Tag: artisti

  • Mostra a Sestri Levante: “Immaginando” di Nicoletta Mignone

    Mostra a Sestri Levante: “Immaginando” di Nicoletta Mignone

    Domenica 30 settembre inaugura al Coffeebook di Sestri Levante (via XXV Aprile 146) la mostra personale di Nicoletta Mignone, illustratrice genovese che attraverso le sue opere racconta il “volo di fantasia del bambino che c’è in noi”.

    Tema di Immaginando, esposizione composta da 20 tavole raffiguranti un personaggio di nome Marina e un gruppo di animali, è appunto l’empatia tra i bambini e la natura in un’atmosfera onirica e surreale.

    I disegni sono realizzati a mano con matite e inchiostri e colorati in digitale abbracciando, le gamme dei blu e degli azzurri e giocando sulle trasparenze di luci e ombre che caratterizzano i fondali marini.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino a lunedì 15 ottobre.

  • Crea il logo della consulta giovanile di Cengio: bando di concorso

    Crea il logo della consulta giovanile di Cengio: bando di concorso

    Il Comune di Cengio, in provincia di Savona, ha bandito un concorso per realizzare il logo ufficiale della sua Consulta Giovanile, uno strumento di partecipazione dei giovani alla
    vita sociale del paese in ogni suo ambito: istruzione, lavoro e imprenditoria, ambiente, turismo, sport, spettacolo e
    cultura.

    Il concorso è aperto a tutti, si può partecipare con una sola opera a tema libero, che abbia le seguenti caratteristiche:
    1) riportare il testo “Consulta Giovanile di Cengio”
    2) essere facilmente memorizzabile
    3) non possedere alcun riferimento politico, religioso, commerciale, offensivo, immorale o illegale
    4) garantire adattabilità a qualsiasi formato cartaceo
    5) essere riproducibile su tutti i media (carta stampa, web, video)

    Non è prevista alcuna quota di iscrizione. Gli elaborati dovranno essere inviati via posta o consegnati a mano presso il Comune di Cengio, e dovrà anche essere inviata una copia .jpeg all’indirizzo mail consultagiovanile.cengio@virgilio.it
    entro il 30 novembre 2012.

    Una commissione valuterà gli elaborati e verrà scelto il logo vincitore.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Ostello Su Genova: evento per giovani artisti emergenti

    Ostello Su Genova: evento per giovani artisti emergenti

    Una struttura recente e forse ancora poco nota al pubblico genovese: tanti conoscono l’ostello del Righi, ma esiste anche uno spazio analogo nel quartiere di San Fruttuoso, inaugurato poco più di un anno fa e gestito dalla cooperativa Solidarietà e Lavoro.

    Da venerdì 28 a domenica 30 settembre l’Ostello SuGenova (salita N. S. Del Monte, 234) apre le sue porte alla città durante una festa che coinvolge tutto il quartiere, ossia la solennità della Madonna del Monte. Tre giorni in cui la struttura ospiterà artisti emergenti, che potranno mostrare al pubblico la loro opera.

    Un primo ciclo di incontri che si pone l’obiettivo di essere punto di partenza per una serie di iniziative analoghe, per far conoscere l’Ostello alla città e valorizzare i giovani talenti genovesi.

    Questo il programma del primo evento.

    Venerdì 28 e domenica 30 settembre, ore 18.30: “Le tecniche della carta: la tecnica di marmorizzazione ebru“, laboratorio creativo gratuito a cura dell’artista Sara Dellapiana. L’artista frequenta l’Accademia di Belle Arti di Genova, indirizzo decorazione, e si occupa di attività laboratoriali per bambini e adulti.

    Sabato 29 settembre, ore 18.30: “Ricordi di Masche“, proiezione del cortometraggio di Flavia Cantini, regista e scrittrice fantasy diplomata alla Scuola D’Arte Cinematografica di Genova.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Che fare: bando per progetti culturali, in palio centomila euro

    Che fare: bando per progetti culturali, in palio centomila euro

    EconomiaSi parla spesso di come e quanto un adeguato investimento nella cultura possa dare una mano in questo periodo di crisi. L’Associazione Doppiozero crede pienamente in questa idea, tanto da lanciare un bando per progetti culturali che mette in palio 100.000 euro per progetti innovativi e di forte impatto sociale.

    Questa iniziativa vuole dare la possibilità di emergere a quelle realtà culturali che non si limitano a dire “non ci sono soldi, non possiamo fare nulla”, ma che vogliono cambiare una formula troppo dipendente dai finanziamenti pubblici mettendosi in gioco in prima persona.

    Il bando “CheFare” ha lo scopo di costruire una rete tra imprese culturali con alto contenuto di innovazione e ad alto impatto sociale, con due obiettivi primari:
    1) incentivare le dinamiche positive che emergono dalla messa in rete delle competenze di diverse imprese culturali;
    2) supportare il mondo delle imprese culturali nella costruzione di nuovi modelli di business economicamente e socialmente sostenibili.

