Tag: iniziative

  • Trasta, Terzo Valico: spunta una trivella, i No Tav la bloccano

    Trasta, Terzo Valico: spunta una trivella, i No Tav la bloccano

    Ferrovia di NerviUna trivella che effettuerà i carotaggi funzionali ai lavori di viabilità del primo lotto di costruzione del Tav-Terzo Valico è arrivata a Trasta – nascosta dal buio e scortata da Polizia, Carabinieri e Digos – nella notte di martedì 4 dicembre. Il giorno seguente è stata più volte spostata, onde evitare le contestazioni dei cittadini schierati contro la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria.

    «La sera del suo arrivo si sono inizialmente radunati sul posto una quindicina di No Tav che hanno provato, con i propri corpi, a contrastarne il passaggio, ma sono stati quasi subito spostati a spintoni dalla polizia – scrive il Movimento No Tav-No Terzo Valico – Nelle ore successive, sono accorse altre decine di attivisti che hanno deciso di darsi appuntamento per Giovedì 6 dicembre».

    Ieri pomeriggio, verso le ore 15.00, parte la caccia alla trivella che viene intravista aldilà di un cunicolo che passa sotto la linea ferroviaria esistente, in piena attività, con due operai al lavoro e la Digos a sorvegliarla a distanza.

    I manifestanti aggirano la Polizia trovando un passaggio nella zona del bosco retrostante e raggiungono la trivella attraverso un sentiero «Alcuni ci salgono sopra arrampicandosi in cima al braccio di trivellazione e imponendo di fatto il blocco dei lavori – continua il Movimento No Tav-No Terzo Valico – L’immediato passaparola fa sopraggiungere altri attivisti ed il blocco si infoltisce. Dopo una buona dose di ragioni contro l’alta velocità gli operai abbandonano la trivella e, vista l’impossibilità di lavorare, se ne vanno protetti dalla polizia».

    «Durante il blocco le carote di terra estratte in mattinata, ed essenziali alle indagine geotecniche, sono tornate a far parte della terra e del bosco cui appartengono da sempre – annunciano gli attivisti No Tav-No Terzo Valico – Le prime macchine di devastazione ad alta velocità hanno ricevuto la giusta e legittima accoglienza da chi non vuole che la propria terra, e i suoi luoghi di vita, vengano ulteriormente inquinati e saccheggiati».

    Il blocco della trivella si somma alle recenti giornate di resistenza contro gli espropri di Fraconalto.

    «Un blocco efficace, incisivo, un’azione semplice, diretta, spontanea, ma soprattutto di cuore – concludono gli attivisti – Adesso sulla trivella bloccata a Trasta, sventola la bandiera No Tav».

     

    Stasera a Pontedecimo, alle ore 21:00, presso la sala del palazzo municipale in via Guido Poli 12, si svolgerà un’assemblea popolare sul Terzo Valico; partecipano: Massimo Dallagiovana (RSU Ericsson Genova), l’avvocato Laura Tartarini, esponenti del Comitato per l’Ospedale Gallino. «C’è chi dice che grazie ai lavori del Terzo Valico ci sarà una caduta positiva sull’occupazione locale – spiegano gli organizzatori – quando invece è dimostrato che la stragrande maggioranza degli operai verranno da fuori e alloggeranno nei campi base previsti dal progetto».

    Venerdì 15 dicembre è prevista una fiaccolata – da Pontedecimo a Campomorone – per denunciare l’inutilità della grande opera.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Librerie indipendenti Genova: una pagina Facebook per sostenerle

    Librerie indipendenti Genova: una pagina Facebook per sostenerle

    Libri ScaffaleChi bazzica abitualmente via XX Settembre e dintorni, o uno dei tanti centri commerciali della nostra città, è abituato a girare soprattutto nelle librerie che fanno capo a grandi catene (Feltrinelli, Mondadori, Giunti, Coop etc).

    Esistono però anche piccole, talvolta minuscole librerie di quartiere, che non appartengono a nessun gruppo editoriale e che sono gestite autonomamente da una o poche persone, con lo scopo di portare avanti due attività fondamentali: da un lato promuovere la lettura e più in generale la cultura; dall’altro mantenere vive le zone periferiche e “dimenticate” di Genova, soprattutto quelle in cui vi sono situazioni di degrado.

    Per sostenere questi poli culturali e le loro attività, è stata creata da circa un mese – precisamente l’8 novembre 2012 – la pagina Facebook “Librerie indipendenti Genova”, che al momento conta più di 300 fan e il supporto attivo di alcune librerie della città. Come si legge nella descrizione della pagina, “le librerie di quartiere sono presìdi di civiltà contro il degrado, punti d’incontro che migliorano la qualità della vita di chi abita intorno“.

    Questo l’elenco completo: Libreria Libro Più in via Poli a Pontedecimo (che ha anche promosso il concorso letterario Un libro fatto a mano), Porto Antico Libri, Il libraio in via Stuparich a Bolzaneto, Libreria Booksin in vico del Fieno, Libreria Falso Demetrio in via San Bernardo, Libreria Sogno alla Marina Genova Aeroporto, Libreria di Palmaro, Mastro Libraio in via Rossini a Rivarolo, La metà del cielo in via Marco Sala a Nervi.

    Lo spazio è aperto a tutte le librerie non ancora presenti e più in generale a chiunque voglia dare un contributo per sostenere le attività della pagina: al momento i post pubblicati spaziano da foto e citazioni fino alla segnalazione di eventi e presentazioni di libri a Genova, mentre è dichiaratamente vietata ogni forma di pubblicità.

    Marta Traverso

  • Coro Daneo e Don Gallo: concerto di beneficenza

    Coro Daneo e Don Gallo: concerto di beneficenza

    coro daneoVenerdì 7 dicembre 2012, presso l’Abbazia di San Bernardino (salita S. Bernardino, adiacente a piazza del Carmine), si terrà a partire dalle 20.30 una serata di beneficenza a sostegno dell’associazione Città Aperta.

