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  • Riciclo arrangiato: idee per riutilizzare i materiali di scarto

    Riciclo arrangiato: idee per riutilizzare i materiali di scarto

    RifiutiAssemblare, modellare e decorare materiali di scarto per dare vita a nuovi oggetti investendo esclusivamente sulla propria immaginazione. Questo il senso della bella iniziativa “Riciclo Arrangiato” promossa dal Movimento Consumatori Liguria. Laboratori aperti a tutti, rivolti a chiunque abbia voglia di sfogare la propria creatività cimentandosi nell’arte nobile del riciclo

    Lunedì 18 febbraio in via dei Giustiniani 66r, sede del Movimento, appuntamento alle ore 15 per la prima giornata del laboratorio, un appuntamento che si ripeterà ogni mese: «Servendoci di forbici, colla e poco altro daremo forma a originali e unici oggettiMolte delle cose che comunemente “buttiamo” nella spazzatura possono stuzzicare la nostra immaginazione: scatole delle uova, penne scariche, rotoli di carta igienica finita, stringhe. Riutilizzare ciò che di solito eliminiamo, oltre a farci divertire, riduce i rifiuti, diminuisce l’inquinamento e così possiamo evitare di comprare cose che possiamo costruirci da soli».

    Il materiale viene fornito dagli organizzatori e proviene dal centro di riciclaggio creativo ReMida presso la Fabbrica del Riciclo Amiu; per lo più trattasi di rimanenze e scarti di negozi e uffici genovesi vedi cartone, tappezzeria, rame, alluminio, filo di ferro, ingranaggi, legno, sughero, cuoio, tessuti vari, plastica e gomma.

    «L’ iniziativa vuole sottolineare l’importanza di non sprecare ciò che può essere riutilizzato perché è fondamentale non adeguarsi all’automatismo “usa e getta” e inventarsi un secondo utilizzo delle cose», si legge sul profilo facebook del Movimento Consumatori. Partecipare al progetto sarà un’occasione per divertirsi, conoscersi, imparare l’uno dall’altro e trascorrere un pomeriggio all’insegna della sostenibilità.

     

  • Italia Nostra, Genova: cercasi volontari per la difesa della città

    Italia Nostra, Genova: cercasi volontari per la difesa della città

    genova-castelletto-veduta-DISabato pomeriggio si è tenuta nel centro storico la riunione annuale della sezione genovese di Italia Nostra. Un’occasione per fare il bilancio delle attività portate a termine dell’associazione nel 2012 – osservazioni al PUC, monitoraggio del litorale, difesa delle aree verdi urbane e dei parchi storici -, ma anche per fare il punto sulle tante questioni ancora aperte in tema di salvaguardia di beni culturali e naturali sul territorio genovese.

     

    Le attività di controllo e la “chiamata alle armi”…

    Per quanto riguarda il litorale, per esempio, il gruppo di lavoro dedicato ha monitorato e censito l’intera porzione di costa antistante Corso Italia, segnalando la realizzazione di nuovi volumi lungo la spiaggia. Adesso però sarebbe necessario effettuare dei controlli presso gli uffici comunali per capire se sono state ottenute le necessarie concessioni a costruire, ma mancano le forze all’interno dell’associazione per svolgere questo compito.

    Il problema dei controlli e della mancanza di risorse per effettuarli viene ribadito anche da Gabriella Pedemonte, responsabile del gruppo del verde, che sottolinea: «Il Regolamento del Verde è di difficile applicazione. Ci vorrebbe la sorveglianza di un nucleo specifico dei vigili urbani, ma non c’è». Il regolamento adottato dal Comune nel 2012, infatti, prevede dettagliatamente norme, divieti e sanzioni per difendere il verde urbano, ma sarebbe necessario accertare con maggiore rigore che esso venga rispettato.

    Per questa ragione prosegue l’iniziativa “100 sentinelle sul territorio”, che ha l’obiettivo di creare un gruppo di cittadini sensibili alle tematiche dell’ambiente e dei beni culturali – soci e non soci di Italia Nostra – che siano in grado di riconoscere e segnalare le problematiche presenti sul territorio. Per questa ragione è stata creata una Guida Pratica di Intervento in cui vengono spiegate alcune nozioni e procedure per verificare che non vi siano abusi o violazioni di legge a danno dell’ambiente e del patrimonio naturale e artistico della nostra città. La guida spiega, per esempio, quali informazioni devono essere presenti su un cartello di cantiere, quali edifici possono essere considerati storici e quindi sottoposti a vincoli, quali uffici pubblici contattare per chiedere chiarimenti.

    Il progetto, per il momento, riguarda il Comune di Genova, ma, ha detto Andrea Bignone, responsabile del gruppo urbanistica, «intendiamo farlo diventare un progetto di tutta la regione».

