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  • Irene Lamponi e Beppe Casales: il teatro genovese vola in Cina

    Irene Lamponi e Beppe Casales: il teatro genovese vola in Cina

    Irene LamponiIrene Lamponi, attrice e regista, e Beppe Casales, attore e drammaturgo, vivono a Genova dove hanno già sperimentato in precedenza forme di collaborazione in ambito teatrale, condividendo progetti di “teatro politico”; quest’estate si sono imbarcati in un’avventura senza precedenti e dai vicoli della nostra schiva città sono volati verso gli spazi immensi della Cina, per portare sui palcoscenici cinesi “Il Grande Salto”, uno spettacolo interamente pensato da loro.

    Dai caruggi genovesi alla muraglia cinese: come è arrivata l’idea di fare teatro proprio in Cina?

    «Il progetto di cui abbiamo fatto parte è stato organizzato dal Festival della Scienza di Genova e dalla Sast (Shanghai association for science and technology). Siamo stati chiamati da uno dei partner italiani che conosceva i nostri lavori e che aveva visto alcuni nostri spettacoli a Genova. Ciò di cui avevano bisogno era uno spettacolo teatrale su un tema scientifico da presentare all’interno del corso di formazione per animatori scientifici che il Festival della Scienza avrebbe portato in Cina per 3 mesi. Inoltre avevano bisogno che gli stessi attori potessero gestire un pomeriggio di workshop teatrale all’interno del corso.
    Abbiamo dovuto presentare un progetto di spettacolo che ha passato l’approvazione di tutti i partner italiani e cinesi e così è iniziata la nostra avventura in Asia. La tournée ha toccato undici teatri diversi, ogni settimana eravamo in un luogo diverso. Siamo stati principalmente a Shanghai data la sua vastità, rappresentando lo spettacolo in diversi distretti. Ma abbiamo portato lo spettacolo anche in altre città come Nanchino, Ningbo».

    “Il Grande Salto”: che significa? Di cosa trattava lo spettacolo? C’erano dialoghi? Se sì, la distanza culturale-linguistica ha costituito un ostacolo al coinvolgimento del pubblico?

    «Il testo dello spettacolo prevalentemente è stato tratto da “Vita di Galileo” di Brecht. Abbiamo inserito anche il ventiseiesimo canto della Divina Commedia (quello di Ulisse) e degli scritti di Einstein. Tutti i testi ragionano sull’innata tendenza umana ad andare oltre i propri limiti per scoprire il mondo: questo è il “grande salto”. Abbiamo voluto portare in scena il coraggio degli scienziati – e non solo degli scienziati – di provare ad andare oltre il conosciuto. Lo spettacolo è in lingua italiana. Lì in Cina il pubblico aveva i sopratitoli, ma questo non è stato un problema perché in Cina convivono molte lingue differenti, quindi il pubblico cinese è molto abituato a leggere i sopratitoli».

    irene-lamponi-casalesIl teatro cinese ha origini molto antiche, ma oggi i cinesi amano il teatro, lo frequentano? Che tipologia di pubblico avete avuto? Quali le differenze tra il pubblico cinese e quello italiano o meglio ancora genovese?

    «È stata decisamente una scommessa portare un testo contemporaneo come quello di Brecht in un paese che non ha drammaturgia contemporanea. In Cina il teatro è quello tradizionale, come potrebbe essere la nostra lirica o la commedia dell’arte. Il pubblico cinese è abituato a un teatro molto più esteriore. La reazione al nostro spettacolo è stata comunque buona. Abbiamo avuto pubblici estremamente differenti, dai bambini agli adulti, da professori ed esperti di scienza a non addetti ai lavori. Tutte le volte la reazione è stata positiva: i cinesi sono curiosi di tutto, soprattutto di ciò che non conoscono».

    In cosa è consistito il laboratorio?

    «Abbiamo tenuto un workshop di comunicazione per animatori scientifici e insegnanti di scienza. L’obiettivo era di farli lavorare su tecniche teatrali per migliorare la comunicazione con il pubblico dei Science Center e degli studenti. È stata un’esperienza straordinaria perché abbiamo avuto la possibilità di lavorare direttamente con loro (ogni settimana una sessantina di persone)».

    Avete avuto la possibilità di interagire per un periodo abbastanza lungo con una cultura millenaria e così lontana dalla nostra, in un paese ricco di contraddizioni…..cosa avete capito, cosa ne avete tratto?

    «La Cina è un paese straordinario e la parola che racchiude tutta la nostra esperienza lì è “contraddizione”. Sono tanto più avanti rispetto all’Europa (per non parlare dell’Italia) in alcune cose, e molto più indietro in altre. In generale quello che ci ha più colpito è la praticità con cui affrontano le cose, la loro curiosità. Dall’altra parte hanno grandi problemi di gerarchia e burocrazia. È insomma una continua e bellissima contraddizione».

     

    Claudia Baghino

  • Gezmataz, jazz festival al Porto Antico: Era Superba regala due biglietti

    Gezmataz, jazz festival al Porto Antico: Era Superba regala due biglietti

    gezmataz-festivalNell’ambito del prestigioso Gezmataz Genoa Jazz Festival (qui il programma del festival), lunedì 22 luglio nella Piazza delle Feste del Porto Antico andrà in scena una full immersion dedicata a Rare Noise Records, etichetta discografica anglo-italiana dedicata al jazz “di confine” con sede a Londra e contatti costanti con il gotha della musica internazionale d’avanguardia.

    La serata live (qui il programma della serata) vedrà impegnati sul palcoscenico due formazioni
    gezmataz-piazza-feste-porto-anticodella scuderia Rare Noise, ovvero Molé Trio di Mark Aanderud, Hernan Hecht e Stomu Takeishi e Berserk!, formazione a cavallo fra il rock ed il jazz, dal cuore italiano, fortemente voluta da Lorenzo Esposito Fornasari, Lorenzo Feliciati e Gianluca Petrella, qui accompagnati da Eivind Aarset, Fabrizio Puglisi e Cristiano Calcagnile  e che ha appena dato alle stampe il disco d’esordio (clicca qui per ascoltare).

    L’inizio dei concerti è previsto per le 21:30 e il costo dei biglietti è di €15. Era Superba regala ai più attenti due biglietti omaggio per assistere alla serata. Il primo dei due biglietti andrà al più veloce di voi che ci risponderà a questa semplice domanda, inviandoci una mail a redazione@erasuperba.it con la risposta esatta e il proprio nome e cognome e recapito telefonico.

    Chi è quell’uomo considerato dai più il padre del jazz, nato a New Orleans nel 1877?

    Il secondo biglietto omaggio verrà messo in palio oggi pomeriggio in occasione della prima uscita ufficiale di #EraOnTheRoad. Seguiteci sui nostri canali social!

