Tag: elezioni 2012

  • Incontro con Marco Doria, candidato sindaco di Genova per il centro sinistra

    Incontro con Marco Doria, candidato sindaco di Genova per il centro sinistra

    Marco DoriaSiamo con Marco Doria, docente universitario di Storia economica presso la facoltà di Economia dell’ateneo genovese, vincitore delle primarie, candidato sindaco del centro sinistra. Marco Doria è stato per sette anni, dal 1978 al 1985, consigliere di circoscrizione di Albaro per il Pci e per tre, 1990-1993, consigliere comunale. Dopo quasi vent’anni da attivo spettatore nell’autunno 2011, grazie ad un  appello di alcuni intellettuali genovesi, Doria ha deciso di tornare ad occuparsi di politica in prima persona.

    Sostenuto da Sinistra Ecologia e Libertà, ha vinto con largo consenso le primarie ed oggi ci sono molte aspettative intorno alla sua candidatura. Lei è indubbiamente una figura libera ed indipendente ma la prima domanda che voglio porle è: pensa davvero di riuscire – nel caso diventasse sindaco – ad attuare le politiche che ha in mente, insomma ad avere testa e mani libere di agire, considerando che dovrà confrontarsi con interessi e logiche che muovono i partiti che l’appoggeranno?

    La testa libera sicuramente sì. Io penso che la coalizione di centro sinistra sia una coalizione di cittadini. Mi auguro di ottenere tanti consensi e spero che anche la lista che mi appoggia, espressione della società civile, raggiunga un buon risultato. Ovviamente io dovrò confrontarmi, come già sto facendo, con tutti i componenti della coalizione, singole persone ed organizzazioni politiche, per trovare una linea comune. Oggi sono il candidato di tutta la coalizione del centro sinistra e per essa ho il massimo rispetto. Questo però non significa affatto che io debba piegarmi a delle logiche di spartizione del potere.

    Vorrei affrontare con lei il tema del centro storico, una perla della città che andrebbe adeguatamente valorizzata a fini turistici e commerciali. Attualmente alcune zone, penso a via della Maddalena e al Ghetto, stanno provando a rialzarsi soprattutto grazie all’impegno di residenti, realtà associative ed al sostegno delle istituzioni; altre porzioni di città vecchia, ad esempio via di San Bernardo, sono frequentate solo nelle ore notturne a causa della cosiddetta “movida”, mentre durante il giorno sono abbandonate a se stesse. Come si possono coniugare le diverse esigenze degli abitanti, che chiedono di tutelare il loro sacrosanto diritto al riposo e dei giovani alla ricerca di luoghi per il divertimento, con la necessità di rilanciare il centro storico?

    Il centro storico è un gioiello, un patrimonio di Genova ma anche una porzione di città che vive problemi complessi e seri. Quindi richiede politiche di intervento articolate. Innanzitutto occorre valorizzare sempre più l’insieme di bellezze storico-artistiche della città vecchia. E promuovere flussi di turisti non solo nei percorsi tradizionali, ovvero Palazzo Ducale, via San Lorenzo, via Garibaldi, area del Porto antico, ma anche in percorsi oggi meno frequentati. Penso ad esempio a Sarzano, S. Maria di Castello, le Vigne, la Commenda di Prè. Inoltre il centro storico deve diventare un’area dove favorire, con adeguate politiche di sostegno, l’insediamento di nuove attività economiche, in particolare piccole attività commerciali ed artigianali. Per quanto riguarda la questione della cosiddetta “movida” è necessario ricordare a tutti l’importanza del rispetto delle regole affinché il legittimo bisogno di svago dei giovani non entri in conflitto con le rispettabili esigenze dei residenti. Occorre una politica capace di distribuire in maniera più intelligente sul territorio cittadino i luoghi del divertimento giovanile, in modo tale da risolvere il problema della tutela dei diritti degli abitanti del centro storico.

    Al di là delle considerazioni sull’utilità economica e sull’impatto ambientale di alcune grandi opere infrastrutturali, secondo lei un’opera come il Terzo valico, oggi in liguria e più in generale in Italia, le istituzioni sono in grado di gestirla? Oppure vista la moltiplicazione dei costi che spesso si registra nel nostro Paese ed il concreto pericolo di infiltrazioni criminali, attualmente lo Stato italiano non è all’altezza?

    Io ritengo che alcune grandi opere debbano essere realizzate. I temi che lei solleva, pericolo di infiltrazioni criminali e certezze costi/tempi, sono sfide ed impegni che dobbiamo assumerci. In altri termini voglio dire che questi rischi non devono bloccarci. Si tratta infatti di pericoli che riguardano anche altre opere, non necessariamente le cosiddette grandi opere. Penso ad esempio ai lavori pubblici per la messa in sicurezza del territorio. In tutti i casi bisogna prestare la massima attenzione ma gli interventi vanno realizzati.

    Per quanto riguarda il Terzo Valico lei ha detto di essere favorevole, si tratta di un intervento che insiste su una vallata, la Val Polcevera, che già presenta diverse criticità e nel passato è stata ampiamente vessata…

    Per me è importante modernizzare il sistema di collegamenti ferroviari tra Genova e la pianura padana e tra Genova ed il resto d’Europa. Quindi sono favorevole ai lavori di potenziamento delle infrastrutture ferroviarie che potrebbero garantire uno spostamento significativo del trasporto dalla gomma alla rotaia. Ovviamente sono consapevole dei disagi che questi interventi comportano nella popolazione residente. Per la realizzazione di qualsiasi opera, grande o piccola, bisogna fare in modo di controllare la certezza dei tempi/costi ed attenuare, per quanto possibile, le criticità sul territorio.

    Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, l’inceneritore a Borzoli è una priorità?

    La soluzione è aumentare la raccolta differenziata e soprattutto l’effettivo riciclo dei materiali recuperati, ovvero la via al riciclo spinto ai livelli indicati dalle normative europee e nazionali. Questo sistema riduce la quota residua di rifiuti che dovrà essere trattata. Una parte di questi sarà trattata in un impianto a freddo di prossima realizzazione. Quindi il problema va affrontato, da un lato stimolando la raccolta differenziata e dall’altro con l’impianto di trattamento a freddo. In questo modo, secondo me, potremmo ottenere risultati significativi ed in seguito valutare se saranno necessari ulteriori investimenti anche per sistemi diversi. 

    Secondo lei qual è la vocazione di Genova per il prossimo futuro, soprattutto per quanto riguarda la crescita economica e la creazione di nuove opportunità di lavoro?

    Genova dovrebbe avere una vocazione mista ed accanto ai tradizionali assi dell’economia cittadina, ovvero porto ed industria, bisogna svilupparne degli altri. Il porto deve continuare ad essere una colonna dell’economia genovese. Il settore industriale è stato pesantemente ridimensionato ed il Comune farà la sua parte per cercare di difenderlo.

    E poi ci sono altre numerose opportunità: penso ad esempio al settore della ricerca, la ricerca scientifica, quindi l’importanza del ruolo dell’Università, dell’IIT, del nuovo polo tecnologico degli Erzelli, la ricerca in campo medico-sanitario, quindi l’ex Ist e l’ospedale Gaslini. E ancora l’ambito del turismo e della cultura: Genova ha tutte le potenzialità per diventare una capitale italiana del turismo culturale.

     

    Matteo Quadrone

    Video di Daniele Orlandi

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco del partito La Destra Susy De Martini

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento 

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

  • Pierluigi Vinai, incontro con il candidato sindaco del centro destra

    Pierluigi Vinai, incontro con il candidato sindaco del centro destra

    Pierluigi VinaiSiamo con Pierluigi Vinai, candidato sindaco del centro destra, ex segretario generale dell’Anci regionale ed ex vicepresidente della Fondazione Carige (si è infatti autosospeso da entrambe le cariche), si presenta come indipendente (anche se è stato iscritto al Pdl e ha contribuito alla stesura della Carta dei valori), sostenuto oltrechè dal Pdl, anche da alcune liste civiche. In questa competizione elettorale c’è una tendenza dei candidati a presentarsi come espressione della società civile, penso anche ad Enrico Musso e Marco Doria, come a voler prendere le distanze dalla vecchia concezione di fare politica, oggi vissuta in maniera negativa dai cittadini, ma la domanda che le pongo è: pensa davvero di riuscire – nel caso diventasse sindaco – ad attuare le politiche che ha in mente, insomma ad avere testa e mani libere di agire, considerando che dovrà districarsi con gli interessi che muovono i partiti che l’appoggeranno? In altri termini riuscirà a governare senza subire i ricatti dovuti alle logiche di partito?

    Su questo potete starne certi. Mi conoscono e mi hanno accettato sapendo che sono un uomo libero. Quindi la libertà per me viene prima di tutto. Ovviamente questa libertà deve stare in un contesto condiviso. E se dovessero esserci dei punti sui quali non c’è condivisione  penso che prevarrebbe il buon senso mio e dei miei compagni di viaggio. Sono un candidato indipendente perchè siamo in un contesto, anche a livello nazionale, in cui c’è una profonda evoluzione del sistema. La cosiddetta seconda repubblica, almeno come l’abbiamo conosciuta in questi ultimi anni, mi sembra sia giunta al suo crepuscolo. Dunque, se dobbiamo pensare un percorso nuovo per il bene comune dobbiamo farlo attraverso una strada che non è più quella dei partiti tradizionali. I partiti comunque continueranno ad esserci e forse nasceranno in forme nuove. Genova da sempre è una città laboratorio ed è giusto che questo esperimento parta dalla nostra città. L’obiettivo è ricondurre all’unità il mondo moderato. Visto che in questa fase ci sono molti candidati moderati, vorrà dire che considereremo il primo turno una sorta di primarie per scegliere chi affronterà il candidato della sinistra.