     

    I risultati di Italia Nostra

    Negli ultimi due anni la sezione genovese di Italia Nostra ha lavorato a lungo sul Piano Urbanistico Comunale (PUC) proponendo diverse modifiche. Gli aspetti su cui si è concentrata l’attenzione del gruppo urbanistica sono stati le grandi opere (Gronda e Terzo Valico) e la salvaguardia dell’identità dei quartieri, in particolare del centro storico. Con l’insediamento della nuova giunta Doria, che intende rivedere il PUC, si sono ottenuti i primi risultati. Infatti, benché non siano state accolte le osservazioni su Gronda e Terzo Valico, vi è stato un incontro con l’assessore Bernini che si è detto disponibile ad un confronto sugli altri punti.

    «Nei centri storici – ha detto il responsabile Andrea Bignone – non è la singola casa da conservare, ma i quartieri nella loro identità, poiché costituiscono una delle caratteristiche fondamentali della nostra città». Inoltre gli edifici da salvaguardare non sorgono soltanto nel centro storico. Bignone racconta che «nell’ultimo tratto del quartiere Coscia a Sampierdarena c’è una torre saracena. Eppure nell’area in cui sorge non viene impedita la demolizione e la ricostruzione». Ciò significa che la torre potrebbe scomparire in caso si decidesse di creare nuovi edifici.

    Italia Nostra si è mossa anche sul fronte del verde pubblico, delle ville e dei parchi storici, seguendo le problematiche del restauro dei Parchi di Nervi e riuscendo ad impedire che Valletta Carbonara a San Nicola venisse lottizzata e venduta ai privati. Ancora una volta è stata denunciata la mancanza di un Piano del Verde a Genova, che invece esiste in altri grandi centri urbani come Torino e Firenze. «La città – ha detto la responsabile del gruppo del verde Gabriella Pedemonte – ha solo un piano cementizio, ma non ha un piano del verde». Questa mancanza mette in grave pericolo i pochi spazi ancora esistenti di verde pubblico come il Bosco dei Frati e Parco Serra in via Galata, aree appetibili per la costruzione di nuovi parcheggi. «Non potendosi estendere oltre una certa linea della città – ha detto Pedemonte – molti progetti si riversano al suo interno».

    Di fronte a questa brama di spazi in cui realizzare nuovi edifici e parcheggi Italia Nostra rappresenta un baluardo per garantire la difesa del territorio, ma il suo compito sta diventando particolarmente gravoso, soprattutto per la mancanza di strumenti e risorse efficaci.

     

    Federico Viotti
    [foto di Diego Arbore]

  • Liguria, Silicon Valley dei videogiochi: parola di Marco Vallarino

    Liguria, Silicon Valley dei videogiochi: parola di Marco Vallarino

    videogiocoQualche settimana fa la Facoltà di Ingegneria Elettronica ha ospitato Videogame Design Days, tre giorni dedicati a conoscere le aziende e i professionisti che in Liguria (e non solo) si occupano di progettare e sviluppare videogiochi.

    Un evento organizzato da Piermarco Rosa, docente molto interessato a espandere la realtà del videogame attraverso i suoi esponenti nel territorio.

    Non a caso Marco Vallarino, uno dei protagonisti dell’evento, ha definito Genova e la Liguria la Silicon Valley del videogioco: «A dispetto della sua fama di regione vecchia e arretrata, la Liguria si ritrova oggi a essere la patria di molti popolari game designer e operatori di spicco del settore. A Genova abbiamo etichette indipendenti come Urustar di Federico Fasce e UnaGames di Daniele Benegiamo che hanno firmato opere di un certo successo. A Chiavari, mi pare ci sia addirittura una software house che produce giochi per Facebook. Io e Leonardo Boselli, che come me è di Imperia, siamo impegnati nel creare giochi testuali».

    Marco Vallarino ha presentato a Videogame Design Days il suo nuovo progetto Darkiss! Il bacio del vampiro, a metà tra videogioco e testo, nella tradizione della interactive fiction che ha tra i suoi esempi più noti Infinite Jest di David Foster Wallace e i libro-game per bambini degli anni Ottanta.

    Un filone che Marco accompagna da sempre a quello della narrativa in prosa: «Sono passato dai (semplici) videogiochi testuali che mi divertivo a programmare da bambino col linguaggio Basic del Commodore 64 e dell’Amiga ai racconti di fantascienza e horror che ho iniziato a scrivere ai tempi dell’università. Qualcuno all’epoca – parliamo del 1996 – mi aveva consigliato di concentrare i miei sforzi su opere che potessero avere più mercato e quindi più riscontro. A quei tempi Internet non era ancora diffuso in Italia e gli stessi videogiochi erano un intrattenimento di nicchia, mentre il pubblico dei lettori, anche della cosiddetta narrativa di genere, appariva numeroso e appetibile. Col tempo, la tendenza pare essersi invertita. Oggi il mercato librario versa in una crisi profonda, mentre i videogiochi sono sempre più al centro del palcoscenico mediatico e dei gusti del pubblico, grazie anche alle potenzialità didattiche».

