Tag: iniziative

  • Donazione sangue: concorso per video di comunicazione sociale

    Donazione sangue: concorso per video di comunicazione sociale

    ospedaliAvis ha organizzato, in collaborazione con la rivista Glamour, un concorso di video e design per sensibilizzare i giovani alla donazione del sangue.

    I partecipanti al concorso Spot of red, donatori e non donatori, di qualunque età e residenza, dovranno girare un video di durata compresa fra i 30 e i 60 secondi rivolto a una campagna di comunicazione sociale il cui target sono giovani tra i 18 e i 35 anni.

    I filmati andranno realizzati entro il 15 luglio 2013 e caricati sulla piattaforma Zooppa. Una giuria presieduta da Oliviero Toscani valuterà i filmati e selezionerà venti video che parteciperanno al 14° Circuito Off, evento che si terrà dal 28 al 31 agosto 2013 al Teatrino Palazzo Grassi a Venezia.

    Nel corso dell’evento saranno selezionati tre vincitori premiati con altrettanti prodotti video Manfrotto, sponsor dell’iniziativa.

    In parallelo si svolge il concorso Donare il sangue è glamour!, che invita a disegnare magliette che esprimano “la gioia di fare qualcosa per gli altri”. La stessa giuria del concorso video selezionerà la grafica più bella e significativa, che sarà utilizzata per realizzare le prossime magliette Avis.

  • Maggio dei parchi: ambiente e biodiversità in Liguria

    Maggio dei parchi: ambiente e biodiversità in Liguria

    ambiente-green-alberi-verde-parchi-natura-DIInizia giovedì 25 aprile Maggio dei parchi 2013, una serie di oltre 200 eventi dedicati all’ambiente, la natura e la biodiversità che si svolgeranno nelle principali aree verdi della Liguria fino al 6 giugno.

    L’iniziativa è organizzata della Regione Liguria in collaborazione con l’Agenzia di
    promozione turistica “In Liguria” e coinvolge i parchi naturali regionali – Alpi Liguri, Antola, Aveto, Beigua, Bric-Tana, Montemarcello Magra, Piana Crixia, Portofino e Porto Venere, le aree protette savonesi, il parco delle Mura a Genova, il parco nazionale delle Cinque Terre – le riserve naturali regionali – Adelasia, Bergeggi, Isola Gallinara, Rio Torsero, giardini botanici Hanbury e Pratorondanino – le aree marine protette – Bergeggi, Cinque Terre, Gallinara e Portofino, Hanbury e Porto Venere – i giardini botanici e i siti della Rete Natura 2000 della Liguria.

    Gli eventi in programma prevendono escursioni, trekking, birdwatching, fotografia naturalistica e attività sportive di vario genere. All’interno del programma di Maggio dei Parchi 2013 si svolgeranno anche iniziative collaterali quali Parchi in piazza a Sestri Ponente (14-25 maggio), la Giornata internazionale della Biodiversità mercoledì 22 maggio e la Giornata Europea dei Parchi venerdì 24 maggio.

    [foto di Diego Arbore]

  • Settimana della Resistenza: appuntamenti in Val Polcevera

    Settimana della Resistenza: appuntamenti in Val Polcevera

    Resistenza. Brigata BalillaOggi 25 aprile 2013 si festeggia il 68° anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo e la Val Polcevera – culla della Resistenza genovese – non poteva che commemorare tale data con un calendario ricco di appuntamenti.

    Ecco il programma da giovedì 25 aprile fino a martedì 30 aprile:

    Giovedì 25 Aprile presso il circolo Arci Barabini di Trasta, pranzo sociale e durante la giornata canti, balli e musica dal vivo (Millelire Gospel Choir – Kata d.j.);

    – Sabato 27 Aprile, dalle ore 17:30, presso il circolo PRC della Valpolcevera via Rivarolo 60r, incontro con Francesco Olivieri, “Biondo”, Partigiano, Lilio Giannecchini, Comandante “Toscano”, Partigiano, partecipa Walter Carbone, presidente Anpi Certosa. A seguire dalle ore 20:00 Cena Popolare a base di pasta aglio e olio oppure pomodoro, salsiccia con patate e verdure. Per prenotazioni 3477974766 entro venerdì 26/04/13 (volantino in allegato);

    – Sabato 27 Aprile, ore 21:30, presso l’ex-circolo Binci di via Trasta, Ennio Cirnigliaro, presentazione del volume “Appunti sulla Resistenza”;

    – Domenica 28 Aprile, ore 15:30, incontro coi Partigiani Primo e Tino della Brigata Balilla, presso l’ex-circolo Binci di via Trasta, moderatore Davide Ghiglione, consigliere del V Municipio Valpolcevera;

    – Domenica 28 aprile, evento sportivo per celebrare il 25 aprile presso il Pala Diamante di via Maritano;

    Domenica 28 aprile, “Percorrendo i sentieri partigiani fino al Monte Sella”, in collaborazione con il CAI di Bolzaneto, ritrovo ore 7:45 via Polonio o 8:30 Staz. Campi Trenino di Casella;

    Martedì 30 aprile, Casa della Resistenza (via Pastorino 8 Bolzaneto), ore 17:00 “Dalla Resistenza alla Costituzione Repubblicana”, in collaborazione con l’Istituto Storico per la Resistenza della Liguria, sarà presente il Presidente Giacomo Ronzitti

  • Municipio Levante: sentieri ciclabili e pedonali da Bavari a Sant’Ilario

    Municipio Levante: sentieri ciclabili e pedonali da Bavari a Sant’Ilario

    Tramonto ad ApparizioneAl via il progetto promosso dal Municipio IX Levante e da alcune associazioni territoriali per la valorizzazione e la riqualifica dell’entroterra genovese, nei territori di Bavari, San Desiderio, Apparizione, Monte Moro, Monte Fasce, Colle degli Ometti, San Rocco di Nervi e Sant’Ilario. L’iniziativa è stata presentata lo scorso sabato 20 aprile 2013 nel corso di un incontro illustrativo a Belvedere Pomodoro, di Quarto Alto, dove i rappresentanti dell’amministrazione hanno illustrato alla cittadinanza i loro progetti per la riqualifica dei siti dell’entroterra, allo scopo di rimetterli in sesto e renderli più vivibili sia per i residenti che per turisti e visitatori.

    Tra le varie proposte avanzate, quelle legate alla pulizia e manutenzione territoriale, e alla valorizzazione storico-culturale, per ridare slancio a territori meno frequentati del Levante genovese. Si è partiti con una prima azione partecipata di pulizia dell’area, che ha visto anche la partecipazione delle varie associazioni locali allo scopo di metterle in rete e realizzare sinergie tra le tante realtà presenti in loco, da sempre impegnate per il recupero e la valorizzazione dell’area. Con il duplice intento di dare alle associazioni una maggiore visibilità e mettere al contempo in risalto le varie iniziative, si vuole sensibilizzare la cittadinanza intera su queste problematiche e spingere a una maggiore partecipazione e coinvolgimento.
    Inoltre, l’obiettivo è anche quello di recuperare le radici storiche e le tradizioni popolari di queste aree collinari, con la valorizzazione dei segni, della cultura e delle opere umane accumulatesi nei secoli e che rischierebbero di venire pian piano dimenticate.
    Inoltre, è previsto anche il recupero dei siti abbandonati e la valorizzazione del patrimonio agricolo, con il ripristino e l’incremento delle attività originariamente svolte in questi luoghi. Poi ancora, la creazione di una rete di sentieri ciclo-pedonali per collegare i borghi tra loro e creare percorsi turistico-formativi, alla scoperta delle attività originarie svolte storicamente nell’entroterra, dei manufatti un tempo realizzati e delle curiosità e i retroscena storici nascosti in questi posti poco conosciuti dai più.