    Destinatari del bando sono imprese non profit, low profit e profit (associazioni, imprese sociali, società cooperative, onlus ecc) che operano nei campi della cultura umanistica: letteratura, musica, teatro, danza, pittura, cinema, video, fotografia, arti plastiche, performing arts, editoria, filosofia, pedagogia, psicologia, sociologia, antropologia.

    Le imprese devono presentare un progetto che risponda agli obiettivi specifici del concorso e inviarlo tramite mail entro sabato 3 novembre 2012 all’indirizzo mail posta@che-fare.com, allegando la seguente documentazione:
    1. presentazione sintetica del progetto e del soggetto proponente;
    2. 3 immagini relative all’attività del soggetto proponente;
    3. materiale multimediale atto a fornire una breve presentazione del Progetto;
    4. altro materiale atto all’illustrazione del business model.

    I progetti saranno valutati in tre fasi distinte: preselezione, votazione on line del pubblico e votazione da parte di una Giuria.

    Al progetto vincitore sarà riconosciuto un contributo pari a 100.000 €. Saranno inoltre fissati incontri di monitoraggio per verificare la trasparenza di spesa del progetto vincitore e ottimizzare gli aspetti economici e di impatto sociale.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Yarn bombing: rivestire di lana e cotone i monumenti di Genova

    Yarn bombing: rivestire di lana e cotone i monumenti di Genova

    Il primo Yarn Monumento di QuartoBombing – che in italiano si può tradurre alla lettera con bombardamento di filati – è una forma di performance artistica nata nel 2005 nelle strade degli Stati Uniti, dove ogni spazio pubblico (monumenti, statue, alberi ecc) è stato rivestito con installazioni di lana e cotone colorato.

    In Italia questo fenomeno è arrivato da poco, e ha visto due performance analoghe a L’Aquila e Cagliari. Ora lo yarn bombing arriva a Genova, e proprio in questi giorni si stanno cercando i partecipanti per questo evento di rilevanza nazionale.

    Artisti, enti e associazioni sono chiamati a contribuire a questo progetto, per la cui realizzazione si prevede un percorso di preparazione molto articolato, della durata di circa 8 mesi: il Comune di Genova, attraverso l’Ufficio Cultura e Città, si è fatto portavoce di questa iniziativa e raccoglierà tutte le domande di chi vuole prenderne parte.

    Il progetto prevede la creazione di un grande evento di yarn bombing in un’area cittadina frequentata del centro dove verrà realizzata un’installazione rivestendo gli arredi urbani quali panchine, ringhiere, alberi, parti di edifici, etc. e, contestualmente sul territorio verranno create alcune installazioni di “richiamo” dell’iniziativa.

    Cosa serve? Giovani tra i 18 e i 35 anni e persone over 60 parteciperanno insieme alla fase di raccolta dei materiali (lana e cotone), al laboratorio di maglieria per la realizzazione dell’installazione, e al suo allestimento nel corso dell’evento.

    Chi vuole partecipare può contattare l’Ufficio Cultura e Città (Palazzo Ducale) all’indirizzo mail intrecciurbani@comune.genova.it.

     

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sicurezza sul lavoro: bando di concorso per artisti liguri

    Sicurezza sul lavoro: bando di concorso per artisti liguri

    Scade il 31 ottobre 2012 il bando di concorso Non InfortunArti, promosso dalla direzione ligure di Inail in collaborazione con l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.

    Il concorso è rivolto ad artisti residenti in Liguria da almeno un anno, che abbiano almeno uno dei seguenti requisiti:
    – diploma/laurea presso Accademia d’Arte, Facoltà di Architettura o Dams;
    – aver esposto almeno una volta le proprie opere presso una galleria d’arte nell’ambito di una mostra personale.

    Sono ammesse opere inedite di disegno, scultura, grafica o incisione sul tema della sicurezza sul lavoro e degli infortuni.

    Il materiale (scheda di iscrizione e cd/dvd con immagini dell’opera) va inviato alla Direzione Regionale INAIL Liguria – Ufficio Prevenzione – Via G. D’Annunzio 76, IX piano.

    Una giuria selezionerà 50 opere, i cui autori riceveranno comunicazione per spedirle o consegnarle – entro le 15 del 30 novembre 2012 – all’Accademia Ligustica di Belle Arti, Largo A. Pertini 4.

    A seguire verranno selezionate le opere vincitrici, che avranno i seguenti premi:
    – primo classificato € 3.500;
    – secondo classificato € 2.000;
    – terzo classificato € 1.000.

    [foto di Diego Arbore]

  • Centro sociale Buridda: If the bomb falls, al via la quarta edizione

    Centro sociale Buridda: If the bomb falls, al via la quarta edizione

    Lsoa BuriddaIl laboratorio sociale Buridda riapre per l’autunno la sua sede di via Bertani con la quarta edizione di If the bomb falls, festival delle autoproduzioni dedicato a tutti coloro che in maniera indipendente animano e rendono vivo l’ambito culturale, artistico, musicale e artigianale della nostra città.

