Tag: inaugurazioni

  • Voltri, inaugurata (finalmente) la “nuova” biblioteca Rosanna Benzi

    Voltri, inaugurata (finalmente) la “nuova” biblioteca Rosanna Benzi

    biblioteca-rosanna-benzi-voltri-01Inaugurata oggi la “nuova” biblioteca Rosanna Benzi di Voltri, che riapre i battenti, con un orario potenziato, dopo più di 3 anni di chiusura a causa di lavori per la messa in sicurezza della struttura. Il servizio sarà a disposizione del pubblico il lunedì e il venerdì dalle 14 alle 19 e martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 19, e comprenderà tra le novità un servizio di autoprestito.

    Approfondimento: I ritardi per la messa in sicurezza

    L’attesa della cittadinanza è testimoniata dalla presenza di circa 100 persone all’inaugurazione di questa mattina, a cui hanno partecipato il sindaco Marco Doria, gli assessori Crivello, Boero e Dagnino, oltre al presidente del Municipio 7 Ponente Mauro Avvenente. «Domani dei figuri celebreranno un’epoca in cui i libri venivano bruciati – ha riflettuto il primo cittadino in riferimento al raduno di neofascisti previsto a Sturla – noi vogliamo invece che i libri vengano letti». In tutti gli interventi ritorna il riferimento all’impegno istituzionale degli ultimi anni, che si è tradotto in un investimento di circa 800 mila euro per la ristrutturazione complessiva della biblioteca e dell’adiacente teatro Cargo. I ringraziamenti si sono poi rivolti ai dipendenti comunali che hanno lavorato e lavoreranno alla modernizzazione del servizio, ai privati cittadini che (in tanti) hanno regalato dei volumi e ai 3 dipendenti Ilva che, nell’ambito dei lavori socialmente utili previsti per i lavoratori in cassa integrazione, hanno contribuito alla riapertura dell’impianto.

    Luca Lottero

  • Piazza delle Erbe, il primo giorno di scuola: al via le lezioni per 180 alunni

    Piazza delle Erbe, il primo giorno di scuola: al via le lezioni per 180 alunni

    scuola-piazza-erbe-inaugurazione-27-gennaio-2013 (6)Questa mattina il sindaco Marco Doria ha accolto gli alunni per il primo giorno di scuola nel nuovo complesso di piazza delle Erbe. Dopo la lunga attesa (i primi passi ancora con la giunta Pericu), il nuovo edificio scolastico apre dunque i battenti nel cuore della città: al completamento degli arredi (oggi hanno fatto il loro ingresso a scuola 180 alunni), ospiterà 418 studenti fra elementari (250) e medie (168).

    Le scelte tecniche e stilistiche >> Leggi l’intervista al progettista, arch. Roberto Melai 

    Anche se pare che l’ inaugurazione di questa mattina verrà replicata al momento dell’ingresso di tutte le classi, genitori, assessori presenti e sindaco hanno espresso grande soddisfazione. Qualche polemica sui giganteschi ritardi è arrivata soprattutto dai giornalisti presenti. I lavori non sono del tutto ultimati (non si tratta solo di arredamenti) e ci sono un po’ di disagi anche se gli ingressi per i disabili e le misure di accessibilità sono già a puntino. Oggi i bimbi sono entrati dai giardini Luzzati, ovvero dall’ingresso superiore. Quello principale, infatti,non è ancora pronto.

    Le foto dell’inaugurazione

    I numeri della nuova scuola – L’opera è costata 6.333.111,97 euro, di cui 2.133.265 a carico del Comune e il restante fra fondi FAS (720.600) e fondi ministeriali. Lo spazio complessivo conta 2.425 mq e si divide in due sezioni di cinque classi per la scuola elementare e due sezioni di tre classi per la scuola media (16 classi in totale e 3 aule speciali in comune alle due scuole ed utilizzate a rotazione), oltre a uffici di direzione e segreteria, servizi igienici, aula professori, sala di lettura, mensa e depositi. “Il sistema innovativo di costruzione delle strutture portanti con casseri a perdere in pannelli isolanti – si legge nella scheda tecnica del Comune – consente di migliorare le caratteristiche energetiche dell’ edificio scolastico. Inoltre, dal punto di vista impiantistico, l’immobile è dotato di impianto fotovoltaico in copertura, impianto per il recupero delle acque piovane utilizzate per gli scarichi dei servizi igienici ed impianto di controllo dell’ illuminazione delle aule”.

  • Piazza Don Andrea Gallo a Genova: si attende l’ok della Prefettura

    Piazza Don Andrea Gallo a Genova: si attende l’ok della Prefettura

    Piazza Don Andrea Gallo, GenovaLo scorso 18 luglio arrivò l’annuncio di Simone Leoncini, presidente del Municipio I, e del Sindaco Doria in occasione della festa al PalaCep di Prà per le celebrazioni del compleanno di Don Andrea Gallo: la piazza “senza nome” (conosciuta come Piazza Princesa, dedicata alle attività della comunità trans del ghetto) nel cuore del ghetto di Prè sarà intitolata al grande prete amico degli ultimi, che nel ghetto aveva la sua seconda casa. Una notizia che aveva avuto molta eco e di cui avevano gioito non solo le “Princese” e gli operatori del ghetto, ma tutti i genovesi. Così Leoncini all’epoca: «È la piazza più grande del ghetto di Prè, ma a quanto pare era stata dimenticata, fino a quando, pochi anni fa si sono avviati gli importanti interventi di riqualificazione urbanistica e sociale del ghetto. Grazie a Don Gallo quegli ultimi che spesso abitano il ghetto sono diventati protagonisti del cambiamento, teso a ridare piena vivibilità ai vicoli. Ricordiamo le tante iniziative costruite insieme a quelle princese cantate da De Andrè, che dei vicoli ha saputo raccontare storie, umanità e profumi». Le trans che lavorano qui sono, infatti, solite riunirsi proprio nella piazza senza nome del quartiere e dare vita a serate di cineforum, assemblee, momenti di festa e di confronto.