  • Genova Film Festival: opere dedicate al porto e anteprime nazionali

    Genova Film Festival: opere dedicate al porto e anteprime nazionali

    silos-hennebique-porto-d1Inizia col botto la 16a edizione del Genova Film Festival, che da lunedì 1 a giovedì 7 luglio ha in programma, presso la multisala The Space Cinema del Porto Antico, oltre 120 proiezioni gratuite. Una settimana di full immersion per gli appassionati di cinema, che esordisce con una grande anteprima nazionale, lunedì 1 luglio alle ore 21. Si tratta della proiezione di To the Wonder, l’ultimo film di Terrence Malick, regista statunitense che ha vinto la Palma d’oro a Cannes con The three of life. Solo a sentire il cast, viene voglia di mettersi già in coda. Gli interpreti principali della pellicola, che sarà in concorso a Venezia, sono infatti Rachel McAdams, Ben Affleck, Rachel Weisz e Javier Bardem.

    Ma si tratta solo di un piccolo antipasto del densissimo programma della kermesse genovese. Come abbiamo anticipato già nel mese di aprile, la nuova edizione del festival punta forte sul legame con il porto. Tre, le iniziative programmate in questa direzione.
    Le prime due sono rappresentate dall’istituzione di altrettanti concorsi tematici: uno, “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali”, è dedicato a documentari e opere di fiction ambientate in zone portuali. Sei i lavori selezionati per la fase finale, su circa una ventina di partecipanti, che concorreranno per gli 800 euro di premio.

    «In tutti i lavori che sono arrivati – ha spiegato Marco Sanguineti, giurato della sezione e direttore Pianificazione e Sviluppo dell’Autorità Portuale di Genova – emerge il grande risalto dato alle storie umane che si intrecciano nella vita dei porti: punto di contatto naturale tra la località del territorio e la globalità insita nell’infrastruttura. In generale, le opere arrivate sono accomunate da un’ottima qualità, tanto che è davvero difficile tracciare i confini tra che cosa sia fiction e che cosa documentario, al di là della tecnica di realizzazione».

    Il secondo concorso tematico, “Porto, motore, azione”, invece, è stato pensato per sceneggiature di cortometraggi ambientati e da realizzare all’interno del porto di Genova. Qui, il premio consisterà nella copertura dei costi per la realizzazione effettiva del film. Solo per questa sezione, è ancora possibile inviare gli elaborati, fino al 15 luglio 2013.

    «Queste iniziative – ha detto il presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo – fanno parte di una nuova immagine di apertura alla città che il Porto di Genova sta ricercando attraverso il ridisegno del Piano regolatore. Stiamo cercando di offrire nuovi stimoli per la costruzione in senso partecipativo del porto del futuro, cercando il più possibile di dialogare anche con i non addetti ai lavori. Insomma, con questo processo di trasformazione, il porto vuole aprirsi e rendersi visibile a tutti».

    La terza iniziativa sul tema è rappresentata dal protagonismo assoluto del Porto di Genova nella tradizionale rassegna “Genova per noi”, grazie a preziosi documenti d’archivio recuperati dalla Fondazione Ansaldo. Tra i titoli proposti, spicca Les Hommes du Port di Alain Tanner, considerata la migliore pellicola sul mondo del lavoro tra le banchine e i camalli genovesi, che verrà proiettata giovedì 4 luglio alle 21. Per gli appassionati di opere più recenti, va citata anche Cosimo e Nicole di Francesco Amato, una storia d’amore e passione con Riccardo Scamarcio, ambientata a Genova, riproposta sabato 6 luglio al termine delle premiazioni e alla presenza dell’autore.

    “Obiettivo Liguria”

    Naturalmente, non vanno dimenticate le colonne portanti del Festival, ovvero i concorsi nazionali per cortometraggi e documentari, oltre a “Obiettivo Liguria”, la rassegna dedicata ad autori emergenti della nostra terra.
    E qui subentra un piccolo conflitto di interessi da parte del sottoscritto. Tra le 25 opere partecipanti, infatti, in questa sezione concorrerà anche Fango, un documentario sulla tragica alluvione che ha sconvolto le terre spezzine nell’autunno 2011 e che sarà proiettato mercoledì 3 luglio, qualche minuto prima delle 17. L’opera – che racconta per immagini l’impatto dell’evento naturale sulla vita dell’uomo e il lento e faticoso tentativo di ristabilire l’ordine sconvolto dalla distruzione, con le sole voci degli abitanti e della natura – è stata realizzata dal sottoscritto, a quattro mani con il collega Nicola Giordanella e con la preziosissima collaborazione del giovane regista genovese Marco Longo, il cui cortometraggio, Mikrokosmos, è stato selezionato per il concorso nazionale.

    Opere liguri selezionate per il concorso nazionale

    A proposito di produzioni nostrane. Oltre a Mikrokosmos, sono altre quattro le opere liguri selezionate per i concorsi nazionali: Il Conte di Adel Oberto, Per qualche euro in più di Alberto Nikakis e Fratelli Minori di Carmen Giardina vanno a rimpinguare il contingente della sezione fiction, mentre Un senso diverso di Eros Achiardi e Barbara Maffeo è l’unico rappresentate per quanto riguarda i documentari. In totale, oltre 400 registi provenienti da tutta Italia hanno partecipato alle selezioni per le competizioni nazionali: 20 i titoli scelti per la sezione fiction, che saranno giudicati dai registi Francesco Amato e Lorenzo Vignolo e dal critico Andrea De Candido, mentre 9 le opere presenti nella categoria documentari, che passeranno al vaglio del fotografo Giorgio Bergami, del critico Luca Malvasi e del regista Pippo Mezzapesa.

    “Ingrandimenti”, “Oltre il confine” e l’omaggio a Vittorio Gassman

    In questo mare magnum di proposte, vanno citate ancora tre rassegne. “Ingrandimenti”, curata dal critico Oreste De Fornari che ogni anno racconta un protagonista del cinema italiano, e questa volta ospiterà il regista Giuseppe Piccioni, vincitore tra l’altro di 5 David di Donatello e nominato all’Oscar per il miglior film straniero con Fuori dal mondo. Oltre alla proiezione di alcuni dei suoi lavori più noti, il regista incontrerà De Fornari venerdì 5 luglio alle 20.30.

    “Oltre il confine”, invece, è la rassegna dedicata a una particolare cinematografia straniera che quest’anno ci porterà a conoscere i film d’animazione della Croazia, per festeggiarne l’imminente ingresso nell’Unione Europea. In particolare, saranno proposti 15 cartoni animati della famosa serie Professor Balthazar, realizzata tra il 1969 e il 1977 da Zlatko Grgic’ e pluripremiata in tutto il mondo.

    Infine, anche quest’anno viene riproposto l’ormai consueto omaggio a Vittorio Gassman, anch’esso collegato al Porto di Genova con la proiezione del documentario Viaggio in Italia – Genova e il suo porto, aperto proprio dall’attore che recita alcuni versi di Caproni e Montale. In questo caso, l’appuntamento è per venerdì 5 luglio alle 17.30.