    L’appuntamento è venerdì 26 e sabato 27 ottobre, ma già da ora chiunque voglia partecipare può farsi avanti per presentare la propria opera. Come? Per editoria e mostre si può scrivere alla mail arrivederci@anche.no, per la musica a malevoci@insiberia.net.

    Quest’anno l’intero ricavato del festival sarà devoluto a Supporto Legale, un progetto nato nel 2004 per sostenere la difesa di tutti i manifestanti del G8 del 2001 che sono stati imputati nei processi, e che ora si impegna perché chi è stato condannato lo scorso luglio paghi le proprie colpe. Il Buridda ha scelto di sostenere questo progetto per condividere le comuni storie politiche e creative di resistenza e dare un forte segno di solidarietà.

  • Sala Dogana Palazzo Ducale: la mostra ‘16100 Genova Illustra’

    Sala Dogana Palazzo Ducale: la mostra ‘16100 Genova Illustra’

    Venerdì 7 settembre 2012 riapre la stagione autunnale di Sala Dogana con l’inaugurazione (ore 18) della mostra “16100. Genova illustra“, che ospita le opere di quattordici artisti genovesi – per caso o per scelta, tutti uomini – e che resterà aperta al pubblico fino al 23 settembre con il consueto orario (martedì – domenica ore 15/20).

    La mostra nasce da un progetto volto a documentare l’attuale contesto dell’illustrazione e del disegno contemporaneo nella città di Genova, attraverso la testimonianza di chi opera in questo settore. Ogni autore viene identificato con il proprio codice di avviamento postale, per sottolineare così la presenza geografica di una scena eterogenea.

    Questi gli artisti in mostra.

    Cristiano Baricelli: vive e lavora a Genova, dove è nato il 10 ottobre 1977. Autodidatta, dal 1997 elabora una personale tecnica di disegno basata sull’uso della penna a sfera. Dopo gli esordi con la galleria genovese San Bernardo, ha partecipato a varie mostre collettive e personali. Nel 2008 alcune sue opere sono state riunite nel volume Corpus Homini, con testi di Paolo Tedeschi, pubblicato dalla casa editrice genovese Grrrzetic. Nel 2011 è stato protagonista di una session di Live drawing del programma Rai Tunes condotto da Alessio Bertallot. Lavora con la galleria Miomao di Perugia.

    Mario Benvenuto nasce a Genova nel 1961, dove frequenta il liceo artistico e l’Accademia Ligustica di Belle Arti. Nel 1979/80 canta in un gruppo surreal-punk, i Dirty Actions. Nel 1983 tiene la sua prima personale di pittura. Nel 1984/85 collabora con la rivista di fumetti “Frigidaire”. Dopo una parentesi in un’agenzia di pubblicità in qualità di art director, nel 1993 si rimette in gioco e ritorna alla libera professione. Fa nascere e pubblica la strip comica Fausto Bambino sul mensile “Il Clandestino”. Nel 2003 si riavvicina all’arte, creando grandi quadri colorati dai titoli strani. Attualmente insegna Grafica all’Accademia Ligustica di Belle Arti.

    Cesare Bignotti (in arte Useless Idea). Nelle sue opere emerge un’originale e complicata ricerca estetico formale, che ha alla base il continuo e inarrestabile rinnovamento di se stessa: il figurativo e l’astratto si fondono come elementi in grado di dare forma a uno stile grafico di impatto, forte e unico.

    Paolo Cattaneo è nato a Genova nel 1982 e si è diplomato presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti. Lavorando tra scenografia, grafica e pittura, tiene laboratori per bambini nelle scuole dell’obbligo.

    Daniele De Batté e’ nato a Genova nel 1976. Nel 2003 ha fondato Artiva design. Si divide fra grafica, web design, scultura e illustrazione. Ha partecipato a diverse esposizioni di grafica e illustrazione sia in Italia che all’estero.

    Rudy Dore è nato a Genova il 3 maggio 1987 e si è laureato in grafica all’Accademia Ligustica di Belle Arti nel 2010. Si occupa di illustrazione. Recentemente ha partecipato alla mostra collettiva “Differente” presso la galleria d’arte Violabox di Genova.

    Roberto Ferreccioè nato a Recco nel 1982. Lavora come grafico freelance e collabora come illustratore e disegnatore per varie riviste indipendenti e nazionali. Ha esposto in varie mostre collettive presso il L. S. Buridda, nel C.C.Buranello a Sampierdarena, il Centro Congressi del Porto Antico di Genova e il Palazzo Ducale. Per i festeggiamenti dell’anniversario del Premio Andersen ha realizzato la galleria della cittadina di Sestri Levante con murales dedicati.

    Johnny Grieco. Cantante del gruppo punk genovese Dirty Actions, creatore della fanzine Le Silure d’Europe (1979-80), vignettista tra il ’76 e l’83 per varie testate fra cui Il Lavoro, Il Secolo XIX, Alfabeta, La Bancarella, Rockerilla, Bacherontius, Guerin Sportivo, Nuovo Sound, ma anche performer, grafico e nail artist.

