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  • Ta’Am: nasce l’associazione per il biologico e il km zero

    Ta’Am: nasce l’associazione per il biologico e il km zero

    Spighe al tramontoQualche tempo fa su Era Superba vi abbiamo raccontato l’iniziativa Il Cammello della Spesa, un servizio di consegna a domicilio di prodotti biologici e km zero organizzato dalla cooperativa sociale La Cruna. Si tratta della possibilità, per gruppi di almeno 3 persone, di ricevere la propria spesa (soprattutto generi alimentari, ma non solo) a casa o sul posto di lavoro favorendo dell’abbattimento dei costi proprio dei gruppi di acquisto solidale: un modo per risparmiare e al tempo stesso sostenere l’attività dei produttori che operano sul territorio.

    Lanciato circa due anni fa, il Cammello della Spesa conta oggi circa 500 iscritti sul territorio genovese. Come ci spiega Elena Corbo, che collabora da novembre con La Cruna nella gestione del servizio, «il numero di iscritti comprende sia gli acquirenti abituali sia quelli occasionali: per capire meglio l’effettiva tenuta del servizio, ogni mese facciamo due ordini ai produttori, con una media di 350 ordinazioni ciascuno da parte dei singoli iscritti».

    Il Cammello della Spesa è nato perché La Cruna già si occupava di attività presso gli uffici, per esempio con il ritiro di toner esausti, e a suo tempo si è voluto conciliare questo lavoro con iniziative più coerenti con gli scopi sociali (vedi la valorizzazione dei prodotti locali). Il buon esito dell’iniziativa ha tuttavia portato la necessità di costituire un’associazione autonoma: «La Cruna basa la sua attività su bandi e appalti, mentre Il Cammello della Spesa è un’attività commerciale che trae il suo finanziamento dalle adesioni di chi richiede il servizio. Pur condividendo i medesimi scopi, questa differenza nella gestione operativa ci ha fatto riflettere – insieme allo staff de La Cruna – sull’esigenza di dare maggiore autonomia al progetto. Io e il mio socio Fabio – che è anche l’ideatore del servizio – abbiamo dunque fondato Associazione Ta’Am – Il profumo della terra, che avrà sede a Genova Cornigliano e sarà inaugurata con un evento venerdì 19 luglio. Abbiamo scelto la formula dell’associazione perché meno onerosa e perché ci consente di organizzare eventi e iniziative in un’ottica non profit: in futuro ci auguriamo di trovare un doppio binario, gestire Il Cammello della Spesa con una cooperativa sociale e mantenere l’associazione per le iniziative non commerciali».

    L’associazione si occuperà sia di gestire Il Cammello della Spesa e garantirne la sostenibilità economica, sia di organizzare iniziative culturali sul tema del consumo critico e consapevole. «Il Cammello della Spesa ha lo scopo di valorizzare i prodotti locali e biologici e renderli accessibili a più persone possibile, anzitutto con prezzi non troppo elevati: riprendendo i valori del commercio equo e solidale, settore in cui ho lavorato per molto tempo, i prodotti acquistati tramite questo servizio hanno un “ricarico” che non va oltre il 30-50% rispetto al prezzo di costo. I negozi “ordinari” hanno invece percentuali superiori. Per farti capire meglio, un negozio che vende beni di lusso stabilisce dei prezzi molto più alti rispetto a quelli con cui li ha acquistati dai fornitori, così che se arrivano due clienti al giorno il guadagno è comunque elevato. Un servizio come il nostro ha invece necessità di un numero molto alto di acquirenti, e affinché questo avvenga i prezzi devono essere bassi: pertanto tendiamo a vendere i prodotti con uno scarso aumento rispetto al prezzo con cui li acquistiamo dai produttori».

    Quali sono i primi eventi in programma dell’associazione? «A ottobre partirà un corso di cucina naturale al Grimaldi Cafè di piazza della Meridiana che sarà tenuto da Alberto Ficarelli, cuoco specializzato in questa materia e che già tiene una rubrica di cucina consapevole sul sito de Il Cammello della Spesa. Vogliamo inoltre organizzare visite guidate alle aziende produttrici che aderiscono al Cammello della Spesa, mentre presso la nostra sede terremo eventi e conferenze aperti a tutti».

    Marta Traverso

  • Non giochiamoci Sampierdarena: due giorni per la campagna anti slot

    Non giochiamoci Sampierdarena: due giorni per la campagna anti slot

    new_slot_doubleSabato 6 e domenica 7 luglio 2013 si svolge la due giorni di eventi Non giochiamoci Sampierdarena, organizzato dal Circolo Chico Mendes a sostegno della campagna diffusa da tempo in città – e sostenuta da Comune e Municipi – in opposizione al proliferare di sale da gioco e slot machine nei bar e locali pubblici.

    Programma
    Sabato 6 luglio: ore 16.30 davanti a una delle sale slot di via Molteni un torneo di cirulla finalizzato a riaffermare il senso di un gioco “sano” come quello delle carte, in contrapposizione al gioco d’azzardo.

    Domenica 7 luglio: ore 17 festa a tema no slot in Villa della Fortezza (via Palazzo della Fortezza) con prodotti tipici e proiezione del documentario Per molti euro in più.