    Inevitabilmente le devo chiedere il suo parere sulla realizzazione della moschea, visto che ha provocato polemiche il suo incontro con l’Imam ed il Pdl non sembra intenzionato a fare aperture su questo tema, lei come risponde alle critiche…

    Io sono di matrice culturale cattolica quindi non posso neppure immaginare che altre forme di religione non dispongano di un luogo di culto degno ed adeguato. Detto questo però, bisogna vedere come viene gestita una questione così importante e che coinvolge una comunità numerosa come quella islamica. Diverse amministrazioni di sinistra hanno trattato l’argomento come fosse una pratica urbanistica. La comunità musulmana genovese ha un titolo giuridico in mano ed ha il diritto di vederlo riconosciuto. L’operazione è stata gestita male fin dall’inizio quando per il progetto fu scelta un’area in cui non si poteva realizzare, ovvero Coronata. In seguito l’amministrazione ha pensato al quartiere Lagaccio ma qui ha trovato molta difficoltà nel fare accettare l’operazione alla popolazione residente. Forse è necessario trovare un luogo dove vi sia maggiore accoglienza. Gli amici del Pdl che non hanno gradito il mio incontro con l’Imam sbagliano perchè io sto incontrando diverse figure istituzionali, sociali, culturali, di comunità. Stiano sereni perchè non intendo stravolgere le mie idee ma il mio è un pensiero aperto

    L’Immigrazione è una questione che in questi ultimi anni, in particolare da parte del centrodestra, è stata trattata soprattutto come una questione di sicurezza. Ma secondo lei, considerando anche il processo di integrazione in atto nella società, non è un tema che andrebbe affrontato dal punto di vista dei diritti e doveri di queste persone?

    Sì, ma io parlerei di doveri e diritti. Invece della città dei diritti, che a parer mio è stata un esempio di declino, io vorrei istituire la città dei doveri. Certamente la popolazione immigrata deve essere inclusa socialmente. Pensiamo ai nostri emigranti che andavano in Germania, Belgio, America, inizialmente trovavano difficoltà ma in seguito si fermavano nei nuovi paesi e mandavano in Italia i loro guadagni che contribuivano ad aumentare il nostro Pil. Oggi noi stiamo subendo il processo inverso. Inoltre molte persone immigrate stanno pensando di tornare al paese natio dove investono le risorse guadagnate in Italia, impoverendo di conseguenza il nostro Pil. Per me non è un fatto positivo se queste persone tornano nelle nazioni di provenienza. Ciò significa che non siamo stati capaci di fare comunità ed offrire inclusione sociale. Ma quest’ultima deve partire dal rispetto, da parte degli immigrati, della nostra cultura e del nostro modo di vivere.

    Il lavoro è uno dei punti centrali del suo programma, il porto deve essere rilanciato, lei cosa ne pensa della realizzazione del nuovo terminal di Voltri, un progetto osteggiato dai cittadini del ponente? è una priorità oppure prima occorre sfruttare a dovere le aree portuali esistenti?

    Questa città è il suo porto, senza non esisterebbe. Il porto ha una potenzialità di sviluppo pari ancora a 2/3. Non svilupparlo come dovrebbe ha dell’incredibile. Genova è stata La Superba perchè il suo porto l’ha resa tale. E la comunità genovese è stata così intelligente da trovare, proprio nell’interesse portuale, il motivo di ricomposizione rispetto alle sue divisioni. Purtroppo negli ultimi anni neppure in questo ambito siamo riusciti ad andare d’accordo. Le vicende giudiziarie ne sono una lampante dimostrazione ed hanno comportato un grave deterioramento non solo nell’immagine del porto e delle persone coinvolte, ma anche in termini di risultati economici. Tutte le aree portuali vanno qualificate ed ottimizzate al meglio compresa l’area di Voltri che può dare risposta ad alcune esigenze particolari. I bacini di carenaggio devono essere sistemati una volta per tutte. Insomma il porto va rilanciato ed io in questi giorni ho incontrato i vertici della Culmv ed i lavoratori del porto – che rappresentano una risorsa fondamentale e da valorizzare – proprio per comprendere da vicino i problemi e provare a trovare dele soluzioni.

    Sul tema grandi opere lei si è già espresso favorevolmente schierandosi contro chi dice sempre no. Ma secondo lei un’opera come il terzo valico – al di là delle considerazioni sull’utilità economica e sull’impatto ambientale –  oggi in Liguria, ma più in generale in Italia, le istituzioni sono in grado di gestirla? Oppure vista la moltiplicazione dei costi che si registra solo nel nostro paese ed il concreto pericolo di infiltrazioni criminali, attualmente lo Stato non è all’altezza ?

    Per quanto riguarda la moltiplicazione dei costi occorre essere molto attenti. Quando si avvia un cantiere i calcoli devono essere ben fatti cercando di evitare il pericolo di infiltrazioni mafiose che purtroppo sono presenti in Liguria ma anche a Genova, come denunciato più volte dal magistrato Anna Canepa. E se sarò sindaco in merito a questo problema garantisco che starò molto attento e vigile. Nello stesso tempo però le grandi opere vanno realizzate. In caso contrario noi continuiamo a praticare soltanto una prosecuzione del declino. A me non interessa andare a gestire il declino. Ci sono altri candidati che forse hanno questa passione. La teologia della decrescita non mi appartiene, anzi la aborro. Io credo che lo sviluppo sia necessario, se non altro perchè ho 4 figli e non vorrei che dovessero fuggire altrove per trovare lavoro e realizzarsi. In merito alla gestione di cantieri così complessi va ricordato che intorno ad essi ruotano dei tavoli interistituzionali. Il sindaco di un comune interessato deve pretendere un momento di confronto costruttivo affinchè i problemi vengano affrontati in maniera limpida e trasparente.

    A proposito di gestione rifiuti cosa ne pensa del progetto inceneritore a Borzoli?

    Scarpino è arrivato ormai al capolinea. La raccolta differenziata è imprescindibile e va potenziata. Per quanto riguarda il gassificatore non abbiamo ancora dei dati sufficienti per affermare con sicurezza che – considerato il notevole investimento necessario – sia questa la soluzione. Invece il termovalorizzatore di ultima generazione, installato a Vienna e Brescia, funziona. E nelle città nominate non mi pare che gli abitanti siano scontenti della sua presenza. Oltre a ridurre il problema, perchè eliminarlo non si può, il termovalorizzatore produce energia. Per quanto riguarda la sua collocazione sarà necessario realizzare uno studio approfondito e poi decidere.

    Cosa ne pensa dell’invasione dei box su tutto il territorio e quale potrebbe essere la strada da seguire per far sì che la mobilità privata diminuisca ed al contrario aumenti l’utilizzo del trasporto pubblico locale?

    Purtroppo hanno proliferato i box ed i posti auto  anche perchè molti esercizi commerciali sono stati costretti a chiudere. Per ridurre la mobilità privata, mi riferisco soprattutto alle automobili perchè il trasporto sui mezzi a due ruote, con un’opportuna regolamentazione, secondo me va incentivato, occorre una risposta articolata sul versante del trasporto pubblico locale. Innanzitutto bisogna portare avanti quella che è diventata una vera e propria barzelletta, ovvero la metropolitana. Mentre il tpl va ripensato ma non solo in ambito cittadino. La Regione deve fare la sua parte, non può abbandonare i comuni della cintura. Penso ai cittadini di Valle Stura, Val trebbia, Valle Scrivia, Val Fontanabuona, che devono essere serviti adeguatamente dal tpl. Ci vuole insomma un ripensamento a livello regionale e questa sarà una delle prime condizioni che metterò sul tavolo.

    Per quanto riguarda le società municipalizzate esse svolgono servizi essenziali come le manutenzioni, gestione rifiuti, tpl e oggi mostrano di non funzionare al meglio. La privatizzazione è una soluzione?

    Io non sono ne pro ne contro le società a partecipazione pubblica. Ma ce ne sono alcune che versano in situazione fallimentare e non hanno prodotto risultati positivi. La manovra finanziaria del 2010 di Tremonti fornisce indicazioni precise in merito alle municipalizzate. Va a limitare e di molto l’operatività e l’ambito del personale. La gestione della forza lavoro deve essere necessariamente razionalizzata.

    In tema di diritti, in questi giorni l’Europa si è espressa a favore di una concezione della famiglia che comprenda anche le unioni civili etero ed omosessuali. In alcuni Comuni di altre città è stato istituito il registro delle coppie di fatto. Qual è la sua opinione a proposito?

