Tag: iniziative

  • Centro storico, Castello e Maddalena: le proposte dei cittadini

    Centro storico, Castello e Maddalena: le proposte dei cittadini

    Due momenti dedicati all’incontro, al confronto e allo scambio di idee sul futuro di due quartieri vitali per il centro storico genovese, si svolgeranno questo fine settimana, promossi da cittadini attivi intenzionati, in prima persona, a dare una svolta per invertire la tendenza, riappropriandosi dei luoghi di aggregazione positiva e rilanciando preziosi spazi pubblici che potrebbero trasformarsi in volano per il turismo.

    Domenica 27 Gennaio 2013, a partire dalle ore 16, “ASSEMBLEA DI QUARTIERE aree verdi e luoghi d’incontro“, presso gli spazi dello Studentato III Chiostro, via Santa Maria di Castello 29, piazza Santa Maria in Passione.

    «Si apre oggi la possibilità di restituire al quartiere spazi rimasti chiusi e trascurati negli ultimi decenni– spiegano i promotori dell’iniziativa – Durante l’incontro verrà discussa la prima bozza di progetto per l’apertura dei percorsi e la gestione delle aree verdi che collegano Santa Maria in Passione a Sant’Agostino. Tutti i residenti, le associazioni ed i gruppi sono invitati».

    Per informazioni scrivere all’indirizzo mail: spaziolibero@inventati.org

    Domenica 27 gennaio 2013, dalle 15.00 alle 19.30, presso il Laboratorio sociale di Vico del Papa 1R, Laboratorio organizzato dall’Associazione A.Ma – Abitanti Maddalena, realtà associativa che si pone quali obiettivi la conoscenza tra chi vive e lavora alla Maddalena, la partecipazione responsabile e la condivisione di idee positive ed azioni concrete per migliorare insieme la qualità della vita nel quartiere.

    «Ogni singolo abitante, commerciante, fruitore o simpatizzante della Maddalena potrà presentare una propria idea per migliorare il quartiere, confrontarla con quelle di altri e provare a realizzarlaraccontano gli organizzatori – Si può fare un passo avanti, un passo solo ma importante! Ognuno potrà impegnarsi per migliorare il mondo in cui vive insieme a tutti noi».

    Per informazioni scrivere all’indirizzo mail: a.ma.abitantimaddalena@gmail.com

     

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

     

  • Sale gioco: materiale informativo per i gestori sul sito Asl 3

    Sale gioco: materiale informativo per i gestori sul sito Asl 3

    L’Azienda Sanitaria Locale genovese ASL3 – da tempo impegnata sul fronte della prevenzione al Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) – ricorda a tutti i soggetti interessati che, a partire dal 1 gennaio 2013, i gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi, anche ippici e non sportivi, secondo il Decreto Legge 13 settembre 2012 n. 158, noto come “Decreto Balduzzi“, convertito nella Legge 8 novembre 2012 n. 189 «Sono tenuti a esporre, all’ingresso e all’interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate al Gioco d’Azzardo Patologico».

    L’ASL3 genovese spiega in un comunicato «Il materiale informativo cui si fa riferimento nella norma, per quanto concerne i locali presenti nel Comune di Genova e negli altri 39 Comuni afferenti ad ASL3, è già disponibile dal 24/12/2012 sul sito web di ASL3 Genovese, all’indirizzo www.asl3.liguria.it/news/f_giocoazzardo.htm».

    Nella pagina, linkata dall’homepage del sito, sono scaricabili: locandina in formato A3, depliant sintetico in formato A4 da stampare fronte e retro, libretto informativo in formato A5, note informative in italiano ed inglese a cura del Dipartimento Politiche Antidroga.

    L’azienda Sanitaria Locale genovese, attraverso le Strutture Complesse Ser.T. Ponente e Ser.T. Centro Levante, nel corso del 2012 aveva promosso, insieme alla Curia Genovese e alla rete del privato sociale, la realizzazione di una campagna informativa sul tema, nell’ambito della quale è stato prodotto l’opuscolo informativo “L’Azzardo? Non è un gioco. Conoscere, capire, scegliere… fare, presentato presso il Seminario Arcivescovile di Genova nello scorso mese di novembre.

    Il libretto (scaricabile anch’esso dal sito web di ASL3) – frutto della collaborazione fra ASL3 Genovese, Fondazione Antiusura Santa Maria del Soccorso ONLUS, Fondazione Auxilium, Arcidiocesi di Genova, Avvocati in rete per il sociale e CEIS Genova – mira a mettere in guardia e reagire contro il dilagare del gioco d’azzardo, causa rilevante del debito etico-educativo e spirituale che grava sul nostro Paese.

    «Tutto il materiale presente sul sito web di ASL3 è a disposizione di quanti (Enti, istituzioni scolastiche, associazioni, ecc.) vogliano avviare riflessioni costruttive e iniziative di sensibilizzazione sul tema», conclude il comunicato dell’Asl3.

  • Teatro politico istantaneo: un progetto per Genova

    Teatro politico istantaneo: un progetto per Genova

    Teatro Garage«Il teatro attuale è ancorato al passato, ripropone sempre gli stessi spettacoli e non dà spazio a dialogo, bisogni e proposte degli spettatori»: con questa premessa i genovesi Maria Galasso e Ivano Malcotti portano avanti da alcuni anni il loro progetto per rivolgere alla città un’innovativa proposta di teatro culturale, per un superamento dello status quo culturale che (come si legge nel Manifesto) sforna in modo seriale quantità industriali di luoghi comuni di largo consumo a stretto beneficio di pochi.

    L’idea di un teatro politico istantaneo nasce nel 2009 con la pubblicazione di Il gallerista (Erga Edizioni), libro che tratta di teatro e arte e la cui presentazione è stata oggetto di diversi spettacoli e performance. Come spiega Maria Galasso «Ogni performance è differente perché parte dal capire cosa il pubblico vuole e di cosa ha bisogno, creando nuovi spunti sulla base di quanto ha visto e sentito: il teatro tradizionale pone una barriera fra palco e pubblico, noi cerchiamo il dialogo per costruire insieme le successive rappresentazioni».

    Come si legge nel loro manifesto, l’accezione di “teatro politico” riprende il significato originario della parola. Polis, città. Un teatro al servizio della società per generare dibattito su temi attuali scelti dagli stessi spettatori. “Mentre la Politica va in pezzi serve un Teatro politico. Teatro politico non significa un teatro al servizio della Politica. Al contrario, significa un teatro indipendente, che non si vende sul ‘mercato’ della cultura e non si piega ai suoi interessi“.

    Il termine “istantaneo” sta invece a indicare – citando sempre il manifesto – la capacità di “ribattere in tempo reale all’immissione di nuovi prodotti di consumo nel mercato delle idee”.

    Se chi opera in ambito teatrale lavora di norma all’interno di edifici progettati per essere dei teatri, lo scopo dei due promotori è attivare una rete di collaborazioni con luoghi (istituzionali e non) diversi da quelli comunemente pensati per il teatro. «Musei e biblioteche sono luoghi di primaria importanza per la città, ma ancorati al passato. Vogliamo anche rivolgerci a sedi di piccole associazioni, strade e piazze, spazi poco conosciuti. Il nostro è un teatro povero, senza scenografie o allestimenti, dove siano al centro solo i temi e le idee».