    In programma un concerto del Coro Daneo diretto da Gianni Martini e un intervento di Don Andrea Gallo. Seguirà un piccolo rinfresco offerto dai coristi e dai soci di “Città Aperta”.

    L’Associazione Ambulatorio Internazionale “Città Aperta” è un’associazione di medici, infermieri e volontari che vuole rendere effettivo il diritto alla salute proprio di ogni essere umano, di qualunque provenienza geografica, religione e status sociale. In particolare, l’associazione fornisce assistenza medica di base agli immigrati “irregolari”, in collaborazione con gli ospedali cittadini, nell’ambito di una battaglia più ampia in difesa dei diritti della persona.

    La serata è a ingresso con offerta libera.

  • Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Lsoa BuriddaIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: il Comune di Genova, con la mediazione di Don Andrea Gallo, firma un protocollo d’intesa per la regolarizzazione dei centri sociali, alla presenza degli Assessori Andrea Ranieri (Cultura, Promozione della Città e Politiche Giovanili) e Bruno Pastorino (Politiche della Casa, Patrimonio e Demanio). Il protocollo porta alla nascita, per la prima volta in Italia, di un unico soggetto associativo che raggruppi glispazi sociali autogestiti“: il primo atto dell’associazione sarà il riconoscimento formale da parte delle istituzioni del possesso degli spazi e delle attività che in essi si svolgono.

    Sono quattro i centri sociali di Genova, che hanno aderito al protocollo: lo Zapata agli ex Magazzini del Sale (via Sampierdarena), il Pinelli a Molassana (via Fossato di Cicala), il Terra di Nessuno a San Teodoro (via Bartolomeo Bianco) e il Buridda a Castelletto (via Bertani). Quest’ultimo, secondo il protocollo, verrà trasferito al piano superiore del mercato del pesce di piazza Cavour.

    Punto di partenza del protocollo è che «i centri sociali autogestiti che operano in città rappresentano una risorsa per la creazione di opportunità di partecipazione e socializzazione per i giovani, oltre a realizzare iniziative ed eventi di qualità che hanno prodotto e possono produrre sinergia con attività svolte dal Comune».

    Quali sono, in dettaglio, i suoi contenuti? Anzitutto la Direzione comunale che si occupa della gestione del patrimonio pubblico si impegna ad avviare una serie di interventi per la messa in sicurezza e la ristrutturazione degli spazi (impianto elettrico, servizi igienici, pavimentazione ecc.): questo avverrà in particolare negli ex Magazzini del Sale – che al momento della firma del protocollo sono di proprietà del Demanio e che il Comune ha richiesto di acquisire – e nell’ex mercato del pesce, in modo che il Buridda possa iniziare le operazioni di trasloco a partire dal 25 novembre 2011.

    Inoltre si terranno assemblee periodiche tra il Comune e la nascente associazione, allo scopo di favorire la programmazione, il monitoraggio e la verifica delle attività oggetto del protocollo.

    IL PRESENTE

    Dicembre 2012: a oltre un anno dalla firma del protocollo, cosa è cambiato?

    Le promesse avvenute alla firma del protocollo di intesa sono state mantenute anche dalla nuova Giunta, con la quale i referenti dell’associazione si sono già incontrati: come ci racconta Luciano, referente del centro sociale Terra di Nessuno per l’assegnazione degli spazi, «l’amministrazione Doria ha confermato di voler proseguire sulla stessa traccia aperta dalla precedente, verificando lo stato degli accordi contenuti nel protocollo e riprendendo in mano i passaggi ancora mancanti».

    Il primo atto ufficiale in questa direzione è stata la regolarizzazione dei contratti d’affitto e delle utenze, che sono state intestate ai referenti di Buridda, Pinelli e Terra di Nessuno. Per quanto riguarda invece lo Zapata, lo spazio è ancora in fase di acquisizione dal Demanio, anche se la fornitura elettrica è gia intestata ai referenti.

    Il trasloco del Buridda non è stato ancora ultimato: il primo “passo ufficiale” è avvenuto lo scorso ottobre, con l’inaugurazione della palestra di arrampicata negli spazi di piazza Cavour, nell’unica sala attualmente agibile dopo i lavori. Come spiega Luciano, «il piano terra del mercato del pesce, quando sarà libero, verrà assegnato in gestione ordinaria al Buridda ma con fruibilità da parte di tutti i centri sociali a soggetti esterni concordati con associazione e Comune».

    Tutti i lavori di ristrutturazione indicati nel protocollo sono stati realizzati, «il minimo indispensabile alla sicurezza, visto che i budget erano veramente irrisori, mentre alcuni lavori – specialmente di muratura e imbiancamento – li abbiamo realizzati noi  con una valutazione a posteriori dei tecnici comunali, che ci ha permesso di richiedere e ottenere un abbattimento dei canoni di locazione futuri».

    L’associazione dei centri sociali è attualmente operativa solo per questioni amministrative, ma non appena i lavori del Buridda saranno terminati si cominceranno vere e proprie assemblee – si presume «abbastanza informali e a cadenza annuale» – per concordare attività comuni e modalità di gestione degli spazi condivisi.

     

    Marta Traverso

  • Esercizi commerciali: legge popolare, liberalizzazione degli orari

    Esercizi commerciali: legge popolare, liberalizzazione degli orari

    Confesercenti Liguria presenta “Libera la domenica”, ovvero la proposta di una legge di iniziativa popolare per cambiare la normativa sulle liberalizzazioni e riportare nell’ambito delle competenze delle Regioni le decisioni sulle aperture domenicali degli esercizi commerciali. Per raggiungere l’obiettivo sarà necessario raccogliere entro sei mesi 50.000 firme a livello nazionale, mentre nella sola provincia di Genova si punta ad un migliaio di sottoscrizioni. L’iniziativa è proposta da Confesercenti in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana e Federstrade.