    Enrico Macchiavello (Genova, 6 novembre 1974) è un animatore, artista e illustratore italiano, particolarmente noto per gli spot della birra Ceres. Disegnatore e animatore, cresce artisticamente e professionalmente alla Scuola del Fumetto di Chiavari e all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Insieme a Gregorio Giannotta, a Silvano Galif e a Leonardo Montaruli è membro fondatore de La Fantomatica, società che fornisce servizi e prodotti grafici applicabili a vari media. Da diverse edizioni è la matita ufficiale della Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo. Nel 2008 realizza le illustrazione per la serie di cards “Skifidol”.

    Jacopo Oliveri (Fatomale). Nato nel 1988 a Genova, dopo il diploma in Graphic Design, nel 2011 ottiene la laurea in Fumetto e Illustrazione presso l’ Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2011 è membro attivo della rivista autoprodotta Lök zine, dove lavora come grafico ed Art director. Nel 2012 frequenta un anno di master presso HAW, dipartimento di Design ad Amburgo.

    Alessandro Ripane nasce a Genova il 30 Giugno 1989. Inizia a disegnare a 4 anni, affascinato soprattutto dal mondo degli animali, soggetto tutt’ora ricorrente in gran parte delle sue opere.

    Stefano Rusca è nato a Genova nel 1985. Nel 2010 si laurea presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti. Disegnare un elefante rosa è il suo primo ricordo; per lui disegnare è un’azione vitale ed è il suo mezzo d’espressione preferito.

    Gianluca Sturmann è nato a Genova il 2 ottobre del 1988. Si è laureato nel 2011 con una tesi dal titolo “Facciamo cosa facciamo e basta”. Negli ultimi anni ha collaborato in campo grafico come illustratore per diversi progetti di comunicazione. Partecipa a diverse esposizioni, soprattutto nel campo del disegno. Ha un personalissimo progetto artistico di editoria che definisce espansa chiamato “Spore Edizioni”.

    Alberto Valgimigli di sè dice: “Non mi conosco affatto… Propendo per visualizzare i miei stati d’animo… Fisso Atmosfere.” Lavora tra dipinti, illustrazioni e collage. Pubblicato dalla casa editrice Grrrzetic con il libro “Reperto 24”, è anche musicista.

    [foto di Diego Arbore]

  • Sophia dalla Notte: un osservatorio su arte e digitale

    Sophia dalla Notte: un osservatorio su arte e digitale

    Sono sempre più numerosi gli esempi di gruppi di giovani che si radunano per dare vita a un gruppo informale, un’associazione, una startup. Era Superba quattro anni fa è nata proprio con questo scopo, ed è bello vedere che in questa città – spesso considerata “vecchia, statica e mugugnona” – esistono numerose realtà piccole e grandi che si impegnano per “fare qualcosa”.

    In passato vi abbiamo parlato dei ragazzi di L’Alieno a Prà, dei numerosi eventi di Disorder Drama, dell’impegno per la valorizzazione della musica di Volumia, dell’impegno in difesa dell’ambiente e della creatività da parte di IoRicreo. Gli esempi sono molti, e a Genova stanno nascendo continuamente nuove realtà, a mezza via tra il “fare cose insieme” e il voler “inventarsi un lavoro”.

    A questo scopo vi raccontiamo il progetto di Sophia dalla Notte, nata a febbraio 2011 da un’idea dell’attore e regista Nicola Camurri: un progetto di ricerca artistica, orientato in particolare alla sperimentazione di nuovi linguaggi legati alle nuove tecnologie digitali per la comunicazione. Il presupposto è semplice: oggi sempre più opere d’arte vengono diffuse per via digitale, generando così un prodotto nettamente diverso da quello originario. Se osservare un quadro dal monitor di un pc o di un tablet implica un rapportarsi con l’opera assai differente da quello dell’osservazione dal vivo, realizzare un’opera con tecniche digitali è allo stesso modo un approccio completamente diverso all’attività artistica.

    Non solo: oggi, grazie al web, chiunque può creare la propria opera d’arte e farla circolare verso un pubblico potenzialmente infinito. YouTube per i video, Instagram per le immagini, i blog per la scrittura, tutti i social network per diffondere le opere, farsi conoscere, dialogare con le persone. Se la diffusione di massa di opere è diventata così facile, e chiunque sul web può “diventare artista”, come si fa a distinguere un’opera di qualità da una che non lo è?

    Il progetto di Sophia dalla Notte vuole anzitutto riflettere su questa nuova congiuntura artistica, che a cascata si riflette in ogni altro aspetto della società in cui viviamo: lavoro, politica, economia, tutto ormai passa attraverso il multimediale e il digitale. Che lo vogliamo o meno, tutti noi siamo ormai parte di questo fenomeno: siamo soggetti a informazioni che scorrono a una velocità impressionante, dove discernere qualità e autenticità è sempre più difficile. Sta a ognuno di noi usare gli strumenti della Rete nella maniera più corretta. Come scritto nel Manifesto Artistico dell’associazione “Noi riteniamo che si debba però dare a tutti la possibilità di condividere, senza imporsi: decidere di conoscere è una libera scelta, a nostro parere l’unica scelta  veramente  libera  della  condizione  mortale. Il  resto  è  solo  una  conseguenza  di  ciò  che percepisci da quel momento in poi”.