    C’è differenza nel lavoro creativo, tra scrivere un’opera in prosa e un videogioco? «Nel primo caso ci si deve concentrare sulla storia, che dev’essere originale, avvincente, imprevedibile, e tutt’al più sui personaggi; nel secondo va dedicata estrema cura alla creazione di un’ambientazione suggestiva e stimolante. Il “salto” dalla narrativa al videogioco non è semplicissimo, perché bisogna conoscere bene l’ambiente in cui ci si muove, a livello sia tecnico che artistico. Realizzare un videogioco è soprattutto un lavoro di programmazione, dunque bisogna conoscere i linguaggi che servono a scrivere il codice in cui poi si dovrà riversare l’aspetto creativo dell’opera».

    L’auspicio di Marco è che l’ottima esperienza di Videogame Design Days possa ripetersi e affiancarsi a iniziative analoghe, per diffondere la realtà del game design a Genova: Occasioni per incontrarsi dal vivo e lavorare insieme sono importanti, come nel caso dei Videogame Design Days: forse proprio l’università potrebbe creare spazi e occasioni seriali di condivisione, ma non è da sottovalutare la possibilità di organizzare incontri anche nei negozi di videogiochi (come si fa con gli scrittori nelle librerie) o nei centri commerciali che hanno delle aree dedicate all’intrattenimento elettronico».

    Infine, una proposta “lanciata” proprio a chi a Genova si occupa di scrittura: «Realizzare un gioco di esplorazione ambientato a Genova, magari un film interattivo, che sfrutti gli splendidi scenari e panorami della città, spaziando dal caotico groviglio dei carruggi del centro storico agli incantevoli scorci di Boccadasse e Nervi. Probabilmente anche autori blasonati come Annamaria Fassio e Bruno Morchio sarebbero entusiasti di lavorare a un progetto del genere, con le loro storie e personaggi».

    Marta Traverso

  • Cercare lavoro a Genova: incontri all’Università

    Cercare lavoro a Genova: incontri all’Università

    Offerta di lavoroMartedì 19 febbraio 2013 inizia una serie di incontri presso l’Università degli studi di Genova, che si rivolge a studenti, laureandi e laureati per aiutarli nel cercare lavoro e comprendere i tipi di contratti e mansioni a seguito delle recenti riforme del mercato del’occupazione.

    Gli incontri previsti sono di due tipi:
    1) laboratori tematici per aiutare i giovani nella ricerca di un lavoro e favorire un corretto approccio nei primi contatti con l’azienda: ogni martedì dalle 14.30 alle 17.30 presso lo Sportello Lavoro dell’Ateneo (via Bensa, 1 – 3° piano);

    Questo il calendario dei laboratori previsti nel primo semestre 2013:
    Martedì 19 febbraio e martedì 23 aprile: organizzare la ricerca di lavoro in Italia e all’estero
    Martedì 5 marzo e martedì 7 maggio: conoscere i contratti di lavoro
    Martedì 26 marzo e martedì 21 maggio: scrivere un curriculum vitae e una lettera di candidatura
    Martedì 9 aprile e martedì 4 giugno: prepararsi per un colloquio di selezione del personale

    Il modulo di prenotazione per entrambi gli incontri deve pervenire allo Sportello Lavoro entro e non oltre le ore 12 del giorno precedente, consegnato a mano, via fax allo 010 2095652 o via mail a sportellolavoro@unige.it.
    2) incontri personalizzati con i docenti: ogni lunedì dalle 9 alle 13 presso l’Ufficio Placement e servizi per l’orientamento al lavoro (via Bensa, 1 – 3° piano).
    Per prenotarsi è necessario telefonare allo 010 2099675. Gli interessati verranno inseriti in lista di attesa e successivamente contattati telefonicamente dall’Ufficio per concordare, sulla base delle disponibilità, data e ora di svolgimento dell’incontro.

  • Corso di inglese per bambini a Genova: lezione gratis con Teo & Bea

    Corso di inglese per bambini a Genova: lezione gratis con Teo & Bea

    bandiera-inglese-londra-DIL’associazione Creando ha sede in corso Torino e si occupa di percorsi educativi nell’ambito del progetto Teo & Bea, a cura di Francesca Podestà.

    Martedì 5 febbraio 2013 (ore 17) si svolge la prima lezione gratuita del corso di inglese per bambini, che avrà luogo tutti i martedì pomeriggio dalle 17.00: un percorso ludico/educativo volto all’apprendimento e alla conoscenza della lingua inglese attraverso l’uso della fiaba.