    La partecipazione è gratuita e aperta a tutta la cittadinanza del quartiere.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Centro Storico, il tour guidato dei locali sfitti e abbandonati

    Centro Storico, il tour guidato dei locali sfitti e abbandonati

    centro-storico-vicoli-3“Abbandona la retta via, riscopri memoria storica, diversità culturale e spazi dimenticati”: questo il nome dell’evento che si svolgerà domani, 6 luglio 2013, a partire dalle ore 16, con ritrovo davanti alla cattedrale di San Lorenzo. Lungo tutta la giornata, una serie di eventi e iniziative, con un ricco programma. La provocazione a lasciare “la retta via” è stata lanciata dai ragazzi della Ex Latteria Occupata, al 39 rosso di Stradone Sant’Agostino, a due passi dalla Facoltà di Architettura. Il loro invito, quello di soffermarsi a guardare i tanti locali sfitti e gli spazi abbandonati che popolano il centro storico genovese, e di prendere atto che si tratta di un tesoro che noi tutti cittadini ignoriamo e di cui non siamo consapevoli.

    I ragazzi –in collaborazione con varie associazioni attive per il recupero del centro: Il Ce.Sto, Quick San Bernardo, Liberi Giardini di Babilonia, Il Pentolino– hanno in programma per domani una serie di eventi, in tour per le vie del centro. Si parte davanti alla cattedrale di San Lorenzo alle ore 16, con un laboratorio creativo per bambini organizzato dall’associazione Il Pentolino, per la creazione di strumenti musicali. Si prosegue alle 16.30 con la passeggiata vera e propria “alla (ri)scoperta di fondi sfitti e luoghi liberati”: in questa occasione, i partecipanti –in protesta contro le ormai troppe saracinesche abbassate dei vicoli genovesi- ricopriranno le serrande con cartelloni bianchi e li coloreranno, con il coinvolgimento e l’aiuto da parte dei bambini. E ancora, tappa per la merenda alla chiesa di Santa Maria in Passione, con tanto di mostra fotografica sul passato del quartiere: in questa occasione, l’associazione Giardini di Babilonia cercherà di sensibilizzare riguardo al caso della chiesa di Santa Maria in Passione, altamente degradata e oggi inaccessibile a causa dei cancelli e sbarramenti di un vecchio cantiere, che ancora ostacolano la viabilità ma che, qualora rimossi, garantirebbero il passaggio, senza pregiudicare la sicurezza di visitatori e passanti. Ancora, la cena multietnica in Piazza Sarzano, un mix di sapori tra oriente e occidente, con un’altra mostra di foto storiche della piazza. La cena è organizzata dai ragazzi del VaD – Voce al Deledda, del liceo scientifico Deledda di Via Bertani che, composto da studenti di diverse nazionalità e varia provenienza, cercano di dimostrare come sia possibile e auspicabile un’unione armonica di varie culture, per arricchire e non dividere. Per finire, tanta musica e jam session organizzata dai ragazzi dell’Ex Latteria, aperto a tutti coloro che vogliono partecipare in qualità di musicisti o semplici ascoltatori.

    «All’inizio avevamo in programma di organizzare due giornate di eventi -così commentano i ragazzi- e di prolungare le iniziative anche a domenica 7 luglio, tuttavia, le altre associazioni della rete si sono viste costrette a rinunciare per il grande impegno che avrebbe significato. Noi abbiamo comunque mantenuto un programma anche per domenica pomeriggio. L’evento si chiama “E…state con la Latteria”: a partire dalle 16-16.30, fino alla sera, proponiamo laboratori di chitarra e tai chi all’aperto in Piazza Sarzano e in questa occasione dipingeremo anche le saracinesche della Latteria. Da mesi ci interroghiamo e confrontiamo sulle esigenze di chi vive il nostro quartiere, fatto di serrande abbassate, strade deserte e luoghi sfitti o abbandonati, ma anche di tante esperienze sociali che, nella loro quotidianità, agiscono in maniera indipendente e riempiono di cultura e socialità i propri contesti. Abbiamo deciso di percorrere un terreno comune, fare rete, agire insieme per prenderci cura dei nostri spazi»

    EX LATTERIA OCCUPATA 39 ROSSO

    latteria-occupata-sant-agostinoI ragazzi della Ex Latteria Occupata danno il buon esempio e provano a sensibilizzare la cittadinanza verso la riscoperta dei locali abbandonati della città, patrimonio sottovalutato. Da oltre un anno, un piccolo gruppo di quelli che oggi frequentano abitualmente il centro di Stradone Sant’Agostino ha deciso di insediarsi all’interno degli spazi del locale che storicamente ospitava la latteria di quartiere. Il fondo, ci raccontano, apparteneva originariamente e da oltre trent’anni all’Università di Genova, che però non lo valorizzava e non lo impiegava in nessun modo. Il 7 ottobre 2011, nel corso di una manifestazione studentesca, il primo nucleo di persone si è stabilito nel locali, dando vita al collettivo e iniziando l’autogestione degli spazi. L’iniziativa era voluta soprattutto per creare un punto di ritrovo e aggregazione giovanile “alternativo” nella zona, e per ridare lustro al locale, totalmente lasciato a se stesso. Nonostante le iniziali ritrosie dei proprietari (l’Università -inizialmente favorevole, dopo contraria- li aveva invitati a sgomberare e ad abbandonare lo spazio), oggi sono riusciti ad insediarsi stabilmente e con successo: lo dimostrano le numerose iniziative che organizzano (dai corsi di chitarra, a quelli di arti marziali, cineforum, mostre fotografiche, mercatino del libro usato per incentivare lo studio e l’autoformazione ecc., il tutto rigorosamente gratuito), l’attenzione, la popolarità e la buona nomea che si sono ormai guadagnati nel quartiere. Inoltre, il lavoro si sensibilizzazione civica tra i loro coetanei e l’attenzione per problemi di amministrazione e gestione degli spazi pubblici: sondando gli umori generali, ogni lunedì dalle 19.30 organizzano assemblee aperte a tutti per discutere dei cambiamenti di Sarzano e Sant’Agostino (dal ritardo sull’apertura del nuovo mercato, all’ipotesi ventilata di creare un parcheggio nella piazza), e non solo.

