Tag: iniziative

  • Val Bisagno: ad un anno dall’alluvione i problemi sono gli stessi

    Val Bisagno: ad un anno dall’alluvione i problemi sono gli stessi

    Ponte CarregaUn’assemblea pubblica per fare il punto della situazione e mettere in evidenza quello che ancora non è stato fatto, ad esattamente un anno di distanza dalla tragica alluvione del 2011. Questo uno degli obiettivi dell’assemblea pubblica che si svolgerà domenica 4 novembre presso il centro sociale Pinelli in via Fossato Cicala.

    Già annunciata la partecipazione di comitati e abitanti di Piazzale Adriatico, via Fereggiano, Corso De Stefanis, Corso Sardegna, e Ponte Carrega, ma l’invito è esteso a tutta la cittadinanza.
    Dov’eri il 4 novembre e il 5 cosa hai fatto?”, annuncia il volantino che promuove l’iniziativa denunciando a gran voce che «I greti dei torrenti sono ancora pieni di sterpaglie e la messa in sicurezza assolutamente inesistente». Insomma, il grave rischio idrogeologico che incombe sulla vallata, rimane intatto «Sarebbe sufficiente una pioggia più abbondante ed il problema si riproporrebbe perché non un solo rivo della Val Bisagno può essere considerato sicuro».

    Le preoccupazioni che emergono sono pressoché le stesse, espresse con chiarezza in un documento redatto dal Circolo di Rifondazione Comunista “Dente” Bianchini di Marassi, sul finire di settembre.
    «I lavori di messa in sicurezza eseguiti sul Fereggiano nei mesi scorsi si limitano a ripristinare le condizioni precedenti all’alluvione del Novembre 2011. Tutto ciò che un anno fa ha causato gli allagamenti è oggi inalterato: l’impermeabilità dei versanti e la canalizzazione delle acque inadeguata; il passaggio delle acque da un’apertura dell’alveo maggiore ad una inferiore; l’ingresso ortogonale nel Bisagno».

    La situazione non migliora se ci si addentra nella Valbisagno dove permangono situazioni di grave rischio idro-geologico con torrenti pronti ad esplodere, come evidenziato dallo studio del Municipio IV Media Valbisagno.
    Per questo «La sicurezza del territorio e quindi di chi ci abita, dovrebbero essere in testa all’agenda politica dell’attuale Amministrazione, sottolinea il circolo Bianchini. Al contrario «si continuano a sperperare ingenti quantità di risorse pubbliche in opere inutili e spesso dannose per l’equilibrio del territorio».

    In particolare le critiche riguardano i nuovi progetti «Le risorse previste dal Piano Città e destinate alla Valbisagno andrebbero almeno in parte utilizzate per porre rimedio ai gravi rischi che persistono in particolare sul Fereggiano, ma anche su Rovare e Noce e sui rivi indicati dallo studio del Muncipio IV (Geirato, Brumà, Rosata, Gatto, ecc.) – sottolinea il circolo Bianchini – Gli interventi previsti sul Bisagno (restringimento dell’alveo e demolizione dei ponti), inutili dal punto di vista idro-geologico, non sono necessari per migliorare il trasporto pubblico anzi, al contrario, favoriscono l`uso del mezzo privato. La costruzione di nuovi alloggi nell`area ex Boero rappresentano un ulteriore e apparentemente inspiegabile spreco di risorse per una città in cui gli alloggi sfitti sono circa 25.000 (molti dei quali di proprietà pubblica)».

    Per quanto concerne il Fereggiano, conclude il circolo Bianchini «non sono rinviabili interventi strutturali dai costi e dai tempi sostenibili con una parte delle risorse a disposizione: è necessario proseguire l’allargamento dell’alveo del Fereggiano, dopo Largo Merlo, seguendo il suo percorso naturale sotto via Fereggiano, via Monticelli e un tratto di Corso Galliera. Il torrente dovrà affluire nel Bisagno in maniera naturale e non ortogonalmente come avviene oggi, in modo da facilitare la ricettività delle acque. Tutto il torrente sarebbe sotto copertura ed essendo ampio quanto la strada potrebbe convogliare facilmente le piene nel Bisagno evitando l’allagamento periodico dei dintorni».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Guerrilla gardening: una giornata per aiutare il verde in città

    Guerrilla gardening: una giornata per aiutare il verde in città

    Ieri vi abbiamo parlato dell’iniziativa degli Angeli del fango, che a un anno dall’alluvione hanno deciso di “adottare” le aiuole tra via XX Settembre, via Fiume e via Brigata Liguria, per renderle più vive e riqualificarle senza più attendere l’intervento delle istituzioni.