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Festival di Poesia di Genova, 2013: si parte con il Bloomsday

    Festival di Poesia di Genova, 2013: si parte con il Bloomsday

    claudio-pozzani-d1Genova, 16 giugno 2013? No: Dublino, 16 giugno 1904. Eccezionalmente anche quest’anno il 16 giugno il capoluogo ligure si trasforma nella capitale irlandese per festeggiare il Bloomsday, in attesa dell’anniversario dei centodieci anni che si festeggeranno nel 2014.
    Genova si veste a festa per celebrare a suo modo (e in parallelo con Dublino) la giornata di Leopold Bloom, il protagonista del romanzo Ulysses di James Joyce: una serie di eventi musicali e reading si svolgeranno in giro per tutta la città, in location particolari e scelte appositamente per l’occasione, ognuna delle quali si ricollega al testo dello scrittore irlandese. L’evento si svolge all’interno del Festival Internazionale di Poesia (leggi il programma completo), in programma dal 16 al 23 giugno. I fedeli apostoli di Joyce sparsi per tutta Genova (e non solo) si stanno preparando ad affrontare quella che più che una giornata dedicata al capolavoro letterario di Joyce sembra una maratona: si parte alle 9 e si finisce alle 24, girando la città, riproducendo il percorso che svolge Bloom nel romanzo e rileggendo l’opera intera. Sulle tracce di Leopold, della moglie Molly e del giovane Stephen Dedalus, 16 ore di letture non-stop in oltre 20 luoghi della città, in cui gli amanti dell’autore dublinese correranno all’impazzata da Palazzo Reale, al Museo Luzzati, fino a Staglieno, con una pausa ristorante alla Douce Patisserie di Piazza Matteotti.

    Il Bloomsday si inserisce ormai da consuetudine in apertura del Festival genovese di poesia, voluto e organizzato da Claudio Pozzani, poeta e artista di fama mondiale (sempre attivo e impegnato a intessere contatti internazionali: proprio nei giorni pre-Festival si trovava in Ecuador) e dai natali genovesi: «Il Bloomsday esiste nel Festival da sei anni –racconta Pozzani-, con un successo crescente sia di lettori che di pubblico. È stato voluto da me e dal Prof. Bacigalupo, in un ottimo esempio di collaborazione dal basso. La collaborazione dei gestori dei luoghi è fantastica, soprattutto quest’anno che l’evento cade di domenica e nessuno di loro ha voluto rinunciare ad essere presente».

    Altra occasione di approfondimento (questa volta però extra-Festival, ma sempre rivolta a tutti gli appassionati joyciani): lunedì 27 maggio, a partire dalle 11.30 alle 17.30 alla Biblioteca di Lingue (Piazza Santa Sabina, 2) si svolgerà un confronto-dibattito dal titolo Tradurre Ulysses di James Joyce, incentrato proprio sul confronto tra varie traduzioni (l’ultima, del 2013) del libro e organizzato dal Dipartimento di Lingue e culture moderne dell’Università degli Studi di Genova. Anche la partecipazione di studiosi illustri: Sara Sullam da Milano, Enrico Terrinoni da Perugia e Elisabetta d’Erme da Trieste.

    GENOVA, FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA, edizione 2013

    Il Festival Internazionale di Poesia di Genova è organizzato dall’associazione genovese Parole Spalancate, un’equipe di persone con diverse professionalità che portano avanti un progetto culturale, in un momento storico in cui questo tipo di attività richiede sforzi economici e capacità di reinventarsi. La manifestazione presenta anche quest’anno un calendario fitto di incontri, reading, spettacoli e concerti, con poeti, artisti, intellettuali da tutto il mondo: Kashmir, Tunisia, Marocco, Palestina, Irak, Libia, Siria, Libano, Bosnia, Grecia, Ecuador, Canada, Mali, Armenia, Haiti sono solo alcuni dei paesi coinvolti nell’evento.
    Ripercorriamo un po’ di storia, con l’aiuto del direttore Pozzani: «L’idea nasce nel 1994, anche perché allora non c’erano grandi festival di poesia (e neanche di letteratura) in Italia, dopo la fine di MilanoPoesia e Castelpoerziano. La prima edizione era itinerante e lunga 22 giorni: la poesia non è mai stata così popolare, ma tutti se ne abbeverano senza riconoscerne i meriti, dalla pubblicità alla politica, alle altri arti».

    E anche quest’anno le cose sono state fatte in grande: all’interno della diciannovesima edizione, due giornate (21 e 22 giugno) dedicate al Festival Voix Vives di Sète: un festival itinerante che coinvolge El Jadida (Marocco), Toledo (Spagna) e appunto Genova. Prima a Lodève, poi a Sète (entrambi nella Francia meridionale), da quest’anno Voix Vives arriva nella nostra città, grazie ai buoni rapporti di collaborazione che proseguono da oltre 15 anni tra l’equipe genovese e quella del Festival Voix Vives. Sono previsti una serie di spettacoli nel parco di Villetta Di Negro fresco di restyling e pronto ad accogliere i visitatori. Un nuovo approdo per il Festival, che cerca in questo modo di coinvolgere anche quei luoghi della città che restano solitamente un po’ più nell’ombra, ma che meritano di essere riscoperti: così, gli organizzatori vogliono contribuire alla crescita culturale della città, aprendo anche questo nuovo spazio di Villetta di Negro (uno dei parchi cittadini più grandi e sicuramente uno dei più centrali e strategici) all’arte e la cultura. Dopo l’inizio col Bloomsday, l’inaugurazione vera e propria del 17 giugno avrà come padrino per questa edizione Alessandro Haber, che proporrà al pubblico un percorso poetico composto da letture di brani di vari autori. Da non perdere anche il reading-concerto di Greg Lake, sì proprio lui: il Lake degli Emerson Lake & Palmer, nonché fondatore dello storico gruppo, leggenda del prog anni ’70, King Crimson. Greg Lake approderà a Genova il 21 giugno per il suo spettacolo nella suggestiva location di Palazzo Ducale, nel Cortile Maggiore, per parlare della sua esperienza ed esegue dal vivo alcuni suoi brani e testi entrati nella storia della musica moderna. Perché, come è ovvio, la musica è anche poesia, e viceversa, due straordinari mezzi di comunicazione: chi meglio di un musicista del calibro di Lake può svelarci il legame profondo che le accomuna?

    Oltre 100 eventi gratuiti: il programma è raddoppiato, in tempi in cui molti preferiscono dimezzare. Questa la sfida del Festival, che porta a Genova le eccellenze della cultura contemporanea internazionale, e che riesce a declinare così bene poesia, musica, teatro, e tutte le forme di espressione artistica.

    «Il festival è come una tela vuota che ogni anno riempiamo di colori fatti di idee e poeti – conclude Pozzani- quest’anno l’immagine guida è un apriscatole che apre una scatola piena di parole e lo slogan “parole spalancate, menti aperte”. Non vuole essere una vetrina di autori che vengono a presentare i propri libri oppure un evento in cui la poesia sia in secondo piano rispetto ad altre attività commerciali. Qui la poesia è mostrata nella sua veste più diretta, dalla voce degli stessi autori provenienti da tutto il mondo, senza filtri».