     

    Elettra Antognetti

     

    PROGRAMMA

    Ore 16: laboratorio creativo per bambini con costruzione di strumenti in piazza San Lorenzo, a cura dell’associazione Il Pentolino

    ore 16.30: partenza passeggiata nel centro storico alla (ri)scoperta di fondi sfitti e luoghi liberati
    ore 18.30: merenda davanti la chiesa di Santa Maria in Passione con mostra fotografica sul passato del quartiere, a cura dell’associazione Giardini di Babilonia

    ore 20: in piazza Sarzano, cena multietnica tra oriente e occidente, con mostra fotografica e foto storiche della piazza, a cura di VaD – Voce al Deledda

    A seguire, jam session e serata musicale

  • Arcipelago Scec, moneta locale: continua il progetto a Genova

    Arcipelago Scec, moneta locale: continua il progetto a Genova

    scec3Prosegue anche a Genova l’attività di Arcipelago Scec, il progetto di moneta locale e complementare all’Euro, diffusa per sfidare la crisi e sostenere le attività commerciali del territorio.

    Su Era Superba ne abbiamo parlato per la prima volta alcuni mesi fa interpellando Enzo Cirone, referente per Liguria e Toscana di Arcipelago Scec. Un tema che da un lato si può legare ai dibattiti sul futuro dell’Euro, ma che è al tempo stesso svincolato da teorie economica: lo Scec non si pone in contrasto con la moneta corrente, ma la accompagna per valorizzare l’economia locale e aumentare il potere d’acquisto di consumatori e famiglia.

    Pur non essendo convertibile in denaro, ogni Scec ha con l’Euro un rapporto 1:1, ossia 1 Scec vale 1 Euro, 2 Scec valgono 2 Euro e così via. Dal punto di vista fiscale lo Scec è assimilabile a un buono sconto: chi si reca in un bar, dall’elettrauto o in una qualunque altra attività commerciale aderente, pagherà infatti in Scec solo una percentuale minima dell’importo totale (di solito 5, 10 o 20%). L’iscrizione ad Arcipelago Scec è gratuita e permette di ricevere – appunto all’atto dell’iscrizione – una somma di 100 Scec, cartacei o su conto elettronico.

    Attualmente (dato aggiornato al 3 luglio 2013) a Genova Arcipelago Scec conta 215 fruitori – ossia consumatori che pagano in Scec – 65 accettatori – ovvero attività commerciali o liberi professionisti che accettano Scec come forma di pagamento e 12 soci sostenitori – che operano attivamente per far conoscere lo Scec e sostenerne la diffusione sul territorio.

    Per maggiori informazioni in merito si può inviare una mail ad arcipelagoscecgenova@gmail.com o iscriversi alla pagina Facebook “Arcipelago SCEC Liguria”, che a oggi conta quasi 500 like. Si stanno inoltre organizzando, con cadenza periodica, incontri sul territorio per spiegare lo Scec a esercenti e cittadini (l’ultimo si è svolto ieri sera, mercoledì 3 luglio, alla Asd Vignocchi di Boccadasse).

    Marta Traverso

    (foto dell’autore)

  • Avvocato di strada: tutela legale gratuita per i senzatetto

    Avvocato di strada: tutela legale gratuita per i senzatetto

    poverta-crisi-clochard-DISabato 29 giugno 2013 ha inaugurato a Genova, presso la Comunità di San Benedetto al Porto, lo sportello Avvocato di strada.

    Si tratta di un servizio di volontariato che fornisce assistenza legale gratuita a persone senza fissa dimora, sia in sede giudiziaria che in ambito stragiudiziale. Un progetto nato nel 2000 a Bologna dalla costola dell’Associazione Amici di Piazza Grande, che dal 1993 si occupa di aiutare persone senza fissa dimora: «Io sono uno dei soci fondatori di Amici di Piazza Grande – ci spiega l’avvocato Antonio Mumolo, presidente nazionale di Avvocato di Strada – Nella mia attività di volontariato mi sono reso conto che molte persone non riuscivano a “uscire dalla strada” proprio a causa dell’assenza di un supporto legale. Una carenza che non è colmata né dagli assistenti sociali – che non dispongono dei fondi per garantire assistenza legale – né dall’Avvocatura dei Comuni, che può occuparsi solo di cause attive o passive in cui è coinvolto il Comune stesso, ma non direttamente di cause dei cittadini. La legge prevede inoltre che gli avvocati svolgano attività di gratuito patrocinio per coloro che hanno un reddito imponibile annuo inferiore a 10.776,33 €, ma tra i requisiti fondamentali per accedervi l’assistito deve avere una residenza. Ho dunque riscontrato la necessità di agire in questa direzione – non esistevano infatti figure analoghe, nemmeno all’estero – e ho aperto a gennaio 2001 il primo sportello a Bologna: siamo partiti in due, io e una donna avvocato penalista».  