  • Legambiente: una legge sulla bellezza per rilanciare l’Italia

    Legambiente: una legge sulla bellezza per rilanciare l’Italia

    il verde, la natura,i fiori,l'ambiente,i parchiLe città, i paesaggi, le opere d’arte, il made in Italy, la creatività: la bellezza è la principale caratteristica che il mondo riconosce all’Italia. «Scommettere sulla bellezza non è un vezzo, è la chiave per immaginare un futuro oltre la crisi – scrive Legambiente che promuove una legge per difenderla e valorizzarla – Vorremmo che la bellezza fosse in cima all’agenda politica del nuovo Parlamento, del nuovo governo e delle nuove amministrazioni».

    Vediamo nel dettaglio i punti principali della proposta di legge:

    Misure per la promozione della bellezza
    Secondo il ddl «La bellezza fa parte del patrimonio del Paese e contribuisce ad esprimere la sua identità»: per questo sono proposti bandi di idee biennali cui destinare un budget di 10 milioni di euro.

    Riqualificazione del patrimonio paesaggistico
    Su iniziativa del Ministro per i Beni e le attività culturali «Ogni anno dovrebbe essere presentato il programma nazionale di conservazione e restauro del patrimonio storico, artistico e architettonico in cui individuare le priorità di intervento da cofinanziare con fondi regionali, europei e locali, ma anche ricorrendo alla partecipazione dei privati – spiega Legambiente – Il Ministero dovrebbe definire un piano per la riqualificazione dei paesaggi dal degrado ambientale e sociale, individuare le aree in cui attuare la bonifica ambientale delle aree industriali e agricole dismesse o degradate, nonché la demolizione di costruzioni abusive, incompatibili o insicure».

    Legambiente propone anche il vincolo di inedificabilità sulle aree costiere libere da edificazione e comprese in una fascia della profondità di mille metri dalla linea di battigia.

    Contenimento del consumo di suolo
    Per contrastare il consumo di suolo «Gli interventi edilizi dovrebbero rivolgersi prevalentemente ad aree già urbanizzate degradate o ad uso produttivo dismesse da riqualificare».

    Il ddl prevede l’istituzione di un Registro nazionale del consumo del suolo presso l’Istat «Sulla base delle informazioni raccolte, il Ministero delle Infrastrutture dovrebbe redigere un rapporto annuale in base al quale definire gli obiettivi di contenimento da perseguire nella pianificazione territoriale e urbanistica».

    Per scoraggiare l’occupazione di suolo libero, il ddl introduce il contributo per la tutela del suolo e la rigenerazione urbana, pari a tre volte il contributo relativo agli oneri di urbanizzazione ed al costo di costruzione, nel caso in cui l’area sia coperta da superfici naturali o seminaturali, o a due volte il contributo se l’area è coperta da superfici agricole in uso o dismesse.

    Concorsi di progettazione
    «La formula del concorso di progettazione o del concorso di idee dovrebbe essere applicata a tutte le opere pubbliche di rilievo sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico, conservativo e tecnologico», sostiene Legambiente.

    L’impostazione pensata dall’associazione ambientalista presuppone una modifica al Codice Appalti in base alla quale, con il pagamento del pre­mio, la Stazione Appaltante acquisirebbe la proprietà del progetto vincitore. «I successivi livelli di progettazione verrebbero affidati al vincitore del concorso con procedura negoziata senza bando – scrive Legambiente – Nel caso in cui il vincitore del concorso non fosse in possesso dei requisiti previsti dal bando, potrebbe ottenere l’incarico associandosi con un altro soggetto e mantenendo il ruolo di capogruppo e responsabile del progetto».

    Rigenerazione urbana
    «Negli strumenti urbanistici comunali possono essere individuate aree degradate da sottoporre a rigenerazione urbana che consiste in interventi di demolizione e ricostruzione, ristrutturazione e nuova co­struzione per la riduzione dei consumi idrici ed energetici, la messa in sicurezza degli edifici da un punto di vista statico, la riduzione delle aree impermeabili, la gestione dei rifiuti e la mobilità sostenibile – continua Legambiente – Per incoraggiare questi interventi, i comuni possono prevedere contributi di costruzione agevolati e l’attribuzione di diritti edificatori».

    Abusivismo edilizio
    Le opere abusive che non possono essere sanate e che il responsabile non provvede ad abbattere entro 45 giorni dall’ingiunzione «Sono acquisite dallo Stato fino alla demolizione e al ripristino ambientale delle aree. Se l’opera abusiva risulta adibita ad unica abitazione, anche di fatto, del nucleo fami­liare dell’autore dell’abuso edilizio, il Prefetto può sospendere la demolizione per un tempo da tre a dodici mesi e ammettere l’utilizzo temporaneo e a pagamento dell’abitazione».

    Infrastrutture e dibattito pubblico
    Per l’approvazione delle nuove infrastrutture di interesse nazionale realizzate da enti pubblici, concessionarie o società private, il ddl introduce la procedura del Dibattito pubblico che «Garantisce, prima della decisione finale, la corretta informazione di tutti i soggetti interessati e la considerazione delle osservazioni emerse».

     

    [Foto di Diego Arbore]

     

  • Riduzione delle imposte ai locali che tolgono slot e videolottery

    Riduzione delle imposte ai locali che tolgono slot e videolottery

    Un fronte comune contro la ludopatia, è quello che a Genova le associazioni di categoria stanno cercando di tessere con l’amministrazione comunale. A pochi giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di avvertenza contro il rischio di dipendenza da gioco – previsto dall’applicazione del decreto del ministro della Sanità Balduzzi –  i commercianti fanno un altro passo in avanti nel tentativo di contenere quello che è uno dei più gravi ed urgenti fenomeni sociali degli ultimi anni.

    Bar, ristoranti e pubblici esercizi in genere sono infatti invasi da slot machines e videolottery che, in tempi di crisi, rappresentano una parte considerevole, e difficilmente rinunciabile, del loro fatturato. «Una tendenza che può però essere invertita con una detassazione delle imposte comunali, propone Cesare Groppi, segretario provinciale di Fiepet Confesercenti.

    La legge dello stato consente l’installazione delle slot Quindi nessun atto amministrativo degli enti locali può imporne lo smantellamento ai pubblici esercizi – continua Groppi – Ma questi ultimi potrebbero comunque essere incoraggiati a farlo, in cambio di una riduzione sostanziale, e non solo simbolica, di balzelli quali la tassa per l’occupazione suolo pubblico (Cosap) oppure, per chi non ha un dehors, l’imposta sui rifiuti».

    «D’altra parte, gli stessi esercenti sarebbero sollevati dalla possibilità di liberarsi delle famigerate macchinette che, attirando una clientela diversa da quella tradizionale e incentivando il rischio di furti, compromettono anche la sicurezza stessa del loro lavoro – aggiunge Groppi – Ma per fare questo è necessario un alleggerimento delle imposte, altrimenti non si può rinunciare ad uno strumento che, mediamente, porta circa un migliaio di euro al mese nelle casse dei pubblici esercizi e, in alcune zone, anche di più».

  • Energia verde per il sociale: il fotovoltaico all’ospedale Gaslini

    Energia verde per il sociale: il fotovoltaico all’ospedale Gaslini

    L’Ospedale pediatrico Gaslini fa un passo avanti in direzione dell’ecosostenibilità puntando sul contributo delle energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. Nell’ambito del Progetto “GSE Energie per il sociale”, infatti, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra il Gestore dei Servizi Energetici, la Holding Fotovoltaica S.p.A. – società di F2i, il Fondo italiano che si occupa di investimenti nel settore delle infrastrutture – e l‘Istituto Giannina Gaslini, il più grande ospedale pediatrico di ricovero e cura a carattere scientifico del nord Italia.