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Lilith Genova: la musica delle donne e la Carovana dei festival indie

    Lilith Genova: la musica delle donne e la Carovana dei festival indie

    sabrina-napoleoneLa Carovana dei Festival è un collettivo nato a settembre 2012 dall’unione di forze di sette festival indipendenti attivi tra Liguria, Piemonte, Val d’Aosta ed Emilia. Sabato 16 marzo, presso Palazzo Ducale, gli organizzatori dei vari festival si sono dati appuntamento per organizzare le mosse future e gettare le basi di quello che diventerà un vero e proprio statuto di riferimento. I festival che fanno parte di questa realtà sono Indiesponente (Im), Miscela Rock Festival (To), Orzorock (Pc), Varigotti Festival (Sv), Wanted Primo Maggio (To), e i genovesi Festival delle Periferie e Lilith Festival: “Per questa stagione 2013 – racconta Roberto Giannini presidente dell’associazione Metrodora che organizza il Festival delle Periferie – la Carovana mira ad un consolidamento degli aspetti già intrapresi, quali scambio di artisti tra festival, eventi comuni, aiuto ad artisti di altre regioni o province onde avere la possibilità di esibirsi nei territori dei festival, in locali o situazioni altrimenti di difficile accesso per artisti che abitano a centinaia di chilometri, propaganda e promozione comune a tutti i festival ed eventi. Per il momento rimane un cartello di festival ed eventi, che si dà una serie di regole pratiche che da settembre, al termine dell’ultimo evento (il Supersound di Faenza che prenderà il nuovo nome Mei 2.0), potrebbe evolversi in un vero e proprio statuto che dovrebbe regolare aspetti quali l’ingresso di nuovi festival, i rapporti con la rete dei festival nazionale e alcuni festival europei affini. Non verrà istituito un vero e proprio organigramma con cariche e ruoli, e le decisioni strategiche saranno prese a larga maggioranza, senza distinzione tra festival più o meno importanti”.

    SABRINA NAPOLEONE E LA CAROVANA DEI FESTIVAL INDIE

    Abbiamo poi parlato con Sabrina Napoleone, musicista e fondatrice dell’associazione culturale Lilith, che ci ha raccontato la storia della sua associazione, del Lilith Festival (progettato e realizzato in collaborazione con La Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale e con il patrocinio del Comune di Genova), e ha discusso con noi i risultati dell’assemblea della Carovana: “La Carovana dei Festival – dice Sabrina – è un movimento che nasce spontaneo sulla base di un obiettivo comune, ovvero quello di fare concretamente qualcosa per la musica emergente. Ognuno dei sette festival che compongono la Carovana ha una propria storia ed una propria specificità, ognuno è nato rispondendo ad e esigenze e colmando lacune del proprio territorio e così facendo ne ha sviluppato le potenzialità ed ha tenuto vivo l’interesse della gente per la musica indipendente”.

    Quali propositi vi siete dati per il futuro?

    «Il proposito fondamentale è quello di dare agli artisti la possibilità di esibirsi di fronte ad un pubblico molto più vasto, farsi conoscere a livello nazionale e cosa importantissima confrontarsi con altri musicisti, produttori ed etichette. Per un artista partecipare ad un festival significa potersi esibire di fronte ad un pubblico a volte centinaia di volte più numeroso di quello che potrebbe intercettare suonando nei pochi locali e e club dove ancora si fa musica dal vivo».

    Quali saranno i punti fondamentali dello statuto?

    «Lo statuto su cui stiamo ancora lavorando dovrà regolamentare i rapporti tra i festival consorziati definendone gli impegni reciproci, sia quelli artistici che quelli economici. Dovrà inoltre definire le regole fondamentali attraverso cui verranno prese le decisioni. Ad esempio abbiamo già cominciato a lavorare, grazie alle intuizioni di Roberto Grossi del Varigotti Festival, ad un festival dei festival il 3 agosto a Finale Ligure».

    Quale ruolo specifico assumerà la vostra associazione relativamente al collettivo Carovana?

    «All’interno della Carovana ogni associazione collaborerà impegnandosi equamente e nel rispetto delle proprie specificità. Non ci sono ruoli definiti, ognuno farà la sua parte ma senza rigidità. Per una più rigida divisione dei ruoli occorre ancora un po’ di tempo, confrontarsi con progetti ambiziosi e capire chi di noi fa meglio cosa».

     

    sabrina-napoleone-2

    LILITH, LA MUSICA DELLE DONNE

    Come e quando è nata l’esigenza di fondare un’associazione musicale dedicata alle donne musiciste? Il fatto stesso che tu ne abbia sentito il bisogno indica che qualcosa manca.

    «Lilith è un’associazione creata da musiciste per le musiciste. Dopo anni di amicizia e condivisione di spazi, palchi, consigli e la cura a livello individuale di direzioni artistiche di alcuni interessanti progetti io, Cristina Nicoletta e Valentina Amandolese abbiamo fondato Lilith Associazione Culturale. Lilith nasce nel 2010 ma porta avanti istanze ben precedenti, come l’esperienza personale mia e delle mie socie o la consapevolezza che le “cantautrici” e comunque le donne che suonano nel variegato mondo del rock oggi siano tante quasi quanti sono i colleghi maschi ma assai meno rappresentate. Solo per restare nel mondo dei festival sarebbe già ottimistico affermare che la presenza di progetti femminili è scarsa. Le cose stanno lentamente cambiando e forse anche grazie a noi. Quando ho cominciato io a far musica era il 1994 e a Genova non avevo notizie che di Claudia Pastorino, ci sono voluti anni per incontrare le altre, forse perché allora i locali ancora più di oggi sembrava avessero spazio solo per le cover band e anche i maschietti che facevano musica originale avevano difficoltà a trovare date. Insomma ci voleva una bella faccia tosta e molta perseveranza per avere l’onore di essere ammessa a suonare (gratis) in qualche locale. Poi le cose hanno cominciato a smuoversi, o forse mi sono scossa io, ho abbandonato i progetti di band dietro a cui mi nascondevo come autrice e cantante ( avevamo già autoprodotto un EP dal titolo Aria Di Vetro e un Album intitolato Anacronismi quando è terminata la mia lunga avventura dietro il nome degli AUT-AUT) e ho messo il mio nome e la mia faccia su un palco».

    Nelle band la presenza femminile appare sempre abbastanza ridotta. Come spieghi questa cosa? Non saremo mica nella condizione in cui ci vorrebbero le quote rosa anche nella musica?

    «Questo è esattamente ciò che sembra, ma se tu affrontassi un viaggio musicale con noi come guide scopriresti che la presenza femminile è piuttosto importante e che la gran parte dei progetti musicali femminili è davvero interessante. Anzi prendetelo proprio come un invito da parte di Lilith: non dovremmo neppure allontanarci da Genova per trovare nuove galassie musicali “rosa”».

    Lilith festival - lisa galantini, sabrina napoleone, valentina amandolese, cristina nicolettaNella vostra attività come associazione quali difficoltà avete incontrato finora, in ambito cittadino ed extracittadino? Quali invece gli aspetti positivi?

    «Io sono fortemente convinta, al contrario di molti colleghi e colleghe, che Genova non sia un ambiente più ostile alla musica di quanto lo siano altre città anche più grandi. Le istituzioni stesse hanno guardato con interesse al Lilith Festival e ci hanno concesso spazi importanti. A Genova in linea teorica non manca più nulla per la musica femminile. Le ragazze sono uscite allo scoperto, si sono messe in gioco e presto faranno scuola. Noto solo che la crisi del mondo musicale sta influenzando moltissimo le nuove generazioni: è difficilissimo vedere dei ventenni ai concerti e questo un po’ mi allarma».

    Avete organizzato il “Festival della musica d’autrice”, che ha già avuto due edizioni.

