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  • Gelati Fanzine: a Genova il primo festival della microeditoria

    Gelati Fanzine: a Genova il primo festival della microeditoria

    scrivere-scritturaGenova si prepara a diventare sede di un evento inedito per l’editoria indipendente: il 10 e 11 maggio 2013 si svolge infatti Gelati Fanzine Festival, il primo festival genovese dedicato esclusivamente alla microeditoria e alle fanzine.

    L’evento nasce dalla collaborazione tra l’associazione Disorder Drama e le fanzine Lök e Bradiponauta. La partecipazione sarà gratuita, sia per gli espositori che per il pubblico, e ospitata in varie location della città, tra cui sono già “prenotate” i Giardini Luzzati e l’atelier Noveinternotre, da poco aperto in centro storico.

    Come partecipare a Gelati? È sufficiente inviare una mail a gelatizine@gmail.com spiegando brevemente il progetto della fanzine e allegando un link. Sarà possibile per gli espositori partecipare personalmente al festival, oppure inviare le fanzine allo staff: le riviste saranno vendute in un tavolo comune e gli organizzatori tratterranno solo il 20% di spese come commissione.

    La motivazione di questo festival, come spiegato dagli organizzatori è che «ci piacciono le cose di carta. Ci piace trovare modi per stamparne, vederne, toccarne e farne girare il più possibile. A Genova si respira un certo interesse per la microeditoria, vogliamo concretizzarlo cogliendo l’occasione per conoscere e conoscerci con altri addetti ai lavori».

    Hanno già aderito a Gelati le fanzine Lök (Bologna/Genova), Bradiponauta (Genova),Lara Caputo (Milano/Genova), Celeste (Pesaro), The Giant’s Lab (Genova) e Magiò (Milano).

  • Ricette vegan e alimentazione corretta: il blog di Nicole Provenzali

    Ricette vegan e alimentazione corretta: il blog di Nicole Provenzali

    cucina vegDa sabato 16 a domenica 24 marzo 2013 torna la Settimana per la Prevenzione Oncologica: una settimana alla riscoperta della sana alimentazione, che è ritenuta uno dei fattori principali di prevenzione di malattie come il cancro.

    Gli eventi a Genova si svolgeranno sabato 23 e domenica 24 marzo a Palazzo Ducale e nel palazzo della Regione Liguria (qui il programma) e una degli ospiti principali, come già avvenuto lo scorso anno, è Nicole Provenzali, che nel 2008 ha aperto il suo blog ricetteveg e nel 2012 cucina consapevole, che gestisce insieme a Marilisa Bombonato.

    Cosa dobbiamo aspettarci dal programma di eventi genovese? «Anche quest’anno, grazie all’impegno di LILT, la prevenzione e la sana alimentazione saranno il cardine delle attività e delle manifestazioni in programma. Ci troveremo nuovamente insieme per lavorare e promuovere una scelta consapevole dei nostri consumi e dei nostri stili di vita. Tanti i soggetti coinvolti, ognuno con un bagaglio di esperienze diverso».

    All’evento è stato anche abbinato un concorso fotografico, che invitava i partecipanti a immortalare la propria dispensa. «Come l’anno scorso, abbiamo deciso di rendere questa settimana speciale con un concorso che premiasse l’attenzione consapevole ai propri consumi in materia di alimentazione. Anche questa volta la risposta del pubblico ci ha regalato grande soddisfazione: sono davvero tante le persone che si fermano a riflettere sulle proprie abitudini e che cercano di migliorarsi. Per noi, la vittoria più grande».

    Non si può definire Nicole una foodblogger (anche se il termine non le dispiace), quanto piuttosto una «ricercatrice del gusto consapevole». Su Era Superba abbiamo dedicato altre volte spazio all’esperienza di blogger specializzati in ricette: ciò che caratterizza Nicole è l’attenzione a uno stile di vita sano. «La soddisfazione più grande, da quando ho aperto il blog, è aver conosciuto meglio me stessa e tante persone che, come me, vogliono migliorare. La seconda è aver imparato tantissimo grazie a questi incontri. Infine, non posso negarlo, un’altra soddisfazione enorme è veder riconosciuto il proprio impegno: molte persone ci scrivono per complimentarsi, molte per avere consigli, moltissime ci seguono con affetto e molte altre hanno deciso di cambiare stile di vita anche grazie al nostro piccolo aiuto. Genova è una città difficile, non è semplice riuscire ad accattivarsi la curiosità della persone qui. Non di primo acchito, perlomeno. Poi, però, l’idea di un nuovo modo di prendersi cura di se e delle persone a cui vogliamo bene, cominciando dalla tavola, vince. Oggi nella nostra città ci sono tante iniziative, tante avventure come la mia, tante persone che stanno puntando al buon consumo: grazie alle forze di tutti, la sana alimentazione naturale e il consumo critico stanno diventando un importante tema attuale anche per i genovesi».

    Infine, Nicole propone per Era Superba un decalogo della corretta alimentazione, in parte rivolto anche a chi non sceglie la dieta vegetariana o vegana.

    01. Impegniamoci a ridurre e differenziare i nostri rifiuti.

    02.Impegniamoci a ridurre le filiere produttive: affidiamoci a GAS, mercati e produttori locali.

    03. Impegniamoci a consumare solo prodotti di stagione.

    04.Impegniamoci a evitare il cibo confezionato e a leggere le etichette, non acquistando i prodotti che contengono ingredienti “non identificabili”: ridurremo imballaggi e ne guadagneremo in salute.

    05. Impegniamoci a evitare l’utilizzo di carta da cucina: fazzoletti e strofinacci di stoffa sono perfetti.

    06. Impegniamoci a evitare l’acquisto di acqua in bottiglia: l’acqua appartiene a tutti e “ci costa la Terra, dappertutto”. [cit. Dawn to Earth]

    07. Impegniamoci a evitare il consumo di carne e di derivati animali: per un 1 kg di carne di manzo servono mediamente 7kg di cereali e 15.000 lt di acqua, abbiamo in mano la fame degli altri.

    08. Impegniamoci a ridurre al massimo lo scarto del nostro cibo: ricicliamo, riutilizziamo e reinventiamo le nostre ricette.

    09. Impegniamoci ad autoprodurre e scambiare quello che ci serve, magari in compagnia: ne guadagneremo in qualità, risparmio, ecologia e convivialità.

    10.Impegniamoci a sperimentare un piccolo orto, anche sul nostro balcone o sul davanzale: avremo uno spazio colorato, bellissimo e… gustoso!