    Quella del 20 aprile è stata la prima di una serie di giornate di incontri, che verranno a delinearsi meglio nel tempi e nei modi, man mano che saranno avviate le diverse fasi dell’intero progetto.
    Nella fase iniziale sono previsti interventi a breve termine per la riqualifica storico-naturalistica: si parte con il ripristino dei manufatti storici, la creazione di un percorso pedonale facilmente accessibile e uno per ciclisti di mountain bike, per favorire il collegamento tra i vari siti di interesse storico-paesaggistico e favorire percorsi turistici. Il tutto, in collaborazione con associazioni di quartiere particolarmente attive e di numerosi volontari, che aiuteranno durante lo svolgimento delle operazioni di riqualifica e coordineranno i lavori di restyling. Lungo il tragitto, anche pannelli espositivi, posizionati soprattutto in località Belvedere Pomodoro, che forniranno dati tecnici sulle località interessate. Inoltre, l’apertura al dialogo al confronto con i cittadini e con tutti coloro che vorranno partecipare alle iniziative di recupero territoriale: dall’amministrazione e dagli organizzatori, la disponibilità ad ascoltare ed accogliere le proposte di chiunque voglia dire la sua.

    genova-apparizione-creuza-d1Così commenta queste iniziative Nerio Farinelli, presidente del Municipio IX Levante: «L’iter che abbiamo avviato il 20 aprile scorso interessa tutte le zone collinari del Levante sotto più aspetti: per cominciare, quello ambientale, per cui stiamo cercando di risolvere i problemi legati al degrado e ai danni legati alle alluvioni. Inoltre, vogliamo muoverci per evitare ulteriori danni futuri generati da eventi calamitosi. Inoltre, l’aspetto culturale: vogliamo creare sentieri che permettano a sportivi e non di avventurarsi nei territori dell’entroterra del Levante e per questo motivo vogliamo realizzare appositi sentieri per il trekking, la mountain bike, e altre attività. Infine, non sono state tralasciate nemmeno iniziative storiche e legate alla salvaguardia della memoria popolare di questi luoghi: da parte del Municipio c’è l’idea di creare un istituto per la ricerca storica, in cui saranno organizzate mostre e iniziative culturali varie per raccogliere e preservare tutte le testimonianze storiche di questi luoghi, che altrimenti verrebbero dimenticate. Oltre a questi progetti a medio termine, anche altri più specifici e immediati, di recupero dei siti coinvolti: ad esempio, proprio durante l’incontro dello scorso 20 aprile, abbiamo dato avvio al progetto di pulizia dei sentieri dei territori di Quarto Alto, per dare un contributo effettivo per la manutenzione dei luoghi e soprattutto per dare un segno di concretezza. A pochi giorni dalla presentazione dei vari programmi, siamo contenti di dire che la realizzazione dei programmi sentieristici è in fase avanzata di realizzazione. Per gli altri progetti ci sono già contatti con le varie comunità e associazioni locali: il tutto si nutre dell’interazione tra le parti, e su questo stiamo ancora lavorando».

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Belle ArtiIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: rischio chiusura per il Museo dell’Accademia Ligustica, inaugurato nel 1980 per esporre al pubblico in maniera permanente le opere che attraverso lasciti e acquisizioni fanno parte del patrimonio dell’Accademia. La principale problematica riguarda lo scarso numero di visitatori, circa mille all’anno, e la difficoltà nel mantenere l’apertura per quasi tutti i giorni della settimana come avviene in altri musei cittadini.

    Un’ipotesi per salvare il museo è la vendita di alcune opere tenute a magazzino, ossia che fanno parte del patrimonio museale ma non sono visibili al pubblico. L’acquirente più probabile è la Fondazione Carige, che ha proposto di collocare questi dipinti in nuovi spazi accessibili alla cittadinanza, e quindi dare loro la visibilità che attualmente non hanno.

    Gennaio 2012: Era Superba intervista il curatore del Museo Giulio Sommariva, che dal 2002 gestisce lo spazio, la cura delle opere e i laboratori didattici. L’incontro è l’occasione per mostrare i beni contenuti nel Museo e spiegare le ragioni della crisi in corso: «L’Accademia Ligustica ha un bilancio in passivo di oltre un milione di euro. Il Museo non dispone di un proprio bilancio, ma la parte economica è legata ai finanziamenti dati dall’Accademia stessa» (che a sua volta “vive” anche grazie ai finanziamenti congiunti di Regione, Provincia e Comune, ndr).

    Nel frattempo circa sessanta genovesi – tra intellettuali, artisti e docenti universitari – hanno sottoscritto un appello affinché le istituzioni intervengano a sostegno dell’Accademia e del Museo.

    Marzo 2012: il presidente dell’Accademia Ligustica Raimondo Sirotti spiega in una conferenza stampa la situazione di crisi non solo del Museo, ma dell’Accademia nel suo complesso. Il rischio maggiore, al momento, è che nei prossimi mesi i dipendenti della Ligustica non possano ricevere gli stipendi.

    Aprile 2012: inizia la campagna di eventi Vivi il Museo, organizzata dall’Associazione Amici dell’Accademia allo scopo di aiutare economicamente il museo e farlo conoscere alla cittadinanza. Le iniziative in programma dureranno per tutto il 2012.

    IL PRESENTE

    Proseguono numerose le attività e iniziative a sostegno del Museo e della Ligustica: per tutto il 2013 prosegue il ricco programma de Il principio dell’arte, una rassegna di eventi molto diversificati che spaziano tra conferenze sulle Fiandre a conferenze sulle opere a deposito presso il museo, attività didattiche per i bambini, visite guidate in oratori, conventi e luoghi storici di Genova spesso chiusi al pubblico.

    Enrico Paroletti, responsabile della valorizzazione del museo, ci spiega le ragioni che da due anni muovono questo progetto: «L’idea alla base è che un ente privato – in questo caso un’associazione – può gestire in maniera attiva e produttiva un’istituzione come un museo, senza gravare economicamente sul bilancio del museo stesso e arrivando laddove la realtà istituzionale non ha le risorse per intervenire. Gli ambiti in cui l’Associazione Amici dell’Accademia agisce sono tre: organizzare eventi multidisciplinari e multisensoriali, con il filo conduttore di tematiche specifiche; fare attività di raccolta fondi; aumentare il numero dei visitatori, degli associati e dei sostenitori della realtà museale. Le iniziative organizzate finora hanno avuto un grande riscontro di pubblico, aumentando la partecipazione intorno al museo».

    Un progetto che – come già detto prima – non ha alcuna ricaduta economica sul Museo e sull’Accademia, ma anzi contribuisce a sostenerne il bilancio: «Abbiamo il sostegno di dieci aziende, che permettono di finanziare interamente gli eventi e le iniziative che organizziamo. Inoltre è in corso la vendita dei quadri alla Fondazione Carige, annunciata da tempo e condivisa da tutti per aiutare economicamente l’Accademia e al tempo stesso rendere visibili queste opere non esposte al pubblico: una volta ultimati i restauri, organizzeremo esposizioni periodiche delle opere, che saranno tutte collocate presso Banca Carige».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Visitare Genova a piedi: in città un nuovo progetto culturale

    Visitare Genova a piedi: in città un nuovo progetto culturale

    righi-forti-DILa mobilità sostenibile non riguarda solo un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici o lo sviluppo di una città più ciclabile. Genova si può visitare benissimo anche a piedi: questa è la premessa che ha portato un gruppo di cittadini a costituire pochi mesi fa una nuova associazione culturale.

    Ci facciamo raccontare da Gianni Orefice, presidente di Genovapiedi, gli obiettivi di questo progetto: «La nostra è una giovane associazione: dal punto di vista formale abbiamo depositato la pratica in Regione a dicembre 2012. In realtà abbiamo lavorato al progetto da un anno e mezzo, man mano ci siamo resi conto che come singoli non avremmo potuto avere grande spazio. È un progetto nato dal desiderio di alcuni amici di realizzare, proporre e pubblicizzare su Internet dei percorsi nel centro storico di Genova, poi gli scopi si sono allargati».