    Oggi ancora non si sa quando avverrà l’intitolazione della nuova piazza. Lo stesso Leoncini racconta che non ci sono stati sviluppi in tale senso ma che la volontà di inaugurare a breve la piazza persiste fortemente. Il punto è che la piazza, in deroga di 10 anni, non sarà inaugurata finché dalla prefettura non arriverà l’ok. Si tratta di una formalità, visto che nulla fa pensare ad un parere negativo del Prefetto, ma Municipio e Comune sono vincolati e devono attendere questo parere per far partire l’iter.

    Gli abitanti del ghetto, se da un lato sono impazienti, dall’altro sono rassegnati al fatto di dover aspettare: i tempi della burocrazia, si sa, sono spesso dilatati. Tuttavia c’è fermento: si potrebbe partire proprio da questa inaugurazione per cambiare il volto del quartiere (ma senza stravolgerlo). Dopo questo evento, è probabile che – con un’opera di promozione sia a livello istituzionale che dal basso – il ghetto entri a far parte delle rotte turistiche su larga scala e faccia da sponda a Via del Campo, con la sua lunga tradizione cantautorale legata alla figura di Faber. Potremmo essere davanti alla svolta che aprirà l’”enclave” verso l’esterno?

    Eh si, perché il ghetto è una “enclave” esclusa dai normali transiti del centro storico. È una casa a cielo aperto – dice chi ci abita -, in cui tutti si conoscono: non immune da problematiche e conflitti, è anche un luogo di scambio di idee e di confronto (leggi il nostro lungo approfondimento sul quartiere sul numero 51 di Era Superba). Non a caso, proprio nel 1600 l’antico ghetto ebraico è venuto a costituirsi qui, e non a caso qui da decenni lavorano le trans dell’Associazione Princesa e trovano casa gli immigrati appena giunti a Genova.

    Prima quartiere tristemente famoso per il degrado, la delinquenza e l’attività di spaccio di droga, oggi le condizioni di salute del ghetto sembrano notevolmente migliorate: soprattutto grazie all’interessamento di associazioni culturali e alla fondazione di GhettUp, che con le sue attività ha creato aggregazione e occupazione per persone con varie problematiche, fungendo presidio contro la delinquenza troppo lontana dagli occhi dei più. Un quartiere particolare, proprio per la sua forte componente costituita da migranti e da trans, che è finora poco valorizzato ma la cui riqualificazione non deve andare nella direzione del folklore: una rivalutazione sensata è necessaria. Non a caso, da qualche anno è in corso un programma di ripopolamento del ghetto, per togliergli quella nomea di “encalve” che si è guadagnato secoli fa. Oggi, si cerca di farla diventare una zona residenziale, con agevolazioni e programmi rivolti alle famiglie con bambini e alle giovani coppie: nuovi flussi e nuove case, per una piena e vera rivitalizzazione del contesto urbano.

    Tuttavia, come mette in luce Marco Montoli del Ce.Sto. «il processo è complicato dal fatto che ormai da 10 anni sono presenti impalcature per la ristrutturazione di alcuni edifici bombardati durante la seconda guerra mondiale e ancora pericolanti. I ponteggi, oltre che pericolosi, oscurano i vicoli e limitano lo spazio. Senza contare il fatto che gli immobili interessati dagli interventi sono in stato di degrado e abbandono: una situazione da arginare e sistemare. Inoltre, il rischio è che anche qui (come si era tentato di fare negli anni ’90 in zona Piazza delle Erbe/Sarzano/Sant’Agostino) si arrivi a “deterritorializzare” un’area, volendola rendere solo residenziale ma finendo col massacrarla. Il rischio è che, se l’operazione fallisce, venga a mancare una cultura del territorio: poco abitato e poco sfruttato, viene ridotto a “terra di nessuno”».

    E adesso, quale futuro per il quartiere? Nonostante persistano problematiche, c’è stato un forte progresso degli ultimi tempi e molte delle criticità (legate alla convivenza, alla pulizia, allo spaccio e alla delinquenza) sono state appianate: si può parlare di rilancio? Di recente è stato inaugurato qui un nuovo (primo) locale, la trattoria Locanda degli Adorno, la cui apertura è stata resa possibile grazie a una serie di finanziamenti messi a disposizione del Comune nell’ambito del “contratto di quartiere” (come era stato quattro anni fa per la fondazione della casa di quartiere GhetUp) e la cui gestione è affidata alla Cooperativa Proges, del Consorzio Sociale Agorà e Consorzio Sociale Progetto Liguria Lavoro. Di certo un segnale positivo per il quartiere: oltre all’interesse mediatico che ha suscitato la vicenda dell’apertura, anche un’operazione concreta di creare un presidio sul territorio e di portare attenzione laddove manca. Senza contare che l’apertura di un primo locale potrebbe aprire la strada a una serie di iniziative analoghe, che potrebbero contribuire a rivitalizzare il quartiere: aprendolo all’esterno, facendovi arrivare persone (turisti, avventori, clienti dei negozi, genovesi curiosi) e ricostituendo quella composizione originaria del tessuto sociale che si è andata perdendo nel corso degli anni.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Darsena, Casa dei Pescatori: un nuovo mercato per la vendita del pesce

