Tag: disagi

  • Assicurazioni auto a tariffe etniche: agli extracomunitari costano di più

    Assicurazioni auto a tariffe etniche: agli extracomunitari costano di più

    Nei giorni scorsi l’Europa ha ufficialmente chiesto all’Italia di eliminare definitivamente le cosiddette assicurazioni a “tariffe etniche”, ovvero un premio assicurativo più caro che viene applicato solo nei confronti dei cittadini extracomunitari.

    Si tratta di un caso già noto, sollevato due anni or sono da un’inchiesta di Repubblica, che, per effetto di un esposto dell’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione), è giunto sui tavoli della Commissione Europea. Interessa buona parte delle compagnie di assicurazione italiane, ormai abituate da anni ad applicare tariffe più svantaggiose ai cittadini immigrati raggiungendo maggiorazioni che arrivano anche al 100% (soprattutto nel caso di cittadini marocchini) e che in media si aggirano dall’8% al 43%.

    Utilizzando i termini tecnici del mondo degli assicuratori viene definito “rischio nazionalità”, facendo invece riferimento ai termini che utilizziamo tutti i giorni in qualunque altro contesto si dice che “se sei albanese o marocchino la polizza auto costa di più”. Per quanto riguarda la Commissione Europea, invece, si parla di “restrizione discriminatoria della libertà di fruire di un servizio” e di “criteri di cittadinanza nella definizione dei premi assicurativi delle Rc auto”. Al momento la Commissione Ue ha deciso di non aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, limitandosi alla segnalazione; ora tocca alle compagnie italiane eliminare la voce dai contratti.

    All’inizio di quest’anno anche l’Ufficio Nazionale Anti-Discriminazioni Razziali (Unar) era intervenuto sulla delicata questione diffondendo una nota con la quale sottolineava i profili di illegittimità e di contrasto con il diritto europeo che caratterizzano le tariffe differenziate per nazionalità nelle polizze auto.

     

    [Foto di Diego Arbore]

  • Consulenza online: facciamo luce sulle bollette, senza vederci chiaro

    Consulenza online: facciamo luce sulle bollette, senza vederci chiaro

    Forse non lo sapevate, ma anche per il mercato della distribuzione di energia elettrica e per quello del gas esiste una normativa precisa, tanto precisa che il 50 % degli utenti che si rivolgono ad associazioni di consumatori hanno proprio un problema relativo a queste due tipologie di bollette.

    Innanzitutto va detto che esiste un organo di controllo, l’AEEG (Autorità per l’energia elettrica e gas ), il quale determina le regole per questo tipo di mercato. Già, perchè di mercato si tratta…

    Esiste il mercato tutelato, le cui tariffe vengono stabilite dallo stato ed i gestori che operano in quell’ambito sono coloro che distribuiscono gas o energia elettrica; a Genova, tanto per capirci, Iren mercato per il gas ed Enel Servizio Elettrico per la luce. Tutti gli altri fanno parte del cosiddetto mercato libero: ognuno vende luce e/o gas alla tariffa che ritiene opportuna e con le promozioni che ritiene.

    In questo bailamme Iren Mercato ed Enel hanno pensato bene di inserirsi anche nel mercato libero, creando non poca confusione agli utenti, i quali, vedendo il medesimo marchio, hanno pensato di non cambiare gestore… In altre parole, i costi del trasporto (di gas e/o luce) li pagano a se stessi guadagnandoci due volte.

    Facciamo due esempi: Enel Energia ha sede a Roma, ha lo stesso marchio e lo stesso slogan (L’Energia che ti ascolta) di Enel Servizio Elettrico, con la differenza che le bollette sono stampate in azzurro; il risparmio per il consumatore? Pochi Euro all’anno… in cambio di molte difficoltà: comunicare la lettura effettiva perchè sennò viene stimata è il problema più grosso e non da poco. Iren Mercato Libero, stesso marchio, stessa sede a Genova: operatori che fanno finta di controllare i contatori, così prelevano i vostri dati e vi appioppano a vostra insaputa un contratto nuovo, con il libero mercato… Finita qui? Neanche per idea !

    Entrambe (Enel Energia e Iren) vendono sia gas che luce, così il guadagno si quadruplica. L’AEEG non muove un dito e le associazioni di consumatori stanno con le mani in mano…

    Un caso emblematico riguarda GDF Suez, impresa venditrice di gas nell’entroterra ligure, in Lombardia ed in Emilia Romagna: abbiamo constatato bollette che fanno del paradosso il loro modo di esistere; provare a contattare qualcuno? Non provateci, tanto non rispondono al pari dell’ENI.