    L’associazione ha attualmente 35 sportelli in tutta Italia (in Liguria due, Genova e La Spezia) e si avvale del contributo di circa 700 avvocati volontari. Nel solo 2012 l’associazione ha gestito un totale di 2.575 pratiche, di cui il 45% relative al diritto dei migranti, il 34% di diritto civile, l’11% di diritto amministrativo e il 10% di diritto penale (il rapporto integrale è consultabile sul sito web Avvocato di strada). «Siamo, in un certo senso, lo studio legale più grande d’Italia e al tempo stesso quello che fattura meno – prosegue Mumolo – Avvocato di strada è un’organizzazione di volontariato (Odv) e non una Onlus, o meglio: le Odv diventano di diritto anche Onlus dopo sei mesi dall’iscrizione all’Albo del Volontariato, ma la nostra differenza con le Onlus è che – mentre in quel caso sono possibili rapporti di lavoro o rimborsi per i volontari – chi presta la propria opera ad Avvocato di Strada non percepisce alcuna forma di rimborso. Come prevede lo statuto, se una causa legale è vinta e la controparte è condannata anche al pagamento delle spese legali, la somma va devoluta interamente all’associazione».

    Per aprire uno sportello di Avvocato di Strada sono necessari due requisiti: un’associazione ospitante, già attiva sul territorio a sostegno delle persone senza fissa dimora, e il contatto con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, che esprime parere favorevole dopo aver verificato il carattere volontario della prestazione, la sua utilità sociale e la compatibilità dell’impegno richiesto ai volontari (tre ore al mese) con le normali attività lavorative. A seguire, viene indetta una conferenza stampa (quella genovese si è svolta appunto sabato 29 giugno) aperta anche e soprattutto alle associazioni di volontariato della città che perseguono analoghi scopi sociali.

    Lo sportello di Genova sarà operativo a partire dal 4 luglio, tutti i giovedì dalle 18 alle 20 senza necessità di prendere appuntamento.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Telemaddalena: in centro storico nasce la prima web tv di quartiere

    Telemaddalena: in centro storico nasce la prima web tv di quartiere

    piazza-maddalenaÈ online da alcuni giorni la prima puntata di Telemaddalena, un progetto web curato da Laboratorio Probabile Bellamy che mira a valorizzare il centro storico in una serie di sketch a puntate. Una sinergia nata la scorsa primavera con la produzione dello spot “Maddalena vive, volto a promuovere le attività commerciali del quartiere.

    Per saperne di più sul progetto contatto Samuele Wurtz, co-fondatore di Laboratorio Probabile: «Tutto è nato un po’ per scherzo, sulla scia delle varie attività culturali organizzate dall’associazione AMA, di cui faccio parte. Ho voluto mettere la mia professionalità – dato che è questo il mio lavoro – a disposizione del quartiere e ho scritto la prima puntata con un mio vicino di casa architetto e l’abbiamo presentata alla Fiera della Maddalena. Gli sketch hanno per protagonisti abitanti del quartiere e le ambientazioni sono le case in cui loro stessi vivono. Ci siamo ispirati in parte a Cinico Tv di Ciprì e Maresco, vogliamo raccontare la Maddalena in chiave ironica ma senza dimenticare i problemi e criticità che la caratterizzano».

    Il successo è stato immediato: caricato su YouTube una settimana fa, conta a oggi (venerdì 28 giugno) 649 visualizzazioni. La seconda puntata è già in cantiere, buona parte degli sketch è già scritta e dovrebbe essere online entro fine luglio: «Abbiamo mantenuto alcuni sketch a cui teniamo molto, come l’intervista a Bruce Willis – che nella seconda puntata risponderà alle lettere delle vecchiette – e la lettura dei proverbi in genovese, mentre vogliamo nel tempo creare nuovi sketch e correggere quelli che ci convincono meno. È un lavoro che si sviluppa con la sinergia di tutti gli abitanti: lo scopo è dare continuità, ci piacerebbe produrre ogni puntata con cadenza mensile».

    Qui arriva il tasto dolente, ovvero i finanziamenti. Se da un lato l’obiettivo è cercare il sostegno di enti pubblici e fondazioni, da subito Telemaddalena ha cercato la via del crowdfunding: uno strumento sempre più utilizzato per supportare economicamente iniziative culturali. Sul sito Produzioni dal basso è possibile fare una donazione di 5 € e diventare così “sponsor di Telemaddalena”: «Teniamo molto a che questo progetto cresca con il sostegno della gente, in cambio vorremmo offrire a tutti coloro che ci aiuteranno un coinvolgimento attivo nel progetto».

    Guarda la prima puntata di Telemaddalena.

    Marta Traverso

  • Una bella differenza: Arci e l’accoglienza degli immigrati

    Una bella differenza: Arci e l’accoglienza degli immigrati

    vicoli-immigrazione-d1Arci Liguria ha presentato ieri mattina (giovedì 27 giugno 2013) a Palazzo Ducale la conclusione del progetto Una bella differenza, reso possibile grazie ai finanziamenti del bando FEI – Fondo Europeo per l’Integrazione – e che da ottobre 2012 a oggi ha promosso il lavoro di mediazione interculturale negli sportelli Arci, Acli e Anolf dislocati in tutta la Liguria (l’elenco si può trovare sul sito Noi non discriminiamo).