    Un progetto di ricerca sullo stato dell’arte ai tempi del digitale, che nei prossimi mesi acquisirà forma attraverso iniziative e progetti, realizzate da un team di giovani con buone  competenze  in  campo  artistico, culturale, tecnologico e comunicativo. Scopo del progetto è applicare le tecnologie del web 2.0, del marketing e del social networking per costruire una rete di imprese, professionisti e istituzioni che operano nel campo della comunicazione, della produzione artistico culturale e della formazione.

    Non solo: Sophia dalla Notte si impegnerà in prima persona nel realizzare prodotti culturali digitali, che spazieranno dalle riviste ai cortometraggi, dalle installazioni artistiche ai corsi di formazione.

    Per saperne di più sull’associazione e sui progetti futuri, è possibile contattarla all’indirizzo sophia.dallanotte@gmail.com.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Costruire cultura: bando per una settimana di residenza artistica

    Costruire cultura: bando per una settimana di residenza artistica

    Arte di Strada teatro attoriUna settimana di residenza formativa completamente gratuita per 70 persone tra drammaturghi, operatori culturali e sviluppatori di applicazioni mobili, allo scopo di promuovere e valorizzare figure emergenti delle professioni culturali.

    Tre percorsi formativi di 40 ore ciascuno che si terranno a Padova dal 19 al 26 ottobre 2012, con spese di vitto e alloggio incluse per i partecipanti.

    Questo il dettaglio delle tre sezioni.

    Drammaturgia (rivolto a persone under 40 che abbiano già maturato esperienza in ambito teatrale): un seminario intensivo in cui si approfondiranno temi e tecniche della scrittura drammaturgica finalizzata alle pratica teatrale.

    Sviluppo app (rivolto a creativi, comunicatori e tecnici-programmatori under 35): unn workshop che vedrà l’interazione di competenze tra creativi, tecnici-programmatori e comunicatori con lo scopo di approfondire i diversi aspetti necessari per lo sviluppo di applicazioni Mobile.

    Organizzazione culturale (rivolto a persone under 35 che abbiano già avuto esperienze lavorative in questo ambito): una serie di workshop su tematiche legate a progettazione di eventi culturali, attività di comunicazione e fundraising.

    La domanda può essere inviata entro le ore 12.00 di venerdì 14 settembre 2012 all’indirizzo mail costruirecultura@comune.padova.it, allegando i seguenti documenti:
    – curriculum e lettera motivazionale
    – (sezione drammaturgia) estratto di una scrittura drammaturgica originale/propria, edita o inedita
    – (sezione operatori culturali) abstract relativo ad un progetto o iniziativa culturale realizzato indicando il tipo di attività o ruolo ricoperto
    – (sezione app) breve portfolio delle attività svolte

    Una commissione valuterà le candidature sulla base dei materiali inviati. In alcuni casi potrà essere richiesto un approfondimento tramite colloquio (anche via Skype).

    [foto di Constanza Rojas]

  • Bordighera Art Festival 2013: bando di concorso artistico

    Bordighera Art Festival 2013: bando di concorso artistico

    Sono aperte le selezioni per la prima edizione del Bordighera Art Festival, un’estemporanea artistica dedicata alla valorizzazione dell’arte emergente che si terrà dal 19 al 23 giugno 2013.

    È possibile iscriversi in una o più delle seguenti sezioni: pittura, scultura, grafica e poesia.

    Le selezioni sono aperte dal 1 settembre 2012 al 4 marzo 2013 e sarà possibile inviare fino a tre opere.

    Per partecipare al concorso bisogna essere maggiorenni e presentare opere originali e libere da diritti. L’iscrizione avviene registrandosi al sito bordighera.art-festival.eu e caricando un’immagine per ciascuna opera, un’autobiografia lunga fino a 300 battute e una descrizione delle opere presentate in concorso ( massio 120 battute per ogni opera).

    Requisiti delle opere.

    Pittura: opere dipinte con tecnica ad olio, acrilico, tempera, tecniche miste e vari tipi di inserti; potranno misurare al massimo cm.70 x 100 e al minimo cm. 30x 40, escluse le cornici.

    Grafica: tutte le tecniche di grafica finalizzata alla stampa, quali calcografie tratte da matrici metalliche (bulini, puntesecche e acqueforti) e xilografie tratte da matrici lignee; potranno misurare al massimo cm.70 x 100 e al minimo cm. 30 x 40, escluse le cornici.

    Scultura: misura massima di cm. 50 su ciascuna delle tre dimensioni.

    Poesia: lunghezza massima di 36 righe, comprese le eventuali righe bianche tra una strofa e l’altra.

    Una giuria selezionerà gli artisti finalisti, che verranno contattati preventivamente: le opere finaliste saranno 100 dipinti, 50 sculture, 100 opere grafiche e 100 poesie, che saranno pubblicate in un catalogo in lingua italiana e inglese.