    Un’ultima nota: in Italia ci sono una quindicina di venditori di energia elettrica e circa seicento di gas. Chi scrive è un fautore del mercato tutelato. E’ una grossa bufala il fatto che con il mercato libero si risparmi, checché ne dicano Federica Pellegrini, Gerry Scotti e tutte le pubblicità del settore.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    foto di Diego Arbore

  • Sottopasso Cadorna: lettera aperta dei commercianti al Comune di Genova

    Sottopasso Cadorna: lettera aperta dei commercianti al Comune di Genova

    Sottopasso Cadorna a GenovaDopo l’alluvione del novembre scorso, gli esercizi commerciali del sottopasso Cadorna sono stati trasferiti in una “provvisoria” struttura nella vicina viale Caviglia all’ingresso dei giardini di Brignole. L’accordo, raggiunto ma non ancora siglato, con il Comune di Genova prevede un intervento entro l’estate per la messa in sicurezza dei locali e il trasferimento nelle sedi originarie delle attività commerciali. Oggi, a distanza di mesi, i commercianti hanno firmato una lettera aperta che pubblichiamo integralmente:

    «Gli operatori del Sottopasso Cadorna intendono pubblicamente ringraziare il Sindaco Marta Vincenzi (che durante un sopralluogo garantì personalmente una pronta soluzione positiva), tutta la Giunta Uscente e particolarmente gli Assessori interessati e protagonisti: Lavori Pubblici – Sig. Margini, Commercio – Sig. Vassallo, Mobilità – Sig. Farello, Sicurezza – Sig. Scidone ed altre Autorità coinvolte

    per aver sprecato tutto il tempo necessario a concludere un accordo già verbalmente raggiunto il 19 Marzo u.s. accettando tutte le proposte offerteci. Nonostante i ripetuti e troppo cortesi solleciti sopra ricordati si sono persi mesi fondamentali.

    Mancava solo la sottoscrizione delle Autorità Comunali per far partire i lavori di ripristino del Sottopasso (come ampiamente riportato e diffusamente annunciato) e in parte finanziato dagli Operatori stessi.

    Gli stessi Operatori che continuano ad essere “temporaneamente” ospiti a pagamento di instabili tendoni esposti ad ogni pericolo atmosferico e non, frequentati piu’ da topi che da potenziali clienti.

    La Giunta Uscente non ha trovato un attimo per firmare quello che propose ed ora, in attesa del ballottaggio, spetterà ai Successori concludere in maniera rapida e dignitosa una vicenda sempre più disagevole per la Città e drammatica per le Aziende e le Famiglie coinvolte».

  • Limitazioni alla vendita di bevande alcoliche: l’ordinanza del Comune

    Limitazioni alla vendita di bevande alcoliche: l’ordinanza del Comune

    Vicoli, Centro Storico di GenovaDal primo gennaio 2012 i titolari di bar, negozi e ristoranti di tutta Italia hanno il potere di scegliere autonomamente quando alzare e abbassare le saracinesche. Fu uno dei primi dictat del decreto Monti promosso con il nomignolo “Salva – Italia”. In quell’occasione Marta Vincenzi dichiarò: «…l’iniziativa deve essere commisurata alle esigenze dei territori, per evitare che certi provvedimenti facciano degenerare situazioni a rischio». Spetta al Sindaco, infatti, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale e nell’ambito dei criteri  indicati dalla Regione, il potere di coordinare e riorganizzare gli orari degli esercizi commerciali dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici.

    La Legge, infatti, ha prescritto agli enti locali l’adeguamento delle proprie disposizioni alla liberalizzazione degli orari concedendo però l’eventuale applicazione di vincoli ritenuti necessari per evitare danno alla sicurezza e garantire la protezione della salute umana.

    Detto ciò, seguendo anche le indicazioni delle Associazioni di Categoria, con un’ordinanza il Sindaco ha ufficializzato i vincoli contro l’abuso di bevande alcoliche a Genova, partendo proprio da quel sopracitato paragrafo della Legge in tema di tutela della sicurezza e della salute. Una decisione che, inevitabilmente, ha provocato dissenso fra i commercianti del Centro Storico e non solo

    Così recita il testo dell’ordinanza: “I titolari e i gestori degli esercizi muniti della licenza prevista dai commi primo e secondo dell’articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, ivi compresi gli esercizi ove si svolgono, con qualsiasi modalità, spettacoli o altre forme di intrattenimento e svago, musicali o danzanti, nonché chiunque somministra bevande alcoliche o superalcoliche in spazi o aree pubblici ovvero nei circoli gestiti da persone fisiche, da enti o da associazioni, devono interrompere la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche alle ore 3 e non possono riprenderla nelle tre ore successive, salvo che sia diversamente disposto dal questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza”.