    La conclusione del progetto è stata presentata in una maniera diversa dal solito: a un evento aperto al pubblico è stata preferita una formula alternativa, ossia il dialogo fra operatori del settore, rappresentanti delle istituzioni e giornalisti (fra i quali la sottoscritta, invitata in rappresentanza di Era Superba), in modo che ciascuno dal proprio osservatorio potesse illustrare il proprio punto di vista sul tema.

    L’incontro è partito con la proiezione di alcuni video tratti dalla web – sitcom Vicini, realizzata da Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali) e che mette in scena in chiave ironica i pregiudizi delle persone nei confronti di immigrati, omosessuali e disabili partendo da uno dei principali luoghi di contatto: il condominio.

    Qui uno dei filmati.

    A seguire il dibattito, durante il quale gli operatori del settore hanno condiviso risultati e criticità di ciò che affrontano quotidianamente. Lo scopo: trovare punti di affinità e capire – in vista dei futuri bandi Fei – quali sono gli ambiti del progetto su cui è necessario investire nuove risorse.

    Tutti i presenti erano concordi sul fatto che l’incontro e l’ascolto sono alla base di ogni iniziativa volta a sostenere gli immigrati nella ricerca di lavoro, di una casa, di documenti, di pratiche sanitarie e così via.

    Da qui i primi dati, curati dall’Università di Genova, per capire quale tipo di utenza si è rivolta agli sportelli, ma anche e soprattutto chi non vi si è rivolto. Risulta anzitutto che in Liguria sono presenti soprattutto immigrati provenienti da EcuadorAlbania, Marocco, Ucraina e Perù, pur con alcune varianti nelle singole province (per esempio a La Spezia vive la più numerosa comunità dominicana d’Italia). Agli sportelli si sono rivolte soprattutto donne dai 26 ai 45 anni e oltre il 70% degli utenti vive in Italia da oltre cinque anni. Solo il 9% delle persone ha meno di 24 anni: una delle prossime fasi del progetto potrebbe quindi riguardare un maggiore coinvolgimento dei giovani.

    Un problema evidente è quello del titolo di studio: oltre il 50% degli utenti è diplomato o laureato, ma l’86% di questi ha un titolo non riconosciuto in Italia.

    Le esigenze primarie che spingono le persone a recarsi agli sportelli sono la ricerca di informazioni, di lavoro o di come ottenere il permesso di soggiorno. Infine, oltre il 70% ha saputo dell’esistenza degli sportelli attraverso il passaparola. Un dato che fa riflettere, visto l’investimento economico in materiale cartaceo e comunicazione che sempre viene fatto in progetti di questo genere.

    La discussione è stata avviata con il presupposto che l’Italia è “indietro” nell’approccio all’immigrazione, sia dal punto di vista normativo sia di mentalità: in una sorta di corto circuito, le leggi attualmente vigenti riflettono in parte pregiudizi e “paure” collettive, che a loro volta condizionano chi ha il potere e la responsabilità di legiferare.

    In questo senso una responsabilità molto grande è data dai media – da qui la scelta di invitare i giornalisti al seminario – che spesso si occupano di immigrazione solo per fatti di cronaca nera o per valorizzare elementi folcloristici quali l’abbigliamento e la gastronomia di altri Paesi. Il ruolo cruciale di chi fa informazione dovrebbe invece essere quello di uscire dalle redazioni e osservare in prima persona la presenza dei migranti sul territorio, l’attività di sportelli e associazioni preposti a supportarli, così che noi giornalisti in primis “usciamo” dai nostri pregiudizi e contribuiamo a favorire l’incontro tra le diverse culture che coabitano nelle nostre città. Il primo ostacolo all’integrazione è infatti – come sottolineato da molti durante il seminario – la “percezione distorta dell’altro“.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Prima Luce: Sala Dogana, mostra fotografica di artisti under 35

    Prima Luce: Sala Dogana, mostra fotografica di artisti under 35

    sala-dogana-ducale5-DIVenerdì 28 giugno 2013 alle 18 inaugura nella Sala Dogana di Palazzo Ducale la seconda edizione di Prima Luce, mostra fotografica frutto dell’omonimo concorso a cura dell’Associazione Profondità di Campo, presieduta da Angela Ferrari.

    Un percorso fotografico che vuole coinvolgere le realtà genovesi che si occupano di questa disciplina artistica, e al tempo stesso valorizzare l’opera di giovani artisti e professionisti emergenti. Le undici opere esposte sono state scelte da una commissione formata da Elisabetta Papone, Direttrice del Centro di Documentazione per la Storia l’Arte l’Immagine di Genova e docente di Storia della Fotografia presso l’Università degli Studi di Genova; Paola Valenti, ricercatrice in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Genova; Federica De Angeli, fotografa.

    In attesa di poter ammirare le opere, da questa sera fino a domenica 14 luglio 2013, rileggi la nostra intervista ai partecipanti di Prima Luce 2012.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    [foto di Diego Arbore]

  • Genova, 30 giugno 1960: la ricorrenza in una festa di quartiere

    Genova, 30 giugno 1960: la ricorrenza in una festa di quartiere

    salita-angeli-san-teodoroGiovedì 27 giugno 2013 ha inizio Resiste Genova!, festa di quartiere organizzata dal Circolo Arci 30 Giugno presso le Mura degli Angeli, Genova Sampierdarena, per ricordare la giornata in cui fu organizzata una manifestazione di piazza per contestare il convegno del MSI previsto per il 30 giugno 1960.

    Da allora, ogni anno, Genova in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani ricorda questa data per rimarcare l’impegno della città contro il fascismo.

