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  • Violenza sulle donne: iniziative per il centro di via Mascherona

    Violenza sulle donne: iniziative per il centro di via Mascherona

    violenza-donneDue giorni fa (martedì 28 maggio 2013, ndr) la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la Convenzione di Istanbul, un documento redatto nel 2011 che vincolerà giuridicamente gli Stati a rispettare norme precise contro ogni forma di violenza sulle donne. Non solo violenza fisica – come testimoniano i numerosi casi di omicidi, stupri e aggressioni di cui la cronaca ci informa quotidianamente – ma anche psicologica ed economica, quest’ultimo caso riguardante anche la discriminazione delle donne sui luoghi di lavoro.

    Ho usato il termine vincolerà perché la sua entrata in vigore presuppone la ratifica di almeno 10 Stati dell’Unione Europea: finora gli Stati ad averla approvata sono quattro – Albania, Montenegro, Repubblica Ceca e Turchia – cui si aggiungerà l’Italia se anche il Senato darà la sua approvazione.

    Sono due i termini utilizzati per raggruppare in termini di fenomeno queste forme di violenza: il femmicidio è un termine usato in criminologia per indicare l’omicidio della donna in quanto donnaossia i casi in cui le donne vengono uccise da chi ritiene siano andate oltre il “ruolo sociale” che dovrebbero occupare (moglie e madre, eterosessuale, sottomessa al controllo di un maschio nel proprio contesto familiare, etc)o in cui la morte di una donna è direttamente conseguente ad atti violenti o discriminatori. Il femminicidio ha invece un’accezione più ampia – anche se di fatto è un concetto ormai equiparato al femmicidio – e comprende tutte le forme di violazione dei diritti della donna in quanto donna, che ne annullano l’autodeterminazione e la libertà personale: maltrattamenti e violenza fisica, discriminazione sul lavoro o a scuola, condotte misogine.

    A Genova sono attivi da alcuni anni i Centri Antiviolenza gestiti dalla Provincia, il cui ente capofila è sito in via Mascherona e ha nel suo staff operatrici dell’associazione Il cerchio delle Relazioni. Aperto nel 2009, ha accolto oltre 750 donne vittime di violenza, discriminazione o stalking. Nel solo 2013 (i dati arrivano fino al 23 maggio) il Centro ha già ricevuto 176 contatti.

    I servizi del centro sono molteplici: accoglienza in strutture protette, sostegno psicologico e psicoterapeutico, consulenza legale, attività di informazione e sensibilizzazione, attività di sostegno ai figli.

    Per sostenere le attività del Centro è in programma da domani (venerdì 31 maggio) una serie di eventi di sensibilizzazione (leggi il programma).

    Il Centro è aperto al pubblico da lunedì a venerdì (ore 9-17, il venerdì fino alle 13) e si può contattare allo 010 20976222 o tramite mail a centroantiviolenza@comune.genova.it.

  • Villa Pallavicini a Pegli: un milione di euro per il rilancio?

    Villa Pallavicini a Pegli: un milione di euro per il rilancio?

    villa-pallavicini-pegli-d5Qualche tempo fa, nella rubrica Macchina del tempo, abbiamo parlato del progetto di riqualificazione di Villa Pallavicini a Pegli. Un luogo tra i più belli di Genova e d’Italia, molto apprezzato dagli stessi abitanti del quartiere e della città, che il Comune ha fatto oggetto di varie iniziative tra cui la Consulta del verde e il progetto Peripheria.

    L’architetto Silvana Ghigino ci ha spiegato che «i primi lavori dovrebbero essere realizzati entro i primi mesi del 2014» grazie a un finanziamento residuale delle Colombiane del 1992. Inoltre, per garantire il mantenimento dell’area nel lungo periodo, si è pensato di costituire una Fondazione ad hoc composta da persone competenti in materia di architettura del paesaggio e valorizzazione ambientale (per ulteriori approfondimenti rimandiamo all’articolo completo sui lavori a Villa Pallavicini): «La Fondazione che potrà nel tempo conservare e valorizzare il bene, occuparsi della sua divulgazione sul territorio nazionale ed europeo e quindi del suo sviluppo turistico. Questo parco rappresenta uno degli episodi di giardino romantico più significativo d’Europa: la sua gestione deve essere fruttuosa anche dal punto di vista economico affinché si generino nel tempo gli introiti necessari a completare i restauri delle architetture e la conservazione di quelli che si stanno eseguendo».

    Questo stesso progetto ha partecipato al bando Ars – Arte che realizza occupazione sociale, i cui termini di partecipazione sono scaduti lo scorso 22 maggio e che prevede uno stanziamento fino a 1 milione di euro per il progetto vincitore. Tutte le idee pervenute saranno sottoposte alla valutazione di tre giurie: la prima (giuria online) individuerà trenta progetti pre-finalisti, la seconda (comitato tecnico) i dieci finalisti, la terza (giuria offline) incontrerà dal vivo i finalisti ed eleggerà i primi cinque classificati.

    In attesa di conoscere l’esito del bando, qualche dettaglio in più sul progetto.

    Sono quattro le persone che lo hanno redatto e che faranno parte della futura Fondazione: gli architetti Fabio Calvi e Silvana Ghigino (che hanno costituito negli anni Novanta lo studio Ghigino&Associati) e le paesaggiste Sara Caprini e Giorgia Trupiano, che si occupano dell’applicazione del marketing alla gestione di beni storici e paesaggistici. Alla base del progetto, la concezione del parco come – citiamo testualmente – «palcoscenico di una visita guidata all’interno della quale il visitatore è anche attore».