    «Ci abbiamo messo tutte noi stesse e tutta la nostra passione (anche in senso etimologico) per realizzare il Lilith Festival, per la prima edizione esponendoci personalmente a livello economico, poi ci hanno soccorse degli sponsor illuminati che ci hanno aiutato a coprire i costi della seconda edizione. Il pubblico ha risposto molto bene, infondo presentavamo un’idea difficile…Se dici “cantautrice” la gente si immagina già la ragazzina con la chitarrina che canta canzoncine d’amore, noia noia noia. Ebbene questa visione è completamente sbagliata: le donne hanno sperimentato di più, si sono conformate di meno ai modelli e in linea di massima sono più originali».

    Quali i progetti per il futuro?

    «Tantissimi! Come cantautrice sto completando un progetto discografico con il mio amico di sempre e produttore Giulio Gaietto. A fine mese uscirà ufficialmente, per Toast Records di Torino, il primo singolo dal titolo “E’ Primavera” potete già ascoltarlo su soundcloud. A seguire il disco. Intanto proseguono le collaborazioni con le mie colleghe Cristina Nicoletta, Valentina Amandolese e Jess. 4even è il nome del progetto.
    Lilith invece sta crescendo a vista d’occhio e la terza edizione del Lilith Festival diventa internazionale con la partecipazione di una cantautrice dalle Hawaii e con la presenza di alcuni nomi amati dal grande pubblico di cui non posso ancora svelare nulla. Quest’anno il Lilith Festival si svolgerà nelle giornate del 7-8-9 giugno sempre a Palazzo Ducale-Piazza Matteotti. La nostra associazione si impegnerà nella campagna contro la violenza sulle donne e sosterrà con alcuni progetti il Centro Antiviolenza. Entro maggio uscirà infatti una Compilation Lilith i cui proventi andranno devoluti al fondo per i centri antiviolenza. Ci sono donne che dedicano la vita ad insegnare ad altre donne che possono, anzi devono,  non essere vittime e noi vogliamo contribuire, lo sentiamo come un nostro dovere».

     

    Claudia Baghino

  • Premio Andersen 2013: bando di concorso per fiabe inedite

    Premio Andersen 2013: bando di concorso per fiabe inedite

    premio andersenAGGIORNAMENTO! Il bando è stato prorogato fino a lunedì 29 aprile 2013

    Il Comune di Sestri Levante ha indetto il bando di concorso per fiabe inedite nell’ambito della 46^ edizione del Premio “Hans Christian Andersen – Baia delle Favole”, che si svolgerà dal 6 al 9 giugno 2013.

    Il concorso è suddiviso in quattro sezioni in base all’età dei partecipanti:
    1) Scuola materna, da 3 a 5 anni: in gruppo
    2) Bambini, da 6 a 10 anni: individuale o in gruppo
    3) Ragazzi, da 11 a 16 anni: individuale o in gruppo
    4) Adulti, dai 16 anni in su: individuale

    I partecipanti possono inviare una o più fiabe inedite a tema libero in sei copie, della lunghezza massima di tre facciate e con la possibilità di inserire immagini o illustrazioni. Possono partecipare opere in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola.

    La partecipazione è gratuita per le prime tre sezioni, mentre per gli Adulti è previsto un contributo di 16 €.

    Le opere vanno presentate entro il 15 aprile 2013 attraverso il sito del Premio Andersen.

    Una giuria esaminerà le fiabe e decreterà i vincitori. Questi i premi in palio:
    1) Scuola maternadiploma e 1.000 €
    2) Bambini: diploma e 1.000 €
    3) Ragazzi: diploma e 1.000 €
    4) Adulti,: diploma e 3.000 €

    La Giuria assegnerà inoltre il Trofeo “Baia delle Favole” a un’opera particolarmente significativa nell’ambito della produzione per l’infanzia. L’autore della migliore fiaba in lingua straniera vincerà un fine settimana a Sestri Levante per due persone.

    La proclamazione ufficiale dei vincitori e la premiazione avverranno a Sestri Levante sabato 8 giugno 2013.

  • Circumnavigando 2012, dietro le quinte del festival di circo e teatro

    Circumnavigando 2012, dietro le quinte del festival di circo e teatro

    Arte di Strada teatro attoriDal 22 dicembre al 6 gennaio, torna a Genova Circumnavigando, Festival Internazionale di Teatro e Circo. Giunto alla XII edizione, il festival -organizzato dall’Associazione Culturale Sarabanda– è un evento ormai ben noto ai genovesi. In attesa che venga reso noto il programma di questa edizione, siamo andati a sbirciare dietro le quinte della manifestazione per vedere come nasce quest’evento.  Dal 2001 ad oggi: come è cresciuto “Circumnavigando” e cosa significa organizzare un festival di teatro di strada? A raccontarcelo, il direttore artistico di Circumnavigando, Boris Vecchio, e l’organizzatrice Barbara Vecchio.

    «Il nostro festival è stato una scommessa», racconta Boris. «Siamo stati i primi ad organizzare una manifestazione di teatro di strada in inverno. Scelta insolita, e apparentemente controproducente. In realtà, all’inizio avevamo pensato di realizzare Circumnavigando a settembre, ma poi (era il 2001) c’è stato l’attentato alle Torri Gemelle e… ci siamo visti costretti a rimandare il progetto, che è slittato di qualche mese. Un po’ il caso, un po’ la voglia di metterci alla prova ci hanno fatto optare per dicembre: ogni anno il festival si svolge a ridosso del Natale, momento già di per sé “festoso” e propizio per richiamare le persone nelle strade e offrire loro spettacoli di vario tipo. La gente è coinvolta attivamente: è il teatro che scende in strada! Di certo, organizzare questo festival non è semplice, non fosse altro che per le tante sedi in cui è articolato: in centro, al Porto Antico, nel centro storico, alla Foce. E poi anche a Rapallo –dall’anno scorso- e Sestri Ponente. Tutto parte molto prima: i contatti con compagnie di artisti locali, nazionali e internazionali, il programma, le scenografie, i registi, il cachet. E ogni particolare va calcolato alla perfezione perché non c’è un pubblico pagante che viene a vederti a teatro, ma c’è una performance che deve attirare l’attenzione di gente che non sa nulla di cosa vedrà. È una scommessa, appunto».

    A dimostrazione della portata dell’iniziativa, è da ricordare che lo scorso ottobre, Circumnavigando, assieme a Suq e al festival teatrale di Borgio Verezzi, è stato premiato al Festival of Festivals Awards 2012 di Matera. Tre iniziative grazie alle quali la Liguria si è aggiudicata questo importante riconoscimento nazionale e che fanno della nostra regione una delle eccellenze italiane in campo culturale. La Regione ha pubblicato solo poco tempo fa il bando annuale per lo stanziamento dei finanziamenti riservati alle attività dei festival del 2012. Oltre alle difficoltà nella messa a punto dei programmi, date dai tempi ristretti, un altro fattore non trascurabile è quello della portata dei fondi: quelli per il 2012 sono stati già ridimensionati, e per il 2013 si preparano scenari ancora meno rosei, visto che i tagli chiesti dalla spending review andranno a colpire anche il settore della cultura e delle arti. Nonostante queste previsioni infauste, dall’associazione Sarabanda arrivano parole speranzose:

    «Finché si potrà, noi andremo avanti! Abbiamo intenzione di lottare fino alla fine per mantenere questo festival, importante perché è aperto alla dimensione europea e colloca Genova in un contesto multiculturale, con i tanti artisti che ci raggiungono nei giorni della manifestazione. E poi è un’iniziativa in grado di dare una mano alla città», dice Boris. «Oltre all’evento in sé di Circumnavigando, che richiama persone e fa vivere bar, locali, esercizi commerciali, ecc., non dimentichiamo che dietro c’è anche un’associazione che impiega dipendenti e da posti di lavoro. Facciamo un servizio gratuito: la città intera si anima e si mette in moto anche grazie a noi».