    Marta Traverso

  • Riciclolio: punti di raccolta a Genova per il riciclo dell’olio esausto

    Riciclolio: punti di raccolta a Genova per il riciclo dell’olio esausto

    riciclolio-olio-esaustoAssieme al Comune di Savona e Albisola Superiore, anche il capoluogo ligure aderisce all’iniziativa Riciclolio, presentato ufficialmente a Palazzo Verde nei Magazzini dell’Abbondanza l’8 marzo 2012. Il progetto è partito nel gennaio 2011 e avrà una durata di tre anni, fino a 30 aprile 2014. Approvato e finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Life+ (con co-finanziamento UE pari a 453.469 euro, su un budget totale di 908.439 euro), sperimenta un metodo innovativo per la raccolta e il recupero di olio vegetale esausto di origine domestica. Si rivolge in particolare agli alunni delle scuole elementari medie con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i bambini, le loro famiglie e l’intera cittadinanza sull’importanza della raccolta differenziata di questa sostanza e la sua conversione in carburanti a basso impatto ambientale (biodiesel).  Tra i soggetti aderenti, il capofila Comune di Savona e vari partner privati (Sige Srl, DP Lubrificanti Srl, ATA Spa e la Fratelli Carli SpA) e pubblici (Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova). Facciamo un bilancio con l’aiuto della Prof.ssa Anna Maria Cardinale, della Facoltà di Chimica dell’Università di Genova.

     

    Il progetto

    Riciclolio è stato articolato in diverse fasi. Per prima cosa, la creazione di un sistema di raccolta innovativo dell’olio esausto attraverso l’installazione di punti di raccolta presso gli edifici scolastici del territorio coinvolto. Ogni scuola coinvolta è stata dotata di un apposito bidone e ad ogni alunno è stata consegnata una tanichetta, da utilizzare a casa con la famiglia, per dare continuità al progetto. È importante che raccolta e successivo recupero della sostanza siano gestiti da una stessa azienda privata, che cura anche l’effettiva trasformazione in biodiesel del materiale. A Genova, oltre che nei plessi scolastici, la raccolta avviene anche  nelle isole ecologiche Amiu e sugli Ecocar. Amiu, inoltre, sostiene la campagna di comunicazione e fornisce supporto tecnico. Lo stesso ruolo è stato svolto dal partner SIGE Srl, leader nel settore dell’ingegneria ambientale, responsabile della corretta organizzazione dei punti di raccolta dell’olio nelle scuole.

    Altro step, l’avvio di una campagna di informazione per aumentare la consapevolezza dei cittadini sul potenziale di riciclo, sull’importanza dell’olio esausto nella produzione di carburante a basso impatto ambientale e sui vantaggi ambientali, economici e sociali derivanti da questo processo. Questa fase ha visto l’azione congiunta dei diversi soggetti aderenti, sia pubblici che privati. In particolare, agli studenti della Facoltà di Chimica dell’Università di Genova è stato affidato il ruolo di organizzare laboratori e iniziative dirette in particolare agli alunni delle scuole dei territori coinvolti. Finora, le attività sono state organizzate al Dipartimento di Chimica dell’ateneo genovese, alla Coop di via Merano, a Genova-Sestri Ponente, e al centro commerciale “Il Gabbiano” di Savona, ma ancora molte altre sono in programma da qui all’aprile 2014, e non è escluso che non si troveranno location diverse dalle precedenti.

    Infine, dopo aver creato questa rete capillare di raccolta su tutto il territorio ed averla avviata, deve essere formata una filiera sostenibile che consenta di proseguire col progetto. Proprio in coda al progetto, soggetti esterni all’iniziativa si occuperanno di analizzare il bilancio energetico e la sostenibilità ambientale di Riciclolio. Questi saranno scelti per mezzo dello stanziamento di un bando di gara ufficiale e avranno il compito di valutare il lavoro svolto in questi tre anni, cercando di capire se effettivamente il meccanismo messo in moto consente un risparmio in termini energetici e un guadagno dal punto di vista ambientale ed economico.

     

    I risultati

    Tra i soggetti pubblici che hanno seguito l’iniziativa fin dalla sua nascita, nel 2011, sono stati in particolare gli studenti del DCCI – Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’ateneo genovese. Dal ’96 ad oggi, il dipartimento ha svolto importanti progetti di ricerca, finanziati dal Comune di Genova, dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, e da altri soggetti nazionali e internazionali -sia pubblici che privati-, a dimostrazione del livello di eccellenza del centro. Il gruppo è coordinato dalla Prof.ssa Anna Maria Cardinale, docente di Chimica Generale ed Inorganica del  Corso di studi in Scienze Biologiche: grazie alla sua consolidata esperienza nel campo dei laboratori didattici e della divulgazione scientifica, la professoressa è stata nominata responsabile dell’attività laboratoriale scolastica di Riciclolio – Unità di Genova. Assieme al suo gruppo, la docente si è occupata di portare il progetto nelle scuole, per pubblicizzarlo e diffonderne gli obiettivi.

    Così la professoressa Cardinale: «Il nostro compito è stato quello di avvicinare i più giovani e tutti i cittadini alla ricerca scientifica. Questi tre anni dedicati all’iniziativa di Riciclolio sono serviti per far partire il progetto e mettere in moto una macchina che, alla scadenza prevista per l’aprile 2014, dovrà essere in grado di proseguire autonomamente. Finora ci siamo dedicati alla definizione di tutto il sistema, adesso attendiamo di conoscere i risultati del bilancio sulla sostenibilità, che saranno effettuati a breve. Se saranno positivi come crediamo, si continuerà a investire su questo processo di raccolta e conversione dell’olio vegetale esausto in biodisel. Siamo sulla strada giusta: prima erano stati fatti altri esperimenti, in cui il biocarburante era ottenuto in modo dispendioso da piantagioni di colza appositamente create. Ma qui è diverso: esiste una sostanza a costo zero come l’olio delle fritture o delle scatolette di tonno, presente in tutte le nostre case e che, se dispersa negli scarichi domestici, è altamente dannoso per l’ambiente. Raccogliendola e riciclandola, si fa un doppio favore all’ambiente: si argina la grave minaccia dell’inquinamento  e si produce carburante a basso impatto, che giova sotto molteplici aspetti all’ambiente circostante. Per farlo, è indispensabile una sinergia tra pubblico (enti di ricerca, come l’Università) e privato che, coniugando alto interesse e ricerca di profitto, vadano nella stessa direzione operativa».

     

    Elettra Antognetti

  • Carpooling: usare meno l’auto e rispettare l’ambiente

    Carpooling: usare meno l’auto e rispettare l’ambiente

    autostrada-galleriaSono numerose le modalità alternative per gli spostamenti quotidiani, che permettono di risparmiare sul carburante e al tempo stesso rispettare l’ambiente.