    Il recupero e la manutenzione nel tempo del parco, sia nelle aree verdi sia nei monumenti storici, si affiancherà a iniziative artistiche e culturali: visite guidate, spettacoli musicali e teatrali, eventi fieristici, laboratori didattici per scuole e adulti, mostre d’arte. A sostegno della Fondazione si prevede la costituzione dell’APS Amici di Villa Pallavicini, che attraverso l’opera dei suoi volontari contribuirà a queste iniziative, e la sinergia con tutte le associazioni già operanti sul territorio di Pegli.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Crowdfunding: Produzioni dal basso salverà la cultura in Italia?

    Crowdfunding: Produzioni dal basso salverà la cultura in Italia?

    EconomiaMartedì 14 maggio Palazzo Ducale ha ospitato l’evento di chiusura della “prima fase” di Creative Cities, progetto cui il Comune di Genova ha aderito insieme ad altre quattro città europee, e che prevederà una successiva fase di finanziamenti tra il 2014 e il 2020.

    Una giornata di interventi politico-istituzionali alternati workshop con addetti del settore, e che Era Superba ha seguito per capire lo stato dei progetti. In particolare, uno dei contributi più interessanti è stato portato da Angelo Rindone, fondatore della piattaforma di crowdfunding Produzioni dal basso, che insieme all’artista Cesare Viel ha dialogato sul tema Oltre la creative industry. Spazi e soggetti non convenzionali.

    Il workshop si fonda sul capire come e quanto si siano modificati i paradigmi dell’arte: buona parte dei progetti artistici cui assistiamo sono allestiti in spazi diversi da quelli “standard”, comprendono atti performativi, vedono un’intersecazione tra le diverse discipline della creatività e nuove forme di interazione tra i soggetti coinvolti, a partire dai potenziali finanziatori.

    Il crowdfunding – termine inglese che nasce dalla fusione di crowd, folla e funding, finanziamento – è una pratica che nasce “ufficialmente” nel 2009, anche se il sito Produzioni dal basso vede la luce già nel 2005. Come funziona? Chiunque ha un progetto artistico può caricarlo su un sito web – al mondo esistono oltre 500 piattaforme, di cui la più nota è Kickstarter – inserendo la descrizione dell’idea, eventuale documentazione e la somma necessaria. Man mano che si ricevono donazioni, una barra associata al progetto si sposta dallo zero verso il totale di denaro previsto, in assoluta trasparenza.

    Facile a dirsi. Di fatto, come spiega Rindone – il quale tiene a precisare di essere un informatico “prestato” all’arte e alla cultura – «chi vuole farsi finanziare un progetto tramite il crowdfunding deve partire da una solida reputazione sul territorio in cui opera e sul web, oltre ad avere le idee molto chiare sul proprio progetto e un’eccellente capacità di presentarlo. Pur lavorando da anni nel crowdfunding, non ne sono un sostenitore a priori: cercare finanziamenti in questo modo è un processo che mette in gioco numerosi fattori».

    Il crowdfunding ha il pregio di disintermediare la cultura, rendendo possibile a chiunque il trovare fondi per le proprie opere: soprattutto a chi – per carenza di fondi delle istituzioni o difficoltà nel creare con esse un dialogo – non riesce a ottenere il supporto da chi dovrebbe finanziare i progetti culturali. In questo modo numerosi progetti rivolti a una nicchia o che hanno lo scopo di riqualificare aree urbane in cui l’istituzione locale non interviene (solo per fare alcuni esempi) possono vedere uno spiraglio di realizzazione. In economia si chiama coda lunga: tantissimi micro-progetti (con pochi lettori/spettatori ciascuno) creano complessivamente maggiore profitto di un solo progetto che raduna molti lettori/spettatori. Questa è la ragione per cui siti come Amazon e iTunes hanno reso possibile a chiunque di pubblicare e vendere il proprio romanzo o album musicale, a prescindere dalla qualità.

    Il crowdfunding si pone su un livello differente, perché «nessuno passa per caso su un sito come Produzioni dal basso e investe due, cinque, dieci euro in un progetto che non conosce». I criteri per un buon piano di crowdfunding sono: contenuto del progetto, suo grado di innovazione e dirompenza e sua permeabilità nel territorio; reputazione del proponente, sua capacità di raccontare il progetto e di creare intorno a esso una rete di relazioni; disponibilità del proponente a metterci la faccia, ossia spiegare ai potenziali finanziatori chi è, di cosa si occupa e perché è importante che il progetto sia finanziato e realizzato.

    Democratizzare la cultura, rendere chiunque un soggetto attivo – che con un piccolo contributo economico ne diventa di fatto promotore – dare la possibilità di realizzare progetti altrimenti non fattibili. Il punto di forza del crowdfunding, che trova d’accordo entrambi i relatori del workshop, è il suo essere un viatico per creare relazioni costruttive e virtuoseche nascono online e si sviluppano poi sul territorio. Se quello che manca nei social network è “l’interazione con l’umano”, il crowdfunding è stato in alcuni casi concreti un mezzo per abbattere queste barriere, perché gruppi di persone – nel finanziare un progetto – si sono impegnate in prima persona per realizzarlo concretamente anche con azioni pratiche.