    E ancora: “I titolari e i gestori degli esercizi di vicinato (attività commerciali con una superficie di vendita non superiore a 250 mq n.d.r.) devono interrompere la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 24 alle ore 6, salvo che sia diversamente disposto dal questore in considerazione di particolari esigenze di sicurezza.  Ritenuto opportuno prevedere che negli orari di interdizione della vendita e somministrazione di alcolici previsti dalla norma sopra richiamata gli esercenti debbano altresì inibire l’accesso del pubblico alle bevande alcoliche predisponendo idonei sistemi di occultamento delle stesse.”

    Viene invece rinviata a successivo Provvedimento la disciplina oraria dei pubblici esercizi diversi dalla somministrazione e di ogni altra tipologia esclusa dall’intervento legislativo di liberalizzazione.

    Foto di Diego Arbore

     

  • Consulenza online: assicurazioni auto, mercato libero o prigione?

    Consulenza online: assicurazioni auto, mercato libero o prigione?

    Parlare di libero mercato potrebbe sembrare banale, eppure non lo è affatto. Una carrellata di contraddizioni… per noi che tutti i giorni dobbiamo fare i conti col carrello della spesa. Mercato libero vorrebbe dire libertà di scegliere, non libertà di farsi imprigionare; prendiamo l’esempio dalle assicurazioni auto che per prime furono oggetto di libero mercato.

    Siamo nel 1995: ogni impresa assicurattrice poteva applicare la tariffa RC Auto ritenuta più idonea. Prima di allora, la tariffa era monitorata dallo stato, ovvero ovunque ci si recasse, il prezzo da pagare era quello. E non si discuteva.

    Poi il libero mercato, ovvero la nuova frontiera del risparmio. Era proprio il caso di dirlo: risparmio assicurato. Ma qualcosa non ha funzionato, evidentemente, dal momento che i prezzi delle assicurazioni auto sono sempre aumentati. Anzi, dal 1995 gli aumenti sono stati più consistenti, grazie al mercato libero.

    Qualcuno diceva: così sei libero di andare da chi ti offre la tariffa più vantaggiosa; ma allora non c’era internet e trovare l’assicurazione più conveniente non era roba di due minuti, anzi, il tempo perso in telefonate e ricerche disperate non giustificava il risparmio eventualmente ottenuto.

    Allora si è detto. Meglio rimanere dove si è, se ci si trova bene… Poi sono comparse le compagnie telefoniche: prezzi eccezionali in virtù della mancanza di agenzie assicurative vere e proprie, cosa che abbatteva parecchio i costi; però non sapevi mai con chi parlavi ed il rapporto interpersonale andava a farsi friggere.

    Questa volta si è detto: meglio guardare in faccia il tuo interlocutore e rimanere dove si è, se ci si trova bene… Poi sono arrivate le banche a proporre prezzi stracciati, a condizione che uno apra un nuovo conto corrente, sennò non vale. E’ come se un giorno la Michelin decidesse di fabbricare automobili super economiche, a condizione che siano equipaggiate con i loro pneumatici, sennò niente auto!

    In questo caso s’è detto: meglio guardare negli occhi un interlocutore o guardare in faccia la realtà e andare da chi ci prende in giro, però ci fa risparmiare?

    Alla fine sono arrivati i grandi riformisti: Bersani prima e Monti poi. E che cosa hanno portato le rifrome? Una gran confusione sulle classi di merito (un neopatentato può acquisire la classe bonus/malus del padre guidatore virtuoso), il paradosso dell’indennizzo diretto (in caso di incidente paga la tua assicurazione, ma ti devi accontentare…), le carrozzerie convenzionate (non puoi più decidere dove fare ripararare la tua auto) e, dulcis in fundo, la mediazione obbligatoria in caso di sinistro (prima di fare causa all’assicurazione devi fare obbligatoriamente il tentativo di conciliazione).

    E adesso che si dice? Che il futuro non lo assicura più nessuno.

     

    Alberto Burrometo

    Foto di Diego Arbore

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppureredazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

     

     

  • Consulenza online: via Canepari, strisce gialle a tradimento

    Consulenza online: via Canepari, strisce gialle a tradimento

    AutobusNei giorni scorsi abbiamo ricevuto decine di segnalazioni relative a due nuove situazioni legate alle famose strisce gialle, ovvero le corsie riservate ai bus. In realtà, va detto, le situazioni non sono propriamente nuove, sono nuove le multe che vengono recapitate agli ignari automobilisti. In particolare, stiamo parlando di via Canepari e di via di Francia, laddove le telecamere sono posizionate da mesi, ma non tutti lo sanno, a quanto pare.