    La loro iniziativa cade anche in concomitanza con un altro anniversario: il 4 novembre 2011 si è infatti svolta la prima giornata nazionale del guerrilla gardening, che in molte città italiane ha portato gruppi di volontari ad armarsi di pala e guanti da giardino per far rivivere gli spazi verdi in città e che quest’anno verrà replicata, appunto, domenica 4 novembre. L’iniziativa degli Angeli si accompagnerà dunque a numerose altre, sparse su tutto il territorio nazionale.

    Genovesi, perché non fate la vostra parte? Ci sono aiuole, spazi verdi e parchi che aspettano di essere riqualificati. Il gruppo nazionale di Guerrilla Gardening cerca nuovi aderenti, per segnalare (attraverso foto, video e racconti) la propria esperienza di “attacco verde” è possibile inviare una mail a info@guerrillagardening.it o telefonare al 392 3274987.

    [foto di Diego Arbore]

  • Sampierdarena: commercianti uniti per rilanciare il quartiere

    Sampierdarena: commercianti uniti per rilanciare il quartiere

    Nasce una nuova associazione di commercianti, artigiani ed imprenditori di Sampierdarena con l’obiettivo di rilanciare il quartiere, nella speranza di restituirgli l’immagine di una volta: una Sampierdarena “Bella e perbene”, vitale ed operosa, perchè «Siamo certi che una zona ben curata e pulita sia anche in grado di attirare più gente, più clienti, più persone che scelgano di fare shopping nella nostra delegazione».

    Sono un centinaio gli operatori commerciali che si uniscono ufficialmente dopo un percorso avviato alcuni mesi fa. I problemi da affrontare sono sempre gli stessi, denunciati da tempo anche da altre associazioni, come le Officine Sampierdarenesi: il degrado e la criminalità conseguenti alla presenza di numerosi locali notturni, prostituzione a cielo aperto, sale dedicate al gioco d’azzardo, senza un adeguato controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine.

    Gli esponenti della neonata associazione sono convinti che sia possibile invertire la tendenza, attraverso un dialogo continuo con l’amministrazione pubblica, in particolare il Municipio Centro-Ovest. Fondamentale sarà l’organizzazione di iniziative capaci di richiamare i cittadini da altre zone della città, quali ad esempio i mercatini che potrebbero svolgersi con una frequenza più assidua sotto i portici di via Cantore, l’arteria principale del quartiere.

    Gli operatori commerciali manifestano la loro disponibilità ad assumersi l’onere finanziario di curare gli arredi urbani, come le fioriere comparse recentemente in via Cantore, ma non solo. Nello stesso tempo, però, chiedono al Comune di occuparsi della pulizia e del decoro in zona, con la medesima attenzione.

    «Insieme alla gente del posto siamo pronti ad affrontare le problematiche che riguardano cittadini e commercianti di Sampierdarena», perchè l’unione fa la forza e sarà più semplice affrontare il percorso in direzione dell’auspicato cambiamento.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa organizza un pomeriggio per vivere il quartiere in bicicletta e promuovere l’utilizzo di questo mezzo di trasporto, a impatto zero e che porta benefici alla salute e all’ambiente.

    Partenza sabato 3 novembre alle ore 15 in piazza Petrella, in programma una pedalata e rinfresco al termine dell’evento, offerto dagli operatori economici del quartiere.