    Bici, mezzi pubblici e piedi, si diceva: come si coniugano queste anime in città? «Noi pensiamo che Genova sia una città da girare principalmente a piedi. Come ha detto Maurizio Maggiani nell’intervista-video che ci ha concesso, è l’unico modo per scoprire ogni angolo e godere di ogni tesoro nascosto; infatti Genova va vista spesso anche in “verticale”, col naso in su. Poi insistiamo sull’uso del mezzo pubblico –  ascensori, funicolari, bus – e della bicicletta; il progetto bike sharing non ha avuto il successo sperato dall’amministrazione, andrebbe ritarato sulle vere esigenze dell’utenza. Credo che la base per un ampio sviluppo di questo mezzo sia la realizzazione di piste o percorsi ciclabili sicuri; personalmente cerco di usare la bicicletta nei medi percorsi, ma sono fortemente frenato dalla sensazione di non avere sufficiente sicurezza».

    Attualmente i soci sono una quindicina, ma è possibile iscriversi consultando il sito web Genovapiedi e in occasione dei primi eventi pubblici organizzati dall’associazione: il primo si svolge sabato 26 aprile in piazza De Ferrari (Palazzo della Regione), dove sarà inaugurata la mostra Genova… per noi, per voi. Inoltre «stiamo organizzando delle visite guidate: prossimamente abbiamo in programma la visita a Staglieno, ad alcuni siti in Albaro, all’Oratorio della Marina e stiamo preparando un programma annuale di uscite. Abbiamo cercato di proporre le molte sfaccettature della cultura genovese: dalla focaccia al pesto, da Paganini ai cantautori, dalla musica popolare dei Trallallero ai monumenti della città. Inoltre un gruppo di nostri soci ha seguito i corsi organizzati dalla dottoressa Grazia Di Natale, responsabile dei beni artistici della Diocesi, e siamo attivi due giorni alla settimana per l’apertura e l’accoglienza presso la Chiesa di San Giovanni di Prè al Complesso medioevale della Commenda. Infine abbiamo in previsione percorsi per bambini e ragazzi, percorsi salutistici per la terza età e siamo aperti alla collaborazione con altre associazioni».

    Le visite guidate sono accessibili a un gruppo fino a 20-25 persone e hanno un costo di 5 € per i soci e 7 € per i non soci (info e prenotazioni 347 3930454).

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Sampierdarena: manifestazione in difesa del teatro Modena

    Sampierdarena: manifestazione in difesa del teatro Modena

    Teatro ModenaLa crisi economica genera conseguenze inevitabili quali la carenza di contributi e finanziamenti pubblici destinati alla cultura. Così, a farne le spese sono soprattutto i teatri genovesi, messi in ginocchio e costretti a ricorrere ai contratti di solidarietà. Il caso più celebre è quello del Teatro Carlo Felice ma anche il Teatro dell’Archivolto – che dal 1997 opera negli spazi del Teatro Modena, il presidio culturale per eccellenza di Sampierdarena – ha recentemente maturato la sofferta decisione di affidarsi a questo strumento che prevede una riduzione dell’orario di lavoro ed una proporzionale diminuzione del salario dei dipendenti.
    La difficile situazione che sta attraversando l’Archivolto ha radici recenti. Negli ultimi 3 anni il Comune ha fornito un contributo annuale di circa 250 mila euro a fronte di un piano di rientro spalmato in 36 mesi. Tuttavia gli obiettivi contenuti nel piano non sono stati raggiunti e questo ha indotto l’amministrazione comunale ad eliminare il finanziamento.

    Il Teatro dell’Archivolto è diretto dal 1986 da Pina Rando e Giorgio Gallione. In quasi venticinque anni di attività ha prodotto più di 100 spettacoli, presentati ed apprezzati in tutta Italia. Inoltre, nelle sale del Teatro Modena, l’Archivolto ospita una stagione variegata, capace di accogliere espressioni artistiche diverse, dal teatro comico d’autore al teatro civile, dalla danza alla musica jazz, al teatro di ricerca.

    Per difendere il presidio culturale del quartiere, cittadini ed associazioni di Sampierdarena hanno organizzato un’iniziativa popolare –  flash mob ed incontro pubblico – in programma Martedì 23 aprile alle ore 18 in piazza Modena.
    «In momenti di crisi c’è ancora più bisogno di teatro – spiegano i promotori: Amici dell’Archivolto, Associazione Commercianti di Sampierdarena, Officine Sampierdarenesi, Amici di Piazza Settembrini – la cultura è vita, senza il suo teatro Sampierdarena non può rinascere, senza il suo teatro non è possibile una ripresa. Vi aspettiamo numerosi ed in compagnia di tante altre persone che, come noi, ritengono che la cultura sia un bene comune da difendere, soprattutto a Sampierdarena».

    «Perdere il Teatro Modena vuol dire perdere un pezzo della speranza di cambiamento del quartiere – afferma Gianfranco Angusti delle Officine Sampierdarenesi – Noi siamo nati 1 anno fa come associazione di cittadini impegnati attivamente per risolvere i problemi di Sampierdarena. Il Modena è un simbolo del patrimonico culturale della zona e senza di esso anche i nostri sforzi rischierebbero di essere vani»

    «Il flash mob è aperto a tutti – racconta Carolina Sbrillo dell’associazione sportiva dilettantistica Spazio Danza –  invitiamo chi vuole partecipare a visionare il video dimostrativo della coreografia (disponibile online all’indirizzo https://www.facebook.com/video/embed?video_id=10200928117031315). Oltre ad una cinquantina di nostri ballerini ci saranno anche i lavoratori del Teatro Modena che in questi giorni hanno provato con noi».

    Questo il programma di Martedì 23 aprile ore 18:
    Flash mob, ballo in piazza insieme a Spazio Danza 2
    Tutti in teatro con Mauro Pirovano
    Incontro pubblico: Massimiliano Lussana (Il Giornale) e Raffaele Niri (La Repubblica) incontrano Pina Rando e Giorgio Gallione

     

    Matteo Quadrone

  • Vivere e visitare la Maddalena: visite guidate offerte dai cittadini

    Vivere e visitare la Maddalena: visite guidate offerte dai cittadini

    Campanile delle Vigne, GenovaUn quartiere, una reputazione critica, l’assenza di spazi “aperti” e sicuri, un patrimonio artistico consistente ma trasandato: ecco come il sestiere della Maddalena si presentava, fino a qualche tempo fa, ai visitatori, spesso scoraggiati da un degrado e da un abbandono non solo “storici”, ma anche istituzionali. Nel 2008 la situazione comincia, forse impercettibilmente, a migliorare: gli abitanti di uno dei quartieri più controversi del centro storico iniziano a unirsi, a organizzarsi; come riconoscimento per l’impegno concreto, il Comune sigla, insieme a Job Center, Camera di Commercio, CIV e associazioni, il Patto per lo Sviluppo della Maddalena, un accordo volto a riqualificare e promuovere il quartiere attraverso incontri, iniziative e laboratori.

    “Vivere e visitare la Maddalena” (che ha come sottotitolo “Itinerari di esplorazione nel cuore di Genova”) è un progetto per migliorare la vivibilità del quartiere attraverso il turismo, proponendo due itinerari, guidati e gratuiti, uno attento all’architettura e alle leggende, l’altro alla scoperta delle botteghe storiche; l’organizzazione delle visite sfrutta non solo la segnaletica più dettagliata e il selciato rinnovato, ma anche la rete wi-fi gratuita offerta dal Comune e la tecnologia dei QR Code, che offrono al visitatore un’esperienza più coinvolgente attraverso informazioni aggiuntive acquisibili con il proprio dispositivo portatile.

    Caratterizzati da esplorazioni e da degustazioni, i percorsi non trascurano i luoghi in cui l’iniziativa autonoma e la riappropriazione dello spazio sono più evidenti: Mielaus, bottega in cui la famiglia Piccardo produce idromele e da cui presidia la zona circostante, il centro di aggregazione di piazza della Posta Vecchia o, ancora, il Laboratorio sociale di vico Papa.