    Per ogni settore verranno scelte le tre opere vincitrici, che riceveranno premi in denaro.

    Premi Sezione Pittura
    Primo Premio: € 3.000 il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 2.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 1.000 e una copia del catalogo

    Premi Sezione Scultura
    Primo Premio: € 3.000, il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 2.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 1.000 e una copia del catalogo

    Premi Sezione Grafica
    Primo Premio: € 3.000, il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 2.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 1.000 e una copia del catalogo

    Premi Sezione Poesia
    Primo Premio: € 1.500, il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 1.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 500 e una copia del catalogo

    Premi Estemporanea “Un angolo di Bordighera”
    Primo premio: € 1.500, il Trofeo BordigherArtFestival e una copia del catalogo
    Secondo premio: € 1.000 e una copia del catalogo
    Terzo premio: € 500 e una copia del catalogo

    Tutte le opere selezionate per l’Estemporanea , che si svolgerà nel corso del Festival, rimarranno all’Organizzazione che le devolverà alla “Croce Rossa Italiana” Sezione di Imperia.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Scuola di fotografia d’arte alla Galleria Satura

    Scuola di fotografia d’arte alla Galleria Satura

    Aprono da oggi le preiscrizioni alla Satura art GalleryScuola Nazionale Superiore di Fotografia che si terrà in autunno presso la sede dell’associazione culturale Satura in piazza Stella.

    La presentazione ufficiale dei corsi, che saranno tenuti da Roberto Villa, si terrà sabato 15 settembre alle 16.

    Il corso è suddiviso in cinque sessioni e una lezione introduttiva:
    – il lavoro del fotografo: lezione introduttiva alla Fotografia d’Arte
    – il fotografo sul set cinematografico (5 lezioni)
    – il fotografo in teatro (5 lezioni)
    – il fotografo e la fotografia di Still-Life (5 lezioni)
    – il fotografo e la fotografia di bellezza e di ritratto (5 lezioni)
    – il fotografo e la fotografia di nudo (5 lezioni)

    Le lezioni si terranno di sabato, e a seconda del numero di iscritti potranno essere ripetute anche in tre sessioni (mattutina – pomeridiana- serale).

    Per informazioni e iscrizioni telefonare allo 010 2468284 negli orari di segreteria (dal martedì al sabato dalle ore 15:30 alle ore 19:00) o scrivere a info@satura.it.

    Nel corso delle lezioni le realizzazioni fotografiche dei corsisti verranno selezionate e raccolte sia per esposizioni sia per l’invio a tutte le testate fotografiche on line e non.

  • Ri-crea: bando di concorso per artisti del riciclo creativo

    Ri-crea: bando di concorso per artisti del riciclo creativo

    Rifiuti raccolta differenziataRi-crea festival è un evento che si tiene ogni anno in Lazio e Puglia e promuove nuove forme d’arte attraverso il riciclo creativo.

    Nell’ambito della prossima edizione gli organizzatori hanno indetto il concorso artistico nazionale “Ri-crea, il concorso” dedicato ad arte (pittura e scultura), design e arredamento, audio/video, musica e moda attraverso la reinterpretazione in chiave creativa e/o la ri-creazione di oggetti, materiali e prodotti già usati: le opere selezionate confluiranno nel primo nucleo del Museo del Riuso di Puglia.

    Il concorso è aperto a tutti gli artisti di età compresa fra i 18 e i 35 anni. Gli artisti possono partecipare al concorso singolarmente o in gruppo purchè il 50% dei componenti abbia età inferiore ai 35 anni. Non è prevista alcuna quota di partecipazione.

    L’iscrizione al concorso dovrà avvenire tramite l’indirizzo info@ricreafestival.it, mentre le proposte delle opere dovranno pervenire entro il 30 agosto 2012 all’indirizzo Ulixes scs, Largo Gramsci, 7 – 70032 Bitonto (Ba). Saranno selezionate 50 opere finaliste, 10 per ogni sezione.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Laura Maria Baldo, incontro con la fotografa genovese

    Laura Maria Baldo, incontro con la fotografa genovese

    laura maria baldoDue mostre in poco più di un mese sono un tassello niente male per una giovane artista: Laura Maria Baldo ha esposto alla Maddalena per la collettiva Adotta un artista e in Sala Dogana di Palazzo Ducale per Prima luce.

    Qui la nostra intervista.

    Ci racconti in breve il tuo percorso artistico?
    Ho studiato all’Accademia di belle arti di Genova, nel 2001 ho usufruito della borsa di studio Socrates Erasmus, studiando per un anno scolastico presso l’Accademia de Bellas Artes di Madrid. Nel 2005 ho terminato gli studi di pittura presso la Ligustica.

    Dal 2006 ho incominciato a dedicarmi alla fotografia digitale e agli incontri del quotidiano legati alla città in cui vivo. Dal 2007 con Bag ho iniziato ad inserirmi in modo attivo nel contesto artistico genovese, continuando a indagare gli aspetti peculiari e duplici della mia città.