    Mario di Certosa, uno tra i tanti, ci segnala un’assurdità: «Abito in via Mansueto e per tornare a casa debbo percorrere via Canepari e, ad un certo punto, giro a destra; mi è stata notificata una multa perchè la telecamera mi ha immortalato mentre invadevo la corsia riservata ai bus…»

    Abbiamo voluto indagare e, un po’ come la Pantera Rosa, ci siamo recati in loco… Cosia gialla tratteggiata in quanto ci si trova in prossimità di un incorcio (con via Mansueto, appunto) e telecamera posizionata qualche decina di metri prima: impossibile dirigersi verso via Mansueto senza incorrere nell’infrazione.

    Dalla fotografia emerge chiaramente l’auto con la freccia inserita per svoltare in via Mansueto… Ricorso vinto in partenza, voi direte. Certo, ma quanto tempo deve perdere un cittadino a seguito della superficialità del Comune?

    Alcune segnalazioni arrivano anche per via di Francia… E nuovamente Pantera Rosa in azione… In particolare, chi proviene dalla sopraelevata ed esce in via di Francia si trova di fronte una rotonda; per dirigersi a ponente senza passare sotto l’occhio vigile della telecamera è necessario tagliare la strada a tutti, virare di prepotenza a sinistra per incanalarsi nella corsia giusta… che brivido! Però quella telecamera è segnalata, in mezzo ad altri tremila cartelli ce n’è uno che ci avvisa: per vederlo bisogna fermarsi o tamponare chi ci sta davanti.

    In Inghilterra hanno più senso civico: la prima volta che commetti un’infrazione ti avvisano che dalla prossima volta riceverai una multa. Qui il silenzio regna sovrano per farci cadere in trappola: ci fanno commettere tante infrazioni finchè non veniamo a conoscenza di commetterle… E io vado a piedi.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Piazza Fossatello: i commercianti protestano per la presenza dei cantieri

    Piazza Fossatello: i commercianti protestano per la presenza dei cantieri

    Prendete il Centro storico, nei giorni di festa, quando il flusso di turisti per i vicoli è maggiore, aggiungete un cantiere che sta mettendo a soqquadro la pavimentazione costringendo alla temporanea cancellazione dei dehors di alcuni locali, il risultato finale sono le proteste dei commercianti, appoggiati dalle associazioni di categoria Confesercenti ed Ascom, le quali denunciano una situazione critica per i negozi.

    Accade in Piazza Fossatello, uno dei principali varchi d’accesso per i visitatori che si recano nel centro storico, ma i disagi coinvolgono anche via Ponte Calvi.

    «Il 26 marzo scorso senza che nessuno ci avesse avvisato, appena una settimana prima di Pasqua, in via Ponte Calvi hanno cominciato a bucare la pavimentazione – spiega il titolare della storica Pasticceria Liquoreria Marescotti – Siamo nella zona più turistica della città eppure nessuno ha pensato di pianificare i lavori in un periodo diverso».

    Parliamo infatti di un intervento che pare non essere urgentissimo, sottolineano i negozianti, avviato da Genova Reti Gas per adeguare la rete alle normative europee. Probabilmente la scelta di avviare i lavori proprio in un momento cruciale dell’anno, non è stata la più sensata.

    I commercianti, preoccupati per le ripercussioni negative sulle loro attività, chiedono al Comune un incontro, alla presenza dei responsabili del cantiere, per trovare una soluzione che mitighi i disagi nella zona.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Via Bocciardo, i cittadini chiedono una riduzione dell’Imu

    Via Bocciardo, i cittadini chiedono una riduzione dell’Imu

    La crepa nel muro di via BocciardoGli inquilini di via Bocciardo, dal 4 dicembre fuori casa a causa dei danni strutturali provocati alla loro abitazione dai lavori di scavo per dei box interrati, non sanno come comportarsi in merito al pagamento dell’acconto Imu – da versare entro il 16 giugno 2012 – perché il Comune non ha ancora approvato il regolamento Comunale per l’applicazione del tributo e la Delibera Consigliare di determinazione delle aliquote e detrazioni, che devono essere adottati contestualmente al Bilancio di previsione, il cui termine è stato differito al 30 giugno prossimo.
    I cittadini chiedono giustamente di poter usufruire di una riduzione della tassa sulla prima casa.