    La crescita della Maddalena, però, non si arresta: tenendo a mente i tre pilastri di una società sana, cioè educazione, formazione professionale e svago, è in corso la costruzione di un asilo in piazza della Maddalena (i lavori sono stati rallentati dopo il ritrovamento di alcuni reperti archeologici), la fondazione di una Città Dei Mestieri a Palazzo Senarega e la riapertura, in attesa di un vincitore del bando, del teatro Hop Altrove.
    Certo, sottrarre uno spazio al degrado, all’abbandono e alla criminalità, sebbene rappresenti un risultato esaltante, è solo un primo passo e lo sanno bene gli abitanti della Maddalena il cui obiettivo è proprio quello di dare nuovo impulso alla zona anche dal punto di vista commerciale: l’occupazione deve essere seguita da un riutilizzo effettivo e produttivo, anche perché un quartiere più vitale (dal punto di vista commerciale e non) è un quartiere più sicuro; piazza dell’Amor Perfetto, rivitalizzata dalla comparsa di una gastronomia, ne è un esempio calzante.

    Infine, una nota dolente. Non tutti aderiscono alle iniziative con lo stesso entusiasmo: accanto a modelli virtuosi, alcune attività del quartiere preferiscono non aderire alle attività di promozione del territorio, rifiutandosi perfino di esporre i QR Code necessari alle guide turistiche.

    Sebbene la risoluzione della criticità di questo quartiere sia ancora “work in progress”, la ricetta per la rinascita è quella proposta dagli abitanti della Maddalena: valorizzare la toponomastica leggendaria, l’amor sacro di Tommasina Spinola, quello profano della Maddalena, la peculiarità delle botteghe, la vitalità degli spazi pubblici, spingendo i visitatori a “esplorare” il problema, senza ignorarlo né nasconderlo.

    Giulia Fusaro

  • Scuola media Colombo: teatro antimafia e progetti sulla legalità

    Scuola media Colombo: teatro antimafia e progetti sulla legalità

    Scuola«Bisogna denunciare ogni ingiustizia o affare illecito messo in atto da queste organizzazioni.
 Quindi non si deve avere paura dei mafiosi e non bisogna nascondersi dietro l’omertà, perché è dalla paura che la mafia crea il suo “Impero”». Firmato ch3cc0, un giovane alunno della scuola statale secondaria di primo grado “Colombo” di Genova, alias “la media Colombo”.

    Checco, come molti suoi compagni, ha imparato a conoscere la mafia in classe, grazie al progetto interdisciplinare “Liberi di…libera da…” sull’educazione alla legalità e al contrasto della mentalità mafiosa, promosso quest’anno dai suoi professori.

    «L’idea – spiega Maria Agostini, docente di italiano e coordinatrice del progetto – nasce dalla ferma convinzione che la scuola non possa dichiararsi estranea alla vita reale e abbia, invece, il dovere di trattare questi temi con i ragazzi, avviando con loro la riflessione personale e di gruppo su tematiche quali la cittadinanza attiva e l’educazione alla legalità. Ma un’educazione alla legalità che nasca da esperienze concrete dei ragazzi e che non sia calata dall’alto dal docente che fa lezione, che sia capace di portare cambiamento nella realtà quotidiana dei ragazzi».

    Per provare a raggiungere questo nobile obiettivo, il corpo docente si è avvalso della collaborazione di voci autorevoli del settore, come le associazioni Libera e Addiopizzo, che hanno dato vita a laboratori trasversali, proposti a classi parallele e il cui risultato sarà presentato a tutti venerdì 31 maggio, nell’ambito di una sorta di notte bianca del Colombo, con la scuola aperta fino alle 22.30.

    In quell’occasione, alunni, genitori e tutti i genovesi interessati potranno giocare all’ocomafia, il giro dell’oca realizzato dagli studenti delle classi prime e delle seconde, mentre le terze proporranno lo spettacolo di teatro di parola “Mafia vuol dire miseria” (di cui è visibile un’anteprima sul canale YouTube ufficiale della scuola).

    «Il lavoro delle terze – spiega la professoressa Agostini – parte dalla lettura di racconti con protagonisti ragazzini coetanei dei nostri alunni che hanno già incontrato la mafia nella loro vita». In particolare, nel corso dell’anno i giovani studenti hanno letto: “E vallo a spiegare a Nino” di Anselmo Roveda, in cui viene illustrata ai più piccoli la realtà dei beni confiscati alle mafie; “Io dentro gli spari” di Silvana Gandolfi, che racconta la storia di un ragazzino testimone di mafia costretto a vivere sotto protezione, vincitore del premio Andersen due anni fa e da cui Giorgio Scaramuzzino ha tratto uno spettacolo per il Teatro dell’Archivolto; “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, che racconta la storia di un bambino nato nella notte seguente alla strage di Capaci, 23 maggio 1992, quando furono assassinati il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta.

    «Da questi libri e da “Gomorradi Roberto Saviano – continua la docente – abbiamo tratto alcuni brani che sono andati a costituire il copione dello spettacolo, seguendo il filone dei significati della parola mafia e delle sue connessioni con il mondo dei più piccoli, dal fenomeno delle baby-gang alla protezione dei giovani testimoni».

    Il lavoro è in tutto e per tutto autogestito dai ragazzi: al di là della lettura, gli alunni della Colombo si sono occupati direttamente della grafica, della ripresa e del mix audio, oltre che della coreografia nella quale convergono i lavori realizzati da tutte le classi dell’istituto scolastico.

    Assieme allo spettacolo, gli alunni più grandi presenteranno anche l’audiolibro sul racconto di Roveda, realizzato nell’ambito delle iniziative per il premio Andersen, con la collaborazione di Adov (Associazione dei donatori di voce) e della biblioteca De Amicis.

    «Benché molto faticoso – ammette Maria Agostini – si tratta di un lavoro molto stimolante anche per noi docenti. Grazie all’interdisciplinarietà e al continuo scambio di alunni, riusciamo a coinvolgere pienamente anche chi è meno avvezzo alla didattica tradizionale ma si sente molto responsabilizzato dal dover fare qualcosa per gli altri. Lavorare sull’educazione alla legalità e sulla cittadinanza attiva, infatti, significa rendersi responsabili del bene comune nei confronti degli altri e organizzarsi in modo che i più grandi si prendano cura dei più piccoli, com’è giusto che sia».

    E le ore di lezione non vengono assolutamente gettate al vento se, alla fine, c’è chi, come consu, arriva a scrivere: «Meglio morire lottando che vivere soffrendo. Spero che prima o poi la mafia finirà… E’ ingiusta e non ha uno scopo… La mafia esiste ed è crudele… anche se alcuni non ci credono… purtroppo è così… la mafia esiste».

    Simone D’Ambrosio

  • Ripremio: un bando per conoscere i talenti di Genova

    Ripremio: un bando per conoscere i talenti di Genova

    lavoro-geometra-architetto-DIIl Comune di Genova apre la seconda edizione di Ripremio – Percorsi centrifughi, il bando che mira a un riconoscimento pubblico dei genovesi che si sono valorizzati fuori città e/o a livello internazionale nel campo dell’industria creativa, ma la cui eccellenza non è stata ancora premiata in città.

    I partecipanti non possono autocandidarsi, ma segnalare un progetto attivo a partire dal 2009 e che risponda al requisito di cui sopra. I settori creativi presi in considerazione sono: architettura e design; artigianato artistico; arte contemporanea; cinema e audiovisivi; editoria; industria del gusto; mercato dei prodotti artistici e culturali; moda; patrimonio culturale; pubblicità e pr; software e videogames; spettacolo dal vivo e musica; tv e radio.

    Le segnalazioni vanno inviate entro il 30 giugno 2013 compilando il modulo e verranno poi sottoposte al giudizio di una commissione scientifica che le verificherà e opererà la scelta degli artisti o operatori da valorizzare. Gli artisti selezionati potranno mostrare le proprie opere nel corso di un evento pubblico e verranno premiati dal Sindaco con una targa durante le celebrazioni Colombiane del 12 ottobre 2013 a Palazzo Ducale.