    L’evento è una delle numerose iniziative che – complice il freddo non ancora completamente alle porte – si sta attuando a Genova per sensibilizzare sull’uso della bicicletta, grazie anche alle iniziative di promozione svolte attraverso la rete, dal blog Anemmu in bici a Zena e al gruppo Facebook Salvaiciclisti Genova.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Bottega Solidale Genova: inaugura lo spazio Macondo 2012

    Bottega Solidale Genova: inaugura lo spazio Macondo 2012

    MacondoSabato 3 novembre 2012 (ore 16.30) inaugura come ogni anno in piazza Matteotti Macondo, la Fiera del commercio equo e solidale che resterà aperta al pubblico fino alla vigilia di Natale per presentare e vendere artigianato etnico, prodotti alimentari biologici, abiti e accessori e così via.

    La festa inaugurale avrà come contorno eventi di teatro e musica come Inconsueto popolare – a cura della Compagnia del Teatro Scalzo – e musiche tradizionali balcaniche e klezmer contaminate dalle melodie del Sud Italia.

    Nelle prossime settimane Macondo ospiterà inoltre laboratori gratuiti per parlare di cucina, materie prime, di riciclo, di cooperazione internazionale e di economia carceraria. Per partecipare e avere maggiori informazioni è necessario prenotare allo 010 265828 o via mail a micol.arena@bottegasolidale.it.

  • Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Domenica 4 novembre 2012 sarà un anno dall’alluvione a Genova, che ha provocato gravi danni nel quartiere di Marassi e nel centro città.

    Il gruppo “Angeli col Fango sulle Magliette”, in collaborazione con il Municipio Centro Est di Genova, celebrerà questa ricorrenza con un progetto di adozione del verde pubblico: Dai diamanti non nasce niente è un evento che partirà alle 12 in via XX Settembre, per adottare le aiuole adiacenti a Via Fiume e Viale Brigata Liguria, presso il sottopassaggio ancora chiuso, e dare ufficialmente inizio ai lavori per la riqualificazione.

    Adottare un’aiuola è un piccolo gesto d’amore verso la città, un contributo per rendere più vivibili e a misura d’uomo le strade che attraversiamo ogni giorno.

    Tutti sono invitati a partecipare, presentandosi alle 12 di domenica con un paio di guanti, forbici da giardinaggio e abbigliamento adeguato.

    I lavori di manutenzione proseguiranno per tutto l’anno con cadenza regolare coordinati dai tecnici del Municipio Centro Est.

  • Festival della Scienza 2012: la marcia di Se non ora quando

    Festival della Scienza 2012: la marcia di Se non ora quando

    Disabile sulla sedia a rotelleGenova, città di saliscendi, in cui le barriere architettoniche costituiscono spesso un problema non solo per i disabili, ma anche per donne che portano i loro bambini in giro su passeggini e carrozzine. Sono sempre più numerose le iniziative di segnalazione e tentativo di superamento del problema: da progetti nati sul web come Wheelmap ad altri concomitanti a grandi eventi, come la barca accessibile presentata all’ultimo Salone Nautico.

    Anche in occasione del Festival della Scienza si opera dunque in tal senso, con un’iniziativa a cura del gruppo genovese di Se non ora quando: la marcia Inciampando s’immagina – il cui titolo si rifà alla parola chiave del Festival immaginazione – è una passeggiata nel centro di Genova, da via Roma a via Assarotti, dove i partecipanti vengono dotati di passeggini, protesi ortopediche, sedie a rotelle, carrelli della spesa e altro.

    La marcia si svolge in varie giornate del Festival, in particolare oggi (giovedì 1 novembre, ndr) e sabato 3 novembre con tre partenze nell’arco della giornata, alle 10, 14.30 e 17 presso l’Hotel Best Western City di via San Sebastiano. Ai percorsi parteciperanno personalità importanti della città, dalla Presidente del Festival della Scienza Manuela Arata, al Sindaco Marco Doria fino ad alcuni Assessori del Comune.

  • Festival della Scienza, volantinaggio dei lavoratori Ericsson

    Festival della Scienza, volantinaggio dei lavoratori Ericsson

    La vertenza Ericsson – 94 posti di lavoro a rischio nella nostra città – piomba sul Festival della Scienza. Stamattina, infatti, in occasione dell’iniziativa “Immaginando Genova: l’identità della città tra Smart City e Scienza”, i lavoratori della multinazionale svedese saranno presenti all’evento con un volantinaggio, a partire dalle ore 10 davanti all’ingresso di Palazzo Rosso, in via Garibaldi.