    Attraverso questa iniziativa di responsabilità sociale d’impresa, il Gestore dei Servizi Energetici ha inteso promuovere e agevolare l’installazione di impianti a fonti rinnovabili di alta qualità e interventi di efficientamento energetico, di mobilità sostenibile e di illuminazione intelligente, presso strutture operanti nel sociale, coniugando tre dimensioni: sociale, ambientale ed economica.

    L’intervento, realizzato grazie al generoso supporto di F2i, consiste nella realizzazione di tre impianti: uno in copertura e due integrati che sfruttano l’energia solare per la produzione di energia elettrica presso il nuovo padiglione denominato “Ospedale di Giorno”, inaugurato lo scorso ottobre.

    «Siamo onorati che il nostro progetto di Responsabilità Sociale, che ha ottenuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, contribuisca in modo concreto e prezioso a supportare dal punto di vista energetico la sede dell’Ospedale di Giorno, progettato per riuscire a garantire cure ad oltre 500 bambini al giorno», ha dichiarato il Presidente e A.D. del Gestore dei Servizi Energetici, Nando Pasquali.

    Il professor Vincenzo Lorenzelli, Presidente dell’Istituto Gaslini, ha espresso «Grande soddisfazione per la realizzazione di questi impianti tecnologici che portano l’energia verde a beneficio dei nostri piccoli pazienti: una tecnologia che bene si inserisce nel nostro disegno complessivo di sviluppo, orientato sempre di più verso la sostenibilità ecologica».

    «Il valore di questa iniziativa promossa dal GSE, alla quale abbiamo partecipato con entusiasmo – conclude Giuseppe Noviello, Presidente Holding Fotovoltaica S.p.A. – esalta il nostro impegno nel settore delle energie rinnovabili, in particolare per un Istituto la cui
 opera meritoria è riconosciuta in tutto il mondo. Siamo felici di poter contribuire in piccolo anche noi al sorriso di un bambino».

     

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Medici per l’ambiente: programma d’azione per le elezioni politiche

    Medici per l’ambiente: programma d’azione per le elezioni politiche

    il verde, la natura,i fiori,l'ambiente,i parchiIl documento programmatico per le prossime elezioni politiche 2013 redatto dall’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, lancia un dettagliato programma d’azione per un ambiente salubro e pulito.

    L’ambiente nella sua accezione più completa e complessa – comprensiva di stili di vita, condizioni sociali ed economiche – è un determinante fondamentale per il benessere psicofisico e quindi per la salute delle persone e delle popolazioni. I cambiamenti climatici, indotti dall’enorme incremento dell’immissione in atmosfera di gas serra (incremento generato soprattutto da attività industriali e sistemi di trasporto), rappresentano, come denunciato da decenni dalla comunità scientifica internazionale, una grande emergenza planetaria e impongono scelte decisive e non più rimandabili, in ragione delle possibili e difficilmente prevedibili conseguenze ambientali, biologiche, sanitarie, economiche e sociali. Questa è la premessa dell’Isde che spiega «È quindi indispensabile un forte ripensamento dell’attuale modello di sviluppo e dell’intero sistema economico che riconosca la centralità del binomio ambiente-salute, come insegnano tristemente tante vicende come quella dello stabilimento Ilva di Taranto».

    «Come medici e ricercatori abbiamo il compito e il dovere morale di indicare le scelte più opportune e sicure per tutelare l’ambiente e quindi il diritto alla salute dei cittadini, delle generazioni presenti e future, come sancito dall’art. 32 della Costituzione – sottolinea l’ISDE Come cittadini inoltre chiediamo più risorse per il comparto sanitario e per la prevenzione; risorse che potrebbero essere agevolmente recuperate da una più attenta lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, agli sprechi, ai privilegi e con una netta riduzione delle spese militari».
    Il Servizio sanitario nazionale «Deve essere potenziato e deve rimanere il fulcro dell’assistenza sanitaria così da continuare ad assicurare elevati livelli di prestazioni, in forma di prevenzione, diagnosi, assistenza e cura a tutti i cittadini – continua il documento dell’ISDE – Nell’auspicare che i crimini ambientali siano presto configurati, anche per legge, come crimini contro l’umanità, proponiamo di seguito alcuni settori d’intervento che riteniamo strategici e non più eludibili per l’attività del nuovo parlamento e per il bene dell’Italia».

    Vediamoli nel dettaglio:

    Energia
    Tutta la comunità scientifica internazionale concorda circa la necessità di un rapido cambiamento dell’attuale modello di sviluppo, in larga misura fondato sul consumo di combustibili fossili e di risorse non rinnovabili. «È necessario quindi un rapido incremento delle politiche di risparmio energetico, di ricerca e diffusione delle energie veramente rinnovabili (solare, solare termico e minieolico), l’avvio di programmi di emancipazione rapida dalle fonti di energia fossile, in particolare dal carbone e il ripudio definitivo di qualsiasi progetto di realizzazione di centrali nucleari, che rappresentano un’ipoteca inaccettabile sulla vita delle persone, delle generazioni future e dello stesso pianeta – afferma l’ISDE – È indispensabile che si realizzi subito un piano energetico nazionale per una corretta valutazione della domanda e dell’offerta energetica, anche al fine di programmare la chiusura dei grandi poli di produzione energetica già esistenti, inquinanti per l’ambiente e dannosi per la salute. È parallelamente indispensabile un programma di diffusione su tutto il territorio nazionale di piccole centrali di produzione energetica e la rinuncia alla costruzione di nuovi grandi poli energetici».
    L’Isde ritiene che «La produzione di energia a partire dalla combustione delle biomasse non rappresenti una valida alternativa ai combustibili fossili e che sia parimenti insostenibile quando si esca dalla semplice logica del riutilizzo, all’interno di piccole aziende agricole, di scarti e residui di provenienza aziendale o comunque di un’area molto circoscritta. Inutili e dannosi per l’ambiente e la salute anche le centrali a biogas e gli impianti di biodigestione anaerobica che vengono costantemente proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici in quanto anch’essi spacciati per fonti rinnovabili quando in realtà lo sono soltanto formalmente. È pertanto indispensabile l’eliminazione dei contributi statali denominati Cip6 per le fonti energetiche non realmente rinnovabili e classificate furbescamente come “assimilate”».

    Aria
    La qualità dell’aria è di fondamentale importanza per la salute. A maggiori livelli d’inquinamento atmosferico sono correlati incrementi evidenti non solo di malattie respiratorie e cardiovascolari, ma anche malattie cronico-degenerative, e tumori, specie del polmone.
    Sono necessari interventi urgenti «In grado di ridurre drasticamente la produzione e immissione in ambiente di anidride carbonica e altri gas serra e di sostanze nocive e tossiche, con particolare riferimento al particolato fine e ultrafine, agli idrocarburi policiclici aromatici, ai metalli pesanti, al benzene, alle molecole diossino-simili: tutti agenti potenzialmente mutageni e/o epimutageni e quindi cancerogeni e teratogeni – sottolinea il documentoÈ indispensabile che in tutto il territorio nazionale siano ampliate le reti di monitoraggio della qualità dell’aria, con utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, in particolare nelle aree e nei distretti con presenza di altre rilevanti fonti d’inquinamento: aree industriali, grandi poli di produzione energetica, città con elevato traffico veicolare, aree aeroportuali e portuali».
    «Devono essere realizzate politiche attive che riducano complessivamente la necessità di ricorrere ai processi di combustione, principali responsabili dell’inquinamento atmosferico urbano – continua il documento – Si tratta in primo luogo di attuare politiche urbanistiche volte sia alla riduzione del fabbisogno energetico degli edifici grazie al miglioramento della loro coibentazione ed all’aumento dell’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento-raffreddamento, sia alla riduzione della necessità di ricorrere all’uso degli autoveicoli per la mobilità urbana, come meglio specificato subito di seguito».