    La risposta è articolata. Io non credo ci sia la necessità di un registro delle coppie di fatto. Primo perchè non è materia comunale bensì statale. Inoltre la nostra Costituzione già spiega cosa è la famiglia. Se io assumo un obbligo ed una responsabilità davanti alla comunità con un atto formale, vale a dire il matrimonio, per questo motivo ho dei diritti/doveri. Non capisco per quale ragione chi non intende assumere questa evidenza pubblica, debba godere dei medesimi diritti. Tra l’altro dobbiamo andare a vedere di che diritti parliamo. Se i diritti sono quelli della fiscalità, considerando quanto viene tartassata la famiglia, allora prima è necessario intervenire in questo ambito. Senza contare che è la disgregazione della famiglia il male principale di questo paese.

     

    Matteo Quadrone

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

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    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

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    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento 
     

  • Edoardo Rixi, candidato sindaco di Genova per la Lega Nord

    Edoardo Rixi, candidato sindaco di Genova per la Lega Nord

    Edoardo RixiSiamo con Edoardo Rixi, consigliere regionale, candidato sindaco della Lega nord che correrà da sola alle prossime elezioni amministrative. Nato nel 1974 a Genova, laureato in Economia e commercio, già consigliere comunale, eletto deputato alla Camera nel 2010, nello stesso anno lascia l’incarico a Roma per occuparsi di Genova e della Liguria.

    Lei ha dichiarato di rappresentare l’unica novità in questa competizione elettorale: oggi i cittadini sembrano lontani dalla politica “tradizionale” però anche la Lega ormai è una presenza consolidata, pensate davvero di incarnare il desiderio di una nuova concezione del modo di fare politica?

    Io credo che non si tratti tanto del movimento politico, quanto della mia figura a rappresentare una novità: un giovane, unico candidato del ponente, che ha deciso di rimanere a Genova per provare a dare un futuro alla città. La mia vuole essere una candidatura che unisce e non divide, sarò sostenuto da una lista civica per dare la possibilità anche a chi finora non ha mai votato Lega di poter esprimere le sue idee.

    Ha affermato di voler mettere al centro del suo programma lavoro e sviluppo economico. Il porto in quale modo va rilanciato? Cosa ne pensa della realizzazione del nuovo terminal di Voltri, un progetto osteggiato dai cittadini del ponente?

    Se l’avessero chiamato terminal d’Europa invece che porto d’Africa avrebbe dato un’immagine diversa ai cittadini di Voltri. Ma il vero problema è che noi dobbiamo creare reddito e posti di lavoro duraturi ed in loco. Nelle aree portuali ci sono grandi spazi che non sono utilizzati in maniera appropriata. Prima di pensare a nuovi terminal occorre sfruttare a dovere quelli attuali. Su questo punto ci deve essere l’impegno di tutte le forze politiche. E poi bisogna fare pressioni a livello nazionale  affinchè, attraverso una legge ad hoc, una parte delle entrate economiche generate dal porto rimangano effettivamente sul territorio.

    A proposito della gestione dei rifiuti cosa ne pensa del progetto inceneritore a Borzoli, è una priorità?

    La priorità è la discarica di Scarpino, una delle più grandi in Italia. I cittadini di Borzoli e Sestri ponente non possono essere trattati in questa maniera. Rispetto al gassificatore esistono dei progetti alternativi che occorre valutare con attenzione. Ad esempio la torcia al plasma in piattaforma, un’idea che potrebbe portare a delle sinergie interessanti tra l’Università e lo stabilimento Fincantieri. Sicuramente non possiamo immaginare di sostituire la discarica di Scarpino con un maxi impianto che comunque non risolverebbe il problema rifiuti ma non sarebbe neppure in grado di alleggerire il traffico di mezzi pesanti nel quartiere. Al contrario è necessario proporre una seria politica di potenziamento della raccolta differenziata.

    Per quanto riguarda il terzo valico, aldilà delle considerazioni economiche, sull’effettiva utilità e relative all’impatto ambientale, secondo lei, oggi, le istituzioni pubbliche – a livello nazionale e locale – sono in grado di gestire la realizzazione di un’opera simile? Oppure vista la moltiplicazione dei costi, che si registra solo nel nostro paese ed il concreto pericolo di infiltrazioni criminali, attualmente Stato ed enti locali non sono all’altezza?

    Io sono favorevole al terzo valico perchè, considerando anche la situazione dei pendolari, una nuova arteria ferroviaria che colleghi Genova e Milano è necessaria. Mi domando però se queste risorse sono recuperabili a livello nazionale e soprattutto come saranno gestite. Inoltre occorre rivedere la legge nazionale sugli appalti: finchè continueremo a fare grandi appalti, di dimensioni tali da agevolare sempre e solo determinate aziende, il problema legato alle infiltrazioni criminali, non lo risolveremo mai. In altri termini se un appalto non produce ricchezza sul territorio non possiamo immaginare che i cittadini siano cornuti e mazziati. Da una parte l’ambiente subisce un inevitabile deterioramento e dall’altra rischiamo di non ottenere nessun beneficio economico concreto e diretto.

    Io credo sia necessario aprire Genova ai grandi corridoi del Nord Europa. Ma detto questo, vorrei che in Italia si procedesse con una mentalità più francese e tedesca pittuosto che romana. La gestione degli appalti, insomma, deve smettere di essere una contrattazione di carattere politico.

    Le campagne elettorali condotte dalla Lega nord spesso hanno puntato sulla necessità di migliorare la sicurezza dei cittadini. Secondo voi la questione immigrazione va trattata esclusivamente come una questione di sicurezza? Oppure visti i processi di integrazione in atto nella società – penso ai bambini stranieri nati in Italia e che frequentano le nostre scuole – è necessario affrontarla dal punto di vista dei diritti/doveri di queste persone?

    Io credo che l’integrazione sia un elemento fondamentale. Ma sono altrettanto convinto che – in un periodo di grave crisi economicaesista il rischio concreto, soprattutto nei quartieri popolari dove vivono i ceti più deboli, di arrivare allo scontro. Non per motivazioni di carattere razziale che sinceramente non vedo proprio, quanto piuttosto per motivi di soppravivenza. Quando ai livelli di povertà della città si somma la massa di persone disperate provenienti da altri paesi, purtroppo diventa impossibile, per i servizi sociali del comune, fornire un aiuto a tutti. E così si scatena una corsa a chi riesce ad aggiudicarsi di più, una vera e propria guerra tra poveri che abbiamo il dovere di scongiurare.

    Sicurezza ed Integrazione, per me, devono viaggiare di pari passo. Ma tutto ciò è legato al problema principale della città, ovvero la mancanza di lavoro. Se noi creiamo occupazione, quindi ricchezza ed opportunità per le nuove generazioni (italiani e stranieri, senza distinzioni), il processo d’integrazione sarà facilitato.

     

    Matteo Quadrone

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

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  • Incontro con Giuseppe Viscardi, candidato sindaco di Gente Comune

    Incontro con Giuseppe Viscardi, candidato sindaco di Gente Comune

    Giuseppe Viscardi Gente ComuneGiuseppe Viscardi, esperto ed appassionato di trasporti, è il candidato sindaco dell’associazione “Gente Comune”. Giornalista, proviene dal mondo del volontariato cattolico e crede fermamente nell’associazionismo.
    Gente Comune «nasce dalla volontà di un gruppo di cittadini che condividono gli stessi valori di democrazia, impegno sociale, visione del futuro, guidati dagli stessi sentimenti riguardo allo stato attuale delle cose – si legge nel manifesto dell’associazione – si prefigge l’obiettivo comune di contribuire a superare la crisi del nostro paese, che noi tutti stiamo vivendo e subendo, rilanciando una strategia politica forte, costruita sui fatti concreti, e non sulle parole. La gente comune è quella che si incontra ad ogni angolo di strada, in ogni bottega, in ogni fabbrica; è quella che quando vede un problema, che riguardi sé o gli altri, sente il bisogno di cercare di risolverlo, e si rimbocca le maniche; la gente comune conosce il significato di “buona volontà”, ed agisce sempre dando il “buon esempio”».

    In quale maniera una candidatura come la vostra, di “gente comune”, insomma “persone normali”, può mettere in difficoltà i grandi apparati politici che vi troverete di fronte nella competizione elettorale? in altri termini come farete ad evidenziare la vostra differenza ?

    Proprio grazie al nome che abbiamo scelto evidenziamo la nostra volontà di distinguerci. Nasciamo infatti come associazione di volontariato e di solidarietà attiva. Negli ultimi anni e con maggiore intensità negli ultimi mesi abbiamo promosso diverse iniziative concrete ad esempio per quanto riguarda la pulizia di parchi pubblici ed aree degradate. Tutte azioni che hanno a cuore i bene comuni purtroppo troppo spesso dimenticati dalle istituzioni. L’idea è portare lo spirito, la spontaneità organizzata che contraddistingue il volontariato, anche in politica.

    Ritenete che in un momento storico come questo, in cui il sentimento dell’antipolitica è molto forte, un movimento come il vostro possa essere in qualche modo favorito?

    Non mi piace la definizione di antipolitica. I professionisti della politica per difendersi e conservare le proprie posizioni accusano i movimenti come il nostro di fare antipolitica. O ci definiscono semplicemente protestatari perché vogliamo distruggere il sistema fino ad oggi vigente. La nostra non è antipolitica al contrario è politica dal basso e rende giustizia al significato più nobile della parola. Inoltre noi avanziamo proposte concrete e tangibili, non siamo un movimento di protesta fine a s stessa.