    Su Era Superba ci dedichiamo spesso a questi argomenti, perché i genovesi si mostrano sempre più sensibili a questo tema: sono molti coloro che hanno scelto la bicicletta, i veicoli elettrici (auto e moto) e addirittura i percorsi a piedi per andare a scuola o al lavoro.

    Un’altra soluzione in questo senso è il car pooling, fenomeno nato nei Paesi anglosassoni e “ufficializzato” in Italia nel 2009 grazie a un accordo con la società Autostrade per l’Italia, che su alcune tratte ha fissato una riduzione del pedaggio autostradale per le auto che viaggiano in car pooling.

    In cosa consiste? Un gruppo di persone che deve compiere la stessa tratta decide di viaggiare con un solo mezzo, alternandosi nella guida e dividendo le spese di viaggio. L’auto è messa a disposizione da un componente del gruppo (o da più di uno, a turno): il vantaggio è evidente, se si pensa che molte automobili – progettate per avere fino a 5 occupanti – sono di fatto utilizzate da una sola persona alla volta.

    Le persone che scelgono questo servizio possono essere compagni di studio o colleghi di lavoro, ma anche chi deve recarsi in altre città o all’estero e cercano persone con cui condividere il viaggio. A questo scopo esistono apposite piattaforme web che agevolano il contatto tra potenziali co-guidatori. Le due più utilizzate in Italia sono carpooling.it e BlaBlaCar, cui abbiamo chiesto i dati sui loro iscritti di Genova.

    Carpooling.it gestisce le richieste di passaggio da e per Genova, e ha registrato nel 2012  un incremento rispettivamente del 55,47% (da Genova) e del 46,26% (per Genova). Per le prossime 8 settimane sono già attive 582 offerte di passaggio da Genova verso altre città e 570 offerte da fuori in direzione di Genova. Daniela Mililli, country manager Italia di carpooling.it, ha inoltre specificato che “Saremmo felici di cooperare con le istituzioni locali e offrire gratuitamente il nostro servizio per potenziare un uso più intelligente delle auto, anche a Genova“.

    I dati relativi a BlaBlaCar presentano invece Genova come l’ottava città italiana per utilizzo di carpooling, con richieste di viaggi sia per altre città italiane, sia per l’estero.

    Marta Traverso

  • Bambini e alimentazione: cucina bio e vegana nelle mense scolastiche?

    Bambini e alimentazione: cucina bio e vegana nelle mense scolastiche?

    scuolaRicordate il fumetto di Mafalda, che si lamentava con la madre quando le imponeva di mangiare l’odiata minestra?

    La qualità di ciò che mangiano i bambini (per chi non ha figli, basta ricordare quanto e cosa si mangiava da piccoli) è ormai diventata un tema prioritario all’interno dei progetti educativi. Che si tratti di una moda o una conseguenza della crisi, negli ultimi tempi molte persone sono sempre più attente alla provenienza, alla qualità e ai benefici per la salute dei cibi che consumano.

    Anche le scuole della nostra città vogliono seguire l’esempio di altri Comuni virtuosi d’Italia, a partire da quelli dell’Emilia Romagna, che hanno istituito con Legge Regionale lo Sportello Mense Bio. Per questa ragione lunedì scorso (18 febbraio 2013, ndr) la Commissione Welfare del Comune di Genova si è riunita – insieme all’Assessore Pino Boero e ai rappresentanti dei Municipi – per discutere la qualità del servizio mensa nelle scuole cittadine, in particolare sull’utilizzo di prodotti km zero, biologici e con attenzione alla presenza di piatti vegetariani o vegani.

    Genova ha ufficializzato l’adesione a due progetti europei: Bampé (acronimo di Bambini e Prodotti agricoli d’Eccellenza), per favorire il consumo di prodotti tipici del territorio e far capire ai bambini il concetto di filiera corta; Fruttometro, ossia dare ai bambini durante la ricreazione una merenda a base di frutta, nella razione normalmente consumata a pranzo.

    Come conciliare, tuttavia, l’educazione alimentare scolastica con quella che i bambini ricevono a casa? Denise Filippin, nutrizionista e mamma di due bambini, ha creato a questo scopo la pagina Facebook Genitori (e non solo) vegani a Genova: «La pagina è stata creata ai tempi in cui il Comune non voleva accettare la nostra richiesta di menù vegano, per trovare altri genitori solidali, ma alla fine ci siamo dovuti muovere da soli. Molte famiglie vorrebbero che i loro figli mangiassero diversamente, non per forza vegano ma più sano: alcuni genitori ci scrivono sulla pagina, ma spesso non sono di Genova. Abbiamo inoltre avuto ottima partecipazione alle cene e ai picnic che organizziamo per far socializzare i bambini vegani, che di solito si trovano ad essere gli unici a seguire questo tipo di alimentazione nella cerchia di amichetti».

    Denise ha agito in prima persona perché le sue figlie (4 e 7 anni) avessero un menu vegano nella mensa scolastica: «Le mie figlie frequentano scuole a Sestri Ponente: la piccina va a una scuola materna privata con mensa interna e devo dire che il cibo è molto curato, ma monotono. Anni fa c’erano alimenti più variegati, poi sono stati tolti dal menù. La grande va in una scuola elementare pubblica, servono ai bambini pasti veicolati da una ditta, come accade nella gran parte delle scuole genovesi, ovviamente essendo tutto precotto la qualità è inferiore. A mio parere il menù proposto è molto monotono, con pietanze che mangiano tutti i giorni, senza “osare” piatti più salutari che magari a casa non vengono preparati. Capisco che sia uno spreco se i bambini non mangiano, ma sarebbe di certo più educativo. La mia insistenza sulla monotonia deriva dal fatto che, avendo analizzato menù di altre città, sono rimasta stupita di quanti piatti proponessero alcuni Comuni, difficile che si ripetesse la stessa pietanza più di una volta per diverse settimane».

    Marta Traverso

  • Municipio e genitori insieme per prevenire la dipendenza giovanile

    Municipio e genitori insieme per prevenire la dipendenza giovanile

    pina-colada-alcool-bevande-CNon solo sostanze nocive o illegali, ma anche computer e internet, videogiochi, TV e cellulare, solo per citare i più comuni. La dipendenza degli adolescenti da sostanze o attività è tradizionalmente un problema che preoccupa larga parte della popolazione adulta italiana.

    Alcune dipendenze oggi si configurano come comportamenti socialmente accettati – come la dipendenza dallo shopping, dal lavoro, addirittura dalle relazioni affettive – che, ripetuti ossessivamente o in modo continuamente vano e insensato, smettono di svolgere il loro ruolo sociale per spersonalizzare l’essere umano.

