerca di un linguaggio che, pur conservando i segni e le cifre stilistiche che caratterizzano la forma canzone pop, sia veicolo di significati ben delineati.

    Nel maggio 2011 il primo album de La Coscienza di Zeno, dal titolo omonimo, vede la luce sotto l’etichetta Mellow Records, mentre nel dicembre 2011 viene pubblicato da Musea Records il primo box (4 dischi) dedicato al Decameron di Boccaccio, contenente, tra gli altri, un brano composto da CDZ, “Il paradiso degli altri”.

    Nel marzo 2012 Luca Scherani (Hostsonaten, Trama) entra a far parte del gruppo, che ora comprende

    Gabriele Guidi Colombi: Bass.
    Andrea Orlando: Drum and Percussions.
    Stefano Agnini: Lyrics and Keyboards.
    Alessio Calandriello: Voice.
    Davide Serpico: Electric and Acoustic Guitar.
    Luca Scherani: piano, synth, fisarmonica, flauto

    Inizio concerto ore 23

    Ingresso 8 euro con consumazione

  • Rifiuti elettronici: accordo comuni – Cdc RAEE, previsti nuovi premi

    Rifiuti elettronici: accordo comuni – Cdc RAEE, previsti nuovi premi

    Buone notizie giungono dal nuovo accordo di programma siglato mercoledì 28 marzo tra l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ed il Centro di Coordinamento RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Il Cdc RAEE è costituito dai Sistemi Collettivi istituiti per la gestione dei Rifiuti RAEE, finanziato e gestito dai produttori, il suo ruolo primario è quello di garantire che tutto il Paese venga servito e che tutti i Sistemi Collettivi lavorino con modalità ed in condizioni operative omogenee.

    Fra le principali novità introdotte in sede di revisione dell’Accordo (che sostituisce quello in vigore dal 2008) le modifiche ai criteri di accesso ai cosiddetti Premi di Efficienza, ovvero i corrispettivi in denaro messi a disposizione dai Sistemi Collettivi – attualmente sono 16 i consorzi attivi in Italia che si occupano di gestire trasporto, trattamento e recupero dei RAEE su tutto il territorio nazionale, alcuni dei quali specializzati su singoli Raggruppamenti, altri invece gestiscono più categorie di prodotto – per favorire scelte organizzative e operative dei Centri di Raccolta che assicurino una elevata efficienza complessiva del sistema di gestione dei RAEE, perseguendo le finalità di protezione ambientale previste dalla normativa vigente.

    Quindi differenziare e riciclare conviene come avevamo già visto in merito ai contributi Conai a favore della raccolta degli imballaggi.

    Questi premi sono riconosciuti ai Comuni o ai soggetti gestori delle Isole Ecologiche quando vengono soddisfatti determinati criteri qualitativi e quantitativi nella raccolta dei RAEE, così da ridurre i costi e gli impatti ambientali della logistica.

    «Il rinnovo dell’Accordo è la conferma di una solida collaborazione che in questi anni ha visto gli Enti Locali lavorare a fianco dei Sistemi Collettivi per rendere la raccolta dei RAEE in Italia efficace e capillare – spiega Danilo Bonato, Presidente del Centro di Coordinamento RAEE – Siamo sicuri che i nuovi premi e i miglioramenti introdotti dall’Accordo daranno un ulteriore forza al Sistema, rendendo allo stesso tempo più semplice l’accesso ai Centri di Raccolta alla Distribuzione che ritira i RAEE con il sistema “uno contro uno”».

    Innanzitutto dall’accordo emerge la volontà comune di promuovere ulteriormente l’apertura dei Centri di Raccolta ai conferimenti dei RAEE ritirati dalla Distribuzione in modalità “uno contro uno” (consente al cittadino che acquista una nuova apparecchiatura elettronica di lasciare al negoziante quella vecchia). Solo le isole ecologiche che daranno tale disponibilità potranno accedere ai Premi di Efficienza, mentre in precedenza era necessario raccogliere almeno 50 tonnellate di RAEE in un anno.

    Gli importi unitari dei Premi varieranno in funzione della disponibilità nei confronti della distribuzione: 40 €/tonnellata per chi riceve RAEE provenienti dalla distribuzione del proprio ambito territoriale e 55€/t. per chi è aperto anche agli esercizi commerciali di altre aree (extra bacino). I Premi saranno poi maggiorati di 5 €/t. per le piazzole dotate di sistema per la pesatura dei RAEE in uscita.