    L’esigenza di far crescere l’economia della città favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro è ormai improcrastinabile. Quali strumenti può mettere in campo un sindaco per agevolare investimenti ed insediamenti produttivi nella nostra città?

    Le problematiche di tipo occupazionale che hanno penalizzato la città purtroppo rispondono a politiche che trascendono dal livello comunale. Detto questo rimane innegabile un dato di fatto: le forze che finora hanno governato Genova hanno difeso poco e male le nostre eccellenze produttive.

    Secondo noi è necessario rilanciare il comparto portuale puntando su una forte integrazione tra porto e città. E poi occorre scommettere sul turismo promuovendo ad esempio nuovi percorsi culturali. Pensiamo all’enorme “giacimento” musicale che abbiamo a disposizione. Una lunga storia che va da Paganini fino al filone dei cantautori degli anni ’60 e ’70 e che prosegue ancora oggi. Genova artisticamente parlando è una realtà dotata di grande fermento che occorre assecondare. Senza contare che quella che si verrebbe a creare è occupazione giovanile.

    Per quanto concerne le grandi opere, gronda autostradale e terzo valico, qual è la vostra posizione? Mentre per incentivare il trasporto pubblico locale su cosa occorre puntare?

    Una linea di alta velocità tra Genova e la Pianura Padana è indispensabile. Per quanto concerne il trasporto su gomma occorre separare i traffici: quelli che direttamente riguardano la città rispetto ai movimenti che invece hanno un origine diversa. Ma tutti gli investimenti devono essere fatti pensando al futuro: utilizzando tecnologie il meno invasive possibile e cercando di salvaguardare l’ambiente.

    In merito alla mobilità urbana secondo noi va incentivato il trasporto a trazione elettrica. Limitando il più possibile il trasporto a trazione termica. Bisogna investire sul trasporto su ferro. Quindi realizzare il completamento della metropolitana estendendola a Valbisagno e Levante. E poi sfruttare il metro ferroviario. Il quadruplicamento della linea Voltri-Brignole è fondamentale. Il Tpl dovrebbe essere visto come una libera scelta e non come un obbligo. Genova ha un orografia particolare che indubbiamente complica le cose. Ma le due funicolari esistenti hanno sempre svolto un ruolo eccezionale. Perché non immaginare di esportare questa tecnologia in altre zone della città? Infine ci sono dei provvedimenti da prendere subito. La rete Amt va ridisegnata completamente per renderla più efficiente.

    Per quanto riguarda i servizi pubblici gestiti dal Comune, cosa intendete fare delle società municipalizzate?

    Parto come spunto dall’igiene urbana che è un fatto tangibile per tutti i cittadini. La nostra idea è quella di avere una città che ricicla. Che non si vergogna di riutilizzare i materiali e non li butta via in maniera indistinta. Occorre innanzitutto non penalizzare i comportamenti virtuosi dei cittadini che riciclano oppure che portano i rifiuti ingombranti nei luoghi deputati a questo scopo. Oggi al contrario la tariffa sui rifiuti colpisce tutti senza fare distinzioni.

    A Genova esistono tante associazioni che hanno a cuore la tutela della conservazione di aree pubbliche, zone rurali, di montagna, trascurate dall’amministrazione comunale. Il nostro obiettivo è affidarsi all’associazionismo per costituire una rete di soggetti che consenta di valorizzare in maniera adeguata gli splendidi spazi pubblici che abbiamo a disposizione.

     

    Matteo Quadrone

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

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  • Elezioni Comunali di Genova 2012: i candidati sindaco

    Elezioni Comunali di Genova 2012: i candidati sindaco

    Marco Doria, Pierluigi Vinai, Paolo Putti, Enrico Musso, Armando Siri, Giuliana Sanguineti, Simonetta Saveri, Giuseppe Viscardi, Susy De Martini, Simohamed Kaabour, Edoardo Rixi, Roberto Delogu e Orlando Portento: i candidati alle elezioni amministrative del 6 maggio 2012 si raccontano ai microfoni di Era Superba. Uno di loro sarà scelto dai cittadini per governare la città, una responsabilità importante visto il momento cruciale che vive Genova in questi anni, pericolosamente in bilico fra il rilancio e il definitivo ridimensionamento.

     

    – MARCO DORIA (Leggi l’intervista integrale)

    Marco Doria è il candidato del centrosinistra, appoggiato da Sel e uscito vincitore alle primarie dello scorso febbraio sconfiggendo le candidate del Pd Marta Vincenzi e Roberta Pinotti. “Io penso che la coalizione di centro sinistra sia una coalizione di cittadini. Mi auguro di ottenere tanti consensi e spero che anche la lista che mi appoggia, espressione della società civile, raggiunga un buon risultato.”

     

    – PAOLO PUTTI (Leggi l’intervista integrale)

    Paolo Putti è il candidato del Movimento 5 Stelle. “Ho condiviso per tre anni un percorso di relazione con la gente di Genova e del territorio della Valpolcevera. Tutte queste persone e altre ancora del Movimento 5 stelle mi hanno chiesto di dedicare alcuni anni per provare a rilanciare la città e così dopo averci riflettuto con la mia famiglia ho deciso di provare“.

     

    – ENRICO MUSSO (Leggi l’intervista integrale)

    Enrico Musso è candidato sindaco con la propria lista civica. Senatore, ex Pdl, oggi nel gruppo misto, vice segretario del Partito liberale italiano, già avversario di Marta Vincenzi alle scorse amministrative: “Occorre rilanciare il polo di eccellenze culturali, quali l’Università, i centri di ricerca, le realtà legate all’economia e alle scienze del mare, che Genova già possiede e che devono continuare a svolgere il loro ruolo. Per quanto riguarda il patrimonio storico – artistico – architettonico, la nostra città non teme confronti”.

     

    – PIERLUIGI VINAI (Leggi l’intervista integrale)

    Pierluigi Vinai è il candidato sindaco del Pdl. Anni 44, di matrice cattolica, vice presidente della Fondazione Carige e segretario generale dell’Anci Liguria: “Non sarò vittima delle logiche di partito, mi conoscono e mi hanno accettato sapendo che sono un uomo libero e che la libertà per me viene prima di tutto. Ovviamente, se dovessero esserci dei punti non condivisi con il partito,  penso che prevarrebbe il buon senso mio e dei miei compagni di viaggio.”

     

    – EDOARDO RIXI (Leggi l’intervista integrale)

    Edoardo Rixi è il candidato sindaco della Lega Nord. Classe ’74, già consigliere comunale da maggio 2002 a maggio 2007, è capogruppo della Lega in Consiglio regionale: “A noi genovesi brucia dentro l’amore per la nostra città. E la cosa più triste è quando hai già scritto il tuo destino e continui a vivere sapendo che stai indando in una direzione che non vuoi… Tutti noi, destra, sinistra e centro dobbiamo chiederci: cosa vogliamo che diventi Genova? Una città che torna a dare lavoro ai propri figli…

     

    – GIUSEPPE VISCARDI (Leggi l’intervista integrale)

    Giuseppe Viscardi è il candidato dell’associazione Gente Comune. “La nostra non è antipolitica, bensì politica che parte dal basso. Nasciamo come associazione di volontariato e vogliamo portare questo impulso sociale anche in politica. Il nostro tentativo è quello di rilanciare l’occupazione puntando sulla portualità con la promozione dell’integrazione fra porto e città e sul turismo, pensiamo soltanto alle risorse musicali e artistiche che Genova può offrire ai turisti…”

     

    – SIDIMOHAMED KAABOUR (Leggi l’intervista integrale)

    Sidimohamed Kaabour è il candidato sindaco per la lista civica “Fratelli e Fratellastri”. Socio dell’associazione Ce.sto che da tanti anni opera nel terzo settore nella zona del Centro StoricoNoi del Ce.Sto ci occupiamo di bambini immigrati e bambini italiani, questo è un esempio di vero lavoro sociale che porta ad una reale coesione sociale e culturale. Secondo me bisognerebbe valorizzare il lavoro sul territorio di tante associazioni come la nostra. Perchè le realtà associative danno risposta a quelle esigenze a cui le istituzioni non riescono a rispondere”.

     

    – GIULIANA SANGUINETI (Leggi l’intervista integrale)

    Giuliana Sanguineti è il candidato sindaco per il Partito Comunista dei Lavoratori. Medico in pensione, volontaria dell’Associazione Ambulatorio Internazionale “Città Aperta”: “Le risorse economiche per rendere efficiente il servizio di trasporto pubblico ci sono: innanzitutto facciamo pagare l’Imu alla chiesa e combattiamo l’evasione fiscale e la corruzione”

     

    – ARMANDO SIRI (Leggi l’intervista integrale)

    Armando Siri è il candidato del Partito Italia Nuova (PIN). Genovese di nascita, vive e lavora a Milano come giornalista: “Oggi percepiamo – nei singoli cittadini e negli operatori economici – un sentire comune per cui l’ente pubblico rappresenta un fattore di profondo disagio. Questo perché viviamo in uno stato punitivo. Le persone arrancano per mettersi in regola con delle istituzioni sempre più complicate e la loro stessa esistenza risulta ipotecata da un eccessivo sistema di regole.