    A conclusione del primo ciclo d’incontri, ogni bambino, riceverà il diploma del Piccolo esperto d’inglese, in modo da accedere al successivo diploma del Grande esperto d’inglese.

    Il workshop è rivolto a bambini di età compresa tra i 5 e gli 8 anni.

    L’attività è stata progettata e sarà svolta da Teo & Bea in collaborazione con Vanessa Andreatta, traduttrice professionista d’inglese.

    Costo lezione singola: 13 €; costo abbonamento mensile: 40 €. Info e prenotazioni 349 1390677.

  • Ambiente, combustione rifiuti nei cementifici: danni alla salute?

    Ambiente, combustione rifiuti nei cementifici: danni alla salute?

    ambiente-rifiuti-DUn nuovo attacco alla salute viene portato dallo schema di Decreto Presidenziale approvato del Consiglio dei ministri il 26 ottobre 2012 ed inviato al Parlamento. Questa la denuncia della vasta rete associativa che aderisce alla campagna nazionale “Legge Rifiuti Zero” in merito al provvedimento che disciplina la combustione di rifiuti nei cementifici, in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali. «Esso aggrava pesantemente quanto già previsto dal D. M. Sviluppo Economico del 6 luglio 2012, con cui il ministro Passera aveva liberalizzato la speculazione legata alla produzione di energia da impianti a biomassa agricola», spiegano le associazioni.

    La nuova proposta legislativa riguarda l’utilizzazione “energetica” del Combustibile Derivato Rifiuti (C.D.R.), riclassificato come Combustibile Solido Secondario (C.S.S.). Il CSS, non più definito “rifiuto urbano”, ma “rifiuto speciale”, viene esentato dall’obbligo di essere trattato entro i confini regionali, diventando un prodotto industriale “di libera circolazione” che va a sostituire i combustibili tradizionali nei cementifici ed entra nel business dello smaltimento dei rifiuti.

    La previsione di bruciare la parte combustibile di rifiuti indifferenziati negli inceneritori «È una grave scelta dal punto di vista ambientale e sanitario – sottolineano le associazioni – Da un lato vengono esposte le popolazioni al rischio di patologie cancerogene derivate da inquinamento atmosferico da polveri sottili ed ultrasottili, mentre dall’altro, a causa dell’incentivazione con CIP6 e Certificati Verdi, viene di fatto impedito l’avvio dell’industria del riciclo».

    «Ma bruciare rifiuti nei cementifici è di gran lunga più pericoloso che bruciarli negli inceneritori: i cementifici risultano più inquinanti degli inceneritori in quanto non dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei microinquinanti, e sono inoltre autorizzati con limiti di emissioni più alti. Il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 10 ng/mc nei cementifici, cioè 100 volte di più».

    «Diversi cementifici sono inseriti a ridosso di centri urbani già pesantemente inquinati come Colleferro nel Lazio, Barletta e Taranto in Puglia, Rezzato in Lombardia, Monselice in Veneto, Maddaloni in Campania, con le conseguenza di provocare un’escalation di contaminazione».

    La Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero” – con la sua rete di oltre 150 associazioni nazionali e locali, coordinamenti regionali e comitati locali in diciotto Regioni diverse – chiede di fermare questa proposta ed ogni qualsiasi decisione in merito. «Lanciamo una mobilitazione generale per fermare il proseguimento dell’esame in Commissione Ambiente, anche in vista del deposito a breve del Testo di Legge di Iniziativa popolare che prevede la moratoria sino al 2020 per gli inceneritori ed i cementifici che utilizzano rifiuti e la revoca degli incentivi che consentono di sopravvivere a queste industrie tossiche, insostenibili per l’ambiente e per la salute».

     

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Pasta madre day: una giornata dedicata al mangiare sano

    Pasta madre day: una giornata dedicata al mangiare sano

    paneSabato 2 febbraio 2013 si svolge in tutta Italia il Pasta madre day, evento che annualmente mira a espandere la comunità di coloro che utlizzano il lievito madre nella preparazione di pane, pasta, pizza e altri prodotti.

    L’appuntamento di Genova è a cura di La Formica e si svolge a partire dalle 15 ai Giardini Luzzati, dove è previsto un pomeriggio di laboratori e degustazioni, oltre all’incontro con gli spacciatori di pasta madre.

    Questo il programma della giornata.

    Ore 15: Impariamo a fare il pane, laboratorio gratuito per bambini da 5 a 11 anni (a cura di Sara Montoli, AIAB).

    Ore 15.30: La favola del pane e i segreti della panificazione naturale, seminario per adulti a cura di Alessandro Alessandri (numero chiuso, max 20 persone, costo di 15 € – info e iscrizioni 349 0690760).