    Con Smart City, Genova diventa “intelligente” ed intende affermarsi ancor di più quale città della scienza e della ricerca. Questo, in sintesi, il senso dell’incontro in cui interverranno, tra gli altri, Manuela Arata, presidente del Festival della Scienza, Paolo Pissarello, vice presidente dell’Associazione Genova Smart City, il sindaco Marco Doria, e gli assessori allo Sviluppo economico e alla Cultura, Francesco Oddone e Carla Sibilla.

    Ebbene, in un simile contesto, il nascente polo tecnologico degli Erzelli è partito con il piede sbagliato, ovvero la procedura di licenziamento collettivo per 94 dipendenti della Ericsson.

    Per continuare a coinvolgere ed informare la cittadinanza e gli enti locali su tale problematica, la rappresentanza sindacale unitaria e le Organizzazioni sindacali confederali di categoria hanno organizzato il volantinaggio di oggi.

    Resta alta la preoccupazione per il futuro dei posti di lavoro «Ericsson parla di Genova quale sito d’eccellenza ma quale futuro vuole un’azienda che licenzia? – si domandano i lavoratori – La multinazionale ha goduto di oltre 41 milioni di euro di finanziamenti pubblici ma nonostante ciò continua sulla sua strada».

    Foto di Daniele Orlandi

  • Fnac: Municipio Centro-Est in piazza per dire no alla chiusura

    Fnac: Municipio Centro-Est in piazza per dire no alla chiusura

    Cittadini, rappresentanti istituzionali ed operatori economici si incontrano in piazza per dire “No alla chiusura della Fnac”. È l’ultima iniziativa sorta in difesa dei posti di lavoro della catena francese, messi a repentaglio dalla riorganizzazione aziendale del gruppo PPR (proprietario di Fnac ed altri marchi come Gucci e Bottega Veneta).
    Ad un anno dall’alluvione che ha duramente colpito il punto vendita genovese – dando avvio alla cassa integrazione per i suoi dipendenti – Il Municipio Centro Est ha convocato un’assemblea pubblica martedì 30 ottobre alle ore 16.30 in via Cesarea, proprio davanti alla sede di Fnac.

    Fnac è una catena francese presente in Italia con circa 600 dipendenti dell’età media di 30-35 anni. Il 13 gennaio 2012 la sede centrale di Fnac annuncia: «In Italia non sussistono più le condizioni per un’attività in proprio, la Fnac vaglierà tutte le possibili opzioni e prenderà una decisione entro l’anno».
    Ad oggi i dipendenti di Fnac Italia non hanno ricevuto alcuna informazione sul loro destino e su quello dell’azienda.

    Solo a Genova il negozio di libri, dischi ed elettronica dà lavoro a circa 60 persone più alcuni addetti del cosiddetto indotto. Inoltre, una sua eventuale chiusura, impoverirebbe l’intero tessuto commerciale dell’area.
    «Non possiamo lasciare soli i lavoratori di Fnac – commenta Simone Leoncini, Presidente del Municipio Centro Est – abbiamo il dovere di difendere l’occupazione e tutelare l’economia del territorio, già pesantemente logorata dalla crisi. Invitiamo pertanto tutti a partecipare e a far sentire la loro solidarietà».

    All’assemblea pubblica parteciperanno Francesco Oddone (assessore al commercio e allo sviluppo del Comune di Genova), rappresentanti dei lavoratori, degli operatori commerciali e dei CIV. Ha inoltre annunciato la sua partecipazione il parlamentare europeo Sergio Cofferati, autore di un’interrogazione a Strasburgo sul futuro di Fnac.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Pubblicità fai da te: una pagina Facebook per imparare a comunicare

    Pubblicità fai da te: una pagina Facebook per imparare a comunicare

    Cartelloni pubblicitari a Genova, urbanFate un esercizio: uscite di casa e date un’occhiata al primo manifesto pubblicitario che trovate per strada. A caldo, anche senza essere competenti in materia, cosa ne pensate? È ben fatto dal punto di vista estetico? Vi invoglia a visitare quella mostra o comprare quel prodotto? L’idea è interessante?