    Qualche dato sul crowdfunding: a livello mondiale, nel 2012 sono stati finanziati oltre 1 milione di progetti per un totale di circa 3 miliardi di dollari. Il solo sito Produzioni dal basso ha avuto nel solo 2012 17.000 iscritti (mentre fino al 2011 erano una media di 500 all’anno) e circa 500.000 € di transazioni.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Creative Cities: una rete tra enti pubblici e artisti a Genova

    Creative Cities: una rete tra enti pubblici e artisti a Genova

    arti-visive-installazioni-arte-creativita-RMIL PRECEDENTE

    Dicembre 2010: il Comune di Genova, tramite l’Assessore alla Cultura Andrea Ranieri, comunica l’adesione al progetto Creative Cities, in collaborazione con Job Centre. Il capoluogo ligure, insieme ad altre quattro città europee – Lipsia, Danzica, Lubiana e Pecs – costruirà una rete di artisti e creativi che con il loro lavoro contribuiscono a creare progetti imprenditoriali e di innovazione, con forti ricadute sul territorio e sull’economia. Si tratta di un progetto inserito nella più ampia rete di iniziative Creative Europe.

    In programma, da qui al 2013, una serie di incontri con operatori del settore finalizzati alla creazione di cluster di industria creativa: il termine indica gruppi di imprese creative che si trovano in una stessa area geografica e/o operano nello stesso ambito, e che possono dunque stringere collaborazioni e sinergie per contribuire all’industria creativa nel suo complesso.

    Obiettivo del progetto è la messa a sistema di tutte le risorse creative genovesi, sia per dare opportunità agli artisti locali (bandi, visibilità, residenze) sia per stringere rapporti internazionali sulla base di progetti culturali.

    Il progetto si interseca con un altro di più ampio respiro per la città, Genova Smart City. Per un dettagliato approfondimento su entrambi, rimandiamo al n. 38 di Era Superba free press.

    IL PRESENTE

    Martedì 14 maggio 2013, Palazzo Ducale ospita un convegno che fa il punto sulla chiusura della prima fase di Creative Cities.

    Alcuni dati numerici, per capire meglio il progetto: tra il 2007 e il 2011 il numero delle imprese creative a Genova è aumentato del 22,03%. Si tratta soprattutto di piccole imprese, con una media di tre addetti, e rappresentano il 6,6% del totale delle aziende genovesi.

    L’Unione Europea ha stanziato un finanziamento di 1,8 milioni di euro per il periodo 2014-2020, che sarà finalizzato alla realizzazione e al consolidamento di distretti creativi. A Genova ne sono già stati individuati due: il polo degli audiovisivi a Villa Bombrini (cui è legato anche il progetto Mediatic, che pone la città in un ruolo di primo piano nello sviluppo di questo settore) e il distretto della Maddalena, che lega il progetto Creative Cities anche al recupero di aree degradate della città, uno dei suoi obiettivi primari. A questi si aggiunge Sala Dogana, uno spazio che il Comune e Palazzo Ducale destinano a progetti di “giovani artisti”.

    Inoltre il portale Genova Creativa ha registrato oltre 500 iscrizioni (di cui 251 artisti e 254 operatori della cultura), con un totale di oltre 35.000 visitatori dalla sua fondazione nel dicembre 2011.

    L’interesse dei temi trattati pone tuttavia un quesito: è sufficiente un sito web per dare il meritato spazio a tutte le iniziative culturali di Genova, da quelle “istituzionali” alle indipendenti? Tanto più che in città esistono più progetti simili, per la messa in rete di differenti progetti artistici: per esempio Arbusticreato dalla Consigliera Comunale Maddalena Bartolini, o le numerose iniziative di arte e cultura indipendente a cui diamo quotidianamente spazio su Era Superba e che si attivano per ripensare il paradigma culturale della città (Tilt, Vanuart e altre).

    Nel convegno si è avvertita l’assenza di molti operatori culturali e artisti, soprattutto coloro che operano in maniera autonoma e indipendente. Genova Creativa ha oltre 500 iscritti, sono loro i veri attori dell’industria creativa che avrebbero dovuto dare più viva e partecipata testimonianza. I cosiddetti “giovani artisti” sono persone che fanno due o tre lavori (barista, cameriere, freelance, e così via) e passano notti in bianco per portare avanti la loro associazione, azienda o progetto creativo, impegnandosi perché un giorno diventi la propria unica fonte di lavoro e di reddito. Perché non sono intervenuti a raccontare esperienze e difficoltà, a condividerle con altri? Non sapevano che ci sarebbe stato il convegno? Lo sapevano ma non erano interessati? Sanno che Genova ha ottenuto e otterrà un cospicuo finanziamento europeo per mettere in rete tutti coloro che fanno impresa creativa?

    Domande che meritano una risposta, forse non giunta dal convegno ma che trova conferme nel fermento culturale di Genova, sempre molto vivo sia nei circuiti istituzionali sia in quelli non istituzionali. L’augurio è che, nella seconda tranche di Creative Cities, qualcosa cambi nel modo in cui enti e singoli individui comunicano tra loro e condividono idee e progetti.

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Creative Cities e Smart City: due progetti per Genova, il convegno

    Creative Cities e Smart City: due progetti per Genova, il convegno

    Porticato di Palazzo DucaleMartedì 14 maggio 2013 Palazzo Ducale ospita nella Sala del Munizioniere il convegno Verso la creative city.