    Darsena, Casa dei Pescatori: un nuovo mercato per la vendita del pesce

    imageVenerdì (20 dicembre) verrà ufficialmente inaugurata la nuova Casa dei Pescatori alla Darsena. Un iter lunghissimo che inizia nel 2008 quando i pescatori ottennero il via libera, dopo anni di tira e molla con l’Autorità Portuale, per ormeggiare alla vecchia Darsena le barche e ricoverare le reti. In quell’occasione il Comune chiese agli addetti ai lavori di presentare entro i primi mesi del 2009 un progetto per organizzare la vendita del pesce in loco.

    Oggi, a distanza di cinque anni, il mercato galleggiante vede finalmente la luce. Due piani allestiti con banchi per la vendita e la pulizia nel cuore di Calata Vignoso, con tanto di celle frigorifere e spogliatoi al piano inferiore. La struttura, ditata anche di impianto fotovoltaico, è stata assegnata dal Comune in concessione all’Associazione Pescatori Liguri che avrà a disposizione 150 metri di banchina e 450 mq di spazi a terra.

    Su commissione del Comune di Genova, i lavori sono sono costati in totale poco meno di un milione e 400 mila euro, una spesa non certo irrilevante  che ha visto le casse comunali contribuire con 206.000 euro, la differenza a carico del Fondo Europeo per la Pesca.

  • Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    piazza-carmineNel quartiere del Carmine i riflettori sono da tempo puntati sulle vicende legate al restyling del nuovo mercato rionale. Soprattutto in questi giorni: l’inaugurazione è prevista per domani, 11 ottobre. L’evento tanto atteso sarà salutato con gioia da residenti e commercianti della zona che, dopo un percorso travagliato, si vedranno finalmente restituire il loro mercato, luogo di aggregazione sociale, di rilancio turistico e di ripresa economica. Il fermento è Mercato Comunale Carminepiù che giustificato e le aspettative sono alte, ma le vicende del mercato hanno adombrato in questi anni altre realtà del quartiere, che più difficilmente trovano spazio per emergere.

    Qualche giorno fa siamo stati al Carmine con #EraOnTheRoad e abbiamo parlato con rappresentanti del CIV Zecca-Portello e cittadini, abbiamo scoperto quanto ancora sia viva la proposta di qualche anno fa lanciata da Stefano Bruzzone, dell’associazione Cantiere di Idee per il Carmine: rendere il quartiere la “Montmartre genovese”, ritrovo per artisti e punto di incontro per la rinascita culturale. Il progetto del 2009 era incentrato proprio sullo spazio del mercato, ai tempi la sua riqualificazione pareva una chimera e i cittadini del posto si erano riuniti per proporre alle istituzioni un progetto alternativo. Oggi, fortunatamente, il mercato inizia una nuova vita, ma il sogno degli abitanti del Carmine è tutt’altro che tramontato.

    Le attenzioni degli abitanti sono incentrate su due spazi particolarmente adatti per la realizzazione di questo progetto: la Chiesa sconsacrata di San Bartolomeo in Piazza dell’Olivella e l’Abbazia di San Bernardino, nell’omonima Salita.

    olivella-carmine-verticalesan-bernardino-carmine-verticale

    Si tratta di strutture gestite e controllate in varia misura dalla Diocesi genovese, dalle Opere Pie, dal Comune di Genova. La prima, quella dell’Olivella, è stata da poco restituita alla città in tutto il suo splendore, nella suggestiva cornice di Piazza dell’Olivella. Di proprietà della Parrocchia di Ns. Signora del Carmine e Sant’Agnese, dopo il restyling viene utilizzata esclusivamente per ospitare attività di gruppi boy-scout al venerdì. Per il resto, solo uno sporadico uso da parte della Parrocchia. Ci racconta Don Davide, parroco del Carmine: «Nell’edificio il restyling è ancora da ultimare, mancano riscaldamento e impianti, e per adesso non può essere dato in uso alla cittadinanza perché non ci sono le condizioni adatte. Tuttavia c’è la volontà di terminare gli interventi e metterlo a disposizione per eventi e manifestazioni. Ne stiamo parlando con CIV e istituzioni, ma la strada è ancora lunga».

    Nel caso di San Bernardino, invece, si tratta di uno spazio importante per l’organizzazione di eventi e manifestazioni. La sua gestione è legata alle vicende della ex scuola Negrone Durazzo della vicina Salita Negrone Durazzo: edificio di proprietà del Pio Istituto Negrone Durazzo Brignole Sale, è gestito dalla cooperativa sociale onlus “La Salle” e Associazione ex alunni dei “Fratelli delle Scuole Cristiane”, in collaborazione con la parrocchia del Carmine e Distretto Sociale I Centro Est. “La  Salle”, nata nel 1994, da 20 anni si impegna a favore di bambini e ragazzi in difficoltà, sotto il profilo educativo, sociale, di integrazione per migranti. Il centro si divide in educativa territoriale/centro sociale con funzione di doposcuola; “casa famiglia” che accoglie in affidamento 13 adolescenti, di cui 6 risiedono stabilmente nel centro.