    Ogni manifesto pubblicitario è il frutto del lavoro di grafici, copywriter e altri esperti del settore. Elena Travi è una ragazza di 22 anni che ambisce a diventare una di loro: studia alla facoltà di Scienze della Comunicazione e in questo periodo sta svolgendo il tirocinio a Nuovaset, agenzia di comunicazione di Genova.

    Tra le sue attività, Elena ha creato una pagina Facebook che sta suscitando molto interesse a Genova: Pubblicità fai da te – Ahi ahi ahi analizza manifesti e spot che troviamo sui principali quotidiani e nelle strade di Genova, con occhio critico e un pizzico di ironia. Un modo per “imparare divertendosi” alla ricerca di buoni esempi ed errori, attraverso un mezzo di comunicazione alla portata di tutti. «Facebook è il social network attualmente più utilizzato e di conseguenza il mezzo più immediato e semplice per ottenere un riscontro esterno, un contato diretto con altre opinioni. Il web può essere un ottimo mezzo se utilizzato correttamente, ma ‘fare pubblicità’ non è semplice come sembra ed esistono delle regole ben precise. Credo che la differenza poi si veda nella pratica: se non si ha nulla da dire le persone lo capiscono».

    Quali sono queste regole? «In una campagna pubblicitaria non possono mancare chiarezza, immediatezza e una grafica attenzionale. Da non fare: dare informazioni in eccesso o in difetto e soprattutto non risultare comprensibili».

    Oltre all’analisi di pubblicità di prodotti commerciali, c’è anche spazio per valutare la comunicazione di eventi di grossa portata, come la mostra di Steve McCurry inaugurata da poco a Palazzo Ducale. Questa l’opinione di Elena in merito: «La scelta di analizzare la pubblicità di McCurry è stata fatta come esempio della disattenzione verso alcune informazioni, se non determinanti sicuramente utili. Non capisco il motivo (se non per una forte presunzione intellettuale) per cui si sia dato per scontato che Steve McCurry abbia un alto tasso di notorietà e che l’evento sia una mostra fotografica.
    A ciò si aggiunge che trovo “obbligatorio” comunicare se un evento è a ingresso libero o a pagamento. Questo è ancora più importante se chi propone l’evento è un soggetto pubblico. La comunicazione è anche un servizio quindi l’informazione dovrebbe essere esaustiva».

    Marta Traverso
    [foto di Roberto Manzoli]

  • Ex caserma Gavoglio: riprendiamoci gli spazi del Lagaccio

    Ex caserma Gavoglio: riprendiamoci gli spazi del Lagaccio

    Domani, Sabato 27 ottobre 2012, dalle ore 10, al Lagaccio, nell’area antistante l’ingresso dell‘ex Caserma Gavoglio e di fronte alla Parrocchia di San Giuseppe, in via Lagaccio, si svolgerà la manifestazione: “Voglio la Gavoglio – riprendiamoci gli spazi”.

    L’iniziativa – organizzata nell’ambito del percorso di quartiere “Voglio la Gavoglio”  – vedrà la partecipazione di numerosi cittadini, Parrocchia di San Giuseppe di via Lagaccio, Comitato Lagaccio, La Fratellanza Artigiana Genovese, Progettare la Città / la Valle del Lagaccio, ass. Quartiere in Piazza, Centro Sociale Autogestito TDN, Ya Basta Genova, Gruppo Amici Lagaccio, Gastronomia Lagaccio, alcuni commercianti di via Lagaccio.
    In attesa di un cenno dell’amministrazione comunale, la quale ha recentemente promesso l’avvio di un processo partecipativo per ridefinire il PUC, abitanti e associazioni scendono in strada con l’obiettivo di non far calare l’attenzione sull’area dell’ex Gavoglio60.000 metri quadrati chiusi ai cittadini ormai da 40 anni – che, invece, potrebbero trasformarsi in un’opportunità per il futuro del Lagaccio. «Aspettando il Comune…iniziamo a fare», questo lo slogan della giornata di Sabato, quando le persone coinvolte ripuliranno alcuni spazi di fronte alla ex Caserma, anch’essi lasciati in abbandono e occupati dalla presenza di un cantiere edile che non avrebbe alcuna ragione d’essere, considerato che il termine dei lavori era stabilito per fine febbraio 2010.