    «Non diciamo che non vogliamo lavorare la domenica – spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti Liguria – ma non crediamo nemmeno che la liberalizzazione indiscriminata degli orari serva a rilanciare i consumi e a creare nuovi posti di lavoro».

    Per fare ripartire i consumi «Bisogna ritrovare un po’ di stabilità economica e mettere qualche soldo nelle tasche dei cittadini – continua il presidente di Confesercenti Invece con la liberalizzazione delle aperture si rischia solo di mettere in ginocchio migliaia di imprese a gestione familiare che non hanno la forza di competere con la grande distribuzione. Tanti negozianti hanno già chiuso, e altrettanti rischiano di farlo a breve».

    De Luise insiste su un punto: la dimensione familiare della stragrande maggioranza delle imprese «Siamo abituati a parlare di imprenditori – spiega – ma così ci dimentichiamo che molto spesso si tratta di attività individuali o che coinvolgono, al massimo, i componenti di un’unica famiglia. Questi lavoratori hanno il diritto ad almeno un giorno di riposo settimanale. Con questa iniziativa intendiamo, per quanto riguarda la Liguria, ritornare alla situazione precedente alla liberalizzazione, in cui la Regione aveva potestà sugli orari di apertura e tutte le associazioni datoriali e sindacali avevano saputo trovare un accordo».

    Anche don Gian Piero Carzino, in rappresentanza della diocesi di Genova, ribadisce il sostegno della Cei, che contribuirà raccogliendo le firme sui sagrati delle chiese «Dobbiamo mettere al centro dell’attenzione la compatibilità tra lavoro e famiglia, senza ledere la dignità delle persone. Alla domenica vanno restituiti lo spazio della preghiera e dell’eucarestia».

    Hanno già dato la loro adesione all’iniziativa numerosi consiglieri comunali genovesi – in particolare i capigruppo Stefano Anzalone (Idv), Simone Farello (Pd), Lilli Lauro (Pdl) ed Edoardo Rixi (Lega Nord) – che si attiveranno per l’indispensabile autenticazione delle firme raccolte e ai quali va il ringraziamento di Confesercenti e Cei. Anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli, ha ribadito il suo sostegno a “Libera la Domenica”.

    Perché è importante “liberare la domenica”?
    L’art. 31 del D.L. n. 201/2011, cosiddetto “Decreto Salva Italia”, dal 1° gennaio 2012 ha liberalizzato definitivamente, senza eccezioni e in tutto il territorio nazionale, il regime degli orari degli esercizi commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande, superando così la precedente normativa che attribuiva alle Regioni la titolarità di normare in materia e poi, nella maggioranza dei casi, compresa la Liguria, il trasferimento di detta potestà in capo ai singoli comuni.

    A tale proposito Confesercenti sottolinea che «In nessun altro paese europeo esiste una liberalizzazione come quella oggi vigente in Italia; a quasi un anno dall’entrata in vigore è evidente che la stessa non ha prodotto aumenti di pil, di posti di lavoro e tanto meno di consumi ma, in molti casi, si è trattato di un enorme favore alla grande distribuzione che, dal punto di vista della concorrenza, non può certamente essere affrontata in termini quantitativi dai piccoli esercizi di vicinato».

    Per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale www.liberaladomenica.it.

    Dove e quando è possibile firmare:
    «La prima tappa della raccolta firme per quanto concerne la Genova e provincia si svolgerà davanti alla Cattedrale di S. Lorenzo nella mattinata di sabato 8 dicembre, dalle 8.30 alle 13.00 – spiega Confesercenti –  Seguirà Chiavari, domenica 16 dicembre, davanti alle Cattedrale N.S. dell’Orto, dalle 8.30 alle 13.00. A gennaio saremo poi martedì 15, mercoledì 16 e giovedì 17 in via XX Settembre, di fianco all’ex Cinema Verdi (verso De Ferrari). Verranno inoltre calendarizzate ulteriori date sul territorio provinciale, anche con raccolte porta a porta».

    «Ricordiamo, infine, che è sempre possibile firmare presso la segreteria generale del Comune di Genova, via Garibaldi 9, Palazzo Albini, VI piano, Ufficio Raccolta Firme, sala 616 (lato ponente) sala 630 (corridoio centrale), orario dal lunedì al giovedì dalle ore 9,30 alle 17 e il venerdì dalle ore 9,30 alle 13; gli uffici elettorali di Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, Lavagna e Casarza Ligure (ed altri) a partire da mercoledì 5 dicembre», conclude Confesercenti.

     

    Foto di Diego Arbore

  • Mafia: appello per la scorta al presidente di Casa della Legalità

    Mafia: appello per la scorta al presidente di Casa della Legalità

    Un appello – promosso da “Liberi Cittadini di Certosa” e “Liberi Cittadini della Maddalena” per chiedere alle autorità competenti di proteggere le persone che in prima linea combattono contro le organizzazioni mafiose.

    Christian Abbondanza, presidente della “Casa della Legalità Onlus” (www.casadellalegalita.info/.org), è uno dei bersagli della ‘Ndrangheta. Ed è sempre di più in pericolo.

    «La ‘Ndrangheta non perdona, non tollera chi la indica nei suoi affari e legami con politica, economia e pezzi dello Stato, non accetta che si rompa l’omertà ed il silenzio che le garantisce di poter agire indisturbata – spiegano i promotori dell’iniziativa – Chi la combatte seriamente ed in modo efficace è al centro del mirino. Non solo i magistrati, ma anche i giornalisti ed i cittadini liberi che hanno scelto di puntare l’indice sugli ‘ndranghetisti, sui loro affari e sulla loro rete di relazioni, connivenze, contiguità e complicità».