    L’evento si svolge fino a domenica 30 giugno.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • VintaGe in Porto 2013: Genova omaggia gli anni Sessanta e i Beatles

    VintaGe in Porto 2013: Genova omaggia gli anni Sessanta e i Beatles

    100_3293Cosa significa vintage? Un termine entrato ormai nel vocabolario comune, che dalla moda alla musica riassume numerosi aspetti del nostro quotidiano. La parola è francese e nacque per definire il vino d’annata (da vendange, ossia vendemmia), che come si sa “più invecchia più diventa buono”.

    Di fatto, è ritenuto convenzionalmente vintage tutto ciò che è stato prodotto entro i vent’anni precedenti a quello in cui ci troviamo: per esempio, parlando di oggi, entro il 1993. Una cultura che mira a valorizzare e ricreare il contesto storico e sociale che spingeva le persone a vestirsi in un certo modo, o ad ascoltare un certo tipo di musica, oggi spesso subordinato alla “cultura dell’usa e getta” (in alcuni casi supportata dalle stesse aziende produttrici dei beni di consumo, vedi obsolescenza programmata).

    L’impegno dell’associazione culturale VintaGe – fondata da tre ragazze genovesi – è proprio quello di restituire valore alla nostra storia recente mostrando a un pubblico eterogeneo le diverse sfaccettature del vintage: questo fine settimana si terrà la quarta edizione di VintaGe in Porto, il cui programma è stato illustrato ieri durante la conferenza stampa.

    Una mostra mercato realizzata senza alcun finanziamento pubblico o privato, contando solo sulle forze dello staff e sulla sinergia con numerose realtà del territorio che condividono i medesimi scopi sociali. Una formula ormai consolidata per un evento che si svolge in uno dei “luoghi di passaggio” più frequentati da genovesi e turisti, la piazza delle Feste del Porto Antico, e che nelle passate edizioni ha raccolto fra le 8.000 e le 10.000 presenze.

    foto porto antico dall'altoOspite di punta di questa edizione – il cui tema è gli anni Sessanta e i Beatles, a 50 anni dall’uscita del primo album Please please me – è Pete Best, primo batterista del gruppo inglese, la cui presenza sarà accompagnata da diverse tribute band provenienti da tutta Italia (in collaborazione con Beatlesiani d’Italia Associati e con il Beatles Fan Club di Genovam costituito nel dicembre 2012 al Cancello del Cinabro). L’omaggio prosegue con una mostra di memorabilia a cura di Luciano La Bollita, uno dei maggiori collezionisti italiani dei Beatles, e con la presentazione di un album registrato negli studi di Abbey Road – con brani eseguiti da 24 tribute band – i cui proventi andranno all’Unicef.

    Oltre agli eventi musicali, la moda e le atmosfere degli anni Sessanta sono rivissute anche grazie alla fashion blogger Cecia Ferrari, la pin up Sophie Lamour, l’Atelier Riciclabò, il negozio di fotografia vintage RetroScatto, la Naba Sound di Milano, il Lambretta Club Liguria (di cui si terrà il raduno domenica 30 giugno), il Wolkswagen Club di Savona (raduno sabato 29 giugno) e il Fiat 500 Club Italia (raduno nazionale domenica 30 giugno).

    Una tre giorni già proiettata verso il futuro, all’edizione 2014 che «ci spingerà fino a Woodstock e ai primi anni Settanta», come anticipano le stesse organizzatrici. L’associazione VintaGe è aperta alla collaborazione di chiunque condivida i loro valori e voglia proporre idee, laboratori o iniziative: è sufficiente recarsi a VintaGe in Porto o ai loro eventi (per esempio il mercatino vintage che si svolge periodicamente ai Giardini Luzzati) o mandare una mail a info@vintageinporto.it o vintageinporto@hotmail.it.

    Marta Traverso

  • Mass Maddalena: corsi di fotografia e video, i progetti futuri

    Mass Maddalena: corsi di fotografia e video, i progetti futuri

    mass-cameraIL PRECEDENTE

    Gennaio 2012: il bando Generazione Creativa, promosso dalla Compagnia di San Paolo, è vinto da Arci Liguria e dal team di fotografi e videomaker Laboratorio Genova. Questi ultimi, con un finanziamento di 30.000 €, realizzeranno in piazza Cernaia laboratori gratuiti di video e fotografia ed eventi artistici aperti a tutti coloro che vogliano occupare uno spazio della Maddalena con la propria opera d’arte.

    Il progetto MASS – Art and Street Spaces prosegue per tutto il 2012 con eventi e laboratori di vario genere.

    Ne elenchiamo alcuni: un workshop con Mario Spada, fotografo di scena del film Gomorra; un corso gratuito con Giulia Ticozzi, photo editor per il webmagazine Il Post; la costruzione di macchine fotografiche artigianali.

    Questo il video dell’intervista fatta oltre un anno fa, subito dopo la vittoria del bando.

    IL PRESENTE

    A poco più di sei mesi dall’ultimo laboratorio, cosa è rimasto del progetto MASS? 

    Ne parliamo con Michele Coppari, uno dei promotori, per conoscere i potenziali sviluppi futuri del progetto: «L’associazione è al momento “ferma”, ci siamo presi alcuni mesi di pausa sia per riflettere su quali siano le iniziative più interessanti e sostenibili su cui orientarci, su quale taglio dare ai progetti futuri, sia per trovare un nuovo posto in cui lavorare. Lo spazio di piazza Cernaia che ci ha ospitati era infatti provvisorio, già sapevamo che a fine 2012 avremmo dovuto lasciarlo. Alla base del nostro lavoro c’è l’organizzazione di laboratori di buona qualità e gratuiti, una rotta che non vogliamo cambiare: la questione principale è dunque come reperire finanziamenti, dato che il denaro del bando Generazione Creativa – che al momento non è stato rinnovato – era circoscritto alla prima fase del progetto».