    Il Municipio Centro Est ha scelto di promuovere sul suo territorio un percorso rivolto ai genitori, in particolare a quelli dei bambini che frequentano la scuola primaria. Il progetto si chiama “Incomincio da 3”, in collaborazione con Cooperativa Minerva e Asl3, particolarmente adatto a formare nei genitori la fondamentale consapevolezza che sono proprio gli stili educativi familiari a costituire fattori di rischio per futuri comportamenti di dipendenza patologica. Il progetto parte infatti dal presupposto – avvallato dalla letteratura tecnico-scientifica – che il supporto alla famiglia nel suo ruolo educativo costituisca la principale strategia di prevenzione verso il rischio di comportamenti di dipendenza dei figli.

    L’iniziativa sarà presentata oggi alle ore 17.00 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi. Il percorso è totalmente gratuito e si articola in 4 incontri dedicati a 4 gruppi di genitori, che si svolgeranno a cadenza settimanale nei locali del Centro Civico Remigio Zena – in Salita del Prione 26. Al termine è previsto un incontro plenario tra tutti i genitori che avranno partecipato ai gruppi.

    L’assessore (coesione sociale e cittadinanza attiva) Maria Carla Italia, che ha voluto e organizzato l’iniziativa, commenta: «La persona è sempre al centro della nostra azione. Per questo siamo profondamente convinti che tra i compiti del Municipio – anche in ragione della sua vicinanza al territorio – ci sia quello di offrire gli strumenti per costruire una comunità di persone responsabili. In particolare, per quanto riguarda il tema delle dipendenze, l’attenzione nasce con riferimento alle ludopatie legate al gioco d’azzardo. I colloqui con le psicologhe ci hanno illustrato le opportunità di un approccio più generale al tema delle dipendenze, con un percorso che parta dalla prevenzione primaria, rivolta ai genitori dei bambini delle scuole elementari, per renderli consapevoli del loro ruolo educativo e delle loro modalità di interazione con i figli».

    [foto di Constanza Rojas]

  • Metrodora: la nuova sede in Villa Rossi e i progetti per il futuro

    Metrodora: la nuova sede in Villa Rossi e i progetti per il futuro

    Villa Rossi a Sestri PonentePresente sul territorio da ormai dieci anni, e creatrice di alcune tra le più interessanti iniziative musicali cittadine (Festival delle Periferie, Lorca – divagazioni d’autore, Suonare la voce: Tributo a Demetrio Stratos), la nota associazione culturale Metrodora è giunta ad un importante punto di svolta: dopo anni di attese e rinvii, a breve entrerà nella nuova sede di Villa Rossi Martini a Sestri Ponente. Circa 1500 mq a disposizione, finalmente uno spazio ampio e adeguato all’organizzazione e realizzazione di tutte le attività e progetti che l’associazione ha in programma. Ne abbiamo parlato con il presidente Roberto Giannini.

     Qual è stato l’iter che vi ha permesso di giungere alla nuova sistemazione?

    «L’iter che ha consentito la parziale ristrutturazione e una nuova destinazione d’uso dell’edificio storico è stato lungo e tortuoso: dal punto di vista della ristrutturazione, il Comune ha attinto a fondi destinati alla sistemazione di alcuni parchi urbani, fondi risalenti all’epoca delle “colombiane” e per fortuna sbloccati dopo tanti anni di impedimenti tecnico-burocratici. Il bando di concorso è stato indetto, e vinto dal Consorzio C.L.E.C. – Villa Rossi, ancora ai tempi della seconda giunta guidata dal sindaco Giuseppe Pericu. In seguito la convenzione è stata ratificata dalla giunta Vincenzi, e ancora oggi tale convenzione è oggetto di verifiche e perfezionamenti da parte degli uffici comunali preposti. Il problema è che rispetto alla stipula originale, essendo passati parecchi anni, ci sono stati molti cambiamenti sia all’interno del consorzio che nelle istituzioni coinvolte nel processo (Comune e Municipio Medio Ponente in particolare), il che ha comportato, oltre ad un esponenziale scoramento nei soggetti coinvolti nel progetto, anche alcune modifiche di finalità ed obiettivi rispetto agli intenti iniziali. Ovviamente il progetto è sempre quello dello sviluppo di un polo culturale sulla falsariga delle “factory” di città europee culturalmente all’avanguardia (Berlino, Londra, ma anche per certi versi Torino). Gli spazi ci saranno consegnati in toto; un piano dell’edificio sarà altresì gestito da Isforcoop e sarà dedicato esclusivamente alla formazione tecnica e professionale».

    Un recupero realizzato tra lungaggini e intoppi: a che punto si è arrivati finalmente? Molte delle risoluzioni previste per il parco sono state tagliate, è stato invece rispettato quanto previsto per l’edificio?

    «Ristrutturare l’intero edificio avrebbe comportato costi ben superiori a quelli stanziati. Inizialmente i lavori avrebbero dovuto riguardare il piano terra e il piano nobile, quello storico con le ampie sale affrescate. Il comune, fatti salvi gli interventi sul piano terra (fondamentale per gli accessi, la sicurezza, l’abbattimento di barriere architettoniche piuttosto “pesanti”), ha dirottato l’esecuzione dei lavori prioritari dal piano nobile al terzo piano, quello che servirà l’utenza della formazione professionale, e che ospiterà le sedi di alcune associazioni che sono le parti più attive all’interno del consorzio CLEC».

    metrodora4Villa Rossi ha le potenzialità, con i suoi spazi e il bellissimo parco, per essere polmone verde e centro d’aggregazione e svago dei sestresi. Certo, non nelle condizioni di abbandono in cui è stata lasciata fino ad oggi. Cosa proporrà Metrodora per cambiare il volto di questa realtà e rendere effettivo il coinvolgimento degli abitanti? Quali sono i vostri programmi operativi, quali attività, quali iniziative e rivolte a chi? Credi ci saranno difficoltà nel realizzarle?