    Da circa 5 anni, la stessa cooperativa “La Salle” è diventata capofila di una rete di soggetti per la gestione dell’Abbazia sconsacrata di San Bernardino: di proprietà inizialmente del Pio Istituto, dopo alterne vicende (bombardamento del ’42 e conseguente abbandono) è stata ristrutturata e donata al Comune di Genova, il quale ha aperto un bando per la gestione degli spazi, vinto proprio da “La Salle” e gli altri della rete. Oggi usato soprattutto per scopi interni all’attività della Cooperativa, lo spazio viene anche affittato ad esterni a pagamento: perlopiù usato in collaborazione con la Parrocchia di Ns. Signora del Carmine per festeggiare battesimi e comunioni, il locale è stato affittato anche per manifestazioni artistiche da TILT – Teatro Indipendente Ligure, da Libera, Emergency, Cantiere di Idee per il Carmine dello stesso Bruzzone.

    Questi locali (2 sale, una attrezzata con strumenti audio-video) sono stati recuperati dopo anni di interventi urbani e resi di nuovo agibili e “a disposizione del quartiere per iniziative di socializzazione, assistenza, ricreazione per scuole, associazioni, enti pubblici e privati, gruppi, singoli e famiglie”, come si legge davanti ai locali di Salita San Bernardino. Tuttavia, la pratica non è così immediata come sembra: le richieste d’uso sono prese in considerazione dal Comitato di Gestione di San Bernardino, senza contare le tariffe che, pur alla portata di tutti (da 20 euro/ora per i residenti e 30 per gli esterni, a 130/giorno per i residenti e 180 per gli altri), non sono viste di buon occhio da coloro che chiedono spazi aperti alla cittadinanza per la libera espressione e la realizzazione del “sogno Montmartre”.

    Così commenta Stefano Terrile, di “La Salle”: «La gente non capisce che le cose hanno un costo. Le spese di gestione dell’Abbazia sono di 7 mila euro all’anno, con 3 mila euro di affitto da pagare al Comune di Genova. Noi diciamo ok alle attività, ma a pagamento: sapevamo fin dall’inizio che le sale in questione sarebbero state sempre in perdita, tuttavia abbiano scelto di darle alla cittadinanza per prezzi simbolici, pur di favorire le iniziative nel quartiere, ma ci rendiamo conto che c’è ancora malcontento. Abbiamo proposto anche ad altri soggetti di entrare in rete con noi, dividendo gli utili e diminuendo le perdite, ma nessuno ha voluto aderire finora».

    Dal CIV Zecca-Portello, il presidente Max Maturanza racconta: «Nel quartiere non ci sono spazi a diretta gestione del CIV. Tuttavia, ci stiamo dando da fare e stiamo organizzando eventi (un Festival che si svolge ogni anno nel mese di giugno, ma il calendario è flessibile e che l’anno scorso ha portato 1500 persone), aprendo negozi, avviando attività. L’idea del Carmine come Montmartre non nasce a caso: il quartiere ha retaggi pseudo-francesi ed è stato in passato ritrovo di musicisti, ribelli, band, anarchici, gruppi rivoluzionari. Oggi, pur mantenendo l’identità di “borgo”, accoglie molte persone da fuori e ha voglia di crescere: il mercato viene a inserirsi “a cose fatte”, in un contesto che è già cambiato ed è ancora in fermento. Anni fa avevamo proposto di aprire un mercato che fosse un “temporary market” (mercato al mattino, spazio aperto per creativi al pomeriggio), ma la proposta è caduta: non ci abbattiamo e lavoriamo per dare agli abitanti i benefit necessari all’interno del loro quartiere».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Vanuart cambia sede e riparte con la mostra di Annamaria Morelli

    Vanuart cambia sede e riparte con la mostra di Annamaria Morelli

    Mostra fotograficaSta per compiere un anno Vanuart Project, associazione culturale fondata da Sabrina Losciale che si è posta l’ambizioso obiettivo di trasformare Genova in una galleria d’arte a cielo aperto. Dopo il ricco calendario di eventi della scorsa primavera, Vanuart inizia la stagione autunnale in una nuova sede presso la galleria Arte&Grafica in via di Canneto il Lungo 67r. «Stiamo ufficializzando la collaborazione con Arte&Grafica – racconta Sabrina – per la realizzazione di eventi che hanno l’obiettivo di creare il “triangolo dell’Arte” da Canneto il Lungo alla Galleria “Le Tracce” in via San Bernardo sino a “Incantetions” in Vico S.Giorgio».