    Gli artisti premiati nella prima edizione sono stati:
    – Fabio Cavalli per Cesare deve morire, Orso d’oro al Festival del cinema di Berlino 2012
    – Christian Cantamessa per Red Dead Redemption” come miglior videogame dell’anno 2010
    – Alessandra Vinotto per Wild Dogs Run come migliore videoclip 3d al 3d Film Festival di Los Angeles
    – Simone Lezzi per riconoscimento del proprio lavoro a livello internazionale
    – Stefano Bucciero per riconoscimento del proprio lavoro a livello nazionale

    [foto di Diego Arbore]

  • Cecilia Strada: intervista alla presidente di Emergency

    Cecilia Strada: intervista alla presidente di Emergency

    cecilia-strada-emergencyArticolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti“.

    Queste parole sono la premessa con cui Emergency nel 2006 ha aperto il suo primo ambulatorio a Palermo: da allora il Programma Italia si è esteso in diverse città – Marghera, Sassari, Castel Volturno e altre – con poliambulatori “stabili” e ambulatori mobili, e ha fornito oltre 80.000 prestazioni gratuite.

    Un progetto che vuole estendersi anche in altre zone del nostro Paese: per questa ragione Emergency ha attivato una raccolta fondi via sms attiva fino a domenica 28 aprile. Chiunque può contribuire inviando un sms (valore 2 €) o facendo una telefonata (valore dai 2 ai 5 €) al numero 45505.

    Cecilia Strada, presidente di Emergency, ci spiega le ragioni e gli obiettivi del progetto.

    Programma Italia è iniziato nel 2006, ben prima dell’aggravarsi della crisi economica e dei tagli alla sanità e agli enti locali: come vi rapportate con le istituzioni del territorio?
    La nascita di Programma Italia aveva l’obiettivo di sostenere i migranti irregolari, i quali – come ben sappiamo – sono molto penalizzati nell’accesso alle cure mediche. Nel tempo abbiamo riscontrato che molti migranti regolari e cittadini italiani richiedevano cure nei nostri poliambulatori, in una misura molto più alta rispetto a quanto pensavamo in origine. Oltre all’aumento del ticket sanitario, esistono costi molto alti che riguardano anche chi ha un’esenzione ticket: per esempio occhiali da vista o protesi odontoiatriche possono comportare una spesa fino a diverse centinaia di euro.

    Il rapporto con le istituzioni locali varia da Comune a Comune e da Regione a Regione: posso citare esempi virtuosi come quello della Regione Puglia, che attraverso una delibera estenderà le attività di Programma Italia in altre città oltre a quelle dove siamo già presenti, mentre a Marghera e Palermo – sempre attraverso una delibera delle rispettive Regioni – i nostri medici hanno in dotazione il ricettario rosso, ossia quello fornito dalle Asl.

    Quali sono i caratteri salienti di Programma Italia? Quali gli obiettivi futuri della raccolta fondi? 
    Scopo di Programma Italia è fornire orientamento socio-sanitario: non solo la cura diretta e gratuita dei pazienti, ma anche informazioni sui propri diritti e su come accedere alle prestazioni sanitarie, mediazione linguistica e culturale a chi non parla italiano.

    Non è un servizio sostitutivo rispetto al Sistema Sanitario Nazionale, ma fornisce supporto dove questo non riesce ad arrivare: non si tratta solo di curare i pazienti che per motivi economici o di altra natura non accedono alle cure mediche, ma contribuire nel lungo periodo a un impatto positivo sui bilanci degli enti locali.

    Mi spiego meglio: se una persona non può permettersi le cure mediche di cui ha bisogno, cerca di “accedere gratuitamente” attraverso il Pronto Soccorso oppure rinuncia a curarsi. Le attività di un Pronto Soccorso hanno un costo maggiore rispetto a quelle di un ambulatorio: nel primo caso citato, alla persona viene assegnato un codice non urgente, e come già oggi avviene si ha un “intasamento” di pazienti non gravi; nel secondo caso, la persona dovrà andare al Pronto Soccorso a causa dell’assenza di cure e dell’aggravarsi della patologia, con forti rischi per la vita e la salute. Incentivare le attività dei poliambulatori permette di ridurre i tempi di attesa nei Pronto Soccorso e abbattere i costi della loro gestione.

    Il nostro obiettivo, anche attraverso questa raccolta fondi via sms (ricordiamo: 2 € al 45505 entro il 28 aprile, ndr), è dunque aprire nuovi poliambulatori e nuovi ambulatori mobili, a partire da Napoli e Polistena, quest’ultima in provincia di Reggio Calabria.

    Uno dei temi chiave di Programma Italia è l’accesso all’informazione: da un lato dare la possibilità a chiunque di conoscere le attività di Emergency e dare il proprio contributo (sabato 20 aprile avrà luogo l’inaugurazione dell’infopoint Emergency in piazza De Ferrari), ma anche e soprattutto per i pazienti. Quanta consapevolezza c’è dei propri diritti, per chi necessita di cure mediche?

    La consapevolezza è ancora molto scarsa e non solo per i migranti. Nell’ambulatorio di Castel Volturno ci siamo trovati a contatto con pazienti affetti da patologie croniche che non sapevano di aver diritto all’esenzione per le cure: per esempio, persone anziane affette da diabete che pagavano il ticket a ogni controllo della glicemia e smettevano di farla quando non avevano più soldi, fino al nuovo accreditamento della pensione. Non sapevano di avere questo diritto perché nessuno li ha mai informati: l’esperienza di questi anni ci ha fatto capire che il non-accesso alle informazioni sui propri diritti è un problema che non riguarda solo i migranti.

    Lei ha “vissuto” Emergency fin dalla sua fondazione: prima come figlia (Emergency è stata creata nel 1994 dai genitori di Cecilia, Gino e Teresa Strada, ndr), poi come volontaria, oggi come Presidente. Come vive questo nuovo impegno all’interno dell’associazione?
    La percezione che ho di Emergency è più o meno la stessa di quando ero volontaria, anche se i miei impegni sono decisamente aumentati. Aver operato come volontaria mi fa ricordare ogni giorno quanto sia pesante il lavoro quotidiano, ma al tempo stesso quante soddisfazioni arrivano dal raggiungimento degli obiettivi. Quando si riesce a ottenere dei risultati positivi non conta essere presidente o volontarioperché tutti hanno partecipato con il proprio contributo.

    Marta Traverso

  • Librerie a Genova: le iniziative in centro storico e nei quartieri

    Librerie a Genova: le iniziative in centro storico e nei quartieri

    LibreriaGli italiani non leggono: i dati in merito mostrano percentuali in costante ribasso – solo il 46% dichiara di aver letto almeno un libro durante tutto il 2012, secondo il Rapporto sulla promozione della lettura presentato da Cepell lo scorso 18 marzo – un trend su cui non sembra influire più di tanto la lettura di ebook (né tantomeno la possibilità di scaricarli senza troppo curarsi del diritto d’autore).

    Tuttavia, in un Paese che legge poco ci sono molte librerie: nella maggior parte dei casi sono piccole, nel senso che non appartengono a nessuna catena, gestite da coraggiosi imprenditori e spesso collocate in quartieri periferici o in zone cosiddette “depresse”, fuori dallo struscio del centro città.

    Negli ultimi tempi stiamo assistendo a numerose iniziative che coinvolgono le librerie indipendenti di Genova. In alcuni casi per scongiurarne la chiusura, in altri per incoraggiare il loro ruolo di presidio culturale. Oggi vi presentiamo alcuni progetti che proprio in questi giorni riguardano la nostra città.

    Partiamo da Assolibro, la libreria di via San Luca che chiuderà definitivamente il 30 aprile: noi di Era Superba ci siamo impegnati in prima persona nel sostenere un mantenimento dello spazio (o un suo cambio di sede), attraverso una pagina Facebook creata e gestita da Dottor Grigio e che a oggi ha oltre 1.500 like.