    Programma

    Ore 9-10.30: introduzione
    I progetti Creative cities, Mediatic, Smart Cities
    con Carla Sibilla, Comune di Genova. Assessore Cultura e Turismo
    Gloria Piaggio, Comune di Genova, Smart cities
    Francesco Oddone, Comune di Genova. Assessore Sviluppo Economico e Smart Cities

    Alcuni dati sulla creative economy a Genova
    Emilia Saglia e Fabio Tenore, Comune di Genova, Creative Cities
    Roberta Prampolini, Daniela Rimondi, Università di Genova

    Ore 10.30-12.15: due workshop in parallelo
    1. La cultura “viva”. Linguaggi, strumenti e pratiche per la produzione artistica contemporanea
    con Ilaria Bonacossa, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce
    Lisa Parola A.Titolo
    Michele Dantini, Università del Piemonte Orientale
    Modera: Giuliano Galletta (Il Secolo XIX)

    2. Fare cultura. Risorse, strategie, ruoli
    con Mimma Gallina, Associazione Ateatro
    Luca Dal Pozzolo, Fondazione Fitzcarraldo
    Modera: Stefano Bigazzi (La Repubblica. Genova)

    Ore 12.15-13
    Pianificazione integrata culturale e partenariato pubblico privato
    con Claudio Bocci, Federculture

    Ore 13-14: pausa

    Ore 14-14.45
    Creare sistema: le industrie culturali e la città creative
    con Roberta Comunian, King’s College, London (UK)

    Ore 14.45-16.30: due workshop in parallelo
    1. Forme e modi per lo sviluppo della creative economy. Modelli di gestione: incubatori, distretti creativi, reti
    con Andrea Rocco, Genova e Liguria Film Commission
    Philippe Foulquié, Fondatore della Friche de la Belle de Mai – Marseille (F)
    Marco Geronimi Stoll, Rete Smarketing, comunicazione etica
    Modera: Claudio Oliva (Job Centre)

    2. Oltre la creative industry. Spazi e soggetti non convenzionali
    con Joseph Grima, Direttore Domus
    Angelo Rindone, Produzioni dal basso crowdfunding
    Cesare Viel Artista, Accademia Ligustica di Belle Arti
    Modera: Enrico Fravega (Job Centre)

    Ore 16.30-17: coffee break

    Ore 17-19
    Dibattito: le sfide delle creative cities
    con Carla Sibilla, Comune di Genova. Assessore Cultura e Turismo
    Laura Canale, Regione Liguria. Dirigente Affari Europei e Internazionali
    Walter Massa, ARCI Liguria
    Stefano Dellepiane, Compagnia di San Paolo

    L’intera giornata è a ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Belle ArtiIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: rischio chiusura per il Museo dell’Accademia Ligustica, inaugurato nel 1980 per esporre al pubblico in maniera permanente le opere che attraverso lasciti e acquisizioni fanno parte del patrimonio dell’Accademia. La principale problematica riguarda lo scarso numero di visitatori, circa mille all’anno, e la difficoltà nel mantenere l’apertura per quasi tutti i giorni della settimana come avviene in altri musei cittadini.

    Un’ipotesi per salvare il museo è la vendita di alcune opere tenute a magazzino, ossia che fanno parte del patrimonio museale ma non sono visibili al pubblico. L’acquirente più probabile è la Fondazione Carige, che ha proposto di collocare questi dipinti in nuovi spazi accessibili alla cittadinanza, e quindi dare loro la visibilità che attualmente non hanno.

    Gennaio 2012: Era Superba intervista il curatore del Museo Giulio Sommariva, che dal 2002 gestisce lo spazio, la cura delle opere e i laboratori didattici. L’incontro è l’occasione per mostrare i beni contenuti nel Museo e spiegare le ragioni della crisi in corso: «L’Accademia Ligustica ha un bilancio in passivo di oltre un milione di euro. Il Museo non dispone di un proprio bilancio, ma la parte economica è legata ai finanziamenti dati dall’Accademia stessa» (che a sua volta “vive” anche grazie ai finanziamenti congiunti di Regione, Provincia e Comune, ndr).

    Nel frattempo circa sessanta genovesi – tra intellettuali, artisti e docenti universitari – hanno sottoscritto un appello affinché le istituzioni intervengano a sostegno dell’Accademia e del Museo.

    Marzo 2012: il presidente dell’Accademia Ligustica Raimondo Sirotti spiega in una conferenza stampa la situazione di crisi non solo del Museo, ma dell’Accademia nel suo complesso. Il rischio maggiore, al momento, è che nei prossimi mesi i dipendenti della Ligustica non possano ricevere gli stipendi.

    Aprile 2012: inizia la campagna di eventi Vivi il Museo, organizzata dall’Associazione Amici dell’Accademia allo scopo di aiutare economicamente il museo e farlo conoscere alla cittadinanza. Le iniziative in programma dureranno per tutto il 2012.

    IL PRESENTE

    Proseguono numerose le attività e iniziative a sostegno del Museo e della Ligustica: per tutto il 2013 prosegue il ricco programma de Il principio dell’arte, una rassegna di eventi molto diversificati che spaziano tra conferenze sulle Fiandre a conferenze sulle opere a deposito presso il museo, attività didattiche per i bambini, visite guidate in oratori, conventi e luoghi storici di Genova spesso chiusi al pubblico.

    Enrico Paroletti, responsabile della valorizzazione del museo, ci spiega le ragioni che da due anni muovono questo progetto: «L’idea alla base è che un ente privato – in questo caso un’associazione – può gestire in maniera attiva e produttiva un’istituzione come un museo, senza gravare economicamente sul bilancio del museo stesso e arrivando laddove la realtà istituzionale non ha le risorse per intervenire. Gli ambiti in cui l’Associazione Amici dell’Accademia agisce sono tre: organizzare eventi multidisciplinari e multisensoriali, con il filo conduttore di tematiche specifiche; fare attività di raccolta fondi; aumentare il numero dei visitatori, degli associati e dei sostenitori della realtà museale. Le iniziative organizzate finora hanno avuto un grande riscontro di pubblico, aumentando la partecipazione intorno al museo».