    Questo il testo della mail finale degli inquilini di via Bocciardo

    Spett. le Comune di Genova, in relazione a quanto rispostomi dall’Ufficio Ici (leggi in calce), vorrei chiedere:
    dopo aver dato un permesso di costruire (o distruggere) su una zona a vincolo idro/geologico/paesaggistico; dopo aver buttato fuori di casa 8 famiglie; dopo averle lasciate al loro destino di homeless

    non vi sembrerebbe “carino” poter approvare questo famoso Regolamento prima della data fissata per l’acconto IMU onde far sì che venga approvata una riduzione per quei poveri diavoli fuori di casa che devono pagare la tassa su un bene del quale non stanno beneficiando e del quale probabilmente non beneficeranno più e non per cause da loro dipendenti?
    Su! Fate uno sforzo…riunite il Consiglio Comunale e fate una bella riunione! Immagino che gli assessori saranno sfiniti da questa corsa elettorale, ma sono convinta che possano trovare un piccolo spazio per questo! Cosa ne dite?

  • Via Bocciardo: le famiglie sfollate a dicembre sono ancora fuori casa

    Via Bocciardo: le famiglie sfollate a dicembre sono ancora fuori casa

    box via bocciardoLa speranza era che dopo l’udienza del 5 aprile gli sfollati di via Bocciardo 1 a Borgoratti potessero fare ritorno a casa. Ma l’udienza è stata rinviata e le famiglie sono ancora a spasso, a loro spese (leggi l’articolo di EraSuperba del 30 gennaio su questo argomento).

    Il 4 dicembre scorso il cantiere per la costruzione di box interrati in via Tanini viene colpito da una frana, il palazzo di via Bocciardo si trova proprio sopra gli scavi e la Pubblica Incolumità ordina lo sgombero del palazzo. Inizialmente le famiglie vengono rassicurate circa un rapido rientro a casa, ma oggi a distanza di 5 mesi gli appartamenti continuano ad essere inagibili e le famiglie stanno pagando di tasca propria una nuova sistemazione, i più fortunati hanno trovato asilo da amici e parenti.

    Spiega Rosella Ricca, sfollata dal suo appartamento: «Non entro nel dettaglio, ma posso dire che dopo quasi tre anni di scavi e trivellazioni selvagge, essendo stati eseguiti lavori in parte difformi dai progetti presentati (come da perizia tecnica e non per nostra fantasia), il 4 dicembre 2011 c’è stato un crollo dei piloni del cantiere sotto la nostra casa e la Pubblica Incolumità ci ha fatto sgomberare lasciandoci poi al nostro destino».

    «Perché dovete sapere – continua Rosella – che il Comune ha il potere di concedere permessi di devastare una zona dove c’è il vincolo idrogeologico per l’interesse economico di poche persone, per poi buttarti fuori di casa quando vede che le cose si mettono male, ma non si assume più l’onere tecnico ed economico per ripristinare i danni al caseggiato e pagare un tecnico che dichiari la messa in sicurezza. Rimane tutto a nostro onere.»

    Dopo l’evacuazione gli abitanti hanno deciso di intentare una causa contro la ditta esecutrice dell’opera per far valere i propri diritti, forti delle tante telefonate effettuate agli organi competenti durante i lavori di cantiere per segnalare crepe e anomalie, segnalazioni che non sono mai state prese in considerazione: «Il caseggiato è lesionato da crepe passanti ai muri portanti, finestre e porte non si chiudono più – afferma Rosella Riccavia Bocciardo 1 sta scivolando sullo strato di terra (non di roccia) su cui poggiava felicemente da 100 anni a questa parte. I rilevamenti lo affermano. E se noi siamo fuori di casa a spese nostre dal 4 dicembre la controparte nega tutto: non c’è nessun danno, nessun pericolo, nessun responsabile… dicono. Ci siamo visti costretti a rivolgerci (sempre a nostre spese) al Tribunale che sta trascinando di rinvio in rinvio una sentenza. Che cosa stanno aspettando? Ormai è tutto chiaro, le perizie sono state fatte. Dov’è la giustizia? Chi pagherà? Grazie a tutti coloro, politici, amministratori, pseudo professionisti, imprenditori ed affaristi che hanno causato tutto questo.»

     

    Foto e video Daniele Orlandi

  • Distributori Gpl, Genova è la città in Italia con meno stazioni di servizio

    Distributori Gpl, Genova è la città in Italia con meno stazioni di servizio

    Recenti stime indicano che sono circa 1.800.000 i veicoli attualmente alimentati a Gpl in Italia, un numero in crescita. La media in percentuale delle auto a Gpl nelle città italiane supera di poco il 5%, a Genova si aggira intorno al 2%. E mentre in Italia sono stati recentemente raggiunti i 3000 distributori Gpl, Genova con i suoi 8 distributori è la provincia meno fornita d’Italia. Di queste stazioni di servizio solo 4 sono in città, situate peraltro in zone periferiche: Via Struppa, Via G. Gastaldi (San Quirico), Via Trensasco, Via Borzoli.