    Mobilità
    Una migliore qualità dell’aria potrà essere garantita soltanto da una rapida trasformazione dell’intero sistema dei trasporti che permetta una drastica riduzione dell’immissione in atmosfera dei prodotti derivanti dalla combustione di petrolio, gasolio, benzine e gas.
    «È necessario quindi prima di tutto ridurre lo spostamento delle merci su grandi distanze, disincentivare il trasporto commerciale su gomma ed incentivare il trasporto su rotaia e le cosiddette autostrade del mare per il trasporto di merci e persone; ridurre il traffico automobilistico ed in particolare quello privato nelle grandi e piccole città, che potrebbero così recuperare fascino, bellezza e condizioni di vita più salubri anche attraverso l’utilizzo di mezzi ad alimentazione elettrica e l’uso delle biciclette. Ciò può essere realizzato attraverso scelte urbanistiche che avvicinino i servizi – a cominciare da quelli amministrativi – alle residenze, riqualifichino e ripopolino i centri storici e ricostruiscano il tessuto di piccole attività artigianali e commerciali delle città, soffocato e distrutto da politiche orientate a privilegiare i grandi centri commerciali, responsabili, a loro volta, di una quota certo non trascurabile di traffico veicolare».

    «Occorre migliorare le reti ferroviarie locali e nazionali, ma sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e dei diritti delle popolazioni interessate e sottoporre il traffico aereo a politiche di monitoraggio e netta e costante riduzione», aggiunge l’Isde.

    Poiché il traffico aereo è attualmente responsabile di quota cospicua delle emissioni di anidride carbonica «È assolutamente indispensabile, anche per ridurre l’effetto serra, una riduzione e razionalizzazione del trasporto aereo insieme ad una moratoria per la costruzione di nuovi aeroporti e l’ampliamento di quelli già esistenti, anche in considerazione della presenza dei circa 100 aeroporti già dislocati su tutto il territorio nazionale e degli evidenti e gravi danni all’ambiente (a questo proposito emblematica è la vicenda dell’inquinamento del Parco del Ticino in prossimità dell’aeroporto di Malpensa) e alla salute delle comunità che vivono in prossimità di stazioni aeroportuali».

    Gestione dei rifiuti
    Riduzione drastica per legge della produzione dei rifiuti a partire dagli imballaggi che rappresentano circa il 50% di tutti i rifiuti prodotti.
    L’Unione Europea, nel richiamare gli Stati membri ad una corretta gestione dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU), ammette il conferimento in discarica e l’incenerimento dei RSU solo in assenza di valide alternative e come ultima opzione, poiché ritiene queste due metodiche di “smaltimento” antieconomiche e fortemente dannose per la salute e per l’ambiente.
    L’Isde auspica e sostiene la politica delle cosiddette “R” «Riduzione della produzione dei rifiuti, Raccolta differenziata “porta a porta”, Riciclo, Riuso, Riparazione e Responsabilizzazione dei cittadini e delle istituzioni, così da evitare l’incenerimento dei materiali post-utilizzo e da ridurre progressivamente il loro conferimento in discarica dei rifiuti. È necessario che si arrivi ad un incremento delle filiere brevi del ciclo dei materiali post-utilizzo, in modo che possano essere attuati maggiori controlli e che l’intero ciclo possa essere gestito in relazione alle peculiarità sociali ed economiche di micro-aree territoriali».
    L’Isde ritiene «La realizzazione di “grandi ATO” incompatibile con tale esigenza e rispondente, viceversa, ad una logica accentratrice che allontana le scelte dalle comunità locali ed appare funzionale più alla realizzazione di grandi impianti che alla reale soluzione dei problemi».

    Acqua
    L’acqua è un elemento fondamentale e insostituibile per la vita di tutto il pianeta e per quella di ogni essere umano. È una risorsa non illimitata che «Va protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione, con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il miglioramento del sistema degli acquedotti, del trattamento delle acque reflue e con il loro riciclo, con concrete politiche di tutela e risanamento ambientale con il controllo delle attività zootecniche e industriali ad alto impatto ambientale anche attraverso l’attuazione del Codice di buona pratica agricola (Cbpa)».

    «L’acqua è e deve rimanere un bene comune e ad ogni individuo va garantito in modo gratuito l’accesso all’acqua in misura sufficiente a garantire dignitose condizioni di vita. È necessario favorire, privilegiare e tornare in ogni modo alla gestione pubblica di questa risorsa vitale anche attraverso forme dirette di gestione comunale o di consorzio tra i comuni serviti dalle stesse fonti idriche. Le normative italiane ed europee già esistenti a garanzia della potabilità e salubrità delle acque erogate alle popolazioni devono essere attuate concretamente e migliorate in modo da garantire una sempre maggiore tutela della salute e il pieno rispetto del Principio di precauzione. Non si dovrà più far ricorso all’istituto della deroga che ha permesso di destinare a consumo umano, nell’ultimo decennio, acque con elevati livelli di sostanze tossiche e cancerogene».

    Campi elettromagnetici
    L’Isde, sulla base dei documenti ufficiali dell’European Environment Agency (EEA), che evidenziano rischi acclarati per la salute umana, e della recente classificazione da parte dell’Agenzia internazionale di ricerca sul Cancro(Iarc) dei campi elettromagnetici come cancerogeni di classe 2 B «Ritiene necessario che si emanino e dispongano norme e misure atte a ridurre – in prossimità di scuole, centri sportivi e aeree densamente abitate – l’esposizione (in specie dei bambini e dei più giovani) a questo tipo di energia non ionizzante e che si rivedano le norme che autorizzano, anche nelle scuole, le cosiddette “aree wireless”».
    L’Isde è pertanto a favore della «Realizzazione di un piano nazionale per l’installazione dei diversi sistemi e strutture di emissione dei campi elettromagnetici in modo da avere una mappa con valori certi e noti di esposizione; della promozione di campagne d’informazione e prevenzione circa i possibili danni alla salute connessi anche all’uso dei telefoni cellulari; dell’incentivazione e del sostegno di studi e ricerche indipendenti, che permettano di approfondire e incrementare le conoscenze su questo particolare fattore di inquinamento ambientale in continua espansione, vista l’enorme e rapida diffusione di sempre nuove tecnologie di telecomunicazione».