    Il percorso “Voglio la Gavoglio” unisce realtà associative e cittadini – impegnati da anni nel quartiere – in occasione della proposta dell’ultimo PUC che prevede un aumento delle aree agibili (quindi edificabili) pari al 130% del costruito esistente dentro la Gavoglio. Il precedente PUC (2001), invece, prevedeva la diminuzione al 70% del costruito. “Voglio la Gavoglio” ha presentato 450 osservazioni al PUC, inceppando la macchina comunale ed ottenendo un incontro ad agosto con il Vice Sindaco, Stefano Bernini.

    Durante l’incontro sono state presentate alcune richieste, in particolare:
    -realizzare un percorso di riprogettazione del PUC con la partecipazione del territorio. Il Vice Sindaco Bernini ha risposto che il Comune intende rivedere il PUC in alcuni punti e l’amministrazione individuerà un adeguato percorso di confronto con le comunità di cittadini (…alla quale appartiene anche il Comune, aggiungiamo noi);
    -realizzare un’assemblea pubblica su questo tema;
    – verificare la presenza di amianto nell’area. In merito a questo punto, sottolineano i promotori dell’iniziativa, non è ancora arrivata una risposta;
    – come osservazione aggiuntiva si è contestata la delibera fatta a maggio, a fine Giunta Vincenzi, che prevede il futuro della grande palazzina Ex Sati, sempre in via Lagaccio (su questo dettagli di seguito).

    La festa di domani vuole focalizzare l’attenzione sulle criticità che affliggono l’area.

    In diversi incontri pubblici l’ex assessore comunale, Mario Margini, ha menzionato un’opera di bonifica fatta dal Comune nei 5 anni passati. Questa affermazione, tra le altre, conferma il problema amianto. Inoltre, decine di colloqui con tecnici, esperti, assessori, testimoniano la preoccupazione per la presenza di amianto, non messo in sicurezza per lungo tempo. Il primo dato che emerge è la mancanza di informazioni: l’amianto – se esposto alle intemperie e all’aperto – potrebbe essersi diffuso in una zona densamente popolata, senza alcun controllo. «A causa del vento, alcuni tetti degli edifici sopra la caserma sono stati scoperchiati facendo sì che la copertura, forse di amianto rivestita di catrame, si sbriciolasse investendo il quartiere con le sue polveri e nessuno è intervenuto – denuncia “Voglio la Gavoglio” – Mentre attendiamo l’apertura del tavolo per ridisegnare le linee del Puc, sarebbe necessario scoprire cosa si nasconde nell’area. Manca un’analisi seria per capire quanto amianto è ancora presente in loco ed il suo livello di pericolosità per la popolazione».

    Ma non è tutto. Nella caserma esistono altri pericoli: parliamo di una rete di tunnel mai esplorata e di un rivo che scorre sotto la Gavoglio senza confini precisi e che potrebbe precludere alcune tipologie di costruzione (ad esempio box interrati).
    La Gavoglio è aperta per chiunque voglia entrarci: è sufficiente spingere il grande cancello all’ingresso o passare in diversi punti della sua enorme cinta. Tutto ciò, prima o poi, provocherà situazioni di pericolo per bambini, giovani, persone in cerca di un riparo. Per questo i cittadini chiedono la massima attenzione e celerità nell’occuparsi della questione.

    Inoltre, una parte del muro di cinta sul fianco sinistro è crollato, ormai da lungo tempo e non è mai stato riparato, mentre la viabilità sulla strada è impegnativa e rischiosa, soprattutto per chi transita a piedi.