     

    – SIMONETTA SAVERI (Leggi l’intervista integrale)

    Simonetta Saveri è il candidato della lista civica Primavera Politica.Vogliamo introdurre il quoziente famigliare modificando i parametri del modello ISEE non solo a seconda del reddito, ma soprattutto dei figli e delle persone non autosufficienti a carico. Questo può essere fatto a costo zero. Vogliamo investire i soldi ricavati dall’IMU (Imposta Municipale Unica) sulla famiglia, questo significa sviluppo e risparmio nei servizi.

     

    – SUSY DE MARTINI (Leggi l’intervista integrale)

    Susy De Martini è candidata sindaco per il partito La Destra. Docente di ruolo in Psicologia Medica e Psicologia del Lavoro presso l’Università di Genova:  “Sono 15 anni che l’alleanza fra i due Claudio (Burlando e Scajola) sta conducendo alla morte la città , Genova è nelle mani di un clan politico trasversale che lavora sempre e solo per i suoi interessi, quello che io chiamo Pdp, il partito del potere”.

     

    – ROBERTO DELOGU (Leggi l’intervista integrale)

    Roberto Delogu è il candidato sindaco del partito Comunisti Sinistra Popolare. Dipendente Amiu, già consigliere comunale: «Le aree industriali e produttive devono rimanere tali, bisogna difendere i dipendenti del Comune fornendo loro un’adeguata formazione professionale e tutelare i lavoratori di tutte le aziende pubbliche»

     

    – ORLANDO PORTENTO (Leggi l’intervista integrale)

    Orlando Portento è il candidato sindaco della lista civica Portento per Genova. Noto come personaggio televisvo e cabarettista: «Lo sport è una cosa su cui puntare. Pochi ci pensano, ma lo sport può creare indotto… Palestre, piscine, campi da tennis… perchè devono gioicare a tennis solo ad Albaro? Propongo campi da tennis in tutta la città

     

    Interviste a cura di Matteo Quadrone
    Video di Daniele Orlandi

  • Incontro con Simonetta Saveri, candidato sindaco di Primavera Politica

    Incontro con Simonetta Saveri, candidato sindaco di Primavera Politica

    Saveri Primavera PoliticaQuest’anno, in corsa per Palazzo Tursi, troviamo un discreto numero di liste civiche, diretta espressione della società civile, intenzionate a dire la loro in maniera autonoma, ritagliandosi uno spazio nel dibattito politico odierno.

    “Primavera Politica” è una di queste. Il candidato sindaco della neonata associazione è Simonetta Saveri, giovane avvocato di formazione cattolica. Lo slogan della lista è “Una città in cui si vive bene perché ci si vuole bene!” , per sottolineare il nuovo stile di fare politica che il candidato sindaco di “Primavera Politica” intende portare avanti.

    Noi proponiamo una politica “normale”, fatta di persone che comprendono i bisogni della gente perché sono persone che vivono gli stessi bisogni – spiega Simonetta Saveri – Persone che prendono l’autobus, lavorano, vanno a fare la spesa, fanno la coda in banca, in posta, ovunque … e a volte faticano a sostenere le spese, a pagare l’affitto o il mutuo, attendono una visita medica da tempo e pagano il parcheggio perché non hanno un posto auto o perché non hanno l’auto blu.

    In quale maniera una lista civica come la vostra, di persone “normali”, può mettere in difficoltà i grandi apparati politici che vi troverete di fronte nella competizione elettorale? in altri termini come farete ad evidenziare la vostra differenza ?

    Vogliamo essere una voce che in mezzo a tante altre si distingue per l’obiettivo che si pone, ovvero costruire una città in cui si vive bene. La differenza è in parte generazionale, ma anche di linguaggio e di stile.

    Ritenete che in un momento storico come questo, in cui c’è un forte sentimento di antipolitica, un movimento come il vostro possa essere in qualche modo favorito?

    Noi non vogliamo essere inclusi nella cosiddetta anti politica. Al contrario vogliamo fare politica intesa come l’arte più nobile a servizio dei cittadini. D’altra parte è evidente la stanchezza dei cittadini nei confronti di un certo modo di fare politica. Noi speriamo di poter dare un segno di speranza.

    Per quanto riguarda il vostro programma, in merito al tema Lavoro, proponete di semplificare la burocrazia ed agevolare gli investimenti provenienti da altre parti d’Italia e dall’estero. Ci può fare qualche esempio di semplificazione burocratica in questo ambito? ed invece quali strumenti può mettere in campo un sindaco per agevolare investimenti ed insediamenti produttivi nella nostra città?

    Faccio solo un esempio. Per installare una piccola insegna nella nostra sede in via di Sottoripa abbiamo dovuto consegnare molta documentazione e ci sono voluti circa 50 giorni per ottenere i permessi necessari. Io non posso credere che le piccole imprese ed i commercianti debbano sottostare a questa tempistica.
    Per quanto riguarda il Porto permane un sistema fin troppo rigido di regole burocratiche che devono affrontare tutte le navi che attraccano nello scalo genovese. Negli altri Paesi d’Europa esistono norme più elastiche.
    Il primo strumento ovviamente è non ostacolare gli investimenti. Poi si possono concedere aree a basso costo ed ipotizzare misure di defiscalizzazione. E ancora un minor costo per l’energia visto che il Comune in questo ambito ha un forte potere contrattuale e può agire di conseguenza.

    Sempre per il sostegno alle imprese, parlate anche dell’importanza della creazione di infrastrutture. Per quanto concerne le grandi opere, gronda autostradale e terzo valico, qual è la vostra posizione?

    Genova deve aprirsi all’Italia e all’Europa nel rispetto della persona umana. La Gronda è sicuramente un’opera imponente che sarà conclusa tra molti anni ed inevitabilmente creerà disagio ai cittadini. Io credo sia opportuno iniziare dalle piccole opere come il nodo di San benigno, il raddoppio della ferrovia Voltri-Genova ed aumentare i treni metropolitani. Occorre valutare quali effetti avranno sulla viabilità questi interventi ed in seguito si potrà pensare se continuare il progetto Gronda.

    In merito ai servizi pubblici gestiti dal Comune, cosa intendete fare delle società municipalizzate?

    Queste aziende devono essere efficienti, produttive e fornire davvero un servizio ai cittadini. Faccio un esempio: Comuni e Regioni, per Amt mettono in campo 100 milioni di euro in conto esercizio all’anno, questo non è più sostenibile. Noi pensiamo ad una collaborazione tra l’ente pubblico e soggetti privati. All’interno di primavera politica abbiamo istituito una commissione di studio sul bilancio, quindi anche sulle società municipalizzate e pubblicheremo i risultati a marzo.

    Al centro del vostro programma è sempre presente la famiglia. Proponete un sistema di riduzione delle tariffe dei servizi pubblici ed agevolazioni fiscali, ma considerando i tagli agli enti locali, dove pensate di recuperare le risorse necessarie per attuare questi interventi?

    I soldi per quello in cui si crede in un modo o nell’altro bisogna trovarli. Il quoziente familiare che vogliamo introdurre è semplicemente una modifica dei parametri del modello Isee con cui attuare una riduzione delle tariffe dei servizi in base al reddito, al numero dei figli e alla presenza in famiglia di persone non autosufficiente. Si tratta di un’operazione a costo zero immediatamente realizzabile.

    In tema di formazione volete un maggiore collegamento tra scuola, Università ed operatori professionali. Per i giovani quale modello di formazione avete in mente?

    Io ritengo fondamentale sviluppare un processo educativo e culturale già a partire dalla scuola primaria per ridare valore ai lavori tecnici e manuali. Penso che la formazione debba puntare su qualifiche professionali che davvero sono utili per il territorio. Inoltre è importante incentivare le aziende a fare formazione al loro interno.

    Il problema della casa è molto grave, voi proponete interventi di edilizia residenziale pubblica a favore di giovani sposi. Ma intendete fornire un aiuto esclusivamente a questa categoria o vi rivolgete anche alle giovani coppie ed ai giovani in generale?

    La nostra Regione ha il tasso di natalità più basso d’Italia. Il calo demografico può portare al collasso economico e sociale della città. Occorre fare scelte precise ed aiutare quelle giovani coppie che intendono assumersi una responsabilità, che vogliono sposarsi e creare una famiglia aperta alla vita.

     

    Matteo Quadrone

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco del partito La Destra Susy De Martini

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento

  • Incontro con Susy De Martini candidato sindaco del partito “La Destra”

    Incontro con Susy De Martini candidato sindaco del partito “La Destra”

    Susy De MartiniE’ partita la campagna elettorale del movimento politico “La Destra”, con la presentazione del candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative genovesi.

    Si tratta di Isabella Susanna De Martini, docente di ruolo in Psicologia Medica e Psicologia del Lavoro presso l’Università di Genova, con alcune esperienze politiche alle spalle da indipendente (ma nel 2009 candidata del Popolo delle Libertà al Parlamento Europeo)  – «è l’unica donna rimasta in campo», non rinuncia a provocare il Partito Democratico, il leader nazionale de “La Destra” Francesco Storace (a onor del vero occorre ricordare la candidatura di Giuliana Sanguineti per il Pcl, partito comunista dei lavori e non è escluso che emergano altre candidature femminili) –  dal 2003 collabora con il preside della facoltà di Ingegneria di Genova per i progetti speciali ed internazionali e dal 2008 è membro della commissione relazioni internazionali dell’ateneo genovese.