    Un progetto che – come già detto prima – non ha alcuna ricaduta economica sul Museo e sull’Accademia, ma anzi contribuisce a sostenerne il bilancio: «Abbiamo il sostegno di dieci aziende, che permettono di finanziare interamente gli eventi e le iniziative che organizziamo. Inoltre è in corso la vendita dei quadri alla Fondazione Carige, annunciata da tempo e condivisa da tutti per aiutare economicamente l’Accademia e al tempo stesso rendere visibili queste opere non esposte al pubblico: una volta ultimati i restauri, organizzeremo esposizioni periodiche delle opere, che saranno tutte collocate presso Banca Carige».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Internet in Liguria: la Regione promette wifi e banda larga

    Internet in Liguria: la Regione promette wifi e banda larga

    IL PRECEDENTE

    2006: la Regione promuove un Piano operativo triennale di informatizzazione, per estendere la connessione a Internet tramite banda larga a tutti i Comuni dell’entroterra ligure.

    Se i capoluoghi di provincia e le cittadine costiere beneficiano da tempo di questo servizio, non è stata ancora raggiunta la piena copertura delle zone più piccole, soprattutto montane e collinari. Il primo passo che la Regione effettuerà, per comprendere quali risorse e finanziamenti sono necessari al progetto, sarà contattare i singoli Comuni per avere una mappatura delle connessioni a banda larga già presenti sul territorio ligure.

    14 febbraio 2008: la Regione Liguria e il Ministero delle Telecomunicazioni siglano un accordo per portare l’accesso all’Adsl ai Comuni dell’entroterra ligure, dove le linee telefoniche fisse sono ancora associate a una connessione “lenta” a 56 kbs. Il progetto prevede un finanziamento complessivo di 16 milioni di euro, di cui 10 pagati dal Ministero e 6 dalla Regione.

    22 aprile 2008: la Regione Liguria firma un protocollo d’intesa con Telecom Italia per estendere la copertura della rete Internet a banda larga a un totale di 208 Comuni (su un totale di 235) entro la fine del 2009: scopo del protocollo è associare la connessione Adsl al 96% delle linee telefoniche fisse attive sul territorio ligure.

    Ottobre 2011: il Ministero dello Sviluppo Economico approva il Piano Nazionale Banda Larga, che prevede entro la fine del 2013 il completamento della copertura con banda larga di Comuni e frazioni su tutto il territorio nazionale. Secondo i contenuti del piano, questo lo stato delle connessioni private e aziendali a Internet in Liguria: il 63,8% delle connessioni beneficia di una velocità tra i 7 e i 20 Mb al secondo; il 26,5% di una connessione tra i 2 e i 7 Mb al secondo; il 5,4% di una copertura Lite, ossia intorno ai 640 Kb al secondo; il 4,3% risiede in zone non coperte da Adsl; il 9,7% risiede in aree con digital divide, ossia l’assenza totale di ogni forma di connessione.

    Novembre 2012: l’Assessorato al Turismo invia un questionario a tutti i Sindaci dei Comuni liguri, per conoscere lo stato della copertura banda larga e wi-fi e capire se – dove esse mancano – c’è intenzione di svilupparle. Scopo del questionario è progettare la totale copertura della regione, una volta comprese le infrastrutture già esistenti e le necessità specifiche dei Comuni.

    L’obiettivo del progetto non è solo consentire ai cittadini l’accesso a Internet, ma arricchire l’offerta turistica con la possibilità di navigare gratuitamente per chi è in vacanza nel territorio ligure.

    IL PRESENTE

    Sono due i nodi da sciogliere quando si parla di connessione a Internet: da un lato la banda larga, ossia l’accesso all’Adsl nelle case private e negli uffici; dall’altro il Wi-fi, ovvero la possibilità di navigare gratuitamente in spazi pubblici dal proprio computer, tablet o cellulare.

    Subito dopo le vacanze natalizie, lunedì 7 gennaio 2013, il presidente Claudio Burlando ha visitato le server farm di Datasiel – l’azienda informatica regionale – e ha illustrato un progetto definitivo per completare entro la fine di quest’anno la copertura a banda larga della Regione. Così ha dichiarato Burlando in occasione dell’incontro: «Il lavoro sulla banda larga della Regione Liguria è partito nel 2006 con la sperimentazione, avvenuta sulle 4 province, a cui sono seguiti due bandi; entro il 2013 verranno coperti tutti i comuni nelle zone a fallimento di mercato. Chiedo la collaborazione dei sindaci e dei singoli cittadini per farci conoscere anche piccole frazioni scoperte perché proveremo ad arrivare ovunque, anche nei nuclei molto piccoli».

    Dal 2006 a oggi la Regione ha investito complessivamente oltre 21 milioni di euro e allo stato attuale è giunta, attraverso due bandi di gara, a una copertura complessiva di 149 Comuni e 779 frazioni, così suddivisi: 49 Comuni e 354 frazioni in Provincia di Genova; 23 Comuni e 68 frazioni in Provincia di La Spezia; 37 Comuni e 234 frazioni in Provincia di Savona; 38 Comuni e 123 frazioni in Provincia di Imperia.

    I problemi di copertura riguardano dunque le due Province di Ponente, che non hanno aderito alla sperimentazione del 2008 provvedendo in autonomia alla dotazione della banda larga.