    «Il parco della villa è sempre stato vissuto dai sestresi (e non solo) in maniera piuttosto intensa, nonostante esistessero noncuranze e pericoli in ogni suo angolo. Anche durante i lavori di sistemazione del parco la cittadinanza, seppur con delle forti limitazioni di zone, ha continuato a frequentare il polmone verde. Sicuramente Metrodora si propone una serie di attività per riavvicinare una fetta (soprattutto quella di fascia giovanile) di popolazione. Va ricordato che durante il lungo periodo di abbandono (dal termine dell’anno scolastico 2001-2002) intercorso dallo spostamento della scuola elementare “Anita Garibaldi”, Metrodora ha operato una sorta di vigilanza e presidio di un edificio preso di mira quotidianamente da soggetti di vario tipo (tossicodipendenti, spacciatori, senza fissa dimora, teppistelli annoiati, cultori di satanismo e messe nere), subendo angherie e minacce di ogni tipo. Sia le istituzioni, soprattutto il Municipio, che le forze dell’ordine, hanno così potuto intervenire in tempo quasi reale su qualsiasi episodio di vandalismo, e tutti insieme si è cercato di limitare i danni. Teniamo anche conto, che, in questo difficile contesto, in villa è nato e si è sviluppato uno dei festival indipendenti più apprezzati al livello nazionale, il Festival delle Periferie, che proprio in Villa Rossi ha visto serate nelle quali l’affluenza del pubblico ha raggiunto numeri importanti, al di là di ogni più rosea aspettativa».

    metrodora1Due parole sul consorzio CLEC: di cosa si tratta?

    «Il consorzio CLEC (Centro Linguaggi Espressivi Contemporanei) è un insieme di associazioni culturali, alcune senza scopo di lucro (Metrodora, Open Art, Jazzlighthouse) basate esclusivamente sul volontariato, altre sono soggetti al cui interno sono presenti professionisti (teatro Akropolis, Musichiamo, Fludd), altre ancora svolgono attività legate ai Laboratori di Educazione Territoriale e si occupano soprattutto di bambini (Tuttigiùperterra). All’interno della villa verranno adibite dal consorzio: una sala per teatro e danza, una sala per attività musicali, alcune stanze che consentiranno lo svolgimento di attività artistiche a 360° (pittura, scultura, montaggio video, installazioni multimediali, liuteria ecc.). Le stanze sono gestite dal consorzio ma aperte a qualsiasi soggetto pubblico o privato che voglia portare avanti progetti artistici coerenti con le finalità del consorzio».

    Il parco prevede orari di apertura canonici, quindi chiusura serale, però i gruppi solitamente provano la sera: come vi regolerete in questo senso? Avrete la possibilità di tenere aperto anche in orario serale e proporre delle attività in quella fascia oraria? Come sarà regolamentato l’accesso?

    «Con questa domanda vai a toccare uno degli aspetti più delicati della futura gestione delle attività in villa. Probabilmente in una primissima fase le attività saranno svolte negli orari di apertura consueti stabiliti dal Comune; con il giungere della bella stagione invece il parco verrà aperto anche seralmente, in occasione di manifestazioni e iniziative che in questi mesi sono già state programmate. Da parte nostra prevediamo un mini-festival delle migliori band in età scolastica, la tappa genovese della Carovana dei Festival, iniziative musicali “unplugged”, presentazioni di dischi e libri, incontri tematici sulla storia della musica rock. E questo giusto per iniziare…».

    Chi volesse partecipare attivamente alla vita dell’associazione, e dare una mano, come deve fare? I cittadini possono fare proposte per nuove attività da mettere in pratica insieme a voi?

    «Ovviamente saremmo ben felici di convogliare nuove forze, sia fisiche che, soprattutto, di idee e nuove attività. Chiunque avesse il tempo, la voglia (o la necessità, perché no…) di proporre e realizzare progetti ed iniziative di carattere musicale, non deve far altro che contattarci (sul sito ufficiale www.metrodora.net e sui nostri social network siamo facilmente rintracciabili), sapendo che Metrodora può supportare qualsiasi idea coerente con le finalità dell’associazione».

    metrodorafestivalOrmai Metrodora ha dieci anni di vita: un bilancio di quanto fatto finora e uno sguardo al futuro. Quali difficoltà avete incontrato nella nostra città e quali invece le note positive? E cosa vorresti ci fosse in più per il futuro?

    «Dieci anni fa Metrodora nacque con l’idea di convogliare le energie che giovani artisti e band, soprattutto ragazzi in età scolastica, sprigionavano nelle sale prove, senza avere praticamente alcuna possibilità di proporre al pubblico le loro idee. Le probabilità che questi giovani artisti mollassero tutto a causa della frustrazione dovuta al fatto di non poter suonare dal vivo era forte, conseguentemente ci inventammo un festival e altre occasioni per colmare, almeno in piccola parte, questa lacuna. Da quel periodo un po’ di cose sono cambiate: non solo grazie a noi, ma anche ad altre realtà cittadine (in particolare Disorderdrama, ma anche Volumia, il Santo Rock festival ecc.) la scena musicale genovese (che, per inciso, è una scena che non ha nulla da invidiare ad altre realtà nazionali che godono di maggior supporto sia istituzionale che dal punto di vista dei mass media locali) ha avuto qualche possibilità in più di emergere. Oltre al Festival delle Periferie, che è cresciuto esponenzialmente, Metrodora si è caratterizzata per altre manifestazioni, le più importanti delle quali sono state senz’altro “Suonare la voce – Tributo a Demetrio Stratos” (di frequenza quinquennale e di valenza internazionale) e la rassegna unplugged “Lorca: divagazioni d’autore”. Le difficoltà incontrate sono state molte, in una città inizialmente poco incline alla promozione della cultura “giovanile”. Va riconosciuto al Comune di Genova la volontà di aver provato, ed essere riuscito col tempo ad incentivare tali manifestazioni, e, almeno per quel che ci riguarda, al Municipio Medio Ponente (guidato durante il periodo chiave dall’attuale vicesindaco Stefano Bernini), di aver sempre creduto nelle nostre iniziative e nel recupero (e destinazione a polo culturale) dell’edificio di Villa Rossi. Per il futuro speriamo che il fatto di avere finalmente anche una sede “fisica” (per dieci anni abbiamo fatto riunioni in tutti i posti possibili e immaginabili, bar, uffici, auditorium, sale istituzionali, a volte anche davanti al sagrato di una chiesa…) ci consenta di sviluppare meglio tutti i nostri progetti, che vanno ben al di là dei singoli concerti e festival, ma che riguarderanno vari aspetti della musica e della cultura in generale».

     

    Claudia Baghino

  • Aperitivo al buio: serata a 4 sensi nel centro storico di Genova

    Aperitivo al buio: serata a 4 sensi nel centro storico di Genova

    notte-luce-arti-visive-arte-RMOgni sabato la lista civica Fratelli e Fratellastri organizza la serata Appuntamento nel buio: aperitivo “a 4 sensi”, un’esperienza sensoriale per conoscere la realtà dei non vedenti.

    Il prossimo appuntamento è questa sera (sabato 16 febbraio) alle 19 presso il Laboratorio Sociale di vico Papa.