    Pratiche agricole
    L’Isde ritiene urgente e indispensabile «Incentivare le coltivazioni biologiche; sostenere programmi per una rapida eliminazione di pesticidi e fitofarmaci dalle pratiche agricole; avviare e diffondere l’agricoltura integrata anche con progetti di ricerca e riconversione al biologico. In tal senso occorre che i Piani di Sviluppo Regionali (PSR) prevedano una revisione dei disciplinari di agricoltura integrata in modo che i contributi comunitari vengano erogati solo a fronte di una effettiva e controllabile riduzione dell’utilizzo di mezzi chimici di sintesi attuata mediante sostituzione – documentata – con misure alternative. Solo in questo modo sarà possibile una concreta riduzione dei pesticidi utilizzata in agricoltura, quando, al contrario, le attuali politiche di incentivazione dell’agricoltura integrata hanno dimostrato di fallire nel loro intento, dal momento che il consumo di pesticidi e concimi chimici di sintesi non solo non si è ridotto, ma è progressivamente aumentato negli anni.»

    Per quanto riguarda l’introduzione e l’uso degli OGM ( Organismi Geneticamente Modificati) «È necessario respingere con leggi chiare ogni tentativo di introduzione degli OGM nelle pratiche agricole locali per le irreversibili conseguenze di contaminazione dell’ambiente agricolo e delle catene alimentari ed è necessario il rigoroso rispetto del Principio di Precauzione, richiedendo in attesa di evidenze scientifiche certe, che ne dimostrino la sicurezza e l’oggettiva necessità, una moratoria sulla coltivazione in pieno campo degli OGM, motivata anche sulla base dell’impossibilità, per un territorio come quello italiano, di realizzare qualsiasi tipo di misura atta ad impedire la contaminazione, inevitabile ed irreversibile, delle colture agricole tradizionali. Indipendentemente dal possibile danno alla salute, l’utilizzo degli OGM contrasta con la biodiversità e la tutela di prodotti locali ed è causa di danno all’ambiente e alle economie locali».
    «È indispensabile inoltre che la normativa nazionale relativa ai pesticidi, ai prodotti agroalimentari e agli articoli di largo consumo sia maggiormente restrittiva. In particolare l’Isde chiede legislazioni più protettive, come ad esempio in Francia, ove vige il divieto di uso della terbutilazina e negli Usa dove il clorpirifos è vietato».

    Tutela del territorio, rimboschimento e nuovi parchi
    «Arrestare la devastante e continua cementificazione del territorio italiano anche attraverso leggi che favoriscano progetti di recupero dei manufatti edilizi già esistenti; messa in sicurezza del territorio per contrastare il dissesto idrogeologico; rifiuto di ogni nuova richiesta di condono edilizio e lotta all’abusivismo edilizio. Incentivare la piantagione intensiva di alberi ad accrescimento rapido e salvaguardare, recuperare, ripristinare aree verdi, specie nelle città più grandi, allo scopo di creare parchi, zone di riposo e di intrattenimento, veri “polmoni verdi” di cui soprattutto i bambini hanno sempre più bisogno».

    Ambiente di lavoro e rischi industriali
    «È necessario un impegno crescente per l’eliminazione dei fattori di nocività presenti nei luoghi di lavoro e per l’eliminazione delle cause di infortunio, in modo speciale nel settore edilizio».
    Anche in applicazione della direttiva REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals) concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche «È necessaria la piena osservazione del principio di sostituzione delle sostanze nocive con sostanze innocue o meno nocive».
    «È inoltre indispensabile una politica attiva di pianificazione del territorio che tenga conto della necessità di proteggere la popolazione dal pericolo di contaminazioni provenienti da aziende con prodotti di lavorazione ad alto rischio per l’ambiente, attraverso la realizzazione di piani di gestione del territorio che prevedano zone di rispetto idonee relativamente alla presenza di civili abitazioni e insediamenti umani come scuole, centri sportivi etc. È altresì necessaria l’elaborazione di Piani regionali per la bonifica dell’amianto che prevedano la sua totale eliminazione dagli ambienti di vita e di lavoro».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Diego Arbore]

  • Pedibus a Genova: andare a scuola rispettando l’ambiente

    Pedibus a Genova: andare a scuola rispettando l’ambiente

    Portici di sottoripaGià attivo in diversi Comuni della Liguria, è stato di recente istituito anche a Genova il progetto Pedibus, promosso da Asl e rivolto ai bambini della scuola primaria per insegnare loro a muoversi rispettando l’ambiente.

    Sono attualmente sei le scuole primarie genovesi che hanno aderito al progetto: una nel Municipio Ponente (“De Amicis”, Voltri), due nel Municipio Medio Ponente (“XXV Aprile” e “2 Giugno”, Borzoli), una nel Municipio Valbisagno (“S. Gottardo” a San Gottardo) e due nel Municipio Centro Est (“Spinola” a Oregina e “Garaventa” nel centro storico).

    Pedibus è un servizio di “pulmino a piedi”, che toccando le varie zone in cui abitano i bambini – con la supervisione di uno o più adulti – li accompagna ogni giorno nel tragitto verso la scuola. Un modo per spiegare ai bambini che i mezzi di trasporto a motore inquinano l’ambiente e possono essere nocivi per la salute, insegnando loro ad apprezzare forme di mobilità alternative e più rispettose dell’ambiente.

    Un progetto che mostra come il ruolo della scuola non sia solo quello di trasmettere nozioni, ma anche uno spazio per avviare la riflessione e la sperimentazione di buone pratiche per la promozione della salute e per la mobilità sostenibile.

    Le scuole che vogliono aderire possono contattare i referenti locali della rete Pedibus della Liguria.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Acqua, che fine ha fatto il tuo voto? Presidio e assemblea pubblica il 18 gennaio

    Acqua, che fine ha fatto il tuo voto? Presidio e assemblea pubblica il 18 gennaio

    Forme dell'acquaA un anno e mezzo dai referendum sull’acqua – con cui l’eliminazione del profitto dal servizio idrico è diventata legge – le bollette non sono cambiate: nella sola provincia di Genova, finora, IREN ha sottratto agli utenti 56 milioni di euro.
    Ma non solo «Il 28 dicembre scorso l’Autorità incaricata dal Governo ha emanato il nuovo metodo per calcolare le bollette dell’acqua – spiega il Comitato genovese Acqua Bene Comune (aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua) – Con il nuovo metodo alla voce “remunerazione del capitale investito” viene cambiato nome (“costi delle immobilizzazioni”) e rientra così dalla finestra quello che avevamo cancellato col nostro voto».

    «Si scriva tariffa, si legge truffa! – denuncia il comitato – La recente delibera sulla nuova “taruffa” del servizio idrico, fatta dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, tradisce il risultato referendario del 12 e 13 giugno 2011, in quanto prevede: reintroduzione della remunerazione del capitale investito (profitto) con il nome di “rischio di mercato” e “oneri finanziari” (punto 3.49 DCO 290/2012/R/idr, punto 6.41 DCO 204/2012/R/idr ); niente più tetto massimo per aumenti tariffari (possibili aumenti retroattivi!) (DCO 290/2012/R/idr pagg 60 e segg.); rimborso al gestore anche per le opere già pagate da contributi pubblici (punto 3.59 DCO 290/2012/R/idr); eliminazione di ogni forma di controllo locale: i comuni ridotti a passacarte (punto 6.10 DCO 204/2012/R/idr)».