    «Con il lavoro che ha promosso in questi anni, fatto a viso aperto, in modo assolutamente indipendente, Christian Abbondanza è diventato “il problema” per molteplici esponenti ed affari di alcune delle più potenti cosche della ‘ndrangheta in Liguria e nel Nord-Ovest, a partire dai GULLACE-RASO-ALBANESE, PIROMALLI, MAMMOLITI, GIOFFRE’-SANTAITI, e MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI – continuano Liberi Cittadini di Certosa e Liberi Cittadini della Maddalena – Dopo le efficaci inchieste sul controllo nella Sanità calabrese da parte della ‘Ndrangheta, e quelle, ad esempio, sulla corruzione, voto di scambio ed infiltrazioni negli appalti pubblici nel capoluogo ligure, l’azione di denuncia pubblica ed alle Autorità hanno contribuito in modo efficace nell’azione di prevenzione e contrasto».

    I risultati sono concreti, ecco alcuni esempi «Sequestri, confische e già alcune condanne per alcuni dei boss storici del centro storico genovese (Caci, Canfarotta, Zappone); arresto ed incriminazione, con sequestro dei beni, al boss Antonio Fameli; interdizione “atipica”, sequestri e incriminazioni per Andrea Nucera; condanna per corruzione, interdizione “atipica” ed ulteriori indagini per i Mamone».

    «L’ex Prefetto di Genova, Musolino, fece scattare la Vigilanza Generica Radiocollegata a tutela di Abbondanza – ricordano i divulgatori dell’appello – Una misura ormai insufficiente, soprattutto alla luce delle indagini sempre più pesanti che scaturivano dalle inchieste che Abbondanza portava avanti e che davano quindi impulso a provvedimenti dell’Antimafia e di diverse Procure. Per questo fu proposto di aumentare il livello di protezione, con la scorta. Misura, però, bloccata da resistenze forti nei Palazzi».

    «Forse perché Abbondanza e la Casa della Legalità non si sono limitati ad indicare i mafiosi, ma anche chi li ha protetti, tra le Forze dell’Ordine e la stessa Magistratura, con inerzie e sottovalutazioni, quando non con più pesanti responsabilità. Abbondanza, con la Casa della Legalità, aveva indicato da tempo, ad esempio, problemi e criticità all’interno della DDA di Genova, e queste critiche hanno poi trovato, purtroppo, conferma nel naufragare di alcune importanti indagini e, forse, anche nel provvedimento di rimozione di due magistrati dalla stessa DDA del capoluogo ligure».

    «Se i molteplici tentativi di fermare l’azione di informazione e denuncia di Abbondanza e della Casa della Legalità non hanno avuto effetto, pur con l’uso di minacce, intimidazioni e con una pioggia di querele e procedimenti per “diffamazione”, l’isolamento di Abbondanza e della Casa della Legalità permane, con le pesanti iniziative, spesso promosse direttamente dagli esponenti delle cosche ‘ndranghetiste, attraverso il continuo tentativo di delegittimazione, volto a minarne la possibilità di azione, spianando, così, la strada all’intenzione di colpirlo definitivamente da parte di alcuni dei più pericolosi ‘ndranghetisticoncludono i fautori della mobilitazione – Ora possono colpirlo quando vogliono, in ogni movimento e circostanza. Occorre che le Autorità, senza più tentennamenti, gli garantiscano un’adeguata protezione. Gli deve essere assegnata una scorta prima che sia troppo tardi… Abbondanza non è solo e sottoscrivendo questo appello chiediamo che venga disposta immediatamente la scorta per garantirne la necessaria sicurezza».

     

    Per inviare l’adesione all’Appello scrivere a: sostegnocasalegalita@gmail.com

    Info: www.facebook.com/scortaperabbondanza – http://sostegnoallacasadellalegalita.blogspot.it

  • Ripuliamo Santa Brigida: una domenica contro la Rumenta

    Domenica 2 dicembre 2012 il Consorzio Vivere Santa Brigida dà appuntamento a tutti coloro che vogliono trascorrere una giornata all’insegna della riscoperta del centro storico e di un maggiore rispetto dell’ambiente.

    I vicoli di Santa Brigida e Prè saranno infatti spazio per i volontari che vorranno contribuire a rimuovere l’immondizia dalle strade e, in particolare, raccogliere quegli oggetti che attraverso opere di riciclo creativo possono essere utilizzati come regali di Natale.

    Tra i partecipanti sarà inoltre organizzata una piccola gara: chi raggiungerà il peso maggiore di spazzatura vincerà un buono per un acquisto presso la Fabbrica del Riciclo.

    Appuntamento a partire dalle 9 in piazza dei Truogoli di Santa Brigida, la raccolta proseguirà per tutta la giornata.

    L’iniziativa è organizzata da Làbora e Boni Sport, in collaborazione con Vivere Santa Brigida. Sponsorizzato da Amiu.

  • Viva la Terra: progetto ambientale del Fai per i giovani studenti

    Viva la Terra: progetto ambientale del Fai per i giovani studenti

    Il FAI – Fondo Ambiente Italiano, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, presenta il kit multimediale “Viva la Terra! Fai anche tu: fai la differenza” per la sensibilizzazione ambientale degli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado.

    L’utilizzo del kit, completamente gratuito, è un valido aiuto per stimolare il senso di responsabilità dei giovani studenti verso l’ambiente e far loro capire che i piccoli gesti individuali, così come le grandi scelte collettive, si riflettono sulla vita della Terra nel suo complesso: sull’ambiente, sul clima, sul paesaggio, sugli altri popoli e anche su noi stessi.

    Le classi delle regioni ABRUZZO, CALABRIA, CAMPANIA, FRIULI VENEZIA GIULIA, LIGURIA, MARCHE, SICILIA, TOSCANA, TRENTINO ALTO ADIGE, UMBRIA, VALLE D’AOSTA, VENETO, al momento dell’iscrizione, riceveranno una password per scaricare dal sito il kit didattico multimediale.

    Questo strumento ricco di informazioni e stimoli – formato da una piattaforma multimediale con percorsi didattici interattivi e schede di attività – potrà essere utilizzato dalle classi per riflettere e attuare una “impresa” (eco-plan) di rispetto ambientale.