    Racconta Barbara Vecchio: «Abbiamo stimato che negli anni scorsi Circumnavigando ha impiegato dalle 30 alle 50 persone. Non male, direi! Dietro quello che si vede nelle piazze, c’è una schiera di elettricisti, operai, manovalanza di vario tipo. Siamo un’azienda come le altre, ma forse con più difficoltà: facciamo cultura, ma abbiamo scelto di farla in inverno, all’aperto, al freddo, con luce artificiale!»

    La Liguria, a dispetto della fama di “città vecchia” e poco aperta alle esigenze dei giovani, ospita numerose manifestazioni circensi: dal Levante al Ponente, dall’Andersen di Sestri Levante al Grock di Imperia. Sarabanda, oltre a “fare rete” con gli altri festival della zona, da sola organizza ben tre iniziative: assieme a Circumnavigando, Circoscienza, a novembre nell’ambito del Festival della Scienza, e FESTeatrodistrada a giugno nei giardini di Villa Bombrini, a Cornigliano. Il teatro di strada sembra essere stato finalmente sdoganato: dopo la diffidenza suscitata per tanti anni, si riscontra oggi maggiore apertura, meno pregiudizi verso gli artisti, finalmente riconosciuti come tali. La risposta del pubblico è molto buona: non più una massa inconsapevole, ma un pubblico curioso e addirittura preparato. L’arte del circo in commistione con il teatro di strada, nata in Francia e che affonda le sue radici nella tradizione del Cirque du Soleil, oggi piace anche agli italiani, meno provinciali di un tempo. Clownerie, recite, narrazioni, burattini, spettacoli di sole immagini, cui da un decennio si è aggiunta anche la danza: si tratta di teatri in strada (gli esempi più rilevanti sono il festival di Santarcangelo di Romagna e il Mercantia di Certaldo), di certo meno istituzionali del teatro che abbiamo imparato a conoscere negli anni, ma non per questo meno legittimi. Anche qui, non possono mancare delle compagnie di attori, che recitano testi, interpretano personaggi, seguono un copione.

     Ma come si costruisce uno spettacolo di teatro di strada, qual è la filosofia alla base?  «Il teatro di strada non lo possono fare tutti. Se sei un attore, non per questo puoi fare questo tipo di spettacoli, per i quali è richiesta una formazione specifica a 360 gradi. Sono performance complicate da eseguire, per le quali sono richiesti anni e anni di studio. Molti pensano ancora che ci si possa improvvisare artisti di strada, che lo si possa fare per diletto, ma non è così», racconta Barbara. «Anche qui sta l’abilità dell’organizzatore, che deve fare da filtro e selezionare gli artisti per preservare innanzitutto la qualità degli spettacoli e la dignità di questo mestiere. È fondamentale offrire un qualcosa che non si può trovare altrove».

    Lo stesso Boris Vecchio, con decennale esperienza nel campo del teatro, del circo, insegnante di clownerie, artista acclamato a livello europeo, ci espone le sue riflessioni sul mondo del circo e del teatro: «La sua filosofia? Si può sintetizzare nel fatto che il teatro di strada va in direzione opposta a quella del teatro di prosa. Se l’ultimo sta su un palco, dentro quattro mura, il primo scende dal palco, va tra la gente, nelle strade, a cercare il pubblico, anzi a crearlo. L’artista di strada ha l’arduo compito di dover conquistare attimo dopo attimo l’attenzione degli spettatori, che altrimenti possono sempre andare via. Da qui, anche il nome che abbiamo scelto per la manifestazione: Circumnavigando, a richiamare l’idea di movimento, del circo che si sposta e viene a cercarti. La filosofia del circo è l’idea della famiglia: spesso legati al loro interno da un rapporto di sangue, cercano di instaurare anche all’esterno, con il pubblico, un rapporto festoso, “popolare”. È una ricerca poetica, capace di sintetizzare la profondità estrema dei contenuti e la superficialità della bellezza estetica. Il teatro di strada è poesia pura e semplice: ho visto persone ridere a crepapelle, o emozionarsi fino alle lacrime. L’artista comunica con il pubblico tramite il suo numero, per questo ricerca spasmodicamente di eseguirlo in modo impeccabile. Mi ha sempre affascinato questa ricerca di profondità emotiva attraverso la perfezione estetica».

     

    Elettra Antognetti
    [foto di Constanza Rojas]

  • Festival della Scienza 2012, dati e presenze: incontro con Manuela Arata

    Festival della Scienza 2012, dati e presenze: incontro con Manuela Arata

    Festival della Scienza 2012Durante l’interclub dei Rotary Genova Sud Ovest e Genova San Giorgio, la presidente del Festival della Scienza Manuela Arata ha esposto in anteprima i risultati ufficiali dell’ultima edizione. «Da Genova – ha detto Manuela Arata – è partita una rivoluzione culturale. Oggi raccogliamo i frutti di un lavoro che dura da 10 anni. Genova ha le caratteristiche giuste per ospitare questo evento: in città c’è una predisposizione unica verso le conoscenze tecniche».

    Nonostante la crisi che ha colpito anche il festival, nonostante un budget che è tornato a essere quello delle prime edizioni, l’edizione 2012 si è chiusa con molti segni positivi. È stata superata la duemilionesima visita, la Piazza delle Feste al Porto Antico ha registrato 23.000 visitatori, il numero degli scienziati invitati è cresciuto notevolmente e sono stati 5271 gli animatori scientifici arrivati da tutta Italia. «Questi sono dati che danno un cambiamento profondo. Sapere dagli scienziati che per loro è un orgoglio essere invitati al festival è una consapevolezza che lascia il segno».

    L’edizione di quest’anno del festival è stata dedicata all’Europa, prima di sapere che, proprio nel 2012, l’Europa avrebbe poi vinto il premio Nobel. Le flessioni, che tutti potevano aspettarsi da questa decima edizione, non ci sono state. Il festival ha registrato 11 giorni di eventi, oltre 350 eventi, 49 mostre interattive, 103 laboratori, 18 spettacoli e 37 eventi speciali per un successo di pubblico riconosciuto da tutti. Il Festival ha chiuso con il 10% in più di visitatori, per un totale di 225.000 visite complessive, 40.000 visualizzazioni delle conferenze in streaming on demand e un incremento del 10% di visitatori sul sito web.

    La prossima edizione sarà l’edizione del compleanno e vedrà la bellezza come parola chiave, «perché nella scienza c’è tantissima bellezza». Il messaggio che, in chiusura di intervento, ha lanciato Manuela Arata è forte: «Se c’è l’idea di fare di Genova una città culturale sui temi della scienza, allora facciamolo! Il Festival della Scienza ha lo scopo profondo di animare un territorio che sappia fare inncovazione».