    Il Gpl (Gas Petrolio Liquefatto) viene prodotto principalmente come sottoprodotto della raffinazione del greggio e altro non è che il liquido contenuto ad esempio nei comuni accendini. Da non confondersi con il metano (gas naturale ad alta pressione ad oggi la soluzione più conveniente nel rapporto spesa/consumo), il Gpl è vantaggioso per l’alimentazione dei motori delle auto sia per quanto riguarda il costo al litro che per le emissioni a basso impatto ambientale. Rispetto al gasolio, infatti, Gpl e metano non emettono polveri. E fatto 100 il livello di emissioni di anidride carbonica di un motore a benzina,  in caso di Gpl si scende a 90 (75 nei veicoli a metano), ed è pressoché zero l’inquinamento di suolo, acqua e falde acquifere.

    Sapete quale è una delle principali controindicazioni per chi decide di passare all’auto Gpl? I veicoli non possono essere parcheggiati oltre il primo piano interrato delle autorimesse per prevenire il rischio di pericolose fuoriscite che potrebbero causare incendi. E visto il proliferare a Genova di parcheggi interrati in ogni angolo della città come funghi dopo un violento temporale… Sarà per questo che i genovesi (già di loro mai troppo inclini ad abbandonare il vecchio in favore del nuovo) se ne infischiano di risparmio ed emissioni e rimangono affezionati a benzina e gasolio?

     

  • Servizio civile: appello dei giovani per nuovi finanziamenti

    Servizio civile: appello dei giovani per nuovi finanziamenti

    Il Servizio Civile in LiguriaLa situazione di tutti coloro che hanno superato le selezioni dell’ultimo bando di servizio civile in Italia si sta lentamente avviando verso una felice conclusione: mese dopo mese, da qui a fine 2012 tutti i volontari saranno avviati in servizio nelle loro sedi.

    Nonostante questo, è assai dubbia la possibilità che venga pubblicato un nuovo bando entro la fine di quest’anno. I finanziamenti scarseggiano e per tutti i giovani che in futuro volessero usufruire di questa opportunità le porte sembrano lentamente chiudersi.

    Questo l’appello lanciato alcuni giorni fa da Silvia Conforti, Rappresentante Nazionale dei giovani volontari, nel corso di una tavola rotonda che ha cercato di fare il punto sulla crisi del Servizio Civile.

    “Giovani volontarie e volontari,

    la Rappresentanza Nazionale dei Volontari in Servizio Civile, continua ad urlare forte: SOS Servizio Civile Nazionale.

    Che il Governo prenda posizione e dia certezza anche e soprattutto per il futuro di questa straordinaria esperienza.

    Premetto che siamo pienamente consapevoli delle priorità che in questo momento il governo deve affrontare, ma torno a dire che occuparsi di Servizio civile e trovare il modo di rifinanziare il suo fondo nazionale non sia soltanto un valore per noi e per tutti quelli che hanno diritto ad avere l’opportunità di scegliere questa esperienza, ma è un valore aggiunto per tutto il Paese.

    Un dato importante è scaturito dalla tavola rotonda: comincia a crearsi uno spazio, anche se ancora troppo piccolo, per noi giovani.

    Abbiamo voglia di impegnarci, non vogliamo tirarci indietro e non vogliamo farlo soprattutto in questo momento così incerto e difficile.

    Il Servizio Civile come quello Militare operano nel nostro Paese per il bene sociale e la pace. Abbiamo confini diversi, strumenti diversi ma cooperiamo insieme per un unico fine la difesa della patria sancita all’art. 52 della nostra Costituzione.

    Perché dunque operare dei tagli così drastici per il mantenimento del servizio civile?

    Non possiamo tollerare 23 miliardi per il servizio militare e ”0 euro” per il servizio civile.

    11 miliardi di euro per i cacciabombardieri e “0 euro” per l’educazione dei giovani …’educazione’, per altro, sancita a livello Costituzionale.

    Il servizio civile educa i giovani ad essere cittadini attivi, a capire i bisogni del proprio paese e a sentirsi responsabili verso il prossimo.

    E’ necessario lavorare per aprirsi all’Europa, altrimenti rimaniamo ancorati ad una visione che non guarda al futuro. Non possiamo creare, proprio con il Servizio Civile, un confine territoriale, quando invece tutta l’Europa sta abbattendo i propri di confini.