    Ore 17: gli “spacciatori” arrivati da ogni dove con la propria pasta madre saranno disponibili per regalarla a chi la vuole, ma anche per chiacchiere e consigli.

    Per tutto il pomeriggio ci sarà un banchetto dove acquistare le farine selezionate da La formica per cimentarsi a casa con il “buon pane”.

    La giornata si concluderà con l’aperitivo a cura dell’associazione Giardini Luzzati.

  • Elezioni politiche 2013: Primarie della cultura, i risultati

    Elezioni politiche 2013: Primarie della cultura, i risultati

    arte-scultura-RMQualche settimana fa il Fai (Fondo Ambiente Italiano) ha lanciato le Primarie della cultura, una votazione online per raccogliere proposte concrete da sottoporre ai candidati alle elezioni politiche 2013, che si terranno fra poco meno di un mese.

    Un progetto nato con l’obiettivo di sensibilizzare il prossimo governo sulla tutela dei beni culturali, dell’ambiente e dell’iniziativa di imprese e associazioni che vogliono sostenere il patrimonio artistico italiano.

    Le votazioni si sono chiuse alcuni giorni fa (lunedì 28 gennaio) raccogliendo oltre 100.000 adesioni che hanno portato alla “vittoria” di 5 proposte sul totale delle 15 presentate dal Fai:
    1) Non 1 di meno: quota minima 1% dei soldi pubblici per la cultura (17,5% dei voti)
    2) Chi tocca il suolo muore: stop al consumo del paesaggio (14,9% dei voti)
    3) Io non dissesto : piani certi per la sicurezza del territorio (9,5% dei voti)
    4) Agri-cultura: più lavoro e benessere a km zero (8,8% dei voti)
    5) Diritto allo studio, dovere di finanziarlo (7,8% dei voti).

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Vintage Swap Party: vestiti, musica e baratto ai Giardini Luzzati

    Vintage Swap Party: vestiti, musica e baratto ai Giardini Luzzati

    barattoGiovedì 31 gennaio 2013 dalle 19 ai Giardini Luzzati si svolge una serata dedicata agli anni Cinquanta.

    Fifty’s Party Vintage, evento a cura dell’associazione Culturale VintaGe, si propone come un appuntamento dedicato al baratto e alla musica, nel corso del quale l’associazione presenterà i progetti per il 2013 (di cui trovate alcune anticipazioni su Era Superba).

    Questo il programma della serata

    Ore 19 – Call for Entry (registrazione swappers)

    Ore 19.30/21 – Swap Party: possono partecipare solo coloro che si sono iscritti entro lo scorso 25 gennaio. Si può scambiare di tutto, indumenti, oggetti e accessori, purchè siano Vintage. Per barattare è richiesto ad ogni espositore un contributo di 2 €.

    Ore 21 – Presentazione delle attività 2013 dell’associazione VintaGe.

    Ore 21.30 – Concerto dei Roll Drive (rock ‘n roll anni ’50 con tutti i più grandi successi di Elvis Presley, Little Richard, Jerry Lee Lewis, Chuck Berry e i Beatles).

  • F-35, Rete Disarmo sfida la politica: quali sono le priorità del Paese?

    F-35, Rete Disarmo sfida la politica: quali sono le priorità del Paese?

    Caccia f35«Vogliamo parlare degli F-35, tornati al centro della discussione anche politica? Bene! Facciamolo allora seriamente con chi, come le organizzazioni che promuovono la campagna “Taglia le ali alle armi”, da tempo diffonde sulla partecipazione italiana al progetto di super-caccia dati ed analisi che puntualmente vengono poi confermate». Questa è la sfida lanciata dalla Rete Italiana per il Disarmo ai candidati premier e ai partiti delle coalizioni che si presentano alle elezioni politiche ormai prossime.

    Dopo gli interventi, le dichiarazioni di vari leader negli ultimi giorni e una continua crescita del fronte del no ai cacciabombardieri nell’opinione pubblica «Il disagio ed il nervosismo del Ministero della Difesa sono palesi – spiega il coordinatore della Rete, Francesco Vignarca –  Tanto che l’Aeronautica Militare ha convocato in fretta e furia nella FACO di Cameri stampa e televisioni, per cercare disperatamente di portare ragioni all’acquisto inutile e costoso degli F-35». Ma i dati diffusi e riportati dai media, soprattutto sulla parte occupazionale «Confermano in realtà quanto sostenuto dalle nostre campagnesottolinea Vignarca i sempre ricordati 10.000 posti di lavoro non saranno “nuovi” ma solo ricollocazioni dalle vecchie linee Eurofighter, quelli sicuri negli stabilimenti di Cameri non arrivano nemmeno alle 2000 unità mentre per i restanti si parla fumosamente di “indotto”».