    La copertura avverrà tramite una dorsale di fibra ottica che attraverserà tutta la Regione, ossia che a partire dalla zona costiera raggiungerà l’entroterra attraverso segnali radio (wifi o Wimax). Un tracciato che non tocca le aree già coperte dagli operatori di telefonia e che va dunque a coprire le zone “a fallimento di mercato”, ossia quelle in cui le aziende private non hanno trovato conveniente attuare un investimento.

    Il progetto della Regione Liguria fa parte del Piano Nazionale Banda Larga e sarà pertanto finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico: il completamento della copertura con banda larga dei Comuni liguri, iniziato nel 2006, sarà dunque possibile nell’ambito di un piano che copre tutto il territorio nazionale.

    A ciò si associa inoltre il progetto Liguria Wifi, che prevede entro il 2014 la possibilità di collegarsi a Internet in tutti i Comuni della Regione con un unico nome utente e password. Un progetto che si accompagna a iniziative analoghe per la copertura wifi del territorio ligure, dal progetto Free Wifi Genova gestito dal Comune di Genova fino a Rete Gratuita dell’azienda genovese Vallicom.

    L’indirizzo mail per le segnalazioni sulle zone scoperte è: bandalarga@regione.liguria.it.

    Marta Traverso

  • Progetti culturali: ecco i risultati dei bandi comunali per la cultura

    Progetti culturali: ecco i risultati dei bandi comunali per la cultura

    I cinque bandi promossi dal Comune di Genova per i finanziamenti alla cultura sono stati lanciati in primavera: tre dedicati al teatro (prosa, dialettale e ragazzi), uno ai progetti culturali e il quinto a favore di festival e rassegne. I risultati di quest’ultimo sono già stati pubblicati un mese fa (vedi link), oggi 25 giugno tocca ai progetti culturali, mercoledì 27 conosceremo i risultati relativi ai teatri.

    Per quanto riguarda i progetti culturali il Comune ha stanziato un totale di 40.000 euro. Ecco tutti i progetti che hanno ottenuto il finanziamento pubblico:

    -Cooperativa Sociale onlus “La Casa della Musica” – Musica L’orchestra della Darsena  € 4.900,00

    -Teatro Necessario onlus – Romeo e Giulietta ovvero Shakespeare nostro contemporaneo € 5.000,00

    -Museo Internazionale Luzzati onlus – Pinocchio. Biennale 2012 € 5.000,00

    -TILT – Teatro Indipendente Ligure – Teatro in Tilt. Vetrina Expò di Teatro Indipendente € 5.000,00

    -Associazione Once – Tornare a casa / Coming Back Home – La ricerca della propria natura attraverso l’Eredità € 3.000,00

    -Associazione Silfreed Production – Eventi per la promozione di un approccio slow-tech alla produzione, distribuzione e fruizione di prodotti musicali multimediali € 5.000,00

    -Laboratorio Probabile Bellamy – Spaziocinema alla Maddalena € 3.025,00

    -Associazione Alma Musica – Sestri Guitar Festival € 3.025,00

    -Lilith Associazione Culturale Lilith 2012 – Festival della musica d’autrice € 3.025,00

    -Associazione Culturale Forevergreen FM – Electro Park: Make your sound! € 3.025,00

     

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Regione Liguria: 70 milioni in tre anni da destinare alla ricerca?

    Regione Liguria: 70 milioni in tre anni da destinare alla ricerca?

    Palazzo della RegioneLa Giunta regionale ha approvato nella mattinata di oggi il programma Triennale 2012-2014 di sviluppo e sostegno all’Università. Ammontano a oltre 70 milioni di euro le risorse finanziarie che la Regione destinerà in tre anni alla ricerca e all’innovazione.

    Sulla base di dati economici e sociali di contesto e di un’analisi accurata degli interventi realizzati negli ultimi anni, il programma individua quali obiettivi strategici per il triennio in oggetto il consolidamento ed il rafforzamento del sistema regionale della ricerca, il supporto ad una crescita sostenibile, il potenziamento della qualità del capitale umano, la promozione ed il sostegno alle imprese innovative anche attraverso il rafforzamento delle collaborazioni tra sistema della ricerca e il mondo produttivo.

    Il ruolo della Regione sarà quello di sostegno e di promozione delle aggregazioni tra organismi di ricerca ed imprese costituite nel corso degli ultimi anni, in un’ottica di crescente  internazionalizzazione dei Poli di Ricerca e Innovazione e dei Distretti Tecnologici presenti sul territorio ligure.
    Il documento passa ora all’esame del Consiglio Regionale per la discussione e l’approvazione da parte dell’Assemblea Legislativa.

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Al servizio delle nuove generazioni: cosa fa Genova per aiutare i suoi giovani?

    Al servizio delle nuove generazioni: cosa fa Genova per aiutare i suoi giovani?

    giovaniIl PRECEDENTE
    Aprile 2011: nel corso di una conferenza stampa il Comune di Genova – in collaborazione con la Fondazione Cultura Palazzo Ducale – lancia Creatività 2011, un macro-progetto finalizzato a sostenere, promuovere e finanziare i progetti creativi dei giovani della città.

    Un progetto che si sviluppa anzitutto in due concorsi di idee, Giovani per i giovani e Sottopassi e Dintorni: divisi nei nove municipi e dunque volti a coprire l’intero territorio cittadino, invitano i ragazzi tra 18 e 35 anni a tirare fuori le loro proposte e tentare di vederle realizzate.