    Una gestione nazionale ha creato e continua a creare, invece, il giusto equilibrio facendo da filo conduttore tra tutti i progetti, prevedendo degli elementi in comune, i quali danno l’idea al volontario di un Paese che non ha più confini territoriali.

    Non si può e non si deve tornare indietro!

    Da non sottovalutare, in questo senso, l’esperienza della Rappresentanza, momento forte di democrazia tra i delegati e Rappresentanti di tutte le Regioni, che quasi quotidianamente sono in contatto per scambiare opinioni, valutazioni, e proposte da portare in Consulta. Strumento vero di confronto che riunisce tutti quelli che sono i protagonisti del Servizio Civile.

    Se il Governo vuole davvero investire nel futuro dei suoi giovani non può dimenticare di pensare alla loro educazione e formazione civica.”

    Marta Traverso

  • Ora legale: il 25 marzo alle 2 lancette avanti di un’ora

    Ora legale: il 25 marzo alle 2 lancette avanti di un’ora

    Ritorna l’ora legale. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo le lancette degli orologi dovranno essere spostate, alle ore 2, avanti di un’ora. Si dormirà quindi un’ora in meno.

    L’ora legale è una convenzione adottata per la prima volta nel 1916 dalla Camera dei Comuni di Londra. Si chiamava British Summer Time, e implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Lo scopo è quello di sfruttare le ore in più di sole del periodo estivo per il risparmio di energia.

    Stime non ufficiali indicano, tra il 2004 ed il 2007,  un risparmio in Italia di oltre 2,5 miliardi di kilowattora grazie all’adozione dell’ora legale, per un controvalore di 300 milioni di euro. Il risparmio per il solo 2007 è stato di 645,2 milioni di kilowattora.

  • Sestri Ponente: Villa Rossi-Martini è abbandonata al degrado

    Sestri Ponente: Villa Rossi-Martini è abbandonata al degrado

    Villa Rossi a Sestri PonenteUna villa seicentesca, circondata da un ampio parco di 40.000 mq, polmone verde indispensabile per una città, come la nostra, in continuo conflitto con gli spazi, area di svago per anziani e bambini e, perché no, per animali; Villa Rossi-Martini si sta lentamente consumando in un incancrenito degrado, da cui avrebbe dovuto essere salvata con un progetto, proposto dell’Assessore ai Lavori Pubblici Mario Margini, deliberato dal Comune nel dicembre 2009.

    Dopo 30 mesi di lavori la situazione è desolante, con poche opere portate a compimento, aggravata dalla decisione di rinunciare alla realizzazione di parti essenziali , quale la zona riservata ai cani e alla pista da ballo/pattinaggio.

    Un triste stato per una dimora che ha visto i natali ai tempi dei discendenti di “Bonvassallus de Lumello” (Lomellini), che ha ospitato la nobile famiglia dei Centurione-Spinola, che vi potrebbe parlare del terribile colonnello austriaco Radetzky e del suo quartier generale, che passò di “mano” persa al tavolo da gioco, in una notte, dalla marchesa Ginevra Grimaldi Spinola (1855), che ospitò l’imperatrice Sissi, moglie di Francesco Giuseppe, che dopo alterne vicende fu acquistata dal Comune di Genova (10 marzo 1931), che, dall’ottobre dello stesso anno, fu sede della scuola pubblica Anita Garibaldi e che, infine, è stata abbandonata alle incurie del tempo.

    Ubicata a Sestri Ponente, si raggiunge percorrendo la via pedonale principale fino all’altezza di Piazza B. Poch: qui si aprono i cancelli del parco da cui, con una salita di 150 metri, si approda ad uno spazio riservato ai giochi per i bambini e da dove, attraverso sentieri che si perdono tra gli alberi, si può arrivare fino allo storico edificio.

    Durante il percorso il degrado è facilmente riscontrabile nelle tante buche che rendono accidentati i viali, nelle panchine dissestate, nei tavolini in legno da picnic turpemente imbrattati, nei lampioni senza più luce, nelle fontanelle da cui non esce più una goccia di acqua, nei bagni pubblici inagibili, nelle vandaliche scritte che campeggiano su muri, balauste, ringhiere. Solo il belvedere e il roseto, che per altro ha dovuto essere rifatto, dopo i danni causati dall’alluvione, mostrano un look, rinnovato.

    Troppo poco a fronte di quello che rimane da fare e alla rinuncia di quell’encomiabile idea di attrezzare un “paradiso” riservato agli amici a quattro zampe, con un sorriso, chiamata “la sgambatura”, analoga alla “piazzetta bau bau” di Villa Imperiale, un meeting perfetto per quadrupedi, sotto lo sguardo tenero dei loro padroni, per fiutare, raspare, correre, senza invadere gli spazi di piccoli bipedi umani che, con altrettanta gioia, condividono questa area verde.