    Quali sono i tuoi soggetti preferiti e perché?
    Mi interessa fotografare la gente comune, le persone che incontro ogni giorno, con cui di fatto non comunico, ma che conosco perfettamente
 e in cui mi identifico. Nel contempo sono fortemente incuriosita dalle persone che non ricordano più chi sono realmente, perché ogni giorno indossano una maschera che permette loro di apparire diverse dal loro vero modo di essere.

    In poco più di un mese hai esposto alla Maddalena e in Sala Dogana. Partiamo da una domanda sulla Maddalena, un quartiere spesso “dimenticato” e che negli ultimi tempi si sta riqualificando soprattutto attraverso iniziative culturali: qual è il bilancio della tua esperienza? Pensi che arte e cultura possano contribuire al rilancio del centro storico?
    Credo che la cultura possa essere un buon investimento per rilanciare non solo la Maddalena, ma anche molte altre zone della nostra città. Sono convinta che questo fantastico quartiere nel cuore di Genova abbia bisogno di essere scoperto dai “cittadini del mondo” e che, in tal modo, si stia facendo un buon lavoro. Trovo che sia una zona “dimenticata” ma ricca di potenzialità, non solo per la sua bellezza ma anche per le persone che vi vivono, semplici e spesso prive di pregiudizi sociali e razziali.

    Passiamo alla Sala Dogana: lo spazio si trova all’interno Palazzo Ducale, in pieno centro cittadino, uno dei poli culturali più noti e visitati della città. Secondo te è uno spazio sufficientemente pubblicizzato e conosciuto, non solo dagli artisti ma in generale dalla città?
    Penso che sia uno spazio frequentato da chi lavora nel campo artistico, ma poco conosciuto dalla città, in parte non adeguatamente pubblicizzato, ma soprattutto i genovesi non sono abituati a frequentare gli spazi dedicati all’arte contemporanea, difficilmente riescono a comprendere che cosa sia un soggetto artistico, lo identificano solamente con i dipinti e, tutt’al più, le sculture.
    Credo che uno spazio simile debba far conoscere la produzione artistica d’oggi anche ai “non addetti ai lavori”, perché se l’arte è “comunicazione” e testimonianza dovrebbe parlare a tutti.

    Più in generale, cosa pensi del modo in cui la nostra città vive l’arte?
    La nostra città vive i grandi eventi, come per esempio le grandi mostre del Ducale organizzate dall’associazione “Linea d’ombra” (l’ultima in esposizione “Viaggio tra Van Gogh e Gauguin”), rimanendo ancorata a un ideale tradizionalista che non fa capire loro la sua vera essenza.

    Quali opportunità ci sono per i giovani (e meno giovani) artisti?
    Ho l’impressione che con i differenti “tagli”, dovuti alla crisi, tante grandi opportunità che esistevano precedentemente stiano andando perse, ma nel contempo, mi rendo conto che ne stiano nascendo di nuove, spesso più piccole e con meno finanziamenti, ma che risultano essere della stessa qualità delle precedenti. Quindi ritengo sia giusto, in un momento come questo, cercare di divulgare la cultura anche tramite eventi che possono essere considerati “alternativi” rispetto allo standard medio.

    Mi viene in mente l’esperienza bolognese di una residenza artistica che si trova presso la casa di un gruppo di creativi, oppure quella torinese di un’altra residenza nell’interno di un mezzo pubblico in disuso, reso a “Doc” studio d’artista. Penso che anche Genova dovrebbe orientarsi verso questo tipo di esperienze, togliendosi da ogni pregiudizio.

    Tu hai studiato all’Accademia di Belle Arti. Pensi sia importante per un artista avere una formazione accademica, o che ci si possa anche formare da autodidatti?
    Credo sia sicuramente importante. Oltre a lavorare in campo artistico sono anche insegnante di disegno e storia dell’arte nei licei, quando ai miei ragazzi parlo di artisti che lasciano gli studi per dedicarsi all’arte, loro faticano a capire che il vero genio non termina mai di studiare e lavorare nel suo settore. Ad ogni modo, presumo sia giusto che l’artista abbia una sua professionalità e che l’Accademia di belle arti sia un buon percorso per ottenerla, anche se non si deve fermare a tale esperienza.

    Quali consigli ti senti di dare a chi vuole tentare questa strada?
    Di non arrendersi ai primi ostacoli, perché sicuramente è una strada sinuosa ma che dà soddisfazioni e di non pensare al riscontro economico, ma alla propria volontà di  comunicare.

    A cosa stai lavorando attualmente?
    Continuo a lavorare sulla quotidianità degli eventi e sull’apparenza della nostra società, molto lontana dall’essenza.

    Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
    Sicuramente continuare a raccontare la mia città senza escludere nuove sperimentazioni di tipo installativo e tecnologico.

    Marta Traverso

     

  • Intervista a Elisa Confortini, artista della ceramica

    Intervista a Elisa Confortini, artista della ceramica

    elisa confortini ceramicaElisa Confortini è nata nel 1973 a Brescia. Dagli anni ’90 si è specializzata nelle lavorazioni in ceramica, che da settembre 2011 realizza nel suo Atelier 99 in via Zara 39 r. Proprio lì l’abbiamo incontrata e ci siamo fatti raccontare la sua esperienza.