    Non ci sono dunque tempistiche certe su quando riprenderanno le iniziative di Laboratorio Genova, salvo la ferma intenzione di continuare su questa strada. In attesa che queste riflessioni giungano a buon esito, chiedo a Michele un bilancio del primo anno di attività: «È stata un’esperienza molto positiva, in ogni workshop e incontro avevamo dai 50-60 partecipanti fino a “picchi” di 100-120, tanto che a volte lo spazio non conteneva tutte le persone presenti. Per il futuro abbiamo necessità di trovare uno spazio idoneo ma svincolato da quelli di proprietà pubblica, perché sono spesso vincolati a bandi e il loro utilizzo è circoscritto nel tempo: vogliamo operare senza il pensiero di dover trovare ogni anno una nuova collocazione, anche perché spesso lavoriamo fuori Genova e una “base” stabile qui è fondamentale».

    I progetti futuri dell’associazione si accompagnano al più ampio piano di rilancio del quartiere, culminato nei giorni scorsi con il nuovo Patto per lo Sviluppo della Maddalena. Un cammino verso cui Laboratorio Genova procede su binari paralleli: «Per il futuro puntiamo a una sinergia più strutturata con Municipio e Civ, ma al tempo stesso abbiamo cercato di operare con autonomia rispetto alle dinamiche interne del quartiere. Crediamo che per fare iniziative in Maddalena non bisogna per forza “parlare di Maddalena”: i nostri eventi hanno portato nei vicoli molte persone, abbiamo pertanto fornito un servizio “indiretto” al quartiere, ma non vogliamo che i nostri laboratori si trasformino in un “safari fotografico del degrado”. Ci interessa piuttosto rendere la cultura appetibile per chiunque, abbiamo studiato una campagna di comunicazione (qui un esempio) che attirasse appassionati e curiosi: molte persone sono passate da noi solo per chiederci consiglio su quale macchina fotografica acquistare, o per sapere di cosa ci occupiamo. Un viavai di persone che ha contribuito ad animare la zona della Maddalena, senza però intervenire direttamente nel dibattito che la riguarda».

    Marta Traverso

  • Strumenti musicali usati: come donarli alle scuole di Genova

    Strumenti musicali usati: come donarli alle scuole di Genova

    musica-concerti-chitarre-DIHai uno strumento musicale che non utilizzi più? C’è la possibilità di fare una donazione alle scuole di Genova per dare a bambini e ragazzi la possibilità di frequentare un percorso gratuito di avvicinamento alla musica.

    Questo, in sintesi, ciò per cui si sta adoperando Progetto Sviluppo Liguria: un’associazione di volontariato costituita nel 1997 e che si occupa di cooperazione internazionale e di progetti educativi sul territorio. Fra questi Costruiamo con la musica, ispirato al metodo didattico di José Antonio Abreu in Venezuela che sostiene la promozione sociale dell’infanzia attraverso l’educazione musicale e la formazione di orchestre di bambini.

    Come mi spiega Elena Gritti «È un’esperienza che si sta attuando a livello nazionale, a cui Progetto Sviluppo Liguria ha aderito – come primo nucleo ligure – all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013 presso l’Istituto Comprensivo Lagaccio. Il progetto si compone di due fasi: la prima riguarda la propedeutica e alfabetizzazione musicale, la seconda l’apprendimento di uno strumento d’orchestra o il canto in un coro. La didattica è coordinata sia dal personale dell’associazione, sia da un nucleo di docenti di musica e strumentisti, che si sta costituendo per darci supporto nei prossimi anni scolastici. L’obiettivo è infatti estendere il progetto ad altre scuole, soprattutto quelle collocate in quartieri “difficili” dove non ci si può permettere di finanziare corsi di musica: gli strumenti vengono dati agli allievi in comodato d’uso gratuito».

    La prima applicazione del progetto, ossia il corso propedeutico all’Istituto Lagaccio, è stata possibile grazie al bando che Celivo apre annualmente a sostegno delle organizzazioni di volontariato e alle donazioni di sponsor privati, a partire da Emac.

    Come si può contribuire a Costruiamo con la musicaLa possibilità di donare uno strumento musicale è sempre aperta, recandosi presso la sede di Progetto Sviluppo Liguria in piazza Acquaverde o presso uno dei circoli Auser della città. Sono ricercati soprattutto strumenti per ensemble e orchestre (archi, fiati, a corda) ma sono ben accetti anche di ogni altra tipologia. L’associazione è inoltre presente al Suq con un punto di ritiro degli strumenti e questa sera (lunedì 24 giugno, ore 18) dedicherà un momento all’illustrazione del progetto al pubblico.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Libero cinema in Libera terra: proiezioni di film a Villa Bombrini

    Libero cinema in Libera terra: proiezioni di film a Villa Bombrini

    villa-bombrini-2Lunedì 24 giugno 2013, festa di San Giovanni, si svolge a Villa Bombrini – Genova Cornigliano, la tappa dell’evento nazionale Libero cinema in Libera terra.