    Più emblematica l’idea di sistemare li vicino un’area per i gatti, non perché siano meno amati, ma perché si sa, tra cani e gatti, c’è una certa “incomprensione” abitativa. Poco felice, anche, la rinuncia a realizzare una nuova pista da ballo/pattinaggio che avrebbe offerto l’occasione di praticare un po’ di sano movimento, sia sportivo che ludico, e che, in quest’ultimo caso, avrebbe potuto favorire incontri e riempiere momenti di solitudine, specialmente, per persone della terza età.

    Intollerabile la carenza di servizi igienici, sui quali incombe la minaccia di un mancato ripristino, a causa degli atti vandalici di cui sono oggetto, e che per questo, risultano, spesso, inutili i lavori di bonifica. A fronte di una carenza così basilare ed irrinunciabile, necessaria, in particolar modo, ai frequentatori più anziani, non sarebbe più auspicabile una maggiore sorveglianza, magari, attraverso il posizionamento strategico di una delle 15 telecamere, costosissime, appena acquistate dal Comune?

    Una risoluzione di parte dei problemi si avrebbe, inoltre, dal recupero solerte dello stabile della villa, rifugio di vagabondi e senzatetto. Anche qui l’incuria è tangibile ed interessa tutti gli ampi locali che si estendono per una superficie di 1586 mq, distribuiti sui 4 piani dell’edificio, per cui è importante intervenire in fretta; ma è difficile essere ottimisti con la chiusura dei lavori previsti per la fine dell’anno e lo stato di avanzamento delle opere che non prelude a nulla di buono.

     

    Adriana Morando

  • Un fondo per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare la bolletta dell’acqua

    Un fondo per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare la bolletta dell’acqua

    Oltre seicentomila euro (616.456) per le bollette dell’’acqua. Li ha stanziati l’’Ato (Ambito Territoriale Ottimale), su impulso della Conferenza dei Comuni, con provvedimento adottato dalla Provincia che coordina l’’Ambito, attraverso il Fondo sociale idrico per il 2011. Un aiuto per tutte le famiglie che in provincia di Genova hanno difficoltà a saldare le bollette per il pagamento del servizio di fornitura idrica.

    Il fondo assistenziale è aumentato, oltre il 40% in più rispetto allo scorso anno, uno stanziamento che viene ripartito fra i Comuni a favore dei cittadini con le maggiori difficoltà economiche, sulla base delle indicazioni dei servizi sociali e dei regolamenti di ogni ente locale.”

    Le risorse stanno per essere distribuite da Iren, gestore del servizio idrico per conto dell’’Ato, ai Comuni capofila di ogni ambito sociale del territorio e successivamente verranno suddivise tra i Comuni appartenenti ai rispettivi ambiti.

    Ecco la tabella dei Comuni capofila e delle risorse stanziate:

    Genova 334.347
    Arenzano 8.973
    Busalla 21.183
    Campomorone 15.723
    Cogoleto 11.087
    Davagna 10.530
    Masone 13.126
    Savignone 9.386
    Serra Riccò 14.889
    Comunità Montana Alta Valtrebbia 11.824
    Bogliasco 8.994
    Borzonasca 10.064
    Chiavari 32.612
    Cicagna 12.338
    Lavagna 18.615
    Rapallo 26.509
    Recco 19.877
    Santa Margherita Ligure 10.090
    Sestri Levante 26.286

  • Casa-albergo via Linneo, possibile soluzione per le famiglie sfrattate

    Casa-albergo via Linneo, possibile soluzione per le famiglie sfrattate

    Pare esserci una svolta nella difficile vicenda della casa-albergo di via Linneo. La Giunta comunale nei giorni scorsi ha varato una delibera contenente una “proposta di accordo procedimentale” che verrà sottoposto all’approvazione del consiglio di amministrazione di Egi (società di Poste Italiane, proprietaria dell’immobile). L’intesa tra Comune e Poste Italiane è stata trovata, ora manca solo l’adesione formale.

    In pratica Egi si impegna a ristrutturare i locali dell’ex Scuola di polizia postale, ovvero l’ala dell’immobile adiacente alla casa-albergo ed oggi abbandonata, da cui verranno ricavati 84 alloggi da affittare al Comune che li destinerà ad edilizia residenziale pubblica. In una parte di questi si trasferiranno gli ospiti della casa-albergo, già più volte sfrattati nei mesi scorsi.