    La serata prevede degustazioni in collaborazione con Trattoria Da Franca e letture di poesie braille. Il ricavato sarà devoluto a chi non ha la possibilità di scoprire e apprezzare la bellezza culturale di Genova attraverso visite guidate a giardini e musei.

    A cura di Andrea Bazzano, Shadia Lupetti, Sebastiano Gravina e Jessica Parodi.

    Per partecipare è necessario prenotare a Lidia Schichter (328 4222168) entro il giorno precedente all’evento.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Quarto: bookcrossing permanente nell’ex ospedale psichiatrico

    Quarto: bookcrossing permanente nell’ex ospedale psichiatrico

    LibreriaSabato 16 febbraio (ore 15) inaugura presso l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, nel bar Il Glicine del centro sociale, l’iniziativa Liberi Tutti.

    Un pomeriggio di bookcrossing aperto a tutti, che culmina con la partecipazione del coro “cantolibero” di Gianni Martini e un rinfresco finale.

    Questo il comunicato di Coordinamento X Quarto, che ha presentato l’iniziativa.

    Un libro è una ricchezza: può emozionarci, insegnare, aiutarci a passare il tempo o a trovare un significato, diversamente per ogni persona e per ogni momento della vita. In questi tempi di crisi leggere rischia di diventare un privilegio sempre più riservato a chi ha i mezzi economici.
    Ritenendo invece che sia una ricchezza da condividere, vorremmo costruire la possibilità di un luogo dove i libri non si comprino e non si vendano, dove siano a disposizione delle persone desiderose di leggere e dove possano essere scambiati. Un posto piacevole, dove poter stare insieme e trovare altro: proposte e suggerimenti, letture ad alta voce, giochi, gruppi di lettura comune.
    L’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto è un luogo pieno di storia e di storie e nel suo cuore c’è il bar del Centro Sociale con spazi che vogliamo, anche attraverso i libri e la lettura, riempire di persone, di socialità, di parole e di cultura. In questo spazio saranno messi a disposizione tutti i libri che abbiamo da condividere e sarà possibile tutti i giorni prenderne e portarne di nuovi, fermarsi a leggere, lasciare suggerimenti e proposte.

    Iniziativa proposta e realizzata da: Associazione Centro Sociale di Quarto – Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli – Gli utenti del Centro Diurno di Salute Mentale “I Girasoli” – Associazione Familiari contro i Disturbi Alimentari – Associazione Ligure Famiglie Pazienti Psichiatrici – Arci-Lavoratori Sturlesi “Arcipicchia”. In collaborazione con il CoordinamentoXQuarto.

    [foto di Diego Arbore]

  • M’illumino di meno 2013: Riflettiamoci, giro notturno in bicicletta

    M’illumino di meno 2013: Riflettiamoci, giro notturno in bicicletta

    bici genovaVenerdì 15 febbraio 2013 nuova edizione di M’illumino di meno, iniziativa lanciata da Caterpillar (programma di Radio Due) che ogni anno porta a riflettere su quanta energia consumiamo e quanta ne potremmo risparmiare.
    Per l’occasione gli Amici della bicicletta propongono una pedalata notturna da piazza De Ferrari a corso Italia: appuntamento alle 21 presso la fontana con indosso i gilè riflettenti e i catarifrangenti sulle bici (chi non lo possiede lo potrà acquistare in loco al costo di 5 €, prenotandolo via mail a info@adbgenova.it).

    Al termine della serata si terrà un quiz a premi presso i bagni Sporting: in palio due lucette da bici – un gilè riflettente da bici – quattro catarifrangenti da bici – vari ingressi gratuiti ai bagni Sporting per la prossima estate. Segue rinfresco.

    Come ogni anno, la giornata si pone anzitutto l’invito a spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici dalle 18 alle 19.30. Tra le città che aderiscono vi sono Milano, Bologna, Firenze, Torino, Bari, Padova, Valle dei Templi ad Agrigento, Genova, Pisa, Matera e altre.

  • Scrittura creativa e fumetti: un corso per “Disegnare la realtà”

    Scrittura creativa e fumetti: un corso per “Disegnare la realtà”

    fumettoIscrizioni aperte per un workshop che si terrà sabato 9 e domenioca 10 marzo 2013 sul’uso della scrittura creativa per raccontare fatti reali.

    La casa editrice Becco Giallo è specializzata in libri e graphic novel di impegno civile e nel laboratorio Disegnare la realtà mostrerà le varie fasi per realizzare opere di questo tipo: dall’idea allo sviluppo fino alla promozione. Tra i titoli del catalogo Becco Giallo vi sono testi sul tema “Peppino Impastato”, “Enrico Mattei”, “Piazza Fontana”, “Il delitto Pasolini”, “La strage di Bologna”, “Dossier Genova G8”, “Ilaria Alpi”, “Ustica”, “Ballata per Fabrizio De André”, “Piazza della Loggia”. Il nome è un omaggio all’esperienza editoriale del foglio satirico antifascista “Il Becco Giallo”, che negli anni Venti utilizzava il disegno per criticare e incalzare il potere.

    Di seguito il programma del workshop, che sarà tenuto da Guido Ostanel e Federico Zaghis ed è rivolto a chi vuole occuparsi di progetti editoriali, a chi studia comunicazione, a chi scrive fumetti, a chi disegna fumetti.

    Fumetti d’impegno civile: il progetto BeccoGiallo nel mercato editoriale italiano
    – chi siamo
    – cosa facciamo/con chi lo facciamo
    – perché lo facciamo

    Il linguaggio del fumetto e il racconto della realtà
    – come funziona il mezzo fumetto?
    – quali le peculiarità comunicative che lo rendono interessante per divulgare la realtà?

    Dall’idea per un libro a fumetti al prodotto editoriale finito
    – l’idea iniziale
    – la scelta degli autori
    – la definizione del soggetto
    – la scrittura della sceneggiatura
    – i disegni
    – i testi redazionali
    – l’impaginazione e la grafica di copertina
    – la stampa

    Far vivere il libro (tra la gente)
    – promozione offline: presentazioni, mostre, incontri, fiere, eventi
    – promozione online: siti dedicati, community di lettori, social media marketing

    Workshop: costruire un fumetto
    – progettazione e primo sviluppo di un progetto editoriale scelto con i partecipanti

    Il workshop si terrà a Officina Letteraria (via Cairoli 4/B) con orario sabato 9.30-12.30 / 14-18 e domenica 9.30-12.30.

    Costo 150 € (10% di sconto per possessori Green Cardi, soci Suq e altre convenzioni), info e iscrizioni 347 3022641 / 340 5539475 e officinaletterarialab@hotmail.it.