     

    Valeria Abate
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Festival della Scienza, Piazza Europa: il video della mostra

    Festival della Scienza, Piazza Europa: il video della mostra

    Una piazza in cui le eccellenze della ricerca europea propongono progetti, sostengono lo sviluppo tecnologico e ci proiettano in un futuro forse non troppo lontano. Ecco il principio alla base della mostra Piazza Europa, visitabile fino al prossimo 4 novembre all’interno del Festival della Scienza, nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa.

    Dalle energie rinnovabili agli ultimi ritrovati della biomedica, la mostra si presenta come una piazza vera e metaforica, in cui vari enti di ricerca collaborano con imprese private -nazionali e non- per migliorare la qualità della vita dei singoli e rispondere a emergenze su scala europea.

    Negli otto poli allestiti nella parte centrale della sala sono presentati progetti (alcuni dei quali non ancora in commercio) nati dalla collaborazione di enti pubblici e imprese. Ad esempio, il sensore Medusa della ditta Selex, per eliminare la pirateria sulle navi mercantili. O gli ausili per la stimolazione multisensoriale sviluppati dalla rete ligure SI4Life, rivolti soprattutto a persone anziane o con disabilità a scopo riabilitativo.

    Attorno ai poli centrali, alcune ricerche di recente presentate alla Commissione Europea: dal gioco interattivo sui bosoni “Lo schiaffone di Higgs”, sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, alla più concreta iniziativa “I PROMISE (a better world)”, promossa tra gli altri da Coop e Regione Liguria per sensibilizzare acquirenti e produttori verso consumo responsabile.
    L’Europa è ospite d’onore nella decima edizione del Festival, proprio nell’anno in cui ha ricevuto il Nobel per la Pace. Un’ “Unione della scienza” per ridare slancio ai diversi campi della ricerca scientifica e per investire sul futuro e sull’innovazione.

     

    Elettra Antognetti
    [foto e video di Daniele Orlandi]

  • Festival della Scienza 2012, il circo della Zirkus Meer a Palazzo Ducale

    Festival della Scienza 2012, il circo della Zirkus Meer a Palazzo Ducale

    Festival della Scienza 2012Nell’ambito dell’edizione 2012 del Festival della Scienza, due giornate sono state dedicate alle esibizioni di Walter Moshammer, circense di origine austriaca e formazione cosmopolita, della scuola Zirkus Meer.

    Moshammer, classe 1962, nato a Graz, terminati gli studi di fisica al Politecnico della sua città, collabora dapprima con il CERN di Ginevra, in cui prosegue le sue ricerche sulla dinamica non lineare,  e con l’università di Stanford. Il ’92 è l’anno della svolta, in cui Moshammer approda al circo: agli esordi nella San Francisco School of Arts, seguono gli spettacoli in giro per il mondo, dall’Italia alla Cina, con diverse compagnie circensi. Fino all’approdo al gruppo performativo Zirkus Meer, con cui Walter mette in scena alcune delle sue esibizioni di punta, le stesse che presenta, all’interno del Festival, anche al pubblico genovese.

    «Si tratta di 3 spettacoli particolari – racconta Moshammer – il primo, il cerchio di Leonardo da Vinci, elaborato a partire da una serie di schizzi di Leonardo, per secoli ignorati dagli studiosi; il secondo consiste nella creazione di un ponte senza l’impiego di viti, bulloni o quant’altro, nel rispetto della tradizione medievale dei Fréres Pontifes; il terzo, il castello di carte, prevede la costruzione di una struttura verticale formata da tarocchi giganti, raffiguranti famose personalità del mondo della scienza. L’artista si diletta in acrobazie di vario genere e sempre più spericolate, dai volteggi agli equilibrismi a molti metri da terra, in cui anche il pubblico viene coinvolto e invitato a partecipare».

    Moshammer è stato da sempre affascinato dal mondo del circo e ha cercato di portare alcuni retaggi dei suoi studi scientifici (sull’elettricità e sulla dinamica) all’interno di questo mondo, sanando la contraddizione solo apparente tra arte e scienza: «L’amore per la scienza fa da sfondo a tutte le mie performance, dai tarocchi con le foto di personaggi del mondo della scienza e con formule matematiche, allo studio delle carte di Leonardo, che mi hanno portato a brevettare, per primo, un’invenzione unica..
    In tema con il leitmotiv di questa edizione del Festival della Scienza, siamo davanti al trionfo dell’immaginazione!

    Elettra Antognetti
    [foto e video Daniele Orlandi]

  • Sestri Guitar Festival 2012 con Kevin Seddiki e Ricky Portera

    Sestri Guitar Festival 2012 con Kevin Seddiki e Ricky Portera

    ChitarraA un anno della prima edizione torna il Sestri Guitar Festival, la manifestazione ideata dall’associazione Alma Musica che punta i riflettori sul mondo della chitarra e su tutte le sue sfaccettature. In un momento difficile, come quello che stiamo attraversando, gli organizzatori hanno voluto confermare la libera fruibilità dello spettacolo che rimane appunto aperto a tutti, senza prezzo di biglietto e senza nessuna sottoscrizione di sorta.

    Il desiderio di portare la cultura, dopo i tagli del Comune in quest’ambito, in una piazza non del centro cittadino bensì di un quartiere limitrofo, è un operazione interessante e ammirevole, soprattutto per la qualità dei concerti e l’interessamento ai giovani talenti grazie al concorso annesso, il New Guitar Talent.

    La manifestazione ha inizio il 6 settembre pomeriggio con le finali del New Guitar Talent, per concludere con i concerti in piazza Baracca  il 7 settembre in un catartico percorso chitarristico dal sound etnico al rock con artisti di fama internazionale:

    Kevin Seddiki: attualmente in tournée con Al Di Meola

    Ricky Portera in trio con Andrea Anzaldi e Vanni Comotti: Portera è l’ex chitarrista ufficiale di Lucio Dalla, collabora con i più famosi cantautori italiani Ron, De Gregori, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, ecc.

    In apertura del Festival si esibiscono il caliente chitarrista Marco Galvagno leader dei Los Duendes con Andrea Anzaldi. Nel pomeriggio del 7 aperitivo in piazza Ranco con Enrico Testa (chitarra), Valeria Bruzzone (voce). In programma anche due seminari di approfondimento a cura di Ricky Portera e Kevin Seddiki.

    Per l’occasione ci sarà l’apertura serale dei negozi di Sestri Ponente, oltre che stands di espositori, esibizioni a cura della scuola di danza e musica di Sestri Ponente. Sarà possibile cenare in piazza a due passi dal palco prenotando telefonicamente al ristorante e pizzeria Il Braciere e La Lampara – 010.6532053. Inoltre, durante le giornate del Festival, per tutto il pubblico che voterà il chitarrista preferito del concorso New Guitar Talent, in omaggio verrà consegnata Almacard, carta di sconti e promozioni (per maggiori info visita la pagina Alma Card, sul sito dell’associazione Alma Musica).