    Infine la vicenda dell’Ex Sati: La palazzina Sati – bloccata da decenni senza apparenti motivi – è stata destinata a parcheggi con una delibera del maggio scorso (ex Giunta Vincenzi). La delibera, però, destina alcune migliaia di mq alla realizzazione di appartamenti ad uso sociale. «Niente contro questo tipo di alloggi – conclude “Voglio la Gavoglio” – ma gli ex assessori Mario Margini e Bruno Pastorino, avevano affermato pubblicamente che questi spazi sarebbero stati a disposizione del quartiere, come da richiesta dei cittadini. Si chiedeva, ad esempio, una sala che potesse ospitare incontri pubblici, riunioni e spazi per le attività delle diverse e meritevoli realtà che nel quartiere continuano a fare animazione sociale per anziani e minori».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Idee per la domenica pomeriggio? Anemmu in bici in corso Italia

    Idee per la domenica pomeriggio? Anemmu in bici in corso Italia

    corso italiaIncrociando le dita sull’avvento di Cassandra, ennesimo nome mitologico assegnato all’alternarsi di bello e cattivo tempo, domenica 28 ottobre corso Italia sarà nuovamente chiusa al traffico di auto e mezzi pubblici, per aprirsi a pedoni, biciclette e ogni altro mezzo di trasporto “muscolare e a impatto zero”.

    A un mese da Apriamo corso Italia la nuova iniziativa per rendere più bella ed ecologica una delle più suggestive arterie genovesi. L’iniziativa vede la presenza dei membri di Anemmu in bici a Zena, che saranno presenti con uno stand e coordineranno il percorso urbano in bicicletta dal Lido a San Martino, passando per il quartiere di Albaro (la mappa è consultabile sul sito bikemap.net, che fa parte del circuito Open Street Map).

  • Libri gratis al Berio Cafè: 100 copie da salvare dal macero

    Libri gratis al Berio Cafè: 100 copie da salvare dal macero

    Libri ScaffaleQuante volte ci è capitato di trovare nei bidoni dell’immondizia libri, fumetti o enciclopedie che qualcuno ha buttato, magari per via di un trasloco che impediva di far trovare loro il giusto spazio?

    Il Berio Cafè organizza un’iniziativa che ci auguriamo diventi un virtuoso precedente per chi ama la lettura e non vuole vedere i libri al macero: venerdì 26 ottobre, nell’orario di apertura del locale, ci sarà una distribuzione gratuita di 100 libri salvati da un brutto destino.

    Chiunque può venire e prendere quello che desidera.

  • I soldi dei gettoni? il Municipio Centro-Est li destina al sociale

    I soldi dei gettoni? il Municipio Centro-Est li destina al sociale

    I palazzi del Centro Storico di GenovaIl Municipio Centro-Est si conferma un ente virtuoso, capace di mettere in pratica una concreta “spending review” che dovrebbe essere d’esempio per tutte le altre amministrazioni municipali. Dopo aver deciso il cambio di sede – scelta unanime del consiglio – che ha permesso di eliminare il fitto passivo, con un conseguente risparmio di circa 45.000 euro annui per il Comune, adesso il Municipio Centro- Est recupera altri 14.500 euro, grazie ad un uso estremamente oculato dei gettoni di presenza, frutto della sensibilità di tutti i consiglieri.

    Preziose risorse economiche che saranno destinate al sociale. La delibera approvata dalla Giunta municipale, infatti, prevede 15 borse lavoro, ovvero un rimborso economico temporaneo (€ 250 al mese per tre mesi, eventualmente rinnovabile per altri tre mesi), una misura di contrasto alla povertà per persone selezionate dall’ATS (ex distretto sociale). L’impegno volontario (15 ore settimanali massime) si configura come un’incentivazione all’attività di volontariato con importanti ricadute sul territorio, in particolare a favore delle scuole del Municipio che necessitano di interventi di manutenzione e delle persone anziane in difficoltà (ad esempio la consegna pasti a domicilio, ecc.).

    «Stiamo facendo l’impossibile per far fronte ai tagli  – spiega il presidente del Municipio, Simone Leoncini- E’ importante avere offerto questa opportunità a persone che vivono una situazione di difficoltà sociale e, contestualmente, fornire una risorsa per la scuola e il territorio».

    «Ci auguriamo, però, un cambiamento di rotta a breve – continua Leoncini – i tagli ai servizi e agli enti locali devono finire, altrimenti sarà impossibile far fronte ai crescenti bisogni dei cittadini. Giunta municipale e Consiglio stanno dimostrando un senso di responsabilità ammirevole, ma non possiamo certo fare i miracoli».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     


     

  • Videopoker e slot: cosa è stato fatto contro il gioco d’azzardo?