    «Offriamo questa candidatura ai cittadini di Genova – dichiara Storace– ma diamo la possibilità al centrodestra, qualora questa coalizione volesse fare, per una volta, il bene del capoluogo ligure, la possibilità di aggregarsi sotto il nome di una persona seria, la nostra candidata Susy De Martini».
    Al contrario nel caso in cui il Pdl dovesse trovare un nome capace di unire le sue varie anime «Se ne riparlerà quando De Martini arriverà al ballottaggio – afferma spavaldo, Storace – ed il centrodestra dovrà confrontarsi con noi e decidere come comportarsi».

    «Sono 15 anni che l’alleanza fra i due “Claudio”, Burlando e Scajola, sta conducendo alla morte la cittàesordisce così Susy De Martini – Genova è nelle mani di un clan politico trasversale che lavora sempre e solo per i suoi interessi, quello che io chiamo Pdp, il partito del potere».
    «I genovesi quando si stancheranno di veder buttati via un sacco di soldi pubblici? – è la domanda retorica che si pone De Martini – Basta ricordare la scellerata gestione del G8, 8 miliardi spesi per rendere quadrata Piazza De Ferrari, oppure il denaro gettato al vento nella fallimentare società per la realizzazione del tunnel sotto il porto. Con queste risorse si sarebbe potuto realizzare il famoso scolmatore del Bisagno e forse evitare il disastro del novembre scorso».
    «I cittadini non possono essere continuamente ingannati, come nel caso del famoso progetto Erzelli – continua De Martini – L’università non deve essere utilizzata come foglia di fico per mascherare una vera e propria speculazione edilizia che prosciugherà tutte le risorse finanziarie disponibili per i prossimi anni. La sede di Ingegneria avrebbe dovuto trasferirsi presso il silos Hennebique, accanto alla facoltà di Economia. Questa sarebbe stata una soluzione consona ed in grado di rilanciare il vicino centro storico».

     

    Matteo Quadrone

    Video di Daniele Orlandi

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento

  • Primarie centrosinistra: Marco Doria è il candidato sindaco di Genova

    Primarie centrosinistra: Marco Doria è il candidato sindaco di Genova

    Marco DoriaMarco Doria è il candidato sindaco di Genova per il centro sinistra. Quella che per molti era una sfida a due fra le amiche-nemiche Marta Vincenzi e Roberta Pinotti, si è rivelata invece una passeggiata per il candidato “professore” sostenuto da Sinistra Ecologia e Libertà che ha ottenuto il 46% dei consensi.

    Marco Doria (leggi l’intervista che Era Superba realizzò al professore sul tema del “debito pubblico”) è professore di Storia Economica presso l’Università di Genova. La sua campagna elettorale si è concentrata sul web, sui social network facebook e twitter, e la ricetta si è rivelata vincente. Inoltre, questa domenica di voto ha dimostrato ancora una volta il momento nero dei partiti che hanno perso appeal, la tendenza degli elettori è quella di ricercare un taglio netto con la politica del passato, premiando le candidature, per utilizzare le parole dell’assessore Mario Margini, “maggiormente radicali”.

    Detto ciò, viene naturale porsi una domanda: se all’interno del PD non ci fosse stata la spaccatura Vincenzi – Pinotti il risultato delle primarie sarebbe stato lo stesso? Probabilmente si viste le percentuali, e c’è anche chi sostiene che i voti di Roberta Pinotti non sarebbero mai andati alla Vincenzi in caso di unica candidatura, e viceversa. Se questa lettura fosse corretta, e a nostro avviso si tratta di un’ipotesi quantomeno sensata, per il PD le cose sarebbero potute andare anche peggio.

    Ora bisognerà vedere quale sarà la reazione dei vertici locali del PD, qualcuno nei giorni scorsi aveva parlato di dimissioni nel caso di vittoria di un candidato diverso da Marta Vincenzi o Roberta Pinotti…

    LA GIORNATA DI VOTO

    Queste primarie saranno ricordate soprattutto per il gelo, con un’affluenza che ha raggiunto i 25 mila elettori, in netto calo rispetto al 2007 quando andarono a votare 35.423 persone. I gazebo di Palazzo Ducale, Sestri Ponente, Albaro e Pegli hanno accolto il maggior numero di votanti, Prà con poco meno di 70 votanti è stato invece il seggio meno frequentato della città. Situazioni “particolari” nei seggi di Oregina e Staglieno dove le condizioni climatiche hanno costretto il personale addetto a rientrare in sezione, e a Carignano (piazza Piaggio), in questo caso seggio è rimasto al buio a causa di un guasto: nel pomeriggio si è potuto votare grazie all’aiuto dei fari dell’auto del presidente, ma quando poco dopo le 19 la batteria della vettura ha alzato bandiera bianca, il comitato che sostiene Doria ha recuperato un gruppo elettrogeno riportando la luce.

    Già alle 21 al momento della chiusura dei seggi, gli exit poll realizzati dall’Università di Genova indicavano Marco Doria in vantaggio di ben 14 punti su Marta Vincenzi e addirittura 20 su Roberta Pinotti.

  • Incontro con Enrico Musso candidato sindaco di Genova

    Incontro con Enrico Musso candidato sindaco di Genova

    Enrico MussoAbbiamo intervistato il Senatore Enrico Musso, ex Pdl, oggi nel gruppo misto, vice segretario del Partito liberale italiano, candidato a sindaco di Genova con la propria lista civica, nata dalla società civile.

    Al primo punto del suo programma elettorale c’è il lavoro. Lei parla di definire politiche di attrazione di investimenti ed imprese per creare nuove occasioni di lavoro. Ma con quali strumenti il sindaco può favorire l’utilizzo del territorio a scopi produttivi e promuovere Genova come luogo per questo tipo di insediamenti, considerando che oggi accade il contrario e spesso le imprese appena possono scappano dalla nostra città?

    Un sindaco può innanzitutto creare tutte le condizioni necessarie affinché un investimento privato in attività d’impresa sia maggiormente redditizio e soprattutto più sicuro. In primis le scelte d’uso del territorio: le aree dismesse devono essere destinate ad attività economiche ed industriali esportabili e che aumentino la ricchezza della città anche in termini di occupazione. Quindi non centri commerciali o speculazioni edilizie che forniscono lavoro per qualche tempo e poi lasciano il territorio privo di eccellenze produttive. Questa è la scelta strategica di fondo da cui poi discendono tutte le altre. Un territorio per essere efficiente e sviluppare la produzione necessita di buone infrastrutture: servizi alle imprese ma anche alle persone. Se vogliamo attirare le imprese attive nel settore dell’high tech, dove lavorano persone con redditi medio alti, provenienti da contesti internazionali, occorre creare una città con una buona qualità di vita e dotata di servizi degni degli standard europei. In questo senso gli enti locali in questi anni sono stati assai carenti. Infine un altro fattore cruciale è la sicurezza delle scelte pubbliche. Se l’amministrazione comunale dà il via libera ad un progetto questo si deve portare a termine. Non è più concepibile rimanere in balia di un singolo comitato di cittadini che manifesta la propria contrarietà rispetto ad una decisione del Comune.

    In secondo luogo lei afferma che è necessario puntare sull’economia della cultura e della conoscenza. Visto che Genova ha enormi potenzialità che oggi non sono adeguatamente valorizzate. Tra le quali cita l’importante patrimonio culturale ed il centro storico più vasto d’Europa. In che maniera il sindaco può far sì che siano valorizzate queste risorse ?

    Se pensiamo dove Genova può essere ancora eccellente, competitiva, attrattiva dobbiamo guardare ai settori dell’innovazione. Non penso esclusivamente all’high tech o alle nanotecnologie. Mi riferisco anche alla cantieristica navale. Rispetto ad una situazione drammatica come quello di Fincantieri non sono più sufficienti delle continue mediazioni al ribasso per tentare di salvare il salvabile. Occorre invece rilanciare il polo di eccellenze culturali, quali l’Università, i centri di ricerca, le realtà legate all’economia e alle scienze del mare, che Genova già possiede e che devono continuare a svolgere il loro ruolo. Per quanto riguarda il patrimonio storico – artistico – architettonico, la nostra città non teme confronti. Questa incredibile risorsa deve esser resa fruibile il più possibile, puntando sul turismo. Il centro storico è una concentrazione senza eguali di siti di interesse, ma è assente una regia capace di promuovere l’intero patrimonio e dunque tutta la città. Molti visitatori si recano all’Acquario e poi non compiono quei 300 metri che li separano dai vicoli. Mancano le indicazioni necessarie, le strade sono insicure, non c’è la necessaria manutenzione dei luoghi. Ci vuole uno sforzo coordinato, anche nel campo della promozione di eventi. I turisti devono trovare un’offerta turistico commerciale degna di questo nome e non una città chiusa, come accade spesso.

    Inoltre lei sostiene che per trattenere i giovani e addirittura attirarli, occorre attuare una sistematica collaborazione con l’Università. Mi può fare un esempio di collaborazione fattibile ?