    Per info e iscrizioni visita il sito www.sestriguitarfestival.it

    Riccardo Giorgio Botta

  • Bordighera Art Festival 2013: bando di concorso artistico

    Bordighera Art Festival 2013: bando di concorso artistico

    Sono aperte le selezioni per la prima edizione del Bordighera Art Festival, un’estemporanea artistica dedicata alla valorizzazione dell’arte emergente che si terrà dal 19 al 23 giugno 2013.

    È possibile iscriversi in una o più delle seguenti sezioni: pittura, scultura, grafica e poesia.

    Le selezioni sono aperte dal 1 settembre 2012 al 4 marzo 2013 e sarà possibile inviare fino a tre opere.

    Per partecipare al concorso bisogna essere maggiorenni e presentare opere originali e libere da diritti. L’iscrizione avviene registrandosi al sito bordighera.art-festival.eu e caricando un’immagine per ciascuna opera, un’autobiografia lunga fino a 300 battute e una descrizione delle opere presentate in concorso ( massio 120 battute per ogni opera).

    Requisiti delle opere.

    Pittura: opere dipinte con tecnica ad olio, acrilico, tempera, tecniche miste e vari tipi di inserti; potranno misurare al massimo cm.70 x 100 e al minimo cm. 30x 40, escluse le cornici.

    Grafica: tutte le tecniche di grafica finalizzata alla stampa, quali calcografie tratte da matrici metalliche (bulini, puntesecche e acqueforti) e xilografie tratte da matrici lignee; potranno misurare al massimo cm.70 x 100 e al minimo cm. 30 x 40, escluse le cornici.

    Scultura: misura massima di cm. 50 su ciascuna delle tre dimensioni.

    Poesia: lunghezza massima di 36 righe, comprese le eventuali righe bianche tra una strofa e l’altra.

    Una giuria selezionerà gli artisti finalisti, che verranno contattati preventivamente: le opere finaliste saranno 100 dipinti, 50 sculture, 100 opere grafiche e 100 poesie, che saranno pubblicate in un catalogo in lingua italiana e inglese.

    Per ogni settore verranno scelte le tre opere vincitrici, che riceveranno premi in denaro.

    Premi Sezione Pittura
    Primo Premio: € 3.000 il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 2.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 1.000 e una copia del catalogo

    Premi Sezione Scultura
    Primo Premio: € 3.000, il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 2.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 1.000 e una copia del catalogo

    Premi Sezione Grafica
    Primo Premio: € 3.000, il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 2.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 1.000 e una copia del catalogo

    Premi Sezione Poesia
    Primo Premio: € 1.500, il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 1.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 500 e una copia del catalogo

    Premi Estemporanea “Un angolo di Bordighera”
    Primo premio: € 1.500, il Trofeo BordigherArtFestival e una copia del catalogo
    Secondo premio: € 1.000 e una copia del catalogo
    Terzo premio: € 500 e una copia del catalogo

    Tutte le opere selezionate per l’Estemporanea , che si svolgerà nel corso del Festival, rimarranno all’Organizzazione che le devolverà alla “Croce Rossa Italiana” Sezione di Imperia.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Palco sul Mare festival: Andrea Celeste Quartet in concerto a Zoagli

    Palco sul Mare festival: Andrea Celeste Quartet in concerto a Zoagli

    Andrea CelesteLa 17esima edizione di Palco sul Mare Festival si chiude quest’anno venerdì 24 agosto a Zoagli con il Premio Via del Campo in tour 2012 assegnato ad Andrea Celeste,  cantante e compositrice dalla vocalità sofisticata e inconfondibile che esplora le atmosfere jazz-soul senza tralasciare quell’immediatezza che contraddistingue la musicalità pop.

    Il quartetto di Andrea Celeste, composto da Alessandro Collina al piano, Pietro Martinelli al basso e Andrea Marchesini alla batteria, propone al pubblico  un repertorio variegato, che spazia dai  brani inediti tratti dall’album di debutto “My reflection” a quelli del repertorio internazionale di Milton Nascimento, Burt Bacharach,  George Gershwin a Steve Wonder.

    Il Comitato Gianni Tassio ha riconosciuto quest’anno il Premio Via del Campo in tour 2012 ad Andrea Celeste  per la sua incredibile capacità di emozionare attraverso una voce che, nonostante la sua giovane età, si sintonizza sulle frequenze dell’anima. Il jazz ed il soul in Italia sono generi di nicchia, come del resto la canzone d’autore e per proporre un certo tipo di musica occorre preparazione, impegno e talento: tutte qualità che Andrea ha pienamente dimostrato di possedere.

    Il concerto è gratuito e inizia alle 21.30

  • Forundio Festival: quattro giorni di teatro, musica e natura a Faggiorotondo

    Forundio Festival: quattro giorni di teatro, musica e natura a Faggiorotondo

    Arte di Strada teatro attoriTorna anche quest’anno a Faggiorotondo di Neirone Forundio festival, un appuntamento completamente eco-sostenibile, che propone per le giornate del 23, 24, 25 e 26 agosto laboratori artistici, spettacoli e concerti immersi nella natura.

    Nel corso dei quattro giorni sono in programma il laboratorio di tessuti aerei con Marta Finazzi, il laboratorio di corda molle, quello di giocoleria con Federico Patrone, quello di canzoni popolari con Simona Ugolotti, movimento espressivo con Nada Graffigna e chitarra con Alessandro Chindamo.

    Inoltre spettacoli  di teatro-circo per bambini, concerti, cinema ed escursioni nella natura.

    L’ingresso al festival e tutte le attività in programma sono a titolo gratuito; c’è la possibilità di campeggiare gratuitamente  e di pranzo e cena a prezzi contenuti con un’ottima cucina casalinga vegetariana, vino e birra di alta qualità, prodotto da aziende locali.

     

    Foto Constanza Rojas

  • Skasarza Festival: serata di musica reggae a Casarza Ligure

    Skasarza Festival: serata di musica reggae a Casarza Ligure

    ConcertoSabato 18 agosto grande evento  a Casarza Ligure, che ospita la seconda edizione dello lo ska reggae music festival del Tigullio “Skasarza festival“.

    Il grande ospite dell’evento è Derrick Morgan, una delle figure più importanti della musica giamaicana e tra i padri fondatori del movimento reggae-ska.

    L’artista giamaicano, accompagnato dalla band genovese Skankin’Time che da anni lo supporta sui palchi italiani e non, propone un viaggio musicale nel suo estesissimo repertorio che parte dal jamaican rhythm & blues per arrivare al reggae attraverso alcuni pezzi leggendari del periodo ska e rocksteady.

    Presenti alla serata anche i Jamila’s, reggae  band genovese che esprime un’anima prettamente roots derivante dall’amore per i testi e le musiche di Bob Marley, Burning Spear, Bunny Wailer , Dennis Brown, unito all’influenza della musica e degli artisti di origine africana Alpha Blondy, Tiken Jah Fakoli. Dj set a cura di Groove Yard e Mongy.

    Appuntamento in piazza Unicef a partire dalle 19.30 fino all’1.30 con i concerto, il ristorante e gli stand gastronomici

    Attivo un bus navetta dalla stazione FS di Sestri Levante a Casarza Ligure a partire dalle ore 20 alle 2 del mattino.