  • Via del campo 29 rosso: uno spazio per i cantautori di Genova

    Via del campo 29 rosso: uno spazio per i cantautori di Genova

    vdc-di-fabio-cavaliereIL PRECEDENTE

    20 febbraio 2010: chiude lo storico negozio Gianni Tassio in via del Campo, uno degli spazi più importanti della Città Vecchia per essere custode della chitarra di Fabrizio De Andrè (acquistata nel 2001 al prezzo di 168 milioni di lire, cifra donata poi a Emergency), testi dattiloscritti e cimeli originali del grande cantautore genovese.

    Il negozio era gestito dalla vedova di Gianni Tassio, Daniela, dopo la sua morte avvenuta nel 2004. Il Comune apre un bando (scadenza 1 marzo 2010) che prevede la gestione del negozio per 9 anni e un finanziamento di 80.000 € per la sua ristrutturazione. Requisiti per accedere al bando, l’impegno a rendere lo spazio non solo un’attività commerciale, ma anche un luogo di importanza turistica e culturale, in sinergia con la rete dei musei civici e con le altre realtà del territorio (Ghettup, Associazione San Marcellino, Formicopoli etc).

    25 febbraio 2012: inaugura Via del campo 29 rosso, emporio-museo dedicato a Fabrizio De Andrè e ai cantautori della scuola genovese.

    Il bando per la gestione è stato vinto da una società consortile denominata come l’emporio, formata da tre realtà: Sistema Museo, che si occupa della parte di attività legata al merchandising; ETT che supporta il settore tecnologico e web; Cooperativa Solidarietà e Lavoro per quanto riguarda eventi e iniziative. Quest’ultima una realtà molto attiva nel tessuto culturale cittadino: ha infatti in gestione alcuni tra i più importanti musei della città, quali Castello D’Albertis e Galata Museo del Mare.

    Impegno primario della nuova struttura è allargare gli orizzonti di un luogo principalmente connotato sulla figura di Faber per omaggiare la tradizione cantautorale genovese nel suo complesso.

    IL PRESENTE

    Un museo-emporio per omaggiare Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Umberto Bindi, Gino Paoli, Ivano Fossati e tutti i grandi cantautori della scuola genovese. Al tempo stesso, uno spazio aperto a tutti coloro che fanno musica e la volontà di costituire una rete sempre più attiva con altre iniziative culturali della città.

    Il bilancio di Via del campo 29 Rosso a un anno dall’apertura è di oltre 30 eventi gratuiti e più di 50.000 presenze tra genovesi e turisti, con una media di 3.000 visitatori al mese: un numero elevatissimo, agevolato anche dalla visibilità della rete dei musei cittadini, di cui l’emporio fa parte.

    «La prima e più grande soddisfazione è aver stretto legami profondi con le famiglie dei cantautori genovesi oggi scomparsi: i parenti di Luigi Tenco ci hanno prestato per un’esposizione cimeli preziosi come la sua chitarra e la sua macchina da scrivere», ci spiega Sabrina Lastrico della Cooperativa Solidarietà e Lavoro.

    A seguire, un notevole impegno per «valorizzare il patrimonio culturale dei cantautori genovesi e rivitalizzare il quartiere, in collaborazione con associazioni, esercenti e cittadini». Un progetto che si esprime attraverso eventi artistici e musicali, attività didattiche, visite guidate nel centro storico e iniziative collaterali quali una gara di pesto al mortaio “cantautori vs negozianti di via del Campo tenutasi lo scorso luglio.

    Un luogo aperto a collaborazioni e richieste da parte non solo di cantautori già noti, ma anche di assoluti emergenti: «Questo fine settimana organizzeremo eventi in vista del compleanno di Fabrizio De Andrè, e durante la serata di sabato 16 febbraio si esibirà una band di adolescenti che proporrà i brani di Faber riarrangiati in chiave rock»

    Marta Traverso
    [foto di Fabio Cavaliere]

  • Marketing Lab a Genova: proposte ed esperienze di marketing urbano

    Marketing Lab a Genova: proposte ed esperienze di marketing urbano

    via-venti-settembre-manifestazione-pedonale-2009-d2Giovedì 14 febbraio, giorno di San Valentino, arriva a Genova “Marketing Lab”, laboratorio itinerante promosso sul territorio nazionale da Indis (Istituto Nazionale Distribuzione e Servizi di Unioncamere) e Iscom Group (società di consulenza e ricerca nei settori commercio, turismo e servizi). L’obiettivo dell’iniziativa è raccogliere a livello locale esperienze positive di marketing urbano per poi riproporle e diffonderle su scala nazionale come soluzioni e strumenti per la valorizzazione di aree commerciali e turistiche.

    Negli storici locali del Palazzo della Borsa, alle ore 10, prenderà il via la tappa genovese di Marketing Lab (la seconda dopo quella di Bologna del 2011),  organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova e  il Centro Ligure Produttività. Protagonisti saranno i Civ genovesi, con i box espositivi allestiti nella Sala delle Grida del Palazzo di piazza De Ferrari e durante il road show pomeridiano che attraverserà il centro cittadino animato dagli eventi dei Civ “XX Settembre” e “Sestiere Carlo Felice”.

    MARKETING URBANO, CHE COSA SIGNIFICA?

    Il termine indica tutta quella serie di azioni e strumenti che operano al fine di una buona gestione strategica dell’area urbana, migliorando i servizi e incentivando l’accesso dell’utenza ai servizi stessi attraverso campagne e promozioni. Sono diversi e fra loro complementari i soggetti interessati: enti pubblici, società e imprese private, cittadini. Risulta ovvio che, per portare a termine un’azione di successo, la prima regola sia cercare sempre la buona collaborazione fra le parti coinvolte.

    IL PROGRAMMA

    La mattinata al Palazzo della Borsa sarà dedicata alle più significative esperienze genovesi e nazionali di marketing urbano applicate al commercio e al turismo. Interverranno Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova, Andrea Zanlari e Amedeo Del Principe, presidente e direttore Indis, Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Genova e Ivano Ruscelli, direttore Iscom Group, insieme a rappresentanti di Ascom Confcommercio e Confesercenti Genova.