    Sono numerosi i temi in cui il Comune – un ente che rispetto ai propri compiti gode di sempre minori risorse finanziarie – potrebbe puntare sulle competenze che in seno all’Università si sviluppano naturalmente. Io credo che andrebbe concluso un accordo con l’ateneo genovese per trovare le risposte ai problemi dell’amministrazione comunale. Ad esempio partendo dal proprio patrimonio immobiliare, il Comune potrebbe diventare l’apripista di buone pratiche in campo di energie rinnovabili, sfruttando il supporto scientifico/tecnologico dell’Università. L’Ateneo possiede delle eccellenze che il Comune deve essere in grado di utilizzare. Risparmiando denaro pubblico destinato finora a costose consulenze esterne.

    Per quanto riguarda invece la questione della gestione della “macchina comunale”, oggi stretta nella morsa tra tagli e debiti, quali strumenti si potrebbero utilizzare per razionalizzare la spesa ? In altri termini è possibile spendere meno a parità di servizi erogati ?

    I maggiori difetti si trovano a livello organizzativo. Spesso si tende ad addossare la colpa sui dipendenti. Magari sono in numero eccessivo ma le colpe non sono mai delle singole persone. Il problema sta nell’organizzazione di questa grande forza lavoro – 6000 dipendenti comunali e 5000 nelle aziende partecipate – che dovrebbe essere una risorsa al servizio della città, ma purtroppo non è così. Molti lavoratori sono frustrati, non sono valorizzati e neppure formati adeguatamente. Manca una capacità di indirizzo. Abbiamo un sovradimensionamento ? Cerchiamo almeno di sfruttarlo attraverso una sua valorizzazione.

    E il candidato sindaco Musso cosa intende fare delle società partecipate del Comune ?

    Bisogna porre un freno alla moltiplicazione di queste aziende. È necessaria un’opera di razionalizzazione. Invece abbiamo assistito ad una moltiplicazione dei costi del personale, alla duplicazione di funzioni, senza considerare gli stipendi di consiglieri d’amministrazione nominati secondo i soliti metodi della politica. E poi occorre focalizzare l’attenzione sui compiti che nel prossimo futuro il Comune dovrà mantenere. La manovra Monti infatti imporrà di mettere a gara tutti i servizi pubblici locali. Non è pensabile continuare ad assegnare tramite affidamento diretto, quindi non a condizioni di mercato e per periodi di tempo molto lunghi, alcuni servizi essenziali ad aziende di proprietà del Comune. In questo modo non si verifica un puntuale controllo di qualità e l’affidamento non si basa su criteri che favoriscano la competitività. Con l’assegnazione tramite gara sarà invece possibile ottenere servizi di maggiore qualità ad un costo minore rispetto ad oggi.

    Matteo Quadrone

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco del partito La Destra Susy De Martini

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento

  • Incontro con Armando Siri, candidato sindaco del Partito Italia Nuova

    Incontro con Armando Siri, candidato sindaco del Partito Italia Nuova

    Armando SiriAbbiamo incontrato Armando Siri, giornalista quarantenne, genovese ma residente a Milano, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali per il Partito Italia Nuova, una formazione politica nata recentemente che si propone come portatrice di istanze innovative e soprattutto di un nuovo modo di concepire la politica. Infatti uno dei principali obiettivi di Italia Nuova è la trasformazione della pubblica amministrazione in un’organizzazione leggera ed efficiente in grado di occuparsi di poche funzioni essenziali, utili al bene comune. “Uno stato non rappresentativo ma funzionale, con precisi ruoli, compiti e responsabilità e la possibilità per i cittadini di esercitare davvero la propria sovranità e di licenziare il governo che non funziona in qualsiasi momento – si legge nel programma nazionale – Nell’Italia nuova non c’è posto per centinaia di assemblee che si riuniscono con decine di migliaia persone per decidere”.

    Quindi meno apparati e una burocrazia più agevole. Ma questo ambizioso progetto è applicabile anche alla “macchina comunale”?
    Assolutamente sì. Oggi percepiamo – nei singoli cittadini e negli operatori economici – un sentire comune per cui l’ente pubblico rappresenta un fattore di profondo disagio. Questo perché viviamo in uno stato punitivo. Le persone arrancano per mettersi in regola con delle istituzioni sempre più complicate e la loro stessa esistenza risulta ipotecata da un eccessivo sistema di regole.
    Il Comune deve assumere invece un atteggiamento collaborativo con i cittadini perché il suo scopo primario deve essere il bene comune.

    Ma quali interventi sono possibili concretamente?
    Nell’ambito dei poteri affidati al sindaco – nel caso in cui fossi eletto – mi impegnerò per rendere più leggera la “macchina comunale”. Sicuramente un’organizzazione più funzionale si può ottenere soltanto razionalizzando le spese ed eliminando gli sprechi.

    Il primo punto del suo programma riguarda il problema parcheggi. Lei propone l’introduzione di un bollino annuale che darà il diritto di sosta ovunque – a condizione di non creare intralcio o pericolo – senza incorrere in sanzioni. Con il ricavato saranno finanziate nuove aree di parcheggio e il rifacimento del manto stradale. Ma con un soluzione simile non si corre il rischio di disincentivare il trasporto pubblico?
    Oggi ci troviamo a fare i conti con un determinato numero di automobili che circolano nelle nostre città. Lo stato con gli incentivi ci ha spinto ad acquistare l’auto ma una volta comprata ci costringe a tenerla ferma onde evitare multe. Questa vuol dire prendere in giro i cittadini. Il compito del Comune è incentivare l’uso dei mezzi pubblici cercando di migliorare il servizio. Ma deve cessare il metodo punitivo che l’amministrazione comunale esercita sugli automobilisti al fine di recuperare denaro per esigenze di bilancio.

    Per migliorare l’efficienza del servizio di trasporto pubblico, secondo lei, la metropolitana di superficie potrebbe rappresentare una soluzione?
    Potrebbe esserlo ma richiede fondi importanti che al momento non sono disponibili. Da subito si può invece intervenire potenziando le linee. Oggi il 17% dei cittadini che viaggiano in autobus non paga il biglietto. Non è più tollerabile. Noi proponiamo di installare su ogni mezzo dei rilevatori della banda magnetica di ciascun biglietto o abbonamento per sanzionare chi non sarà in regola.
    Il regolare pagamento del titolo di viaggio consentirebbe ad Amt di avere maggiori risorse per aumentare la frequenza delle linee.

    Un altro punto del suo programma riguarda un progetto di riqualificazione degli edifici pubblici e privati al fine di migliorare l’immagine della città. Il Comune si impegnerà a stanziare 90 milioni in 5 anni – ha scritto nel suo programma – ma dove si trovano queste risorse?
    Si tratta di 18 milioni all’anno. Che possono essere recuperati grazie all’extragettito del bollino annuale delle auto, dal risparmio ottenuto con una gestione più attenta della “macchina comunale”, da una parte dell’addizionale Irpef che verrà impiegata in questo senso. Noi – come tutte le amministrazioni – abbiamo l’obbligo di razionalizzare le risorse e di rimetterle in circolazione affinché creino nuovo valore.

    Parlate anche di minore burocrazia nei confronti dei cittadini, in particolare commercianti ed operatori degli esercizi pubblici, ma in termini concreti quali novità ci attendono?
    Un ristorante oppure un bar che voglia semplicemente migliorare il suo servizio – magari posizionando alcuni tavolini all’ esterno del locale – non deve avere timore che qualche funzionario comunale possa ostacolare la sua iniziativa. Al contrario il Comune deve essere a totale disposizione del cittadino. Aiutandolo a realizzare il suo progetto nel rispetto delle norme, fornendogli la consulenza necessaria.

    Genova è sempre più una città della cultura ma secondo lei con la cultura si mangia? In altre parole conviene investire in questo senso?
    Ci si alimenta l’anima e il cuore con la cultura, questo sì. Una comunità se vuole crescere in termini di consapevolezza non ne può fare a meno. Sicuramente il Comune nel limite delle sue risorse – e magari proponendo iniziative in collaborazione con i privati – deve promuovere il patrimonio culturale delle città. Penso ad esempio al nostro fantastico teatro dell’opera oppure a Via Garibaldi, così ammirata da chi per la prima volta transita da Genova.

    IL Comune come può agire per agevolare chi vuole investire a Genova e creare nuove opportunità di lavoro?
    Semplicemente cercando di non ostacolare queste realtà.

    Per quanto riguarda alcune tematiche che suscitano forti contrapposizioni – ad esempio la costruzione della moschea al Lagaccio e la realizzazione della gronda – lei si è detto favorevole all’indizione di referendum propositivi. Cosa ne pensa invece del progetto inceneritore a Scarpino?
    I gassificatori sono un argomento che va affrontato con razionalità. Allo stato attuale rappresentano uno strumento valido per risolvere il problema rifiuti.
    Ma anche in questo caso ritengo che – laddove ci siano dei temi così sentiti e laceranti per la città – il sindaco debba chiedere ai cittadini.

    Matteo Quadrone

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del partito La Destra Susy De Martini

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento

  • Paolo Putti, incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle

    Paolo Putti, incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle

    Paolo PuttiIn occasione della 25° edizione della Festa della Zucca di Murta, abbiamo incontrato Paolo Putti, portavoce del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative.