    Il primo evento della nuova stagione è la mostra di Annamaria Morelli, scenografa e costumista partenopea, presso la galleria Le Tracce in via San Bernardo. L’esposizione delle sue opere – dal titolo Tramemotive – inaugura sabato 28 settembre e rimarrà visibile fino a giovedì 10 ottobre. L’artista, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha collaborato in numerose produzioni teatrali in Italia e all’estero. Le abbiamo chiesto come si concilia la “tecnica” del lavoro teatrale con la creatività personale: «Questa è una domanda complessa. L’”Abito” mi appartiene da sempre, fin da bambina non facevo altro che disegnare vestiti. Credo che esista un profondo legame tra il mio lavoro di scenografa e quello di pittrice, in fondo anche quando progetto una scena o un costume cerco di mettere tutte le emozioni che sento e che percepisco. La mostra è nata dall’incontro con il gallerista Roberto Abbona, il quale mi ha contattata a seguito di uno degli spettacoli che ho curato a Napoli. Le opere sono abiti di donna che raccontano “Tramemotive”, trame di tessuti, trame di vita, dove ognuna di esse darà molteplici chiavi di lettura per ogni singolo spettatore».

    Genovese d’adozione, Annamaria Morelli ci esprime la sua opinione anche sullo stato dell’arte nella nostra città: «Sono stata molto felice di cogliere l’invito della Galleria “Le Tracce” di Genova, che si sta occupando dell’intera organizzazione con Vanuart Project. Vivo a Napoli ma frequento Genova da ormai dieci anni. È una città che amo moltissimo e dove vivo bene. Sento il fermento di una città artistica, dove c’è creatività, con spazi straordinari per la cultura e l’arte».

    La mostra è dunque il punto di inizio del nuovo corso di Vanuart Project, come ci spiega la fondatrice Sabrina Losciale: «Davide di Donna, uno degli artisti iscritti all’associazione, mi ha presentato Roberto Abbona della Galleria “Le Tracce”: da qui è nata una collaborazione in occasione di questo evento, per la creazione di valore. Sarà la prima di una serie di attività che vedranno coinvolti artisti e città in modo trasversale, con il supporto e patrocinio del Comune di Genova. I prossimi progetti vedranno arte di strada che farà da cornice per la città, si vuole realizzare un grande murales in piazza delle Lavandaie con la collaboraizone dei più bravi illustratori e con il contributo delle attività commerciali dell’area. Anche per la prossima stagione parleremo di poesia, musica, mostre diffuse e spettacoli a teatro con la meravigliosa curatrice Federica Barcellona».

     

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    musica-concerti-chitarra-elettricaDa due anni l’associazione culturale Less is more si occupa di organizzare eventi sul territorio genovese, con particolare attenzione alla musica. Ora il gruppo si è cimentato con un nuovo progetto: lo scorso 21 settembre ha inaugurato in vico Indoratori Garage 1517, nato dalla volontà dei due fondatori – Lisa e Davide, 31 anni – di «Trovare una collocazione nel panorama del “non lavoro”, situazione che caratterizza una grossa fetta di nostri coetanei».

    In questi anni Less is more ha collaborato con numerose realtà cittadine, fino al più recente festival Cre.Sta organizzato dal Comune. Lo spazio di recente inaugurazione costituisce la nuova sede dell’associazione, allo scopo di convogliare in un punto di incontro persone con interessi comuni, che vanno dalla passione per la musica a tutta una serie di realtà correlate: «abbiamo pensato di rimboccarci le maniche e di creare la “casa” in cui noi avremmo voluto vivere il nostro tempo libero – ci spiega Lisa. Garage 1517 è un second-hand shop che funziona con doppia formula (conto vendita e conto proprio) con un mini-market a piano terra e la sede dell’associazione culturale Less Is More al secondo piano. Le due realtà coesistono e funzionano l’una a supporto dell’altra».

    Cosa si può trovare nel Garage1517? Molti prodotti nuovi e usati, dall’alimentare biologico a vestiti, dischi, libri fino ai complementi d’arredo. Uno spazio che trae i propri valori dai concetti di riciclo e riuso, per donare nuova vita a oggetti e materiali.

    Less is More organizzerà in Garage1517 concerti, mostre, presentazioni di libri ed eventi culturali di vario genere, con particolare attenzione agli artisti emergenti, affinché le “due anime” del progetto possano continuare a coesistere e ad arricchirsi a vicenda.

  • Via Donne della Resistenza: a Genova inaugura una nuova strada

    Via Donne della Resistenza: a Genova inaugura una nuova strada

    Val Bisagno, SciorbaVenerdì 13 settembre 2013 (ore 17) nel Municipio Media Val Bisagno di Genova sarà intitolata una strada alle donne che hanno combattuto la Resistenza. La cerimonia si svolge presso nell’area parcheggio del supermercato Lidl in via Emilia, e la nuova via Donne della Resistenza è compresa tra via Emilia e via Piacenza.

    Nel corso dell’evento testimonianze e racconti di donne che hanno vissuto i momenti cruciali della fine della guerra, con accompagnamento musicale della Lele Ravera Band. Saranno presenti l’assessore ai Servizi Civici Elena Fiorini, il presidente del Municipio Media Val Bisagno Agostino Gianelli e il presidente provinciale dell’ ANPI di Genova Massimo Bisca.

    A seguire, nei locali della SMS Concordia di via Trensasco 1 sarà presentato il libro della giornalista Donatella Alfonso Ci chiamavano libertà – Partigiane e resistenti 1943 – 1945 (De Ferrari editore).