    Tutte le informazioni sono disponibili sul sito web del Fai, all’indirizzo: http://faiscuola.fondoambiente.it/

     

     

    Foto di Diego Arbore

  • Carovana dell’ospedale dei pupazzi: un progetto dei circoli Arci

    Carovana dell’ospedale dei pupazzi: un progetto dei circoli Arci

    pupazziLa pubblicità “selvaggia” che vediamo in tv, sui giornali e nelle affissioni per strada, hanno trasmesso a bambini e famiglie l’idea di un rapporto usa e getta con i giocattoli: quando un peluche si rompe, ad esempio, si butta via e se ne compra uno nuovo.

    Arci Genova ha deciso di avviare un’iniziativa per trasmettere un messaggio differente: la Carovana dell’ospedale dei pupazzi è un atelier itinerante che tra novembre 2012 e maggio 2013 coinvolgerà tutti i Municipi, per un totale di 35 incontri dove verrà insegnato ai bambini (scuola primaria e primi anni delle elementari) a riparare i loro pupazzi e a vestirli con materiali di recupero.

    Questo il calendario completo (per info contattare niri@arcigenova.it tel. 393 4888510).

    – 1 dicembre: Circolo Arci Belleville (vico Calvi, Centro Est)
    – 9 dicembre: Circolo Arci Zenzero (via Torti, Bassa Val Bisagno)

    – 3 e 20 gennaio: Circolo Arci Merlino (via Galliani, Medio Ponente)
    – 12 gennaio: Circolo Arci 8 marzo (Giardini Rodari 12, Medio Ponente)
    – 26 gennaio e 10 febbraio: Circolo Arci Ciclistica (via Fillak, Centro Ovest)

    – 2 febbraio: Circolo Arci 7 novembre (viale dei Cipressi, Val Bisagno)
    – 24 febbraio: Circolo Arci Voltrese (via Cialdini, Ponente)

    – 2 marzo: Circolo Arci Il Guscio (via Gorizia, Medio Levante)
    – 10 marzo: Circolo Arci CIS (piazza Parri, Levante)
    – 24 marzo: Circolo Arci Futuro Primitivo (via De Bissone, Medio Ponente)

    – 13 aprile: Circolo Archi Barighini (Bassa Val Bisagno)
    – 21 aprile: Anpi Bolzaneto (via Boggiano, Valpolcevera)
    – 11 maggio: Circolo Arci 30 giugno (salita Angeli, Centro Ovest).

  • Lotta all’AIDS, cura e prevenzione: l’Asl 3 in piazza per sensibilizzare

    Lotta all’AIDS, cura e prevenzione: l’Asl 3 in piazza per sensibilizzare

    In occasione della giornata mondiale per la lotta all’AIDS, celebrata come ogni anno il 1° dicembre, l’ASL 3 (Azienda Sanitaria Locale genovese) scende in piazza per un evento di prevenzione e sensibilizzazione: dalle 18.00 del 30 Novembre il Camper Unità di strada appositamente allestito stazionerà in Piazza Caricamento e, fino a notte inoltrata, il personale specialistico delle S.C. Sert, composto da infettivologi, infermieri ed educatori, insieme agli educatori di strada Afet e Provincia incontreranno le persone, offriranno ascolto, forniranno materiale informativo cartaceo e presidi sanitari.

    L’evento – promosso dal Sert di ASL 3 in collaborazione con l’Associazione Afet Aquilone Onlus cui è affidata la gestione dell’Unita di Strada, l’Ufficio Benessere Organizzativo e Pari Opportunità della Provincia di Genova che si occupa del progetto Nuovi Orizzonti dedicato al sostegno delle vittime di tratta e la sezione genovese della L.I.L.A. (Lega Italiana Lotta all’Aids) che metterà a disposizione il materiale dell’ultima campagna – è finalizzato innanzitutto a sensibilizzare la popolazione sulla necessità di mantenere alta la soglia di attenzione verso questa malattia, sia sollecitando l’adozione di comportamenti protettivi, soprattutto per quanto concerne la sfera dei comportamenti sessuali, sia ribadendo l’importanza di sottoporsi al test HIV anonimo e gratuito.

    Proprio per agevolare quanti vogliano sottoporsi al test, durante la serata sarà inoltre possibile, per chi lo desidera, ottenere counselling infettivologico pre-test ed eventuale appuntamento per l’esecuzione del test la settimana successiva presso l’ambulatorio di Vico Croce Bianca 24r, che per l’occasione resterà aperto. Si ricorda che ASL 3 da aprile 2012 è attiva in vico Croce Bianca con il proprio personale infettivologico, psichiatrico, di accoglienza e di mediazione culturale.

    L’evento del 30 novembre si rivolge a tutta la popolazione e in particolare alle fasce in situazione di particolare fragilità, quali le lavoratrici del sesso, i loro clienti e i migranti in condizioni di irregolarità, non solo ai fini della loro tutela, ma anche per la cura della salute della collettività. Proprio a tale scopo, durante la serata una mini-equipe di operatori sarà anche impegnata in percorsi “ragionati” per contattare le fasce obiettivo dell’evento.

    «La trasmissione del virus HIV, purtroppo, è ancora un fenomeno importantescrive in un comunicato l’ASL 3e la sottovalutazione dei rischi spesso porta molte persone ad apprendere di aver contratto il virus all’insorgere dei sintomi della malattia, ovvero molto tempo dopo il contagio, riducendo l’efficacia dei trattamenti ed esponendo se stessi e gli altri a ulteriori rischi di diffusione della malattia».

    I dati dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale per le Malattie Infettive (OERMI) – che si occupa della sorveglianza epidemiologica della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) sul territorio regionale fin dalla prima metà degli anni ’80 – evidenziano un costante decremento dei casi di AIDS con 2,7 casi ogni 100.000 abitanti, rispetto alla punta massima di 16,9 ogni 100.000 del 1995. A livello nazionale, i dati riportati dai diversi sistemi di sorveglianza regionali indicano che nel 2010 sono stati diagnosticati 5,5 nuovi casi di Hiv positività ogni 100 mila residenti e quasi una persona su 3 diagnosticate come Hiv positive è di nazionalità straniera.