    Un altro obiettivo dell’Accordo è quello di incentivare il riciclo di quelle tipologie di RAEE che non raggiungono ancora soddisfacenti quantitativi di raccolta, in particolare per i Raggruppamenti R4 (piccoli elettrodomestici e apparecchiature IT), R2 (grandi elettrodomestici) e R5 (sorgenti luminose). I Premi di Efficienza saranno infatti riconosciuti esclusivamente a quei Centri di Raccolta che raggiungono almeno un livello minimo di raccolta nei Raggruppamenti R2 e R4 (sommati tra loro).

    In base alle caratteristiche peculiari del Raggruppamento R5 (sorgenti luminose) è stato scelto un incentivo economico su base annuale, variabile in funzione dei quantitativi raccolti: chi supera i 1.500 kg di sorgenti luminose in un anno avrà un bonus di 500 Euro, che potrà crescere fino ai 4.000 € per chi raggiunge i 5.000 kg.

    Infine viene confermato il Fondo destinato all’adeguamento e al potenziamento dei Centri di Raccolta comunali, finanziato dai Sistemi Collettivi con un contributo di 5 euro per ogni tonnellata premiata. Proprio in questi giorni si stanno individuando i progetti che saranno finanziati – a seguito di un apposito Bando – con la prima dotazione del Fondo.

     

    Matteo Quadrone

  • Banche e finanziamenti: nuove regole a tutela del cittadino

    Banche e finanziamenti: nuove regole a tutela del cittadino

    Spese e debito pubblicoLa legge del 24 marzo 2012 con la quale è stato convertito in legge il decreto Monti sulle liberalizzazioni, ha introdotto alcune norme importanti in materia di assicurazioni, banche, clausole abusive nei contratti, class action ecc.

    È stato previsto che, qualora il cittadino richieda la surrogazione del proprio contratto di finanziamento, vale a dire la sostituzione dell’Istituto di credito originario con uno nuovo, il procedimento deve perfezionarsi entro 10 giorni dalla data della richiesta. Qualora la surrogazione non si perfezioni entro il detto termine per cause dovute alla banca e/o al finanziatore originario, quest’ultimo è tenuto a risarcire il cliente in misura pari all’1% del valore del finanziamento per ciascun mese o frazione di mese di ritardo.

    Sempre nel settore bancario, in particolare per quanto riguarda i contratti di mutuo immobiliare e di credito al consumo, le banche e le finanziarie non potranno più fare sottoscrivere al consumatore una polizza assicurativa a loro, direttamente o indirettamente, riconducibile. Gli Istituti di credito, infatti, se condizionano l’erogazione del mutuo o del credito al consumo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita sono tenuti a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi, agli Istituti stessi non riconducibili.

  • Cabaresque! Spettacolo comico con Enrique Balbotin e Andrea Ceccon

    Cabaresque! Spettacolo comico con Enrique Balbotin e Andrea Ceccon

    Ceccon BalbotinEnrique Balbotin e Andrea Ceccon tornano sul palco de La Claque sabato 7 aprile con Cabaresque, uno spettacolo in cui si alterna sul palco un nutrito gruppo di comici presentati da jngles musicali.

    La comicità è più spinta della media e libera dalle logiche e dai tempi televisivi e lo show diventa un varietà che spazia tra personaggi, canzoni, monologhi, sketch sempre divertenti.

    Tra gli ospiti presenti alla serata de La Claque, Fabrizio Casalino

    Ingresso 15/12/10 euro

     

  • Cicloriparo: un nuovo spazio per gli amanti delle due ruote

    Cicloriparo: un nuovo spazio per gli amanti delle due ruote

    ciclistiDomenica 1 aprile ha inaugurato un nuovo spazio a Genova per gli amanti delle due ruote: il Circolo Arci Belleville di vico Calvi, a due passi da piazza Fossatello, ha messo a disposizione un locale che è stato denominato Cicloriparo.

    In cosa consiste? Si tratta di uno spazio rivolto a chi ama andare in bicicletta, a chi ha trovato in cantina un vecchio mezzo a due ruote ma non sa come sistemare ruote, catena, freni e così via. Il Cicloriparo nasce perché ogni amante della bicicletta scopra il “Ciclo-meccanico” che è in lui e possa imparare dagli altri come si assemblano e aggiustano le biciclette.

    Per informazioni su questo nuovo spazio si può scrivere una mail all’indirizzo cicloriparo@yahoo.it o contattare gli organizzatori sulla pagina Facebook Anemmu in bici a Zena.

    Marta Traverso