    Nel pomeriggio è previsto il road show di San Valentino che toccherà via XX Settembre e Galleria Mazzini. L’evento “Speciale San Valentino” organizzato dal Civ “XX Settembre” prevede vetrine a tema, esibizioni di Tango e Milonga e bacio collettivo sotto il Ponte Monumentale alle 16.45; “Fashion for Love”, organizzato dal Civ “Sestiere Carlo Felice”, offrirà ai partecipanti promozioni per gli innamorati nei settori abbigliamento, gioielleria, gastronomia, oggettistica e consumazioni omaggio per chi acquista. Entrambi saranno accompagnati da promozioni e animazioni in tutti i negozi partecipanti.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • San Valentino a Genova: “One billion rising”, flash mob antiviolenza

    San Valentino a Genova: “One billion rising”, flash mob antiviolenza

    one-billion-rising-donne-flash-mobUna donna su tre, nel mondo, è stata stuprata o picchiata nella sua vita. Un miliardo di donne violate è un’atrocità. Un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione.

    Eve Ensler, nota in tutto il mondo per essere l’autrice dell’opera teatrale I monologhi della vagina, ha creato nel 1998 V-Day (dove la lettera V sta per Valentino, Vagina, Vittoria), un movimento che si batte contro ogni forma di violenza sulle donne: stupri e abusi, mutilazioni genitali, schiavitù sessuale e ogni reato che nel mondo è commesso contro il genere femminile.

    Un movimento che da anni promuove eventi, manifestazioni e rappresentazioni teatrali per sensibilizzare su questo tema e raccogliere fondi, e che nel suo 15° anniversario ha organizzato un flash mob in contemporanea mondiale, con la speranza che almeno un miliardo di persone (“one billion” in inglese) si raduni in strade e piazze per dire No alla violenza.

    One billion rising si terrà il giorno di San Valentino, ossia giovedì prossimo 14 febbraio: l’appuntamento di Genova è alle 17 in piazza De Ferrari ed è coordinato dalla sezione locale di Se non ora quando, in collaborazione con Rete di donne per la Politica, CGIL Genova e Liguria e altre associazioni del territorio.

    Proprio Se non ora quando festeggia in questi giorni il suo secondo anno di vita: il movimento è nato infatti in occasione della grande manifestazione di piazza del 13 febbraio 2011.

    Eva Provedel e Roberta Trucco tracciano un bilancio dei due anni di attività: «Il Comitato Se non ora quando Genova ha avuto un impatto significativo sulla città, in particolare impegnandosi su due temi. Il primo è la rappresentanza: durante la campagna elettorale comunale ci siamo poste come interlocutrici tra i candidati Sindaci delle diverse forze politiche e la cittadinanza, ponendo la questione della necessità di un bilanciamento tra sguardo femminile e maschile. L’attuale Sindaco si è impegnato e ha poi costituito nei fatti una giunta paritaria, con 6 Assessore e 5 Assessori. Abbiamo quindi precorso in piccolo l’approccio nazionale di Senonoraquando all’attuale campagna elettorale. Il secondo è Città più vivibile, con il progetto Inciampando s’immagina realizzato nell’ambito del Festival della Scienza 2012Per collaborare con Senonoraquando Genova si può scrivere a senonoraquandogenova@gmail.com».

    Progetti importanti, che si uniscono ad altrettante lodevoli iniziative in città, a partire dal lavoro dei centri antiviolenza: «Il Comitato ha svolto diverse iniziative per sensibilizzare la cittadinanza e le giovani generazioni sul tema della violenza sulle donne legato agli stereotipi che pervadono la nostra cultura, e per informarle della presenza di centri antiviolenza in città. A giugno 2012 ha svolto una ricerca approfondita sulla storia della donne uccise dagli uomini quell’anno (quasi 130) e ha proposto un allestimento di scarpe per simbolizzare l’assenza di quelle donne. Si tratta infatti di un problema culturale aggravato dalla mancanza di supporto e leggi adeguate, per cui organismi internazionali come l’ONU hanno più volte redarguito e minacciato di sanzioni il nostro Paese. Inoltre il comitato ha aderito alla richiesta formale alle istituzioni di rifinanziamento ai centri antiviolenza, e in particolare al centro antiviolenza di Via Mascherona di gestione pubblica. Alla fine il centro ha ottenuto un rifinanziamento valido per tutto il 2013. Snoq si unisce alle altre associazioni sul territorio genovese per spingere affinché i finanziamenti diventino regolari, garantendo la continuazione e il funzionamento ottimale dei centri antiviolenza».

    Tornando al flash mob, ecco i requisiti per partecipare: vestirsi di rosso o di nero, avere addosso un logo di One billion rising ben visibile e imparare la coreografia curata da Debbie Allen sulle note di sulle note dell’inno Break the chain.

    Oltre alla coreografia in piazza, che sarà guidata dalla Compagnia Teatro Danza Duende, vi sarà l’esibizione musicale di un quartetto di archi e clarini di musiciste del Teatro Carlo Felice e letture di un testo, scritto appositamente da Eve Ensler, a cura degli attori Nella Bozzano, Simona Fasano, Pino Petruzzelli e Anna Solaro.

    Come spiegano Eva e Roberta, «One Billion Rising farà tremare la terra, unendo uomini e donne attraverso la danza, che come scrive Eve Ensler: “È pericolosa, gioiosa, sensuale, sacra, dirompente, contagiosa, e rompe le regole. Si può ballare in ogni momento, in ogni luogo, con chiunque, e gratis”. Il ballo unisce e spinge ad andare oltre: questo è il cuore di One Billion Rising».

    Marta Traverso

  • Orti urbani a Genova: corso di formazione al Quartiere Diamante

    Orti urbani a Genova: corso di formazione al Quartiere Diamante

    casa ambientale diamanteA partire da martedì 12 febbraio 2013 si tiene presso la Casa Ambientale Diamante, in Val Polcevera, il primo appuntamento di Conoscere l’orto, un corso di formazione per assegnatari di orti urbani.

    L’iniziativa fa parte delle attività che si stanno attuando per riqualificare la zona, nell’ambito del rispetto e della cura dell’ambiente urbano, in particolare attraverso il recupero di terreni urbani abbandonati all’incuria. Il corso avrà 15 allievi e si svolgerà ogni martedì fino al 12 marzo, presso la Casa Ambientale e gli orti del Quartiere Diamante (iniziative analoghe si stanno svolgendo a Cornigliano presso Valletta Rio San Pietro).

    Il programma del corso prevede argomenti teorici, quali la conoscenza delle diverse tipologie di terreni, la preparazione del terreno alla semina, le modalità di concimazione, il riuso del materiale di risulta delle coltivazioni (compostaggio), le tecniche di potatura degli alberi da frutto, la varietà di ortaggi e le stagionalità degli stessi. Sono inoltre previste lezioni tecnico-pratiche di lavorazione del terreno e gestione dell’orto, con particolare riguardo al corretto utilizzo della compostiera.

    L’iniziativa è a cura del Municipio Valpolcevera, in collaborazione con la Fondazione Campagna Amica di Coldiretti Liguria.