    Sono due gli eventi in programma per salutare lo spazio: il primo è questo pomeriggio (giovedì 18 aprile), alle 17.30 la banda Murga dei vicoli suonerà i propri tamburi in piazza San Luca per dire Sì ad Assolibro, no a McDonalds. Domani (venerdì 19 aprile) alle 18 un piccolo flash-mob organizzato da Dottor Grigio: appuntamento ad Assolibro per adottare un libro prima della chiusura definitiva.

    Nella serata di venerdì un’altra iniziativa in centro storico: Mani Tese organizza una Notte Bianca (ore 19-24) alla libreria Booksin di vico del Fieno, una serata con reading e musica per sostenere il progetto Dalla casa alla scuola in Guatemala. Si tratta di un’iniziativa legata a Mojoca (Movimento dei Giovani di Strada), che nel Paese dell’America Latina si impegna a contrastare l’abbandono scolastico e la presenza di numerosi bambini e ragazzi “in strada” attraverso programmi di formazione e di reinserimento sociale. Il finanziamento del progetto permetterà di fornire borse di studio a bambini e ragazzi per frequentare le lezioni di scuola, università o corsi di specializzazione.

    Infine iscrizioni aperte per la prima festa delle librerie indipendenti, che si terrà il 22 maggio al Berio Cafè e vedrà riunite le principali librerie di quartiere in città. L’evento si terrà nel pomeriggio, fino a sera inoltrata, sia all’interno del locale sia nel cortile della biblioteca: tema del giorno I libri consigliati dai librai indipendenti.

    Chi gestisce una libreria e vuole partecipare ha pochissimi giorni per farlo: le iscrizioni terminano sabato 20 aprile, è necessario inviare una mail a battistina.dellepiane@cheapnet.it.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Centro Banchi, il progetto Utrophia a Genova: arte e solidarietà

    Centro Banchi, il progetto Utrophia a Genova: arte e solidarietà

    centro-utrophia-piazza-banchi“Botteghe di integrazione ed accoglienza” per aiutare persone con disagi psichici e, allo stesso tempo, ridare vita alle vie genovesi svuotate dalla crisi. Questo, in sintesi, il nuovo progetto pilota che da ormai qualche mese (pensato già dal dicembre 2012, ma avviato a tutti gli effetti dal febbraio 2013) sta prendendo piede nella nostra città.

    Si tratta di un percorso intrapreso ad opera di cinque associazioni volontarie genovesi che, sotto l’egida di Celivo – Centro Servizi al Volontariato della Provincia di Genova, hanno deciso di coniugare aiuto alle persone con disabilità e rinnovamento del contesto urbano. Il progetto, già sperimentato in terra anglosassone con il nome di Utrophia, prevede lo riutilizzo di spazi lasciati vacanti da negozi e uffici -costretti alla chiusura in questo periodo di crisi economica generale- e la loro trasformazione in temporanee sedi e piattaforme per iniziative aventi come protagonisti persone con disabilità e disagi psichico-relazionali.

    In particolare, le realtà che hanno deciso di prendere parte all’iniziativa sono ALFAPP, Associazione Gigi Ghirotti, Le Querce di Mamre, Prato e Semplicemente: tutte associazioni onlus che operano nel contesto genovese da molti anni e che affrontano situazioni di disagio psichico o che, come la Gigi Ghirotti, vivono a stretto contatto con malati di tumore. Tutte diverse, ognuna di loro ha sviluppato una propria attività in questi decenni di presenza sul territorio, ma tuttavia hanno saputo mettere da parte le proprie peculiarità per provare a lavorare a un progetto comune: quello di “colorare insieme la città”. Fino ad ora, già qualche progetto ultimato: il restyling delle due vetrine del Centro Banchi (sempre nei pressi dell’omonima Piazza, in Vico delle Compere 26), in cui le associazioni riunite hanno insediato il loro quartier generale. Siamo andati proprio al Centro Banchi, a fare visita ai pazienti, ai volontari e ai promotori dell’iniziativa, e ad ammirare le loro realizzazioni.

    IL PROGETTO

    centro-utrophia-piazza-banchi3Precursore di questa iniziativa genovese, il progetto Utrophia, nato in Gran Bretagna ormai dieci anni fa su iniziativa di Stephen (Steve) Molyneux che, con un gioco di parole tra “utopia” ed “eutrofizzazione” (dal greco, eu: buono, trophòs: nutrimento, concetto usato anche in biologia marina), ha ridato vita alle vie britanniche dello shopping svuotate dalla crisi, occupando i negozi sfitti e trasformandoli in punti d’incontro creativi per artisti e per venire incontro alle esigenze di quartieri con forti criticità. Il tutto, in un lavoro sincronico tra comunità locali e amministrazioni, che hanno permesso l’”occupazione” dei locali abbandonati e la loro trasformazione in qualcosa d’altro, socialmente utile e dal gradevole valore artistico.

    Oggi tutto questo arriva anche a Genova, spesso accusata di essere poco pronta a recepire le suggestioni provenienti dagli altri paesi. E invece il capoluogo ligure dallo scorso dicembre è diventato promotore di un’iniziativa analoga al precedente britannico (con cui è, tra l’altro, ufficialmente gemellata), che coniuga spirito volontaristico e aiuto alle disabilità, con la voglia di abbellire una città colpita dalla crisi economica, che ormai ci ha abituato a vetrine sbarrate e saracinesche abbassate. Qui, grazie all’iniziativa di Danilo Martino, Presidente dell’Associazione di volontariato Semplicemente, dal febbraio 2013 ha preso avvio ufficialmente il progetto pilota che ha reso Genova capofila in questa sperimentazione: la sua idea, quella di prendere in gestione per un tempo determinato (in collaborazione con i proprietari e fino a quando non si presenteranno nuovi acquirenti e altri interessati) gli esercizi sfitti, per riallestirne in modo creativo e colorato le vetrine grazie al lavoro di persone disabili, che potranno svolgere un iter artistico seguito passo passo dai volontari delle cinque associazioni coinvolte. Ad aiutare in questo percorso, anche l’artista genovese Francesco Musante, famoso in tutta la Liguria e apprezzato in tutta la penisola per le sue realizzazioni di serigrafie e acquerelli dai personaggi inconfondibili, tra mondo fiabesco e realtà (a tale proposito, per chiunque si fosse chiesto, cosa fossero le colorate installazioni che hanno fatto la loro apparizione qualche mese fa proprio davanti alla Chiesa di San Pietro in Banchi e ora improvvisamente scomparse, ecco svelato –dopo mesi- l’arcano: si trattava delle realizzazioni del pittore, per promuovere questo progetto).

    Dunque, una valenza molteplice: da una parte, l’aiuto a persone con disagi psichici nell’intraprendere un percorso artistico e rivolto alla socialità, dall’altra la possibilità per le associazioni di portare il loro lavoro nelle strade, nelle piazze, tra la gente; tramite l’allestimento delle vetrine, si vuole attirare un numero crescente di persone, per offrire loro aiuto o per accogliere nuovi volontari a rinfoltire le fila attuali. Inoltre, ultimo punto non meno trascurabile, il servizio svolto alla città intera e l’aiuto dato ai proprietari dei negozi che, grazie ai volontari delle onlus e ai “pazienti”, vedono i loro esercizi –salvi dall’altrimenti inevitabile degrado- tornare alla vita.

    Oggi, i volontari delle cinque associazioni sono ospitati nei locali del Centro Banchi, tra Vico delle Compere e Piazza De Marini, negli spazi della Chiesa di San Pietro in Banchi. Luogo d’ascolto attivo da decenni, fiore all’occhiello della Curia genovese, il centro è stato voluto da Monsignor Marco Granata, rettore della Chiesa di Nostra Signora della Guardia, lo stesso che ha sostenuto l’attività dei volontari e li ha aiutati a realizzare il loro sogno, offrendo loro uno spazio in cui operare: dallo scorso 4 febbraio, tutti i lunedì il Centro accoglie coloro che vogliono prendere parte al progetto volontaristico e vede anche l’allestimento di un Laboratorio Artistico Integrato, per la realizzazione e il riaddobbo delle due vetrine dello stesso Centro Banchi.