    Venerdì 18 gennaio a Genova, presso il centro congressi di Iren in via Serra «Gli autori del nuovo metodo, insieme al presidente di Iren, Roberto Bazzano e al presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini si faranno il loro bel convegno in famiglia – continua il comitato – Concluderà il Sindaco di Genova Marco Doria. Ci auguriamo che il Sindaco, in quanto rappresentante della comunità dei cittadini-elettori, rammenti ai presenti la volontà chiaramente espressa dal popolo italiano. Anche noi saremo lì fuori per ricordare che l’acqua è un diritto umano e non una merce: ore 11-13 presidio e flash mob davanti al centro congressi Iren (tra via SS. Giacomo e Filippo e via Serra)».

    Nel pomeriggio il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua invita tutti i cittadini, i movimenti, le associazioni, le organizzazioni che hanno sostenuto i referendum a incontrarsi in una assemblea pubblica presso il Circolo Autorità Portuale di Genova in Via Albertazzi 3r (davanti alla caserma dei pompieri e alla Coop Negro), a partire dalle 17.30.

    Assemblea pubblica su: “La nuova tariffa dell’acqua, la ripubblicizzazione del servizio idrico e la tutela dei beni comuni”.

    Con la partecipazione di: CORRADO ODDI Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua; MIRKO TUTINO assessore alla Cultura, Paesaggio e Ambiente della Provincia di Reggio Emilia; VINCENZO GENDUSO Sindaco di Taggia (IM) PINO COSENTINO, Comitato genovese acqua bene comune; introduce e modera ROBERTO MELONE Referente ligure Comitati acqua.

    Sono previsti interventi dei movimenti genovesi dei beni comuni e dei servizi pubblici. È invitato anche il sindaco di Genova, prof. Marco Doria.

    «Chiederemo a tutti, cittadini, movimenti, associazioni, sindacati, partiti, e istituzioni, in primo luogo al Comune di Genova, un serio impegno per: un nuovo tipo di servizio pubblico, trasparente, partecipativo, efficiente, senza fini di lucro; le aziende che gestiscono acqua (MdA), trasporto pubblico locale (AMT), rifiuti (AMIU), manutenzione della città (ASTER) siano pubbliche l’introduzione di strumenti di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali delle aziende pubbliche e della città», conclude il Comitato genovese Acqua Bene Comune.

     

     

  • Pescato ligure e inquinamento porti: interrogazione in Regione

    Pescato ligure e inquinamento porti: interrogazione in Regione

    Le associazioni dei consumatori, in particolare il Movimento Difesa del Cittadino, da lungo tempo sostengono la necessità di conoscere con chiarezza l’origine del pescato attraverso un’etichettatura dettagliata con il luogo d’origine messo ben in evidenza, ad esempio pescato nel Mar Ligure” piuttosto che “allevato nel Mar delle Filippine”. Adesso, grazie ad un’interrogazione promossa dal capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Edoardo Rixi, tale problematica sarà affrontata dalla Regione Liguria.

    «Si tratta di una richiesta sacrosanta, dal momento che i prodotti ittici dei nostri mari sono un’eccellenza alimentare che soffre la concorrenza del pesce a più buon mercato, proveniente da altre parti del mondo – spiega Rixi – Tuttavia, se è naturale che il mercato detti le sue regole, è altresì giusto che la superiore qualità dei nostri prodotti venga evidenziata. Da un’azione del genere trarrebbero vantaggio sia i consumatori, che disporrebbero così di un importante dato in più prima di scegliere i loro acquisti, sia i pescatori liguri, che stanno attraversando un momento quanto mai difficile».

    Un altro problema che richiede urgente soluzione «È quello riguardante i cittadini che vivono intorno al Porto e che soffrono per i fumi, le polveri ed i miasmi – continua Rixi – Una delle cause di questi disagi è l’assenza di collegamenti ai pozzetti per effettuare subito gli scarichi dei liquami dalle navi grandi e piccole, in modo da non inquinare le acque del porto e spargere odori nauseanti nella zona circostante».

    «Siamo molto lieti che il consigliere regionale della Lega Nord, Edoardo Rixi, abbia preso in seria considerazione quanto sostenuto da molto tempo dal Movimento Difesa del Cittadino per quanto riguarda gli inquinamenti dei porti le problematiche della pesca – sottolineano Vittorio Bigliazzi e Felice Mammoliti, MDC Genova e LiguriaCi auguriamo che anche altri Consiglieri (e non solo della Regione) prendano a cuore questi problemi e contribuiscano a sollecitare l’impegno delle autorità regionali provinciali e comunali e della stessa Autorità del porto di Genova».

    «Da poco tempo sono finite le operazioni di approfondimento del fondale del porto per far entrare navi ancora più grosse di quelle attuali – continuano Bigliazzi e Mammoliti –  Ottima cosa dal punto di vista del commercio e del lavoro, ma si aggrava ed espande l’inquinamento (specie dei fumi) anche alla cerchia delle abitazioni più in alto di quelle attualmente interessate ai vari aspetti degli inquinamenti portuali: acustici, polveri, fumi, “odori”. Pertanto un intervento serio per risolvere questi problemi è auspicabile sia intrapreso da tutti i responsabili in modo da cominciare subito a elettrificare le banchine del porto di Genova e collegare le navi ai pozzi di raccolta di rifiuti e liquami per impedire lo sversamento degli scarichi navali nel porto».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Primarie della cultura: nessun candidato, si votano le idee

    Primarie della cultura: nessun candidato, si votano le idee

    I palazzi del Centro Storico di GenovaChi non vorrebbe vedere in campagna elettorale personaggi come Giotto, Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Giuseppe Verdi o Federico Fellini? Quanti considerano la cultura una risorsa fondamentale per il nostro Paese e vorrebbero avesse il posto che merita? Le “Primarie della cultura” – iniziativa promossa dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) e ispirata dai giovani della Fondazione che dal 1975 contribuisce alla tutela e valorizzazione del patrimonio d’arte, natura e paesaggio italianorispondono a queste esigenze dando l’opportunità di manifestare e sostenere le proprie priorità, in compagnia di personaggi simbolo della storia del bello del nostro Paese.

    Dal 7 al 28 gennaio 2013 sul sito delle Primarie della cultura (http://www.primariedellacultura.it/) sarà possibile esprimere con il voto la propria preferenza fino a tre fra i quindici temi proposti che da sempre contraddistinguono l’attività della Fondazione: cultura, paesaggio, ambiente. Al termine della consultazione i cinque temi più votati saranno annunciati ufficialmente in conferenza stampa e presentati ai partiti e candidati delle prossime elezioni politiche così che possano far proprie le idee e dar loro concretezza.

    «L’attuale legge elettorale non permette ai cittadini di scegliere i parlamentarispiega il Presidente del FAI, Ilaria Borletti BuitoniPerciò abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa che prova a ridare voce agli elettori, mettendo a disposizione la possibilità di individuare idee e proposte concrete che i candidati possano fare proprie. Le Primarie della cultura vogliono dare risposte ad una domanda trascurata e fondamentale per il Paese: come salvare la cultura italiana boccheggiante dopo decenni di indifferenza, come rendere lo straordinario patrimonio storico artistico a paesaggistico una ricchezza che può generare anche sviluppo, come ritrovare l’identità di un Paese la cui bellezza e arte, tutto il mondo conosce».

    Un’iniziativa che invita i cittadini a mobilitarsi e proporre le priorità da indicare al prossimo governo, con la consapevolezza che se non si può scegliere il candidato si possono almeno scegliere le sue idee. Sarà possibile votare solo online sul sito delle Primarie della cultura e sulla pagina Facebook del FAI, grazie all’apposita applicazione, che, insieme al profilo Twitter e Google Plus della Fondazione, sarà un ulteriore strumento per commentare e discutere le priorità della community. Vota le tue priorità, hai tempo fino al 28 gennaio!