    Vuoi scoprire tutti gli eventi di oggi e della settimana? Consulta la nostra agenda

  • Ospedale Villa Scassi: padiglione 9bis, apertura a fine ottobre

    Ospedale Villa Scassi: padiglione 9bis, apertura a fine ottobre

    Sanità[IL PRECEDENTE]

    Luglio 2012: un cantiere avviato nel 2004, che ha subito negli anni numerosi rallentamenti dovuti in buona parte alla spending review e alla crisi / chiusura delle ditte appaltatrici: questa la storia del padiglione 9bis di Villa Scassi, una struttura su 6 piani con 130 posti letto che dovrebbe diventare operativo a inizio 2013.

    Come raccontiamo nella nostra inchiesta, la struttura del nuovo padiglione sarà così ripartita: primo piano, servizi interni; secondo piano, Nefrologia e il Servizio Dialisi; terzo e quarto piano: Medicina Interna; quinto piano: Neurologia e Centro Ictus; sesto piano, Pneumologia.

    Un passo avanti importante per la struttura di Sampierdarena, il cui Pronto Soccorso conosce quotidianamente lunghi tempi di attesa anche a causa della carenza di posti letto nei reparti. Una problematica che ha portato nel 2011 – primo caso nella storia italiana – a un processo e alla condanna da parte di Asl 3 all’allora primario del Pronto Soccorso Mauro Zanna, proprio a causa dei disservizi subiti da molti pazienti prima di ricevere una cura.

    [IL PRESENTE]

    Il Padiglione 9bis dell’Ospedale Villa Scassi è finalmente pronto: lo comunica il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando insieme all’Assessore Montaldo, annunciando che lo spazio sarà inaugurato il prossimo 14 ottobre e aperto ai pazienti il 28 ottobre. Un totale di 130 posti letto nell’edificio che ospiterà anche i reparti di Medicina dell’ospedale di Sampierdarena: pneumologia, neurologia e centro ictus, medicina, nefrologia e dialisi.

    Il finanziamento complessivo per la sua realizzazione è di 10,8 milioni di euro, ricavati in parte dai fondi Fas e in parte dall’ex articolo 20, ossia lo stanziamento governativo per la ristrutturazione di edifici sanitari. In attesa di capire se verrà mai aperto un ospedale del Ponente, tra poco meno di due mesi vi sarà comunque un importante passo avanti per ridurre i tempi di attesa nei Pronto Soccorso e garantire migliore funzionalità ai reparti.

    Marta Traverso

  • Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    mercato-sarzano-8Inaugurato oggi, giovedì 11 luglio, il mercato di Piazza Sarzano, nell’omonimo quartiere, a ridosso del Museo di Sant’Agostino, tra la Facoltà di Architettura e la storica Via di Ravecca. Il complesso commerciale sorge proprio a ridosso del Pozzo di Giano, da cui prende il nome il consorzio costituito dalle cinque aziende genovesi che hanno finanziato e costruito la struttura mercatale, con investimenti privati. Il nuovo mercato, che trova spazio all’interno di una struttura in ferro battuto e rame, completa l’architettura della piazza, che fa parte delle zone del centro storico genovese sottoposte a restyling. La realizzazione di questo progetto, avviato negli anni scorsi con un bando del Comune di Genova, aveva subito negli anni vari rallentamenti. Finalmente ecco l’inaugurazione tanto attesa, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti del CIV del quartiere.

    E a Sarzano, per festeggiare l’evento, non si sono fatti mancare niente: musicisti e vernissage fotografico con foto in bianco e nero della piazza e del quartiere in tempi antichi; pranzo in piazza tutti insieme, con riso, pesto, frutta e vino, tutto offerto dai commercianti. Grande l’affluenza, sopra le previsioni, e buona l’accoglienza che i genovesi hanno riservato al nuovo mercato.

    piazza-sarzano-inaugurazione-mercato-2

    mercato-sarzano-7

     

     

     

     

     

     

    All’interno del mercato, cinque banchi in cui sarà possibile acquistare carne, salumi e formaggi, frutta e verdura, pesce fresco, prodotti alimentari vari, rispettivamente nei banchi dei Fratelli Brocada, Luca e Cristina – Salumi e Formaggi, Trentini Frutta, Paolo e Riccardo, e infine Drogheria Gamalero. Molti di loro, già presenti all’interno del Mercato Orientale di Via XX Settembre, hanno optato per il trasferimento qui, in pieno centro storico. L’intento è quello di ritornare al passato, creando un clima tradizionale, e rievocando l’atmosfera delle vecchie botteghe di paese e drogherie, di cui una volta Genova era piena ma che sono state le prime a soccombere di fronte all’avvento della grande distribuzione.

    I festeggiamenti di questa mattina hanno dato inizio a un nuovo corso per il quartiere, da mesi in attesa di avere il suo mercato: una festa che ha coinvolto tutto il circondario, nell’entusiasmo generale. Già il giorno precedente l’inaugurazione, durante i preparativi e l’allestimento degli stand, gruppi di curiosi si avvicinavano un po’ increduli, ma contenti per l’imminente apertura.

    L’iter che ha portato all’inaugurazione del mercato è stato travagliato (Era Superba ne ha documentato tutte le fasi nei mesi scorsi) e l’apertura effettiva sembrava ormai un miraggio (da ultimo, l’inaugurazione, fissata per il 6 giugno scorso, era stata poi posticipata ulteriormente a causa di un inconveniente: le porte di una cella frigo, di dimensioni sbagliate, da sostituire).