    «La diminuzione delle nuove diagnosi è da attribuire più alla modificazione della storia naturale dell’infezione, grazie alle nuove terapie, che ad una vera diminuzione delle infezione da HIV, oltre che ad una scarsa propensione, da parte dei liguri, ad eseguire il test per la ricerca degli anticorpi anti-HIV, atteggiamento da cui dipende un ritardo nel riconoscimento dello stato di sieropositività», sottolinea l’ASL 3.

    Sulla base delle informazioni raccolte, ottenute grazie al sistema di sorveglianza attivato dalla Regione Liguria presso i centri clinici, si evidenzia che sulla diminuzione delle nuove diagnosi hanno avuto un gran peso i cambiamenti epidemiologici avvenuti dal 1996, quando per la prima volta si è verificata una diminuzione di nuovi casi di AIDS (-12%) e dei decessi correlati all’AIDS (-10%), rispetto al 1995. E se dai dati non si può escludere che vi sia una minore circolazione del virus Aids, secondo i tecnici, invece, vi sono parecchi segnali preoccupanti.

    «La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV acquista un valore molto importante per descrivere i fattori di rischio e la vulnerabilità di chi contrae oggi questa infezione – spiega ancora l’ASL 3 – dando la possibilità di pianificare politiche di controllo appropriate e ridurre la diffusione dell’HIV».

    «In questo ambito l’attività di prevenzione sul territorio risulta fondamentale – conclude l’Azienda Sanitaria Locale genovese – il Progetto Fenice, promosso dal Ser.T. di ASL 3, è nato proprio per promuovere azioni finalizzate alla riduzione del danno e alla prevenzione dell’AIDS nella popolazione genovese e mantiene il proprio stile operativo di presenza anche nei luoghi di incontro e divertimento per sottolineare come la prevenzione sia un dovere di tutti e debba rientrare tra le pratiche quotidiane di tutela della salute individuale e collettiva delle persone. La prevenzione dell’AIDS, infatti, passa anche attraverso la limitazione dei consumi di sostanze stupefacenti e alcoliche il cui abuso spesso riduce la soglia di attenzione verso comportamenti a rischio in campo sessuale».

    Per aumentare l’efficacia delle azioni di prevenzione è molto importante la collaborazione fra Istituzioni sanitarie pubbliche con altri enti e associazioni non profit. In tale direzione si inserisce la collaborazione fra ASL 3 e AFET Aquilone, cui è affidata la gestione dell’Unità di Strada e che da aprile 2012 è partner di ASL 3 nella gestione dell’ambulatorio medico-infermieristico di vico Croce Bianca.

    La popolazione è tutta invitata, così come gli organi di informazione.

    A tale evento di sensibilizzazione in strada, parteciperà, a partire dalle ore 19.00, anche la Direzione dell’Azienda Sanitaria Locale, nella figura del Direttore Sanitario dr.ssa Ida Grossi, che sarà anche disponibile a rispondere ad eventuali domande da parte dei giornalisti presenti.

  • Mani Tese a Feltrinelli: volontari cercasi per Natale 2012

    Mani Tese a Feltrinelli: volontari cercasi per Natale 2012

    Come ogni anno Mani Tese sarà presente nelle librerie Feltrinelli di tutta Italia, nel corso del mese di dicembre, con l’iniziativa Molto più di un pacchetto regalo: un gruppo di volontari confezionerà pacchetti natalizi con gli oggetti acquistati in libreria e chiederà in cambio una piccola offerta che andrà in beneficenza ai progetti sostenuti dall’associazione.

    Mani Tese pertanto cerca volontari per la libreria Feltrinelli di Genova: è sufficiente fare anche solo un turno nel periodo tra l’1 ed il 24 dicembre. I turni sono suddivisi in due fasce: mattina (ore 10-15) e pomeriggio (ore 15-20), inclusi i fine settimana.

    Quest’anno il ricavato dell’iniziativa sosterrà la campagna “Dalla strada alla scuola” promuovendo l’istruzione dei ragazzi di strada, nelle periferie di alcune città della Cambogia, del Bangladesh, dell’India e del Brasile, offrendo loro l’opportunità di un riscatto sociale.

    Per aderire all’iniziativa contattare l’indirizzo mail Genova@manitese.it.

  • Quezzi, accesso a via del Molinetto: gli abitanti scrivono alle istituzioni

    Quezzi, accesso a via del Molinetto: gli abitanti scrivono alle istituzioni

    Attendono una risposta da oltre 1 anno, quando, nel novembre 2011, la furia dell’acqua devastò lo storico ponte d’accesso a via del Molinetto, sulle alture di Quezzi, si sono visti prospettare un intervento risolutivo già nell’estate scorsa, ma finora gli abitanti dell’antica creuza rimangono privi della completa possibilità di movimento a causa della presenza di una scalinata in pietra quale unico passaggio pedonale per entrare ed uscire di casa (leggi l’inchiesta di Era Superba).

    Per questo si sono attivati con una raccolta firme e hanno spedito una lettera agli indirizzi mail del Sindaco del Comune di Genova, Marco Doria, dell’assessore comunale ai Lavori pubblici, Gianni Crivello e del Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando.
    Inoltre hanno inviato la missiva anche al Prefetto di Genova, Giovanni Balsamo.

    L’obiettivo è avviare al più presto il promesso percorso partecipativo in merito al progetto – promosso da Coopsette e Regione Liguria – che prevede la realizzazione di una rampa carrabile alternativa al ponte.

    Esigenza ribadita da una mozione approvata dal consiglio del Municipio III Bassa Valbisagno.

    L’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Crivello, rispondendo ad un’interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere Antonio Bruno (Fds), conferma «È intenzione di questo assessorato garantire la massima partecipazione della collettività interessata in sede ed approvazione dell’intevento».