    Una è stata terminata proprio in questi primi mesi di attività, ed già possibile vederla passeggiando tra Vico delle Compere, Piazza De Marini e Piazza Banchi. L’estrema novità del progetto è dimostrata anche dal fatto che fino ad ora non è stato scelto un nome vero e proprio: i volontari vorrebbero un nome diverso dal britannico Utrophia, ad indicare la carica innovativa del progetto declinato in versione nostrana. Finora, qualche proposta non ancora ufficialmente avvallata, tra cui una delle più accreditate è “mandillo”, ovvero “fazzoletto” in dialetto genovese: «Difficile trovare il nome per il progetto -ci spiegano i volontari- per ora, tra le opzioni che ci piacciono c’è questa di “mandillo”: come un fazzoletto, anche noi come gruppo vogliamo prestarci a molteplici usi e intraprendere vari progetti. Partendo dalla riapertura dei negozi, vogliamo aprirci ad altro, assumendo una portata più vasta e globale». Per ora, lo slogan usato per descrivere l’iniziativa resta “Coloriamo insieme la nostra città”, motto che non cela l’obiettivo di recuperare il contesto urbanistico, nei suoi lati più critici.

    Anche questo progetto, come il precursore inglese, cerca un contatto con le amministrazioni e chiede un appoggio istituzionale sempre più consolidato, che aiuti a promuovere l’iniziativa e lanciare il messaggio che si tratta di un’opportunità per salvare alcuni luoghi della città dal deterioramento. Inoltre, il progetto si sta aprendo sempre più al coinvolgimento degli ambulanti della piazza: uno tra tutti, il signor Gaetano, gestore della banco di quadri e cornici, che lamenta il disagio che si è venuto a creare con la chiusura di molti negozi, alcuni dei quali anche storici (si pensi alle recenti vicende di Assolibro e altri casi tristemente analoghi), e ha accolto subito di buon occhio l’iniziativa di “colorare la città”, accodandosi al progetto.

    LE PROSPETTIVE FUTURE

    centro-utrophia-piazza-banchi2Dopo aver ultimato le prime due vetrine, adesso in programma altre iniziative: il 7 maggio sarà inaugurata una mostra, sempre in Piazza Banchi, nei locali della Loggia della Mercanzia, di fotografia e arte. All’esterno, grandi sagome in legno realizzate da Musante e raffiguranti i componenti di una banda musicale: le associazioni insieme devono essere come le note che compongono una melodia, in cui ciascuna si occupa di necessità umane diverse e ha una propria identità, ma va a confluire nel progetto più ampio di “colorare la città”. All’interno, invece, la documentazione fotografica per spiegare agli interessati il lavoro che i volontari delle onlus e i ragazzi disabili svolgono nel Centro Banchi. Inoltre, anche il totem realizzato dai ragazzi nel corso dei laboratori creativi del Centro. A collaborare con il gruppo, anche l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, che ha mostrato interesse per l’iniziativa, e il corso di Design della Facoltà di Architettura che, guidato dal professor Carlo Vannicola, ha prestato le proprie competenze e manodopera, guidando i ragazzi e i volontari nel percorso laboratoriale. La mostra proseguirà fino al 10 maggio 2013.

    Dopo, ancora altre proposte in cantiere: sarà il turno dell’edicola –oggi dismessa- della vicina Piazza Senarega, che sarà trasformata in sportello informativo finalizzato alla promozione del progetto, e poi del loggiato della Chiesa, messo a disposizione per farne un luogo vivo, di animazione e aggregazione, con l’organizzazione di iniziative.

    Così il Presidente di Semplicemente e promotore del progetto di “colorare insieme la nostra città”, Danilo Martino: « Ci stiamo muovendo per portare una ventata d’aria fresca nella nostra città, in un centro ormai spento, nel triste scenario di negozi che chiudono uno dopo l’altro: vogliamo arginare questa situazione, diffondendo la gioia della creazione artistica. Prima le sedi delle nostre associazioni erano dislocate sul territorio (ad esempio, Semplicemente si trova in Via Sampierdarena 32, n.d.r.), ma in questi mesi abbiamo deciso di unirci tutte sotto lo stesso tetto, almeno per un giorno a settimana, e di fare di Piazza Banchi il nostro centro direzionale: penso sia la  postazione giusta da cui cercare un contatto con i cittadini. Così centrale, questa piazza ha un valore simbolico, oltre che logistico: era il nucleo primordiale della Genova antica, da cui passavano le mura della città e in cui ancora si respira tutta la storia gloriosa della Superba. Da qui vogliamo partire, per estenderci a macchia d’olio in tutta la città, portando il nostro colore e la nostra arte, per avvicinare le persone alle problematiche psichiche e abbattere il pregiudizio. Abbiamo capito che il modello dell’associazione volontaristica chiuso nella sua roccaforte non funziona: per quanto degno di plauso il fine perseguito, il progetto rischia di morire atrofizzato. Per questo abbiamo deciso di muoverci, andare direttamente tra la gente, con gioia, a portare la nostra arte e a farci conoscere: quello che serve è l’apertura a quello che c’è fuori, il calarsi nella realtà che ci circonda».

     

    Elettra Antognetti

  • Terzo Valico: sabato 20 aprile manifestazione a Novi Ligure

    Terzo Valico: sabato 20 aprile manifestazione a Novi Ligure

    terzo valicoSarà una grande mareggiata che travolgerà ogni ipotesi di costruzione del Terzo Valico insieme a partiti, amministratori pubblici e politici complici di questa follia. Così i promotori dell’iniziativa si aspettano la marcia popolare No Tav da Novi Ligure a Pozzolo Formigaro, in programma Sabato 20 Aprile.
    In attesa di conoscere con quale Governo affrontare seriamente la più ampia tematica delle Grandi Opere e della loro effettiva utilità per il Paese, bisogna registrare che la discussione sulla realizzazione dell’alta velocità/alta capacità – complice il periodo di crisi economica e sociale che stiamo attraversando e grazie alla presenza di alcuni nuovi parlamentari contrari al Tav – è tornata al centro del dibattito.
    Il grande merito va attribuito senza dubbio alla resistenza ventennale del popolo No Tav della Valsusa «Capace di tenere aperto un varco praticando la strada tortuosa della resistenza – si legge sul sito web No Terzo Valico (www.notavterzovalico.info) – e qui in basso Piemonte ed in Liguria la determinazione di centinaia di persone è riuscita a far sì che un nuovo fronte di lotta contro il Tav tornasse ad essere aperto».
    E sabato a Novi Ligure arriveranno anche i valsusini, pronti a ricambiare il favore ai militanti No Terzo Valico presenti in massa alla manifestazione in Val di Susa il 23 marzo scorso.
    «Nessuna mediazione è possibile, l’alta velocità è un’assurdità in Valsusa come in Valle Scrivia, quando le comunità si riscoprono solidali vogliono tornare a decidere del futuro del proprio territorio – continuano gli organizzatori – E questo non contempla mai la distruzione delle montagne (Alpi o Appennino fa poca differenza), delle sorgenti e delle falde acquifere, non accetta che ditte in odore di mafia e ‘ndrangheta possano calare impunemente sul proprio territorio e muoversi con tutta l’arroganza di cui sono portatrici».

    Nel frattempo, in Senato c’è chi si muove in direzione opposta: 3 neo parlamentari Pd – Stefano Esposito, Daniele Borioli e Federico Fornaro – hanno presentato un’interpellanza sul Terzo Valico. «Questo blando documento, che non fa alcun accenno agli espropri in corso, alle frenetiche attività genovesi per partire al più presto, richiama continuamente come esempio da seguire la linea devastatrice della Val di Susa scrive Antonello Brunetti sulla piattaforma web dei No Terzo Valico – dove “si armonizza il processo di progettazione e realizzazione della nuova linea ferroviaria AC Torino-Lione con le esigenze di tutela e valorizzazione dell’ecosistema e delle comunità locali “».
    Secondo i firmatari dell’interpellanza, occorre puntare «all’attuazione di un analogo strumento di concertazione che accompagni il processo di completamento della progettazione e di realizzazione della linea ferroviaria AV/AC Genova-Milano, tratta denominata “Terzo Valico”, che presenta caratteristiche dimensionali, finanziarie e di complessità ambientale del tutto simili alla linea ferroviaria AC Torino-Lione». Il documento prosegue «Senza che mai appaiano parole come espropri, amianto, traffico, cave, spreco di miliardi, priorità, inutilità dell’opera, alternative, ecc.», sottolineano i No Terzo Valico.