    Persistono le perplessità di alcuni: chi dice che il mercato, di per sé, non servirà a molto e non attirerà acquirenti in zona, visto che la piazza resterà ZTL, inaccessibile ai non residenti; chi sostiene, poi, che il mercato rionale finirà per danneggiare le piccole botteghe, le pizzerie, i forni, i fruttivendoli della zona, che già risentono della crisi (in Via di Ravecca chiusure improvvise e fondi sfitti si alternano, a dire il vero, a repentine aperture di esercizi e nuove gestioni di locali). Poco più di un mese, il 4 giugno, era stato inaugurato anche un nuovo discount, proprio davanti all’area in cui sorge il mercato, per cercare di dare slancio all’economia e rendere Sarzano una zona di commercio e di approdo per gli abitanti dei vicoli e non solo. Resta da vedere se il mercato, una volta operativo, metterà tutti d’accordo e convertirà anche gli attuali detrattori. Non resta che attendere. Per ora, non ci si può che rallegrare per questa ultima, tanto attesa, conquista.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

     

  • Prima Luce: Sala Dogana, mostra fotografica di artisti under 35

    Prima Luce: Sala Dogana, mostra fotografica di artisti under 35

    sala-dogana-ducale5-DIVenerdì 28 giugno 2013 alle 18 inaugura nella Sala Dogana di Palazzo Ducale la seconda edizione di Prima Luce, mostra fotografica frutto dell’omonimo concorso a cura dell’Associazione Profondità di Campo, presieduta da Angela Ferrari.

    Un percorso fotografico che vuole coinvolgere le realtà genovesi che si occupano di questa disciplina artistica, e al tempo stesso valorizzare l’opera di giovani artisti e professionisti emergenti. Le undici opere esposte sono state scelte da una commissione formata da Elisabetta Papone, Direttrice del Centro di Documentazione per la Storia l’Arte l’Immagine di Genova e docente di Storia della Fotografia presso l’Università degli Studi di Genova; Paola Valenti, ricercatrice in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Genova; Federica De Angeli, fotografa.

    In attesa di poter ammirare le opere, da questa sera fino a domenica 14 luglio 2013, rileggi la nostra intervista ai partecipanti di Prima Luce 2012.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    [foto di Diego Arbore]

  • Sant’Eusebio, musica e poesia per la nuova piazza del quartiere

    Sant’Eusebio, musica e poesia per la nuova piazza del quartiere

    sant-eusebio“Sant’Eusebio ringrazia”: con questo striscione, sintetico ma eloquente, gli abitanti del quartiere hanno manifestato non solo la propria gratitudine, ma anche una sorta di “esultanza” per aver ottenuto finalmente, dopo lotte e attese infinite, uno spazio pubblico dignitoso e, soprattutto, fruibile. E’ stata inaugurata ieri (venerdì 7 giugno), alla presenza di assessori, associazioni e cittadini,  la nuova piazza pedonale antistante la parrocchia di Sant’Eusebio.

    Di ristrutturazione e riqualificazione della piazza della chiesa si parla dal 2010, ma l’impossibilità d’interdire al traffico la strada verso Bavari, la necessità di garantire il passaggio agli avventori degli esercizi commerciali presenti e i disagi alla viabilità causati dallo spostamento dei capolinea dei mezzi pubblici che collegano il quartiere alla Val Bisagno, hanno rallentato sensibilmente i lavori, tanto che l’esito della gara d’appalto è stato pubblicato solo nel marzo del 2012. Dopo diciassette riunioni di consiglio, segnate da tensioni e opposizioni, nel giugno di quest’anno il presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Agostino Gianelli ha consegnato al quartiere una piazza pedonale, di dimensione notevole e curata nel dettaglio, pronta a trasformarsi in un luogo d’interazione o meglio, come l’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Crivello l’ha definita, in “una sorta d’agorà”.

    Durante l’inaugurazione, il Vice Sindaco Stefano Bernini ha anche elogiato la comunità di Sant’Eusebio per il suo dinamismo e per il suo impegno costante in iniziative di volontariato, qualità che, come lui stesso ha rimarcato, sono risultate fondamentali per la realizzazione del progetto: incontri, laboratori, mercatini, festività religiose e manifestazioni sportive, organizzate dai cittadini per i cittadini, contando sull’aiuto di una parrocchia “tecnologica”, con tanto di pagina Facebook.

    In tale contesto di collettivismo civico, l’Associazione Il Leccio, ONLUS nata nel 2001 per recuperare un’area verde progettata dai bambini della zona, dà il suo contributo organizzando la rassegna letteraria “Una collina di emozioni”, concorso di poesia giunto alla sesta edizione e realizzato con la collaborazione dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), del progetto Intrecci Urbani, che ha fornito il patchwork con il logo dell’associazione, e degli abitanti del quartiere. La giuria, composta da membri dell’associazione, ha premiato dieci delle trentatré composizioni in gara e ne ha dato lettura pubblica, rendendo così i presenti partecipi dei temi (dall’immigrazione alla vecchiaia) e delle emozioni tipiche di una poesia “casalinga”, forse rozza ma sincera e genuina. Inoltre, cinque delle opere presentate sono state selezionate per diventare “canzoni”, musicate, arrangiate ed eseguite dagli alunni della CDM – Città Della Musica che si sono esibiti sul palco allestito per l’occasione.