    IL PRESENTE
    Un anno è passato da quell’annuncio: il bando è stato pubblicato e sono stati annunciati i progetti vincitori. Il Comune ha stabilito alla fine di gennaio che “si stanno raccogliendo i materiali per realizzare la pubblicazione di supporto e promozione delle attività. Si prevede la conclusione delle attività per almeno i 2/3 dei progetti per i primi mesi del 2012“. Questo prima della mancata approvazione del bilancio del Comune, che potrebbe causare – fra gli altri disagi – l’impossibilità di realizzare molti degli eventi culturali più noti della nostra città.

    La domanda appare pertanto legittima: quei progetti vedranno mai la luce? Sarà interessante tenere d’occhio gli sviluppi di ciascuno di essi per capirlo.

    Di certo il futuro di questo concorso di idee dipenderà molto dal fatto che aiuto morale e (soprattutto?) materiale continuino a esserci, ma anche dalla forza di volontà di giovani che vogliono davvero fare la differenza. Come recita il titolo di un libro recentemente edito da Mondadori e scritto dal giornalista Federico Fubini, Siamo noi la rivoluzione.

    Marta Traverso

  • Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    «L’esigua disponibilità di fondi assegnati al servizio civile, notevolmente ridotti dalle manovre finanziarie degli ultimi anni, non permetterà, se non ci saranno nuove risorse, la partenza dei volontari nel corso del 2013». Con queste parole il Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi – che ha la delega per quanto riguarda il servizio civile – nel corso di un’interrogazione parlamentare alla Camera ha sciolto ogni dubbio circa la difficile situazione in cui si trovano gli enti e i ragazzi che ogni anno beneficiano di questa opportunità.

    La dichiarazione arriva al termine di un periodo molto complesso, che ha portato alla messa a rischio anche per i progetti già in fase di avvio: da un lato la mancanza di fondi sufficienti per retribuire tutti i volontari, dall’altro una sentenza che impone l’apertura del bando anche agli stranieri, hanno portato a un blocco dell’avvio in servizio dei volontari e a partenze che saranno scaglionate per tutto il 2012.

    A oggi molti enti e molti ragazzi sanno che i progetti partiranno entro la fine del 2012, ma senza alcuna certezza precisa sulla data. Al momento il sito ufficiale dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile pubblica di mese in mese l’elenco degli enti che possono avviare i progetti.

    Marta Traverso

  • Imprese e sicurezza sul lavoro: l’Inail mette a disposizione 5 milioni

    Imprese e sicurezza sul lavoro: l’Inail mette a disposizione 5 milioni

    5 milioni di euro destinati alle imprese liguri che vogliono elevare il livello di salute e sicurezza dei propri lavoratori. Questa la cifra messa a disposizione dall’Inail, l’ente che svolge attività di prevenzione in collaborazione con gli attori pubblici competenti e con coloro che partecipano al processo produttivo, in primo luogo datori di lavoro e lavoratori. Il compito specifico dell’Inail è fornire informazione, assistenza e consulenza a sostegno della piena attuazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, principalmente nei confronti delle imprese artigiane, delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni di categoria.

    Destinatarie dei contributi – da un minimo di 5mila a un massimo di 100mila euro – sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, in regola con gli obblighi contributivi e che non hanno già ricevuto contributi pubblici per la stessa finalità. Il bando è aperto fino al 7 marzo 2012.

    La Camera di Commercio, tramite la propria Agenzia di formazione CLP (Centro Ligure Produttività) e in collaborazione con Ascom, Confesercenti, Confartigianato e CNA, offre alla imprese genovesi assistenza per la progettazione di iniziative che rispondano ai criteri previsti dal bando e supporto per la compilazione e la trasmissione dei documenti necessari all’accesso al finanziamento Inail.

    Quindi una misura concreta a favore dello sviluppo di una cultura del lavoro capace di mettere al centro la tutela della sicurezza dei lavoratori. E di simili iniziative – nella nostra città ma anche nel resto d’Italia – se ne sente un gran bisogno.

    Nel 2011 a Genova infatti – secondo i dati forniti il 1 febbraio dal direttore della sede genovese dell’Inail, Giuseppe D’Antonio, in occasione della firma del protocollo d’intesa tra Prefettura, Regione Liguria, Provincia di Genova, direzioni provinciali di Inail, Inps, del Lavoro ed Asl, per dare sostegno alle vittime di incidenti sul lavoro e ai loro familiari – gli infortuni sul lavoro sono stati quasi 11 mila, 9 dei quali mortali.

    Per quanto riguarda la regione Liguria, gli ultimi dati disponibili – relativi al 2010 – indicano in 28.320 gli infortuni sul lavoro (in leggero aumento rispetto al 2009, +0,7%), mentre 22 sono stati i casi mortali (in calo rispetto ai 25 del 2009).

     

    Matteo Quadrone

  • Soccorso alpino: i nuovi tagli mettono a rischio la sicurezza in montagna

    Soccorso alpino: i nuovi tagli mettono a rischio la sicurezza in montagna

    La montagna italiana non sarà più sicura a causa dei pesanti tagli al Club Alpino Italiano“, è il grido d’allarme lanciato da Umberto Marini, Presidente generale del Cai.

    Nel bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (pubblicato nella G.U. del 5 gennaio 2012) spicca un nuovo pesante taglio pari a circa il 45% in favore della attività svolta dal Club Alpino Italiano, ente pubblico non economico che svolge attività di servizio generale, in particolare su temi della prevenzione e sicurezza in montagna. Basta citare la formazione, l’attività con le scuole, il mantenimento della rete sentieristica, i rifugi. Da quasi 150 anni il CAI, che oggi conta 319.426 Soci, opera su tutto il territorio nazionale grazie al lavoro volontario degli associati.