     

    Di seguito il testo della lettera:

    Vorrei evidenziare l’urgenza di una situazione limite nel nostro Comune.
    Vivo a Quezzi, in Via del Molinetto.
    L’accesso alla Via dove abito è costituito da un Ponte, parzialmente danneggiato dalla piena è interrotto dal 4 novembre 2011, non essendo stato ripristinato l’unica alternativa a questo è una scalinata, non da tutti superabile autonomamente. Come me una 50ntina di famiglie sono state ridotte in condizioni di sentirsi “ostaggio” di una barriera architettonica.

    Da un anno oramai la mia qualità abitativa è molto peggiorata:

    – non potendo utilizzare neanche i mezzi agricoli per trasportare cose e materiali sino a casa, pur avendo subito danni da riparare e dovendo provvedere a costanti manutenzioni;
    – non avendo la sicurezza di un rapido soccorso o di una praticabile fuga in caso di emergenza di qualunque tipo, pur vivendo in una zona a rischio dove l’abbandonar rapidamente la casa è previsto dalle normative;
    – non potendo realizzare neanche più il valore originale dell’immobile deficitario oramai di un accesso civilmente accettabile.

    Credo sia necessario che le Istituzioni, in primis il Comune di Genova con gli Assessori e i Tecnici responsabili,
    chiariscano pubblicamente a me a agli Abitanti delle Vie coinvolte (almeno tre: Via del Mulinetto, Viale Canessa, Via MottaChiusura) quali sono le prospettive reali e i tempi necessari per risolvere questa grave e illegale situazione,
    in cui ci troviamo nostro malgrado da troppo tempo.

    Come proposto da un Consigliere FdS/RC del Municipio III e recepito pienamente dal Consiglio di Municipio III e dal suo Presidente, non è procrastinabile ulteriormente un percorso di partecipazione urbanistica che preveda la consultazione degli Abitanti e la diffusione delle Informazioni su Intervento e Tempi di realizzo, già previsto in essere per questo periodo.

    Grazie dell’attenzione,
    in attesa di un positivo riscontro

  • Smack!: Prà, Sestri Ponente, Lagaccio i fumetti si alleano con il sociale

    Smack!: Prà, Sestri Ponente, Lagaccio i fumetti si alleano con il sociale

    Fumetti «Pensiamo che ogni realtà, anche un festival come quello del fumetto, abbia il dovere di contribuire, a proprio modo, alla vita della comunità», è così che nasce una piccola rassegna di eventi tra il sociale e il fumetto, tutti realizzati in modo volontario da parte degli organizzatori, dei disegnatori ospiti e delle realtà territoriali.

    Tra fine novembre e gennaio SMACK!, la Fiera del Fumetto di Genova promuove – insieme al centro di aggregazione I Corsari delle Lavatrici, il centro di aggregazione I Piccoli Diavoli di Sestri Ponente, l’associazione Quartiere in Piazza del Lagaccio, i disegnatori di “Un Fatto Umano”, la disegnatrice genovese Chiaretta, il disegnatore Giovanni Bruzzo (Bonelli), la Scuola Chiavarese del Fumetto, Progetto Yepp – tre eventi che uniscono ognuno 1 realtà sociale, 1 disegnatore di fumetti, 1 avvenimento, 1 tema.

     

    Gli eventi di SOCIAL SMACK!, tutti aperti e gratuiti fino al raggiungimento del numero indicato, sono:

    I disegni italian/manga al centro per minori delle “Lavatrici”

    ___ 26 novembre e 3 dicembre. Presso il centro I Corsari, al centro civico San Pietro (Lavatrici, sulle alture di Prà) dalle ore 17 alle ore 18,30 laboratorio di 2 incontri sul disegno a fumetti tenuto da Chiaretta.

    Aperto ai bambini/ragazzi de I Corsari e, fino al raggiungimento delle 15 adesioni, ad altri partecipanti.

    Info: Enrico 3476419212

    Il centro di aggregazione I Corsari è un servizio del Centro Servizi Minori e Famiglie del Municipio Ponente, destinato ai minori dai 6 ai 17 anni, aperto il martedì ed il venerdì dalle 15,30 alle 19. Il centro lavora in un contesto difficile ed isolato come le Lavatrici di Prà, fornendo un contributo fondamentale per creare nuove opportunità sociali e momenti di condivisione.

    Chiaretta

    Chiara è una disegnatrice genovese che ha un suo pubblico negli appassionati del fumetto in stile giapponese “manga”. Produce storie autoprodotte o per editori del settore e la sua filosofia è di disegnare in stile manga storie dal contenuto occidentale. Per lei infatti non è possibile narrare storie di una cultura lontana senza conoscerne profondamente tutte le implicazioni. Attualmente a Genova tiene un corso per Accademia Manga.

     

    Gli autori genovesi di “Un Fatto Umano”, la storia a fumetti di Falcone e Borsellino (Einaudi) al Lagaccio

    ___ incontro con gli autori il 29 novembre, alle ore 21, presso la “casetta” dell’Associazione Quartiere in Piazza, Piazza dei Popoli, (da via Napoli all’incrocio con via Vesuvio).

    Aperto a tutti.

    L’associazione Quartiere in Piazza è nata con la realizzazione dei giardini all’incrocio tra via Napoli e via Vesuvio, con lo scopo di gestire questo nuovo spazio, ossigeno puro per un quartiere compresso come il Lagaccio, si occupa di promuovere animazione sociale, incontri con famiglie, percorsi culturali e di integrazione.

    Alessandro Parodi e Fabrizio Longo

    I genovesi Parodi e Longo hanno realizzato la storia/libro a fumetto “Un Fatto Umano”: il racconto di Falcone e Borsellino, trasfigurati in uomini/animali che porta in tavole la drammaticità e la bellezza della storia dei due eroi nazionali.

    Il libro è un fenomeno, oltre che di cultura, anche editoriale avendo avuto, ad oggi, un riscontro di vendite di circa 11.000 copie tra Italia e Francia.