    «Chi garantisce che i complessivi diecimila posti non siano a tempo e magari impieghino il personale non pienamente? Mai si definisce per quanto dureranno tali contratti: stiamo parlando di una spesa di acquisto di oltre 13 miliardi e più di 40 miliardi per il gestione e mantenimento in tutto il ciclo di vita degli aerei: sono soldi sensati per un ritorno così misero?», si domanda don Renato Sacco, parroco nel novarese, da sempre attivo nei movimenti locali che si oppongono al caccia JSF.

    Il punto, però, è soprattutto politico «La Difesa anche ieri ha ripetuto ancora come unica giustificazione all’acquisto il fatto che gli F-35 sarebbero indispensabili , senza approfondire il merito  – commenta Massimo Paolicelli di Rete Disarmo – Ma indispensabili per chi e per cosa? Nessuno si prende la briga di dire quale sia il modello di difesa di questo Paese e quali dovrebbero essere compiti che rendono così fondamentali questi cacciabombardieri d’attacco».

    Perché, allora «Indispensabili sono anche le pensioni degli esodati, indispensabili sono i fondi e i materiali per le scuole (invece i genitori devono portare persino la carta igienica), indispensabili dovrebbero essere i soldi che garantiscono la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (invece messo in discussione) – denuncia la Rete Disarmo – per molte famiglie indispensabili sono i fondi di sussidio e sussistenza per persone con disabilità ma su tutto questo, causa penuria di soldi pubblici, si taglia senza problemi e senza alcuna possibilità di replica. Cosa è dunque davvero indispensabile per i cittadini e le famiglie di questo Paese?».

    «In questi anni di campagna più di una volta abbiamo chiesto un confronto sui numeri e sui dati al Ministero della Difesa ed anche negli ultimi mesi al Ministro-Ammiraglio Di Paola, il quale ce lo ha sempre negato – conclude Francesco Vignarca – forse perché sanno che i dati da noi pubblicati sono più completi e realistici: lo si è visto ad esempio sui costi di acquisto, che il Segretariato Generale della Difesa ha dovuto ritoccare verso l’alto rispetto alle prime stime arrivando alle cifre da sempre riferite da noi. Lo si vede anche ora per quanto riguarda i posti di lavoro: ma è dunque possibile prendere una decisione così problematica per la spesa pubblica senza una discussione seria sugli obiettivi e senza partire da dati realistici?». 

    Per questo motivo la Rete Italiana per il Disarmo interroga la politica e chi entrerà nel prossimo Parlamento «Prima di decidere se dobbiamo davvero comprare gli F-35 è fondamentale domandarci come vogliamo che sia costruita la difesa di questo paese e ancora di più quali vogliamo che siano le priorità per l’Italia e per i suoi cittadini».

  • Greenpeace a Genova: ecco le bollette Enel sporche di carbone

    Greenpeace a Genova: ecco le bollette Enel sporche di carbone

    A Genova Greenpeace è entrata in azione: i volontari del gruppo locale hanno recapitato nelle case dei genovesi le “vere” bollette Enel, realizzate dall’associazione ambientalista, al fine di mostrare ai cittadini quanto costa realmente – in termini economici e sanitari – la produzione elettrica a carbone del principale gruppo energetico italiano. Centomila bollette in tutto, sporche di carbone, la fonte più dannosa per il clima e la salute dell’uomo, da Sabato 26 gennaio 2013 saranno recapitate presso le abitazioni di altrettante famiglie italiane.

    «Si parla molto della crisi economica che attanaglia il Paese, ma nessuno parla di un’azienda controllata in maggioranza dallo Stato, che con il carbone provoca all’Italia quasi due miliardi di danni ogni anno: soldi che ovviamente non compensa e non rifonde» dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

    «Il danno economico è solo un aspetto materiale, ancorché rilevante, della questionecontinua Boraschi – Le centrali a carbone Enel causano una morte prematura al giorno in Italia e danni enormi al clima e all’ambiente. È ora che la politica si assuma qualche responsabilità: è il Governo, a nominare il management. Noi chiediamo che il prossimo esecutivo azzeri i vertici attuali, già responsabili del piano nucleare, e cambi radicalmente la rotta dell’azienda».

    I dati pubblicati da Greenpeace sulle centomila “bollette sporche” sono estratti da uno studio commissionato dall’associazione all’istituto di ricerca indipendente SOMO. I dati principali – in riferimento alle emissioni del 2009stimano i danni della produzione termoelettrica a carbone di Enel in 1,8 miliardi di euro (circa 2,1 miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno regime); e misurano gli impatti sanitari, in termini di mortalità prematura, in 366 casi di morte attesi.