     

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Giorno della memoria: mostra sulla tragedia dell’Olocausto

    Giorno della memoria: mostra sulla tragedia dell’Olocausto

    Una mostra fotografica con al centro la tragedia dell’Olocausto “Volkstrauertag” (Giorno della Memoria”) e dei campi di sterminio nazista – Risiera di San Sabba, Auschwitz, Birkenau, Dachau, Gusen, Ebensee, Castello di Hartheim, Mauthausen – dedicata alle visite degli studenti vincitori del concorso letterari e artistico “27 gennaio Giorno della Memoria”, sarà ospitata presso la sala Spazio Incontri, in piazza De Ferrari, sotto i portici della sede della Regione Liguria a partire da Giovedì 17 gennaio.

    Le foto esposte – circa 80 – sono di Eugenio Ferrero, Sergio Quagliaroli, Cinzia Raviola, Massimo Santoro, Mariangela Saulle, Gugliemo Barranco, Maria Cristina Cambri.

    Giovedì 17 gennaio, giorno dell’inaugurazione, alle ore 13, alla mostra interverranno Gilberto Salmoni, presidente della sezione di Genova dell’Associazione nazionale ex deportati e Miryam Kraus della Comunità ebraica di Genova, che incontreranno gli studenti.

    Venerdì 18 gennaio, alle ore 17, la mostra ospiterà un reading teatrale per ricordare Irena Sendler, una donna che salvò 2500 bambini dallo sterminio.

    Giovedì 24 gennaio, la mostra sarà visitata da Piero Terracina, sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz, oratore ufficiale della cerimonia istituzionale in programma in mattinata, del Consiglio Regionale-Assemblea Legislativa della Liguria in cui verranno premiati i vincitori 2012 della sesta edizione del concorso regionale.

    La mostra resterà aperta da giovedì 17 a giovedì 24 gennaio 2013 e sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 11.30 alle 15.00 e dalle 16.30 alle 19.00; l’ingresso è libero.

  • Non ci resta che correre, salviamo la tariffa integrata treno più bus

    Non ci resta che correre, salviamo la tariffa integrata treno più bus

    AutobusCon una singolare iniziativa dal titolo provocante – “Non ci resta che correre” –  il Movimento 5 Stelle invita i cittadini, Giovedì 10 gennaio, a manifestare a Palazzo Tursi per ricordare ai consiglieri e alla Giunta che il trasporto pubblico è una priorità «Se non impediremo queste ulteriori scelte sbagliate non ci resterà che comprarci una bella scorta di scarpe da ginnastica e iniziare a correre….!», sottolinea il volantino della manifestazione.

    «Basta tagli al servizio: facciamo investimenti, come fanno altre realtà italiane – scrive il Movimento 5 Stelle – Basta aumenti delle tariffe che non porteranno più soldi ad AMT, ma solo evasione e abbandono del trasporto pubblico da parte dei cittadini!».

    «Giovedì 10 gennaio ore 14:30 a Palazzo Tursi ci sarà una seduta di commissione sull’integrazione tariffariacontinua il Movimento 5 Stelle  – Il WWF Genova e le associazioni di consumatori hanno chiesto di essere audite per per spiegare ai consiglieri che l’integrazione tariffaria è fondamentale per Genova».

    «Venite numerosi Giovedì 10 gennaio 2013 alle ore 14.30 a Palazzo Tursi per ricordare ai consiglieri e alla Giunta che il trasporto pubblico è una priorità! –  ribadiscono i “grillini” – Lo sapete che rischia di scomparire una delle poche cose intelligenti fatte per il trasporto pubblico a Genova, ovvero la tariffa integrata treno+bus? E se non scomparirà ci saranno consistenti aumenti delle tariffe, per cui avremo tariffe molto più care per poter usare treni e bus. Oppure ci saranno tariffe separate ma con gli stessi prezzi di adesso! (Per cui si pagherà comunque un biglietto 1,50 euro e un mensile 43 euro, solo che con il mensile non si potrà più prendere il treno ma solo il bus!). Quindi anche chi usa prevalentemente un solo tipo di mezzo e deciderà per un unico abbonamento (o treno o bus) sappia che non avrà alcun risparmio, anzi pagherà quanto paga adesso per avere un servizio inferiore».

    «Lo sapete che già ora Genova ha le tariffe più care d’Italia? – spiegano i “grillini” – Lo sapete che per un abbonamento mensile a Genova si pagano 43 euro e a Milano 30? Che per un annuale si pagano 380 euro mentre a Milano 300? …e nel frattempo a Genova e nella regione si continua a tagliare il servizio, sia bus che treni, e ulteriori tagli al servizio bus sono previsti nei prossimi mesi».

    «Il trasporto pubblico è fondamentale per l’economia dei cittadini e della città ed un trasporto pubblico efficiente deve essere integrato: bus urbani treni, bus extraurbani – conclude il Movimento 5 Stelle – La tariffa integrata non solo va salvata: va estesa anche ai comuni dell’hinterland: per permettere a chi arriva da da Mele o Busalla o Cogoleto o Camogli di poter usare tutti i mezzi: treno, bus extrurbano, bus urbano e si deve pianificare la sua estensione anche a tutta la regione, in modo che il trasporto pubblico sia un vero servizio utile e usufruibile da tutti».

     

    Matteo Quadrone

  • Centro Est, giustizia riparativa: Municipio partner progetto Ripara e Impara

    Centro Est, giustizia riparativa: Municipio partner progetto Ripara e Impara

    Sentenza del TribunaleL’intesa siglata tra Municipio Centro Est e ARCAT LIGURIAl’Associazione Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento che dal 1986 opera sul territorio ligure nel campo del trattamento dei problemi alcol correlati (attualmente i CAT diffusi in Liguria sono una cinquantina e, nell’arco dei 24 anni di attività, si calcola vi siano transitate circa 5.000 famiglie, la gran parte delle quali ha risolto definitivamente il problema legato alle bevande alcoliche – inaugura una preziosa collaborazione nell’ambito del progetto “Ripara e Impara” che ARCAT LIGURIA svolge in convenzione con il Tribunale penale di Genova.

    Parliamo di un progetto sperimentale di sostituzione della pena con prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività. La L. 120/2010 di Riforma del Codice della Strada ha introdotto – con l’art. 186 c. 9 bis – la possibilità che la pena detentiva e pecuniaria per guida in stato di ebbrezza possa essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del Decreto Legislativo 28 agosto 2000 n. 274, e del D.M. 26 marzo 2001, in modalità consistente nella prestazione di una attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso, tra l’altro, organizzazioni di volontariato.

    «“Ripara e Impara” prevede la possibilità di convertire in lavoro socialmente utile le pene detentive e pecuniarie assegnate a chi è stato fermato alla guida in stato di ebbrezza – spiega l’assessore del Municipio Centro Est, Maria Carla Italia che ha presentato la delibera di Giunta che dà il via libera alla collaborazione – I soggetti inseriti nel programma potranno svolgere l’attività lavorativa gratuita in sostituzione della pena mediante la partecipazione a lavori di pubblica utilità del Municipio Centro Est. Un segnale importante per contrastare recidive e favorire il reinserimento di chi ha subito condanne nel tessuto sociale».