    Videopoker e slot: cosa è stato fatto contro il gioco d’azzardo?

    IL PRECEDENTE

    Ottobre 2011: la Camera di Commercio di Genova ha pubblicato un’indagine secondo la quale tra il 2005 e il 2010 i locali in cui si pratica gioco d’azzardo sono aumentati del 63%. L’ultimo in ordine di tempo inaugura a Certosa, proprio mentre il Monopolio di Stato fissa nuove regole per la presenza di slot machine, video poker e analoghe “macchinette” all’interno di negozi e locali: come vi avevamo raccontato allora su Era Superba, vige l’obbligo di riservare agli apparecchi di gioco un’estensione di 2 metri quadrati (da moltiplicare per il numero di postazioni, in caso di macchinette che permettono il gioco a più utenti in contemporanea).

    Se da un lato si cerca dunque di limitare l’eccessivo assembramento all’interno di uno stesso locale, non ci sono provvedimenti per contenere il numero di attività commerciali che in uno stesso quartiere permettono il gioco d’azzardo.

    Marzo 2012: gli abitanti di Rivarolo avviano una raccolta firme contro l’apertura di nuove sale da gioco, che ottiene circa 1.800 adesioni e si trasforma in una petizione popolare che coinvolge tutta la città, da indirizzare alle Commissioni competenti in Parlamento.

    Aprile 2012: la Regione Liguria vara una legge contro il gioco d’azzardo, firmato dai consiglieri Lorenzo Basso (Pd) e Massimo Donzella (Noi per Claudio Burlando), volto a contrastare soprattutto la dipendenza dal gioco d’azzardo, una vera e propria sindrome chiamata ludopatia che secondo il Ministero della Sanità coinvolge circa un milione di persone solo in Italia. In particolare, la legge imporrà agli esercenti di stampare ed esporre avvertenze (labuso di gioco provoca dipendenza; il gioco eccessivo può ridurti in povertà, ecc) e di devolvere il 3% degli incassi delle macchinette a un Fondo contro la dipendenza da gioco, che dovrà essere istituito tramite un decreto ministeriale.

    L’iniziativa ligure arriva contestualmente all’annuncio del Ministro della Sanità Balduzzi, che intende assimilare ufficialmente la ludopatia alle dipendenze da droga e alcol e inserirne la cura nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza, ossia le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento del ticket).

    Settembre 2012: la legge regionale è inapplicata. Nonostante il provvedimento entrato in vigore in primavera, è prevista entro breve l’apertura di 16 nuove sale a Sampierdarena nella zona di via Molteni, via Avio e via Buranello. La principale critica mossa alla legge è il suo carattere generico, in quanto impone semplicemente la “lontananza delle sale da gioco da scuole o da altri luoghi frequentati da soggetti deboli“.

    IL PRESENTE

    Prosegue la lotta al gioco d’azzardo, che in questi mesi ha visto i cittadini impegnati nel contrasto all’apertura di nuove sale, in particolare nelle zone di Certosa e Sampierdarena. È stimato che a Genova ci sono circa 600 sale gioco, un numero che comprende solo i locali destinati esclusivamente al gioco d’azzardo e non i numerosi bar, tabaccherie e locali di altro genere che hanno al loro interno le macchinette pur svolgendo anche altre finalità commerciali.

    A fronte degli ostacoli nell’applicazione della legge regionale varata lo scorso aprile, un provvedimento del Municipio Centro Est ha da poche settimane creato un precedente che potrebbe cambiare notevolmente la situazione. Come ci ha spiegato l’Assessore Maria Carla Italia, il 9 ottobre è stata approvata una mozione secondo cui il Municipio non rinnoverà le concessioni ai locali che hanno al loro interno slot machine e altri dispositivi per il gioco d’azzardo.

    Anche il Municipio Medio Levante si è mosso in questo senso, ma con un provvedimento differente: è stata infatti preparata una vetrofania da esporre sulla porta degli esercizi commerciali che non hanno apparecchi per il gioco d’azzardo.

    Marta Traverso