    Secondo lo studio di Greenpeace, inoltre, la realizzazione degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro – progetti che l’azienda porta avanti da anni – costerebbe fino a 95 ulteriori casi di morti premature l’anno e danni stimabili in ulteriori 700 milioni di euro l’anno.

    «Enel non è solo una bolletta che arriva nelle case di molti italiani – spiega l’associazione ambientalista – È una vera e propria tassa. Se si dividono i danni economici causati dalla produzione a carbone di Enel per il numero delle famiglie italiane, si scopre che la scelta di quella fonte energetica costa circa 75 euro l’anno a nucleo familiare. Molto più di quanto costino gli incentivi alle rinnovabili, che non uccidono il clima, non fanno ammalare le persone e sostengono invece occupazione, crescita e ambiente».
    Greenpeace chiede a Enel di «Dimezzare la produzione elettrica da carbone da qui al 2020 e di portarla a zero al 2030, investendo contemporaneamente in fonti rinnovabili per compensare la perdita di produzione».

    Le “bollette sporche” che Greenpeace distribuirà nel Paese sono parte della campagna IoNonViVoto.org, attraverso la quale l’associazione ha già raccolto la richiesta di 45 mila cittadini che si dichiarano indisponibili a dare mandato politico a chi non si impegnerà a contrastare le fonti energetiche fossili e a promuovere le fonti rinnovabili. Tra i politici che hanno risposto a Greenpeace e ai cittadini Vendola, Di Pietro, Maroni, Puppato e Bonelli si sono detti favorevoli a cambiare i vertici di Enel.

  • Giorno della memoria 2013: “La tregua”, reading a Palazzo Ducale

    Giorno della memoria 2013: “La tregua”, reading a Palazzo Ducale

    Palazzo Ducale, GenovaDomenica 27 gennaio 2013 è il Giorno della Memoria.

    Il Centro Culturale Primo Levi organizza insieme a Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura un reading pubblico e collettivo di La tregua di Primo Levi. Dalle 8 di oggi, chiunque può recarsi a Palazzo Ducale con una copia del libro e leggerne una parte: è sufficiente mettersi in coda e ognuno leggerà il passo seguente a quello di chi lo precede. L’evento si concluderà una volta terminata la lettura dell’intero romanzo. Non è necessaria la prenotazione.

    L’evento riprende l’iniziativa analoga svoltasi lo scorso anno, con la lettura collettiva di “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

    Un modo non soltanto per ricordare le tragiche vicende della Shoah e per riflettere sul passato, ma un’opportunità per progettare un futuro di tolleranza e di pace senza dimenticare gli orrori della nostra storia recente.

  • Piccole e medie imprese: 28 gennaio giornata di mobilitazione

    Piccole e medie imprese: 28 gennaio giornata di mobilitazione

    «Nel 2012 in Italia, circa ogni minuto, un’impresa ha chiuso i battenti: un anno difficilissimo culminato con una pressione fiscale record ed un altrettanto grave crollo dei consumi e del reddito reale disponibile, tornato ai livelli di 27 anni fa». È questo l’allarme lanciato da “Rete Imprese Italia”, in occasione della presentazione della giornata di mobilitazione prevista per lunedì 28 gennaio nelle maggiori città italiane: a Genova l’appuntamento è alle 10,30 alla Sala delle Grida del Palazzo della Borsa, in via XX Settembre.

    «In questo paese manca da troppo tempo una politica industriale coordinata e con obiettivi chiari e precisi – spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti Liguria – Per questo abbiamo appoggiato convintamente anche sul nostro territorio la proposta di Rete Imprese Italia promossa a livello nazionale».

    «La prossima legislatura rappresenterà l’ultimo appello per rimettere in moto l’economia e il paese intero – continua De Luise è evidente che, se non tagliamo anzitutto la spesa, non ci sarà mai la possibilità di diminuire la pressione fiscale. Ed è altrettanto palese che, se non verranno previste misure concrete per lo sviluppo tali da ridare ossigeno anche alle migliaia d’imprese di Genova e della Liguria non riusciremo mai a ripartire e a bloccare disoccupazione, aumento della povertà, crollo del pil e impennata del debito pubblico».

    “La politica non metta in liquidazione le imprese. Rete Italia non farà sconti”, è lo slogan.

    Questo, invece, il programma della manifestazione genovese:

    introduzione ai lavori del presidente di turno di “Rete Imprese Italia” Carlo Sangalli, in collegamento da Roma;
    intervento dei presidenti provinciali di Confesercenti e delle altre associazioni di categoria aderenti a “Rete Imprese Italia” (Ascom, Confartigianto e Cna);
    spazio libero per gli imprenditori presenti all’iniziativa per rappresentare le difficoltà che quotidianamente incontrano nei rapporti con fisco, banche, burocrazia.