    Da dove nasce la tua passione per la ceramica?
    Fin da bambina ho avuto un forte interesse per l’arte e per il “piacere di fare”. Negli anni ’90 stavo sfogliando una rivista e ho visto immagini di lavori in ceramica fatti con la tecnica raku. Da lì è nata la voglia di imparare: per prima cosa ho seguito un corso, perché prima di utilizzare la raku o altre tecniche è fondamentale imparare l’abc. In seguito ho iniziato a realizzare in autonomia le prime opere.

    Quali sono le fasi del tuo lavoro?
    Anzitutto bisogna precisare che esistono due tipi di lavorazioni della ceramica: in Italia è molto diffusa la maiolica, che viene cotta a bassa temperatura, ovvero fino a 1.050°. Io invece utilizzo le cotture ad alta temperatura, più precisamente a 1.280°, e le mie materie prime sono il gres e la porcellana: nessuna delle due si trova in Italia, importo il gres da Spagna e Germania e la porcellana da Limoges, in Francia. Sono entrambi venduti a pani, ossia parallelepipedi tra i 10 e i 25 chili l’uno.

    La lavorazione è tutta manuale: parto dal modellare la materia prima creando le forme ex novo o con l’aiuto di stampi in gesso che io stessa realizzo. Una volta modellata la lascio asciugare, poi faccio una prima cottura a bassa temperatura – circa 960° – da cui si ottiene il cosiddetto biscotto. A seguire faccio la smaltatura, che avviene a spruzzo, a pennello o a immersione con smalti fatti da me. Infine la seconda cottura ad alta temperatura. Le fasi sono molto lunghe e la cottura e asciugatura richiedono tempo: per questo motivo non lavoro mai su una sola opera alla volta.

    Quali sono le caratteristiche dei materiali che utilizzi?
    La terra è un materiale vivo: a differenza di pietra e marmo non si lavora mai per sottrazione, ma per aggiunta. Inoltre le fasi di cottura e asciugatura cambiano la consistenza della materia, non si può mai stabilire a priori come verrà.

    Il mio lavoro ha il suo nucleo centrale nel modellare la materia prima: chi fa maiolica pone l’attenzione soprattutto sui colori, mentre a me interessa la forma, la materia. La cottura ad alta temperatura rende la terra più dura e compatta e la smaltatura permette di ottenere sfumature di colori molto vicine a quello naturale della terra.

    Quali sono gli spazi in cui puoi vendere e far conoscere il tuo lavoro?
    Le mie opere sono esposte soprattutto all’estero, dove ci sono gallerie specializzate in ceramica e mostre o concorsi dedicati solo a questo materiale. Per esempio in questi giorni inaugura una biennale a Taiwan alla quale partecipo con due altri ceramisti italiani.

    In Italia il mercato dell’arte è difficile di per sé: per quanto riguarda la scultura, sono tenute in alta considerazione le opere in marmo e bronzo, mentre gli altri materiali sono considerati “minori”. Inoltre qui da noi non esiste la mentalità della “scultura da tenere in casa”, come invece avviene per i quadri o le fotografie: questo in particolare a Genova, dove le case hanno arredamenti molto tradizionali e le mie opere di ceramica contemporanea “stonerebbero”.

    C’è anche una difficoltà di approccio al materiale: molte persone che vengono al mio atelier mi chiedono se sono opere di pietra o metallo, la ceramica non viene immediatamente riconosciuta. La ceramica è percepita maggiormente per la produzione di oggetti d’uso, piuttosto che di opere d’arte.

    Hai aperto il tuo atelier da un anno: quali sono le attività che organizzi al suo interno?
    Questo è anzitutto il mio luogo di lavoro: ho scelto questa zona di Genova, e non per esempio il centro storico, perché mi serviva uno spazio molto luminoso e ampio per ospitare il forno e tutti gli altri strumenti che mi servono per realizzare le mie opere.

    Il nome Atelier 99 è nato da una rastrelliera che ho trovato nella casa di campagna del mio compagno, che aveva 100 posti ma con un beccuccio mancante. Alla rastrelliera (che potete vedere all’entrata nell’atelier, ndr) sono appese 99 tazze in ceramica, tutte diverse e realizzate da me. Non mi piace realizzare un servizio di oggetti tutti uguali, come è invece spesso usanza fare: voglio che le persone scelgano il loro oggetto, mi piace far passare un messaggio di rapporto attivo e personale con gli oggetti, e non passivo come invece spesso accade.

    Non ho un vero e proprio orario di apertura, ma a eccezione del lunedì sono spesso qui: chi vuole venire può contattarmi via telefono al 347 0646412 o via mail a info@elisaconfortini.it. A volte mi chiedono se tengo corsi: lo spazio non permette la presenza di molte persone contemporaneamente, mi dedico pertanto a uno o due allievi alla volta se vedo che c’è una reale motivazione ad approcciarsi a questa tecnica.

    Marta Traverso