    Se, da un lato, l’inaugurazione della piazza ha riappacificato la comunità con le istituzioni, collaborative e tenaci nel desiderio di riqualificare un quartiere di periferia, prevalentemente residenziale, dall’altro la rassegna organizzata dal Leccio ha dimostrato che, talvolta, le parole, se spontanee e ricche di sentimento, sono sufficienti a rinsaldare quei legami che rendono un quartiere non solo un luogo in cui si vive, ma anche un luogo in cui si vuole vivere.

     

    Giulia Fusaro

  • Borse ecologiche in pvc: negozio a Genova aperto solo per un mese

    Borse ecologiche in pvc: negozio a Genova aperto solo per un mese

    garbage5Prendiamo una delle più grandi e storiche fabbriche italiane, in un settore comunemente definito “antiecologico” come quello della siderurgia. Poniamo che la fabbrica venga a un certo punto dismessa, e che il Comune la ristrutturi e la metta a bando, destinandola a quindici aziende impegnate nell’ecosostenibilità.

    I più maligni avranno già capito che non stiamo parlando di Genova. L’area in questione è l’ex acciaieria Falck a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano: una delle aziende che attualmente vi operano ha fatto capolino ieri a Genova per raccontare la propria storia.

    Si tratta di GarbageLAB, un progetto creato nel 2009 da tre ragazzi con esperienza nella comunicazione e nel design: l’azienda realizza borse ecologiche in PVC, riutilizzando cinture di sicurezza e manifesti pubblicitari. Il PVC – abbreviazione del cloruro di polivinile – è una delle materie plastiche più utilizzate al mondo, con numerosissime applicazioni: dal vinile con cui erano realizzati i dischi, a tubature e infissi per l’edilizia, fino al materiale di stampa e cartotecnica.

    garbage1Per tutto il mese di giugno, le borse GarbageLAB saranno visibili e acquistabili in un temporary shop sito in via Trebisonda, nella vecchia sede del negozio La Formica. Come ci spiega il titolare Filippo Repetto «da aprile ci siamo trasferiti dall’altra parte della strada, ma l’affitto del vecchio locale scade a fine estate. Ci dispiaceva tenerlo chiuso o usarlo solo come magazzino, perciò abbiamo avuto l’idea del temporari shop monomarca. La Formica e GarbageLAB sono due aziende nate nello stesso periodo (2009), siamo “cresciuti insieme” e ci conosciamo da tempo attraverso il web e le fiere di settore».

    All’inaugurazione (che si è svolta ieri, martedì 4 giugno) erano presenti molte persone, tra clienti affezionati de La Formica e passanti incuriositi. I tre titolari di GarbageLAB hanno venduto personalmente le borse e risposto alle domande dei clienti. Per il restante periodo di apertura, sarà La Formica a occuparsi dello spazio.

    garbage4Mi faccio spiegare da Francesco Macrì, uno dei tre soci di GarbageLAB, qualcosa in più sul progetto: «Per realizzare le borse acquistiamo gli striscioni pubblicitari, che di norma vengono tolti e sostituiti nelle affissioni pubbliche ogni quindici giorni. Siamo anche aperti al contatto con aziende che hanno materiali in PVC, perché li vendano a noi invece di portarli in discarica. Una volta acquistati li laviamo e ritagliamo, conservando le parti per noi più interessanti (colore, immagini, scritte etc), che assembliamo per formare il rivestimento delle borse. Le tracolle sono invece realizzate con cinture di sicurezza delle automobili. Quando siamo “a pieno regime” produciamo circa mille borse al mese, e quelle che trovate qui sono pezzi unici, una diversa dall’altra».

    Marta Traverso

  • La Formica: GarbageLab, negozio temporaneo di ecodesign

    La Formica: GarbageLab, negozio temporaneo di ecodesign

    barattoMartedì 4 giugno 2013 (ore 18.30) La Formica ospita in via Trebisonda 21r l’aperitivo di inaugurazione del temporary shop GarbageLAB.

    Si tratta di uno spazio che rimarrà aperto poche settimane e che propone le borse in eco design realizzate da tre ragazzi lombardi attraverso materiali di recupero (cinture di sicurezza e pneumatici, bottiglie in plastica, pvc dei manifesti pubblicitari, etc).

    Il marchio GarbageLAB è stato creato nel 2009 da tre ragazzi lombardi, che hanno voluto coniugare la passione per creatività e design con il rispetto dell’ambiente.

    I tre designer saranno presenti all’evento per illustrare al pubblico il progetto.

  • Accademia di Belle Arti: inaugura la mostra Non InfortunArti

    Accademia di Belle Arti: inaugura la mostra Non InfortunArti

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiMartedì 7 maggio 2013 (ore 11.30) inaugura all’Accademia Ligustica di Belle Arti la mostra collettiva Non infortunArti, che presenta le opere vincitrici del bando di concorso artistico a cura della direzione regionale Liguria di Inail organizzato lo scorso autunno.

    Alla cerimonia di inaugurazione partecipano Alessandra Lanza (Direttore Regionale INAIL Liguria) e Raimondo Sirotti Presidente dell’Accademia Ligustica.

    La mostra è aperta al pubblico da martedì a venerdì, ore 14.30-18.30, fino al 24 maggio 2013.

    Ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]