    Si tratta dell’ottava edizione dell’iniziativa a cura di Libera, associazione fondata da Don Luigi Ciotti che si occupa di contrasto alle mafie. Un ricco calendario di film che si proiettano in 100 tappe italiane dal 18 giugno al 18 luglio 2013.

    A Genova viene rappresentato The House I live in di Eugene Jarecki: un film del 2012 che racconta il sistema giudiziario americano dal punto di vista di un ufficiale della narcotici.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Giardini Baltimora: concerto di musica in dialetto genovese

    Giardini Baltimora: concerto di musica in dialetto genovese

    Giardini BaltimoraDomenica 23 giugno 2013 (dalle 18) i Giardini Baltimora ospitano nella Notte di San Giovanni l’evento musicale a cura di Arge Genova I Giardini di Cartapesto.

    Una serata che vuole rivalutare la cultura genovese, a partire dal suo dialetto, e al tempo stesso far conoscere questo spazio alle spalle del centro città, che sta diventando oggetto di un interessante progetto di riqualificazione.

    Ospiti musicali (leggi il programma) sono Makadam Zena, Bobby Soul, Bernarda Prod-Action, U Carbun e Uribà.

    Ingresso a offerta libera.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • PechaKucha Night: una serata di arte, creatività e bolle di sapone

    PechaKucha Night: una serata di arte, creatività e bolle di sapone

    pechakucha-6Un format nato in Giappone, diffuso in tutto il mondo e che da poco più di un anno è di casa anche a Genova, trovando una collocazione fissa nei Giardini Luzzati.

    Sto parlando del Pechakucha Night, evento giunto alla sesta edizione che prevede la presentazione pubblica di progetti secondo un modello standard, 20 slide in 6 minuti. Ieri sera (giovedì 20 giugno 2013) si è svolta la sesta edizione, preceduta dal concerto di Lorenzo Malvezzi, che ha visto alternarsi 12 progetti legati all’arte, all’associazionismo e all’imprenditoria.

    Si è partiti proprio con gli ospiti della serata: con la prima slide, una foto storica dell’area che oggi ospita i Giardini Luzzati, Marco Montoli ha raccontato l’impegno dell’associazione Il Ce.Sto per rivalutare quest’area del centro storico. I Giardini sono anche il “quartier generale” dell’associazione VintaGe – che si impegna da alcuni anni a promuovere la cultura vintage e la prossima settimana sarà al Porto Antico per la terza edizione di Vintage in Porto (martedì 25 saremo alla conferenza stampa e vi racconteremo maggiori dettagli) – e di GecoEco, startup che promuove la green economy e la mobilità sostenibile attraverso il noleggio e la riparazione di bici elettriche.

    A seguire Manena Hostel: tre ragazzi rimasti senza lavoro, che si sono rimboccati le maniche e hanno cercato (e trovato) alla Maddalena uno spazio idoneo per aprire il primo ostello del centro storico, inaugurato lo scorso novembre a due passi da via Garibaldi. Uno spazio che da subito ha creato una sinergia con Y.E.A.S.T. per i loro progetti di scambio internazionale: Monica e Stefania, tra un bagno nelle bolle di sapone e una t-shirt di solidarietà ai manifestanti di Gezi Park, hanno illustrato le diverse iniziative dell’associazione. Scambi di una o due settimane finanziati dall’Unione Europea, gli eventi artistico-gastronomici DeGustibus e un imminente progetto di mobilità sostenibile in collaborazione con l’associazione Abitanti della Maddalena.

    Passando all’arte è il turno di Vanuart, che illustra le numerose mostre e iniziative proposte in varie zone della città. Proprio grazie all’associazione fondata da Sabrina Losciale si sono conosciuti gli artisti Cri EcoAlessandro Gatti e Federico Patrone, che insieme hanno dato vita al progetto Interazioni, una serie di performance che vedono la commistione di diverse discipline artistiche. Proprio durante uno dei loro primi eventi il sopranista Andrea Giambelli, che accompagnava il trio, è stato “notato ” ingaggiato da una compagnia teatrale di Copenaghen per uno spettacolo che si terrà ad agosto.

    I brani del cantautore Federico Giacobbe si accompagnano alle altre presentazioni della serata. Francesco Rotta, ideatore di cruciverba e giochi di brain training, illustra il suo progetto rivolto ai ristoranti, per creare giochi ad hoc sulle tovagliette di carta. Oimemì, negozio aperto al Carmine lo scorso dicembre che vende t-shirt, pezzi unici realizzati da artisti genovesi o provenienti da ogni parte del mondo.

    Infine due progetti giunti dalla Calabria e da Milano. Pixel è ideato da tre architette calabresi e prevede la riqualificazione dei container come unità abitative, mentre Ivan è un poeta avanguardista che dal 2003 gira l’Italia e il mondo per realizzare performance di poesia viva. Nelle giornate di oggi e domani Ivan sta operando alla Maddalena: come spiega Luca Curtaz, presidente dell’associazione Abitanti della Maddalena «Ivan sta eseguendo dei ritratti poetici di abitanti, esercenti e passanti della Maddalena. L’azione è in atto su serrande di commercianti che hanno dato la loro disponibilità, Luca il fruttivendolo e Beatrice Giannoni ceramista, e sulla palizzata del cantiere dell’asilo in costruzione in vico della Rosa. sono ritratti poetici di persone della Maddalena. Lui presta la sua opera gratuitamente, con il supporto di AMa e Civ Maddalena».

    Marta Traverso