    Educatore, attivista nel movimento No gronda, visti i tuoi numerosi impegni la prima domanda che sorge spontanea è come mai hai deciso di intraprendere questa avventura?

    Ho condiviso per tre anni un percorso di relazione con la gente di Genova e del territorio della Valpolcevera. Tutte queste persone e altre ancora del Movimento 5 stelle mi hanno chiesto di dedicare alcuni anni per provare a rilanciare la città e così dopo averci riflettuto con la mia famiglia ho deciso di provare.

    Una “piccola” candidatura come la tua, quella di un uomo che proviene dalla società civile, come affronterà il confronto serrato con politici più navigati? 

    Vorrei riuscire a far sì che la gente comune possa credere di avere la possibilità di riprendere a partecipare alla vita politica. Se ognuno di noi, anche chi magari si considera poco competente, invece di delegare a quelli che sono stati finora i partiti politici, decidesse di mettersi in gioco in prima persona, con i propri strumenti, in questo modo chiunque potrebbe dare un contributo positivo alla società. Anche perché i risultati ottenuti finora dalla politica tradizionale sono stati assolutamente deflagranti per la società civile. Occorre voltare pagina e i saperi dei singoli cittadini possono risultare fondamentali.

    E come farai ad evidenziare la tua diversità?

    Innanzitutto dal punto di vista pratico farò un solo mandato, una scelta precisa per non correre il rischio di voler conservare un privilegio acquisito. Dedicare cinque anni alla propria città è un’esperienza entusiasmante e faticosa, proprio per questo va provata una volta sola. Il secondo accorgimento è firmare le dimissioni in bianco. In questo modo, nel caso dovessi compiere degli errori, gruppi di cittadini potranno chiedere le mie dimissioni. Ma soprattutto il mio obiettivo è formare una squadra di tecnici, persone provviste di competenze specifiche in grado di trasmettere le informazioni idonee ai cittadini perché poi possano essere loro a restituire delle ipotesi di soluzione su cui io e i tecnici dovremo lavorare per trovare delle risposte o perlomeno per intraprendere dei percorsi di risposta.

    Partiamo dalla tua esperienza di educatore, in quale situazione ci troviamo oggi con i tagli al cosiddetto comparto sociale?

    La più grande difficoltà è stata quella di non essere riusciti a comunicare ai cittadini i dati e i numeri per poter valutare appieno l’importanza di questo servizio. Se i sevizi sociali verranno tagliati del 50%, come prospetta il Comune e come da anni sta facendo il governo, questo comporterà un’enorme ricaduta, anche economica, sulla società. Per non parlare della ricaduta sulle persone. Pensate a centinaia di anziani abbandonati in casa senza assistenza domiciliare oppure all’impossibilità di accompagnare i disabili nei loro spostamenti. La società dovrebbe prendersi in carico queste persone per il piacere di farlo invece, oltre a fargli pesare il servizio, rischiamo di privarli anche di questa opportunità.

    Il tema della Sanità è importante in una città come Genova abitata da numerosi anziani. Come fare a ottimizzare il sistema garantendo comunque il principio per cui tutti i cittadini hanno diritto di accesso alle cure?

    Un Comune, un Sindaco, ma anche i singoli cittadini devono difendere il diritto alla salute. Indubbiamente il costo della sanità è alto e in questo momento appare impossibile sostenerlo. Ma se pensiamo agli enormi sprechi che ci sono in altri campi è demagogico pensare di tagliare per forza in questo ambito. Io penso che ci sarà da lottare. Come sindaco non è possibile intervenire sulle spese sanitarie ma si può fare una forte opposizione. Se io ho il mandato di curare il benessere dei miei concittadini ma non ho gli strumenti per ottenere l’obiettivo devo rinunciare al mandato e restituire le chiavi della città. E’ un mio dovere lottare al fianco dei cittadini perché un domani il prossimo sindaco possa avere maggiori possibilità di intervento.

    Sulle Grandi opere conosciamo la tua posizione fortemente critica. Partendo da questo presupposto quali sono invece le “piccole opere” necessarie per la città?

    Spesso cercano di vendere le grandi opere come soluzioni miracolose. In realtà i problemi vanno affrontati con opere, a volte anche onerose, però di altra portata e che soprattutto non hanno l’obiettivo di far girare parecchio denaro nelle tasche di pochi individui. Ad esempio la gronda dovrebbe rappresentare una risposta ai problemi legati alla mobilità. Una teoria smitizzata da tutti i tecnici intervenuti nel dibattito pubblico. Sarebbe decisamente più utile realizzare una vera metropolitana di superficie in grado di percorrere tutte le direttrici della città. Costruire parcheggi di interscambio nelle periferie in modo tale che le persone possano lasciare l’auto e muoversi con la metropolitana. Queste sono soluzioni concrete per garantire un’accessibilità veloce a tutti i luoghi. Per quanto riguarda il trasporto merci è un disegno folle incentivare il trasporto su gomma. Noi riteniamo sia importante puntare sul trasporto merci su rotaia. Per questo ci sono moltissime linee di valico sottoutilizzate e che dovrebbero essere rese fruibili.

    Da dove dobbiamo partire per far crescere l’economia della città?

    Ad esempio si potrebbe investire sul traffico merci su rotaia per creare nuovi posti di lavoro strettamente collegati all’attività del porto. E poi investire nella ricerca perché Genova grazie alla presenza di una buona Università e del nuovo polo tecnologico che sorgerà agli Erzelli, può davvero dire la sua in questo campo. Senza dimenticare la vocazione turistica della città che va sviluppata con opportuni investimenti.

    Oggi il territorio è sempre più abbandonato a se stesso. Anche per questo accadono eventi drammatici come l’alluvione del 4 novembre. Come fare per recuperare un corretto rapporto con la terra?

    E’ fondamentale concepire una città in grado di vivere al fianco della natura. L’uomo cerca invece ogni giorno di violarla e il risultato è che la natura ci restituisce la sua presenza sotto forma di tragici eventi. Dovremmo tutelarla, investire risorse nella riqualificazione, nella cura dei rivi e del terreno. Per centinaia di anni i nostri contadini hanno curato il territorio, non solo perché li sfamava, ma perché conoscevano bene le conseguenze di un suo abbandono.

    Un tema particolarmente sensibile al Movimento 5 stelle è quello delle Risorse energetiche: stiamo andando verso lo sfruttamento completo delle risorse disponibili, qual è l’alternativa? 

    Noi crediamo si debba puntare sulle energie rinnovabili. L’Italia e la Liguria in particolare sono avvantaggiate rispetto ad altri Paesi: penso al fotovoltaico, al solare termico, ma anche all’eolico. Magari il mini eolico, non le grandi pale che spaventano perché possono deturpare il paesaggio. Anche qui si torna all’importanza della ricerca: se investiamo nella ricerca i ragazzi di oggi potranno trovare delle soluzioni per il domani.

    Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti a Borzoli è prevista la realizzazione dell’inceneritore, cosa ne pensi è una soluzione che va nella giusta direzione? 

    L’escamotage è cambiare nome per cercare di vendere cose vecchie: termovalorizzatore vuol dire qualcosa che valorizza, quindi appare bello. In realtà si tratta di un inceneritore che brucia, rischia di produrre diossina, produce polveri sottili e produce rischio di morte come sottolineano anche i Medici per l’Ambiente. Il movimento 5 stelle rispetto alla gestione rifiuti ha da sempre un’idea precisa: bisogna recuperare il più possibile dai rifiuti. Si può fare, ci sono esperienze positive in tutta Italia. I dati parlano chiaro: con il sistema del porta a porta la raccolta differenziata raddoppia nel giro di poche settimane. Occorre investire in questa direzione perché le risorse ci sono. Un inceneritore costa quasi 300 milioni di euro. Investire anche solo una piccola parte di questi soldi nella raccolta porta a porta permetterebbe di ampliare notevolmente la differenziata e creare nuovi posti di lavoro.

    C’è una crescente richiesta di sicurezza che proviene soprattutto da alcuni quartieri. Qual è la ricetta per sconfiggere la paura?

    La ricetta sarebbe bellissimo averla ma purtroppo non la conosciamo. Però c’è una direzione che possiamo intraprendere. Bisogna ascoltare le richieste che provengono da quei ragazzi con forti difficoltà, soggetti a rischio che possono subire una deriva verso l’illegalità che li porta anche ad aderire a gruppi per trovare un’identità. Fornirgli degli strumenti preventivi, sostenerli perché riescano a costruirsi un’identità possibile: lavorando, studiando, mettendo su famiglia. Dall’altro lato occorre tenere conto dei timori di alcune di persone,  ad esempio gli anziani, che hanno paura di uscire di casa. Va garantito loro il diritto a vivere con la giusta serenità questa fase dell’esistenza. Investendo sulla presenza di quei soggetti in grado di fornire un’efficace mediazione. Per evitare di costruire nuove carceri domani iniziamo a ragionare in modo tale che i ragazzi di oggi abbiano a disposizione maggiori opportunità e gli anziani allo stesso tempo riescano a non vederli più come un fattore di rischio: così riusciremo a realizzare un modello di convivenza che è in grado di generare risultati positivi.

    Matteo Quadrone

     

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