    Obiettivo dell’iniziativa è quello di focalizzare l’attenzione dei futuri membri di Governo e Parlamento, nonché gli enti locali, sulla vera e propria emergenza nazionale attraversata dal mondo delle piccole e medie imprese, così come emerge dai dati presentati da “Rete Imprese Italia”: pressione fiscale di oltre il 56% per i contribuenti in regola, burocrazia che richiede ad ogni impresa 120 adempimenti fiscali e amministrativi all’anno, sistema del credito che nell’ultimo anno ha ridotto di 32 miliardi l’erogazione di finanziamenti alle aziende, chiusura di un impresa al minuto nel 2012.

     

    [Foto di Diego Arbore]

  • Legalità in Val Polcevera: il Municipio chiede un incontro pubblico

    Legalità in Val Polcevera: il Municipio chiede un incontro pubblico

    Una mozione su legalità e sicurezza in Val Polcevera – proposta da tutti i gruppi consiliari del Municipio Valpolcevera ed approvata all’unanimità impegna la Giunta ad organizzare un incontro pubblico con le autorità competenti (Procuratori della Repubblica, Questore, Sindaco, Assessore a Legalità e Diritti, forze dell’ordine, polizia municipale), aperto alla partecipazione delle realtà associative operanti sul territorio, per confrontarsi sulle criticità connesse a questi temi e provare ad affrontarle tramite un percorso condiviso.

    Un appuntamento già previsto nell’autunno 2012 ma purtroppo posticipato, causa problemi organizzativi.

    «Lo stato di povertà, già presente in forma più accentuata tra i migranti, è in aumento anche tra i cittadini italiani – sottolinea la mozione del Municipio Valpolcevera – E l’esasperazione, spesso legata a tale disagio, può essere fonte di crimini che vengono commessi da soggetti non dediti abitualmente a svolgere attività criminose».

    «Il solo presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine può non essere sufficiente e rischia di creare uno stato di sicurezza “esasperato e blindato” – continua la mozione – In ogni caso, la scarsità di risorse umane assegnate alle forze dell’ordine, spesso dichiarata attraverso i mass-media, non consentirebbe un presidio totale del territorio».

    Per queste ragioni i guppi consiliari sottoscrittori del documento, impegnano Presidente del Municipio e Giunta: «Ad organizzare un incontro specifico sui temi di legalità e sicurezza con le autorità competenti e le associazioni che si occupano a vario titolo di disagio sociale – conclude la mozioneal fine di reperire i dati statistici e le informazioni necessarie a comprendere l’effettiva portata del fenomeno criminale in Val Polcevera; a richiedere un maggior presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine; ad intervenire, dove possibile e con le misure di propria competenza, per ridurre le cause del disagio sociale che spesso sono la causa della devianza, soprattutto quella minorile e giovanile in generale e quella legata a situazioni di povertà ed esclusione sociale; a programmare sull’argomento un incontro pubblico aperto alla cittadinanza».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Juan Mirò a Palazzo Ducale: una performance di poesia

    Juan Mirò a Palazzo Ducale: una performance di poesia

    Venerdì 25 gennaio 2013 si svolge a Palazzo Ducale il primo di una serie di tre eventi, organizzati dall’associazione Circolo dei Viaggiatori nel Tempo per omaggiare Joan Mirò, in mostra a Palazzo Ducale.

    L’artista catalano, nel corso della sua vita, ha avuto un forte legame con la poesia: quando viveva a Parigi è entrato in contatto con il nucleo dadaista attorno a Tristan Tzara e successivamente nel gruppo surrealista, strigendo amicizia con molti poeti delle due avanguardie. Mirò ha inoltre realizzato libri illustrati (su testi di Robert Desnos e Jacques Prevert) e ha scritto lui stesso opere poetiche.

    La rassegna percorre questi tre differenti aspetti della relazione con la parola che ha avuto Mirò: gli eventi consisteranno in letture poetiche e proiezioni di immagini, in riferimento al titolo della mostra Mirò poesia e luce.

    Gli spettacoli avranno inizio alle 18 presso il Munizioniere di Palazzo Ducale. L’ingresso è libero e gratuito.

    Questo il programma della rassegna.

    Venerdì 25 gennaio: Mirò tra Dada e Surrealismo
    Con testi di Bréton, Tzara, Eluard, Char.

    21 febbraio: Mirò, Prevert e Desnos
    Con testi tratti dai libri illustrati da Mirò: Les Pénalités de l’Enfer ou les Nouvelles Hébrides (illustrazione di testi di Robert Desnos) e Adonides (su testi di Jacques Prévert).

    12 marzo: Mirò au miroir
    Con testi dello stesso artista tratti dal volume “Le Lézard aux plumes d’or”.