    Ancora più grave è il taglio del finanziamento alle attività di soccorso sanitario in montagna del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del CAI (CNSAS) che è stato ridotto di circa il 72%. L’attività di soccorso in montagna del CNSAS è un servizio universale, sussidiario e volontario, a favore della collettività, e insieme a tutte le attività del CAI concorre alla tutela e allo sviluppo turistico della montagna italiana.

    Senza il CAI e il CNSAS il soccorso sanitario agli abitanti, ai turisti e agli appassionati della montagna avrebbe costi molto elevati che graverebbero interamente sulla finanza pubblica. Va sottolineato che degli oltre 6000 interventi anno svolti dal CNSAS meno del 5% sono a favore di Soci CAI.

    “L’attività del Club Alpino Italiano – sottolinea il Presidente Umberto Martini – è una attività di pubblica utilità su cui gravano questi nuovi tagli: senza la manutenzione dei sentieri, senza la rete dei rifugi e senza soccorso la montagna italiana non sarà più sicura per nessuno, creando così anche un grave danno all’economia dei territori di montagna e del nostro paese tutto”.

  • Terzo Valico, il punto di Claudio Burlando: a gennaio apre il cantiere

    Terzo Valico, il punto di Claudio Burlando: a gennaio apre il cantiere

    Il giorno prima delle dimissioni di Silvio Berlusconi, il governo aveva finanziato il primo lotto di 600 milioni di euro per la realizzazione del Terzo Valico, conseguentemente Cociv e Rfi hanno firmato il contratto per l’avvio del cantiere.

    Il tanto atteso/discusso Terzo Valico del “Corridoio 24” (asse ferroviario Lione/Genova – Basilea – Duisburg – Rotterdam/Anversa), ha avuto questa mattina un’ulteriore “benedizione”, quella del presidente del consiglio Mario Monti che in sede Cipe ha sbloccato risorse per 1,2 miliardi di euro per il secondo lotto dei lavori del valico ferroviario Genova-Milano.

    “Siamo a un miliardo e 800 milioni di fondi – ha dichiarato oggi il presidente della Regione Claudio Burlando – pari ad un terzo del necessario, in pratica siamo molto avanti nel finanziamento e si può partire con i lavori. Il contratto firmato da Cociv e Rfi non è ancora quello definitivo perché manca il pieno accordo degli Enti locali e Autorità portuale sui cantieri, il trasporto e lo smaltimento dello smarino. Abbiamo già previsto di affrontare tali questioni con enti locali, Cociv e Autorità portuale e pensiamo di concludere questa fase prima delle vacanze di Natale. In quel caso agennaio potrebbe partire il cantiere.”

    “Con il finanziamento del Terzo Valico – ha aggiunto Burlando – si è avviata finalmente la stagione in cui riusciremo a mettere a posto le infrastrutture liguri. Infatti è in corso il raddoppio della linea del ponente, manca solo il tratto Finale – Andora per completare la risistemazione della linea ferroviaria ligure diretta in Francia. A questo si aggiunge il lavoro in corso per l’installazione dei binari a servizio del terminal di Sampierdarena che si raccorda con le opere per la nuova strada a mare che interviene anche sulla zona del Campasso e sulla Valpolcevera.”

    “L’auspicio è che si creino le condizioni perché ritorni economicamente positivo il trasporto su ferro. Se questo comparto si riorganizza si aprono prospettive molto interessanti con un volume di traffico di 7/8 milioni di teu”, ha concluso Burlando.

     

  • Lotta all’Aids, cancellati i finanziamenti per nuovi progetti

    Lotta all’Aids, cancellati i finanziamenti per nuovi progetti

     

    Il Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria annuncia lo stop ai nuovi progetti.

    I finanziamenti, a causa delle crisi economica, sono stati cancellati, fino a nuovo ordine. All’ultima conferenza dei donatori il Fondo, che e’ una societa’ mista pubblica-privata, ha raccolto circa meta’ dei 20 miliardi di dollari necessari per ampliare i progetti contro le tre malattie.

    Nel periodo da qui al 2014 verranno assicurate le terapie gia’ in atto negli oltre 600 progetti portati avanti, ma non sara’ possibile fornirne di nuove.

    “Gravi problemi finanziari hanno colpito le nazioni che di solito colmano il fondo. Questo, insieme ai tassi di interesse bassi, ha avuto effetti devastanti sulle risorse disponibili per i nuovi progetti”, spiega una nota diffusa dal Fondo Globale.

    “C’è un incongruenza incredibile tra le promesse della scienza e della politica per la lotta all’Hiv/Aids e la mancanza di fondi che sta portando la ricerca sul baratro – ha detto Tido von Schoen-Angerer, direttore esecutivo della campagna per l’accesso alle medicine essenziali di Medici Senza Frontiere – Le persone che convivono con queste terribili malattie ora si sentiranno mancare la terra sotto i piedi, i donatori devono rendersene conto. E ciò succede proprio in un momento in cui invece avremmo dovuto fare un balzo in avanti, fornire più farmaci, salvare la vita ad ancora più pazienti”.

    L’Italia era uno dei paesi fondatori dell’agenzia, ma recentemente e’ uscita dal consiglio di amministrazione a causa del mancato versamento dei fondi promessi, 160 milioni di euro nel 2009 e nel 2010.