    Per quanto riguarda Genova, proseguono febbrili i tentativi di iniziare i lavori ma, nella realtà dei fatti, finora è stato affidato un solo intervento, quello da 32 milioni di euro all’Ati (associazione temporanea di imprese) fra Cipa e Pamoter che riguarda la galleria di Borzoli. Nei prossimi mesi dovranno essere affidati anche 30 milioni di lavori in Val Polcevera ed altri 40 per l’imbocco della galleria di Campasso, ha spiegato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, il 9 aprile scorso, in occasione della riunione tenutasi tra rappresentanti regionali, comunali, Cociv (general contractor del Terzo Valico) ed Ance (associazione dei costruttori edili), per fare il punto della situazione, soprattutto sulle prospettive occupazionali per il territorio.
    «Entro fine anno saranno impegnati nei lavori del Terzo Valico circa 200 lavoratori, per arrivare a 300 entro giugno 2014», questi i numeri emersi, che hanno lasciato perplesso il segretario di Fillea-Cgil, Silvano Chiantia «Sono 200 lavoratori in tutto ma non sappiamo quanti saranno quelli locali. Burlando ha spinto il Cociv a prendersi direttamente una parte di lavoratori per la quota di opere che non deve appaltare (il 40% del lotto genovese). Non siamo soddisfatti, oggi ci aspettavamo risposte perché la gente ormai è esasperata, nel settore edile in tre anni abbiamo perso circa 7000 posti di lavoro».

     

    Matteo Quadrone

  • Pegli, Villa Pallavicini: restauro completo del parco entro il 2014

    Pegli, Villa Pallavicini: restauro completo del parco entro il 2014

    villa-pallavicini-pegli-d6IL PRECEDENTE

    Maggio 2010: il Parco di Villa Pallavicini è tra i dieci finalisti del concorso “Il parco più bello”, patrocinato annualmente da vari enti pubblici fra cui il Ministero per i Beni Culturali.

    Dicembre 2011: la Giunta del Comune di Genova dà il via libera alla gestione privata dei parchi del Ponente, fra cui Villa Pallavicini. In seduta vengono pubblicate le linee guida, che porteranno a bandi di gara indetti entro febbraio 2012: un primo passo che intende portare alla concessione ai privati di tutti i parchi della città. In particolare, per Villa Pallavicini sarà fornito un contributo economico di 100.000 € nei primi tre anni, per sostenere l’avvio dei progetti. La concessione avrà durata di 5 anni, rinnovabile per altri 5.

    Aprile 2012: il centro culturale La Maona organizza un incontro pubblico con la Sindaco uscente Marta Vincenzi e il presidente del Municipio Ponente Mauro Avvenente. Tema dell’evento è la costituzione di un comitato promotore per il giardino botanico, allo scopo di riqualificare e dare prestigio internazionale a quello che è uno dei fiori all’occhiello del parco, tuttavia inutilizzato. Il comitato potrebbe anche sostenere la riqualificazione di spazi analoghi in città, fra cui l’orto botanico dell’Albergo dei Poveri.

    Maggio 2012: il Comune di Genova – Direzione Città Sicura aderisce al progetto Peripheria, un’iniziativa europea che ha l’obiettivo di promuovere una migliore vivibilità e accessibilità degli spazi pubblici all’aperto attraverso le nuove tecnologie. Si tratta di un progetto legato a Smart City, che vede come “aree-pilota” Villa Pallavicini e il Forte Santa Tecla.

    Agosto 2012: Era Superba visita il Parco di Villa Pallavicini per fare il punto sui lavori di restauro e manutenzione dello spazio. Le problematiche in campo sono diverse, dal presidio contro atti di vandalismo a una maggiore cura degli spazi verdi.

    Dicembre 2012: in Consiglio Comunale si discute circa i compiti della Consulta del Verde – un organismo che si occupi di tutti i problemi legati alla cura dei parchi, delle aiuole e degli alberi – e di una figura specifica denominata Curatore dei parchi, i cui incarichi vertano sulla ricerca di fondi e contributi per il rilancio e la manutenzione delle aree verdi. Queste due istituzioni sono nate nell’ultimo periodo della Giunta Vincenzi, come parte di un più ampio progetto chiamato Piano del Verde.

    IL PRESENTE

    Qual è il futuro di Villa Pallavicini? Ne parliamo con Silvana Ghigino, l’architetto che sta seguendo i lavori di riqualificazione su incarico del Comune di Genova (proprietario della Villa) attraverso Aster.

    Il progetto di restauro – il cui titolo preciso è “Revisione e integrazione del progetto di manutenzione straordinaria e di recupero ambientale del parco Pallavicini a Pegli” – è stato affidato allo studio Ghigino grazie a un’estensione dei finanziamenti “residui” delle opere Colombiane del 1992. «Il progetto è diviso in tre lotti: il primo interessa il restauro del Tempio di Flora, della Serra e dei giardini relativi; il secondo interessa il restauro del Castello e del mausoleo del Capitano; il terzo è relativo al parco nel suo insieme, ovvero l’assetto compositivo- scenografico, le aree vegetate (sottobosco, fascia arbustiva e fascia arborea), i percorsi, muri di contenimento e sostegno, sistema di regimentazione delle acque piovane, impianto idrico e impianto elettrico, videosorveglianza. I lavori dovrebbero essere realizzati entro i primi mesi del 2014, con un finanziamento di 3.594.500 € suddivisi nei tre lotti di cui sopra».

    I tempi sono lunghi, così come sono complesse le attività di riqualificazione. A questo punto sorge spontanea una domanda: sarà possibile mantenere aperto al pubblico il Parco? «Il parco è stato mantenuto aperto durante l’esecuzione dei primi due lotti e si intende mantenerlo parzialmente aperto anche durante l’esecuzione dell’ultimo, nonostante si prevedano interventi sulla vegetazione e sui percorsi diffusi in tutto il parco. Durante l’esecuzione dei lavori dei primi due lotti sono state organizzate anche alcune visite guidate ai cantieri in corso: la stessa possibilità sarà concessa durante gli interventi sulla vegetazione la cui dimostrazione, si ritiene, possa facilitare la comprensione di alcune scelte progettuali e la diffusione di una consapevolezza maggiore circa il significato della conservazione di un sistema antropico quale è questo parco storico».

    Infine, una volta terminati i lavori, quali interventi di pulizia e manutenzione saranno necessari per presevare il parco e la villa nel lungo periodo? «Il progetto è corredato, come da richieste di legge, da un piano che individua azioni e tempistiche della manutenzione futura. Questo strumento sarà essenziale per il futuro gestore del parco. Io sono convinta che viste le valenze artistiche, la complessità scenografica e compositiva e le particolari caratteristiche della vegetazione, sia necessario affidare la gestione ad una struttura mirata, articolata dal punto di vista delle competenze e guidata da un esperto. Non nascondo di aver presentato al Comune un progetto di gestione che prevede la costituzione di una Fondazione che potrà nel tempo conservare e valorizzare il bene, occuparsi della sua divulgazione sul territorio nazionale ed europeo e quindi del suo sviluppo turistico. Questo parco rappresenta uno degli episodi di giardino romantico più significativo d’Europa: la sua gestione deve essere fruttuosa anche dal punto di vista economico affinché si generino nel tempo gli introiti necessari a completare i restauri delle architetture e la conservazione di quelli che si stanno eseguendo».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]