     

    Il disegnatore della Bonelli di Tex, Dampyr, Mister No e altri incontra i ragazzi de I Piccoli Diavoli

    ___ Presso il centro I Piccoli Diavoli, due martedì di gennaio 2013, in via Vado 21/1, a Sestri Ponente laboratorio di 2 incontri sul disegno a fumetti tenuto da Giovanni Bruzzo, noto disegnatore Bonelli. Bruzzo incontrerà per due pomeriggi i ragazzi interessati alla professione disegnatore. Nei due incontri, oltre a dare alcuni consigli e indicazioni su come disegnare Bruzzo parlerà di come si arriva a disegnare e a lavorare nel mondo dei comics.

    info 3807504407

    Il Centro di Aggregazione Giovanile “I Piccoli Diavoli” è un servizio a libero accesso per i giovani, fa parte dei servizi del Centro Servizi Minori e Famiglie del Municipio Medio Ponente ed è inserito all’interno delle Politiche Giovanili della Regione Liguria .

    Situato in via Vado 21/1 a Sestri Ponente apre Lunedì e Venerdì dalle ore 13 – 18 ,Martedì 13 – 21 e si rivolge alla fascia di età 11 – 18 anni.

    Il centro offre ai ragazzi diverse opportunità di percorsi personali e laboratoriali. L’equipe dei Piccoli Diavoli lavora in connessioni con le reti associative, famigliari, istituzionali della zona.

    L’iniziativa sarà supportata e promossa anche dal gruppo YEPP locale.

    YEPP è un progetto internazionale presente da diversi anni anche a Cornigliano che mira a migliorare la qualità della vita dei Giovani nei territori in cui vivono. Si basa sul concetto di Sviluppo di Comunità, ossia sull’idea che la Comunità e i Giovani del Territorio sappiano di cosa c’è bisogno e abbiano solo bisogno di uno stimolo per acquisire il potere di migliorare il proprio territorio (Empowerment). L’altro concetto di fondo è quello della partnership. Mettendo insieme vari soggetti (pubblici, privati e del terzo settore) si riescono ad ottenere risultati di gran lunga superiori rispetto a quando si lavora individualmente.

    Giovanni Bruzzo

    Genovese, classe 1961, protagonista della scena genovese e animatore culturale è diventato uno dei disegnatori di riferimento del mondo Bonelli.

    Tex, Mister No, Dampyr alcuni dei personaggi di cui ha disegnato indimenticabili storie. Il suo stile è tra quelli riconosciuti e apprezzati dagli appassionati, collezionisti e caratterizza le storie in modo forte e originale.

    Prezioso il suo intervento in questo progetto per la possibilità di raccontare ai ragazzi la quotidianità, il “dietro le quinte”, le caratteristiche della professione del disegnatore.

  • Prà: gli spazi del Cep ospitano la festa della Comunità albanese

    Prà: gli spazi del Cep ospitano la festa della Comunità albanese

    Un grande evento per la comunità albanese residente in Liguria (15 mila persone distribuite tra le 4 province) ma non solo, andrà in scena Domenica 25 novembre a partire dalle ore 16 al PalaCep di Prà (via della Benedicta) dove è previsto il concerto degli artisti albanesi Pajtim Struga, Milva Doraci e Aida Cara.

    Grazie alla disponibilità degli spazi finora gestiti dal Consorzio Pianacci, questa giornata sarà un’occasione per dimostrare che è possibile realizzare momenti di reale integrazione, incontro e scambio di esperienze tra cittadini di culture diverse che quotidianamente vivono e lavorano nei medesimi luoghi.

    Purtroppo, a causa di alcune note vicende, ultimamente il Consorzio Pianacci non ha più potuto organizzare propri eventi (vedi l’intervista a Carlo Besana), ma nello stesso tempo è orgoglioso di ospitare simili iniziative che consentono di non abbassare la luce dei riflettori su un fondamentale luogo di aggregazione per il ponente genovese.

    Per la festa di Domenica 25 novembre «Ci attendiamo un migliaio di persone, soprattutto giovani – spiega Antonietta Di Rienzo, presidente del Comitato Internazionale Migranti nel Mondo che organizza l’evento insieme all’associazione Fratelli nel Mondo – Nel 2008 per un evento simile al Mazda Palace erano arrivate oltre 2500 persone provenienti da tutto il Nord Italia».

     

    Matteo Quadrone

  • Zapatos Rojos a Genova: installazione contro la violenza sulle donne

    Zapatos Rojos a Genova: installazione contro la violenza sulle donne

    Zapatos rojos a MilanoAnche Genova si unisce a Zapatos rojos (in italiano: scarpe rosse), un progetto di installazione collettiva per sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne ideato dall’artista messicana Elina Chauvet, che l’ha rappresentata per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juárez – nello stato del Chihuahua – e successivamente in altri stati del Messico e in Texas, per commemorare le donne che annualmente spariscono per mano delle Gang in quella città.

    In vista del 25 novembre, Giornata mondiale dedicata alla violenza sulle donne, anche Genova sarà “tappezzata” di scarpe rosse per un’iniziativa a cui tutti sono chiamati a partecipare.

    Leggiamo dalla pagina Facebook del Centro Antiviolenza Mascherona le istruzioni per chi desidera dare il proprio contributo. Le scarpe verranno raccolte per l’installazione, che verrà completata domenica 25 novembre a Palazzo Ducale. Per maggiori informazioni contattare il Centro al numero 010 2097622.

    Chi non possiede un paio di scarpe rosse può dipingerle utilizzando questi materiali:
    – pennello da 2 o 3 cm di larghezza;
    – smalto ad acqua, acrilico e inodore, oppure tempera acrilica (no tempera ad acqua, tipo quella che si usa a scuola: se piove il colore si scioglie), oppure bomboletta spray.

    Marta Traverso

    (nella foto, un’immagine dell’installazione realizzata la scorsa settimana a Milano)