    Il titolo “Ripara e Impara” vuole evocare la duplice valenza dell’iniziativa: da un lato si inscrive nel filone di ricerca e di applicazione della “giustizia riparativa”, la quale ritiene indispensabile che la pena costituisca innanzitutto il momento di ricucitura del legame sociale rotto dalla messa in atto della condotta illegale. Inoltre partecipare al programma permette alla persona di assumere un nuovo punto di vista circa l’uso di alcol e i problemi ad esso correlati, oltreché conoscere da vicino nuove realtà che operano attivamente sul territorio.

    Gli obiettivi del progetto sono, non solo offrire al singolo la possibilità di una pena alternativa, ma soprattutto collaborare a ridurre il rischio di recidiva, aumentare la consapevolezza e migliorare la sicurezza della comunità, almeno sotto il profilo dei rischi alcol-guida correlati.

     

    Matteo Quadrone

  • Bici a Genova: nel 2013 nuove piste ciclabili e rastrelliere

    Bici a Genova: nel 2013 nuove piste ciclabili e rastrelliere

    L’anno nuovo inizia con un buon auspicio per chi ha scelto la bicicletta come mezzo per spostarsi nel territorio di Genova: il Comune ha infatti approvato un piano per favorire la mobilità su due ruote e si impegna entro i prossimi mesi a realizzare sei chilometri di pista ciclabile, sette nuove ciclostazioni, l’acquisto di nuove bici tradizionali ed elettriche per favorire l’utilizzo del servizio di bike sharing e l’installazione di novanta rastrelliere presso altrettanti punti della città, non solo in centro ma dislocate in tutti i Municipi.

    Quest’ultimo punto è stato fortemente voluto dall’Assessore alla Mobilità Anna Dagnino e prevede l’installazione di una novantina di rastrelliere nei punti di interesse pubblico delle diverse zone della città, che saranno acquistate dalla direzione Mobilità attingendo alle risorse per la realizzazione del Piano Urbano della Mobilità e distribuite ai singoli Municipi, ai quali spetta il prendersi carico della loro installazione, cura e manutenzione.

    Inoltre, a seguito di una delibera di Giunta adottata lo scorso novembre, gli esercenti di attività commerciali che porranno rastrelliere all’esterno dei locali non dovranno pagare la tassa di occupazione suolo pubblico.

    Queste le zone di Genova in cui verranno installate le rastrelliere.

    Municipio I, Centro Est
    – Caricamento Metrò
    – Sarzano – Facoltà di Architettura
    Piazza del Carmine
    – Via San Vincenzo – Liceo artistico P. Klee/Liceo scientifico Cassini
    – Piazza della Meridiana – Centro Storico
    – Piazza della Nunziata – Università
    – Piazza del Principe – Metrò FS.

    Municipio II, Centro Ovest
    – Di Negro Metro – Zona Mercato
    – Via Dino Col – Istituto Gastaldi
    – Matitone (Angolo Cantore via di Francia)
    – Via Pacinotti Stazione Fs e/o via Pondero sottopasso FS
    – Via di Francia: marciapiede stazione FS o marciapiede WTC
    – Centro Civico Buranello
    – Municipio
    – Largo Gozzano anche come dissuasore all’ingresso della piazza
    – Via Cantore – scuole Barbino
    – Via Degola – Giardini Jursè
    In subordine, nel caso non fosse possibile realizzare uno o più siti del primo elenco:
    – Via Ulanowski – liceo Fermi
    – Giardini Ravanello – Liceo Mazzini
    – Via Spataro – Ist. Gobetti
    – Via Rolando – ang. Via Storace
    – Piazza del Monastero
    – Piazza Montano.

    Municipio III, Bassa Val Bisagno
    – Piazza Raggi (in corrispondenza nuova stazione metro)
    – Piazza Romagnosi (o zone adiacenti)
    – Via Albero d’oro (presso ingresso Villa Imperiale, che ospita la biblioteca Lercari)
    – Piazza G. Ferraris (in prossimità ingresso scuole medie ed elementari)
    – Piazza Martinez (presso i giardini)
    – Piazza Terralba (presso i giardini adiacenti al mercato comunale)
    – Zona Stadio L. Ferraris (adiacente a scuole Firpo – Buonarroti, lato via Monnet)
    – Corso Sardegna (presso l’area dell’ex mercato, in attesa di trasformazione).

    Municipio IV, Media Val Bisagno
    – Piazza Suppini
    – Doria – Casa di riposo, Via Struppa
    – Nuova sede municipio – Piazza dell’Olmo 3
    – Piscina Sciorba – via Adamoli
    – Piazzale Bligny
    – Lungo Bisagno Dalmazia – altezza via Ponte Carrega
    – Via Piacenza – altezza Chiesa di San Gottardo
    – Piazza Giardini Cavagnaro
    – Via Piacenza altezza via Lodi
    – Piazzale Resasco.

    Municipio V, Valpolcevera
    – Piazzale Palli (ex Filea)
    – Stazione metrò Brin
    – N. 4 stazioni ferroviarie (Rivarolo, Bolzaneto, Pontedecimo, S. Quirico)
    – Villa Carrega (sede Municipio)
    – Area Piscina Pontedecimo
    – Biblioteca Cervetto (Castello Foltzer)
    – Area Raiola Pontedecimo
    – Giardini Morchio.

    Municipio VI, Medio Ponente
    – Via Aviatori e Pionieri d’Italia (Marina di Sestri P.)
    – Via Cibrario (Marina di Sestri P. adiacenze Azienda Piaggio)
    – Piazza Poch (adiacenze ingresso Villa Rossi)
    – Piazza Baracca
    – Piazza Di Vittorio
    – Via S. Alberto (inizio incrocio Via Merano)
    – Giardini Melis
    – Piazza E. Savio (adiacenze stazione ferroviaria Cornigliano)
    – Via San Giovanni d’Acri (adiacenze ingresso Villa Bombrini)
    – Area Campi

    Municipio VII, Ponente
    Pegli
    – Largo Calasetta
    – Molo Archetti
    – Piazza Rapisardi
    – Piazza Porticciolo
    Prà
    – Stazione di Prà
    – Via Fusianto (De Cristoforis)
    – Villa de Mari
    Voltri
    – Piazza Villa Giusti
    – Piazza Odicini
    – Piazza Caduti Partigiani Voltresi

    Municipio VIII, Medio Levante
    – Brignole Fs
    – Brigata Bisagno – Pisacane
    – Brigate Partigiane – Cecchi
    – Torino – Trebisonda
    – Rimassa – Cecchi
    – Italia – Piave
    – Italia – Campanella
    – Italia – Boccadasse
    – Palermo
    – Tommaseo – Crimea
    – Leopardi
    – Valletta Cambiaso
    – Merani
    – Da Novi
    – Vittoria
    – Benedetto XV – Gastaldi
    – Remondini

    Municipio IX, Levante
    – N. 4 rastrelliere in prossimità delle stazioni ferroviarie (Nervi, Quinto, Quarto, Sturla)
    – N. 2 rastrelliere in prossimità degli inglesi ai Parchi di Nervi
    – N.1 rastrelliera in zona Quinto /Bagnara
    – N.1 rastrelliera zona Sturla Mare
    – N.1 rastrelliera Borgo Vernazzola
    – N.1 rastrelliera zona Villa Gentile.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]